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	<title>corte-costituzionale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "corte-costituzionale"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 06:03:15 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Inciuci Ad Personam - Le frequenze tivù per il piazzista di Arcore]]></title>
<link>http://pensatoriliberi.wordpress.com/2010/01/30/inciuci-ad-personam-le-frequenze-tivu-per-il-piazzista-di-arcore/</link>
<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 07:09:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>pensatoriliberi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come vi abbiamo ricordato nella nostra prefazione [Nota: prefazione per il link], intervistato da L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come vi abbiamo ricordato nella nostra prefazione [<strong>Nota</strong>: <strong>prefazione </strong>per il link], intervistato da <em>L&#8217;Unit</em>à poco prima di Natale, <strong>D&#8217;Alema</strong>, interrogato sulla questione degli inciuci, si é posto, in maniera ironica, un quesito: <strong>&#8220;Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l&#8217;elenco&#8221;</strong> [<strong>Nota 1</strong>].</p>
<p>Ebbene, come vi abbiamo anticipato nella nostra prefazione, gli inciuci dalemiani a favore del &#8220;<strong>piazzista di Arcore</strong>&#8221; [per usare un celebre epiteto coniato da <em>Indro Montanelli</em>] si dividono, a grandi linee, in due categorie: quelli <em>salva-Mediaset</em> e quelli <em>salva-imputato</em>.</p>
<p>Oggi trattiamo dell&#8217;<strong>inciucio </strong>piu&#8217; noto e sfacciato, quello<strong> </strong>sulla <strong>regolamentazione delle frequenze TV</strong>.</p>
<p>****</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Alla conquista del Far West.</span> </strong>Siamo negli anni &#8216;80. Sono gli anni del boom delle televisioni private. Attraverso una serie di decreti orchestrati dal Governo Craxi [il referente politico del gruppo di Segrate], le TV private, e in particolar modo quelle del gruppo <strong>Fininvest</strong>, ottengono il <em>nihil obstat</em> a continuare a trasmettere su tutto il territorio nazionale fino ad arrivare alla approvazione della Legge Mammì nel 1990 che, di fatto,  pose fine allo stratagemma della «cassettizzazione» utilizzato dalle TV private [un sistema che consentiva alle TV private di aggirare le pre-esistenti limitazioni sulla trasmissione in contemporanea dei programmi sulle frequenze locali delle 20 regioni italiane].</p>
<p>La Legge Mammì del 1990 [la nuova «Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato»] fu concepita come una sanatoria della situazione che si era venuta a creare nell&#8217;etere italiota. Inoltre, l&#8217;articolo 15, comma quarto, della Legge Mammì vietava a un privato di controllare più del « <em>25 per cento del numero di reti nazionali previste</em>» e comunque non più di tre reti radiotelevisive. Canale 5, Italia 1 e Retequattro potevano rimanere di proprietà dello stesso soggetto.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://pensatoriliberi.files.wordpress.com/2010/01/vauro.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-274" title="Vauro" src="http://pensatoriliberi.files.wordpress.com/2010/01/vauro.gif?w=267&#038;h=300" alt="" width="267" height="300" /></a>In cauda venenum</span></strong>. Il 7 dicembre 1994 la Corte Costituzionale [sentenza n. 420] bocciò la legge Mammì definendola «incoerente, irragionevole» e inidonea a garantire il pluralismo in materia televisiva. L&#8217;articolo 15, comma quarto della legge fu dichiarato incostituzionale per violazione dell&#8217;articolo 3 della Costituzione [<strong>Nota 2</strong>].</p>
<p>La Consulta sollecitò quindi il legislatore a trovare una soluzione definitiva entro l’agosto 1996, rispettando l&#8217;auspicio di aumentare il pluralismo informativo in base all&#8217;articolo 21 della Costituzione [<strong>Nota 3</strong>]. Secondo il pronunciamento, la legge del 1990 non risolveva i problemi di concentrazione che la Corte aveva evidenziato nella sua sentenza del 1988, in quanto le 3 reti possibili, su un massimo di 12, di cui 9 date in concessione ai privati, avrebbero continuato a permettere ad un unico soggetto [la cui situazione era già stata definita incostituzionale precedentemente] di controllare un terzo delle reti [superando il tetto del 25% fissato dalla legge Mammì], ma anzi li aggravava, perché, in una situazione in cui vi è già una &#8221; <em>posizione dominante&#8221;</em>, fissando a 9 le reti in concessione ai privati, rispetto all&#8217;assenza di limiti precedenti alla legge del 1990, si tiene &#8220;<em>fuori dalla categoria dei soggetti privati concessionari [...] ogni ulteriore emittente nazionale non utilmente collocata in graduatoria</em>&#8220;, impedendo quindi l&#8217;accesso a possibili nuovi  concorrenti che porterebbero un maggiore pluralismo.</p>
<p>Di seguito un estratto della sentenza 420/1994.</p>
<p><em>&#8220;Corte costituzionale &#8211; Sentenza n. 420 del 5 dicembre 1994 (Illegittimità costituzionale dell&#8217;art. 15, comma 4, della legge 6 agosto 1990 n. 223 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato) perl&#8217;inadeguatezza delle misure antitrust). </em></p>
<p><em>Il T.A.R. dubita dell&#8217;idoneità di tale disciplina &#60;&#60;anti-trust&#62;&#62; perché essa, per com&#8217;è configurata, non impedisce l&#8217;insorgere di una situazione di oligopolio. Infatti consente ad un unico soggetto di ottenere tre concessioni nazionali col limite del 25% delle reti nazionali previste dal piano di assegnazione delle frequenze; quindi può accadere, come in effetti è accaduto, che un unico soggetto, su nove reti disponibili per i privati, divenga titolare delle tre concessioni aventi maggiore illuminazione, non senza considerare la possibilità di partecipare (in posizione minoritaria) ad altre società titolari concessioni, disponendo così di una potenzialità di diffusione del messaggio televisivo su scala nazionale che nessun altro soggetto pubblico o privato oggi possiede. [...]</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Sarebbe quindi violato il principio del pluralismo sotteso all&#8217;art. 21 Cost., attribuendosi in tal modo un  esorbitante vantaggio concorrenziale alla  concessionaria in posizione dominante [...]</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Con la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell&#8217;art. 15, comma 4, il valore del pluralismo, espresso dall&#8217;art. 21 Cost., si specifica già, come regola di immediata applicazione, nel divieto &#8211; in rapporto all&#8217;attuale assetto complessivo del settore televisivo &#8211; di titolarità di tre concessioni di reti nazionali su nove assentibili a privati (o dodici in totale) ovvero di titolarità del 25% del numero complessivo delle reti previste, mentre rimane nella discrezionalità del legislatore disegnare la nuova disciplina positiva di tale limite per colmarne la sopravvenuta mancanza [...]</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>LA CORTE COSTITUZIONALE</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Riuniti i giudizi,</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Dichiara l&#8217;illegittimità costituzionale dell&#8217;art. 15, comma 4, della legge 6 agosto 1990 n. 223 (Disciplina del  sistema radiotelevisivo pubblico e privato) nella parte relativa alla radiodiffusione televisiva&#8221;.</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><br />
<a href="http://pensatoriliberi.files.wordpress.com/2010/01/grazie-silvio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-273" title="Silvio &#38; Max" src="http://pensatoriliberi.files.wordpress.com/2010/01/grazie-silvio.jpg?w=300&#038;h=277" alt="" width="300" height="277" /></a>Silvio, io ti faccio un favore</span></strong><strong>.</strong> Nel frattempo il Cavaliere é sceso in politica. Nella primavera del 1994 vince le elezioni ma il suo primo governo ha una vita breve. Piantato in asso dal suo ex alleato Umberto Bossi, nasce un governo tecnico guidato da Dini e sostenuto dal centrosinistra, Rifondazione e, appunto, Lega Nord. Non é neppure un buon periodo per Fininvest che é colma di debiti. Si prospettava il collasso politico ed imprenditoriale del <em>Partito Azienda</em>. Non finisce qui. Le Acli, il gruppo di Fiesole, alcuni giornalisti di sinistra ed altre associazioni promuovono un referendum sulle frequenze televisive e sulla regolamentazione della pubblicità. Si proponeva l&#8217;assegnazione di una sola frequenza per soggetto e il divieto di trasmettere pubblicità durante i programmi. In caso di approvazione del referendum, é facile immaginarsi il danno che queste proposte avrebbero recato a RTI [la societ   à che detiene i marchi Canale 5, Italia 1 e Rete 4] e a Publitalia [la concessionaria pubblicitaria di Fininvest]. Si va al referendum e gli italiani decidono di mantenere lo status quo. <strong>Quale sarebbe l&#8217;accordo  sottobanco fatto dal centrosinistra a favore di Berlusconi?</strong> Il centrosinistra si mantenne in posizione &#8220;neutra&#8221;, decise di non schierarsi. Berlusconi ebbe quindi piena libertà d&#8217;azione [in assenza di contraddittorio] e organizzo una campagna a favore del &#8220;No&#8221; incentrata su imprecisati valori patriottici ["<em>se passiamo da tre reti a una... sarà come svendere il Made in Italy a Murdoch</em>"]. Dopo la vittoria del &#8220;No&#8221;, a chi fece notare che la Corte Costituzionale fissava il limite a due frequenze, D&#8217;Alema rispose più o meno in questo modo: il voto popolare dice no ad ogni ulteriore modifica e, se sarà necessario apportare modifiche in futuro, &#8220;<em>non voteremo una riforma che non sia anche sostenuta dal Polo</em>&#8220;[<strong>Nota 4</strong>]. L&#8217;importante era quindi non fare uno sgarbo al Polo. E a prova di questo ci sono le parole di <strong>Violante </strong>che nel 2003, durante una seduta parlamentare, candidamente  dichiarò:  &#8220;<strong><em>L&#8217;On.  Berlusconi sa per certo che gli é stata data la garanzia piena che, non adesso ma nel 1994, non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di governo. Lo sa lui e lo sa pure l’On. Letta</em></strong><em> [...] durante [il governo di] centrosinistra il fatturato di Mediaset é aumentato di 25 volte</em>&#8220;. Si veda il video per credere [<strong>Nota 5</strong>].</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Max, io te ne restituisco uno così siamo pari</span>.</strong> Il governo Dini doveva avere una vita breve, doveva fungere da &#8220;traghettatore&#8221; e sbrigare alcune questioni prima di appellarsi al voto popolare. C&#8217;era Berlusconi che, a grande voce, chiedeva le elezioni. Poi la sua richiesta venne a meno. Perché? Fininvest stava avviando le pratiche per venir quotata in borsa e il Cavaliere non poteva permettersi di (a) perdere le elezioni e (b) rischiare di finir inghiottito nel ciclone giudiziario che, pian piano, si stava facendo sempre più minaccioso [<strong>Nota 6</strong>]. In compenso, un paio di anni più tardi [quindi nel 1997] D&#8217;Alema riceve un aiutino da Berlusconi. Prenderà parte alla Bicamerale con lo scopo di ostacolare il Professor Prodi ed impedire la discesa in campo dell&#8217;ex star del pool di Mani Pulite: Antonio Di Pietro. Il primo non ha mai goduto delle simpatie della Quercia perché considerato come un intruso e un uomo estraneo alla sinistra [Prodi proviene dall'area democristiana mentre D'Alema proviene da un background comunista]. Il secondo é un &#8220;nemico&#8221; comune [di Silvio e Max].<strong><span style="text-decoration:underline;"><br />
</span></strong><br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">Sviluppi successivi</span></strong>. Il problema della regolamentazione delle frequenze radio-televisive non é mai stato formalmente risolto. Il 22 maggio 1997 il centrosinistra approvò la «Legge Maccanico». Recependo il <em>diktat </em>della Corte, la legge vietava ad uno stesso soggetto di essere titolare di concessioni o autorizzazioni che consentissero di irradiare più del 20 per cento delle reti televisive analogiche in ambito nazionale e fissò una ulteriore proroga alla legge Mammì fino all&#8217;aprile 1998. La legge stabiliva inoltre che le &#8221; <em>reti eccedenti</em>&#8221; [Rete 4 e Tele+Nero] avrebbero potuto trasmettere anche dopo il nuovo limite dell&#8217;aprile 1998, a patto che affiancassero alle trasmissioni analogiche quelle digitali, per permettere un passaggio graduale a queste ultime. Ma ciò sarebbe avvenuto solo quando la stessa Autorità avesse accertato che in Italia la diffusione di antenne paraboliche fosse congrua. Termine, quest&#8217;ultimo che, non esprimendo una quantità, era lasciato alla discrezione dell&#8217;Autorità Garante.</p>
<p>Il Piano nazionale delle frequenze fu approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel 1998. L&#8217;Autorità individuò 11 reti televisive a copertura nazionale, da assegnare ad emittenti private nazionali. Su tale numero era calcolato il 20 per cento &#8211; limite antitrust della Legge Maccanico &#8211; pari a due reti. Delle 11 reti, tre erano assegnate per legge al servizio pubblico; le restanti otto reti a copertura nazionale sarebbero state assegnate con una gara pubblica la quale, in seguito, revocò a Rete4 il diritto di trasmettere. Nel 1999 scoppia  il caso di Europa7.  Nel 2002 [<em>sentenza 466/2002</em>] la Corte ribadì la sentenza <em>420/1994 </em>secondo cui &#8220;<em>nessun privato può possedere  più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti </em>[Rete 4 e TELE+  Nero] <em>devono pertanto cessare la trasmissione in via analogica terrestre</em>&#8220;. La Corte specificò anche che &#8220;<em>un accentramento di reti è anche ben più grave che nel 1994, essendoci state allora 12 frequenze nazionali disponibili in chiaro, mentre nel 2002 ve ne sono solo 11 disponibili</em>&#8220;.</p>
<p>Nel 2003 venne approvata la Legge Gasparri la quale permise a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre fino alla data dello switch-over, in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale. Questa non venne firmata dall&#8217;allora Presidente della Repubblica salvo poi venir ripresentata, praticamente invariata, pochi mesi dopo. Dopo diverse traversie, la questione venne sottoposta per ben due volte [nel 2005 e nel 2008] all&#8217;esame dell&#8217;Unione Europea ma senza produrre alcun cambiamento allo <em>status quo</em>.</p>
<p><strong>Note dell&#8217;autore</strong></p>
<p>[Prefazione] <a href="../2010/01/29/inciuci-ad-personam-lanteprima-di-una-nostra-serie-di-approfondimenti/">http://pensatoriliberi.wordpress.com/2010/01/29/inciuci-ad-personam-lanteprima-di-una-nostra-serie-di-approfondimenti/</a></p>
<p>[1] L&#8217;Unita&#8217;, 24/12/2009:<a rel="nofollow" href="http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&#38;mese=12&#38;file=24POL05a" target="_blank">http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&#38;mese=12&#38;file=24POL05a</a></p>
<p>[2] Art. 3 Cost.: &#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge [...] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratoriall’organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;.</p>
<p>[3] Art. 21 Cost.: &#8220;Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo  di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure&#8221;.</p>
<p>[4] La Repubblica, 13/06/1995: <a rel="nofollow" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/06/13/alema-sulle-tv-la-parola.html" target="_blank">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/06/13/alema-sulle-tv-la-parola.html</a></p>
<p>[5] Vedasi il video di YouTube</p>
<p>[6] Vedasi il caso All Iberian che si concluderà dapprima con la prescrizione &#8211; nel 2000 &#8211; e poi con l&#8217;assoluzione perché il fatto non era più perseguibile in seguito alla depenalizzazione del reato di falso in bilancio.</p>
<p>Link YouTube sulle dichiarazioni di Violante a sostegno della tesi dell&#8217;inciucio.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/swntE1iWB5Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/swntE1iWB5Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[New York, «Radioeuropa» e le suonerie ed i loghi per i telefonini. Lo Zen di Palermo]]></title>
<link>http://calogeromira.wordpress.com/2009/12/27/in-provincia-di-brescia-presentazione-dellultimo-libro-del-giornalista-tg1-demetrio-volcic/</link>
<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 09:57:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>calogeromira</dc:creator>
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<description><![CDATA[La geografia di un programma musicale televisivo parla newyorchese stasera, martedì ventitre dicembr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La geografia di un programma musicale televisivo parla newyorchese stasera, martedì ventitre dicembre, dopo le nove e domenica ventisette, dopo le sette di sera (un <a href="www.deejay.it/dj/multimedia/dettaglio/type-V/idMedia-3061/Deejeography---New-York" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>video</strong></span></a> brevissimo, davvero molto breve). Non mi sembra, quindi, interessante (ma posso sbagliarmi) il <em>Top 10&#215;10</em> di un&#8217;altra tv musicale che va, invece, in onda dopo le sette di stasera.</p>
<p style="text-align:justify;">Per un riferimento a Brooklyn vedere sotto e vi chiederei anche se ascoltate la radio. Se sì, eccovi i siti di Radio Rai con <a href="www.radio1.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio1</strong></span></a> (vedere anche sotto), <a href="www.radio2.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio2</strong></span></a> e <span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="www.radio3.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio3</strong></span></a></strong></span>, <a href="www.isoradio.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Isoradio</strong></span></a> e la <a href="www.filodiffusione.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>filodiffusione</strong></span></a>, la radiovisione di <a href="www.rtl.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Rtl</strong></span></a>, <a href="www.fantastica.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio Fantastica</strong></span></a>, <a href="www.radiocuore.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio Cuore</strong></span></a>, <a href="www.radioitalia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio Italia</strong></span></a>, <a href="www.radiomargherita.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Radio Margherita</strong></span></a><a href="www.radio1.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></a><a href="www.radio3.rai.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></a> ed <a href="www.rds.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Rds</strong></span></a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>New York ed il turismo.</strong> <a href="www.nycgo.com/it/ref=menu" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Viaggiare</strong></span></a> a New York.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Morse.</strong> Ebbene sì, ci sarebbe anche l&#8217;audio dell&#8217;sos Morse (si pronuncia esse-o-esse) fra le suonerie per i telefonini.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>26.11.09</strong> Non vi ho scritto per alcuni giorni di <em>Radioeuropa</em>, il programma di Radio1 Rai sulle tematiche Ue, ma eccomi di nuovo, questa volta  con le <a href="www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/view.cfm?Q_EV_ID=303431" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>suonerie dei cellulari</strong></span></a> (<a href="http://www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/archivio_2009/audio/radioeuropa2009_11_16.ram" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>audio</strong></span></a>). Si è parlato di «truffe delle suonerie» ed il commissario europeo ai Consumatori, Meglena Kuneva, sarebbe intervenuta con una presentazione di azioni in corso, che riguarderebbero siti che venderebbero loghi e suonerie. Dati molto particolari, ve lo annuncio, ed in Italia sarebbe stata comminata una multa per due milioni di euro a nove società del settore.</p>
<p style="text-align:justify;">Due milioni di euro, vi rendete conto? Ma quanto guadagnano? Molto o poco? E forse &#8211; cambiando argomento &#8211; potrebbe interessarvi questa pagina <a href="www.ecc-netitalia.it/ViaggiTurismo/viaggiturismo.htm" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Viaggi e turismo</strong></span></a> del Centro europeo consumatori. Ah, <em>Radioeuropa</em> torna stasera, giovedì ventisei novembre, dopo le undici e mezza. E per un voto musicale o turistico, vedere sotto&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>13.10.09</strong><em> Un medico in famiglia</em> alle nove e dieci di martedì tredici ottobre su Raiuno e non mi sembra ci siano novità importanti, anche se &#8211; devo aggiungere &#8211; il programma dovrebbe essere, come al solito, interessante. &#8220;Alberghiero&#8221; il telefilm <em>Cold case</em> di Raidue alle nove e cinque con il ritrovamento di un cadavere di un&#8217;assistente di volo in un albergo. Telefilm anche per Rai4 dalle nove e dieci con <em>High School Team &#8211; Friday Night Lights</em> sui voti a scuola. <em>Exit</em> su un&#8217;altra tv nazionale intorno alle nove e dieci con Dario Franceschini sull&#8217;omofobia, la paura degli omosessuali. Film su 7 Gold con Patrick Swayze, <em>Vendetta trasversale</em>, alla stessa ora.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>09.11.09 </strong>Franceschini ospite di <em>Uno mattina</em> su Raiuno intorno alle 9.15 del mattino di lunedì dodici ottobre e più o meno allo stesso orario Antonio Di Pietro ad <em>Omnibus Life</em> di La7 sulla prostata.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I cartoni.</strong> Su K2 &#8211; digitale terrestre &#8211; dalle undici il cartone animato <em>Walter eroe a tempo perso</em> con l&#8217;imitazione degli eroi e di titoli di film. Indiana Jones, Hulk e <em>Mission Impossible</em> diventano Windiana Bones, L&#8217;incredibile Bulk e <em>Melon Impossible</em>&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Seguono dalle 11.45 <em>Andy il re degli scherzi </em>con il personaggio Andy Larkin e la sorella Jen e da mezzogiorno e mezza e dalle 12.55 i telefilm<em> Papà e mamma sono alieni</em> e <em>Mystic Knights of Tir Na Nog</em>. Dall&#8217;una e un quarto i <em>Power Rangers Ninja Storm</em> e dalle due del pomeriggio <em>Dragon Booster</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>08.11.09</strong> <strong>- La Politkowskaja</strong>. Torna <em>Report </em>di Milena Gabanelli su Raitre alle nove e mezza di domenica 11 ottobre sul mattone e le autorizzazioni edilizie. Su La7 <em>S.o.s. Tata</em> dalle otto e mezza. Vi piace questo programma? E che ne dite di <em>La storia siamo noi </em>su Rai storia che domenica undici si occupa alle 23.15 della giornalista russa <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/07/il-bravissimo-attore-teatrale-carlo-giuffre-chiacchiera-in-tv-con-il-pubblico-del-teatro-eliseo-di-roma" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Anna Politkowskaja</strong></span></a>?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Saviano. </strong>Lo <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/05/rassegna-video-alla-triennale-di-milano" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>scrittore</strong></span></a> <a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/italia-italy-italien/campania-kampanien" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>campano</strong></span></a> <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/02/ultimo-giorno-per-visitare-una-mostra-sulle-campane-in-alto-adige" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Roberto Saviano</strong></span></a> a <em>Magazzini Einstein</em> di Rai storia alle otto del mattino di lunedì dodici ottobre dal Festival di Massenzio. E dalle nove si ricorda l&#8217;uragano Katrina a <em>Photosound</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>08.11.09</strong><em> Annozero</em> vincerà anche giovedì otto ottobre dalle 21.05 il “conflitto” dell’Auditel? E cosa ne pensate della bocciatura da parte della Corte costituzionale del Lodo Alfano? Il lodo Alfano – ha sostenuto la Consulta – è incostituzionale. Fra i fatti di cui si è parlato in queste ultime settimane anche il fatto che il ministro dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sia stata indagata per peculato dalla Procura di Roma ed il pagamento deciso dalla magistratura da parte di Fininvest di 750 milioni ad un&#8217;altra ditta per una vicenda legata alla Mondadori.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Brooklyn.</strong> Ma torniamo ai programmi con il nuovo episodio di <em>Don Matteo 7</em> su Raiuno alle 21.10 (Afghanistan ed altro per Terence Hill e Nino Frassica-Cecchini); i film <em>Nella morsa del ragno</em> su Raitre con Morgan Freeman, <em>L’ultimo dei Mohicani</em> su una tv nazionale e <em>Deuces Wild – I guerrieri di New York</em> su Rai4, tutti alle 21.10. Quest’ultimo sarebbe ambientato a Brooklyn e si occuperebbe di droga, mentre il penultimo nel Nordamerica del ‘700. Raistoria ha in programma <em>La storia siamo noi</em> alle nove sull&#8217;economia e Sat2000 il solito <em>Ad Est di dove?</em>. Alla radio nuova puntata di <em>Radioeuropa</em> su Radiouno alle 23.35 (qualche settimana fa si era occupato delle elezioni in Grecia).</p>
<p style="text-align:justify;">Cambiamo giornata con <em>La storia siamo noi</em> il giorno dopo alle 8.15 su Raitre con il Vajont ed alle dieci del mattino <em>Cominciamo bene</em> con un tema difficile e piuttosto scottante, lo stupro, lo Zen di Palermo e gli scrittori un po&#8217; anzianotti. Venerdì, inoltre, a <em>Blu notte</em> su Raitre alle 21.10… Quanto ad <em>Omnibus</em> di La7 (sette del mattino), chissà chi saranno gli ospiti e chissà se si discuterà ancora di lodo Alfano, Corte costituzionale ed illegittimità o delle parole fra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.<em> Blu notte </em>su Raitre si occupa alle 21.10 di venerdì…Ed il telefilm <em>Battlestar Galactica</em> su Rai4 (intorno alle 21.45)&#8230; Ve lo scrivo dopo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il presidente della Repubblica. </strong>Beh, non credete che sia importante il fatto che il capo dello Stato rappresenti l&#8217;unità nazionale? Soprattutto in tempi in cui si sono verificati alcuni fatti di razzismo. Importante &#8211; commento io &#8211; anche quanto stabilisce l&#8217;articolo 87 della Costituzione che assegna al presidente della Repubblica il potere di sciogliere le due Camere o soltanto il Senato o la Camera dei deputati. Tutto ciò dopo avere sentito i presidenti della Camera e del Senato.</p>
<p style="text-align:justify;">Di fondamentale importanza anche il fatto che non possa scioglierle negli ultimi sei mesi del suo mandato di presidente a meno che questi non siano totalmente o parzialmente gli ultimi sei mesi della legislatura. Fondamentale per lo Stato, inoltre, il fatto che abbia potere di nomina del presidente del Consiglio e, su proposta dello stesso presidente del Consiglio, anche dei ministri. Avrete, peraltro, sentito dei messaggi inviati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle Camere, anche se in questo momento non ne ricordo nessuno in particolare.</p>
<p style="text-align:justify;">Fra gli aspetti basilari della sua funzione c&#8217;è anche il ruolo di presidente del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, o il potere di nomina di cinque dei quindici giudici della Corte costituzionale e di convocazione straordinaria del Senato e della Camera dei deputati. Potere che non dovrebbe essere stato utilizzato negli ultimi anni e decenni considerato che non ricordo alcun uso. Ma forse ricordo male.   <strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>10.11.08</strong> Amate l&#8217;Est <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa/" target="_blank">europeo</a></span></strong>, Praga o la Repubblica ceca e vivete in <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa/ue/italia/lombardia/" target="_blank">Lombardia</a></span></strong>? Oggi alle 20.45 nella sala civica dei Disciplini di Castenedolo (provincia di Brescia), in via Matteotti, l’ex corrispondente da Mosca del Tg1, Demetrio Volcic, presenta il suo ultimo libro «1968. L’autunno di Praga» con Stefania Craxi, Piero Fassino, l’editorialista di un quotidiano e direttore di Limes Lucio Caracciolo, ed un altro politico Mino Martinazzoli.</p>
<p style="text-align:justify;">Un browser <a href="../category/europa-europe" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>europeo</strong></span></a> &#8211; <a href="www.opera.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Opera</strong></span></a> &#8211; e <a href="www.mozilla.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Mozilla</strong></span></a> o i sistemi operativi di <a href="www.linuxfoundation.org" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Linux</strong></span></a> ed <a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Apple</strong></span></a><strong>.</strong><a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong> N</strong><strong>eomedia.it</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;">- <a href="../www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A04/106/513/000111/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Crema al cacao con nocciole ed anacardi</strong></span></a>, <a href="../www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/110/520/000459/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>cioccolato fondente con nocciole</strong></span></a> o <a href="../www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000367/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>gianduia con nocciole intere</strong></span></a> oppure al latte con <a href="../www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000054/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole</strong></span></a> e <a href="../www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000453/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole intere</strong></span></a></p>
<p>- Quale di questi monumenti italiani vi piace di più? (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2071680" target="_blank"><strong>Vota</strong></a></span>)</p>
<p>- Località turistiche straniere (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2167830" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p>- La musica. Quale il vostro brano preferito? (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1647596" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://about.spreadthesign.com/gb/to/about" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Spreadthesign, dizionario e linguaggio dei segni</strong></span></a>. <a href="http://ec.europa.eu/education/index_en.htm" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Commissione europea – Istruzione e formazione</strong></span></a></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">10 novembre ‘08 &#8211; <span style="color:#ff6600;">aggiornato 27 dicembre ‘09</span></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com//" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;">calogeromira.wordpress.com</span></strong></a> &#8211; <strong><a href="mailto:schoeneraltermannschaut@neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">e-mail</span></a></strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="www.blackr.it" target="_blank">Risparmio energetico (forse)?</a></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ciampi contro Napolitano]]></title>
<link>http://zamparini.wordpress.com/2009/11/23/ciampi-contro-napolitano/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:14:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>zamparini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando lo dicevano Margherita Hack, Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, il quotidiano Il Fatto e molti,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://zamparini.wordpress.com/files/2009/11/napo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1794" title="napo" src="http://zamparini.wordpress.com/files/2009/11/napo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Quando lo dicevano <a href="http://zamparini.wordpress.com/2009/10/08/margherita-hack-scrive-al-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano/" target="_blank">Margherita Hack</a>, Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, il quotidiano Il Fatto e molti, moltissimi altri ancora, tutti venivano tacciati di populismo, antipolitica, demagogia e accusati di non rispettare le istituzioni e la massima magistratura della Repubblica. Ora è il Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/intervista-ciampi/intervista-ciampi.html" target="_blank">torna sull&#8217;argomento</a>:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Io non do consigli a nessuno, meno che mai a chi mi ha succeduto al Quirinale. Ma il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all&#8217;opinione pubblica&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Una vera e propria critica, durissima anche se garbata, all&#8217;attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che meno di due mesi fa&#8217;, a un cittadino che gli aveva chiesto a proposito del c.d. scudo fiscale: <em>&#8220;Presidente non firmi, lo faccia per le persone oneste&#8221;</em>, cosi&#8217; <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/fisco-2/napolitano-scudo-fiscale/napolitano-scudo-fiscale.html" target="_blank">rispondeva</a>:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Non firmare non significa niente. Nella Costituzione c&#8217;è scritto che il presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi il Parlamento vota un&#8217;altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Tra le leggi controverse firmate dal Presidente Napolitano, oltre allo scudo fiscale ricordiamo il c.d. lodo Alfano, la legge che metteva Silvio Berlusconi al di sopra della legge, puntualmente bocciata dalla Corte Costituzionale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Processo Breve" - Un titolo accattivante per una riforma agghiacciante]]></title>
<link>http://pdnwlodigiano.wordpress.com/2009/11/23/processo-breve-un-titolo-accattivante-per-una-riforma-agghiacciante/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il disegno di legge Gasparri-Quagliarello-Bricolo, meglio noto sotto il nome di “processo breve”, pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il disegno di legge Gasparri-Quagliarello-Bricolo, meglio noto sotto il nome di “processo breve”, parte dal presupposto noto alla maggior parte della popolazione italiana: l’interminabilità dei processi civili e penali italiani. Leggendo sui giornali si può osservare che passando per i tre gradi di giudizio un processo può arrivare alla conclusione anche dopo diversi decenni. Come la premessa al disegno di legge ci ricorda, questa estrema lentezza ci è costata diversi richiami da parte della corte di giustizia europea e un danno finanziario e di immagine notevole all’estero.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il disegno di legge prevede dunque, nell’articolo 2 punto 1, che per ogni grado di giudizio, la durata massima di ogni grado di giudizio sia di due anni, cosi da portare a sei anni massimo il protrarsi di un processo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Tuttavia nel disegno di legge sono presenti due punti controversi e di dubbia costituzionalità:</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">·Art. 2 punto 5: esclusione di alcuni reati dalla riforma</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">·Art. 3 punto 2: applicazione della legge ai processi in corso che non siano ancora giunti in Appello o Cassazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La riforma non viene applicata in caso di recidività, e per i reati considerati gravi quali reati di mafia, pedofilia, sequestro di persona, reati violenti ma anche delitti commessi in violazione delle norme in materia di circolazione stradale, immigrazione e furto semplice. Tuttavia in questa lista non sono compresi reati considerati gravi all’estero ma che in Italia, a quanto pare sono considerate “ragazzate”, i cosiddetti reati dei “colletti bianchi”quali evasione fiscale, corruzione, bancarotta preferenziale ecc…</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">A quanto pare il processo di un’abituale ladro d’auto, che commette furti per qualche migliaio di euro, potrà durare anche trent’anni mentre quello per un manager che evada le tasse per quaranta milioni di euro sarà limitato a sei anni… Dov’è finita la norma costituzionale dell’articolo 111.1, che parla di <strong>EQUO PROCESSO, </strong>tanto sbandierata da questo disegno di legge( il cui nome completo è per l’appunto “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione)? E il reato di immigrazione non è stato inserito solo per non turbare gli animi di una parte della maggioranza come la LEGA?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Tra i processi che cadrebbero in prescrizione ci sono i due ben noti processi Mediaset e Mills che coinvolgono direttamente il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Dobbiamo considerarlo un caso? E’ passato poco più di un mese dalla bocciatura del c.d. Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, che già compare la diciannovesima legge ad personam del governo Berlusconi, il quale aveva affermato che si sarebbe “ difeso in tribunale come un leone”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Inoltre si estinguerebbero anche processi del calibro di Thyssen-Krupp, Cirio, Parmalat oltre che centinaia di piccoli e sconosciuti processi che da anni aspettando una sentenza definitiva. Che ne sarebbe della credibilità della giustizia italiana?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In data 12 novembre l’associazione nazionale dei magistrati ha definito, con un comunicato, la riforma “Devastante”; diversi giuristi anche del centro-destra l’hanno definita “Imbarazzante”; Roberto Saviano ha presentato un appello apolitico per chiedere al Premier di ritirare il disegno di legge considerato un “privilegio”; ma il governo ha deciso di continuare per la sua strada.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo ennesimo atto sembra solo l’ultimo dei colpi di coda di un governo che comincia a perdere consensi ed il cui leader sembra sempre più ( come riportato in una lettera giunta al quotidiano “ La Repubblica” in data 18/11 ) “ il più grande poeta morente” che “ da me si ha smesso di governare il l’Italia, da settimane mena solo fendenti contro alleati e avversari, da giorni non riesce neanche più a parlare al suo paese” </span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Valerio Colecchia (Circolo PD Castiraga Vidardo)</em></span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Giovani Democratici del Nord-Ovest Lodigiano<br />
</em></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'estinzione dello Stato]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/20/lestinzione-dello-stato/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:23:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
<guid>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/20/lestinzione-dello-stato/</guid>
<description><![CDATA[Stefano Rodotà La Repubblica, 20/11/2009 Possono le istituzioni sopravvivere in un ambiente in cui l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Stefano Rodotà La Repubblica, 20/11/2009 Possono le istituzioni sopravvivere in un ambiente in cui l]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Acqua. Fermiamo la svendita.]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/19/acqua-fermiamo-la-svendita/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:33:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
<guid>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/19/acqua-fermiamo-la-svendita/</guid>
<description><![CDATA[  &nbsp; Il Governo Berlusconi, senza alcun dibattito parlamentare, ha dato il via libera alla defin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2FRH1j2mV8E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/2FRH1j2mV8E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span> </strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Il Governo Berlusconi, senza alcun dibattito parlamentare, ha dato il via libera alla definitiva privatizzazione dell&#8217;acqua. Così è iniziata la corsa all&#8217;oro blu, un settore strategico che nel nostro Paese vale 5 miliardi di euro all&#8217;anno.</p>
<p>Il provvedimento stabilisce la privatizzazione di alcuni servizi pubblici, rendendo obbligatorie le gare per l&#8217;affidamento dei servizi pubblici locali e prevedendo, nel caso di società miste, che la quota di capitale in mano pubblica scenda obbligatoriamente sotto il 30%. E così un Governo, che si proclama federalista, si appropria illegittimamente di una competenza che spetta alle Regioni e impone ai Comuni, unico caso in Europa, di svendere i servizi pubblici locali.</p>
<p>Inoltre, nel caso in cui come in Irpinia ci sia stato un affidamento diretto del servizio idrico, la nuova legge fissa al 31 dicembre 2010 la scadenza della concessione e, dunque, si dovrebbe, tra poco più di un anno, indire una nuova gara per lasciare spazio al mercato.</p>
<p>C&#8217;è dunque il rischio molto concreto che le multinazionali, in primis l&#8217;Acea, mettano le loro mani sul bacino idrografico irpino, il più grande dell&#8217;intero Mezzogiorno, sulla principale risorsa che la nostra provincia ha a disposizione, l&#8217;acqua. E questo significherebbe aumento delle tariffe, peggioramento dei servizi ai cittadini e delle condizioni di lavoro..</p>
<p>La Giunta Regionale della Campania, come ha già fatto il Presidente Vendola in Puglia, deve impugnare questo provvedimento davanti alla Corte Costituzionale e deve riconoscere l&#8217;acqua come un bene comune non assoggettabile alle logiche del mercato e della concorrenza.</p>
<p>La Provincia e i Comuni dell&#8217;Irpinia, e dunque l&#8217;Ato, devono formalmente dichiararsi indisponibili alla privatizzazione dell&#8217;acqua, e al contempo devono accorpare le società Alto Calore per risanarne il bilancio.</p>
<p>I partiti politici, le forze sindacali, i movimenti, l&#8217;associazionismo cattolico e laico, devono al più presto attivare una rete provinciale per l&#8217;acqua pubblica.<br />
Il Governo Berlusconi continua a smantellare diritti. Oggi più che mai è indispensabile che le opposizioni sappiano costruire concretamente l&#8217;alternativa.</p>
<p> <strong>(*)  <strong>Gennaro Imbriano</strong> &#8211; Sinistra e Libertà &#8211; Ecologia </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il cesso breve]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/13/il-cesso-breve/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 21:45:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/13/il-cesso-breve/</guid>
<description><![CDATA[Cari lettori del blog, non so cosa ne pensiate voi, ma un&#8217;atmosfera politica così surriscaldat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bNiDoI_Oszo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/bNiDoI_Oszo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Cari lettori del blog, non so cosa ne pensiate voi, ma un&#8217;atmosfera politica così surriscaldata ci voleva proprio, ne sentivamo la mancanza. Il nostro paese, sedato da <strong>emicicli letargici</strong> e tubi catodici drogati, ha avuto un moto di sdegno, e tanto basta ad aprirci un po&#8217; il cuore e a darci <img class="alignright size-medium wp-image-430" title="ghedini" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/ghedini.jpg?w=300" alt="ghedini" width="300" height="210" />un po&#8217; di speranza. Certo, siamo lontani dalle atmosfere infuocate di <strong>Tangentopoli</strong> e dall&#8217;indignazione della società civile che spinsero il Parlamento ad abolire in fretta e furia l&#8217;<strong>immunità parlamentare</strong> nel 1993; noi però siamo figli della <strong>Seconda Prima Repubblica</strong>, questo abbiamo tra le mani ed è meglio di niente, ci accontentiamo di poco.</p>
<p>Quell&#8217;assenso schiacciante, ipocrita in favore dell&#8217;abolizione, è bene ricordarlo, avvenne con i voti di gente che oggi si mette in prima fila per sponsorizzare i vari lodi, ddl e quant&#8217;altro. <strong>Gasparri</strong>, che è primo firmatario del testo sul processo breve, fu uno dei parlamentari che presentarono mozioni al vetriolo in quei giorni travagliati. Insieme a Gasparri c&#8217;erano <strong>Fini</strong> e <strong>La Russa</strong>, mentre sul fronte Lega, contro &#8220;un&#8217;immunità da medioevo&#8221; combattevano <strong>Castelli </strong>(il Ministro della Giustizia all&#8217;epoca del Lodo Schifani), <strong>Maroni</strong> e <strong>Bossi</strong>. A onor del vero, poi, c&#8217;erano anche due socialisti come <strong>Brunetta</strong> (prima a difesa di Craxi, poi all&#8217;assalto del privilegio) e soprattutto c&#8217;era la<strong> Boniver</strong>, che oggi ne propone la reintroduzione. Insomma, un bello scherzo della storia, trovare nel 2009 questi nomi dall&#8217;altra parte della barricata, a cercare di portare a casa a tutti i costi una qualche norma salva-cariche, affossa-processi, accorcia-termini.</p>
<p>Ma torniamo a noi. Stavo appunto ragionando sul fatto che una tribuna politica così caratterizzata, come dire, da veri scontri frontali, quasi fosse all&#8217;improvviso tornata un&#8217;<strong>opposizione</strong>, non la ricordavamo neanche più; con buona pace dei <strong>neutralisti</strong>, cioè di coloro che vogliono affogare ogni dibattito nel valium per ridurre l&#8217;attività del Parlamento a mero<strong> passacartismo</strong>, servile e silenzioso, non è così che si crea un sano equilibrio tra le forze di una nazione. O forse che l&#8217;immobilismo è divenuto un valore?<br />
Perfino <strong>Casini</strong>, il cerchiobottista che strizza l&#8217;occhio a destra e sinistra e parla, parla per non dire niente, si è lasciato scappare che questo testo &#8220;<em>è una porcheria</em>&#8220;.<br />
La <strong>Finocchiaro</strong> si è addirittura svegliata dallo scranno di Palazzo Madama e ha lanciato la copia del ddl contro la porta della sala stampa, con <img class="alignleft size-medium wp-image-431" title="gianfranco_fini-2" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/gianfranco_fini-2.jpg?w=300" alt="gianfranco_fini-2" width="300" height="196" />un gesto che, più che l&#8217;indignazione verso una proposta irricevibile, esprimeva tutto il rammarico di un partito (il suo) che sta miseramente fallendo, che non riesce a rispondere alla voce della società, che non ha rispetto nè verso sè stesso nè verso le sue dubbie radici (vedi Craxi nel pantheon dei padri fondatori), che fa fatica a guardarsi nello specchio. Più che <em>Berlusconi in sè</em>, insomma, la Finocchiaro temeva, usando le parole del mitico Giorgio Gaber, <em>Berlusconi in me</em>, cioè in lei, cioè in tutto il PD.<br />
<strong>Bersani</strong> ha abbandonato per un attimo la sua dialettica infinita del &#8220;<em>No, ma&#8230;</em>&#8220;, del &#8220;<em>Non ci stiamo, ma possiamo collaborare&#8230;</em>&#8220;, per dissotterrare la spuntata ascia di guerra.<br />
Le associazioni hanno iniziato a mobilitarsi, migliaia di mail sono arrivate ai Presidenti di Camera e Senato, <strong>Di Pietro</strong> ha annunciato che si attrezzerà per un&#8217;eventuale referendum abrogativo nel caso che il ddl diventi esecutivo.</p>
<p>Se poi si pensa che <strong>Antonio Baldassarre</strong>, presidente emerito della Corte Costituzionale in quota PdL, si è detto &#8220;<em>desolato come cittadino per questa legge incostituzionale ed imbarazzante</em>&#8220;, e che i <strong>finiani</strong> sono apparsi tutt&#8217;altro che tranquilli dopo la presentazione del testo, ci rendiamo conto di quanto sia trasversale l&#8217;opposizione che inizia a serpeggiare in queste ultime ore. Un&#8217;opposizione, a dire il vero, che potrebbe facilmente prendere fuoco, raccogliendo scintille a destra (vedi appunto i deputati vicini al presidente della Camera), al centro e a sinistra, fino ad arrivare a captare il malcontento della società civile, trasformandolo in un percorso più ampio che partirà, non lo dubitiamo, dal<strong> No B Day</strong> organizzato per il 5 Dicembre a Roma.<br />
L&#8217;impressione è che, ogni qual volta <strong>Ghedini</strong> o affini cercano di forzare troppo la mano in tema di giustizia, rischino sempre di causare strappi difficili da ricucire, specie in questi territori dove la coperta del PdL, comunque la si giri, appare un po&#8217; cortina.</p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In arrivo un'altra sentenza komunista dell'Alta Corte]]></title>
<link>http://lacasadeigiochi.wordpress.com/2009/11/13/in-arrivo-unaltra-sentenza-komunista-dellalta-corte/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:39:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>corrado</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marco sul nuovo DL del PDL (salva PdC) Orbene, nel nuovo DDL viene introdotta surrettiziamente una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://blog.mfisk.org/2009/11/il-giusto-processo_13.html">Marco</a> sul nuovo DL del PDL (salva PdC)</p>
<blockquote><p>Orbene, nel nuovo DDL viene introdotta surrettiziamente una &#8220;prescrizione processuale&#8221;, istituto del quale non si era mai sentito parlare e che viene giustificato dalla necessità di adeguare il nostro ordinamento al principio di giusta durata del processo. Ma come si fa a giustificare il fatto che il recidivo non abbia diritto a un processo di giusta durata? Nel nostro ordinamento chiunque, anche il criminale più incallito, ha diritto ad essere giudicato con un &#8220;giusto processo&#8221;: lo dice la Costituzione, all&#8217;art. 111 (to&#8217;!): e si tratta di una norma che dovrebbe essere ben nota ai firmatari del DDL: non solo perché la richiamano all&#8217;inizio del disegno, ma anche perché fu proprio Berlusconi ad introdurla, nel 1999, per i motivi che forse rammenterete.<br />
Dire che tutti, tranne i recidivi, hanno diritto a un &#8220;giusto processo&#8221; è, come dire, una stortura: una fesseria: e dirlo nella stessa proposta di legge che attacca alle norme sull&#8217;equa riparazione proprio (lo ricordate?) il cappello dell&#8217;art. 111 significa essere non solo fessi, ma anche in malafede.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Azzeccagarbugli.]]></title>
<link>http://marissa1331.wordpress.com/2009/11/13/azzeccagarbugli/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:01:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>marissa1331</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pensavo sinceramente che dopo la bocciatura del Lodo Alfano, gli azzeccagarbugli del Premier si pren]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Pensavo sinceramente che dopo la bocciatura del Lodo Alfano, gli azzeccagarbugli del Premier si prendessero una pausa ed elaborassero una strategia migliore per evitare, al loro illustre cliente, i processi che come una spada di Damocle, pendono sulla sua testolina folta di capelli sintetici (vedi processo Mills e Mediaset).</p>
<p style="text-align:justify;">Pensavo che fossero in grado di elaborare un testo di legge che lo salvasse ma che tentasse allo stesso tempo di salvare anche la faccia del nostro paese agli occhi dei suoi stessi cittadini e agli occhi del mondo intero.</p>
<p style="text-align:justify;">Sbagliavo. Clamorosamente. Perchè il ddl sul processo breve è la più grande porcata giuridica che si sia mai vista in tutta la storia dell&#8217;Italia democratica e non.</p>
<p style="text-align:justify;">E lo dico da laureata in giurisprudenza e avvocato ma soprattutto lo dico da cittadina italiana stanca di essere presa per il culo da omuncoli privi di morale, privi di dignità e privi di preparazione di base.</p>
<p style="text-align:justify;">Vogliono farci credere che questa sia una riforma necessaria.</p>
<p style="text-align:justify;">Vogliono farci credere che uno scippo sia più grave di una corruzione milionaria.</p>
<p style="text-align:justify;">Vogliono farci credere che sia meno grave la posizione di un incensurato con sei prescrizioni farlocche alle spalle, piuttosto che un tizio che ha commesso un furto in un bar.</p>
<p style="text-align:justify;">Vogliono far prescrivere migliaia di processi facendoci credere che sia necessario per la giustizia e lasciando con un pugno di mosche tutti coloro che sono stati rovinati da Cragnotti e Tanzi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci stanno prendendo per il culo da sempre e siamo talmente abituati che ormai non ci facciamo nemmeno più caso, in un vortice di paurosa accettazione dell&#8217;incredibile che per noi italiani si è trasforma to miracolosamente e tristemente in normalità.</p>
<p style="text-align:justify;">Aberrante normalità. Ma è l&#8217;Italia questa e non toglieteci il Grande Fratello e il Campionato di Calcio. E siamo imbambolati e ingannati ed siamo a posto così.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi però, continuano a prenderci in giro in maniera che trovo personalmente vergognosa perchè mentono in maniera sfacciata.  Mentono spendo che solo il  popolino, può credere alle loro vergognose bugie. Ma è solo di quel popolo bue che hanno bisogno. E lo sfruttano, e lo usano e lo succhiano fino a prosciugarlo, lasciandolo rinsecchito e rosolato nell&#8217;ignoranza più becera.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa legge non deve passare perchè è anticotituzionale e ad personam.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma io non voglio che sia la Consulta a bloccarla. Io voglio che il Presidente della Repubblica si rifiuti di firmarla.</p>
<p style="text-align:justify;">Voglio che lui, Garante della Costituzione, ci metta la faccia.</p>
<p style="text-align:justify;">E salvi la nostra.</p>
<p style="text-align:justify;">Una volta tanto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Don Peppone e Don Camillo / 2]]></title>
<link>http://cubia.wordpress.com/2009/11/12/don-peppone-e-don-camillo-2/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:49:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilredeire</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tratto da Cubia n° 95 &#8211; Ottobre 2009 E’ andata. Ciò che paventavo nello scorso numero di Cubia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1678" title="DonCamilloPeppone" src="http://cubia.wordpress.com/files/2009/11/doncamillopeppone.jpg" alt="DonCamilloPeppone" width="431" height="342" /></p>
<p>Tratto da Cubia n° 95 &#8211; Ottobre 2009</p>
<p>E’ andata. Ciò che paventavo nello scorso numero di Cubia si è puntualmente verificato. La convenzione per il conferimento di fondi comunali alla Scuola Paritaria delle Maestre Pie è stata rinnovata senza nessuna remora. Scivolata via nel silenzio di una delibera di giunta il 17 settembre. Anzi, proprio per evitare un passaggio in consiglio comunale che avrebbe quantomeno comportato uno straccio di riflessione sulla sua opportunità, l’amministrazione ha utilizzato un piccolo/grande accorgimento: ridurre da tre anni ad uno la durata del rinnovo. E mentre l’Assessore Mancini giustificava l’<em>escamotage</em> con la tenera età del mandato elettorale che avrebbe impedito un’attenta ponderazione delle tre paginette della Convenzione: “<em>Abbiamo voluto prendere un ulteriore anno per  riflettere</em>”, la motivazione del sindaco, di segno opposto, si appellava alla necessità di efficienza: “<em>Non potremo mica portare  in consiglio ogni questione sulla quale dobbiamo decidere? Bloccheremmo l’amministrazione</em>”. Più munifico e sbrigativo Antonio Gabellini, ex assessore al bilancio: “<em>Cosa vuoi che siano 17mila euro, ormai li diamo per una qualunque mostra fotografica</em>”. Questo è tutto il dibattito che sono riuscito a racimolare in casa Pd. Continuiamo a chiederci, ormai rassegnati, se dalle loro parti qualcuno si accorge che c’è qualcos’altro per cui vale la pena di arroventarsi le laringi oltre agli alienanti battibecchi interni su leadership e identità del partito.Ma, pur essendo conclusa la partita sul finanziamento, non è venuta meno l’esigenza di ragionare sul suo significato. Vorrei dunque segnalare, dopo quella di natura economica dello scorso intervento, una questione più radicale, che solleva un problema di incompatibilità tra scuola con finalità confessionali e offerta di un servizio pubblico. Vediamo.La legge 62/2000, promulgata da un solerte centro-sinistra, detta i requisiti che anche le scuole cattoliche debbono avere per diventare scuole paritarie (da ora SP) e vedersi così accreditate come soggetti che svolgono un servizio pubblico. Esse debbono essere aperte a tutti ed accettare chiunque si voglia iscrivere, “<em>compresi gli alunni con handicap</em>”che, precedentemente alla legge, le scuole parificate potevano rifiutare. La legge richiede, inoltre, alle SP di adottare un “<em>Progetto educativo in armonia con i principi della costituzione</em>” tra i quali, lo ricordo, risalta quello dello della laicità, definito “supremo” dalla corte costituzionale (sent 203/89). Ora: è sufficiente l’imposizione di accoglienza incondizionata di chiunque desideri iscriversi, figlia dell’Art 3 della Costituzione che obbliga a non discriminare nessuno in base a sesso, razza, lingua, credo, opinioni politiche e sociali, per garantire il rispetto del principio della laicità? Cosa esige tale rispetto da un sistema formativo pubblico? Che nella sua proposta educativa tutte le posizioni in materia di fede siano trattate allo stesso modo senza privilegiarne alcuna, considerato anche che il nuovo concordato dell’84 non riconosce più quella cattolica come religione di stato. Dunque nello spazio pubblico, luogo dove viene riconosciuta l’intersoggettività delle identità plurali, credenti o meno, non ci può essere una confessione che viene assunta come chiave di lettura della realtà e a cui chiedere di aderire per fede. Qualora una scuola decidesse di optare per una simile impostazione confessionale indottrinante, vale a dire ponesse tra le sue finalità quella dell’implementazione (se non imposizione) di una fede specifica, negherebbe al suo progetto formativo la coerenza con le finalità della scuola laica repubblicana e quindi tale progetto difetterebbe di almeno un requisito, per nulla secondario, per vedersi accreditata la  <em>paritarietà</em>. Ma è questo il caso della scuola delle Maestre Pie? Ovvio che sì, in quanto essa è scuola cattolica e la mole di documenti ecclesiali al riguardo è inequivocabile. Qualche esempio: “<em>Una scuola Cattolica si caratterizza dal vincolo istituzionale che mantiene con la gerarchia della chiesa, la quale garantisce che l’insegnamento e l’educazione siano fondati sui principi della fede cattolica e impartiti da maestri di dottrina retta e vita onesta. La scuola cattolica è vero e proprio soggetto ecclesiale in ragione della sua azione scolastica, in cui si fondano in armonia la fede, la cultura e la vita</em>”. (Congregazione per l’educazione cattolica, maggio 2009);  “<em>Tenuto conto che l’uomo storico è l’uomo redento dal Cristo, la scuola cattolica mira a formare il cristiano nelle virtù che lo specificano e lo abilitano a vivere la vita nuova nel Cristo consentendogli di collaborare in fedeltà all’edificazione del regno di Dio. L’adesione a Cristo è il fondamento del carattere peculiare della scuola cattolica in quanto comunità educativa</em>” (Cong. Educ.cattolica, 1977). Questo problema di  incongruenza tra laicità del servizio pubblico e fini della scuola cattolica non sfugge alla Legge 62 ma essa, per cercare di ovviarvi quadrando il cerchio, combina un vero pasticcio normativo. Ecco come. All’Art 1 recita: “<em>Il progetto educativo della scuola paritaria indica l’eventuale ispirazione di carattere culturale o religioso</em>”. Qui mette le mani avanti in quanto il legislatore sa benissimo che in Italia la maggior parte delle scuole paritarie ha finalità confessionali. Poi, con la frase successiva, il tentativo di salvataggio in corner: “<em>Non sono comunque obbligatorie le attività extracurricolari che presuppongono o esigono l’adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa</em>”. Tradotto, significa che dovrebbe essere possibile chiedere l’esonero (cosa, tra l’altro, di difficile attuazione pratica) da attività quali preghiere, celebrazioni liturgiche in occasioni particolari,  progetti specifici, catechesi, ecc…Ma se il problema è tutelare la libertà di coscienza perché intervenire solo sulle attività extracurricolari? Infatti, come abbiamo verificato, nella scuola cattolica è tutto l’impianto del progetto formativo che è di natura catechetico- confessionale, è l’aria che si respira che mira a costruire una identità credente e quindi non è in armonia con il principio costituzionale della laicità. Percepite la contraddizione?La nostra amministrazione decisamente no, tanto che, nella premessa alla Convenzione con cui decide il finanziamento, dà atto serenamente che: “<em>le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono caratterizzate da un proprio progetto educativo in armonia con i principi della costituzione..</em>” Così sia.<br />
I miei omaggi a don Peppone.</p>
<p>di Amedeo Olivieri</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Precari tra sentenze e decreti]]></title>
<link>http://scuolaedintorni.wordpress.com/2009/11/10/precari-tra-sentenze-e-decreti/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:11:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>scuolaedintorni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con quattro ordinanze del 6 novembre il Tar del Lazio ha stabilito che 7.400 docenti precari vengano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
Con quattro ordinanze del 6 novembre <strong>il Tar del Lazio ha stabilito che 7.400 docenti precari vengano inseriti con il loro punteggio, cioè “a pettine”</strong>, nelle  graduatorie richieste, che interessano 28 province. Il Ministero è stato, altresì, condannato a pagare 65.000 euro di spese legali. Queste ordinanze si aggiungono a quella del 9 ottobre che interessava 300 precari.<br />
<br />
Come è noto per annullare gli effetti della prima ordinanza il Ministero ha predisposto e fatto approvare dalla Camera dei deputati il <strong>decreto legge 134/2009</strong> che ha confermato le disposizioni contenuta nella ordinanza ministeriale dell’8 aprile 2009 che prevedeva l’inserimento in coda nelle nuove graduatorie. Il Senato è chiamato nei prossimi giorni, e, comunque, prima del 24 novembre, a dare l’approvazione definitiva. La conversione in legge del decreto bloccherebbe le decisioni della giustizia amministrativa. Quindi i docenti precari già nominati resterebbero al loro posto anche se per effetto delle ordinanze del Tar qualcuno di essi avrebbe potuto essere scavalcato dai colleghi precari provenienti da altre graduatorie.<br />
<br />
Marcello Pacifico, presidente dell’associazione che ha condotto l’operazione dei ricorsi, l’Anief (Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione), ha contestato il decreto legge 134/2009 dove prevede che i docenti provenienti da altre province siano inserirti in coda per il biennio 2009-2011, e poi a pettine dal 2011. Si tratta  a suo avviso di una norma “incoerente”, in quanto unicamente rivolta a bloccare le decisioni del Tar, e “non conforme” ai principi costituzionali; contro di essa ha annunciato che si rivolgerà prima al Tar, per il rispetto delle sentenze, e poi alla Corte costituzionale.<br />
<br />
<strong>Il decreto  134/2009, una volta convertito in legge, avrà il potere di confermare la situazione di fatto.</strong> Fino a quando? Sarà in grado di reggere alle decisioni della giustizia amministrativa pressata dai quasi 8.000 precari che hanno avuto la vittoria a portata di mano?<br />
<br />
Il precariato della scuola per il complesso delle persone e degli interessi che coinvolge e per la stratificazione dei provvedimenti emanati nel corso degli anni, sempre definiti provvisori in attesa di una soluzione organica, che non c’è mai stata, non può continuare ad essere governato con provvedimenti tampone ai quali, purtroppo, si ascrivono anche le ultime decisioni del governo.<br />
<br />
E’ necessario che il Ministro dell’Istruzione, utilizzando il periodo che seguirà l’approvazione del decreto legge, definisca, con il contributo  delle organizzazioni sindacali e delle associazioni professionali, una proposta organica che il governo si impegni a portare in Parlamento.<br />
<br />
Luigi Gennari
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’anticristo]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/04/l%e2%80%99anticristo/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:40:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sul Tempo il punto di Davide Rondoni è un’invettiva: “Ma sì, togliamolo di mezzo – sbraita Rondoni –]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/rana-crocefissa.jpg" alt="rana crocefissa" title="rana crocefissa" width="120" height="90" class="alignleft size-full wp-image-1140" />Sul Tempo il punto di Davide Rondoni è un’invettiva: “Ma sì, togliamolo di mezzo – sbraita Rondoni – Diamo ragione a questi palloni gonfiati della Corte che per prima cosa nel dover sentenziare di queste materie colpiscono ancora Lui, il più debole, il più villaneggiato, il più sputacchiato e martoriato. Togliamolo di mezzo. Dà fastidio. Ha sempre dato fastidio”.</p>
<p>Di chi sta parlando Rondoni? Di Cristo e della decisione di Strasburgo di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche. La cosa terribile, però, è che il quotidiano romano aveva scritto un editoriale analogo (il soggetto in quel caso era Berlusconi e non Gesù) quando la Corte (Costituzionale, non Europea) aveva bocciato il Lodo Alfano.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dissentire in Consulta?]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/02/dissentire-in-consulta/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:15:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il giudice della Corte Costituzionale Paolo Maria Napolitano dice che andrebbe introdotto il diritto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://radicalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/Corte-Costituzionale-dal-suo-sito.bmp" alt="http://radicalweb.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/Corte-Costituzionale-dal-suo-sito.bmp" width="456" height="330" /></p>
<p>Il giudice della Corte Costituzionale Paolo Maria Napolitano dice che <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/11/01/visualizza_new.html_992475751.html">andrebbe introdotto il diritto di dissentire</a> per il magistrato che sia contrario ad una decisione della Corte stessa.   Voto segreto per la Consulta addio dunque?</p>
<p>Il problema va posto. E Napolitano, nell&#8217;<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/11/01/visualizza_new.html_992475751.html">intervista esclusiva all&#8217;Ansa</a>, sostiene che &#8220;per trasparenza&#8221; ogni magistrato devrebbe poter liberamente esprimersi e quindi poter (rigorosamente direi bene) argomentare la propria decisione.</p>
<p>Ma la conclusione (politica e ragionevole) a cui si può giungere è opposta a quella dell&#8217;alto togato. Vediamo perchè.</p>
<p>Napolitano sgombera subito il campo e premette che il suo ragionamento non interessa il recente &#8220;Lodo Alfano&#8221;, quindi non interessa leggi <em>ad personam</em> e consente invece, nella fattispecie di una legge generale, di poter agire con trasparenza. Un giudice in sostanza è davvero libero se può compiutamente far conoscere il suo pensiero su una specifica questione, senza limitare il proprio giudizio ad un processo deterministico che decida sinteticamente se una norma sia vera o falsa, mentre questa valutazione dovrebbe emergere da una &#8220;valutazione complessiva di valori e categorie&#8221;.</p>
<p>In realtà la premessa che non si stia qui considerando la legge c.d. Lodo Alfano non cambia il fatto che proprio di una legge che interessa ben pochi &#8220;soggetti costituzionali&#8221; si è fin qui parlato e questa valutazione di Napolitano è espressa proprio &#8220;in coda&#8221; ad una sentenza controversa quanto decisiva per il funzionamento politico-istituzionale del Paese.</p>
<p>Una legge in larga parte che ha diviso gli schieramenti politici e che proprio all&#8217;interno della Consulta ha registrato una soluzione a maggioranza che ne ha bocciato il testo nella forma (come già nella precedente formulazione) e nella sostanza.</p>
<p>Ma anche ove si consideri una legge ordinaria di portata assolutamente generale siamo in presenza di una contraddizione logica: la Corte Costituzinale è un giudice di legittimità di ultima istanza. Il principio che giudica è frutto dell&#8217;elaborazione politica e parlamentare e le viene sottoposto attraverso un procedimento incidentale ad un giudizio già instaurato innanzi ad un Tribunale ordinario di merito. Pertanto la Corte non ha una funzione di ridiscussione della legge stessa alla luce dell&#8217;orientamento del singolo magistrato che ne compone il consesso, semmai ha la funzione di verificarne la coerenza il base alle norme della Costituzione stessa.</p>
<p>Quindi il parere di Napolitano appare incoerente con la funzione della Corte stessa, ove non si voglia veramente ricondurre la provenienza e la nomina di ogni giudice ad un&#8217;appartenenza da rispettare meccanicamente.</p>
<p>Ma non basta. I Giudici della Corte sono, in Italia, a termine. Esercitano il mandato, e le relative prerogative, sulla base di una designazione temporale. Al contrario per esempio dei Giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti. Lì i Giudici non terminano il loro mandato potendo aspirare ad altro incarico. Non devono tornare in ambito accademico, nè diventare amministratori di società, consiglieri del principe o consulenti di parte. Sono cioè magistrati a vita, svolgeranno quell&#8217;incarico senza poterne essere disconosciuti. Sono cioè in una condizione assolutamente diversa. Una condizione che consente di non temere ritorsioni e anzi di poter, nel lungo periodo, confermare o rivedere il loro orientamenti per il libero convincimento che potrà derivarne dalla frequentazione, dallo studio e dalla comprensione dei fenomeni di costume e della naturale evoluzione sociale. Non saranno quindi mai prigionieri di un Lodo Alfano che segnerà il loro destino. Nè macchierà la loro carriera.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla consulta la questione del matrimonio fra persone dello stesso sesso]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/10/22/alla-consulta-la-questione-del-matrimonio-fra-persone-dello-stesso-sesso/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:18:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
<guid>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/10/22/alla-consulta-la-questione-del-matrimonio-fra-persone-dello-stesso-sesso/</guid>
<description><![CDATA[   Nel 1961 la corte Costituzionale ritenne legittima la proibizione penale del solo adulterio della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-135" title="images" src="http://quadernisocialisti.wordpress.com/files/2009/10/images4.jpeg" alt="images" width="86" height="129" /></p>
<p> </p>
<p> Nel 1961 la corte Costituzionale ritenne legittima la proibizione penale del solo adulterio della moglie concludendo in una maniera che oggi sarebbe inconcepibile. Disse all’epoca la Corte    “che la moglie conceda i suoi amplessi ad un estraneo è apparso al legislatore, in base alla prevalente opinione, offesa più grave che non quella derivante alla isolata infedeltà del marito. […..] trattasi di un dato della vita sociale, di un dato della esperienza comune.”</p>
<p>Qualche anno dopo Pier Paolo Pasolini realizzò il documentario  “Comizi d’amore” interrogando gli italiani sulla loro sessualità. Ne venne un quadro molto interessante della società dell’epoca.</p>
<p>Oggi a tanti anni di distanza la Corte Costituzionale è chiamata rispondere sotto diverso profilo agli stessi interrogativi e la risposta che darà marcherà ancora una volta la storia giuridica e civile dell’Italia.  Lo spunto è venuto  dal tribunale di Venezia che non ritenendo infondata una questione di anticostituzionalità della norma, ha chiesto alla Corte Costituzionale di chiarire se il divieto di matrimonio dello stesso sesso sia conforme ai principi di libertà ed eguaglianza sanciti dalla nostra legge fondamentale. Il quesito al quale la Corte dovrà rispondere è il seguente: possono due persone dello stesso sesso contrarre matrimonio civile tra loro? Ciò perché di fronte all’inerzia del parlamento italiano 20 coppie in tutta Italia hanno richiesto all’ufficiale di stato civile del proprio comune le pubblicazioni di matrimonio ex artt 93 ss, cc. ritenendo di essere titolari come tutte le coppie formate da persone di sesso diverso delle medesime prerogative costituzionale e civili ad esse riservate.</p>
<p>Il conseguente diniego ha comportato il ricorso al Giudice che nel caso del Tribunale di Venezia e della corte d’appello di Trento ha rinviato gli atti alla Consulta  sollecitandone la pronuncia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IMmotivazioni]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/10/20/immotivazioni/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 18:14:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riporto la seguente frase tratta da Il Giornale di oggi. Parlando delle motivazioni pubblicate dalla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/qls3KgtB5AU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/qls3KgtB5AU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<div style="text-align:left;display:block;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-118" title="feltri" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/10/feltri.jpg?w=150" alt="feltri" width="150" height="112" />Riporto la seguente frase tratta da <em>Il Giornale</em> di oggi. Parlando delle motivazioni pubblicate dalla Consulta sul no al Lodo Alfano, la giornalista mette queste parole in bocca ad uno dei giudici di minoranza: «Un principio di uguaglianza e parità quasi da Rivoluzione francese», riferite al collegamento tra <strong>Art. 3 </strong>ed <strong>Art.138</strong> della Costituzione proposto nella sentenza. Subito dopo, si legge testualmente: &#8221;<em>inquilini di Quirinale, Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama</em> <em><span style="text-decoration:underline;">come l’ultimo italiano</span>&#8220;</em>.<br />
Mi sembrava che fosse questo che l&#8217;insignificante targa che troviamo nei tribunali volesse dire. Evidentemente mi sbagliavo.<br />
Eppure <strong>primus super pares</strong> (definizione già discutibile di per sè) in quanto eletto dai cittadini il Presidente del Consiglio non lo è e non lo è mai stato, e basta leggere la legge n. 27 del 21/12/2005 (&#8220;<em>I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione</em>.”) per farsene un&#8217;idea abbastanza chiara. Come più o meno tutti sanno, sta al presidente della Repubblica dare l&#8217;incarico di governo a quel capo, e come è ancora più risaputo nella scheda elettorale si trovano i simboli dei partiti e non il nome di un candidato. Per chiudere, la sentenza Previti 2005 sul &#8220;legittimo impedimento&#8221; consente a Berlusconi di concordare con i giudici le date delle udienze nei processi a carico, senza subire danni al suo ruolo istituzionale. Il diritto alla difesa non viene certo meno; non vedo perchè dovrebbe venir meno il <strong>diritto all&#8217;uguaglianza</strong>.</div>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lodo Alfano, Le motivazioni della dichiarata illegittimita' costituzionale - CORTE COSTITUZIONALE, Sentenza n. 262 del 19/10/2009 ]]></title>
<link>http://sentenziando.wordpress.com/2009/10/20/lodo-alfano-le-motivazioni-della-dichiarata-illegittimita-costituzionale-corte-costituzionale-sentenza-n-262-del-19102009/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:10:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>sentenziando</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il Lodo Alfano attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify"><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">&#8220;Il Lodo Alfano attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo che non è desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative e che, pertanto, è privo di copertura costituzionale&#8221;. E&#8217; questo uno dei passaggi più significativi delle motivazioni della sentenza, depositate in serata, con la quale la Corte Costituzionale il 7 ottobre scorso ha bocciato il Lodo Alfano. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><a href="http://www.litis.it/index.php/giurisprudenza/corte-costituzionale/6498-lodo-alfano-le-motivazioni-della-dichiarata-illegittimita-costituzionale-corte-costituzionale-sentenza-n-262-del-19102009-"><span style="font-size:x-small;">Leggi tutto&#8230;</span></a><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Silvio e gli altri]]></title>
<link>http://bepoglace.wordpress.com/2009/10/18/silvio-e-gli-altri/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:42:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
<guid>http://bepoglace.wordpress.com/2009/10/18/silvio-e-gli-altri/</guid>
<description><![CDATA[Con buona pace dell&#8217;allegra accozzaglia dei sedicenti oppositori, in Italia le cose continuano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Con buona pace dell&#8217;allegra accozzaglia dei sedicenti oppositori, in Italia le cose continuano ad andare in modo chiaro: Berlusconi fa e gli altri stanno a guardare. O meglio, attendono che Berlusconi faccia per poi protestare, indignarsi, fare proclami. Ma il dato di fatto è semplice: nella politica di questo paese l&#8217;unico a fare è lui. Ha delle idee, dei progetti, le energie personali e politiche per attuare i propri programmi. Giusti o sbagliati che siano, l&#8217;unico, autentico protagonista della scena politica italiana è il Presidente del Consiglio dott. Silvio Berlusconi!<!--more--> Si grida alla dittatura mediatica, ma intanto lui è lì, lui fa ed attende gli altri al varco. La vicenda del &#8220;lodo Alfano&#8221; è significativa. Il Parlamento ha licenziato il testo della legge chiamata &#8220;lodo Alfano&#8221;, che garantiva la sospensione dei procedimenti giudiziari a carico delle maggiori cariche dello Stato. Una sorta di &#8220;tregua&#8221; garantita anche al Presidente del Consiglio, che ha fatto gridare l&#8217;opposizione alla &#8220;legge ad personam&#8221;. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il provvedimento per la promulgazione senza discutere, senza sollevare rilievo alcuno. Eppure di motivi per sollevare rilievi ce n&#8217;erano. Non tanto nella sostanza, dato che prima di Tangentopoli le cose stavano peggio ancora: immunità parlamentare. Ve la ricordate? La parte peggiore del discorso è stata la discussione che ha portato al pronunciamento della Corte Costituzionale. Ciò che ho trovato aberrante e scandaloso è la teoria secondo cui &#8220;la legge è uguale per tutti, ma la sua applicazione no&#8221;. In sostanza rimane reato ciò che è reato, ma per alcune persone si fanno eccezioni di giudizio. Mi sarei aspettato, di fronte ad una simile teoria, che il Popolo Italiano si sollevasse. L&#8217;Azzeccagarbugli di manzoniana memoria non avrebbe potuto trovare una teoria più imbecille. Infatti la Corte Costituzionale, che in questo caso ha avuto il compito di essere l&#8217;ultimo baluardo della giustizia in Italia, ha bocciato la legge. E questo ha mandato su tutte le furie Berlusconi, che ha ricoperto di insulti in modo più o meno velato quella metà d&#8217;Italia che non sta dalla sua parte. Se l&#8217;è presa anche con Napolitano, reo di essere un comunista, quando in realtà sarebbe stato dovere dell&#8217;opposizione lanciare strali infuocati contro il Presidente della Repubblica, reo di avere firmato un provvedimento incostituzionale senza discutere!<br />
Sono poi seguiti giorni in cui la tensione è salita alle stelle, con un Berlusconi sempre più ricco di energia, lanciatissimo nella sua corsa alle riforme per costruire l&#8217;Italia così come la vede nei suoi sogni, mentre l&#8217;opposizione continua a mantenere un atteggiamento che oserei definire adolescenziale. A dire il vero tutta la politica è ormai adolescenziale, considerando che nell&#8217;adolescenza eravamo tutti portati alla rissa, al confronto mai mediato, all&#8217;estremizzazione. Mezza Italia si indigna di fronte a ciò che fa Berlusconi, l&#8217;altra mezza lo osanna, mezza Italia passa le giornate intere a parlare male di lui, l&#8217;altra mezza non parla, c&#8217;è Emilio Fede che ci pensa per loro. Non si parla più di idee di programmi, a meno che non ne parli Berlusconi.<br />
Alla fine dei conti si può dire che, in questo momento, in Italia c&#8217;è Silvio, e poi ci sono gli altri, che lo seguono come un gruppo di cani, chi latrando, chi scodinzolando. E sinceramente mi fa pena vedere in queste condizioni politici per cui ho ancora un briciolo di rispetto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[NON RIESCONO A GUARDARE OLTRE IL PROPRIO NASO]]></title>
<link>http://giovannialvaro.wordpress.com/2009/10/17/non-riescono-a-guardare-oltre-il-proprio-naso/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 12:56:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>vanni</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Giovanni ALVARO- ilcalcestruzzo   Da quello che si capisce erano andati   (la sinistra e i suoi g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/giovanniottobre/berlusconi%20impegni.jpg" alt="" width="270" height="202" align="left" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">di <strong>Giovanni ALVARO</strong>- ilcalcestruzzo   Da quello che si capisce erano andati   (la sinistra e i suoi giornali) a suonare   e sono stati suonati. Credevano di   distruggere il premier con il colpo   finale della bocciatura del <strong>Lodo   Alfano </strong>(con relativi sogni fatti di   processi, condanne ed arresti) e si   trovano ad aver regalato allo stesso   premier un percorso che lo porta   dritto dritto alla prescrizione dei reati,   quelli che si continua a volergli cucire   addosso con la speranza, però ormai<br /><!--more--> in soffitta, di liquidare il ‘nemico’ per via giudiziaria. Credono che ciò basti a cambiare la testa degli italiani che non vogliono sentir parlare di ‘sinistra’ comunque mimetizzata. La verità è che non riescono a guardare al di là del proprio naso.<br />
E’ successo come per gli ultimi referendum, quelli elettorali, che, alla fine, gli stessi organizzatori (<strong>Di Pietro</strong> e &#38;), <span style="text-decoration:underline;">dopo aver raccolto centinaia di migliaia di firme, hanno scelto di boicottare</span>. Si son resi conto in ritardo, ma la colpa è di madre natura, che con l’approvazione di quei referendum regalavano la maggioranza assoluta all’odiato Berlusconi. Ricordiamo tutti che uno dei quesiti prevedeva la concessione del premio di maggioranza non alla coalizione ma al partito che avrebbe preso più voti e cioè al PdL.<br />
Stesso film anche oggi, con la differenza che ieri ci fu la ciambella di salvataggio di un referendum fallito, mentre oggi il pronunciamento della <strong>Consulta </strong>non può più essere modificato e le conseguenze, dal loro punto di vista, saranno disastrose. Con il <strong>Lodo Alfano</strong>, <strong>Berlusconi </strong>e le altre alte cariche dello Stato non potevano essere processati nel periodo di assolvimento del loro incarico, e in quel periodo il decorrere del tempo sarebbe stato bloccato. Era un meccanismo che permetteva la guida del paese senza scossoni, garantiva tranquillità nel ruolo istituzionale e consentiva, successivamente, lo svolgimento dei processi senza ledere anche la garanzia della difesa. Processi e riavvio del tempo, infatti, sarebbero stati ripresi solo alla fine del mandato istituzionale.<img src="http://www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/giovanniottobre/giustizia-in-italia.jpg" alt="" width="270" height="202" align="right" /></p>
<p align="left">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Con l’abolizione del Lodo lo scenario   è totalmente cambiato e con esso la   stessa sorte del Cavaliere (o meglio   la sorte del poter governare   tranquillamente) per cui si acquietino   gli assetati di sangue, e si   tranquillizzino i preoccupati. Il perché   è presto detto, dato che è la stessa   <strong>Consulta </strong>che, forse, preoccupata dal   gran ‘casino’ determinatosi, sembra   voglia indicare la via d’uscita   rappresentata da quanto scritto nella   sentenza <strong>Previti</strong>. La <strong>Corte Costituzionale</strong>, infatti, aveva scritto che, nel caso un imputato sia anche componente di un ramo del Parlamento, il giudice ha &#8220;l’ònere di programmare il calendario delle udienze in modo da evitare coincidenze con i giorni di riunione degli organi parlamentari&#8221;.<br />
Muovendo dalla sentenza di quattro anni fa &#8211; secondo quanto trapelato da ambienti vicini alla Corte, che affronterà l’argomento nel motivare la bocciatura del <strong>lodo Alfano </strong>- il conflitto tra esigenze processuali ed extraprocessuali nel caso di alte cariche dello Stato potrebbe essere risolto senza violare il principio di uguaglianza: i processi a Berlusconi, ad esempio, andrebbero avanti, ma i giudici avrebbero l’obbligo di fissare, d’intesa con il premier, un calendario delle udienze che tenga conto degli impegni istituzionali del <strong>Presidente del Consiglio</strong>, in modo da evitare coincidenze e non compromettere il diritto di difesa.<br />
Ora, non sfugge a nessuno che l’agenda degli impegni istituzionali del premier è così piena che il <strong>Presidente</strong>, a volte, è costretto a scegliere tra sedute del Parlamento (<strong>Camera e Senato</strong>), Consigli dei Ministri, riunioni internazionali (<strong>Onu e UE</strong>), incontri bilaterali, visite a stati esteri, interventi nelle zone in ‘emergenza’ (<strong>Abruzzo e Messina</strong>), rapporti con le forze sociali e iniziative varie. <strong>Il tempo volerà e con la prescrizione gli assetati di sangue resteranno a bocca asciutta.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sofia femme fatale]]></title>
<link>http://davidepicatto.wordpress.com/2009/10/16/sofia-femme-fatale/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:57:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Davide Picatto</dc:creator>
<guid>http://davidepicatto.wordpress.com/2009/10/16/sofia-femme-fatale/</guid>
<description><![CDATA[Zombies comunisti Zombies. Schiantato lo scudo Alfano, stretto dalla morsa il Cavaliere fugge nella ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignright" style="width: 324px"><a href="http://www.transatlantis.net/blog/archives/mome8_communist_zombies.jpg" target="_blank"><img title="Zombies comunisti" src="http://www.transatlantis.net/blog/archives/mome8_communist_zombies.jpg" alt="" width="314" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Zombies comunisti</p></div>
<p style="text-align:justify;"><strong>Zombies. </strong><a href="http://davidepicatto.wordpress.com/2009/10/08/superman-contro-tutti/" target="_blank">Schiantato lo scudo Alfano</a>, <a href="http://davidepicatto.wordpress.com/2009/10/11/129/" target="_blank">stretto dalla morsa</a> il Cavaliere fugge nella Sofia la Bella, città dei mille editti e megafono naturale per boutade, diktat e chiamate alle armi. Al sicuro lontano dall&#8217;assediata Italia si scaglia contro il nemico:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>La decisione della Corte costituzionale non è condivisibile. Praticamente la Corte ha detto ai pm rossi di Milano: &#8216;riaprite la caccia all&#8217;uomo nei confronti del premier&#8217;</em>&#8220;</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">I rossi, pericolosi Zombies venuti da molto lontano (un molto lontano temporale, sono vent&#8217;anni che è crollato il loro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muro_di_Berlino" target="_blank">baluardo</a>) appestano le nostre terre. Facilmente riconoscibili, indossano lunghi mantelli neri, hanno come testi sacri faldoni e faldoni di scartoffie e vivono nelle aule dei nostri tribunali, soprattutto in quel di Mediolanum, aizzati dai Signori dei Morti, Zombies di categoria superiore che si riuniscono in una Corte detta Costituzionale che il Nostro vorrebbe <!--more continua-->riformare per fare del Paese</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>&#8230;una democrazia vera non soggetta al potere di un ordine che non ha legittimazione elettorale</em>&#8220;</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">E allora: riformare la Costituzione cercando alleati nei sommi ordini dello Stato Italiano, e se questi codardi si dovessero rifiutare chiamare il popolo in adunata. Referendum Costituzionale è la parola d&#8217;ordine.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Di bontà e giustizia. </strong>I media non capiscono Superman: lo criticano, lo calunniano. Ma il suo gradimento è al 68,7%, a sentir parlare il nostro Cavaliere, e di lui ci si fida perché</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;La cosa migliore è essere amati e io faccio di tutto per essere amato, non solo dai media ma da tutti. Io sono troppo buono e giusto e vorrei che me lo riconoscessero&#8221;</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">È buono e giusto, i calunniatori devono riconoscerlo, e ne va del loro bene: il popolo sta con lui.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="margin-top:10px;margin-bottom:0;padding-bottom:0;text-align:center;line-height:0;"><a target="_blank" href="http://feeds.feedburner.com/~r/StorieNarrazioniSguardiObliqui/~6/1"><img src="http://feeds.feedburner.com/StorieNarrazioniSguardiObliqui.1.gif" alt="Storie, narrazioni, sguardi obliqui" style="border:0;"></a></p>
<p style="margin-top:5px;padding-top:0;font-size:x-small;text-align:center;"><a href="http://feedburner.google.com/fb/a/headlineanimator/install?id=ko3gci5i3kkam9kvi8jg6dgvbo&#38;w=1" target="_blank">&#8593; Grab this Headline Animator</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riforma costituzionale per un Paese non soggetto alla magistratura]]></title>
<link>http://provediregime.wordpress.com/2009/10/16/riforma-costituzionale-per-un-paese-non-soggetto-alla-magistratura/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:25:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>giubot</dc:creator>
<guid>http://provediregime.wordpress.com/2009/10/16/riforma-costituzionale-per-un-paese-non-soggetto-alla-magistratura/</guid>
<description><![CDATA[In Parlamento ha la maggioranza “bulgara” che potrebbe approvare a tambur battente quella riforma co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In Parlamento ha la maggioranza “bulgara” che potrebbe approvare a tambur battente quella <strong>riforma costituzionale della giustizia «che faccia del nostro Paese una democrazia vera non soggetto al potere di un ordine che non ha legittimazione popolare»</strong>.</p>
<p>Silvio Berlusconi ufficializza i<strong>l progetto di una terza Repubblica</strong> partendo dalla madre di tutte le riforme, la giustizia. Il premier non ha ancora metabolizzato la bocciatura del lodo-Alfano e parte lancia in resta contro «una parte della magistratura molto politicizzata che interviene utilizzando giustizia a fine di lotta politica e poi su, su, sino all’ultimo organo dello Stato che è la corte Costituzionale che pone in nulla le decisioni del Parlamento». Tutto da rifare, quindi. A cominciare dalla riforma del processo penale che giace al Senato giudicata dal premier «insufficiente» e poi, spiega il Cavaliere, «a questo punto vale la pena consultare gli elettori».</p>
<p>Come? <strong>Sottoponendo agli elettori un unico pacchetto di riforme costituzionali che,tra presidenzialismo, federalismo e giustizia, disegni un nuovo assetto istituzionale molto più agile e meno costoso dell’attuale.</strong> Non basta quindi più nemmeno la separazione delle carriere. Serve al Cavaliere una riforma molto più radicale che coinvolga anche la Consulta che, con la bocciatura del lodo-Alfano, «praticamente ha detto ai pm rossi di Milano di riaprire la caccia all’uomo». Tempi? «Non è che le rivoluzioni si possono fare in tempi brevi», sostiene il Cavaliere.</p>
<p>(Da Corriere della Sera)</p>
<p>&#8220;Nel momento in cui e’ stata abolita l’immunita’ dei parlamentari s<strong>ono i giudici e non i cittadini a decidere chi puo’ continuare a fare il parlamentare o meno e chi puo’ continuare o meno a governare il paese</strong>. Questo non credo che faccia parte di una vera democrazia e sono fortemente intenzionato a cambiare le cose in Italia. Credo che a questo punto valga la pena di rivisitare la costituzione attraverso appunto una legge costituzionale. Se avremo numeri per farlo in parlamento lo faremo in parlamento e allora sara’ piu’ veloce, <strong>se non avremo i numeri in parlamento la faremo con un ricorso agli elettori</strong>&#8221; (<a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16591.htm" target="_blank">dal sito del PdL</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutti zitti: lettera di Fernanda Contri]]></title>
<link>http://crespienrico.wordpress.com/2009/11/30/tutti-zitti-lettera-di-fernanda-contri/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:52:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>crespi enrico</dc:creator>
<guid>http://crespienrico.wordpress.com/2009/11/30/tutti-zitti-lettera-di-fernanda-contri/</guid>
<description><![CDATA[ E’ dura la vita dei blogger, specie quando si muovono politici, magari un po’ scaduti, ma sempre be]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://crespienrico.wordpress.com/files/2009/11/shut-up-lettera-di-fernanda-contri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1861" title="shut up-lettera di fernanda contri" src="http://crespienrico.wordpress.com/files/2009/11/shut-up-lettera-di-fernanda-contri.jpg?w=300" alt="" width="120" height="102" /></a> E’ dura la vita dei blogger, specie quando si muovono politici, magari un po’ scaduti, ma sempre ben installati nei <a href="http://crespienrico.files.wordpress.com/2008/11/cupola-genova.pdf">sistemi di potere </a>che collegano e muovono affari, giustizia, politica, <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/10/05/suona-il-violino-onlus-e-comunicazione/">stampa</a>,  in un ambiente piccolo e ben organizzato come Genova.</p>
<p><strong>L’avvocato Contri mi scrive come Presidente di <a href="http://crespienrico.wordpress.com/?s=ccs">CCS Italia </a>ONLUS</strong>, una delle sue  numerose cariche, associazione che ha subito qualche critica (come altre ONLUS) in questo blog. L’avvocato Contri è più nota per la sua lunga carriera politica, nelle varie istituzioni divise fra partiti, fra cui la prestigiosa e <a href="http://crespienrico.files.wordpress.com/2008/11/alla-corte-dei-privilegi.pdf">ben remunerata </a>Corte<a href="http://crespienrico.files.wordpress.com/2008/11/consulta.pdf"> Costituzionale</a>.</p>
<p>Vediamo cosa scrive la lettera arrivata il 18/11/09:</p>
<p><span style="color:#000080;">Egregio Sig. Crespi</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Ci risulta che è in atto da tempo da parte Sua un’opera di denigrazione nei confronti della nostra Associazione e dei nostri collaboratori attraverso ripetuti contatti con i nostri partner istituzionali, oltre che con una attività di comunicazione sul canale internet.</span></p>
<p><a href="http://crespienrico.wordpress.com/files/2009/11/lettera-contri.jpg"><span style="color:#000080;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1858" title="lettera di fernanda contri" src="http://crespienrico.wordpress.com/files/2009/11/lettera-contri.jpg?w=212" alt="" width="92" height="132" /></span></a><span style="color:#000080;">Le rendiamo noto sin d’ora che una volta raccolte le prove di questo Suo comportamento non potremo tollerare la prosecuzione di questa Sua illecita attività.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Le ricordiamo che Ella ha da poco concluso una transazione col CCS e che questa la impegna a un comportamento corretto nei nostri confronti.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">La avvertiamo pertanto che nel caso in cui Lei non desistesse, ci vedremo costretti a procedere nei Suoi confronti</span></p>
<p><span style="color:#000080;">                                                            La Presidente (di CCS Italia)</span></p>
<p><span style="color:#000080;">                                                                   Fernanda Contri</span></p>
<p><strong>Sarò un po’ prevenuto</strong> verso chi nella vita si è mosso solo nel sistema politico, sbaglierò. Ma il tono della lettera e il grande timbro minaccioso che chiude la sentenza\proclama, mi sembrano un po’ arroganti,  <span style="color:#000080;"><em>“non potremo tollerare la prosecuzione</em></span>”.  E simbolici. per  politici abituati a ritenersi onnipotenti, viziati dallo stuolo di portaborse e <a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_ant/c/c146.htm"><em>clientes</em></a> che li circonda e  adula per qualche prebenda o <a href="http://crespienrico.files.wordpress.com/2008/11/il-partito-del-cemento.pdf">protezione</a>. Alla mente arrivano anche i toni usati dal governo cinese, sudanese o iraniano quando <span style="color:#000080;"><em>“avvertivano”</em></span> della censura sul Web.</p>
<p><strong>La lettera dimentica  alcuni diritti (che certi chiamano fondamentali</strong>):  la libertà di esprimersi, scrivere, pensare e parlare. Cosine scritte nella costituzione italiana, convenzioni europee e internazionali. Infine, la lettera\editto mi ricorda, quando gli appartenenti alle varie alte caste  dicono ai vigili che gli danno una multa meritata:<em> Lei non sa chi sono io</em> <em><span style="color:#000080;">(“la avvertiamo”)</span> </em></p>
<p>Posso immaginare che, l’avvocato Contri e i suoi <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2008/11/12/genova-vassalli-valvassori-famigli/">amici</a> (alcuni inseriti con parenti nella ONLUS) siano stati disturbati dalle critiche sulla capacità e efficienza del CCS; ma, <strong>da persone democratiche, di sinistra, liberali e impegnate nel sociale e nella politica</strong>, un cittadino s’aspetterebbe una replica, magari dura, sugli argomenti trattati. E’ triste, non tanto per me, quanto per la democrazia (sempre santificata) sentirsi intimidito, quasi minacciato, specie da persone che hanno potere e lo possono usare nelle <a href="http://crespienrico.files.wordpress.com/2008/11/il-futuro-di-genova.pdf">forme più diverse</a>.</p>
<p> Altra cosa un po’ triste è che la Contri (e i suoi apostoli) non sembrano tanto interessati agli argomenti sollevati da questo blog (che vorrebbero censurare). <strong>Non hanno mai risposto, nel merito, quanto e se i <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/01/07/ong-dietro-la-lavagna-se-si-copia-il-peggio-dellindustria-dellassistenza/">soldi donati </a>al CCS siano utilizzati bene a favore dei bambini del Nepal, della <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/01/07/ong-dietro-la-lavagna-se-si-copia-il-peggio-dellindustria-dellassistenza/">Cambogia </a>o del Mozambico</strong>, non scrivono al blog, magari incazzati, per contraddire, rettificare, discutere (come hanno fatto altre <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/10/20/basterebbe-poco-i-bilanci-delle-onlus/">Associazioni</a>).</p>
<p><strong>L’impressione è che il fastidio (e relative intimidazioni) sia generato dai danni (potenziali) alla loro immagine pubblica</strong> di santoni, garanti, salvatori dell’umanità.  E, per inciso e nel merito, la <span style="color:#003366;"><em>“transazione conclusa”</em></span> non prevede, per me, impegni di nessuna natura, oltre che relativi agli aspetti economici e lavorativi della stessa. Insomma, sembra che s&#8217;arrabattino per sfuggire al confronto sulle critiche avanzate.</p>
<p><strong>Nel blog è semplicemente scritto o riportato quanto visto, segnalato,  da  “partners istituzionali”, operatori, gente dei villaggi o valutato e</strong> criticato quanto riportato nei numeri scritti nel loro<a href="http://crespienrico.files.wordpress.com/2008/11/pkf.pdf"> bilancio </a>. Nessuno ha mai risposto sui conti (che ci appaiono un pò stravaganti); perchè <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/10/20/basterebbe-poco-i-bilanci-delle-onlus/">le spese di struttura </a>sono aumentate fino a creare una perdita; perchè sono dettagliate <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/09/24/trasparenti-come-bottiglie-di-latte-onlus-bilanci-comunicazione/">spese di comunicazione </a>incredibilmente elevate in rapporto a  entrate ridicole. Consideriamo che eventuali sprechi ed inefficienza non provocano danni alla Contri (e ai suoi amici) ma ai bambini e alle comunità del Nepal (e <a href="http://crespienrico.wordpress.com/?s=mozambico">di altri paesi).</a> Nessuno li obbliga a rispondere su queste opinioni, ma almeno che non vogliano censurarle. </p>
<p><strong>E&#8217; questa l&#8217; “<em><span style="color:#003366;">illecita attività</span></em>” di cui parla la lettera.</strong> Cosa vorrebbe la Contri, che buttassi le<a href="http://crespienrico.wordpress.com/2008/10/14/una-lettera-onlus-e-credibilita-6/"> lettere </a>nel cestino, che non parlassi più del CCS (o altre onlus), che non esprimessi le mie (e di altri) opinioni. Vuole che chiuda questo blog o vuole che qualcuno del suo giro si muova per chiuderlo.</p>
<p><strong>Io so cosa vorrei dalla Contri,</strong> semplicemente che rispondesse, nel merito, alle opinioni e fatti scritti nel blog, come si usa fra persone civili in un paese democratico. Evitando, se possibile, intimidazioni e censure. Lo spazio del blog è sempre aperto. Se no, buona notte alla trasparenza (sempre sbandierata sul sito del CCS e del settore umanitario) e ai diritti dei cittadini.</p>
<p>Spero che l&#8217;avvocato Contri capisca che le cose scritte sulle ONLUS non mi portano nessun beneficio, carriera, immagine, non ho necessità di file di poltrone o persone adulanti per sostenere il mio ego. <strong>Vorrei solo dire la mia e dare spazio a quella povera gente che il CCS ha deluso, riducendo opportunità e speranze</strong>. Sperando che le critiche avanzate producano qualche cambiamento nei metodi del CCS (e di altre ONLUS) <strong>e un po più di benefici per bambini e  persone dei </strong><a href="http://crespienrico.wordpress.com/2009/04/24/dai-villaggi-del-nepal-i-disastri-delle-onlus-italiane/"><strong>villaggi</strong></a>. Questa gente, con cui ho lavorato, ha dignità  e merita di avere spazio, parola almeno in questo blog. Perché non hanno potere, devono <a href="http://ccsnepal.wordpress.com/2009/03/02/namaste-from-ccs-nepal-web-site/">parlare sottovoce </a>per non perdere lavoro o finanziamenti per i progetti che, loro, hanno costruito.</p>
<p><strong>La Contri non ha bisogno di “<span style="color:#000080;"><em>raccogliere prove</em></span></strong>” di quella che lei definisce <span style="color:#000080;"><em>“attività illecita</em></span>”, gliele dò io (per ragioni di spazio solo una minima parte).</p>
<p><strong>Brani tratti da alcune  mail o lettere inviatemi da operatori, organizzazioni locali, persone dei villaggi del <a href="http://crespienrico.wordpress.com/2008/09/24/strane-onlus-in-italia-con-bertinotti-in-nepal-con-rosario-pellegrino/">Nepal</a>, della <a href="http://ccsnepal.wordpress.com/2009/04/26/boat-ingo-people/">Cambogia</a> e del <a href="http://crespienrico.wordpress.com/?s=mozambico">Mozambico</a> (prove a disposizione)</strong> </p>
<p><span style="color:#333300;">“They said (gli abitanti dei viallaggi ndr) to Simone, why you cut our +2 teachers, copy, book etc and so on. Simone said them, now country director is Mrs. Chanda Rai. And they said who is Chanda Rai, they said we don&#8217;t know because she never visit our schools and our community&#8221;. </span></p>
<p><span style="color:#333300;">“Now it&#8217;s hard for me to work in ccs”</span></p>
<p><span style="color:#333300;"> “people from CCS Projects is making money”</span></p>
<p><span style="color:#333300;"> “I told some positive things and more negative things, especially the number of staff in Katmandu.”</span></p>
<p><span style="color:#333300;"> “CCS stop the donation with out any reason. Now change new committee. all are political man. they not good. </span></p>
<p><span style="color:#333300;">“they all are eating money and using for staff facility” </span></p>
<p><span style="color:#333300;">“I met some of the previous officers (del SWC, l&#8217;organismo governativo che controlla l&#8217;operato delle ONG in Nepal, ndr) who have seen our Child health and Shakti Electricity projects from SWC. The evaluation what have done is not satisfied” </span></p>
<p><span style="color:#333300;">“The original image of CCS is being changed and a new image is being emerged which is not creating a very happy feeling in us” </span></p>
<p><span style="color:#333300;">“they want to discontinue all the salaries paid by us to teachers and hostel staff”. </span></p>
<p>“If you are succeeding to find out some other organization to support us, we will surely leave partnership with CCS”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Recensione libro: Bertolaso e la protezione civile]]></title>
<link>http://arcobalenocattolica.wordpress.com/2009/11/28/recensione-libro-bertolaso-e-la-protezione-civile/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:05:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilredeire</dc:creator>
<guid>http://arcobalenocattolica.wordpress.com/2009/11/28/recensione-libro-bertolaso-e-la-protezione-civile/</guid>
<description><![CDATA[Che cosa accomuna la preregata della Louis Vuitton cup a Trapani, il G8 della Maddalena (mai avvenut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://arcobalenocattolica.wordpress.com/files/2009/11/bertolaso_protezione_civile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-567" title="Bertolaso_protezione_civile" src="http://arcobalenocattolica.wordpress.com/files/2009/11/bertolaso_protezione_civile.jpg" alt="Guido Bertolaso della protezione civile" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Che cosa accomuna la preregata della Louis Vuitton cup a Trapani, il G8 della Maddalena (mai avvenuto), quello de L’Aquila, il terremoto del 6 aprile e il Papa? La risposta è Guido Bertolaso e la Protezione civile. Ente creato, o meglio, modificato ad hoc dal governoBerlusconi per poter stanziare finanziamenti a nove zeri senza il controllo preventivo degli organi istituzionali.<br />
Nel libro Potere assoluto, la Protezione civile al tempo di Bertolaso, Manuele Bonaccorsi, redattore del settimanale Left, traccia un documentato ritratto di una macchina gigantesca e potente, che, grazie a decreti e ordinanze, può agire indisturbata in forza di situazioni di emergenza come calamità naturali o di dichiarazioni (discrezionali) di “grandi eventi”.<br />
Il suo capo, Guido Bertolaso, diventa così il Re Sole dei nostri giorni, il “legibus solutus”, che può disporre di fondi pressoché illimitati e poteri di ordinanza non soggetti al vaglio della Corte dei conti o della Corte costituzionale. Un sistema di potere che si regge sulla possibilità di elargire finanziamenti in deroga alle leggi (fino a riscrivere anche norme sull’ordine pubblico come nel caso di Napoli), ai regolamenti per la concessione degli appalti e ai diritti dei lavoratori (vedi G8 della Maddalena).<br />
L’inchiesta di Bonaccorsi parte dalle radici, che affondano negli anni ‘50, quando la Protezione civile doveva essere un organismo militare parallelo per prevenire e ostacolare “la scalata comunista ai posti e alle posizioni di comando e responsabilità” (che ricorda molto Gladio). Per arrivare ai giorni nostri, il Giubileo, le trasferte del papa, i cosiddetti “grandi eventi” come il quattrocentenario della nascita di san Giuseppe da Copertino diventano avallo di ordinanze e decreti che stanziano milioni di euro per appalti concessi a imprenditori amici, come nel caso dei mondiali di nuoto di Roma. Un immenso giro di affari e fabbrica di consensi.<br />
L’ultimo capitolo è dedicato a L’Aquila, forse il più evidente esempio dell’azione della Protezione civile nel controllo del territorio. Dalla gestione rigida e “paramilitare” dell’emergenza, alla totale autonomia e discrezionalità nella fase seguente: una città stravolta nel suo tessuto sociale dal sisma a causa di una prevenzione che non c’è stata. Una città che rischia di morire, sfilacciata, a colpi di decreto, in 20 new town, mentre la ricostruzione è ancora lontana dal cominciare.<br />
Il capitolo sul terremoto a L&#8217;Aquila è stato scritto da Matteo Marini, un amico dell&#8217;Arcobaleno di Cattolica.</p>
<p><a title="Potere Assoluto" href="http://www.edizionialegre.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&#38;sid=1&#38;doc=234" target="_blank">POTERE ASSOLUTO. LA PROTEZIONE CIVILE AL TEMPO DI BERTOLASO</a><br />
Di Manuele Bonaccorsi,<br />
Edizioni Alegre<br />
128 pag., 12,00 euro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il potere assoluto di Guido Bertolaso]]></title>
<link>http://ilcarattere.wordpress.com/2009/11/27/il-potere-assoluto-di-guido-bertolaso/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:09:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilcarattere</dc:creator>
<guid>http://ilcarattere.wordpress.com/2009/11/27/il-potere-assoluto-di-guido-bertolaso/</guid>
<description><![CDATA[Che cosa accomuna la preregata della Louis Vuitton cup a Trapani, il G8 della Maddalena (mai avvenut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilcarattere.wordpress.com/files/2009/11/cop_bertolaso_def.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1018" title="cop_Bertolaso_def" src="http://ilcarattere.wordpress.com/files/2009/11/cop_bertolaso_def.jpg?w=195" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
<div id="_mcePaste">Che cosa accomuna la preregata della Louis Vuitton cup a Trapani, il G8 della Maddalena (mai avvenuto), quello de L&#8217;Aquila, il terremoto del 6 aprile e il Papa? La risposta è <strong>Guido Bertolaso </strong>e la <strong>Protezione civile</strong>. Ente creato, o meglio, modificato ad hoc dal governo <strong>Berlusconi</strong> per poter stanziare finanziamenti a nove zeri senza il controllo preventivo degli organi istituzionali.</div>
<div id="_mcePaste">Nel libro <em>Potere assoluto, la Protezione civile al tempo di Bertolaso</em>, <strong>Manuele Bonaccorsi</strong>, redattore del settimanale <em>Left</em>, traccia un documentato ritratto di una <strong>macchina gigantesca e potente</strong>, che, grazie a decreti e ordinanze, può agire indisturbata in forza di situazioni di emergenza come calamità naturali o di dichiarazioni (discrezionali) di “grandi eventi”.<!--more--></div>
<div id="_mcePaste">Il suo capo, Guido Bertolaso, diventa così il <strong>Re Sole</strong> dei nostri giorni, il “legibus solutus”, che può disporre di <strong>fondi pressoché illimitati</strong> e poteri di ordinanza non soggetti al vaglio della <strong>Corte dei conti </strong>o della <strong>Corte costituzionale</strong>. Un sistema di potere che si regge sulla possibilità di elargire finanziamenti <strong>in deroga alle leggi </strong>(fino a riscrivere anche norme sull&#8217;ordine pubblico come nel caso di Napoli), ai regolamenti per la concessione degli appalti e ai diritti dei lavoratori (vedi G8 della Maddalena).</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;inchiesta di Bonaccorsi parte dalle radici, che affondano negli anni &#8216;50, quando la Protezione civile doveva essere un organismo militare parallelo per prevenire e ostacolare “la scalata comunista ai posti e alle posizioni di comando e responsabilità” (che ricorda molto Gladio). Per arrivare ai giorni nostri, il Giubileo, le trasferte del papa, i cosiddetti “grandi eventi” come il quattrocentenario della nascita di san Giuseppe da Copertino diventano avallo di ordinanze e decreti che stanziano <strong>milioni di euro </strong>per appalti concessi a imprenditori amici, come nel caso dei mondiali di nuoto di Roma. Un immenso giro di affari e fabbrica di consensi.</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;ultimo capitolo è dedicato a <strong>L&#8217;Aquila</strong>, forse il più evidente esempio dell&#8217;azione della Protezione civile nel controllo del territorio. Dalla gestione rigida e “paramilitare” dell&#8217;emergenza, alla totale autonomia e discrezionalità nella fase seguente: una città stravolta nel suo tessuto sociale dal sisma a causa di una prevenzione che non c&#8217;è stata. Una città che rischia di morire, sfilacciata, a colpi di decreto, in 20 new town, mentre la ricostruzione è ancora lontana dal cominciare.</div>
<div><strong>POTERE ASSOLUTO. LA PROTEZIONE CIVILE AL TEMPO DI BERTOLASO</strong><br />
Di Manuele Bonaccorsi,</div>
<div><a href="http://www.edizionialegre.it/" target="_blank">Edizioni Alegre</a></div>
<div>128 pag., 12,00 euro.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La vignetta del giorno - La Russa rilancia il Lodo Alfano]]></title>
<link>http://steffanpaulus.wordpress.com/2009/11/27/la-vignetta-del-giorno-la-russa-rilancia-il-lodo-alfano/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:36:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>steffanpaulus</dc:creator>
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<description><![CDATA[27 novembre 2009 &#8211; Ritorna attuale il lodo bocciato dalla corte costituzionale: il ministro de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>27 novembre 2009 &#8211; Ritorna attuale il lodo bocciato dalla corte costituzionale: il ministro della difesa La Russa dichiara: &#8220;Riproporremo il lodo Alfano per via costituzionale. Tenendo in considerazione i rilievi fatti dalla consulta&#8221;.</p>
<div id="attachment_129" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><a href="http://steffanpaulus.wordpress.com/files/2009/11/la-russa-lodo-alfano-cassazione-e-olio-di-ricino-vignetta-di-paolo-steffan.jpg"><img class="size-full wp-image-129" title="La Russa - Lodo Alfano, cassazione e olio di ricino - Vignetta di Paolo Steffan" src="http://steffanpaulus.wordpress.com/files/2009/11/la-russa-lodo-alfano-cassazione-e-olio-di-ricino-vignetta-di-paolo-steffan.jpg" alt="" width="510" height="644" /></a><p class="wp-caption-text">La Russa, ministro ad personam © Paolo Steffan</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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