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	<title>contstazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "contstazione"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 21:39:24 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il 1968 raccontato da Paul Auster]]></title>
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<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:32:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Correva l&#8217;anno della follia, l&#8217;Anno con la maiuscola. Quello del fuoco e della mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://dalleprimebattute.files.wordpress.com/2008/04/cannone1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64" src="http://dalleprimebattute.wordpress.com/files/2008/04/cannone1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a>&#8220;<em>Correva l&#8217;anno della follia, l&#8217;Anno con la maiuscola. Quello del fuoco e della morte. [...] Mezzo milione di soldati americani combattevano in Vietnam. Martin Luther King era stato appena assassinato.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Con queste parole si apre l&#8217;articolo di <a href="http://www.paulauster.co.uk/" target="_blank">Paul Auster</a> apparso due giorni fa sul <a href="http://www.nytimes.com/2008/04/23/opinion/23auster.html?ex=1209787200&#38;en=a89d90ce989f66f9&#38;ei=5070&#38;emc=eta1" target="_blank">New York Times</a> e ripreso oggi da &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">La Repubblica</a>&#8220;. Lo scrittore, poeta e regista americano ricorda il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Sessantotto" target="_blank">1968</a>:il suo &#8220;anno di follie&#8221;, come lui stesso lo definisce.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>Non ero un violento. Se ripenso ora a quegli anni mi vedo come un ragazzo tranquillo, sempre chino sui libri, immerso nei corsi di letteratura e filosofia della Columbia University e nello sforzo di capire come si fa a diventare uno scrittore</em>&#8220;</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Ma nonostante questo, ricorda come anche lui si ritrovò a prendere parte a una piccola rivoluzione:<br />
&#8220;<em>Esattamente quanrant&#8217;anni fa, al campus della Columbia, organizzammo una manifestazione &#8211; ma non contro la guerra in Vietnam. Si contestava il progetto di una palestra che l&#8217;Università voleva costruire all&#8217;interno del Morningside Park, un&#8217;area di proprietà pubblica. [...] Con mia grande sorpresa mi ritrovai in mezzo a loro. Cos&#8217;era accaduto al giovane ammodo, deciso a passare il resto della sua vita solo in una stanza a scrivere libri? [...] La nostra piccola rivoluzione era poco più di un gesto simbolico. Eppure i gesti simbolici non sono gesti vuoti. E dati i tempi, avevamo fatto quello che potevamo</em>&#8220;.</p>
</div>]]></content:encoded>
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