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	<title>crederci &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/crederci/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "crederci"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 06:39:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Lontano dagli occhi...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/27/lontano-dagli-occhi/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:07:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Lontano dagli occhi, lontano dal cuore… famoso e strausato detto che trae le sue origini da una fra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> Lontano dagli occhi, lontano dal cuore… famoso e strausato detto che trae le sue origini da una frase di Seneca, sull’influenza negativa che la lontananza esercita sui ricordi di una persona.</p>
<p>          Ebbene, cosa c’è di vero in tutto questo?</p>
<p>Se dovessi dare una risposta in base alla mia esperienza, direi che di vero c’è ben poco, visto che i ricordi che mi legano ad una persona, in positivo, li relego in una parte di me che difficilmente si dissolve come neve al sole. Quando in genere si affronta quest’argomento, io faccio sempre l’esempio di una mia cara amica che ho conosciuto ai tempi dell’università a Firenze, e che dopo varie peripezie di entrambi, ci siamo persi completamente di vista. Ci sentiamo raramente e raramente ci scambiamo qualche e-mail, eppure, io ho la sensazione che malgrado tutto, quando la sento, mi sembra di averla lasciata il giorno prima.</p>
<p>          Forse è un’eccezione, non so, fatto sta che in questo caso, la lontananza, a quanto pare, ha amplificato i ricordi, e la sensazione che provo e che lei prova, quindi di entrambi, lo dimostra. Ma come tutte le cose, non è certo una regola, anzi…</p>
<p>L’amore, il volersi bene, si alimenta anche con la presenza, è un sentimento che si nutre di “abitudine”, inteso ovviamente in senso positivo, se io sento o vedo ogni giorno una persona, indubbiamente cresce il rapporto affettivo, la confidenza, la voglia di condividere, la complicità, ma solo perché la conoscenza sta alla base di tutto, non si può crescere insieme ad una persona, se no ci si conosce e questa è una condizione indispensabile.</p>
<p>          Ma allora vuol dire che una volta che ci siamo conosciuti, possiamo vivere di rendita? No, non credo, tutto dipende, immagino, dal tipo di rapporto che si è creato, nonché anche dalle aspettative, che se hanno dei risvolti negativi, si trasforma in un castello di carta che al primo alito di vento, crolla inesorabilmente.</p>
<p>Ricapitolando, conosco una persona, amore o amicizia che sia, con lei ho uno scambio profondo, ma dopo un po’, per vari motivi, tutto si affievolisce, la frequentazione (ci si vede di meno…), la possibilità di scambiare come si faceva un tempo, il legame è molto forte, ma per un po’ resta lì in attesa, dovrebbe bastare anche soltanto il ricordo per mantenerlo vivo, ma… lontano dagli occhi e lontano dal cuore?</p>
<p>          Bella domanda… <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[irresistibile fascino della luce]]></title>
<link>http://minimetal.wordpress.com/2009/11/25/irresistibile-fascino-della-luce/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:05:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>minimetal</dc:creator>
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<description><![CDATA[printscreen fatti in giro per la rete, dopo gli emo, dopo gli indie, arrivano i fotografi-wannabe la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>printscreen fatti in giro per la rete, dopo gli <strong>emo</strong>, dopo gli <strong>indie</strong>, arrivano i <strong>fotografi-wannabe</strong></p>
<p>la reflex è come l&#8217;iphone, sono strumentazioni costose e impegative che fanno gola sia ai geek che ai coatti. i geek proseguono la loro carriera aprendosi account flickr e spedendo altri soldi per acquistare nuovi obiettivi (e martellando i coglioni alla povera gente con &#8220;mi guardi le ultime foto su flickr?&#8221;, &#8220;o ma le hai viste le mie ultime foto?&#8221;, eccetera), i coatti no, perchè su google mettono &#8220;o<strong>bbb</strong>iettivi reflex&#8221; e tutto finisce li.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-149" title="geni incompresi" src="http://minimetal.wordpress.com/files/2009/11/genio-incompreso.png" alt="" width="450" height="900" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sogni...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/19/sogni/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:39:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/19/sogni/</guid>
<description><![CDATA[          “ A letto di già?” “Sì, sono stanca, non vedo l’ora di andare a letto, così tra i miei lib]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>          “ A letto di già?”</p>
<p>“Sì, sono stanca, non vedo l’ora di andare a letto, così tra i miei libri e i miei sogni, riesco a chiudere un po’ meglio la giornata… “</p>
<p>     <em>    </em> “E’ forse un modo per fuggire dalla realtà?”</p>
<p>“No, la realtà la vivo in tutta la sua immensità, solo che alle volte ho bisogno di chiudere la porta, perché altrimenti mi soffoca. ”</p>
<p>          “Insomma, è una valvola di sfogo, un momento… “</p>
<p>“Una valvola di sfogo che mi riporta a prendere contatto con me stessa, che non vuol dire che è l’unico modo per farlo, no anzi, perché durante la giornata io ci sono ed anche tanto, per le cose da fare che m’impegnano al punto da esserci senza però rendermi veramente conto di appartenere a me stessa… la cosa è difficile da spiegare… “</p>
<p>          “ No, non è difficile… “</p>
<p>“Non so cosa mi succede. Deve essere forse l’autunno o questa vita fatta solo di doveri, non lo so, fatto sta che in questi giorni mi sento strana, ho dei momenti di angoscia che mi fanno star male. E tutto così schifosamente programmato che alle volte mi verrebbe la voglia di scappare per lasciarmi ogni cosa alle spalle. Eppure ho tutto, o almeno così sembra. Un marito, un figlio meraviglioso, una casa dove sto bene e che mi piace, degli amici, tutto insomma…”</p>
<p>          “ Sei proprio sicura di avere tutto?”</p>
<p>“ Eppure… in fondo le stesse cose le ho sognate così a vent’anni. Lui è caro, lo è sempre stato, con lui ho scoperto la voglia di essere libera, di gestire la mia vita senza il condizionamento dei miei genitori, mi ha coccolata, mi ha spianato ogni difficoltà, rendendomi padrona di ogni cosa… eppure… A volte ho l&#8217;impressione di non volere tutto questo. Una parte di me si ribella. In fondo mi sento insicura. Si decido io delle cose, ma ho sempre l&#8217;impressione di ricercare ugualmente la sua approvazione. Lui è cosi sicuro, così forte, chiuso nel suo mondo, alle volte mi fa paura. Padrona di me stessa o solo padrona delle cose che mi circondano? Anche quando litigo con lui, se la spunto io, alla fine insieme alla soddisfazione ho un pò di amaro in bocca. Anche l&#8217;epilogo mi sembra scontato. Dio mio, dove sono, cosa sono mai? Avrei voglia di sognare un po’…”</p>
<p>          “ Capisco… i libri e i sogni… “</p>
<p>“ I libri mi riportano nella dimensione che più mi appartiene, leggo perché mi piace, leggo perché divorare parole apre le porte della mia immaginazione, leggo per poi scrivere, ho fame di letture, cibo ineguagliabile per la mia mente, leggo per sognare… i sogni…  “</p>
<p>          “ I sogni?”</p>
<p>“ Sogno ad occhi aperti, sogno ad occhi chiusi, sogno la serenità che mi manca, sogno due occhi che mi guardano senza pregiudizi, sogno la tenerezza che il tempo ha cancellato, sogno di ritrovare momenti che in questo quotidiano si sono frantumati, sogno di sentirmi donna desiderata, perchè del desiderio ho perso anche la voglia, sogno… “</p>
<p>          “ Sogni&#8230; ”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guardo... ]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/11/guardo/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:16:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/11/guardo/</guid>
<description><![CDATA[© arthur           Che cielo che c’è oggi, ragazzi, un cielo davvero bello, di quelli che, quando li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1587" class="wp-caption alignnone" style="width: 398px"><img class="size-full wp-image-1587" title="Raggio" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/11/raggio2.jpg" alt="Raggio" width="388" height="397" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>          Che cielo che c’è oggi, ragazzi, un cielo davvero bello, di quelli che, quando li guardi, ti sembra di andare oltre, limpido, sereno, di un azzurro così intenso che se dovessi dipingerlo, avrei senz’altro mille difficoltà.</p>
<p>Già, direte voi, come al solito nonno Archimede non ci ha capito nulla, ma questa volta non è così, credetemi, questa volta il cielo e il mio cuore li sento battere allo stesso modo, quasi fossero accovacciati l’uno accanto all’altro.</p>
<p>          E allora mi guardo intorno e cerco di cogliere ogni minimo movimento di ciò che mi circonda e magari mi sento dire, guardami, esisto anch’io, sono un pulviscolo, è vero, ogni alito di vento mi porta via, di qua, di là e stanco di tanto correre, mi appoggio, assaporo il morbido e il duro, sento l’odore che mi circonda, piango e rido dei pianti e delle risate di chi mi ospita per un po’, fino a quando un altro alito mi sposta e allora ricomincio, sempre, comunque ricomincio, senza stancarmi mai…</p>
<p>E magari penso a Nino, a Germano, chiusi in quella stanzetta sorda e stanca come loro, quel pulviscolo lo guardano appena, mentre si muove dentro ad un raggio di luce che attraversa i vetri opachi della finestra, ma in realtà non lo vedono, non lo sentono neanche parlare, perché i loro occhi umidi e sbiaditi, fissano un cielo che non c’è… un sorriso sulle labbra e il ticchettio di due dita che giocano con il bracciolo della poltrona, nell’attesa che minuti, ore, giornate passino senza lasciare traccia, perché dimenticate.</p>
<p>          Ecco… è vero, la vita io l’ho un po’ vissuta, ma quel pulviscolo ho ancora voglia di guardarlo, magari discuterne anche con qualcuno, se il suo riesce a raccontargli qualcosa e magari cosa, vorrei trovare qualcuno che come me ha voglia di guardarlo quel pulviscolo, che come me ha voglia di percorrere un pezzetto di vita, sorvolando, come lui, sulle cose inutili, perché un raggio di sole a modo suo sa raccontare ed anche tanto.</p>
<p> Evvabè, ci avete capito qualcosa? Come al solito, io ben poco, ma questo è ormai assodato… e già… !</p>
<p> <em>Fr.</em> vostro <em>nonno Archimede, un tempo detto anche Archi&#8230;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alto, affusolato, morbide curve ondulate...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/03/alto-affusolato-morbide-curve-ondulate/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:08:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/11/03/alto-affusolato-morbide-curve-ondulate/</guid>
<description><![CDATA[© arthur           Alto, affusolato, morbide curve ondulate, come il ritmo scandito da una melodia a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1539" class="wp-caption alignnone" style="width: 301px"><img class="size-full wp-image-1539" title="Vas_o" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/11/vas_o.jpg" alt="© arthur" width="291" height="445" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>          Alto, affusolato, morbide curve ondulate, come il ritmo scandito da una melodia andalusa, fatto apposta per essere riempito da rami profumati di lavanda, che dalle sue trasparenze trovano slancio.</p>
<p> Difficile decidere dove poggiarlo, difficile pensare che ogni centimetro guadagnato possa in qualche modo farlo sembrare diverso da quello che ognuno di noi vorrebbe che fosse, ma poi&#8230;</p>
<p>           &#8230; no, nessun piedistallo, no, neanche a pensarlo, lì, forse lì potrebbe andar bene, si, l&#8217;angolo tra il mobile e il muro è l&#8217;ideale, lo racchiude e al tempo stesso lo protegge, lontano da sguardi indiscreti ma ugualmente in vista… riuscire a vederlo per non dimenticare… una parete verde, l&#8217;altra bianca, verde e bianco che si mischiano se un raggio di luce l&#8217;attraversa, e fanno a gara per trattenere tonalità chiare, sfumate, dai colori brillanti, nettamente più luminose rispetto alle cromie scure che dagli angoli bui fanno capolino, in un gioco che trova pace soltanto quando si smette di guardarlo.</p>
<p> Ma lo sguardo non lo abbandona mai, anzi, cerca una scusa, immagina qualcosa per coprirlo, per far sì che nulla possa fuggire da lì dentro&#8230; che poi è solamente un vaso, neanche di cristallo, è vetro soffiato, neanche colorato, è trasparente, alto affusolato, con morbide curve ondulate, come il ritmo scandito da una melodia che le percorre dolcemente, niente più rami ma solo desideri, che s’intrufolano, uno a uno, tra maglie strette avvolte in un abbraccio che non le lascia scappare via.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[... un anno di blog...!!!]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/10/31/un-anno-di-blog/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 22:48:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/10/31/un-anno-di-blog/</guid>
<description><![CDATA[© arthur Eccoci…           … c’era una volta… &#8216;nnagg&#8230;, stavo per partire con i miei soli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1497" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-1497 " title="Anniversario" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/10/anniversario500.jpg" alt="© arthur" width="450" height="427" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>Eccoci…</p>
<p>          … c’era una volta… &#8216;nnagg&#8230;, stavo per partire con i miei soliti disorientamenti letterari e non mi ero accorto che invece Mario se ne stava seduto al bar a bere un cappuccino e nel mentre, Roberta, la figlia di quella santa donna di Gelsomina, l’aspettava alla fermata dell’autobus… uhmmm, deve essere l’emozione… <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  …  il 1 novembre del 2008 alle 14.43, con un titolo pieno di enfasi <strong>“Benvenuti!!!”</strong> e poche parole così giusto per dire che c’ero, ma che non ero ancora pronto, scrivevo il mio primo post:  <em>“Un po&#8217; di pazienza&#8230; sto per arrivare&#8230; “</em></p>
<p>          Dopo un anno, vi confesso che, malgrado l’avessi deciso ormai da tempo, quel giorno mi sentivo come uno scolaretto al suo primo giorno di scuola, forse perché, dopo tanto “dire”, l’emozione mi aveva fatto diventare piccolo, piccolo, quasi non avessi più il coraggio di scrivere qualcosa di decente e invece… eccomi oggi qui a festeggiare il mio primo anniversario da blogger, un anno volato, mese dopo mese, insieme alle mie parole.</p>
<p>          Che dire… nessun bilancio, un’avventura che fin dall’inizio mi ha dato tanto, un percorso fatto tra persone meravigliose e fra tutte, due voglio ringraziarle pubblicamente, perché senza di loro oggi, forse, non starei qui a festeggiare:</p>
<p>          … <em>Diemme</em>, che senza sapere ancora chi fossi, mi ha accolto a braccia aperte, offrendomi le chiavi di casa sua, una casa dove io mi sono sentito a mio agio da subito e che forse, qualche volta, ho usato senza troppi complimenti… da lei ci sono due pagine che mi ha voluto dedicare, quella delle mie ricette e la pagina<strong> “U Principi Picciriddu”,</strong> Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry che io avevo iniziato a tradurre in Siciliano, proprio perché <em><strong>“Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri!”</strong></em> che nell’originale è il celeberrimo “L’essenziale è invisibile agli occhi…”</p>
<p><strong>          </strong>… <em>Elle</em>, compagna di tante avventure fatte esclusivamente di emozioni, Elle… che nel suo primo anniversario del blog, le ho scritto<strong>:</strong> <em>non mi ricordo da quanto ti conosco, ma se anche lo sapessi, se anche volessi cercare una data, vorrei che fosse senza margini questo tempo che è passato, perso tra le virgole delle emozioni che da sempre ci regali.<!--more--></em></p>
<p>          Nel quadro allegorico che ho messo per questo anniversario, c’è la foto che ho <em>“Scattato”</em> a noi cuccioli, quando eravamo tutti insieme a giocare e discutere nell’<em>Angolo delle Chiacchiere</em> di Diemme.</p>
<p>          Per chi non lo sapesse ancora, si tratta di un fotomontaggio che ho creato mettendo insieme le foto di noi bambini e in particolare, questa, riguardava i &#8220;Cuccioli&#8221; che andavano al mare&#8230;  e che testimoniava il legame che univa quella allegra combriccola… c’era <em>Petite_Adoré_Elle, in rappresentanza della mamma, io, &#8216;nnagg&#8230; quel bel ricciolone, Diemme la Tremendisia, seduta sulla poltroncina, Piccola Ema, Nunzy, Pan, Engel la mia papona, Raggio di Sole, Piemme</em>… e poi ancora <em>Antonella la Tremendisia jr, un Disastrino conosciuta con il nome di Stellina, Rosamaria, apina, Morena la mia scrittrice preferita, Irish, Veronica, Cindy, Sancla, Giovanna, Spazio, Balibar, Manu, Eppi, Mistral, Alan, Aquilotta, Folletta, Liviana, Splendido</em> e l’ultima New Entry, come ama farsi chiamare, ma non per questo meno importante, anzi, <em>Solindue</em> , praticamente una &#8220;Attrazione fatale&#8221; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  e… poi, tanti, tanti ancora, <em>( tant&#8217;è che il mio blogroll è pieno zeppo&#8230;),</em> che io ringrazio di cuore, perché senza di VOI questo mio mondo non sarebbe mai esistito.</p>
<p> Grazie!</p>
<p>          Ps: beh, in effetti oggi è anche il mio compleanno e tra l’altro, l’onomastico di mio Padre, che si chiamava Santi.</p>
<p>Quanti anni compio? Tanti per la vita che ho vissuto e pochi per quella che vorrei vivere ancora e forse, l’unica cosa che oggi desidererei, è avere accanto a me Simona, sapere di poterla abbracciare perché nel frattempo è “cresciuta” anche lei insieme a me, con la sua voglia di ridere e scherzare, con la sua voglia di amare la vita.</p>
<p>           In qualunque posto sia, l’abbraccio forte, forte.</p>
<p>E adesso un po’ di numeri:</p>
<p><strong>73</strong> articoli e <strong>4</strong> pagine scritte, <strong>2.926</strong> commenti e<strong> 40.712</strong> visite (porcacc… quanti… <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p><strong>Top ten</strong> degli articoli, tolta la pagina “Chi sono”… :</p>
<p>Forse è una follia (…) <strong>679 </strong></p>
<p>Un soffio <strong>585</strong></p>
<p>Panni stesi al sole <strong>568</strong></p>
<p>La ricerca della felicità  <strong>550</strong></p>
<p>Odor di primavera <strong>512</strong></p>
<p>Complicità <strong>498</strong></p>
<p>La panchina <strong>482</strong></p>
<p>Ciao… <strong>480</strong></p>
<p>Nonno Archimede <strong>464</strong></p>
<p>Ci credo ancora <strong>456</strong><span id="_marker"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storia di una Tortorella e dell'aquila che le insegnò a volare]]></title>
<link>http://shalamun.wordpress.com/2009/10/27/storia-di-una-tortorella-e-dellaquila-che-le-insegno-a-volare/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:27:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>shalamun</dc:creator>
<guid>http://shalamun.wordpress.com/2009/10/27/storia-di-una-tortorella-e-dellaquila-che-le-insegno-a-volare/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Un uomo trovò un uovo d&#8217;aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L&#8217;uovo si schi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p><span style="color:#333333;">Un uomo trovò un uovo d&#8217;aquila e lo mise nel nido di una chioccia.<br />
L&#8217;uovo si schiuse contemporaneamente a quello della covata, e l&#8217;aquilotto crebbe insieme ai pulcini.<br />
Per tutta la vita l&#8217;aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.<br />
Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro. Trascorsero gli anni e l&#8217;aquila divenne molto vecchia.<br />
Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d&#8217;aria, muovendo appena le robuste ali dorate.<br />
La vecchia aquila alzò lo sguardo stupita &#8220;Chi è quello?&#8221; chiese.<br />
&#8220;E&#8217; l&#8217;aquila, il re degli uccelli&#8221; rispose il suo vicino. &#8220;Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perchè siamo polli&#8221;.</span><br />
<span style="color:#333333;">E così l&#8217;aquila visse e morì come un pollo, perchè pensava di essere tale.</span><br />
<span style="color:#333333;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#333333;">-Tony del Mello-</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333333;"></p>
<div id="attachment_493" class="wp-caption alignnone" style="width: 505px"><a href="http://www.flickr.com/photos/johndzite/3723193632/"><img class="size-full wp-image-493" title="3723193632_827d4b502c_o" src="http://shalamun.wordpress.com/files/2009/10/3723193632_827d4b502c_o8.jpg" alt="3723193632_827d4b502c_o" width="495" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">Love lifts us up where we belong</p></div>
<p></span></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333333;"> </span></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricominciare a fluire]]></title>
<link>http://semplicementeframes.wordpress.com/2009/10/15/ricominciare-a-fluire/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:09:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefi</dc:creator>
<guid>http://semplicementeframes.wordpress.com/2009/10/15/ricominciare-a-fluire/</guid>
<description><![CDATA[Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.</p>
<p>Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi&#8230; anni&#8230; in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.</p>
<p>Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.</p>
<p>Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .</p>
<p>Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire</p>
<p><em><strong>(&#8220;Imparare dal vento&#8221; &#8211; Tiromancino)</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facciamo pace?]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/10/09/facciamo-pace/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 15:54:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/10/09/facciamo-pace/</guid>
<description><![CDATA[© arthur            “’giorno…”  “ uhmmm… “            “Perché fai il muso”  “Beh, dovresti saperlo p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1346" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1346 " title="Ficus" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/10/ficus.jpg" alt="© arthur" width="400" height="412" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>           “’giorno…”</p>
<p> “ uhmmm… “</p>
<p>           “Perché fai il muso”</p>
<p> “Beh, dovresti saperlo perché e poi, come mai me lo domandi?”</p>
<p>             “Così… ti stavo guardando e allora… però devo dirti una cosa, quando t’infiammi sei desiderabile&#8230; eh, lo so, ti sembrerà strano, ma quando ti vedo così, da un lato ti torcerei il collo e dall’altro… uhmmmm… mi fai venire delle strane idee in testa, anche nei momenti meno impensabili, mannaggia… “</p>
<p>“ Maddai… mi stai prendendo in giro? “</p>
<p>          “ No, no, assolutamente no.”</p>
<p> “ Detto così non è che mi convinci molto, c’hai un’aria…”</p>
<p>           “Eddai con quest’aria… facciamo la pace?”</p>
<p> “Perché, abbiamo litigato? O forse vuoi litigare per fare dopo la pace?”</p>
<p>           “Come siete complicate voi donne… insomma, volevo dire che mi dispiace che non ci siamo capiti e poi tu alle volte parti per la tangente…”</p>
<p> “Io? Ecco, vedi come sei, la colpa è ancora mia… “</p>
<p>          “Ma no, ma no, ma no… cosa hai capito… ecco, vedi che non ci capiamo… però quando t’infiammi… “</p>
<p> “ E già, alzo la voce, non prendo fiato e dico le cose attaccate una all’altra… “</p>
<p>           “ No, beh, sì, in effetti, è così, ma anche se non ti vedo, t’immagino rossa in viso, che gesticoli come una forsennata e… sei così anche quando… hihihiiiiiiiiiiiiiiiiii… “</p>
<p> “Ma smettila di fare il leccone… smettila, e poi non è vero che sono uguale a quando… beh, forse sono rossa in viso, quello sì, ma non gesticolo, anche perché mi piace se lo fai tu… evvabè, non a gesticolare, cosa hai capito e poi smettila di sorridere e di guardarmi con quegli occhi da cockerino che poi fai venire la voglia anche a me… eddai, smettila… uehmmm, sei tremendo… “</p>
<p>          “Io? E cosa sto facendo, ti stavo soltanto ascoltando e ovviamente guardando, ma&#8230; come mai sei rossa in viso e gesticoli come una forsennata?&#8221;</p>
<p>&#8220;Maddai… spetta, ho perso il filo… perché stavi parlando di far pace? “ <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La potenza delle convinzioni]]></title>
<link>http://ilmondoinunblog.wordpress.com/2009/10/05/la-potenza-delle-convinzioni/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:18:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>happenz</dc:creator>
<guid>http://ilmondoinunblog.wordpress.com/2009/10/05/la-potenza-delle-convinzioni/</guid>
<description><![CDATA[Vi siete mai chiesi quanto le vostre convinzioni influenzino i vostri modi di agire e di pensare? Se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vi siete mai chiesi quanto le vostre convinzioni influenzino i vostri modi di agire e di pensare?</p>
<p>Se la risposta è no, vi faccio degli esempi:</p>
<p>Il colonnello Sanders era un uomo che riusciva ad andare avanti grazie alla gestione del suo piccolo chioschetto.</p>
<p>Un giorno però, pochi metri prima del suo chiosco fu costruita un&#8217;autostrada, e la clientela iniziò a scarseggiare.</p>
<p>Passò il tempo, e Sanders fu costretto ad andare in pensione. Quando gli arrivò il primo assegno da pensionati dal valore di circa 105 dollari al mese, cercò un modo per capire come avrebbe potuto tirare avanti con un cosi&#8217; misero intrioto mensile.</p>
<p>Fu cosi&#8217; che gli venne in mente che la gente lo aveva sempre apprezzato per come cucinava il pollo; come lui non lo faceva nessuno.</p>
<p>Sanders decise allora di iniziare a girare tutti i ristoranti d&#8217;America per vendere la sua ricetta e ricevere degli intrioti dai ristoranti. In molti gli risero dietro, mentre altri gli chiusero la porta in faccia; ma Sanders non si arrese.</p>
<p>Dopo aver ricevuto ben 1009 risposte negative, Sanders riusci&#8217; a vendere la propria ricetta ad un piccolo ristorante.</p>
<p>Pochi anni dopo Sanders vendette a 2 milioni di dollari l&#8217;azienda che aveva creato a partire da quel primo acquirente, e che era diventata il &#8220;Kentuky Fried Chicken&#8221;, una delle catene fast food piu&#8217; famose al mondo.</p>
<p>Quante persone conosci che avrebbero continuato dopo 1009 risposte negative? Probabilmente tutti, ma non il colonnello Sanders.</p>
<p>Napoleon Hill, ovvero uno dei piu  grandi formatori di tutti i tempi diceva: &#8220;Tutto ciò che la mente umana è in grado di percepire e immaginare, la può raggiungere&#8221;.</p>
<p>Questa affermazione a mio avviso è stata perfezionata da Henry Ford, il quale affermava :&#8221;Sia che tu creda di potercela fare oppure no, hai comunque ragione&#8221;.</p>
<p>Perchè vi ho detto questo?</p>
<p>La risposta nel prossimo articolo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sassolini...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/09/29/sassolini/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:10:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/09/29/sassolini/</guid>
<description><![CDATA[© arthur           Vi siete mai fermati a guardare i sassolini sulla spiaggia in una giornata di fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1296" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1296 " title="sassi_1" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/09/sassi_1.jpg" alt="© arthur" width="400" height="370" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>          Vi siete mai fermati a guardare i sassolini sulla spiaggia in una giornata di fine settembre?</p>
<p> Io l’ho fatto domenica… verso le sette del mattino camminavo in riva al mare e ad un certo punto, all&#8217;improvviso, ho avuto l’impressione che i sassolini mi stessero a guardare. C’era pochissima gente, niente ombrelloni, niente sdraio, niente salviette stese, niente persone che prendevano il sole e con ancora negli occhi il pienone di quest’estate, mi sembrava di vivere in un&#8217;altra dimensione. L’unico rumore, i miei passi e il suono delle onde, soffice, attutito, come una carezza, il mare era talmente piatto che quasi veniva voglia di camminarci su…</p>
<p>          Ed allora li ho visti uno accanto all’atro, alcuni appoggiati, altri che spuntavano fuori quasi volessero fare a gara per le prime posizioni, mi sono chinato ad osservarli e con quelle forme e colori così diversi tra di loro, veniva voglia di accarezzarli, lì tranquilli senza che nessuno li calpestasse, lì abbandonati al loro destino, nell’attesa magari di migrare altrove, come fossero parte di un mosaico ancora da completare, piccoli frammenti incustoditi che, uno ad uno, trovano spazio senza mai una fine.</p>
<p>          Mi sono seduto e cingendo con le braccia le ginocchia, mi sono messo a guardare, lasciando che lo sguardo andasse per i fatti suoi, libero di vagare tra tassello e tassello, senza per questo cercare perfezione negli incastri, rendendomi all’improvviso conto di quanto mi mancasse&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Ciao... "]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/09/19/ciao/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 14:16:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/09/19/ciao/</guid>
<description><![CDATA[© arthur “ Ciao…”           Non era la prima volta che la vedevo così com’era in quel momento, mi da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1264" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-1264 " title="finestra" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/09/finestra.jpg" alt="© arthur" width="350" height="502" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>“ Ciao…”</p>
<p>          Non era la prima volta che la vedevo così com’era in quel momento, mi dava le spalle e con le mani raccolte dietro la schiena, guardava fuori dalla finestra. Nella penombra, riuscivo appena a scorgere il colore dei suoi vestiti e raggi di luce giocavano con i riflessi dei suoi riccioli neri, che quasi veniva voglia d’acchiapparli…</p>
<p> “Ciao…” mi risponde senza neanche girarsi… detto in un soffio, come se avesse qualcos’altro a cui pensare, ma che suonava come un richiamo dal profondo del cuore.</p>
<p>           Mi fermo e la guardo… mi piace guardarla mentre lei non mi vede, riesco a vederla oltre la sua immagine; con i miei occhi, l’attraverso, l’accarezzo, cerco un appiglio per non lasciarla andare, per non perdere neanche per un attimo la sensazione di essere posseduto da quella meraviglia e pensieri si accavallano uno sopra l’altro, non cercano risposte, ma solo voglia di ritrovarsi ancora una volta desiderio che si perde in lucida follia.</p>
<p>           Mi avvicino cercando di non fare troppo rumore, con il suo respiro che, passo dopo passo, mi sembra di avere incollato addosso, scosto i capelli, un lembo di pelle fa capolino da un raggio di luce che solitario era lì ad aspettare, sento l’odore della sua pelle che mi entra dentro ai polmoni… ancora immobile, china da un lato la testa, e tra il sordo rumore di un intreccio di mani che si cercano, la sfioro con le labbra per dirle ancora…</p>
<p>“Ciao…”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amore?]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/09/18/amore/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:26:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/09/18/amore/</guid>
<description><![CDATA[© arthur               Discutevo tempo fa con un amico sul significato di amore ma ahimè, eravamo su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1249" class="wp-caption alignnone" style="width: 447px"><img class="size-full wp-image-1249 " title="Pict92" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/09/pict92.jpg" alt="© arthur" width="437" height="331" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>              <em>Discutevo tempo fa con un amico sul significato di amore ma ahimè, eravamo su due posizioni completamente diverse, lui che ha difficoltà a lasciarsi andare, sente sempre il bisogno di avere tutto sotto controllo e di spiegare ogni cosa, alla luce di una razionalità che spesso non trova altra spiegazione se non nel compiacersi con se stessa.</em></p>
<p><em>               E tra una discussione e uno scambio di e-mail serrato, dove io mi perdevo in romantiche dissertazioni di ciò che poteva essere per me l’amore e lui che passo dopo passo cercava di smontarmi, riducendo il tutto a normalissima routine quotidiana, io gli rispondevo tra l’ironico e il serioso&#8230;</em></p>
<p>               …che sommo piacere provo nel sentirti <em>(…) </em>scaldare per così tanta presunta arroganza <em>(la mia ovviamente!!??);</em> ti scorgo emaciato, dalle troppe e dirompenti diete, afono e accalorato, mentre gesticoli alla ricerca disperata di una somma razionalizzazione per comprendere “L’AMORE”.</p>
<p>               No, non è questione di moralismo o d’essere più o meno bacchettoni ma, di voler leggere fra le righe e, coglierne il significato che semplicemente vi è trascritto. L’amore è “l’abbandono” e, le membra mollemente adagiate su di un letto, nell’afosa calura del meriggio, mi rammentano la sublime contemplazione di un amore lontano.</p>
<p>Essere uno e tutto insieme, come il dolce gorgoglio di un limpido ruscelletto solitario, abbarbicato fra le cupe e rocciose montagne, come ad un pentagramma, dove le note, una dopo l’altra scorgano in una melodiosa sinfonia, per cantare alla vita l’estasi ritrovata.</p>
<p>Quando si prova amore, si gioisce e ci si dispera allo stesso tempo. Ci si sente lacerati, come se una forza misteriosa ci possedesse ma, l’amore è “questo”, e questo è il mio modo per essere felice nell’amore.</p>
<p>                Ma d’altra parte, cos’è la vita senza l’amore? Nulla, il nulla nel nulla.</p>
<p>Non è quindi questione di… ma piuttosto di menti bacate, incancrenite nell’assurda convinzione che tutto può essere spiegato e compreso ma, non è purtroppo, per loro, sempre possibile.</p>
<p>               E allora si trascende, si confonde l’abbandono con “membra mollemente abbandonate in voluttuosi amplessi”, l’ora prediletta, per le rituali masturbazioni solitarie con le calde ore pomeridiane, salutare il nuovo giorno per l’amore trovato, come il bisogno di ululare alla ricerca di una mediocre scopata, sentirsi feriti nell’animo, con il bisogno irrefrenabile di pratiche sadomasochistiche e chi più ne ha, più ne metta.</p>
<p>               <em> “…l’amore non possiede né vuol essere posseduto, perché l’amore basta all’amore”. (Gibran)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensieri...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/08/31/pensieri/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 17:17:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/08/31/pensieri/</guid>
<description><![CDATA[© arthur            Una strana accozzaglia di pensieri oggi m’invade, tanto che non riesco neanche a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1169" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1169" title="Bimbina" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/08/bimbina.jpg" alt="© arthur" width="500" height="351" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>           Una strana accozzaglia di pensieri oggi m’invade, tanto che non riesco neanche a pensare, sono così fulminei che non ho il tempo di leggerli per come vorrei&#8230;</p>
<p>          Mi capita alle volte di essere così frastornato, penso a delle cose ed altre prepotentemente s’affacciano, fanno capolino tutto d’un tratto, magari cercando risposte, magari urlando che erano lì prima degli altri, ma tutto è inutile, l’attesa è lunga e alla fine rimane delusa.</p>
<p>           Ora mi viene in mente lo sguardo di quella bambina che, su di una sedia a rotelle, scuote la testa e osserva qualcosa che sembra essere lontano, così lontano che anche seguendolo con gli occhi, non si riesce a vederlo.</p>
<p>          Ora è seduta sulle gambe del padre, che con la mano, tiene quella testolina che sembra stia per cadere, e lei la scuote ancora, poi lui canta una canzoncina e ogni due parole, la bacia sulla fronte e ogni volta che lo fa, lei smette di scuotere la testa e in un soffio dice: eh…</p>
<p>          Ricomincio a pensare… ricomincio a pensare a quella vita, a tutto l’amore che bisogna dare per farla sentire meno sola, ma che non è mai abbastanza per colmare un vuoto che sarà, purtroppo, sempre uguale.</p>
<p>          Ricomincio a pensare e di nuovo mi sento frastornato, una strana accozzaglia di pensieri m’invade, ma solo perché riesco a leggerli come non vorrei…</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buone vacanze!]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/08/04/buone-vacanze/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 17:16:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/08/04/buone-vacanze/</guid>
<description><![CDATA[Bene… tra qualche giorno iniziano le vacanze&#8230; sole, mare, mare, sole… che meraviglia!!!       ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Bene… tra qualche giorno iniziano le vacanze&#8230; sole, mare, mare, sole… che meraviglia!!!</p>
<p>          Ovviamente vacanze naturiste, essendo io un naturista. Più volte ho promesso di parlare di naturismo, ma un po’ per pigrizia, un po’ perché l’argomento non è facile da trattare, ho sempre lasciato perdere, ma adesso è forse giunto il momento, ma voglio farlo raccontandovi una storiella, una cosa che mi è successa circa dieci anni fa, che forse vi farà capire cosa ci sta dietro a quella che io chiamo “Filosofia Naturista”.</p>
<p>… ero seduto sulla spiaggia e mi guardavo intorno. Generalmente non sto sdraiato a prendere il sole, un po’ perché mi abbronzo facilmente, un po’ perché mi piace camminare e nuotare, quindi…</p>
<p>           Però quel giorno ero seduto e mi guardavo intorno… ero appena arrivato nel villaggio &#8211; un pezzo di paradiso terrestre, dove tutto lasciava immaginare una vacanza da sogno &#8211; un villaggio naturista nel sud della Corsica e, preso possesso del bungalow, mi sono precipitato in spiaggia… beh, confesso che in un primo momento, tolto il costume, ho provato un po’ d’imbarazzo. Io e la mia ragazza ci siamo guardati negli occhi e con fare, diciamo così, “disinvolto”, ci siamo messi a prendere il sole.</p>
<p>          Ci guardavamo in giro e nessuno sembrava far caso a noi. Non era la prima volta che mi spogliavo. L’avevo fatto diverse volte in spiagge dove insieme ai nudisti c’erano anche i cosiddetti “tessili”, (cioè a dire quelli che tengono addosso il costume… ), ma non era la stessa cosa, in quel posto si respirava un’atmosfera diversa, e soprattutto, tutto sembrava diverso. Cosa è che c’impedisce di spogliarci d’estate al mare? Forse la paura del confronto, del giudizio degli altri, i falsi pregiudizi,  considerare il nostro corpo solo come strumento sessuale, insomma, nudismo uguale a sesso, che poi è una concezione generalizzata.</p>
<p><em>“Lo psicanalista svizzero Daniele Ribola, per esempio, parlando del naturismo afferma che voler vivere la nudità come ingenua soluzione liberatoria non è che un tentativo di risolvere il conflitto che sta alla base della nostra cultura, cioè il conflitto tra narcisismo (inteso come ricerca esasperata dell&#8217;immagine) e oggettivismo scientifico (che sarebbe depositario della verità in ogni campo dello scibile). Questi due poli dominanti della nostra cultura sarebbero infantili, aggiunge il Ribola, per un problema di relatività: l&#8217;uno e l&#8217;altro, infatti, sono variabili, e quindi relativi, perché dipendenti dall&#8217;epoca storica del momento. Da ciò se ne deduce che il nudismo sarebbe un comportamento infantile; primo, perché ricerca di immagine priva di contenuto (narcisismo); secondo, perché esso sarebbe la punta di diamante dell&#8217;oggettivismo scientifico (le accertate virtù terapeutiche del nudismo).</em></p>
<p><em>Per lo psicanalista svizzero il pudore, salvaguardato dall&#8217;uso del vestito, sarebbe la risposta migliore al conflitto tra narcisismo e oggettivismo scientifico, che è esattamente il contrario di quanto afferma la filosofia naturista.</em></p>
<p><em>…il pudore è un sentimento artificiale che è legato alla vergogna sessuale, retaggio della cultura giudaico-cristiana che considerava gli organi genitali osceni. Con il trascorrere del tempo il vestito ha finito così per diventare una barriera a &#8220;difesa&#8221; degli organi genitali, assumendo cioè una funzione diversa da quella per cui era stato inventato, vale a dire come un sistema di protezione del nostro corpo dagli agenti atmosferici. “</em></p>
<p>          Il naturismo vuole ristabilire un contatto con la natura che, purtroppo, si è interrotto a causa di condizionamenti sociali, etici, religiosi, che non vuol dire tornare all’età della pietra, quando vivere nudi era una pratica comune e, per ristabilire quel contatto, bisogna riappropriarsi del proprio corpo, prenderne coscienza, abbandonando i falsi pregiudizi e con essi, anche quel pezzetto di stoffa che noi, erroneamente, crediamo ci protegga.</p>
<p>          Beh, tornando alla mia spiaggia… fu quasi verso la fine della vacanza, quando ormai esperto delle consuetudini del posto e totalmente nero come il carbone, che all’improvviso ho avuto un’illuminazione: avevo capito cosa c’era di diverso dalle altre spiagge che fino allora avevo frequentato, malgrado ci fossero lo stesso tipo di persone, i giovani che tentavano di conoscersi, i bambini vocianti che giocavano in riva al mare, gli anziani tranquilli e un po&#8217; noncuranti di ciò che li circondava, le coppie, le famiglie ecc. ecc.</p>
<p>          Ebbene, avevo capito che eravamo tutti uguali, avevo la sensazione che niente ci differenziasse l&#8217;uno dall’altro, magari qualcuno con un po&#8217; di pancia in più, qualcun’altro meno abbronzato ma tutti uguali, tutti nella stessa condizione, ognuno pronto a mettersi in discussione per quello che era, ma fondamentalmente consapevole di non aver nulla da nascondere.</p>
<p>          La sera al bar o in discoteca, vestiti, eravamo già uno diverso dall’altro.</p>
<p>          Buone vacanze a tutti voi e… ci rivedremo a fine agosto.</p>
<p><em>La parte in corsivo e tra virgolette è tratto da un articolo di “Info Naturista”, la rivista del naturismo Italiano, che l’UNI, Unione Naturista Italiana, distribuisce ai soci in possesso della tessera INF/FNI, Tessera Naturista Internazionale, che io posseggo da 11 anni.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricordi!]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/07/28/ricordi/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 11:37:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/07/28/ricordi/</guid>
<description><![CDATA[© arthur Si può vivere anche di ricordi?            Ogni tanto me lo domando, perché alcuni sono cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1073" class="wp-caption alignnone" style="width: 398px"><img class="size-full wp-image-1073 " title="Mercatino" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/07/mercatino.jpg" alt="© arthur" width="388" height="464" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>Si può vivere anche di ricordi?</p>
<p>           Ogni tanto me lo domando, perché alcuni sono così belli che mi dispiacerebbe perderli per strada. Ricordi d’infanzia, ricordi di nonni meravigliosi, ricordi che entrano ed escono dalla mia mente, magari se solo vedo una foto, ricordi dimenticati che fanno capolino senza essere invitati, ma che poi lasciano una tenera impronta del loro passaggio.</p>
<p>          Ricordi di una vita ormai vissuta, ma non per questo cancellata, ricordi che mi ricordano di come son cambiato, di come son cresciuto, ricordi senza i quali non sarei, ahimè, più lo stesso.</p>
<p>          Ricordi di persone che non ci sono più, anche se poi mi chiedo dove son finiti, se guardano, se ridono, se piangono insieme a me, ricordi di una ragazzina che amava la vita assai, assai, ricordi di fatiche, di gioie e di dolori, ricordi…</p>
<p>          Forse solo per questo che non vorrei dimenticare i miei ricordi, per continuare a pensare a ciò che è stato senza rimpianto, così, solo come ricordi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ombre.]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/07/15/ombre/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 23:00:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/07/15/ombre/</guid>
<description><![CDATA[Ancora una poesia di mio padre, che alcuni di voi conoscono già, ma che è la prima volta che pubblic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-left:36pt;"><em>Ancora una poesia di mio padre, che alcuni di voi conoscono già, ma che è la prima volta che pubblico in questo blog&#8230; e la dedico a chiunque abbia voglia di trovare quel sorriso&#8230;</em></p>
<blockquote>
<p style="margin-left:36pt;">E strànio mi sento<br />
in questo pullulare di apparenze,<br />
mi viene il dubbio che il parlar<br />
con tanta gente, altro non sia<br />
che un dialogo tra ombre,<br />
ombre camuffate d’argilla e calce<br />
mista a cenere.<br />
Che tristezza!<br />
E’ tutto ciò delirio della mente<br />
che, creando, corrompe<br />
la mia corrotta immaginazione,<br />
oppure intorno a me c’è indifferenza?<br />
La mente si smarrisce,<br />
e fra tanti, che<br />
mi sfiorano ignorandomi,<br />
temo di essere un’ombra anch’io,<br />
ombra tra ombre,<br />
soffio fuggente<br />
in una moltitudine sfuggente.<br />
E incerto qui di vivere<br />
vorrei migrare in altra dimensione<br />
per incontrare gente ancora viva<br />
che, sgombra di pensieri, mi sorrida.</p>
<p style="margin-left:36pt;">Santi</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In silenzio...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/07/08/in-silenzio/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 12:55:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/07/08/in-silenzio/</guid>
<description><![CDATA[© arthur            Volevo cambiare post, scrivere cose importanti, della vita, dell’amore, di gioie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 398px"><img class="size-full wp-image-1010  " title="Silenzio" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/07/silenzio.jpg" alt="© arthur" width="388" height="508" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>           Volevo cambiare post, scrivere cose importanti, della vita, dell’amore, di gioie e di dolore, di aspettative mancate e ritrovate, persino di silenzi… insomma, di qualcosa che mi facesse pensare solo per un attimo che la strada che sto percorrendo non è solo a ostacoli, che il sorriso, quello che mi sveglia ogni mattino, è contagioso anche per gli altri, per chi pensa che il mondo sia tutto sulle sue spalle, per chi non ha tempo per soffermarsi e prendere respiro, per chi è così preso dall’essere se stesso, che non vede niente di diverso.</p>
<p>           Avrei voluto cambiare post, ma il bisogno di mettere ordine in questi miei pensieri, mi lascia al momento, come dire, un po’ disorientato, forse perché malgrado tutto, ciò che ho capito della vita, ahimè, è assai ben poco, e da un lato, anche se mi sorprende, mi da l’esatta dimensione di come siamo fragili e allo stesso tempo, futili, perché ci perdiamo in cose assolutamente inconsistenti.</p>
<p>           Vorrei poter cambiare post, per dare il via a nuove discussioni, dove né i miei problemi, né quelli di un altro, siano l’argomento preferito, dove parlare del più e del meno, diventa l’occasione per prendere coscienza di una realtà che spesso confonde il vero con il virtuale, ma che non ha niente a che vedere con i sogni, dentro queste pagine, fuori per le strade, nelle piazze che chiedono giustizia, nei prati, sempre più soffocati dal cemento, nelle distese immense di un mare misterioso, tra le corde che vibrano di un’emozione sconosciuta.</p>
<p>           Voglio… ma ciò che realmente voglio è non voler nulla, cullarmi nell’idea che ciò che ho è già abbastanza, qualsiasi cosa in più è bene accetta, ma non per questo mi accontento.</p>
<p> E poi… parafrasando Elle, mi siedo in silenzio e ascolto i miei pensieri…</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dresda e il ponte...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/06/30/dresda-e-il-ponte/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 11:08:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/06/30/dresda-e-il-ponte/</guid>
<description><![CDATA[La Hofkirche di Dresda con il castello e il ponte di Augusto (Copyright Pinacoteca Giovanni e Marell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_989" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-989" title="Dresda" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/06/dresda.jpg" alt="La Hofkirche di Dresda con il castello e il ponte di Augusto (Copyright Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino)" width="450" height="263" /><p class="wp-caption-text">La Hofkirche di Dresda con il castello e il ponte di Augusto (Copyright Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino)</p></div>
<p>Leggo sui giornali e resto sgomento…</p>
<p>…la città di Dresda in nome della democrazia, si è vista togliere il brand dell’Unesco, cioè delle Nazioni Unite, di World Heritage Site, Sito Patrimonio dell’Umanità, perché ha voluto un ponte sulle rive del fiume Elba, che alleggerisce il traffico congestionato della città, ma che a quanto pare, turba il paesaggio circostante.</p>
<p>La questione, che è stata ed è oggetto di grande dibattito, nasce quando nel 2004 la Valle dell’Elba a Dresda, la città d’arte tedesca chiamata anche Firenze dell’Elba, viene dichiarata Patrimonio mondiale per la bellezza del paesaggio che corre lungo il fiume.</p>
<p>Si tratta di un paesaggio culturale del 18° e 19° secolo che ha mantenuto intatta la sua bellezza, che si estende per circa 18 km lungo il fiume dal palazzo di Übigau e i campi di Ostragehege nel nord-ovest fino al Palazzo di Pillnitz e l’isola del fiume Elba nel sud-est. È caratterizzato da prati bassi, ed è coronato dal Palazzo Pillnitz ed il centro di Dresda con i suoi numerosi monumenti e parchi che testimoniano la sua storia tra il 16° e 20° secolo. Il paesaggio offre anche ville e giardini suburbani del 19°-20° secolo e preziose caratteristiche naturali.</p>
<p>L’anno dopo il riconoscimento, nel 2005, l’amministrazione comunale di Dresda, considerate le emergenti esigenze di un continuo sviluppo della città, decide di costruire un ponte per collegare la città vecchia con quella nuova. L’Unesco, dice chiaramente che se si costruisce il ponte, verrà perso lo status di World Heritage Site, e allora i dibattiti s’infuocano, al punto che viene indetto un referendum, con il risultato che il 57%, decide per la costruzione del ponte.</p>
<p>Nel frattempo l’Unesco aveva richiesto soluzioni alternative, che non turbassero quello spettacolo naturale, ma ha prevalso una decisione all’insegna della praticità e della modernità: democraticamente si è deciso per il ponte, ma mi domando, quanto veramente l’informazione ha sensibilizzato la coscienza dei cittadini che hanno votato?</p>
<p>Ovviamente, come promesso, l’Unesco ha cancellato Dresda dal sito patrimonio dell’umanità. Non era mai successa una cosa del genere, anche perché un tale riconoscimento porta prestigio e da punto di vista turistico, un ulteriore incentivo per visitare la città.</p>
<p>L’avvenimento s’inserisce in un contesto che è spesso sotto gli occhi di tutti, cioè in nome di presunte modernità, si sacrifica un patrimonio che prima o poi collasserà. E’ notizia di questi giorni che le coste Italiane sono assediate dal cemento, un reato ogni 500 metri, tra villette per le vacanze, grandi alberghi a strapiombo sul mare o porti turistici con ristoranti e shopping center, l’invasione del calcestruzzo illegale o legalizzato, è una realtà che dovrebbe far riflettere, perché il problema ci appartiene, come persone, come individui che nella modernità dovrebbero ravvisare gli strumenti per un vivere migliore e non il contrario.</p>
<p> Ma come sempre accade e oggi più che mai, poche sono le informazioni a riguardo e poco, se non del tutto nullo<em>, </em>è l’interesse di ognuno di noi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La panchina...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/06/16/su-quella-panchina/</link>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 07:44:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
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<description><![CDATA[© arthur Eh va bene, direte voi, i tempi sono cambiati, una volta certe cose era difficile vederle p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-945 " title="LaPanchina" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/06/lapanchina.jpg" alt="© arthur" width="400" height="384" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<div class="mceTemp">Eh va bene, direte voi, i tempi sono cambiati, una volta certe cose era difficile vederle per strada, invece oggi è quasi una regola…</div>
<p>Domenica, così per ingannare l’attesa di una serata che tardava a venire, sono andato sulla passeggiata a mare a fare due vasche <em>(hihihihiiiiiii… beh, oggi si dice così e tra l’altro ci sta anche bene visto l’argomento… <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ),</em> mentre andavo su e giù con fare disinvolto e sempre con l’occhio rivolto verso il mare <em>(che meraviglia il mare di sera… ), </em>vedo lontano su di una panchina una coppia di ragazzini e quasi di fronte, una coppia di anziani… evvabè, niente di male direte, ma c’era qualcosa… e allora, ho accelerato il passo, mi sono avvicinato e senza dare troppo nell’occhio, mi sono seduto su di un’altra panchina facendo finta di leggere il giornale che qualcuno aveva dimenticato lì.</p>
<p>Insomma, direte voi, non si fanno queste cose e, in effetti, sarei anche d’accordo, ma come ho già detto prima, m’incuriosivano, li ho guardati attentamente e… i due ragazzi, più che seduti erano abbracciati, abbarbicati l’uno all’altro, lei poggiava le gambe sopra quelle di lui, e con la faccia letteralmente appiccicata, si baciavano appassionatamente, incuranti di tutto quello che succedeva intorno.</p>
<p>Dall’altra parte i due vecchietti erano seduti composti, mano nella mano, lui aveva gli occhiali scuri e, con la bocca semiaperta, rideva alle parole di lei, che ogni tanto si fermava, lo guardava amorevolmente, s’accostava, e gli dava un bacio sulla guancia. Lui girava appena la testa, la scuoteva e dopo ricominciava a sorridere.</p>
<p><em>(… )</em></p>
<p>Beh… l’impressione che ho avuto era che nello spazio di una panchina e di un viottolo asfaltato, sembrava di vedere due ragazzi che allo stesso tempo erano diventati grandi e che malgrado tutto, riuscivano ad amarsi alla stessa maniera. Sì, come due epoche contrapposte ma ugualmente simili nelle emozioni, nello slancio, nella voglia di far sentire all’altro d’esserci e nella seconda coppia, quella dei due vecchietti, d’esserci sempre e comunque. Che tenerezza, che voglia di fermarli e dire loro di guardarsi…</p>
<p>Evvabè, oggi è andata così, domani chissà e nel frattempo, buona giornata che la mia è iniziata bene.</p>
<p>fr.: <em>vostro nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A.A.A… cercasi… offresi… ]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/06/10/a-a-a%e2%80%a6-cercasi%e2%80%a6-offresi%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 14:18:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
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<description><![CDATA[© arthur “Prontoooo… “ sento la voce di Antonella che dall’altro capo del telefono e abbozzo un sorr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_929" class="wp-caption alignnone" style="width: 409px"><img class="size-full wp-image-929 " title="Dessert" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/06/dessert.jpg" alt="© arthur" width="399" height="363" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>“Prontoooo… “ sento la voce di Antonella che dall’altro capo del telefono e abbozzo un sorriso, perché la sua voce è sempre accogliente… “ ciaoooo, come stai?”</p>
<p>“Bene… “ risponde subito… “ sono a Urbino per un congresso… “</p>
<p>“Maddai… allora ti stai divertendo… mica come noi poveri lavoratori… “</p>
<p>“Si? Magari… invece mi sto annoiando da morire… sto aspettando i miei colleghi per andare a cena fuori e così… “</p>
<p>“Colleghi?” le dico ridendo e prendendola un po’ in giro… “ Scapoli o sposati?”</p>
<p>“Scapoli, scapoli… “ mi risponde… “ e anche molto noiosi…”</p>
<p> E già, infatti, se mi giro intorno, spesso sento dire cose di questo genere. Donne trentenni, indipendenti, alcune già fuori casa, ma… single, qualcuna dice per scelta, altre perché non riescono a trovare l’anima gemella, altre ancora, perché dopo varie esperienze andate a male, cercano di mettere insieme i pezzi, sperando in un futuro migliore.</p>
<p> Insomma, cosa succede? Ne avevo già parlato in un altro mio post, <a href="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2008/11/14/mama-non-mama/" target="_blank"><em>“M’ama… non m’ama… “</em> </a>di questa moltitudine di giovani che il sabato sera si riuniscono nei bar alla moda, tirati fino all’inverosimile, per poi ritrovarsi nelle discoteche, magari con la segreta speranza di un’avventura, e alle volte neanche quella, cose che durano giusto lo spazio di un mattino, per poi, ritornare a vivere una quotidianità in solitudine, o al massimo in compagnia degli amici.</p>
<p> E come risultato, i tempi si allungano, la speranza di una famiglia o dei figli, se c’è e quando c’è, la si mette in un angolino, nell’attesa di “tempi migliori”…</p>
<p> Amici tanti, ma anche tanto tempo libero dedicato a interessi personali, che se coinvolgono qualcuno, al massimo un’amica o due, niente di più, perché già “la moltitudine” crea dei problemi.</p>
<p>E poi, una nota di tristezza nella voce, la consapevolezza di aver voglia di incontrare una persona con la quale condividere una vita, ma anche la paura di ritrovarsi di nuovo, poi, nelle condizioni di dover ricominciare, perché la delusione è dietro l’angolo, pronta ad avere il sopravvento.</p>
<p> Ieri sera la protagonista di un film che stavo vedendo in televisione, davanti ad un quadro enorme fatto di sole macchie, dice alle sue allieve che a loro non era chiesto di dare un giudizio, ma soltanto di cercare di guardare e andare al di là delle cose che vedevano, di vedere attraverso quelle macchie e poi cercare di capire…</p>
<p> … sarà forse questo il guaio di oggi, cioè non aver voglia di soffermarsi per andare al di là delle cose, per paura, per non perdere ciò che si ha, insomma, in definitiva, per non mettersi in discussione o magari è soltanto altro?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che noia... tanta maledetta noia!]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/06/05/che-noia-tanta-maledetta-noia/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 12:38:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
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<description><![CDATA[© arthur “Credo che nella vita tutta, ci siano sempre, tra bianco e nero, un sacco di sfumature di g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 370px"><img class="size-full wp-image-915   " title="Ombre" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/06/ombre.jpg" alt="© arthur" width="360" height="454" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<div class="mceTemp"><em>“Credo che nella vita tutta, ci siano sempre, tra bianco e nero, un sacco di sfumature di grigio e, per fortuna, aggiungo.</em></div>
<p><em>Vuol dire riuscire a vedere anche l’eccezione, la diversità, ma poi, riferita a cosa?<br />
Quanti di noi potrebbero giurare di non aver, almeno per una volta, indossato una maschera…</em></p>
<p><em>In ogni caso, nella rete ho trovato piuttosto persone che nel personaggio cercavano rifugio, perché incapaci di riconoscersi in se stessi e, di conseguenza, proporsi banalmente per quello che sono. </em></p>
<p><em> </em><em>Che noia…tanta maledetta noia!</em></p>
<p><em> </em><em>Nel senso negativo del termine, i “veri personaggi” li ho trovati nella vita reale, e sono i più pericolosi. Sono quelli che, nella vita di tutti i giorni, calpestano la tua immagine per arrivare chissà dove, sono quelli che nell’egoismo, nella viltà, nella fame di potere, in nome di non so quale verità, sono disposti a tutto, pur di raggiungere obiettivi personali.”</em></p>
<p> Quanta attualità in queste parole… circa un anno fa, le avevo scritte come commento in un post di Elle <em><a href="http://2elle.wordpress.com/2008/01/18/persone-o-personaggi/" target="_blank">“ Persone o personaggi”</a></em> … quanta attualità in queste parole, soprattutto oggi che stiamo vivendo, frastornati, una campagna elettorale che nella menzogna ha fondato le sue verità.</p>
<p> Ma al di là di tutto questo, è d’attualità per quelle persone che ogni giorno ci circondano e che con la loro storia, ahimè, sempre più mutevole, sopravvivono vestendo sempre più spesso i panni di una identità che si barcamena tra convenienza, fantasia e realtà.</p>
<p> E se si è scelto di rimanere se stessi, è a quel punto che magari non ci si riconosce più, perché il rischio che si corre è di rimanere indietro, schiavi di una realtà che non sta più al passo con i tempi.</p>
<p> Che noia…tanta maledetta noia!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Svegliarsi...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/05/21/svegliarsi/</link>
<pubDate>Thu, 21 May 2009 16:56:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/05/21/svegliarsi/</guid>
<description><![CDATA[© arthur Brilla una luce negli occhi, come di un pensiero fuggitivo che attraversa la mente senza vo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-881 " title="Labbra" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/05/labbra.jpg" alt="© arthur" width="500" height="351" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<div class="mceTemp">Brilla una luce negli occhi, come di un pensiero fuggitivo che attraversa la mente senza voglia di conferme, le labbra si socchiudono come per dare un bacio e alla fioca luce di una finestra appena socchiusa, il suono di un clic dice che finalmente l’emozione ha trovato il suo rifugio.</div>
<p>E poi, un susseguirsi di frenesie che, tra attimi rubati, s’incastrano, fino a diventare lucide follie vissute ad occhi aperti, tra spazi circoscritti in un immaginario sempre più lontano, fulgida visione di un intreccio di mani e di corpi che si fondono e, senza volerlo, dopo tanto lottare, finalmente è l’abbandono.</p>
<p><em>Svegliarsi al mattino e tra i vapori fumosi di una doccia, disegnare con il dito su di uno specchio, la curva di una strada che mentre sale, lascia intravedere una lunga discesa che porta al mare.</em></p>
<p>E gocce di rugiada si staccano una dopo l’altra e nel rigagnolo appena nato, cercano la via per rompere gli indugi, a ritrovarsi ancora insieme verso qualcosa che le porti lontane; il calore di un abbraccio che le asciuga come fossero panni stesi al sole.</p>
<p> <em>Svegliarsi e accorgersi di un nuovo giorno ritrovato.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[" La ricerca della Felicità "]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/05/15/la-ricerca-della-felicita/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 16:06:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/05/15/la-ricerca-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[Ieri sera ho visto un bel film di Gabriele Muccino, “La ricerca della Felicità”, dove il protagonist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp">Ieri sera ho visto un bel film di Gabriele Muccino,<em> “La ricerca della Felicità”</em>, dove il protagonista, Chris, vive insieme al suo bambino tutta una serie di disavventure.</div>
<p>Indossando sempre il suo abito migliore, Chris, con l’orgoglio di chi non può e non vuole mollare, cerca di sopravvivere, dormendo nei ricoveri per i senza tetto o nei bagni della metropolitana.</p>
<p> Alla fine, riuscirà a trovare la sua tanto desiderata felicità.</p>
<p> Un film alla rincorsa del sogno materialistico americano, ma che offre diversi spunti per una riflessione.</p>
<p> La ricerca della felicità… vivere un giorno dopo l’altro alla ricerca della felicità, potrebbe voler dire che non è poi tanto facile trovarla, si rincorre e magari dopo averla trovata, ecco che scappa di nuovo, per una disavventura, un dispiacere improvviso…</p>
<p> Ma cosa è poi la felicità? Immagino che se lo chiedo ad ognuno di voi, le risposte saranno una diversa dall’altra, e questo vuol dire che in assoluto non esiste una felicità uguale per tutti?</p>
<p> Bella domanda… personalmente ho l’impressione che spesso siamo noi stessi a negarcela, magari inconsciamente, e non per una sorte avversa. Rincorriamo a volte talmente tanti desideri <em>(che non hanno niente a che vedere con i sogni… ) </em>che poi alla fine non sappiamo più quale è quello che ci fa stare bene veramente, e allora si vive una vita fatta di scontento, perché tutto ciò che si ha non è mai abbastanza.</p>
<p>E’ un po’ come vivere sempre con i paraocchi, perché raggiunto un obiettivo, se ne rincorre un altro, senza aver avuto il tempo di godere quel poco o tanto che si è ottenuto, una rincorsa che inevitabilmente ci porta ad aumentare le nostre aspettative e questa benedetta “felicità” si rischia di non raggiungerla mai.</p>
<p> Nel film, la felicità s’identifica con il benessere economico, che poi era stato la causa della separazione tra Chris e sua moglie che nel film non ha certo un ruolo edificante, perché sempre scontenta e isterica, pur supportata da validi motivi e qui probabilmente si evidenzia la concezione che Muccino ha delle donne.</p>
<p> Per quanto mi riguarda, non so esattamente se io sia felice oppure no, ma so senz’altro di essere sereno con me stesso e soprattutto con gli altri, non rincorro l’impossibile e neanche ritengo che sia indispensabile farlo, con cura coltivo i miei affetti, perché credo siano l’unica mia vera risorsa.</p>
<p> Sto bene con me stesso, e penso che riuscirei a star bene anche su di un’isola deserta, anche se un po’ di compagnia devo ammettere che non ci sta per niente male.</p>
<p> Bene… forse mi accontento di poco e se questa è felicità, beh, devo dire che io sono felice.</p>
<p> E voi?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mare...]]></title>
<link>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/05/05/il-mare/</link>
<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:58:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>arthur</dc:creator>
<guid>http://ilmondodiarthur.wordpress.com/2009/05/05/il-mare/</guid>
<description><![CDATA[© arthur … beh, sapete com’è, io la mattina mi sveglio presto, purtroppo, perchè dormo poco, forse p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 366px"><img class="size-full wp-image-775   " title="01-05-091" src="http://ilmondodiarthur.wordpress.com/files/2009/05/01-05-091.jpg" alt="© arthur" width="356" height="442" /><p class="wp-caption-text">© arthur</p></div>
<p>… beh, sapete com’è, io la mattina mi sveglio presto, purtroppo, perchè dormo poco, forse perché non ho il sonno del giusto, come dicono certe sagge dicerie popolane… evvabè… stavo dicendo, mi sveglio presto ed allora, apro la portafinestra, m’affaccio sul terrazzo e… ragazzi che giornata… il cielo è talmente limpido che quasi viene voglia di toccarlo, e poi lo spettacolo sotto di me, quel magnifico golfo, con le barchette che si riflettono dentro nell’acqua, tutto silenzio e il mare immobile, che sembra una tavola, quasi volesse vedere se mi fermo a guardarlo… o forse è lì che m’aspetta… boh…</p>
<p> Il mare…</p>
<p> Ho appena fatto tre giorni di mare e lo sento ancora tutto dentro, nelle ossa; non lo so esattamente perché lo amo così tanto, anche pensandoci bene, non riesco a trovare una risposta che in qualche modo mi “chiarisca le idee”, ma al di là del fatto che probabilmente la spiegazione più ovvia è che sono nato in una città di mare, per il resto… è come una droga, una specie di sensazione inspiegabile che mi possiede tutte le volte che lo guardo, e la provo a volte quando dall’autostrada, scendendo verso il mare, lo intravedo e allora, mi viene spontaneo fare un sospiro di sollievo, come di un’attesa che per troppo tempo è rimasta lì ad aspettare…</p>
<p> E poi… al mattino presto è un incanto, le spiagge vuote, deserte, il sole che si è appena alzato, ancora tiepido, la schiuma delle onde sulla battigia, l’occhio che si perde nell’orizzonte limpido, netto come la linea di una matita più volte ripassata… e poi, camminare sulla spiaggia e non pensare a niente, qualche barchetta con il pescatore che tira su le reti e un silenzio che alle volte quasi non si riconosce… e poi, al tramonto…</p>
<p> Il mare!</p>
<blockquote><p>E’ verdeazzurro il mare.</p>
<p> </p>
<p>E’ verdeazzurro il mare, fiotta l’onda</p>
<p>e sull’arenile</p>
<p>dilaga morbida schiuma.</p>
<p>Soffia da ponente un venticello,</p>
<p>le chiome sciolte ad una fanciulla bruna</p>
<p>mentre che ella sta con gli occhi chiusi</p>
<p>e al sogno inclina.</p>
<p>Più lontano, la carraia si perde</p>
<p>nella foschia, pare</p>
<p>un battello alla deriva,</p>
<p>dissipa il tempo,</p>
<p>come chi del suo tempo mal si cura.</p>
<p>E il sole brilla sul mare</p>
<p>e sulle sponde, sui passi montani</p>
<p>e sui declivi; nei sentieri frana</p>
<p>ove digrada l’ulivo</p>
<p>che sulle fratte domina sovrano.</p>
<p>Ora mi siedo sopra quel muretto</p>
<p>ad ascoltare un merlo</p>
<p>che, nel fogliame, spensierato trilla:</p>
<p>delirio al cor mi adduce, mentre attendo</p>
<p>di vedere un bel tramonto</p>
<p>ad inebriarmi ancora a quell’incanto.</p>
<p>Santi.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
