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	<title>coesione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/coesione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "coesione"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 16:27:08 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L’Idv va alle regionali senza un suo candidato ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/15/l%e2%80%99idv-va-alle-regionali-senza-un-suo-candidato/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:53:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Firenze. Il Coordinamento Regionale della Toscana di Italia dei Valori, dopo aver preso responsabilm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Firenze. Il Coordinamento Regionale della Toscana di Italia dei Valori, dopo aver preso responsabilm]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ascoltare per comunicare con i nostri figli]]></title>
<link>http://azzurrablog.wordpress.com/2009/11/02/ascoltare-per-comunicare-con-i-nostri-figli/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:51:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>noemiazzurra</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Noemi Azzurra Barbuto Venerdì 6 marzo alle ore 16, presso la sala Monteleone di Palazzo Campanell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><em>di Noemi Azzurra Barbuto</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-188" title="20080529_bullismo-300x300" src="http://azzurrablog.wordpress.com/files/2009/11/20080529_bullismo-300x300.jpg" alt="20080529_bullismo-300x300" width="300" height="300" />Venerdì 6 marzo alle ore 16, presso la sala Monteleone di Palazzo Campanella, si è tenuto l&#8217;incontro su <strong>“Bullismo, che fare: la mediazione quale strumento di prevenzione e soluzione”</strong>, organizzato dall&#8217;<strong>associazione Tangram</strong>, <strong>centro di mediazione sistemica sociale e familiare</strong>, con il patrocinio morale del Consiglio Regionale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il bullismo è un fenomeno che sta coinvolgendo</strong> <strong>in modo preoccupante i ragazzi</strong> a causa dell&#8217;aumento della conflittualità all&#8217;interno della nostra società,<strong> la mediazione si pone non solo come un modo di comunicare in modo positivo, ma anche come uno strumento di educazione alla convivenza</strong>, quindi di prevenzione attraverso la diffusione di una cultura che risolve pacificamente i conflitti.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;avv. Angela Curatola, presidente dell&#8217;associazione Tangram, ha introdotto e coordinato i lavori, spiegando innanzitutto il significato del termine <strong>“bullismo”,</strong> <strong>espressione che include non solo un tipo di prevaricazione fisica, esercitata da un soggetto verso un altro soggetto percepito come più debole, ma anche una violenza psicologica, che incide in modo a volte indelebile sulla persona in evoluzione</strong>, sebbene siano poco visibili all&#8217;esterno i segni che lascia.</p>
<p style="text-align:justify;">Curatola ha posto l&#8217;accento sulla necessità di passare <strong>dalla punizione alla prevenzione</strong>. Invece, il prof. <strong>Antonino</strong> <strong>Romeo</strong>, docente di lettere presso l&#8217;ITC Piria, ha focalizzato la sua attenzione sulla <strong>scuola</strong>, che lui chiama <strong>“la grande malata, all&#8217;interno di un Paese, l&#8217;Italia, che non scoppia</strong> <strong>certo di salute”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-189" title="CyberBullyREX_468x366" src="http://azzurrablog.wordpress.com/files/2009/11/cyberbullyrex_468x366.jpg?w=300" alt="CyberBullyREX_468x366" width="300" height="234" /><strong>I mali della scuola</strong>, secondo Romeo, sarebbero tanti, tra questi il bullismo, ma raccomanda di non esagerare, di non generalizzare e di non assolutizzare, quando si parla di bullismo, perché – egli afferma &#8211; “La trasgressione tra i giovani è sempre esistita. E&#8217; vero che oggi i fenomeni sono più diffusi, ma questo succede perché nella nostra società attuale, che è una società di massa, tutto si amplifica”.</p>
<p style="text-align:justify;">Dunque è innegabile che il<strong> bullismo</strong> sia un male della scuola, ma si tratterebbe di <strong>“un male consequenziale, indotto”.</strong> Afferma Romeo: “Se riscontriamo episodi del genere, questo è il risultato di una politica che è stata condotta per decenni e che ha portato alla <strong>marginalizzazione della scuola</strong>. Quale rispetto possono avere i ragazzi verso i professori se il valore fondamentale oggi è il denaro? <strong>I genitori stessi oggi non accettano che i loro figli possano essere offesi da un professore, cioè da una persona considerata socialmente inferiore</strong>. <strong>Abbiamo pensato di creare democrazia, ma abbiamo creato un guaio, perché</strong> <strong>abbiamo confuso i ruoli</strong>. I ragazzi percepiscono la scuola come un modesto club in cui passano il tempo quando non hanno nulla da fare”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; contro la società intera che si scaglia Romeo</strong>, una società che educa e allena all&#8217;antagonismo, e non contro i ragazzi bulli, che egli definisce “simpatiche canaglie, la parte migliore della scuola”. Infine, <strong>Romeo sottolinea la necessità di comunicare con questi giovani, di non lasciarli soli.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Se Romeo ritiene che il bullismo nasca dalla confusione dei ruoli e dalla marginalizzazione della scuola, di tutt&#8217;altro avviso è il dott. <strong>Antonio Marziale</strong>, <strong>presidente dell&#8217;Osservatorio sui diritti dei minori</strong>, secondo il quale, gli episodi di violenza che vedono come protagonisti i minori, e di cui quotidianamente veniamo a conoscenza tramite i mezzi di informazione, non sarebbero da classificare come bullismo, ma come <strong>atti di criminalità</strong>. Afferma Marziale: <strong>“Se continuiamo a parlare di bullismo, certa gente non capisce che non si tratta più del bullo di una volta, che rubava la marmellata alla nonna, ma di criminali</strong>. <strong>L&#8217;adolescenza non è una malattia che induce a stuprare la compagna. Ci vuole un codice penale minorile adeguato ai tempi</strong>. Ci vogliono poi idee di risocializzazione per i giovani. Ma non giustifichiamo ciò che fanno sulla scorta che sono adolescenti”.</p>
<p style="text-align:justify;">Marziale attribuisce la diffusione del bullismo a <strong>una caduta generale di valori e di ideali</strong> <strong>nella nostra società </strong>e ad <strong>una sorta di abdicazione della società adulta verso i ragazzi,</strong> e sottolinea, alla fine, <strong>la necessità di regole</strong>, <strong>di esempi positivi</strong> e <strong>di responsabilizzazione </strong>da parte di tutti verso i giovani. Questi sono punti sui quali convergono, effettivamente, tutti coloro che hanno preso la parola.</p>
<p style="text-align:justify;">La dott.ssa <strong>Roberta Giommi, mediatore e Direttore dell&#8217;Istituto</strong> <strong>di Ricerca e Formazione</strong> <strong>di Firenze,</strong> si distacca dalla visione allarmata di Marziale, quando con modi materni dice che <strong>“quando parliamo di bullismo, non parliamo di criminalità, parliamo di disagio, di ferite, e parliamo ancora di speranza</strong>. Dobbiamo chiederci che cosa abbiamo tolto ai bambini e ai ragazzi”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-190" title="Solitudine" src="http://azzurrablog.wordpress.com/files/2009/11/solitudine.jpg?w=225" alt="Solitudine" width="225" height="300" />E&#8217; di amore che parla Giommi</strong>, di sentimenti forti e deboli. Afferma: “Il lavoro importante è quello delle formiche: ognuno assume una responsabilità permanente nei confronti di ciò che sta accadendo, cercando di cambiarlo”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Giommi parla soprattutto di <strong>autostima</strong>, è forse questa la parola-chiave, <strong>è questo il dono che dobbiamo consegnare ai nostri figli, perché chi non ha autostima disprezzerà non solo se stesso ma anche l&#8217;altro</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">“Quando vivi in una situazione di disagio &#8211; afferma la dott.ssa Giommi – gli altri sono poco importanti quanto tu sei poco importante. Una persona che pensa “io valgo, tu vali” è una persona che stabilisce una relazione che ha senso; mentre una persona che pensa “io non valgo, tu non vali” oppure “io non valgo, tu vali” è una persona che stabilisce delle relazioni che non hanno senso, pericolose”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La soluzione del problema</strong>, secondo Giommi, <strong>è la comunicazione</strong>, ma non quella funzionale, quella cioè del “che hai fatto?”, che sono abituati a fare i genitori oggi, piuttosto quella emotiva, quella cioè del “cosa hai provato?”. In questo senso <strong>la soluzione è la mediazione stessa, che non è uno strumento semplice, ma che ha dei concetti fondamentali come il rispetto, l&#8217;ascolto, il conflitto come risorsa.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine prende la parola l&#8217;avv.ssa <strong> Tilde Minasi</strong>, <strong>assessore alle politiche sociali</strong>, la quale concentra la sua attenzione su un punto fondamentale: “<strong>Il giovane di oggi </strong>– afferma Minasi – <strong>è solo in apparenza più capace e</strong> <strong>più vivo rispetto al passato</strong>, perché c&#8217;è una forte frammentazione sociale, sono cambiati i modelli educativi; i <strong>giovani sono più preparati, ma hanno una vulnerabilità</strong> <strong>superiore rispetto al passato.</strong> Sono venuti meno i riferimenti sicuri, primo tra tutti quello della famiglia, i genitori sono incapaci di trasmettere dei modelli, ma anche la scuola ha le sue carenze e le sue difficoltà”.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta, dunque, di <strong>giovani abbandonati</strong>, <strong>soli,</strong> <strong>spinti troppo in fretta nel</strong> <strong>mondo degli adulti</strong> dagli adulti stessi, persi in un mondo più che altro virtuale, <strong>giovani che trovano tragicamente coesione tra loro e senso di identità in azioni che possono troppo facilmente sfociare in atti di violenza e che assomigliano, in fondo, a disperate richieste di aiuto</strong>, di attenzione e di sostegno, rivolte a una società che non è più capace di ascoltarli. Tanto più il gesto è violento tanto più questo grido è disperato, e tanto più grande è la responsabilità che pesa su ciascuno di noi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Esiste forse un unico modo efficace di rispondere a questa richiesta di aiuto: fermarci ad ascoltare.</strong> E la mediazione insegna soprattutto l&#8217;ascolto.</p>
<p style="text-align:justify;">Afferma Minasi: “<strong>La mediazione è il salto epocale</strong> che deve affrontare la nostra cultura pedagogica, che deve essere basata oggi sulla comunicazione”.</p>
<p style="text-align:justify;">E ricordiamoci soprattutto di non togliere ai giovani la speranza, perché, come dice Giommi: <strong>“Se diciamo sempre ai</strong> <strong>nostri figli “Non hai futuro”, alla fine ci crederanno”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-191" title="abbraccio" src="http://azzurrablog.wordpress.com/files/2009/11/abbraccio.jpg" alt="abbraccio" width="450" height="300" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Diritti umani e preminenza del diritto]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/01/diritti-umani-e-preminenza-del-diritto/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 05:57:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Appello del Presidente dei Cristiani per Servire Franco Previte sul tema sempre d’attualità del disa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Appello del Presidente dei Cristiani per Servire Franco Previte sul tema sempre d’attualità del disa]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L’andamento dell’economia italiana]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/07/05/l%e2%80%99andamento-dell%e2%80%99economia-italiana/</link>
<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 14:58:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutti gli organismi mondiali segnalano da tempo con i loro dati l’andamento negativo dei paesi indus]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tutti gli organismi mondiali segnalano da tempo con i loro dati l’andamento negativo dei paesi indus]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I libri della sesta giornata / Carta]]></title>
<link>http://mainurb.wordpress.com/2009/06/17/i-libri-della-sesta-giornata-carta/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 02:14:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>danilla</dc:creator>
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<description><![CDATA[Maurizio Carta, Creative city. Dynamics, innovation, action, List &#8211; Laboratorio editoriale, 20]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="../files/2009/06/creative_180.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-437" style="margin:0 10px 5px 0;" src="../files/2009/06/creative_180.jpg" alt="creative_180" width="180" height="271" /></a><strong>Maurizio Carta, <em>Creative city. Dynamics, innovation, action</em>, List &#8211; Laboratorio editoriale, 2008</strong></p>
<p>Da oltre un decennio, la creatività si presenta come crocevia epistemologico tra discipline (soprattutto economia, geografia, urbanistica e sociologia), catalizzatore di network internazionali (come il Creative Cities Network dell&#8217;Unesco) e fondamento strategico che irrompe come obiettivo da perseguire nelle politiche europee, in quelle nazionali e nei piani strategici locali. Con cui presentare città, regioni o città-regioni sulle scene internazionali (da Creative London a Creative Manchester, Bristol, Plymouth, Toronto, Vancouver, Ontario, Ottawa, Cincinnati, Tampa Bay, Osaka, etc.).<br />
Nella costellazione di approcci, la creatività si presenta come un concetto sfumato, preso nella tensione tra la tendenza a offrirsi come fattore competitivo e vettore attrattivo di talento, attraverso cui le città si posizionano nelle gerarchie globali, e come complesso motore coesivo e generativo di mutamento, dinamizzatore di più profonde trasformazioni del tessuto materiale e immateriale della città.</p>
<p><!--more-->In questa tensione si colloca la riflessione di Maurizio Carta, con l&#8217;intento dichiarato di passare da una &#8220;visione in cui le città più competitive sono quelle in grado di attrarre la classe creativa&#8221; ad una &#8220;visione progettuale in cui la città diventa generatrice di creatività&#8221;, configurandosi come &#8220;potente incubatore di economie dell&#8217;innovazione, della cultura della ricerca, della produzione artistica, investendo nell&#8217;economia dell&#8217;esperienza e rafforzando il proprio capitale identitario&#8221;.<br />
Un passaggio non semplice, embrionalmente carico di contraddizioni, coacervo di una varietà di riflessioni che qui vengono disattese dalla volontà di delineare un percorso che, mutuando il linguaggio della pianificazione strategica (vision, mission, ouput, future), si presenta come un &#8220;manifesto&#8221; per l&#8217;azione progettuale.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è infatti delineare una strategia affinché le città, soprattutto le second city, possano contribuire alla costruzione di una rinnovata armatura creativa europea, collocandosi con innovatività nella recente geografia che ne emerge.<br />
Nell&#8217;ultimo decennio infatti il panorama europeo, soprattutto quello che affiora dalle strategie e dalle letture comparative, si compone di città che in vari modi hanno investito sulla cultura e sulla creatività, ridisegnando mappe e riformulando gerarchie.<br />
Collocarsi in questa nuova geografia, partecipare alla costruzione di un&#8217;armatura urbana europea articolando maggiormente le forme con cui essa si presenta (quella delle città nodo, delle città piattaforme e delle città &#8220;commutatori territoriali&#8221;), sollecita i sistemi urbani a diventare culture-based competition cities, dove l&#8217;antagonismo non si misura solo sulle risorse presenti, ma soprattutto sulla capacità di produrre cultura.<br />
Lungo questa strada emerge la città creativa del XXI secolo, intesa come quella che non solo punta sulla valorizzazione e promozione della propria identità culturale, della capacità di innovare, dell&#8217;abilità di attrarre la classe creativa, ma che nello stesso tempo fertilizza la creatività urbana e l&#8217;intelligenza collettiva dei suoi abitanti lavorando sull&#8217;immaginazione come forza generatrice e sulla conoscenza come energia organizzativa.</p>
<p>La tesi &#8211; in bilico tra una visione della creatività come fattore competitivo e motore coesivo, tra consumo e produzione di cultura -  rivela una certa dipendenza dai potenti stimoli prodotti dalle ricerche di R.  Florida, a cui si affiancano meno espliciti riferimenti al &#8220;milieu creativo&#8221; di Ch. Landry che , proposto come fondamento dell&#8217;azione progettuale, viene presentato attraverso sette indici (identità, sostenibilità economica, potenzialità, dinamicità, interazione, multisettorialità, perturbazione) capaci di catturarne il dinamismo.<br />
Seguendo l&#8217;andamento di alcune sperimentazioni significative europee e all&#8217;interno della nuova visione teatrale dell&#8217;esperienza di consumo introdotta dalla economia dell&#8217;esperienza di Pine e Gilmore, la proposta per l&#8217;attivazione della città creativa si articola nella costruzione di &#8220;cluster creativi&#8221;, declinati in &#8220;culturali&#8221; e &#8220;di eventi&#8221;. Posti al centro di una strategia progettuale, attorno a questi si articolano quattro obiettivi da perseguire e tre campi di politiche da attivare per il loro sviluppo. Tra i primi il rafforzamento della competitività territoriale attraverso il potenziamento della competitività delle imprese e l&#8217;incremento dell&#8217;attrattività dell&#8217;area, lo stimolo alla produzione di effetti positivi del cluster verso il più ampio territorio che lo ospita, il miglioramento dell&#8217;occupazione in termini qualitativi e proiettivi verso la città e, infine, l&#8217;incremento dell&#8217;internazionalizzazione in termini di esportazione e di peso delle imprese esterne all&#8217;interno dei cluster. A tali obiettivi si collegano politiche per lo sviluppo dei cluster: quelle tese a rafforzare la competitività (sviluppo di piani strategici, incremento delle competenze, potenziamento dei servizi, facilitazione dell&#8217;interazione tra attori); le politiche di valorizzazione degli effetti positivi (interventi di sviluppo sostenibile, razionalizzazione della localizzazione delle imprese, comunicazione e valorizzazione dell&#8217;immagine-brand della città); le politiche orientate alla riduzione degli effetti negativi (mercato immobiliare/gentrification, mobilità urbana, qualificazione e assistenza al mercato del lavoro).<br />
Al fine di rafforzare il percorso progettuale proposto, la riflessione viene sostenuta da una rassegna di esperienze, scelte fra quelle città che, nel rinnovare i loro waterfront attraverso progetti legati alla cultura e alla creatività, si presentano come piccole capitali creative europee.</p>
<p>L&#8217;album, redatto da Barbara Lino e Anna Maria Moscato, prospetta sinteticamente le sperimentazioni di 12 città (Amburgo, Barcellona, Bilbao, Bordeaux, Genova, Hamburg, Lyon, Lisboa; Marseille; Newcastle, Palermo, Rotterdam, Valencia) attraverso una introduzione sulle strategie e i piani e un approfondimento sulle iniziative di rigenerazione, individuando i principali partner e valutando gli effetti sulla riqualificazione urbana e sulla rivitalizzazione economica e sociale.</p>
<p style="text-align:right;">[Ilaria Vitellio]</p>
<p><strong>Altre info</strong><br />
<a title="List" href="http://www.listlab.eu/libri/Creative+City/?id=32" target="_blank">dal sito di LIst</a><br />
<a title="sito Maurizio Xarta" href="http://www.unipa.it/mcarta/CREATIVECITY/creative_city_book.html" target="_blank">dal sito dell&#8217;autore</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O ci sono, o ci fanno.]]></title>
<link>http://laruspa.wordpress.com/2009/05/15/o-ci-sono-o-ci-fanno/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 17:16:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>laruspa</dc:creator>
<guid>http://laruspa.wordpress.com/2009/05/15/o-ci-sono-o-ci-fanno/</guid>
<description><![CDATA[Prendo lo spunto da: (ANSA) Pil: Passera, non si fa abbastanza. Serve politica, competitivita&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-63" title="aaa" src="http://laruspa.wordpress.com/files/2009/05/aaa.jpg?w=150" alt="aaa" width="150" height="149" />Prendo lo spunto da:</p>
<p>(ANSA) <strong>Pil:  Passera,  non si fa abbastanza.</strong> Serve politica,  competitivita&#8217; aziende e coesione sociale. (<a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2009-05-15_115345252.html" target="_blank">qui tutto l&#8217;articolo</a>, ma per me sono sufficienti titolo e sottotitolo).</p>
<p>Dunque.</p>
<p>Il sig. Passera, ne converrete con me, non è un marziano: è italiano, italianissimo. E allora perchè, santa pazienza, si mette a dichiarare che in Italia servono tre cose che non esistono più e che, anzi, vediamo distruggere ogni giorno di più?</p>
<p>Lasciamo perdere la politica: sappiamo tutti che ormai, da tanti tanti anni, non si salva più  nemmeno nell&#8217;apparenza. Concentriamoci sulle altre due &#8220;condizioni&#8221;. Uno: la competività aziende.</p>
<p>Uahuahuahuahuahuahuah.</p>
<p>Che ridere.</p>
<p>Nel paese in cui la meritocrazia è andata da tempo a farsi benedire, parliamo di competività. E diciamo che serve. Che è necessaria. Proprio in questo paese qua, il paese in cui se non conosci nessuno non puoi fare una cippa. Ok. Passiamo al secondo, il più divertente: la coesione sociale.</p>
<p>Passeraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!</p>
<p>Scendi dal pero.</p>
<p>Sono almeno trent&#8217;anni che veniamo bombardati da messaggi pubblicitari atti a portare l&#8217;individualismo a livelli stratosferici. Sono decenni ormai che subiamo passivamente quella meravigliosa tecnica chiamata &#8220;creazione del bisogno&#8221;. Dopo anni e anni e anni, quasi ogni italiano considera tutti gli altri italiani come degli &#8220;incidenti di percorso&#8221;: ci sono e tocca subirli.</p>
<p>Spiacente, Passera: le tre cose che servono, in questo paese non ci sono più da un pezzo. E sono condizioni che non si possono creare dal nulla, ma vanno coltivate per anni, decenni, prima di ottenere un risultato.</p>
<p>Però, caro sig. Passera, il procedimento si può accelerare. Basta una bella rivoluzione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In difesa dell'italiano]]></title>
<link>http://sicapisce.wordpress.com/2009/04/27/in-difesa-dellitaliano/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 06:00:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Samuel Zarbock</dc:creator>
<guid>http://sicapisce.wordpress.com/2009/04/27/in-difesa-dellitaliano/</guid>
<description><![CDATA[Forse ho finalmente capito perché molti linguisti continuano a lamentarsi di come viene utilizzata l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Forse ho finalmente capito perché molti linguisti continuano a lamentarsi di come viene utilizzata la loro lingua. Stanno facendo selezione artificiale.</p>
<p>Voglio dire:</p>
<ul>
<li>ci si lamenta della diffusione dei termini inglesi in italiano (&#8220;monitorare&#8221; è un verbo oggettivamente brutto),</li>
<li>si ricorda con puntiglio le regole che governano le concordanze (&#8220;viados&#8221; è un plurale, eppure in italiano lo si utilizza al singolare),</li>
<li>si applica una logica stingente e quasi matematica alla grammatica (aborrendo ad esempio le declinazioni <em>ad sensum</em> del tipo &#8220;un gruppo di persone uscivano dagli uffici&#8221;);</li>
<li>insomma, povero l&#8217;italiano nostro&#8230;</li>
</ul>
<p>E&#8217; uno sport molto diffuso: l&#8217;ultimo articolo in tal senso di cui sono a conoscenza è quello che appare tra le opinioni pubblicate da &#8220;La Stampa&#8221;: <a title="Articolo di Lorenzo Mondo sul cattivo stato della lingua italiana" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=5844" target="_blank">http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=5844</a></p>
<p>L&#8217;autore comincia così:</p>
<blockquote><p>Del cattivo stato della lingua italiana, avvilita dall’ignoranza della grammatica, dalla povertà del lessico, dall’uso scorretto di termini elementari. Sarà che la lingua, parlata e scritta &#8211; come ci ricordano gli specialisti &#8211; non ubbidisce a rigide prescrizioni, si modifica in base alle trasformazioni indotte dalla storia e dal costume, appartiene in definitiva a chi se ne serve. Ma certe sciatte derive, non arginate da una scuola che appare sopraffatta dagli strumenti della comunicazione mediatica, suonano irritanti e sconfortanti.</p></blockquote>
<p>Ovvero: &#8220;so benissimo che la lingua evolve, ma vorrei che la scuola ne controllasse gli esiti&#8221;. Bene: scrivendo questo articolo stai facendo proprio questo. <em>Siamo nel bicentenario della nascita di Darwin e a 150 anni dalla prima  pubblicazione de &#8220;L’Origine della Specie&#8221;:</em> la teoria dell&#8217;evoluzione dovrebbe essere ormai chiara a tutti.<br />
Gli organismi passibili di mutazione fanno questo: mutano; si trasformano in una rosa di alternative che sarà poi l&#8217;ambiente a selezionare. E&#8217; l&#8217;ambiente a dichiarare quali sono quelle vincenti: ma fino al momento della selezione tutte queste alternative sono brutte, inutili e ingiustificate. Un inuit dalle braccia lunghe non sarà mai di successo finché il suo ambiente non glie lo permetterà: a quel punto la sua stirpe sarà quella vincente (e bella). Una declinazione orrenda non avrà mai successo sinché l&#8217;ambiente non glie lo permetterà: da quel momento in poi ogni canale televisivo diffonderà la variazione, che sarà buona onesta e giusta.</p>
<p>Ecco, scrivere un articolo in difesa dell&#8217;italiano fa ciò che fa l&#8217;ambiente: scarta le mutazioni che proprio non si possono mandare giù e invece accetta, anche se a malincuore, quelle piccole alterazioni che dopotutto &#8220;ci stanno&#8221;.</p>
<p>Ora ho capito a cosa servono tutte queste lamentele. Luca Serianni (con una classe di tutt&#8217;altra natura) ne raccoglie alcune pescandole dai messaggi che i lettori indirizzano a &#8220;La Crusca per voi&#8221;, rubrica dell&#8217;Accademia della Crusca: i suoi commenti appaiono, tra gli altri argomenti, in &#8220;<strong><em>Prima lezione di grammatica</em></strong>&#8221; (2006) e, con maggiore spazio, ne &#8220;<strong><em>Il sentimento della norma linguistica nell&#8217;Italia di oggi</em></strong>&#8221; (2004):</p>
<ul>
<li>Inaccettabile usare &#8220;bella calligrafia&#8221;, poiché il sostantivo significa già &#8220;bella scrittura&#8221; e quindi staremmo dicendo &#8220;bella bella scrittura&#8221; (predominio dell&#8217;etimologia sull&#8217;uso di una parola).</li>
<li>Insopportabili le personificazioni delle astrazioni, come in &#8220;l&#8217;umanità soffre di troppa violenza&#8221;: l&#8217;umanità in quanto astrazione non può soffrire (irrigidimento della <a title="Voce di Wikipedia sul fenomeno linguistico della coesione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coesione_(linguistica)" target="_blank">coesione</a>).</li>
<li>Pleonastico specificare il possessivo in contesti quali &#8220;trascorrete le vostre vacanze&#8221; poiché è impossibile trascorrere le vacanze di qualcun altro (insofferenza alla ridondanza).</li>
<li>Tautologico il verbo &#8220;suicidarsi&#8221;, da sostituire con &#8220;suicidare&#8221; (insofferenza alla ridondanza).</li>
<li>Illogica l&#8217;espressione &#8220;un certo discorso&#8221;, poiché non vi è nulla di certo (rifiuto della <a title="Voce di Wikipedia sul fenomeno linguistico della polisemia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polisemia" target="_blank">polisemia</a>).</li>
</ul>
<p>Ma un conto è concentrarsi sui brutti utilizzi della lingua, altro conto è commemorare una buonanima, la lingua italiana che non c&#8217;è più, una lingua che probabilmente non c&#8217;è mai stata.<br />
Qual è, questo italiano che andava bene? Quello di quando eravamo giovani? Palle: già allora i vostri padri si lamentavano del fatto che parlaste di <em>videogames</em>, che utilizzaste &#8220;<em>cioé</em>&#8221; come intercalare e che dimenticaste la metà delle congiunzioni.<br />
Allora era buono l&#8217;italiano dei vostri padri? Scemenze: i <em>loro </em>padri si lamentavano esattamente quanto loro con voi (e quanto voi adesso).</p>
<p>A quando risale, quindi, l&#8217;italiano &#8220;puro&#8221;?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[vicino al fuoco]]></title>
<link>http://appuntidiscouting.wordpress.com/2009/02/09/vicino-al-fuoco/</link>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 15:19:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>musikele</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, tutti noi sappiamo che tu  vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci,quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente.</p>
<p>Ho notato che non si distinguono molto dagli altri uomini. Ultimamente ho fatto una solenne litigata con uno di essi. E poi, lo sanno tutti che i tuoi discepoli non vanno sempre d&#8217;amore e d&#8217;accordo.</p>
<p>Ne conosco uno che fa certi traffici poco puliti&#8230; Voglio perciò farti una domanda molto franca: é possibile  essere dei tuoi senza avere niente a che fare con i cosiddetti apostoli?</p>
<p>Vorrei seguirti ed essere cristiano (se mi passi la parola), ma senza la comunità, senza la Chiesa,senza tutti questi apostoli!».</p>
<p><!--more-->Gesù lo guardò con dolcezza e attenzione.</p>
<p>«Ascolta», gli disse «ti racconterò una storia: c&#8217;erano una volta alcuni uomini che si erano seduti a chiacchierare insieme. Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna e accesero il fuoco.</p>
<p>Se ne stavano seduti ben stretti, mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti. Ma uno di loro, ad un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo. Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri. Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava. Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi.</p>
<p>L&#8217;uomo che sedeva da solo fu inghiottito dall&#8217; oscurità e dal gelo della notte. Ci pensò un momento poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni. Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L&#8217;uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri. Si scaldò e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto».</p>
<p>Sorridendo, Gesù aggiunse: «Chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici. Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra e ciò che desidero di più é vederlo divampare».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[«Un dramma della solitudine che dobbiamo combattere con più coesione»]]></title>
<link>http://debac.wordpress.com/2008/10/10/%c2%abun-dramma-della-solitudine-che-dobbiamo-combattere-con-piu-coesione%c2%bb/</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:33:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>debac</dc:creator>
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<description><![CDATA[E come dopo ogni delitto di questo genere si torna a parlare di disagio mentale e a discutere dei pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E come dopo ogni delitto di questo genere si torna a parlare di disagio mentale e a discutere dei provvedimenti che sarebbero necessari per evitare certe tragedie. Per il sindaco Gianni Alemano il matricidio avvenuto in via Boccea è «un evento tragico che coinvolge tutta la nostra città». «Un dramma della solitudine &#8211; dice &#8211; che dobbiamo combattere con una maggiore coesione sociale e potenziando tutte le strutture di accoglienza e solidarietà, in particolare quelle dedicate al disagio mentale». «Proprio oggi (ieri, ndr) &#8211; annuncia Alemanno &#8211; l’assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, in collaborazione con il delegato per le politiche per l’Handicap, Antonio Guidi, ha convocato un incontro con le maggiori associazioni laiche e cattoliche impegnate nel campo delle disabilità mentali, per creare un tavolo permanente e per valorizzare tutte quelle iniziative che possano sostenere quanti si trovano coinvolti in situazioni di difficoltà che spesso rimangono nascoste ed esplodono in gesti come quello accaduto a Boccea».Per l’assessore Belviso quanto accaduto «è un’ulteriore dimostrazione di come il disagio psichico sia una vera e propria emergenza sociale, che va affrontata con un lavoro e un confronto condiviso con tutte le realtà che operano in questo settore, da quelle sanitarie a quelle sociali e istituzionali». Il matricidio di ieri, anche secondo Carlo Ciccioli (Pdl), medico psichiatra, vicepresidente della commissione Sanità alla Camera, «è l’ennesima prova dell’assoluta insufficienza delle attuali norme sull’assistenza psichiatrica». </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297066 </p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Gli Sbandieratori Marino Marzano per la prima volta nella storia a "Lourdes" alla GMG 2008]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2008/08/07/gli-sbandieratori-marino-marzano-per-la-prima-volta-nella-storia-a-lourdes-alla-gmg-2008/</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 21:39:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per la prima volta nella storia del Santuario di Lourdes un gruppo di spettacolo è stato autorizzato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Per la prima volta nella storia del Santuario di Lourdes un gruppo di spettacolo è stato autorizzato]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Comunicato "Carnem levare, il cammino..."]]></title>
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<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 00:56:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[    Dal 25 aprile al 4 maggio 2008 con apertura delle stanze dalle 18.00 alle 22.00, nel Borgo di An]]></description>
<content:encoded><![CDATA[    Dal 25 aprile al 4 maggio 2008 con apertura delle stanze dalle 18.00 alle 22.00, nel Borgo di An]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Elvio:Ricordi ]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/03/27/new-entry-ricordi-di-elvio/</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 11:18:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[“I ricordi, la solitudine e la noia sembrano avere nella tua poesia le sembianze della pioggia: dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“I ricordi, la solitudine e la noia sembrano avere nella tua poesia le sembianze della pioggia: dell]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[A sud di Tyro: fotogrammi tra Libano e Palestina]]></title>
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<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 00:35:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Questo è l’invito per la seconda mostra video-fotografica del progetto Media Education for Peace, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Questo è l’invito per la seconda mostra video-fotografica del progetto Media Education for Peace, ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Medaglia Nera a X-Piong,China-World Record-Boicot Olympic Games]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/03/16/medaglia-nera-a-x-piongchina-world-record/</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 11:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[  (Boicotta) Cento metri saranno il tuo rush finale. La capitolazione di X-Piong Corsia numero 1… Co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  (Boicotta) Cento metri saranno il tuo rush finale. La capitolazione di X-Piong Corsia numero 1… Co]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Miss Gaza è caduta. Ha il tacco a spillo spezzato. E’ solo inciampata(?).]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/03/03/miss-gaza-e-caduta-ha-il-tacco-a-spillo-spezzato-e%e2%80%99-solo-inciampata/</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 00:10:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[n.100 E’ magra e alta. Ha sempre sfilato sulla passerella mediterranea di Platone, Aristotele ed Ave]]></description>
<content:encoded><![CDATA[n.100 E’ magra e alta. Ha sempre sfilato sulla passerella mediterranea di Platone, Aristotele ed Ave]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Comunicato Stampa Carnem Levare il Cammino]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/02/29/comunicato-evento-carnem-levare-il-cammino/</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 00:00:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perché il titolo “Carnem Levare, il Cammino” Etimologicamente dal termine latino “Carnem levare” der]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Perché il titolo “Carnem Levare, il Cammino” Etimologicamente dal termine latino “Carnem levare” der]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La mia legge-My law]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/02/20/la-mia-legge-my-law/</link>
<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 12:28:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[  La mia legge Non dirmi che il tuo Dio non vuole, se queste sono le sue leggi. (As-sama safiya) [il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  La mia legge Non dirmi che il tuo Dio non vuole, se queste sono le sue leggi. (As-sama safiya) [il]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pilsudski... la regola comune? L'antimedicina]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/02/14/pilsudski-la-regola-comune-lantimedicina/</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 14:27:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abbasso gli slogans Abbasso la dittatura! Abbasso il fascismo! Abbasso il comunismo! Diventare catto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Abbasso gli slogans Abbasso la dittatura! Abbasso il fascismo! Abbasso il comunismo! Diventare catto]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[A te...T(ex) ]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/02/11/a-tetex/</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 10:15:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[ A te che non ti arrendi (e mi dici: &#8220;Io mi godo la mia malattia  che nonostante il suo accani]]></description>
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<title><![CDATA[I Sarti del Popolo (mannequin)]]></title>
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<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 09:00:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[Camicia nera; disegnata! Con merletti e taschini rosa… Camicia rossa; disegnata! Con polsini e gemel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Camicia nera; disegnata! Con merletti e taschini rosa… Camicia rossa; disegnata! Con polsini e gemel]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cluster Bomb – Carnem levare]]></title>
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<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 08:10:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Al Libano e al suo Carnevale) Sono come coriandoli: cadono su maschere bianche. E’ un aratro che sc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Al Libano e al suo Carnevale) Sono come coriandoli: cadono su maschere bianche. E’ un aratro che sc]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La mattanza della Puttana del MonteCristo]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/02/03/la-mattanza-della-puttana-del-montecristo/</link>
<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 17:38:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[E’ sempre lì. tra il trambusto dei treni e delle macchine che passano. E’ sempre lì. tra secchioni s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E’ sempre lì. tra il trambusto dei treni e delle macchine che passano. E’ sempre lì. tra secchioni s]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Non solo il Duce e Claudia Particella la zoppa… tra l’arte della letteratura e l’arte della dittatura zoppa.]]></title>
<link>http://picasso01.wordpress.com/2008/02/02/non-solo-il-duce-e-claudia-particella-la-zoppa%e2%80%a6-tra-l%e2%80%99arte-della-letteratura-e-l%e2%80%99arte-della-dittatura-zoppa/</link>
<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 10:35:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>picasso01</dc:creator>
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<description><![CDATA[Senza alcun tempo trascorso… (tempo che a volte ti fissa , altre ti sfugge) pubblicitari impazziti t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Senza alcun tempo trascorso… (tempo che a volte ti fissa , altre ti sfugge) pubblicitari impazziti t]]></content:encoded>
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