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	<title>crotone &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/crotone/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "crotone"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 02:25:32 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Gli incidenti pi&#249; gravi degli ultimi 20 anni]]></title>
<link>http://zosteko.wordpress.com/2009/12/02/gli-incidenti-pi-gravi-degli-ultimi-20-anni/</link>
<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 00:53:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>zosteko</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il più grave in assoluto risale al 2 marzo 1944, quando a Balvano (PZ) il treno Salerno-Potenza si b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il più grave in assoluto risale al 2 marzo 1944, quando a Balvano (PZ) il treno Salerno-Potenza si bloccò in galleria e 526 persone morirono asfissiate.</p>
<p>3 apr 1989 &#8211; A San Severo (FG), il treno locale da Bari entra in stazione a velocità eccessiva: 8 morti e 20 feriti.</p>
<p>12 gen 1997 &#8211; A Piacenza, il treno &#8216;Pendolinò (Etr 460) deraglia a 300 metri dalla stazione, mentre è in viaggio da Milano a Roma: 8 morti e 29 feriti.</p>
<p>VENEZIA (2 luglio) &#8211; Una non vedente si è sentita intimare di uscire da una cameriera di una gelateria di Mira&#8230;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=19463&#38;sez=HOME_INITALIA&#38;npl=&#38;desc_sez="> www.gazzettino.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL TORINO FA FUORI COLANTUONO. AL SUO POSTO ECCO BERETTA]]></title>
<link>http://cartellinorosso.wordpress.com/2009/11/30/il-torino-fa-fuori-colantuono-al-suo-posto-ecco-beretta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:02:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartellinorosso</dc:creator>
<guid>http://cartellinorosso.wordpress.com/2009/11/30/il-torino-fa-fuori-colantuono-al-suo-posto-ecco-beretta/</guid>
<description><![CDATA[Il Torino ha esonerato l&#8217;allenatore Stefano Colantuono e il suo staff. A subentrare è Mario Be]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:2px 3px;" title="mario beretta" src="http://static.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/sport/calcio_italiano/2009/11/12/mario_beretta_siena.jpg" alt="" width="90" height="100" />Il Torino ha esonerato l&#8217;allenatore Stefano Colantuono e il suo staff. <a href="http://www.torinofc.it/content/view/5587/61/" target="_blank">A subentrare è Mario Beretta</a>, ex tecnico di Lecce e Siena, che verrà presentato agli organi di informazione domani al centro Sisport. Dopo la sconfitta interna di ieri con il Crotone, la squadra granata è al sesto posto nel campionato di serie B.<!--more--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[truffa per vendita diplomi a Cosenza.]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/28/truffa-per-vendita-diplomi-a-cosenza/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 21:24:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rinviate a giudizio 46 persone ed altre 26 prosciolte nel corso dell&#8217;udienza preliminare per l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Rinviate a giudizio 46 persone ed altre 26 prosciolte nel corso dell&#8217;udienza preliminare per l]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L’insostenibile leggerezza delle nostre Mafie]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/28/l%e2%80%99insostenibile-leggerezza-delle-nostre-mafie/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:29:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abbiamo assistito in questi giorni a un’iniziativa quasi disperata: far circolare in tv le riprese d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Abbiamo assistito in questi giorni a un’iniziativa quasi disperata: far circolare in tv le riprese d]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Elefante a bordo di un rimorchio interviene la Polstrada di Crotone]]></title>
<link>http://girele.wordpress.com/2009/11/27/elefante-a-bordo-di-un-rimorchio-interviene-la-polstrada-di-crotone/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:54:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>girele</dc:creator>
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<description><![CDATA[Crotone La Polstrada di Crotone ha bloccato in mattinata un rimorchio che trasportava per le vie cit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Crotone La Polstrada di Crotone ha bloccato in mattinata un rimorchio che trasportava per le vie cittadine, un elefante indiano, un&#8217;assurda &#8220;trovata&#8221; pubblicitaria ideata dai circensi del Lidia Togni per promuovere i loro spettacoli nel centro calabrese.</p>
<p>Già nei giorni passati la sezione Enpa di Crotone era intervenuta presso le autorità sanitarie, il sindaco e il Corpo forestale dello&#8230;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ildomani.it/index.php?categoria=HOMEPAGE&#38;id=43620&#38;action=mostra_primopiano&#38;primopiano=1"> www.ildomani.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elefante per la pubblicit&#224;&#44; multato il circo]]></title>
<link>http://miclaza.wordpress.com/2009/11/27/elefante-per-la-pubblicit-multato-il-circo/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:54:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>miclaza</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;elefante era stato sistemato su di un rimorchio da cui riusciva a far passare anche la sua p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;elefante era stato sistemato su di un rimorchio da cui riusciva a far passare anche la sua proboscide lunga due metri creando, non solo disagi ad automobilisti e centauri, ma diventando anche un motivo di pericolo per la circolazione stradale.</p>
<p>Da qui la decisione, non solo di scortare il mezzo fino a dove era stato allestito il Circo, ma di sanzionare i titolari per una serie di violazioni, tra cui l&#8217;inosservanza del decreto sul trasporto di animali, il codice della strada, l&#8217;inidonietà del mezzo al trasporto dell&#8217;elefante.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/elefante-pubblicita/1.html"> www.repubblica.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[37 arresti a Crotone contro i clan Arena e Nicoscia]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/26/37-arresti-a-crotone-contro-i-clan-arena-e-nicoscia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 17:35:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Redazione Internet ROMA 26/11/09 &#8211; 12:46 Crotone, Pavia e Reggio Emilia: è questo l&#8217;inco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Redazione Internet ROMA 26/11/09 &#8211; 12:46 Crotone, Pavia e Reggio Emilia: è questo l&#8217;inco]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bergamo&#44; 4 squali impantanati nel fango in Val Seriana]]></title>
<link>http://inet111.wordpress.com/2009/11/24/bergamo-4-squali-impantanati-nel-fango-in-val-seriana/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 03:42:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>inet111</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Apcom) &#8211; Chissà se quattro squali &#8211; tre adulti e un cucciolo &#8211; abituati a nuotare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(Apcom) &#8211; Chissà se quattro squali &#8211; tre adulti e</p>
<p>un cucciolo &#8211; abituati a nuotare nei caldi mari tropicali,</p>
<p>avrebbero mai immaginato, un giorno, di ritrovarsi impantanati</p>
<p>nel fango delle valli del bergamasche, a 700 metri sul livello</p>
<p>del mare, tra abeti e pittoresche baite di montagna.</p>
<p>L`episodio, decisamente surreale, si è verificato questa mattina</p>
<p>quando un pesante autoarticolato dell`italianissimo &#8220;Mexican</p>
<p>Circus&#8221;, a bordo del quale si trovava la vasca degli squali, è</p>
<p>rimasto impantanato mentre da Rovetta (Bergamo) si muoveva alla</p>
<p>volta di cittadina di Ardesio, località montana della Val</p>
<p>&#8220;Tra l`altro &#8211; ha aggiunto Guadagna</p>
<p>- proprio pochi giorni fa, all`estremo opposto della Penisola, a</p>
<p>Crotone, una pattuglia della polizia stradale ha fermato un</p>
<p>mezzo pesante che, sotto il sole di luglio, portava in giro per</p>
<p>la città, a scopo pubblicitario, un elefante indiano&#8221;.</p>
<p>E` anche con l`obiettivo di sopperire a questa lacuna che l`Enpa</p>
<p>appoggia le proposte di legge per un circo senza animali,</p>
<p>presentate sia alla Camera dei deputati che al Senato.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.laprovinciadicomo.it/stories/apcom/81150_bergamo_4_squali_impantanati_nel_fango_in_val_seriana/"> www.laprovinciadicomo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[QUANTI CANTANTI A CUTRONI]]></title>
<link>http://vittoriorocca.wordpress.com/2009/11/23/quanti-cantanti-a-cutroni/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:37:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>cantautorekr</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-EhuQZS-99c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-EhuQZS-99c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[watch Crotone vs Reggina online live stream TV sport 11/21, 21 Nov 2009]]></title>
<link>http://kobesport.wordpress.com/2009/11/21/watch-crotone-vs-reggina-online-live-stream-tv-sport-1121-21-nov-2009/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 12:21:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>prince</dc:creator>
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<description><![CDATA[watch Crotone vs Reggina online live stream TV sport 11/21, 21 Nov 2009. This Sport Games Starting t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[watch Crotone vs Reggina online live stream TV sport 11/21, 21 Nov 2009. This Sport Games Starting t]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anna Tatangelo&#44; in Calabria senza Gigi]]></title>
<link>http://web1961.wordpress.com/2009/11/20/anna-tatangelo-in-calabria-senza-gigi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:26:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>web1961</dc:creator>
<guid>http://web1961.wordpress.com/2009/11/20/anna-tatangelo-in-calabria-senza-gigi/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Sono orgogliosa di ricevere questo importante riconoscimento&#8221;, ha detto la bellissima c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Sono orgogliosa di ricevere questo importante riconoscimento&#8221;, ha detto la bellissima cantante di Sora alla platea crotonese, radunata nella centralissima piazza Pitagora.</p>
<p>La manifestazione, ideata da Gino Foglia, è stata condotta da e da ed è andata in onda su Raiuno in uno speciale realizzato per la trasmissione &#8220;Sabato&#38;domenica estate&#8221;, dove sono state messe in risalto anche le bellezze paesaggistiche del territorio calabrese.</p>
<p>Oltre ad Anna Tatangelo hanno partecipato alla kermesse il comico , il cantante dell&#8217;ultima edizione di &#8220;&#8221; , la bravissima e la Diffusion Jazz band.</p>
<p>Il neo direttore di Raiuno ha premiato l&#8217;orafo Michele Affidato, creatore di magnifici gioielli.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gossipnews.it/news/anna_tatangelo_in_calabria_senza_gigi_news.html?ID=1248074262"> www.gossipnews.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Video di Denuncia di Luciano Simonelli]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/19/ladri/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:19:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Denuncia di Luciano Simonelli su una truffa subita da Simonelli Ediore e da molte altre case editric]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Denuncia di Luciano Simonelli su una truffa subita da Simonelli Ediore e da molte altre case editric]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[200 euro alla societa' aeroportuale Sant'Anna.]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/19/200-euro-alla-societa-aeroportuale-s-anna/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 19:49:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La giunta provinciale di Crotone ha deliberato un finanziamento di 200mila euro a favore della socie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La giunta provinciale di Crotone ha deliberato un finanziamento di 200mila euro a favore della socie]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[zone franche urbane in calabria, un pò d'ordine]]></title>
<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/11/19/zone-franche-urbane-in-calabria-un-po-dordine/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:20:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
<guid>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/11/19/zone-franche-urbane-in-calabria-un-po-dordine/</guid>
<description><![CDATA[Ho letto con estremo interesse le considerazioni di alcuni autorevoli  esponenti della politica, del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ho letto con estremo interesse le considerazioni di alcuni autorevoli  esponenti della politica, della cultura e dell’associazionismo di Reggio Calabria e della sua Provincia sulla ormai prossima attivazione delle Zone Franche Urbane in Calabria.</p>
<p style="text-align:justify;">La firma degli accordi di impegno reciproco tra Comuni e Governo, con la contemporanea approvazione del dispositivo da parte della Commissione Europea, ha risvegliato l’attenzione per questa misura agevolativa anche laddove, come nella nostra Città e nella nostra Provincia, l’argomento era ormai quasi clandestino e, forse, colpevolmente snobbato.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa è di certo una buona notizia.</p>
<p style="text-align:justify;">Credo però che possa essere utile, senza entrare nel merito dei significativi interventi di questi giorni, specificare alcune questioni tecniche e ordinare alcuni dati storici, nella speranza che il dibattito locale prosegua diffusamente e onde evitare che le posizioni di parte, geografica o politica che sia, condizionino tanto il giudizio sul passato quanto le future ipotesi di lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">1)        Le Zone Franche Urbane, istituite con Legge Finanziaria 2007 come modificata dalla Legge Finanziaria 2008, possono essere individuate, per legge e per disposizioni attuative, solo in aree infracomunali, quartieri e circoscrizioni con un minimo di 7500 abitanti e un massimo di 30000, di Città con un numero di abitanti non inferiore a 25000.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò esclude, tecnicamente, e lo escludeva già nel 2007, che una Zona Franca Urbana possa contare oltre 30000 abitanti, o corrispondere a un intero territorio comunale magari con meno di 25000 abitanti, o coincidere con un territorio sovracomunale, aggregazione di comuni, Provincia o Regione che sia.</p>
<p style="text-align:justify;">2)        Si tratta di aree minime all’interno delle quali si applicano esenzioni e agevolazioni fiscali e contributive, variamente graduate nel tempo, a favore di micro e piccole imprese,  nuove (secondo le simulazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, tra 500 e 1000 in tutto) o già esistenti, allo scopo di risollevare le sorti socio-economiche di zone urbane degradate e particolarmente svantaggiate rispetto al territorio circostante, ovunque esse si trovino, al nord come al sud dell’Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò esclude, a mio avviso, che le Zone Franche Urbane possano essere concettualmente ricollegate allo sviluppo dei commerci marittimi (la Zona Franca portuale è altra cosa) o direttamente (indirettamente invece sì) finalizzate allo sviluppo regionale e del Mezzogiorno, essendo semmai (ma non per questo meno importanti) misure per la coesione e l’inclusione sociale e per la riqualificazione urbana.</p>
<p style="text-align:justify;">3)        I criteri per l’individuazione delle Zone Franche Urbane e le modalità di proposta sono stati stabiliti da una delibera del Cipe del gennaio 2008, pubblicata a giugno dello stesso anno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò esclude, ancora sotto il profilo tecnico, che prima di quella data si potessero individuare o assegnare formalmente (forse politicamente sì, ma questo è un altro discorso) Zone Franche Urbane, non essendo noto chi, come e in base a quali criteri e con quali modalità dovesse o potesse proporre e selezionare le aree.</p>
<p style="text-align:justify;">4)        Ad ogni modo, la citata delibera prima e una circolare del Ministero dello Sviluppo Economico poi hanno stabilito che era compito dei Comuni, e solo dei Comuni, di quelli che ne avevano i requisiti, proporre l’istituzione di una Zona Franca Urbana su parte del proprio territorio, da individuare secondo criteri e indicatori statistici prestabiliti; alle Regioni spettava di valutare l’ammissibilità delle proposte, ovviamente solo di quelle pervenute, e di stilare una graduatoria in base alla bontà del progetto e al disagio socio-economico; toccava infine al Cipe e allo stesso Ministero di approvare le decisioni delle Regioni (per un massimo di tre Zone Franche Urbane per Regione) e di distribuire le risorse disponibili a copertura delle esenzioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò esclude, ancora, che la Regione Calabria potesse assegnare Zone Franche Urbane prima o in assenza della proposta, sempre se ammissibile, di un Comune.</p>
<p style="text-align:justify;">In Calabria, hanno formulato proposte entro i termini (21 luglio 2008) i Comuni di Rossano, Crotone, Lamezia Terme, Corigliano, Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria, non Gioia Tauro né altri.</p>
<p style="text-align:justify;">Una delle proposte di Reggio Calabria correttamente non è stata ammessa, in quanto l’area individuata aveva un tasso di disoccupazione inferiore a quello comunale (mentre doveva averlo maggiore, secondo i provvedimenti attuativi); la seconda proposta reggina, invece, è stata ammessa ma valutata al penultimo posto della graduatoria e recava un indice di disagio socio-economico non particolarmente elevato, se confrontato a quello delle aree proposte da altri Comuni; la proposta di Vibo Valentia è giunta quarta, appena dopo le tre che era possibile far approvare.</p>
<p style="text-align:justify;">Queste le norme e questi, in grossolana sintesi, i fatti.</p>
<p style="text-align:justify;">Per il resto, ecco il senso di questa mia trascurabile esternazione, si può discutere e si discute giustamente dell’opportunità di “assegnazioni” in mancanza di provvedimenti attuativi; della confusione iniziale, e talvolta persistente, tra Zone Franche Urbane, Zone Franche di diritto doganale e “no tax area” regionale (oggetto di altre analisi compiute, tra gli altri, dai giovani di Confindustria Calabria); delle aree prescelte e dei progetti dei singoli Comuni e dello stesso Comune di Reggio Calabria; della valutazione in parte discrezionale, e quindi opinabile, operata dalla Regione Calabria come da altre Regioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non si può prescindere, ritengo, dal dato normativo, dai requisiti di ammissibilità e, soprattutto, dal fatto che spettasse formalmente ai Comuni, e non ad altri, proporre le aree sul proprio territorio, possibilmente non selezionandole a priori ma individuando le più disagiate secondo calcoli, parametri e indicatori statistici prestabiliti che lo comprovassero, quindi quelle maggiormente bisognose di misure fiscali di vantaggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Fermi restando lo spirito e gli obiettivi di questa misura, un’estensione del dispositivo a nuove aree è sicuramente auspicabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma probabilmente sarà necessario attendere nuovi stanziamenti e nuove delibere e circolari, perché siano definiti eventuali nuovi criteri (come già previsto dalla Legge Sviluppo in vigore dallo scorso mese di agosto) e comunque i nuovi termini per nuove proposte da parte dei Comuni che non hanno ritenuto di proporre finora o che finora sono stati esclusi da questa grande e originale opportunità.</p>
<p style="text-align:justify;">Proprio per questo, in prospettiva e affinché una nuova occasione giunga a breve termine, al di là delle puntualizzazioni tecniche e delle accese polemiche sul passato è bene che anche a Reggio Calabria, l’area più urbana, e anzi metropolitana, della Regione, si parli finalmente di Zone Franche Urbane e fiscalità di vantaggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo aveva fatto il Sindaco Giuseppe Scopelliti ben 2 anni fa, nel suo discorso di presentazione del Piano Strategico 2007-2013. Lo avevano fatto alcuni soggetti politici fino alla presentazione, quasi in sordina, delle proposte progettuali. Poi più nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ bene che se ne parli, sì, e che si programmi.</p>
<p style="text-align:justify;">E che a farlo, come accade altrove in Calabria già da anni tra convegni e tavoli tecnici, siano stavolta anche le associazioni, i professionisti, il mondo del lavoro e dell’impresa.</p>
<p><em>Pubblicato su <a href="http://www.strill.it" target="_blank">Strill.it</a>, quotidiano in tempo reale</em></p>
<p><em><a href="http://www.strill.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=52869:zone-franche-spettava-ai-comuni-proporreora-si-guardi-avanti&#38;catid=26:storie&#38;Itemid=100" target="_blank">“Zone franche: spettava ai Comuni proporre&#8230;ora si guardi avanti<br />
”</a>, novembre 2009</em></p>
<p>( <a href="mailto:rocco.iemma@tin.it">rocco.iemma@tin.it</a> )</p>
<p>Gruppo <a rel="#someid48" href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=43220278613" target="_blank">Zone Franche Urbane su Facebook</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[modello francese, la scelta vincente: la decisione della commissione europea]]></title>
<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/11/19/modello-francese-la-scelta-vincente/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:33:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono trascorsi circa due anni e mezzo da quando, vigente il testo originario dell&#8217;art. 1, comm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Sono trascorsi circa due anni e mezzo da quando, vigente il testo originario dell&#8217;art. 1, commi 340-343, della L. n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), si esprimevano perplessità sugli obiettivi e le basi giuridiche dell&#8217;istituzione delle Zone Franche Urbane e si segnalava l&#8217;opportunità di avvicinare il modello italiano a quello francese, allo scopo di adeguare il dispositivo ai principi e agli orientamenti comunitari e quindi di favorirne l&#8217;approvazione da parte della Commissione Europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Il timore era che il richiamo agli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 e agli Orientamenti sugli aiuti alle piccole imprese di nuova costituzione della misura come adottata in prima battuta, così come la caratterizzazione ecocomica e finalizzata allo sviluppo regionale peraltro del solo Mezzogiorno, potessero ostare all&#8217;approvazione comunitaria e alla stessa applicazione delle agevolazioni (Clelia Buccico, Il fondamento giuridico delle zone franche urbane e l&#8217;equivoco con le zone franche di diritto doganale, in &#8220;Diritto e pratica tributaria&#8221;, vol. LXXIX n. 1 2008; sia consentito rinviare anche a Rocco Iemma, <a href="http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&#38;iddoc=659" target="_blank">Le Zone Franche Urbane in Italia. L’esperienza francese, rilievi critici e spunti di riflessione</a>, in &#8220;Filodiritto&#8221; <a href="http://www.filodiritto.com" target="_blank">http://www.filodiritto.com</a>, 2 maggio 2007).</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo le modifiche introdotte dalla Legge Finanziaria 2008, con le quali il Legislatore ha rimosso il riferimento agli Orientamenti e il limite al solo Mezzogiorno, anche dalla Commissione Europea giunge un&#8217;importante conferma.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; stata infatti pubblicata la comunicazione ufficiale all&#8217;Italia della decisione Aiuto di Stato N346/2009, della quale si riproducono alcuni passaggi ancora oggi utili per comprendere fino in fondo la <em>ratio</em> delle esenzioni in Zona Franca Urbana e i motivi e le condizioni della loro ammissibilità:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;&#8230;o<span style="font-family:TimesNewRoman;">biettivo del dispositivo è contrastare i fenomeni di esclusione sociale che caratterizzano talune zone urbane e di favorire l&#8217;integrazione sociale e culturale dei loro abitanti&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:TimesNewRoman;">&#8220;&#8230;l</span><span style="font-family:TimesNewRoman;">e misure notificate mirano a rafforzare il tessuto economico locale di queste zone e a stimolarvi la creazione di nuove attività tramite incentivi fiscali, favorendo così l&#8217;occupazione&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:TimesNewRoman;">&#8220;&#8230;l</span><span style="font-family:TimesNewRoman;">e misure proposte nel quadro del regime delle ZFU non mirano tanto a incentivare gli investimenti e la creazione di occupazione in una prospettiva di sviluppo economico regionale, ma mirano piuttosto a porre rimedio alle esclusioni di natura territoriale e sociale&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:TimesNewRoman;">&#8220;&#8230;l</span><span style="font-family:TimesNewRoman;">a Commissione ritiene quindi, come già affermato relativamente alle zone franche urbane francesi nella decisione N/70/A/2006, che le misure notificate non coincidano esattamente con gli orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:TimesNewRoman;">&#8220;&#8230;l</span><span style="font-family:TimesNewRoman;">a rivalorizzazione economica e sociale dei quartieri urbani svantaggiati può quindi essere considerata una delle iniziative che mirano a obiettivi di coesione economica e sociale&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:TimesNewRoman;">&#8220;&#8230;l</span><span style="font-family:TimesNewRoman;">a Commissione ritiene dunque che il regime in oggetto abbia come obiettivo esclusivo zone a elevata concentrazione di serie difficoltà socio-economiche per le quali è richiesto un intervento dei poteri pubblici, ed è quindi necessario&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;&#8230;b<span style="font-family:TimesNewRoman;">enché non sia possibile escludere effetti sugli scambi, apparentemente tali effetti sarebbero molto limitati e non tali da provocare una distorsione in misura contraria al comune interesse, per i seguenti motivi: – il regime è rivolto esclusivamente a piccole e micro imprese; – le misure sono aperte a tutti i settori di attività; – la copertura geografica delle misure è limitata (interessano solo lo 0,58% della popolazione); – i quartieri sono stati selezionati in funzione di criteri obiettivi quali il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione, il tasso di popolazione di età inferiore a 24 anni sul totale della popolazione e il tasso di scolarizzazione; – le misure mirano essenzialmente a lottare contro l&#8217;esclusione sociale in quartieri particolarmente difficili; – le autorità italiane, per far sì che vi sia la massima trasparenza nella valutazione delle azioni poste in atto, trasmettono al CIPE relazioni annuali sull&#8217;attuazione delle ZFU; – le misure sono limitate nel tempo&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:TimesNewRoman;"><em>&#8220;&#8230;</em></span><span style="font-family:TimesNewRoman;"><em>la Commissione ritiene che le misure in esame non siano tali da alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse e che gli effetti sugli scambi saranno molto limitati&#8230;&#8221;</em>.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:TimesNewRoman;">La Commissione Europea, confermando il proprio convincimento, stabilisce dunque alcuni punti fermi, tecnicamente e concettualmente imprescindibili se e quando si discute di Zone Franche Urbane e fiscalità di vantaggio &#8220;mirata&#8221;, a beneficio di un dibattito pubblico talvolta viziato dalla sottovalutazione di alcuni aspetti (ad esempio, il necessario rigore di parametri geografici e demografici prestabiliti) e dalla sopravalutazione di altri (ad esempio, gli effetti diretti sullo sviluppo di aree vaste).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:TimesNewRoman;">Modello francese, sempre più modello europeo.</span></p>
<p><em>Pubblicato su <a href="http://www.lameziaweb.biz/" target="_blank">Lamezia Web</a>, quotidiano in tempo reale</em></p>
<p><em><a href="http://www.lameziaweb.biz/new.asp?id=10577" target="_blank">&#8220;La decisione della Commissione Europea sulle ZFU&#8221;</a>, novembre 2009</em></p>
<p>( <a href="mailto:rocco.iemma@tin.it">rocco.iemma@tin.it</a> )</p>
<p>Gruppo <a rel="#someid48" href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=43220278613" target="_blank">Zone Franche Urbane su Facebook</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Crotone: schede Wind "coperte", le indagini della Procura]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/18/crotone-schede-wind-coperte-le-indagini-della-procura/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 21:32:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sembra aggravarsi la posizione di Salvatore Cirafici, direttore della security di «Wind», indagato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sembra aggravarsi la posizione di Salvatore Cirafici, direttore della security di «Wind», indagato d]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[balle spaziali.]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/17/le-balle-sparite/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:23:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Che fine hanno fatto le balle di amianto la cui presenza era stata segnalata nell&#8217;ex di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Che fine hanno fatto le balle di amianto la cui presenza era stata segnalata nell&#8217;ex di]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Intimidazioni subite dai giornalisti]]></title>
<link>http://vlinapa.wordpress.com/2009/11/15/intimidazioni-subite-dai-giornalisti/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 20:12:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>vlinapa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ruta, il cui impegno costante ha permesso di sollevare la polvere dal caso Spampinato e di gettare l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ruta, il cui impegno costante ha permesso di sollevare la polvere dal caso Spampinato e di gettare luce su inquietati rapporti fra istituzioni amministrative ed economiche e criminalità organizzata nella provincia di Ragusa, era stato già oggetto di minaccia (è stato appiccato il fuoco nel garage sottocasa dove conservava migliaia di copie di un suo libro pronte per la distribuzione) e di un continuo e annoso stillicidio di querele e citazioni.</p>
<p>Nell&#8217;ordinanza di fermo a carico di alcuni esponenti della cosca di Gioa Tauro, redatta dalla Dda di Reggio Calabria, sono riportati dei dialoghi avvenuti nel carcere di Tolmezzo, fra il boss Pino Piromalli e i suoi familiari che lamentavano l&#8217;eccessiva attenzione di «Calabria Ora» alle azioni del clan.</p>
<p>Le loro abitazioni e le redazioni dove lavorano sono state perquisite dopo le pubblicazioni di notizie riguardanti l&#8217;inchiesta della procura di Busto Arsizio sui presunti rapporti fra esponenti della malavita calabrese ed imprenditori e politici lombardi per la spartizione di appalti di Expo 2015.</p>
<p>In particolare «Famiglia Cristiana» è presa di mira per il suo «impegno quotidiano e capillare â&#8217; si legge nel sito Ovo Attack â&#8217; nel diffondere la più retriva cultura clerico-fascista.» La minaccia è stata pubblicata nel giorno di uscita di un editoriale del settimanale cattolico in cui si criticava la scelta dell&#8217;Arcobaleno di ricandidare «Francesco Caruso, sei anni chiesti dal Pm per le violenze durante le manifestazioni di Napoli.»</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.peacelink.it/sociale/a/29977.html"> www.peacelink.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alle Marche la palma]]></title>
<link>http://popocro.wordpress.com/2009/11/13/alle-marche-la-palma/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:08:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>popocro</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Il progetto rientra nell&#8217;obiettivo del gruppo di arrivare entro il 2014 a disporre di oltre 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«Il progetto rientra nell&#8217;obiettivo del gruppo di arrivare entro il 2014 a disporre di oltre 2mila Megawatt di potenza installata, sfruttando principalmente le fonti rinnovabili, per diventare una delle aziende leader in particolare nel settore dell&#8217;energia eolica e del fotovoltaico» spiegano i vertici di Api Nòva Energia, società nata nel 2006 per sviluppare progetti nel campo della produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili e tradizionali e nel settore del gas.</p>
<p>La società gestisce attualmente le due centrali a biomasse di Crotone e Strongoli in Calabria, per complessivi 60 megawatt di potenza, e la centrale eolica da 30 Megawatt a Castelfranco in Miscano, in provincia di Benevento.</p>
<p>Sempre nell&#8217;ambito dell&#8217;eolico, nel 2007 la società ha siglato una partnership con la spagnola Iberdrola, per la realizzazione di sedici parchi eolici in sette siti in Puglia e in Sicilia per una potenza totale di 350 MW.</p>
<p>Per quanto riguarda il gas, infine, la società sta sviluppando progetti nell&#8217;ambito del sito industriale del gruppo a Falconara Marittima, in provincia di Ancona, e in particolare due centrali a ciclo combinato per complessivi 580MW e un terminale di rigassificazione di LNG (Liquefied Natural Gas) da 4 miliardi di metri cubi/anno.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/fotovoltaico-marche-lancio.shtml?uuid=e2b844c4-7a9c-11de-a777-a061c539af86&#38;DocRulesView=Libero"> www.ilsole24ore.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/13/882/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 12:05:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[In fondo al mare italiano non ci sono solo centinaia di navi affondate. I nostri fondali hanno nasco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In fondo al mare italiano non ci sono solo centinaia di navi affondate. I nostri fondali hanno nasco]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[SEQUESTRATI DUE HOTEL A 5 STELLE E UNA DISCOTECA ]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/13/sequestrati-due-hotel-a-5-stelle-e-una-discoteca/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 12:00:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci sono due hotel a 5 stelle e una discoteca tra i beni sequestrati dai carabinieri nel Crotonese a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ci sono due hotel a 5 stelle e una discoteca tra i beni sequestrati dai carabinieri nel Crotonese a ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Si insedia il Consiglio]]></title>
<link>http://glastibe.wordpress.com/2009/11/13/si-insedia-il-consiglio/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 02:12:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>glastibe</dc:creator>
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<description><![CDATA[All&#8217;ordine del giorno: esame della condizione degli eletti; giuramento del presidente della Pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>All&#8217;ordine del giorno: esame della condizione degli eletti; giuramento del presidente della Provincia; elezione del presidente del Consiglio provinciale; comunicazione del presidente della Provincia circa la composizione della giunta provinciale</p>
<p>PROPOSTE AL VENTO &#8211; Con la guerra ormai alle spalle ed il boom economico alle porte, il 7 ottobre 1957 sessantacinque deputati presentarono la proposta di legge per l&#8217;istituzione della provincia di Barletta.</p>
<p>L&#8217;iter per la istituzione della sesta provincia fu faticosamente completato con una drammatica seduta del consiglio regionale, a Bari, all&#8217;ultimo secondo dell&#8217;ultimo giorno utile, ma a fine dicembre 1991, quando il settimo governo Andreotti emanò gli schemi di decreto delle nuove province, la provincia di Barletta non c&#8217;era, perduta tra burocrazia ed indifferenza.</p>
<p>Ma fu solo nel marzo del 2001 (proposta di legge del deputato Andrea Gissi) che la provincia di Barletta-Andria-Trani, insieme a quelle di Monza e Fermo, ottenne il primo «via libera» da parte della commissione affari costituzionali della Camera.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=254685&#38;IDCategoria=1"> www.lagazzettadelmezzogiorno.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ACQUA INQUINATA NEL VILLAGGIO NEL CROTONESE&#58; INDAGATO IL DIRETTORE]]></title>
<link>http://preleso.wordpress.com/2009/11/08/acqua-inquinata-nel-villaggio-nel-crotonese-indagato-il-direttore/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:26:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>preleso</dc:creator>
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<description><![CDATA[CROTONE &#8211; Al villaggio Igv Club di Le Castella, dove nei giorni scorsi una quarantina di ospit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>CROTONE &#8211; Al villaggio Igv Club di Le Castella, dove nei giorni scorsi una quarantina di ospiti hanno accusato malori gastro-intestinali causati dall&#8217;acqua distribuita dalla rete della struttura, non c&#8217;é stato alcun sabotaggio, come era stato ipotizzato, ma una errata e approssimativa gestione delle risorse idriche da parte dei titolari della struttura turistica.</p>
<p>Lo ha detto ai giornalisti il procuratore di Crotone, Raffaele Mazzotta, aggiungendo che a tre persone è stato notificato oggi un avviso di garanzia con contestuale invito a comparire con l&#8217;ipotesi di reato di avvelenamento colposo delle acque.</p>
<p>Si tratta del direttore del villaggio Luigi Di Rodi, di 67 anni, di Vieste (Foggia), e due responsabili della manutenzione della rete idrica, Antonio Papaleo, di 44, e Carlo Chiodo, di 55, entrambi di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Nei confronti di Di Rodi, inoltre, viene ipotizzato il reato di calunnia contro ignoti perché avrebbe deviato il corso delle indagini omettendo alcune circostanze e facendo, di fatto, pensare ad un intervento esterno.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_1622969560.html"> www.ansa.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia dei veleni]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/08/litalia-dei-veleni/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 00:34:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Amianto. Piombo. Diossine. Idrocarburi. Il rischio sostanze tossiche colpisce un quarto della popola]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Amianto. Piombo. Diossine. Idrocarburi. Il rischio sostanze tossiche colpisce un quarto della popolazione. Spese negli anni cifre da capogiro. Ma spesso le bonifiche non sono neanche partite</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_986" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/ilva_taranto.jpg"><img class="size-full wp-image-986" title="Ilva_Taranto" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/ilva_taranto.jpg" alt="Ilva_Taranto" width="400" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">Ilva di Taranto</p></div>
<p>Dici <strong>Orbetello</strong> e pensi alle spiagge bianche, alla Maremma incontaminata e agli allevamenti di spigole. A nessuno verrebbe in mente che il cuore dell&#8217;Argentario è inserito dal 2002 nella lista dei siti più inquinati d&#8217;Italia. La laguna è così compromessa che Altero Matteoli, sindaco del paesino durante i week-end e ministro delle Infrastrutture il resto della settimana, è riuscito ad inserirla per intero nell&#8217;area da bonificare per legge, che inizialmente prevedeva la pulizia solo della fabbrica di fertilizzanti della <strong>Sitoco</strong>.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_988" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><strong><strong><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/enichem-manfredonia.jpeg"><img class="size-full wp-image-988" title="Enichem-manfredonia" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/enichem-manfredonia.jpeg" alt="Enichem-manfredonia" width="240" height="193" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Enichem di Manfredonia</p></div>
<p><strong>&#8220;La Sitoco? E chi la dimentica&#8230; Noi da ragazzi si andava a giocare nel bosco dietro le ciminiere&#8221;, </strong>ricorda un ristoratore, &#8220;quando s&#8217;alzava il maestrale era uno spettacolo, la mia R4 bianca si ricopriva di una polverina arancione che non veniva più via. Con la fabbrica mangiavano duecento famiglie, ma devo ammettere che quella polverina dava noia alla gola. Pizzicava pure gli occhi&#8221;. La polverina era in realtà anidride solforosa, che il vento ha portato a spasso da inizio Novecento fino al 1991, quando lo stabilimento ha chiuso definitivamente. Se eventuali danni alla salute non sono mai stati registrati, di sicuro terreni e acque portano ancora le ferite inferte dalle ciminiere: metalli, Pcb, diossine e idrocarburi pesanti sono sparsi per i 54 ettari del sito industriale. La fabbrica cade a pezzi, ma lo scheletro fatiscente accoglie ancora i villeggianti che scendono alla stazione. Il guardiano non fa entrare nessuno, &#8220;non per cattiveria ma per sicurezza: nei capannoni sono conservati le ceneri di pirite, amianto e altre schifezze. Io pure giro con la mascherina. Ma presto qui sarà tutto rinnovato, vogliono costruire un grande centro congressi&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà. A oggi sono stati messi sul tavolo oltre 8 milioni di euro, qualcosa è stata messa in sicurezza, ma dopo 18 anni di attesa la riqualificazione resta un miraggio. Così come la bonifica della parte di levante della laguna e del <strong>bacino di Ansedonia</strong>, dove nelle reti dei pescatori finiscono da mesi impigliate spigole piene di mercurio. In questa zona il problema non sono i residui chimici, ma le ex miniere della <strong>Ferromin</strong> del <strong>Monte Argentario</strong>. &#8220;Il metallo è rilasciato dai sedimenti del fondale, poi viene inghiottito dai pesci&#8221; spiega il Commissario al risanamento ambientale della laguna Rolando di Vincenzo, già assessore all&#8217;urbanistica per An. Nonostante i dati Arpat siano negativi, non c&#8217;è un esplicito divieto di pesca: il consorzio &#8216;Orbetello pesca lagunare&#8217;, che vanta l&#8217;esclusiva del Comune, semplicemente &#8216;evita&#8217; di gettare le reti nelle zone compromesse. Ripulire la zona non sarà uno scherzetto: l&#8217;idea è quella di strappare i primi 70 centimetri del fondale, e spostare altrove terra e mercurio. Ma servono soldi a palate, e un sito ad hoc dove stoccare migliaia di tonnellate di rifiuti speciali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>La valle dei tumori</strong></strong><strong><br />
</strong>I veleni &#8216;per sempre&#8217; di Orbetello sono in buona compagnia. Anche <strong>Trento</strong> aspetta la bonifica di una vasta area alla periferia nord. A fine anni &#8216;70 l&#8217;incendio a un deposito di sodio obbligò il sindaco a chiudere la <strong>Sloi</strong>, che produceva dai tempi del fascismo piombo tetraetile. A pochi chilometri dal centro cittadino nell&#8217;anno di grazia 2009 circa 150 mila metri cubi di terreno conservano gelosamente un cocktail di mercurio, piombo, fenoli, policiclici aromatici e solventi. Del recupero si discute da tre decenni. Costo stimato 50 milioni, qualcuno favoleggiava di un parco con le altalene, ma in città nessuno ci crede più. La storia dell&#8217;impianto e della bonifica mancata sarà protagonista persino di un film-documentario finito di girare un mesetto fa, &#8216;La fabbrica degli invisibili&#8217;. Come invisibile è stato per settimane un dossier di settembre dell&#8217;Asl due di Roma e dell&#8217;Istituto superiore della sanità, che racconta la devastazione della <strong>Valle del Sacco</strong>. Dopo tre mesi di silenzi da parte di sindaci e istituzioni, centinaia di persone che vivono a <strong>Colleferro</strong>, <strong>Segni</strong> e <strong>Gavignano</strong>, paesoni vicino la capitale, hanno scoperto dai giornali locali di essere contaminati &#8220;in maniera irreversibile&#8221; dal beta-esaclorocicloesano, una sostanza cancerogena rilasciata da una fabbrica di pesticidi chiusa anni fa. Già nel 2005 la zona fu messa sotto osservazione dopo che decine di mucche morirono per aver bevuto l&#8217;acqua di un torrente. I veleni del distretto industriale sono rimasti in circolo: secondo gli esperti i pazzeschi livelli di contaminazione sono legati &#8220;all&#8217;uso dell&#8217;acqua dei pozzi locali e al consumo di alimenti prodotti in loco&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>Business gigantesco</strong></strong><strong><br />
</strong>Materiali pericolosi di ogni genere sono sparsi in tutte le regioni d&#8217;Italia, senza eccezione alcuna, e contaminano suolo, falde acquifere e polmoni anche dopo decenni dalla chiusura delle ciminiere. Nonostante le cifre da capogiro spese (stimabili intorno ai 5-10 miliardi di euro) o solo annunciate, l&#8217;Italia resta uno dei paesi più inquinati del mondo occidentale. Gli inquinanti, quando va bene, vengono nascosti sotto il tappeto nemmeno fossero polvere, o separati dalle zone circostanti con muri speciali, come si progettava per <strong>Portoscuso</strong>, in Sardegna. A parte le 15 aree ad &#8216;alto rischio di crisi ambientale&#8217; censite nel lontano 1986, il Cnr elenca a tutt&#8217;oggi <strong>54 siti di interesse nazionale</strong>, i cosiddetti <strong>Sin</strong>, e ben <strong>6 mila siti regionali</strong> da tenere sotto controllo. I ricercatori mettono le bandierine su <strong>altri 58 luoghi</strong> <strong>con elevata contaminazione da amianto</strong> e <strong>1.120 stabilimenti industriali e chimici a rischio di incidente rilevante</strong>. In tutto, <strong>i siti inquinati sarebbero 10 mila</strong>, compresi i depositi di materiale radioattivo eredità della stagione nucleare. &#8220;Per avere una dimensione del problema&#8221;, spiegano gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche, &#8220;segnaliamo che gli <strong>abitanti nei 311 comuni inclusi nei Sin sono tra i 6,4 e gli 8,6 milioni</strong>, escludendo o includendo i comuni di Milano e Torino&#8221;. Se si considerano le altri fonti di inquinamento, il numero supera i <strong>15 milioni</strong>, un quarto dell&#8217;intera popolazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli allarmi degli scienziati e le leggi ad hoc non si contano, ma a parte le perimetrazioni e le analisi delle sostanze, gran parte delle bonifiche non sono neanche iniziate. &#8220;Non solo abbiamo cominciato a pulire dieci anni dopo la Germania e la Francia, ma il sistematico scarico di responsabilità tra aziende private e amministrazioni pubbliche blocca tutto, visti i tempi biblici della giustizia italiana&#8221;, ragiona il vicepresidente del Wwf Stefano Leoni: &#8220;Il business è gigantesco. Non solo per le opere di messa in sicurezza, ma anche per l&#8217;affare della riconversione industriale&#8221;. Impossibile, secondo l&#8217;esperto, calcolare un dato preciso delle spese sostenute finora: &#8220;Do solo due indicatori che definiscono la misura degli interventi: la bonifica del sito di <strong>Cengio</strong>, in Liguria, è costata 450 milioni di euro, e parliamo di un sito piccolo rispetto a quello di <strong>Gela</strong> o <strong>Porto Marghera</strong>. Il governo Berlusconi, poi, riprendendo un decreto voluto dall&#8217;ex ministro Bersani stanzierà la bellezza di tre miliardi di euro per il recupero dei Sin, che si aggiungono alla montagna di denaro spesa dagli anni &#8216;70 in poi&#8221;. Nonostante gli sforzi economici, tranne poche eccezioni i risultati non si vedono. Secondo uno studio della Corte dei conti la lotta ai veleni combattuta con il programma nazionale di bonifica ha prodotto &#8220;risultati del tutto modesti&#8221;. La stroncatura è del 2003, ma a tutt&#8217;oggi non esistono altre analisi dei progressi compiuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure il tema resta devastante. Per l&#8217;impatto ambientale e per le ripercussioni sulla salute. Nel 2002 l&#8217;Oms ha dimostrato che ad <strong>Augusta-Priolo</strong>, a <strong>Crotone</strong>, in <strong>Puglia</strong>, nel <strong>napoletano</strong>, nella parte della <strong>Pianura Padana</strong> più inquinata, in <strong>Val Bormida</strong> e nella zona del <strong>Lambro</strong> in Lombardia, in un quinquennio si sono registrati (rispetto alle medie regionali) oltre 4 mila morti in eccesso, di cui 660 per tumori. Una ricerca della Regione Sicilia ha stimato recentemente eccessi di mortalità e di tumori al polmone e colon retto anche a <strong>Biancavilla</strong> e <strong>Milazzo</strong>, mentre in Sardegna rapporti allarmanti sono stati stilati sulla zona di <strong>Portoscuso</strong> e <strong>Porto Torres</strong>. Per non parlare del cosiddetto &#8216;triangolo della morte&#8217; del napoletano, dove secondo la Protezione civile in alcuni comuni si registrano aumenti significativi del rischio di malformazioni del sistema nervoso centrale e dell&#8217;apparato urinario e un incremento del 2 per cento della mortalità.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>Scandalo Toscana</strong></strong><br />
Se in qualche caso le analisi sono datate, in pochi credono che di recente la situazione sia migliorata. Anche perché il ripristino delle aree resta inchiodato, in pratica, all&#8217;anno zero. Il caso Toscana è emblematico: a parte Orbetello, nella black-list dei Sin la regione è ben rappresentata anche da <strong>Livorno</strong>, <strong>Massa Carrara</strong>, la discarica delle <strong>Strillaie</strong> e <strong>Piombino</strong>. Per mettere in sicurezza le aree servirebbero 500 milioni, in vent&#8217;anni ne sono stati spesi una trentina. Un fiume di soldi finito quasi tutto in analisi preliminari e nella perimetrazione. &#8220;A <strong>Piombino</strong> c&#8217;è inquinamento atmosferico da polveri, benzene, accumulo di residui di lavorazioni in attuali situazioni di rischio, la falda artificiale è contaminata, ci sono discariche di rifiuti pericolosi&#8221;, recitava un decreto del 2001 voluto dall&#8217;allora ministro dell&#8217;Ambiente Matteoli. Finora è stata ripulita solo la banchina &#8216;dei Marinai&#8217;. Anche a <strong>Massa Carrara</strong>, nella zona del vecchio polo chimico dove insistevano l&#8217;<strong>Enichem</strong>, l&#8217;Italiana <strong>Coke</strong>, la <strong>Dalmine</strong>, l&#8217;inceneritore <strong>Cermec</strong> e la <strong>Farmoplant</strong>, l&#8217;elenco degli inquinanti a terra è impressionante. Metalli, pesticidi, solventi e fenoli, idrocarburi, polveri derivanti dalla lavorazione del marmo. Il materiale da riporto ha creato una crosta di due metri. &#8220;È uno degli scandali italiani&#8221;, dice Erasmo D&#8217;Angelis, presidente della commissione ambiente del Consiglio regionale: &#8220;Si resta alle parole e alle promesse. Gli impegni presi dai governi sembrano firmati con l&#8217;inchiostro simpatico. Si bruciano miliardi per difendere l&#8217;italianità dell&#8217;Alitalia ma non c&#8217;è un euro per garantire i territori della Toscana, brand di successo per l&#8217;industria culturale e turistica nazionale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>Aspettando la bonifica</strong></strong><br />
I tempi lunghi per le operazioni di bonifica riguardano anche esempi virtuosi. In Piemonte <strong>Casal Monferrato</strong> e una <strong>cinquantina di piccoli comuni</strong> limitrofi sono stati riconosciuti &#8216;area critica&#8217; per l&#8217;amianto ben 12 anni fa. Le amministrazioni sono riuscite a sostituire oltre un milione di metri quadri di coperture pericolose, ma prima di altri quattro anni è difficile che i lavori vengano terminati. Persino a <strong>Fidenza</strong>, in Emilia Romagna, i cantieri per ripulire le aree dell&#8217;ex <strong>Cip</strong> (un&#8217;azienda fallita nel 1971, produceva piombo) e dell&#8217;ex <strong>Carbochimica</strong> sono ancora aperti: spesi finora una ventina di milioni, ad aprile ne sono arrivati altri 12. I più speranzosi puntano a chiudere nel 2011.</p>
<p style="text-align:justify;">Al Sud, dove dovrebbe finire l&#8217;83 per cento del denaro stanziato, la situazione è di stallo totale. In Campania i siti nazionali interessano una cinquantina di comuni, ma secondo il censimento dell&#8217;Arpac le aree compromesse sono in totale <strong>3.972</strong>, tre volte il dato, già alto, della Lombardia. Nel napoletano e nel casertano il rischio viene in primis dalle discariche abusive. Il commissariato alle bonifiche, che fino allo scorso 31 gennaio era guidato dal governatore Antonio Bassolino, ha bruciato circa 400 milioni di euro. In sette anni tra i cantieri portati a termine ci sono quelli di <strong>Pirucchi</strong>, <strong>Paenzano</strong> e <strong>Schiavi</strong>, a <strong>Giugliano</strong>. Per il resto, ci si è limitati alle analisi e alla perimetrazione. Secondo la Procura di Napoli la società <strong>Jacorossi</strong>, vincitrice dell&#8217;appalto per eliminare i rifiuti tossici, avrebbe addirittura smaltito parte delle sostanze in varie cave spacciandoli per scarti edilizi: dei 60 milioni versati all&#8217;azienda, 46 sarebbero frutto, secondo i carabinieri del Noe, di una &#8220;gestione illecita&#8221;. Sperperi anche per risanare il <strong>Sarno</strong>, il fiume più inquinato d&#8217;Europa: tra il 1973 e il 2003 il commissariato preposto ha speso circa un miliardo, senza risultati di rilievo. Negli ultimi cinque anni sotto la guida del generale Roberto Jucci la situazione è migliorata, sono stati costruiti depuratori e fogne, ma secondo i dati Arpac le acque restano sporche. Anche a <strong>Bagnoli</strong> i lavori per risanare l&#8217;area <strong>Italsider</strong> (chiusa 18 anni fa) vanno a rilento. E i turisti al posto del lungomare con porticciolo ammirano ancora la colata a mare dell&#8217;ex acciaieria <strong>Ilva</strong>, in attesa che venga smontata e spedita a <strong>Piombino</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chi inquina non paga i</strong>n Puglia è stato fatto ancora meno. Nella zona della vecchia <strong>Enichem</strong>, a <strong>Manfredonia</strong>, sono state messe in sicurezza alcune aree, ma secondo Legambiente attorno alla fabbrica restano accumulati 250 mila metri cubi di acidi, ammoniaca, arsenico, fanghi e altro. A <strong>Brindisi</strong> e <strong>Taranto</strong> di come fare piazza pulita si dibatte dalla notte dei tempi. L&#8217;ultimo accordo di programma è di un anno fa: 170 milioni, da aggiungere ai 150 già messi sul piatto per la bonifica. A oggi non è arrivato nemmeno un euro, tanto che il governatore Nichi Vendola ha protestato col governo. Il problema non è solo ambientale: il blocco dei finanziamenti impedisce anche l&#8217;apertura di nuove aziende (solo a <strong>Brindisi</strong> potrebbero svanire investimenti per 165 milioni) nelle aree &#8220;ad alto rischio&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche a <strong>Gela</strong>, <strong>Priolo</strong> e <strong>Augusta</strong>, in Sicilia, i poli industriali che minacciano da decenni la salute di centinaia di migliaia di persone definiscono, immutabile, il panorama della costa. Finora, nonostante gli studi sull&#8217;aumento di tumori e malformazioni, nessuno ha mosso una foglia. A Gela sono stati spesi 15 milioni di soldi pubblici, messi a disposizione nei primi anni &#8216;90. Con il gruzzolo è stata portata a norma qualche discarica ed è stata restaurata la caserma dei pompieri. &#8220;Peccato che per bonificare la mia città serva un miliardo&#8221;, spiega il sindaco Rosario Crocetta: &#8220;Il petrolchimico ha invece investito 150 milioni di tasca propria per riciclare l&#8217;acqua di falda, grazie a un accordo con noi. È inutile aspettare lo Stato, bisogna applicare il principio che chi inquina, paga&#8221;. Il caso della vicina <strong>Priolo</strong> fa da monito: in vent&#8217;anni, nonostante gli accordi quadro del 1990 che stanziavano ben 100 miliardi di lire, sono stati effettuati interventi tampone per 5 milioni di euro, circa il 10 per cento del totale. Restano i veleni degli impianti dismessi, mentre le fabbriche funzionanti continuano ad inquinare. &#8220;Quelle zone sono state usate anche come pattumiera illegale di rifiuti tossici&#8221; chiosa l&#8217;assessore regionale all&#8217;Industria Pippo Gianni: &#8220;C&#8217;è il sospetto che la criminalità abbia interrato centinaia di fusti di materiale radioattivo scarto della sanità lombarda. Tra <strong>Lentini</strong>, <strong>Carlentini</strong> e <strong>Francofonte</strong> è lievitato il tasso di leucemie infantili&#8221;. Se finora non è stato rimosso un solo bidone, Gianni punta sull&#8217;ennesimo accordo di programma firmato a novembre. I finanziamenti come sempre sono faraonici: 776 milioni di euro, di cui 200 a carico dei privati. Molti gli scettici, ma qualche inguaribile ottimista giura che questa è la volta buona. <strong>Come recita il proverbio, chi vivrà, vedrà.</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS,Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>di Emiliano Fittipaldi / L&#8217;Espresso</strong></em></span></span></span></p>
<p><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Lucida Grande,Trebuchet MS,Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">hanno collaborato Giuliano Foschini, Marco Guzzetti, Mario Lancisi e Claudio Pappaianni</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Trebuchet MS,Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>(12 febbraio 2009)</em></span></span></span></p>
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