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	<title>climatici &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/climatici/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "climatici"</description>
	<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 18:33:15 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Tutti in marcia contro il global warming]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/25/tutti-in-marcia-contro-il-global-warming/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:59:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche il FAI partecipa a “100 piazze per il clima&#8221; Ridurre le emissioni inquinanti che ogni gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4>Anche il FAI partecipa a “100 piazze per il clima&#8221;</h4>
<p><a href="apriImmagine('100_piazze_clima_d.jpg',800,800)"> <img title="Tutti in marcia contro il global warming" src="http://www.fondoambiente.it/upload/articoli/100_piazze_clima_c.jpg" border="0" alt="" /> </a></p>
<p><em>Ridurre le emissioni inquinanti che ogni giorno mandiamo nell&#8217;atmosfera per fermare il riscaldamento globale. E&#8217; questo il messaggio accorato di “100 piazze per il clima”, l&#8217;iniziativa promossa dalla “Coalizione in marcia per il clima” che racchiude numerose associazioni fra cui anche il FAI. Un appuntamento fondamentale per invertire il global warming in vista del summit delle Nazioni Unite a Copenaghen di dicembre, dove i capi di stato di tutti i Paesi del mondo si riuniranno per cercare un accordo su come arrestare i cambiamenti climatici.</em></p>
<p>Temporali violenti, frane, alluvioni, ondate di calore, diffusione di malattie cui non eravamo abituati, scioglimento dei ghiacciai che alza il livello dei mari, desertificazione di zone sempre più vaste della Terra. Gli effetti della “<strong>febbre</strong>” di cui è vittima il nostro <strong>pianeta</strong> sono visibili ovunque ed è quindi giunto il momento di <strong>fare qualcosa</strong>, partendo dalla <strong>riduzione delle emissioni inquinanti</strong> che ogni giorno mandiamo in atmosfera.</p>
<p>E&#8217; tempo di agire, ora, a pochi giorni dal <strong>summit delle Nazioni Unite</strong> in programma a <strong>Copenaghen</strong> dal 7 al 15 dicembre, dove i capi di stato di tutti i Paesi del mondo si riuniranno per cercare un accordo su come arrestare i <strong>cambiamenti climatici</strong>. Per questo motivo, la “<strong>Coalizione in marcia per il clima</strong>”, che racchiude numerose associazioni fra cui anche il FAI, invita tutti i cittadini a mettersi in marcia, chiedendo al Governo italiano di farsi promotore di un&#8217;iniziativa politica forte a Copenaghen che porti a un accordo mondiale equo, solidale e vincolante per la riduzione dei gas serra.</p>
<p>Ma non solo. I promotori di &#8220;<strong><a href="http://www.100piazze.it/" target="_blank">100 piazze per il clima</a></strong>&#8220;, che hanno organizzato una <strong><a href="http://www.100piazze.it/" target="_blank">raccolta firme sul sito dell&#8217;iniziativa</a></strong>, sottolineano inoltre la necessità che il <strong>Governo</strong> si adoperi per ridurre nel nostro Paese le emissioni di gas che danneggiano il clima della terra; eliminare lo spreco di energia che serve per illuminare, riscaldare e rinfrescare le nostre case; migliorare l&#8217;efficienza energetica di industrie e trasporti; valorizzare il contributo dell&#8217;agricoltura e far posto alle fonti energetiche rinnovabili, sicure e non inquinanti; introdurre infine l&#8217;obiettivo di fermare la deforestazione e le emissioni associate a livello globale entro il 2020 e nelle aree critiche entro il 2015.</p>
<p><a href="http://www.100piazze.it/" target="_blank"><em><strong>Firma anche tu per fermare la “febbre” del pianeta</strong></em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Artico: sconvolgimenti ambientali più rapidi del previsto ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/29/artico-sconvolgimenti-ambientali-piu-rapidi-del-previsto/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 07:56:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Interessante il fatto di come molti siano pronti a credere a qualsiasi profezia catastr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao: </strong>Interessante il fatto di come molti siano pronti a credere a qualsiasi profezia catastrofica sulla fine del mondo per questo o quel giorno, tutte basate su eventi non modificabili e poi fingano di non vedere i segnali precisi che arrivano dal pianeta che ci ospita. Segnali di un disagio ambientale che, peraltro, potremmo ancora modificare, in meglio ovviamente.</p>
<p>Io, come tanti altri, faccio molto (<em>sicuramente non abbastanza</em>) per cercare un miglioramento, ma è frustrante avere la consapevolezza del fatto che basterebbero poche cose per migliorare, ma le dobbiamo fare tutti insieme. E per una massa di ignoranti, pigri ed egoisti, il mondo va in malora.</p>
<p>Piccoli gesti quotidiani &#62; <a href="http://paoblog.wordpress.com/2009/10/27/con-17-gesti-quotidiani-20-emissioni/" target="_blank">http://paoblog.wordpress.com/2009/10/27/con-17-gesti-quotidiani-20-emissioni/</a></p>
<p>Scusate il gioco di parole e la volgarità, ma è una rottura di coglioni vivere in un mondo abitato da coglioni&#8230;.</p>
<p>Articolo correlato &#62; <a href="http://paoblog.wordpress.com/2008/09/06/perche-non-ce-la-faremo/" target="_blank">http://paoblog.wordpress.com/2008/09/06/perche-non-ce-la-faremo/</a></p>
<p>°°°</p>
<p>I cambiamenti climatici nell&#8217;Artico sono più evidenti che in tutto il resto del Pianeta. Qui, gli impatti hanno effetti devastanti sul vento, sullo scioglimento dei ghiacci, sulle correnti marine, sulle aree limitrofe, su animali e vegetazione. A scattare la fotografia sullo stato del Circolo polare Artico ci pensa l&#8217;aggiornamento annuale, a ottobre 2009, del rapporto «Artic report card» del distretto del Programma climatico del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) del Dipartimento Usa del commercio.</p>
<p>Nonostante nell&#8217;estate appena trascorsa l&#8217;Artico abbia fatto registrare un pò più di ghiaccio rispetto al 2007 o 2008, gli scienziati hanno individuato, da 5 anni a questa parte, dei cambiamenti drastici nella regione Artica con un tasso di sconvolgimento ambientale più rapido del previsto.</p>
<p>Alcuni dei risultati principali sono divisi per area. Nel capitolo sull&#8217;atmosfera, per esempio, si parla dell&#8217;influsso di venti provenienti dal Sud che provocano lo scioglimento del ghiaccio marino estivo che viene sostituito ogni anno. Sull&#8217;Oceano, l&#8217;effetto è di avere acqua più calda e meno salata. Ogni anno aumenta la perdita dello strato di ghiaccio permanente della Groenlandia.</p>
<p>Il cambiamento di queste condizioni determina anche impatti sugli eventi meteorologici come l&#8217;aumento delle piogge in Siberia e la diminuzione delle nevicate in Nord America. Per non parlare degli effetti della perdita di ghiaccio sugli animali, sulla vegetazione e sui pesci.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[rifugiati climatici]]></title>
<link>http://paoladifraia.wordpress.com/2009/10/18/rifugiati-climatici/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 12:27:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoladifraia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Les réfugiés climatiques: Un conseil des ministres en tenue de plongée : samedi 17 octobre, le gouve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Les réfugiés climatiques</strong>: Un conseil des ministres en tenue de plongée : samedi 17 octobre, le gouvernement des Maldives devait se réunir six mètres sous l&#8217;eau pour dénoncer le réchauffement. La montée de l&#8217;océan menace d&#8217;engloutir l&#8217;archipel. Ses 400 000 habitants seraient alors en quête d&#8217;une terre d&#8217;accueil&#8230; sans pouvoir revendiquer le droit d&#8217;asile ni le statut de réfugiés. Car &#8220;le cadre juridique actuel ne permet pas de prendre en compte les migrations provoquées par le changement climatique&#8221;, résume </em><a href="http://paoladifraia.wordpress.com/sujet/a61a/charles-ehrhart.html"><em>Charles Ehrhart</em></a><em>, responsable de cette question à l&#8217;ONG Care. (<a href="http://www.lemonde.fr/planete/article/2009/10/17/les-refugies-climatiques-en-quete-de-statut-juridique_1255210_3244.html#ens_id=1234881" target="_blank">Le Monde.fr</a>)</em></p>
<p>Considerando quanto abbiamo a cuore il problema dei rifugiati politici (ma c&#8217;è <a href="http://it.euronews.net/2009/10/18/200-mila-in-corteo-a-roma-contro-il-razzismo-e-le-discriminazioni/" target="_blank">sempre</a> <a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_21/onu_italia_repingimenti_libia_1d33d6e4-a6a4-11de-8d5f-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">speranza</a>) non so quanto potrebbe aver presa il problema dei rifugiati climatici. La notizia della riunione del governo delle Maldive, sei metri sotto il mare, è poesia in sè. Il problema del riscaldamento globale purtroppo no. Resto convinta che certi neologismi non facciano bene alla causa, come ho scritto <a href="http://paoladifraia.wordpress.com/2009/10/09/indignazione-s-f-sdegnato-risentimento-e-ribellione-verso-tutto-cio-che-offende-la-dignita-propria-o-altrui/" target="_blank">qui</a>. Non nego il valore e la necessità di nuove formule giuridiche per affrontare i nuovi problemi della nostra società. Solo che le formule giuridiche (reato-pena, offesa-danno etc.) hanno bisogno di una coscienza sociale e di un sostegno consapevole della società in cui sono prodotte. Su questo punto forse andrebbe fatto uno sforzo in più. A fronte di una iperspecializzazione non c&#8217;è uno straccio di consapevolezza.</p>
<p>Sulla coscienza, sarebbe il caso di parlare più apertamente del tema. Se non è un tema, come accadeva una volta, di cui si fa carico pedagogicamente la scuola, se non se ne occupa con proposte serie e sostenibili la politica (siamo rozzamente fermi tra l&#8217;utopia e la negazione; c&#8217;erano dei buoni esempi, e il caso Germania sul nucleare ha del paradossale).</p>
<p>La coscienza. Durante il Festival di Internazionale a Ferrara mi è capitato di assistere a questa scena:</p>
<p>aspettavo con l&#8217;addetto stampa di una scrittrice palestinese il mio turno per intervistarla. Abbracciato ad una ragazza bruna passa un ospite del festival, uno scrittore croato, poeta. Il ragazzo accanto a me va a fermarlo e lui:</p>
<p>&#8220;lo so che non ti ho risposto, sapevo di trovarti qui, ho visto che mi hai chiamato qualche settimana fa e anche oggi, e non ti ho risposto&#8221;</p>
<p>&#8220;infatti&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;speravo che ti arrabbiassi, anzi vorrei che ti arrabbiassi ancora di più, lo so che volevi invitarmi al tuo matrimonio&#8230;ma io sono in sciopero di affetto con gli italiani da quando ho sentito della legge sui respingimenti. Io sono qui a Ferrara solo per un rapporto di lavoro. Perchè mi pagano. Finchè non vi ribellate voi italiani perbene che pagate le tasse, io sono in sciopero di affetto con voi&#8230;solo togliendoci tutti un pezzo di cuore le cose potrebbero cambiare&#8230;&#8221;</p>
<p>Non sospettavo di essere d&#8217;accordo col poeta.</p>
<p>Certo non siamo abituati, e forse nemmeno più lo riteniamo utile, a soffermarci sulla portata rivoluzionaria della poesia, ma è un fatto il grado di assuefazione che possiamo tollerare nelle nostre vite. Ci si abitua a tutto, per questo resteranno sempre la cosa più importante la voce e le azioni di chi denuncia. Anche quando non si riesce a vedere subito l&#8217;effetto che fa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/29/cambiamenti-climatici-2/</link>
<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 06:07:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scienza ed obiettivi di lungo termine. La ricerca scientifica non ha, ad oggi, provato in maniera ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Scienza ed obiettivi di lungo termine. La ricerca scientifica non ha, ad oggi, provato in maniera ce]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[G8: potenze economiche deludono su cambiamenti climatici]]></title>
<link>http://bro3ka.wordpress.com/2009/07/19/g8-potenze-economiche-deludono-su-cambiamenti-climatici/</link>
<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 09:28:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>bro3ka</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;AQUILA (Reuters) &#8211; Il fallimento delle principali economie mondiali nel fissare un obi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;AQUILA (Reuters) &#8211; Il fallimento delle principali economie mondiali nel fissare un obiettivo per il dimezzamento delle emissioni a effetto serra globali entro il 2050 nel vertice G8 italiano è una battuta d&#8217;arresto sulla strada di un accordo alla conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre a Copenhagen.</p>
<p>Ma un riferimento nelle bozze dei documenti del Gruppo degli Otto e del Forum delle Economie maggiori &#8211; che raggruppa 17 paesi per un totale di circa l&#8217;80% delle emissioni globali di gas &#8211; è un passo che, se assunto seriamente, porterà a forti tagli nelle emissioni.</p>
<p>Il summit, che si è aperto oggi e durerà fino al 10 luglio, con una sessione del Forum che si terrà domani, è considerato da molti attivisti sui cambiamenti climatici come una possibilità per superare lo stallo sulla ripartizione dei tagli alle emissioni di gas a effetto serra, in quello che potrebbe essere una sorta di mini-piano per il trattato Onu.</p>
<p>Ma al vertice di ieri del Forum, Cina e India hanno respinto l&#8217;appello dei paesi G8 a sottoscrivere l&#8217;obiettivo del dimezzamento delle emissioni mondiali di &#8220;greenhouse gas&#8221; entro il 2050.</p>
<p> Fonte:<br />http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5670PZ20090708</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al telefono la lotta ai disastri ambientali in Africa]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/06/19/al-telefono-la-lotta-ai-disastri-ambientali-in-africa/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 05:18:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un articolo di Giorgia Scaturro &#8211; www.wired.it Pensando alle distese africane, immaginare di v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un articolo di Giorgia Scaturro &#8211; www.wired.it</p>
<p>Pensando alle distese africane, immaginare di vedere spuntare 5000 antenne di telefonia mobile magari ci può abbagliare per un secondo. L’attimo dopo è speranza.</p>
<p>Appeso ad un network di telefonia mobile è il futuro di decine di migliaia di persone, le popolazioni africane che sono le più drammaticamente colpite dai cambiamenti climatici. L’Africa Sub Sahariana da sola ha un quarto delle <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-05/29/anatomia-di-una-crisi-silenziosa-il-climate-change-uccide-300mila-persone-all%27anno.aspx">300mila vittime che ogni anno muoiono per colpa del  climate change</a>.</p>
<p>Le tempeste mietono circa 5000 vite all’anno solo sul Lago Vittoria. E da qui parte il progetto di Global Humanitarian Forum con <a href="http://www.ericsson.com/">Ericsson</a> ed operatori mobili locali come <a href="http://www.zain.com/muse/obj/portal.splash">Zain</a>: si tratta di prevenire le catastrofi ambientali e sviluppare un sistema di risposta adeguata. Attorno a questa regione del Kenya saranno istallate le prime 19 stazioni automatiche di rilevamento meteorologico, che raddoppieranno la capacità di monitoraggio sul lago Vittoria, la tecnologia sarà estesa anche a Tanzania e Uganda.</p>
<p>Con meno di 300 stazioni meterologiche l’Africa attualmente è coperta da un network 8 volte inferiore agli standard del <a href="http://www.wmo.int/pages/themes/WMO_climatechange_en.html">WMO</a>, partner del progetto. Nei prossimi anni su tutto il continente africano sorgeranno 5000 stazioni automatiche di rilevamento meterologico  che si appoggeranno a siti di telefonia mobile, nuovi ed esistenti.</p>
<p>Attraverso il suo Mobile Innovation Centre in Africa la Ericsson svilupperà applicazioni per celulari che dovrebbero facilitare la comunicazione via cellulare dei dati elaborati dai servizi meterologici e idrologici (NMHSs) africani. Gli operatori di telefonia mobile, anche locali, gestiranno  le nuove stazioni di rilevamento   trasmettendo ai servizi nazionali informazioni metereologiche utili a salvare vite umane. I dati potranno essere sfruttati da scienziati, enti che gesticono le risorse idriche ed energetiche, compagnie di trasporto.</p>
<p>“Siamo il principale gestore dele telecomunicazioni in Africa da 100 anni e questa iniziativa è un’opportunità unica per mitigare l’impatto del climate change e al tempo stesso  rafforzare i network meteorologici nel continente – ha detto  Carl-Henric Svanberg presidente di Ericson, che ha invitato nel progette gli altri operatori locali.</p>
<p>Le prime centrali si appoggeranno proprio alla Zain: “Le comunità africane potranno disporre più facilmente delle informazioni meterologiche, la telefonia potrà davvero milgliorare la qualità di vita e la sicurezza di persone nelle aree più remote del mondo” ha commentato per parte sua Saad Al Barrak CEO della compagnia di telecomunicazioni africana.</p>
<p>Per farsi un’idea circa il 70% degli africani dipendono da agricoltura e pastorizia, i contadini africani ancora applicano metodi agricoli risalenti alla loro tradizione centenaria, e le loro osservazioni empiriche del tempo sono state ora stravolte dai cambiamenti climatici. Un rapporto di Global Humanitarian Forum  stima che da qui al 2020 i raccolti saranno decimati  del 50%, mettendo in pericolo  700 milioni di persone.</p>
<p>“ Non siamo mai stati capaci di istituire un monitoraggio meterologico di queste dimensioni prima d’ora, unire le competenze  specifiche di diversi attori privati e pubblici contribuirà a salvare vite mane e a migliorare la qualità di vita delle comunità africane, che sono in prima linea di fronte al climate change” ha detto Kofi Annan, presidente del Forum .</p>
<p>Una comunicazione migliore consentirà di sviluppare nuovi servizi come il “microinsurance” basati su indici meterologici della pioggia ad esempio.</p>
<p>Un partner del progetto è il <a href="http://www.earth.columbia.edu/sections/view/9">Centro per gli Studi sulla Terra della Colombia University</a> che assisterà l’istallazione di queste stazioni meteorologiche nei “<a href="http://www.millenniumvillages.org/mdgs/index.htm">Villaggi del Millennio</a>” un progetto di sviluppo rurale esteso in 10 paesi in via di svilupppo con l’obiettivo di raggiungere gli Obiettivi del Millennio nella lotta alla povertà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Conclusione della Ministeriale Sviluppo sulla povertà]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/06/13/conclusione-della-ministeriale-sviluppo-sulla-poverta/</link>
<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 22:05:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Pur apprezzando le dichiarazione fatte oggi dal Ministro Frattini -  commenta Sergio Marelli, porta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Pur apprezzando le dichiarazione fatte oggi dal Ministro Frattini -  commenta Sergio Marelli, porta]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I cambiamenti climatici hanno già cominciato a governare l'evoluzione ]]></title>
<link>http://ecopsicologia.wordpress.com/2009/03/29/i-cambiamenti-climatici-hanno-gia-cominciato-a-governare-levoluzione/</link>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 19:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>karmen71</dc:creator>
<guid>http://ecopsicologia.wordpress.com/2009/03/29/i-cambiamenti-climatici-hanno-gia-cominciato-a-governare-levoluzione/</guid>
<description><![CDATA[Gli studi sulla Wyeomyia smithii, un piccolo insetto che completa il suo sviluppo preadulto interame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="posttext">
<div class="posttext-decorator1">
<div class="posttext-decorator2">
<div class="introductory">
<p align="justify"><img class="alignleft size-full wp-image-18" title="mosquito" src="http://ecopsicologia.wordpress.com/files/2009/03/mosquito.jpg" alt="mosquito" width="98" height="115" />Gli studi sulla Wyeomyia smithii, un piccolo insetto che completa il suo sviluppo preadulto interamente all&#8217;interno della Sarracenia purpurea, una pianta che cresce nelle paludi e nelle torbiere dalla Florida al Canada del nord, hanno rivelato che non solo i cambiamenti climatici hanno modificato i comportamenti di molte specie animali, che, soprattutto, hanno cominciato a spostare più a nord le loro migrazioni o a riprodursi in anticipo nella stagione primaverile, ma che hanno cominciato a produrre anche modificazioni del patrimonio genetico e a governare così l&#8217;evoluzione.<!--more--></p>
<p align="justify">Questa zanzara nordamericana si serve della durata delle ore di luce (fotoperiodo) per stabilire quando è il momento di arrestare la propria evoluzione ed entrare in una sorta di letargo invernale.</p>
<p align="justify">In primavera la femmina di W. smithii depone le uova, una per volta, in una diversa pianta di Sarracenia. Quando mosche e formiche affogano dentro la foglia della Sarracenia, che è una pianta carnivora, i loro resti forniscono nutrimento anche alle larve della zanzara che si vanno sviluppando.</p>
<p align="justify">La Sarracenia purpurea, infatti, non digerisce il proprio cibo, ma lascia questa incombenza ai batteri che non attaccano le zanzare. Quando le larve maturano in adulti, l&#8217;intero processo si ripete; in condizioni ambientali favorevoli, il ciclo può completarsi quattro o cinque volte nel corso di una singola estate.</p>
</div>
<div>Al sopraggiungere dell&#8217;autunno le zanzare adulte muoiono, ma le larve durante la metamorfosi, cioè durante il loro passaggio dallo stadio larvale a quello adulto, sopravvivono all&#8217;inverno in uno stato di quiescenza dello sviluppo chiamato diapausa, in cui il metabolismo respiratorio è rallentato e in cui cessano molte attività fisiologiche (nutrizione, escrezioni, accrescimento), allo scopo di superare periodi con condizioni climatiche sfavorevoli.</div>
<div>Un&#8217;ampia varietà di piante e di animali usa la lunghezza delle ore di luce giornaliere (fotoperiodo) come un segnale periodico per programmare il proprio schema stagionale di letargo, migrazione, sviluppo e riproduzione.</div>
<div>Il momento in cui la W. smithii entra nella diapausa larvale è scandito dall&#8217;inizio, dalla durata e dalla fine di un fotoperiodo critico (durata delle ore di luce), strettamente correlato con la latitudine e l&#8217;altitudine, ma non con la longitudine.<br />
Nella W. smithii la durata del fotoperiodo critico è un tratto adattivo regolato geneticamente, molto ereditabile, che regola gli schemi stagionali del suo ciclo vitale.</div>
<p align="justify">Due ricercatori, William E. Bradshaw, Professor Ph.D., e Christina M. Holzapfel, Research Associate dell&#8217;Università del Michigan hanno raccolto esemplari di W. smithii dalla Florida al Canada in quattro occasioni: 1972 1988 1993, 1996 per poter eseguire differenti esperimenti nel loro laboratorio all&#8217;interno del Centro per l&#8217;Ecologia e la Biologia Evolutiva dell&#8217;Università dell&#8217;Oregon.</p>
<p align="justify">L&#8217;analisi comparata di alcuni dati raccolti in questi esperimenti, eseguiti in periodi di tempo distanti tra loro, ha consentito ai ricercatori di trarre importanti conclusioni relativamente all&#8217;influenza del riscaldamento globale sull&#8217;evoluzione.<br />
Tale analisi testimonia che i rapidi cambiamenti climatici che il nostro pianeta sta vivendo hanno già cominciato a produrre modificazioni genetiche e a governare così l&#8217;evoluzione.</p>
<p align="justify">All&#8217;interno di differenti esperimenti effettuati dal loro laboratorio negli ultimi trent&#8217;anni i ricercatori hanno valutato variazioni nella risposta fotoperiodica di differenti popolazioni di W. smithii, all&#8217;interno dell&#8217;area geografica rappresentata dall&#8217;est del Nord America. Sia la W. smithii sia la S. purpurea sono state allevate in camere controllate dal punto di vista ambientale dove i ricercatori possono mimare le condizioni del campo comuni a tutte le popolazioni.</p>
<p align="justify">I ricercatori hanno misurato il fotoperiodo critico e quindi il momento in cui l&#8217;insetto entra in diapausa nelle diverse popolazioni nelle quattro decadi, utilizzando due metodi: una lunghezza delle ore di luce statica nel 1972 nel 1996 e il cambiamento di lunghezza delle ore di luce nel 1988 e nel 1993 correlati positivamente con la latitudine e l&#8217;altitudine dei luoghi di origine degli insetti.</p>
<p align="justify">In altri termini, non solo il fotoperiodo critico delle popolazioni più recenti si è accorciato, ma questo accorciamento è più pronunciato nelle popolazioni del nord rispetto a quelle del sud.</p>
<p align="justify">I ricercatori hanno osservato che tali differenze nel fotoperiodo critico nelle diverse popolazioni analizzate di W. smithii indicano la presenza di differenze genetiche tra le popolazioni stesse e che tali differenze rivelano una tendenza evolutiva verso un fotoperiodo più breve.</p>
<p>Poiché il clima è diventato più caldo le zanzare che sono rimaste attive fino ad autunno inoltrato (rispondendo quindi a un fotoperiodo più breve per l&#8217;entrata in diapausa), avevano goduto di un vantaggio selettivo, presumibilmente perchè sono riuscite ad accumulare qualche riserva in più per l&#8217;inverno e hanno trasmesso questo vantaggio alla loro progenie e così via.</p>
<p align="justify">In particolare Bradshaw e Holzapfel hanno osservato che poiché il riscaldamento globale nell&#8217;emisfero nord sta procedendo più velocemente alle latitudini nord che alle latitudini sud, quelle che sembravano capacità di adattamento comportamentale, in realtà sono modifiche genetiche ereditarie per adattarsi e rendere adattati i propri discendenti ad un clima e ad un ambiente diverso da quello dei loro progenitori.</p>
<p align="justify">Per popolazioni a 50°N di latitudine il fotoperiodo critico della W. smithii si è ridotto da 15,79 a 15,19 ore dal 1972 al 1996, spostando l&#8217;entrata in diapausa dell&#8217;insetto in avanti nel tempo di 9 giorni.<br />
Tale dato è coerente con altri cambiamenti osservati dagli scienziati, come, ad esempio, quello degli uccelli britannici che nel 1995 deponevano le uova 8,8 giorni prima rispetto al 1971.</p>
<p>La temperatura della superficie terrestre è aumentata generalmente in maniera più veloce nel nordest e nel nord America piuttosto che nel sudest e la variabilità genetica sottostante la risposta fotoperiodica della W. smithii aumenta con la latitudine. Così i ricercatori attribuiscono la maggiore velocità della risposta evolutiva delle popolazioni di W. smithii del nord a un insieme di fattori selettivi più forti e a una loro maggiore capacità genetica di evolversi.</p>
<p align="justify">Fino ad oggi tra gli effetti del riscaldamento globale era stato osservato il precoce arrivo della primavera, una maggiore durata delle stagioni e la conseguente alterazione degli schemi stagionali e delle interazioni biotiche degli insetti, degli uccelli, degli anfibi e delle piante.</p>
<p align="justify">Tali cambiamenti nelle interazioni stagionali si spiegavano interamente come risposte degli individui temperatura-sensibili all&#8217;ambiente, ad esempio come espressione di fenotipi plastici, piuttosto che come cambiamenti attuali genetici nelle popolazioni.</p>
<p align="justify">Il caso della W. smithii rappresenta, invece, un esempio di un&#8217;attuale differenziazione genetica di un tratto stagionale che è coerente con una risposta evolutiva adattiva al riscaldamento globale.</p>
<p align="justify">I risultati suggeriscono l&#8217;ipotesi che anche altre specie stiano predisponendo analoghe risposte evolutive inerenti cambiamenti negli schemi stagionali e che la composizione di future comunità biotiche sia legata alla abilità delle specie che le costituiscono di adattarsi a cambiamenti nelle interazioni stagionali.</p>
<p><strong>Fonti</strong>:<br />
Bradshaw, W. E., and Holzapfel, C. M. 2001. Genetic shift in photoperiodic response correlated with global warming. Proc. Nat. Acad Sci. USA. 98:14509-14511 &#8211; <a href="http://www.uoregon.edu/%7Emosquito/reprints/bradshaw_pnas2001.pdf">http://www.uoregon.edu/~mosquito/reprints/bradshaw_pnas20&#8230;</a></p>
<p>Bradshaw, W.E., Zani, P.A., and Holzapfel, C.M 2004. Adaptation to temperate climates. Evolution 58(8):1748 &#8211; 1762 &#8211; <a href="http://www.uoregon.edu/%7Emosquito/reprints/bradshaw_evolution2004.pdf">http://www.uoregon.edu/~mosquito/reprints/bradshaw_evolut&#8230;</a></p>
<p>Kolbert E.. Cronache da una catastrofe. Viaggio in un pianeta in pericolo: dal cambiamento climatico alla mutazione delle specie.(2006) Nuovi Mondi Media</p></div>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[2012: cosa ci sta aspettando? - http://www.lamentemente.com]]></title>
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<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 09:30:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>alepom</dc:creator>
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<description><![CDATA[http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/ Calen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">http://www.lamentemente.com/2008/12/15/</a><span title="Fare click per modificare questa parte del permalink"><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">/</a></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><img title="Calendario Maya" src="http://www.lamentemente.com/immagini_articoli/calendario-maya.jpg" alt="Calendario Maya" width="125" height="125" /><p class="wp-caption-text">Calendario Maya</p></div>
<p>Il <strong>calendario</strong> <strong>Maya</strong> annuncia la fine del mondo per dicembre <strong>2012</strong>.<br />
<span style="font-style:italic;">&#8220;Secondo studi da noi effettuati ed <strong>informazioni </strong>pervenuteci da svariate fonti, il 21 <strong>dicembre</strong> del 2012 la <strong>rotazione</strong> della nostra <strong>Terra</strong> sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente <strong>inversione</strong> dei <strong>poli</strong> <strong>magnetici</strong>. Questa fermata darà probabilmente luogo a <strong>eventi</strong> <strong>climatici</strong> e <strong>sismici</strong> anomali di grandi proporzioni e l’<strong>umanità</strong> subirà molte <strong>perdite</strong>.&#8221;</span><br />
Esordiscono così molti siti dedicati al <strong>catastrofismo</strong> incentrato sulla presunta &#8220;fine del calendario Maya&#8221;, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.</p>
<p style="text-align:left;">Visualizza le risposte di <strong>Swami Veda Bharati,  Avikal Costantino, Stefania Montagna, Marco Massignan, Agnese Sartori </strong>su <a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">http://www.lamentemente.com/2008/12/15/</a><span title="Fare click per modificare questa parte del permalink"><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">2012-cosa-ci-sta-aspettando</a></span><a title="cosa ci sta aspettando?" href="http://www.lamentemente.com/2008/12/15/2012-cosa-ci-sta-aspettando2012-cosa-ci-sta-aspettando/" target="_blank">/</a></p>
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<tr valign="top">
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<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_drunvalo_melchizedek.php?pn=652" target="_blank">Drunvalo Melchizedek</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__serpente_di_luce.php?pn=652" target="_blank">Il Serpente di Luce</a></p>
<p><span class="Sottotitolo">Oltre il 2012. Il movimento della Kundalini della Terra e il risveglio della Luce Femminile</span></td>
</tr>
<tr>
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<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
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</a></td>
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<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_autori_vari.php?pn=652" target="_blank">Autori Vari</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_mistero_del_2012.php?pn=652" target="_blank">Il Mistero del 2012</a></p>
<p><span class="Sottotitolo">Cataclismi e sconvolgimenti naturali o l&#8217;alba di una nuova umanità?</span></td>
</tr>
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</tr>
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<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
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<tr valign="top">
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<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_patrick_geryl.php?pn=652" target="_blank">Patrick Geryl</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sopravvivere_al_2012.php?pn=652" target="_blank">Sopravvivere al 2012</a></p>
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<em>ISBN: 9788862290166</em> </p>
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Prezzo € 14,50</div>
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<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="250">
<tbody>
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</a></td>
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<td class="Autore"><a class="Autore" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paola_giovetti.php?pn=652" target="_blank">Paola Giovetti</a> <a class="TitoloSmall" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__2012-fine-del-mondo-o-fine-di-un-mondo.php?pn=652" target="_blank">2012 Fine del Mondo o Fine di un Mondo?</a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><a class="Editore" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_edizioni_mediterranee.php?pn=652" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Mediterranee</span></a><br />
<em>ISBN: 9788827219966</em> </p>
<div class="Sottotitolo">
Prezzo € 14,50</div>
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</tr>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUANT'E' INVECCHIATO IL NOSTRO PIANETA....]]></title>
<link>http://fotochia.wordpress.com/2008/03/04/quante-invecchiato-il-nostro-pianeta/</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 11:00:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>kirablu</dc:creator>
<guid>http://fotochia.wordpress.com/2008/03/04/quante-invecchiato-il-nostro-pianeta/</guid>
<description><![CDATA[il prima e dopo dei cambiamenti climatici&#8230;. ce n&#8217;è da riempire un libro&#8230;vedere per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>il prima e dopo dei cambiamenti climatici&#8230;. ce n&#8217;è da riempire un libro&#8230;vedere per credere&#8230;</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/fragile-terra/1.html">http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/fragile-terra/1.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GIORNATA DELLA TERRA: La felicità è un piccola eco-impronta]]></title>
<link>http://ambientale.wordpress.com/2007/12/02/giornata-della-terra-la-felicita-e-un-piccola-eco-impronta/</link>
<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 18:54:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stephen</dc:creator>
<guid>http://ambientale.wordpress.com/2007/12/02/giornata-della-terra-la-felicita-e-un-piccola-eco-impronta/</guid>
<description><![CDATA[Stephen Leahy 24 aprile 2007 (IPS) &#8211; I bambini di oggi vivranno in un nuovo mondo di mutamenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span class="marron_titulo_med"></span><span class="marron_titulo_big"></span><a href="http://ambientale.wordpress.com/files/2007/12/2_4amazon_forest.jpg" title="2_4amazon_forest.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://ambientale.wordpress.com/files/2007/12/2_4amazon_forest.jpg" title="2_4amazon_forest.jpg"><img src="http://ambientale.wordpress.com/files/2007/12/2_4amazon_forest.jpg" alt="2_4amazon_forest.jpg" height="253" width="636" /></a></p>
<p><span class="marron">Stephen Leahy</span><br />
<span class="texto1"><br />
<strong>24 aprile 2007 (IPS) &#8211; I bambini di oggi vivranno in un nuovo mondo di mutamenti climatici ed enormemente impoverito delle risorse naturali, il che potrebbe significare una realtà da incubo, oppure aprire la strada a un modo più felice e più leggero di vivere sulla Terra, sostengono gli ambientalisti. </strong></span></p>
<p>Le prove scientifiche dei problemi ambientali – dalla crescita dei livelli del mare, all’estinzione delle specie, alla desertificazione – mandano un segnale chiaro: l’astronave Terra è arrivata al limite e potrebbe non sostenerci più, come ha fatto per millenni.</p>
<p>”Questo mondo sta finendo; dobbiamo gettare le fondamenta per un nuovo mondo”, sostiene Alice Klein, giornalista e documentarista di Toronto. “Abbiamo una grande opportunità per creare un mondo migliore”, ha detto all’IPS.<!--more--></p>
<p>Il film di Klein, “Call of the Hummingbird”, presentato il 22 aprile per la Giornata della Terra al festival Hot Docs di Toronto, racconta 13 giornate del 2005 durante le quali circa 1.000 tra insegnanti, attivisti dell’ambiente, agricoltori, maya, rastafariani, operatori sanitari olistici, funzionari di organizzazioni non governative, leader studenteschi provenienti da tutta l’America Latina e alcuni da Europa e America del Nord si sono accampati nel centrale.</p>
<p>L’obiettivo era vivere sulla terra e creare un eco-villaggio provvisorio di pace, in armonia con la natura e con il prossimo.</p>
<p>Non è stato né facile, né armonioso. C’erano problemi con l’immondizia, i servizi sanitari e, data la diversità dei singoli background, anche solo di relazioni reciproche.</p>
<p>”C’è pochissima formazione o ricerca nei nostri sistemi ufficiali di istruzione circa la risoluzione del conflitto e le relazioni tra individui”, sostiene Klein, osservando che i nostri media ci espongono costantemente a programmazioni violente e cariche di conflitto.</p>
<p>Un’altra questione fondamentale nella cultura moderna è la separazione dalla natura”, ha proseguito. “Non ci rendiamo conto quanto siamo legati al mondo naturale”.</p>
<p><a href="http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=903"><span class="marron_titulo_big">La felicità è un piccola eco-impronta</span> </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Onu, cambiamenti climatici: nuovo rapporto deve indurre ad agire]]></title>
<link>http://frmocassini.wordpress.com/2007/11/18/onu-cambiamenti-climatici-nuovo-rapporto-deve-indurre-ad-agire/</link>
<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 14:53:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>frmocassini</dc:creator>
<guid>http://frmocassini.wordpress.com/2007/11/18/onu-cambiamenti-climatici-nuovo-rapporto-deve-indurre-ad-agire/</guid>
<description><![CDATA[VALENCIA, Spagna (Reuters) &#8211; I governi devono fare di più per combattere il riscaldamento glob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><font color="#000000">VALENCIA, Spagna (Reuters) &#8211; I governi devono fare di più per combattere il riscaldamento globale, spronati da un nuovo nuovo rapporto scientifico Onu e da </font><a href="http://www.sitratis.virtuale.org/comunedis_marcellino_ce.html"><font color="#000000">danni</font></a><font color="#000000"> provocati alla natura che sono già impressionanti, da fantascienza: è quando ha dichiarato oggi il segretario generale dell&#8217;Onu Ban Ki-moon.</font></p>
<p><font color="#000000">&#8220;Questo rapporto verrà presentato formalmente alla Conferenza (Onu sui cambiamenti climatici) di Bali&#8221;, ha detto Ban ai delegati di oltre 130 nazioni a Valencia, esortandoli a concordare una guida autorevole ai cambiamenti climatici.</font></p>
<p><font color="#000000">&#8220;C&#8217;è già lo scenario per un cambiamento drastico, un accordo per lanciare trattative per un patto complessivo sui cambiamenti climatici che tutte le nazioni possono adottare&#8221;, ha affermato il numero </font><a href="http://www.sitratis.virtuale.org/comunedis.html"><font color="#000000">uno</font></a><font color="#000000"> del Palazzo di Vetro.</font></p>
<p><font color="#000000">Ban ha detto di essere reduce da un viaggio in cui ha visto ghiacciai frantumarsi nell&#8217;Antartico e ha assistito allo scioglimenti dei ghiacciati sulle Torres del Paine in Cile. Ha anche visitato la foresta pluviale dell&#8217;Amazzonia che, ha detto, è &#8220;soffocata&#8221; dal riscaldamento globale.</font></p>
<p><font color="#000000">&#8220;Vengo da voi avvilito dopo aver visto alcuni dei più preziosi tesori del nostro pianeta tesori che sono minacciati dalla stessa mano dell&#8217;uomo&#8221;.</font></p>
<p><font color="#000000">&#8220;Queste scene sono impressionanti come un film di fantascienza ma sono più terrificanti perché sono vere&#8221;, ha aggiunto Ban.</font></p>
<p><font color="#000000">I delegati ai colloqui Onu sui cambiamenti climatici hanno raggiunto un accordo sul documento dopo diversi giorni di negoziati che hanno compreso una sessione notturna.</font></p>
<p><font color="#000000">Il documento, che fornisce una sintesi delle più recenti conoscenze scientifiche sulle cause dei cambiamenti climatici verranno proposti ai ministri dell&#8217;ambiente riuniti il mese prossimo a Bali, in Indonesia, incontro che dovrebbe concordare una strategia biennale per negoziare un seguito al Protocollo di Kyoto.</font></p>
<p><font color="#000000">La sintesi afferma che l&#8217;attività umana sta causando un innalzamento delle temperature e che sono necessari drastici taglie le emissioni di gas che causano l&#8217;effetto serra per evitare che altre ondate di caldo, scioglimento ei ghiacciati ed innalzamento dei livelli dei mari.</font></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
