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	<title>cooperazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cooperazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cooperazione"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 08:32:09 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Progetto Konso - News novembre 2009 (ETIOPIA)]]></title>
<link>http://ciss.wordpress.com/2009/11/30/progetto-konso-news-novembre-2009-etiopia/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:04:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciss</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Enrico Castelli &#8211; Cooperante CISS in Etiopia La situazione a Konso ed in tutto il sud è dal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Enrico Castelli &#8211; Cooperante CISS in Etiopia La situazione a Konso ed in tutto il sud è dal]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ai nostri figli dico “Non partite”]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/30/ai-nostri-figli-dico-%e2%80%9cnon-partite%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:52:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito City del 30 novembre 2009   AI NOSTRI FIGLI DICO “NON PARTITE”   di Angela G]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito City del 30 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>AI NOSTRI FIGLI DICO “NON PARTITE”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Angela Geraci</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Yayi Bayam Diouf, Senegalese, ha creato in patria il “Collettivo Donne contro l’emigrazione clandestina”. Per salvare i ragazzi che muoiono per venire in Europa.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>DOMANDA.</strong> Quando ha fondato il suo Collettivo?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>RISPOSTA.</strong> «Quando ho perso mio figlio, tre anni fa».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Cosa è successo?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Con altri 80 ragazzi voleva raggiungere le Canarie su due piroghe artigianali. A un certo punto l’imbarcazione di mio figlio ha iniziato a imbarcare acqua allora quelli dell’altra barca sono andati a cercare aiuto, si vedevano già le luci delle isole. Poi è scoppiata una tempesta e quando sono tornati la piroga di mio figlio non c’era più. L’ha inghiottito il mare. Era marzo, faceva freddo».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Quanti anni aveva?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «27».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Sapeva che rischi correva con questo viaggio? Aveva provato a fermarlo?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Era uscito per una battuta di pesca ma non erano riusciti a prendere nulla. Non potevano tornare indietro senza carico. Da quando l’UE ha autorizzato i grandi pescherecci industriali ad arrivare sotto le nostre coste, noi non possiamo più competere. Allora mio figlio mi ha chiamato e mi ha detto che c’era questa possibilità di andare alle Canarie. Ho provato a dissuaderlo ma aveva deciso. Ha detto che il viaggio sarebbe durato 7 giorni e mi avrebbe telefonato una volta arrivato. Non l’ho più sentito».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> I giovani che partono hanno idea delle difficoltà che incontreranno se riescono ad arrivare in Europa? Sanno che c’è la crisi e che la vita è dura per i clandestini?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «No. Molti non hanno studiato e vedendo la televisione hanno un’immagine dell’Europa come il paese della ricchezza, dove è tutto facile. Dopo, una volta arrivati, si rendono conto che non è così, ma è troppo tardi. Parte del nostro lavoro è proprio questo: raccontargli come stanno le cose prima che partano».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Che altro fa il suo collettivo di donne?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Innanzi tutto cerchiamo di sensibilizzare le altre donne: sono quasi sempre loro a finanziare i viaggi clandestini dei figli. E poi parliamo con i giovani: li informiamo dei pericoli del viaggio, gli spieghiamo che anche da voi c’è la crisi. E gli diciamo che ci sono modi per viaggiare regolarmente, i visti temporanei ad esempio&#8230; Poi, per farli restare, abbiamo messo in piedi progetti di microcredito e artigianato».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> E gli uomini del villaggio come hanno preso queste attività delle donne?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «All’inizio erano sospettosi, non capivano perché volessimo parlare. Nella comunità tradizionale del Senegal non abbiamo diritto di parola. Dopo hanno capito le nostre ragioni e ci hanno ascoltate. Io sono la prima donna nella storia della mia comunità a essere entrata nel consiglio dei notabili, sono vicepresidente».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Tutte le 375 donne del Collettivo hanno perso un parente che voleva emigrare?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Molte. Quando perdi un fratello, un figlio, un padre&#8230; tutta la famiglia riceve un durissimo colpo. Ancor più qui che c’è la poligamia e le famiglie sono molto allargate. Spesso vivono tutti con il solo stipendio di chi va via. Poi ci sono anche donne i cui figli sono arrivati in Europa ma sono stati espulsi. Tornano a casa devastati dallo choc e le madri hanno perso i soldi investiti nel “progetto” di farli partire».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Quanto costa un viaggio clandestino?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Circa 750 euro».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Ma c’è qualcuno del villaggio che invece “ce l’ha fatta”?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Certo. Insieme a povertà e tivù, è la grande spinta a partire per i nostri ragazzi. Li vedono tornare per le vacanze: hanno grandi case, grosse macchine, sposano le ragazze più belle del villaggio&#8230; Poi tanti muoiono nel viaggio».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Quanti giovani sono morti quest’anno?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «È difficile saperlo (circa 412 secondo le statistiche, ndr). Ma basti pensare che un anno la nostra squadra di calcio ha dovuto annullare il campionato: non c’erano né giocatori né pubblico».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Tutti partiti o spariti in mare?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Sì. L’anno dopo sono stata io a far riprendere queste competizioni sportive. Ho distribuito magliette per restituire ai ragazzi rimasti il gusto per lo sport. E per la vita».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Ha visto già dei risultati del suo lavoro?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Sì. Intanto non ci sono più piroghe che partono clandestinamente da Thiaroye, il mio villaggio. E poi, grazie al microcredito, siamo in grado di dare lavoro sia ai ragazzi che sono stati rimpatriati che alle donne rimaste sole a causa dell’emigrazione clandestina».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> «La chiave è creare lavoro da voi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Sì, e anche dare coscienza e indipendenza alle donne, renderle consapevoli dei loro diritti, delle loro maternità, della loro salute. Lo so che non posso fare tutto da sola ma piano piano qualcosa sta già cambiando».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Si è mai sentita sola contro problemi così grandi?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Orano, all’inizio un po’».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Cosa dirà ai giovani, ora che torna dopo il viaggio in Italia (incontri ad Ancona, Imola, Udine e Milano con l’ONG Fratelli dell’Uomo)?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Restate qui, in Europa c’è una fortissima crisi economica. Rimaniamo qui. E i soldi che spendiamo per l’emigrazione clandestina investiamoli per creare piccole imprese da noi».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> A cosa pensa quando guarda il mare davanti al suo villaggio?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Al mio bambino».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA VITA IN 5 DATE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1958</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nasce a Thiaroye sur Mer, villaggio di pescatori vicino a Dakar, inSenegal</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2006</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il suo unico figlio, Alioune Mar, muore inghiottito dal mare mentre cerca di raggiungere clandestinamente le Canarie su una piroga. Insieme ad altri 80 giovani. Aveva 27 anni</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2007</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Fonda il “Collettivo donne contro l’emigrazione clandestina”. Oggi conta 375 donne che hanno perso qualcuno nelle traversate o i cui figli sono stati respinti dall’Europa. Lavorano per convincere i ragazzi a non partire.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2008</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per la prima volta riesce a non far partire una piroga con 70 ragazzi a bordo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ha tanti progetti. Costruire una “casa delle donne” per accogliere quelle che subiscono violenze in casa e aprire una radio comunitaria in cui le donne possano esprimersi e raccontare i problemi che ci sono: scolarizzazione, salute, strutture igienico sanitarie . «Solo grazie alle donne il Senegal di potrà rialzare». L’ONG Fratelli dell’Uomo (<a href="http://www.fratellidelluiomo.org/">www.fratellidelluiomo.org</a>) è presente in Senegal con vari progetti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa dei soci.]]></title>
<link>http://johnmaynard.wordpress.com/2009/11/29/festa-dei-soci/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:57:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://johnmaynard.wordpress.com/2009/11/29/festa-dei-soci/</guid>
<description><![CDATA[La sede della Bcc di Monastier e del Sile Oggi ho avuto la fortuna e l&#8217;onore di essere invitat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://johnmaynard.wordpress.com/files/2009/11/sede_bcc_monastier.jpg"><img class="size-medium wp-image-1428" title="Sede_Bcc_Monastier" src="http://johnmaynard.wordpress.com/files/2009/11/sede_bcc_monastier.jpg?w=300" alt="" width="300" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">La sede della Bcc di Monastier e del Sile</p></div>
<p>Oggi ho avuto la fortuna e l&#8217;onore di essere invitato a parlare alla Festa del Socio della Banca di Credito Cooperativo di Monastier e del Sile.</p>
<p>Ho visto facce vere, di gente vera, che a partire da una mossa della propria libertà decide di donare, gratuitamente, tempo, denaro, cultura -ovvero modo di vedere la vita- per non restare intrappolata nell&#8217;individualismo.</p>
<p>Ho visto facce di gente che lavora per musei del territorio, donati da persone senza altro scopo che creare valore per il territorio, non per le proprie tasche o quelle dei manager. Ho avuto modo di riflettere sulle ragioni di tutto questo, prima di tutto per me stesso, a partire da quanto affermato da Benedetto XVI nella sua Enciclica più recente:<em>&#8220;Senza la verità la carità scivola nel sentimentalismo. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali.&#8221;</em></p>
<p>Dico grazie per tutto questo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sbloccando la scrittura le parole scivolano (BRASILE)]]></title>
<link>http://ciss.wordpress.com/2009/11/26/sbloccando-la-scrittura-le-parole-scivolano-brasile/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 12:52:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciss</dc:creator>
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<description><![CDATA[Diario di bordo da Minas Novas di Maria Giovanna Mulè &#8211; Servizio Volontariato Europeo Quasi qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Diario di bordo da Minas Novas di Maria Giovanna Mulè &#8211; Servizio Volontariato Europeo Quasi qu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AIDS, contagi giù del 17%. E si vive più a lungo]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/25/aids-contagi-giu-del-17-e-si-vive-piu-a-lungo/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:26:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/25/aids-contagi-giu-del-17-e-si-vive-piu-a-lungo/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito City del 25 novembre 2009   AIDS, CONTAGI GIÙ DEL 17%. E SI VIVE PIÙ A LUNGO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito City del 25 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>AIDS, CONTAGI GIÙ DEL 17%. E SI VIVE PIÙ A LUNGO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Nel mondo ci sono 33,4 milioni di malati di AIDS, ma grazie alla prevenzione i contagi del virus dell’HIV sono diminuiti del 17% negli ultimi 8 anni. E l’aspettativa di vita è migliorata grazie ai nuovi farmaci. A renderlo noto è il rapporto congiunto del’ONU e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, presentato a Shangai. I decessi per malattie collegate all’AIDS sono stati 2 milioni nel 2008, come l’anno precedente, ed è stata superata la soglia dei 25 milioni di morti dal 1891. Il numero dei malati è in leggero aumento rispetto al 2007, ma i nuovi contagi nel 2008 sono stati 2,7 milioni, gli stessi dell’anno prima.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le zone più a rischio</strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’Africa sub sahariana è la regione più a rischio: vi si registrano 400.000 contagi in meno nel 2008, con un calo del 15% rispetto al 2001. Però la diffusione del virus non rallenta. I contagi sono calati anche in Asia orientale del 25%. La trasmissione del virus avviene oggi attraverso coppie eterosessuali, meno per prostituzione e droga come in passato. Il rapporto dell’ONU lancia l’allarme per le madri morte durante il parto a causa dell’HIV: sono state circa 50.000 nel 2008.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aiuti umanitari tra mito e realtà]]></title>
<link>http://sinelimes.wordpress.com/2009/11/22/aiuti-umanitari-tra-mito-e-realta/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:36:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilcor</dc:creator>
<guid>http://sinelimes.wordpress.com/2009/11/22/aiuti-umanitari-tra-mito-e-realta/</guid>
<description><![CDATA[di Robert Picciotto- da Internazionale.it Il dibattito sulla crisi e sull’utilità degli aiuti umanit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sinelimes.wordpress.com/files/2009/11/opend_logo.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-121" title="openD_logo" src="http://sinelimes.wordpress.com/files/2009/11/opend_logo.png?w=150" alt="" width="150" height="130" /></a>di Robert Picciotto- da <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=10438">Internazionale.it</a></p>
<p>Il dibattito sulla crisi e sull’utilità degli aiuti umanitari ai paesi poveri da parte delle istituzioni internazionali catalizza da tempo l’attenzione dei giornali. In molti, tra cui l’economista zambiana Dambisa Moyo, hanno sollevato delle aspre critiche al sistema di cooperazione internazionale. Secondo Moyo il meccanismo alimenta la corruzione e la dipendenza nei paesi del sud del mondo. Robert Picciotto su <a href="http://opendemocracy.net/robert-picciotto/aid-pessimism-myth-and-reality">Opendemocracy</a> analizza le posizioni degli scettici sulla validità della cooperazione internazionale.<!--more--></p>
<p>“È venuto il tempo di distinguere il mito dalla realtà per quanto riguarda gli aiuti. Il pessimismo tanto di moda è ingiustificato. L’unica evidenza è che la cooperazione potrebbe aiutare, ma non aiuta. Certamente c’è bisogno che il sistema migliori, ma questo vale per tutti i programmi di assistenza pubblici”, afferma Picciotto.</p>
<p>Secondo uno studio del <a href="http://www.cgdev.org/">Centro per lo sviluppo globale</a>, ogni dollaro speso in aiuti fa crescere la produttività di 1,6 dollari in termini reali. Secondo l’economista Paul Collier dobbiamo ammettere che “negli ultimi trent’anni gli aiuti hanno aumentato il tasso di crescita annuo dei paesi sottosviluppati almeno dell’1 percento”.</p>
<p>Molti paesi in via di sviluppo hanno accresciuto il loro prodotto interno lordo negli ultimi cinque anni e milioni di persone sono uscite dalla povertà. La percentuale dei poveri in senso assoluto, quelli che vivono con 1,25 dollari al giorno, che nel 1990 era del 42 per cento, dovrebbe scendere al 15 per cento nel 2015. Ma questo implicherà maggiori differenze tra regioni e aree del mondo.</p>
<p>Tuttavia il <a href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/EXTDEC/EXTGLOBALMONITOR/EXTGLOMONREP2009/0,,menuPK:5924413~pagePK:64168427~piPK:64168435~theSitePK:5924405,00.html">rapporto globale del 2009 della Banca mondiale</a> mostra che molti paesi, la maggior parte, non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi che si erano fissati per ridurre la povertà. Per esempio il 75 per cento dei paesi africani non ha messo a segno gli obiettivi di lotta alla povertà che riguardano soprattutto la sanità, la mortalità infantile e delle donne durante il parto, l’istruzione e la fame.</p>
<p>“Ma cosa dev’essere fatto?”, si chiede Picciotto. “Va aumentata la quantità dei fondi stanziati per la cooperazione, ma molte cose vanno migliorate. Per esempio gli obiettivi devono essere definiti meglio e dev’ssere evitata la frammentazione degli interventi. Infine, l’intero processo deve diventare più efficiente”, continua il commentatore.</p>
<p>Il volume degli investimenti dei governi in aiuti è aumentato del 10 per cento nel 2008, dopo due anni di progressiva diminuzione. Per quanto riguarda l’Africa, tuttavia, si supponeva che entro il 2010 gli aiuti sarebbero cresciuti di almeno 25 miliardi di dollari, ma solo un terzo degli stati donatori ha effettivamente rispettato le promesse, aumentando gli aiuti all’Africa del 50 per cento rispetto a quanto promesso.</p>
<p>“Gli istituti di ricerca hanno evidenziato che i paesi più poveri sono quelli che trarrebbero maggior giovamento dagli aiuti internazionali. Eppure solo il 30 per cento degli aiuti stanziati per la cooperazione arriva a questi paesi e solo una piccola parte di questi soldi, la metà di quella raccomandata dalle Nazioni Unite, è destinata ai servizi sociali. Sarebbe necessario rivedere il protocollo e la lista delle priorità che sono usati per attribuire i fondi”, consiglia Picciotto.</p>
<p>Inoltre devono essere tagliati i costi delle transazioni: “La burocrazia pesa troppo e bisogna ridurre l’impatto dei costi di gestione degli aiuti sugli aiuti stessi. Anche se questo è un obiettivo molto difficile da raggiungere, perché la corruzione nei paesi in via di sviluppo è molto alta”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convenienza e gratificazione insieme.]]></title>
<link>http://johnmaynard.wordpress.com/2009/11/21/convenienza-e-gratificazione-insieme/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 13:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://johnmaynard.wordpress.com/2009/11/21/convenienza-e-gratificazione-insieme/</guid>
<description><![CDATA[Roberta Scagliarini, in un articolo sul Corriere della Sera on line, illustra la politica espansiva ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://johnmaynard.wordpress.com/files/2009/11/coopestense_piccolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1300" title="coopestense_piccolo" src="http://johnmaynard.wordpress.com/files/2009/11/coopestense_piccolo.jpg" alt="" width="189" height="123" /></a></p>
<p>Roberta Scagliarini, in un articolo sul <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/16/Coop_sbancano_con_modello_privato_ce_0_091116026.shtml">Corriere della Sera on line</a>, illustra la politica espansiva delle Cooperative in direzione del Mezzogiorno, proprio là dove le grandi catene estere (Carrefour, per esempio) hanno fallito.</p>
<p>L&#8217;articolo è denso di lodi per il colosso della Cooperazione, per il quale si parla, testualmente, di capacità di ottenere convenienza e gratificazione. La Scagliarini, purtroppo, omette di rammentare che i colossi della cooperazione rossa saranno, appunto, anche rossi, ma gli affari li sanno fare bene. Senza andare molto distanti, anzi, restando a Reggio Emilia, si potrebbe ricordare l&#8217;enorme plusvalenza ottenuta da Coopsette (colosso rosso dell&#8217;edilizia, con sede a Reggio Emilia) edificando il Centro Commerciale &#8220;Le Befane&#8221; di Rimini, ceduto in un batter d&#8217;occhio ad un fondo di private equity di matrice svizzera. Convenienza e gratificazione, insieme.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Serve coerenza nei comportamenti]]></title>
<link>http://filcams.wordpress.com/2009/11/20/serve-coerenza-nei-comportamenti/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:42:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>filcamstrento</dc:creator>
<guid>http://filcams.wordpress.com/2009/11/20/serve-coerenza-nei-comportamenti/</guid>
<description><![CDATA[Non per fare polemica per la polemica, ma credo che alcune affermazioni fatte dal Largher e da Avanz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non per fare polemica per la polemica, ma credo che alcune affermazioni fatte dal Largher e da Avanz]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pace Ahimsa e fantasia]]></title>
<link>http://laltragenova.wordpress.com/2009/11/20/pace-ahimsa-e-fantasia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:26:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>dani</dc:creator>
<guid>http://laltragenova.wordpress.com/2009/11/20/pace-ahimsa-e-fantasia/</guid>
<description><![CDATA[PACE AHIMSA E FANTASIA  incontro di formazione sul subcontinente indiano Il 28 e 29 novembre l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[PACE AHIMSA E FANTASIA  incontro di formazione sul subcontinente indiano Il 28 e 29 novembre l]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liberiamo i bimbi costretti a lavorare]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/20/liberiamo-i-bimbi-costretti-a-lavorare/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:23:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/20/liberiamo-i-bimbi-costretti-a-lavorare/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito City del 20 novembre 2009   LIBERIAMO I BIMBI COSTRETTI A LAVORARE   di Elen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito City del 20 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LIBERIAMO I BIMBI COSTRETTI A LAVORARE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Elena Tebano</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Kailash Satyarthi, attivista per i diritti civili in India, ha restituito l’infanzia a 67.000 bambini obbligati a lavorare. È in Italia per parlare di pace.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>DOMANDA.</strong> Lei si batte contro il lavoro minorile: quanti sono i bambini costretti a lavorare, nel mondo?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>RISPOSTA.</strong> «Secondo l’International Labour Organisation (ILO) 218 milioni (tre volte e mezzo la popolazione italiana, ndr.). La maggioranza, il 60%, si trova in Asia, il 30% in Africa, altri 10% nelle Americhe».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> In che condizioni vivono?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Vivono e lavorano in condizioni subumane: fanno molte ore di lavoro non pagato o pagato poco, in ambienti pericolosi e opprimenti. Sono malnutriti, senza cure sanitarie e spesso in pessime condizioni di sicurezza. Vengono privati della libertà e della dignità».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> In India, Bangladesh e Pakistan, è ancora diffusa la schiavitù, anche se è illegale. I bimbi lavoratori sono schiavi?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Molti sì: almeno il 20%. Spesso sono figli di schiavi per debiti».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> In quali settori lavorano minori?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Quasi 7 su 10 lavorano nei campi. Molti fanno i domestici, i camerieri o gli operai nelle fabbriche di tappeti, vestiti, o scarpe. Oppure devono cucire i palloni, produrre il vetro o i giocattoli».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Perché, anche in lavori pesanti, si impiegano bambini invece che adulti?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Gli adulti costano cari. Ed è più facile sfruttare i bambini: sono remissivi e sottomessi. In molti casi vengono anche sfruttati da un punto di vista sessuale».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Il lavoro minorile è proibito ovunque? E i divieti vengono applicati?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «La convenzione dell’ILO per proibire le peggiori forme di lavoro minorile è stata firmata da più di 175 Paesi. Quella per vietare l’impiego dei minori di 14 anni, da 140. La maggioranza dei Paesi hanno delle leggi. Ma spesso non sono applicate a dovere».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Perché?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «La ragione principale è che manca la volontà politica. Inoltre in alcune società il lavoro dei minori non desta la necessaria preoccupazione».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Cosa possono fare gli italiani per combattere il lavoro minorile?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Parecchie cose. Sul piano nazionale possono comportarsi da consumatori responsabili. Ogni volta che comprano qualcosa devono chiedere che sia garantita l’assenza di manodopera infantile nella produzione».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> E su quello internazionale?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Intanto possono reagire con mail o lettere alle aziende e alle istituzioni ogni volta che vengono a sapere che dei bambini, in qualsiasi posto del mondo, sono sfruttati».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> E poi?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Devono pretendere dai loro rappresentanti politici che diano più risorse per la cooperazione allo sviluppo oltreoceano per eliminare il lavoro minorile. Ma anche nelle zone del Sud Italia».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Le sue organizzazioni si occupano anche di liberare i lavoratori bambini?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Sì, in India abbiamo liberato più di 78.000 bambini lavoratori e più di 20.000 adulti in schiavitù, negli ultimi 30 anni».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Come?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Sia attraverso raid segreti e operazioni in incognito che con azioni giudiziarie e mobilitazioni collettive».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> I bambini che salvate sono consapevoli dei loro diritti?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Non sanno neppure di averli. L’unico loro desiderio è poter tornare a casa dalla madre o dalla famiglia. Molti, poi, vorrebbero poter andare a scuola».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Cosa accade dopo che li avete liberati?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Prima di tutto li portiamo dalle autorità per le formalità legali: così possono accedere ai benefici per il reinserimento e si può dar via alle azioni legali contro i loro datori di lavoro. Poi li portiamo nelle case di accoglienza per il soccorso fisico e psicologico. Da lì accedono a programmi di recupero».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Di che cosa hanno bisogno più di tutto?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Della libertà di andare a casa loro e a scuola. Di essere amati, accuditi di un po’ di rispetto».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Come è nato il suo impegno per i bimbi?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Il mio primo giorno di scuola mi ha cambiato la vita. Avevo 5-6 anni e vidi un bimbo della mia età seduto sulla soglia della scuola. Era un lustrascarpe. Chiesi al mio insegnante perché rimaneva fuori a lavorare, se tutti gli altri entravano. Mi disse: sono poveri, devono lavorare”».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Non la convinse, immagino.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «No. Un giorno trovai il coraggio di chiedere la stessa cosa al padre del bimbo, che era con lui. Mi rispose che era stato così per lui e per suo padre. “Signore, siamo nati per lavorare”, aggiunse. Mi arrabbiai ancora di più: non capivo perché alcuni nascono per comandare e altri per lavorare. Nel 1980 ho lasciato il mio lavoro di ingegnere e ho deciso di fare qualcosa».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Lei dice che il lavoro minorile danneggia la pace e la lotta alla povertà:come?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Oggi è impossibile pensare alla pace, alla prosperità e alla giustizia sociale senza conoscenza. E il lavoro minorile è l’ostacolo maggiore all’istruzione. Significa perpetuare la disoccupazione degli adulti, l’analfabetismo, l’ignoranza, le malattie e la povertà. L’India, per esempio, ha circa 60 milioni di lavoratori bambini e 65 milioni di disoccupati adulti. L‘ironia è che la maggior parte di quegli adulti sono i genitori dei bambini che lavorano».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA VITA IN 5 DATE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1954</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nasce a Vidisha, nello stato di Madhya Pradesh, nell’India centrale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1980</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Lascia il lavoro di ingegnere elettronico e inizia a impegnarsi contro la servitù dei bambini, in quanto violazione dei diritti umani fondamentali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1987</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Porta un gruppo di 200 “intoccabili”, la casta più bassa della società indiana, nel tempio hindu di Nathdwara, nel Rajasthan. Vengono assaliti dal clero e dai fedeli. La vicenda suscita un tale scalpore che interviene il presidente dell’India e il tempio viene aperto a tutti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1998</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Fonda la Marcia globale contro il lavoro minorile. Oggi riunisce bambini, organizzazioni non governative, sindacati, insegnanti impegnati contro il lavoro minorile e per l’educazione (gratuita) di tutti i bambini. È attiva in oltre 100 Paesi e collabora con circa 2.000 organizzazioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>2009</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Domani, alle 9, interviene a Milano alla conferenza di Science for Peace, in corso anche oggi. È stata organizzata dalla Fondazione Veronesi per costruire soluzioni scientifiche e concrete per la pace. Info su:www.fondazioneveronesi.it.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Annie Lennox: «Per troppi non si fa nulla»]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/20/annie-lennox-%c2%abper-troppi-non-si-fa-nulla%c2%bb/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:06:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/20/annie-lennox-%c2%abper-troppi-non-si-fa-nulla%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito Metro del 20 novembre 2009   ANNIE LENNOX: «PER TROPPI NON SI FA NULLA»   Ic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito Metro del 20 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ANNIE LENNOX: «PER TROPPI NON SI FA NULLA»</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Icona del capello corto e della musica pop da ormai due decadi, vincitrice nel 2004 di un Academy Award come miglior cantante soul bianca, Annie Lennox è ora più interessata alla mortalità infantile che alle classifiche di Billboard. La cantante parla in esclusiva con Metro della sua campagna per i bambini africani malati di AIDS.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>DOMANDA.</strong> Perché dopo oltre vent’anni di campagne di sensibilizzazione in Africa tanti bambini muoiono ancora di AIDS?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>RISPOSTA.</strong> «Se hai i soldi puoi avere accesso alle cure mediche, ma se sei povero le cose sono molto diverse. In molti Paesi africani le strutture sanitarie sono inefficienti e a corto di personale. Inoltre molti ancora non si rendono conto di quante persone contraggono l’HIV».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Di chi è la colpa?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Se escludiamo guerre e disastri naturali, la responsabilità maggiore è dei leader di governo e di un sistema economico che non è al servizio della gente. Fino a oggi non c’è stata la volontà di realizzare un vero cambiamento: chi nasce povero rimane povero a vita».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> Cosa pensa di quei politici sudafricani che hanno suggerito di curare l’AIDS con la medicina naturale?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Durante il governo di Tabo Mbeki, il ministro della sanità Manto Tshabalala- Msimang ha dichiarato che si può curare l’AIDS con vitamine, aglio, succo di limone, barbabietole e olio d’oliva. È sconvolgente che una persona così influente possa fare dichiarazioni simili. Molti africani hanno poca fiducia nella medicina occidentale, che in ogni caso molti di loro non possono permettersi, per questo si rivolgono alle loro cure tradizionali. Vorrei che tutti avessero la possibilità di accedere alle cure necessarie, ma per milioni di persone questa non è una opzione fra le altre».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> In che modo l’AIDS è diventata la sua passione?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Ho partecipato alla campagna di Nelson Mandela 46664 HIV/AIDS nel 2003, poi tutti gli artisti sono stati invitati a Robben Island, dove era stato imprigionato. Mandela ha descritto la pandemia di AIDS come un genocidio che spazza via milioni di vite. Quello è stato il momento in cui ho cominciato a sentire un reale coinvolgimento: viviamo nel culto della celebrità e la morte di milioni di persone a causa dell’AIDS non fa notizia. Ho visitato i malati in cliniche, ospedali, orfanotrofi e abitazioni private in città e nelle aree rurali: ho visto con i miei occhi le dimensioni di questa piaga e ho capito che non potevo scappare dalle mie responsabilità».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>D.</strong> I bambini negli altri Paesi possono fare qualcosa?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>R.</strong> «Il primo passo è capire cosa sia davvero il virus HIV, come si trasmette e come condiziona la vita delle persone. Bisogna imparare la differenza fra condividere una tazza e un ago!».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Infanzia, i diritti devono crescere]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/20/infanzia-i-diritti-devono-crescere/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:52:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/20/infanzia-i-diritti-devono-crescere/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito Metro del 20 novembre 2009   INFANZIA, I DIRITTI DEVONO CRESCERE   di Ann Ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito Metro del 20 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>INFANZIA, I DIRITTI DEVONO CRESCERE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Ann Veneman</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">La Convenzione sui diritti dell’infanzia rappresenta un passo fondamentale verso la costruzione di un mondo migliore, un mondo in cui gli interessi dei bambini sono preoccupazione primaria di tutti. Oggi si celebra il ventesimo anniversario della Convenzione, il più rispettato trattato sui diritti civili della storia.</p>
<p style="text-align:justify;">La Convenzione ha segnato un’era di progressi per quanto riguarda la vita e lo sviluppo dei bambini, l’aumento degli strumenti per proteggerli e la loro consapevolezza su questi temi. Uno dei risultati più significativi è la riduzione della mortalità al di sotto dei 5 anni: da 12,5 milioni nel 1990 a meno di 9 milioni nel 2008. Questa diminuzione deriva dall’enorme sforzo compiuto dai governi e dagli istituti internazionali per prevenire e controllare le malattie, combattere la denutrizione e offrire molti servizi integrati.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma ancora molto deve essere fatto. Oltre 24.000 bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni giorno per cause che possono essere prevenute. E milioni di bambini, soprattutto in Africa e Asia, non hanno ancora accesso a cure mediche di qualità, cibo, educazione, abitazioni e acqua. Ancora peggio, fra 500 milioni e 1,5 miliardi di bambini patiscono una qualche forma di violenza.</p>
<p style="text-align:justify;">La Convenzione ha preparato la strada per rafforzare l’idea che i bambini debbano essere protetti, ha offerto loro il diritto alla tutela da un ampio spettro di violenze, abusi e discriminazioni. La sfida per i prossimi 20 anni è continuare su questa strada, lavorando tutti insieme per raggiungere quei bambini che ancora vedono negati i loro diritti alla vita, allo sviluppo e alla partecipazione.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PUNTI CARDINE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">La Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia è solo l’ennesimo e oscuro trattato? No, quando fu emanata il 20 novembre del 1989 era il primo atto della storia a sancire diritti ufficiali per i bambini. Fra i diritti garantiti ricordiamo:</p>
<p style="text-align:justify;">il diritto a vivere</p>
<p style="text-align:justify;">il diritto ad avere un nome</p>
<p style="text-align:justify;">il diritto a vivere con la famiglia ed essere accuditi dai genitori</p>
<p style="text-align:justify;">il diritto all’identità</p>
<p style="text-align:justify;">il diritto alla nazionalità</p>
<p style="text-align:justify;">il diritto all’educazione</p>
<p style="text-align:justify;">la protezione dalla violenza</p>
<p style="text-align:justify;">la protezione dal lavoro minorile</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA PIAGA DELL’HIV</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Ecco la drammatica situazione che vivono i bambini africani.</p>
<p style="text-align:justify;">Senza adeguate cure, un terzo dei bambini affetti da HIV nell’Africa sub sahariana morirebbe prima di compiere 1 anno.</p>
<p style="text-align:justify;">La metà sarà morta entro il secondo anno di età.</p>
<p style="text-align:justify;">Oltre metà delle morti infantili prima dei 5 anni è dovuta all’HIV.</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni 60 secondi un bambino muore di AIDS.</p>
<p style="text-align:justify;">Fonte: Medici Senza Frontiere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buone notizie!]]></title>
<link>http://giannigirotto.wordpress.com/2009/11/19/buone-notizie/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:59:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>giannigirotto</dc:creator>
<guid>http://giannigirotto.wordpress.com/2009/11/19/buone-notizie/</guid>
<description><![CDATA[SCRIVERE SERVE! In più parti del mio sito affronto l&#8217;argomento degli appelli da sottoscrivere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="Scrivere serve" src="http://www.cappuccinoavilnius.com/wp-content/uploads/2008/05/scrivere-su-vilnius.jpg" alt="" width="288" height="206" /></p>
<p><span style="color:#339966;"><strong>SCRIVERE SERVE!</strong></span></p>
<p>In più parti del mio sito affronto l&#8217;argomento degli appelli da sottoscrivere via Internet..perorandone la causa ed affermando che con essi si ottengono risultati concreti&#8230;.</p>
<p>Sono felice pertanto di inserire due tra gli ultimi risultati positivi ottenuti da Associazioni di tutela dei diritti in questo caso nell&#8217;ambito del lavoro&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.unionvoice.org/ct/11ror3Y1BjAj/" target="_blank">Vittoria per 1.200 lavoratori licenziati da una succursale di &#8220;Fruit of the loom&#8221; in Honduras, che verranno riassunti in una nuova fabbrica più moderna e sicura&#8230;.</a>(in inglese)</p>
<p><a href="http://www.laborrights.org/features/stop-disposable-jobs-at-lipton" target="_blank">I lavoratori precari della Unilever (proprietaria del marchio Lipton)  in Pakistan hanno ottenuto un contratto definitivo per la creazione di 200 posti fissi a tempo indeterminato, mentre sino ad allora vi erano solo 22 lavoratori assunti&#8230;.</a>(in inglese)</p>
<p><span style="color:#339966;"><strong>ACCORDO BANCA ETICA E CTM ALTROMERCATO</strong></span></p>
<p>Beh, io sono socio di entrambe, come non esserne felice?</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La Finanza etica e il Commercio equo e  solidale condividono la visione di fondo che li ispira entrambi: l’idea che  tutte le azioni economiche debbano e possano seguire i principi di un modello di  sviluppo umano e sociale sostenibile, nel quale la produzione della ricchezza e  la sua distribuzione siano fondati sui valori della solidarietà, della  trasparenza e della realizzazione del bene comune.<br />
In concreto Banca Etica ha  siglato una convenzione con CTM-Altromercato – la maggiore organizzazione del  commercio equo in Italia e la seconda a livello mondiale &#8211; per garantire  condizioni di favore per alcune operazioni quali: scoperto di c/c; anticipo di  contratti, contributi, fatture, etc. oltre naturalmente a linee di credito  (mutui) a medio e lungo termine e fideiussioni. La convenzione prevede anche  servizi commerciali quali l’installazione del POS e la gestione della tesoreria.  Banca Etica in ogni caso non applica né le commissioni di massimo scoperto, né  la trimestralizzazione degli interessi.<br />
La convenzione coinvolge anche un  terzo partner: il Consorzio MCC Servire di Brescia. Si tratta di un consorzio  fidi nato per sostenere il settore del non profit ed in particolare i soggetti  del commercio equo e solidale e che presta garanzia sugli affidamenti e ne cura  la pre-istruttoria facilitando e snellendo così i tempi per le  erogazioni.<br />
Con CTM-Altromercato Banca Etica ha rafforzato la collaborazione  dando vita anche a un certificato di deposito dedicato: coloro che sottoscrivono  tali certificati di deposito sostengono l’attività svolta da CTM favorendo  l’applicazione di condizioni agevolate sulla linea di credito accesa da CTM  presso Banca Etica. Il risparmiatore, se lo richiede, ha la possibilità di  rinunciare a parte della remunerazione favorendo, così, ulteriormente CTM. Ad  aprile 2009 i CD dedicati a CTM hanno raggiunto un valore pari a circa 2 milioni  di euro.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<br />
“Ogni  volta che la nostra Banca finanzia un’iniziativa del commercio equo e solidale  mi sento particolarmente soddisfatto: finanza etica e commercio equo, insieme,  sono l’esempio concreto di un’alternativa praticabile, giusta e sostenibile  all’economia ingorda e sbilanciata che arricchisce pochi e sottrae risorse a  molti”, dice il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato</span></p>
<p><a title="Bookmark and Share" href="http://www.addthis.com/bookmark.php?v=250" target="_blank"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-share-en.gif" alt="Bookmark and Share" width="125" height="16" /></a><span style="color:#ffffff;">Gianni Girotto</span><a title="Bookmark and Share" href="http://www.addthis.com/bookmark.php?v=250" target="_blank"><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ogni tre secondi muore un bimbo, ma si può risolvere]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/19/ogni-tre-secondi-muore-un-bimbo-ma-si-puo-risolvere/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:14:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/19/ogni-tre-secondi-muore-un-bimbo-ma-si-puo-risolvere/</guid>
<description><![CDATA[Dal sito Internet http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=356   OGNI TRE SECONDI MUORE UN BIMBO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal sito Internet <a href="http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=356">http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=356</a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>OGNI TRE SECONDI MUORE UN BIMBO, MA SI PUÒ RISOLVERE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ogni tre secondi nel mondo un bambino sotto i 5 anni perde la vita, oltre 24.000 al giorno, 9 milioni in un anno. La maggior parte di loro muore per cause facilmente prevenibili: complicazioni neonatali (37%), polmonite (19%), diarrea (17%), malaria (8%), morbillo (4%). Questi i dati presentati da Save the Children. Seppur in notevole crescita economica, l’India registra un quinto dei decessi di tutto il mondo. «Ognuno di quei numeri è un bambino e la morte di ogni bambino per noi è inconcepibile, così come è inaccettabile il senso di rassegnazione della gente», ha commentato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia. Ma per credere nel cambiamento, basta ricordare che nel 1900, il tasso di mortalità infantile nel Regno Unito e negli USA era peggiore di quello che c&#8217;è oggi in Liberia. Basterebbe un investimento aggiuntivo pari alla metà di quanto si spende annualmente in acqua imbottigliata per ridurre la mortalità infantile e materna di almeno due terzi. Per contro, l’impatto globale dei decessi neonatali e materni è stimato in 15 miliardi di dollari l’anno, in termini di produttività persa. Save the Children denuncia anche che gli stanziamenti del PIL per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo posizionano per il 2009 il Governo Italiano all&#8217;ultimo posto tra i Paesi dell’area OCSE. Per salvare milioni di bambini i costi non sono troppo elevati secondo Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia il quale ricorda che «la riduzione della mortalità infantile non accelera la crescita della popolazione sul pianeta, al contrario, la stabilizza, visto che laddove aumenta il benessere le famiglie sono più piccole».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SMS per combattere l’AIDS in Nigeria]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/sms-per-combattere-l%e2%80%99aids-in-nigeria/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:21:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/sms-per-combattere-l%e2%80%99aids-in-nigeria/</guid>
<description><![CDATA[Dall’inserto Salute del Corriere della Sera del 15 novembre 2009   SMS PER COMBATTERE L’AIDS IN NIGE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dall’inserto Salute del Corriere della Sera del 15 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>SMS PER COMBATTERE L’AIDS IN NIGERIA</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Fino al 30 novembre, inviando un SMS (al costo di 1 euro) al 48584 è possibile contribuire alla realizzazione di due ospedali di Apurimac ONLUS (<a href="http://www.apurimac.it/">www.apurimac.it</a>) in Nigeria, dove la trasmissione dell&#8217;HIV da madre a figlio è tra le principali cause di mortalità infantile. Nel Paese più di 750.000 bimbi hanno già contratto il virus dell&#8217;AIDS.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fino al 22 novembre SMS solidali per Terre des Hommes]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/fino-al-22-novembre-sms-solidali-per-terre-des-hommes/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:23:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/fino-al-22-novembre-sms-solidali-per-terre-des-hommes/</guid>
<description><![CDATA[Dal 9 al 22 novembre 2009, inviando un SMS o chiamando da rete fissa il numero 48543, si possono don]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal 9 al 22 novembre 2009, inviando un SMS o chiamando da rete fissa il numero 48543, si possono donare 2 euro a favore di Terre des Hommes per aiutare 200 bambini vittime di tortura in Colombia.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal 2001, infatti, Terres des Hommes Italia accoglie i bambini vittime di violenza fisica e psicologica in un Centro di assistenza e riabilitazione a Bogotà, detto “La Casona”.</p>
<p style="text-align:justify;">Per informazioni: <a href="http://www.terredeshommes.it">www.terredeshommes.it</a>.</p>
<p><a href="http://terracinasocialforum.wordpress.com/files/2009/11/terre-des-hommes.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15039" title="Terre des Hommes" src="http://terracinasocialforum.wordpress.com/files/2009/11/terre-des-hommes.jpg" alt="" width="500" height="362" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FAO: “La fame uccide 15.000 bambini al giorno”]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/fao-%e2%80%9cla-fame-uccide-15-000-bambini-al-giorno%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:50:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/fao-%e2%80%9cla-fame-uccide-15-000-bambini-al-giorno%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito City del 17 novembre 2009   FAO: “LA FAME UCCIDE 15.000 BAMBINI AL GIORNO”  ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito City del 17 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>FAO: “LA FAME UCCIDE 15.000 BAMBINI AL GIORNO”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Bastano 170 euro per i primi 2 anni di vita, per garantire a un bambino una corretta nutrizione. Lo calcola Save the Children, nel rapporto“Fame di Cambiamento”, pubblicato in occasione del vertice mondiale della FAO in corso in questi giorni a Roma. Eppure sono 200 milioni i bimbi malnutriti e oggi nel mondo, dice la FAO, ogni 6 secondi un bambino muore di fame: circa 15.000 al giorno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Affamati prima di nascere</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nei Paesi in via di sviluppo, l’11% dei bambini è malnutrito già da prima della nascita, perché le loro madri non hanno abbastanza da mangiare, denuncia Save the Children. Più di metà dei bimbi dei Paesi in via di sviluppo basa la sua nutrizione solo su 3 alimenti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I Paesi più colpiti</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Metà dei bambini malnutriti vivono in otto Paesi in via di sviluppo: Afghanistan, Bangladesh, Congo, Etiopia, India, Kenya, Sudan e Vietnam. Secondo Save the Children basterebbero 5,85 miliardi di euro all’anno per combattere la malnutrizione in queste nazioni. Oggi invece, denuncia il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, «la fame è la più devastante arma di distruzione di massa». E cresce l’instabilità globale: «Senza cibo la gente muore, emigra o si ribella come è accaduto l’anno scorso in 30 Paesi», spiega Josette Sheeran, direttrice del PAM.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le dichiarazioni del vertice</strong></p>
<p style="text-align:justify;">I Paesi ricchi, però, fanno soprattutto dichiarazioni. Ieri il vertice FAO ha ribadito l’impegno, di 9 anni fa, a dimezzare il numero di malnutriti.Dal 2000 a oggi, però, gli affamati sono passati da 800 milioni a 1 miliardo. A luglio all’Aquila, la FAO aveva promesso 13,3 miliardi di euro. Ma, solo 2 miliardi sarebbero fondi nuovi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli aiuti all’agricoltura</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Eliminare la fame richiede che 44 miliardi di dollari (29,4 miliardi di euro, ndr) siano investiti, in infrastrutture e moderni fattori di produzione», spiega il direttore generale della FAO Jacques Diouf. Oggi sono 5,2. Diouf si è poi rammaricato per i tanti impegni non seguiti da fatti concreti: nell’accordo sottoscritto ieri per sconfiggere la fame «chi ha negoziato non è stato in grado di fissare una data».</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I NUMERI</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1 miliardo e 200.000</strong></p>
<p style="text-align:justify;">le persone che soffrono la fame al mondo. Cioè, uno ogni sei abitanti del pianeta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>200 milioni</strong></p>
<p style="text-align:justify;">i bambini dei Paesi poveri che a causa della malnutrizioni hanno problemi di sviluppo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>90%</strong></p>
<p style="text-align:justify;">dei bambini malnutriti vive in Africa e Asia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>170</strong></p>
<p style="text-align:justify;">euro per i primi due anni di vita i soldi che servirebbero per nutrire un bimbo che soffre la fame.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>29,4 miliardi</strong></p>
<p style="text-align:justify;">di euro i fondi per l’agricoltura nei Paesi poveri che sarebbero necessari a risolvere il problema della fame nel mondo (oggi sono 5,2)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>15.000</strong></p>
<p style="text-align:justify;">i bimbi che muoiono di fame ogni giorno: uno ogni sei secondi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un super vertice per un minuto di attenzione]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/un-super-vertice-per-un-minuto-di-attenzione/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:29:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/18/un-super-vertice-per-un-minuto-di-attenzione/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito DNews del 18 novembre 2009   UN SUPER VERTICE PER UN MINUTO DI ATTENZIONE   ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito DNews del 18 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>UN SUPER VERTICE PER UN MINUTO DI ATTENZIONE</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Angelo Figorilli</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Con la fame nel mondo si è provato di tutto. I concerti planetari, gli spot commossi delle star del pallone e del cinema, le sottoscrizioni via televisione, le sfilate di capi di Stato. Niente da fare, le cose vanno sempre peggio. Oggi si chiude il vertice della FAO, l’ennesimo costretto a dire che gli affamati aumentano anziché diminuire, ad ammettere che i soldi scuciti dai Paesi ricchi sono meno di quelli che servirebbero e anche ad aggiungere che non sono spesi al meglio. Tutti tornano a casa, chi sulle auto blu, chi a piedi perché le strade di Roma attorno al palazzo che ha ospitato l’incontro sono sbarrate per via della sicurezza per gli ospiti importanti. Gli stessi che poi vedi sui telegiornali passeggiare, fare shopping, o i più stravaganti dedicarsi a riunioni serali con ragazze convocate a gettone. E tornando a casa viene da chiedersi perché le organizzano ancora, riunioni così, passerelle costose per scambiarsi parole inutili, che potrebbero scriversi o telefonarsi e chiamarci se e quando qualcosa hanno deciso. Alla FAO rispondono con sincerità che anche loro sono delusi, che di più non si riesce a fare, ma che almeno per tre giorni la vergogna di un mondo che avrebbe cibo per tutti e che invece uccide per fame un bambino ogni sei secondi è diventata un minuto di attenzione. Come per leggere questo colonnino qui, mentre dieci piccoli ci salutano in silenzio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sabato a Roma dibattito sulla Cooperazione]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/17/sabato-a-roma-dibattito-sulla-cooperazione/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:12:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/17/sabato-a-roma-dibattito-sulla-cooperazione/</guid>
<description><![CDATA[Un&#39;immagine dell&#39;Africa. Il continente è ancora attanagliato da molte difficoltà, rese più c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1495" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/africa-photos-2841.jpg"><img class="size-medium wp-image-1495" title="Africa" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/africa-photos-2841.jpg?w=300" alt="Un'immagine dell'Africa. Il continente è ancora attanagliato da numerosi problemi che richiedono risposte diverse, data la complessità dell'immenso territorio e dei paesi che lo compongono. La soluzione delle crisi che frenano lo sviluppo di molte nazioni non può passare per la sterile ostilità all'occidente ma trova nella cooperazione, soprattutto quella promossa dagli stessi immigrati, un efficace mezzo strategico per risollevare le aree più depresse" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine dell&#39;Africa. Il continente è ancora attanagliato da molte difficoltà, rese più complesse dalla vastità del territorio e dalla varietà storica delle nazioni che lo compongono. La soluzione delle crisi che frenano spesso lo sviluppo non può passare per una sterile ostilità verso l&#39;occidente ma trova possibili risposte nella cooperazione, specialmente quella promossa dagli stessi immigrati originari dell&#39;area</p></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Il dibattito è dedicato agli studenti africani attivi in Italia nella cooperazione</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"> </span></p>
<p>&#8220;Il Salotto Africano&#8221; sabato 21 novembre a  Roma organizzerà un incontro, nella sede dell&#8217;Unicef in via Palestro 68, per rilanciare la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si svolge con il patrocinio del Comitato Italiano per l&#8217;Unicef, dell&#8217;Associazione Eurolinguistica Sud, della Diaspora Africana Europa-Italia e della Associazione Internazionale degli Africani nel Mondo A.MO.</p>
<p>Il dibattito si svolgerà dalle 14.30 alle 18.30 e nel corso dell&#8217;appuntamento, organizzato per gli studenti africani nella capitale, si parlerà del tema &#8220;Quale posto e ruolo per gli africani d&#8217;Italia nella cooperazione Italia-Africa&#8221;.</p>
<p>Nel giugno 2009 la conferenza &#8220;Italy and Africa partenairs in business&#8221; organizzata dalla Simest e dal Ministero per lo Sviluppo economico, ha visto la volontà italiana di incrementare gli investimenti in Africa e particolarmente nell&#8217;Africa Sub Sahariana.</p>
<p>Questa volontà è incoraggiata dalla crescita di molte economie di questi paesi al sud del Sahara. &#8220;Ma che ne è degli africani studenti o residenti in Italia che vorrebbero prendere parte a questo processo?&#8221;  chiedono i promotori dell&#8217;evento.</p>
<p>Alle 14.30 il dottor Bin Kazadi Mulumba, presidente del Salotto Africano, aprirà la conferenza. Il moderatore sarà il segretario del salotto africano Alvaro Mendes. In seguito interverranno Giulia Patera e Zeno Filippi per l&#8217;Unicef e Ibrahima Camara, che è segretario generale dell&#8217; Associazione Internazionale degli Africani nel Mondo e coordinatore del progetto di creazione della Banca Etica della Diaspora Africana nel Lazio.</p>
<p>Interverranno anche il professor Giuseppe Castorina, presidente dell&#8217;associazione Eurolinguistica-Sud, il dottor Victor Emeka Okeadu, Presidente dell&#8217;Associazione Diaspora Africana Europea-Italia) ed il vicepresidente del Salotto Africano Mathurin Clovis Tandokeng.</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Aldo Ciummo</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BENEDETTO XVI INTERVIENE AL VERTICE DELLA FAO A ROMA: 'NON SI POSSONO ACCETTARE OPULENZA E SPRECO']]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/16/benedetto-xvi-interviene-al-vertice-della-fao-a-roma-non-si-possono-accettare-opulenza-e-spreco/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[ROMA &#8211; Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è reca in visita alla sede della FAO in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ROMA &#8211; Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è reca in visita alla sede della FAO in ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al via summit su fame nel mondo]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/16/al-via-summit-su-fame-nel-mondo/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:56:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito City del 16 novembre 2009   AL VIA SUMMIT SU FAME NEL MONDO   Inizia oggi a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito City del 16 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>AL VIA SUMMIT SU FAME NEL MONDO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Inizia oggi a Roma il vertice contro la fame del mondo. Ad aprirlo il direttore generale della FAO Jacques Diouf. Obiettivo: riportare al centro del dibattito internazionale la crisi alimentare che colpisce 1,02 miliardi di persone. Al summit non partecipano, né il presidente USA, né quello francese, né i primi ministri tedesco e britannico.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Santa Sede chiede all’Onu di modificare le regole sul diritto di veto]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/14/la-santa-sede-chiede-all%e2%80%99onu-di-modificare-le-regole-sul-diritto-di-veto/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[  CITTA’ DEL VATICANO &#8211; Per il buon funzionamento dell&#8217;Onu e una maggiore efficacia dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  CITTA’ DEL VATICANO &#8211; Per il buon funzionamento dell&#8217;Onu e una maggiore efficacia dell]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Accordo separato alla Cooperazione ]]></title>
<link>http://filcams.wordpress.com/2009/11/19/accordo-separato-alla-cooperazione/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:44:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>filcamstrento</dc:creator>
<guid>http://filcams.wordpress.com/2009/11/19/accordo-separato-alla-cooperazione/</guid>
<description><![CDATA[Contratto Integrativo Provinciale delle Famiglie Cooperative: La Filcams Cgil del Trentino non firma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Contratto Integrativo Provinciale delle Famiglie Cooperative: La Filcams Cgil del Trentino non firma]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CINESUD – domenica 24 COVER-BOY di Carmine Amoroso]]></title>
<link>http://circoloculturalesud.wordpress.com/2009/05/22/cinesud-%e2%80%93-domenica-24-cover-boy-di-carmine-amoroso/</link>
<pubDate>Fri, 22 May 2009 15:24:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>circolosud</dc:creator>
<guid>http://circoloculturalesud.wordpress.com/2009/05/22/cinesud-%e2%80%93-domenica-24-cover-boy-di-carmine-amoroso/</guid>
<description><![CDATA[Ore 21:00 in punto -Rassegna Solidarietà- “COVER-BOY, l’ultima rivoluzione” di Carmine Amoroso Itali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<p style="text-align:center;">Ore 21:00 in punto<br />
<strong>-Rassegna Solidarietà-</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>“COVER-BOY, l’ultima rivoluzione”<br />
di Carmine Amoroso</strong></p>
<p style="text-align:center;">Italia, 2006-2007. (durata: 97 min.)</p>
<p>Sinopsi: Cosa prova Ioan, un rumeno che arriva in Italia in cerca di un lavoro. Cosa trova arrivando alla stazione di Roma, solo, con qualche parola di italiano in testa. Trova diffidenza e cinismo e qualcuno pronto a sfruttare un immigrato irregolare. Come Michele, un precario italiano che decide di ospitarlo in cambio di qualche euro. Due vite ai margini, in un quartiere squallido, si legano nel tempo in un’amicizia che li porta a progettare un futuro insieme….<br />
la forte amicizia tra i due dà prova di sè quando Michele si trova disoccupato e disperato, mentre Ioan inizia per caso una promettente carriera lavorativa. I ruoli si ribaltano.<br />
Il film, girato con pochi soldi e con piccole telecamere, si sofferma a riprendere scene di emarginazione rubate per strada, nelle stazioni, sui marciapiedi, il quotidiano di chi vive nutrendosi di illusioni e speranze, mentre la vita scorre tutto intorno.</p>
<p>Tra i cinque film in corsa per gli Oscar 2009. <a href="http://www.coverboy.it/">http://www.coverboy.it/</a></p>
<p>La terza proiezione del ciclo “solidarietà” del cineforum del Sud è stata proposta dai volontari di Ucodep, ong italiana che opera dal 1976 nella cooperazione internazionale. Negli ultimi anni si è distinta per l’adozione di modalità che mirano a determinare un concreto sviluppo in diverse aree del pianeta (cooperazione decentrata, commercio equo, parternariati di lunga durata con le comunità locali e altre ong …) e soprattutto per la convinzione che è la sola società civile ad essere capace di produrre un cambiamento “dal basso”, senza dover delegare ad altri le scelte di uno stile di vita più critico e coerente.</p>
<p>Per questo, attraverso la campagna “Per tutti”, stiamo portando a termine una raccolta di firme con una petizione. Le firme raccolte verrano presentate in occasione dei vertici italiani del G8 che si svolgeranno all’Aquila: un modo concreto per poter fare pressione sui “grandi” 8 riguardo ai temi di salute, acqua e istruzione nei paesi in cui non vi è accesso a questi servizi di base, senza i quali non è vi è superamento dei divari sociali e riscatto da povertà.</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vento di Terra ONLUS]]></title>
<link>http://circoloculturalesud.wordpress.com/2009/02/02/vento-di-terra-onlus/</link>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:51:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>circolosud</dc:creator>
<guid>http://circoloculturalesud.wordpress.com/2009/02/02/vento-di-terra-onlus/</guid>
<description><![CDATA[Giovedì 5 febbraio alle 21,30 presso l’Associazione Culturale SUD, VENTO DI TERRA ONLUS presenta il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<p>Giovedì 5 febbraio alle 21,30 presso l’Associazione Culturale SUD, VENTO DI TERRA ONLUS presenta il libro “Lettere al di là del muro” frutto dei progetti di cooperazione con i campi profughi palestinesi di Shu’fat e Kalandia.<br />
Con l’ausilio di musica e immagini la serata comprende letture di alcuni brani del libro, la presentazione e la vendita di oggetti di artigianato palestinese e una mostra fotografica sui progetti di cooperazione di VENTO DI TERRA.<br />
Ci farebbe molto piacere avervi con noi per questa occasione.</p>
<p><a href="http://www.ventoditerra.org/">http://www.ventoditerra.org</a> – <a href="mailto:ventoditerra@ventoditerra.org">ventoditerra [at] ventoditerra [dot] org</a> – tel/fax: 0039 02 39432116</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
