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	<title>confindustria &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/confindustria/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "confindustria"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 22:36:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Italian Economy to Grow 1.1% Next Year Confindustria Says]]></title>
<link>http://italyproperty.wordpress.com/2009/12/18/italian-economy-to-grow-1-1-next-year-confindustria-says/</link>
<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:56:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>aboutcalabriaproperty</dc:creator>
<guid>http://italyproperty.wordpress.com/2009/12/18/italian-economy-to-grow-1-1-next-year-confindustria-says/</guid>
<description><![CDATA[Italian employers lobby Confindustria has upped its growth forecast to 1.1% for next year. The recov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Italian employers lobby Confindustria has upped its growth forecast to 1.1% for next year. The recovery that began in the third quarter will not derail the group said.</p>
<p>&#34;The recovery has started and will not derail,&#34; Confindustria said in the report. The rebound “will be slow and tiring after a recession which brought the Italian economy back to the levels of almost eight years ago.&#34;</p>
<p>Exports will plummet 19 percent this year and grow 4 percent next year, Confindustria said. Household spending, which accounts for two-thirds of GDP, will rise 1.1 percent in 2010 after a 1.7 percent contraction this year, the lobby said.</p>
<p>Unfortunately no one has told the unemployment rate about the strength of the recovery, and it, like in many other countries around the world is still growing. It is common in recessions that unemployment is the last indicator to turn positive, and there has been nothing to suggest that this one will be any different.</p>
<p>Analysts, including myself are forecasting very little improvement in the Italian labour market, or that of the wider EU until well into 2011.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stefano Pileri (Confindustria) scrive ai micro-canali digitali: «Le micro web tv sono un'opportunità di legame col territorio e un impulso contro la piaga del digital divide»]]></title>
<link>http://paesechevai.wordpress.com/2009/12/04/confindustria/</link>
<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 23:36:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>paesechevai</dc:creator>
<guid>http://paesechevai.wordpress.com/2009/12/04/confindustria/</guid>
<description><![CDATA[Stefano Pileri, Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Nel nostro meeting del 27 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_185" class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><a href="http://paesechevai.wordpress.com/files/2009/12/stefano_pileri_m.jpg"><img class="size-medium wp-image-185" title="Stefano_Pileri" src="http://paesechevai.wordpress.com/files/2009/12/stefano_pileri_m.jpg?w=244" alt="Stefano Pileri, Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici" width="244" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Stefano Pileri, Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici</p></div>
<p>Nel nostro meeting del 27 novembre non è riuscito a prendere parte Stefano Pileri, Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Ha inviato a tutte le micro web tv una lettera, che testimonia l&#8217;attenzione di Confindustria sui temi di cittadinanza attiva e al tempo stesso l&#8217;impegno per diminuire la piaga del digital divide, che tuttoggi affligge il nostro Paese.</p>
<p>«Nel ringraziare per l’invito rivolto alla Federazione per il Terzo Meeting delle Micro Web italiane, scusandomi per avere dovuto rinunciare ad intervenire personalmente all’evento a causa di alcuni imprevisti che mi hanno trattenuto a Roma, vorrei innanzitutto augurare buon lavoro ai partecipanti e fare i migliori auspici per l’insediamento della nascitura associazione federativa delle Micro Web TV italiane.<br />
L’iniziativa si pone nel contesto evolutivo della diffusione delle tecnologie e dei servizi digitali nel nostro Paese che, come noto, è ancora indietro rispetto alla realtà europea.<br />
Citerei solo tre dati significativi che confermano questa mia affermazione e che ci servono come stimolo a rafforzare tutte le iniziative per ridurre il digital divide: 52% sono le famiglie con PC, il 46% accedono ad internet e il 39% fa uso di banda larga.  Le Micro Web TV rappresentano, secondo Confindustria, un’opportunità per contribuire alla crescita tecnologica del nostro Paese, perché costituiscono uno strumento innovativo di comunicazione, anche interattiva, che, attraverso la Rete Internet, crea un nuovo link tra il digitale e il territorio. Inoltre per la loro natura di prodotto audiovisivo, potranno dare anche maggiore impulso alla diffusione della banda larga in Italia che, come risulta dal dato citato in precedenza, è un altro punto di ritardo al quale dobbiamo porre rimedio.<br />
L’esigenza di un più ampio coinvolgimento e di una partecipazione alla vita della società è particolarmente sentita dai cittadini e dalle imprese e le nuove tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione forniscono nuovi strumenti e nuove opportunità per dare spazio a questa esigenza che nasce “dal basso”.<br />
“Dal basso”, quindi, possono venire iniziative e soluzioni che, proprio perché nascenti dal territorio, sono in grado di interpretarne gli stimoli e le esigenze.<br />
È in questa raffigurazione che mi sembra possa essere inserito il fenomeno emergente delle Micro Web TV ed è dalla cittadinanza attiva che potrà arrivare un ulteriore contributo alla conoscenza e allo sviluppo tecnologico del nostro Paese. Rinnovo pertanto i miei più sentiti auguri a tutti voi, certo di un ampio e rapido successo del comparto a cui si riferisce l’iniziativa che potrebbe in un prossimo futuro avere anche una sua rappresentanza nel mondo confindustriale». Stefano Pileri</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ITALIA TV. Confindustria: concreti segnali di ripresa dalla fine 2009]]></title>
<link>http://italiatv.wordpress.com/2009/11/30/italia-tv-confindustria-concreti-segnali-di-ripresa-dalla-fine-2009/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>ITALIA TV - Notiziario per lo sviluppo economico</dc:creator>
<guid>http://italiatv.wordpress.com/2009/11/30/italia-tv-confindustria-concreti-segnali-di-ripresa-dalla-fine-2009/</guid>
<description><![CDATA[(italiatv.it)  Dopo il rimbalzo più forte dell&#8217;atteso del Pil mondiale nel terzo trimestre, gl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-791" title="dario pettinelli italia tv" src="http://italiatv.wordpress.com/files/2009/11/biondavestitorossofelice.jpg" alt="" width="270" height="75" />(italiatv.it)  Dopo il rimbalzo più forte dell&#8217;atteso del Pil mondiale nel terzo trimestre, gli indici congiunturali puntano al consolidamento della ripresa tra fine 2009 e inizio 2010. L&#8217;analisi è del centro studi Confindustria che spiega: &#8220;L&#8217;anticipatore Ocse è in forte e diffuso rialzo da febbraio ed è sopra la media di lungo periodo. Il Pmi manifatturiero negli Usa a ottobre è salito ai massimi dal giugno 2007; nell&#8217;eurozona a novembre è al top da marzo 2008&#8243;. Il recupero, prosegue l&#8217;analisi mensile, &#8220;è esteso anche al terziario, ma nell&#8217;industria il divario rispetto ai valori pre-crisi rimane molto più ampio e lungo da colmare, a fronte dell&#8217;accresciuta concorrenza internazionale sia tra paesi industriali che si trovano nelle medesime condizioni sia dagli emergenti. La persistente debolezza del dollaro, cui è agganciato lo yuan cinese, rende più arduo lo scenario competitivo per l&#8217;eurozona&#8221;.  Il rialzo delle materie prime, prosegue il testo di Confindustria, &#8220;se conferma la migliorata domanda globale di manufatti, erode i margini di profitto già compressi nei sistemi, come la Germania e l&#8217;Italia, dove la crisi ha provocato una più marcata caduta della produttività. In Italia il balzo estivo della produzione industriale ( 4%) ha lasciato il posto a una graduale risalita in ottobre-novembre, mentre restano deboli ordini e fatturato; le attese di produzione delle imprese puntano a nuovi incrementi nei prossimi mesi, partendo da livelli sempre molto bassi&#8221;. Nei Bric, continua Csc, &#8220;la crescita è sostenuta dai consumi, deboli solo in Russia. Le aziende italiane si orientano con decisione verso quei mercati più dinamici, ma spesso è ampio il distacco con la Germania. E&#8217; diffuso il miglioramento degli acquisti di macchinari, ostacolati però da credito difficile e ampia capacità inutilizzata.Bce e Fed stanno ritirando l&#8217;espansione non convenzionale, terranno fermi i tassi ufficiali a lungo&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GLI ODIOSI PASSI INDIETRO DI QUESTO GOVERNO]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/24/gli-odiosi-passi-indietro-di-questo-governo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:26:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/24/gli-odiosi-passi-indietro-di-questo-governo/</guid>
<description><![CDATA[GLI ODIOSI PASSI INDIETRO DI QUESTO GOVERNO  Si parla di riforme, ma c’è chi le vuole uccidere. A qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><a href="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/1.jpg"></a>GLI ODIOSI PASSI INDIETRO DI QUESTO GOVERNO</h1>
<p><strong> <a href="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2996" title="1" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/11.jpg?w=300" alt="" width="300" height="173" /></a>Si parla di riforme, ma c’è chi le vuole uccidere.</strong></p>
<p><strong>A quanto pare le riforme vere a questo governo non interessano proprio. Quello che interessa è: risolvere i problemi del premier e quindi dare una bastonata definitiva alla magistratura e cacciare i clandestini, brutti, negri, sporchi e maleodoranti,che fanno paura.</strong></p>
<p><strong>Le riforme che davvero interessano i cittadini, quelle che fanno risparmiare i consumatori, invece, bisogna ucciderle.</strong></p>
<p><strong>Sono rimasti in pochi a parlare di liberalizzazioni. Eppure le “lenzuolate” di Bersani hanno fatto risparmiare fior di miliardi ai consumatori. Basta pensare all’abolizione della odiosa (e costosa) gabella del costo fisso sulle ricariche telefoniche che fruttava ai gestori quasi due miliardi di euro l’anno.</strong></p>
<p><strong>Le liberalizzazioni si dimenticano e si dimenticano i risultati ottenuti, eppure hanno dimostrato che un cambiamento è possibile, si finisce col far prevalere il luogo comune secondo il quale nulla può cambiare perché alla fine vincono sempre i poteri forti e le corporazioni.</strong></p>
<p><strong>Nel 2008 ben 480.000 famiglie hanno risparmiato 100 miliardi di euro grazie alla cancellazione dell’ipoteca sulla casa dopo l’estinzione del mutuo. Più di 2 milioni di clienti hanno cambiato banca senza pagare le spese di chiusura del conto. Oltre 3.000 parafarmacie aperte, che hanno dato lavoro a più di cinquemila giovani laureati. Due miliardi di euro l’anno risparmiati grazie alla eliminazione della ricarica delle schede prepagate dei cellulari.</strong></p>
<p><strong> Ma sulle liberalizzazioni incombono gravi rischi.</strong></p>
<p><strong> ASSICURAZIONI. Gli effetti del meccanismo dell’indennizzo diretto non hanno ancora determinato la diminuzione delle tariffe. Le compagnie hanno cercato di boicottare la portabilità della classe di merito e negli ultimi mesi alcuni parlamentari del PDL hanno tentato di reintrodurre il divieto per gli agenti di vendere polizze di più compagnie. Infine è stata approvata una disposizione di legge che porta da uno a cinque anni la possibilità di recedere dai contratti per le polizze vita.</strong></p>
<p><strong>BANCHE. Le banche hanno provato a vanificare o rallentare l’applicazione dell’eliminazione delle penali in caso di estinzione anticipata dei mutui casa e la possibilità di trasferire un mutuo ad un’altra banca senza costi aggiuntivi e senza la perdita dei benefici fiscali. Sono stati necessari interventi legislativi e istruttorie dell’Antitrust per costringere le banche  a rispettare la legge.</strong></p>
<p><strong> FARMACI DA BANCO. Due disegni di legge prevedono la riduzione del numero dei farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie (la mannaia del solito Gasparri) e l’eliminazione dell’obbligo della presenza del farmacista e la chiusura entro dieci anni delle parafarmacie (il solito Gasparri) nonché l’eliminazione delle insegne con la croce verde.</strong></p>
<p><strong> TRASPORTO AEREO. Dopo l’introduzione dell’obbligo per le compagnie aeree di indicare il prezzo effettivo di volo, permane scarsa trasparenza su onerosi costi aggiuntivi (bagagli, carta di credito, ecc.) che vengono richiesti in modo non chiaro.</strong></p>
<p><strong> ALTRE PROFESSIONI. La liberalizzazione delle autoscuole non è mai entrata in vigore per la mancata emanazione da parte del governo attuale di un decreto attuativo che di fatto ha bloccato tutti gli esami per nuovi istruttori.</strong></p>
<p><strong> CLASS ACTION. L’accettazione della causa dipenderà dalla sua costosa pubblicazione, tolta la retroattività, introdotto il danno punitivo al contrario (se una causa viene dichiarata non ammissibile, chi l’ha proposta deve pagare), L’entrata in vigore è stata rimandata tre volte. Al momento fino al 1° gennaio 2010.</strong></p>
<p><strong>(La “class action” significa Azione Collettiva e fa sì che un solo giudice con un solo processo possa condannare un’impresa a risarcire tutti coloro ai quali ha provocato un danno. In Italia invece ogni singolo danneggiato deve fare la sua causa sfidando  i grandi studi legali delle grandi aziende. Tra i primi atti del governo Berlusconi c’è stato quello di posticiparne l’entrata in vigore, di proroga in proroga si è arrivati, per ora, al 1° gennaio 2010. Tuttavia sono state introdotte modifiche peggiorative, per esempio è stata tolta la retroattività, così i danneggiati del crak Parmalat e Cirio rimangono tagliati fuori, anzi hanno introdotta la punitività al contrario, è il denunciante che deve pagare, qualora la causa non sia ammissibile. E’ Ovvio che il povero consumatore prima di fare causa alla potente multinazionale ci pensa due volte. Da un emendamento all’altro questo governo ha svuotato di fatto una buona legge ed è intuibile che le società delle telecomunicazioni, dei trasporti e la Confindustria hanno spinto per peggiorarne e ritardarne l’entrata in vigore). </strong></p>
<p><strong>(</strong>Fonti: “L’Assedio” di E. Cinotti e A. Lirosi Ed. Aliberti 2009)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Socotherm: Confindustria Ragusa appare disinteressata]]></title>
<link>http://uilcemragusa.wordpress.com/2009/11/22/socotherm-confindustria-ragusa-appare-disinteressata/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:28:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>uilcemragusa</dc:creator>
<guid>http://uilcemragusa.wordpress.com/2009/11/22/socotherm-confindustria-ragusa-appare-disinteressata/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;E&#8217; l&#8217;ora del confronto vero e delle risposte puntuali, Socotherm non può continua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://uilcemragusa.wordpress.com/files/2009/11/uilc_ragusa.jpg"></a><a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/2211/RG2211/RGPRO/RG06/navipdf.html_lasicilia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-199" title="uilcem_lasicilia" src="http://uilcemragusa.wordpress.com/files/2009/11/uilcem_lasicilia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="108" /></a>&#8220;E&#8217; l&#8217;ora del confronto vero e delle risposte puntuali, Socotherm non può continuare a nascondersi per sempre&#8221;. Forti di queste posizioni le organizzazioni sindacali di categoria, Femca Cisl, Filcem Cgil, Uilcem Uil, assistite dai segretari generali confederali, si sono presentate, all&#8217;incontro coi lavoratori della Socotherm s.p.a. stabilimento di Pozzallo, a Ragusa, sala conferenze Cisl. Presente anche il deputato regionale Roberto Ammatuna. Secondo il sindacato, &#8220;è necessario aprire un confronto vero con la proprietà Socotherm, che non si fermi alle parole o alle discutibilissime e mal sopportate minacce di liquidazione e licenziamento collettivo delle maestranze di Pozzallo, ma si traduca in scelte e decisioni, per evitare di imporre ai lavoratori ulteriori disagi che non sarebbero assolutamente sostenibili&#8221;. È dello stesso tono l’intervento dell’Onorevole Ammatuna che ha evidenziato la necessità di fare sintesi, in questo delicatissimo momento, e di procedere sulla via della totale concordanza d’idee e d’azione tra politica e sindacato. “Sollecitare l’incontro in Prefettura, coinvolgere da subito l’assessorato al lavoro e il ministero delle attività produttive. I tempi della politica sono terribilmente lunghi, conclude Ammatuna, e chi subisce un licenziamento non può concedersi il lusso d’aspettare”. I 16 lavoratori della Socotherm il 6 di dicembre saranno inderogabilmente in mobilità, licenziati a tempo indeterminato, se non s’interviene in tempo. Il sindacato e la deputazione Nazionale e Regionale stanno facendo tutto il possibile perché ciò non accada. <!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Sul banco degli imputati sale a pieno titolo anche Confindustria Ragusa, per aver prestato il fianco a una facile politica di dismissioni e di chiusure, per aver gestito male la vicenda dello stabilimento pozzallese, assumendo un ruolo marginale e disinteressato nella trattativa con gli imprenditori veneti. L’associazione datoriale non ha mosso un dito per la difesa del territorio ragusano, sostiene il sindacato, e non ha chiamato Socotherm al rispetto degli accordi presi, nell’ottica di precise e corrette relazioni industriali. Socotherm prende a pesci in faccia lavoratori e sindacato, liquidando le azioni di rappresentanza e di tutela delle maestranze di Pozzallo come semplice e puro “marketing sindacale”. Parole forti quelle pronunciate dall’amministratore con delega Socotherm nei confronti della classe sindacale ragusana.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">“Battelli si cimenta in gare di canto provocatorio dal tono basso e indistinto -sostiene Giuseppe Scarpata, segretario generale della Uilcem Uil- è la prepotenza tipica del piccolo artigiano in affanno, che di grande imprenditoria multinazionale e di corrette relazioni sindacali sa ben poco”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Uno scambio di battute a distanza tra azienda e sindacato in una vicenda che pare non trovare sbocchi. Bloccare la procedura di mobilità e incalzare la Prefettura e la Regione per avere Socotherm al tavolo delle trattative. Cgil, Cisl e Uil tirano così le somme all’assemblea dei lavoratori dello stabilimento chimico della famiglia Soave con la deputazione Iblea. L’annuncio dell’incontro della delegazione politico e sindacale ragusana con il Presidente Lombardo, fissato per oggi a Catania -che anticipa di tre giorni l’appuntamento con l’assessore all’industria Venturi, convenuto per Mercoledì 25 Novembre- è l’unica buona notizia della serata, quella che chiude il cerchio al primo degli interventi indispensabili e praticabili per tenere in vita la speranza dei 16 lavoratori pozzallesi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/2311/RG2311/RGPRO/RG02/navipdf.html"><img class="alignleft size-medium wp-image-210" title="lombardo socotherm" src="http://uilcemragusa.wordpress.com/files/2009/11/lombardo-socotherm.jpg?w=300" alt="" width="300" height="229" /></a>Intanto, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha incontrato, sabato pomeriggio, una delegazione della provincia di Ragusa composta dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, i parlamentari Ammatuna, Ragusa e Minardo, il sindaco di Pozzallo, il segretario ibleo Uilcem, Giuseppe Scarpata, ed un gruppo di lavoratori della &#8221;Socotherm&#8221;. Al centro della riunione la grave situazione occupazionale della fabbrica, sita presso la zona industriale di Modica/Pozzallo, costruita utilizzando anche un cospicuo finanziamento di fondi europei. L&#8217;impresa ha &#8221;congelato&#8221; gli impianti ed e&#8217; arrivata alla decisione di porre in mobilita&#8217; i dipendenti. Lombardo, su richiesta della delegazione ragusana, ha assunto l&#8217;impegno di intervenire sul ministro delle Attivita&#8217; produttive e di accertare le dimensioni del finanziamento e le condizioni di concessione dell&#8217;area da parte dell&#8217;Asi di Ragusa.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">leggi gli articoli su 1 <a href="http://www.ragusanews.com/news/I-sindacati:-Socotherm-non-puograve;-continuare-a-nascondersi/0000013270">ragusanews.com</a> , 2 <a href="http://www.ragusanews.com/news/Socotherm,-Lombardo-ne-parler%C3%A0-col-Ministro/0000013286">ragusanews.com </a></p>
<p style="text-align:justify;">leggi l&#8217;articolo su <a href="http://www.radiortm.it/Notizia.asp?Id=29924">rtmnews</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.radiortm.it/Notizia.asp?Id=29924"><br />
</a>1 leggi l&#8217;articolo sul quotidiano <a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/2211/RG2211/RGPRO/RG06/navipdf.html">La Sicilia</a></p>
<p style="text-align:justify;">2 leggi l&#8217;articolo sul quotidiano <a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/2311/RG2311/RGPRO/RG02/navipdf.html">La Sicilia</a></p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<b>AUMENTARE I CONTROLLI PREVENTIVI ANTIMAFIA</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/11/20/aumentare-i-controlli-preventivi-antimafia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:24:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
<guid>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/11/20/aumentare-i-controlli-preventivi-antimafia/</guid>
<description><![CDATA[Palermo, 19 novembre 2009 &#8211; Confindustria Sicilia ha tra i suoi valori fondanti la libertà di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Palermo, 19 novembre 2009 &#8211; Confindustria Sicilia ha tra i suoi valori fondanti la libertà di mercato e la tutela delle imprese sane. Per tale motivo preoccupa il dato che emerge da numerose indagini, che rilevano sempre più frequentemente infiltrazioni mafiose in alcuni settori, come quello delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, e quello dell’energia da fonti rinnovabili.<br />
<!--more--><br />
“Occorre  alzare  il livello di guardia – affermano Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, e Antonello Montante, delegato di Confindustria per i rapporti con le Istituzioni preposte al controllo del territorio – a tutela delle imprese sane,  introducendo strumenti e misure che prevengano il fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Abbiamo chiesto all’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi &#8211; e siamo soddisfatti che abbia prontamente accolto la nostra sollecitazione &#8211; , di proporre alle Prefetture siciliane la stipula di protocolli d’intesa per l’acquisizione preventiva di informazioni e relative certificazioni sulle imprese che operano in quei settori ‘sensibili’ dove forte è l’interesse della mafia”.<br />
“Molte indagini giudiziarie – rilevano Lo Bello e Montante &#8211; hanno evidenziato diffuse infiltrazioni mafiose nel settore delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, che hanno condizionato il libero mercato e reso più deboli gli imprenditori sani. Anche il settore dell’energia da fonti rinnovabili – aggiungono &#8211; è strategico e trainante per lo sviluppo dell’economia regionale e costituisce un’opportunità irrinunciabile. Pertanto anche in tale settore occorre una vigilanza fortissima per evitare che le infiltrazioni mafiose ne comprimano e ne danneggino le potenzialità di sviluppo”.<br />
“I protocolli d’intesa  tra l’assessorato regionale all’Industria e le Prefetture – concludono Lo Bello e Montante &#8211; potranno assicurare l’assenza di infiltrazioni mafiose, avviando la procedura di controllo sin dall’inizio dell’iter autorizzativo, quando l’azienda presenta la richiesta di autorizzazione dell’impianto da fonti rinnovabili. Il richiedente dovrà fornire informazioni, oltre che sul progetto, anche sui proprietari dei terreni, sui soggetti che svilupperanno l’iniziativa e sul gestore dell’impianto. Avviando, infatti, all’inizio dell’iter autorizzativo la verifica di assenza di infiltrazioni mafiose, si eviterà di rallentare i tempi di rilascio delle autorizzazioni”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Irap, Gemignani (Confindustria Livorno), "va ripensata"]]></title>
<link>http://davidone1967.wordpress.com/2009/11/19/irap-gemignani-confindustria-livorno-va-ripensata/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:54:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidone1967</dc:creator>
<guid>http://davidone1967.wordpress.com/2009/11/19/irap-gemignani-confindustria-livorno-va-ripensata/</guid>
<description><![CDATA[Di Marco Ceccarini, Fonte: www.costaovest.info La crisi “morde” ancora con violenza  ed il territori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Di <strong>Marco Ceccarini, </strong>Fonte: <a href="http://www.costaovest.info" target="_blank"><strong>www.costaovest.info</strong></a></p>
<p>La crisi “morde” ancora con violenza  ed il territorio provinciale risulta sempre più a rischio di deindustrializzazione: “Molte delle nostre imprese si trovano in particolare difficoltà, strette da una domanda interna in continuo calo e da una richiesta di dilazioni di pagamento da parte dei clienti, a cui si aggiungono la difficoltà di accesso al credito ed un patologico ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e delle aziende di servizio”, commenta Andrea Gemignani, Presidente di Confindustria Livorno.</p>
<p>“In questo momento è fondamentale individuare misure rapide e concrete anche di natura straordinaria; per questo chiediamo interventi urgenti sul piano fiscale ed in particolare sulla famigerata IRAP“. Gli industriali puntano il dito sull’imposta regionale e sulle numerose anomalie della sua struttura. Continua Gemignani: “Per parlare adeguatamente dell’IRAP, facciamo chiarezza una volta per tutte e vediamo in dettaglio la natura di questa imposta”. “L’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, come indica il nome è dovuta da coloro che producono valore, imprese e professionisti,  e si aggiunge alla normale tassa sull’utile lordo, di fatto duplicandola, sebbene su una “base imponibile” diversa. E’ stata introdotta dall’ex Ministro delle Finanze Visco per finanziare la spesa sanitaria regionale, in sostituzione di altre imposte.</p>
<p>L’IRAP deve essere pagata anche se l’impresa è in perdita, è indeducibile dalle altre imposte, tassa il rendimento dei fattori produttivi, risorse umane comprese, rendendoli ancor meno competitivi e deve essere pagata anche sugli interessi passivi. Ma quel che è peggio, l’IRAP è una peculiarità tutta italiana, dato che l’imposta non ha riscontro in nessun altro paese dell’Eurozona. Prosegue Gemignani: “In più occasioni ho sottolineato che l’imposta regionale mostra tutte le sue incongruenze proprio in questo particolare momento di crisi: drena risorse vitali per il sistema imprenditoriale, perché è dovuta paradossalmente  anche dalle imprese con i bilanci in rosso e fortemente indebitate o con una forte incidenza di costi per il personale.</p>
<p>Per molte aziende in difficoltà nell’accesso al credito bancario, l’Irap rappresenta un appesantimento inaccettabile, che può tramutarsi in un vero e proprio colpo di grazia in situazioni di bassi o addirittura assenti margini di redditività”. Il finanziamento di un bene comune come la salute, si associa ad una gabella che amplifica i disagi di un sistema imprenditoriale già piegato dalla recessione: il maggior costo degli interessi passivi dovuto al credit crunch ed alla recessione, diventa un maggior costo fiscale, perché l’IRAP si applica anche su di esso. Inoltre rende meno facili gli investimenti esteri in Italia e penalizza chi offre maggiori e migliori occasioni di lavoro, perché grava sul costo del personale.</p>
<p>“Più volte abbiamo detto”, conclude Gemignani, “che la fase economica che stiamo attraversando esige azioni all’insegna di due parole d’ordine: concretezza e tempestività. E’ necessario avere il coraggio di fare scelte difficili perché non possiamo più permetterci di avere un’imposta che nessun altro Paese al mondo adotta”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<b>RISOLTO IL PRIMO CASO DI “ADDIOBUROCRAZIA”</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/11/17/risolto-il-primo-caso-di-%e2%80%9caddioburocrazia%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:45:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
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<description><![CDATA[AZIENDA HA AVUTO AUTORIZZAZIONE DOPO DUE ANNI di ATTESA SCOPERTA OASI DI EFFICIENZA: IL SERVIZIO 3 D]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><b><i>AZIENDA HA AVUTO AUTORIZZAZIONE DOPO DUE ANNI di ATTESA<br />
SCOPERTA OASI DI EFFICIENZA: IL SERVIZIO 3 DELL’ASSESSORATO REGIONALE AL TERRITORIO</i></b></p>
<p>Palermo, 17 novembre 2009 – Risolto il primo caso segnalato allo sportello “Addioburocrazia” istituito dai Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia per sciogliere i nodi burocratici che frenano lo sviluppo delle imprese.<br />
Un’azienda di legnami della provincia di Siracusa, dopo l’intervento dei Giovani imprenditori, ha finalmente ottenuto l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera attesa da oltre due anni. Si è potuto verificare che l’ “imbuto”, in realtà, non si era creato nel competente ufficio dell’assessorato regionale al Territorio, ma in un ente collaterale.<br />
<!--more--><br />
L’intervento, semmai, è servito a scoprire un’ “oasi” di efficienza: il Servizio 3 – Tutela dall’inquinamento atmosferico”, diretto da Salvatore Anzà, pur operando con carenza di personale e di mezzi, in un anno e mezzo ha smaltito l’arretrato e rilascia le autorizzazioni nei tempi prescritti dalla legge (in media una per ogni giorno lavorativo).<br />
Da questa occasione è nata, a beneficio di tutte le aziende siciliane, una fattiva collaborazione fra il Servizio 3, il Dipartimento regionale Territorio e Ambiente e i Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, per agevolare al massimo la trasparenza, il confronto e l’efficienza dei tempi nel rapporto fra uffici e imprese che richiedono autorizzazioni.<br />
“E’ questo il vero spirito di AddioBurocrazia – commenta soddisfatto Giorgio Cappello, presidente regionale dei Giovani imprenditori – l’augurio è non solo di risolvere celermente gli altri trenta casi che ci sono stati segnalati, ma anche che ognuna di queste occasioni serva a creare rapporti utili ad aiutare la pubblica amministrazione a svolgere meglio il proprio ruolo a servizio dello sviluppo delle imprese”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il rilancio della cultura e dell'istruzione tecnica nella riforma della scuola secondaria superiore]]></title>
<link>http://scuolaedintorni.wordpress.com/2009/11/17/il-rilancio-della-cultura-e-dellistruzione-tecnica-nella-riforma-della-scuola-secondaria-superiore/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:59:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>scuolaedintorni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si svolge oggi la XVI edizione della manifestazione di Orientamento nazionale della Confindustria ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
Si svolge oggi la <strong>XVI edizione della manifestazione di Orientamento nazionale della Confindustria</strong> che per la prima volta si rivolgerà ad un pubblico di studenti più giovani, i ragazzi della terza media.<br />
<br />
Lo scopo è quello di richiamare ancora una volta l’attenzione sull’istruzione e la formazione tecnica che, in questi ultimi anni, ha fatto registrare un aumento degli iscritti rispetto al calo degli anni precedenti.<br />
L’Unioncamere ha fornito alcuni dati relativi alla domanda e offerta di lavoro di diplomati degli istituti tecnici e professionali: ebbene <strong>di fronte ad una richiesta di circa 320mila unità, sul mercato del lavoro si presentano solo 140mila diplomati</strong>, con una differenza tra domanda e offerta di circa 180mila unità.<br />
<br />
La valorizzazione di questo settore della formazione sembra avere finalmente trovato il percorso istituzionale con la riforma della scuola secondaria superiore, dopo anni di attese e rinvii.<br />
<br />
Alla fine di ottobre la <strong>Conferenza unificata Stato-Region</strong>i ha dato il suo parere favorevole ai due schemi di regolamento degli istituti tecnici e degli istituti professionali.<br />
Nella stessa seduta la Conferenza Stato-Regioni non ha dato parere favorevole allo schema di regolamento dei licei, il quale, tuttavia, seguirà lo stesso iter degli altri due, non essendo il parere complessivamente negativo delle Regioni ostativo al successivo percorso riformatore.<br />
<br />
I principali elementi negativi per le Regioni sono la riduzione complessiva delle ore di lezione ed in particolare delle ore di insegnamento delle lingue straniere.<br />
<br />
I tre regolamenti sono passati quindi all’esame delle commissioni parlamentari. Successivamente dovrà pronunciarsi il Consiglio di Stato. Infine, il Consiglio dei ministri potrà deliberarne l’adozione.<br />
<br />
<strong>Dal primo settembre 2010 la riforma dovrebbe andare  a regime nelle scuole per le prime due classi. Per dare alle famiglie e agli studenti il tempo necessario per effettuare la scelta dell’indirizzo il termine delle iscrizioni è stato fissato al 28 febbraio 2010</strong>.<br />
<br />
Da più parti, a cominciare dal Cnpi e poi dalla Conferenza Stato-Regioni e dalle organizzazioni sindacali è stata avanzata la richiesta di attuare la riforma a cominciare <strong>solo dal primo anno </strong>e di procedere di anno in anno per evitare un impatto troppo brusco sugli organici del personale docente e Ata.<br />
<br />
Le Commissioni parlamentari che debbono esprimere, in questi giorni, il parere sui tre regolamenti  potrebbero anche intervenire sulle modalità di attuazione delle riforma, fermo restando che la decisione ultima spetta a Consiglio dei ministri.<br />
<br />
Luigi Gennari
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<b>CATTURA DEL BOSS DOMENICO RACCUGLIA</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/11/16/cattura-del-boss-domenico-raccuglia/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:07:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
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<description><![CDATA[LO BELLO: Spezzare ogni legame con la criminalità mafiosa Palermo, 16 novembre 2009 – Confindustria ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><i>LO BELLO: Spezzare ogni legame con la criminalità mafiosa</i></p>
<p>Palermo, 16 novembre 2009 – Confindustria Sicilia esprime un forte ringraziamento agli uomini della “Catturandi”, dello “Sco” e della Squadra Mobile di Palermo per l’arresto del numero due di Cosa Nostra, Domenico Raccuglia.<br />
<!--more--><br />
“Il formidabile  lavoro  compiuto da tutte le forze dell’ordine e dalla magistratura,  mirabilmente coordinato dal Procuratore Francesco Messineo e dal Questore Alessandro Marangoni &#8211; dichiara Ivan Lo  Bello &#8211;  continua a produrre i suoi effetti. E’ importante altresì continuare nell’azione di sequestro e confisca dei beni dei mafiosi e riprendere il progetto di carceri speciali per i detenuti del 41 bis.<br />
Tale lavoro, però, ha bisogno di essere supportato da una maggiore consapevolezza della società civile e degli imprenditori per spezzare ogni legame con la criminalità mafiosa che finora ha condannato la nostra Regione al sottosviluppo, frenandone le  potenzialità e le forze positive”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Finanziaria ancora più tremontiana]]></title>
<link>http://marcocobianchi.wordpress.com/2009/11/16/finanziaria-ancora-piu-tremontiana/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 13:56:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
<guid>http://marcocobianchi.wordpress.com/2009/11/16/finanziaria-ancora-piu-tremontiana/</guid>
<description><![CDATA[La Finanziaria non sarà di tre articoli e un paio di tabelle, come avrebbe voluto il ministro Tremon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-324" href="http://marcocobianchi.wordpress.com/2009/11/16/finanziaria-ancora-piu-tremontiana/finanziaria_triennale-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-324" title="finanziaria_triennale" src="http://marcocobianchi.wordpress.com/files/2009/11/finanziaria_triennale1.jpg" alt="finanziaria_triennale" width="300" height="240" /></a></p>
<p>La Finanziaria non sarà di tre articoli e un paio di tabelle, come avrebbe voluto il ministro Tremonti. Ma non conterrà nemmeno il forte taglio dell’Irap come voleva <strong>“<a href="http://www.diariodelweb.it/Articolo/?d=20091103&#38;id=111201" target="_blank">il partito della spesa</a>”</strong>, come è stato ingenerosamente chiamato. Sarà una via di mezzo e consisterà in un intelligente compromesso. Però c’è qualcuno che ci perde: sono gli industriali. Per loro l’unica cosa che è stata trovata è un mini condono sulle multe comminate dall’Inps a chi non paga i contributi previdenziali. <!--more-->Un po’ poco visto che, come tutte le sanatorie, prevede che comunque i soldi vengano tirati fuori. Dell’Irap, invece, non c’è più traccia. Ed è un bene in questa fase, perché da una parte il taglio dell’imposta più odiata dagli italiani (soprattutto se imprenditori) non avrebbe portato ad un aumento dei consumi e, quindi, ad una accelerazione dell’uscita dalla crisi (“<em>Non si porta via la genta dalla cassa integrazione tagliano l’Irap</em>&#8220;, ha detto <strong><a href="http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/%28all%29/F5324940EDB8B0BDC1256F260055C3E4?Opendocument&#38;MenuID=D1DB8E96DDC6FF79C1256EFB0033C63F" target="_blank">Giuseppe Morandini</a></strong> della piccola impresa) e secondo, nessuno ha mai spiegato in modo decentemente ragionevole con che cosa si sarebbe finanziata la sanità se si fosse tagliato il gettito Irap. Comunque resta il dato politico: per le aziende solo le briciole e, anzi, per banche e petrolieri la possibilità di una nuova “<strong><a href="http://economiaefinanza.blogosfere.it/2008/08/robin-hood-tax-vince-tremonti-finanziaria-20000-case-entro-il-2009.html" target="_blank">Robin Hood tax</a></strong>”.<br />
La polpa del provvedimento è tutta a favore delle persone, specie se dipendenti e (ma è ancora poco) lavoratori precari. Non ci vuole molto a vedere in questa decisione l’mpronta filosofico-politca di Tremonti. E non ci vuole molto a prevedere l’apertura di un nuovo fronte polemico contro il governo: quello con la Confindustria.</p>
<p>Fonte immagine: http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/09/finanziaria_triennale.jpg</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'antimafia sociale]]></title>
<link>http://linformazionefacciamocelanoi.wordpress.com/2009/11/16/lantimafia-sociale/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 00:01:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone D'Angelo</dc:creator>
<guid>http://linformazionefacciamocelanoi.wordpress.com/2009/11/16/lantimafia-sociale/</guid>
<description><![CDATA[Sicilia TV &#8211; Parliamo con: Gian Carlo Caselli «La mafia non è una sola, esistono tante mafie c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sicilia TV &#8211; Parliamo con: Gian Carlo Caselli «La mafia non è una sola, esistono tante mafie c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia 2.0: come siamo messi?]]></title>
<link>http://alessandroprunesti.wordpress.com/2009/11/15/italia-2-0-come-siamo-messi/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:55:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandroprunesti</dc:creator>
<guid>http://alessandroprunesti.wordpress.com/2009/11/15/italia-2-0-come-siamo-messi/</guid>
<description><![CDATA[Italia 2.0: Come siamo messi? Consigli di lettura per documentarsi sulla situazione dell&#8217;ICT e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Italia 2.0: Come siamo messi? Consigli di lettura per documentarsi sulla situazione dell&#8217;ICT e]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ITALIA TV. Confindustria, nel 2009 crescita record di imprese associate.]]></title>
<link>http://italiatv.wordpress.com/2009/11/13/italia-tv-confindustria-nel-2009-crescita-record-di-imprese-associate/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:16:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ITALIA TV - Notiziario per lo sviluppo economico</dc:creator>
<guid>http://italiatv.wordpress.com/2009/11/13/italia-tv-confindustria-nel-2009-crescita-record-di-imprese-associate/</guid>
<description><![CDATA[(italiatv.it)  Confindustria ha dato il benvenuto ai circa 2000 nuovi soci del Nord Italia e festegg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-692" title="dario pettinelli italia tv" src="http://italiatv.wordpress.com/files/2009/11/confindustrialogo.jpg" alt="dario pettinelli italia tv" width="200" height="220" />(italiatv.it)  Confindustria ha dato il benvenuto ai circa 2000 nuovi soci del Nord Italia e festeggia la crescita record nel 2009 degli imprenditori aderenti. Secondo le cifre emerse in occasione del Welcome day al Centro congressi di Milanofiori-Assago, al 31 ottobre scorso è stata raggiunta la cifra di 141 mila imprese associate, massimo di sempre; l&#8217;incremento nei 10 mesi del 2009 è del 4,6%, al netto degli abbandoni che sono stati pari al tasso fisiologico del 2 per cento. Le aspettative di chiusura del 2009 sono per un dato complessivo di associati ancora superiore. Gran parte delle imprese di nuova affiliazione, riferiscono fonti confindustriali, non appartengono ad altre associazioni; molte operano nei settori tradizionali manifatturieri, ma vi sono anche imprese del turismo, della grande distribuzione e dei servizi avanzati. Al Welcome day hanno partecipato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il vice presidente per l&#8217;organizzazione e il marketing associativo, Edoardo Garrone, e il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, che hanno accolto i nuovi iscritti in un pomeriggio di confronto, sottolineando l&#8217;importanza dell&#8217;integrazione e della fidelizzazione all&#8217;associazione.ilsole24ore</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il governo approva il decreto legge: acconto Irpef ridotto del 20%]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/13/il-governo-approva-il-decreto-legge-acconto-irpef-ridotto-del-20/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 11:34:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/13/il-governo-approva-il-decreto-legge-acconto-irpef-ridotto-del-20/</guid>
<description><![CDATA[Contrariamente alle aspettative di Confindustria, trarranno giovamento da questa misura solo autonom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Contrariamente alle aspettative di Confindustria, trarranno giovamento da questa misura solo autonomi e piccole imprese. Fuori dalla normativa infatti gli sconti Irap e Ires.</p>
<p>Favorevoli al provvedimento artigiani, Confesercenti e Confapi. Critico Epifani, mentre la Marcegaglia auspica un intervento che vada oltre i &#8220;soli&#8221; 3 miliardi coinvolti nella manovra.</p>
<p><a title="irpef" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/fisco-3/tagli-acconti/tagli-acconti.html">Qui</a> il link all&#8217;articolo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La crisi soffia sugli alberghi di lusso. Allarme di Confindustria: i tour operator insolventi mettono a rischio le maggiori realtà imprenditoriali della costa orientale]]></title>
<link>http://tomgiago.wordpress.com/2009/11/12/la-crisi-soffia-sugli-alberghi-di-lusso-allarme-di-confindustria-i-tour-operator-insolventi-mettono-a-rischio-le-maggiori-realta-imprenditoriali-della-costa-orientale/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:56:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>tom</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marilena Orunesu  del 12/11/09 Tour operator insolventi rischiano di trascinare nella crisi più nera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Marilena Orunesu <img class="alignnone" src="http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/images/articoli/logo_testata_1.jpg" alt="" width="120" height="11" /> del 12/11/09<br />
<em>Tour operator insolventi</em> rischiano di trascinare nella crisi più nera il turismo nostrano. Sulle maggiori strutture ricettive alberghiere della costa orientale, come su quelle di tutta la Sardegna, incombe un futuro da incubo.</p>
<p><!--more--> Orosei è luogo-simbolo perché qui come in tutta la fascia costiera, da Arbatax a San Teodoro, gruppi imprenditoriali di tutto rispetto, a partire dalla catena Iti Hotel dei fratelli Loi (destinatari nei giorni scorsi di scritte di morte) <em>cedono il 70 per cento delle strutture ai grandi tour operator</em> per tutta l&#8217;estate. Stavolta è stato corrisposto solo il 40 per cento delle somme dovute. Colpa delle difficoltà dei tour operator, in testa colossi come “Viaggi del ventaglio”, che sono a un passo dal fallimento. La Confindustria nuorese, fatti i conti di fine stagione, lancia l&#8217;Sos per un settore vitale che si ritrova adesso in pessime acque.<br />
«C&#8217;è un gravissimo rischio finanziario che sommato alle previsioni negative per i prossimi mesi può generare un effetto domino che coinvolge i tour operator e le strutture ricettive», sottolinea Assoindustria. E aggiunge: «In particolare vengono messi a rischio i più importanti gruppi turistico-ricettivi della Baronia, veri e propri volani di sviluppo economico e occupazionale del territorio con migliaia di addetti diretti e dell&#8217;indotto e con un flusso turistico di oltre 600 mila presenze nel 2009».<br />
Il centro studi della Confindustria nuorese registra <em>un calo del 15 per cento</em> nelle presenze in alcune strutture ricettive mentre l&#8217;Enit (ente nazionale industrie del turismo) indica una flessione del tre per cento nei mesi di luglio e agosto. Un turista che approda nel Nuorese o in Ogliastra si ferma non più di 3,6 giorni benché, comunque, sette camere su dieci siano risultate occupate. Dato confortante la stabilità del livello occupativo, rimasto invariato rispetto al 2008. «Si calcola che nel 2009 saranno almeno 300 mila le persone ospitate nel Nuorese e in Ogliastra, circa il 19 per cento sul totale regionale», sottolinea Confindustria. Le presenze turistiche del 2009 sono stimate in tre milioni e rappresentano il 28 per cento del totale regionale. Le presenze giornaliere registrate nella sola area di Orosei nell&#8217;arco di quattro mesi raggiungono le 600 mila, ma sarebbero il doppio &#8211; secondo i dati nazionali &#8211; qualora le strutture fossero utilizzate pienamente.<br />
Di fronte ai numeri di tutto rispetto di un settore che ora rischia di affondare, <em>Confindustria propone l&#8217;idea di istituire un fondo di garanzia che metta al riparo le imprese turistico-alberghiere dal fallimento dei grandi tour operatori</em>. E sollecita anche la riduzione dell&#8217;Iva al 10 anziché al 20 per cento. Proposte che, peraltro, vanno nella stessa direzione indicata la scorsa estate da Federalberghi che ha lanciato il primo campanello d&#8217;allarme. «<em>Abbiamo chiesto lo slittamento del pagamento dei mutui per un anno e sollecitato il governatore a intervenire nei confronti dell&#8217;assessore al Turismo e del sistema bancario. <strong>Non abbiamo avuto risposta</strong></em>», sottolinea Luigi Crisponi, imprenditore nuorese e presidente regionale di Federalberghi. Parla di «un velenoso vento che si è abbattuto sul settore» e rinnova l&#8217;appello a una forte coesione che non lasci soli gli imprenditori turistici.<br />
Il presidente della Provincia, Roberto Deriu, esprime solidarietà ai fratelli Loi, dopo l&#8217;intimidazione dei giorni scorsi. «Si tratta, purtroppo, dell&#8217;ennesimo evento criminoso che sconvolge la nostra provincia, da condannare e disapprovare, e che sottolinea al contempo le condizioni di grave disagio sociale in cui si trovano ad operare gli attori economici del territorio», sottolinea Deriu auspicando che le forze dell&#8217;ordine facciano al più presto piena luce sulla vicenda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[P*e*rle di X-Factor]]></title>
<link>http://perricominciare.wordpress.com/2009/11/11/perle-di-x-factor/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:57:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
<guid>http://perricominciare.wordpress.com/2009/11/11/perle-di-x-factor/</guid>
<description><![CDATA[Altro che Adriano, dateme er Pupone. &#8220;Ci voleva un rigore&#8221; (Claudiona commenta le Yavann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YLu1IWnlikY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YLu1IWnlikY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Altro che Adriano, dateme er Pupone.</strong> &#8220;Ci voleva un rigore&#8221; (Claudiona commenta le Yavanna grazie al telebim: non era punizione dal limite).</p>
<p><strong>Sincerità, un elemento imprescindibile.</strong> &#8220;Non si capiscono quelle due parole, ehm cretinate che vorrei dire&#8221; (mentre presenta Giuliano, la Mori fa <em>outing</em>).</p>
<p><strong>Il brigante Giuliano.</strong> &#8220;Aaaaaaa chi mi diceeeeee&#8221; (che so cantare, è un sordo; ho detto sordo, non sardo).</p>
<p><!--more--><strong>Noblesse romagnola.</strong> &#8220;Cosa rompi le balle? Cosa vuoi da me?&#8221; (la Maionchi a Morgan: per zittirlo usa un argomento fortissimo, che perfino la signora C. riesce a capire).</p>
<p><strong>Forse sono nodi alle cravatte.</strong> &#8220;Viene sempre un poveraccio che fa: stringi, stringi, stringi&#8221; (la Maionchi preda delle allucinazioni, forse dovute alla peperonata di ieri sera, mangiata presso Gigietto er Troi**e).</p>
<p><strong>Sincerità 2.</strong> &#8220;Non ha niente di Fausto Leali, non ha niente&#8221; (la Mori di Giuliano, credendo di fargli un complimento).</p>
<p><strong>Bubka è lontano. </strong>&#8220;Voi vi sperticate a fare dei complimenti ad alcuni&#8221; (la Mori ai colleghi giudici, ma pensando evidentemente a quando, giovanissima, faceva la posta ai saltatori in alto alle Olimpiadi di Atene, nel V secolo a.C.).</p>
<p><strong>Adriano tiene &#8216;e corna.</strong> &#8220;Giuliano è mio&#8221; e lo gestisco io (la Mori in un empito di protofemminismo).</p>
<p><strong>Sincerità 3.</strong> &#8220;Non sei simile a niente tra i cantanti italiani&#8221; (la Mori di Giuliano, credendo di fargli un altro complimento).</p>
<p><strong>Sticavoli. </strong>&#8220;Giuliano è fortissimo&#8221; (se lo dice Amadeus, dobbiamo crederci).</p>
<p><strong>Ignoramus Italianum.</strong> &#8220;Non vogliamo i zuccherini&#8221; (Facchinetti dimostra grande coraggio, prima di spogliarsi di alcune inibizioni, anche sessuali).</p>
<p><strong>Argentee dichiarazioni.</strong> &#8220;Per fortuna esiste l&#8217;uomo che si preoccupa&#8230; mi dovete scusare se mi scappa da ridere&#8221;  (Silver parla di uomini e poi guarda Amadeus; capisce di aver fatto una grossa topica e se ne va dallo studio; il tripudio dura poco perché Facchinetti lo va a riprendere, mentre Amadeus fa la scossa).</p>
<p><strong>Argentee dichiarazioni 2.</strong> &#8220;Sono un timidone che intraprende&#8221; (Silver si scopre socio della Confindustria; esulta la destra governativa, Storace lo abbraccia in diretta, dicendo: &#8220;Non è un fro**o sessantottino!&#8221;).</p>
<p><strong>Sincerità 4.</strong> &#8220;Confesso che io non sarò mai lucida&#8221; (Claudiona in un momento di grande autocritica &#8211; peccato siano molto rari).</p>
<p><strong>Sulla pelle della tardona.</strong> &#8220;Sei sempre molto piacevole nel sentirti e nel vederti&#8221; (Mara su Silver, guardandolo con occhio rapino, la lingua sulle labbra e l&#8217;autoreggente in evidenza).</p>
<p><strong>A kiss is a kiss.</strong> Si è finalmente scoperto a chi Paola mandasse i suoi baci. Era l&#8217;unico sfigato che riesce ad ascoltarla senza prendersi l&#8217;emicrania. Infatti, prima delle sue esibizioni, inghiotte tre chili di aspirine e per sicurezza si tappa anche le orecchie.</p>
<p><strong>Pastore di giganti.</strong> &#8220;Avevamo visto troppo in alto all&#8217;inizio&#8221; (il preparatissimo veejay Carlo Pastore su Chiara, prima che vada al ballottaggio e sia trombata).</p>
<p><strong>Consigli da pu.</strong> &#8220;Stai calmo e sta&#8217; a casa tua&#8221; (Facchinetti a Morgan, mentre litigano per un nonnulla, manco fosse per una notte di sesso sfrenato con Mara Maionchi).</p>
<p><strong>Il francese svacca.</strong> &#8220;Me ne sbatto della sua <em>querelle</em>&#8221; (Facchinetti tatuato su Morgan, che ha evocato il termine; il bravo presentatore non sa neppure cosa significhi, ma ripete stile pappagallo di Portobello).</p>
<p><strong>Domanda piena.</strong> &#8220;Vuoi aggiungere del vuoto ulteriore?&#8221; (Morgan alla Mori, che ne ha già sparate tre o quattro).</p>
<p><strong>Scuse sincerissime, ma anche no. </strong>&#8220;Io l&#8217;ho detta davvero per scherzare&#8221; (la Mori che ha appena detto che Morgan, testualmente, &#8220;spara ca**ate&#8221;).</p>
<p><strong>De gustibus.</strong> &#8220;Io sono felice della mia vuotezza&#8221; (Facchinetti è un uomo realizzato, beato lui).</p>
<p><strong>Strani effetti.</strong> &#8220;Loro lavorano tutta la settimana e questi sono i risultati&#8221; (Facchinetti alla fine della seconda <em>manche</em>, credendo di fare un complimento ai concorrenti).</p>
<p><strong>Strani effetti (allucinogeni) 2.</strong> &#8220;Tu per me questa sera hai camminato sulla luna&#8221; (Facchinetti a Marco; saranno ancora gli zuccherini dei Bastards o anche lui è andato da Gigietto?).</p>
<p><strong>Strani effetti 3.</strong> &#8220;Hai fatto un disco di successo, ora hai fatto un vero disco&#8221; (Facchinetti a Becucci, invitato a promuovere la sua ultima fatica, che compreranno, a quanto pare, anche le zie della moglie).</p>
<p><strong>Promiscuità, il tuo nome è Morgan.</strong> &#8220;Ti voglio bene&#8221; (Morgan a Facchinetti; dopo la lite i due si abbracciano, si baciano, tra un po&#8217; fanno anche sesso sul palco).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Produzione in flessione e trimestrali in altalena. Continua la crisi italiana]]></title>
<link>http://congiuntura.wordpress.com/2009/11/11/produzione-in-flessione-e-trimestrali-in-altalena-continua-la-crisi-italiana/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 08:47:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>FG</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da Il Riformista dell&#8217;11 novembre 2009 Il ciclo economico italiano arranca. Secondo l’istituto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Da Il Riformista dell&#8217;11 novembre 2009</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il ciclo economico italiano arranca. Secondo l’istituto nazionale di statistica (Istat) la produzione industriale del nostro paese ha subito un’altra flessione in settembre, dopo il rimbalzo positivo del terzo trimestre. La contrazione del 5,3 per cento su base mensile e del 15,7 per cento su base annua. Per Giuseppe Berta, storico dell’impresa della Bocconi, «questi dati non aggiungono nulla di nuovo a quello che già si sapeva». Intanto, sono sempre di più le società quotate che producono trimestrali di bilancio in territorio positivo, seppur in flessione rispetto l&#8217;anno scorso.<!--more--><br />
Il settore industriale italiano soffre ancora per la recessione. L’Istat ha certificato che le difficoltà del nostro paese non sono ancora finite. Sebbene sia avvenuta una parziale ripresa complessiva, il mese di settembre ha visto nuovamente un calo. La causa, spiegano dall&#8217;Istat, è da ricercarsi «nel rimbalzo tecnico degli ordinativi avvenuto nei mesi estivi». In agosto l’aumento era stato del 5,8 per cento, ma lo stesso istituto di statistica aveva invocato la calma. La fase positiva era arrivata dopo le flessioni lungo il quarto trimestre 2008 (-7,9 per cento), il primo del 2009 (-9,4 per cento) e il secondo dell’anno in corso (-3,3 per cento). A pesare sulla performance di settembre ci sono i cali del settore manifatturiero (-5,7 per cento) ed energetico (-5,9 per cento). In merito alla prima area, incidono i risultati negativi della metallurgia, meno 13,3 per cento, e del tessile, meno 9,3 per cento. Gli incrementi produttivi si sono verificati in due segmenti: alimentari e farmaceutico, rispettivamente con un più 0,6 e un più 6,9 per cento.<br />
L’interpretazione dei numeri della crisi è resa più difficile dalla pubblicazione delle stime dell’Istituto di studi e analisi economica (Isae) che prevede un quarto trimestre 2009 in contrazione di 1,2 punti percentuali su quello precedente. Tuttavia, il Centro studi di Confindustria ha analizzato la produzione del mese di ottobre e verificato un aumento di 3 decimali. Il Csc sottolinea che «in ottobre la produzione risulta del 22,6 per cento inferiore al picco pre-crisi (aprile 2008) e in crescita del 3,6 per cento dai minimi di marzo 2009». L’indice della produzione industriale italiana nel 2007 era a quota 105,8, ora siamo a 76,9.<br />
Come leggere cifre così discordanti? Il deterioramento delle attività produttive per Berta non è una novità assoluta, così come non lo è un rimbalzo in territorio positivo: «La crisi ha raggiunto il suo punto più basso nel corso dell’estate». Al Riformista il professore ricorda che «nel complesso il terzo trimestre è stato in crescita», ma non si deve sperare di essere usciti dalla crisi. «La recessione non finirà a breve: il 2010 sarà ancora molto difficile, soprattutto quando verrà meno la liquidità nei mercati», dice Berta. Resta il problema dell’occupazione, con un tasso di disoccupazione prossimo al 10 per cento, anche se migliorano alcuni valori. Ieri l’Inps ha verificato il calo del 10 per cento della richiesta congiunturale di cassa integrazione in ottobre. Si è passati dalle 105 milioni di ore di settembre alle 94,7 milioni di ore del mese scorso. Proprio sul tema della previdenza e del welfare, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha specificato ieri che non ci saranno riforme pensionistiche a breve. Durante la discussione della Finanziaria 2010 in Senato Tremonti, parlando di stato sociale, ha detto che «i tagli non si faranno mai, almeno fino a che sarò il ministro».<br />
Sul versante finanziario, ieri è stata la giornata di numerose trimestrali. Il gruppo Intesa Sanpaolo ha realizzato nei primi nove mesi dell’anno un utile netto di 2,2 miliardi di euro, in contrazione rispetto i 3,8 miliardi dello stesso periodo del 2008. In aumento i profitti, che dai 513 milioni di euro del secondo trimestre 2009 passano ai 674 del terzo. Intesa ha anche reso noto che le posizioni nette verso i mutui subprime sono pari a 39 milioni di euro a fine settembre, specificando che si tratta di «un&#8217;esposizione solo indiretta tramite prodotti strutturati di credito». Buoni i coefficienti patrimoniali, con il capitale Core Tier 1 che sale al 7,2 per cento dal 6,3 del 2008. In previsione c’è il ritorno al dividendo sul 2009 e l’amministratore delegato del gruppo, Corrado Passera, non ha escluso cessioni di rami d’impresa entro la fine dell’anno.<br />
Bilanci altalenanti anche per Mediaset, che chiude i primi nove mesi dell&#8217;anno con un utile netto di 184 milioni di euro. Un valore positivo, ma ridotto rispetto i 355,8 milioni dello stesso periodo del 2008. Per il gruppo si è anche verificata una flessione dell&#8217;11,4 per cento nei ricavi, che passano dai quasi 3 miliardi del settembre 2008 ai 2,65 miliardi di oggi. In nero anche Terna, che nel terzo trimestre realizza utili per 112,5 milioni, più 45,2 per cento su base annua. Vodafone vede i ricavi in aumento del 9,3 per cento a quota 21,7 miliardi di sterline, con un utile operativo pari a 6 miliardi. La Geox di Mario Moretti Polegato patisce la crisi del calzaturiero e vede calare gli utili nei primi nove mesi del 2009, 89,65 milioni di euro a fronte di un utile da 134,5 milioni. Sempre sul fronte bancario, la Banca popolare di Milano approva la trimestrale e realizza un incremento del 27,5 per cento dell&#8217;utile netto rispetto il settembre 2008 arrivando a quota 182,3 milioni di euro.<br />
I conti delle società in forte calo nell&#8217;ultimo anno sono il frutto della congiuntura avversa. «Si tratta di valori che riflettono il cambiamento dei parametri di riferimento dopo la crisi finanziaria», spiegano da Moody&#8217;s. E per il futuro l&#8217;agenzia di rating newyorkese prevede che «il downsizing della finanza sarà all&#8217;ordine del giorno, i livelli ante crisi forse non si raggiungeranno più».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<b>A CALTANISSETTA 138 DENUNCE CONTRO IL RACKET IN 18 MESI</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/11/09/a-caltanissetta-138-denunce-contro-il-racket-in-18-mesi/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:21:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sollecitata da Confindustria la riforma della Giustizia: completare presto l’iter della riforma del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><b><i>Sollecitata da Confindustria la riforma della Giustizia: completare presto l’iter della riforma del processo civile</i></b></p>
<p>Palermo, 9 novembre 2009 – In 18 mesi gli imprenditori nisseni hanno presentato 138 denunce contro il racket, di cui 108 a Gela e 30 a Caltanissetta. E’ il bilancio presentato oggi a Caltanissetta al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, da Antonello Montante, delegato nazionale di Confindustria alla Legalità e presidente di Confindustria Caltanissetta.<br />
<!--more--><br />
Alfano ha incontrato prima il direttivo di Confindustria Caltanissetta e, a seguire, in seduta congiunta, anche la Giunta della Camera di commercio presieduta da Marco Venturi.<br />
“Questo bilancio – ha detto Montante ad Alfano – conferma che il movimento antimafia di Confindustria, in tandem con le associazioni antiracket del Fai, è valido ed è supportato da tanti imprenditori che hanno compreso un fatto importante: denunciare e scegliere di stare con lo Stato conviene”.<br />
La visita del Guardasigilli è stata l’ulteriore testimonianza dell’attenzione dello Stato verso l’impegno di Confindustria contro ogni forma di illegalità, cominciato proprio a Caltanissetta nel 2005, proseguito dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello (che nel settembre del 2007 riunì sempre a Caltanissetta il direttivo regionale che adottò l’integrazione al Codice etico), e quindi ripreso da tutta Confindustria.<br />
Impegno che oggi, grazie anche all’ulteriore impulso dato dal presidente nazionale Emma Marcegaglia, porta in dote brillanti risultati da parte delle istituzioni: le iniziative del governo nazionale per l’inasprimento e la certezza delle pene, la norma sull’obbligo di denuncia, il sostegno all’azione delle forze dell’ordine e della magistratura per il controllo del territorio, il supporto agli imprenditori che decidono di liberarsi dalla schiavitù del racket.<br />
“Il ministro Alfano – ha riferito Montante al termine dell’incontro – ha voluto portare al direttivo della Confindustria nissena il ringraziamento proprio e del governo per il lavoro che abbiamo svolto sul territorio. Attraverso noi, Alfano ha voluto ringraziare tutta Confindustria per i risultati contro la mafia resi possibili anche grazie al nostro movimento di invito al riscatto economico e sociale. Tant’è che si è detto assai orgoglioso, da siciliano e da ministro della Giustizia, di come si parla a Roma della Confindustria nissena e siciliana”.<br />
“Abbiamo sollecitato il ministro – ha concluso Montante – affinché il governo acceleri il completamento dell’iter della riforma del processo civile, come ulteriore elemento di semplificazione e di competitività che aiuti le aziende a superare la crisi in atto”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perché Calearo lascia un Pd "tosco-emiliano"]]></title>
<link>http://statoemercato.wordpress.com/2009/11/07/perche-calearo-lascia-un-pd-tosco-emiliano/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:17:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>statoemercato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Massimo Calearo da Il Fatto Quotidiano del 7 novembre “Sono uno fuori dagli schemi, quelli del Pdl d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Massimo Calearo da Il Fatto Quotidiano del 7 novembre “Sono uno fuori dagli schemi, quelli del Pdl d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scudo: taglio delle tasse]]></title>
<link>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/11/07/scudo-taglio-delle-tasse/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:25:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>ellieglialtri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il mini-taglio dell&#8217;Irap si farà, ha fatto capire ieri al Senato il viceministro dell&#8217;Ec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I<strong>l mini-taglio dell&#8217;Irap si farà, ha fatto capire ieri al Senato il viceministro dell&#8217;Economia, Giuseppe Vegas, e questa mattina la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, accoglie la buona novella: &#8220;E&#8217; solo un inizio. Auspichiamo che possano seguire ulteriori tagli di tasse&#8221;. Intanto, le prime stime del Tesoro sugli effetti dello scudo fiscale sono prudenti ma incoraggianti.<!--more--><br />
</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Durante la riunione di ieri mattina con i vertici dei partiti di maggioranza, come riferiscono stamani alcuni giornali, il ministro Tremonti ha parlato di un&#8217;emersione di capitali per un valore tra i 60 e 80 miliardi (per banche e intermediari quota 100 non è un traguardo impossibile), il che significherebbe per la casse dello Stato un gettito tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Il rientro medio dei capitali, secondo le stime del ministro, è di 800 mila euro a operazione e l&#8217;80 per cento riguarderebbe rimpatri e non semplici regolarizzazioni. Attenzione, però, a non collegare gli introiti dello scudo con il mini-taglio dell&#8217;Irap. Trattandosi di entrate &#8220;una tantum&#8221;, non verrebbero comunque utilizzate per finanziare misure pluriennali come una riduzione delle tasse. &#8220;Rigore con il rilancio&#8221;, sarebbe stato lo slogan utilizzato nel corso del vertice da Tremonti, che sarebbe apparso disponibile a trovare soluzioni sull&#8217;Irap e sul tema del quoziente familiare. Ieri pomeriggio, intervenendo in aula al Senato, il suo viceministro aveva spiegato che restano &#8220;dubbi&#8221; sulla possibilità di &#8220;una riduzione cospicua delle tasse&#8221; in una fase economica come quella attuale, aggiungendo però che &#8220;ciò non significa che, se esistono storture, queste in qualche modo non possano essere corrette: per esempio, se vengono tassate delle perdite, si può, nell&#8217;ambito delle disponibilità, rivedere la tassazione soprattutto riguardo i soggetti più deboli, come le piccole imprese&#8221;. L&#8217;ipotesi più accreditata, quindi, si conferma quella di una riduzione dell&#8217;Irap con lo scorporo delle perdite di esercizio dall&#8217;imponibile dell&#8217;imposta.</p>
<p>Apertura però anche ad altri interventi sulla Finanziaria, alcuni da rimandare al passaggio alla Camera, per dare più tempo all&#8217;Esecutivo di individuare l&#8217;adeguata copertura finanziaria, altri da introdurre già dal Senato. L&#8217;introduzione della cedolare secca sugli affitti in via graduale (dal 23 al 20 per cento); un&#8217;aliquota agevolata al 5 per cento per gli impieghi nel Mezzogiorno; fondi aggiuntivi per l&#8217;università e la sicurezza (il ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, ha chiesto più soldi per le forze dell&#8217;ordine). Tra gli emendamenti alla Finanziaria proposti dalla maggioranza e allo studio del governo c&#8217;è anche la proroga dello scudo fiscale al 30 giugno 2010 ma limitatamente al rimpatrio dei beni immobiliari e delle partecipazioni azionarie, di cui è più complicato stabilire il valore. Prorogare i termini consentirebbe probabilmente a un maggior numero di contribuenti di aderire allo scudo per questi patrimoni, garantendo allo Stato ulteriori risorse per coprire nuovi interventi.</p>
<p>Dei 60-80 miliardi stimati dal Tesoro dallo scudo fiscale, gran parte rientrerebbero dalle banche svizzere, dove si concentrano i capitali esteri degli evasori italiani. E ciò ovviamente allarma il mondo politico e finanziario svizzero, anche perché lo scudo prevede che dalla Svizzera, essendo nella &#8220;black list&#8221; italiana, i capitali debbano obbligatoriamente essere rimpatriati e non possano essere solo regolarizzati. Ciò che preme di più al governo svizzero è, dunque, uscire prima possibile dalla &#8220;black list italiana&#8221;, tema che vorrebbe inserire nel negoziato per la nuova convenzione sulla doppia imposizione sul modello Ocse. Ma proprio il fatto che la convenzione sullo scambio di informazioni tra Italia e Svizzera non sia ancora stata firmata, è il motivo che mantiene la Svizzera nella lista nera. Continua intanto la caccia agli evasori. Proprio ieri la Guardia di Finanza ha effettuato 80 perquisizioni e sequestri in altrettante società italiane in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Sardegna, Umbria, Marche, Campania e Puglia. Tutte società presenti nella cosiddetta &#8220;lista Pessina&#8221;, rinvenuta sul personal computer sequestrato al professionista di Lugano Fabrizio Pessina il giorno del suo arresto, nel Febbraio 2009. Dalle indagini in corso sono emersi oltre 300 milioni di euro di fatture false emesse da società fittizie nei &#8220;paradisi fiscali&#8221; a fronte di prestazioni inesistenti, in modo che le società italiane potessero pagare meno tasse portando poi i guadagni frutto di evasione all&#8217;estero.Da:Il Velino</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cgil verso lo sciopero generale]]></title>
<link>http://pietroorsatti.wordpress.com/2009/11/07/cgil-verso-lo-sciopero-generale/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 07:51:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>lea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Conflitti&nbsp; -&nbsp; Diecimila iscritti Fiom a Bergamo contestano l’accordo firmato solo da Bonan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img style="float:right;margin-top:10px;margin-bottom:10px;margin-left:10px;" src="http://www.orsatti.info/wp-content/uploads/2009/11/Immagine-4.png" /><b>Conflitti&#160; -&#160; Diecimila iscritti Fiom a Bergamo contestano l’accordo firmato solo da Bonanni, Angeletti e Federmeccanica. Gianni Rinaldini: «Adesso ci sono le condizioni per una mobilitazione nazionale che riguardi tutte le categorie del lavoro»</p>
<p>di Pietro Orsatti su <a target="_blank" href="http://www.terranews.it/giornale/2009/11/non-piu-vittime-vogliamo-sicurezza-non-opere-faraoniche">Terra</a></b></p>
<p>Portare diecimila persone da mezza Italia davanti a una fabbrica vicino a Bergamo, la Brembo, in una giornata lavorativa di pioggia fa capire quale sia il clima di tensione che si respira nelle fabbriche metalmeccaniche italiane. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato lavoratori di tutte le province lombarde e numerose delegazioni provenienti dalle altre regioni confinanti, oltre a una nutrita partecipazione di lavoratori provenienti in particolare dalla Toscana. La scelta della Brembo non è stata casuale, come ha spiegato il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini: «Bombassei (il proprietario della Brembo, ndr) rappresenta gli accordi separati e da presidente di Federmeccanica ne ha siglati due». Rinaldini ha poi ricordato che «Bombassei ha fortemente contribuito a fare l’accordo separato sulla contrattazione,&#160; tanto che oggi guida la struttura interna di Confindustria che controlla che tale accordo venga applicato». E mentre la Fiom sanciva ufficialmente l’inizio di un conflitto a livello nazionale sull’accordo firmato solo da Cisl e Uil, sempre a Bergamo si teneva un’assemblea di questi due sindacati che dava il mandato a indire un referendum che &#8211; questo l’obiettivo dichiarato dei due segretari Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti &#8211; non sarà rivolto a tutti i lavoratori ma solo agli iscritti. <!--more--><br />«È una scelta molto pesante quella del referendum rivolto solo ai loro iscritti che poi, però, riguarderà il contratto nazionale di tutti &#8211; spiega Rinaldini -. Oltretutto una scelta incomprensibile in questa fase di crisi economica e occupazionale che invece richiederebbe il massimo di unità per proteggere i lavoratori. E poi ricordiamoci che stiamo parlando di una minoranza dei lavoratori metalmeccanici che vuole determinare le scelte di tutti. Siamo al paradosso perché non sono chiamati al voto né gli iscritti alla Fiom né i lavoratori non iscritti che sono la stragrande maggioranza. Tanto che la Fiom da sola rappresenta più iscritti di Fim e Uilm messe assieme».<br />Da lunedì la protesta si trasferirà in tutta Italia. Scioperi, sit in, proteste e iniziative da Nord a Sud, dal 9 al 13. E poi una forte<br />campagna di informazione sull’accordo e sulle decisioni assunte da Cisl e Uil. Ormai la situazione sta precipitando, grazie anche a quella che sembra la fine del sindacalismo confederale. Era evidente, spiega Rinaldini, «che si arrivasse a una rottura, cercata quasi scientificamente, proprio all’interno della categoria dove la Cgil è più forte. Il settore metalmeccanico». Lo scontro si era già aperto, infatti, a primavera scorsa sulla vicenda Fincantieri. Anche lì un accordo separato e la Fiom lasciata sola a tenere il punto. Poi a metà ottobre la firma di Uil e Cisl e le proteste spontanee in quasi tutti i posti di lavoro che hanno portato Fiom a indire per la prossima settimana, a partire da lunedì, una settimana di mobilitazione nazionale. «La situazione di crisi, la sottovalutazione che proprio della crisi viene fatta dal governo, l’assenza di una chiara politica di difesa del lavoro non solo nel nostro settore, il tentativo palese di isolare la Cgil &#8211; prosegue Rinaldini &#8211; mi sembra che confermino che ormai ci siano tutte le condizioni per proclamare uno sciopero generale». E l’opinione di Rinaldini sembra essere confermata, da tempo, anche dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che, davanti alla forzatura del contratto metalmeccanico, la scorsa settimana ha iniziato a disegnare un percorso di critica alla gestione degli accordi su tutti i piani e una fortissima critica sulle politiche economiche del governo.<br />«Quella di Bergamo è stata solo un’anteprima», conclude Rinaldini. La domanda è se i media si accorgeranno di quello che sta accadendo in gran parte del Paese.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" alt="" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=36fb43a2-0652-824b-a5d3-a3c49a4a620d" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ottimismo giustificato?]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/07/ottimismo-giustificato/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 01:20:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/07/ottimismo-giustificato/</guid>
<description><![CDATA[Noise from America e iMille smorzano l&#8217;euforia per l&#8217;andamento della nostra economia. In]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Certo_che_con_un_giornalismo_cos%C3%AC..." target="_blank"><img class="aligncenter" title="ottimismo" src="http://digilander.libero.it/gattomammone/ottimismo.gif" alt="" width="313" height="212" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Certo_che_con_un_giornalismo_cos%C3%AC..." target="_blank">Noise from America</a> e i<a href="http://www.imille.org/2009/11/sorpassi-dopati-se-litalia-cresce-piu-della-cina" target="_blank">Mille</a> smorzano l&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/crisi-43/ocse-settembre/ocse-settembre.html" target="_blank">euforia</a> per l&#8217;andamento della nostra economia. In ottica di sviluppo non sarebbe forse meglio risparmiare i miliardi previsti per le grandi opere inutili come <a href="http://blog.debiase.com/2009/11/larga-banda-e-stretto-di-messi.html" target="_blank">il ponte sullo Stretto</a> (quelli per il passaggio al digitale terrestre li abbiamo ormai donati a Mediaset) e ricominciare a parlare di banda larga, come tra l&#8217;altro chiede anche <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/protesta-banda-larga/protesta-banda-larga.html" target="_blank">Confindustria</a>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Calearo fuori dal Pd. Invitiamolo a lasciare anche la Camera]]></title>
<link>http://lefteca.wordpress.com/2009/11/06/calearo-fuori-dal-pd-invitiamolo-a-lasciare-anche-la-camera/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:19:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lefteca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se per la vicenda Rutelli provavo sinceramente amarezza, nel caso dell&#8217;on. Calearo, personaggi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" title="Calearo" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2008/03/calearo1.jpg?w=391&#038;h=187#38;h=234" alt="" width="391" height="187" /></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Se per la <a href="http://lefteca.wordpress.com/2009/11/01/rutelli-se-ne-andato-dal-pd-adesso-si-dimetta-dal-senato/" target="_blank">vicenda Rutelli</a> provavo sinceramente amarezza, nel caso dell&#8217;<a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/03/10/chi-e-massimo-calearo/" target="_blank">on. Calearo, personaggio</a> per cui <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=HCUEW" target="_blank">l&#8217;art.18 è superfluo</a> e che ha paura del ritorno dell&#8217;Ulivo, sono sinceramente contento che <a href="http://www.unita.it/news/italia/90845/calearo_lascia_il_pd" target="_blank">abbia lasciato il Pd</a>. Si pone rimedio ad una delle <a href="http://lefteca.wordpress.com/2009/02/18/le-dimissioni-di-veltroni-la-cronostoria/" target="_blank">tante sciocchezze della gestione Veltroni</a>.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><span style="color:#ff0000;">Ecco la richiesta di dimissioni dalla Camera:</span><br />
</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Egr. On.Calearo,<br />
premetto che in democrazia ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune e non sto qui a criticare la sua di abbandonare il progetto del Pd.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Vorrei però farle notare che dato che non si riconosce più nel progetto la prima cosa da fare dovrebbe essere abbandonare tutti gli incarichi ottenuti dalla militanza nel Pd, a cominciare dal seggio alla Camera.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Con la legge elettorale vigente, nessun eletto ha “voti propri” in quanto non è possibile esprimere preferenze, ma ci si può limitare solo a mettere una croce su un simbolo di Partito.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Mantenere il suo seggio Parlamentare, sarebbe irrispettoso nei confronti degli elettori che hanno votato per il Partito Democratico alle ultime elezioni e che hanno diritto ad essere rappresentati in Parlamento da un esponente del Pd.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Distinti saluti.</span></h3>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Copia-incollate la seguente lettere ed inviatela  all’indirizzo </span><a href="mailto:calearo_m@camera.it">calearo_m@camera.it</a></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Per Confindustria la ripresa arriverà all'inizio del 2010]]></title>
<link>http://congiuntura.wordpress.com/2009/11/29/per-confindustria-la-ripresa-arrivera-allinizio-del-2010/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 12:31:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>GP</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal Riformista del 29 novembre 2009 Sarebbe dovuto essere un autunno nero per l&#8217;economia mondi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Dal Riformista del 29 novembre 2009</em></p>
<p style="text-align:justify;">Sarebbe dovuto essere un autunno nero per l&#8217;economia mondiale e italiana. Ma nell&#8217;analisi di novembre del centro studi di Confindustria, gli analisti economici e finanziari degli industriali, sostengono che dopo il rimbalzo più forte dell&#8217;atteso Pil mondiale nel terzo trimestre, gli indici congiunturali (cioè i valori calcolati rapportando i dati del mese analizzato rispetto a quelli registrati nel mese precedente) puntano al consolidamento della ripresa tra fine 2009 e inizio 2010.<!--more--><br />
Il prodotto interno lordo del settore manufattiero negli Stati Uniti, si legge nell&#8217;analisi, a ottobre è salito ai massimi dal giugno 2007. Per quanto riguarda l&#8217;Europa, invece, il massimo valore è stato segnato nel mese di novembre da marzo 2008. Il recupero è esteso anche al terziario, ma è proprio nel comparto industriale che si registra il divario molto più ampio e lungo da colmare rispetto ai valori precedenti la crisi, questo a fronte dell&#8217;accresciuta concorrenza internazionale sia tra paesi industriali che si trovano nelle medesime condizioni, sia dagli emergenti.<br />
La persistente debolezza del dollaro (cui è agganciato lo yuan cinese: 1 dollaro vale circa 6,830 yuan), rende molto più arduo lo scenario competitivo per l&#8217;eurozona. Per il centro studi di Confindustria, il rialzo delle materie prime, se conferma la migliorata domanda globale di manufatti, erode, però, i margini di profitto già compressi nei sistemi di alcuni paesi &#8211; come la Germania e l&#8217;Italia &#8211; dove la crisi ha provocato una più marcata caduta della produttività.<br />
Per il nostro paese, il balzo estivo della produzione industriale (più 4 per cento) ha lasciato il posto a una graduale risalita nel periodo ottobre-novembre, mentre rimangono deboli i dati degli ordinativi e del fatturato. Le attese di produzione delle imprese puntano a nuovi incrementi nei prossimi mesi, partendo da livelli sempre molto bassi. Nel sistema Bric (Brasile, Russia, India e Cina), la crescita è sostenuta dai consumi: questi sono piuttosto deboli solo in Russia. Le aziende italiane si orientano con decisione verso quei mercati più dinamici, ma spesso è ampio il distacco con la Germania.<br />
È diffuso il miglioramento degli acquisti di macchinari, ostacolati però da una difficile erogazione di crediti e da un&#8217;ampia capacità inutilizzata. Infine, il centro studi degli industriali, ricorda che la Banca centrale europea e la Federal Reserve stanno ritirando l&#8217;espansione non convenzionale e terranno fermi i tassi ufficiali a lungo.<br />
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, è d&#8217;accrodo con Confindustria sul consolidamento della crescita nel 2010, ma per evitare che si trasformi nel peggioramento dei tassi occupazionali, il sindacato chiede al Governo di tenere i rubinetti aperti per gli ammortizzatori sociali e anche di sostenere maggiormente le aziende e l&#8217;economia. Ha detto Bonanni: «Abbiamo avuto meno disoccupati di Francia e Spagna, perché abbiamo sostenuto la cassa integrazione. Abbiamo anche fatto bene a non alzare le indennità perché in questa materia ci sarebbe stato almeno mezzo milione di disoccupati in più». Per il numero uno della Cisl, ora è il momento di abbassare le tasse per sostenere maggiormente il consumo, ma nel contempo il leader del sindacato chiede allo Stato di sostenere le imprese attraverso i «fattori di contesto». Bonanni sollecita tutte le parti &#8211; Stato, Comuni, Regioni, associazioni imprenditoriali e sindacali &#8211; anche a una maggiore cooperazione «fondamentale in questa fase» di congiuntura negativa: «Penso &#8211; ha detto Bonanni &#8211; ai tanti soldi non spesi per conflitti tra i vari livelli decisionali».</p>
</div>]]></content:encoded>
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