<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>comunita-di-studio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/comunita-di-studio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "comunita-di-studio"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 09:16:42 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Italia-Francia]]></title>
<link>http://motobrowniano.wordpress.com/2007/12/10/italia-francia/</link>
<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 17:13:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
<guid>http://motobrowniano.wordpress.com/2007/12/10/italia-francia/</guid>
<description><![CDATA[Personalmente non ho neppure un computer. Mi servo, se sono spalle al muro, di quello di altri. Ma q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><em>Personalmente non ho neppure un computer. Mi servo, se sono spalle al muro, di quello di altri. Ma quando una mia corrispondente mi annunciò di voler troncare i suoi rapporti con internet per di nuovo pensare e contemplare, le chiesi quante ore al giorno dedicava a quella sua attività. Mi rispose: quattro ore. Dissi che erano troppe, perfino per attività meno coercitive. </em></p></blockquote>
<p><strong>Franco Cordelli</strong>, critico teatrale, saggista e scrittore, sul <em>Corriere della Ser</em>a, 9 dicembre 2007</p>
<blockquote><p><em>La circolazione rapidissima dei saperi grazie alle nuove tecnologie non solo contribuisce all&#8217;emergere di nuovi poli culturali, ma consente la nascita di comunità di studio puramente virtuali, svincolate da qualunque luogo fisico. Nascono così nuove forme collettive di elaborazione del sapere che strappano la cultura alla materialità dei luoghi tradizionali, creandone di nuovi del tutto immateriali. [...] La circolazione diffusa di un sapere limita [...] i rischi di una sua eventuale scomparsa. Più un sapere è concentrato in un luogo, più la sua perennità è a rischio., dato che dipende strettamente dal destino del luogo. Invece più un sapere circola, più ha possibilità di sopravvivere. E&#8217; il motivo per cui ancora oggi possiamo leggere Confucio o Aristotele.</em></p></blockquote>
<p><strong>Christian Jacob</strong>, ellenista, intervistato da Fabio Gambaro, <em>la Repubblica</em> del 10 dicembre 2007</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
