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	<title>costi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/costi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "costi"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 14:16:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Le banche perdono le CMS…. ma non i ricavi!]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/11/30/le-banche-perdono-le-cms%e2%80%a6-ma-non-i-ricavi-2/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:10:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianfelice D&#39;Alonzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con il D.L. 185/08 (decreto anti crisi) convertito nella legge 02/09 in vigore dal 29.01.2009, sono ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/soldi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1741" title="Soldi" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/soldi.jpg?w=300" alt="" width="300" height="234" /></a>Con il D.L. 185/08 (decreto anti crisi) convertito nella legge 02/09 in vigore dal 29.01.2009, sono state modificate, come noto, le modalità di calcolo ed applicazione della Commissione di Massimo Scoperto (CMS) da parte delle banche, con obbligo di adeguamento dei contratti in essere entro il 27 giugno 2009. La nuova normativa prevede in estrema sintesi l’abolizione della Commissione di massimo scoperto sui saldi a debito del cliente, sia in presenza di affidamenti che non.</p>
<p>A partire dal III trimestre 09, oltre alla CMS gli Istituti di credito hanno abolito, sempre in osservanza di quanto previsto nel decreto anticrisi, la maggior parte delle voci di spesa strettamente correlate alla gestione di un affidamento (ad esempio le spese di istruttoria pratica di fido, le spese trimestrali di gestione fido, i diritti di segreteria ecc.).</p>
<p>Potevano gli Istituti di credito rinunciare a queste importanti fonte di ricavi? Certo che no!</p>
<p>Infatti sono corse ai ripari (in realtà al contrattacco) introducendo una nuova voce di costo che ciascun Istituto ha codificato in maniera differenziata: &#8220;Commissione per il Servizio di Affidamento (C.S.A.)&#8221;,  oppure &#8220;Spesa per il Servizio di Affidamento (S.S.A.)&#8221; oppure ancora “Commissione di Affidamento (C.AF.)” o il fantasioso “Costo Monitoraggio Andamentale (CMA)”…. marciare divisi ma colpire uniti. Tante sigle = tanta confusione = tanti ricavi.</p>
<p>Nella sostanza, a prescindere dal nome, tale nuovo “balzello” prevede l&#8217;applicazione di una commissione fissa omnicomprensiva, addebitata trimestralmente, calcolata sull&#8217;importo (nominale o medio) degli affidamenti concessi generalmente per l’operatività ordinaria (scoperti di conto corrente, sconto effetti, anticipo contratti, anticipo fatture ecc.). L&#8217;entità della nuova commissione varia in modo sensibile da banca a banca; la percentuale fissa applicata, in genere, è correlata al rating attribuito all&#8217;impresa ma anche banalmente alla capacità negoziale di quest’ultima. Essa è generalmente compresa in un range tra lo 0,01% e lo 0,50% al trimestre (0,04% e il 2% all’incirca su base annua). Lo 0,5% è il tetto massimo applicabile su base trimestrale.</p>
<p>Dettaglio non irrilevante il fatto che tale “balzello” non è applicato sugli effettivi utilizzi, ma sull&#8217;importo (nominale o medio) degli affidamenti accordati dalla Banca a prescindere dall’utilizzo!</p>
<p>Traduciamo in soldoni, per mezzo di un esempio, cosa cambia per le aziende con l&#8217;introduzione della riforma.</p>
<p>Azienda industriale molto solida e patrimonializzata che ricorre prevalentemente a forme di finanziamento a medio-lungo termine (mutui chirografari, ipotecari e simili); la società ha in essere anche affidamenti a breve termine sia sotto forma di scoperto di c/c sia di anticipo fatture. L’azienda utilizza solo sporadicamente (o non utilizza) tali affidamenti. Supponiamo gli affidamenti accordati ammontino complessivamente a 2 milioni di Euro ripartiti su 4 diversi Istituti di credito (500.000 Euro ciascuno). Ipotizziamo che: nel primo Istituto si ricorra allo scoperto di conto con una punta di 600.000 Euro (Extrafido) in 2 trimestri, nel secondo e terzo si utilizzi, occasionalmente e per importi contenuti, il normale fido, il quarto non venga utilizzato.</p>
<p><strong>Situazione ante decreto anticrisi (CMS).</strong></p>
<p>Ipotizziamo spese trimestrali gestione fido/diritti di segreteria su base trimestrale di 40 Euro ad Istituto: su base annua fanno un totale di 640 Euro (160 per ogni Istituto). La Cms (dello 0,125%) sulla punta dell’extrafido ammonta a: 600.000 x 0,125% = 750 Euro x 2 = 1.500 Euro su base annua (abbiamo detto che l’extrafido lo si è toccato solo in due trimestri).</p>
<p>Riepilogo costi ante decreto anti crisi: Commissioni fisse sugli affidamenti Euro 640 + CMS annue pari a Euro 1.500 = 2.140 Euro.</p>
<p><strong>Situazione post decreto anti crisi (ex CMS).</strong></p>
<p>Abolite le commissioni fisse sugli affidamenti e la Cms; introdotto da ciascuno dei 4 Istituti di credito la fantomatica Commissione di affidamento (CSA o CAF o CMA o SSA….) pari allo 0,5% trimestrale applicato sugli importi affidati (come visto sopra a prescindere dall’utilizzo!). Il calcolo in questo caso è molto semplice: Euro 2.000.000 x 0,5% = 10.000 Euro su base trimestrale che diventano 40.000 Euro su base annua.</p>
<p><strong>Conclusione: </strong>40.000 Euro di costi sostenuti dalla azienda a fronte dell’affidamento dopo il decreto anti crisi contro i 2.140 Euro pagati nel periodo precedente il decreto!!</p>
<p>Ma ci sono anche molti casi di aziende che hanno linee di affidamento non utilizzate attivate dagli amministratori a scopo prudenziale per far fronte ad eventuali fabbisogni futuri. In passato (sempre ipotizzando affidamenti per 2 milioni di Euro) a fronte di tali linee di credito venivano pagate solo le spese fisse (i 640 Euro su base annua dell’esempio sopra); dal III trimestre 2009 ipotizzando una Commissione di affidamento trimestrale (CSA o CAF o CMA o SSA….) dello 0,25% (la metà del tetto massimo), su base annua si andrebbe a sostenere un esborso pari a 20.000 Euro.</p>
<p>Nella mia esperienza una importante azienda del settore alimentare con rating ai massimi livelli, con l&#8217;introduzione del decreto anti crisi ha visto passare le spese di affidamento complessive (spese+eventuali CMS) da circa 15-20.000 Euro ad oltre 100.000 Euro, grazie alla scientifica applicazione dei “nuovi balzelli”.</p>
<p>Un buon specialista finanziario potrebbe attutire l’effetto dell’introduzione delle commissioni di affidamento affiancando le aziende nella fase di analisi degli effetti della loro introduzione e nella successiva fase di negoziazione/contrattazione con gli Istituti di credito interessati.</p>
<p><strong><strong>Gianfelice D’Alonzo </strong>- <strong>Milano</strong></strong></p>
<p><strong>gianfelice.dalonzo@uni-lab.it </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spazi lavoro “chiavi in mano”]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/spazi-lavoro-%e2%80%9cchiavi-in-mano%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 05:35:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Regus, a vent’anni dall’apertura del primo Business Centre, comunica che in Italia aumenta del 10% a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Regus, a vent’anni dall’apertura del primo Business Centre, comunica che in Italia aumenta del 10% a]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sms, inchiesta sulle tariffe]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/27/sms-inchiesta-sulle-tariffe/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:54:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/27/sms-inchiesta-sulle-tariffe/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;annuncio di ieri dell&#8217;AGCOM sul costo degli sms nel mercato italiano non risolve l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>L&#8217;annuncio di ieri dell&#8217;AGCOM sul costo degli sms </strong>nel mercato italiano<strong> non risolve l&#8217;anomalia,</strong> tutta del belpaese<strong>, delle tariffe ingessate. Anzi, peggiora in alcuni casi la situazione.</strong></p>
<p>Dall&#8217;inchiesta di confronto tariffario sugli sms di Altroconsumo emerge che oggi, per ben due terzi dei casi, cioè il 66% delle offerte sul mercato, le tariffe sono già sotto la soglia di AGCOM. Che si dimostra inutile e anzi rischia di legittimare livellamenti verso l&#8217;alto.</p>
<p>Il raffronto è fatto sui costi degli sms per tutte le tariffe ricaricabili attualmente attivabili. Compresi gli operatori virtuali, che da tempo propongono sul mercato tariffe molto convenienti, ma poiché ci sono grossissimi vincoli a un loro significativo inserimento, non riescono a fare breccia e arrivare al consumatore.</p>
<p>Per Altroconsumo l&#8217;AGCOM deve continuare a farsi garante della regolarità e della trasparenza nelle offerte degli operatori. Essere il punto di partenza, nel far funzionare il mercato, non di arrivo. Con più incisività. Per esempio, eseguendo interventi che impediscano ai soggetti dominanti di creare barriere agli utenti al cambio di operatore, oppure misure che stimolino gli operatori virtuali.</p>
<p>Rimane oscuro, infatti, dato che le conclusioni sono state formulate dall&#8217;Autorità consultando solo gli operatori di telefonia e non le associazioni di consumatori, perché gli utenti dovranno attivarsi in prima persona per avere una tariffazione al secondo. Non è chiaro in quale forma, né con quale tariffa. Rimane aperta, infine, per ammissione della stessa Autorità, la questione del traffico dati. L&#8217;annuncio dell&#8217;AGCOM sarà misurato negli effetti delle sue applicazioni. Ad oggi, cantare vittoria, via sms, non vale la pena.</p>
<p>Tabella riassuntiva dei costi, visibile qui &#62; <a href="http://www.altroconsumo.it/sms-inchiesta-sulle-tariffe-grazie-all-annuncio-agcom-tagli-sicuri-per-pochi-rischio-rincari-per-molti-s261143.htm" target="_blank">http://www.altroconsumo.it/sms-inchiesta-sulle-tariffe-grazie-all-annuncio-agcom-tagli-sicuri-per-pochi-rischio-rincari-per-molti-s261143.htm</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risparmio in bolletta con le lampade alogene, lo dice l'UE.]]></title>
<link>http://confronta.wordpress.com/2009/11/25/risparmio-in-bolletta-con-le-lampade-alogene-lo-dice-lue/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:52:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Manfredi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Risparmio in bolletta con le nuove lampadine, lo dice la Commissione Europea che ha varato un piano ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Risparmio in bolletta con le nuove lampadine,</strong> lo dice la<strong> Commissione Europea</strong> che ha varato un piano di incrementi dell&#8217;efficienza luminosa: la tradizionale lampadina va in pensione. Le lampadine a incandescenza si estingueranno, causa la modesta efficienza e la bassa durata. Più spazio alle <strong>lampade alogene</strong>, alle <strong>lampadine a neon </strong>e, vincitrici indiscusse, quelle a fluorescenza che assicurano efficienza, durata e risparmio globale del 25%.  Una scelta intelligente di tecnologia a <strong>basso consumo</strong> significa anche assicurare <strong>risparmio </strong>in bolletta e salvaguardare l&#8217;ambientale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Obiettivi]]></title>
<link>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/obiettivi/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:54:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>cpaecogroup</dc:creator>
<guid>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/obiettivi/</guid>
<description><![CDATA[Obiettivi Scopi perseguiti: diminuizione dei costi energetici dovuti agli sprechi. Sfide: progettare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><strong>Obiettivi</strong></h2>
<p style="text-align:center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-102" title="Obiettivo blog" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/obiettivo-blog.png" alt="" width="456" height="373" /> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Scopi perseguiti: </strong>diminuizione dei costi energetici dovuti agli sprechi.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><strong>Sfide:</strong> progettare un sistema sulla base del principio di automazione che renda più confortevole, economico e usabile l&#8217;ambiente domestico.</li>
<li style="text-align:justify;"><strong>Vincoli: </strong>Abbattere i costi economici del sistema e i probabili vincoli tecnologici.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><strong>Utenti di riferimento: </strong>I cittadini che hanno un abitazione nella città di Sassari.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><strong>Eventuali enti pubblici coinvolti:</strong> Impresa semi-pubblica.</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dentisti, per risparmiare cercate sul web]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/25/dentisti-per-risparmiare-cercate-sul-web/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:40:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/25/dentisti-per-risparmiare-cercate-sul-web/</guid>
<description><![CDATA[Il dentista è, per antonomasia, il medico che fa più paura: per i suoi strumenti da lavoro, certamen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il dentista è, per antonomasia, il medico che fa più paura: per i suoi strumenti da lavoro, certamente; ma anche per le parcelle molto alte. Il nostro paese è al secondo posto in Europa, dopo la Gran Bretagna, per costo delle cure odontoiatriche, come ha rivelato uno studio condotto nel 2008 dall&#8217;Institute for Medical Technology Assessment dell’Università di Rotterdam.</p>
<p>E se, in tempo di crisi, la parola d’ordine è risparmio, la paura di spendere troppo può costringere a rimandare le cure odontoiatriche a tempi migliori. Per aiutarvi a non alleggerire troppo il portafoglio, senza quindi rinunciare alla salute, un aiuto arriva dal web.</p>
<p>Lo spiega Il Salvagente in edicola da domani &#8211; nel numero 47 &#8211; in un’inchiesta firmata da Linda Varlese.</p>
<h4>Sul web un sito per risparmiare: il dentista all&#8217;asta</h4>
<p>Ha le caratteristiche di una piazza virtuale, dove pazienti e dentisti si incontrano scambiandosi richieste e soluzioni. In sostanza somiglia un po’ a un eBay al contrario.<br />
<a href="http://www.mydentista.it/%29"></a></p>
<p><a href="http://www.mydentista.it/%29">www.mydentista.it </a>è un progetto nato nel 2008 dalla volontà di 3 ragazzi di abbattere i costi delle cure odontoiatriche e renderle accessibili a tutti.</p>
<p>“L&#8217;Italia è al secondo posto a livello europeo come paese più caro per le cure dentistiche, con notevoli conseguenze sia per la salute dei cittadini che per gli operatori del settore odontoiatrico, dentisti, impiegati, odontotecnici e fornitori che si ritrovano i lettini vuoti”: ci spiega Fabian Zolk, uno degli ideatori del progetto.</p>
<p>“È nell&#8217;interesse nazionale che una terapia medica e odontoiatrica di base sia garantita a tutti i cittadini. Purtroppo la realtà si sta muovendo nella direzione opposta.<br />
A causa del carovita, la salute sembra essere diventata sempre più un privilegio dei pochi benestanti”.</p>
<h4>Come funziona il sistema dell&#8217;offerta on line</h4>
<p>Da questa riflessione è nato <a href="http://www.mydentista.it" target="_blank">www.mydentista.it</a>, il primo sito nel suo genere in Italia, dove il cittadino ha la possibilità di trovare il dentista più economico nella sua zona.</p>
<p>Il sistema è semplice: il paziente dopo essersi registrato, invia la richiesta specificando la terapia odontoiatrica che intende ricevere; il sito attiva il suo database, che conta a oggi più di 1.000 professionisti odontoiatri registrati, 400 dei quali attivi, poi seleziona quelli più vicini alla zona di residenza dell&#8217;utente che ha inoltrato la richiesta.</p>
<p>Immediatamente cominciano ad arrivare le risposte dei dentisti che specificano il preventivo, allegando spesso anche un messaggio di presentazione e una spiegazione delle terapie.</p>
<h4>Non solo prezzi bassi (-40%), centrale anche la qualità</h4>
<p>Abbiamo fatto la prova chiedendo preventivi per diversi trattamenti. E, tanto per fare un esempio, per un trattamento di igiene dentale ci sono arrivate proposte in un range di prezzi che vanno dai 50 e ai 90 euro. Se, a primo impatto, il risparmio ci alletta, <strong>bisogna sempre ricordarsi</strong> che stiamo parlando della salute della nostra bocca e <strong>abbiamo bisogno di avere qualche informazione ulteriore sulla qualità del servizio.</strong></p>
<h4>Un ampio ventaglio di prestazioni</h4>
<p>Anche da questo punto di vista, MyDentista.it viene incontro ai suoi utenti, fornendo un ampio ventaglio di informazioni sul professionista, dal curriculum professionale al tariffario. Quest’ultimo, sempre confrontato con quello Andi, che fornisce una media nazionale rilevata in base ai costi di circa 8mila dentisti italiani, ci dice che molto spesso il risparmio raggiunge anche il 40%.</p>
<h4>Il feedback degli utenti: i pazienti valutano le cure</h4>
<p>E la professionalità? La qualità dei materiali e delle terapie? “Innanzitutto ci fidiamo del rispetto del codice deontologico garantito dall’etica degli specialisti, tutti rigorosamente iscritti all&#8217;Ordine” spiega ancora Zolk.</p>
<p>Che ci parla per questo anche del sistema di gradimento: “Il paziente può assegnare da un minimo di 1 a un massimo di 5 molari per valutare la professionalità, la disponibilità e la qualità del servizio”.</p>
<p>Gli utenti che utilizzano MyDentista.it, dando un&#8217;occhiata ai giudizi espressi precedentemente sulla base delle esperienze di altri pazienti, sanno in che mani mettere il proprio sorriso.</p>
<h4>I parametri si possono valutare</h4>
<p>Dopo aver valutato tutti i parametri, al paziente non resta che accettare una delle offerte proposte cliccando sul dentista scelto. A quel punto le due parti vengono messe in contatto con uno scambio di dati e il gioco è fatto.</p>
<p>“MyDentista.it aiuta ad avvicinare la figura del dentista al paziente &#8211; conclude Zolk &#8211; grazie al mezzo telematico, affronta l&#8217;approccio con il medico in maniera più disinvolta e serena”.<br />
Un sistema che a oggi conta in media 10 richieste da pazienti e 80 offerte da dentisti al giorno. Un terzo delle quali vanno a buon fine.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsalvagente.it/">www.ilsalvagente.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Secondo tagliando: 30746 Km]]></title>
<link>http://posizioneprona.wordpress.com/2009/11/24/secondo-tagliando-30746-km/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:17:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>edivad</dc:creator>
<guid>http://posizioneprona.wordpress.com/2009/11/24/secondo-tagliando-30746-km/</guid>
<description><![CDATA[A distanza di 10 mesi arriva anche il secondo tagliando della Prius. A quota 30746 Km. Ancora niente]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A distanza di 10 mesi arriva anche il secondo tagliando della Prius. A quota 30746 Km.</p>
<p>Ancora niente da segnalare. Tutto procede benissimo. L&#8217;auto si comporta a dovere e non mi sta dando rogne di sorta. Il secondo tagliando mi è costato 160€.</p>
<p>Tirando un po&#8217; di somme, all-inclusive (benzina, assicurazione e manutenzione) dell&#8217;auto si riassume così: 330€/mese e 0.11€/Km.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abruzzo, progetto C.A.S.E.: Ecco il "mostro" di Camarda]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/11/23/abruzzo-progetto-c-a-s-e-ecco-il-mostro-di-camarda/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:17:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/11/23/abruzzo-progetto-c-a-s-e-ecco-il-mostro-di-camarda/</guid>
<description><![CDATA[Guarda la scheda: CAMARDA di Wildgreta Il progetto C.A.S.E ha fatto di Berlusconi e Bertolaso quasi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Guarda la scheda: CAMARDA di Wildgreta Il progetto C.A.S.E ha fatto di Berlusconi e Bertolaso quasi ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Regolamentazione delle intercettazioni telefoniche]]></title>
<link>http://pdcordenons.wordpress.com/2009/11/22/regolamentazione-delle-intercettazioni-telefoniche/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 18:37:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://pdcordenons.wordpress.com/2009/11/22/regolamentazione-delle-intercettazioni-telefoniche/</guid>
<description><![CDATA[Intervento del consigliere  Natale Sorrentino al Consiglio straordinario del 18/11/2009 Regolamentaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Intervento del consigliere  Natale Sorrentino al Consiglio straordinario del 18/11/2009</strong></p>
<p><strong><a href="http://pdcordenons.wordpress.com/files/2009/11/intercettazioni.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-593" style="border:0 initial initial;" title="Intercettazioni telefoniche" src="http://pdcordenons.wordpress.com/files/2009/11/intercettazioni.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Regolamentazione delle intercettazioni telefoniche: uno degli strumenti con cui il centrodestra intende dare una bella spallata allo stato di diritto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Il 	governo propone di intensificazione le indagini tradizionali.</em></strong></span></li>
</ul>
<p>E’ una favola, non ci sono mai stati risultati significativi. Le indagini senza intercettazioni si risolvevano in sentenze di assoluzione per insufficienza di prove. Sin dagli anni ’70 molti investigatori, ancora prima di Falcone e Borsellino, utilizzarono questo strumento, ottenendo significativi risultati. La mafia iniziò a perdere l’impunità quando magistrati, poliziotti carabinieri capirono che bisognava ascoltare le “voci di dentro”.</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Il 	governo parla di un paese di intercettati e di violazione di massa 	della privacy.</em></strong></span></li>
</ul>
<p>Si tratta delle stesse cifre moltiplicate all’infinito con l’obiettivo di intimorire l’opinione pubblica e giustificare la mannaia su uno degli strumenti investigativi che mettono in pericolo anche la criminalità del potere. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Giustizia del 2007, sono 20.000 gli italiani intercettati.</p>
<p><!--more--></p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Il 	governo sostiene che comunque si tratta di un numero abnorme, 	rispetto agli altri paesi, sfuggito a qualsiasi controllo.</em></strong></span></li>
</ul>
<p>E’ vero il contrario. In Italia, solo in Italia, per intercettare qualcuno occorre l’autorizzazione di un giudice, non del pubblico ministero (che rappresenta l’accusa), né della polizia giudiziaria che svolge le indagini. In Inghilterra, per esempio, il potere di intercettare SENZA AUTORIZZAZIONE GIUDIZIARIA è riconosciuto a polizia, servizi segreti, enti pubblici, uffici postali e pompieri. Negli Stati Uniti perfino i vigili urbani possono farlo.</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Il 	governo sostiene che le intercettazioni costano troppo.</em></strong></span></li>
</ul>
<p>E’ vero, in Italia costano più che nel resto d’Europa, perché lo Stato italiano le paga a prezzi vertiginosi alle concessionarie di telefonia. Negli altri paesi sono gli Stati ad imporre i prezzi o addirittura la gratuità. E solo in Italia abbiamo una così diffusa rete di organizzazioni criminali. Per ridurre i costi lo Stato potrebbe dotarsi autonomamente di quelle apparecchiature necessarie per le intercettazioni ambientali (come le microspie), invece che noleggiarle dai privati a prezzi folli.</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Il 	governo, riferendosi al caso Genchi, accusa che 350.000 persone sono 	state “messe sotto controllo”.</em></strong></span></li>
</ul>
<p>Genchi fu incaricato dall’autorità giudiziaria di acquisire i tabulati del traffico telefonico di indagati, per ricostruire il loro sistema di relazioni. Attualmente non risulta che Genchi sia mai andato oltre il mandato ricevuto.</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Il 	governo sostiene che la nuova legge sulle intercettazioni non 	intaccherà le indagini di mafia.</em></strong></span></li>
</ul>
<p>La maggior parte dei processi di mafia nasce da intercettazioni per reati comuni e solo successivamente vengono acquisiti elementi di prova sulla mafiosità dell’indagato. La proposta di legge del governo prevede che <em>prima</em> bisogna provare la colpevolezza dell’indagato e poi intercettarlo. Questo vuol dire soffocare sul nascere tante opportunità investigative utili a scoprire mafiosi insospettabili e crimini di mafia. Prendiamo per esempio la cattura di Domenico Raccuglia, numero 2 di Cosa Nostra, che, in assenza di intercettazioni sarebbe ancora, come si dice, uccel di bosco. Oppure i medici indagati per i gravi reati commessi sui pazienti della clinica “S. Rita”…</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Costi ricostruzione unghie]]></title>
<link>http://katynails.wordpress.com/2009/11/22/costi-diversi-per-le-ricostruzioni-il-cento-nails-il-nails-bar-il-domicilio-parucchieri-ed-estetisti/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 14:08:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>katynails</dc:creator>
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<description><![CDATA[Costi diversi per le ricostruzioni: Il cento nails, il nails bar, il domicilio parucchieri ed esteti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Costi diversi per le ricostruzioni: Il cento nails, il nails bar, il domicilio parucchieri ed esteti]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Photovoltaic Grid Parity ]]></title>
<link>http://informazionenucleare.wordpress.com/2009/11/22/photovoltaic-grid-parity/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:26:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>bessireo</dc:creator>
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<description><![CDATA[da Energywise &#8211; In the world of solar energy, &#8220;grid parity&#8221; generally refers to th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://informazionenucleare.wordpress.com/files/2009/11/energywise.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-136" title="Energywise" src="http://informazionenucleare.wordpress.com/files/2009/11/energywise.gif" alt="" width="50" height="50" /></a><a href="http://spectrum.ieee.org/blog/energy/renewables/energywise/photovoltaic-grid-parity" target="_blank">da Energywise</a> &#8211; In the world of solar energy, &#8220;grid parity&#8221; generally refers to the point and time when photovoltaic electricity—whether centrally generated or distributed—will be competitive with other sources of electricity. A <a href="http://eetd.lbl.gov/ea/emp/re-pubs.html">recent report</a> done by researchers at the Lawrence Berkeley National Laboratory finds that the installed cost of photovoltaic systems declined by more than 30 percent from 1998 to 2008, from $10.80 per watt to $7.50/W. That may sound like very encouraging news but in fact is not, however you look at it.  <a href="http://spectrum.ieee.org/blog/energy/renewables/energywise/photovoltaic-grid-parity" target="_blank">segue &#8230;</a></p>
<p><em>Nel mondo dell&#8217;energia solare, &#8220;grid parity&#8221; si riferisce generalmente al punto e momento in cui l&#8217;energia fotovoltaica, sia centralmente o distribuita sarà competitiva con altre fonti di energia elettrica. Una recente relazione fatta dai ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory ritiene che il costo di un impianto FV (installato) è diminuito di oltre il 30 per cento dal 1998-2008, da 10,80 dollari per watt a 7,50 $ / W. La notizia può sembrare molto incoraggiante, ma in realtà non è così comunque la si guardi.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I deputati tedeschi a caccia di Mont Blanc]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/20/i-deputati-tedeschi-a-caccia-di-mont-blanc/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:24:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un numero consistente di deputati del Bundestag, ben 115, hanno ordinato negli ultimi mesi 396 penne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un numero consistente di deputati del Bundestag, ben 115, hanno ordinato negli ultimi mesi 396 penne Mont Blanc per un valore complessivo di 68.800 euro.</p>
<p>Lo denuncia oggi il quotidiano tedesco <em>Bild </em>sul suo sito online, citando come fonte la stessa amministrazione contabile della camera bassa del parlamento tedesco.</p>
<p>Da gennaio ad agosto 2009, il semestre pre-elettorale, sono state ordinate 180 penne stilografiche, molte delle quali con i pennini in oro, e 216 penne biro.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chissà se...]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/20/chissa-se/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:05:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/20/chissa-se/</guid>
<description><![CDATA[da Metilparaben Chissà se il ministro Brunetta, che sembra così attento agli sperperi di denaro pubb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>da <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/11/i-tagli-si-lopen-source-no.html" target="_blank">Metilparaben</a></p>
<p>Chissà se il ministro Brunetta, che sembra così attento agli sperperi di denaro pubblico e ai conseguenti tagli di spesa, vorrà finalmente ascoltare quanti continuano a suggerirgli di <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=149248" target="_blank">adottare il software libero</a> nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Io, francamente, mi auguro di sì: anche allo scopo di evitare che i soliti blogger da quattro soldi come me, maliziosi e complottisti come sono, finiscano per pensare male.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2° Comandamento: fai investimenti semplici]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/11/20/2%c2%b0-comandamento-fai-investimenti-semplici/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:08:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Michele Colosio</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/11/20/2%c2%b0-comandamento-fai-investimenti-semplici/</guid>
<description><![CDATA[Proseguiamo a svelare “I 10 comandamenti per l’investitore informato” che vuole gestire serenamente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/lente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1675" title="Lente" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/lente.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a>Proseguiamo a svelare “I 10 comandamenti per l’investitore informato” che vuole gestire serenamente i propri risparmi. In pratica sono indicazioni di buon senso che vanno rispettate per non cadere vittima delle numerose trappole finanziarie disseminate sul nostro cammino.</p>
<p>Il secondo comandamento richiama l’attenzione sulla necessità, per l&#8217;investitore medio, di non ricorrere a strumenti sofisticati e complicati, ma di realizzare quella che in gergo è definita la propria asset allocation attraverso strumenti semplici, efficienti e che si comprendono appieno.</p>
<p>Alla base di ogni investimento in strumenti mobiliari ci sono le azioni e le obbligazioni. Le prime sono caratterizzate dall&#8217;incertezza del rendimento offerto e, proprio per ripagare l&#8217;investitore del rischio che al momento della vendita il ritorno effettivo sia diverso da quello atteso, offrono un cosiddetto premio per il rischio. Attenzione però, l’andamento delle borse, soprattutto nel breve e medio periodo, è così volatile che è possibile ottenere rendimenti fortemente negativi.</p>
<p>Le obbligazioni offrono invece un rendimento che, nella duplice ipotesi di mantenimento fino alla scadenza e di solvibilità dell&#8217;emittente, può essere determinato in anticipo al momento dell&#8217;acquisto.  Possiamo distinguere gli emittenti in due macro-categorie: gli Stati o gli enti sovranazionali e le aziende. Lo stato di salute economico dell&#8217;emittente ne determina il rischio di fallimento, che può essere considerato minimo nel caso di emittenti sovrani dei paesi sviluppati, ma non altrettanto si può dire per alcuni paesi emergenti o per le aziende. A questo proposito gli eventi della crisi che stiamo attraversando hanno con drammaticità riportato l&#8217;attenzione sulla necessità e l&#8217;opportunità per gli investitori di valutare attentamente il grado di affidabilità degli emittenti.</p>
<p>Il secondo rischio, non sempre adeguatamente percepito dai risparmiatori, riguarda la possibilità che in periodi di inflazione e tassi di interesse in rialzo, il rendimento reale delle obbligazioni a tasso fisso venga eroso e il prezzo dei titoli in portafoglio scenda, perciò bisogna fare attenzione alla durata finanziaria dei titoli (che determina la sensibilità dell’obbligazione al variare dei tassi) e all’evoluzione dei tassi di riferimento. Per proteggersi dall&#8217;inflazione inattesa è invece consigliabile investire in titoli indicizzati all&#8217;inflazione che, grazie al loro particolare meccanismo, garantiscono cedole reali in quanto il capitale investito viene rivalutato in base all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo via via misurato.</p>
<p>Concludo con una semplice avvertenza: di fronte a un prodotto con un prospetto informativo di 50 o più pagine, spesso scritto in un gergo poco comprensibile, è meglio mettersi in allerta. Molti prodotti complessi sono strutturati ad hoc  per “nascondere” dei costi impliciti ingiustificati che hanno l’effetto di trasferire una parte dei soldi investiti agli intermediari che hanno confezionato e venduto il prodotto. Nel prossimo comandamento parleremo appunto di costi e  di efficienza degli strumenti a disposizione degli investitori.</p>
<p><strong>Michele</strong><strong> Colosio – IFA Consulenza &#8211; <a href="http://www.ifaconsulenza.it/">www.ifaconsulenza.it</a> – Bergamo </strong></p>
<p><strong>info@ifaconsulenza.it<br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I costi della Rai]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/i-costi-della-rai/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:48:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/i-costi-della-rai/</guid>
<description><![CDATA[Un articolo di Massimo Mucchetti Nemmeno domani, a quanto pare, il consiglio di amministrazione dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un articolo di Massimo Mucchetti</p>
<p><strong>Nemmeno domani</strong>, a quanto pare, il consiglio di amministrazione della Rai riuscirà a decidere se confermare Paolo Ruffini, sostituirlo con Antonio Di Bella od officiare un terzo candidato. L’assen­za di decisioni alimenta la polemica. Ma quale polemica? L&#8217;opposizione elegge le star della terza rete a numi tutelari della libera informazione coartata da un go­verno al servizio di Mediaset.</p>
<p>La maggio­ranza bolla Floris, Fazio e Gabanelli con l&#8217;aggiunta di Santoro, operativo su Rai 2, come una brigata di nemici del pre­mier scelto dagli italiani. I quotidiani <em>il Giornale e Libero </em>, l&#8217;uno della famiglia Berlusconi e l&#8217;altro comunque filogover­nativo, danno notizia dei compensi del­le star: scandalizzati, ma senza precisar­ne bene il ritorno economico né l&#8217;effetti­vo costo aziendale in paragone, per esempio, alla remunerazione della pro­pria direzione o delle star del Biscione.</p>
<p><em><strong>Il Fatto, quotidiano antigovernativo</strong></em>, si indigna per la paga del capo delle Ferro­vie quando questa è una frazione di quella di Fazio ed è di poco superiore a quella di Santoro, sulle quali nulla ecce­pisce benché condurre una trasmissio­ne tv sia chiaramente meno impegnati­vo e rilevante. Forse varrebbe la pena di deporre gli opposti populismi e di consi­derare la Rai un&#8217;azienda che svolge sì un servizio pubblico, ma che sta anche sul mercato. E il mercato esige trasparenza.</p>
<p>Invece di tenerli riservati, per usarli a spizzichi come armi di lotta politica o di bottega, i numeri sensibili la Rai li do­vrebbe squadernare, dandone aggiorna­menti trimestrali come fanno le società quotate in Borsa. Da quei numeri, con le dovute spiegazioni, tutti ricaverebbero elementi oggettivi di giudizio. Tutti: go­verno, opposizione, giornali.</p>
<p><strong>Andrebbe reso noto, per cominciare, il bilancio di rete</strong>. Alcune carte di lavo­ro dicono che <strong>nel 2008</strong> <strong>il costo di produ­zione del canale Uno</strong>, compresa l&#8217;attri­buzione proporzionale delle spese di staff, dei servizi e di Rai Way, abbia <strong>su­perato il miliardo:</strong> 1021 milioni per la precisione,<strong> 120 in più rispetto all&#8217;eserci­zio precedente</strong>, un incremento dovuto per 116 milioni alla copertura delle Olimpiadi e degli europei di calcio.</p>
<p><strong>Il ca­nale Due, invece, costa 606,2 milioni</strong>, qualche decina in più rispetto al 2007 e tutti dovuti ai grandi eventi sportivi che ogni due anni sostengono gli ascolti ma, causa l&#8217;onere dei diritti, massacra­no il conto economico.</p>
<p><strong>Il canale Tre co­sta 819,3 milioni</strong>, 13,3 in più rispetto all&#8217; anno prima. Non è gravato dagli eventi sportivi, ma <strong>porta sempre il fardello del­la programmazione regionale</strong>, cuore oneroso del servizio pubblico: 348,3 mi­lioni nel 2008. Senza un tal peso, Rai 3 sarebbe la rete nettamene meno costo­sa. E la sua audience, pur in leggero ca­lo, è di poco inferiore a quella della ben più costosa Rai 2: il 10 contro l&#8217;11%.</p>
<p><strong>Naturalmente, i confronti andrebbe­ro rettificati</strong> in base alle scelte aziendali centrali che possono allocare su una re­te piuttosto che su un’altra i program­mi che nessun direttore vorrebbe. Ci vuole, insomma, onestà intellettuale. La valutazione può esser fatta in base al successo o meno di critica e di pubbli­co, ma anche in base al costo e al ritor­no economico che dipende dal numero degli ascoltatori e dal loro specifico ap­peal pubblicitario.</p>
<p>Si discute di Giovan­ni Floris, Michele Santoro, Milena Gaba­nelli come soggetti politici impropri o come giornalisti coraggiosi. Un Rupert Murdoch, prima, considererebbe che per raggiungere uno spettatore di Balla­rò , Rai 3 sopporta un costo di 15 centesi­mi e per quello di Report un costo di 45. Per lo spettatore di Annozero , Rai 2 ha un costo di 21 centesimi. Nella setti­mana fra il 26 ottobre e il primo novem­bre 2009, durante la quale sono state fatte queste rilevazioni il costo contatto medio della prima serata è stato di 84 centesimi per Ra1 3 e di 98 per Rai 2.</p>
<p>A titolo di paragone in Rai 1 è stato di 2,18 euro. In base all&#8217;audience, che non è mai uguale, questi costi-contatto posso­no cambiare un po&#8217;: toccherebbe alla di­rezione generale dare notizie complete su periodi congrui. E a chi le dovrà com­mentare terrà conto del fatto che il pa­linsesto di una televisione generalista non può essere fatto soltanto di talk show e telefilm perché sono i program­mi che rendono di più. La fiction o il cinema, che in prima battuta costano fi­no a 3-4 euro per spettatore, possono essere ripetuti più volte così da abbas­sarne, anche radicalmente, l&#8217;ammorta­mento.</p>
<p><strong>Ragionare della Rai come se fosse un&#8217; azienda </strong>è una pretesa forse più temera­ria che risanare le Ferrovie. Mentre Me­diaset annuncia di fare meglio del mer­cato, in Rai si perdono soldi e si parla di «politica». Che questo accada su pres­sione di un governo che è guidato dall&#8217; azionista del concorrente ha una sua lo­gica. Che l&#8217;opposizione si limiti a difen­dere le sue residue aree di influenza ne ha meno.</p>
<p>Nel dicembre 2004, Romano Prodi impegnò il centro-sinistra a priva­tizzare la Rai, conservandone una parte per il servizio pubblico. La sua maggio­ranza gli tarpò le ali. Walter Veltroni non affrontò mai la questione. E Bersa­ni? In fondo, l’alta velocità qualcosa sta smuovendo sulle strade ferrate. E’ fatale che la Rai debba essere peggio delle Fs?<em><br />
</em></p>
<p><!-- google_ad_section_end --><a href="http://www.corriere.it/quotidiano/archivio/massimo_mucchetti.shtml">Massimo Mucchetti</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dıgıtale terrestre: Nuovi costi in arrivo ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/17/digitale-terrestre-nuovi-costi-in-arrivo/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:47:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma “Altro che rivoluzione tecnologica. Il passaggio dall’analogico al digitale si sta rivelando un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Roma “Altro che rivoluzione tecnologica. Il passaggio dall’analogico al digitale si sta rivelando un]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Credito al consumo e costi fissi]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/11/credito-al-consumo-e-costi-fissi/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:07:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Sul credito al consumo serve maggiore trasparenza, affinchè i consumatori possano valutare tutte le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Sul credito al consumo serve maggiore trasparenza, affinchè i consumatori possano valutare tutte le]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il CESR e la definizione di consulenza]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/11/09/il-cesr-e-la-definizione-di-consulenza/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:49:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Studio Tirabassi</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Committe of European Securities Regulators (CESR) ha pubblicato un documento di consultazione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><img class="alignleft size-full wp-image-1581" title="Lente_2" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/lente_2.jpg" alt="Lente_2" width="240" height="159" /></span></span>La Committe of European Securities Regulators (CESR) ha pubblicato un documento di consultazione &#8220;che cerca di chiarire ed illustrare le situazioni in cui le imprese saranno o meno considerate fornitrici di consulenza in materia di investimenti.&#8221;</p>
<p>La consulenza in materia di investimenti è stata infatti sottoposta dalla legislazione europea (sistema MiFID) ad una specifica ed importante disciplina.</p>
<p>Questa disciplina si fonda sulla percezione di un fondamentale problema: i consigli di investimento forniti dalle banche, dalle SIM, dagli emittenti e dagli intermediari finanziari in genere, possono essere viziati da conflitti di interesse e pertanto possono non corrispondere alle esigenze dei destinatari.</p>
<p>E’ interessante leggersi i &#8220;considerando&#8221;, ossia le motivazioni, che aprono le direttive 2004 39 CE e 2006 73 CE: essi mostrano molto chiaramente che i legislatori europei si rendono ben conto del problema, lo descrivono con precisione e ritengono necessario porre rimedi.</p>
<p>Tuttavia la soluzione dettata è un compromesso: le imprese che esercitano l’attività di collocamento e di intermediazione potranno continuare ad affiancare a queste attività la consulenza agli investitori. E’ stabilito però un principio di tutela di questi ultimi, il principio di adegutezza. Per esso, ogni consulenza deve essere adeguata alle esigenze dell’investitore. Queste esigenze devono essere rilevate assumendo informazioni sul cliente e definendo, sulla base di queste, i limiti alle operazioni consigliabili.</p>
<p>Meglio di niente. La soluzione presenta però due grandi difetti. Il primo è che non intercetta in alcun modo i costi impliciti (caricamenti, commissioni, ecc.) nei prodotti consigliati agli investitori, in quanto il principio di adeguatezza ha a che fare con il rischio – ossia con l’incertezza dei rendimenti attesi – non con i costi. Insomma un portafoglio potrebbe essere perfettamente adeguato e nello stesso tempo totalmente inefficiente.</p>
<p>Il secondo problema è appunto quello che affronta il CESR: stabilire quali siano i confini della consulenza in materia di investimenti ed evitare che la normativa sia aggirata – o che comunque l’investitore sia indotto in inganno – è assai difficile. Qualche esempio? Se un promotore illustra al cliente, che conosce da tempo e di cui ha rilevato il profilo, i vantaggi di un fondo di investimento, sta facendo o no una consulenza? Se il cliente dice in banca che non vuole rischiare nulla e riceve un depliant che parla di un prodotto a capitale garantito, sta ricevendo o no una consulenza? Se sul sito web della banca trovo una serie di portafogli modello, divisi per propensione al rischio e con tanto di prodotti indicati, sto ricevendo o no una consulenza?</p>
<p>Questi sono esempi semplici, chi lo desidera può leggersi tutto il documento di consultazione del CESR (<a href="http://www.cesr-eu.org/index.php?page=consultation_details&#38;id=150" target="_blank">http://www.cesr-eu.org/index.php?page=consultation_details&#38;id=150</a>) e verificare l’ampiezza e difficoltà della problematica.</p>
<p>Il nocciolo della questione è che lo stesso soggetto, mediante la medesima persona, svolge sia attività di vendita che attività di consulenza. Tenere distinte le due cose è facile solo a dirsi.</p>
<p>Per la verità le direttive MiFID, oltre al principio di adeguatezza, presentano agli investitori un’altra tutela. Infatti riconoscono e definiscono un secondo genere di consulenti in materia di investimenti. Consulenti caratterizzati proprio dall’assenza di conflitti di interesse, in quanto non svolgono attività di collocamento ed intermediazione e non detengono in alcun modo il denaro dei clienti. Stiamo parlando dei consulenti finanziari indipendenti, quelli veri.</p>
<p>Il ricorso ad essi ovviamente è una facoltà dell’investitore. E comporta un costo. Tuttavia chi voglia leggersi le direttive citate ed il documento di consultazione del CESR può rendersi ben conto di quante siano le problematiche prodotte dai conflitti di interesse e di quanto preziosa sia una consulenza indipendente.</p>
<p><strong>Paolo Tirabassi  – Studio Tirabassi – <a href="http://www.studiotirabassi.it/" target="_blank">www.studiotirabassi.it</a></strong><strong> – Reggio Emilia</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cambiare mutuo? Una corsa a ostacoli per colpa delle banche]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/05/cambiare-mutuo-una-corsa-a-ostacoli-per-colpa-delle-banche/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:23:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/05/cambiare-mutuo-una-corsa-a-ostacoli-per-colpa-delle-banche/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: www.altroconsumo.it Le banche scoraggiano in tutti i modi chi vuole trasferire il mutuo a un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a></p>
<p>Le banche scoraggiano in tutti i modi chi vuole trasferire il mutuo a un altro istituto di credito che offre condizioni migliori: stabiliscono limitazioni del tutto fuorilegge (un capitale residuo minimo…) o impongono il pagamento di spese illecite sotto forma di costi di perizia o istruttoria.<br />
<a href="http://www.altroconsumo.it/mutui/la-banca-ha-ritardato-la-surroga-calcola-il-risarcimento-che-ti-spetta-s258473.htm"></a></p>
<p><a href="http://www.altroconsumo.it/mutui/la-banca-ha-ritardato-la-surroga-calcola-il-risarcimento-che-ti-spetta-s258473.htm">La banca ha ritardato la surroga? Calcola il risarcimento che ti spetta</a><br />
<a href="http://www.altroconsumo.it/mutui/mutui-ma-quanto-mi-costa-l-estinzione-anticipata-s206263.htm"></a></p>
<p><a href="http://www.altroconsumo.it/mutui/mutui-ma-quanto-mi-costa-l-estinzione-anticipata-s206263.htm">Mutui: ma quanto mi costa l&#8217;estinzione anticipata?</a></p>
<p>Anche se la legge parla chiaro: la surroga del mutuo deve avvenire a costo zero.</p>
<p><strong>Inchiesta mutui in 13 città</strong><br />
Questi i risultati della <a title="scarica il documento n pdf" href="http://www.altroconsumo.it/mutui/20091102/inchiesta-sulla-portabilita-del-mutuo-Attach_s259183.pdf" target="_blank">nostra inchiesta</a> in 13 città dove abbiamo visitato 270 agenzie delle maggiori banche italiane mettendoci nei panni di chi chiede la surroga del mutuo per ottenere un tasso migliore. Da ben 41 agenzie siamo usciti senza alcuna offerta con mille scuse diverse, mentre in nove sportelli ci hanno proposto la sostituzione, soluzione ben più remunerativa per le loro casse.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pzFp0UMpsmQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/pzFp0UMpsmQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>La banca ha ritardato la surroga? Calcola il risarcimento che ti spetta</strong><br />
Dal 5 agosto scorso la legge 102/2009 stabilisce il diritto al risarcimento per tutti coloro che hanno subito ritardi superiori ai 30 giorni nella surrogazione del loro mutuo. Il risarcimento è pari all&#8217;1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo, potete individuare quanto vi spetta con il nostro <a title="vai al servizio online" href="http://www.altroconsumo.it/mutui/la-banca-ha-ritardato-la-surroga-calcola-il-risarcimento-che-ti-spetta-s258473.htm">calcolatore</a> e usare la <a title="vai alla lettera tipo" href="http://www.altroconsumo.it/mutui/risarcimento-ritardi-surroga-s258823.htm">lettera tipo</a> per chiedere il risarcimento.</p>
<p><strong>Scegliere il mutuo: alla larga dai mediatori creditizi</strong><br />
Il mediatore creditizio è un consulente che fa da intermediario tra la banca e chi chiede un finanziamento: solitamente facendosi pagare da entrambi, a volte solo dall&#8217;istituto di credito. Spesso la proposta di affidarci a lui viene proprio dall&#8217;agenzia immobiliare che ci sta vendendo la casa. Queste agenzie di mediazione creditizia sono trasparenti? Consegnano il contratto di finanziamento? Comunicano il costo del servizio? Per rispondere a queste domande siamo andati a chiedere un mutuo in 24 agenzie in tre grandi città italiane (Milano, Roma e Napoli).</p>
<p>Grazie alla nostra <a title="scarca il documnento in pdf" href="http://www.altroconsumo.it/mutui/20091102/inchiesta-nelle-agenzie-di-mediazione-creditizia-Attach_s259153.pdf" target="_blank">inchiesta</a>, abbiamo scoperto che non solo la mediazione ha un costo salato (anche il 4% sull&#8217;importo erogato del mutuo), ma il cliente non ne è consapevole in quanto il compenso del mediatore è mascherato sotto forma di &#8220;spese di istruttoria&#8221; o di &#8220;gestione pratica&#8221; e il contratto di mediazione non è consegnato prima della sottoscrizione. Non solo. Dall&#8217;analisi delle condizioni del mutuo, almeno nelle agenzie che lo hanno comunicato, abbiamo verificato che non sono più vantaggiose di quelle che si otterrebbero in banca.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Previdenza per la Pensione]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/11/02/la-previdenza-per-la-pensione/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:08:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>luca rizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[La pensione è un argomento che, anche se in modo diverso, interessa tutti, ad ogni età. Nonostante q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1539" title="Pensionati" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/pensionati.jpg" alt="Pensionati" width="299" height="313" />La pensione è un argomento che, anche se in modo diverso, interessa tutti, ad ogni età. Nonostante questo, soprattutto in Italia, per una serie di fattori che sarebbe qui troppo lungo elencare, la sensibilità dell’individuo si manifesta, quasi sempre, solo <em>in prossimità</em> del tanto atteso/temuto raggiungimento della pensione medesima, intorno ai 50-55 anni di età. La maturità personale, lavorativa e famigliare sono spesso consolidate in questa fascia di età e quindi si comincia a “guardare in avanti” con interesse quando non addirittura con apprensione.</p>
<p>Questo atteggiamento fino a qualche anno fa non era penalizzante più di tanto. Quando mancavano una decina d’anni circa all’età di presunto pensionamento si andava all’INPS o al proprio ente di previdenza, ci si faceva fare “l’esplorativa” e si cominciava il conto alla rovescia sapendo che dal giorno “x” l’attività lavorativa sarebbe cessata ma che l’assegno mensile dell’INPS “a grandi linee” sarebbe stato di importo poco inferiore (80-90% circa) all’ultima retribuzione percepita.</p>
<p>Se escludiamo coloro che andranno in pensione nei prossimi 5-7 anni, per tutti gli altri questo ragionamento non sarà mai più valido. Infatti nel 1995 la riforma Dini (L. 335/95) ha, per sempre, cambiato le regole.</p>
<p>La sostituzione, seppur graduale, del metodo di calcolo dell’assegno di pensione da “retributivo” a “contributivo” ha comportato e comporterà un generalizzato abbassamento delle prestazioni pensionistiche pubbliche e di categoria, anche influenzate, <em>per fortuna</em>, dall’allungamento dell’aspettativa di vita media di uomini e donne. Infatti le prestazioni oggi previste dal primo pilastro previdenziale per coloro che andranno in pensione nei prossimi decenni, prevedono un assegno non superiore  al 50% ( ! ) dell’ultimo stipendio.</p>
<p>Da parte pubblica si sono fatti non pochi tentativi di compensare il previsto brusco abbassamento delle prestazioni pensionistiche. La riforma Maroni del 2004 ( L.243/04), per esempio, ha incentivato il ricorso da parte del lavoratore alla previdenza complementare con l’istituzione di versamenti aggiuntivi del lavoratore e del datore di lavoro ai fondi di categoria e con la possibilità di utilizzare per il medesimo scopo il TRF in accantonamento.</p>
<p>E’ certo che queste due componenti non riusciranno comunque a garantire al neo pensionato del 2030 un assegno di pensione simile all’ultimo stipendio percepito. E’ quindi ormai necessario interessarsi sin da giovani alla propria pensione.</p>
<p>Il tema della previdenza integrativa è infatti balzato agli onori della cronaca negli ultimi 10 anni, peccato che il messaggio è stato veicolato, utilizzato e “ammaestrato” da chi ha avuto ed ha tutt’ora un grande, enorme interesse economico sull’argomento.</p>
<p>Se è vero che il tema è giusto e importante è anche vero che è stato da anni ormai utilizzato da compagnie assicurative e banche come pretesto per un collocamento di massa di prodotti assicurativo-finanziari apportatori di grandissimi margini di guadagno, per le banche e assicurazioni ovviamente ! Le polizze vita, le unit-linked in particolare, hanno così alti margini di guadagno <span style="text-decoration:underline;">per chi le vende</span>, da aver giustificato la nascita di intere strutture commerciali aventi il solo scopo di piazzare sul mercato tali prodotti.</p>
<p>Collocamento avvenuto in quantità davvero “industriali” in Italia negli ultimi anni ma che, seppur teoricamente stimolato dal voler affrontare e risolvere il problema del GAP previdenziale al quale incorreranno le future generazioni di pensionati, ha poi, purtroppo, lasciato sempre spazio alla logica della vendita fine a se stessa e pianificata per il mero conseguimento di elevati guadagni di Assicurazioni, banche e promotori finanziari.</p>
<p>I prodotti collocati soffrono infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, di gravi inefficienze gestionali nonché di strutture di costi espliciti e occulti che vanificano e rendono irraggiungibile l’obiettivo per il quale sono stati sottoscritti.</p>
<p>Il problema, però, rimane ed è quindi giusto e necessario affrontarlo.</p>
<p>Un’analisi seria (<span style="text-decoration:underline;">e non condizionata dal conflitto di interesse tipico del venditore di strumenti finanziari)</span> della posizione del singolo lavoratore, una ricerca seria di strumenti efficienti, flessibili ed economici rendono possibile una corretta identificazione del problema , del conseguente obiettivo/soluzione e dei migliori strumenti per realizzarlo.</p>
<p>L’aiuto e la consulenza di un professionista qualificato possono dare al lavoratore di oggi e pensionato di domani una serenità e una sicurezza economica adeguata.</p>
<p>Non dimentichiamoci però che, essendo progetti di medio-lungo periodo, nessuno strumento per quanto efficiente e nessun professionista per quanto qualificato potranno far raggiungere l’obiettivo al futuro pensionato se questi non saprà essere sin da oggi “disciplinato”, costante e perseverante nella sua attività di accantonamento di una parte di reddito attuale a beneficio della sua rendita futura. E in questo senso prima si inizia e più sarà facile raggiungere il risultato desiderato.</p>
<p><strong><a href="http://www.nafop.org/pagina.phtml?_dtype=Associati&#38;azione=view&#38;currlang=IT&#38;nrecs=220&#38;from=6&#38;from_form=Associati&#38;name=82%3AA174&#38;search_string1=JF9zdiA9IGFycmF5KCk7IA==">Luca Rizzi</a> &#8211; Torino</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>info@lucarizzi.it</strong><strong><a href="http://mantovafinanza.blogspot.com/"> </a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Expo2015, i nodi vengono al pettine]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/02/expo2015-i-nodi-vengono-al-pettine/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:08:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Come previsto, l&#8217;Expo2015 sarà un affare solo per certa gente, non per i cittadin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao: </strong>Come previsto, l&#8217;Expo2015 sarà un affare solo per certa gente, non per i cittadini&#8230;visto che alla fine si parla dei nostri soldi&#8230; Non riuscendo  a stare dietro alle notizie in merito a questa <em>fregatura</em>, ho creato la <em>Categoria Expo2015</em> che raccoglie il tutto.</p>
<p>Mi fa piacere che la Provincia sia pronta a chiedere prestiti bancari, dei quali noi pagheremo gli interessi, ovviamente. Così spariranno del tutto le risorse veramente necessarie, ad esempio,  per la tutela del territorio, già minacciato dai vari costruttori <em>immanicati</em> con la politica e che vedono nell&#8217;Expo l&#8217;occasione per gettare ovunque le loro costose colate di cemento. W l&#8217;Expo2015.</p>
<p>Ma andate a <em>fancucciolo</em> voi e lei&#8230;..</p>
<p>°°°</p>
<p>Un articolo di Elisabetta Soglio</p>
<p>Un mare di soldi. Gli enti pubblici che fanno parte della società Expo 2015 cominciano a fare i conti con i contributi che, come previsto fin dal dos­sier di candidatura, dovranno versare di qui al 2015. Stiamo parlando di 687 milioni di eu­ro, ai quali si aggiungono i 163,3 da girare al tavolo Lom­bardia per le infrastrutture: la conferma della disponibilità va data entro il 30 aprile prossi­mo, data in cui il Bie dovrà re­gistrare l’evento e la proposta. In tempi ancora più stretti, en­tro fine dicembre, il cda ha chiesto ai soci 7,2 milioni per ripianare il disavanzo accumu­lato in questi mesi, che si aggi­rerà intorno a 11,6 milioni di euro per il 2008.</p>
<p>A tutt’oggi, il Governo ha versato 9 milioni e 200 mila eu­ro, la Regione 3,124, il Comu­ne 2,024, Provincia e Camera di Commercio 1,012 ciascuno. Il contributo straordinario chiesto agli Enti Locali, per evi­tare di dover ricapitalizzare la società, è di 2,4 milioni di euro per Comune e Regione e di 1,2 per Provincia e Camera. <strong>Ed è già su questo che si sono rizza­te le antenne: </strong>prima,<strong> la Provin­cia</strong> ha fatto osservare che «in­vestiamo anche in altre infra­strutture» e <strong>ha lasciato inten­dere che sarebbe meglio pensa­re a soluzioni alternative come il ricorso a prestiti bancari.</strong></p>
<p><strong>Il Comune</strong>, che come gli altri so­ci ha dato la propria disponibi­lità formale, <strong>ha però scritto </strong>una <strong>lettera ufficiale all’ammini­stratore delegato di Expo 2015 Lucio Stanca</strong> per avere chiari­menti su come sono stati spesi i soldi finora e su come sarà il piano finanziario dei prossimi anni.</p>
<p>Per definire una strategia comune, oggi al Pirellone, si in­contreranno il presidente Ro­berto Formigoni, il sindaco Le­tizia Moratti e il presidente del­la Provincia Guido Podestà (non ci sarà l’ad Stanca, come scritto ieri erroneamente). Qualche ragguaglio, in real­tà, è già stato dato nel docu­mento consegnato ai soci pub­blici durante l’ultima riunione: è stata infatti presentata una proiezione dell’impegno finan­ziario dei soci, che nel 2010 do­vrebbero versare 19,2 milioni di euro, 36,1 nel 2011, 124,3 nel 2012, 291,3 nel 2013, 168,2 nel 2014 e 47,1 nel 2015.</p>
<p>Altra questione aperta è quella della copertura delle eventuali perdite: per l’anno in corso, si è detto. Per gli anni a venire, però, dovranno essere messe in conto altre richieste economiche, dal momento che la differenza fra i costi di ge­stione e gli introiti (che per al­tro arriveranno solo dal 2015) è destinata a lievitare a 212 mi­lioni di euro.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una tv con l'abbonamento Sky: rate per tre anni ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/30/una-tv-con-labbonamento-sky-rate-per-tre-anni/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:26:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/30/una-tv-con-labbonamento-sky-rate-per-tre-anni/</guid>
<description><![CDATA[Un televisore Full Hd e l&#8217;abbonamento a Sky Hd a soli 29,90 euro al mese. È quello che promett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Un televisore Full Hd e l&#8217;abbonamento a Sky Hd a soli 29,90 euro al mese.</strong></p>
<p><strong>È quello che promette la pubblicità di Sky</strong> che sta passando giorno e notte in televisione in questi ultimi giorni. Sembra un affare; <strong>ma quando ci costa alla fine il televisore? È davvero più conveniente che comprarsi un apparecchio per proprio conto?</strong></p>
<p><strong>L&#8217;offerta nel dettaglio</strong><br />
Abbonandosi a Sky in alta definizione c&#8217;è dunque la possibilità di farsi arrivare a casa un televisore ultrapiatto: si può scegliere tra alcuni modelli Sony e Samsung da 32, 37 e 40 pallici, tutti Full Hd e quindi compatibili con l&#8217;offerta in alta definizione di Sky. <strong>Ovviamente il televisore non è regalato:</strong> si paga a rate, con una sorta di finanziamento (tipo quello che fanno nei normali negozi), che va dagli 11 euro al mese per il 32&#8243;, ai 15 euro del 37&#8243;, fino ai 17 euro se si sceglie il 40&#8243;.</p>
<p>Cifre a cui, ovviamente, va aggiunto il costo mensile dell&#8217;abbonamento che, in base alla quantità di pacchetti, si ha diritto a un piccolo sconto anche sulla rata del televisore. <strong>Per farla breve, l&#8217;offerta dal 29,90 euro si riferisce a quella minima</strong>, ovvero all&#8217;<strong>abbonamento base</strong> del pacchetto &#8220;Mondo&#8221; (3 generi), <strong>con il televisore più piccolo (da 32&#8243;).</strong></p>
<p><strong>La tv costa meno</strong><br />
<strong>Conti alla mano il risparmio sul televisore c&#8217;è davvero.</strong> Nel caso ad esempio dell&#8217;offerta base da 29,90 euro al mese, lo stesso televisore comprato in negozio ci costa una novantina di euro in più. Per questo motivo<strong> la rateizzazione è senza interessi per il consumatore</strong>; se si comprasse lo stesso televisore 32&#8221; Sony in promozione da Sky sul sito di Mediaworld a rate si avrebbe un Taeg del 10,5%, che si traduce in 12 rate da 48,15 euro per un televisore il cui costo è di 549 euro.</p>
<p><strong>Se si guardano solo i costi del televisore</strong>, quindi, <strong>l&#8217;offerta di Sky è più conveniente</strong> che l&#8217;acquisto dell&#8217;apparecchio in negozio (sia in contanti, sia a rate).</p>
<p><strong>Legati per 3 anni</strong></p>
<p><strong>Dov&#8217;è allora l&#8217;inghippo?</strong> Per beneficiare di questo vantaggio <strong>bisogna obbligatoriamente rimanere abbonati per 3 anni:</strong> le rate infatti sono in tutto 36, al termine delle quali si è pagato completamente il televisore.</p>
<p><strong>Ma se si disdice l&#8217;abbonamento prima? </strong></p>
<p><strong>Qui iniziano i guai.</strong> Occorre innanzitutto <strong>pagare tutte le rate mensili mancanti con l&#8217;aggiunta di una penale:</strong> 70 euro di penale se si recede nel primo anno o 50 euro se si recede tra il tredicesimo e il diciottesimo mese. Dal diciannovesimo mese in poi non è dovuta nessuna penale.</p>
<p><strong>Bisogna ricordare che, in caso di prestito finalizzato</strong> (ovvero quando si acquista a rate nei negozi)<strong> se si recede anticipatamente la penale per legge non può superare l&#8217;1% del capitale </strong>residuo: <strong>70 euro è quindi un valore ben superiore alla penale</strong> che si pagherebbe nel caso di credito al consumo. <strong>Si tratta di una penale eccessiva ai sensi della legge Bersani che non mancheremo di segnalare al Garante.</strong></p>
<p><strong>Altre spese per i nuovi abbonati</strong><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Se non siete già clienti Sky, non pensate di cavarvela con soli 29,90 euro al mese</strong>: <strong>all&#8217;inizio sarete costretti a pagare 49 euro come contributo per l&#8217;attivazione e 100 euro</strong> come <strong>anticipo sul televisore</strong> (in alcuni casi si può avere sull&#8217;anticipo uno sconto di 50 euro e questo rende l&#8217;offerta ancora più interessante).</p>
<p><strong>Inoltre, </strong>poiché sottoscrivendo l&#8217;abbonamento avrete installazione e parabola gratuiti, <strong>dovrete pagare ben 149,91 euro in caso decidiate di recedere dall&#8217;abbonamento prima di 12 mesi,</strong> proprio <strong>per rimborsare Sky di questo generoso &#8220;regalo&#8221;.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[…e poi uno dice l’antipolitica!]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/10/29/%e2%80%a6e-poi-uno-dice-l%e2%80%99antipolitica/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 11:46:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
<guid>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/10/29/%e2%80%a6e-poi-uno-dice-l%e2%80%99antipolitica/</guid>
<description><![CDATA[Alcuni ex senatori si lamentano perché verranno privati di alcuni benefit di cui godo in quanto ex s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2086" title="senato" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/10/senato.jpg?w=150" alt="senato" width="150" height="99" /><span style="color:#3366ff;">Alcuni ex senatori si lamentano perché verranno privati di alcuni benefit di cui godo in quanto ex senatori: tipo pedaggio autostradale gratuito, voli e treni gratuiti. Si lamentano in particolare perché questi tagli non saranno invece fatti per gli ex deputati che continueranno a beneficiarne.<br />
Gli ex sono 1.058 senatori e i 1.600 deputati, i tagli per i soli senatori (anzi per una parte di loro) consentiranno un risparmio di 1,7 milioni di euro. <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/costi-politica/costi-politica/costi-politica.html">L’articolo è di Repubblica</a> e lo incollo sotto<br />
La mia prima reazione è stata “hanno proprio la faccia come il culo!” e ho pensato quasi quasi organizzo una petizione in loro favore, poverini!!<br />
E poi però la cosa mi è parsa più grave dal poterla liquidare con una semplice battuta.<br />
Alcune brevi considerazioni:<br />
</span></p>
<ol>
<li><span style="color:#3366ff;">Siamo in un momento di grave crisi economica, centinaia di migliaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro, alcune vanno in cassa integrazione, molte (i precari) non hanno nemmeno quella e dall’oggi al domani si trovano senza lavoro e senza stipendio. Ecco, in questo quadro, il fatto che alcuni ex senatori abbiano il coraggio di lamentarsi dei tagli ai loro privilegi è indici di una politica ormai completamente scollata dal paese, dai problemi delle persone. Che poi a capo di questa “rivolta” ci sia un ex senatore del PCI (Franco Coccia) mi sembra ancora più grave.</span></li>
<li><span style="color:#3366ff;">Quando, ciclicamente, si ci lamenta degli stipendi alti dei parlamentari, io ho sempre sostenuto che quello che mi ha sempre indignato di più, non è tanto lo stipendio alto (in fondo svolgono una funzione importante, anche se è pur vero che i loro colleghi europei prendono molto meno per gli stessi incarichi), ma il numero elevato di assenze e i benefit di cui godono che spesso non hanno nulla a che vedere con le funzione che svolgono. Perché devono avere la tessera gratuita per il cinema o entrare allo stadio senza pagare?</span></li>
<li><span style="color:#3366ff;"> Queste cose ovviamente valgono anche sul locale. Se è vero, ad esempio, che un assessore del comune di Lodi non guadagna molto (circa 1.400 euro) in rapporto all’impegno di tempo che ci dedica, quello che io non ho mai condiviso e, nel mio piccolo ho sempre cercato di denunciare, è la questione delle nomine nelle aziende pubbliche o comunque controllate: astem, aler, linea, eal, cap, farmacie, etc…Nei consigli di amministrazione di questi enti gli stipendi possono superare anche i 2.000-3000 euro al mese, ed inoltre le persone nominate sono sempre le stesse che girano i vari enti, nominati certo non per competenza o curricula. Sarebbe ora di cambiare!</span></li>
</ol>
<p><em>Chiesto il ripristino di treni e aerei gratis. A Montecitorio le spese degli ex pesano per 2,5 milioni. A Palazzo Madama per 1,7 milioni</em><br />
<strong>Benefit, protestano gli ex senatori<br />
&#8220;Qui si taglia, alla Camera no&#8221;</strong><br />
<em>Il risparmio previsto è di 1 milione e 68 mila euro</em><br />
di CARMELO LOPAPA</p>
<p>ROMA &#8211; Se il Senato taglia i benefit degli &#8220;ex&#8221; e la Camera decide di risparmiare ma seguendo altre strade, allora si scatena la bagarre tra i 1.058 senatori e i 1.600 deputati di un tempo. &#8220;Perché loro continueranno a viaggiare gratis e noi no?&#8221; insorgono i primi all&#8217;indirizzo dei secondi.</p>
<p>Non è esattamente quel che si dice una guerra tra poveri. E di questi tempi &#8211; tra fabbriche in crisi, cassa integrazione e un esercito di disoccupati &#8211; la storia può perfino stonare. Ma tant&#8217;è. Tra 60 giorni scatta il colpo di forbici che a Palazzo Madama definiscono &#8220;epocale&#8221; sui privilegi degli ex inquilini, ma la stessa cosa non starebbe avvenendo alla Camera. E i senatori &#8220;pensionati&#8221; denunciano ora la &#8220;discriminazione&#8221; ai loro danni, con il loro &#8220;sindacato&#8221;, l&#8217;Associazione ex parlamentari, che invita il Senato a fermare subito la scure.</p>
<p>Tutto parte il 21 aprile scorso. Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama (l&#8217;organo di autogoverno guidato da Renato Schifani) adotta una delibera con cui, a partire dal primo gennaio 2010, riduce a 291 la platea degli ex beneficiari del pedaggio gratuito autostradale, di voli e biglietti ferroviari finora concessi ai tutti i 1.058. Ma soprattutto di ridurre al minime il carnet per ciascuno di loro, azzerando del tutto il Telepass. Tutte voci che ad oggi hanno comportato una spesa di 1,7 milioni (il grosso però sono gli 81 milioni di euro l&#8217;anno in vitalizi). Risultato, dal prossimo anno un risparmio stimato in 1 milione 68 mila euro.</p>
<p><!--more-->A Montecitorio, dove gli ex sono circa 1.600 e i benefit pesano per quasi 2,5 milioni, non è stato adottato finora un provvedimento analogo. &#8220;Abbiamo incontrato i deputati questori della Camera e ci hanno assicurato che lì non avverrà nulla del genere &#8211; spiega Franco Coccia, presidente dell&#8217;Associazione ex parlamentari &#8211; A questo punto abbiamo denunciato la discriminazione. I nostri associati che hanno militato al Senato non possono accettarla. Non ci sono ex di serie A e altri di serie B. Si tratta di benefici minimi di cui dobbiamo poter usufruire tutti&#8221;. Coccia, ex Pci alla Camera dalla quarta alla settima legislatura, rientra tra coloro che non sarebbero intaccati dai tagli, ma parla a nome dei tanti colleghi che protestano. &#8220;Noi comprendiamo l&#8217;esigenza di fare economie, ma non è giusto che venga fatta su costi risibili e a spese degli ex&#8221;. Deputati e senatori delle passate legislature che in 307, ricorda poi il presidente, si sono offerti a Palazzo Chigi quali consulenti a titolo gratuito, &#8220;e pochi giorni fa l&#8217;elenco è stato consegnato al sottosegretario Gianni Letta, che si è impegnato a tener conto della nostra disponibilità&#8221;.</p>
<p>Alla Camera però, tanto più sotto la rigorosa gestione targata Gianfranco Fini, non ci stanno a passare per difensori di vecchi privilegi. &#8220;Abbiamo semplicemente deciso di affrontare il nodo dei risparmi sul bilancio 2010 &#8211; spiega Gabriele Albonetti, deputato questore &#8211; Non abbiamo alcuna intenzione di salvaguardare benefit, piuttosto, abbiamo verificato che quegli stessi risparmi, se non maggiori rispetto al Senato, possono essere ricavati con altre misure. Ne discuteremo a breve&#8221;. Gli &#8220;ex&#8221; tuttavia insistono: &#8220;Inaccettabile discriminazione&#8221;. E ora? &#8220;Chiediamo al Senato di ripensare il suo provvedimento &#8211; è la proposta del presidente dell&#8217;Associazione, Coccia &#8211; di fare marcia indietro&#8221;. Ma il Senato non la farà. &#8220;La linea del rigore per noi è irrinunciabile &#8211; mette le mani avanti il senatore questore Benedetto Adragna &#8211; La delibera sui tagli entra in vigore dal 31 dicembre e non si torna al passato&#8221;.</p>
<p>29 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marocco e valtur: relax e benessere]]></title>
<link>http://tidicoagadirvaltur.wordpress.com/2009/10/28/marocco-e-valtur-relax-e-benessere/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 16:03:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>tidicoagadir</dc:creator>
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<description><![CDATA[I massaggi sono un capisaldo della cultura Marocchina ed assolutamente bisogna immergersi e farci co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I massaggi sono un capisaldo della cultura Marocchina ed assolutamente bisogna immergersi e farci coccolare da tutto ciò, perchè è veramente qualcosa di unico ed indimenticabile.</p>
<p>Da fare assolutissimamente, ma per entrare nello specifico eccco a voi la sezione apposita.</p>
<p><a href="http://tidicoagadirvaltur.wordpress.com/about/marocco-e-valtur-relax-e-benessere/">Centro benessere</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Doc 1/ I costi dell'atomo]]></title>
<link>http://glinsostenibili.wordpress.com/2009/10/28/doc-1-i-costi-dellatomo/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:45:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>glinsostenibili</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sussidi diretti e indiretti, prestiti agevolati, sconti, ricerca, esternalizzazione dei costi ambien]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sussidi diretti e indiretti, prestiti agevolati, sconti, ricerca, esternalizzazione dei costi ambientali e sociali. Voci nascoste e vere spese dell’energia prodotta dall’atomo. Perché il nucleare non conviene. Le risposte che il Governo deve ancora dare sulla strategia di rilancio in Italia <a href="http://www.legambiente.eu/scienza/cdoc/schedaDoc.php?id=4883" target="_blank">in un ricco dossier</a> di Legambiente.</p>
</div>]]></content:encoded>
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