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	<title>disavventure &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/disavventure/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "disavventure"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:04:11 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Allettata]]></title>
<link>http://ilarita.wordpress.com/2009/11/05/allettata/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:44:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ilaria C.</dc:creator>
<guid>http://ilarita.wordpress.com/2009/11/05/allettata/</guid>
<description><![CDATA[Sto così. Erano almeno 5 anni, dico 5 anni, che non stramazzavo a letto con febbre alta, dolori spar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sto <a title="maaale" href="http://ilserpentedigaleno.blogosfere.it/images/Febbre.jpg" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">così.</span></a></p>
<p>Erano almeno 5 anni, dico 5 anni, che non stramazzavo a letto con febbre alta, dolori sparsi e bronchite. E diciamoci la verità, ormai mi sentivo invincibile.</p>
<p>Dopo tutto questo tempo trascorso in relativa “salute” ero convinta che a governare egregiamente le mie difese immunitarie ci fosse come minimo <a title="il mio sistema immunitario" href="http://isdafanclub.altervista.org/Star_Wars._darth_vader-spada_laser.jpg" target="_blank">Dart Fener</a> con tanto di spada laser.<br />
Stavolta Dart ha fallito, ha sottovalutato la potenza dell’influenza A o di che cavolo si tratti. E che non si dia la colpa a me, che per arroganza non ho seguito alla lettera le regole di Topo Gigio (da che pulpito viene la predica, da un topo!)… io le mani le lavo sempre per abitudine. Ma per vari motivi (leggasi: “esigenza di avere una vita sociale”) ho frequentato posti affollati e soprattutto ho preso i mezzi pubblici, veicoli prediletti non solo da lavoratori, studenti e anziani ma anche da dio solo sa quanti streptococchi. Quindi, mettiamola così, Dart Fener ha abbassato la guardia mentre stavo sul 95 direzione Flaminio e il virus si è introdotto nel mio organismo aggredendolo senza alcuna pietà.<!--more--></p>
<p>Ed eccomi qua, a scrivere dal mio letto, tra rantoli e colpi di tosse degni di un fumatore turco 70enne.</p>
<p>Ora che la febbre si è abbassata il tempo non passa mai, almeno prima avevo le visioni, deliravo. L’altra notte, ad esempio, suppongo avessi 39°, ho sentito parlottare l’esserino che vive sotto al mio letto; non ho ben capito cosa dicesse con la vocina stridula ma ricordo uno stizzito: “perché?!” a cui non ho saputo dare risposta. L’altra notte ancora l’ho passata a ripetere i cognomi di tre attrici italiane che non conoscevo e invece con mio grande stupore pare siano sulla cresta dell’onda.</p>
<p>TRINCA, SUMA, SANSA – SUMA, SANSA, TRINCA – SANSA, TRINCA E SUMA. Non riuscivo a smettere.</p>
<p>Visti i deliri dei giorni scorsi credo proprio che il peggio sia  passato e sto tentando a fatica di definire tutte le cose che potrei fare adesso; potrei per lo meno riprendere quella che da qualche mese a questa parte è diventata la mia attività quotidiana, rituale e irrinunciabile: inviare curricula.</p>
<p>Il 15 dicembre, ahimè, si avvicina, e io mi vedo già a far colloqui per posti che non prevedono neanche un rimborso spese ma che “ti offrono tanta esperienza”, mi vedo persa tra gli strategici annunci di ricerca di figure “junior” ma con almeno 4 anni di esperienza nel settore e il solo pensiero di dover affrontare l’ennesimo stage con utopiche possibilità d’assunzione rende ogni giorno più attraente l’idea di andare a strimpellare con la mia chitarra a Largo Argentina per quattro spiccioli.</p>
<p>Brutta questa forma influenzale, rende deliranti e strampalati; un po’come gli annunci di lavoro che sto trovando in giro&#8230; forse chi li pubblica ha l&#8217;influenza.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-199" title="stage_" src="http://ilarita.wordpress.com/files/2009/11/stage_fine_bassa.png" alt="stage_" width="450" height="409" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Job &amp; The City: Io stage, tu stage...]]></title>
<link>http://suitecaseblogone.wordpress.com/2009/10/14/job-the-city-io-stage-tu-stage/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:27:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>suitecase</dc:creator>
<guid>http://suitecaseblogone.wordpress.com/2009/10/14/job-the-city-io-stage-tu-stage/</guid>
<description><![CDATA[di Madame L. Oggi XYZ ricerca due stagisti. I candidati si occuperanno di: reperimento e manteniment]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di <span style="color:#ff9900;"><strong>Madame L.</strong></span><br />
<img src="http://suitecaseblogone.wordpress.com/files/2009/10/12.jpg" alt="12" title="12" width="300" height="195" class="aligncenter size-full wp-image-127" /><br />
<span style="color:#ff9900;"><strong>Oggi</strong></span><br />
<em>XYZ ricerca due stagisti. I candidati si occuperanno di: reperimento e mantenimento contatti con giornalisti e artisti; rassegna stampa; stesura dei comunicati e dei contenuti per il materiale pubblicitario; organizzazione di eventi. Lo stage ha durata tre mesi, con orario part-time. Per info: PincoPallino@xyz.com </em><br />
La mia amica C. legge l’annuncio. E passa al prossimo.</p>
<p><span style="color:#ff9900;"><strong>Sei mesi fa</strong></span><br />
<em>XYZ ricerca due stagisti. I candidati si occuperanno di: reperimento e mantenimento contatti con giornalisti e artisti; rassegna stampa; stesura dei comunicati e dei contenuti per il materiale pubblicitario; organizzazione di eventi. Lo stage ha durata tre mesi, con orario part-time. Per info: PincoPallino@xyz.com</em><br />
La mia amica C legge l’annuncio e manda il curriculum a XYZ. C. ha trent’anni, un lavoro che non ama, una laurea, un master e vari stage che con il suddetto lavoro non c’entrano niente. Qualche giorno dopo, C prende il treno e va a fare un colloquio con il Direttore del XYZ. Qualche giorno dopo, la segretaria del XYZ chiama C per comunicarle che il colloquio è andato bene.<br />
<!--more--><br />
C comincia il suo stage. Non lascia il suddetto lavoro perché gli orari si combinano perfettamente e soprattutto perché  lo stage non è retribuito, quindi per tre mesi le sue giornate si svolgeranno così: sveglia alle 6, lavoro che le impegna la mattina, un’ora di treno (il biglietto se lo paga lei), stage, treno, letto.<br />
La mia amica C è un’inguaribile ottimista e, nonostante avesse giurato di dire basta a stage e collaborazioni non retribuite, è contenta. Questo è il lavoro per cui ha studiato e che le piace. Ed è anche brava, lo dicono i colleghi e il direttore.<br />
All’avvicinarsi della fine dei tre mesi, C. ha un colloquio col capo. Lei gli dice che è stata un’esperienza formativa, che questo è quello che vuole fare nella vita e che è pronta – da anni è pronta &#8211; a lasciare il suo lavoro. Lui le dice che ha apprezzato l’impegno e i risultati, che XYZ è una realtà in crescita, e che avranno bisogno di personale. Di personale – puntualizza ammiccante – che conosca l’ambiente e il lavoro. Insomma, conclude – sempre ammiccante – “il tuo numero ce l’abbiamo”.<br />
C esce gongolante dall’ufficio del direttore. Lui sì che è una persona seria, uno che vede lo stage per quello che è, e cioè un tirocinio formativo finalizzato ad apprendimento e formazione in vista di un eventuale inserimento nell’organico.  Qualche giorno dopo, lo stage è ufficialmente finito. Il direttore e i colleghi organizzano un aperitivo per lei e l’altro stagista – impegnato, competente, trentenne anche lui. Brindisi, baci, abbracci, ma niente lacrime: “tanto ci sentiamo presto”.</p>
<p><span style="color:#ff9900;"><strong>Tre mesi fa</strong></span><br />
<em>XYZ ricerca due stagisti. I candidati si occuperanno di: reperimento e mantenimento contatti con giornalisti e artisti; rassegna stampa; stesura dei comunicati e dei contenuti per il materiale pubblicitario; organizzazione di eventi. Lo stage ha durata tre mesi, con orario part-time. Per info: PincoPallino@xyz.com </em><br />
La mia amica C legge l’annuncio e, visto che è un’inguaribile ottimista, pensa che i due nuovi stagisti impareranno il lavoro da lei.</p>
<p><span style="color:#ff9900;"><strong>Oggi</strong></span><br />
<em>XYZ ricerca due stagisti. I candidati si occuperanno di: reperimento e mantenimento contatti con giornalisti e artisti; rassegna stampa; stesura dei comunicati e dei contenuti per il materiale pubblicitario; organizzazione di eventi. Lo stage ha durata tre mesi, con orario part-time. Per info: PincoPallino@xyz.com </em><br />
La mia amica C legge l’annuncio. E passa al prossimo. Sta ancora aspettando la telefonata del direttore, ed è un po’ meno ottimista. (L’altro stagista? Anche lui sta aspettando)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Job &amp; The City]]></title>
<link>http://suitecaseblogone.wordpress.com/2009/10/14/job-the-city/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:25:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>suitecase</dc:creator>
<guid>http://suitecaseblogone.wordpress.com/2009/10/14/job-the-city/</guid>
<description><![CDATA[Avete mai desiderato condividere le vostre disavventure di lavoratori flessibili e inflessibili con ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://suitecaseblogone.wordpress.com/files/2009/04/logjpg.jpg?w=300" alt="logjpg" title="logjpg" width="300" height="105" class="aligncenter size-medium wp-image-9" /><br />
Avete mai desiderato condividere le vostre disavventure di lavoratori flessibili e inflessibili con altrettanti lavoratori flessibili e inflessibili? Che siate &#8220;bamboccioni&#8221; impenitenti o comuni mortali con comuni prblemi, <strong>Job &#38; The City</strong> è la vostra rivincita. Uno spazio da riempire con uno sguardo realista e scanzonato sul mondo del lavoro nell’era della flessibilità. Per raccontare le vostre avventure e disavventure lavorative scrivete a <strong><a href="mailto:info@suitecasemagazine.com">info@suitecasemagazine.com</a></strong>!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consigli di lettura - 8]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/08/22/consigli-di-lettura-8/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 13:01:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/08/22/consigli-di-lettura-8/</guid>
<description><![CDATA[Storia, società, attualità, sociologia e fede nei suggerimenti di lettura proposti questa settimana ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Storia, società, attualità, sociologia e fede nei suggerimenti di lettura proposti questa settimana ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Habemus PC!]]></title>
<link>http://iltato.wordpress.com/2009/08/01/habemus-pc/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 16:33:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>scorpio79</dc:creator>
<guid>http://iltato.wordpress.com/2009/08/01/habemus-pc/</guid>
<description><![CDATA[Dopo una lunga ed estenuante attesa, finalmente la mia camera ospita un nuovo pc. E&#8217; un gioiel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dopo una lunga ed estenuante attesa, finalmente la mia camera ospita un nuovo pc. E&#8217; un gioiellino della tecnologia: un processore Dual Core da 2.8 GHz, 4 GB di RAM, due dischi fissi per un totale di 1.500 GB di memoria, scheda video da un giga, monitor da 22&#8243;&#8230; Va detto che l&#8217;ho preso assemblato ad un prezzo imbattibile. Ma se il prezzo è il pro, non può mancare il contro&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Il tecnico a cui ho commissionato il lavoro ha chiesto i soldi in anticipo per poter pagare il fornitore che gli avrebbe dato la merce da me richiesta. Trattandosi di pezzi singoli sapevo che avrei dovuto attendere alcuni giorni, ma dopo 2 settimane mancavano ancora 3 pezzi, che corrispondevano alle voci che avevo fatto modificare nel primo preventivo avuto. Vabbè, aspettiamo ancora 10-15 giorni&#8230; Non sentendo novità chiamo il tecnico,  il quale ha da poco ricevuto la roba mancante: peccato fosse sbagliata&#8230; Rispedita al mittente, il fornitore chiede altri 20 giorni di attesa, e per farsi scusare promette di farmi avere un processore più potente di quello chiesto da me (promessa mantenuta).</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo 20 giorni contatto il tecnico: è un lunedì, e mi dice che giovedì, massimo venerdì la roba è in mano sua, il tempo di assemblarlo e di installare Xp (ho rifiutato Vista) e quindi me lo consegna lunedì, massimo martedì successivo. Bene, attendo una settimana e lo richiamo: deve solo montare l&#8217;alimentatore e installare Windows, domani dovrebbe essere pronto. Era un lunedì sera, ho dovuto attendere il sabato mattina: ogni giorno il tecnico non trovava il tempo di completarmi il lavoro, perciò non poteva consegnarmi la macchina. Premetto che sarei stato in grado anch&#8217;io di installare il tutto, ma se volevo la garanzia di un anno dovevo per forza adeguarmi ai suoi tempi.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è una settimana esatta che il nuovo pc è finalmente in mano mia. Complessivamente ho dovuto attendere due mesi e mezzo, ben oltre il tempo inizialmente preventivato, ma devo ammettere che ne è valsa la pena. Ve lo presento:</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-634" title="Immag0023" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/08/immag0023.jpg" alt="Immag0023" width="468" height="624" /></p>
<p style="text-align:justify;">P.S. Oggi il mio blog compie due anni. Nato in un periodo di attività fiorente della blogsfera, da quanto Facebook ha preso possesso di ogni pc questa pagina ha perso un po&#8217; di interesse, mio e anche vostro. Tuttavia io devo molto al mio blog, e anche se dovessi sparire per un po&#8217; di tempo io tornerò sempre qui&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una giornatina di me...glio che lasciamo stare...]]></title>
<link>http://iltato.wordpress.com/2009/07/07/una-giornatina-di-me-glio-che-lasciamo-stare/</link>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 19:35:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>scorpio79</dc:creator>
<guid>http://iltato.wordpress.com/2009/07/07/una-giornatina-di-me-glio-che-lasciamo-stare/</guid>
<description><![CDATA[In mezzo a questa crisi, ogni tanto mi capita di dover andare a lavorare.Oggi era una di quelle gior]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">In mezzo a questa crisi, ogni tanto mi capita di dover andare a lavorare.Oggi era una di quelle giornate che avrei passato più volentieri a ciondolare per casa, ma il mio capo ha pensato bene di convocarmi in sede&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-626" title="temporale" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/07/temporale1.jpg?w=150" alt="temporale" width="150" height="99" />Ore 7: nel giro di qualche minuto mi alzo e mi preparo ad uscire di casa. Mentre faccio colazione mia mamma mi fa notare la presenza di un vasto temporale, perciò decido di partire in fretta prima che si metta a piovere. In realtà farò quasi tutto il viaggio verso la ditta sotto la pioggia&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ore 7.40: arrivo in ditta nel bel mezzo di un diluvio. Per l&#8217;occasione mi sono portato da casa pure una felpa, che toglierò soltanto verso le 15. Approfittando di un momentaneo calo di pioggia corro in officina con l&#8217;intenzione di restarci per l&#8217;intera mattinata&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ore 8-12: su 4 ore avrà piovuto sì e no 3 ore e 55 minuti, di cui 3 ore e 52 minuti a livello torrenziale. L&#8217;attività lavorativa mi impegna poco o nulla, comincio a chiedermi per quale motivo il capo mi abbia fatto venire in ditta&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ore 12.01: smette di piovere. Nel giro di qualche ora riuscirò anche a vedere il sole&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-628" title="303033031" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/07/3030330311.jpg?w=150" alt="303033031" width="150" height="107" />Ore 14.01: il capo mi porta un ordine da preparare: 7 tagli di tubo bello spessorato. Il problema è che il cliente ha promesso di passare a ritirare nel pomeriggio, mentre il lavoro di taglio è una procedura piuttosto pigra. Senza perdere tempo metto subito il materiale sui seghetti e attacco le macchine.</p>
<p style="text-align:justify;">Ore 17: puntuale il cliente arriva a reclamare la merce ordinata. Poiché non ho ancora finito di preparare la roba, il tizio resta nei paraggi in attesa. Dopo ripetuti salti mortali con avvitamento carpiato riesco a caricarlo e a chiudere l&#8217;officina per le 18.05. Per concludere degnamente la giornata il capo mi informa infine che sono atteso in ditta anche domani. Del resto, sono l&#8217;unico autista della ditta&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_confused.gif' alt=':-?' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-629" title="img_3372_1675" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/07/img_3372_16751.jpg?w=150" alt="img_3372_1675" width="150" height="101" />Ore 18.06-19.10: erano secoli che non impiegavo così tanto a tornare a casa. A causa di un cantiere in autostrada (riguardo il quale è stata aperta un&#8217;inchiesta in quanto sabato ha provocato un incidente con 30 km di coda) la tangenziale stasera era piena come un uovo. Siccome conosco le strade secondarie decido di uscire e di percorrere quelle, ma mia mamma mi chiama chiedendomi di fare una commissione per lei. Inutile dire che sono arrivato a casa a pezzi&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ore 19.11: i miei si siedono a tavola, pregandomi di farmi la doccia in fretta perché poi loro hanno un impegno alle 20. Ma siccome non sono dotato di ali costringo i miei a mangiare senza di me, mentre io mi siederò a tavola quando loro saranno già andati via&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Sono le 21, e sinceramente spero di non dover aggiornare il post prima che questa giornata sia finita&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testa vuota]]></title>
<link>http://ilarita.wordpress.com/2009/07/07/testa-vuota/</link>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:47:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ilaria C.</dc:creator>
<guid>http://ilarita.wordpress.com/2009/07/07/testa-vuota/</guid>
<description><![CDATA[Da qualche giorno i miei neuroni mi inviano segnali, cercano di attirare la mia attenzione in tutti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da qualche giorno i miei neuroni mi inviano segnali, cercano di attirare la mia attenzione in tutti i modi, vogliono che prenda atto della loro condizione di solitudine.<br />
Sono rimasti in 2, uno dei quali è inibitorio.<!--more--><br />
Me ne sono accorta tardi, forse potevo fare qualcosa per salvare gli altri, ma temo che lo stress da lavoro di queste ultime settimane li abbia sterminati indelebilmente.<br />
Ora mi spiego perchè le brutte figure- una costante della mia vita -  si sono triplicate, in questi giorni! Riflessi azzerati, discorsi che non portano da nessuna parte, dimenticanze, difficoltà nell&#8217;eloquio e nei movimenti&#8230; sembro Ozzy Osbourne. Spero che Valeria dimenticherà le scene pietose alle quali ha assistito ieri sera, mentre tentavo di montare il ventilatore in camera.<br />
Oggi parto e me lo sono ricordata stanotte, a 00:40.<br />
Ho fatto la valigia in fretta e furia, ma sospettavo di aver dimenticato le cose più importanti; e così è stato.</p>
<p>Una  cosa su tutte, il biglietto aereo per il ritorno a Roma..</p>
<p>I miei neuroni mi suggeriscono che il problema però è complesso e loro, essendo in 2, non sono in grado di fornirmi una soluzione: infatti tempo fa avevo stampato il biglietto, l&#8217;avevo messo nel portafogli e l&#8217;avevo perso.<br />
Me ne sono ricordata ora, che sono in ufficio con la valigia. Per di più mi sono accorta di aver cancellato inavvertitamente dalla posta elettronica la mail con la ricevuta di pagamento. Per di più non ho il codice di prenotazione del viaggio, cosa che mi impedisce di risolvere il tutto con una semplice telefonata al call center per farmi inviare un nuovo biglietto. Una soluzione ci sarà, so che la troverò&#8230; non appena mi sarò ricordata anche l&#8217;orario di questo cavolo di volo. Me lo son dimenticato. Avevo comprato il biglietto in offerta senza far troppo caso all&#8217;orario.<br />
Ordunque me ne torno al Sud per riposarmi, questa prima parte di ferie cade a pennello, ho la testa vuota!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storie di ordinaria xenofobia]]></title>
<link>http://ilarita.wordpress.com/2009/05/16/storie-di-ordinaria-xenofobia/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 11:36:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ilaria C.</dc:creator>
<guid>http://ilarita.wordpress.com/2009/05/16/storie-di-ordinaria-xenofobia/</guid>
<description><![CDATA[Vi dico solo che la vittima ero io. Ieri pomeriggio mi trovavo sul tram, abbastanza affollato, ma no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vi dico solo che la vittima ero io.</p>
<p>Ieri pomeriggio mi trovavo sul tram, abbastanza affollato, ma non così tanto da dover stare appiccicata alla gente. Tuttavia è capitato che, a causa dei movimenti bruschi del tram, sfiorassi &#8220;col giubotto&#8221; un senegalese che mi era affianco. La sua prima reazione è stata una gomitata tra le scapole (le mie).<!--more--><br />
Ho pensato avesse perso l&#8217;equilibrio e, dolorante, ho continuato a guardare fuori ascoltando musica.<br />
Altra frenata brusca. Perdo leggermente l&#8217;equilibrio e il mio piedino sfiora la sua scarpa da ginnastica n. 48. Mi sferra un calcio alla caviglia.<br />
Lì inizio a intuire che evidentemente ce l&#8217;ha con me e mi allontano, con gli occhi sgranati. Mi avvicino alle porte, la prossima è la mia fermata.<br />
Non appena le porte si aprono il senegalese mi dà una spinta verso fuori e se ne scappa al primo vagone&#8230;</p>
<p>mha.</p>
<p>solo perchè sono calabrese ._.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crisi...]]></title>
<link>http://iltato.wordpress.com/2009/05/12/crisi/</link>
<pubDate>Tue, 12 May 2009 19:01:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>scorpio79</dc:creator>
<guid>http://iltato.wordpress.com/2009/05/12/crisi/</guid>
<description><![CDATA[Non pretendiamo che le cose cambino se agiamo sempre allo stesso modo. Parola di Albert Einstein. La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-607" title="albert-einstein" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/05/albert-einstein1.jpg?w=115" alt="albert-einstein" width="115" height="150" />Non pretendiamo che le cose cambino se agiamo sempre allo stesso modo. Parola di Albert Einstein. La crisi è la migliore benedizione che possa capitare alle persone e ai Paesi, perché la crisi porta con sé il progresso. La creatività nasce dall&#8217;angoscia, come il Sole nasce dalla notte scura. Nei periodi di crisi si sviluppano l&#8217;inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi insuccessi e la sua povertà disprezza il suo talento e rispetta di più i problemi che le soluzioni. La crisi vera è la crisi dell&#8217;incompetenza. Il problema delle persone e dei Paesi è la pigrizia nel trovare vie d&#8217;uscita e soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita diventa routine, una lenta agonia. Sono le crisi che fanno affiorare il meglio di ognuno di noi, perché senza crisi &#8220;il vento è una carezza&#8221;. Parlare della crisi significa promuoverla, non parlarne durante una crisi significa esaltare il conformismo. Invece di far questo lavoriamo duramente. Mettiamo fine all&#8217;unica crisi che è davvero una minaccia per tutti: la tragedia di non voler lottare per superarla.</h5>
<p style="text-align:justify;">Questo brano si trova scritto su un foglio che mia mamma, di ritorno da un viaggio a Firenze, mi ha fatto leggere. Non so chi l&#8217;abbia scritto, ma racchiude tanta verità. Crisi&#8230; Purtroppo stiamo vivendo una delle pagine più nere del Dopoguerra: l&#8217;economia non solo di un Paese, ma di un intero pianeta, si è praticamente fermata. E nel nostro piccolo ci ritroviamo senza le certezze che avevamo soltanto pochi mesi fa. Chi si è ritrovato senza lavoro, chi ha macinato tutte le sue ferie e si trova da diverse settimane in cassa integrazione, chi sta finendo o ha appena finito gli studi e guarda al suo immediato futuro con la preoccupazione di chi non sa se e quando riuscirà mai a trovare un lavoro&#8230; E fuori dall&#8217;Italia? In tante parti del mondo va peggio che da noi. Cosa ha scatenato questa crisi? Cosa ha praticamente fermato un pianeta? Ebbene, se vogliamo uscire da questa crisi dobbiamo prima capire cosa abbiamo sbagliato, solo allora potremo imparare dai nostri errori e cercare di non ripeterli. Ammesso e non concesso che ciò sia sufficiente&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-610" title="crisi mondo" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/05/crisi-mondo.jpg" alt="crisi mondo" width="369" height="325" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[le tre giornate di Milano #61 teppisti sul sagrato]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2009/05/07/le-tre-giornate-di-milano-61-teppisti-sul-sagrato/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 09:51:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
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<description><![CDATA[mentre aspettavo l&#8217;inizio della cerimonia nel giardino della chiesa, mancava ancora più di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>mentre aspettavo l&#8217;inizio della cerimonia nel giardino della chiesa, mancava ancora più di un&#8217;ora, sono stato avvicinato da una bambina rumena di cinque anni che si divertiva a sputarmi addosso ed a cercare di prendere a calci la mia valigia, ho dovuto chiedere a sua madre di tenermela lontana</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[E' mezzora che vi seguo]]></title>
<link>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/05/07/e-mezzora-che-vi-seguo/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 08:59:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche tempo fa passeggiavo in centro a Udine, insieme a Marckuck e ad Annalisa, corazzata con tant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Qualche tempo fa passeggiavo in centro a Udine, insieme a Marckuck e ad Annalisa, corazzata con tanto di passeggino per il piccolo Dado, un frugoletto di appena mezza manciata di anni di vita, più biondo e più occhio glauco che mai, di cui tutti sono zii e zie. Era una fredda giornata, e come tutte le fredde giornate non si possono che incontrare persone fredde dentro.</p>
<p>Passeggiando guardavamo a destra e a sinistra le bellezze cittadine, non troppe per essere precisi, quelle che bastano per ritemprarti di tanto in tanto lo spirito devastato dal lavoro e dalla frenesia della vita. Si parlava del più e del meno, di qualche libro letto e di quell&#8217;umidità che ti entra nelle ossa anche se tu cerchi di resisterle in ogni modo possibile e immaginabile. C&#8217;era una strana atmosfera, e quando annuso l&#8217;aria io, segugio nato, non sbaglio mai.</p>
<p>Camminare sull&#8217;acciottolato, specie spingendo un passeggino e a fianco del buon Marckuck, che nell&#8217;ansia di essere il primo a camminare davanti alla comitiva non lesina spintoni più o meno mirati e voluti. C&#8217;è da fare i conti con un sacco di cose, a partire dagli inciampi nelle fughe dei più noti e nobili sanpietrini, passando attraverso le strettoie delle vie udinesi, senza menzionare la scivolosità di alcune zone franche, nel senso che sono talmente franche da rischiare di ritrovarsi a terra senza neppure accorgersene.</p>
<p>Ebbene, procedevamo abbastanza tranquillamente, e per tutta questa serie di motivazioni. Si continuava a discorrere, quando ad un certo  punto ci siamo accorti che la strada si assottigliava così tanto da impedire il transito a più di una persona, purché fosse dotata di figura smilza e slanciata, in grado di non occupare più di un paio di decine di centimetri di larghezza. A quel punto, cosa puoi fare? Ovviamente, ti organizzi di conseguenza.</p>
<p>Pertanto, l&#8217;allegra brigata decide di operare come necessario. Marckuck, ovviamente, prende il posto del capocomitiva e, faticando non poco, riesce a fare strada davanti a sé al passaggio della corazzata Annalisonki con bimbo al seguito. Annalisa spinge il mezzo con una certa lena, ovviamente ricordando che si tratta di un passeggino e non certamente di una Ferrari testa rossa. Io, tanto per cambiare, sto dietro, a proteggere il passaggio e a fare quadrato nel caso di un attacco marziano alle spalle, e come al solito finisco per essere il paladino delle cause inutili e perse, io che non sopporto prevaricazioni e mancanze di rispetto colossali.</p>
<p>Ultimo della fila, mi spetta anche il compito di fungere da piccola vedetta lombarda, visto che, tra l&#8217;altro, io da solo sono alto tanto quanto Marckuck, Annalisa e Dado insieme. Così, guardo avanti e, purtroppo, mi dimentico di vlgere lo sguardo anche all&#8217;indietro, dove, me tapino, sta per consumarsi il vero dramma. Sono così convinto del fatto che nulla possa accadere, che in realtà qualcosa accade per davvero e io non riesco neppure ad immaginarlo.</p>
<p>Non mi accorgo della cosa più grave che potesse accadere. Nella concentrazione di badare un po&#8217; a tutti, compreso a Marckuck che tanto per cambiare ha sbagliato strada, ma pazienza, ignoro che dietro a me una signora sulla sessantina, abbastanza alta e slanciata, con tanto di fazzoletto in testa, sta sbuffando da qualche minuto e non capisco perché. Fino a quando, evidentemente stufa di rispettare una mamma con bimbo e zii al seguito, sbotta in modo nemmeno troppo elegante un:</p>
<p>&#8220;Ma insomma, è mezzora che vi seguo!&#8221;</p>
<p>Quindi, con passo lungo e deciso, si intrufola tra di noi, ci supera continuando a sbuffare, e appena due passi dopo la vedo farsi ampiamente il segno della croce e mettere piede in Chiesa, pronta a innalzare lodi a Dio. Ovviamente vado su tutte le furie e non mi lascio sfuggire l&#8217;occasione di blaterare un:</p>
<p>&#8220;Che bella testimonianza di rispetto e profondo valore cristiano&#8230;&#8221;</p>
<p>Ma la signora è già rapita dalla messa che sta per cominciare. E noi procediamo, io più arrabbiato di tutti, mentre Dado, che per sua fortuna ancora non può comprendere le amenità della vita, reclama il suo pasticcino e non si cura di quella signora timorata di Dio che temo abbia appreso ben poco dei rudimenti di carità cristiana&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diminutivi irritanti]]></title>
<link>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/05/04/diminutivi-irritanti/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 07:58:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è poco da fare: se volete irritarmi all&#8217;inverosimile, scatenando i miei peggiori istin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;è poco da fare: se volete irritarmi all&#8217;inverosimile, scatenando i miei peggiori istinti sino a rasentare la follia di Jack Nicholson in <em>Shining</em>, non vi occorre fare altro se non usare dei diminutivi per ogni cosa che vi sta intorno. Me compreso.</p>
<p>Partiamo dall&#8217;incomincio, come direbbe qualcuno? E va bene. Facciamo che qualcuno mi invita a cena e mi chiede se può farmi <em>un risottino</em>? Ecco, proprio uno di quei termini che mi fanno rabbrividire. Io sorrido e accetto, ovviamente, per non mettere in imbarazzo chi mi ha fatto questa offerta, così mi siedo e, mani sul tavolo a cercare in qualche modo coraggio per la situazione già irritante dal principio, cerco di mandare giù questo primo insopportabile rospo, quando vengo assalito da un secondo peggiore agglomerato di bruttezza verbale.</p>
<p>&#8220;E per secondo, ti andrebbe bene una fetta di carnina tenerina tenerina?&#8221;</p>
<p>Santa pace, ma questo ce l&#8217;ha con me? E&#8217; riuscito a rifilare nella medesima frase un termine in diminutivo, accompagnato addirittura da un aggettivo che, se già una sola non bastasse, è stato addirittura ripetuto per ben due volte. Risottino, poi carnina, e ancora tenerina tenerina. Questa è una congiura, perché non si può spiegare in altro modo un attacco così diretto e serrato alla forma, alla grammatica italiana e anche alla sensibilità linguistica che mi contraddistingue. Perché passi che sono un insegnante di Lettere, e in qualche modo posso anche essere considerato deformato, ma per carità, non si può. Non si può. Non si può e soprattutto non si deve. Il diminutivo no, ve lo chiedo in ginocchio. Mi fa male ogni volta che lo sento e quando qualcuno lo usa, brividi freddi mi percorrono la schiena in lungo e in largo, sino a ricoprirla dalla nuca alla base.</p>
<p>&#8220;Fabietto, allora, ti va bene il menù che ho pensato per te?&#8221;</p>
<p>Eh già, e come potevo dimenticare che anche il mio nome garantisce un buon trampolino di lancio per un tuffo nell&#8217;odiato diminutivo, più burroso e spalmabile della maionese sul pane quando qualcuno ha fame?</p>
<p>Fabietto no, per favore. Fabietto no, vi prego. Fabietto assolutamente no!</p>
<p>Mi faccio forza. Inspiro ed espiro. Trovo il coraggio necessario a dire sì, sì, va bene, va bene tutto. Basta che mi mettano a tavola qualcosa e poi ognuno per la sua strada, senza alcun bisogno di soffermarci troppo sui convenevoli.</p>
<p>&#8220;Allora tutto a posto.&#8221; MI fa notare il mio ospite. &#8220;Se vuoi cambiare canale mentre preparo fai pure. Io di solito guardo Gerry Scotti, ma se non ti va fai pure.&#8221;</p>
<p>Io tento di svicolare, non ho voglia di sorbirmi una trafila di domande dopo una giornata passata a correggere compiti, ma l&#8217;ospite non fa altro che soffermarsi su quelle.</p>
<p>&#8220;Ah, quanto mi piace questo programma. Ecco, ecco&#8230; Adesso chiede l&#8217;<em>aiutino </em>e vedrai che riponde!&#8221;</p>
<p>Dio mio. Sto per farmi il segno della croce. Questa casa è stregata. Questa casa ce l&#8217;ha con me. Qui dentro aleggia lo spettro del diminutivo che non fa altro che perseguitarmi. Datemi un paletto di frassino, datemi una corona di aglio, datemi un proiettile d&#8217;argento, una pozione magica, tutto l&#8217;occorrente perché questa maledizione venga definitivamente sconfitta. Io non ce la faccio più!</p>
<p>A cena tutto tace. Niente altri diminutivi. Qualcuno, dall&#8217;alto, deve avermi preso sotto la propria ala protettiva. Che bello, un mondo senza sciocchi diminutivi&#8230;</p>
<p>Ci diamo la mano. Ringrazio cordialmente. Ho quasi dimenticato tutto quello che è successo in un lasso temporale così breve. Mi viene addirittura data una piccola busta incartata, da scartare esclusivamente a casa. Non speravo in una tale metamorfosi finale.</p>
<p>&#8220;Allora grazie di tutto &#8211; dico sovrapensiero -. E grazie del <em>pensierino</em>!&#8221;</p>
<p>E vorrei sprofondare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[6 settimane e 1/2]]></title>
<link>http://iltato.wordpress.com/2009/04/29/6-settimane-e-12/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 20:22:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>scorpio79</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; vero, passa sempre più tempo tra un post e l&#8217;altro. Ma stavolta sono (almeno in parte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E&#8217; vero, passa sempre più tempo tra un post e l&#8217;altro. Ma stavolta sono (almeno in parte) giustificato: per un mese sono stato pressoché impedito da un infortunio, poi tra una cosa e l&#8217;altra mi siedo solo ora a scrivere qualcosa&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-590" title="bd902-tostiera1185980431" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/04/bd902-tostiera1185980431.jpg" alt="bd902-tostiera1185980431" width="468" height="353" /></p>
<p style="text-align:justify;">Andiamo con ordine: lunedì 16 marzo. Un lunedì come tanti, all&#8217;apparenza: dopo essere rientrato da Milano la sera prima mi sono alzato alla solita ora per andare a lavorare. E non sono partito nemmeno in ritardo, anzi qualche minuto prima del consueto. Peccato che il traffico del lunedì mattina è qualcosa di improponibile, e nell&#8217;occasione a farne le spese è stata la mia povera Punto, la quale si è ritrovata il paraurti posteriore (montato nuovo solo 3 mesi prima) con una bella ammaccatura. Pochi danni (solo 700 euro, pagati ovviamente dall&#8217;assicurazione), nessuno s&#8217;è fatto niente, ma siccome eravamo 3 veicoli coinvolti nella corsia di sorpasso della tangenziale sud di Brescia le procedure di compilamento delle varie constatazioni amichevoli sono state piuttosto pigre. E per di più è intervenuta pure la Stradale, la quale si è limitata ad assisterci. Morale: ho lasciato il posto alle 8.15, così sono arrivato in ditta con mezz&#8217;ora di ritardo. Più che giustificata, d&#8217;accordo, ma sono dovuto partire in quarta per recuperare il tempo perso.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima tappa: una delle solite ditte dove vado a caricare. Il magazzino è vuoto, perciò entro subito e comincio le operazioni di carico: il magazziniere mi porta il primo tubo col carroponte, scarica e prosegue. Io decido di fissare il tubo caricato (come del resto previsto dalla prassi, onde evitare che si sposti), così raccolgo un cuneo di legno, mi giro per prendere il martello&#8230; Non so come, ma ho messo il piede destro nel vuoto: un attimo dopo mi trovavo sdraiato su un bel pavimento di cemento con un polso dolorante. Bagnato il polso, il dolore s&#8217;è trasferito sul gomito, diventando sempre più insopportabile, costringendomi dopo qualche ora ad andare in pronto soccorso. Diagnosi: frattura del gomito&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-584 alignleft" title="capitello_radiale_composto" src="http://iltato.wordpress.com/files/2009/04/capitello_radiale_composto.jpg" alt="capitello_radiale_composto" width="175" height="234" />Per tre settimane ho tenuto il braccio destro steccato a 90 gradi, impossibilitato a vestirmi, a guidare, a tagliare una semplice bistecca&#8230; Fortuna che i miei genitori mi hanno aiutato in tutto e per tutto. La Lady poi mi ha ricoperto di coccole al punto che quando sono andato alla visita di controllo ho potuto togliere la stecca al braccio e cominciare una lenta riabilitazione. Che, tra l&#8217;altro, non sarebbe ancora completata, ma dopo 6 settimane e mezza muovo il braccio piuttosto bene. E per adesso mi va più che bene.</p>
<p style="text-align:justify;">Domani, giovedì 30 aprile, finalmente rientro al lavoro. La mia ditta, come parecchie altre del resto, sta sentendo pesantemente la crisi e naviga in cattive acque. Non sarò io a risolvere i suoi problemi, ma finché posso dare una mano là dò volentieri. Purché non faccia la fine del mio povero gomito&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s3.wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s3.wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fboxstr.com%2Ffiles%2F5164873_tntjv%2FDepeche%2520Mode%2520-%2520Wrong.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facciamo un pic nic virtuale?]]></title>
<link>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/04/14/facciamo-un-pic-nic-virtuale/</link>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 07:56:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
<guid>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/04/14/facciamo-un-pic-nic-virtuale/</guid>
<description><![CDATA[Non mi sono ancora ripreso dalle fatiche mangerecce pasquali, ma malgrado gli occhi ancora assonnati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non mi sono ancora ripreso dalle fatiche mangerecce pasquali, ma malgrado gli occhi ancora assonnati, la pancia sottosopra, una strana debolezza nelle gambe, frutto di un riposo tutt&#8217;altro che rilassante, una cosa me la sono ripromessa: fare un pic nic. Non un pic nic ordinario. Un pic nic virtuale.</p>
<p>Perché? Detto fatto. Perché ieri, in un momento in cui le allucinazioni da cibo ancora non avevano preso il sopravvento, ho avuto modo di sfruttare lo spiraglio di sole che si era aperto nel cielo pronto alla pioggia, e, indossato il mio giubbotto in pelle che tanto piace ai miei alunni, mi sono deciso ad andare a fare un giro in una zona di risorgive. Avete presente il luogo in cui l&#8217;acqua risale da sottoterra e forma dei piccoli laghi? Ecco. Non lontano da dove abito c&#8217;è un&#8217;area immensa di queste rinascite e ieri, come da tradizione, mi sono recato a fare loro una visita. Ebbene, al di là della natura splendida, i cui colori brillanti e i cui profumi inconfondibili osannavano l&#8217;arrivo della primavera, mi sono ritrovato a sedermi su una panchina in legno e a godermi il venticello fresco che trasportava emozioni di gioia.</p>
<p>Nemmeno a dirlo, l&#8217;area verde era stata presa d&#8217;assalto. I bambini giocavano a pallone e qualcuno a ping pong, senza ovviamente riuscire a colpire nemmeno una volta la pallina, e gli adulti si occupavano di sgomberare le macerie del loro pic nic, chi facendo sparire i rimasugli culinari, chi invece ripulendo la zona occupata per l&#8217;intera giornata. Nel mezzo del caos, ho elaborato la mia idea.</p>
<p>Su quella panchina, infatti, ho cominciato a pensare a questa cosa. Fare un pic nic virtuale. Già, nella nostra era si tratta forse di qualcosa di semplicistico e forse anche di sciocco, visto che si fanno le videoconferenze e si gestisce addirittura la finanza senza fare alcun movimento se non il premere un bottone che muove capitali e somme da capogiro. Ma io ci vorrei provare. Un pic nic virtuale. Un momento ritagliato proprio oggi, al rientro al lavoro per tanti di voi (io sono ancora bellamente a casa, fino a giovedì), anche se occorre forza di volontà per accettare una proposta del genere, dopo i bagordi dei due giorni passati.</p>
<p>Funzionerebbe in questo modo. Intanto, l&#8217;area in questione è questa del mio blog. Poi, io mi ritengo autorizzato ad invitare tutti quelli che vogliono partecipare, anche se a distanza. Ovviamente, occorre gestire bene i ruoli. Per esempio: chi porta chi e chi porta che cosa. Tutti sono ovviamente liberi di invitare chi vogliono, a patto che siano persone educate, non sporchino e intendano contribuire attivamente alla riuscita dell&#8217;evento. Poi, siccome in un picn nic che si rispetti non deve mai mancare il cibo, diciamo che anche qui dovremo metterci d&#8217;accordo; ma siccome in occasioni come questa c&#8217;è bisogno di volontariato, lascio ai singoli liertà di proposta. Infine, occorre pensare ai giochi. Non vorrete mica che facciamo un pic nic senza giochi all&#8217;aperto, vero? Sarebbe come un matrimonio senza la torta nuziale&#8230;!</p>
<p>Ebbene, il pic nic virtuale ha inizio ufficialmente da questo momento. Si precisa unicamente una cosa: per cortesia, non vi presentiate, come ho visto ieri ad un pic nic vero, corredati di scarpette con tanto di tacco otto centimetri, né con vestiti di grido, rischiereste di sembrare ridicoli, oltre che fuoriposto. Allora indossate le vostre scarpe da ginnastica, inforcate gli zaini e uscite dal grigiore umido e stantio dei vostri posti di lavoro. Il pic nic virtuale è appena cominciato. Siete pronti?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storia di aperitivo e di tragedia domestica]]></title>
<link>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/03/16/storia-di-aperitivo-e-di-tragedia-domestica/</link>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 09:14:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi sono imparentato con Nicola il giorno in cui Nicola ha sposato Antonella, la mia migliore amica c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mi sono imparentato con Nicola il giorno in cui Nicola ha sposato Antonella, la mia migliore amica conosciuta ai tempi delle scuole medie, quando anziché regalarle rose e mughetti le dimostravo il mio infinito e duraturo amore lanciandole addosso intere confezioni di Vinavil. Nicola è sostanzialmente il mio opposto in tutto. Io sono alto, lui no. Io ho i capelli, lui no. Io non capisco niente di informatica, lui invece sa tutto. Io sono magro, lui no. Ma non avrei mai creduto che, proprio a causa di queste nostre sostanziali differenze,  potesse arrivare al drammatico e inconsulto gesto dell&#8217;altra sera.</p>
<p>Ci trovavamo infatti a casa loro, in attesa che un terzo amico passasse per portarci fuori a cena a festeggiare il suo compleanno. Nell&#8217;attesa della sua venuta (oddio, mi ricorda tanto un canto ecclesiastico), Nicola, sempre prodigo di stuzzichini, non ha inteso neppure per questa occasione risparmiarsi, e, ovviamente, si è dato da fare per far sì che la propria tavola assomigliasse in tutto e per tutto a quella imbandita dal padre del figliol prodigo. Tartine con formaggi alle noci, salatini, anacardi &#8211; io ne vado matto -, torta alle mele preparata da Antonella (lei dice di averla fatta in casa ed è meglio non contraddirla) e altre mille leccornie si allungavano sulla tavola non sono per far bella mostra di sé, ma anche e soprattutto per invogliarci all&#8217;assalto forsennato. Noi, ovviamente, nessuno escluso, a stento ci trattenevamo, ben consci del fatto che ormai tutto era stato aperto dalla propria confezione e che, pertanto, non poteva se non essere consumato, e a poco a poco abbiamo cominciato a spazzolare ogni cosa, lasciando sostanzialmente solo le briciole. A quel punto, proprio mentre la serata si stava infiammando, mi accorgo che, non so perché, Nicola si erge in tutta la sua maestà del metro e sessanta centimetri, e abbandona il tavolo.</p>
<p>Alquanto spiazzato, lo seguo con lo sguardo, fintanto che, pensieroso, prende possesso della cucina, e comincia a manipolare strani intrugli da bottiglie colorate. Pian piano versa tutto in un contenitore trasparente, dove centellina ogni singola sostanza con la stessa grazia con la quale è solito manipolare le polveri per comporre i prodotti galenici, quindi mi incuriosisco e lo osservo bellamente. La sostanza si colora poco a poco, sembra in tutto e per tutto una pozione di quelle che la strega Amelia crea nelle variopinte tavole di Paperino, e i miei occhi si incollano su quella, increduli. Con una sorta di prestidigitazione che non ha pari, Nicola diventa in breve il barman più professionale dell&#8217;intera riviera jesolana, potrebbe addirittura fare concorrenza a Tom Cruise, certo non nella prestanza ma quantomeno nell&#8217;abilità con cui rovescia i vari liquidi, ed io mi permetto di consigliargli di non eccedere con l&#8217;Aperol, visto che dobbiamo anche guidare. Lui mi fulmina con lo sguardo e, per dispetto, raddoppia la dose, sprezzante del pericolo e delle mie parole. In quattro e quattr&#8217;otto il tutto è pronto. Con un tocco di classe mescola il tutto, infine la pozione magica è pronta.</p>
<p>Stupito che Nicola abbia sfidato in pieno il mio suggerimento, ritorno in me e cerco di nascondermi dietro la fila di bottiglie che divide in due il tavolo, una barriera dalla quale credevo di essere interamente salvaguardato, ma che invece era destinata ben presto a qualificarsi come inutile. Il barman si accomoda insieme a noi e ci invita a deliziarci di quanto creato dalla propria versatile abilità. Il sapore è buono, quasi delizioso, e proprio mentre tutti guardiamo lui, Nicola si alza in gesto benedicente e causa il fatto. Mi rovescia addosso un bicchiere intero di quel ben di dio, che finisce puntualmente sui miei pantaloni e sulle mie cosce.</p>
<p>Per un&#8217;intera serata ho puzzato di Aperol, proprio io che difficilmente tocco alcool. Nicola non si è nemmeno scusato e ha finto che tutto fosse come sempre, lamentandosi addirittura dell&#8217;odore che mi trascinavo dietro. Io sono stato l&#8217;unico a rimanere senza aperitivo e devo ancora riprendermi dallo shock. Qualcuno di voi può cortesemente metter in ammollo nella sua tinozza i miei pantaloni di lanetta, o quantomeno consigliarmi come pulirli, dal momento che la mia lavanderia di fiducia è momentaneamente chiusa?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il venditore di materassi]]></title>
<link>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/03/09/il-venditore-di-materassi/</link>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:54:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non fate piaceri. Non li fate a nessuno. Specialmente quando vi chiedono solo di essere presenti ma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non fate piaceri. Non li fate a nessuno. Specialmente quando vi chiedono solo di essere presenti ma unicamente <em>per fare numero</em>&#8230;</p>
<p>Domenica pomeriggio, sollecitato da una mia ex collega che è presidentessa di un&#8217;associazione assistenziale, ho deciso di cedere al piccolo ricatto morale (eddai, cosa ti costa? E&#8217; a fin di bene&#8230;) di partecipare ad una di quelle dimostrazioni di vendita, che aveva lo scopo di raccogliere almeno 30 persone per poter ottenere un bonus di 500 euro da destinarsi proprio all&#8217;associazione della mia collega. Sulle prime ho nicchiato, ma poi, a suon di eddai, mi manca una sola persona per raggiungere il numero, fammi questo favore, mi sono lasciato convincere ed ho detto sì, sacrificando in questo modo mezza giornata di riposo. Ho detto sì ma ad una condizione: che non mi si vendesse niente. Mi ero dimenticato di precisare: e che non mi si coinvolgesse! </p>
<p>Mi presento all&#8217;appuntamento e attorno a me vedo tutta gente ben <em>agée</em>: io sono il solo giovane del gruppo, e non conosco assolutamente nessuno. Solo più tardi mi accorgo che è presente un&#8217;altra mia ex collega, signorina e in pensione da qualche mese, che si piazza al mio fianco e non mi molla più per tutto il resto del pomeriggio. Quindi, alle 16.15 in punto, scocca l&#8217;ora X: l&#8217;omino dell&#8217;ennesima società mai vista né sentita, con sede a Salisburgo, si abbottona il doppiopetto blu e accende il videoproiettore collegato al pc portatile ultimo modello per dare inizio alla lezione. Tema: il materasso perfetto.</p>
<p>L&#8217;omino è scafato. Sorrisi a 360 denti, atteggiamento da <em>macho</em> che non deve chiedere mai, ovviamente vuole che ci sia dia tutti del tu, perché così si è più in confidenza, ma non mi chiede personalmente se ci tenga o no: lui lo comunica. Dopo un minuto e mezzo io già non lo sopporto più, anche e soprattutto perché davanti alla mia faccia perplessa non fa altro che sollecitarmi alla risposta, interroga tutti affinché siano attenti e lascia le frasi a metà affinché chi ascolta completi a sua volta, dimostrando così la presenza di una seppur minima attività cerebrale. Io, che vivo con le medesime strategie comunicative e didattiche, seppure in contesto decisamente meno antipatico e a fine nettamente culturale, non mi faccio gabbare, e non ci sto. Lui lo capisce, e per questo mi punisce: davanti a tutti i 30 presenti mi chiede di diventare il suo aiutante, e ovviamente non posso dire: <em>arrangiati</em>! Gli lancio addosso qualche imprecazione sottovoce e mi rivolgo alla collega che ha implorato la mia presenza, incenerendola con uno sguardo assassino, mentre lei si porta le mani alla bocca quasi a scusarsi. Ma ormai è troppo tardi! Sono già in piedi accanto all&#8217;omino, pronto a fungere da cavia durante la rappresentazione di questo plurititolato imbonitore!</p>
<p>Tra acari, posture spinali, posizioni corrette al momento del riposo, lattice, lana, materasso aperto, rovesciato, poi richiuso e tolto di mezzo, tra una signora di una certa età che per provare il materasso si rovescia completamente e cade dall&#8217;altra parte, ed un dito pressato in una losanga (che forbito sono, eh?!) della rete del materasso, resto in piedi per circa 40 minuti, ringraziando la mia amica Paola ogni singolo secondo per quella situazione surreale in cui verso. Espongo un piumino d&#8217;oca brevettato da quella ditta, con un cuscino brevettato da quella ditta, e tengo in mano una parte del materasso brevettato da quella ditta, insieme ad un paio di losanghe brevettate da quella ditta, in grado di stringersi per meglio far aderire il materasso al corpo, deformandosi per fargli posto. Perché dovete sapere che il materasso perfetto è quello che lascia traspirare il corpo, che al suo interno ha molecole aperte e non chiuse, in quanto gli acari vanno a nozze in uell&#8217;ambiente umido che si forma, e muoiono non dopo 3 settimane ma dopo 3 anni&#8230; E io mi disgusto nel vedere le foto che passano sullo schermo, preferirei quasi quasi vederne una di Mastella, tanto sono brutti! Capisco che è finita nel momento in cui un buon samaritano pone la domanda fatidica: &#8220;Ma tutto questo, quanto costa?&#8221; E, davanti al prezzo, tutti ammutoliscono. Di colpo scompare il sorriso dalle facce dei presenti: 4.500 euro! E occorre prenotare il materasso seduta stante. Ora o mai più!</p>
<p>Ovviamente, vince il <em>mai più</em>. Ma l&#8217;associazione avrà i suoi 500 euro.</p>
<p>Quando tutto finisce, non mi pare quasi vero. Il materasso non l&#8217;ho comprato&#8230; Ma volete mettere? Con tutto quello che ho imparato sono diventato anch&#8217;io un perfetto venditore di materassi!</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Giochi di carte]]></title>
<link>http://quacos.com/2009/02/13/giochi-di-carte/</link>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 10:41:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non si tratta di briscola o tressette, però la giornata di ieri è stata contraddistinta per me dalle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non si tratta di briscola o tressette, però la giornata di ieri è stata contraddistinta per me dalle carte.</p>
<p><strong>Prima manche:</strong> avevo aderito all&#8217;offerta &#8220;Alice Casa&#8221; di Telecom con acquisto di cordless annesso, ma qualcosa è andato storto e l&#8217;attivazione venne annullata. Al 187 mi consigliarono di rispedire indietro il cordless onde evitare di doverlo pagare tutto in una volta anziché a rate. Tuttavia l&#8217;altro giorno ricevo la fattura che mi sollecita al pagamento dell&#8217;oggetto. Altra chiamata al 187, e invito a spedire un fax per chiarire la situazione. Così produco un fax di 5 pagine e mi reco all&#8217;edicola di Casinina: 5 euro e 5o di spesa. A conti fatti, un fax di una pagina era sufficiente. Ma se vogliamo essere sinceri, che senso ha ancora il fax?</p>
<p><strong>Seconda manche: </strong>Poste Italiane mi manda un fascicolo di 6-7 pagine per dirmi che ho accumulato un euro di interesse.</p>
<p><strong>Terza manche:</strong> i miei genitori, passati ad Infostrada, ricevono una bolletta Telecom con scritto: &#8220;Attenzione, non c&#8217;è nulla da pagare&#8221;. Ci sarebbero stati due euro per arrotondamenti che vengono generosamente abbuonati.</p>
<p>Chi ha vinto la partita?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Casina nuova!]]></title>
<link>http://themyndseye.wordpress.com/2009/02/03/casina-nuova/</link>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 19:55:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Psyche</dc:creator>
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<description><![CDATA[Finalmente abbiamo traslocato. Domenica, dopo un lungo pomeriggio di viaggi avanti e indietro tra la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Finalmente abbiamo traslocato. Domenica, dopo un lungo pomeriggio di viaggi avanti e indietro tra la vecchia casa di Sara e la nuova casa, ci siamo finalmente sistemate nella nuova dimora. Certo, riuscire ad avere le chiavi è stata un&#8217;impresa.<br />
Avevamo appuntamento domenica mattina alle 10 con uno di quelli dell&#8217;agenzia per pagare l&#8217;ultima parte dell&#8217;affitto anticipato e avere le chiavi. Alle 10 in punto io e Sara eravamo sedute davanti all&#8217;agenzia, ma il tizio non c&#8217;era. 10.05&#8230; 10.10&#8230; 10.15&#8230; Alle 10.20 del tizio neanche l&#8217;ombra, e noi eravamo sedute davanti all&#8217;agenzia a prendere freddo (c&#8217;era un vento fortissimo e gelido), ma sfortunatamente non avevamo il suo numero di cellulare dietro, così decidiamo di andare in biblioteca a usare internet e trovare la mail dove il tizio ci diceva il suo numero di cellulare. La biblioteca, ovviamente, era chiusa, così decidiamo di tornare a casa e guardare da lì, se non fosse che Sara a un certo punto si accorge di non avere più il suo portadocumenti con dentro la tessera dei mezzi, quella dell&#8217;università e il bancomat! Proviamo a dividerci per cercarlo, ma non lo troviamo. Sconsolate – ci mancava giusto questa! &#8211; facciamo per tornare a casa, quando Sara viene contattata dalla banca, che le dice che una persona, di cui ci dà nome e cellulare, ha trovato il suo portadocumenti! Allora c&#8217;è ancora gente onesta a questo mondo! Lo chiamiamo subito e ci diamo appuntamento dopo 20 minuti. Nel frattempo, decidiamo di andare da Starbucks e chiedere a qualcuno che ci presti il suo portatile per 5 minuti per controllare la mail. Mentre ci troviamo lì, Sara si accorge di avere scritto sulla sua agenda il numero di cellulare del tizio, così lo chiamiamo e lui si inventa una scusa del tipo: “Sono rimasto a piedi con la macchina, non potevo telefonarvi per questo e questo&#8230;”, ma ci dice che sarebbe arrivato dopo poco. Finalmente, all&#8217;alba delle 11.30-12, abbiamo sia il portadocumenti di Sara che il contratto con le chiavi!<br />
Così, durante tutto il pomeriggio di domenica, in 5 abbiamo trasportato valigie e scatole varie nella casa nuova (io, Sara, Mike e una coppia di amici di Sara, nonché possessori di una macchina con cui portare tutta la roba!), e abbiamo finito verso le 7-7.30.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora siamo ancora un po&#8217; incasinate, anzi più Sara, dato che io avevo solo 2 valigie, e non abbiamo ancora i letti (dormiamo su dei futon per terra), né internet, ma ci piace la casa nuova! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Giovedì dovremmo andare all&#8217;Ikea a vedere se troviamo un paio di letti economici, un altro giorno andremo a comprare un&#8217;aspirapolvere (che, però, ci viene rimborsata dal proprietario) e un altro ci metteremo internet. Sara ha un paio di modem wireless, ma dobbiamo vedere cosa fare per evitare di pagare inutili bollette del telefono che non avremo, e che, se anche avremo, non utilizzeremo. Qui ci sono un paio di reti wireless non protette (chiaramente lente), ma si prendono solo nella stanza che abbiamo soprannominato Polo Nord, ovvero la stanza che, teoricamente, dovrebbe essere di Sara (teoricamente perché ora sta in sala), ma è impossibile starci per più di 10 minuti. Il problema è che è leggermente ribassata rispetto al resto della casa, non ha stanze attorno a sé, né sopra, è praticamente vuota, quindi fa più fatica a scaldarsi. Si spera che si scaldi un po&#8217; nel giro di qualche giorno.</p>
<p style="text-align:justify;">Intanto io continuo a cercare lavoro e spedire CV, anche se ancora nessuno mi ha ancora contattata, uff&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Disavventure di un pensionato hi-tech]]></title>
<link>http://dcenza.wordpress.com/2009/01/31/disavventure-di-un-pensionato-hi-tech/</link>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 19:03:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>dcenza</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi ha illuminato una lampadina. Non una lampadina qualsiasi ma un’alogena con innesto a baionetta. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mi ha illuminato una lampadina. Non una lampadina qualsiasi ma un’alogena con innesto a baionetta. L’elettricista, dopo aver montato due applique sul muro mi aveva chiesto con un sorrisetto ironico: «Lei è capace vero?». Va bene che ho fatto il classico e poi giurisprudenza, ho pensato, ma che diamine questo sfotte. «Certo che sì», ho risposto con sicurezza. Comprate le lampadine, ho preso la scala, e, andato su, mi sono accorto che l’alogena è di almeno un centimetro più lunga dello spazio a sua disposizione. Poco male, ho pensato, spingo un po’ di qua, un po’ di là… ,  mica per niente è a baionetta, e il gioco è fatto.</p>
<p>Dopo dieci minuti avevo spaccato esattamente in due la prima lampadina e stavo per fare altrettanto con la seconda. L’ho mollata là, incastrata da una parte ma non dall’altra. Tanto l’elettricista doveva tornare per fare altri lavori.<br />
Caso vuole che, due giorni prima, fosse andato in tilt &#8211; mi scuso per il linguaggio corrente e terra terra &#8211; anche il mio pc. È venuto un tecnico, è rimasto lì due ore e mezzo, si è bevuto un caffè ma il computer è rimasto come prima: «Questo troian è un bastardo, non riesco a trovare dove ca… si è nascosto». Quando falliscono, anche i supertecnici si fanno capire. Il secondo esperto che ho chiamato non ha perso tempo. Si è preso il mio pc è se l’è portato in laboratorio. </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325067 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ho bisogno di dominare la strada]]></title>
<link>http://fabioletterario.wordpress.com/2009/01/12/ho-bisogno-di-dominare-la-strada/</link>
<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 09:18:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marckuck crede di essere un guidatore perfetto. Per questo motivo, da qualche anno a questa parte, s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Marckuck crede di essere un guidatore perfetto. Per questo motivo, da qualche anno a questa parte, si è specializzato nell&#8217;accompagnarmi  destra e a manca, fermo restando che, specie nel viaggio in Francia, lui era quello che portava il mezzo, ma io ero invece quello che inicava la via, con tanto di cartina alla mano nonché di segnaletica manuale (del tipo: la destra è di qui, la sinistra è di là: segui il mio dito indice).</p>
<p>Anche durante il viaggio per raggiungere la casa della mia amica Antonella, l&#8217;utimo dell&#8217;anno, Marckuck ha inistito a lungo per essere lui quello l&#8217;unico e il solo a guidare, e io proprio non me la sono sentita di dargli contro. Questo, ovviamente, significava che io ero non solo quello deputato a fungere da navigatore (ben poco satellitare, a dire il vero) e anche l&#8217;uomo dal portafoglio aperto, in quanto toccava a me cacciare la mano nel portamonete per saldare i conti di benzina e pedaggi autostradali.</p>
<p>Così, nella reciproca spartizione dei ruoli, io mi sono occupato di tutto, e lui ovviamente di guardare avanti e tentare di raggiungere la casa di Antonella senza eccessivi giri dell&#8217;oca, che a lui &#8211; chissà perché &#8211; piacciono infinitamente. Quando mi sono permesso di fargli notare che l&#8217;uscita autostradale che aveva volontariamente e inspiegabilmente imboccato non era assolutamente quella solita e ormai nota, la tensione è salita alle stelle e lui ha pronunciato la fatidica frase, degna di Luigi XIV imparruccato come lo era lui:</p>
<p>&#8220;Io ho bisogno di dominare la strada.&#8221;</p>
<p>Bene. Io sono anche buono e caro, ma se uno mi pesta i piedi e mi mette all&#8217;angolo, poi mi accomodo del tutto sulla sponda del fiume e attendo l&#8217;evolversi della situazione. Dal momento che conosco il mio pollo, la situazione non ha tardato ad evolversi, ed anzi subito se ne sono visti gli esiti non del tutto proficui. Già, perché non solo quella non era la solita uscita autostradale, ma aveva imboccato anche la via sbagliata per tentare di risolvere il pasticcio in cui ci aveva del tutto spensieratamente cacciato. Io, zitto, ascoltavo la sua compilation di fine d&#8217;anno, sparata in macchina come se fosse una botta di vita, e al ritmo di &#8220;My way&#8221; attendevo il seguito, il che valeva dire trascorrere la mezzanotte in machina, visto che il buon Marckuck, ormai impanicato all&#8217;inverosimile, non era più in grado di procedere né di pensare ad una possibile soluzione per quel impiccio in cui si era ficcato del tutto volontariamente.</p>
<p>Quando niente ormai poteva peggiorare la situazione, anche il caso (o la mancanza di manutenzione) hanno voluto intervenire nella piacevolezza di quel trastullo sansilvestrino. Di punto in bianco, infatti, il sistema di riscaldamento interno all&#8217;abitacolo è andato bellamente in tilt, e dunque alunce piacevoli e amene sferzate di ghiaccio hanno preso a incunearsi tra le mie gambe nonostante la mia ferma opposizione. Lui taceva, e tentava inutilmente di evitare che ci congelassimo, ed il momento topico lo si è avuto quando, inistendo a girare distrattamente la manopola regolatrice, questa gli è rimasta in mano, con grande inorridimento di entrambi.</p>
<p>Lui taceva. Ma quando è partito il sottofondo musicale della &#8220;Vie en rose&#8221;, non ha resistito oltre ed ha lanciato una imprecazione che è destinata a rimanere nella storia.</p>
<p>&#8220;Orcoboione!&#8221;</p>
<p>A quel punto siamo scoppiati a ridere, ma non sapevamo ancora che il bello doveva arrivare.</p>
<p>Per parecchi chilometri abbiamo vagolato come anime in pena in un purgatorio di strade deserte e gelate, e solo in extremis il mio cocchiere personale si è deciso a chiedere aiuto telefonico ad Antonella, che passo passo ha seguito l&#8217;evoluzione di quell&#8217;odissea che si stava consumando in diretta.</p>
<p>Non dico altro. Il viaggio doveva durare all&#8217;incirca cinquanta minuti. Dopo più di un&#8217;ora e mezza stavamo ancora girando per la via, e già i primi petardi cominciavano a salutare il nuovo anno. Quando ormai credevo che non ci fosse più speranza, all&#8217;orizzonte è comparsa l&#8217;abitazione di Antonella, e mi sono sentito rincuorato. Il dominatore della strada aveva finalmente raggiunto la sua meta. Avrei voluto scendere e baciare la terra, ma mi sono trattenuto. Dopotutto, come ha sostenuto a tavola, &#8220;gli imprevisti non sono prevedibili.&#8221; Eppure con lui, credetimi, sì!</p>
<p>Oppure voi sapete fare di meglio?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il buongiorno si vede dal mattino...]]></title>
<link>http://iltato.wordpress.com/2008/12/05/il-buongiorno-si-vede-dal-mattino-2/</link>
<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 23:36:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>scorpio79</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stamattina sono uscito col camion per uno dei miei consueti giri. In particolare dovevo consegnare u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Stamattina sono uscito col camion per uno dei miei consueti giri. In particolare dovevo consegnare un pacchetto (3 quintali) ad un cliente di cui ho già parlato su queste pagine, in particolare in questo post.</p>
<p style="text-align:justify;">Giunto dal cliente suono il campanello, e la signora che mi risponde mi prega di attendere fuori qualche minuto poiché all&#8217;interno dell&#8217;officina c&#8217;è già un camioncino intento a scaricare. Io solitamente scarico all&#8217;esterno, tuttavia non discuto e rimango in attesa sul mio camion. Dopo una decina di minuti esce dall&#8217;officina un signore che, vedendomi, mi raggiunge per chiedermi come mai non fossi ancora entrato. Spiegatogli la situazione questi s&#8217;è diretto in ufficio, e dopo due minuti esatti vedo finalmente il camioncino di cui sopra dirigersi verso il cancello per uscire. Colpo di clacson, e il cancello si apre: esce lui, entro io.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi piazzo come sempre all&#8217;esterno dell&#8217;officina, dove c&#8217;è una gru adatta a scaricare la mia merce. Lì vicino si trovava un operaio, il quale mi ha detto: &#8220;<span style="color:#339966;">Adesso vengono a scaricarti</span>&#8220;, salvo poi sparire in officina. Ebbene, ho fumato una sigaretta, poi visto il freddo sono risalito sul camion. Poi ne ho fumata un&#8217;altra e mi sono pure fatto una bella partita a Sudoku col cellulare. Insomma, dopo mezz&#8217;ora di attesa nessuno era venuto lì fuori a scaricarmi. Così, a questo punto, sono entrato io. Dopo un paio di minuti il magazziniere, vedendomi, mi ha raggiunto ed è uscito a scaricarmi, scusandosi del ritardo ma giustificandosi col fatto di non essere stato avvertito della mia presenza. Pazienza, dico io, e dopo un minuto ero già al cancello per uscire. Colpo di clacson, niente; altro bel colpo robusto di clacson, ancora niente: sto cancello non si apre. Seccato, a questo punto mi dirigo in ufficio&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Appena entrato mi trovo una signora sulla cinquantina, alla quale dico subito:</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<span style="color:#0000ff;">Signora, è più di mezz&#8217;ora che sono qua&#8230;</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Lei: &#8220;<span style="color:#ff00ff;">Povero&#8230; Ti avevo detto però che c&#8217;era un camioncino che scaricava e dovevi aspettare&#8230;</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Io: &#8220;<span style="color:#0000ff;">Sì ma il camioncino se n&#8217;è andato più di 20 minuti fa!</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Lei, zittita, prende in mano il telefono per avvertire il magazziniere, ma la fermo: &#8220;G<span style="color:#0000ff;">uardi che ho già scaricato, sono entrato io a cercare il magazziniere&#8230;</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Lei: &#8220;<span style="color:#ff00ff;">E allora qual è il problema?</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Io: &#8220;<span style="color:#0000ff;">Che se mi apre il cancello vado fuori dalle balle!</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Lei (candidamente): &#8220;<span style="color:#ff00ff;">Ma perché non ha suonato il clacson invece di venire qui?</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Io: &#8220;<span style="color:#0000ff;">Veramente l&#8217;ho suonato due volte&#8230;</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Lei (imbarazzata): &#8220;<span style="color:#ff00ff;">Eh&#8230; E&#8217; che qui non si sente molto&#8230;</span>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Ma come? Mi dice di suonare il clacson che però non si sente molto? Ma allora che senso ha? Morale: per scaricare bastava un minuto, son rimasto là 40 minuti. La giornata è cominciata proprio bene&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_confused.gif' alt=':-?' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
