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	<title>conservatori &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/conservatori/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "conservatori"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 16:05:40 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Vertice mondiale per la sicurezza]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/14/vertice-mondiale-per-la-sicurezza/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:20:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma 16 ottobre alle ore 20, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, riceve in Campidoglio le delegazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma 16 ottobre alle ore 20, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, riceve in Campidoglio le delegazioni dei paesi membri della FAO che partecipano al Vertice mondiale per la sicurezza alimentare, per una visita ai Musei Capitolini. Nella Sala Oriazi e Curiazi, nel Palazzo dei Conservatori, dove i delegati saranno accolti dal Sindaco e dal Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manganelli Worldwide]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/10/387/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:27:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è un&#8217;ipocrisia crescente nei Paesi cosiddetti &#8220;occidentali&#8221; per cui un par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lu2ZJRzpK5Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lu2ZJRzpK5Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>C&#8217;è un&#8217;ipocrisia crescente nei Paesi cosiddetti &#8220;occidentali&#8221; per cui un partito di destra, come diceva il mai troppo citato Indro Montanelli, non sa appunto andare a destra senza finire nel <strong>manganello</strong>. In nazioni come l&#8217;Italia, a dire il vero, più che nel manganello (i Nostri non si sporcano le <img class="size-medium wp-image-385 alignright" title="Abraham_Lincoln" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/abraham_lincoln.jpg?w=228" alt="Abraham_Lincoln" width="228" height="300" />mani) si finisce nello slogan, nell&#8217;intolleranza, nel populismo più sfrontato e sfrenato, ma tant&#8217;è. Non si arriva propriamente all&#8217;oggetto contundente perchè la parvenza democratica è in realtà l&#8217;arma più forte di questi conservatori &#8220;<span style="text-decoration:underline;">a scopo di lucro</span>&#8220;.<br />
Senza una legittimazione popolare, infatti, i politici (politicanti, più che altro) di cui parlo si guarderebbero bene dal mostrarsi in pubblico, dato che -a ragione- dovrebbero temere per la propria incolumità.<br />
Il problema è che questa legittimazione popolare nella maggioranza dei casi c&#8217;è ed è preesistente alle elezioni (vedi<strong> Belpaese</strong>), ed altre volte rischia di crearsi in seguito, sottoforma di malcontento, grazie alle gentili sparate populistico-menzognere di fin troppi oratori reazionari, nascosti insospettabilmente ad ogni crocicchio (vedi <strong>Stati Uniti</strong>).</div>
<p>E&#8217; ovvio che un partito di destra di qualsiasi nazionalità, privo di qualsivoglia supporto &#8220;alto&#8221;, ridotto a colabrodo di progetti e svuotato di ogni idea, può facilmente trovare la via della rinascita se si appiglia a questi serpeggianti sentimenti demagogici e li sbandiera in tv ed ai comizi, laddove fantomatici capipopolo, per non dire semplici <strong>buzzurri di paese</strong>, godono nel fare gli agitatori e nel sentirsi utili alla nobile causa del Bene contro il Male.</p>
<p>E&#8217; il caso, ancora una volta, degli U.S.A., di cui ultimamente ci occupiamo spesso perchè in fondo, parafrasando <strong>Colson Whitehead</strong>, &#8220;parlare <em>di New York è un modo per parlare del mondo</em>&#8220;. Più nel dettaglio, ci riferiamo al <strong>Partito Repubblicano</strong>, nei confronti del quale io personalmente non sono mai stato molto benevolo, e quello che sto per raccontarvi ve ne chiarirà il motivo.<br />
Ho già scritto un paio di giorni fa, su <strong>Blog Brevis</strong> (<em>cfr.</em> Quell&#8217;elefante piccolo piccolo), di come inavvertitamente (o forse no) i maghi del Tea Party abbiano gettato a mare la possibile conquista di un seggio alla <strong>Camera dei Rappresentanti</strong> nell&#8217;ultimo Election day, per il quale si votava nello Stato di <strong>New York</strong>. Ebbene, in quell&#8217;occasione il candidato scelto per contrastare il democratico Bill Owens si chiamava <strong>Dede Scozzafava</strong>, era (ed è) una donna, ed era deputata nell&#8217;assemblea dello Stato. A stretto giro di ruota dalla sua nomina, Dede aveva ricevuto l&#8217;endorsement da parte dell&#8217;ex-governatore George Pataki, nonchè il supporto della <strong>National Rifle Association</strong>, di Newt Gingrich, dei <strong>Log Cabin Republicans</strong> (gay e lesbiche &#8220;conservatori&#8221;), di Peter King e della Associazione degli Insegnanti di New York. Insomma, tutto sembrava filare liscio per l&#8217;<em>adviser</em> d&#8217;investimento 49enne, che avrebbe potuto giocare le sue carte il giorno del voto.</p>
<p>Poi, all&#8217;improvviso, sono arrivati gli illuminati poteri del GOP e si sono suicidati per non apparire troppo seri, preferendo puntare sullo zoccolo<img class="alignleft size-medium wp-image-386" title="Sarah_Palin_850" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/sarah_palin_850.jpg?w=266" alt="Sarah_Palin_850" width="266" height="300" /> <em>redneck</em> d&#8217;America e, di conseguenza, perdendo. La colpa di Dede? Essere una Repubblicana indipendente, con<strong> idee liberali</strong> in materia di aborto e matrimoni gay, e apparire troppo legata ai sindacati. Come ne hanno smontato la corsa i geni di cui sopra? Niente di più semplice: si è fatta viva <strong>Sarah Palin</strong>, che ha iniziato a lanciare anatemi contro di lei insinuando che si fosse lasciata prendere troppo la mano, attirata da qualche &#8220;macchina politica&#8221; oscura. Subito dopo è apparso <strong>Glenn Beck</strong>, il sedicente opinionista di Fox News, a tirare le fila dal tubo catodico indicandola come &#8220;una repubblicana <span style="text-decoration:underline;">Obama-Light</span>&#8220;, e infine si sono attivati i gruppi di pressione; tra questi il <strong>Club per la Crescita</strong>, un&#8217;organizzazione anti-tassazione, e<strong> FreedomWorks</strong>, l&#8217;organo dell&#8217;ex leader del partito alla Camera, Dick Armey. Per tutto il 23esimo distretto si potevano ascoltare per giorni le <strong>robo-calls</strong> (gli spot telefonici) che la definivano &#8220;<span style="text-decoration:underline;">ammazzabambini</span>&#8220;, &#8220;<span style="text-decoration:underline;">amante delle lesbiche</span>&#8221; e &#8220;<span style="text-decoration:underline;">omosessuale</span>&#8220;.<br />
Alla fine dei salmi, è avvenuto quanto segue: la Testa dell&#8217;Elefante ha abbracciato <strong>Doug Hoffman</strong>, il nome fatto dal <strong>Partito Conservatore di New York</strong>, piccolo organismo parassita che di volta in volta si appoggia ai candidati più reazionari sulla piazza e ogni tanto ne presenta qualcuno in proprio. La Scozzafava, priva di ogni supporto e con le casse ormai vuote, ha dovuto ritirarsi. E questo Hoffman ha perso.<br />
Intervistata dal <strong>Washington Post</strong>, che non è certo un quotidiano di sinistra, la ex-candidata ha affermato:<br />
&#8220;<em>Come può Sarah Palin arrivare e sostenere un candidato che non sa neanche rispondere alle domande? Ma sanno almeno chi è che supportano?</em>&#8221; E poi:<br />
&#8220;<em>Ci sono un sacco di noi che si considerano Repubblicani, cioè del partito di <strong>Lincoln</strong>. Se non ci vogliono, andremo avanti contro di loro</em>.&#8221;<br />
In effetti il vecchio Abraham non sarebbe molto felice di vedere certe facce.</p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blog Brevis: Quell'elefante piccolo piccolo]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/08/blog-brevis-quellelefante-piccolo-piccolo/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 21:52:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/08/blog-brevis-quellelefante-piccolo-piccolo/</guid>
<description><![CDATA[3 giorni fa si sono svolte negli Stati Uniti alcune elezioni locali, additate dalla maggioranza degl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YWU2hNt7PEA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YWU2hNt7PEA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>3 giorni fa si sono svolte negli Stati Uniti alcune <strong>elezioni locali</strong>, additate dalla maggioranza degli <em>amish</em> del <strong>Partito Repubblicano</strong> come un vero e propri<img class="alignleft size-medium wp-image-363" title="sarah-palin-campaign" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/sarah-palin-campaign2.jpg?w=300" alt="sarah-palin-campaign" width="300" height="199" />o test sul fallimento dell&#8217;amministrazione <strong>Obama</strong>. Ebbene, in Italia abbiamo tutti letto che in effetti i democratici hanno perso la Virginia e il New Jersey, e questo ci è bastato per bollare il nuovo Premier a stelle e strisce come l&#8217;ennesimo samurai governativo che ha iniziato il suo <em>harakiri</em>. Come al solito, siamo fuori strada. <span style="text-decoration:underline;">Primo</span> perchè negli U.S.A. la condotta politica <strong>conta davvero</strong>, quindi se un governatore, metti anche il più popolare di tutti, sbaglia vuoi nel <strong>pubblico</strong> vuoi nel <strong>privato</strong>, alle elezioni successive ha ben poche speranze di essere rieletto (per fare un esempio appunto Jon Corzine del New Jersey, &#8220;uomo di <strong>Wall Street</strong>&#8221; per i tanti che gli hanno voltato le spalle).<br />
<span style="text-decoration:underline;">Secondo</span> perchè i test non sono sulla popolarità del Presidente, che se anche ci piazza la sua facciona non frega niente a nessuno, ma sull&#8217;effettivo prestigio dei candidati.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Terzo</span> perchè in Italia come sempre si scrivono le notizie a metà, e vi assicuro che basta spulciare sui siti americani per avere una vaga idea di come gli stessi <em>redneck</em> della destra non se la passino certo bene. Nessuno che canti vittoria, insomma.<br />
<strong>1</strong> &#8211; Per incominciare, si votava per un seggio al Congresso (il 23esimo -<em>New York</em>-). <strong>Doug Hoffman</strong>, il candidato del GOP, ha preso una batosta devastante in uno Stato che è Repubblicano fin da prima che Edison inventasse la lampadina, che ha il 93% di elettori bianchi e nonostante la campagna condotta in prima persona da <strong>Sarah Palin</strong> (o forse proprio per questo); come nella miglior tradizione Fox, a urne chiuse e fino all&#8217;ultimo si propagandava un <strong>plebiscito</strong> in suo favore. <br />
<strong>2</strong> &#8211; I due nuovi governatori degli Stati sopracitati hanno vinto proprio perchè si sono <strong>smarcati</strong> dal partito, rifiutando il sostegno della stessa Palin e di tutte le organizzazioni oltranziste <strong>pro-life</strong> che dipingono Obama come il diavolo. Della serie, <em>lasciate Limbaugh, Rove e la Fox paragonare il Presidente a <strong>Hitler</strong> e la riforma della sanità al lager di <strong>Dachau</strong>, noi intanto facciamo vera politica</em>.<br />
<strong>3</strong> &#8211; Infine, il sindaco di New York, <strong>Bloomberg</strong>, è stato riconfermato con una percentuale misera (50,6% dei consensi) dopo due mandati<img class="alignright size-thumbnail wp-image-365" title="republican-elephant" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/republican-elephant.gif?w=150" alt="republican-elephant" width="150" height="112" /> conquistati a mani basse: cosa gli è capitato? Apparte che tecnicamente l&#8217;ottavo uomo più ricco d&#8217;America non è nemmeno Repubblicano, perchè nel 2007 ha lasciato il partito e corre come <strong>indipendente</strong> (oltre ad avere pulsioni spiccatamente democratiche), ma nell&#8217;ultimo anno ha addirittura rischiato il linciaggio, dopo la riforma della legge sul limite di <strong>due legislature</strong> per le cariche pubbliche newyorkesi: sul <strong>NY Times</strong> si leggeva &#8220;<span style="text-decoration:underline;">Bloomberg si compra il terzo mandato</span>&#8220;.<br />
La lezione qual è? Se c&#8217;è una cosa che agli elettori a stelle e strisce non piace nei politici, non è l&#8217;essere ricchi, ma l&#8217;agire come se la legge per un ricco non esistesse. Qualcuno ha detto <strong>Italia</strong>?</div>
<p><em>D.Piselli</em></p>
<hr />
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifesto dei conservatori. Un libro fondamentale per il Conservatore del ventunesimo secolo.]]></title>
<link>http://culturadestra.wordpress.com/2009/11/08/manifesto-dei-conservatori-un-libro-fondamentale-per-il-conservatore-del-ventunesimo-secolo/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:25:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>ainet</dc:creator>
<guid>http://culturadestra.wordpress.com/2009/11/08/manifesto-dei-conservatori-un-libro-fondamentale-per-il-conservatore-del-ventunesimo-secolo/</guid>
<description><![CDATA[  &#8220;Questo è il messaggio conservatore per la nostra epoca, un messaggio che va oltre la politi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-22" title="manifesto_dei_conservatori_roger_scruton_cultura_libri_di_destra" src="http://culturadestra.wordpress.com/files/2009/11/manifesto_dei_conservatori_roger_scruton_cultura_libri_di_destra.jpg" alt="manifesto_dei_conservatori_roger_scruton_cultura_libri_di_destra" width="230" height="369" /></strong></span></h2>
<h2> </h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">&#8220;Questo è il messaggio conservatore per la nostra epoca, un messaggio che va oltre la politica e che deve essere recepito se si vuole che una politica a misura d&#8217;uomo rimanga una possibilità.&#8221; </span></h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Apprezzato filosofo e vivace polemista inglese , Roger Scruton nulla concede alle mode intellettuali e dichiara in modo schietto in cosa crede e perché.</span></h2>
<h2 style="text-align:justify;"> </h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Scruton ci da nella sua opera una sistematizzazione del moderno pensiero conservatore, una traduzione in termini del ventunesimo secolo del primo &#8220;manifesto conservatore&#8221; di Edmund Burke.</span></h2>
<h2 style="text-align:justify;"> </h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Scruton ci declina i &#8220;principi&#8221; del Moderno Conservatore e ci da le basi filosofiche della risposta Conservatrice ai moderni quesiti come il valore dello Stato-Nazione, il valore della vita, del matrimonio e del sesso e, cosa che penso sia la più peculiare nel penisero di Scruton, dell´ecologia.</span></h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"> </span></h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Si, perchè come ci dice il filosofo inglese, la lotta per la <span style="text-decoration:underline;">conservazione</span> dell´ambiente, anche se oggi sembra essere prerogativa della sinistra, è per definizione compito del </span><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"><span style="text-decoration:underline;">conservatore</span>.</span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"><span style="color:#ffffff;">.</span><br />
</span></h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Qui una recensione del libro</span></h2>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"><a href="http://www.ragionpolitica.it/testo.7877.manifesto_dei_conservatori.html">http://www.ragionpolitica.it/testo.7877.manifesto_dei_conservatori.html</a></span></h3>
<h2 style="text-align:justify;"> </h2>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Manifesto dei Conservatori, di Roger Scruton, Editore Cortina, prezzo 22 euro, ma si trova anche a meno, come qui a 17,60</span></h2>
<address><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"><a href="http://libri.shop.it/societa-politica-e-comunicazione/scienza-politica/manifesto-dei-conservatori/dettaglio/id-866541/">http://libri.shop.it/societa-politica-e-comunicazione/scienza-politica/manifesto-dei-conservatori/dettaglio/id-866541/</a></span></address>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;"> </span></h4>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Roger Scruton, filosofo, scrittore e giornalista, insegna all&#8217;Institute for the Psychological Sciences della Virginia. </span></h2>
<h2><span style="font-size:medium;font-family:Tahoma;">Tra i suoi molti libri ricordiamo, tradotti in italiano: Guida filosofica per tipi intelligenti (1997), La filosofia moderna. Un compendio per temi (1998), Spinoza (1998), L&#8217;Occidente e gli altri. La globalizzazione e la minaccia terroristica (Vita e Pensiero 2004), Manifesto dei conservatori (2007).</span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#ffffff;"> </span></span></h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni»]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/11/07/crocifisso/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:27:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/11/07/crocifisso/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; Di Alessio Fratticcioli «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; &nbsp; Di Alessio Fratticcioli «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inglesi sulla carta euroscettici, nella realtà eurosolidali]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/03/inglesi-sulla-carta-euroscettici-nella-realta-eurosolidali/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 13:13:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/03/inglesi-sulla-carta-euroscettici-nella-realta-eurosolidali/</guid>
<description><![CDATA[  Una veduta aerea di una metropoli inglese: l&#39;Europa, un progetto ordinato che si propone scopi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1372" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/birmingham_bm42.jpg"><img class="size-medium wp-image-1372" title="Una veduta aerea di Birmingham" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/birmingham_bm42.jpg?w=300" alt="Una veduta aerea di Birmingham" width="300" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">Una veduta aerea di una metropoli inglese: l&#39;Europa, un progetto ordinato che si propone scopi apprezzabili, affronta la necessità di farsi strada attraverso una difficile realtà dove esigenze altrettanto legittime e radicate cercano assai meno ordinatamente il proprio soddisfacimento. L&#39;integrazione è la più appassionante e problematica di tutte le sfide che attendono al varco l&#39;Unione Europea.</p></div>
<p>Il Regno Unito prevede di assicurare 24 milioni di euro all&#8217;anno per sostenere i figli degli immigrati rimasti nel paese d&#8217;origine dei genitori</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p>Sono euroscettici sulla carta, specialmente quella dei giornali continentali, intanto sono immancabilmente tra quelli che pagano di più per gli altri: il Regno Unito prevede di spendere una fortuna in sussidi per i ragazzi polacchi, slovacchi, tedeschi ma non mancano francesi e perfino irlandesi. Sono le regole europee che prevedono parità di trattamento per i cittadini della comunità, ma i benefici accordati dall&#8217;UK alle famiglie sono in alcuni casi molto più elevati rispetto a quelli che la controparte accorderebbe a ragazzini inglesi lasciati a Birmingham da genitori che dovessero trasferirsi a Est per lavorare (succede, in Europa la mobilità sta diventando più consueta del percepito). E&#8217; sufficiente un padre che paga le tasse nel Regno Unito, lo stato britannico pagherà l&#8217;intero ammontare del sussidio previsto anche se il figlio vive in Polonia.</p>
<p>Sono 31.000 le famiglie e 51.000 bambini stranieri sostenuti dalle finanze del Regno Unito soltanto in Polonia. Venti sterline a settimana per sostenere l&#8217;onere materiale rappresentato da un bambino non saranno tante in Inghilterra, dove però vengono assicurate ai più esposti, ma in Polonia, dove un aiuto del genere da parte dello stato si ferma a 5 sterline e dove il costo della vita è diverso, pesano un pò di più. Non si deve sottovalutare il peso per le finanze pubbliche, perchè i benefici che realisticamente lo stato prevede di recuperare in cambio, come l&#8217;istruzione dei suoi cittadini che crescono, la coesione sociale e così via avvengono in un altro paese (in un&#8217;ottica europea, in un&#8217;altra regione) e ciò nel medio termine significa che la nazione si impegna maggiormente, anche se il presupposto è giusto perchè mira allo sviluppo della Comunità.</p>
<p>Anche quando i cittadini europei che hanno scelto Londra o Manchester come nuova residenza ricevono per i figli che sono rimasti nel paese di origine dei sussidi dallo stato in cui sono nati, i contribuenti di sua maestà provvedono a colmare il divario esistente rispetto agli standard goduti da chi è nato all&#8217;ombra del Big Ben. Beninteso, questo è un fatto positivo. La solidarietà verso i migranti è una base civile dell&#8217;Europa, un principio di cui è auspicabile un&#8217;affermazione concreta molto maggiore di quella attuale e che nel caso di cittadini comunitari che contribuiscono fattivamente e con sacrificio allo sviluppo della società in ogni città ed in ogni regione di questa nostra Europa è un atto dovuto, tanto più da parte delle aree più sviluppate pure se investite fortemente dalla crisi.</p>
<p>Ma fatti come questi, associati alla stragrande maggioranza dei cittadini britannici che, stando ai sondaggi dedicati a casi specifici,  supportano le politiche realistiche e sociali del governo laburista ed anche dei conservatori, neutralizzando la propaganda isolazionista del Bnp (per quanto gli intervistati, se sottoposti a quesiti generici, rispondano che gli stranieri sono troppi), sottolineano la superficialità delle analisi che vorrebbero dipingere il Regno Unito come un ostacolo per l&#8217;Europa e come terreno ostile all&#8217;integrazione.  Bisogna anche considerare la realtà multietnica di questo paese e la fortissima pressione demografica tuttora in crescita &#8211; esponenziale da parte dei paesi più in difficoltà dell&#8217;Unione Europea &#8211; e che rappresenta, spinte ideali a parte, un impegno finanziario ed una sfida (alla quale finora l&#8217;UK ha risposto nei decenni dando un esempio ammirevole di civiltà e di ingegneria sociale) alle abitudini di vita che si cristallizzano inevitabilmente attraverso il tempo, costituendo anche, come il caso in questione dimostra, una base accogliente per le trasformazioni richieste da chi arriva.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FareFuturo si è smarrita nelle nebbie galliche]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/10/29/farefuturo-si-e-smarrita-nelle-nebbia-galliche/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:02:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
<guid>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/10/29/farefuturo-si-e-smarrita-nelle-nebbia-galliche/</guid>
<description><![CDATA[Dalle parti di FareFuturo hanno preso una brutta piega, quella di mettersi a giocare a cosa sia di d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Asterix ed Obelix" src="http://www.asterixweb.it/2009/bottepozione.jpg" alt="" width="209" height="259" />Dalle parti di FareFuturo hanno preso una brutta piega, quella di mettersi a giocare a cosa sia di destra e cosa no. Un meccanismo malefico che finisce per diventare perverso: se sei dei nostri, bene; altrimenti finisci per essere il solito reazionario che non sta al passo con i tempi. E così <a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?ImgPath=immagini/Foto/emo_int.gif&#38;Cat=1&#38;Art=1719&#38;StrMotore=Domenico%20Naso&#38;TitoloBlocco=Risultato%20della%20Ricerca&#38;page=2" target="_blank">se questa estate erano stati sdoganati gli emo</a>, passando per il successo cinematografico di “Twilight”, oggi è il turno di Cesare, inteso come il protagonista del fumetto “Asterix ed Obelix”: oggi, 29 ottobre, ricade il cinquantenario dalla prima pubblicazione dell’opera di Goscinny e Uderzo.</p>
<p>“Nella perenne sfida tra le legioni romane e i forsennati abitanti del villaggio, noi stiamo con Cesare, con la Roma simbolo di modernità e multiculturalità”, scrive Domenico Naso sul numero on line in queste ore. Perché da quella Roma è nato “il primo modello multiculturale degno di nota della storia, ben prima dell’epopea americana”. E britannica, aggiungiamo noi che crediamo che la democrazia statunitense sia figlia del parlamentarismo di Londra. Al contrario, i Galli sono l’”esempio di una cultura identitaria stantìa, il simbolo di una difesa della tradizione a oltranza e fine a se stessa”. “Oltranzisti localisti, nemici a prescindere dello ‘straniero’ e di ogni forma di <em>melange </em>culturale. Diciamolo pure senza problemi: sono leghisti”, rincara la dose l’autore.</p>
<p><strong>Molto più che contadini scesi a valle &#8211; </strong>Il che è tutto molto bello e molto interessante, se non fosse che – magari – si tralasciano alcuni fattori. Certo, l’Impero romano è stato un modello straordinario di civiltà, finché non è finito vittima del suo steso multiculturalismo, smarrendo la propria identità – anche autoritaria – di <em>imperium </em>e finendo per l’essere travolto da se stesso, prima che dalle invasioni barbariche, capaci poi di ricostruire nuove tradizioni come quella dei Longobardi, per anni considerati semplici contadini scesi  valle e invece rivalutati negli ultimi anni.</p>
<p>E poi siamo sicuri che i galli Asterix ed Obelix siano rappresentanti di “un’<em>enclave</em> tradizionalista” che odia il progresso e la contaminazione con ciò che sta fuori dal villaggio, per partito preso. Domenica Naso gioca addirittura la carta Tav: “Asterix vede un acquedotto romano, oggi come allora esempio magnifico di architettura e ingegneria, ed esclama: ‘Sono pazzi questi romani. Stanno rovinando le nostre valli’. È la versione fumettistica del No Tav, del <em>not in my back yard</em>”. Strano, perché i leghisti vorrebbero tanto che certe faraoniche opere in programma lungo la penisola, vengano sacrificati al momento per costruire la Bre-Be-Mi, la Pedemontana, oltre che per sistemare tangenziali ormai sopraffatte dal traffico. E in un passaggio finisce addirittura per paragonarli ai nazisti che non sopportavano il jazz perché suonato dai neri.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="Regno dei Franchi" src="http://www.arsbellica.it/pagine/medievale/Poitiers/cartina2.jpg" alt="" width="258" height="340" />La nuova Europa &#8211; </strong>Eppure questi Galli, la cui vita è “intrisa di tradizionalismo e di totale chiusura nei confronti dell’innovazione”, non erano una popolazione monoculturale, ma vissuta in diverse regioni dell’Europa. Certo sulla base di una tradizione culturale comune (altrimenti che tradizione culturale sarebbe?), ma che si è contaminata oltre che con quella romana, anche con quella celtica, sassone, ligure, veneta ed etrusca: guarda caso, gente che pare abbia a che fare con la storia d’Italia. E prima che Cesare arrivasse dalle loro parti esportando il latino, utilizzavano l’alfabeto greco nelle sfere di comando. Dalla Gallia Aquitania è nato il regno dei Franchi, origine di un nuovo corso della storia politica e cristiana dell’Europa.</p>
<p>Insomma, non è forse troppo per una popolazione che magari avrebbe visto di cattivo occhio la destra “di Marinetti, dello slancio impavido e quasi un po’ sconsiderato verso il futuro”? Sì, ma a FareFuturo ormai sono troppo abituati a dire “questo sì e questo no” che forse non ci hanno fatto caso.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Energia elettrica più cara in UK con l'esaurimento delle riserve nel Mare del Nord]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/29/energia-elettrica-piu-cara-in-uk-con-lesaurimento-delle-riserve-nel-mare-del-nord/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dispositivi per l&#39;immagazzinamento dell&#39;energia eolica, l&#39;Irlanda ne sta valutando la fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1336" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/afp103257610705121302_big.jpg"><img class="size-medium wp-image-1336" title="Dispositivi per lo sfruttamento dell'energia eolica" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/afp103257610705121302_big.jpg?w=300" alt="Dispositivi per lo sfruttamento dell'energia eolica" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Dispositivi per l&#39;immagazzinamento dell&#39;energia eolica, l&#39;Irlanda ne sta valutando la fattibilità al largo delle coste occidentali. Paesi come Norvegia e Regno Unito, che stanno esaurendo risorse naturali come il petrolio del Mare del Nord su cui hanno fatto affidamento per lunghissimo tempo stanno pensando a creare fondi di investimento per ammortizzare la transizione</p></div>
<p>Deputati di diversi partiti hanno portato al centro del dibattito i costi dell&#8217;energia per i cittadini, ma le opzioni politiche sono limitate laddove entrano in gioco fattori strutturali</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Si parla di energia alla camera dei Comuni, la camera bassa del Parlamento britannico, politici laburisti come John Grogan danno battaglia alla propria stessa maggioranza, ma in senso lato soprattutto ai &#8220;privilegiati&#8221; con una critica &#8220;alla Tremonti&#8221; alle maggiori aziende del settore nel Regno Unito:  </span></span><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">British Gas,  E.O.N,  EDF Energy,  Npower,   Scottish &#38; Southern   e   Scottish Power sarebbero da investigare a causa della scarsa percentuale di riduzione dei prezzi delle materie prime lasciata arrivare ai cittadini, per i quali anzi complessivamente le spese aumentano.  Socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti come tendenza, come da noi direbbero magari l&#8217;ex-An, associazioni dei pensionati, gruppi cattolici e tutti quelli che episodicamente fanno ancora riferimento alla centralità del lavoro e alla realtà sociale, come ambienti del politico.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Nel Regno Unito, dove il consumo e i suoi diritti sono oggetto di numerosi dibattiti, la mozione in Parlamento è stata sostenuta da una cinquantina di deputati conservatori e liberaldemocratici e quindi pur essendo promossa da un laburista si configura come un&#8217;iniziativa &#8220;antisistema&#8221; nell&#8217;UK che a detta di tutti si prepara al dopo Brown. Il ricambio al Governo però è ancora visto dalla maggioranza degli inglesi con un pò di diffidenza, i Conservatori, l&#8217;ultima volta (parecchio tempo fa davvero) che governarono &#8220;fecero i Conservatori&#8221; e i sudditi di Sua Maestà che alla coesione sociale ed ai diritti concreti ci tengono molto di più che ai simboletti, se lo ricordano bene.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">Che i fornitori non si facciano concorrenza non sarebbe la prima volta che accade, ma non è solo per questo che i prezzi del gas per uso casalingo in Inghilterra quest&#8217;anno sono il doppio rispetto a dieci anni fa e che l&#8217;energia elettrica costa circa il 50 per cento in più, e tra sette anni secondo le previsioni più accreditate potrebbe costare il quadruplo. Sono tempi un pò duri per Londra da un punto di vista energetico, perchè alle dinamiche impresse ai prezzi dalla crescente domanda cinese, indiana, brasiliana, si aggiunge l&#8217;inesorabile impoverimento delle riserve del Mare del Nord, giacimenti che non sono infiniti. Altri paesi come la Norvegia hanno lo stesso problema: anche il Regno Unito a quanto sembra sta pensando di affrontarlo con un programma di investimenti a tutela delle generazioni future. Ma, come si sa, farsi una pensione costa.</span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sesso e potere]]></title>
<link>http://grattaevinci.wordpress.com/2009/10/28/sesso-e-potere/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:29:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaborello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si fanno tanti discorsi, ma se è vero che è il sesso a far girare il mondo, allora la differenza tra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Si fanno tanti discorsi, ma se è vero che è il sesso a far girare il mondo, allora la differenza tra]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ma sono davvero più bravi?]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/10/26/ma-sono-davvero-piu-bravi/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 12:29:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
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<description><![CDATA[Simone è un bravo ragazzo che segue la politica e finisce per dannarsi l&#8217;anima. Ma qualche vol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Pierluigi Bersani" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/bersani2.jpg" alt="" width="214" height="350" />Simone è un bravo ragazzo che segue la politica e finisce per dannarsi l&#8217;anima. <a href="http://www.freedom-land.it/2009/10/26/piu-bravi-di-noi/" target="_blank">Ma qualche volta si lascia prendere la mano dagli eventi e, forse, va troppo lontano</a>. Commentando le primarie del Partito democratico, azzarda:</p>
<blockquote><p>Chi scrive non riesce a nascondere un pizzico di invidia per quanto succede sulla riva sinistra del fiume e proprio non riesce a non dispiacersi del fatto che il centrodestra non sappia importare un modello, quello americano delle primarie, che dovrebbe essere nel dna di una forza autenticamente conservatrice.</p></blockquote>
<p style="text-align:left;">Da queste parti, l&#8217;invidia è l&#8217;ultimo dei sentimenti provati nei riguardi della riva sinistra del fiume. Perché se quelle del Pd sono state primarie improntate su un &#8220;modello americano&#8221;, allora i conti non tornano. Basta riepilogare il regolamento di voto per capirsi: votano gli iscritti, votano tutti, vota l&#8217;assemblea dei delegati. Se Bersani non avesse ottenuto il 50%+1 dei consensi, la sua nomina a neo segretario sarebbe stata decisa da un congresso dove anche l&#8217;ultimo arrivato, Marino, avrebbe avuto un peso maggiore di quello attribuitogli dalle urne. E avrebbe dato inizio al gioco del compromesso, che al contrario non dovrebbe influenzare la partecipazione popolare.</p>
<p style="text-align:left;">Ovviamente, anche da queste parti farebbe piacere vedere applicati &#8220;merito, competizione, opportunità&#8221; per nominare i gradi più alti del Popolo della libertà, nel disperato tentativo di importare in Italia un concetto americano ben più importante: che un partito riguarda tutti, non solo chi va in giro vantandone una tessera. Ma arrivare a dire che sulla riva sinistra sono stati più bravi di quelli che stanno sulla riva destra, tornando a sventolare la triste esperienza dell&#8217;Unione, ne scorre di acqua sotto i ponti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Prezzolini: Necrologio onesto del Fascismo]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/10/22/prezzolini-necrologio-onesto-del-fascismo/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 02:47:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francesco Lamendola 24/11/2008 Fonte: Arianna Editrice Dal «Manifesto dei Conservatori» di Giuseppe ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Francesco Lamendola 24/11/2008 Fonte: Arianna Editrice Dal «Manifesto dei Conservatori» di Giuseppe ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I complessati]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/10/19/i-vizi-di-sempre/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 14:53:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di preoccupante in certe uscite che arrivano dal centrodestra. Prima un Gianfranc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Giulio Tremonti" src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/05/49afa693a0372_zoom.jpg" alt="" width="350" height="233" />C&#8217;è qualcosa di preoccupante in certe uscite che arrivano dal centrodestra. Prima un Gianfranco Fini secondo il quale l&#8217;integrazione passerebbe per un&#8217;ora di religione islamica nelle scuole. Poi un Giulio Tremonti secondo il quale la mobilità del posto di lavoro non è un valore di per sé. Prese di posizioni rispettabili, non c&#8217;è dubbio, stando al sano principio della democrazia, ma che paiono nascondere un brutto vizio all&#8217;interno del PdL: quello di soffrire di un complesso di inferiorità nei confronti di alcuni cavalli di battaglia della sinistra.</p>
<p>E&#8217; ironico: perché proprio nel momento in cui la sinistra italiana deve fare i conti con l&#8217;assenza di un progetto, offuscata com&#8217;è dall&#8217;odio personale nei confronti di Silvio Berlusconi, torna alla ribalta il buonismo sociale. Integrazione forzata da una parte, mettendo ulteriormente a repentaglio un&#8217;identità già scricchiolante della tradizione italiana, e messaggi che stridano con la situazione economico-lavorativa dei giorni nostri.</p>
<p>Ovvio che il posto fisso sarebbe la base più comoda sulla quale coltivare il progetto di una famiglia. Il problema è che, in periodi come questi, anzitutto andrebbero creati dei posti di lavoro attraverso una radicale riforma del mercato del lavoro che in Italia è ancorata ad un sistema corporativistico e imprigionato dalle maglie di sindacati più orientati a difendere i privilegi dei loro iscritti (nella maggior parte pensionati o pensionandi), piuttosto che quelli di chi bussa alla porta, ma trova sempre chiuso.</p>
<p>Lo scorso autunno questo governo si trovava di fronte alla sfida della scuola e della riforma Gelmini. Proprio il ministro dell&#8217;Istruzione dichiarava, il <a href="http://mondopiccolo.wordpress.com/2008/11/17/ripetizioni-per-mariastella/" target="_blank">16 novembre 2008</a>, che  questo “per certi versi è un governo di sinistra”, dal momento che “noi mettiamo al centro non solo il ceto medio, ma anche quelle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, quelle famiglie che fanno molti sacrifici per far studiare i propri figli”. Come se un esecutivo di centrodestra non avesse il dovere di preoccuparsi delle famiglie che arrivano a fine mese. Una uscita mal calcolata che seguiva di pochi giorni una delle tante in cui un altro ministro, Renato Brunetta, va ripetendo che il centrodestra berlusconiano è la vera sinistra in Italia.</p>
<p>Era il periodo dell&#8217;infatuazione anche nel PdL per Barack Obama, ma era altrettanto evidente che non si trattava di un semplice innamoramento. Il fatto è che in questa maggioranza troppo spesso si registrano sterzate non gradite al vero elettorato di una forza, almeno a parole &#8211; ma nemmeno troppo, a questo punto &#8211; liberale o quanto meno conservatrice. Sarebbe forse il caso che si abbandonassero le polemiche legate alle vicende private del premier e si tornasse, al prossimo Consiglio dei ministri, a parlare di argomentazioni serie. Un suggerimento: davvero Tremonti vuole garantire un posto fisso a tutti? Bene, allora cominci a cambiare il mondo del lavoro. Poi ne riparleremo.</p>
<p>Quanto a Fini, occorrerebbe una folgorazione stile san Paolo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alianta oligarhilor,alianta conservatorilor......254]]></title>
<link>http://alexaionescu.wordpress.com/2009/10/17/alianta-oligarhiloralianta-conservatorilor-254/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 19:06:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaman</dc:creator>
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<description><![CDATA[http://victor-roncea.blogspot.com&#8230;..sursa pic. Ma tot gandeam in zilele din urma la renasterea]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-780" title="armaghedonul oligarhilor" src="http://alexaionescu.wordpress.com/files/2009/10/armaghedonul-oligarhilor.png?w=299" alt="armaghedonul oligarhilor" width="299" height="300" /></p>
<p>http://victor-roncea.blogspot.com&#8230;..sursa pic.</p>
<p>Ma tot gandeam in zilele din urma la renasterea aliantei 322 sub formula restructura&#8230; 254.Un adevarat cocon al oligarhilor.Desigur,ei se livreaza alegatorilor sub masca falsa a democratilor reformatori, uzurpand in felul asta pozitia pedelistilor in campania electorala  .Cat de reformator poti fi alaturi de Ion Iliescu batranul asasin kgbist,autorul mineriadelor ,parintele coruptilor ? Ori alaturi de mogulul Voiculescu,beneficiarul conturilor securitatii,un turnator ceausist de nadejde si un combinator de succes?Atat de mult a tot combinat, incat a reusit la final sa desfiinteze institutia care l-a deconspirat&#8230;CNSAS-ul .Curat reformator! Sau ce spuneti despre Adrian Nastase? Cel care reusise sa reduca la tacere presa romaneasca in perioada in care a condus Romania.Curat democrat!La adapostul linistii instaurate prin teroare si presiune, Bombonel fura privatizand si privatiza furand.Uneori mai impartea &#8230;si asa ajungem la un alt personaj al aceste aliante &#8230;Dinu Patriciu.Principalul beneficiar al unui combinat daruit de A.Nastase si impartit pe sest in mod fratesc.Azi e deja revandut la rusi si sta la baza averii fabuloase a lui conu Dinu,un liberal cu state  veci la secu.As putea continua cu un alt mogul&#8230; Sorin Ovidiu Vantu.Omul care a dat locuri de munca batranilor securisti din toata tara.Ce aveau ei de facut?Simplu&#8230;sa fure banii romanilor prin FNI.Si i-au furat.E drept ca si cu ajutorul CEC-ului condus de  celebrul Camenco Petrovici.Sa ne amintim pentru o clipa cine era individul si mai ales cine l-a recomandat.O sa vedeti legaturi interesante si o sa descoperiti noi personaje ale acestei aliante&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-781" title="750px-NY-254.svg" src="http://alexaionescu.wordpress.com/files/2009/10/750px-ny-254-svg.png?w=300" alt="750px-NY-254.svg" width="300" height="240" /></p>
<p>Numit cu aprobarea pe atunci prim-ministrului Victor Ciorbea, Camenco Petrovici a ajuns la rang de demnitar pe filiera Organizatiei muncitoresti a PNTCD, condusa in momentul respectiv de Vlad Rosca,  ministru al functiei publice (astazi e blogger si isi doreste ca Basescu sa moara iar PD-L sa dispara)&#8230;La 9 ani de la eveniment, Victor Ciorbea nu-si mai amineste decat ca Petrovici i-a fost recomandat de conducerea la varf din PNTCD. Functia de presedinte al CEC a fost negociata, conform algoritmului, la nivelul partidelor din Coalitie.  De simpatie s-a bucurat ex-presedintele  CEC si din partea lui Mircea Ciumara, ministru de stat fara portofoliu. Azi, toate sunt uitate. Camenco Petrovici este al nimanui(pe Mircea Ciumara il gasiti acum pe lista sustinatorilor lui Crin antonescu).</p>
<p>Hrebenciucul,Geoana,Crinela,Oprescu,Cozmanca,Vadim,Becali&#8230;sunt alte personaje care se adauga acestei aliante.Nici partea maghiara a mafiei nu lipseste.Daca o sa ii intrebati ce ii mana pe ei impreuna,va vor raspunde ca dragostea de patrie si datoria fata de popor.In realitate, daca o sa trageti putin de firele nevazute care ii unesc, veti intelege rapid ca ii apropie doar teama si lacomia.Teama de a nu ajunge sa-si piarda libertatea,teama de a nu pierde accesul la bugetul Romaniei,teama de reforma,teama de adevar&#8230;teama de Basescu.Asa s-a nascut alianta oligarhilor,alianta stanga-dreapta plus nationalistii romani si maghiari.E alianta securistilor mafioti impotriva romanilor saraciti si batjocoriti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma è l'altro mondo? no, è solo l'Europa]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/13/eppur-si-muove-la-giornata-politica-europea/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:52:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/13/eppur-si-muove-la-giornata-politica-europea/</guid>
<description><![CDATA[    Merkel e Westerwelle Liberali ma affezionati all&#8217;ambiente, laburisti ma coscienti dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><strong><span style="color:#008000;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="color:#008000;"></span></strong></div>
<p> </p>
<p><strong><span style="color:#008000;"></p>
<div id="attachment_1189" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/u_angela_merkel_guido_westerwelle.jpg"><img class="size-medium wp-image-1189" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/u_angela_merkel_guido_westerwelle.jpg?w=300" alt="Merkel e Westerwelle" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Merkel e Westerwelle</p></div>
<p>Liberali ma affezionati all&#8217;ambiente, laburisti ma coscienti dell&#8217;esistenza dei comuni cittadini, eresie nella roccaforte delle morenti ideologie, situazioni consuete nella Ue</p>
<p> </p>
<p></span></strong><em>Skapegoat </em>è curiosa verso l&#8217;Europa fin da quando  il sito si chiamava <em>travelpolitics</em>, capirete l&#8217;evasione verso un paio di avvenimenti esteri  della giornata (di ieri), mentre qui la metà del paese sbadiglia comprensibilmente nell&#8217;attesa che si consumi l&#8217;autunno del suo patriarca e l&#8217;altra metà, comprensibilissimo, si addormenta mentre gli vengono  spacciate quelle che sono investiture dall&#8217;alto per consultazioni interne all&#8217;americana (lì sì la gente può scegliere, infatti l&#8217;età media dei politici è variegata e non limitata all&#8217;età della &#8220;saggezza&#8221;, che poi tale non si direbbe,  dando un&#8217;occhiata ai risultati ed allo stile con il quale vengono portati avanti).</p>
<p>Buttiamo uno sguardo alla Germania e un&#8217;altro al Regno Unito: nella prima, il Governo Conservatore vorrebbe rivedere il piano che limita ad altri soli 13 anni la vita delle centrali nucleari,  ma gli alleati della  Cdu-Csu, cioè i liberali di Guido Westerwelle (omosessuale, in Germania non c&#8217;è una forte istituzione concorrente con lo stato che interferisce con le istituzioni laiche) hanno chiesto la garanzia di date certe per la chiusura delle centrali, pur accettando il proseguimento temporaneo dell&#8217;utilizzo di questa energia. Michael Kauch, responsabile per ambiente e agricoltura dei liberali (Fdp) ha affermato che sono le energie alternative la soluzione.</p>
<p>In definitiva, sarà pure una sorpresa per quelli che chiamano tutti coloro che non la pensano al cento per cento nello stesso modo iperconservatori, ma da qualche parte c&#8217;è chi è a favore del mercato e anche dell&#8217;ambiente (e sarà sicuramente una sorpresa dove chiunque voglia stabilire delle regole per l&#8217;impresa economica è considerato un bolscevico, ma l&#8217;ambiente in Europa e ormai nel mondo è una cosa seria).</p>
<p>Nel Regno Unito, Gordon Brown dovrà pagare allo stato le sue spese personali per lavori nella sua abitazione, infatti si trova a capo di un governo fortemente in crisi di immagine per i suoi indubbi errori, ma che nella sua equilibrata composizione comprendente sesso ed età diversi è perlomeno rappresentativo della popolazione da un punto di vista puramente demografico (e lo stesso si può dire degli avversari che a quanto sembra a breve lo sostituiranno, il paese non giace pertanto in una sorta di era di mezzo immutabile, si vedano invece le reazioni scomposte dei volti storici del PD la mezza volta che una nuova delegata nazionale passata miracolosamente ai piani alti del partito si è azzardata ad esprimere anche delle opinioni).</p>
<p>Gordon Brown dovrà ripagare circa 20.000 euro per spese perfettamente lecite destinate al suo appartamento di Londra ed a quello che possiede in Scozia. Lo Stato, che il premier Gordon Brown governa ma non controlla incondizionatamente, gli ha chiesto indietro quei soldi, lui ha detto che li restituirà prontamente (non che c&#8217;è una congiura internazionale), d&#8217;altronde è  laburista ma probabilmente la popolazione non gli perdonerebbe grossi sprechi soltanto per amore di un simbolo politico di sinistra.</p>
<p>Bisogna ammettere che anche qui in Italia la cittadinanza è, per la sua stragrande maggioranza, molto più responsabile ed accorta di quello che una ristretta cerchia di privilegiati vuole credere: qui però la classe politica regge ancora senza affacciarsi dai suoi fortini per rispondere alle richieste di trasparenza dei cittadini comuni, e se questo è comprensibile da parte di chi detiene una situazione di vantaggio, lo è di meno da parte dell&#8217;unico caso europeo di grande partito di opposizione in costante e massiccio calo di voti e nel caso (purtroppo meno isolato nel continente) di piccole comitive di attivisti progressisti che si dividono senza sosta litigandosi e giocandosi quelli che ormai sono i loro stessi voti individuali.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Manchester blue: the gamble]]></title>
<link>http://homoeuropeus.wordpress.com/2009/10/07/gamble/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 10:27:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>homoeuropeus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che cosa pensare di un partito che inizia la sua campagna elettorale più importante promettendo una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che cosa pensare di un partito che inizia la sua campagna elettorale più importante promettendo una ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Manchester blue: Berlusconi al Parco Nord]]></title>
<link>http://homoeuropeus.wordpress.com/2009/10/04/manchester-blue-domenica/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 11:43:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>homoeuropeus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Provate ad immaginare una kermesse di Forza Italia al Parco Nord di Bologna (luogo dove tradizionalm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Provate ad immaginare una kermesse di Forza Italia al Parco Nord di Bologna (luogo dove tradizionalm]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[conservatorii]]></title>
<link>http://ddsr.wordpress.com/2009/10/02/conservatorii/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 17:38:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>murfi</dc:creator>
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<description><![CDATA[nu e tocmai retro, e din 28.08.2009, dar e on topic; si e vorba, desigur, de conservatorii “lor” via]]></description>
<content:encoded><![CDATA[nu e tocmai retro, e din 28.08.2009, dar e on topic; si e vorba, desigur, de conservatorii “lor” via]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Keine Experimente]]></title>
<link>http://ilfalcoonline.wordpress.com/2009/09/29/keine-experimente/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:54:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>salvatoreimpusino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ora che in Germania Angela Merkel è stata confermata cancelliera e può governare con l’alleato prefe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ora che in Germania Angela Merkel è stata confermata cancelliera e può governare con l’alleato preferito, ovvero i liberali, i commenti sono unanimi nel sottolineare una svolta dei tedeschi verso destra, complice anche il disastroso risultato ottenuto dai socialdemocratici. Le tanto auspicate riforme economiche, garantite dal leader liberale Westerwelle, sarebbero l’indice di un ritorno a politiche conservatrici, dopo l’immobilismo forzato dell’innaturale alleanza tra democristiani e socialisti. In quanto conservatori, anche se italiani, noi ci siamo rallegrati di quanto accaduto e nella giornata di ieri ci è sembrato giusto festeggiare il risultato. Oggi, però, si sentiamo anche in dovere di proporre un’analisi più fredda e guardinga.</p>
<p>In Germania il conservatorismo ha assunto nel dopoguerra un carattere moderato, accorto e pragmatico, simboleggiato da un vecchio slogan di Adenauer: keine experimente, nessun esperimento. La cosa in sé non si è rivelata particolarmente problematica e durante la guerra fredda la CDU si è adoperata fruttuosamente nel modernizzare Germania in rispetto della sua storia e della sua tradizione. All’epoca di Kaiser Franz e dell’Ispettore Derrick si poteva affermare consapevolmente che i tedeschi (dell’ovest) rimanevano tedeschi senza per questo essere più nazisti o antioccidentali. Ma il pericolo di una Germania “tedesca” aleggiò comunque in tutta Europa al momento dell’unificazione con i fratelli dell’est sottrattisi all’abbraccio comunista. Per tale ragione la Germania, già de-nazificata, dovette quindi “sgermanizzarsi” e considerarsi in primo luogo il motore dell’integrazione europea. L’abbraccio con l’est fu mortale per l’ovest, in quanto la perdita della sovranità nazionale, l’antioccidentalismo e l’europeismo esasperato erano i caratteri essenziali della socialdemocrazia tedesca che, abbandonata la pianificazione per un più moderno riformismo, non a caso tornò al potere nel 1998 incarnando per un decennio la Germania della globalizzazione: liberale, tollerante, multiculturale. Non più Monaco, ma Berlino.</p>
<p>La sgermanizzazione della Germania ha portato cambiamenti in politica come in società. Nella politica, il tradizionale bipartitismo CDU/SPD ha lasciato il passo ad un più variegato multipartitismo con l’ascesa di altri soggetti politici d’intento modernizzatore quali i liberali e i verdi. Mentre a scapito di un rinnovato e ormai dogmatico “antifascismo” la sinistra radicale ha trovato nell’est un consistente bacino elettorale da far pesare elettoralmente. Dal punto di vista sociale, la sgermanizzazione ha significato soprattutto modernizzazione dei costumi e degli stili di vita, in un passaggio dalla campagna alla città e dalla città al cosiddetto villaggio globale. I nuovi tedeschi sono sempre più sprovincializzati e cosmopoliti, sensibili ai diritti dell’individuo e delle minoranze, ovvero politicamente corretti. Non c’è da stupirsi se siano andati in brodo di giuggiole quando Barack Obama è andato a salutarli nella sua tournèe europea preelettorale.</p>
<p>Ieri la Merkel ha vinto, ma a guardare bene le forze più propriamente conservatrici &#8211; CDU e CSU in testa – non solo non si sono rafforzate ma hanno perso consenso. A vincere sono state invece le forze che più si identificavano col cambiamento e la modernizzazione, vale a dire i liberali e i verdi, per non parlare della Linke, antiquata in termini economici, ma comunque in grado di attirare oltre a vecchi nostalgici del comunismo anche tanti giovani dei centri sociali, gli anarchici, etc. La CDU invece continua il suo trend negativo, segno di una costante disaffezione dell’elettorato fattosi sempre più anziano. Addirittura la CSU crolla in Baviera, perdendo per la prima volta la maggioranza assoluta dei consensi. Partiti di destra più o meno estrema sono ridimensionati sensibilmente, mentre la caratteristica principale del grande vincitore elettorale, il liberale Westerwelle, oltre all’antistatalismo, è quella di essere un gay confesso. Spostamento a destra?</p>
<p>Nel linguaggio comune, sì, visto che ormai il conservatorismo si identifica essenzialmente con il perseguimento di politiche liberiste. In questo caso la Germania sembra davvero aver fatto qualche passettino verso destra. Ma un conservatore della vecchia scuola storcerà sempre il naso dinanzi a quello che considera piuttosto un liberalismo travestito. Tutta colpa della Signora Thatcher? Della leader tory forse no, ma che il thatcherismo sia colpevole di aver mutato geneticamente il conservatorismo europeo questo si può dire. Il liberalismo, si sa, ha un aspetto di sinistra e un altro di destra. Ma quello che spesso si sottace e come le riforme dell’un campo si riversino perversamente nell’altro dando luogo ad effetti imprevisti e magari non auspicati. Margaret Thatcher aveva una sana formazione vittoriana e fin quando restò al potere il suo conservatorismo mai si impregnò di modernismo e libertinismo. Ma contrariamente alle sue intenzioni le riforme liberiste da lei promosse nel modernizzare l’Inghilterra esasperarono le pulsioni individualiste ed edoniste del suo stesso elettorato cosicché i suoi discepoli come Michael Portillo univano già il liberalismo economico al liberalismo sociale, facendo assomigliare tristemente i nuovi tories ai vecchi liberali di Manchester.</p>
<p>Il conservatore non è di per sé ostile al mercato e non è nemmeno un immobilista, ovvero non chiede la cristallizzazione della tradizione, che proprio in quanto tale si alimenta del cambiamento. Riguardo quest’ultimo, però, il conservatore si augura che avvenga lentamente, per gradi, e che non crei scompensi e rotture nel corpo sociale. Keine experimente, come diceva saggiamente Adenauer. Il che non significava star fermi, e difatti la sua Germania ferma non lo fu mai, ma camminare adagio con prudenza e rispetto per i valori ereditati. Valori che in quanto vecchi non è detto che per questo non siano validi, piuttosto il contrario. I nuovi conservatori, che spesso si dimenticano di essere conservatori, si guardano bene di seguire il prudente modello antico e si volgono alla conquista di nuovi diritti individuali e di nuovi modelli sociali con un impeto e una fiducia nel futuro non minori di quelli tipici dei loro avversari di sinistra. Per cui essi vincono conquistando l’elettorato dell’avversario, incuranti del fatto che il loro bacino tradizionale si assottigli sempre più. Questo è accaduto nella Francia di Sarkozy e sta per accadere nell’Inghilterra di Cameron, nell’Italia di Fini e forse anche nella Germania del duo Merkel-Westerwelle.</p>
<p>Negli anni novanta del secolo scorso l’orologio del mondo è schizzato avanti ad una velocità impressionante. Il lascito, non voluto, del conservatorismo libertario degli anni ottanta, è stato il presuntuoso e folle liberalismo socialdemocratico del decennio successivo. La globalizzazione ha significato l’abolizione delle specificità e delle sovranità nazionali, la moneta unica in Europa, speculazioni finanziarie con l’indebolimento del potere d’acquisto, famiglie allargate, libertinismo sessuale, omosessualità galoppante, neofemminismo di riporto, multiculturalismo al seguito di impressionanti flussi migratori, declino inesorabile delle religioni tradizionali a vantaggio di spiritualità individualistiche e sincretiche. Tutto ciò ha rappresentato il trionfo del liberalismo tout court, la cui “sinistra” ha potuto incidere sul piano sociale una volta che la “destra” aveva opportunamente arato la strada sul fronte dell’economia.</p>
<p>Vista a posteriori persino la DDR di Honecker presentava tratti più conservatori della Germania unificata di oggi. E poiché non vi sono stati ripensamenti sulla direzione di marcia, questo significa che ieri forse la destra ha vinto, ma il conservatorismo – quello autentico almeno – ha avuto l’ennesima battuta d’arresto. Se la storia insegna qualcosa nel prossimo quadrienno al seguito di economie liberiste si svilupperanno conseguenti spinte individualistiche. Queste, in mancanza di un ancoraggio religioso, favoriranno, per l’eterogenesi dei fini, un nuovo riformismo socialdemocratico che sulla base della modernizzazione della destra darà voce a nuove istanze della sinistra in un processo tutto interno al liberalismo che dura ormai da decenni senza conoscere stasi e ripensamenti.</p>
<p>Per queste ragioni auspichiamo che la Signora Merkel aggiunga al suo stile rigoroso e impeccabile anche un po’ di sostanza conservatrice. Che si preoccupi di più della scristianizzazione del suo popolo, della frantumazione dei vincoli comunitari, della perdita di coscienza nazionale, della cosiddetta Ostalgie che spinge i tedeschi dell’est a rimpiangere il vetusto regime comunista, che porga qualche argine e non solo pragmatica indifferenza allo svilupparsi di mode abiette sponsorizzate dal modernismo cosmopolitista. La Signora Merkel ha il dovere di cercare di riportare i tedeschi nella loro Germania, cosa oggi molto più importante, per un conservatore, che favorire ulteriormente lo sviluppo economico. Quando questo dovesse favorire il calpestamento della tradizione e lo stravolgimento dei già precari equilibri sociali, meglio allora l’arretratezza. Keine experimente, appunto.</p>
<p>di Florian dal forum <a href="http://forum.politicainrete.net/conservatori/25704-keine-experimente.html">Conservatori di Politicainrete</a></p>
<p><!-- / message --><!-- sig --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il valore supremo dell&#39;esempio]]></title>
<link>http://ilfalcoonline.wordpress.com/2009/09/29/il-valore-supremo-dellesempio/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:47:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>salvatoreimpusino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Grazie ad Angela Merkel il sottoscritto si è riavvicinato, dopo alcuni anni, alla politica tedesca. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Grazie ad Angela Merkel il sottoscritto si è riavvicinato, dopo alcuni anni, alla politica tedesca. Come ho scritto in precedenza, questa rinnovata “voglia di Germania” è volontà di tornare all’antico dopo che la sbornia “nuovista” è passata senza essere riuscita a risolvere i problemi di ieri e anzi avendone aggiunti degli altri. In tempi di crisi, morale e materiale, è consuetudine affidarsi sempre all’usato sicuro. E la Germania è sempre lì a porsi come riferimento in virtù del suo rigore, della sua serietà, della sua continuità. Magari non affascina, è grigia e “noiosa” come i suoi dibatti elettorali, ma di sicuro non ti frega. E che te nei fai di questi tempi del fascino? In primo luogo vale la concretezza. Dunque, Angela Merkel.</p>
<p>Di questi tempi Angela Merkel porebbe dirsi l’anti-Obama. Mentre quest’ultimo incarna infatti da capo a piedi la sensibilità postmoderna e scalda le folle mondiali come una rockstar in virtù del suo appeal, Angela fai addirittura fatica a ricordarla tanto il suo aspetto e il suo stile sono convenzionali e nient’affatto appariscenti. La Merkel è una donna, ma non una donna-copertina. Non è trendy come Michelle. Prima che diventasse cancelliera il suo look era anzi decisamente sciatto e su Internet circolano ancora sue foto orribili che comunque non le hanno impedito di arrivare ad essere, secondo Forbes, la “donna più potente del mondo”. Mentre Obama si è affermato per la sua immagine accattivante (e quell’”abbronzatura” che in America acquista un peso specifico per la rimozione di un passato storico che continua a bruciare), la Merkel vi è riuscita a dispetto di questa. Onore al popolo tedesco, che ha dimostrato ancora una volta di non farsi ingannare dall’esteriorità e di valutare le donne non come veline. Da noi, che abbiamo mandato in Parlamento Cicciolina, purtroppo si sprecano volgarità su Rosy Bindi. Oltre che idioti, pure cafoni.<br />
Ad ogni modo, una volta diventata cancelliera, Angela Merkel ha rivisto adeguatamente il proprio aspetto, risultando più gradevole e istituzionale. Segno che all’esteriorità c’è sempre rimedio, alla qualità della persona purtroppo no.</p>
<p>Angela Merkel ha tutte le caratteristiche che dovrebbero riguardare un politico. Serietà, onestà, competenza, misura, affabilità. Ciò le è valsa la stima anche dell’avversario, le cui critiche hanno sempre avuto un fondamento politico e mai hanno intaccato la persona. Questo perché la credibilità e l’esempio sono fondamentali in un politico e sono addirittura essenziali se ci si rivolge in primo luogo ad un elettorato tradizionalista e conservatore quale è quello della CDU ed in generale quello tedesco. In un’epoca in cui i valori della libertà e della democrazia sono considerati irrinunciabili, le politiche, anche quelle etiche, devono necessariamente permettere al cittadino di scegliere secondo coscienza. Un politico conservatore deve adoperarsi affinché i valori si impongano sui disvalori, che la vita abbia la meglio sulla morte e la virtù sul vizio, ma senza imporre autoritariamente la propria scala di valori. Non può farlo non solo perché in un sistema liberale ciò non sarebbe permesso, ma anche perché i risultati sarebbero controproducenti alle intenzioni. Si alimenterebbe infatti ancor di più il gusto della trasgressione. In realtà, al giorno d’oggi, il politico conservatore ha una sola possibilità per far valere ciò che reputa giusto: fornire in prima persona il buon esempio. Dando testimonianza, innanzitutto con il proprio comportamento, del valore delle proprie parole. Del resto, un venditore deve essere sempre credibile e se si ha un’immagine e una condotta contraria ai principi espressi si spiazza l’acquirente. In politica, questo atteggiamento contraddittorio offre oltretutto il destro all’avversario che ha la possibilità di colpirti innanzitutto per quello che sei prima ancora che per quello che dici.</p>
<p>Ogni paese ha i suoi scandali e ogni politico, anche il più onesto, può incorrere in errore. In Germania è accaduto che Helmut Kohl, colui che ha unificato le Germanie, dopo sedici anni di governo, mentre era ancora l’incontrastato leader dei cristiano-democratici, è incappato in una spiacevole storia di fondi illeciti. In una società ligia alle regole quale quella tedesca anche un mito nazionale se sbaglia è costretto a pagare, ed è stata proprio la sua protetta, Angela Merkel, ad assumersi il doveroso compito di accompagnarlo gentilmente fuori dalla scena politica. Nell’occasione si è dovuta privilegiare la verità alla lealtà e si è salvaguardato così l’integrità morale e il futuro della CDU. Questo discorso ci porta inevitabilmente e dolorosamente a fare un raffronto con quanto accade costantemente in casa nostra.</p>
<p>All’epoca di Mani Pulite, quando i nostri partiti di governo furono colpiti dagli scandali, invece di darsi una doverosa e salutare ripulita si puntò l’indice sui cosiddetti “moralizzatori, ovvero la Magistratura, la stampa di sinistra, etc., colpevoli di aver promosso in Italia una sorta di golpe. Il machiavellismo nazionale ha permesso che i politici colpevoli di reato venissero assolti in virtù delle loro qualità politiche, grazie oltretutto all’idea perniciosa che un crimine quando viene commesso da tutti o quasi non si rivela più tale. Rubavano… ma rubavano tutti! In pochi, sinceramente, hanno ammesso le proprie colpe, che sono state invece riversate all’avversario. La perdita di credibilità della Prima Repubblica ha permesso così all’antipolitica di prenderne il posto. Quando Berlusconi entrò “in campo” aveva dietro di sé i fedelissimi di Publitalia e i residui delle classi dirigenti scampate alle inchieste giudiziarie. Pur combattendo strenuamente le sinistre, Berlusconi non intendeva porsi a rappresentante del ceto conservatore e cattolico, tendendo al contrario verso un liberalismo interclassista e fondamentalmente laico. Era un liberalismo di massa (populismo) e non un rinnovato conservatorismo il suo manifesto obiettivo politico. E fin quando i suoi megafoni in tv erano Sgarbi e Liguori l’azione non peccava certo di coerenza. Col tempo, però, Berlusconi si è accorto che se voleva vincere il composito blocco ulivista doveva avere dalla sua l’elettorato cattolico, specie quello più confessionale. A motivo di ciò il Cavaliere cambiò parzialmente immagine e politiche, diventando più rassicurante e accogliendo nell’agenda di partito le tematiche etiche a cuore presso le gerarchie vaticane.</p>
<p>Per qualche anno l’immagine costruita a tavolino del Berlusconi cattolico e moralizzatore ha retto dinanzi all’opinione pubblica (nonostante la sua attività imprenditoriale andasse in tutt’altra direzione, come i palinsesti di Mediaset potevano facilmente dimostrare). Quest’anno invece, grazie ad un’abile, scaltra, discutibile ma politicamente efficace, azione di Repubblica, gli altarini sono saltati per aria e Berlusconi si è trovato invischiato in storie non criminose ma discutibili sul piano morale, sia per il ruolo istituzionale esercitato che per la fisionomia politica che si era artatamente costruito. E’ inutile ripercorrere le varie tappe che hanno portato ad un progressivo sgretolamento dell’immagine del nostro premier all’estero, non solo tra i socialisti ma anche tra i conservatori stessi. I berlusconiani per difendere il loro leader dalle accuse rivoltegli si affannano nello sbandierare il famoso slogan libertario “vicious are not crimes” (i vizi non sono crimini), dimenticando così che un politico vizioso un elettorato conservatore non lo vota facilmente. Non a caso i cattolici italiani sono rimasti disorientati da un uomo politico che privatamente è il contrario di quello che in pubblico vorrebbe rappresentare. Non si tratta qui di debolezze passeggere, ma di uno stile di vita di cui il premier non intende scusarsi e ci ironizza su pure in pubblico. Atteggiamenti volgari che sono stati adeguatamente censurati dalla stampa estera. Solo perché ha un consistente seguito di elettori fidelizzati e perché ha dinanzi a sé un’opposizione inconsistente incapace di darsi una credibile linea politica, il Cavaliere è riuscito a non farsi sommergere dall’ondata di fango che lo ha investito in questi mesi. Tuttavia la sua immagine rimarrà intaccata per sempre e i suoi errori verranno probabilmente pagati dai suoi eredi politici, se ci saranno mai.</p>
<p>Inutile dire che in Germania (ma non solo) i politici, i partiti e le Istituzioni si sarebbero comportati diversamente. Purtroppo nel nostro Paese la lealtà ha sempre avuto la meglio sulla verità. E’ accaduto prima con Mussolini, poi con Craxi e infine con Berlusconi. Non con Andreotti, bisogna dargliene atto, che ha vissuto sulla propria pelle fino in fondo gli attacchi giudiziari rivoltigli uscendone alla fine indenne. Allo stesso modo, se nessun italiano ha mai giurato sulla santità della classe politica democristiana, bisogna ammettere che mai la DC ha giocato tanto ipocritamente la carta del cattolicesimo politico. Forse questa è la ragione per cui un ceto democristiano, sopravvissuto alla burrasca, riesce ancor oggi ad intercettare i delusi del berlusconismo e a porsi quale punto di coagulo per quell’area moderata che un giorno o l’altro dovrà forzatamente ricomporsi, in quale forma non si sa ancora. Se questo accade è perché nei momenti di crisi bisogna fare sfoggio di sincerità, umiltà e concretezza. Berlusconi è riuscito ad essere concreto, ma non è stato né sincero né umile e ha preferito saldare i rapporti politici sulla lealtà. Invece l’Italia ha un forte deficit di verità, di politici che fondino le loro leggi sull’esempio affinché siano credibili. In caso contrario chi verrà dopo non avrà alcuna difficoltà a cambiarle con altre di segno opposto. Ogni reale ipotesi di costruzione ha bisogno di basarsi sul consenso e a volte anche sul compromesso. Per tutto ciò, anche in Italia, avremmo bisogno di una Merkel.</p>
<p>di Florian dal forum <a href="http://forum.politicainrete.net/conservatori/25893-il-valore-supremo-dell-esempio.html">Conservatori di Politicainrete</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cavaliere, basta parole!]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/09/29/cavaliere-basta-parole/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:05:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
<guid>http://mondopiccolo.wordpress.com/2009/09/29/cavaliere-basta-parole/</guid>
<description><![CDATA[Dunque, secondo Dario Franceschini “la destra berlusconiana in questi anni ha rappresentato lo Stato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dunque, secondo Dario Franceschini “la destra berlusconiana in questi anni ha rappresentato lo Stato come un nemico, come una entità ostile che ti complica la vita e ti deruba attraverso le tasse, che ti imprigiona nella burocrazia”. Concordiamo con il segretario del Pd per dire che concordiamo con quello che sarebbe un bel progetto: vedere davvero la destra berlusconiana fare tutto quello che ha paventato Franceschini.</p>
<p>E&#8217; già nato pure <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=268684320429&#38;ref=ts#/group.php?gid=268684320429&#38;ref=ts" target="_blank">un gruppo su Facebook</a> al quale abbiamo aderito. Ora però dal Cavaliere attendiamo una mossa, magari che sparissero Irap e studi di settore. Magari, diciamo, perché non vorremmo mica provocare un terremoto di rivoluzione, vero?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La crisi della sinistra conservatrice]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/09/28/la-crisi-della-sinistra-conservatrice/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 14:39:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/09/28/la-crisi-della-sinistra-conservatrice/</guid>
<description><![CDATA[A Berlino diversamente che altrove il centrodestra è moderno, democratico ed europeista senza riserv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="text-align:left;">A Berlino diversamente che altrove il centrodestra è moderno, democratico ed europeista senza riserve, non vince facendosi forte con conflitti d&#8217;interesse né intimidendo i media.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:right;">Andrea Tarquini su <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/elezioni-tedesche/germania-risultati/germania-risultati.html" target="_blank">Repubblica</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[POLITICHE COMUNITARIE|Germania, Portogallo, Italia: in Europa c'è chi rappresenta gli elettori e chi non vuole farlo]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/09/28/politiche-comunitariegermania-portogallo-italia-in-europa-ce-chi-rappresenta-gli-elettori-e-chi-non-vuole-farlo/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 10:58:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/09/28/politiche-comunitariegermania-portogallo-italia-in-europa-ce-chi-rappresenta-gli-elettori-e-chi-non-vuole-farlo/</guid>
<description><![CDATA[I conservatori tedeschi si riconfermano al governo e i socialisti portoghesi anche; in entrambi i pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800080;">I conservatori tedeschi si riconfermano al governo e i socialisti portoghesi anche; in entrambi i paesi la sinistra sociale unita va come un treno, confrontare con l&#8217;Italia</span></h3>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" src="http://csmoody.files.wordpress.com/2009/03/angela_merkel_2008.jpg?w=400" alt="" width="400" /></p>
<p style="text-align:justify;">Vi ricordate Angela Merkel, conservatorismo più realismo sociale (quello che è mancato a vari fondamentalisti del mercato soprattutto nei centrosinistra)? Era una donna al governo del paese più importante d&#8217;Europa, Regno Unito a parte, ebbene lì è rimasta, ci sono rimasti soprattutto dei conservatori che afferrando con realismo la situazione economica e sociale hanno concordato con gli avversari della SPD, loro condomini di governo, misure che andavano incontro a diverse fasce sociali (magari anche i partiti che hanno lo zero virgola per cento sapessero sviluppare parte dello stesso realismo, in modo da poter rappresentare gli elettori che affidano loro delle idee).</p>
<p style="text-align:justify;">I conservatori sono più forti di prima e si alleano con i liberali della Fdp guidati da Guido Westerwelle (33,8 più 14,6%). Ma se i socialdemocratici crollano (23%), effetto a catena dell&#8217;adesione a politiche liberiste tra il &#8216;98 ed il 2005 e naturalmente della coabitazione forzata in un governo comunque a guida Cdu-Csu, la sinistra va come un treno, Die Linke si aggira intorno al 12% ed è ormai tutt&#8217;altro che un fenomeno di protesta, tra l&#8217;altro era già qualche tempo che avendone notizia in molti anche in Italia si chiedevano vuoi vedere che interessarsi concretamente di pochi temi che interessano qualche fascia di popolazione funziona di più che organizzare tre, quattro, cinque partiti perchè due o tre comitive ai vertici litigano tra loro e perchè ognuno è più bravo?</p>
<p style="text-align:justify;">Die Linke è formata dai postcomunisti della ex Germania popolare (evidentemente davvero postcomunisti in qualcosa dato che hanno ceduto parte della loro identità per aprirsi a collaborare con persone addirittura provenienti da un altro partito e che non hanno semplicemente fatto giuramento sulla falce e martello ma promosso attivamente il proprio progetto) e dai socialdemocratici che con Oskar Lafontaine lasciarono il partito socialdemocratico nel 1999. Oggi Die Linke è una forza stabile e salgono di due punti al 10% anche i verdi, da soli.</p>
<p style="text-align:justify;">Vale la pena di ricordare anche che al governo della Germania viene riconfermata una donna: in molte parti d&#8217;Europa, specialmente a sud, la situazione è molto diversa anche ai vertici dei circoli bocciofili o dei consigli di circoscrizione, si vedono poi i brillanti risultati economici e di coesione sociale e istituzionale. Ma veniamo al Portogallo, se qui Socrates porta i socialisti ad una vittoria di misura, col 36% che è ben sette punti sopra l&#8217;avversario quindi davvero un fatto a vocazione maggioritaria (qui ricambiata anche dagli elettori però) è il Bloco de Esquerda, che poi sarebbe l&#8217;aggregazione dei movimenti non ideologici, che prende il 13%.</p>
<p style="text-align:justify;">Francisco Loucà è un ex-troskista ma questo evidentemente non ha scoraggiato tutti i movimenti che lo appoggiavano, il Bloco de Esquerda governerà probabilmente insieme col partito socialista e presumibilmente potrà prendere iniziative a favore dell&#8217;integrazione reciproca degli immigrati e dei cittadini già riconosciuti, dell&#8217;effettiva valorizzazione della partecipazione femminile nella governance, della formazione dei professionisti precari e di un&#8217;istruzione europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualunque iniziativa prendano Loucà in Portogallo o Gyse e Lafontaine in Turingia, dove sono potenzialmente in grado di formare un governo, ognuno di loro sarà in grado di farlo con i fatti e non con la coerenza: quella in Italia ha funzionato soltanto nelle regioni del nord, ma non certo a sinistra.<br />
<strong><br />
Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[SOCIAL-DEMOCRATIA EUROPEANA IN PIERDERE DE VITEZA]]></title>
<link>http://nraducanu.wordpress.com/2009/09/22/social-democratia-europeana-in-pierdere-de-viteza/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 13:00:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>nraducanu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pe 27 septembrie in Germania vor avea loc alegeri pentru cei 598 deputati ai parlamentului (Bundesta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pe 27 septembrie in Germania vor avea loc alegeri pentru cei 598 deputati ai parlamentului (Bundestag). De pe acum se intrevad doua posibilitati pentru conducerea tarii in urmatorii patru ani :</p>
<p> - un guvern de dreapta, alcatuit din reprezentanti ai partidelor crestin-democrat (CDU) si liberal (FDP);</p>
<p>- continuarea actualei mari coalitii alcatuita din ministri ai CDU si ai social-democratilor (SPD).</p>
<p>In ambele variante, functia de cancelar (prim-ministru) al Germaniei ii revine tot d-nei Angela Merkel, presedinta CDU, partid pe care toate sondajele il dau castigator sigur al alegerilor.</p>
<p>O alta varianta, in care social-democratii s-ar coaliza de pilda cu partidul ecologist (Die Grünen) si cu partidul de stanga (Die Linke) pentru a forma guvernul, este lipsita de sanse, deoarece social-democratii resping categoric orice fel de alianta cu partidul lui Oskar Lafontaine si Gregor Gysi. Programul acestora contine pentru SPD prevederi inacceptabile: introducerea unor salarii minime pentru lucratorii tuturor branselor, impozite marite pentru cei bogati, retragerea imediata a celor 3500 de soldati germani din Afganistan s.a.</p>
<p>Pe de alta parte candidatul partidului social-democrat, Frank-Walter Steinmeier, fost vice-cancelar si ministru de externe in ultimii 4 ani in guvernul d-nei Merkel, nu a reusit in sondajele din ultimele luni sa fie cotat cu mai mult de 25% din eventualele voturi, ceeace este cel mai scazut nivel prognozat pentru acest partid fata de alegerile trecute.</p>
<p>Scaderea influentei politice a social-democratiei asupra electoratului este insa un fenomen ce se constata in mai toate tarile europene. Daca in anul 2000, intr-o Uniune Europeana alcatuita din 15 tari, social-democratii erau la putere in 12 tari, in schimb astazi, intr-o Uniune Europeana din 27 state, ei nu mai alcatuiesc singuri guvernul decat in Marea Britanie, Portugalia si Spania, si participa la guvernare, alaturi de alte partide de centru sau dreapta, in Belgia, Luxemburg, Olanda, Germania, Austria, Slovenia, Slovacia, Ungaria si Romania.</p>
<p>Glasgow este orasul natal al premierului Gordon Brown si intotdeauna alegerile au dat aici castig de cauza laburistilor. Pana vara trecuta insa, cand la alegerile comunale partidul laburist a iesit pe locul trei fiind devansat nu numai de conservatori, ci si de partidul nationalist scotian. La alegerile pentru parlamentul european din luna iunie, pe intreaga tara partidul laburist britanic nu a luat decat 16,1% din voturi. Iar aceasta are loc intr-o tara unde teoreticianul laburist Anthony Giddens anunta acum zece ani ca New Labour paseste pe “cea de a treia cale”, ceva la mijloc intre capitalism si socialism, o descoperire ce va reforma stanga europeana. Actualul ministru britanic al economiei, Peter Mandelson, a declarat recent ca el crede si astazi in corectitudinea acestui drum.</p>
<p>Decaderea social-democratiei a inceput in tarile scandinave. Incepand din 2001, in Danemarca este la putere o coalitie din partide de centru si de dreapta. In Suedia, tara marelui social-democrat Olof Palme, premierul Göran Persson a pierdut in 2006 alegerile in favoarea unui partid conservator, care poarta numele de moderat si are tupeul sa afirme ca el este cel care “va moderniza social-democratia”. A urmat la rand Finlanda, apoi Grecia si Olanda. In Italia coalitia de partide cu orientare social-democrata si-a tot schimbat conducatorul: dupa d’Alema si dupa Prodi, acum in frunte este fostul primar al Romei, Walter Veltroni, fara ca prin asta sa se clatine guvernul Berlusconi. La Paris socialistii au esuat mai intai cu Jospin, apoi cu d-na Segolene Royal. In prezent in partidul socialist francez se desfasoara o lupta intestina, intre cei mai batrani si lupii tineri, fara sperante ca unul dintre veleitari sa reprezinte un adversar de talie pentru Sarkozy. In Austria, la alegerile din septembrie 2008 partidul socialist al lui Alfred Gusenbauer a avut cel mai scazut rezultat din istoria sa, iar urmasul sau Werner Faymann nu a mai putut forma guvernul decat aliindu-se cu dreapta. Singura tara in care recent socialistii au avut castig in alegeri este Norvegia, dar ea nu face parte din Uniunea Europeana si nu a fost deloc afectata de criza economica mondiala. In parlamentul european de la Strasbourg social-democratii si socialistii nu mai ocupa acum decat un sfert din locurile de deputati.</p>
<p>Toate acestea sunt paradoxale. Economiile tarilor UE sunt lovite de o grava criza, dar oamenii politici social-democrati, care timp de doua decenii au dus politica liberala de eliberare a pietelor financiare de orice reglementari, tac acum chitic. Electoratul probabil ca a inteles asta si ii sanctioneaza cu votul sau. Si totusi de ce ultimele alegeri i-au sanctionat pe social-democrati, desi ei sunt traditional, critici ai capitalismului? Se pare ca doua sunt raspunsurile la aceasta intrebare.</p>
<p>In primul rand, reformistii social-democrati i-au iritat pe aderentii lor prin incercarile de modernizare a liniei partidelor. Tot cautand sa castige noi categorii de alegatori, ei si-au neglijat clientela de baza si au pierdut din credibilitate. Asa a facut Tony Blair, care prin politica sa de dereglementare a pietelor financiare a castigat increderea doar a celor din London City. La fel si Gerhard Schröder, care declara : “Nu mai exista o politica economica de stanga si una de dreapta. Exista doar una moderna si alta nemoderna”, dar care, prin reformele economice luate a sporit numarul somerilor la 5 milioane.</p>
<p>In al doilea rand, partidele conservatoare au abandonat discursul prin care cereau o cat mai mare liberalizare a pietelor, au pus o surdina apelurilor la dereglemantarea sectorului financiar-bancar si s-au afirmat ca partide de centru. Atat Sarkozy, cat si Angela Merkel tin cuvantari in spirit keynesian in care sustin interventia salutara a statului in economie, si nu exclud ca, la nevoie, unele banci sa fie nationalizate. La aceasta brusca, dar oportuna schimbare de atitudine a conservatorilor, social-democratii au aratat ca nu poseda o riposta adecvata, convingatoare. Ei lupta acum nu numai cu adversarii lor de dreapta, liberali, populisti sau ecologisti, ci si cu noile partide ale stangii socialiste radicale, care isi au tot mai multi reprezentanti in parlamentele nationale si au preluat valorile ideologice abandonate in practica de social-democratie.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Se la guerra è finita]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/09/17/se-la-guerra-e-finita/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:02:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Magazine di questa settimana parla del cambio di rotta che ha caratterizzato il movimento evangel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Magazine di questa settimana parla del cambio di rotta che ha caratterizzato il movimento evangel]]></content:encoded>
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