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	<title>claudio-damiano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "claudio-damiano"</description>
	<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 15:11:33 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[quadrara delle aquile]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/31/quadrara-delle-aquile/</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 15:56:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
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<description><![CDATA[metto qui, nel blog della montagna, nel blog che va dietro al paesaggio, un dialogo del poeta CLAUDI]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>metto qui, nel blog della montagna, nel blog che va dietro al paesaggio, un dialogo del poeta <font color="#ff0000">CLAUDIO DAMIANI</font>, prossimo ospite della comunità. _ f.a.</strong></p>
<p><font color="#000080"><strong>Caro Francesco, c’è stato un momento oggi quando camminavamo su quel tratto in quota sul sentiero piccolo nella parte nord che ho avuto un momento come di sospensione, mi sentivo leggera come senza gravità, gli alberi mi respiravano intorno e anche loro sembravano senza peso. Se mi fossi seduta avrei fatto più fatica, se anche fossi stata in volo, ferma <!--more-->trasportata dalla corrente, avrei fatto più fatica. Camminare in quel momento</strong></font> su quel sentiero era come essere sospesa nel vuoto, e non avere nessuna vertigine, era come stare ferma, perfettamente ferma, come non stiamo mai …</p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Laura a me è successo quando sulla Quadrara delle Aquile ci siamo distesi sulla pietra. Era pietra eppure come era morbida! Dovremmo studiarlo questo calcare del Soratte per come è secco e come è morbido. Stavo sdraiato con le gambe aperte sul duro della pietra, in pendenza per giunta, eppure mi sembrava di non avere peso. Sentivo il sole che mi accarezzava e mi penetrava lentamente dentro, mi avvolgeva nel suo calore. I boschi del versante sud, in che silenzio e in che discrezione posavano! Guardarli quasi faceva trattenere il fiato, quasi la vista non si reggeva e preferivo non vedere, volevo soltanto posare sulla pietra come una cosa e sentire il sole che mi baciava. Tutto lo spettacolo del panorama, non me ne importava niente. Per me era come se non ci fosse. E anche la bellezza dei boschi, non la volevo vedere, la scacciavo via.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Francesco ti ricordi che c’erano un po’ di nuvole, ma avevano lasciato libero il sole. Vagavano qua e là nella brezza. Se lo avessero coperto avremmo sentito freddo. Invece così il sole, per il tempo che si concesse, e regnò sovrano brillando, emanava un tepore, anzi un vero calore, che ci stupiva. Era capace anche di riscaldare il vento freddo, di fermarlo e insieme riscaldarlo: “Ehi tu vento, stai calmo”, e intanto lo riscaldava con il suo alito. Noi eravamo dimentichi delle nuvole, ma loro c’erano. Vagavano ignote. Noi non le pensavamo, ma loro esistevano. Le erbe erano umili, care, non erano superbe di stare a quella altezza. Non dicevano: “Noi stiamo qui alla Quadrara, tutte le altre stanno in basso”. Crescevano come se fossero in basso anche loro. E questa cosa mi faceva venire da piangere. Ma nello stesso tempo mi dava una forza incredibile. </font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">E’ vero Laura, le nuvole c’erano, e noi le avevamo dimenticate. Loro ci guardavano e noi non le guardavamo. Ma anche i boschi non guardavamo, e il paesaggio meraviglioso. Io, con la testa appoggiata alla pietra, tenevo gli occhi senza guardare nel cielo. Sprofondavo come mi succede nell’immensità dello spazio, ma senza vertigini, o con molto poche. Meno di altre volte. Potevo fissare il cielo anche a lungo, anche se poi un po’ di paura mi veniva. Non mi sembrava di cadere, mi sembrava di stare sospeso. Ho detto: “Aspetta un attimo”. Poi sono tornato a stare sospeso. A un certo punto proprio davanti agli occhi m’è passato un aereo: mi sono detto: ma come accidenti fa a volare nel cielo? e nello stesso tempo mi sono detto: ma come si permette di fare una cosa del genere! E nel tempo che pensavo questo il cielo cadeva sopra di me, rovinava come un castello di carte, non era più sacro Etere, era aria, niente. Ma mentre sentivo la capacità umana prometeica, l’uomo sveglio tecnologico faber, la forza che acquistiamo, il maggiore potere, il cielo si allontanava dietro l’aereo, riproponendo, solo un po’ distanziata, la stessa profondità e la stessa vertigine. L’aereo era diventato quasi un disturbo, come l’aereo di carta che lancia il fanciullo e ti colpisce, non ti fa male ma ti disturba. Come mi disturbavano a volte, sulla cima della Quadrara, i rumori dei paesi, rumori di motori dalle strade o dalla ferrovia. E io li dovevo sopportare. Come anche se stai sdraiato una formica ti sale addosso e ti rompe un po’, è inutile negare, e la devi sopportare. Come San Francesco negli ultimi giorni di vita aveva quel tormento dei topi, che lo infastidivano continuamente. Ma lui doveva sopportare.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Francesco hai ragione, guarda gli alberi come stanno fermi. Noi camminiamo e loro non fanno una grinza, ci guardano non so se con invidia o pietà. Noi a volte ci fermiamo, loro non si fermano mai. Hanno una costanza esemplare. Non scappano come facciamo noi, non fuggono davanti al nemico. Quando l’incendio avanza, loro restano lì fermi e aspettano il fuoco.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Laura, quante ore starei vicino a loro in silenzio. Chissà che cosa pensano di noi, non parlano, non dicono niente. Forse non ci vedono, forse ci avvertono come avvertono qualsiasi animale, qualsiasi cosa che si muove nelle loro vicinanze. Non sono capaci di distinguerci. E tra loro, chissà se comunicano? Noi stavamo abbracciati ieri vicino ai loro tronchi, ma loro come possono abbracciarsi?</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Non ne hanno bisogno, forse, Francesco. Forse si amano a distanza, affidando al vento i loro semi e amandosi senza conoscersi. Forse anche io e te non ci conosciamo, è il vento che fa incontrare i nostri semi. Forse anche io e te non ci abbracciamo.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoBodyText"><font face="Times New Roman">Laura a volte penso che gli alberi ci invidino, che pensino: “Beati voi che vi potete muovere, potete andare dove vi pare. Se avete sete potete andare a bere, se arriva l’incendio vi potete allontanare”. Pensa gli uccelli, li sentono saltellare tra i loro rami, poi li sentono a un tratto spiccare il volo e immergersi in quel cielo in cui loro anche sono immersi. Ma io vorrei dire loro: “Alberi, voi invidiate noi, e noi invidiamo voi”. E gli uccelli quando attraversano il cielo, lo attraversano più di un albero? Per il fatto che arrivano fino alle nuvole, lo capiscono di più?</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Francesco a me piace stare vicino a loro. Sentirli respirare, sentire i loro sussurri, il loro parlottio continuo e le idee che scorrono nella loro mente. Mi piace toccare i tronchi e stringerli, o anche appoggiare la guancia su di loro. O anche stare ferma seduta accanto a loro, senza fare niente. Mi piace respirare vicino a  loro. Sentire che il tempo che scorre per me, è lo stesso che scorre per loro.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Anche a me, Laura, piace stare vicino a loro, anche senza guardarli. Quando interrompo il camminare e mi sdraio o mi siedo da qualche parte anche Molli si siede accanto a me, e io vorrei ringraziarla che mi sta vicino, vorrei rassicurarla, perché magari si domanda: “Perché si è fermato?”, “Che è successo?”. Ma lei mi sta accanto e si siede. Così anche agli alberi vorrei dire: “State tranquilli, mi sono fermato qui un momento. Va tutto bene”. E anche vorrei ringraziarli, perché stanno accanto a me seduti e mi fanno compagnia, mi lasciano stare nonostante io invada il loro territorio, e gli venga a rompere le scatole. Forse mi sopportano con rassegnazione, e continuano a pensare ai casi loro, a sussurrare bisbigliando, muovendo appena le foglie, a inebriarsi del cielo e dell’aria, a guardarsi tra di loro senza toccarsi, a succhiare dalla terra la linfa vitale, che li fa crescere e prosperare.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Sì Francesco, sotto la metà che vediamo c’è l’altra metà che non vediamo. Una metà sta nel cielo, l&#8217;altra metà nella terra. Essi partecipano in egual misura, della luce e del buio. Eppure sono così equilibrati, così composti e sereni. Se il vento è forte loro lasciano che soffi, piegando i loro rami. Lasciano che si sfoghi, senza dirgli niente. Sanno che dopo un po’ si calmerà, che l’aria ritornerà quieta.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Cara Laura, giorni fa scendevo dal passo Mazzocchia per quel sentiero ripido tra i sassi, sul lato sud della montagna. Erano le quattro del pomeriggio, avevo ancora un’ora di luce. Giornata azzurra, con un sole caldo, che bruciava l’aria frammezzo. Seguivo i sassi che scendevano erti, tra le anse dei cespi alti e magri. A un tratto mi sono seduto su un sasso nel sentiero nell’ombra; non vedevo il paesaggio perché i cespi me lo coprivano. Guardavo il sasso e il calcare su cui sedevo. Poroso e fragile e insieme tenace, che aveva resistito milioni di anni, anche quando il monte era un’isola circondata dal mare. Aveva resistito e era stato, era durato per tanto tempo. Aveva guardato il mare, e adesso guardava me, e il cielo. Forse più rugoso di un tempo, più vecchio. Forse più fragile e secco, più facile a rompersi. Tanta acqua era caduta su di lui, tanta acqua e tanta aria, tante erbe e tanti animali, tanti giorni e tante notti. Eppure sembrava quieto, quasi un po’ smemorato. Sentivo il suo respiro piccolo, lento. Tenevo una mano su di lui, e non sapevo staccarmene.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Francesco anch’io voglio rivedere i sassi, voglio stare vicino a loro, voglio sdraiarmi e appoggiare la mia guancia sulla loro guancia. Voglio sentire il loro respiro, il battito lento dentro. Vorrei che mi raccontassero tutto quello che hanno visto. L’età del mare e l’età dei ghiacci, gli animali mostruosi antichi, i romani, gli anacoreti e le streghe, i ladri e i briganti, i tesori nascosti nelle loro viscere. Vorrei che mi dicessero dov’è l’oro, solo per saperlo, senza mai andare a prenderlo.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Laura hai presente il libro di vetta alla Quadrara che non abbiamo mai aperto, su cui mai abbiamo scritto? L’ho aperto ieri sfilandolo da quella specie di scatola di ferro, e l’occhio m’è caduto su questa poesia che ti mando. Non c’era il nome dell’autore, né la data.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"></font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Caro monte, tu stai messo in una certa posizione</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">con una parte a sud più secca, coperta di radi cespugli</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e una a nord più umida e verde: qui crescono carpini e faggi</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e è bello camminare sui sentieri piccoli</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">ascoltando l’aria umida e posando la mano sul muschio</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">che ricopre le antiche pietre.</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Tu da quanti milioni di anni stai in questa posizione</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e vedi il sole sempre dalla stessa parte</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e la città distesa nella grande piana, Roma,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e il mare lontano dietro di lei,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e fosti visto da Orazio, una mattina innevato,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e vedesti, molti anni fa, il mare che ti lambiva i piedi,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">fosti un’isola dove crescevano piante misteriose,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">poi il mare si prosciugò, e per molto tempo vivesti</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">senza che ancora fosse nata Roma.</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Dietro di te erano e sono altri monti,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">ma tu cresci isolato, e da ogni parte ti si vede.</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Non sei alto, anzi sei basso, ma io amo</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">camminare nei tuoi ombrosi boschi,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e tra i cespugli della vegetazione riarsa</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">amo salire sulle tue punte, e restare un po’ a dormire</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">stando sdraiato su in cima, senza guardare il panorama.</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Amo posare la mano sulle tue pietre,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">amo sentire la loro secchezza, e la loro fragilità,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">il loro essere vicino alla polvere</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e al tempo stesso resistere, il loro essere bucherellate</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">in infiniti modi, ma non aver ceduto,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">il loro essere pietre che hanno visto tante cose,</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">e il loro essere sempre e rimanere bambine.</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">.</font></p>
<p align="left" style="text-align:justify;margin:0 40.9pt 0 54pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">.</font></p>
<p><font size="3" face="Times New Roman"></font></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#ff0000">DOMENICA 3 FEBBRAIO _________________________</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">la Comunità Provvisoria si riunisce ad Ariano Irpino  </font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">ore 17 &#8211; Museo della Ceramica, centro storico</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">visita guidata e conoscenza della storia e dei manufatti ceramici</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">incontro con amici, amministratori e cittadini, a cura di Mimmo Cambria e Antonio Romano</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">presentazione della Comunità Provvisoria e raccolta nuove adesioni </font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">sottoscrizione della petizione per la salvaguardia della salute e del paesaggio in Irpinia</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#000080">dibattito sul ciclo dei rifiuti e sulle discariche intercomunali</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><font color="#ff0000">incontro conviviale e gastronomico al Bivio di Villanova</font></strong></p>
<p class="MsoNormal"><em>con preghiera di diffondere questa comunicazione inviandola ognuno alla proprio mailing list</em></p>
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