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	<title>ddl-1360 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ddl-1360"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:37:17 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[25 Aprile: viva la Liberta' e NO alla proposta di legge 1360 che vuole equiparare partigiani e deportati ai nazi-fascisti!!!]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/04/22/25-aprile-no-1360/</link>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 18:02:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 64° anniversario della Liberazione d&#8217;Italia e&#8217; macchiato da un momento storico in cui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il 64° anniversario della Liberazione d&#8217;Italia e&#8217; macchiato da un momento storico in cui]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Continua La Polemica Sul DDL 1360]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2009/03/10/continua-la-polemica-sul-ddl-1360/</link>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 17:56:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ricevo e rimando. Un giorno di questi diro&#8217; la mia: I comitati ANPI di Massa Carrara, La Spezi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ricevo e rimando. Un giorno di questi diro&#8217; la mia:</p>
<blockquote><p><em>I comitati ANPI di Massa Carrara, La Spezia, Lunigiana e Versilia, il Comitato manifestazione contro d.d.l. 1360, Archivi della Resistenza &#8211; Circolo Edoardo Bassignani, Arci Carrara-Lunigiana, Associazione Tina Modotti e il Comitato Sentieri della Resistenza hanno organizzato una manifestazione antifascista “</em>La Memoria è viva. La storia non si cancella<em>”, che si terrà a Villafranca in Lunigiana sabato 14 Marzo.</em></p>
<p><em>Questa manifestazione nasce dall’esigenza di far sentire la nostra voce sul territorio della Lunigiana contro la proposta di legge n. 1360 che attraverso l’ennesimo atto revisionista vuole proporre l’equiparazione tra partigiani e repubblichini. Il primo firmatario di questa ignobile legge è l’ On. Lucio Barani, nonché Sindaco di Villafranca in Lunigiana. E stupisce il fatto che a farsi portavoce sia proprio un esponente politico proveniente da un territorio simbolo della resistenza italiana, sia per l’alto numero dei giovani che vi parteciparono con il saldo sostegno della popolazione, sia per le numerose vittime civili. </em></p>
<p><em>Basterà ricordare la tragica scia di sangue dell’estate del 1944 con le stragi dei civili inermi (le Fosse del Frigido, Sant’Anna di Stazzema, Bardine di San Terenzo, Vinca, Bergiola Foscalina) rispetto alla quali si è ormai accertata la responsabilità indiretta, quando non la collaborazione attiva, di esponenti fascisti, di quegli stessi «bravi ragazzi» che oggi – come non accade in nessuno stato europeo – si vorrebbero glorificare.</em></p>
<p><strong><em>Che cosa propone il d.d.l. 1360?</em></strong></p>
<p><em>Con tale disegno di legge, la maggioranza parlamentare pretende di equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Salò conferendo a loro un istituendo “</em><a href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2009/01/13/onorificenze-partigianrepubblichine-si-o-no/" target="_blank">Ordine del Tricolore</a><em>”. La relazione che accompagna il disegno di legge sostiene a chiare lettere la «pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente». Analoga operazione fu già tentata dalla destra nelle precedenti legislature, ma venne respinta, grazie anche ad una raccolta di firme indetta dall’ANPI. </em></p>
<p><em>Ora si tenta un gravissimo colpo di mano, volendo far passare sotto un “innocuo” riconoscimento pensionistico (che strano! proprio in un’epoca di malaugurata riduzione del Welfare!) l’idea di un’equidistanza tra chi ha combattuto per liberare il nostro paese dal giogo nazifascista e i fascisti stessi. </em></p>
<p><em>Infatti il documento prosegue inequivocabilmente: «</em>Solo partendo da considerazioni contingenti e realistiche è finalmente possibile quella rimozione collettiva della memoria ingrata di uno scontro che fu militare e ideale, oramai lontano, eredità amara di un passato doloroso, consegnato per sempre alla storia patria<em>». In poche parole si vorrebbe avanzare, attraverso la Proposta di legge 1360, una sostanziale parificazione tra i partigiani che hanno combattuto per la libertà a fianco del popolo italiano e i fascisti prezzolati della Repubblica di Salò, che invece combatterono alleati all’orrore nazista e furono i responsabili delle tante stragi che hanno colpito il nostro territorio. Contro tutto questo l’ANPI e i giovani antifascisti intendono opporsi.</em></p>
<p><em>Per saperne di più sul d.d.l. 1360 e sulle iniziative di contrasto messe in campo dalle varie sezioni ANPI, vai sul sito dell’ANPI nazionale.</em></p>
<p><strong><em>Il programma della manifestazione</em></strong></p>
<p><em>Alle ore 9.00, concentramento presso la Piazza della Stazione di Villafranca in Lunigiana; da qui partirà un corteo che arriverà in Piazza Negrari dove si svolgerà l’incontro-dibattito presieduto dalla partigiana Laura Seghettini (ANPI Pontremoli). Interverranno Raimondo Ricci (ANPI Nazionale); Lidia Menapace (Rifondazione Comunista); Andrea Orlando (Partito Democratico); Fabio Evangelisti (Italia dei Valori). In caso di pioggia l’incontro-dibattito si svolgerà presso il Cinema Teatro Città di Villafranca. Al termine del dibattito i partecipanti si dirigeranno verso la Selva di Filetto dove è previsto un ritrovo e dove si potrà pranzare al sacco.</em></p>
<p><em>Alle ore 15.00 partirà la Camminata Resistente per arrivare nel Borgo di Mocrone dove nel dicembre 2008 il sindaco Lucio Barani ha inaugurato, all&#8217;insaputa dei paesani, una targa dedicata a Benito Mussolini. Alle 16.00 nella Piazza A. Banedicenti ci sarà l’intervento teatrale “O da una parte o dall’altra” a cura di Blanca Teatro e un momento musicale curato da Apuamater Cyberfolk e Mattia Ringozzi.</em></p>
<p><strong><em>Partecipazione e adesioni</em></strong></p>
<p><em>Confidiamo in una vostra ampia partecipazione (anche sotto forma di adesione), perché dobbiamo dimostrare che l’antifascismo e i valori su cui si basa la nostra Costituzione rimangono ancora la bussola del nostro vivere civile, un irrinunciabile patrimonio morale e politico che i sinceri democratici non sono disposti a mettere in soffitta, né adesso né mai. Sabato 14 marzo, vogliamo dare un forte segnale alla maggioranza che ci governa ma anche a chi è ormai assuefatto ai continui attacchi alla legalità costituzionale e ad uno smantellamento lento e inesorabile di quei principi che sembravano fino a poco tempo fa inviolabili (lavoro, diritto alla salute, laicità, in una parola: la democrazia). Sarà un segnale chiaro e inequivocabile: in questa battaglia, i giovani antifascisti non lasceranno solo i partigiani e le partigiane; scendere in piazza servirà quindi a manifestare tutto il nostro dissenso contro una legge che offende la memoria dei combattenti per la libertà e dei tanti civili uccisi dall’orrore nazifascista. Ma servirà anche a ribadire, ancora una volta, che la difesa di quel patrimonio di memorie non è semplicemente una questione da dibattito storiografico o il doveroso omaggio alla generazione di chi ha combattuto nella Resistenza; a ben vedere è un qualcosa che non riguarda tanto il passato ma investe il senso più profondo del nostro avvenire, quella speranza, non ancora sopita, di una società più giusta. Noi non vogliamo dimenticare la storia ma non vogliamo nemmeno “smemorarci del futuro”, ovvero la possibilità di continuare a pensare ad un mondo diverso e migliore di quello in cui viviamo. Questa è la più grande eredità che i partigiani ci lasceranno e noi la scaglieremo contro il futuro perché la Memoria è viva e la storia non si cancella!</em></p>
<p><em>Hanno aderito: FIAP (Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane), APC (Ass. Partigiani Cattolici); ASS: Mutilati e Invalidi di guerra; Comitato delle Vittime di San Terenzo e Vinca; Ass. Vittime e Caduti in guerra;  Ass. Vittime e Caduti Civili</em></p>
<p><em>Per adesioni e informazioni, scrivete a <a href="mailto:info@archividellaresistenza.it">info@archividellaresistenza.it</a> oppure a <a href="mailto:anpivillafrancalunig@libero.it">anpivillafrancalunig@libero.it</a> . Per ulteriori informazioni e l’elenco aggiornato delle adesioni vai su <a href="http://www.archividellaresistenza.it" target="_blank">www.archividellaresistenza.it</a> .</em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[SABATO 14 MARZO A VILLAFRANCA PER RIBADIRE CHE PARTIGIANI E REPUBBLICHINI NON SONO LA STESSA COSA!!!]]></title>
<link>http://aldodice26x1.wordpress.com/2009/03/07/947/</link>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 13:48:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>aldodice26x1</dc:creator>
<guid>http://aldodice26x1.wordpress.com/2009/03/07/947/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://s284.photobucket.com/albums/ll28/collinarossa/?action=view&#38;current=14_momentaneo1.jpg" target="_blank"><img style="border:0 none;" src="http://i284.photobucket.com/albums/ll28/collinarossa/14_momentaneo1.jpg" border="0" alt="Photobucket" width="579" height="819" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ANPI Savona: “Per i morti la pietà, ma non la falsificazione della storia”]]></title>
<link>http://effepi70.wordpress.com/2009/01/15/anpi-savona-per-i-morti-la-pieta-ma-non-la-falsificazione-della-storia/</link>
<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 11:42:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabrizio Pinna</dc:creator>
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<description><![CDATA[In sintonia con le critiche mosse dall&#8217;Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia, anche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In sintonia con le critiche mosse dall&#8217;Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia, anche]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riscrivere la storia: ci provano ancora!]]></title>
<link>http://antifasiena.wordpress.com/2009/01/08/riscrivere-la-storia-ci-provano-ancora/</link>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 14:57:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>antifasiena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il governo del nostro paese pare non volersi fermare davanti a niente, dopo aver cercato di straccia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il governo del nostro paese pare non volersi fermare davanti a niente, dopo aver cercato di stracciare passo passo la storia della resistenza base fondante della nostra repubblica, il tentativo di riscrivere la storia recente va nella palese direzione revisionistica che vede accomunare sullo stesso livello partigiani e repubblichini, militari fedeli allo stato italiano e collaborazionsiti con il regime nazista.</p>
<p>Alcuni mesi orsono è stato presentata una proposta di legge (la 1360) che prevederebbe la creazione di un &#8220;Ordine del Tricolore&#8221; destinato a &#8220;<em>tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della «bontà» della loro lotta per la rinascita della Patria.</em>&#8220;</p>
<p><!--more--></p>
<p>Già da questa prima parte risulta evidente quanto sia vaga ed interpretabile questa definizione, ma a toglierci ogni dubbio ci viene in aiuto l&#8217;art 2 del ddl che mi pare utile riportare integralmente:</p>
<p style="text-align:center;"><em>Art. 2.</em></p>
<p><em>(Soggetti destinatari).</em><em> 1. L&#8217;onorificenza è conferita a coloro che hanno prestato servizio militare, per almeno sei mesi, in zona di operazioni, anche a più riprese, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945 e invalidi, o nelle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, ai combattenti della guerra 1940-1945, ai mutilati e invalidi della guerra 1940-1945 titolari di pensione di guerra e agli </em><em>ex prigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia, <strong>nonché ai combattenti nelle formazioni dell&#8217;esercito nazionale repubblicano durante il biennio 1943-1945. </strong></em></p>
<p>Quest&#8217;ultimo passaggio ci chiarisce inequivocabilmente quale sia il reale scopo di questa iniziativa: l&#8217;equiparazione tra chi ha fatto una scelta difficile e dolorosa, chi ha deciso di prendere le armi e di combattere per la libertà e la democrazia e chi invece ha scelto di schierarsi contro il suo stesso paese cercando di tenere in vita un regime morente che aveva portato l&#8217;Italia in una guerra infame, combattendo contro i suoi stessi connazionali al finaco dell&#8217;invasore nazista.</p>
<p>Non c&#8217;è certo da stupirsi dopo le tante dichiarazioni che negli anni i leader della estrema destra italiana hanno rilasciato cercando di legittimare una parte del loro passato che dovrebbe solo destare vergogna. Ma al contempo non va certo lasciata passare nel silenzio più assoluto questo vile tentativo portato avanti adducendo puerili giustificazioni quali l&#8217;idea che &#8220;<em> la cultura di pace e di pacificazione della nuova Italia, post-bellica, repubblicana e democratica memore delle distruzioni morali e materiali provocate dal conflitto mondiale [...] consapevole della necessità di rimarginare le ferite di un passato tragico e cruento nell&#8217;interesse dell&#8217;intera collettività&#8221; </em>necessiti di questo tipo di equiparazione per superare il ricordo di una guerra civile<em>. </em>Andrebbe invece mantenuto ben vivo il ricordo di uno dei momenti più bui della storia dell&#8217;Italia affinchè le nuove generazioni possano imparare dal loro passato e dagli errori commessi; affinchè possano, questo si, prendere spunto dalle gesta di persone comuni che hanno deciso di partecipare attivamente alla liberazione del loro paese dall&#8217;occupazione nazista. La memoria storica è un bene fondamentale se vogliamo che le nuove generazioni crescano senza rischiare di commettere gli stessi errori, consapevoli che la costituzione del nostro stato è stata scritta da chi lo ha difeso facendo una scelta certo difficile e drammatica; diversa era invece la scelta di coloro che,pur di fronte alla fine di un regime ed al palese fallimento di un idea di Italia anacronistico ed imperialista, ha scelto di non vedere e di continuare a difendere una dittatura che nelle sue molteplici colpe aveva portato l&#8217;Italia in una guerra barbara e la aveva poi abbandonata a se stessa.</p>
<p>Chi dice che i morti son tutti uguali, perchè chi ha combattutto per la Republica di Salò era convinto in cuor suo di difendere la patria, commette un grave errore dimenticando che una scelta era possibile, che tutti gli uomini e le donne che hanno perso la vita da partigiani lo hanno fatto per il bene della loro terra, non per difendere un regime che era già morto, non per imbracciare le armi contro i proprio connazionali schierandosi al finaco dell&#8217;invasore. Chi ha fatto una scelta culturale e non ideologica ed a scelto di combattere per la libertà contro chi ha voluto seguire un&#8217;ideologia perversa e illiberale: queste due scelte non possono essere messe sullo stesso piano, nè ieri nè oggi nè domani!  Equiparare queste due scelte sarebbe semplicemente come uccidere, ferire, toturare una seconda volta tutti coloro che hanno dato se stessi all&#8217;Italia durante la Resistenza, non servierebbe certo a superare il ricordo di un passato drammatico.</p>
</div>]]></content:encoded>
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