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	<title>dentino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/dentino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dentino"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 18:09:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Conversation, Discussion, and Inspiration]]></title>
<link>http://dentistartist.wordpress.com/2009/09/22/conversation-discussion-and-inspiration/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:35:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>dentistartist</dc:creator>
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<description><![CDATA[August 29, 2009 I did not really want to go outside and visit campus this morning…I was feeling so l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>August 29, 2009</p>
<p>I did not really want to go outside and visit campus this morning…I was feeling so lazy, because it’s Saturday. It’s time to sleep and be at home. But, I had a promise to a friend of mine. So, I did go outside and visit my campus. It was my fault forgetting to take some money from mrs. X (can’t say it here…). I’m supposed to take it yesterday, and I totally forgot about it.  I left my dorm at 9.30 am with my half feeling of laziness. I did not know why I’m doing it. I could just call or sms the person. Yup…as expected, the office was closed. I looked like a dumb girl with no destination to go. I sat and opened my laptop. I wrote some report for APDSA until it was hibernated. I met few persons including Lisa and Kay, whom I had small conversation with. My campus was totally out of crowded. It was so quite. When my laptop was hibernated, I decided to go to Garmuk, where the freshmen orientation was held. I met many people. Thus, I made a lot of conversation and I really like to talk with Mr. Danny. For some reasons, I have many different thought with him, but I like to listen what he said, though I already knew it. Is it some kind of respect? Is it because he’s older than me? It’s not!!! I think he has power of talking. He can attract people to join his conversation. And he always has answer from what I asked. That’s why I really enjoy talking to him.  And he gave me advices… Don’t do something far from what you’re doing now, and don’t think about money or slr. It will sweep your creativity to create something and think outside the box. When you think about the benefit of your product not the money you will get, then the money will follow and come as a return. So, change your mind set now. It’s not too late. It was awesome, when he said that. He even did not judge me. I did feel guilty. Well, I got many lessons after all. Not being a greedy person. That’s how it all works. Prepare anything you need and plan it!!! Never think about the money you will get, but how people are gonna really like your product and your work. Satisfaction and advantage for others are the most important. <strong>Do it with your heart. GANBATE…!!! </strong><em></em></p>
<p style="text-align:center;"><em>I believe that someday…my Mr. and Mrs. Dentino will be a favorite toys ^^</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Quel dentino spezzato]]></title>
<link>http://serenatriacca.wordpress.com/2008/02/01/quel-dentino-spezzato/</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 23:37:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serena</dc:creator>
<guid>http://serenatriacca.wordpress.com/2008/02/01/quel-dentino-spezzato/</guid>
<description><![CDATA[Non proprio una fiaba, ma quasi&#8230; C&#8217;era una volta&#8230; &#8230;una bambina che trascorre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non proprio <a href="http://serenatriacca.wordpress.com/2007/10/10/il-segreto-dei-bambini-felici-la-fiaba-di-selvino/" target="_blank">una fiaba</a>, ma quasi&#8230;</p>
<blockquote><p>C&#8217;era una volta&#8230;</p>
<p>&#8230;una bambina che trascorreva tutti i giorni una buona mezz&#8217;ora della ricreazione seduta in refettorio al &#8220;tavolo degli ultimi&#8221;, insieme ai lenti, lumacosi inappetenti con i quali condivideva un problema: l&#8217;insolita reazione per cui più le si diceva &#8220;mangia&#8221; e più le sue mandibole si rifiutavano di muoversi e la sua gola di deglutire. Quel giorno alla sventurata erano state anche tirate le trecce, per convincerla a finire un piatto zeppo di due disgustose sogliole impanate e un contorno di patate bollite all&#8217;olio.</p>
<p>Uscita dal refettorio, sfrecciando tra i tavoli e le panche, si affacciò sul cortile, dove i bambini di tutte le classi erano impegnati nei giochi più strampalati, con la frenesia incalzata dal fatto che a breve sarebbe suonata la campanella. Giunta sotto al porticato, di fronte ai bagni, si accorse di avere perduto un orecchino. Ebbe dunque l&#8217;ingrata idea di mettersi quattro zampe a cercarlo, avvicinando il viso a terra come un cagnolino da tartufo. Il caso volle che proprio in quell&#8217;istante una sua compagna della classe quinta stesse disperatamente fuggendo da un inseguimento (&#8230;stregacomandacolor&#8230; indaco!) e decise di saltare la cavallina sulla sua schiena di quello scricciolo ossuto, facendo leva con una mano al centro della sua colonna vertebrale. Fu questione di un attimo: un urto violento, lo spezzarsi netto di un incisivo sulle piastrelle ruvide del porticato. Non si trattava di un dente da latte. Un tumulto, un capannello intorno a lei, le maestre l&#8217;accompagnarono in bagno, il labbro inferiore spaccato, sanguinante, costretta dalla morsa di quattro mani a stare sotto il getto dell&#8217;acqua gelida del lavabo enorme. Lacrime di dolore tinte dal sangue tiepido, lacrime di vergogna miste a quel sapore dolciastro, lacrime di quando si perde irrimediabilmente un pezzo di sè. Tutti alla ricerca del dentino perduto, ma niente da fare. Un pezzettino mozzato di sbieco, saltato a mò di pulce chissà dove.</p>
<p>La bambina resistette con il suo cruccio per tutto il pomeriggio, nell&#8217;aula in cui non riusciva a prestare attenzione a quello che diceva la maestra, anche se era la sua preferita&#8230; solo un grande desiderio di tornarsene a casa. Sulle scalette che scendono dal pulmino, lo sguardo basso inchiodato a terra, la mamma spalanca gli occhi dicendo: &#8220;Amore, cosa ti è successo?&#8221;.</p>
<p>La bambina è cresciuta, è quasi una donna. Nelle fotografie raramente mostra il suo sorriso, pensa sempre a quel pezzettino che le manca. Dopo otto anni insegna nella scuola elementare che ha frequentato, ha in affido due classi quinte. Siamo a fine maggio, festa di fine anno scolastico prima degli esami di licenza. I maschi giocano a calcio, tra urla e strepiti. Povero Luca, a faccia in giù sul cemento. Mi guardi con gli occhi gonfi di pianto, scruto il pavimento in cerca di ciò che ti appartiene. Ti rassicuro, dicendoti che avrei messo il tuo dentino nel latte, per conservarlo, e ti racconto di me e della mia storia. Sorridi, cerchi di ricomporti dopo quelle lacrime che ti hanno appannato gli occhiali, il viso pallido e lentigginoso.</p>
<p>Il giorno degli esami Luca ha di nuovo il suo dente intero. Mi ringrazi per averlo trovato e conservato nel latte, il dentista ha fatto un ottimo lavoro. Ora forza bambini, c&#8217;è un tema d&#8217;esame da scrivere. Una della tracce è  &#8220;Scrivi una lettera ad una persona a cui vuoi bene&#8230;&#8221;. Cara maestra, mi scrivi. E racconti dei nostri dentini spezzati e di quanto ti piace studiare la storia e come te l&#8217;ho insegnata.</p>
<p>Ti sorrido, senza pensarci.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
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