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	<title>diritto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/diritto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "diritto"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 13:25:23 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Con un poco di laicità la pillola va giù]]></title>
<link>http://sottolapanca.wordpress.com/2009/12/04/con-un-poco-di-laicita-la-pillola-va-giu/</link>
<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 08:54:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>alegenny</dc:creator>
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<description><![CDATA[  nontoccarla.it LA PILLOLA RU 486 è stata immessa in commercio in Italia il 30 luglio 2009, a segui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><strong> </strong></div>
<div id="attachment_360" class="wp-caption alignright" style="width: 228px"><a href="http://sottolapanca.wordpress.com/files/2009/12/gallery3.jpg"><strong><img class="size-full wp-image-360" title="194 non toccarla" src="http://sottolapanca.wordpress.com/files/2009/12/gallery3.jpg" alt="" width="218" height="255" /></strong></a><p class="wp-caption-text">nontoccarla.it</p></div>
<p><strong>LA PILLOLA RU 486 </strong>è stata immessa in commercio in Italia il 30 luglio 2009, a seguito dell&#8217; approvazione  del Consiglio di amministrazione dell&#8217; l&#8217;Agenzia italiana del farmaco. Il farmaco in questione causa l’aborto farmacologico, dall’esito indifferente rispetto a quello chirurgico, ma meno invasivo dal punto di vista metodologico. Può essere somministrata solo in ambito ospedaliero secondo la legge 194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull&#8217;interruzione volontaria della gravidanza” e solo entro la settima settimana di gravidanza. </p>
<p>Vorrei fermarmi qui e affermare con soddisfazione “l’Italia ha fatto un grande passo verso il progresso e la laicità”. Ma non posso. A partire dal momento in cui è stato dato il via alla RU 486 in Italia è partita una <strong>crociata ideologica</strong> di ostruzionismo dall’esito incerto.</p>
<p><strong>LE POLEMICHE ANTIABORTISTE: </strong>“Kill-pill, pesticida umano, farmaco che uccide”. “Banalizza la vita, infanticidio tirando lo sciacquone, clandestinità legale dilagante”.  Superato il terrore evocato da terminologie tali da fare invidia ai sermoni di Savonarola, per chi non lo sapesse, <a title="Ru486, i vantaggi superano gli svantaggi " href="http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2008&#38;mese=03&#38;file=08COM22a" target="_blank"><strong>il farmaco è stato definito preferibile e </strong><strong>più sicuro di un intervento chirurgico</strong></a> oltre che dall’Aifa, anche dal premio Nobel per la medicina Montagnier.  Mentre le campagne antiabortiste mistificano le informazioni e strumentalizzano i meno di 30 decessi registrati in tutto il mondo nell&#8217;arco di una quindicina d&#8217;anni senza un chiaro legame causale con la pillola in questione -rappresentanti quindi un rischio di mortalità inferiore a 1 per 100.000, analogo a quello per aborto spontaneo-, le <strong>morti avvenute per aborto chirurgico clandestino sono inquantificabili</strong>.</p>
<p>I difensori del <strong>movimento per la vita</strong> commettono un grande errore, o una grande ipocrisia dettata dalla volontà di fare <strong>pressione sulla paura e sull’emotività</strong> delle persone meno informate e di inficiare la veridicità delle perizie degli organismi tecnici con finalità tutt’altro che scientifiche. Inoltre, i medici hanno osservato che gli aborti per RU 486 non si sommano agli aborti chirurgici, vi si sostituiscono. Una donna che non può abortire farmacologicamente lo farà ugualmente, chirurgicamente, per le stesse motivazioni. Un aborto non diventa <em>facile </em>perché è metodologicamente &#8220;<em>più facile</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217;OBIEZIONE DI COSCIENZA </strong>è la vera causa dell&#8217;ostruzionismo. Se l&#8217;RU 486 è compatibile con la legge, non porta ad un aumento delle IVG ed è preferibile ad un aborto chirurgico perché ci sono così tante polemiche? La risposta è semplice: benché assistito in ospedale, l’atto di assunzione di una pillola abortiva è autonomo ed evitando l’intervento chirurgico si aggira l’obiezione di coscienza. <strong>È l’obiezione di coscienza ad essere banalizzata, non la vita</strong>.</p>
<blockquote><p><a title="Testo L. 22 maggio 1978, n. 194" href="http://www.mpv.org/mpv/allegati/1075/Legge%2022%20maggio%201978%20n.pdf" target="_blank">Legge n. 194/78</a>, articolo 9:</p>
<p>(&#8230;) L&#8217;obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l&#8217;interruzione della gravidanza, e non dall&#8217;assistenza antecedente e conseguente all&#8217;intervento.</p></blockquote>
<p>Bisogna di fatto osservare che l’obiezione di coscienza, benché sia un diritto del medico, non permette di esercitare i diritti derivanti dalla legge 194 ed agisce in modo coercitivo sul paziente. La pillola abortiva risolve questo dilemma, ma anche vanifica la potenza del <strong>principale strumento di pressione etica</strong>, mentre <strong>gli obiettori non possono comunque eludere l’assistenza successiva l’aborto farmacologico</strong>. Questo comporta una redistribuzione di costi e di impegno all’interno delle strutture sanitarie, fin’ora impossibile vista la <a title="Ospedali e primari: Cl fa il pieno al Niguarda" href="http://www.02blog.it/post/2442/ospedali-e-primari-cl-fa-il-pieno-al-niguarda" target="_blank">quantità degli obiettori</a>, se non la quasi totalità in alcune strutture lombarde &#8211; dove magari le IVG fin&#8217;ora sono pesate sulle spalle di pochissimi medici, costretti a rinunciare a ferie e riposi -.</p>
<p><strong>LE INGERENZE</strong>: Immaginavo che la commissione Sanità del Senato avrebbe temporeggiato con la scusa di verificare la sicurezza o la compatibilità della RU486, per poi proporre una nuova modifica della legge 194 (e fallire). La recente <a title="Il Senato chiede lo stop alla RU486" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/pillola-abortiva.html" target="_blank">richiesta della commissione Sanità</a> del Senato al governo di <strong>fermare l&#8217;immissione in commercio della pillola</strong> era quindi prevedibile, ma alla luce dei dati e delle osservazioni riportate sarebbe stata chiaramente una battaglia persa. Non potendo reimpossessarsi dell&#8217;arma dell&#8217;obiezione di coscienza, il Movimento per la Vita ha quindi proposto una <strong>modifica all&#8217;art. 1 del </strong><a title="Il Codice civile italiano" href="http://www.jus.unitn.it/cardozo/Obiter_dictum/codciv/Lib1.htm" target="_blank"><strong>Codice Civile</strong> </a>per <a title="Il Governo estende il diritto al nascituro. Ecco il testo esclusivo del disegno di legge " href="http://www.affaritaliani.it/cronache/il_governo_estende_diritto_al_nascituro_ecco_testo_esclusivo_legge.html" target="_blank">estendere i diritti personali </a>dal momento della nascita al momento del concepimento. Un’idea così bizzarra all’insegna del teoconservatorismo più estremo non me l’aspettavo proprio.</p>
<p><strong>IN ALTRI STATI</strong> la pillola è in commercio da più di 20 anni. In altri stati è possibile somministrarla entro la nona settimana di gestazione, come anche la nostra legge 194 prevede. In altri stati la Chiesa non ha evocato la scomunica per le donne che l’assumessero. Ma per l’Italia non ha importanza ciò che accade negli stati limitrofi. Ciò che è lecito o illecito sul piano morale prescinde dalla legislazione ivi vigente, quella degli stati confinanti fa a malapena il solletico all’opinione pubblica. Il caso dell’RU 486 è emblematico di come nel sistema italiano si tenda a tentare di modificare le leggi, piuttosto che a rispettarle anche quando sono scomode al governo.</p>
<p>Quanta polvere per ogni spiffero che agita la bandiera italiana verso uno straccio di laicità in più.</p>
<p>Alessia Genovese</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amministratori di sistema: non solo software]]></title>
<link>http://studiomazzolari.wordpress.com/2009/11/30/amministratori-di-sistema-non-solo-software/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:13:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>studiomazzolariblog</dc:creator>
<guid>http://studiomazzolari.wordpress.com/2009/11/30/amministratori-di-sistema-non-solo-software/</guid>
<description><![CDATA[Le nuove misure per gli Amministratori di sistema non coinvolgono solo sistemi software e hardware. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;"><strong>Le nuove misure per gli Amministratori di sistema non coinvolgono solo sistemi software e hardware.</strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><a href="http://www.mazzolari.eu" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">Studio Mazzolar</span></a></span><span style="color:#0000ff;"><a href="http://www.mazzolari.eu" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">i</span></a></span><span style="color:#000000;"><span style="color:#0000ff;"> </span>riporta qua di seguito un pratico </span><strong><span style="color:#000000;">Vademecum degli adempimenti procedurali e documentali</span></strong><span style="color:#000000;"> prescritti ai Titolari del trattamento relativamente alle attribuzioni delle funzioni di amministratore di sistema <span style="color:#0000ff;">(</span></span><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1577499" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">Provvedimento a carattere generale 27 novembre 2008</span></a><span style="color:#000000;">) da adottare entro il <strong>15 dicembre 2009</strong>.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><em>Tale vademecum presuppone che il Titolare abbia già adottato idoneo sistema per la registrazione e la conservazione degli access log così come disposto dal Punto f) del sopra citato Provvedimento.</em></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Anzitutto: Chi sono gli Amministratori di sistema?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p><span style="color:#000000;">Con la definizione di &#8220;amministratore di sistema&#8221; si individuano generalmente, in ambito informatico, figure professionali finalizzate alla gestione e alla manutenzione di un impianto di elaborazione o di sue componenti.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Ai fini del  Provvedimento del Garante vengono però considerate tali anche altre figure equiparabili dal punto di vista dei rischi relativi alla protezione dei dati, quali: </span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000000;">gli amministratori di database,</span></li>
<li><span style="color:#000000;">gli amministratori di reti e di apparati di sicurezza,</span></li>
<li><span style="color:#000000;">gli amministratori di sistemi </span><em><span style="color:#000000;">software</span></em><span style="color:#000000;"> complessi.</span></li>
</ul>
<p><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Gli adempimenti procedurali e documentali richiesti</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#000000;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;"><strong><em><span style="color:#000000;">a. </span></em></strong><strong><em><span style="color:#000000;">Valutazione delle caratteristiche soggettive</span></em></strong></span></strong></p>
<p><span style="color:#000000;">Anche quando le funzioni di amministratore di sistema o assimilate sono attribuite solo nel quadro di una designazione quale incaricato del trattamento ai sensi dell&#8217;art. 30 del Codice, il titolare e il responsabile devono attenersi comunque a criteri di valutazione equipollenti a quelli richiesti per la designazione dei responsabili ai sensi dell&#8217;art. 29.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Adempimento</span></strong><span style="color:#000000;">: nella nomina dell’Amministratore di sistema vanno richiamati i requisiti previsti per la nomina a Responsabile del trattamento (Comma 2, Art. 29 Dlgs 196/2003). Se è già stato nominato quale Incaricato del trattamento: integrare la nomina con le valutazioni ex art. 29 Dlgs 196/2003.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><strong><em><span style="color:#000000;">b. </span></em></strong><strong><em><span style="color:#000000;">Designazioni individuali e ambiti di operatività</span></em></strong></p>
<p><span style="color:#000000;">La designazione quale amministratore di sistema deve essere individuale e recare l&#8217;elencazione analitica degli ambiti di operatività consentiti in base al profilo di autorizzazione assegnato.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Adempimento</span></strong><span style="color:#000000;">: all&#8217;atto della designazione individuale di un amministratore di sistema, deve essere fatta una &#8220;elencazione analitica&#8221; degli ambiti di operatività consentiti in base al profilo di autorizzazione assegnato, ovvero la descrizione puntuale degli stessi, evitando l&#8217;attribuzione di ambiti insufficientemente definiti, analogamente a quanto previsto al comma 4 dell&#8217;art. 29 del Codice riguardante i responsabili del trattamento.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">NB: </span></strong><span style="color:#000000;">non è necessario indicare i singoli sistemi e le singole operazioni affidate. E’ sufficiente specificare l&#8217;ambito di operatività in termini più generali, per settori o per aree applicative, senza obbligo di specificarlo rispetto a singoli sistemi, a meno che non sia ritenuto necessario in casi specifici.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><strong><em><span style="color:#000000;">c. </span></em></strong><strong><em><span style="color:#000000;">Elenco degli amministratori di sistema</span></em></strong></p>
<p><span style="color:#000000;">Gli estremi identificativi delle persone fisiche amministratori di sistema, con l&#8217;elenco delle funzioni ad essi attribuite, devono essere riportati da parte del Titolare (o del Responsabile esterno) in un documento da mantenere aggiornato e disponibile in caso di accertamenti da parte del Garante.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Adempimento</span></strong><span style="color:#000000;">: il Titolare (o il Responsabile che svolge il servizio di Amministratore di sistema in outsourcing) redige un documento da mantenere aggiornato e disponibile in caso di accertamenti da parte del Garante in cui sono riportati gli estremi identificativi delle persone fisiche amministratori di sistema, con l’elenco delle funzioni ad essi attribuite.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">NB</span></strong><span style="color:#000000;">: l’eventuale attribuzione al responsabile del compito di dare attuazione alla prescrizione, avviene nell’ambito della designazione del responsabile da parte del titolare del trattamento, ai sensi dell’art. 29 del Codice, o anche tramite opportune clausole contrattuali</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><strong><em><span style="color:#000000;">d. </span></em></strong><strong><em><span style="color:#000000;">Trattamento dati personali dei lavoratori</span></em></strong></p>
<p><span style="color:#000000;">I titolari sono tenuti a instaurare un regime di conoscibilità dell&#8217;identità degli amministratori di sistema, quale forma di trasparenza interna all&#8217;organizzazione a tutela dei lavoratori, nel caso in cui un amministratore di sistema, oltre a intervenire sotto il profilo tecnico in generici trattamenti di dati personali in un&#8217;organizzazione, tratti anche dati personali riferiti ai lavoratori operanti nell&#8217;ambito dell&#8217;organizzazione medesima o sia nelle condizioni di acquisire conoscenza di dati a essi riferiti.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Adempimento</span></strong><span style="color:#000000;">: rendere nota l’identità degli Amministratori di sistema tramite</span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000000;">integrazione dell’Informativa ai lavoratori <em>oppure </em></span></li>
<li><span style="color:#000000;">integrazione del Disciplinare interno sull’uso di Internet e Posta elettronica <em>oppure </em></span></li>
<li><span style="color:#000000;">pubblicazione sulla intranet o tramite ordini di servizio o bollettini.</span></li>
</ul>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><strong><em><span style="color:#000000;">e. </span></em></strong><strong><em><span style="color:#000000;">Verifica delle attività</span></em></strong><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color:#000000;">L&#8217;operato degli amministratori di sistema deve essere oggetto, con cadenza almeno annuale, di un&#8217;attività di verifica da parte dei titolari del trattamento o dei responsabili cui il servizio è affidato in outsourcing, in modo da controllare la sua rispondenza alle misure organizzative, tecniche e di sicurezza riguardanti i trattamenti dei dati personali previste dalle norme vigenti.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">Adempimento</span></strong><span style="color:#000000;">: almeno annualmente è da sottoporre a verifica l&#8217;attività svolta dall&#8217;amministratore di sistema nell&#8217;esercizio delle sue funzioni. In apposito documento da allegare al DPS (o conservare unitamente alla nomina dell’Amministratore di Sistema) va certificato che le attività svolte dall&#8217;amministratore di sistema siano conformi alle mansioni attribuite, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">NB</span></strong><span style="color:#000000;">: l’eventuale attribuzione al responsabile del compito di dare attuazione alla prescrizione, avviene nell’ambito della designazione del responsabile da parte del titolare del trattamento, ai sensi dell’art. 29 del Codice, o anche tramite opportune clausole contrattuali.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p><span style="color:#000000;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritto costituzionale alla salute]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/diritto-costituzionale-alla-salute/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:02:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/diritto-costituzionale-alla-salute/</guid>
<description><![CDATA[Roma 4 Dicembre 2009, ore 08.30 – 16.00  Camera dei deputati (Piazza San Silvestro) Palazzo Marini ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma 4 Dicembre 2009, ore 08.30 – 16.00  Camera dei deputati (Piazza San Silvestro) Palazzo Marini &#8211; Sala delle Conferenze Via del Pozzetto, 158. Oggi esistono 70.000 schede censite di malati rari mentre, da anni, le stime ci parlavano di circa 2.000.000 di malati di patologie definite rare nel nostro Paese, allora è vero che i conti ancora non tornano. Per varare un piano Nazionale c’è bisogno di certezza sui numeri, sovrastimare o sottostimare rende impossibile capire il problema e stanziare sufficienti risorse economiche per affrontarlo. Decine e decine le denunce che arrivano all’Osservatorio dell’Associazione Giuseppe Dossetti dedicato ai malati rari “Officina Malattie Rare” per i farmaci che non ci sono, per i farmaci che ci sono ma che il SSN non passa, per le malattie rare non ancora riconosciute dallo Stato, per la legge 104 non concessa. Ecc. ecc. E, tra le domande più frequenti, “Dove finiscono i fondi stanziati per le malattie rare?”, questa è la domanda che quotidianamente ci viene rivolta da chi, oltre alla malattia oggi, per via della recessione, vede svanire le possibilità di cura perché ogni giorno è più povero. Questa è la domanda che i malati rari si pongono al risveglio ogni mattina perché risposte ancora non ne vedono. Chiederemo conto di questo ufficialmente agli organi preposti, non solo per trasparenza amministrativa ma per rispetto dei malati. L’impegno dell’Associazione continua, i progetti e i disegni di legge che portano il nome dell’associazione Dossetti sono stati tanti in questi 10 anni. L’ottavo convegno per le malattie rare del prossimo 4 dicembre è l’ennesimo che l’Associazione dedica ai Malati Rari per continuare a dare voce a chi da anni voce non ha più. Perché, come diceva Don Dossetti ‘non si superi l’insuperabile’ e l’insuperabile è il baratro tra malato e Istituzioni. Al convegno parteciperanno esponenti di spicco delle Istituzioni, della Ricerca, del mondo Farmaceutico e delle Associazioni per dare informazioni sui progressi compiuti in questo decennio ma, soprattutto, per mettere a fuoco i passi che ancora sono ancora da fare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritto &amp; Rovescio]]></title>
<link>http://lovelogto.wordpress.com/2009/11/29/diritto-rovescio/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:48:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>lovelogto</dc:creator>
<guid>http://lovelogto.wordpress.com/2009/11/29/diritto-rovescio/</guid>
<description><![CDATA[Diritto &amp; Rovescio PRIMO PIANO Camillo Langone è il nuovo Alberto Arbasino. Leggiamolo quando ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Diritto &#38; Rovescio PRIMO PIANO Camillo Langone è il nuovo Alberto Arbasino.</p>
<p>Leggiamolo quando ce l&#8217;ha con l&#8217;Italia: «L&#8217;Italia delle impiegate che ti chiamano dottore e non c&#8217;è modo di farle smettere, l&#8217;Italia delle ragazze che dicono continuamente &#8216;cazzo&#8217;, l&#8217;Italia dei tassisti abusivi, l&#8217;Italia dei treni coi bagni rotti, l&#8217;Italia dei poeti che non leggono poesie, l&#8217;Italia dei pub bavaresi gestiti dai cinesi, l&#8217;Italia dei dipendenti pubblici che ostacolano il pubblico, l&#8217;Italia dei baristi che odiano i clienti, l&#8217;Italia delle biciclette rubate, l&#8217;Italia dei graffitari sporcanti, l&#8217;Italia dei mendicanti petulanti.</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?id=1632201&#38;codiciTestate=1</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Piovra 11]]></title>
<link>http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/28/la-piovra-11/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:02:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>leoman3000</dc:creator>
<guid>http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/28/la-piovra-11/</guid>
<description><![CDATA[Riassunto delle puntate precedenti. &#8220;La Piovra&#8221; era uno sceneggiato televisivo, diviso i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/y3a97VDuxm0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/y3a97VDuxm0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>Riassunto delle puntate precedenti. &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Piovra_(fiction_televisiva)">La Piovra</a>&#8221; era uno sceneggiato televisivo, diviso in 10 serie trasmesse tra il 1984 e il 2001, che seguiva da vicino le cronache (romanzate) della mafia siciliana (il titolo stesso, infatti, lasciava intedere la tentacolarità dell&#8217;organizzazione) e di chi cercava di ostacolarne le operazioni, mettendo in pericolo la propria vita e quella dei cari. La fiction, seguitissima (punte anche di 14 milioni di spettatori), ha avuto come protagonisti &#8211; tra gli altri &#8211; Michele Placido, Vittorio Mezzogiorno e Raoul Bova, nonché un cattivissimo Remo Girone nei panni del colluso Tano Cariddi. Per chi ha vissuto la televisione di quegli anni, &#8220;La Piovra&#8221; era un appuntamento fisso, capace di mostrare nel dettaglio, tramite una sceneggiatura comprensibile ed intrigante, quanto di tragico potesse gravitare attorno a quel mondo.</p>
<p>Cronaca di oggi. &#8220;Libero&#8221; e &#8220;Il Giornale&#8221;, testate vicine al Presidente del Consiglio, lasciano nuovamente trapelare delle supposizioni, già anticipate nelle precedenti uscite: un avviso di garanzia potrebbe essere recapitato al Capo del Governo da un giorno all&#8217;altro per un presunto coinvolgimento <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/mafia_berlusconi_non_e_indagato_e_lui_su_me_solo_voci_infamanti/berlusconi-delutri-procura-firenze-mafia-politica-giustizia/28-11-2009/articolo-id=402626-page=0-comments=1">con la mafia</A>. Nel quotidiano di Feltri compare un&#8217;immagine a tutta pagina del premier accompagnata dal titolo &#8220;Se questo è un mafioso&#8221;, parafrasi del romanzo di Primo Levi. L&#8217;inchiesta partirebbe da Firenze (in un attentato morirono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_dei_Georgofili">5 persone nel &#8216;93</a>), coordinata, per ovvi motivi, con Palermo. Il nome del Presidente sarebbe fuoriuscito dalle dichiarazioni rilasciate da alcuni <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_25/berlusconi-avviso-garanzia-spatuzza-cosentino_49a376d4-d9a4-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml">pentiti</a>. </p>
<p>Inizialmente, il diretto interessato ha mostrato spirito sulla questione. E alle <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_27/bonaiuti-no-avvisi-garanzia-premier_878c46d6-db86-11de-abc5-00144f02aabc.shtml">smentite</A> di portavoce ed esponenti della stessa coalizione (ma, curiosamente, non dei giornali a lui prossimi, che credono più al solito complotto della magistratura, <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/vogliono_dimostrare_che_berlusconi_e_mafioso/28-11-2009/articolo-id=402418-page=0-comments=1">coadiuvata</a> per l&#8217;occasione dai collaboratori di giustizia) si è unita la battuta &#8220;ricorsiva&#8221;: «C&#8217;è qualcuno che dice che mi sono molto occupato di mafia, a partire dal &#8216;92. È vero: sulla mafia ho raccontato molte storielle&#8230;». </p>
<p>Altre mancate conferme arrivano dalla Procura del Capoluogo toscano. Che, comunque, è tenuta al segreto d&#8217;ufficio (art. 329 c.p.p.); dunque, anche se l&#8217;indiscrezione fosse vera, sarebbe obbligata per deontologia a non far trasparire le «voci infondate e infamanti», così come bollate dal Primo Ministro. Poche ore dopo, però, il medesimo pronuncia pubblicamente <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_28/berlusconi_utri_non_indagati_firenze_50d7f4b2-dc0f-11de-abb8-00144f02aabc.shtml">questa frase</a>; una manna per la stampa, dopo parecchi silenzi: <b>«Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo»</b>. Altra ironia? Di certo da molti non gradita. </p>
<p>La prima eccezione riguarda, più marginalmente, il numero delle serie de &#8220;La Piovra&#8221; (dieci, non nove: nell&#8217;episodio finale Cariddi si gettava tra la lava dell&#8217;Etna&#8230;). La &#8220;brutta figura nel mondo&#8221;, poi, verrebbe più dai drammatici eventi di cronaca che da qualche produzione, solitamente circoscritta al nostro territorio. Platealmente, non sono Cosa Nostra, Camorra o &#8216;Ndrangheta le sole responsabili delle figuracce: probabilmente il Cavaliere non ha visto l&#8217;ultimo spot di &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=AdTQXFXdygE">Le Monde</a>&#8220;. Vabbé, non è da escludere che i media francesi siano già <a href="http://leoman3000.wordpress.com/2009/06/05/modus-vivendi/">insufflati</a>&#8230;</p>
<p>Per completare il quadro, le repliche <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_28/piovra_berlusconi_placido_mafia_191584ea-dc28-11de-abb8-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano">non sono tardate</a>, soprattutto dagli stessi protagonisti della popolare ricostruzione della Rai. Placido, o meglio il Commissario Cattani (personaggio che interpretava nella miniserie, ucciso nella quarta edizione), sottolinea l&#8217;incoerenza nell&#8217;affermazione («&#8221;Il Capo dei Capi&#8221; è un prodotto di Canale5»), indicando, con esempi concreti, le azioni stragistiche commesse dalle cosche (gli omicidi Falcone &#8211; Borsellino su tutti: due magistrati, del resto). In effetti, anche &#8220;Gomorra&#8221;, il best-seller di Saviano incentrato sugli atti e fatti relativi alla Camorra (altra zona d&#8217;Italia, ma sempre di &#8220;cupola&#8221; si tratta), è diffuso dalla Mondadori (casa editrice di proprietà &#8211; <i>ex</i> &#8220;<a href="http://leoman3000.wordpress.com/2009/10/07/promosso-con-lodo/">lodo</a>&#8221; &#8211; della famiglia del Presidente del Consiglio). </p>
<p>Tirando le somme, pur piegati da costrizioni, minacce, ricatti come no, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6a5aCX628po">strozzarsi da soli</a> è un po&#8217; difficile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GIUSTO PROCESSO.]]></title>
<link>http://bellisharon.wordpress.com/2009/11/28/giusto-processo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 08:48:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>bellisharon</dc:creator>
<guid>http://bellisharon.wordpress.com/2009/11/28/giusto-processo/</guid>
<description><![CDATA[  La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle  libertà  fondament]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>  <a href="http://bellisharon.wordpress.com/files/2009/11/tribunale1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-346" title="tribunale" src="http://bellisharon.wordpress.com/files/2009/11/tribunale1.jpg" alt="" width="140" height="112" /></a></strong></p>
<p><strong>La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle  libertà  </strong><strong>fondamentali</strong>  prevede il <strong>diritto ad un processo equo</strong>:</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>ART.11</strong></p>
<p>1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale deciderà sia delle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga rivolta. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l&#8217;accesso alla sala d&#8217;udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell&#8217;interesse della morale, dell&#8217;ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità puó pregiudicare gli interessi della giustizia.</p>
<p>2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.</p>
<p>3. In particolare, ogni accusato ha diritto a :</p>
<p>a. essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in un modo dettagliato, della natura e dei motivi dell&#8217;accusa elevata a suo carico;</p>
<p>b. disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;</p>
<p>c. difendersi personalmente o avere l&#8217;assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d&#8217;ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;</p>
<p>d. esaminare o far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l&#8217;esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;</p>
<p>e. farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata all&#8217;udienza.</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>L’Art. 111 della Costituzione  prevede che</strong> :</p>
<p>La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.</p>
<p>Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.</p>
<p>Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell&#8217;accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l&#8217;interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell&#8217;accusa e l&#8217;acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.</p>
<p>Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell&#8217;imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all&#8217;interrogatorio da parte dell&#8217;imputato o del suo difensore.</p>
<p>La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell&#8217;imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.</p>
<p>Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati [<em>cfr. artt. <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item9834.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131291/articolo.htm">13 c.2</a> , <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item98314.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131292/articolo.htm">14 c.2</a> , <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item98316.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131293/articolo.htm">15 c.2</a> , <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item98322.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131299/articolo.htm">21 c.3</a></em>].</p>
<p>Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale [<em>cfr. art. <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item9834.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131291/articolo.htm">13</a></em>], pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge [<em>cfr. art. <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item983138.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131428/131429/131433/articolo.htm">137 c.3</a></em>]. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra [<em>cfr. art. <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item983104.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131391/131392/131395/articolo.htm">103 c.3</a> , <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item983146.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131437/131443/articolo.htm">VI c.2</a></em>].</p>
<p>Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione [<em>cfr. art. <a title="Link alla pagina /istituzione/costituzione/item983104.htm" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131391/131392/131395/articolo.htm">103 c.1,2</a></em>].</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>In attuazione degli articoli citati  la <strong>legge del 24 marzo 2001 n. 89</strong> per l’equa riparazione del danno da irragionevole durata del processo.</p>
<p>La si può consultare al seguente link:</p>
<p><a href="http://gazzette.comune.jesi.an.it/2001/78/2.htm">http://gazzette.comune.jesi.an.it/2001/78/2.htm</a></p>
<p>&#160;</p>
<p>Ho voluto mettere tutto nero su bianco perché stanca ed esausta dalle notizie che, a fiumi , in modo indiscriminato vengono trasmesse dai telegiornali, ho pensato che sia bene illustrare tecnicamente cosa prevede realmente il  Ddl del Senato del 12 novenbre 2009.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Vi riporto le modifiche previste per la Legge Pinto e lascio a voi lettori la possibilità di valutare se , realmente, come sostengono i relatori queste modifiche hanno il fine di “ rendere più certi i presupposti ,la procedura e la quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi” e di “ adeguare il sistema processuale alla convenzione dei diritti dell’uomo e alla Costituzione “</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Articolo 1</p>
<p>(Modifiche alla legge 24 marzo 2001, n. 89)</p>
<p>1. All’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, sono apportate le seguenti</p>
<p>modificazioni:</p>
<p>a) al comma 1, le parole “Chi ha subito” sono sostituite dalle seguenti: “In</p>
<p>attuazione dell’articolo 111, secondo comma, della Costituzione, la parte che ha</p>
<p>subito”;</p>
<p>b) al comma 3, la lettera b) è abrogata;</p>
<p>c) dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti:</p>
<p>«3-<em>bis</em>. Ai fini del computo del periodo di cui al comma 3, il processo si considera</p>
<p>iniziato, in ciascun grado, alla data di deposito del ricorso introduttivo del giudizio o</p>
<p>dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di citazione, ovvero alla data del</p>
<p>deposito dell’istanza di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5,</p>
<p>ove applicabile, e termina con la pubblicazione della decisione che definisce lo stesso</p>
<p>grado. Il processo penale si considera iniziato alla data di assunzione della qualità di</p>
<p>imputato. Non rilevano, agli stessi fini, i periodi conseguenti ai rinvii del procedimento</p>
<p>richiesti o consentiti dalla parte, nel limite di 90 giorni ciascuno.</p>
<p>3-<em>ter</em>. Non sono considerati irragionevoli, nel computo di cui al comma 3, i periodi</p>
<p>che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di</p>
<p>appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in</p>
<p>ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma</p>
<p>2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma.</p>
<p>3-<em>quater</em>. Nella liquidazione dell’indennizzo, il giudice tiene conto del valore della</p>
<p>domanda proposta o accolta nel procedimento nel quale si assume verificata la</p>
<p>violazione di cui al comma 1. L’indennizzo è ridotto ad un quarto quando il</p>
<p>procedimento cui la domanda di equa riparazione si riferisce è stato definito con il</p>
<p>rigetto delle richieste del ricorrente, ovvero quando ne è evidente l’infondatezza.</p>
<p>3-<em>quinquies</em>. In ordine alla domanda di equa riparazione di cui all’articolo 3, si</p>
<p>considera priva di interesse, ai sensi dell’articolo 100 del codice di procedura civile, la</p>
<p>parte che, nel giudizio in cui si assume essersi verificata la violazione di cui al comma</p>
<p>1, non ha presentato, nell’ultimo semestre anteriore alla scadenza dei termini di cui al</p>
<p>primo periodo del comma 3-<em>ter</em>, una espressa richiesta al giudice procedente di sollecita</p>
<p>definizione del giudizio entro i predetti termini, o comunque quanto prima, ai sensi e</p>
<p>per gli effetti della presente legge. Se la richiesta è formulata dopo la scadenza dei</p>
<p>termini di cui al comma 3-<em>bis</em>, l’interesse ad agire si considera sussistente limitatamente</p>
<p>al periodo successivo alla sua presentazione. Nel processo davanti alle giurisdizioni</p>
<p>amministrativa e contabile è sufficiente il deposito di nuova istanza di fissazione</p>
<p>dell&#8217;udienza, con espressa dichiarazione che essa è formulata ai sensi della presente</p>
<p>legge. Negli altri casi, la richiesta è formulata con apposita istanza, depositata nella</p>
<p>cancelleria o segreteria del giudice procedente.</p>
<p>3-<em>sexies</em>. Il giudice procedente e il capo dell’ufficio giudiziario sono avvisati senza</p>
<p>ritardo del deposito dell’istanza di cui al comma 3-<em>quinquies</em>. A decorrere dalla data del</p>
<p>deposito, il processo civile è trattato prioritariamente ai sensi degli articoli 81, secondo</p>
<p>comma, e 83 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e</p>
<p>disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, con</p>
<p>esclusione della deroga prevista dall’articolo 81, secondo comma, e di quella di cui</p>
<p>3</p>
<p>all’articolo 115, secondo comma, delle medesime disposizioni di attuazione; nei</p>
<p>processi penali si applica la disciplina dei procedimenti relativi agli imputati in stato di</p>
<p>custodia cautelare; nei processi amministrativi e contabile l’udienza di discussione è</p>
<p>fissata entro novanta giorni. Salvo che nei processi penali, la motivazione della</p>
<p>sentenza che definisce il giudizio è limitata ad una concisa esposizione dei motivi di</p>
<p>fatto e di diritto su cui la decisione si fonda. Il capo dell’ufficio giudiziario vigila</p>
<p>sull’effettivo rispetto di tutti i termini acceleratori fissati dalla legge»;</p>
<p><em>d) </em>In sede di prima applicazione, nei giudizi pendenti in cui sono già decorsi i</p>
<p>termini di cui all’articolo 2, comma 3-<em>ter</em>, della legge n. 89 del 2001, l’istanza di cui al</p>
<p>comma 3-<em>quinquies </em>dello stesso articolo 2 è depositata entro sessanta giorni dalla data</p>
<p>di entrata in vigore della presente legge.».</p>
<p>Articolo 2</p>
<p><em>(Estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole)</em></p>
<p>«1. Nel codice di procedura penale, dopo l’articolo 346 è inserito il seguente:</p>
<p>Art. 346-<em>bis </em>- (<em>Non doversi procedere per estinzione del processo</em>). 1. Il giudice nei processi</p>
<p>per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è inferiore nel</p>
<p>massimo ai dieci anni di reclusione dichiara non doversi procedere per estinzione del</p>
<p>processo quando:</p>
<p>a) dal provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale formulando</p>
<p>l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 sono decorsi più di due anni senza che sia stata</p>
<p>emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado;</p>
<p>b) dalla sentenza di cui alla lettera a) sono decorsi più di due anni senza che sia stata</p>
<p>pronunciata la sentenza che definisce il giudizio di appello;</p>
<p>c) dalla sentenza di cui alla lettera b) sono decorsi più di due anni senza che sia stata</p>
<p>pronunciata sentenza da parte della Corte di cassazione;</p>
<p>d) dalla sentenza con cui la Corte di cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento</p>
<p>oggetto del ricorso è decorso più di un anno senza che sia stata pronunciata sentenza</p>
<p>irrevocabile.</p>
<p>2. Il corso dei termini indicati nel comma 1 è sospeso:</p>
<p>a) nei casi di autorizzazione a procedere, di deferimento della questione ad altro giudizio e in</p>
<p>ogni altro caso in cui la sospensione del procedimento penale è imposta da una particolare</p>
<p>disposizione di legge;</p>
<p>b) nell’udienza preliminare e nella fase del giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il</p>
<p>dibattimento sono sospesi o rinviati per impedimento dell’imputato o del suo difensore,</p>
<p>ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il rinvio</p>
<p>non siano stati disposti per assoluta necessità di acquisizione della prova;</p>
<p>c) per il tempo necessario a conseguire la presenza dell’imputato estradando.</p>
<p>3. Nelle ipotesi di cui agli articoli 516, 517 e 518 in nessun caso i termini di cui al comma 1</p>
<p>possono essere aumentati complessivamente per più di tre mesi.</p>
<p>4. Alla sentenza irrevocabile di non doversi procedere per estinzione del processo si applica</p>
<p>l’articolo 649.</p>
<p><strong>5. Le disposizioni dei commi 1, 2, 3 e 4 non si applicano nei processi in cui l’imputato ha</strong></p>
<p><strong>già riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è</strong></p>
<p><strong>intervenuta la riabilitazione, o è stato dichiarato delinquente o contravventore abituale</strong></p>
<p><strong>o professionale, e nei processi relativi a uno dei seguenti delitti, consumati o tentati:</strong></p>
<p><strong><em>a</em>) delitto di associazione per delinquere previsto dall’articolo 416 del codice penale;</strong></p>
<p><strong><em>b</em>) delitto di incendio previsto dall’articolo 423 del codice penale;</strong></p>
<p><strong><em>c</em>) delitti di pornografia minorile previsti dall’articolo 600-<em>ter </em>del codice penale;</strong></p>
<p><strong><em>d</em>) delitto di sequestro di persona previsto dall’articolo 605 del codice penale;</strong></p>
<p>4</p>
<p><strong><em>e</em>) delitto di atti persecutori previsto dall’articolo 612-<em>bis </em>del codice penale</strong></p>
<p><strong><em>f</em>) delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’art.4 della</strong></p>
<p><strong>legge 8 agosto 1977, n.533, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo</strong></p>
<p><strong>625 del codice penale;</strong></p>
<p><strong><em>g</em>) delitti di furto previsti dall’articolo 624-<em>bis </em>del codice penale;</strong></p>
<p><strong><em>h</em>) delitto di circonvenzione di persone incapaci, previsto dall’articolo 643 del codice</strong></p>
<p><strong>penale;</strong></p>
<p><strong><em>i</em>) delitti previsti dall’articolo 51, commi 3-<em>bis </em>e 3-<em>quater</em>, del codice di procedura penale;</strong></p>
<p><strong><em>l</em>) delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale;</strong></p>
<p><strong><em>m</em>) delitti commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e</strong></p>
<p><strong>all’igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale;</strong></p>
<p><strong><em>n</em>) reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina</strong></p>
<p><strong>dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo</strong></p>
<p><strong>25 luglio 1998, n.286;</strong></p>
<p><strong><em>o</em>) delitti di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti previsti dall’art. 260,</strong></p>
<p><strong>commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.</strong></p>
<p>6. In caso di dichiarazione di estinzione del processo, ai sensi del comma 1, non si applica</p>
<p>l’articolo 75 comma 3. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini a</p>
<p>comparire di cui all’art. 163 <em>bis </em>del codice di procedura civile sono ridotti della metà, e il</p>
<p>giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo</p>
<p>all’azione trasferita.</p>
<p>7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando l’imputato dichiara di non</p>
<p>volersi avvalere della estinzione del processo. La dichiarazione deve essere formulata</p>
<p>personalmente in udienza ovvero è presentata dall’interessato personalmente o a mezzo di</p>
<p>procuratore speciale. In quest’ultimo caso la sottoscrizione della richiesta deve essere</p>
<p>autenticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3.».</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Articolo 3</p>
<p><em>(Entrata in vigore)</em></p>
<p>1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua</p>
<p>pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.</p>
<p>2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso alla data di entrata in</p>
<p>vigore della presente legge, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte</p>
<p>d’appello o alla Corte di cassazione.».</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>Buona analisi a tutti quelli che hanno voglia di spendere qualche minuto per un’analisi concreta e coerente.</em></p>
<p><em>Si attendono commenti e valutazioni, per un dibattito che possa diventare un momento di  scambio, per poter insieme formulare una valutazone giusta e coerente in merito alllo schema del disegno di legge .</em></p>
<p>&#160;</p>
<p><em>Buona lettura.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Processi]]></title>
<link>http://illibertinortodosso.wordpress.com/2009/11/28/processi/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:34:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Libertino Ortodosso</dc:creator>
<guid>http://illibertinortodosso.wordpress.com/2009/11/28/processi/</guid>
<description><![CDATA[Uno dei massimi lambicchi teorici dell&#8217;oggi si presenta così: le grosse grane d&#8217;Italia, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uno dei massimi lambicchi teorici dell&#8217;oggi si presenta così: le grosse grane d&#8217;Italia, diciamo la mafia e la corruzione, di che natura sono e come si possono affrontare? Sul primo tema da sempre le risposte si sprecano. Da fenomeno sociale locale a forma generalizzata di criminalità mondiale, le mafie italiane attraversano tutte le fantasiose categorie che i sociologi inesauribilmente producono.  E dato che un&#8217;interpretazione non ne esclude un&#8217;altra, è più che probabile ritrovare insieme la dimensione internazionale e  l&#8217;appartenenza al paese, alla consorteria comunale o alle reti di amicizia locale.  D&#8217;altronde chiunque  si informi sullo stato attuale degli arresti e dei sequestri nota che i latitanti vengono ritrovati spesso a casa propria in sudici buchi nascosti dietro il muro di cucina, dove sono rimasti magari per anni. O allevano polli e caprette in casolari a 20 chilometri dall&#8217;amato paesello.  Le case, i villoni baroccheggianti, la maggior parte delle imprese sequestrate si trovano alla periferia di Caserta o nei sobborghi di Palermo; non abbiamo ancora visto grandi espropri a Copenhagen. Questo per dire che, in ogni caso, la mafia rappresenta un fenomeno profondamente locale, sociale, relazionale, dominante in collettività estese ma anche geograficamente definibili con una certa precisione.</p>
<p>Passiamo alla corruzione. <em>Vaste programme</em>, direbbero oltralpe. Si tratta di una definizione che nel discorso pubblico resta volutamente ambigua, nella quale si fanno rientrare cose molto diverse. Dalla vera mazzetta, alla raccomandazione, al favore dell&#8217;amico del conoscente per superare la coda in comune o fare gli esami del sangue qualche giorno prima in ospedale. Cose molto diverse, appunto, ma legate anche da una certa continuità operativa, se non morale. Tratto antropologico di fondo, frutto di una propensione incontenibile al mercanteggiamento sociale e alla sua conseguente, inevitabile e camuffata violenza. In ogni caso fenomeno che arriva alla natura profonda del patto implicito (ed esplicito) tra moltissimi italiani, tanto da diventare molto spesso cogente anche per chi vorrebbe sottrarvisi.</p>
<p>Che fare di fronte a questi fenomeni pietrosi, prevaricanti, ma anche sfumati e inafferrabili, come ogni vero fondamento operativo di una società? Non ne ho la minima idea. Se non un&#8217;intuizione: affrontarli con i processi è inutile nei fatti e stravolge il diritto nel funzionamento della giurisdizione. Intendiamoci, la sanzione penale è perfettamente adatta a reprimere i crimini prodotti da mafia e corruzione, e funziona anche su numeri  elevati di imputati.   Ma da una trentina, ventina d&#8217;anni si è fatta strada l&#8217;idea in una parte consistente di giuristi e di magistrati che il processo possa servire ad estinguere i comportamenti affini al delitto: passando dalla repressione della corruzione a quella della raccomandazione e dei favori. Dal perseguire il delitto di mafia a indagare i comportamenti atipici di conoscenza, di frequentazione di mafiosi.</p>
<p>Questi tentativi di estensione delle competenze usuali dell&#8217;inchiesta penale mi sembra incontrino successi molto diversi. Facciamo due esempi: il PM De Magistris si proponeva, per la corruzione, di procedere proprio verso lo slittamento del processo verso la repressione dei favori nelle relazioni privilegiate locali.  L&#8217;inchiesta è finita nel nulla assoluto. Sembra di capire che estendere indeterminatamente le indagini in questi campi non sia tollerato nè dalla società nè dagli stessi colleghi del valoroso magistrato. Vicende analoghe su favori, diciamo così, artistico-canori non sembrano destinate a fortune molto maggiori.  Nel caso dei comportamenti che si potrebbero definire para-corruttivi mi sembra che la strada processuale sia chiusa o incontri enormi resistenze.</p>
<p>Secondo esempio: il caso della mafia, dove la situazione è del tutto diversa. In materia, come si sa, si è prodotta un&#8217;innovazione giudiziaria di notevole fortuna: il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Qui l&#8217;urgenza investigativa e la serietà dell&#8217;organizzazione criminale, ben più pericolosa delle vicende semplicemente corruttive, hanno suggerito di portare il processo nell&#8217;ambito della riforma e dello scardinamento dei legami interni a interi gruppi sociali e territoriali. E non solo in quello della repressione degli autori materiali dei reati. Se ne sono visti i risultati in moltissime inchieste , alcune non del tutto fortunate, che hanno raggiunto legami politici, tutele indirette, protezioni suggerite da frequentazioni e amicizie professionali. In questo caso i propositi di buona parte della magistratura hanno incontrato notevole favore sia tra le forze dell&#8217;ordine, sia nella politica. Anche in vicende dubbie. Si pensi al processo Andreotti: la stessa sentenza di assoluzione è oggetto di una furiosa battaglia interpretativa (è colluso o non è colluso) che dimostra come  la pubblica opinione organizzata, gli stessi politici siano divisi sui risultati ma non sulla sensatezza di utilizzare in questi casi lo strumento processuale. Che nessuno ha la volontà o la forza di mettere in discussione.</p>
<p>Penso che, al di là dei successi o delle sconfitte di questi progetti investigativi, il processo penale dovrebbe tenersi alla larga da questioni che lo possono solo stravolgere. Tra l&#8217;altro, senza potere raggiungere gli obiettivi che si propone.  La tentazione di riordinare la società è un risultato impazzito dell&#8217;ambizione della magistratura di fare trionfare ciò che ritiene essere il bene comune.  E di compiere un&#8217;opera di disciplinamento della società che non è stata fatta nei secoli e che non si può realizzare ora con mezzi del tutto inadeguati.  Una specie di <em>ubris </em>che viene pagata dall&#8217;inefficacia della procedura, da inevitabili sospetti di pregiudizio politico, dall&#8217;indeterminatezza delle fattispecie di reato, dallo sconvolgimento del sistema della prova. Specialmente dall&#8217;uso intrinsecamente ingovernabile dei pentiti che saranno sempre più forti dei magistrati che dovrebbero controllarli. Si è arrivati, pare, a mantenere 3000 pentiti a cui si è data una nuova identità; con quali conseguenze sulla riproduzione delle mafie non è dato sapere.  Qui soccorrerebbe un uso un po&#8217; meno occasionale della storia e delle esperienze altrui:  tutte le vicende della giustizia inquisitoriale dimostrano come il processo affidato alla chiamata di correo e alla estensione indiscriminata delle accuse diventi proprietà del pentito, al di là di ogni possibilità di controllo. La  vasta  produzione sui processi per eresia e per stregoneria dovrebbe far parte del <em>cursus studiorum</em> dei magistrati italiani che di queste cose non sembrano sapere un granchè. Così come andrebbe studiato il caso tragico e molto recente dell&#8217; <em>affaire d&#8217;Outreau</em>, un processo per pedofilia che ha sconvolto la Francia tra il 2001 e il 2005. Fondato sul pentimento di una parte degli accusati, ha condotto i giudici a credere ad accuse ed autoaccuse totalmente inventate e sempre più incredibili e ha portato in carcere per anni persone del tutto innocenti. Distruggendo vita e rapporti di una mezza regione del paese. La commissione parlamentare che si occupò della vicenda nel merito (ripeto, nel merito. Pensiamo a cosa capiterebbe in Italia&#8230;) dimostrò come la tecnica di imputati innocenti fu quella di scegliere dichiarazioni che potessero far esplodere il processo, non avendo loro da perdere, in senso stretto, altro che le loro catene.  Chiunque capisce che una simile tecnica non è solo a disposizione degli innocenti, ma ancora di più di ogni smaliziato colpevole. Che forse la saprà usare anche meglio.</p>
<p>Un&#8217;ultima considerazione. Introdurre nella società, al di là di ciò che è strettamente necessario, meccanismi di disgregazione dei rapporti personali o, più semplicemente,  di delazione  è talvolta più dannoso dei mali che si vogliono correggere. In ogni caso, nei fatti, le pratiche sociali non possono essere coartate al di là di un livello che la comunità consideri tollerabile. Si tratta di  un ostacolo che non può essere superato da nessun processo e da nessun magistrato.  E che condanna questi esperimenti al fallimento, anche se l&#8217;ambizione di molte burocrazie può far credere a lungo il contrario.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una cella in piazza]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/28/una-cella-in-piazza/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:21:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi, a Napoli, Giornata per la Legalità della Pena. Dalle ore 10, in Piazza dei Martiri: &#8220;DET]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi, a Napoli, <a href="http://www.ilcarcerepossibileonlus.it/dettaglionews.php?idn=135" target="_blank">Giornata per la Legalità della Pena</a>.</p>
<p>Dalle ore 10, in Piazza dei Martiri: &#8220;DETENUTO PER UN MINUTO&#8221;, iniziativa che tende ad avvicinare l&#8217;opinione pubblica alle problematiche relative alla detenzione.</p>
<p>Una cella virtuale collocata in piazza, per sensibilizzare i cittadini sulla realtà carceraria. Verrà offerto un reale percorso detentivo, dall&#8217;ingresso in istituto alla cella, con personale della Polizia Penitenziaria, messo a disposizione dal Provveditorato della Campania dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria. Verrà distribuito, a cura delle istituzioni e delle associazioni che interverranno alla manifestazione, materiale sulle attuali condizioni di vita all&#8217;interno del carcere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Indagine Altroconsumo sulle tariffe sms: il tesso massimo concertato tra AGCOM e operatori rischia di indurre aumenti di prezzo]]></title>
<link>http://pierani.wordpress.com/2009/11/27/indagine-altroconsumo-sulle-tariffe-sms-il-tesso-massimo-concertato-tra-agcom-e-operatori-rischia-di-indurre-aumenti-di-prezzo/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 21:45:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come già scrivevo ieri, non sembra proprio che ci sia da cantare vittoria per questa decisione dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fWPtRia3EJ8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fWPtRia3EJ8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>Come già scrivevo ieri, <a href="http://pierani.wordpress.com/2009/11/27/gli-operatori-si-autoimpongono-un-tetto-sulle-tariffe-sms-ce-da-gioire-mah-ho-i-miei-dubbi/" target="_blank">non sembra proprio che ci sia da cantare vittoria per questa decisione dell&#8217;AGCOM </a>che, attraverso una peculiare concertazione con gli operatori, allineerà anche in Italia il tetto massimo sulle tariffe sms a quello stabilito precedentemente in Europa a 13,2 cents dal Regolamento della Reding.</p>
<p>Ebbene, <a href="http://www.altroconsumo.it/sms-inchiesta-sulle-tariffe-grazie-all-annuncio-agcom-tagli-sicuri-per-pochi-rischio-rincari-per-molti-s261143.htm" target="_blank">ora Altroconsumo con una botta di calcoli precisa la bontà di questa sensazione:</a></p>
<blockquote>
<div id="content_title"><strong>Sms, inchiesta sulle tariffe. Grazie all&#8217;annuncio Agcom tagli sicuri (per pochi), rischio rincari (per molti)</strong></div>
<p>L&#8217;annuncio di ieri dell&#8217;AGCOM sul costo degli sms nel mercato italiano non risolve l&#8217;anomalia, tutta del belpaese, delle tariffe ingessate. Anzi, peggiora in alcuni casi la situazione.</p>
<p>Dall&#8217;inchiesta di confronto tariffario sugli sms di Altroconsumo emerge che oggi, per ben due terzi dei casi, cioè il 66% delle offerte sul mercato, le tariffe sono già sotto la soglia di AGCOM. Che si dimostra inutile e anzi rischia di legittimare livellamenti verso l&#8217;alto.</p>
<p>Il raffronto è fatto sui costi degli sms per tutte le tariffe ricaricabili attualmente attivabili. Compresi gli operatori virtuali, che da tempo propongono sul mercato tariffe molto convenienti, ma poiché ci sono grossissimi vincoli a un loro significativo inserimento, non riescono a fare breccia e arrivare al consumatore.</p>
<p>Per Altroconsumo l&#8217;AGCOM deve continuare a farsi garante della regolarità e della trasparenza nelle offerte degli operatori. Essere il punto di partenza, nel far funzionare il mercato, non di arrivo. Con più incisività. Per esempio, eseguendo interventi che impediscano ai soggetti dominanti di creare barriere agli utenti al cambio di operatore, oppure misure che stimolino gli operatori virtuali.</p>
<p>Rimane oscuro, infatti, dato che le conclusioni sono state formulate dall&#8217;Autorità consultando solo gli operatori di telefonia e non le associazioni di consumatori, perché gli utenti dovranno attivarsi in prima persona per avere una tariffazione al secondo. Non è chiaro in quale forma, né con quale tariffa. Rimane aperta, infine, per ammissione della stessa Autorità, la questione del traffico dati. L&#8217;annuncio dell&#8217;AGCOM sarà misurato negli effetti delle sue applicazioni. Ad oggi, cantare vittoria, via sms, non vale la pena.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.altroconsumo.it/sms-inchiesta-sulle-tariffe-grazie-all-annuncio-agcom-tagli-sicuri-per-pochi-rischio-rincari-per-molti-s261143.htm" target="_blank">Sul sito di Altroconsumo </a>trovate i dati dell&#8217;inchiesta.</p>
<p><a href="http://www.altroconsumo.it/sms-inchiesta-sulle-tariffe-grazie-all-annuncio-agcom-tagli-sicuri-per-pochi-rischio-rincari-per-molti-s261143.htm"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche questa è vita]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/27/anche-questa-e-vita/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:32:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche il XXI secolo riesce talvolta a tirar fuori storie da libro Cuore. Come quella del ragazzo di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Anche il XXI secolo riesce talvolta a tirar fuori storie da libro Cuore. Come quella del ragazzo di ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SCUOLA - PARITARIE A RISCHIO: TRE MOTIVI PER ACCOGLIERE L’ALLARME DEI VESCOVI DEL TRIVENETO ]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/27/scuola-paritarie-a-rischio-tre-motivi-per-accogliere-l%e2%80%99allarme-dei-vescovi-del-triveneto/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:45:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[SCUOLA &#8211; L’allarme lanciato dai Vescovi del Triveneto per la situazione e le prospettive delle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SCUOLA &#8211; L’allarme lanciato dai Vescovi del Triveneto per la situazione e le prospettive delle]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La paura che nega il diritto]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/la-paura-che-nega-il-diritto/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
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<description><![CDATA[La concorrenza ha sconfitto democrazia e sicurezza che, con la paura e i diritti è diventata oggetto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></strong><br />
La concorrenza ha sconfitto democrazia e sicurezza che, con la paura e i diritti è diventata oggetto di inquietanti antinomie: si calpestano i diritti per garantire la sicurezza ma con quelle violazioni si creano paure e torna la violenza del Leviatano<br />
Negli ultimi vent&#8217;anni la globalizzazione ha cambiato radicalmente la vita economica, politica e sociale dei popoli e degli individui, senza che il diritto ne abbia seguito e disciplinato l&#8217;evolversi.</p>
<p><!--more--><br />
Jacques Derrida nei suoi seminari su «La Bestia e il Sovrano» (Jaca Book, 2009, p.61) ha fatto un esempio illuminante, chiedendosi quale sarebbe stata la reazione allo sventramento delle Torri Gemelle del World Trade Center dell&#8217;11 settembre 2001, se l&#8217;immagine non fosse stata registrata, filmata, indefinitamente riproducibile e compulsivamente trasmessa in tutti i Paesi del mondo. Il ritorno a Hobbes, dove lo Stato, il Leviatano, altro non è che una macchina per far paura e la paura è l&#8217;unica cosa che motiva l&#8217;obbedienza alla legge, induce a concludere che «siccome non c&#8217;è legge senza sovranità (&#8230;) questa chiama, suppone, provoca la paura».<br />
Il pericoloso filosofo del diritto tedesco, Carl Schmitt, amato oggi sia a destra che a sinistra, precisava che «Protego ergo obligo è il cogito ergo sum dello Stato». E questo principio era stato uno dei fondamenti dello stato nazista.<br />
Ma lo Stato attuale nella sua dimensione politico-mediatica ha strumenti per la creazione di paura e quindi di esigenze di protezione o addirittura di omologazione con la Gewalt, cioè la violenza, ben maggiori di quanti se ne potessero immaginare. La cronaca quotidiana, purtroppo, mi esime da qualsivoglia esemplificazione. Mi basterà citare il Patriot Act e Guantanamo, perché sono forse fra gli esempi più clamorosi della sconfitta del diritto di fronte alla paura. Tant&#8217;è che il presidente Obama ha recentemente dovuto contraddirsi smentendo la promessa di chiudere Guantanamo.<br />
La verità è spesso manipolata in nome della sicurezza. È così che la costruzione della categoria degli enemy combatants ha tolto a costoro, dopo l&#8217;11 settembre, ogni diritto a un giusto processo, ad una normale istruttoria, all&#8217;assistenza di un avvocato, ad un regolare dibattimento. Purtroppo neppure la Corte Suprema, altre volte ben più attenta, nel caso Hamdi versus Rumsfeld (124, S.Ct. 2633 , è riuscita a garantire quei diritti a chi viene definito enemy combatant, anche se si trattava di un cittadino americano: il tutto in nome della sicurezza. Sempre identica è la conclusione: la violenza del Leviatano per proteggerti dalla paura (questa volta dei terroristi) colpisce sempre chi non è in grado di difendersi: dai minori, agli immigrati, a tutti i diversi che le società attuali tendono sempre più ad escludere.<br />
Né è possibile sottacere che l&#8217;impero della violenza, e quindi quello omonimo della paura, è diventato planetario e trascende ormai la Gestalt del Leviatano. La letteratura apocalittica è immensa. Mi limiterò qui a citare solamente tre testi recenti che ne danno un quadro complessivo, abbastanza preciso, ancorché forse non completo.<br />
Il primo è l&#8217;ultima opera di René Girard («Portando Clausewitz all&#8217;estremo», Milano 2008, 312) il quale dimostra come la violenza e le guerre nel mondo siano portate all&#8217;estremo e come l&#8217;accelerazione della storia crei nel genere umano una inconscia angosciante corsa verso l&#8217;apocalisse. Precisa Girard in conclusione che «il riscaldamento climatico del pianeta e l&#8217;aumento della violenza sono due fenomeni assolutamente legati (&#8230;) e questa confusione di naturale e artificiale rappresenta forse il messaggio più forte contenuto nei testi apocalittici». E ovviamente la globalizzazione ha reso la sorte dei minori più precaria, poiché &#8211; ripeto &#8211; la violenza si scarica sempre sui più deboli.<br />
Martin Rees, il cui saggio «Our Final Century» (London, 2003) lascia poche speranze di sopravvivenza, entro la fine di questo secolo, non solo per il pericolo delle armi atomiche, al quale siamo fortunosamente scampati nel secolo scorso, ma per gli altrettanto gravi pericoli ai quali ci sottopongono ora le biotecnologie, piuttosto che gli errori, sempre più frequenti, negli esperimenti scientifici e nelle tecnologie di vario tipo. E ciò, indipendentemente dalle ulteriori osservazioni di R. Posner («Catastrophe», Oxford, 2004), sui rischi catastrofici delle malattie pandemiche, piuttosto che sulle possibili collisioni astrali e via discorrendo. Con una popolazione mondiale che, secondo i calcoli di Levy-Strauss, nel 2050 ammonterà a più di 9 miliardi di individui, difficilmente sfamabili ma soggetti a rischi di carestia. L&#8217;ultima copertina del settimanale The Economist intitola &#8220;How to feed the world&#8221; (come sfamare il mondo), per giungere alle stesse conclusioni. La sottovalutazione della portata di questi rischi non riduce certo la loro costante riproposizione nei media e il conseguente aumento collettivo dello stato di paura e di angoscia.<br />
A questi rischi apocalittici si è ora aggiunta una grave crisi economica mondiale che nelle sue ricadute sull&#8217;economia reale e in particolare sulla disoccupazione aumenta in tutti i paesi la sensazione di instabilità e di minaccia alla sopravvivenza. La crisi ha dimostrato i limiti di un&#8217;ideologia basata sulla ricerca individualistica della ricchezza che ha portato all&#8217;autodistruzione del sistema in una recessione economica mondiale che colpisce soprattutto i paesi più poveri. Per di più, in un sistema dove vige la forza, chi è destinato a perdere è sempre il più debole che è sprovvisto di forza contrattuale, l&#8217;unica alla quale un&#8217;ostinata volgare ideologia continua ad attribuire valore anche agli effetti risolutivi della crisi. L&#8217;autoregolamentazione e il contratto sono nuovi idoli del mercato globale che ha clamorosamente fallito.<br />
Senza contare che lo stesso sviluppo economico orientato sempre più verso il consumismo ha provocato un fenomeno brillantemente descritto di recente da Robert Reich («Supercapitalismo», 2009). La spinta all&#8217;estremo della concorrenza fra le imprese, al fine di ridurre sempre più i prezzi dei prodotti, per conquistare i consumatori, ha necessariamente portato alla riduzione dei costi, laddove era più facile e cioè come sempre nei confronti dei più deboli, vale a dire i lavoratori. Questi si sono visti via via sottrarre i diritti che avevano faticosamente conquistato. Insomma, l&#8217;interesse del consumatore ha avuto la meglio sui diritti del cittadino e così la concorrenza ha sconfitto la democrazia e la sicurezza.<br />
Quella sicurezza, che con la paura, e i diritti è diventata oggetto di inquietanti antinomie: si calpestano i diritti per garantire la sicurezza, ma con quelle violazioni si creano paure e così in un circolo vizioso torna la violenza del Leviatano.<br />
Allora la soluzione sta altrove: cioè sopra il Leviatano, sopra gli stati, cioè nel rispetto dei diritti umani e in quei principi che stanno sopra e al di fuori delle norme imposte dal Leviatano.<br />
È pur vero che, come ci hanno insegnato sia N. Bobbio, sia M. Ignatieff, i diritti umani, nella loro pretesa di universalità, sono assolutamente storici e neppure assoluti. Alla loro base, tuttavia, nella diversità delle culture, esiste un minimum senza il quale le società non potrebbero sopravvivere. È in quel minimum che si sconfigge il loro supposto relativismo ed è in quel minimum che oggi G.B. Vico riconoscerebbe il senso comune insito nella facoltà dell&#8217;ingenium propria a tutto il genere umano, ed alla sua naturale propensione alla giustizia. A quella giustizia, alla quale il filosofo napoletano riconduceva altresì la «sapienza volgare» dei popoli primitivi. Uno dei maggiori esponenti di questa corrente di pensiero è, attualmente, il filosofo americano Ronald Dworkin.<br />
Si tratta insomma di massime generali, di standards, pur difformi dalle norme positive, il cui contenuto si ritrova nei principi soprattutto costituzionali e poi anche morali di comune accettazione, rappresentati da quel minimum di cui ho sopra parlato. Ed è questo il momento dell&#8217;incontro fra diritto ed etica, a fini di giustizia e lontano invece dalle equivoche e fuorvianti formule di codici etici o della responsabilità sociale, o peggio ancora morale, delle imprese.<br />
Il contenuto di questi principi, di questi standards è estremamente vario e complesso. E forse non è un caso che a tali principi, i cosiddetti global legal standards, anche l&#8217;Europa stia lavorando per evitare che ci sia la replica della crisi che ha sconvolto l&#8217;economia mondiale.<br />
I principi devono essere accettati dai vari paesi, secondo le modalità e le strutture del diritto internazionale. Essi serviranno altresì a decidere gli hard cases, cioè i casi difficili dove la norma manca o è lacunosa. Mi basta qui citare la straordinaria sentenza della Corte suprema degli Stati uniti nel caso Roper versus Simmons del 1° marzo 2005. Si trattava di giudicare sulla pena di morte sentenziata a carico di Christopher Simmons per un assassinio da lui commesso quando aveva 17 anni. E&#8217; noto che l&#8217;art. 37 della Convenzione dell&#8217;Onu sui diritti dei minori del 1989 stabilisce, tra l&#8217;altro, che: «Né la pena capitale né l&#8217;imprigionamento a vita senza possibilità di rilascio devono essere decretati per reati commessi da persone di età inferiore ai 18 anni». Ma è altrettanto noto che gli Stati uniti e la Somalia sono gli unici due paesi al mondo che non hanno sottoscritto la Convenzione. Ebbene, la Corte Suprema, nella sua magistrale sentenza, concluse che: «È corretto che noi si consideri il peso determinante dell&#8217;opinione internazionale contro la pena di morte nei confronti dei minori, consistente in larga misura sull&#8217;instabilità e labilità emozionale dei minori che può essere spesso fattore del crimine». E così la pena di morte non fu applicata, perché, secondo l&#8217;estensore, il giudice Anthony Kennedy, sarebbe stata, tra l&#8217;altro, contro gli evolving standards of decensy. La decenza diventa criterio interpretativo e principio fondamentale del diritto! Il riferimento all&#8217;opinione internazionale nell&#8217;interpretare la Costituzione americana è stata poi oggetto di ampie discussioni, che alla fine hanno confermato il principio statuito dalla Corte suprema.<br />
Vorrei, come finale meditazione, concludere che in presenza di alluvioni normative e amministrative scoordinate e sovente contraddittorie da parte dei poteri legislativi ed esecutivi non solo italiani od europei, ma di tutto il mondo, l&#8217;orizzonte del diritto si può aprire soltanto se i giudici sia interni, sia internazionali, di qualunque categoria, in tutti i paesi democratici, continueranno impegnando la loro dignità e indipendenza, a rivendicare con vigore i principi delle libertà democratiche e della giustizia, sia con valutazioni corrette della realtà, sia con riferimento, quando necessario, agli standard di civiltà per bloccare la violenza e le iniquità del Leviatano.<br />
Mi piace allora terminare con l&#8217;ultima frase scritta da Ronald Dworkin ne «L&#8217;impero del diritto» (Milano, 1989): «L&#8217;atteggiamento del diritto è costruttivo: il suo scopo, nello spirito interpretativo, è quello di far prevalere il principio sulla prassi per indicare la strada migliore verso un futuro migliore, mantenendo una corretta fedeltà nei confronti del passato. Infine, esso rappresenta un atteggiamento fraterno, un&#8217;espressione del modo in cui pur divisi nei nostri progetti, interessi e convinzioni, le nostre esistenze sono unite in una comunità. Questo è comunque ciò che è diritto per noi: per gli individui che vogliamo essere e la comunità in cui vogliamo vivere».</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20091126/pagina/06/pezzo/265599/">Fonte</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Carta dei cento per il libero Wi-fi]]></title>
<link>http://pierani.wordpress.com/2009/11/27/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 00:15:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierani</dc:creator>
<guid>http://pierani.wordpress.com/2009/11/27/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/</guid>
<description><![CDATA[Ho sottoscritto e promuovo la Carta dei cento per il libero Wi-fi, ci credo: LA CARTA DEI CENTO PER ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://pierani.wordpress.com/files/2009/11/wifi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-564" title="WiFi" src="http://pierani.wordpress.com/files/2009/11/wifi.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a><a href="http://pierani.wordpress.com/files/2009/11/wifi1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-562" title="wifi" src="http://pierani.wordpress.com/files/2009/11/wifi1.gif" alt="" width="1" height="1" /></a><a href="http://pierani.wordpress.com/files/2009/11/wifi.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-559" title="wifi" src="http://pierani.wordpress.com/files/2009/11/wifi.gif" alt="" width="1" height="1" /></a>Ho sottoscritto e promuovo la <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/26/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/" target="_blank">Carta dei cento per il libero Wi-fi</a>, ci credo:</p>
<blockquote><p><strong>LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI<br />
</strong></p>
<p>Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.</p>
<p>Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .</p>
<p>Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.</p>
<p>Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.</p>
<p>Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.</p>
<p>Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.</p>
<p>Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.</p>
<p>Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.</p>
<p>Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.</p>
<p>Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.</p>
<p><strong>FIRMATARI</strong></p>
<p>Alberto Abruzzese, docente universitario</p>
<p>Paolo Ainio, ceo Banzai</p>
<p>Paolo Basilico, ceo Kairos</p>
<p>Paolo Barberis, presidente Dada</p>
<p>Elvira Berlingieri, giurista</p>
<p>Giovanni Boccia Artieri, docente universitario</p>
<p>Raffaele Bianco, consigliere comunale e blogger</p>
<p>Antonio Boccuzzi, parlamentare</p>
<p>Stefano Bonaga, docente universitario</p>
<p>Roberto Bonzio, giornalista e blogger</p>
<p>Dino Bortolotto, Assoprovider</p>
<p>Mercedes Bresso, presidente Regione Piemonte</p>
<p>Giulia Caira, artista</p>
<p>Giovanni Calia, docente universitario, Supervisor New Media</p>
<p>Alessandro Campi, docente universitario</p>
<p>Luisa Capelli, editrice</p>
<p>Marco Cappato, presidente Agorà Digitale</p>
<p>Roberto Casati, filosofo e docente CNRS Parigi</p>
<p>Marco Cavina, docente universitario</p>
<p>Giuseppe Civati, consigliere regionale e blogger</p>
<p>Gianluca Comin, presidente Federazione Relazioni Pubbliche italiana</p>
<p>Luca Conti, consulente e giornalista</p>
<p>Davide Corritore, vicepresidente Consiglio Comunale di Milano</p>
<p>Carlo Felice Dalla Pasqua, giornalista e blogger</p>
<p>Mafe De Baggis, consulente Web</p>
<p>Derrick De Kerkhove, docente universitario</p>
<p>Juan Carlos De Martin, docente universitario</p>
<p>Gianluca Dettori, imprenditore Web</p>
<p>Lorenzo Diana, Fondazione Caponnetto</p>
<p>Arturo Di Corinto, saggista e ricercatore</p>
<p>Alberto D’Ottavi, docente e blogger</p>
<p>Stefano Esposito, parlamentare</p>
<p>Alberto Fedel, ceo Newton Management Innovation</p>
<p>Mario Fezzi, avvocato</p>
<p>Franco Fileni, docente universitario</p>
<p>Ricky Filosa, direttore <a title="http://Italiachiamaitalia. " href="http://italiachiamaitalia.net/" target="_blank">Italiachiamaitalia.net</a></p>
<p>Paolo Gentiloni, parlamentare</p>
<p>Marco Ghezzi, editore</p>
<p>Alessandro Gilioli, giornalista e blogger</p>
<p>Giorgio Gori, imprenditore</p>
<p>Giuseppe Granieri, saggista</p>
<p>Matteo Ulrico Hoepli, editore</p>
<p>Alessio Jacona, giornalista e blogger</p>
<p>Giorgio Jannis, progettista sociale e blogger</p>
<p>Manuela Kron, manager Nestlè</p>
<p>Daniela Lepore, urbanista, docente e blogger</p>
<p>Gad Lerner, giornalista</p>
<p>Alessandro Longo, giornalista e blogger</p>
<p>Francesco Loriga, Responsabile provincia WiFi – Provincia di Roma</p>
<p>Riccardo Luna, direttore Wired Italia</p>
<p>Sergio Maistrello, giornalista e blogger</p>
<p>Fabio Malagnino, giornalista e blogger</p>
<p>Massimo Mantellini, blogger</p>
<p>Alberto Marinelli, docente universitario</p>
<p>Ignazio Marino, parlamentare</p>
<p>Giacomo Marramao, filosofo, saggista e docente universitario</p>
<p>Carlo Massarini, conduttore radiotelevisivo</p>
<p>Marco Massarotto, consulente di comunicazione</p>
<p>Maria Grazia Mattei, MGM Digital Communication.</p>
<p>Giampiero Meani, St Microelectronics</p>
<p>Fabio Mini, generale ed ex vicecomandante Nato</p>
<p>Antonio Misiani, parlamentare e blogger</p>
<p>Marco Montemagno, imprenditore Web e conduttore Sky</p>
<p>Andrea Nativi, giornalista esperto di questioni militari</p>
<p>Riccardo Neri, produttore cinematografico</p>
<p>Luca Nicotra, Segretario Agorà Digitale</p>
<p>Gloria Origgi, docente CNRS Parigi</p>
<p>Marco Pancini, Google Italia</p>
<p>Lorenza Parisi, ricercatrice universitaria e blogger</p>
<p>Vittorio Pasteris, Giornalista</p>
<p>Piergiorgio Paterlini, scrittore</p>
<p>Matteo Penzo, cofounder Frontiers of Interaction</p>
<p>Gian Paolo Piazza, presidente Sunrise Advertising, responsabile settore informazione Legacoop Piemonte</p>
<p>Marco Pierani, Altroconsumo</p>
<p>Roberto Placido, vicepresidente del consiglio regionale del piemonte e blogger</p>
<p>Marco Revelli, storico e politologo</p>
<p>Stefano Rocco, Wired.it</p>
<p>Stefano Rodotà, giurista</p>
<p>Andrea Romano, direttore Fondazione Italia Futura</p>
<p>Gino Roncaglia, docente universitario</p>
<p>Massimo Russo, direttore di Kataweb</p>
<p>Claudio Sabelli Fioretti, giornalista e blogger</p>
<p>Francesco Sacco, docente universitario</p>
<p>Marcello Saponaro, consigliere regionale e blogger</p>
<p>Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e blogger</p>
<p>Sergio Scalpelli, dirigente d’azienda</p>
<p>Tiziano Scarpa, scrittore</p>
<p>Guido Scorza, docente universitario, presidente Istituto politiche dell’innovazione</p>
<p>Antonio Sofi, giornalista e blogger</p>
<p>Luca Sofri, giornalista e blogger</p>
<p>Elena Stancanelli, scrittrice</p>
<p>Tommaso Tessarolo, direttore Current tv</p>
<p>Eva Teruzzi, direttore innovazione Fiera Milano</p>
<p>Irene Tinagli, docente universitaria</p>
<p>Antonio Tombolini, imprenditore</p>
<p>Andrea Toso, newmedia project manager</p>
<p>Antonio Tursi, saggista e docente universitario</p>
<p>Paolo Valdemarin, imprenditore</p>
<p>Gianni Vattimo, docente universitario</p>
<p>Andrea Verde, collaboratore fondazione Farefuturo</p>
<p>Giancarlo Vergori, manager</p>
<p>Michele Vianello, direttore del Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia</p>
<p>Luigi Vimercati, parlamentare</p>
<p>Vincenzo Vita, parlamentare</p>
<p>Vittorio Zambardino, giornalista e blogger</p>
<p>Giovanni Zanolin, assessore Pordenone</p>
<p>Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara</p>
<p>Giovanna Zucconi, giornalista e autrice</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rivendichiamo il diritto di vivere non di morire]]></title>
<link>http://lovelogto.wordpress.com/2009/11/23/rivendichiamo-il-diritto-di-vivere-non-di-morire/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:01:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>lovelogto</dc:creator>
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<description><![CDATA[la dichiarazione sulla fine della vita Si tratta di un problema molto delicato che non è affatto di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>la dichiarazione sulla fine della vita Si tratta di un problema molto delicato che non è affatto di ordine religioso, ma di etica e di etica sociale, con innegabili riflessi sulla vita dell&#8217;uomo, che ha il diritto di vivere, ma non ha il diritto di morire: la morte, infatti, non è un diritto, ma un evento connesso con la precarietà della vita umana.</p>
<p>L&#8217;eutanasia, perciò, non è mai lecita, non perché lo dice la Chiesa, ma perchè lo dice la coscienza dell&#8217;uomo, di ogni uomo, di tutte le latitudini e di tutti i tempi: lo dice anche la Convenzione internazionale di Oviedo; lo dice il Comitato nazionale per la bioetica e lo dicono le norme della deontologia medica, accettata da medici di ogni confessione religiosa ed anche da quelli che, pur non credendo in Dio, credono nell&#8217;uomo e ammettono che il diritto alla vita è uno dei diritti inalienabili, garantito in ogni società.</p>
<p>Si può dichiarare di non volere l&#8217;accanimento terapeutico, ma non si può dichiarare di voler essere «lasciato morire».legge serena e giusta Si tratta, a questo punto, di trovare la via giusta, perché la «dichiarazione di volontà» possa essere veramente lecita, anche se la decisione finale spetta non al paziente, che è incosciente e neppure ai congiunti, ma al medico, che deve agire secondo «scienza e coscienza».</p>
<p>Il Parlamento deve fare una legge giusta, senza pressioni e senza condizionamenti, ma deve legiferare, tenendo conto del valore della vita, evitando di aprire la strada alla eutanasia, sia a quella «scoperta e dichiarata», sia a quella «mascherata», veramente nefasta, perché sotto il mano della pietà e della libertà di decisione, infligge una ferita grave alla società di oggi e a quella di domani.</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=286265&#38;IDCategoria=2682</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Traccia di diritto civile: ''Tradimento prematrimoniale e nullità del ...]]></title>
<link>http://hdmlog.wordpress.com/2009/11/22/traccia-di-diritto-civile-tradimento-prematrimoniale-e-nullita-del/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:19:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>hdmlog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Traccia di diritto civile: &#8221;Tradimento prematrimoniale e nullità del matrimonio&#8221; PUNTO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Traccia di diritto civile: &#8221;Tradimento prematrimoniale e nullità del matrimonio&#8221;</p>
<p>PUNTO&#38;LEXL´esito finale dell´esame del Ddl sulla riforma forense ha visto la bocciatura della proposta che prevedeva un compenso per i&#8230;La sentenza n.</p>
<p>La Corte di giustizia europea, con decisione sulle cause riunite C-402/07 e C-432/07, si è pronunciata in materia di&#8230;</p>
<p>44498 del 19 novembre 2009, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal Procuratore della Repubblica&#8230;</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.altalex.com/index.php?idnot=10758</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per uno che cade, tanti se ne innalzano]]></title>
<link>http://ch4in.wordpress.com/2009/11/22/per-uno-che-cade-tanti-se-ne-innalzano/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:09:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>BubbleGun</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dalla rubrica &#8220;Soggiocando&#8221; su Pensiero Scomodo Ci sono località che mai diventerebbero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dalla rubrica <strong><em>&#8220;Soggiocando&#8221;</em></strong> su<span style="text-decoration:underline;"><strong> Pensiero Scomodo</strong></span></p>
<p><img class="alignright" src="http://www.bloggers.it/charlie68g/itcommenti/Occhio_Nel_Muro.jpg" alt="" width="317" height="207" />Ci sono località che mai diventerebbero note se non fosse per gli scempi che vi si compiono e per i muri che si ergono. Probabilmente San Nicola Varco, sarebbe rimasta una semplice striscia di terra del comune di Eboli, nota solo ai residenti o vicini, oppure sarebbe diventata nota per un maestoso centro commerciale che vi sorgerà presumibilmente a breve; fatto stà che è saltata alla ribalta in queste settimane, per lo sgombero forzato delle centinaia di immigrati che vi sostavano; costoro si ritrovano ora a girovagare per la piana del sele o in chissà quale altra zona del mondo (molti di loro sono stati fermati dalle forze dell’ordine), senza una meta, <strong>cercando ancora una volta di prestare le braccia sempre più deboli, alla nostra agricoltura</strong>. Ecco, nel ventesimo anno dalla caduta del Muro di Berlino che secondo tanti ha segnato <strong>la svolta verso la libertà</strong>, sempre ed incessantemente nuovi muri si innalzano impetuosi: <strong>sono i muri della ghettizzazione e della mercificazione dell’altro, dell’invidia, della prepotenza e dell’anticultura, il muro dell’individualismo forzato e del qualunquismo, </strong>governa e governerà indisturbato per decine e decine di anni ancora grazie a noi tutti, lettori e non lettori. Merita un forte applauso <strong>il Sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato</strong>, il quale ha messo a disposizione dei migranti per qualche notte, un vecchio convento dei Padri salesiani, mentre non una parola di solidarietà (figuriamoci asilo) dai Sindaci democristiani di Battipaglia, di Pontecagnano, e della stessa Eboli, i quali dovrebbero rappresentare e a nostro modo ben rappresentano, l’opinione pubblica delle città nelle quali sono in carica. Una domanda, e se costoro avessero avuto diritto di voto? Probabilmente si sarebbero aperte le porte comunali. Altro grande muro che il capitale faceva fatica a costruire, lo sta preparando mattone per mattone il governo italiano negli acquedotti comunali, ma per questo vi rimando all’articolo di Gianluca Amoroso, ben sicuri che voi lottiate ogni giorno contro gli invisibili muri che si creano nel vostro immaginario.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Enzo Castaldi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'impunito]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/22/limpunito/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:14:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
<guid>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/22/limpunito/</guid>
<description><![CDATA[di Paolo Flores d&#8217;Arcais Il Fatto quotidiano, 22/11/2009 La fronda di Fini contro Berlusconi c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Paolo Flores d&#8217;Arcais Il Fatto quotidiano, 22/11/2009 La fronda di Fini contro Berlusconi c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[...La Costituzione...]]></title>
<link>http://mauses.wordpress.com/2009/11/20/la-costituzione/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:09:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Saraceno</dc:creator>
<guid>http://mauses.wordpress.com/2009/11/20/la-costituzione/</guid>
<description><![CDATA[…La Costituzione… - Entrata in vigore 1 gennaio 1948 -Contiene i principi fondamentali del nostro pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[…La Costituzione… - Entrata in vigore 1 gennaio 1948 -Contiene i principi fondamentali del nostro pa]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DL Ronchi: non solo acqua]]></title>
<link>http://studiomazzolari.wordpress.com/2009/11/20/dl-ronchi-non-solo-acqua/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:25:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>studiomazzolariblog</dc:creator>
<guid>http://studiomazzolari.wordpress.com/2009/11/20/dl-ronchi-non-solo-acqua/</guid>
<description><![CDATA[Dunque ieri, 19 novembre, alla Camera è stato dato il via libera al decreto Ronchi che prevede, tra ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dunque ieri, 19 novembre, alla Camera è stato dato il via libera al decreto Ronchi che prevede, <em>tra l&#8217;altro</em>, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa la gestione delle risorse idriche.</p>
<p>Nel “tra l’altro” vi sono nuove importanti norme in materia di telemarketing che rischiano di azzerare il lavoro del Garante degli ultimi anni tutto improntato alla salvaguardia della pace domestica dalle c.d. telefonate serali di disturbo attraverso il rigoroso principio del <em>consenso preventivo</em> dei destinatari.<strong> </strong></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>Cosa cambia?</strong></p>
<p><strong>Registro pubblico</strong>: è istituito un registro pubblico al quale dovranno iscriversi quanti non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie o commerciali (opt-out)</p>
<p><strong>Prima dell’istituzione del registro</strong>: abbonati e utenti si vedranno di nuovo massicciamente contattare da aziende, gestori telefonici, società di servizi con le offerte più diverse</p>
<p><strong>Efficacia retroattiva</strong>: potranno essere contattati a fini promozionali anche coloro che a suo tempo avevano manifestato la volontà di non ricevere più pubblicità telefonica</p>
<p>&#160;</p>
<p>La risposta del Garante non si è fatta attendere.</p>
<p>L’Authority per la privacy ha subito espresso forte preoccupazione riguardo agli effetti negativi che potranno derivare dalle nuove norme in materia di telemarketing introdotte dal “decreto legge Ronchi”, appena approvato in via definitiva dalla Camera, manifestando sconcerto anche per la mancata previsione del suo parere formale sull&#8217;istituzione del registro, sul cui funzionamento e sulla cui organizzazione l&#8217;Autorità viene tuttavia chiamata a vigilare.</p>
<p>Pur riservandosi di verificarne in concreto il funzionamento, l&#8217;Autorità esprime infine dubbi sull&#8217;effettiva efficacia del registro, il quale peraltro non verrà, come erroneamente riportato da notizie di stampa, gestito direttamente dal Garante, ma da un ente o organismo diverso, ancora da individuare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rumoroso silenzio]]></title>
<link>http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/20/rumoroso-silenzio/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:08:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>leoman3000</dc:creator>
<guid>http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/20/rumoroso-silenzio/</guid>
<description><![CDATA[Dura proseguire con ordine. È pacifico che la situazione politica italiana non viva bellissimi momen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://leoman3000.wordpress.com/files/2009/11/silence.jpg"><img src="http://leoman3000.wordpress.com/files/2009/11/silence.jpg?w=300" alt="" title="silence" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-544" /></a>Dura proseguire con ordine.</p>
<p>È pacifico che la situazione politica italiana non viva bellissimi momenti. L&#8217;opposizione è perennemente vittima di contrasti interni, lotte <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/bersani_dipietro_corteo_0c8cfaa2-d37f-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">più o meno intestine</a> e separazioni <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_11/rutelli-nuovo-partito-alleanza-italia_c461f498-cea7-11de-9c90-00144f02aabc.shtml">non propriamente consensuali</a>, anche a livello locale. D&#8217;altro canto, la maggioranza non se la passa altrettanto meglio, nonostante ogni giorno qualcuno cerca di gettare acqua sul fuoco. O sulla <i>fiamma</i>.</p>
<p>Ulteriori scintille sono schizzate, più di recente, per la discussione del ddl sulla <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_12/giustizia-ddl-senato-prescrizione-due-anni_49ccf1f2-cf7d-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">riforma del processo penale</a>, firmato da noti esponenti di PdL e Lega (come Quagliariello, Bricolo e Gasparri) e supervisionato da Ghedini. In appena <a href="http://www.corriere.it/Media/pdf/ddl_giustizia.pdf">3 articoli</a> verrebbe cancellato uno dei dubbi dottrinali che sempre ha afflitto i giuristi: la &#8220;ragionevole durata del processo&#8221;, stabilita definitivamente in 2 anni per ogni singolo grado (salvo particolari eccezioni). In breve, <b>durata sforata = estinzione del processo</b>. Questa regola vale per tutti i giudizi la cui pena finale risulta essere fino a 10 anni di reclusione per il reo, eccezion fatta, in ogni caso, per le fattispecie di &#8220;associazione per delinquere, incendio, pornografia minorile, sequestro di persona, atti persecutori, circonvenzione di persone incapaci, violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all&#8217;igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale, reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero e traffico illecito di rifiuti&#8221;.</p>
<p>Confrontando la nascenda legislazione con la cosiddetta &#8220;blocca-processi&#8221; (proposta anch&#8217;essa da Niccolò Ghedini nell&#8217;estate 2008), le differenze non sono poi <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_25/mancino_richiama_csm_09bb025e-429b-11dd-94ab-00144f02aabc.shtml">così tante</a>. Nel caso di cui sopra si legittimerebbero le attuazioni dell&#8217;art. 111 Cost. (quello della &#8220;ragionevole durata&#8221;, appunto) e dell&#8217;art. 6 della Convenzione Europea dei diritti umani, contrariamente alla precedente pronuncia, sparita di punto in bianco dai dibattiti, ma aspramente contestata dal <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_25/mancino_richiama_csm_09bb025e-429b-11dd-94ab-00144f02aabc.shtml">CSM</a> proprio (guarda caso) sull&#8217;antinomia nei confronti della solita &#8220;ragionevole durata&#8221;. Correzioni o no, sta di fatto che, se il testo dovesse divenire legge, <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_11/parlamento-processo-breve_e96823c4-cea8-11de-9c90-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">è molto difficile</a> che procedimenti più intricati (Calciopoli? Fondi Cirio? Corruzione <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-12/ora-cosa-succede/ora-cosa-succede.html?ref=search">Mills</a>?) riescano a rientrare nei termini ed arrivare a conclusione, per la quantità di atti, perizie o testimonianze da analizzare.</p>
<p>Infatti, se persino <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/pecorella-nella-legge-cose-irragionevoli-dino-martirano_8609522e-d1c0-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">Gaetano Pecorella</a>, uno dei legali del nostro attuale premier, dichiara la propria opposizione all&#8217;atto così come formulato, qualche interrogativo dovrebbe sorgere. L&#8217;altra onorevole avvocatessa, Giulia Bongiorno, si è mostrata molto perplessa. Per mettere a tacere i dubbi del Presidente della Camera, poi, è stato necessario un <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_10/paola_di_caro_processo_breve_prove_d_intesa_oggi_il_vertice_berlusconi_fini_04961712-cdc5-11de-9a32-00144f02aabc.shtml">summit</a> tra i vertici. Chi dà garanzie è il Guardasigilli Alfano, che <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_19/alfano-processo-breve_06a53920-d518-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">promette</A>: «Andrà in prescrizione solo l&#8217;1% dei processi pendenti». Ma, «a causa della particolare complessità della materia è molto difficile avere stime più precise». Rispetto per il Ministro, però su quale basi concrete riesce a tirare queste statistiche?</p>
<p>Di conseguenza, è deducibile che tra i fondatori effettivi del PdL, tra i sinistri (in senso lato) silenzi del mentore, ci siano alcuni <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_08/fini-pdl-fazio_8993be02-cca2-11de-b450-00144f02aabc.shtml">disaccordi</a>. Addirittura illustri rappresentanti del partito hanno rilasciato alla stampa lugubri <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/elezioni-carta-sorpresa-premier-verderami_a40d2bf4-d343-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">ipotesi</a> di <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/schifani_maggioranza_elezioni_66d17438-d399-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">elezioni anticipate</a> se la maretta dovesse continuare. Il Capo del Governo, a questo punto, è costretto ad intervenire in prima persona, smentendo, tramite <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_18/casini-richiama-schifani-elezioni-anticipate_3500814e-d432-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">una nota</a>, tutte le voci.</p>
<p>Cicchitto <a href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&#38;Art=65019&#38;Cat=1&#38;I=immagini/Politica/Cicchitto.jpg&#38;IdTipo=0&#38;TitoloBlocco=Politica&#38;Codi_Cate_Arti=27">abbraccia subito</a> le frasi del Presidente del Consiglio: onde evitare rischi, è indispensabile chiudere «la ricreazione delle parole in libertà e del fuoco amico». Ma non si parlava del &#8220;Popolo della Libertà&#8221;? Per giungere a misure tanto drastiche, evidentemente, i battibecchi rischiano di divenire fratture e un &#8220;tutti a casa&#8221; per Camere ed Esecutivo non converrebbe all&#8217;intero Stato, a prescindere. L&#8217;altra patata bollente, concausa scatenante dei confronti tra blocchi del centro-destra, riguarda Nicola Cosentino, sottosegretario all&#8217;Economia e nella lista dei possibili candidati al governatorato della Campania, accusato di <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_09/cosentino_campania_misura_cautelare_c19693be-cd5c-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml">collusioni camorristiche</a>.</p>
<p>Anche in questo frangente Fini ha esposto la propria contrarietà alla <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_10/ghedini_cosentino_pdl_fdc8fa30-cddd-11de-9a32-00144f02aabc.shtml">corsa</a> del politico casertano. Subito è stato seguito da un nutrito gruppo di parlamentari. In tutto questo, nel salotto buono di Rai Uno e tramite la carta stampata, Cosentino trasuda fermezza, nonché fiducia rivolta ad una sola persona: «Rimango al mio posto: solo il Primo Ministro può decidere sul mio destino personale ma anche su quello della Campania». Le mozioni di sfiducia, quindi, non lo tangerebbero minimamente, al momento, così come le opinioni diverse nel suo schieramento. Per ora, comunque, chi decide del &#8220;suo destino personale&#8221; rimane nuovamente muto.</p>
<p><i>Pensando all&#8217;ultim&#8217;ora dell&#8217;uom fatale</i>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Banda larga, diritto in Spagna "1 Mbps garantito entro il 2012"]]></title>
<link>http://versoez.wordpress.com/2009/11/19/banda-larga-diritto-in-spagna-1-mbps-garantito-entro-il-2012/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:55:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>versoez</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel corso di un intervento al Forum Internazionale dei Contenuti Digitali (Ficod 2009), il ministro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nel corso di un intervento al Forum Internazionale dei Contenuti Digitali (Ficod 2009), il ministro dell&#8217;Industria iberico Miguel Sebastian ha infatti annunciato che l&#8217;accesso a internet con velocità minima di un megabit al secondo (1Mbps) sarà un diritto di ogni cittadino spagnolo a partire dal 1 gennaio 2011.</p>
<p>Ma, a giudizio degli esperti, l&#8217;iniziativa del governo di Madrid, sebbene di minima portata nei fatti, potrebbe rilanciare il Paese verso un recupero di posizioni e dare un sostanziale impulso al futuro sviluppo della rete.</p>
<p>Nel frattempo, mentre i finnici potranno illuminare con il web il lungo semestre notturno anche dove si può arrivare solo in slitta e gli spagnoli si preparano a garantire il servizio a chi vive isolato gran parte dell&#8217;anno in un paesino dei Pirenei o in una fattoria della Galizia, in Italia rimangono bloccati i fondi per lo sviluppo della banda larga.</p>
<p>Il ministro della Cultura, la cineasta prestata alla politica Angeles Gonzalez-Sinde, ha annunciato la prossima adozione di misure contro la pirateria che prevedono la creazione di &#8220;una gran piattaforma di accesso ai contenuti legali&#8221;: una linea alternativa alla ferrea dottrina Sarkozy, che i socialisti spagnoli considerano impraticabile.</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/spagna-broadband/spagna-broadband.html</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Premi di studio Massimo D’Antona 2010 (scad. 28-02-10)]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/11/19/premi-di-studio-massimo-d%e2%80%99antona-2010-scad-28-02-10/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:39:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per onorare la memoria del Prof. Massimo D&#8217;Antona, la Fondazione Onlus a lui intitolata bandis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Per onorare la memoria del Prof. Massimo D&#8217;Antona, la Fondazione Onlus a lui intitolata bandis]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritto, Società e Cultura: Journals sulle tradizioni, le credenze, le professioni e Dottrine]]></title>
<link>http://lawsocietyculture27.wordpress.com/2009/11/19/diritto-societa-e-cultura-journals-sulle-tradizioni-le-credenze-le-professioni-e-dottrine/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:05:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>lawsocietyculture27</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ogni società ha sviluppato le proprie credenze, codici, regole e rituali, al fine di educare i suoi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ogni società ha sviluppato le proprie credenze, codici, regole e rituali, al fine di educare i suoi membri alla cooperazione produttiva, ordinata e di successo, a beneficio di tutto il gruppo. La tendenza a sviluppare una grande diversità di linguaggi, valori, fedi e tradizioni che caratterizza ogni civiltà umana ed è una caratteristica importante di umanità come specie. L&#8217;orgoglio nazionale, la fede e l&#8217;identità etnica nativi hanno sicuramente, a volte, è degenerato in tensioni e conflitti, ma folklore, usi e miti, che ogni tribù, clan o di un paese ha generato, hanno un ruolo fondamentale storico di ispirazione e di coordinamento per tutti i gruppi umani e un generale, atemporale valore artistico come fonte di bellezza, di archetipi, di intrattenimento e di riferimenti. In realtà anche il mondo contemporaneo della globalizzazione e di Internet le esperienze un rilancio delle radici locali e l&#8217;orgoglio nazionale in forma pacifica e commerciali, come ad esempio nelle sfide olimpiche, a colpi di musica e nei ristoranti etnici.</p>
<p>References: <a href="http://blog.c-o-n-s-e-r-v-a-t-i-v-e-s.com/">conservatives</a>, <a href="http://blog.s-o-c-i-a-l-i-s-m.com/">socialism</a>, <a href="http://blog.c-a-t-h-o-l-i-c-i-s-m.com/">catholicism</a>, <a href="http://blog.f-o-l-k.com/">folk</a>, <a href="http://blog.h-i-s-t-o-r-i-c.com/">historic</a>, <a href="http://blog.g-e-n-r-e.com/">genre</a>, <a href="http://blog.f-e-m-i-n-i-s-t.com/">feminist</a>, <a href="http://blog.r-e-p-u-b-l-i-c-a-n.com/">republican</a>, <a href="http://blog.d-e-m-o-c-r-a-t.com/">democrat</a>, <a href="http://blog.s-o-c-i-e-t-y.com/">society</a>, <a href="http://g-o-v-e-r-n.com/">govern</a>, <a href="http://m-o-r-m-o-n-s.com/">mormons</a>, <a href="http://p-r-e-s-b-y-t-e-r-i-a-n.com/">presbyterian</a>, <a href="http://e-p-i-s-c-o-p-a-l.com/">episcopal</a>, <a href="http://c-a-t-h-o-l-i-c.com/">catholic</a>, <a href="http://c-h-r-i-s-t-i-a-n-i-t-y.com/">christianity</a>, <a href="http://c-o-n-c-e-p-t-s.com/">concepts</a>, <a href="http://c-u-l-t-u-r-a-l.com/">cultural</a>, <a href="http://e-l-d-e-r-l-y.com/">elderly</a>, <a href="http://e-t-h-n-i-c.com/">ethnic</a></p>
<p>In altre parole, dopo aver dato a molti gruppi umani un motivo per sentirsi speciali e per il duro lavoro in tutta la storia, nel moderno mercato vediamo che le dottrine, le tradizioni, mitologie e folklore sono ancora una grande fonte di idee, di fascino e fortuna. Essi sono, in altre parole, una risorsa unica che solo gli eredi di una determinata cultura o civiltà può esprimere pienamente in forme contemporanee come la moda, cucina, musica o film. Al fine di fornire letture suggestive sulla cultura umana e le dottrine umane, ti consigliamo di alcuni siti dedicati ai gruppi sociali, figure professionali, movimenti culturali, partiti politici e le idee religiose. Questo progetto di ideologie, la legge-sistemi, umanistiche e il patrimonio è gestito da http://www.thenew.com e http://www.euroserve.cn (con servizi DNS <a href="http://www.esw3.eu">http://www.esw3.eu</a>).</p>
<p>References: <a href="http://webs.r-o-m-a-n-c-a-t-h-o-l-i-c.com/">romancatholic</a>, <a href="http://webs.r-o-m-a-n-t-i-c.com/">romantic</a>, <a href="http://webs.w-e-d-d-i-n-g-d-r-e-s-s-e-s.com/">weddingdresses</a>, <a href="http://webs.w-e-d-d-i-n-g-d-r-e-s-s.com/">weddingdress</a>, <a href="http://webs.w-e-d-d-i-n-g-i-n-v-i-t-a-t-i-o-n-s.com/">weddinginvitations</a>, <a href="http://webs.b-u-d-d-h-a.com/">buddha</a>, <a href="http://info.b-u-d-d-h-i-s-m.com/">buddhism</a>, <a href="http://info.m-e-t-h-o-d-i-s-t.com/">methodist</a>, <a href="http://info.p-r-o-t-e-s-t-a-n-t.com/">protestant</a>, <a href="http://info.s-p-i-r-i-t-u-a-l-i-s-m.com/">spiritualism</a>, <a href="http://info.c-a-t-h-o-l-i-c-c-h-u-r-c-h.com/">catholicchurch</a>, <a href="http://info.j-u-d-a-i-s-m.com/">judaism</a>, <a href="http://news.i-s-l-a-m.com/">islam</a>, <a href="http://news.m-y-t-h.com/">myth</a>, <a href="http://news.n-e-w-a-g-e.com/">newage</a>, <a href="http://news.p-a-g-a-n.com/">pagan</a>, <a href="http://news.c-h-u-r-c-h.com/">church</a>, <a href="http://news.r-e-l-a-t-i-o-n-s-h-i-p-s.com/">relationships</a>, <a href="http://news.m-u-s-l-i-m-s.com/">muslims</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il dopo Berlusconi]]></title>
<link>http://ch4in.wordpress.com/2009/11/18/il-dopo-berlusconi/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:38:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>BubbleGun</dc:creator>
<guid>http://ch4in.wordpress.com/2009/11/18/il-dopo-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[In un articolo di Pietro Spataro apparso stamane sull’Unità, si profetizza una probabile disfatta de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://pravda.noblogs.org/gallery/2684/logo_PD.png" alt="" width="303" height="301" />In un articolo di Pietro Spataro apparso stamane sull<em>’Unità</em>, si profetizza una probabile disfatta del “Berlusconismo” in tempi abbastanza brevi, ad opera dei<strong> membri interni del PdL</strong>. L’articolo suddivide ed ipotizza <strong>tre destre</strong> che si formerebbero sui binari delle personalità più o meno forti del centro-destra:  <strong>una destra da combattimento intorno al capo dei capi, che punterebbe tutto sul movimentismo</strong> e sulla demonizzazione del comunismo e della magistratura, in cui elementi di spicco notevole sarebbero i berluscones Brunetta, Cicchitto, Alfano, Sacconi, Gasparri..e con due giornali o presunti tali a disposizione, tale <em>“Libero”</em> e tale <em>“Il Giornale”</em>. <strong>Un’altra destra sarebbe quella statalista(nordista), burocratica e stalinista</strong> (soprattutto nell’epurazione degli avversari) che avrebbe in Giulio Tremonti il suo pioniere, e i leghisti fidi cavalieri. <strong>Una terza destra sarebbe quella liberale, attivista, istituzionale e conservatrice,</strong> legata a Gianfranco Fini ed alla maggior parte degli ex An. Ragionando sulle suddivisioni generali delle destre, che rispecchiano poi l’andamento storico (monarchica, fascista, liberalconservatrice), ciò che si evince è la discesa in campo di una <strong>quarta ipotetica destra: quella anti-movimentista, moderata, anti-sindacalista, americanista e cattolica, che si incarna perfettamente nel Partito Democratico</strong> e nell’Udc di Casini, tendendo radicalmente a mirare alla sconfitta e scomparsa della sinistra. In contrapposizione, il Ministro Gelmini, ha dichiarato che i 150.000 studenti scesi in piazza ieri per protestare contro la sua maestosa riforma, sarebbero solo <strong>“facinorosi da centri sociali”</strong>, esatto, 150.000 studenti dei centri sociali; ma non li avevano chiusi tutti?</p>
<p>Enzo Castaldi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna nazionale “SALVA L'ACQUA” - Il governo privatizza l'acqua!]]></title>
<link>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/11/18/campagna-nazionale-%e2%80%9csalva-lacqua%e2%80%9d-il-governo-privatizza-l%e2%80%99-acqua/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 12:50:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudia</dc:creator>
<guid>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/11/18/campagna-nazionale-%e2%80%9csalva-lacqua%e2%80%9d-il-governo-privatizza-l%e2%80%99-acqua/</guid>
<description><![CDATA[Segnalo altra petizione per salvare il diritto fondamentale dell&#8217;uomo all&#8217;acqua. &nbsp; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Segnalo altra petizione per salvare il diritto fondamentale dell&#8217;uomo all&#8217;acqua.</p>
<p>&#160;</p>
<h4><a href="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/cattura1.gif"><img class="size-thumbnail wp-image-869 alignleft" title="Salva l'Acqua" src="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/cattura1.gif?w=150" alt="" width="150" height="142" /></a>Per accedere alla petizione clicca qui</h4>
<h4><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133" target="_blank"> &#8211;&#62; petizioni online</a></h4>
<h4><a href="http://www.cevi.coop/petizione.php" target="_blank"> &#8211;&#62; www.cevi.coop</a></h4>
<h4><a href="http://www.bancaetica.it/NewsEventsDetail.ep3?ID=783636" target="_blank"> &#8211;&#62;www.bancaetica.it</a></h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
