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	<title>dallungheria &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/dallungheria/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dallungheria"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 17:01:24 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[I domenica Avvento]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/27/i-domenica-avvento/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:11:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/k9fifjE3RKU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/k9fifjE3RKU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cristo Re dell'Universo]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/15/cristo-re-delluniverso/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:04:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: &#8230;. «Il mio regno non è di quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/L1WcffKoXBQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/L1WcffKoXBQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: &#8230;. «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di  	questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi  	consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io  	sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per  	dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia  	voce».</em><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;"><em><br />
</em><br />
</span>Gesù di Nazaret si è presentato come un re, ma  		il suo regno non è di questo mondo. Comincia a edificarsi quaggiù, ma  		non fa alcuna concorrenza ai regni terrestri. Durante tutta la sua vita  		pubblica, Gesù ha badato con cura estrema che non si potesse dare  		un&#8217;interpretazione politica alla sua missione. A parecchie riprese lo  		vogliono fare re, ma ogni volta egli si sottrae.</p>
<p><em><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Il regno di Dio, secondo la parola del nostro Signore e Salvatore, non         viene in modo da attirare l&#8217;attenzione e nessuno dirà: Eccolo qui o         eccolo là; il regno di Dio è in mezzo a noi. Colui che prega che venga il         regno di Dio, prega in realtà che si sviluppi, produca i suoi frutti e         giunga al suo compimento quel regno di Dio che <strong>egli ha in sé</strong>. Dio regna         nell&#8217;anima dei santi ed essi obbediscono alle leggi spirituali di Dio         che in lui abita. </span><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Se vogliamo quindi che Dio regni in noi, in nessun modo «regni il         peccato nel nostro corpo mortale». Facciamo frutti         nello Spirito, perché Dio possa dimorare in noi come in un paradiso         spirituale. Regni in noi solo Dio Padre col suo Cristo. Sia in noi         Cristo assiso alla destra di quella potenza spirituale che pure noi         desideriamo ricevere. (Origene, sacerdote, </span><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Dall&#8217;opuscolo         «La preghiera»)</span></em></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Passeranno i cieli]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/12/passeranno-i-cieli/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:24:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/tQQL2g3bFmY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/tQQL2g3bFmY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="color:#800000;">Il cielo e la terra passeranno,  	ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell&#8217;ora,  	nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre&#8230;</span><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">(Mc 13,24-32)</span></p>
<p><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Da S.Agostino, Vescovo</span></p>
<p><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Lo vogliamo o no, egli verrà. Verrà, e quando non lo aspetti. Se ti troverà         pronto, non ti nuocerà il fatto di non averne conosciuto in anticipo il         momento esatto.<br />
«E si rallegreranno tutti gli alberi della foresta». E&#8217; venuto una         prima volta, e poi tornerà a giudicare la terra. Troverà pieni di         gioia  coloro che alla sua prima venuta «hanno creduto che tornerà».         Troverà pieni di gioia coloro che alla sua prima venuta «hanno creduto         che tornerà».<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dai quello che sei... anche solo 2 soldi]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/04/dai-quello-che-sei-anche-solo-2-soldi/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:29:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Venuta una vedova povera, gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora Gesú, chiamati a sé i suoi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/42OhPRmq1M0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/42OhPRmq1M0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Venuta una vedova povera, gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora Gesú, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere (Mc 12,38-44)</em></p>
<p>La vedova ha dato del suo necessario, a differenza dei ricchi, che danno qualcosa della loro potenza e dei loro privilegi con ostentata e pomposa ricerca della propria gloria. Il gesto furtivo con cui la vedova getta in silenzio i suoi due spiccioli è un gesto di preghiera, di fede e di amore. L&#8217;obolo è insignificante, ma il dono è totale; tanto più grande quanto meno si ostenta, e anzi cerca di nascondersi. Gesù, che ha ammirato il gesto e l&#8217;ha lodato, non misura gli atti umani col nostro metro che si ferma alle apparenze.<br />
Egli non misura in cifre quello che doniamo; lo misura in amore, lo valuta secondo il metro dei valori interiori della persona; egli arriva al cuore.<br />
Donare così, come la vedova, è donare come fa Dio, il quale non ci dona della sua abbondanza, non ci dona di quello che ha, ma di quello che è: la sua stessa vita divina. Gesù povero e servitore degli uomini non è una parentesi nella vita di Dio, ma la manifestazione della condizione stessa di Dio. Egli non è un ricco venuto a visitare, da turista, la terra sottosviluppata dell&#8217;umanità; egli è il nostro fratello che è diventato povero e schiavo, per arricchire della sua ricchezza la nostra povertà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A che serve la lode ai santi?]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/29/a-che-serve-la-lode-ai-santi/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:12:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368) A che se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ITme-RIkTYU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ITme-RIkTYU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Dai         «Discorsi» di san Bernardo, abate         (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;">A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di         gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori         di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre         celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non         hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. </span></p>
<p><span style="color:#800000;">E&#8217;         chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi,         non i loro.<br />
Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento         ardere da grandi desideri.<br />
Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola         maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce         compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti         beati,<!--more--> di trovarci insieme all&#8217;assemblea dei patriarchi, alle schiere         dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei         martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere         insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.<br />
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi e ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipano con i voti dell&#8217;anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l&#8217;aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perché una tale fame di gloria è tutt&#8217;altro che pericolosa.<br />
Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla         commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si         mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra         apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non         come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui         in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle         spine dei nostri peccati.<br />
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezza sotto un superiore coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno         onore, ma lo espongono al ridicolo.<br />
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà         più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la         nostra vita è nascosta con lui in Dio.<br />
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le         membra glorificate. Allora trasformerà il nostri corpo umiliato,         rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.<br />
Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni         diritto. Ma perché la speranza di una felicità così incomparabile         abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi.         Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo         là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grida piú forte!]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/21/grida-piu-forte/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 14:39:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/IpVesjYmtko&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/IpVesjYmtko&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="font-family:Book Antiqua;">Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che  	era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù,  	abbi pietà di me! ». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte:  	«Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!».  	Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli,  	gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.<br />
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?»</span></span></p>
<p>Il cieco         che rappresenta l&#8217;uomo sulla via della fede, non vede Gesù; intuisce         soltanto la presenza del Signore negli avvenimenti (v. 47a), ma esprime         già la sua fede rimettendosi alla iniziativa salvifica di Dio (v. 47b).         Questa apertura a Dio è subito contestata dal mondo che lo circonda (v.         48a) ed è necessario tutto il coraggio per mantenere il proposito di         apertura all&#8217;uomo-Dio (v. 48b).<br />
Il candidato alla fede si sente così oggetto della attenzione di alcuni         che gli rivelano la chiamata di Dio, lo incoraggiano e lo invitano a         convertirsi («alzarsi» o risuscitare, e «gettare via il mantello» o         spogliarsi del vecchio uomo: vv. 49 e 50). Allora si intreccia il         dialogo finale: «Che vuoi?&#8230;» (v. 51). Si tratta dell&#8217;impegno         definitivo, presentato sotto forma di domanda e di risposta, per mettere         bene in risalto la libertà totale delle due parti che contraggono         l&#8217;alleanza.<br />
Infine, la vista è restituita al cieco come una visione della fede (vv.         51-52) che impegna immediatamente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Mammona é una grande mamma?]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/04/la-mammona-e-una-grande-mamma/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 09:31:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
<guid>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/04/la-mammona-e-una-grande-mamma/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4ZxWN7VFl1I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/4ZxWN7VFl1I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[S.E. Meszlényi Zoltán verso gli altari]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/02/s-e-meszlenyi-zoltan-verso-gli-altari/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 23:22:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[NEWS!!! La beatificazione il prossimo 31 ottobre, presente il Card. Sodano, nella Basilica di Eszter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>NEWS!!! La beatificazione il prossimo 31 ottobre, presente il Card. Sodano, nella Basilica di Esztergom alle 10:30!!! *******************************</p>
<p>Molti di noi sanno che quando i comunisti presero il potere in Ungheria, arrestarono il Primate d&#8217;Ungheria il Card. Mindszenty József. Ma forse pochi  sanno invece cosa accadde in Curia, a Esztergom.</p>
<p><strong>Mons. Drahos János</strong> era stato indicato da Pio XII come futuro Vescovo, ma non lo saprá mai, su questa terra. Dopo l&#8217;arresto del Cardinale, la &#8220;Sicurezza Nazionale&#8221;, tra gli altri, lo uccise a colpi di pistola. La nomina del Papa fu tre giorni prima della sua morte.</p>
<p>Il Cardinale aveva dei vescovi ausiliari; essendo impedito nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, pur rimanendone il titolare, come stabilito dal Diritto Canonico passó l&#8217;Amministrazione ai suoi collaboratori.</p>
<p>Il <strong>vescovo </strong><strong>Meszlényi Zoltán Lajos</strong> (1892-1951) diventó il Vicario Primaziale (Vicario perché il Primate era ancora vivo). Al momento dell&#8217;insediamento giuró &#8220;<strong>Mai abbandoneró </strong><strong>Cristo Pastore fedele e la nostra Chiesa. E che il Signore mi aiuti</strong>&#8220;.</p>
<p>Penso che il Signore lo aiutó; dopo neanche due settimane dall&#8217;<strong>omicidio di Drahos</strong>, la polizia comunista tornó nel palazzo primaziale ed il 4 luglio 1950 <strong>lo arrestó e portó in un campo di concentramento</strong>.</p>
<p>Lí, a seguito delle ripetute torture, rese l&#8217;anima al Creatore il 4 marzo 1951.</p>
<p>La data della Beatificazione verrá comunicata dalla S.Sede, che il 3/7/09 ha chiuso positivamente il processo canonico di riconoscimento delle virtú eroiche e del martirio per la fede di S.E. Meszlény Zoltán, Vescovo.</p>
<p>&#8220;Il sangue dei martiri é il seme di nuovi cristiani&#8221;, diceva Tertulliano. Preghiamo il Signore perché l&#8217;esempio di questi testimoni della fede ci risvegli  dall&#8217;apatía spirituale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gita Comunitaria a Kecskemét]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/25/gita-comunitaria-a-kecskemet/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 05:16:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
<guid>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/25/gita-comunitaria-a-kecskemet/</guid>
<description><![CDATA[Il prossimo sabato 25 luglio, grazie all&#8217;organizzazione di Silvia Szabo Trebbi &#8211; di prof]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il prossimo sabato 25 luglio, grazie all&#8217;organizzazione di Silvia Szabo Trebbi &#8211; di professione guida turistica ed interprete &#8211; , abbiamo pensato di lasciare il caldo di Budapest ed andare a <strong>Kecskemét </strong>- cittá natale dell&#8217;arch. Lechner, padre del Liberty, con stupendi palazzi in stile  &#8211; e nella <strong>Puszta ungherese!</strong></p>
<p>Programma di massima:</p>
<p>ore 9:15-9:30: ritrovo a Kecskemét, davanti al municipio. Verremo ricevuti nel Municipio e potremo visitare la Sala consiliare, con i suoi stupendi affreschi</p>
<p>Visita del centro cittá</p>
<p>Trasferimento nella Puszta, in <strong>agriturismo</strong>, con molti spazi verdi, aree giochi per i bambini, piscina,&#8230;</p>
<p>Spettacolo con i cavalli ungheresi (sai cavalcare? sai usare la frusta?)<a rel="attachment wp-att-703" href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/25/gita-comunitaria-a-kecskemet/puszta5/"><img class="alignright size-medium wp-image-703" title="puszta5" src="http://marcodaviano.wordpress.com/files/2009/06/puszta5.jpg?w=300" alt="puszta5" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Goulasch party</strong>, musica dal vivo, pennica (!)</p>
<p>Quota di partecipazione: 20 euro per gli adulti, 10 euro per i ragazzi da 6 a 12 anni, sotto i 6 anni a gratis</p>
<p>confermare per email (ccibudapest @ gmail . com) col numero di persone, pagamento sul posto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La bimba non é morta!]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/22/la-bimba-non-e-morta/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:00:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non temere, continua solo ad avere fede! Oggi siamo portati nel mezzo dei nostri guai quotidiani: la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/34fsGxdNZrY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/34fsGxdNZrY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><strong>Non temere,  continua solo ad avere fede!</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Oggi siamo  portati nel mezzo dei nostri guai quotidiani: la sofferenza fisica cui  anche l&#8217;opera di molti medici non sempre giova; e la morte, drammatica  quanto può esserla di una figlia di dodici anni!</span></p>
<p><!--more--></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma lo siamo,  per rivendicarne il superamento e la vittoria, per opera di quel Dio  &#8220;che non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi.  Egli ha creato tutto per l&#8217;esistenza, e l&#8217;uomo per l&#8217;immortalità; lo  fece a immagine della propria natura&#8221; (I lett.).<br />
Gesù ne pone i segni, coi suoi miracoli. Ma perché siano gesti efficaci  anche per noi, è richiesta la fede: &#8220;Non temere, continua solo  ad aver fede!&#8221;.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
1) LA SALVEZZA</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">A noi a volte  viene da pensare che l&#8217;esistenza dipenda da Dio, ma che la felicità  dipenda invece da noi! E&#8217; quel sospetto di fondo nei confronti di Dio  che ci fa avere paura, attribuendo a Lui anche il nostro male e la morte.  &#8220;Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo&#8221;.  Noi ne facciamo la triste esperienza perché a lui, a satana, col peccato  apparteniamo. Ma Dio è il Dio della vita, e proprio per strapparci  dalla nostra tragedia e povertà, &#8220;da ricco che era, si è fatto  povero per noi, perché noi divenissimo ricchi per mezzo della sua povertà&#8221;  (II lett.). &#8220;Egli &#8211; preghiamo oggi nel prefazio &#8211; ha spezzato le  catene dell&#8217;antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con  la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all&#8217;eredità della  vita divina&#8221;. Ad ogni messa facciamo appunto memoria di Cristo  morto e risorto, primogenito di molti altri fratelli.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
Vediamo qui una donna, malata da insanabile emorragia e una fanciulla  dodicenne morta, immagini dei nostri mali e delle nostre incapacità  ad avere pienezza di vita. Da Gesù si sprigiona una forza capace di  guarire e di far risorgere. Sono i primi segni che il Regno di Dio è  tra noi, l&#8217;annuncio che Cristo è vittorioso anche sulla morte; e lo  sarà in modo credibile, ed efficace anche per tutti noi, proprio in  seguito della sua personale risurrezione. Anche per noi alla fine Gesù  dirà: &#8220;Talità kum, àlzati, te lo dico Io!&#8221;. &#8220;Credo  nella risurrezione della carne&#8221; è in definitiva la grande certezza  che ci fa cristiani come uomini della speranza di fronte anche alla  malattia e alla morte!</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Se tale è  la potenza di Cristo per noi, perché non subito la vita e senza la  morte? Possiamo rispondere così: se il peccato ci ha regalato la morte  perché ci ha distaccato da Dio, è necessario ora che ogni uomo ricuperi  l&#8217;obbedienza a Dio per riavere la vita. La sofferenza e la morte sono  lo sperimentare la nostra precarietà e insufficienza, il costatare  con forza che da noi siamo niente, perché proprio da qui scatti la  molla di una fiducia piena e totale verso l&#8217;unico che ci può dare la  vita, Dio appunto, sorgente e restauratore della vita. Questo è il  contenuto dell&#8217;atto di fede che siamo chiamati a fare. Che vistosamente  oggi &#8211; nei due episodi evangelici &#8211; è messo in luce come condizione  essenziale di salvezza.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">2) LA FEDE</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">&#8220;Figlia,  la tua fede ti ha salvata&#8221;, riconosce Gesù alla donna guarita.  L&#8217;aveva guarita dopo che con tanta speranza lei era riuscita a toccargli  il mantello; ma ora Gesù vuole portarla ad una fede più esplicita:  &#8220;Chi mi ha toccato? &#8211; E la donna, sapendo ciò che le era accaduto,  venne, e gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità&#8221;. &#8220;Non  temere, continua solo ad aver fede!&#8221;, incoraggia Gesù quell&#8217;uomo  che ha perso la figlia. E, &#8220;cacciati fuori tutti quelli che lo  deridevano&#8221;, compie il miracolo solo davanti &#8220;a quelli che  erano con lui&#8221;. Tutti i miracoli di Gesù sono segni per la fede:  la esigono prima e sono fatti per maturarla poi. Certo Gesù non può  agire per chi&#8230; ride: ride della povertà dei suoi mezzi, ride dell&#8217;utopia  che propone, ride dell&#8217;impossibile che secondo i criteri della scienza  umana sembra invece capace di attuare! Anche oggi si ride della Chiesa  e delle sue proposte di salvezza per il mondo!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ecco: guardiamo  dentro un po&#8217; anche noi in questa fede che porta alla salvezza. Gesù  la esige; vuole cioè che l&#8217;uomo in qualche modo riconosca di essere  nel bisogno, di essere insufficiente a se stesso, non sia più presuntuoso  di sé e delle sue opere. E&#8217; l&#8217;aspetto negativo della fede. La donna  dice: &#8220;Se riuscirò anche solo a toccare il mantello, sarò guarita&#8221;.  E Giàiro invita Gesù: &#8220;Vieni a imporle le mani perché sia guarita  e viva&#8221;. Tutta la Bibbia e in particolare il vangelo ci educano  a questa implorazione di salvezza: Figlio di Davide, abbia pietà di  noi!; Signore, se vuoi, puoi guarirmi! Signore, salvami!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L&#8217;incontro  poi con Cristo perfeziona la fede: si scopre in Lui l&#8217;amore e la potenza,  anzi l&#8217;onnipotenza premurosa di Dio che va ben oltre le nostre aspettative.  Tipico è questo episodio del capo-sinagoga: chiede che la figlia sia  guarita, e si ritrova addirittura la figlia risuscitata. Ciò che più  nessuno degli altri &#8211; increduli &#8211; ormai si aspettava! La fede è credere  che &#8220;a Dio nulla è impossibile&#8221;, e questo, in particolare  per quel che riguarda la nostra salvezza. Dio è capace di far tutto,  anche smuovere le montagne della nostra pigrizia o durezza di cuore.  La fede è credere che il dono di Dio è poi eccedente ogni nostro stesso  bisogno e domanda, più generoso d&#8217;ogni nostro sogno; è credere appunto  che Dio vede e vuole il mio bene più di quello che io non veda e voglia  di me!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">In sostanza  questo è il senso vero dell&#8217;incarnazione: il Figlio di Dio è passato  attraverso tutta la nostra esperienza umana, in particolare di dolore  e morte, per trascinarne un riscatto, per imporvi una vittoria, per  uscirne Signore in senso pieno, persino sulla morte.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Anche noi,  come quei discepoli che hanno assistito ai fatti evangelici, lasciamoci  prendere &#8220;da grande stupore&#8221;, quella meraviglia riconoscente  che costituisce la fortuna e l&#8217;orgoglio della nostra fede. Ma per sentircene  poi entusiasti testimoni di fronte a tutti, perché tutti hanno bisogno  dell&#8217;annuncio di questi fatti sicuri, di questa unica salvezza che ci  viene dalla premura di Dio e di Cristo salvatore!</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gesú é scandaloso!!]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/14/gesu-e-scandaloso/</link>
<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 16:38:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi tocchiamo un tasto molto delicato: lo scandalo dell&#8217;Incarnazione, lo sconcerto di trovars]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/sFR-xamolUY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/sFR-xamolUY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Oggi tocchiamo  un tasto molto delicato: lo scandalo dell&#8217;Incarnazione, lo sconcerto  di trovarsi davanti a un Dio che si fa piccolo e povero, che giunge  a noi attraverso la mediazione della Chiesa, dei preti, dei modesti  segni sacramentali; in una parola il paradosso di un Dio che si fa storia!</span></p>
<p>Noi non faremmo fatica ad accettare il meraviglioso di Dio, la sua onnipotenza  e grandezza, lui come giudice e padrone; ci spiazza invece e ci insospettisce  il suo vestire i nostri panni quotidiani, l&#8217;esprimere la sua grandezza  non con la potenza, ma con l&#8217;amore e la condivisione.<br />
Ha le sue buone ragioni, Dio, di presentarsi così! Siamo noi che ci  siamo fatti un&#8217;immagine sbagliata di Lui; immagine che ora si scontra  con quella del Dio reale che si manifesta nell&#8217;uomo Gesù di Nazaret.  E ne rimaniamo sconcertati come questi suoi compaesani d&#8217;allora.</p>
<p>1) LO SCANDALO DELLA FEDE</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Gesù a Nazaret  viene contestato perché si presenta senza &#8220;numeri&#8221; umani,  né di rango, né di scienza, né di potere. &#8220;Non è costui il  carpentiere?&#8221;. Non è sempre stato qui tra noi, modesto lavoratore  come tutti? E la sua famiglia? Niente di straordinario! Che pretese  ha ora di essere profeta e inviato di Dio? &#8220;E si scandalizzavano  di lui&#8221;. Anche Paolo, nella seconda lettura, ci parla delle sue  debolezze, delle modeste risorse del suo apostolato, anzi di inceppi  legati ad una sua malattia che lo rendeva meno brillante nella predicazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
E&#8217; il Regno di Dio che si presenta a noi piccolo &#8220;come un granellino  di senapa&#8221;, anzi rivestito di tutti i condizionamenti umani pieni  di fragilità e a volte di peccato.</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma il metodo  esprime il contenuto. La fede ci appare vestita di povertà perché  Dio stesso &#8220;da ricco che era si è fatto povero per noi, perché  noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà&#8221; (2Cor 8,  9). Il cuore della nostra fede è la croce, l&#8217;estrema povertà di un  Dio che condivide la nostra sorte più estrema, l&#8217;amore di un Dio &#8220;che  non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi&#8221;  (Rm 8,31), perché &#8220;non c&#8217;è amore più grande di chi dà la vita  per i suoi amici&#8221; (Gv 15,13).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Un Dio, il  nostro, che per esprimere il suo amore &#8211; dicevamo, non la sua potenza  -, s&#8217;è voluto mettere all&#8217;ultimo posto perché nessuno si sentisse  a disagio davanti a Lui. Questa è la lezione dei trent&#8217;anni passati  da Gesù a Nazaret.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dio s&#8217;è vestito  di carne per essere storia. Storia nel senso più semplice: e cioè  FATTI, non parole. Che Dio ci sia, che Dio ci voglia bene, sono i fatti  a dirlo, è una storia precisa a documentarlo, la storia di Israele,  la storia di Gesù, la storia &#8211; oggi lo vediamo bene &#8211; della Chiesa,  di un popolo così longevo e vitale (e benefico&#8230;, e globalmente sano  in umanità!) chiaramente solo perché un Dio lo guida e lo sostiene!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Non è una  teoria, una ideologia, una gnosi il cristianesimo; è una storia che  ha cambiato e cambia la storia di noi uomini dacché Dio s&#8217;è accompagnato  ai nostri giorni per guidarli e aprirli ad un nuovo destino.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
2) LA FEDE NECESSARIA</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Di fronte a  un Dio così &#8211; fuori dalle nostre logiche umane &#8211; è assolutamente necessaria  la fede. Gesù la esige sempre dai suoi interlocutori, e quando s&#8217;accorge  di trovarsi davanti a incredulità o superficialità, si blocca, diviene  impotente: &#8220;E non vi poté operare nessun prodigio&#8221;. Questi  di Nazaret sono senza fede: &#8220;E si meravigliava della loro incredulità&#8221;.  Vuol dire che la potevano avere, e quindi ne erano colpevoli. Per questo  dice loro con amarezza e sarcasmo: E&#8217; proprio vero &#8220;che un profeta  non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa  sua&#8221;. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
Forse è la risposta puntigliosa per quando erano venuti a prenderlo  perché lo dicevano &#8220;fuori di sé&#8221; (cfr. Mc 3,21). Ma è scritto:  &#8220;Venne tra la sua gente, ma i suoi non l&#8217;hanno accolto&#8221; (Gv  1,11). Si costata bene anche oggi come spesso le più gravi difficoltà  vengono dall&#8217;interno della Chiesa non da fuori!</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">In che consiste  allora questa fede che è richiesta per la salvezza? Anzitutto è libertà  da preconcetti, da tradizioni e schemi propri rispetto alla sorpresa  e novità di Dio.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
Gesù accusava i farisei di credere più alle tradizioni degli uomini  che alla vera Legge di Dio; oggi ancora quanti si lamentano delle novità  conciliari per una pigra viscosità che li lega alle proprie abitudini  irriflesse e mai verificate sulla Parola di Dio (compresi i nostalgici  del latino&#8230;!). Fede è poi libertà da pregiudizi e pretesti, per  saper andare al di là del rivestimento umano e ricercare sinceramente  Dio. Persino di Gesù hanno avuto da dire: che era un mangione, un beone,  un satana, un eretico&#8230;; quanto più si troverà sempre da dire allora  della Chiesa, dei preti, dei non sempre fervorosi e coerenti cristiani  che siamo noi!</span></p>
<p>Ma è fede immatura quella che non sa andare all&#8217;essenziale; ed è fede  insincera quella che si attacca ai limiti dell&#8217;ambasciatore per rifiutare  il dono che porta a nome di un Altro!<br />
Più profondamente la fede è un atto di rischio, di fiducia, di amore  in definitiva. Paolo si lamentava col Signore di non poter contare troppo  su successo ed efficienza nel suo ministero. &#8220;Ti basta la mia grazia  &#8211; si sente dire -; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella  debolezza&#8221;. Quanto meno di fascino umano c&#8217;è, tanto più puro  è l&#8217;affidamento a Dio.</p>
<p>Capita anche oggi che si faccia gli schizzinosi con le mediazioni autorizzate  di Dio, e si ricerchino preti e maestri dall&#8217;autorevolezza umana, culturale,  carismatica, o semplicemente più compiacente! Tutte agenzie illegittime  quelle che non fanno riferimento al Papa, al vescovo e al parroco!!  Paolo ebbe molto a soffrire per dei suoi cristiani che seguivano predicatori  di maggior fascino. Ma conoscendo la logica della croce diceva: &#8220;Mi  vanterò quindi ben volentieri delle mie dobolezze, purché dimori in  me la potenza di Cristo&#8221;.<br />
Tradotto significa: fortunati quelli che sanno credere non per me prete,  ma nonostante me, perché allora si attaccano solo a Dio! &#8220;Quando  sono debole, è allora che sono forte&#8221;.</p>
<p>******</p>
<p>Alla fine la fede &#8211; e quindi la salvezza &#8211; è tutta responsabilità  nostra. &#8220;Ascoltino o non ascoltino &#8211; ci dice il Signore oggi nella  prima lettura &#8211; sappiano almeno che un profeta si trova in mezzo a loro&#8221;.  Dio non farà mai mancare i suoi portavoce, anche se osteggiati e perseguitati.  Come Cristo, sono &#8220;posti per la rovina e la risurrezione di molti,  segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori&#8221;  (Lc 2,34-35). A ognuno quindi la sua responsabilità e la sua scelta.  Ad ognuno il suo destino!<!--more--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Li mandó 2 a 2]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/14/li-mando-2-a-2/</link>
<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 16:38:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo che Gesù  ha chiamato a sé i suoi discepoli, li ha tenuti con sé per far scoprire qualcosa del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8P2Q75K7KaQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/8P2Q75K7KaQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Dopo che Gesù  ha chiamato a sé i suoi discepoli, li ha tenuti con sé per far scoprire qualcosa del suo mistero; ora li invia &#8211; li fa apostoli &#8211; perché portino ad altri l&#8217;esperienza dell&#8217;incontro con Dio fatta nella sua persona.</p>
<p>Dalla sequela, alla comunione, alla missione: questo è l&#8217;itinerario della Chiesa e di ogni cristiano. Se non arriviamo fin qui, fino alla missione, la nostra identità di battezzati è monca.<br />
A quei primi missionari s&#8217;è aggiunta lungo i secoli una schiera innumerevole di testimoni del vangelo, che hanno fatto giungere fino a noi quel dono di Dio offertoci da Gesù. Tocca a noi prenderne in mano la fiaccola ora, per trasmetterla all&#8217;oggi e al domani in quella corsa del vangelo fino alla fine del mondo.</p>
<p>Le indicazioni di metodo e di contenuto date da Gesù a quei primi, valgono quindi anche per noi oggi che ne siamo i diretti continuatori.</p>
<p>1) LO STILE MISSIONARIO<!--more--></p>
<p>L&#8217;accento posto oggi da Gesù è sullo stile più che sui contenuti dell&#8217;opera missionaria. A dirci che la prima e più vera testimonianza è  con la vita più che con le parole. Questa è opera missionaria di tutti i battezzati, la più credibile e la più efficace, seminata com&#8217;è nelle pieghe concrete della vita quotidiana, capace di lievitarla secondo lo spirito del vangelo. Il cristianesimo non è un insieme di verità da credere, ma una condizione nuova di vita, quella dei figli di Dio per divenirne eredi, quella modellata sulla vicenda umana esemplare di Gesù di Nazaret, perché fin &#8220;da prima della creazione del mondo siamo stati scelti e predestinati ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo&#8221; (II lettura). Una qualità di vita &#8211; siamo chiamati a mostrare -, tutta vissuta &#8220;a lode e gloria della sua grazia e in attesa della completa redenzione&#8221; (II lett.), sostenuti dallo Spirito santo, che è &#8220;caparra della nostra eredità&#8221;.<br />
Una tale concezione di vita che privilegia Dio e il destino d&#8217;eternità cui siamo chiamati, si deve immediatamente tradurre in uno stile di vita austero, rigoroso, essenziale, disincantato e distaccato da tante cose che ne appesantiscono il cammino. &#8220;E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche&#8221;. Tanta è l&#8217;urgenza e la sublimità della missione che ci è affidata, che non c&#8217;è tempo né troppa attenzione per altre cose, pur necessarie alla vita. E&#8217; la libertà e la superiorità del vero cristiano, &#8220;che cerca prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resta sa che è sovrappiù&#8221; (cfr. Mt 6,33).<br />
Ecco, domandiamoci: la nostra vita profuma di soprannaturale, rivela un destino e quindi una attesa di eternità, brilla di quella qualità propria divina che è la carità e la gratuità? Ciò che sei, grida più forte di ciò che dici: questa è la vera missionarietà! Anche se forse questo stile ci rende minoranza, perché non usiamo i mezzi dell&#8217;arrivismo mondano, della potenza persuasiva della televisione, dell&#8217;efficientismo che si impone con la forza. Il vangelo si comunica &#8220;per attrazione, per irradiazione, per contagio, per lievitazione&#8221;, dice Martini in uno scritto sulla nuova evangelizzazione nella città secolarizzata. &#8220;E se in qualche luogo non vi riceveranno, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro&#8221;. Capita di non essere accolti; ma il nostro servizio l&#8217;abbiamo fatto!</p>
<p>2) IL SERVIZIO MISSIONARIO</p>
<p>Alla testimonianza della vita si devono aggiungere due ulteriori fasi del nostro servizio missionario. Il primo è &#8211; come dice san Pietro in una sua lettera &#8211; &#8220;saper rendere ragione della speranza che è in noi&#8221; (1Pt 3,15). Quando qualcuno rimane colpito del nostro modo diverso di vivere, ci domanda: perché? Chi te lo fa fare? E&#8217; allora il momento dell&#8217;annuncio esplicito del vangelo. &#8220;E, partiti, predicavano&#8221;, è detto di quella prima missione. E&#8217; il momento di dire la nostra concezione di vita, di segnalare e documentare i FATTI intercorsi tra Dio e l&#8217;uomo in Gesù di Nazaret, che hanno cambiato il destino dell&#8217;uomo e della storia. E&#8217; l&#8217;ora delle fede intelligente, illuminata, convinta, culturalmente anche matura, assimilata. E&#8217; l&#8217;ora dello &#8220;specifico cristiano&#8221; da trasmettere. Il nostro interlocutore scoprirà con sorpresa che il Vangelo era proprio quello che ci voleva e cercava! La verità &#8211; che ha in se stessa la sua potenza &#8211; farà poi la sua corsa da sé.</p>
<p>L&#8217;altro passo è poi l&#8217;impegno attivo a operare per cambiare il mondo e a &#8220;ricapitolare in Cristo tutte le cose&#8221;, come dice bene oggi Paolo nella seconda lettura. &#8220;Diede loro potere sugli spiriti immondi, scacciavano demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano&#8221;. Giustizia e carità sono le armi dell&#8217;impegno attivo dei cristiani nel mondo per tradurre nelle pieghe della storia la vittoria di Cristo sul male. La Chiesa è l&#8217;inizio e lo strumento dell&#8217;umanità nuova che è il Regno di Dio; non deve essere fuori dal mondo, ma nel mondo e per la vita autentica del mondo. Qualcuno a volte si secca del troppo attivismo dei cristiani, e ne ha paura. Ma perché tiene al suo cadreghino, non perché sinceramente cerca il bene di tutti e la collaborazione con tutti! Era già capitato ai tempi di Amos &#8211; come ci rievoca la prima lettura -, fatto tacere perché la sua parola profetica non collimava con l&#8217;opinione del potere politico e ufficiale.<br />
Domandiamoci allora: quali spazi do io al lavoro, al servizio missionario? In famiglia, nella parrocchia, nel mondo. Non capita forse di lasciare sempre ai margini di tutto &#8211; cioè proprio quando ho finito tutte le mie cose e non ha più niente da fare &#8211; il mio impegno per il Regno di Dio, la mia quota di responsabilità in parrocchia, per costruire &#8211; per quel che compete anche a me &#8211; di tutti gli uomini di questo territorio la famiglia di Dio? Non c&#8217;è molto protagonismo ecclesiale tra noi! Troppi pensano che sia un optional per anime pie l&#8217;impegno pastorale. E intanto&#8230;, come spesso si dice: fan soldi e vengono in chiesa, in una specie di buon calvinismo cattolico un po&#8217; borghese!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La gara delle bestemmie]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/09/la-gara-delle-bestemmie/</link>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 13:56:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi il vincitore é: la Chiesa Episcopale inglese (http://www.openepiscopalchurch.com/) che si procl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi il vincitore é: la<strong> Chiesa Episcopale inglese</strong> (http://www.openepiscopalchurch.com/) che si proclama cattolica, ma che di cattolico ha ben poco!</p>
<p>Cosa fanno questi signori? <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_09/tortora_ostia_via_posta_londra_14c59a2c-54f3-11de-b097-00144f02aabc.shtml">Spediscono  per posta l&#8217;ostia consacrata</a> (che poi consacrata non é perché usano i litri liturgici cattolici, ma cattolici non sono) a chiunque lo richieda.</p>
<p>Gesú é per tutti, dicono. Quindi anche  satanisti, ci tengono a precisare, oltre a omosessuali, drogati, divorziati e ladri (<em>perché i divorziati sono alla pari degli altri? Non mi sembra carino)</em> che potranno scegliere tra una sola ostia consacrata o un pacco da 500 ostie, per la modica cifra di 10 sterline (costi di spedizione).</p>
<p>Perché lo fanno? Dicono per aiutare i credenti che non hanno tempo di andare in Chiesa&#8230;.</p>
<p>Dimenticavo, a questa chiesa ci si puó iscrivere via Internet. Perché catecumenato, sacramenti, vita di comunitá&#8230; tutte balle! Un click e sei a posto, due click e ti arriva l&#8217;ostia a casa.</p>
<p><strong>dal vangelo di Luca (23,33): </strong>Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l`altro a sinistra.<strong> Gesù diceva: &#8220;Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno&#8221;.</strong></p>
<p><em>Mio     Dio, io credo adoro  e spero e Ti amo.<br />
Ti chiedo perdono<br />
per coloro che non credono,  che non adorano , non sperano  e non Ti amano</em></p>
<p><em>(L&#8217;Angelo ai veggenti di fatima)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corpus Domini - In quel Pane il volto di Dio]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/07/corpus-domini-in-quel-pane-il-volto-di-dio/</link>
<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 14:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il gesto del pane e del vino, le parole di commento, tutto converge nell&#8217;indicare la vita di G]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/gc0NHf-Eqwg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/gc0NHf-Eqwg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
Il gesto del pane e del vino, le parole di commento, tutto converge nell&#8217;indicare <strong>la vita di Gesù come una vita donata</strong>. Il gesto eucaristico svela la «verità» di Gesù, cioè quella tensione interiore che ha guidato la sua vita fin dall&#8217;inizio. Nell&#8217;amore di Gesù non ci sono esclusi o emarginati, non ci sono i primi e gli ultimi. Nell&#8217;Eucaristia le prime comunità scorgevano non semplicemente la presenza di Dio, ma la presenza di un volto preciso di Dio. Nell&#8217;Eucaristia bisogna scorgere e celebrare quel Dio che in Gesù si è manifestato come condivisione, amore e servizio.<br />
Il gesto eucaristico è collocato da Marco in un contesto di tradimento (Giuda) e di abbandono (il rinnegamento di Pietro e l&#8217;abbandono dei discepoli). <!--more-->Si tratta di un elemento comune e tradizionale, ma sembra che Marco lo sottolinei con forza particolare. Tanto è vero che la cornice del tradimento e dell&#8217;abbandono si prolunga anche nel racconto del Getsemani e dell&#8217;arresto. Nello stridente contrasto fra il gesto di Gesù e il tradimento degli uomini, la comunità ha colto al grandezza dell&#8217;amore del Cristo, la sua gratuità, al sua ostinazione. Ma mi sembra che Marco colga anche un duplice avvertimento: la comunità è invitata a non scandalizzarsi allorché scoprirà nel proprio seno il tradimento e il peccato: è un&#8217;esperienza che Gesù stesso ha vissuto e che ha previsto per la sua Chiesa. Viene così tolto alla radice ogni motivo in base al quale poter dire: questa non è più la Chiesa amata da Dio. Contemporaneamente la comunità è invitata a non cullarsi nella falsa sicurezza, e a non presumere di sé (come invece Pietro): il peccato è sempre possibile, ed è male fidarsi delle proprie forze. Per tutto questo al celebrazione eucaristica è. insieme, giudizio e consolazione, mette in luce contemporaneamente l&#8217;ostinato amore del Cristo e il peccato e le divisioni della comunità. Anche le divisioni della comunità devono apparire. Ma non per dire: permangono le divisioni, tralasciamo l&#8217;Eucaristia. Bensì per concludere: nonostante le divisioni, Cristo ci salva.<br />
Il vino deve essere bevuto e il pane deve essere mangiato: «Prendete, mangiate». La vita del Maestro deve essere condivisa dal discepolo. Non basta affermare nel pane e nel vino la presenza del Figlio di Dio. Occorre prendervi parte. L&#8217;Eucaristia è contemporaneamente presenza di Dio e progetto ecclesiale. Dalla prima comunione (quella di Dio con noi) scaturisce la seconda (quella fra noi): la via del Cristo (una vita in dono, per tutti, nonostante il rifiuto) definisce la sequela.</p>
<p>(don Bruno Maggioni)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forum cattolico-ortodosso sul tema della famiglia]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/05/forum-cattolico-ortodosso-sul-tema-della-famiglia/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 19:49:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guarda il film su YouTube, cliccando qui&#8230;.. All&#8217;Assemblea plenaria dei presidenti delle ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fF9QzhxXsvQ">Guarda il film su YouTube, cliccando qui&#8230;..</a></p>
<p><span>All&#8217;Assemblea plenaria dei presidenti delle Conferenze Episcopali dEuropa, riunitasi ad Esztergom, in Ungheria, sul tema &#8220;Il rapporto tra la Chiesa e i Media&#8221;, si è parlato del primo forum cattolico-ortodosso sulla famiglia. Cattolici e ortodossi europei si incontreranno infatti a Trento,  per discutere non di questioni teologiche ma della difesa e della promozione dei valori cristiani nella società contemporanea. In merito all&#8217;iniziativa, il cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d&#8217;Europa (CCEE), ha affermato: &#8220;E&#8217; stata proposta da diverse parti sia da parte ortodossa che da parte cattolica che dobbiamo metterci insieme a identificare alcuni principi generali di questi valori da difendere, da rinforzare a livello continentale&#8221;.Secondo il porporato, da tempo vi è una buona sintonia tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse su moltissime questioni morali e di comportamento sociale.Sul tema del forum il cardinale ungherese ha quindi spiegato: &#8220;<strong>La famiglia è un valore fondamentale per la società umana e un bene per l&#8217;umanità.</strong> Per questo dobbiamo approfondire i valori della famiglia, la stessa nozione della famiglia che viene messa in questione nella legislazione nei diversi paesi del continente&#8221;.Alla fine ha espresso l&#8217;auspicio che si possa dar vita, a livello continentale, a una collaborazione tra le due Chiese su questi temi. </span></p>
<p><span><a href="http://www.magyarkurir.hu/?m_id=1&#38;m_op=view&#38;id=25068&#38;rovat=13&#38;lang=it">Ecco il documento finale&#8230;.</a><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Vescovi a modo mio...senza carciofini]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/05/28/i-vescovi-a-modo-mio/</link>
<pubDate>Thu, 28 May 2009 04:34:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se i Vescovi parlano del caso Eluana, la Chiesa viene attaccata, si parla di medioevo, di ingerenza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Se i Vescovi parlano del caso Eluana, la Chiesa viene attaccata, si parla di medioevo, di ingerenza della Chiesa. Se commentano i DICO o la fecondazione assistita, allora attentano alla libertá dello Stato e all&#8217;autonomia delle coscienze.</p>
<p>Se i vescovi parlano del lavoro, allora &#8220;la saggezza dei vescovi é contro il Governo&#8221;. Se poi parlano del Cav, allora &#8220;i vescovi fanno troppo poco&#8221; (Bersani) e Avvenire diventa il giornale piú serio e responsabile&#8230;.</p>
<p>e potrei continuare&#8230;.</p>
<p>Il pensiero dei vescovi uniti in Comunione tra di loro ed in comunione col vescovo di Roma, noi lo chiamiamo MAGISTERO, ed é una cosa estremamente seria; rappresenta, attualizza l&#8217;insegnamento della Chiesa. Un insegnamento che é da comprendere, studiare, discutere se volete, ma tenendo presente che indica la Tradizione della Chiesa. Chiesa che ha una sua dottrina sociale sul lavoro cosí come ha una dottrina morale sulla fecondazione artificiale o sull&#8217;eutanasia&#8230;</p>
<p><strong>La Chiesa non é una pizza 4 stagioni</strong>, dove io non ci metto i carciofini ed invece tu non ci metti le acciughe, perché ci piace cosí!</p>
<p>Abbiamo l&#8217;<strong>Apostasía </strong>quando <!--more-->qualcuno rifiuta TUTTO l&#8217;insegnamento della Chiesa, perché &#8211; ad esempio &#8211; diventa mussulmano o testimone di geova.</p>
<p>Abbiamo l&#8217;<strong>eresía </strong>quando qualcuno rifiuta QUALCHE insegnamento della Chiesa. Ci sono insegnamenti stabili, definitivi e insegnamenti ancora in fase di definizione, di discussione o che non riguardano né la fede né la morale. É sempre incoraggiata la ricerca, la discussione, ma sempre salvando il metodo della discussione onesta e rispettosa. La parola ERESIA puó essere tradotta come &#8220;schizzinoso&#8221;: questo mi piace, questo no. Metto il mio IO, il mio gusto, <strong>l&#8217;effetto sulla mia vita</strong>, la difficoltá di accettare come criterio di scelta per quello che secondo me é giusto, comodo oppure no. É tipico dei bambini a cui non piacciono le carote&#8230;</p>
<p><strong>Molti cristiani di oggi sono eretici</strong>: quando noi diciamo &#8220;Sí, sono cattolico, ma&#8230;. secondo me l&#8217;aborto in qualche caso&#8230;. secondo me la Madonna&#8230; secondo me &#8230;.&#8221; significa che <strong>forse </strong>facciamo delle scelte non sulla base di una conoscenza matura, adulta, riflettuta, condivisa, ma sulla base del nostro IO o della nostra poca conoscenza.</p>
<p>Ecco perché c&#8217;é la <strong>catechesi per adulti:</strong> nessuno nasce imparato ma noi come adulti nella fede e persone libere, abbiamo due scelte: rimanere nella nostra superficialitá oppure impegnarci a conoscere, verificare, confrontarsi. &#8220;Siate sempre pronti a rendere ragione della speranza che é in voi&#8221;, ci incoraggia S.Pietro (1Pt 3,15)</p>
<p><strong>Per la Chiesa é importante essere in cammino, non essere arrivati.</strong> E si cammina insieme. É importante una mente aperta, desiderosa di imparare, insieme ad un cuore aperto, che ama, in un atteggiamento di fiducia.</p>
<p>Il cuore e la mente sono come un paracadute: sono piú utili se si aprono!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pentecoste - I miracoli dello Spirito]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/05/24/pentecoste-i-miracoli-dello-spirito/</link>
<pubDate>Sun, 24 May 2009 11:55:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quei &#8216;miracoli&#8217; dello Spirito Santo, di don Bruno Maggioni Pentecoste &#8211; Messa del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/czVS3I7rGH8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/czVS3I7rGH8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Quei &#8216;miracoli&#8217; dello Spirito Santo, di don Bruno Maggioni<br />
Pentecoste &#8211; Messa del Giorno Vangelo: Gv 15,26-27; 16,12-15<br />
Lo Spirito è chiamato a compiere tre miracoli. Il primo è di <strong>attualizzare l&#8217;evento storico di Gesù</strong>, accaduto in un tempo e in un luogo, rendendolo disponibile per ogni tempo e per ogni luogo. Lo Spirito è il protagonista che mantiene aperta la storia di Gesù rendendola perennemente attuale e salvifica. Senza lo Spirito, la storia di Gesù &#8211; compresa la sua risurrezione &#8211; sarebbe rimasta una storia chiusa nel passato, non un evento perennemente contemporaneo. Lo Spirito è la continuità fra il tempo di Gesù e il tempo ella Chiesa. Certamente ci sono anche altri fattori di continuità: le Scritture, il ricordo delle parole di Gesù, gli apostoli. Tuttavia il vero fattore della continuità è lo Spirito.</p>
<p>Il secondo miracolo<!--more--> &#8211; sul quale il brano evangelico di questa domenica insiste &#8211; è di<strong> trasformare il discepolo in testimone</strong>: «Lo Spirito di verità&#8230; testimonierà in mio favore. Anche voi mi testimonierete, perché siete con me dall&#8217;inizio». Nel grande processo tra Cristo e il mondo che si svolge entro tutta la storia, lo Spirito depone in favore di Gesù. Non si tratta di una testimonianza direttamente rivolta al mondo, ma rivolta al mondo attraverso il discepolo. Lo Spirito testimonia nel cuore del discepolo. Davanti alle ostilità che incontreranno i discepoli saranno esposti al dubbio, allo scandalo e allo scoraggiamento: lo Spirito difenderà Gesù nel loro cuore, li renderà sicuro nella loro disobbedienza al mondo. I discepoli avranno bisogno di certezza: lo Spirito gliela offrirà.</p>
<p>Il terzo miracolo è di<strong> suscitare un incontro personale, intimo, pieno, con il Signore e la sua verità:</strong> «Lo Spirito Santo&#8230; vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà quanto io vi ho detto&#8230; Egli vi guiderà alla pienezza della verità». L&#8217;insegnamento dello Spirito è anzitutto memoria: lo Spirito ripete le parole di Gesù. Non aggiunge a esso altre sue personali verità. E tuttavia il suo insegnamento non è ripetitivo, non è semplice memoria. Non aggiunge nulla alla rivelazione di Gesù, però la interiorizza e la rende presente in tutta la sua pienezza. E come abbiamo già visto la attualizza. Il Vangelo dice: «Vi guiderà verso e dentro la pienezza della verità». Dunque una conoscenza interiore, viva e attuale e progressiva. Non un progressivo accumulo di conoscenze, ma piuttosto un progressivo viaggio verso il centro: dall&#8217;esterno all&#8217;interno, dalla periferia al centro, da una conoscenza per sentito dire, a una comprensione personale, attuale e trasformante.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Renault e divorzi]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/05/23/renault-e-divorzi/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 13:51:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le automobili Renault hanno deciso di proporsi tramite la pubblicità  di un uomo sposatosi tre volte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le automobili Renault hanno deciso di proporsi tramite la pubblicità  di un uomo sposatosi tre volte e che ha un quinto figlio da un rapporto occasionale. (Vedi lo spot completo&#8230;)</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/tXeznNLQjc4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/tXeznNLQjc4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Il marketing é subalterno alla cultura dominante? É  un subdolo tentativo di corrodere ulteriormente le radici cristiane dell&#8217;Europa?</p>
<p>Poco importa&#8230; É uno spot che offende il valore della famiglia, a prescindere dai valori religiosi.</p>
<p>Infatti, il punto é che <strong>la pubblicità da&#8217; l&#8217;impressione che sia normale cambiare moglie quattro volte</strong>, come è normale conservare una Renault.</p>
<p><strong>SVEGLIA!!!! </strong></p>
<p>Cambi auto? bravo, che importa&#8230; Renault o altro, non ha conseguenze particolari.</p>
<p>Ma avete provato il dramma di un divorzio? Conoscete chi ha subito  il dramma della separazione dai figli?? Altro che bambini sorridenti che danzano&#8230;le conseguenze in caso di divorzio  sono ben diverse.</p>
<p>Non é la prima volta che Renault ci prova;  gia nel Novembre 1993 avevano proposto uno spot simile, dove un uomo andava 4 volte a sposarsi, ma sempre con la stessa Renault 19.  Fu ritirato per le proteste. Ora ci riprovano&#8230; Fatti sentire!</p>
<p>Boicotta Renault!</p>
<p style="text-align:center;">
<div style="text-align:center;"><a href="http://www.fattisentire.net/"><img src="http://www.fattisentire.net/referendum_banner.gif" border="0" alt="" align="center" /></a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spirito libero]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/09/18/chi-vuole-essere-il-piu-grande/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 06:44:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
<guid>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/09/18/chi-vuole-essere-il-piu-grande/</guid>
<description><![CDATA[Lo Spirito, libera azione di Dio La lettura evangelica di questa domenica &#8211; la collocazione in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/XLBm9GsVB7Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/XLBm9GsVB7Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Lo Spirito, libera azione di Dio</p>
<p>La lettura evangelica di questa domenica &#8211; la collocazione in casa, in un colloquio privato &#8211; è un espediente letterario dell&#8217;evangelista per indicare che queste parole di Gesù sono particolarmente indirizzate alla sua comunità: potremmo parlare di un «abbozzo di regola comunitaria».<br />
«Maestro, abbiamo un tale, che non era dei nostri, che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito». Dietro questa rimostranza di Giovanni traspare quell&#8217;egoismo di gruppo (non infrequente, purtroppo), che spesso si maschera di fede ma che in realtà è una delle sue più profonde smentite. Ci sono i discepoli che mal sopportano che lo Spirito soffi dove vuole: ne sono gelosi e si sentono traditi nella loro funzione di testimoni e rappresentanti del Cristo. Vorrebbero che la potenza di Dio passasse solo attraverso le loro mani.<br />
Ragionano suppergiù in questi termini: non dovrebbe la potenza di Cristo essere solo nelle nostre mani, così che appaia con chiarezza che noi, noi soli ne siamo i portatori?<br />
Gli autentici amici di Dio godono della liberalità dello Spirito e riconoscono le sue manifestazioni, dovunque avvengano: riconoscono il bene dovunque venga fatto, e ne godono.  <!--more--><br />
La sentenza con la quale Gesù conclude questo insegnamento è sorprendente e profondamente ottimista (e, mi sembra, poco citata): «Chi non è contro di noi, è con noi». È il contrario esatto di un&#8217;altra sentenza molto più nota (Mt 12,30): «Chi non è con me, è contro di me». Ma non c&#8217;è contraddizione fra le due affermazioni, perché si applicano a differenti situazioni. La sentenza di Matteo si rivolge ai discepoli indecisi e amanti dei compromessi, e li richiama al dovere di scelte chiare e nette. Di fronte a Cristo, o alla verità, o al bene dell&#8217;uomo, non si può restare neutrali: o di qua o di là. La sentenza di Marco si rivolge invece a discepoli tentati di integriamo.</p>
<p>Un&#8217;altra parola di Gesù  riguarda lo scandalo verso i piccoli e lo scandalo verso se stessi. Probabilmente Gesù pensava ai maestri della legge del suo tempo che con il peso della loro autorità e con il fascino del loro prestigio dissuadevano i semplici, la gente del popolo, dal seguirlo: erano di inciampo alla fede. Ma si può essere di ostacolo alla fede dei semplici in molti altri modi: con discussioni che turbano, con riforme intempestive, con una pastorale che li trascura.</p>
<p>E poi c&#8217;è il fatto che l&#8217;uomo è spesso scandalo a se stesso, pieno com&#8217;è di esitazioni, di compromessi, di facili scuse e di interessi che imprigionano. Di fronte a questo scandalo il discepolo è invitato a un taglio.<br />
don Bruno Maggioni</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma vade retro, va...]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/09/09/ma-vade-retro-va/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:22:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
<guid>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/09/09/ma-vade-retro-va/</guid>
<description><![CDATA[La tentazione di separare la fede in Gesù dalla Croce Il brano evangelico di questa domenica è al ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-ZV1dJq66oI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-ZV1dJq66oI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>La tentazione di separare la fede in Gesù dalla Croce </strong></p>
<p style="text-align:left;">Il brano evangelico di questa domenica è al centro dell&#8217;intero racconto di Marco (conclude la prima parte del Vangelo e apre la seconda) ed è importante per più di un motivo. Gesù stesso pone esplicitamente l&#8217;interrogativo (Mc 8,27) che secondo l&#8217;evangelista ogni lettore è a questo punto obbligato a porsi: «<strong>Chi dicono che io sia?</strong>». <strong>La risposta della gente non afferra la novità di Gesù e lo allinea con gli altri profeti</strong>. La risposta di Pietro è precisa e riconosce con chiarezza la messianicità di Gesù. Un punto di arrivo, dunque, E tuttavia c&#8217;è un altro passo da compiere. Dire che Gesù è Messia è esatto ma incompleto: c&#8217;è sempre il pericolo di pensare la sua messianicità secondo il pensiero degli uomini. È la via della Croce che completa il discorso, chiarificandolo. Quando Pietro gli dice: «Tu sei il Cristo», Gesù sente il bisogno di precisare: «Sono il Figlio dell&#8217;uomo che deve molto soffrire».</p>
<p>Nella prima parte del nostro passo Pietro assolve un compito positivo: è il portaparola dei discepoli ed esprime a nome del gruppo la sua fede in Gesù. Nella seconda parte assume un ruolo negativo: tenta di allontanare Gesù dalla via della Croce. Il discepolo è pronto a riconoscere la messianicità di Gesù ma non ne condivide la direzione.<!--more--><br />
Insisto: non è  in gioco la messianicità, ma piuttosto la sua modalità concreta, la sua prassi, oserei dire la sua pastorale. Ed è questo il punto, lo spartiacque tra fede e non fede, mentalità cristiana e mentalità mondana: «Ragioni secondo gli uomini». Il tentativo di Pietro di distoglierlo dalla Croce è rimproverato da Gesù in due modi: come un&#8217;espressione dell&#8217;opposizione del mondo al disegno di Dio e, più profondamente, come un&#8217;espressione della tentazione di Satana. La sottile tentazione di Satana è il tentativo di distogliere dalla via tracciata da Dio (la via della Croce) per sostituirla con una via elaborata dalla saggezza degli uomini.</p>
<p>Cristo ha smascherato questa sottile tentazione e la sua vita è stata un continuo sì a Dio e un no al tentatore. Gesù ha vinto Satana. Tuttavia Satana ha ancora una possibilità, cercare di ottenere dal discepolo ciò che non è riuscito ad ottenere da Cristo: separare il Messia dal Crocifisso, la fede in Gesù dalla pastorale della Croce.</p>
<p>Dopo aver precisato la sua identità e dopo aver smascherato la presenza della tentazione, Gesù si rivolge ai discepoli e alla folla e con molta chiarezza propone loro il suo stesso cammino. Non ci sono due vie, una per Gesù  e una per la Chiesa, ma una sola: «Chi vuole venire dietro me rinneghi se stesso e prenda la sua croce».<br />
don Bruno Maggioni <span style="font-family:Book Antiqua;font-size:small;"><span style="color:#800000;">(Mc 8, 27-35)</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il sordomuto guarito]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/09/02/il-sordomuto-guarito/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 15:32:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per comprendere il Vangelo di questa domenica (Mc 7,31-37) è anzitutto necessario osservare per esem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/vPsYkCnzq6U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/vPsYkCnzq6U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Per comprendere il Vangelo di questa domenica (Mc 7,31-37) è anzitutto necessario osservare per esempio l&#8217;annotazione geografica che introduce l&#8217;episodio: Gesù si trova nel territorio della Decapoli, cioè in una regione pagana. Il racconto acquista in tal modo il significato di universalità. Il miracolo è in favore di una persona che, secondo la concezione del tempo, avrebbe dovuto essere esclusa dalla salvezza, o per lo meno avrebbe dovuto essere raggiunta in un secondo momento: prima gli ebrei, poi i pagani. L&#8217;evangelista ci fa comprendere che il «prima» e il «poi» appartengono alla grettezza dell&#8217;uomo, non all&#8217;amore di Dio.<br />
Lo sguardo rivolto al cielo – lo stesso gesto che Gesù ha compiuto alla moltiplicazione dei pani (6,41) – indica la preghiera. Alle volte Gesù compie i miracoli con l&#8217;autorità della sua Parola, per così dire a nome proprio, dimostrando in tal modo di non essere semplicemente un profeta di Dio, ma Dio egli stesso. Alle volte invece, come nel nostro caso, Gesù ricorre alla preghiera, per insegnarci che la salvezza è un puro dono della grazia di Dio: un dono da chiedere, non da pretendere. <!--more--><br />
Il comando di non divulgare il fatto è nel Vangelo di Marco un tratto quasi abituale. Con questo l&#8217;evangelista ci insegna due cose: la prima è che il tempo messianico è arrivato; la seconda è che per intendere nel giusto modo la vera natura della messianità di Cristo non bastano i miracoli, occorre attendere la sua passione e la sua Croce.<br />
Ma i fatti parlano da soli, e più Gesù vuole che rimangano segreti e più si diffondono. La reazione della folla è di immenso stupore: l&#8217;espressione greca parla di una meraviglia tanto intensa che non troviamo in nessuna altra parte del Vangelo. Una meraviglia che non sembra nascere unicamente da questo episodio particolare, ma dall&#8217;intera azione di Gesù: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti». Queste parole della folla – che sono un vero e proprio giudizio sull&#8217;intero operato di Cristo – sono una citazione del profeta Isaia (35,3-6): la prima lettura della messa): «Dite agli scoraggiati: coraggio, non abbiate paura, ecco il vostro Dio, Egli viene a salvarvi; si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi, lo zoppo salterà come un cervo e la lingua di muto griderà di gioia». La folla scorge dunque nel miracolo il segno che le profezie si sono compiute. Gesù è il salvatore atteso. Ma le parole della folla alludono anche al racconto della creazione (Gn 1,31): «Iddio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono». Il miracolo compiuto da Gesù è il segno che sta iniziando una nuova creazione.</p>
<p>Don Bruno Maggioni</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spiritualitá e programmazione dell'anno]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/08/28/spiritualita-e-programmazione-dellanno/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 14:36:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Probabilmente molti di voi hanno sentito giá parlare della Piramide di Maslow. Alcuni psicologi giá ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Probabilmente molti di voi hanno sentito giá parlare della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bisogno">Piramide di Maslow</a>. Alcuni psicologi giá da molti anni dicono che la nostra ricerca di felicitá o autorealizzazione si evolve in diversi stadi:</p>
<ul>
<li>La prima, e la più basilare felicitá, è il desiderio (soddisfatto) per il cibo, per la salute, per la riproduzione. Questi sono desideri fisiologici necessari per la nostra sopravvivenza;</li>
<li>Il secondo stadio è l’aspirazione per la sicurezza ed il benessere. In questo stadio molti pensano che i soldi garantiscano la sopravvivenza ed una buona qualità di vita; molte persone si fermano qui. Hanno un po&#8217; di soldi in tasca, una famiglia, un lavoro, riescono ad andare in vacanze due settimane l&#8217;anno: quindi sono felici. Cosa vuoi di piú?</li>
<li>Poi appare il bisogno di appartenenza: non vivo da solo, ma in un branco. Tengo a quella squadra, vivo in questa societá, ecc&#8230;</li>
<li>Per alcuni segue il bisogno di stima, la brama di onore e potere. Qui ci piace controllare gli altri, come anche noi stessi, ci piace essere serviti e riveriti, essere chiamati Dottore, Cavaliere o con altro titolo, sedere ai posti piú importanti ed essere &#8220;qualcuno&#8221;;</li>
<li>Solo chi non si ferma ai livelli inferiori arriva al livello piú alto, dove troviamo l&#8217;autorealizzazione,  il desiderio della conoscenza. Cerchiamo il modo per essere &#8220;veramente&#8221; felici.</li>
</ul>
<p>Il cristiano va al di lá della stima, del cibo, dei soldi e comprende che la sua vita si apre a una diversa realizzazione, piú profonda, piú piena, quando si apre al Mistero di un Dio creatore che ci ama e che ci ha salvati, tramite il sacrificio di suo Figlio.</p>
<p>Da questo &#8220;desiderio di spiritualitá&#8221; si apre un cammino, una ricerca, un confronto. Forse percepiamo che questa dimensione ci dará una gioia piú profonda e piú duratura. Sentiamo il profumo dell&#8217;Acqua Viva, del Pane del Cielo.</p>
<p><strong>Giovedí prossimo 3 settembre, alle 19:45</strong> ci incontreremo per programmare l&#8217;anno. A che livello vogliamo metterci nella nostra piramide?</p>
<p>Forza! anche il prossimo anno sia un momento di ricerca della gioia dell&#8217;incontro con Cristo Risorto, nella Parola di Dio e con la Comunitá che celebra l&#8217;Eucarestia!</p>
<p>Ci vediamo Giovedí!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scegli Cristo!]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/08/22/scegli-cristo/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 09:24:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel brano evangelico di questa domenica l&#8217;incredulità non è più solo della folla, o dei giudei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VE2DaD0OA9k&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/VE2DaD0OA9k&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span>Nel brano evangelico di questa domenica l&#8217;incredulità non è più solo della folla, o dei giudei, ma coinvolge anche la cerchia dei discepoli. Essi «mormorano» esattamente come Israele nel deserto e come i giudei che si scandalizzano di fronte a Gesù che pretende essere disceso dal cielo e essere la salvezza del mondo. La ragione di questa loro incredulità? Eccola: «Questo discorso è difficile, come possiamo accettarlo?». Frequentemente si pensa che «il discorso difficile» si riferisca soprattutto all&#8217;Eucaristia, cioè alla presenza del Cristo nel pane e nel vino, una presenza giudicata impossibile. In realtà, il discorso difficile si riferisce a tutto il contenuto del capitolo sesto: l&#8217;offerta di una salvezza che supera le meschine attese della folla; la presenza del Figlio di Dio nel figlio del falegname; soprattutto la necessità di condividere la sua esistenza in dono. Tutto questo è il discorso difficile: difficile da capire e, ancor più, da praticare. <!--more-->«Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro»: tirarsi indietro è proprio il contrario della sequela, che è un movimento in avanti, proteso verso la condivisione sempre più profonda. Di fronte all&#8217;incredulità che ha ormai raggiunto il cuore della sua comunità, Gesù non muta le sue parole né le rispiega. Spinge, invece, la riflessione alla radice della fede, in quella misteriosa profondità in cui la grazia del Padre e la responsabilità dell&#8217;uomo sono chiamate a incontrarsi. «E&#8217; lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla»; «Le mie parole sono Spirito e vita»; «Nessuno può venire a me se non gli è dato dal Padre»: tutte queste frasi ripropongono il motivo della grazia. L&#8217;uomo è impotente («la carne non giova a nulla»), soltanto lo Spirito di Dio può far rinascere l&#8217;uomo e aprirlo a nuovi orizzonti («Lo Spirito vivifica»). L&#8217;uomo non può ottenere la vita da se stesso. Soltanto se rinuncia alla pretesa di fare da sé e riconosce la sua povertà, l&#8217;uomo si pone in condizione di aprirsi alle parole di Gesù. Ma non c&#8217;è soltanto l&#8217;incredulità della folla, dei giudei e di molti discepoli. C&#8217;è anche la fede. Gesù costringe i dodici, la cerchia più ristretta della sua comunità, a non sfuggire il problema: «Volete andarvene anche voi?» A nome dell&#8217;intero gruppo, Pietro risponde con parole che esprimono la fede di ogni discepolo: «Tu solo hai parole di verità!». Gesù è l&#8217;unico salvatore, l&#8217;unico che rende la salvezza di Dio presente in mezzo a noi.</p>
<p>don Bruno Maggioni </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[É avanzato il pane...]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/07/22/e-avanzato-il-pane/</link>
<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 17:22:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel pieno dell’estate la liturgia della Chiesa sposta la nostra meditazione domenicale sulle pagine ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/tVeciI787cM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/tVeciI787cM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Nel pieno dell’estate la liturgia della Chiesa sposta la nostra meditazione domenicale sulle pagine del Vangelo di Giovanni. Per le prossime settimane ascolteremo il sesto capitolo del quarto Vangelo, un lungo e vivace dibattito che porta alla ribalta diversi personaggi: la folla, i giudei, il gruppo dei discepoli e i dodici. Al centro di tutto questo articolato discorso sta l’identità di Gesù.</p>
<p>Il capitolo si apre con la moltiplicazione dei pani, <!--more-->l’unico tra i miracoli di Gesù che è narrato da tutti gli evangelisti. Ma qui, con Giovanni, c’è una sottolineatura particolare: al centro c’è Gesù, non i discepoli. E’ Lui che vede il bisogno della folla, che attira l’attenzione dei discepoli e che – addirittura! &#8211; distribuisce il pranzo.</p>
<p>Mi piace davvero questo Rabbì così attento e concreto: vede la fame dei cinquemila uomini che si sono accampati sulle sponde del lago di Tiberiade per ascoltare la Sua Parola e decide di intervenire.<br />
Certo, Andrea aveva ragione: cinque pani e due pesci sono poco più di una merenda, cosa se ne può fare? Come può bastare per una folla di uomini, donne e bambini assiepati sotto il sole? Andrea ancora non poteva saperlo, ma con Gesù il problema non è il “quanto”, ma il “dove”.</p>
<p>Quei cinque pani e due pesci non sono niente se tenuti nella bisaccia, ma possono diventare molto se messi nelle mani di Gesù. E’ questa merenda il punto di partenza, è questa condivisione la scintilla dell’inizio. Che conta è il “dove”, non il “quanto”. Posso avere poco, ma se è messo nella mani di Dio è moltiplicato all’infinito. Posso avere molto, ma se lo tengo sottochiave è destinato all’ammuffimento. E’ così: l’amore moltiplica, la chiusura ammuffisce.</p>
<p>Coraggio, cari amici! Lasciamoci mettere in gioco dalla Parola, impariamo l’arte della fiducia e dell’abbandono, facciamo l’esperienza evangelica dell’espropriazione di sé, accettiamo il rischio di perdere il controllo. Sarà Lui a fare il miracolo. Saranno le Sue mani a spezzare, condividere, distribuire. Saranno le sue mani a moltiplicare l’amore fino all’avanzo, alla sovrabbondanza, all’eccesso.<br />
Non dimentichiamoci che il nostro è un Dio dalle mani bucate…</p>
<p>don Roberto Seregni</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Taci! Calmati!]]></title>
<link>http://marcodaviano.wordpress.com/2009/06/14/taci-calmati/</link>
<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 16:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perchè siete cosi&#8217; paurosi? Non avete ancora fede? Oggi siamo immersi nel più profondo dramma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/f7YpgFph1ds&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/f7YpgFph1ds&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><strong>Perchè  siete cosi&#8217; paurosi? Non avete ancora fede?</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Oggi siamo  immersi nel più profondo dramma della nostra esistenza &#8211; la prova,  il dolore, il male, la morte: &#8220;Passiamo all&#8217;altra riva&#8221;, dice  Gesù alludendo alla sua e alla nostra morte.<br />
Dramma, perché qui Dio sembra latitante, Gesù dormire in mezzo alle  nostre tempeste, e noi a gridare disperati: &#8220;Maestro, non ti importa  che moriamo?&#8221;.</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L&#8217;episodio  evangelico, con i suoi riferimenti alla morte e risurrezione di Gesù,  ne diviene una risposta luminosa, e un invito a rivedere la nostra fede  che forse non è del tutto così viva: &#8220;Non avete ancora fede?&#8221;.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
1) LA TEMPESTA DI GESU&#8217;</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La prima tempesta  l&#8217;ha vissuta Gesù: giusto innocente è schiacciato dai malvagi e si  sente abbandonato da Dio: &#8220;Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?&#8221;  (Mt 27,46). Una prova profonda di fede, tanto drammatica che al Getsemani  gli spaccò il cuore: &#8220;L&#8217;anima mia è triste fino alla morte&#8221;.  (Sembra che Gesù in croce alla fine morì dell&#8217;infarto iniziato qui  al Getsemani). Ma ebbe il coraggio di dire: &#8220;Padre mio, se è possibile,  passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu&#8221;  (Mt 26, 38-39). Dentro quel silenzio di Dio, Gesù non dubitò, ma si  affidò totalmente e col massimo rischio a quel Dio tanto misterioso.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
E Dio non l&#8217;ha deluso! Dal sonno della morte, lo ha risvegliato e risuscitato.  Per essere il primogenito dei risorti, e quindi il segno della vittoria  di Dio, o meglio della vittoria della fede! La morte e la risurrezione  di Gesù segnano l&#8217;itinerario obbligato anche per noi per giungere alla  vita: si passa da uno scacco &#8211; ma vissuto con fede, anzi come occasione  e materia di fede, non da ribelli &#8211; alla risurrezione e alla vita date  come regalo e come &#8220;premio&#8221; per tale fede eroica. Per questo  Gesù un giorno ebbe a dire: &#8220;Nessun segno sarà dato, se non il  segno di Giona profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti  nel ventre del pesce, così il Figlio dell&#8217;uomo resterà tre giorni  e tre notti nel cuore della terra&#8221; (Mt 12, 40).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
Eccolo qui, oggi, Gesù che dorme sulla barca drammatica della nostra  travagliata esistenza umana, assaporando con noi la fragilità, la precarietà  e l&#8217;annientamento della morte. Ma poi si risveglia e dice: &#8220;Taci,  calmati!&#8221;. Quel mare, simbolo biblico d&#8217;ogni male che si accanisce  contro l&#8217;uomo, è vinto dalla potenza di Dio che trova in Cristo il  suo strumento più docile. Gli apostoli rimangono stupiti dal dispiegarsi  di quella potenza divina in lui: &#8220;Chi è dunque costui, al quale  anche il vento e il mare obbediscono?&#8221;. Come del resto rimarranno  stupidi e increduli di fronte a quanto Dio ha rivelato della sua potenza  allorché ha risuscitato Gesù da morte!</span></p>
<p>2) LE NOSTRE TEMPESTE
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Veniamo ora  alle nostre tempeste, o meglio alla nostra fede agitata da tante tempeste.  Anzitutto spesso anche noi meritiamo il rimprovero di Gesù: &#8220;Perché  siete così paurosi? Non avete ancora fede?&#8221;. Aver paura di fronte  alla morte, o disperare nelle prove, significa dubitare di Dio. Cioè  essere senza fede. Ma forse più spesso abbiamo una fede sbagliata:  pretendiamo che Dio intervenga subito a sbrogliarci dai nostri guai.  Dicevano i farisei davanti alla morte di Lazzaro: &#8220;Costui che ha  aperto gli occhi al cieco non poteva far sì che questi non morisse?&#8221;  (Gv 11,37). Ma Dio non ci ha promesso il non morire e il non soffrire,  ma la risurrezione e la vita attraverso la croce!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
Fiduciosi allora della promessa di Dio, garantita da quel che ha già  operato in Gesù, i discepoli del Signore vivono il battesimo come un  essere associati a Gesù nella sua morte per partecipare così alla  sua risurrezione. La fede consiste in questo abbandono pieno al Gesù  che dorme e che si risveglia, cioè credere e partecipare alla sua morte  e risurrezione. E&#8217; rischiare di andare a fondo con lui, nella speranza  sicura di emergere con lui a nuova vita! L&#8217;alternativa, naturalmente,  è di andare a fondo comunque senza di lui! Cioè di soffrire e morire  senza più neanche la speranza di un riscatto e di una nuova esistenza!</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ricorriamo  allora a questo Gesù che naviga con noi sulla barca della sua Chiesa  portando nella nostra storia di uomini travagliati la potenza di Dio  che sa calmare i flutti delle nostre angosce. Sembra dormire, ma Gesù  è lì pronto a intervenire &#8211; quasi con un occhio semiaperto &#8211; per dire:  &#8220;Taci, calmati!&#8221;, per ridare cioè speranza e serenità al  nostro cuore. Aspetta solo che lo si chiami, perché non vuol agire  in casa di nessuno se non gli è data agibilità. La preghiera esprime  bene la nostra fede nella potenza di Gesù e apre a lui la possibilità  di intervento per poterci salvare. &#8220;Chi prega si salva..&#8221;,  dice il grande maestro spirituale che è sant&#8217;Alfonso Maria de&#8217; Liguori!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><br />
Il Salmo 130 ci suggerisce l&#8217;immagine più toccante del nostro abbandonarci  nelle prova in Dio: &#8220;Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato  in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l&#8217;anima mia&#8221;  (130,2-3). E il Salmo 120 afferma: &#8220;Non si addormenta il tuo custode;  non sonnecchia e non prende sonno il Custode di Israele&#8221; (120,3-47).  Ogni sera nella Compieta, la Chiesa, ispirandosi al Salmo 90, così  ci fa pregare: &#8220;Custodiscimi, Signore, come pupilla degli occhi;  proteggimi all&#8217;ombra delle tue ali!&#8221;.</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">I Salmi e la  preghiera della Chiesa sono i migliori strumenti per educarci a questo  abbandono pieno di confidenza e di fiducia. Ricorriamo a questa preghiera  nei momenti delle nostre tempeste, e perderemo ogni paura!</span></p>
<p><!--more--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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