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	<title>discariche &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/discariche/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "discariche"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 12:29:47 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Al via il Piano Provinciale Rifiuti. Luci ed ombre]]></title>
<link>http://beneventoecosolidale.wordpress.com/2009/11/26/al-via-il-piano-provinciale-rifiuti-luci-ed-ombre/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:42:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Erika Farese</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Nostro articolo &#8211; Erika Farese &#8211; 26.11.09) Presso la Sala Consiliare della Rocca dei Re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Nostro articolo &#8211; Erika Farese &#8211; 26.11.09) Presso la Sala Consiliare della Rocca dei Re]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Eco-4 "song'io"...]]></title>
<link>http://ilditonellapiaga.wordpress.com/2009/11/13/la-eco-4-songio/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 00:38:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>lorismaria</dc:creator>
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<description><![CDATA[    Il sottosegretario all&#39;Economia Nicola Cosentino &nbsp; Contesto: Nicola Cosentino è coordin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong> </strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong></strong></div>
<p><strong></p>
<div id="attachment_153" class="wp-caption aligncenter" style="width: 485px"><a href="http://ilditonellapiaga.wordpress.com/files/2009/11/cosentino2818_img1.jpg"><img class="size-full wp-image-153" title="cosentino2818_img" src="http://ilditonellapiaga.wordpress.com/files/2009/11/cosentino2818_img1.jpg" alt="cosentino2818_img" width="475" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Il sottosegretario all&#39;Economia Nicola Cosentino</p></div>
<p>&#160;</p>
<p></strong></p>
<p><strong>Contesto</strong>:</p>
<p><strong>Nicola Cosentino</strong> è coordinatore del PDL Campania. Dal 12 Maggio 2008 ricopre la carica di <strong>Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze.</strong></p>
<p><a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/cosentino_nicola.html">http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/cosentinonicola.html</a></p>
<p><a href="http://www.pdlcampania.it/1/il_partito_830888.html">http://www.pdlcampania.it/1/il_partito_830888.html</a></p>
<p><strong>Clan dei Casalesi</strong> –   Cartello affaristico-criminale radicato nel Casertano ed attivo in molte regioni d’Italia. È considerato la più potente espressione della criminalità organizzata campana.</p>
<p><strong>Gaetano Vassallo</strong>- Colletto bianco del gruppo criminale facente capo alla famiglia Bidognetti. Dalle dichiarazioni del pentito Domenico Bidognetti si legge che Vassallo, imprenditore, ha favorito gli affari del clan nel traffico illecito di rifiuti ed ha curato i rapporti dei Bidognetti con le pubbliche amministrazioni. Oggi anch’egli è un collaboratore di giustizia, gli inquirenti lo ritengono affidabile ( cfr. pag. 27-30 del provvedimento “<em>Breve profilo del collaboratore di giustizia” ).</em></p>
<p> Il 9 Novembre 2009 è stata trasmessa alla Camera dei Deputati una <em>“richiesta di autorizzazione a procedere all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa nei confronti di un membro del parlamento della Repubblica, l’onorevole Nicola Cosentino</em>”. Tale richiesta è stata trasmessa dal Gip del tribunale di Napoli. Questo titolo cautelare è stato emesso in quanto i magistrati di Napoli ipotizzano la violazione della legge prevista dagli articoli 110-416 bis c.p  (<strong>concorso esterno in associazione di stampo camorristico</strong>)<strong>. </strong>Oltre a riportare la descrizione del fatto contenuta nella contestazione cautelare formulata dai PM della Dda di Napoli, il Gip allega alla richiesta le carte dell’intero provvedimento. Nelle 350 pagine che seguono la richiesta trasmessa alla Camera, vengono descritti i presunti intrecci tra imprenditoria privata, clan della camorra casalese e politica nel business della raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti nel Casertano – consorzi Ce2-Ce3-Ce4-. Il provvedimento si basa sulle dichiarazioni di pentiti ritenuti affidabili -tra i quali <strong>Gaetano Vassallo</strong>- che descrivono Cosentino come responsabile di una <strong>gestione clientelare del consorzio Eco4</strong>, azienda a capitale pubblico e privato, <strong><em>“diretta espressione della criminalità organizzata”</em></strong>, società prima controllata dalla famiglia Bidognetti, poi dagli Schiavone. Sarà compito dei magistrati accertare se queste rivelazioni corrispondano al vero, e se Cosentino fosse o meno al corrente ed avesse o meno rapporti di qualsiasi tipo con individui riconducibili alla criminalità organizzata.</p>
<p>Di seguito è riportato il testo dell’intero provvedimento, che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti, poiché vi sono descritte molte circostanze inquietanti. Al di là dell’ipotetico coinvolgimento del Cosentino in tale vicenda, questo provvedimento non fa che confermare il  predominio dei clan camorristici negli affari legati al trasporto ed allo smaltimento dei rifiuti, almeno fino al 2004. Verrebbe da chiedersi: chi ha gestito questo business dal 2004 al 2008, soprattutto durante il periodo delle continue “emergenze” rifiuti? A quali aziende venivano appaltati i servizi di rimozione straordinaria? Chi trasportava i rifiuti ai siti di stoccaggio provvisori?</p>
<p>Il documento integrale del provvedimento (pdf)</p>
<p><a href="http://ilditonellapiaga.wordpress.com/files/2009/11/intero.pdf">Ordinanza- Cosentino</a> (15 MB circa)</p>
<p>La sintesi dell&#8217;ordinanza del gip tratta da &#8221; il Fatto Quotidiano&#8221; dell&#8217;11 Novembre 2009</p>
<p><a href="http://ilditonellapiaga.wordpress.com/files/2009/11/ilfatto20091111.pdf">ilfatto20091111</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che fine ha fatto la spazzatura della Campania?]]></title>
<link>http://postribu.net/2009/11/05/che-fine-ha-fatto-la-spazzatura-della-campania/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:19:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>postribu</dc:creator>
<guid>http://postribu.net/2009/11/05/che-fine-ha-fatto-la-spazzatura-della-campania/</guid>
<description><![CDATA[1 2 &nbsp; Spazzatour 2007  http://www.chiaianodiscarica.it/?p=959 &nbsp; emergenza rifiuti un anno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[1 2 &nbsp; Spazzatour 2007  http://www.chiaianodiscarica.it/?p=959 &nbsp; emergenza rifiuti un anno ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RIFIUTI: FARE CHIAREZZA SU MALAGROTTA UNA VOLTA PER TUTTE!]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/10/12/rifiuti-fare-chiarezza-su-malagrotta-una-volta-per-tutte/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:06:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
<guid>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/10/12/rifiuti-fare-chiarezza-su-malagrotta-una-volta-per-tutte/</guid>
<description><![CDATA[“Fare chiarezza sulla vicenda Malagrotta una volta per tutte&#8221;. E’ il commento di Piergiorgio B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-584" title="discarica di malagrotta" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/10/discarica-di-malagrotta.jpg" alt="discarica di malagrotta" width="500" height="333" />“Fare chiarezza sulla vicenda Malagrotta una volta per tutte&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ il commento di Piergiorgio Benvenuti, Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Coordinatore per il Lazio del Movimento Ecologista Europeo, Fare Ambiente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_586" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-586" title="area-discarica-malagrotta" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/10/area-discarica-malagrotta.jpg" alt="territorio di Malagrotta" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">territorio di Malagrotta</p></div>
<p style="text-align:justify;">&#8220;La situazione dell’inquinamento in quel segmento di territorio la conosciamo bene da anni, riteniamo improrogabile ed estremamente urgente chiudere l’impianto senza alcuna successiva proroga”.</p>
<p style="text-align:justify;">“Una vicenda quella di Malagrotta che parte da lontano e che ora si deve assolutamente concludere – prosegue Fare Ambiente &#8211; attraverso indicazioni ben precise da parte delle Istituzioni, anche ascoltando l’arbitrato da parte della Protezione Civile. Non è possibile far cadere il territorio regionale in situazioni di emergenza come quelle vissute in Campania, come non è possibile continuare con proroghe straordinarie”.<img class="alignright size-full wp-image-588" title="discarica-malagrotta" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/10/discarica-malagrotta.jpg" alt="discarica-malagrotta" width="230" height="153" /></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Ombre non possono più esistere, proroghe, omissioni, è la volta di fare realmente chiarezza sulla gestione di Malagrotta, pertanto l’impegno di chiusura deve essere rispettato”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zanotelli&amp;mago Merlino]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/10/10/zanotellimago-merlino/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 13:00:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
<guid>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/10/10/zanotellimago-merlino/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Uscire dai problemi da soli è l&#8217;egoismo, uscirne insieme è la politica&#8221;&#8230;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ChGImlov3Cs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ChGImlov3Cs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><em>&#8220;Uscire dai problemi da soli è l&#8217;egoismo, uscirne insieme è la politica&#8221;&#8230;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amianto, un milione di tonnellate da smaltire]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/05/amianto-un-milione-di-tonnellate-da-smaltire/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 12:57:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/05/amianto-un-milione-di-tonnellate-da-smaltire/</guid>
<description><![CDATA[L’Asl di Milano ad oggi ha censito 1.500 siti, controllato 4 mila cantieri, vigilato sul­la rimozion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’Asl di Milano ad oggi ha censito 1.500 siti, controllato 4 mila cantieri, vigilato sul­la rimozione di oltre 3 mila tonnellate di amianto, che è quanto può trasportare un treno merci lungo un chilometro e mezzo. E ora lancia un allarme: «Vanno fatte le di­scariche. In fretta. Ma non basteranno. Bi­sogna pensare a sistemi di inertizzazione alternativi, ai forni. Le discariche in Germa­nia, dove oggi portiamo l’amianto a breve ci chiuderanno le porte».</p>
<p>Susanna Cantoni, responsabile Preven­zione dell’Asl di corso Italia, oggi presenta il suo rapporto al convegno «Ancora Amianto. Smaltimento, discariche, nuove tecnologie», organizzato dalla Camera del Lavoro in collaborazione con Legambien­te. I numeri registrati a livello regionale amplificano l’emergenza: 3 milioni di me­tri cubi di amianto da smaltire.</p>
<p>«Di quello censito — precisa Edoardo Baj, medico del lavoro in forza a Legambiente —, l’equiva­lente di un milione e 120 mila tonnellate. Perché non c’è solo l’amianto visibile dal­­l’alto, fotografato sui tetti delle case, attra­verso i rilievi satellitari. C’è quello che i pri­vati dovrebbero denunciare per legge, nei propri caseggiati».</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Il piano regionale pre­vede lo smaltimento</span> massiccio dei manu­fatti che contengono amianto entro il 2015. «Vuol dire smaltire 600 mila metri cubi all’anno — aggiunge Baj —. Dove? L’unica discarica di Mantova ha esaurito la capienza. Solo una delle cinque per le qua­li è stata richiesta l’autorizzazione, cioè Cappella Cantone nel Cremonese, ha avuto un prima via libera. Ed avrà una capienza di soli 261 mila metri cubi». Briciole. Con i cittadini che minacciano di occuparla, non appena gli uffici regionali avranno appro­vato la valutazione di impatto ambientale.</p>
<p>Tornando ai numeri, ai censimenti Asl si sommano gli interventi dell’Amsa, che negli ultimi 5 anni ha eseguito 900 inter­venti presso privati, conferendo in discari­ca 141 tonnellate di amianto in matrice compatta e friabile più altre 35 tonnellate di manufatti, rinvenuti sulle strade e in aree pubbliche dove erano stati abbando­nati. Altre quattro, oltre a Cappella Cantone, sono le discariche progettate per accoglie­re le tonnellate di materiale proveniente dalle bonifiche: a Cingia de’ Botti, Trava­gliato e Montichiari e Treviglio.</p>
<p>«Siamo convinti — dicono i promotori del conve­gno — che debbano essere le istituzioni a decidere dove localizzare forni e discari­che. E alle istituzioni spetta il compito di coinvolgere i cittadini. Non si può lasciare l’iniziativa ai privati. Con il risultato che ve­diamo» .</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ardea, discarica abusiva di computer, Benvenuti, soddisfazione per intervento, ma vi sono ancora numerose aree adiacenti da bonificare]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/09/23/ardea-discarica-abusiva-computer-benvenuti-soddisfazione-per-l%e2%80%99intervento-ma-vi-sono-ancora-numerose-aree-adiacenti-da-bonificare/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:24:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ardea “Vi è da ringraziare gli agenti dell&#8217;Unità Operativa Ambiente del Corpo della Polizia Mu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">
<div id="attachment_402" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-402" title="ardea" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/09/ardea.jpg" alt="Ardea" width="448" height="283" /><p class="wp-caption-text">Ardea</p></div>
<p style="text-align:justify;">“Vi è da ringraziare gli agenti dell&#8217;Unità Operativa Ambiente del Corpo della Polizia Municipale di Ardea  che a seguito  di una accurate indagine sono riusciti ad identificare i responsabili dell&#8217;abbandono di rifiuti speciali pericolosi (Raee) su un terreno di Ardea in località &#8220;Le Salzare&#8221;, via Maggiorana”.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">E’ quanto dichiara Piergiorgio Benvenuti, Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Coordinatore per il Lazio di Fare Ambiente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">“Una situazione già conosciuta, infatti la stessa area era stata posta sotto sequestro dagli agenti lo scorso 5 agosto ed all’interno  sono stati rinvenuti rifiuti speciali pericolosi costituiti da beni durevoli (RAEE) quali monitor, stampanti e computer per un totale di circa 200  pezzi abbandonati”.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">“Ora – prosegue Benvenuti &#8211; è la volta delle discariche abusive  presenti fra I Comuni di Ardea e Pomezia e la Via Pontina, dove insistono numerosi segmenti di territorio dove vengono abbandonati materiali pericolosi, compreso l’amianto,  che ancora debbono  essere oggetto di messa in sicurezza,  come da tempo stiamo sollecitando”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rifiuti, idee e proposte da Savona ]]></title>
<link>http://discaricaoxentinanograzie.wordpress.com/2009/09/18/rifiuti-idee-e-proposte-da-savona/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 10:32:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>giarevel</dc:creator>
<guid>http://discaricaoxentinanograzie.wordpress.com/2009/09/18/rifiuti-idee-e-proposte-da-savona/</guid>
<description><![CDATA[In questi due articoli usciti oggi su Il Secolo XIX e La Stampa, proposte e idee, progetti sulla ges]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In questi due articoli usciti oggi su Il Secolo XIX e La Stampa, proposte e idee, progetti sulla ges]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cacciatori, fateci vedere come vi prendete cura dell'ambiente]]></title>
<link>http://cacciastop.wordpress.com/2009/09/17/cacciatori-fateci-vedere-come-vi-prendete-cura-dellambiente/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 10:35:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>cacciastop</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quasi tutti gli amici cacciatori che sono intervenuti in questo blog hanno scritto:  &#8220;Perchè v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quasi tutti gli amici cacciatori che sono intervenuti in questo blog hanno scritto:  &#8220;Perchè ve la prendete sempre e solo con la caccia,  le vere cause della sparizione della fauna sono ben altre!&#8221; &#8230; e giù ad elencare l&#8217;inquinamento, l&#8217;urbanizzazione, le strade ecc. &#8220;I cacciatori sì che amano davvero la natura e si prendono cura dell&#8217;ambiente&#8230; voi no.&#8221;</p>
<p>Noi abbiamo sempre risposto che è vero che ci sono problemi ambientali più gravi della caccia,  il WWF infatti non si occupa della sola caccia e basta dare un&#8217;occhiata a <a href="http://www.wwf.it" target="_blank">www.wwf.it</a> per capirlo.</p>
<p><strong>Bene, amici cacciatori, ora potete dimostrarci che davvero voi vi prendete cura dell&#8217;ambiente meglio di noi</strong></p>
<p>Vogliono realizzare una grande discarica (una &#8220;Malagrotta 2&#8243;) ad Allumiere, nel cuore dei selvaggi Monti della Tolfa. Pur essendo a pochi chilometri da Roma è un&#8217;area talmente bella e ricca di biodiversità che da sempre il WWF propone che divenga un parco naturale.</p>
<p>Se non ci si è riusciti finora è solo &#8220;grazie&#8221; alla lobby dei cacciatori che in Regione si è fatta sentire.</p>
<p>Il <a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/185507" target="_blank">WWF è fortemente contrario e sta dandosi da fare</a>: se Allumiere diviene una nuova Malagrotta l&#8217;ambiente circostante, che già subisce l&#8217;impatto del polo energetico di Civitavecchia,  si degraderà gravemente.</p>
<p>Bene, amici cacciatori, fateci sapere cosa faranno le vostre organizzazioni per contrastare questo pericolo per l&#8217;ambiente    <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incontro nazionale contro le discariche di amianto]]></title>
<link>http://bresciacontrolenocivita.wordpress.com/2009/09/09/incontro-nazionale-contro-le-discariche-di-amianto/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 11:02:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>nix77</dc:creator>
<guid>http://bresciacontrolenocivita.wordpress.com/2009/09/09/incontro-nazionale-contro-le-discariche-di-amianto/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; stato organizzato un incontro sullo smaltimento dell&#8217;amianto a San Daniele Po (CR) il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E&#8217; stato organizzato un incontro sullo smaltimento dell&#8217;amianto a <strong>San Daniele Po (CR) il giorno 13 settembre</strong>, con presentazione approfondita della tecnica della vetrificazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro comitato aderisce all&#8217;invito e sarà presente in particolare all&#8217;incontro fra i vari comitati contro le discariche di amianto sorti in tutta Italia per proporre la costituzione di una piccola rete di mutuo appoggio fra le varie realtà locali, una sorta di &#8220;Patto di mutuo soccorso&#8221; contro le discariche, per fare fronte comune contro una delle più gravi emergenze ambientali.</p>
<p style="text-align:justify;">Invitiamo chiunque sia interessato a partecipare. Di seguito il programma dell&#8217;incontro.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Facciamo… “la festa” all’Amianto</p>
<p>San Daniele Po (CR)</p>
<p>13 settembre 2009</p>
<p>Cittadini contro l’amianto con il patrocinio del Comune<br />
di San Daniele Po, e con la collaborazione del circolo Rive<br />
Gauche, del gruppo ecologico El Muroon e<br />
dell’associazione<br />
SU LA TESTA -L’altra Lombardia,organizza</p>
<p>una giornata di convegni e dibattiti, contro le<br />
megadiscariche di amianto in provincia di Cremona e ovunque<br />
e per l’utilizzo di metodi alternativi all&#8217;interramento<br />
in<br />
discarica dei rifiuti contenenti amianto.</p>
<p>PROGRAMMA DELLA GIORNATA</p>
<p>CONVEGNO “Smaltimento amianto: discariche o<br />
inertizzazione?”</p>
<p>Ore 10.00 Presso sala G. Tortini: apertura dei lavori:<br />
dott. Davide Persico &#8211; sindaco di San Daniele Po; d.ssa<br />
Mariella Megna &#8211; Cittadini contro l’amianto;</p>
<p>10.30 “Stato dell&#8217;arte sui metodi alternativi<br />
all&#8217;interramento in discarica dei rifiuti contenenti<br />
amianto” prof. Alessandro Gualtieri – Università di<br />
Modena e Reggio Emilia;</p>
<p>11.30 Coffee break;</p>
<p>11.45 Dibattito;</p>
<p>13.00 Pranzo presso il Parco comunale della Mela Verde</p>
<p>14.30 Incontro dei comitati contro le megadiscariche di<br />
amianto che si sono formati in varie parti d’Italia, dal<br />
Veneto alla Sicilia.</p>
<p>16.30 Apertura tavola rotonda sul tema dello smaltimento<br />
dell’amianto. Coordina Giampaolo Dusi consigliere<br />
provinciale del PRC e Giorgio Riboldi, associazione SU LA<br />
TESTA – L’altra Lombardia. Sono invitati istituzioni<br />
locali e provinciali, partiti, associazioni, sindacati e<br />
movimenti.</p>
<p>18.00 Conclusione dei lavori</p>
<p>A seguire proiezione del video“Anno 2018: verrà la<br />
morte. L’amianto in corpo. Tutti lo sapevano. Tranne<br />
loro:<br />
i lavoratori”di Giuliano Bugani</p>
<p>Musica con canti popolari di Marco Chiavistrelli</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vomitevoli notizie dalla discarica di Chiaiano.]]></title>
<link>http://ilditonellapiaga.wordpress.com/2009/09/04/vomitevoli-notizie-dalla-discarica-di-chiaiano/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 01:34:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>lorismaria</dc:creator>
<guid>http://ilditonellapiaga.wordpress.com/2009/09/04/vomitevoli-notizie-dalla-discarica-di-chiaiano/</guid>
<description><![CDATA[Tratto dal sito&#8221; ChiaiaNOdiscarica&#8221; –3 Settembre 2009 “Dalle prime ore della mattinata u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<p>Tratto dal sito&#8221; ChiaiaNOdiscarica&#8221; –3 Settembre 2009</p>
<p><em>“Dalle prime ore della mattinata una cinquantina di attivistidel Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano sta occupando gli uffici del Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania &#8211; ARPAC &#8211; per protestare contro una serie impressionante di danni alla salute dei cittadini che l’attivita’ della discarica di Chiaiano sta portando in questi mesi. I miasmi che rendono impossibile dormire di notte nel comprensorio di Chiaiano, Marano, Mugnano e Camaldoli, le scie di percolato che i camion del ASIA sversano sulle strade, tanto da far cambiare colore al manto<br />
stradale, i rischi per la salubrita’ dell’aria e dell’acqua e non ultimo il ritrovamento di rifiuti radioattivi negli autocompattatori che sversano a Chiaiano.<br />
Lo scarico del percolato da parte degli autocompattatori nelle strade di Chiaiano, in particolar modo, ha causato tra luglio ed agosto numerosi incidenti stradali, tra cui si registra anche un autocompattatore finito contro una villetta in Via Cinque Cercole a causa del percolato che<br />
rende scivoloso il manto stradale ed a causa delle velocita’ folli a cui viaggiano i mezzi del ASIA. I miasmi invece stanno causando una serie di patologie in particolar modo ai bambini che risiedono tra i Camaldoli e Marano. Conati di vomito continui durante la notte, quando la puzza ed i<br />
miasmi rendono impossibile dormire. Gli attivisti hanno occupato le stanze ed hanno chiesto un<br />
immediato incontro con il dirigente Volpicella, subentrato da poco a Capobianco, chiedendo che la struttura metta a disposizione dei cittadini i rilevamenti fatti nei pressi della discarica, e gia’ chiesti alcuni mesi fa a Capobianco. Inoltre i cittadini chiedono l’installazione di centraline per la misurazione della salubrita’ dell’aria e l’analisi del manto stradale che e’ impregnato di percolato, il quale finisce negli scoli delle acque reflue causando un’ulteriore avvelenamento. I cittadini annunciano inoltre la volonta’ di dare vita a delle “ronde in difesa della salute e dell’ambiente”, una<br />
inversione di segno rispetto alle idee securitarie e proibizioniste del governo. Ronde fatte di cittadini attivi che controllino il reale svolgimento della raccolta differenziata nell’area nord di Napoli e i danni continui e costanti alla salute causati dall’attivita’ della discarica. Per la prossima settimana il Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano dara’ vita ad alcune iniziative notture delle cosiddette “ronde” che i cittadini stessi preferiscono chiamare “Staffette”. Le ronde appartengono al lessico fascista, mentre le “staffette” erano svolte dai partigiani. L’occupazione è ancora in corso ed i manifestanti annunciano di voler restare ad oltranza fino a quando non ci<br />
sara’ l’incontro con il direttore dell’Arpac Volpicella.”</em></p>
<p><strong><em>Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano</em></strong></p>
<p>Lo stesso sito web  divulga notizie contraddittorie. Il 30 luglio scorso, infatti, il sindaco di Marano Salvatore Perrotta aveva effettuato un sopralluogo nell’area della discarica, in conseguenza del quale si era espresso positivamente circa le condizioni del sito.</p>
<p><em>“In effetti &#8211; spiega Perrotta &#8211; abbiamo riscontrato che le condizioni di sicurezza sono buone</em><strong><em>, non si avvertono miasmi</em></strong><em>, non si riscontrano visibilmente concentramenti di insetti o altri agenti infestanti. Il nostro impegno a tutela della salute dei cittadini continua, anche dopo l’apertura della discarica che, peraltro, continuiamo a considerare un evento nefasto e evitabile”</em>.</p>
<p>Il sindaco ha problemi d’olfatto, o ci sono 50 folli che occupano gli uffici dell&#8217;ARPAC. Ammesso che a distanza di un mese le condizioni del sito non siano sensibilmente mutate.</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Preoccupanti notizie dalla discarica di Chiaiano.]]></title>
<link>http://ilditonellapiaga.wordpress.com/2009/09/04/preoccupanti-notizie-dalla-discarica-di-chiaiano/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 01:25:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>lorismaria</dc:creator>
<guid>http://ilditonellapiaga.wordpress.com/2009/09/04/preoccupanti-notizie-dalla-discarica-di-chiaiano/</guid>
<description><![CDATA[Nulla da aggiungere a questo articolo ben fatto sul sito ChiaiaNOdiscarica. Fate attenzione ai comme]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nulla da aggiungere a questo articolo ben fatto sul sito ChiaiaNOdiscarica. Fate attenzione ai commenti.</p>
<p><a href="http://www.chiaianodiscarica.it/?p=899">http://www.chiaianodiscarica.it/?p=899</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Rifiuti radiottivi destinati a Chiaiano (Napoli)]]></title>
<link>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/08/27/rifiuti-radiottivi-destinati-a-chiaiano-napoli/</link>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 08:52:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>nauram</dc:creator>
<guid>http://energiapulita1.wordpress.com/2009/08/27/rifiuti-radiottivi-destinati-a-chiaiano-napoli/</guid>
<description><![CDATA[Da http://napoli.blogolandia.it/ La discarica voluta da Berlusconi a Chiaiano, in provincia di Napol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da <a href="http://napoli.blogolandia.it/">http://napoli.blogolandia.it/</a></p>
<p>La discarica voluta da Berlusconi a Chiaiano, in provincia di Napoli, e’ un sito di stoccaggio per materiali tossici e per arricchire la camorra dei rifiuti?</p>
<p>E’ quanto chiede <strong>Luigi de Magistris</strong>, eurodeputato dell’Italia dei Valori, in un post su <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=117483307379&#38;id=61657367059&#38;ref=nf">Facebook</a>.</p>
<p>“Alcune notti fa &#8211; scrive &#8211; le forze dell’Ordine hanno bloccato e sequestrato un camion con un carico di materiale tossico e forse <strong>radioattivo</strong> <span id="more-1163"> </span>destinato ad essere sotterrato nella discarica di Chiaiano, in provincia di Napoli.</p>
<p>Si parla anche di Cesio 131, ma spetta ora alla magistratura accertarlo. Si e’ tentato di tutto per nascondere la notizia. E’ un diritto dei cittadini sapere! E questo sara’ un mio preciso e doveroso impegno. Il tentativo, fortunatamente sventato, e’ l’ennesimo e spregiudicato episodio dell’uso criminale delle discariche da parte di delinquenti”.</p>
<p>“Di rifiuti velenosi messi sottoterra in Campania e dei danni che essi hanno creato sono piene le cronache &#8211; prosegue &#8211; eppure, il governo dalle mille certezze e della propaganda di regime, non ebbe dubbi nel creare un’altra discarica, per giunta in prossimita’ di un centro abitato, difendendola poi con l’uso della forza.</p>
<p><a title="chiaiano-camion-radioattivo.jpg" href="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/chiaiano-camion-radioattivo.jpg"><img src="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/chiaiano-camion-radioattivo.jpg" alt="chiaiano-camion-radioattivo.jpg" width="369" height="277" /></a></p>
<p>L’immondezzaio di Chiaiano fortemente voluta da Berlusconi e Bertolaso per seppellire i rifiuti, che loro sostengono di aver tolto dalle strade di Napoli, e’ l’ennesimo posto in cui ogni porcheria inquinante puo’ essere abbandonata con grave danno per la salute dei cittadini e per l’ambiente.</p>
<p>E’ un’altra occasione concessa alla criminalita’ organizzata di smaltire illegalmente rifiuti velenosi, tossici e radioattivi, realizzando cosi’ ingenti guadagni economici. Arricchimenti utili &#8211; conclude de Magistris- per finanziare altre attivita’ criminose e per foraggiare quei comitati d’affari che ruotano attorno al grande business dei rifiuti”.</p>
<p>Alcuni articoli delle maggiorni testate giornalistiche come <a href="http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Chiaiano-rifiuti-radioattivi-in-discarica/1692868?ref=rephp">Repubblica </a>, <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=68963&#38;sez=HOME_INITALIA">Il Messaggero,</a> riportano che il Camion contenente scorie radioattive è stato trasferito ed isolato, a disposizione dei tecnici che dovranno effettuare i rilievi, eppure chi ha scattato le foto che vedete in quest’articolo del presunto camion dice che lo stesso si trova ancora li nella discarica di Chiaiano….</p>
<p>Casualmente, proprio oggi Legambiente denuncia la <strong>sparizione </strong>in Italia di <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/legambiente100809.html">174 Milioni di tonnellate di rifiuti tossici</a></p>
<p>Quello che ci piacerebbe sapere sono cose semplici, ovvero, da dove proveniva il Camion e dove aveva caricato, ovviamente non sò perchè ma ho sentore che forse ancora una volta non lo sapremo….mai !</p>
<p>Ad ogni modo, provando a digitare “Cesio 131″ su internet il più delle volte il risultato che torna è Iodio 131, quindi a questo punto proviamo ad approfondire la ricerca su Iodio 131 dando ad esempio per scontato che l’elemento radioattivo giusto contenuto dal Camion fosse lo Iodio 131.</p>
<p>Eccovi alcuni risultati :</p>
<p>in questa pagina appare sia lo Iodio 131 che il Cesio 131 e ci sembra di capire che sono elementi usati in Radiologia</p>
<blockquote><p><a href="http://normativo.inail.it/BDNInternet/1980-89/1984/ci1984020.htm"><em>Gruppo II &#8211; Nuclidi di radiotossicità elevata: Iodio 131</em></a></p></blockquote>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--></p>
<p align="justify"><a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;source=web&#38;ct=res&#38;cd=1&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.arpa.piemonte.it%2Fmodules.php%3Fop%3Dmodload%26name%3DDownloads%26file%3Dindex%26req%3Dgetit%26lid%3D153&#38;ei=5biASoXYEY3-mwOdn73mAQ&#38;usg=AFQjCNFxgcMkF8vkZouSsdvqsPiUM8wIMw&#38;sig2=OHgSRmtVrV_c8_1nXnlZNA">ed in particolare permette di individuare con elevatissima sensibilità la presenza dei radioisotopi Cesio 134, Cesio 137 e Iodio 131 che sono i prodotti di fissione tipicamente rilasciati nel corso di incidenti nucleari.</a></p>
<p align="justify"><em><a href="http://www.arca-onlus.it/Pagine/Chernobyl/conseguenze2.asp">Vittime secondo il rapporto del Chernobyl Forum</a><br />
È stato riscontrato che circa 4000 individui hanno sviluppato tumori alla tiroide direttamente attribuibili all’accumulo di iodio 131 radioattivo all’interno dell’organo.</em></p>
<p>In pratica pare essere accreditato più come elemento presente magari come rifiuto prodotto da studi di Radiologia oppure potrebbe essere magari presente nelle ceneri di un Inceneritore, l’ipotesi di scoria radiattiva formatasi da incidente nucleare credo che la possiamo scartare…o forse no?</p>
<p>A conferma delle probabilità che potesse essere un rifiuto da Radiologia eccovi un bell’articolo di Luglio 2008 <a href="http://www.agenziami.it/articolo/773/Rifiuti+Dalla+Campania+rifiuti+radioattivi+ad+Amburgo+Dopo+le+assicurazioni+di+Bertolaso+la+Germania+revoca+il+blocco/">“Rifiuti. Dalla Campania rifiuti radioattivi ad Amburgo Dopo le assicurazioni di Bertolaso la Germania revoca il blocco &#8211; Era spazzatura ospedaliera contaminata dallo <strong>Iodio 131</strong>“</a></p>
<p>Ancora sullo <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;source=web&#38;ct=res&#38;cd=15&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.lsdi.it%2Fwp-content%2Fagoravox-rifiuti-ospedalieri.rtf&#38;ei=3buASrmgM4yRsAa4oPnHCQ&#38;usg=AFQjCNHO_78Qc33-dt4H03DS0LDCi6Jk5Q&#38;sig2=GOZ7pe-c2EtItw88JsJ8lA">Iodio 131</a></p>
<p><a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:sNzhzRCZDCYJ:www.lsdi.it/wp-content/agoravox-rifiuti-ospedalieri.rtf+iodio+131+campania&#38;cd=15&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;gl=it&#38;client=firefox-a"><em>L’emergenza oggi si chiama “iodio 131” e “indio 113”. Due sigle che nascondono il nuovo business legato all’affare rifiuti. Meno visibile ma forse proprio per questo con un margine di guadagno ancora più alto. Lo “iodio 131” e l’ “indio 113” sono due isotopi, usati negli ospedali e nelle cliniche private. Il primo serve per fare le radiografie, il secondo per le scintigrafie (diagnosi dei tumori) </em></a></p>
<p>Per approfondire l’argomento eccovi la <a href="http://decretorifiutitossici.tk/">legge 123 del governo Berlusconi in materia di rifiuti  </a></p>
<p>La realtà è che il problema rifiuti in Italia ed in particolare in Campania non solo non è stato risolto, ma ogni giorno che passa si acuisce sempre più ed a quanto pare diviene anche potenzialmente sempre più dannoso ed irreparabile.</p>
<p>Aggiornamento FOTO 12/08/2009</p>
<p><a title="zoom.jpg" href="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom.jpg"><img src="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom.thumbnail.jpg" alt="zoom.jpg" /></a><a title="zoom-1.jpg" href="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-1.jpg"><img src="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-1.thumbnail.jpg" alt="zoom-1.jpg" /></a><a title="zoom-2.jpg" href="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-2.jpg"><img src="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-2.thumbnail.jpg" alt="zoom-2.jpg" /></a><a title="zoom-3.jpg" href="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-3.jpg"><img src="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-3.thumbnail.jpg" alt="zoom-3.jpg" /></a></p>
<p>in <a href="http://napoli.blogolandia.it/files/2009/08/zoom-3.jpg">quest’ultima foto</a>, sembra che il liquido che fuoriesce dal canale di scolo nel retro del camion, addirittura bruci il suolo, una cosa incredibile !!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Discarica di Lo Uttaro: 10 milioni di euro al Comune di Caserta per la “bonifica”. Che vuol dire? ]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/08/07/discarica-di-lo-uttaro-10-milioni-di-euro-al-comune-di-caserta-per-la-%e2%80%9cbonifica%e2%80%9d-che-vuol-dire/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 16:17:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/08/07/discarica-di-lo-uttaro-10-milioni-di-euro-al-comune-di-caserta-per-la-%e2%80%9cbonifica%e2%80%9d-che-vuol-dire/</guid>
<description><![CDATA[A sinistra, quadro ambientale della zona nella quale è ubicata la discarica Lo Uttaro che illustra i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-274" href="http://valeand.wordpress.com/2009/08/07/discarica-di-lo-uttaro-10-milioni-di-euro-al-comune-di-caserta-per-la-%e2%80%9cbonifica%e2%80%9d-che-vuol-dire/louttaro1/"><img class="size-medium wp-image-274 alignleft" title="louttaro1" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/08/louttaro1.jpg?w=300" alt="louttaro1" width="252" height="195" /></a><a rel="attachment wp-att-276" href="http://valeand.wordpress.com/2009/08/07/discarica-di-lo-uttaro-10-milioni-di-euro-al-comune-di-caserta-per-la-%e2%80%9cbonifica%e2%80%9d-che-vuol-dire/louttaro2-2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-276" title="louttaro2" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/08/louttaro21.jpg?w=300" alt="louttaro2" width="272" height="190" /></a></p>
<p>A sinistra, quadro ambientale della zona nella quale è ubicata la discarica Lo Uttaro che illustra il “disastro” imputabile ad interventi privati e pubblici. A destra la discarica a fossa di Lo Uttaro quando era ancora in esercizio e la contigua cava Mastroianni individuata come discarica a fossa dal DL 90/08.</p>
<p>I mass media hanno reso noto che il 4 agosto 2009 è stato sottoscritto a Napoli l’accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell’Ambiente concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro che prevede l’erogazione di 10 milioni di euro in quattro anni. La stima delle opere sarà a cura del Ministero dell’Ambiente dopo l’intervento di caratterizzazione effettuato dall’Arpac. Per il sindaco Petteruti si dà finalmente il via ad un’azione non più rinviabile di bonifica e di riqualificazione ambientale in un’area critica; dei 18 milioni di euro stanziati (sulla carta) per il Comune di Caserta da impegnarsi in opere pubbliche come compensazione per il danno ambientale rimangono solo i dieci milioni che probabilmente non basteranno neanche per la bonifica completa di Lo Uttaro e delle aree attigue, inizialmente prevista a carico del Ministero. Entriamo nel merito: che vuol dire bonificare la discarica di Lo Uttaro? I cittadini sono interessati ad un reale risanamento e restauro ambientale; altri, i soliti ben noti che hanno finora lucrato sullo scandalo rifiuti sono sicuramente interessati a lucrare sulla così detta “bonifica”. I cittadini stanno per essere presi in giro un’altra volta? Ci si può giurare sopra! Prima questione: la bonifica di Lo Uttaro vuol dire che viene cancellato il sito di Cava Mastroianni? Bisogna avere una risposta formale con decreto di cancellazione del sito. L’anno scorso mi sono occupato della ricostruzione dell’assetto geoambientale dell’area compresa tra la discarica chiusa di Lo Uttaro e la confinante Cava Mastroianni individuata nel DL 90/08 come sito in cui realizzare una nuova discarica. La ricerca evidenziò il noto disastro ambientale provocato nella zona di Lo Uttaro mediante accumulo di rifiuti in cave a fossa e sulla superficie del suolo e dispersione di percolato sul suolo e nella falda, al di fuori del rispetto delle vigenti leggi che garantiscono il diritto alla salute di tutti i cittadini, non derogabili dal potere speciale. Le immagini allegate sintetizzano gli elementi più significativi. Mentre è semplice rimuovere i rifiuti, allora accumulati sulla superficie del suolo, e portarli in una discarica che dia la sicurezza ambientale di non inquinamento, non è possibile “bonificare” la discarica di Lo Uttaro scavata a fossa con la base che sfiora la falda (si e no due tre metri) che era già inquinata dai rifiuti come accertato dalla Magistratura. La base dei rifiuti, dentro la profonda fossa, non garantisce l’isolamento e contenimento del percolato che scende verso la falda inquinandola. La superficie esposta all’aria dei rifiuti può essere impermeabilizzata, coperta con terreno e vegetazione che danno l’impressione di una superficie “sana” come se fosse stata dipinta di un verde rassicurante. <!--more--></p>
<p>Lateralmente e alla base i rifiuti non potranno mai essere isolati dall’ambiente circostante poiché il loro spessore è di circa 24 metri, vale a dire di altezza equivalente a quella di un edificio di 8 piani. Ammesso che l’impermeabilizzazione laterale e alla base dei rifiuti fosse stata realizzata alla perfezione come prevede la vigente legge, tale impermeabilizzazione non può durare integra, totalmente, più di 15-20 anni. E’ assolutamente impossibile isolare i rifiuti dello spessore sopra indicato in maniera efficace e duratura. Non si può intervenire alla base dei 24 metri di rifiuti per cui il percolato continuerà a disperdersi nel sottosuolo e nella falda che defluisce verso il confinante Comune di San Nicola La Strada. L’unico modo per bonificare l’ambiente, anche la parte che non si vede, è rimuovere le centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti. Quindi, cosa si “bonifica”? Il conto bancario di chi realizzerà progetto, direzione lavori e opere, sicuramente! I vantaggi saranno tutti loro! Naturalmente a spese dei cittadini. Le voraci e blindate sanguisughe parassitarie che hanno realizzato discariche “illegali dal punto di vista delle leggi naturali” e legalizzate da leggi speciali (che non garantiscono la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche) non sono contestate, di fatto, da alcuna forza politica parlamentare, probabilmente perché tutti sperano, prima o poi, di giocare con il redditizio “giochetto dell’emergenza” e della connessa agevole spesa di denaro pubblico: sembra che ora si siano organizzate per lucrare agevolmente, sempre sulla pelle dei cittadini, sul reale bisogno di disinquinamento dell’ambiente. Per spendere i soldi pubblici nel settore dei rifiuti, l’esperienza insegna, basta che alcune non cristalline strutture tecniche statali e regionali con la benedizione di immancabili docenti universitari ed altri servitori mercenari tecnici e la garantita protezione dei mass media asserviti, di fatto, alle stesse lobbies che lucrano sullo scandalo rifiuti, sfornino progetti improvvisati e non validi scientificamente e tecnicamente spacciandoli per interventi che finalmente disinquineranno l’ambiente mettendo anche a disposizione delle amministrazioni locali qualche manciata di milioni di euro tanto per tenere buono l’elettorato e gli amici degli amici. Di tale non disinteressato comportamento si sono avuti esempi significativi a proposito della proposta di bonifica della discarica di Pianura (caldeggiata dal Ministero dell’Ambiente dopo che alla fine di gennaio 2008 la Magistratura di Napoli aveva messo sotto sequestro il sito perché ritenuto pericoloso) che i tecnici del ministero dell’Ambiente volevano bonificare senza nemmeno sapere quali problemi dovessero risolvere e se tali problemi fossero risolvibili. Il fine da raggiungere era palesemente intuibile: spendere con disinvoltura decine di milioni di euro ben sapendo che solo la superficie dei rifiuti poteva essere bonificata ma non i circa 45 milioni di metri cubi di rifiuti di tutti i tipi accumulati in gran parte senza alcuna impermeabilizzazione alla base per una altezza che supera i 70 metri, vale a dire equivalente ad un grattacielo di 23 piani. Alcuni cittadini hanno segnalato che mentre si eseguivano i sondaggi per verificare lo “stato di salute ambientale” di Pianura hanno visto fumo e fiamme sprigionarsi da un sondaggio in esecuzione al di fuori della discarica a testimonianza della pericolosità ambientale connessa alla dispersione di gas e percolato. Lo scrivente ha più volte denunciato che non possono essere usate le cave a fossa in rocce permeabili che ospitano la falda idrica in quanto non si può garantire l’isolamento alla base e lateralmente dei rifiuti per oltre 15-20 anni. I rifiuti accumulati nelle fosse diventano nuovi “giacimenti geologici” a vita altamente inquinanti non tanto per la sostanza organica ma per tutti gli elementi nocivi che caratterizzano i rifiuti non differenziati e non selezionati dell’area campana più simili ad una miscela di rifiuti speciali, nocivi e rifiuti urbani. Naturalmente si parlerà anche della bonifica della discarica di Chiaiano, altro grattacielo di rifiuti infilato nel sottosuolo come un tumore maligno innestato nel Parco Naturale delle Colline dei Camaldoli che i responsabili istituzionali fanno finta di non vedere e ora anche di “non sentire”, magari con gli occhi già luccicanti e 2 riflettenti il simbolo dell’euro. Anche della discarica di Terzigno, realizzata nel Parco Naturale del Vesuvio e in zona protetta ambientalmente SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale) sarà proposta la bonifica. Anche qui sarà una presa in giro per i cittadini perché non si potrà risanare l’ambiente e la falda dopo avere colmato il buco a fossa con circa 70 metri di rifiuti. Siamo chiari e onesti intellettualmente: la bonifica dei siti inquinati è necessaria ma non può rappresentare una nuova fonte di facili guadagni realizzando interventi che non servono a restaurare l’ambiente e ad eliminare i focolai di inquinamento. Le citate istituzioni tecniche, continuando ad operare come finora hanno fatto, non sono in grado di rasserenare i cittadini garantendo l’esecuzione di interventi adeguati, duraturi e risolutivi. Bisogna essere chiari in tutte le sedi dal momento che verranno utilizzati i soldi dei cittadini. Tornando alla bonifica di Lo Uttaro, ogni progetto deve essere valutato interdisciplinarmente da tecnici super partes di fiducia dei cittadini in modo da definire quali saranno i reali benefici che discenderanno dalla esecuzione delle opere. Sicuramente è possibile bonificare la base su cui poggiano e hanno poggiato i rifiuti accumulati sulla superficie del suolo per anni. E’ possibile pure isolare la superficie dei rifiuti, a contatto con l’aria, che colmano le cave a fossa nonchè canalizzare il biogas ed evitare che eventuali gas nocivi si disperdano nell’atmosfera. Diciamo chiaramente che non è possibile eliminare l’inquinamento della falda in maniera efficace e verificabile nonché duratura, a meno che non si spostino gli 8 piani di rifiuti che colmano le fosse. Si può contenere ed eliminare l’inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda la falda deve essere eseguita una accurata e verificabile indagine di idrogeologia tridimensionale con la caratterizzazione delle acque stabilendo esattamente la distribuzione verticale e laterale dell’inquinamento e le sue cause al fine di definire un piano di tutela ambientale e della salute dei cittadini. Anche se la fonte dell’inquinamento si trova nel Comune di Caserta, gli inquinanti si diffondono nel sottosuolo nei territori comunali circostanti: definita l’area danneggiata vanno messi a punto gli interventi che possono anche non essere attribuiti al solo comune dove è ubicato il sito. I fondi devono servire solo ad eliminare e contenere l’inquinamento; nessuna forma di compensazione per il territorio circostante non danneggiato da interventi privati e pubblici illegali secondo le leggi dell’ambiente.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-280" href="http://valeand.wordpress.com/2009/08/07/discarica-di-lo-uttaro-10-milioni-di-euro-al-comune-di-caserta-per-la-%e2%80%9cbonifica%e2%80%9d-che-vuol-dire/louttaro3-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-280" title="louttaro3" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/08/louttaro31.jpg?w=300" alt="louttaro3" width="300" height="115" /></a><a rel="attachment wp-att-281" href="http://valeand.wordpress.com/2009/08/07/discarica-di-lo-uttaro-10-milioni-di-euro-al-comune-di-caserta-per-la-%e2%80%9cbonifica%e2%80%9d-che-vuol-dire/louttaro4-2/"><img class="alignright size-medium wp-image-281" title="louttaro4" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/08/louttaro41.jpg?w=300" alt="louttaro4" width="300" height="102" /></a></p>
<p>Sezioni geoambientali che illustrano lo spessore dei rifiuti che colmano la discarica Lo Uttaro e l’esiguo diaframma di tufo fratturato e permeabile che li separa dalla confinante Cava Mastroianni. Sono rappresentate anche le fonti di inquinamento del suolo e della falda causate da dispersione di percolato.</p>
<p>Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 7 agosto 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Faq discariche Montichiari]]></title>
<link>http://montichiari.wordpress.com/2009/06/19/faq-discariche-montichiari/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 13:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>montichiari</dc:creator>
<guid>http://montichiari.wordpress.com/2009/06/19/faq-discariche-montichiari/</guid>
<description><![CDATA[16 domande frequenti e 16 risposte poco frequenti sul superbo mondo delle discariche di Montichiari ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img class="size-full wp-image-8 alignleft" title="images" src="http://montichiari.wordpress.com/files/2009/06/images.jpeg" alt="images" width="116" height="116" /></p>
<h4><span style="color:#000080;">1</span><span style="color:#000080;"><span style="color:#000080;">6 domande frequenti e</span></span><span style="color:#000080;"><br />
</span></h4>
<h4><span style="color:#000080;">16 risposte poco frequenti</span></h4>
<h4><span style="color:#000080;"><a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;t=h&#38;msa=0&#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee&#38;ll=45.434659,10.355129&#38;spn=0.057158,0.096645&#38;z=14">sul superbo mondo delle discariche di Montichiari</a></span></h4>
<p><span style="color:#000080;"><br />
</span></p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">1) Quante sono e da quando?</span></strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://win.cittadinimontichiari.it/docSparsi/Legambiente_Montichiari_09.06.2009.pdf">10</a></strong><a href="http://win.cittadinimontichiari.it/docSparsi/Legambiente_Montichiari_09.06.2009.pdf"> tra cessate in attività e autorizzate in circa venti anni</a></p>
<p><strong><a href="http://win.cittadinimontichiari.it/docSparsi/Legambiente_Montichiari_09.06.2009.pdf">4</a></strong><a href="http://win.cittadinimontichiari.it/docSparsi/Legambiente_Montichiari_09.06.2009.pdf"> nuove in corso di autorizzazione</a></p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">2) Quanto sono grandi?</span></strong></h3>
<p><strong>33 metri di altezza</strong> per le più alte: 15 metri sotto terra e 18 metri sopra terra</p>
<p><strong>836 metri per 836 metri di lato</strong> la superficie totale occupata: corrispondono a<strong> 70 ettari</strong>, cioè <strong>100 campi da calcio</strong>.</p>
<p><strong>2 volte il colle di San Pancrazio</strong> il volume corrispondente</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">3) Quale è il rapporto tra peso e volume?</span></strong></h3>
<p><strong>1,6 tonnellate</strong> per metro cubo</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">4) Quanto sono capienti e quanto aumentano ogni anno</span></strong><strong><span style="color:#000080;">?</span></strong></h3>
<p><strong>9.382.000 metri cubi</strong>, tra già sfruttati e autorizzati da sfruttare <strong>entro il 2011</strong></p>
<p><strong>4.781.000 metri cubi</strong> sono in corso di autorizzazione</p>
<p><strong>340.000 metri cubi</strong> la media annua dei metri cubi di rifiuti scaricati nelle discariche del comune di Montichiari <strong>negli ultimi 10 anni</strong></p>
<h3><strong><span style="color:#000080;"><a href="http://montichiari.wordpress.com/files/2009/06/rifiuti3.pdf"><span style="color:#000080;">5) Che cosa contengono?</span></a></span></strong></h3>
<p><strong><a href="http://montichiari.wordpress.com/files/2009/06/rifiuti3.pdf">Di tutto</a></strong><a href="http://montichiari.wordpress.com/files/2009/06/rifiuti3.pdf">, alcune rifiuti pericolosi e tossico nocivi</a></p>
<p><strong>14.160.000 </strong>metri cubi, è il <strong>volume totale</strong> tra esaurite, attive e in corso di autorizzazione</p>
<p><strong>6.660.000 </strong>metri cubi di <strong>rifiuti pericolosi</strong> (47% del totale)</p>
<p><strong>7.500.000 </strong>metri cubi di <strong>rifiuti non pericolosi</strong> (53% del totale)</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">6) Da dove vengono i rifiuti non pericolosi?</span></strong></h3>
<p><strong>23%</strong> dal comune di Brescia (quasi tutte scorie del termoutilizzatore)</p>
<p><strong>31%</strong> dalla provincia di Brescia</p>
<p><strong>44%</strong> da altre province</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">7) Quale è la percentuale di rifiuti del comune di Montichiari?</span></strong></h3>
<p><strong>3%</strong></p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">8)Perché a Montichiari?</span></strong></h3>
<p>Perché c’erano e ci sono le <strong>cave</strong></p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">9) Sono sicure?</span></strong></h3>
<p><strong>Si</strong>, secondo chi le ha progettate costruite e le gestisce e chi controlla</p>
<p><strong>Non si può sapere</strong>, secondo l’eccezionalità e l&#8217;unicità della situazione</p>
<p><strong>Improbabile</strong>, secondo il buon senso</p>
<p><strong>No</strong>, secondo la crescente inaffidabilità delle risorse umane</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">10) Quando costano i rifiuti al comune?</span></strong></h3>
<p><strong>100 euro a tonnellata</strong> il costo di raccolta trattamento e smaltimento dei rifiuti</p>
<h3><span style="color:#000080;">11) Quanti sono e chi prende i soldi delle discariche?</span></h3>
<p><span style="color:#000000;"><strong>36.654.000</strong> euro</span><span style="color:#000000;"> i <a href="http://www.bilanciosocialemontichiari.it/docs/596166d7-cc2d-1cb4.pdf">proventi diretti delle discariche </a></span><strong><a href="http://www.bilanciosocialemontichiari.it/docs/596166d7-cc2d-1cb4.pdf">dal 1998 al 2007</a> </strong><span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;">versati al comune di Montichiari</span> (<strong>3.271.947 ton</strong> di rifiuti urbani per <strong>8,37</strong> euro/ton dal <strong>gruppo ASM</strong>, <strong>2.172.390 ton</strong> di rifiuti speciali per <strong>3,81</strong> euro/ton  dal <strong>gruppo Systema</strong>)</span></p>
<p><strong>80-120 euro </strong>a tonnellata per i<strong> rifiuti urbani</strong>, <strong>200-400 euro e più </strong>a tonnellata per i<strong> rifiuti pericolosi,</strong> sono i costi medi di smaltimento a seconda del tipo e pericolosità</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">12) Chi decide dove e quando farle?</span></strong></h3>
<p><strong>Chi ha più potere</strong> determinazione e interessi</p>
<h3><span style="color:#000080;">13) Cosa fanno i politici?</span></h3>
<p><strong>Ubbidiscono a chi decide</strong>, proponendo votando deliberando e autorizzando le discariche a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale.</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">14) A cosa pensano i politici?</span></strong></h3>
<p>Alla <strong>disponibilità</strong> votiva e incondizionata dei rappresentati</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">15) <span style="color:#000080;">Chi sono i responsabili</span></span></strong><strong><span style="color:#000080;">?</span></strong></h3>
<p>Chi <strong>progetta costruisce gestisce controlla</strong> <strong>e autorizza</strong> le discariche</p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">16) Cosa possiamo fare?</span></strong></h3>
<p><span style="font-weight:normal;"><strong>Cambiare paese</strong></span></p>
<p><span style="font-weight:normal;"><strong>Informarci, studiare, analizzare, verificare, proporre, reagire, tutelarci</strong></span></p>
<p><span style="font-weight:normal;"><strong>Ottenere</strong></span><span style="font-weight:normal;"><strong> </strong></span><span style="font-weight:normal;"><strong>prima di legittimare</strong></span><span style="font-weight:normal;"><strong> con il voto</strong></span></p>
<h5><span style="color:#000080;">tutti i dati sono indicativi</span></h5>
<h5><span style="font-weight:normal;">πᾶν γὰρ ἑρπετὸν (θεοῦ) πληγῇ νέµεται</span></h5>
<p><strong><a title="Bookmark using any bookmark manager!" href="http://www.addthis.com/bookmark.php" target="_blank"><img src="http://s9.addthis.com/button1-bm.gif" border="0" alt="AddThis Social Bookmark Button" width="125" height="16" /></a></strong></p>
<h3 style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-8 alignnone" title="images" src="http://montichiari.wordpress.com/files/2009/06/images.jpeg" alt="images" width="38" height="38" />Links di approfondimento</h3>
<p style="text-align:left;"><span style="font-weight:bold;font-size:medium;"><a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;t=h&#38;msa=0&#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee&#38;ll=45.434659,10.355129&#38;spn=0.057158,0.096645&#38;z=14">Guarda dal satellite dove e come sono le discariche</a></span></p>
<h6><span style="font-weight:normal;"><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;#38;ie=UTF8&amp;#38;t=h&amp;#38;msa=0&amp;#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee&amp;#38;ll=45.434659,10.355129&amp;#38;spn=0.057158,0.096645&amp;#38;output=embed&amp;#38;w=425&amp;#38;h=350"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;#38;ie=UTF8&amp;#38;t=h&amp;#38;msa=0&amp;#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee&amp;#38;ll=45.434659,10.355129&amp;#38;spn=0.057158,0.096645&amp;#38;source=embed&amp;#38;w=425&amp;#38;h=350" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small>                                                             <span style="color:#000000;text-decoration:none;"><a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;t=h&#38;msa=0&#38;output=nl&#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee">View </a></span><a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;t=h&#38;msa=0&#38;output=nl&#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee">in Google Hearth</a></span></h6>
<p><a href="http://montichiari.wordpress.com/files/2009/06/rifiuti3.pdf">Classificazione dei rifiuti</a></p>
<p><strong><a href="http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=320">VIA <span style="font-weight:normal;">(valutazione di impatto ambientale)</span> Ministeriali</a></strong><a href="http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=320"> (per Montichiari i decreti<strong> 246</strong> anno 2006 e <strong>2350</strong> anno 1995)</a></p>
<p><strong><a href="http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia">VIA <span style="font-weight:normal;">(valutazione di impatto ambientale)</span> Regionali</a></strong><a href="http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia"> (area procedure&#62; archivio procedure&#62; </a><strong><a href="http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia">archivio generale ricerca</a></strong><a href="http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia">)</a></p>
<p><a href="http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia"></a></p>
<p><a href="http://www.provincia.brescia.it/portal/page/portal/provincia/temiProvincia/ambiente/vASPianoProvincialeGestioneRifiuti"><strong>Piano provinciale</strong> gestione rifiuti della <strong>Provincia di Brescia</strong> (VAS 2007)</a></p>
<p><a href="http://www.provincia.brescia.it/portal/pls/portal/docs/1/188161.PDF"><strong>Censimento</strong> impianti della <strong>Provincia di Brescia</strong> (2007 pdf)</a></p>
<p><a href="http://win.cittadinimontichiari.it/docSparsi/Legambiente_Montichiari_09.06.2009.pdf">Domande della <strong>Legambiente </strong>ai candidati sindaco 2009 e <strong>elenco delle discariche</strong> di Montichiari (2009 pdf dal sito, win.cittadinimontichiari.it )</a></p>
<p><a href="http://www.a2a.eu/gruppo/export/sites/default/a2a/sostenibilita/doc/Dichiarazioni_ambientali/documenti/dichiarazione_ambientale_montichiari_2003.pdf"><strong>Dichiarazione ambientale</strong> discarica di Montichiari dell&#8217;<strong>ASM</strong> (2003 pdf)</a></p>
<p><a href="http://www.a2a.eu/gruppo/export/sites/default/a2a/sostenibilita/doc/Dichiarazioni_ambientali/documenti/dichiarazione_ambientale_montichiari_2008.pdf"><strong>Dichiarazione ambientale</strong> discarica di Montichiari dell&#8217;<strong>A2A</strong> (2008 pdf)</a></p>
<p><a href="http://www.a2a.eu/gruppo/cms/a2a/sostenibilita/doc/Dichiarazioni_ambientali/discarica_di_montichiari.html"><strong>Dichiarazioni ambientali</strong> discarica di Montichiari dell&#8217;<strong>ASM</strong> e dell&#8217;<strong>A2A</strong> (dal 2003 al 2008)</a></p>
<p><a href="http://www.systemambiente.com/pdf/certificazioni/emas/DAsys2007-INT.pdf"><strong>Dichiarazione ambientale</strong> discarica di Montichiari della <strong>Systema srl</strong> (2007 pdf)</a></p>
<p><a href="http://www.systemambiente.com/dichiarazione-ambientale-06.pdf"></a><a href="http://www.bilanciosocialemontichiari.it/docs/596166d7-cc2d-1cb4.pdf"><strong>Bilancio sociale</strong> del <strong>comune di Montichiari</strong> sezione territorio (2007 pdf)</a></p>
<p><strong>Ricorsi del comune di Montichiari</strong>: vedi il commento del Sig. Luciano del 3 luglio 2009, oppure trovi i riferimenti nelle descrizioni delle singole discariche <a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&#38;ie=UTF8&#38;t=h&#38;msa=0&#38;msid=100840141212740539880.00046d165f94d3f221fee&#38;ll=45.434659,10.355129&#38;spn=0.057158,0.096645&#38;z=14">sulla mappa</a></p>
<p><a href="http://win.cittadinimontichiari.it/Brughiera/Numeri/LA%20BRUGHIERA%20n02_anno2007.pdf">&#8220;<strong>Dossier ambiente</strong>&#8221; Periodico La brughiera (settembre 2007 pdf, dal sito win.cittadinimontichiari.it)</a></p>
<p><a href="http://www.bresciaoggi.it/dossiers/Comunità/128/612/39455/">&#8220;Montichiari nel paese delle discariche ora <strong>il comune dice no</strong>&#8221; articolo sulle nuove discariche (bresciaoggi, marzo 2009)</a></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Assoambiente: pochi impianti per trattare i rifiuti e poco mercato per i prodotti riciclati]]></title>
<link>http://coopinsieme.wordpress.com/2009/06/17/assoambiente-pochi-impianti-per-trattare-i-rifiuti-e-poco-mercato-per-i-prodotti-riciclati/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 18:29:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Blog della Cooperativa Insieme</dc:creator>
<guid>http://coopinsieme.wordpress.com/2009/06/17/assoambiente-pochi-impianti-per-trattare-i-rifiuti-e-poco-mercato-per-i-prodotti-riciclati/</guid>
<description><![CDATA[16 giugno 2009 Non sono scenari ottimisti quelli disegnati dal rapporto su “Gli impianti per il trat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>16 giugno 2009</em></p>
<p>Non sono scenari ottimisti quelli  disegnati dal rapporto su “<a href="http://www.fise.org/index.php?we_objectID=21961&#38;we_objectTID=425&#38;PHPSESSID=6cfab928400c9bbfb32fe0e2ed2aeef5" target="_blank">Gli impianti per il trattamento dei rifiuti  in Italia</a>”, presentato stamane a Roma da <a href="http://www.fise.org/associazioni/index.php?we_objectID=838" target="_blank">Fise Assoambiente</a>, l’associazione  che in Confindustria rappresenta le aziende che operano in campo ambientale.</p>
<div id="attachment_638" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ste71/2920531197/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-638" title="Peccioli" src="http://coopinsieme.wordpress.com/files/2009/06/peccioli.jpg?w=300" alt="Peccioli's Garbage - foto di ste_71" width="243" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Peccioli&#39;s Garbage - foto di ste_71</p></div>
<p><strong>Nei prossimi due anni le discariche distribuite sul territorio nazionale  raggiungeranno i limiti autorizzati e non</strong> <strong>potranno</strong>, salvo eventuali  nuove autorizzazioni o ampliamenti delle capacità esistenti, <strong>accogliere  ulteriori quantità di rifiuti</strong>. Quindi la situazione d’emergenza vista  in Campania e adesso anche in Sicilia, potrebbe diventare lo standard  di molte regioni. A patto che non vengano individuate e progettate tempestivamente  soluzioni di smaltimento alternative.<br />
La ricerca, curata dalla <a href="http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/" target="_blank">Fondazione Sviluppo Sostenibile</a>, ha preso in  esame gli impianti di trattamento dei rifiuti presenti in Italia, evidenziando  come, tra le diverse modalità di gestione, il conferimento in discarica  ricopra ancora un ruolo dominante sia per i rifiuti urbani (47%), sia  per quelli speciali, pericolosi e non (44%).<br />
Dati questi numeri, <strong>a breve l’Italia dovrà fare i conti con l’esaurimento  delle capacità residue disponibili e in assenza di necessarie soluzioni  alternative in linea con i principi fissati in ambito europeo</strong>, non sarà  possibile gestire a livello nazionale i rifiuti non avviabili al riciclo  (circa 59,3 milioni di tonnellate nel 2007) e quelli prodotti al termine  dei processi stessi del riciclo.<br />
A rendere la situazione più allarmante ci sono i tempi amministrativi  e tecnici che allungano in genere di molto l’iter dalla pianificazione  alla realizzazione di nuovi impianti, che in media si aggirano da un  minimo di quattro anni ad un massimo di quasi sei.</p>
<div id="attachment_639" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.flickr.com/photos/giantginkgo/389753108/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-639" title="Garbage" src="http://coopinsieme.wordpress.com/files/2009/06/garbage.jpg?w=300" alt="The Persistence of Garbage - photo by Giant Gingko" width="270" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">The Persistence of Garbage - photo by Giant Ginkgo</p></div>
<p>«Per evitare future probabili situazione di emergenza- ha dichiarato  Pietro Colucci, Presidente di Fise Assoambiente – è necessario promuovere  un sistema impiantistico integrato, generazionale (almeno 20 anni),  supportato da un quadro normativo stabile ed omogeneo, caratteristica  fondamentale per garantire i necessari investimenti. A ciò si deve  aggiungere una regolazione del mercato che favorisca lo sbocco dei materiali  riciclati, per evitare la sottoutilizzazione delle capacità autorizzate,  il blocco dello sviluppo di processi tecnologici e il mancato raggiungimento  degli obiettivi di riciclaggio fissati in ambito europeo».</p>
<p>Insomma <strong>si deve avviare un sistema di gestione dei rifiuti</strong>, così come  si dice dalla riforma avviata ormai nel secolo scorso dal decreto Ronchi,  ma che ancora non ha visto la luce nel nostro paese, se non in qualche  rara eccezione e che principalmente la si trova nelle regioni del nord.<br />
Dal rapporto emerge bene la <strong>forte disomogeneità nella distribuzione  degli impianti di trattamento e di smaltimento sul territorio nazionale</strong>.</p>
<p>Gli impianti dedicati al recupero dei rifiuti sono 6.404, con una capacità  di trattamento autorizzata annua di 150,8 Mton., distribuita in modo  disomogeneo in ambito nazionale. E su questo settore gravano oggi numerosi  fattori che ne ostacolano un potenziale ulteriore sviluppo industriale.  I motivi – si legge nel rapporto- sono legati non solo alla possibilità  di migliorare la qualità delle raccolte differenziate e allo sviluppo  tecnologico degli impianti di riciclo, ma soprattutto alle <strong>difficoltà  relative alla creazione ed al potenziamento degli sbocchi di mercato  per le Mps (materie prime secondarie)</strong>, in particolare nell’attuale  momento di crisi dei mercati e di crollo delle quotazioni dei materiali  riciclati, anche per la concorrenza con i mercati esteri.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Sullo smaltimento l’alternativa alla discarica è ad oggi poco praticata</strong>.  La percentuale dei rifiuti, urbani e speciali, con o senza recupero  energetico, avviati all’incenerimento in Italia è pari al 12% (la  media in ambito europeo è di oltre il 20%). E anche in questo caso  la capacità di recupero energetico è distribuita in modo disomogeneo  sul territorio nazionale: 69,8% al Nord, 14,6% al Centro e 15,6% al  Sud.<br />
Ma la disomogeneità la si riscontra anche nei sistemi autorizzativi  in ambito nazionale, non solo per le diverse modalità di attribuzione  dei codici di smaltimento o recupero, ma anche per i differenti livelli  di efficacia ambientale delle stesse autorizzazioni/comunicazioni. <!--more--></p>
<p>Per questa ragione Assoambiente da anni sostiene la necessità di linee  guida nazionali in grado di risolvere, ed evitare in futuro, questa  grave disomogeneità che porta anche come conseguenza al turismo dei  rifiuti tra una regione e l’altra, quando non addirittura all’esportazione  verso altri Paesi, europei e non, come evidenziato dal rapporto che  sempre Fise Assoambiente ha presentato qualche tempo su “<a href="http://www.ecos-italia.it/site/index.php?toc=1822&#38;page=IL+MOVIMENTO+TRANFRONTALIERO+DEI+RIFIUTI" target="_blank">Il movimento  transfrontaliero dei rifiuti</a>”.</p>
<p><em>(fonte: <a href="http://www.greenreport.it" target="_blank">greenreport.it</a>)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Calabria: sequestrata più grande discarica abusiva della Regione]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/06/07/calabria-sequestrata-piu-grande-discarica-abusiva-della-regione/</link>
<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 11:48:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
<guid>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/06/07/calabria-sequestrata-piu-grande-discarica-abusiva-della-regione/</guid>
<description><![CDATA[7 giu. (Apcom) - Oltre 5mila metri quadrati di discarica abusiva, &#8220;una delle più grandi discar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/images/Discaric.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/Discaric.jpg" width="118" height="109" /><strong><em>7 giu. (Apcom) -</em></strong> Oltre 5mila metri quadrati di discarica abusiva, &#8220;una delle più grandi discariche abusive mai realizzate e scoperte nella provincia di Vibo Valentia e forse in tutta la Calabria&#8221;. L&#8217;area è stata trovata e sequestrata dai carabinieri della compagnia di Vibo Valentia, con il supporto dei colleghi dell&#8217;ottavo elinucleo del capoluogo, in località Aeroporto di Vibo Valentia.  I  militari dell&#8217;Arma hanno scoperto come un vasto terreno sito alle spalle della statale 18 fosse stato illegalmente adibito a vero e proprio centro di smaltimento di ogni tipo di rifiuto inquinante e pericoloso per l&#8217;<span>ambiente</span>. Gli investigatori, arrivati sul posto, si sono trovati davanti uno spettacolo desolante.<!--more--> A perdita d&#8217;occhio si estendevano oltre 20 tonnellate di rifiuti di ogni genere, lastre di eternit, carcasse di veicoli, resti di elettrodomestici, calcinacci, imballaggi, pneumatici e materiali plastici vari.  Un vero e proprio tappeto di rifiuti che ricopriva tutta l&#8217;area ed era arrivato quasi ad ostruire il corso del vicino torrente Levrisi, diretto effluente del Trainati che, a distanza di una manciata di chilometri, sfocia nel mare di Vibo Marina. &#8220;Una scena incredibile &#8211; spiegano i carabinieri in una nota &#8211; con il terreno ed il torrente completamente contaminati dai rifiuti ammassati da anni nell&#8217;area, che versava in condizioni di totale abbandono con  le poche piante presenti ormai morte a causa dei liquami e delle sostanze disciolte nel terreno, i cui residui già si potevano notare scorrere nella corrente del corso d&#8217;acqua verso il mare&#8221;.  L&#8217;area è stata immediatamente circoscritta e dichiarata sotto sequestro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Tecno-rifiuti: Tecnorifiuti dei paesi ricchi smaltiti illegalmente in Africa]]></title>
<link>http://energianucleare.wordpress.com/2009/06/03/tecno-rifiuti-tecnorifiuti-dei-paesi-ricchi-smaltiti-illegalmente-in-africa/</link>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 12:46:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>milionidieuro</dc:creator>
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<description><![CDATA[La EarthECycle di Pittsburgh finge di riciclare i rifiuti elettronici dei cittadini Usa ma poi li sc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://energianucleare.files.wordpress.com/2009/06/tecnorifiuti.gif"><img style="float:left;cursor:pointer;width:320px;height:320px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://energianucleare.files.wordpress.com/2009/06/tecnorifiuti.gif" alt="" border="0" /></a><br /><span style="font-weight:bold;color:rgb(0,0,102);">La EarthECycle di Pittsburgh finge di riciclare i rifiuti elettronici dei cittadini Usa ma poi li scarica sulle spiagge del continente nero, dove vengono bruciati provocando dense colonne di fumo tossico</span><img style="font-weight:bold;color:rgb(0,0,102);" src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" width="1" height="18" />.<br /><span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:rgb(255,0,0);"><br />Secondo l’ultimo rapporto «Ban» (</span><a class="linkblu" target="_blank" href="http://www.ban.org/"><strong>Basel Action Network</strong></a><span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:rgb(255,0,0);">), l’ondata di rifiuti hi-tech ha raggiunto l&#8217;Africa. Gli scarti tecnologici dei paesi ricchi prendono la via di quelli in via di sviluppo con la pretesa di rimediare al «divario digitale»: ma invece di finire tra le mani di chi ne ha bisogno, finiscono in enormi discariche inquinanti. </span> <span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:rgb(255,0,0);">Il </span><a class="linkblu" target="_blank" href="http://www.ban.org/ban_news/2009/090526_fake_recycling_events_pittsburgh.html">reportage</a><span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:rgb(255,0,0);"><span style="color:rgb(0,0,153);"> </span> scopre un finto riciclo di rifiuti elettronici da parte della EarthECycle che da Pittsburgh sbarca in Africa.</p>
<p></span><span style="color:rgb(0,51,0);font-size:100%;">Secondo un rapporto complilato dall&#8217;organizzazione ambientalista Basel Action Network (BAN) l&#8217;ondata di rifiuti hi-tech avrebbe raggiunto anche l&#8217;Africa. Computer, cellulari, scanner e stampanti, gli scarti tecnologici dei paesi ricchi prendono la via di quelli in via di sviluppo come parziale rimedio al loro enorme divario digitale. Una volta sul posto, però, invece di finire tra le mani di chi ne ha bisogno vengono ammassati in enormi discariche inquinanti.<br />Se fino ad ora le mete preferite dai trafficanti di immondizia cybernetica erano situate in Asia, con un occhio particolare per le province più povere della Cina, adesso le rotte sembrano convergere verso il continente africano, ricalcando in parte quelle del tristemente noto commercio triangolare.<br />Infatti l&#8217;ultima denuncia del gruppo ambientalista riguarda una raccolta di materiale elettronico in disuso effettuata nei dintorni di Pittsburgh, negli Stati Uniti. EarthECycle, la società incaricata dello smalitmento, avrebbe invece riempito sette container spedendoli poi a Hong Kong e in Sud Africa.<br />Sul rapporto si legge che quelli diretti verso l&#8217;ex protettorato britannico sarebbero stati intercettati e rispediti al mittente, mentre il carico diretto in Sud Africa dovrebbe essere arrivato nel porto di Durban.<br />Generalmente gli USA non vietano questo tipo di esportazioni, ma uno dei container fotografati segnalati da BAN conteneva esclusivamente vechi monitor CRT, per i quali non è consentito l&#8217;espatrio senza il consenso della nazione cui sono destinati.<br />Nonostante gli stessi produttori di hardware incoraggino il riciclaggio pulito secondo la Environmental Protection Agency statunitense nel 2008 solo il 20 per cento degli scarti elettronici è stato riciclato all&#8217;interno del territorio USA. La stragrande maggioranza di ciò che è rimasto è stata inviata oltreoceano.<br />Le autorità portuali di Lagos, uno dei più importanti centri urbani della Nigeria e meta di molte discariche galleggianti, lamentano l&#8217;arrivo ogni mese di una grande quantità di inutile ferraglia: solo il 25 per cento dei prodotti scaricati da 500 container è considerato riutilizzabile.<br />In molti di questi paesi la conseguenza di questi traffici è che ingenti quantità di e-waste vengono prima radunate in discariche dal vago sapore cyber-punk, e poi bruciate: il tutto senza la minima considerazione del pericolo ambientale costituito dalle nubi tossiche sprigionate da questi roghi</span><span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:rgb(255,0,0);"></p>
<p></span><span style="font-size:130%;"><span style="font-weight:bold;">Tecno-rifiuti britannici smaltiti illegalmente da bimbi africani</span></span><br /><a href="http://energianucleare.files.wordpress.com/2009/06/tecno-rifiuti.jpg"><img style="float:left;cursor:pointer;width:280px;height:169px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://energianucleare.files.wordpress.com/2009/06/tecno-rifiuti.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="color:rgb(0,0,102);font-size:100%;"><span style="font-style:italic;"><span style="font-weight:bold;">Tonnellate di rifiuti tossico-nocivi vengono raccolti ogni giorno in Gran Bretagna e spediti &#8211; in barba agli accordi internazionali a tutela dell&#8217;ambiente &#8211; in paesi africani come Nigeria e Ghana. A svelare il traffico illegale è un&#8217;inchiesta congiunta del quotidiano britannico </span></span></span><a href="http://www.independent.co.uk/news/world/africa/how-a-tagged-television-set-uncovered-a-deadly-trade-1624873.html">The Independent</a><span style="color:rgb(0,0,102);font-size:100%;"><span style="font-style:italic;"><span style="font-weight:bold;">, l&#8217;emittente Sky News, e l&#8217;associazione ambientalista Greenpeace UK. Che, nascondendo in un televisore danneggiato un trasmettitore satellitare, hanno tracciato e smascherato l&#8217;orrenda filiera. Secondo le norme in vigore, infatti, ogni apparecchio elettronico ormai inutilizzabile &#8211; computer, stereo, televisori: tutti oggetti ricchi di metalli pesanti e altri componenti velenosi &#8211; dovrebbero venir smaltiti in modo sicuro senza lasciare il loro paese d&#8217;origine.</p>
<p>La realtà invece è ben diversa. Società compiacenti raccolgono la spazzatura elettronica &#8211; e-waste, in inglese &#8211; raccolta in discariche comunali e la esportano, previa compenso, in paesi in via di sviluppo. Dove un&#8217;intera generazione di ragazzini &#8211; immersa in vapori cancerogeni &#8211; smantella, scava, fonde e recupera le preziose materie prime contenute negli elettrodomestici dell&#8217;Occidente. Il viaggio della vergogna ha inizio in un centro di raccolta gestito dal consiglio provinciale dell&#8217;Hampshire. Stando alle direttive Ue, la tv avrebbe dovuto essere riciclata dagli specialisti del settore. Invece è stata acquistata dalla BJ Electronics, ditta dell&#8217;East End di Londra &#8211; che, rivela l&#8217;Independent, paga una sterlina per ogni monitor di computer, tre sterline per un grande televisore e cinque sterline per uno stereo con cd.</p>
<p>La tv, insieme ad altri elettrodomestici, è stata quindi rivenduta ad un&#8217;altra azienda. Che, riempito un container, l&#8217;ha spedita a Lagos, Nigeria, a bordo della motonave Mv Grande America. Una volta approdata a destinazione, la Tv-cimice è stata consegnata a uno dei tanti robivecchi che affollano il &#8216;mercato&#8217; di Alaba, centro nevralgico dell&#8217;industria dell&#8217;usato nigeriana. Dove è stata prontamente riacquistata dagli autori dell&#8217;inchiesta &#8211; evitando così che finisse nella discarica a cielo aperto, regno incontrastato dei bimbi perduti della Nigeria. &#8220;In ogni container &#8211; ha detto all&#8217;Independent Igwe Chenadu, presidente dell&#8217;Alaba Technicians Association &#8211; circa il 35-40% degli oggetti non funziona. Di questi, solo un terzo si può riparare. Il resto finisce ai ragazzini&#8221;.</p>
<p>E ogni giorno, ad Alaba, arrivano in media dall&#8217;Europa e dall&#8217;Asia 15 container si tecno-spazzatura. Paradossalmente, però, a rendere possibile l&#8217;orrenda tratta é la direttiva Ue stessa &#8211; &#8216;Waste Electrical and Electronic Equipment Directive&#8217;, o Weee. La legge, infatti, vieta l&#8217;esportazione dei dispositivi rotti e inutilizzabili. Via libera invece per quelli vecchi ma ancora funzionanti. &#8220;Il sistema &#8211; ha spiegato una fonte interna del settore &#8211; dovrebbe fare da filtro e separare i rifiuti tossici da un legittimo mercato dell&#8217;usato. In realtà viene spedito tutto all&#8217;estero&#8221;.</span></span></span><span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:rgb(255,0,0);"><br /></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Italia - Roma - V Municipio - Via Pescosolido: discarica!]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2009/05/24/italia-roma-v-municipio-via-pescosolido-discarica/</link>
<pubDate>Sun, 24 May 2009 19:03:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si è parlato tanto,  e se ne parla ancora, proprio &#8211; e anche &#8211; tra le strade di questo q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-717" title="TwoMateVasoPratoPescRomaWeb09-05-24" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2009/05/twomatevasopratopescromaweb09-05-24.jpg" alt="TwoMateVasoPratoPescRomaWeb09-05-24" width="460" height="305" /></p>
<p>Si è parlato tanto,  e se ne parla ancora, proprio &#8211; e anche &#8211; tra le strade di questo quartiere semi-periferico, di Rom, di immigrati, delle loro condizioni di vita miserrime, quindi poco igieniche, con qualche &#8220;venatura&#8221; di intolleranza.</p>
<p>Non si riesce a parlare però &#8211; obiettivamente &#8211; delle nostre condizioni di vita; si di noi visi pallidi della semi-periferia di Roma.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-718" title="AutoWashPratoPescoRomaWeb09-05-24" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2009/05/autowashpratopescoromaweb09-05-24.jpg" alt="AutoWashPratoPescoRomaWeb09-05-24" width="460" height="693" /></p>
<p>Qui, in via Pescosolido, a dieci minuti da &#8220;La Sapienza&#8221;, a quindici minuti dalla stazione Termini, e a poco più da via Nazionale, sino a due anni fa subivamo le intemperanze di chi era accampato sotto Ponte Mammolo, sulle rive dell&#8217;Aniene.</p>
<p>Oggi la situazione non è migliorata; hanno sgomberato le rive dell&#8217;Aniene, ma subiamo comunque l&#8217;inciviltà di alcuni che vivono nello stesso quartiere e di altri che hanno scambiato i prati, che circondano i grigi palazzi, in discariche a cielo aperto.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-719" title="PratoPescoRoma2009-05-24" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2009/05/pratopescoroma2009-05-24.jpg" alt="PratoPescoRoma2009-05-24" width="460" height="305" /></p>
<p>E, cari miei, costoro sono italianissimi, non immigrati africani o dei paesi dell&#8217;est.</p>
<p>Nei prati adiacenti i palazzi si possono ammirare spazzole di autolavaggi dismessi, materassi abbandonati e divenuti tane per topi, erba alta (nonostante le segnalazioni nessuno è venuto a tagliarla) che nasconde calcinacci di &#8220;solerti&#8221; inquilini che hanno ristrutturato bagni o cucine.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-720" title="MaterPratoPescoRomaWeb09-05-24" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2009/05/materpratopescoromaweb09-05-24.jpg" alt="MaterPratoPescoRomaWeb09-05-24" width="460" height="305" /></p>
<p>Non manca, inoltre, alcun tipo di rifiuti (ortaggi, frutta, etc.), qua e là, a ornare lo scempio del paesaggio&#8230;</p>
<p>Dobbiamo forse disturbare nuovamente il presidente del consiglio per far sparire la &#8220;munnezza&#8221; nella villa sequestrata al mafioso?</p>
<p>Ha altro cui badare in questo periodo!</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-721" title="TwoCassRossiPescRomaWeb09-05-24" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2009/05/twocassrossipescromaweb09-05-241.jpg" alt="TwoCassRossiPescRomaWeb09-05-24" width="460" height="693" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La storia delle cose]]></title>
<link>http://ecultic.wordpress.com/2009/05/17/la-storia-delle-cose/</link>
<pubDate>Sun, 17 May 2009 10:41:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>ecultic</dc:creator>
<guid>http://ecultic.wordpress.com/2009/05/17/la-storia-delle-cose/</guid>
<description><![CDATA[Un&#8217; interessantissima ricerca della nostra &#8211; insostenibile &#8211; catena produttiva. La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un&#8217; interessantissima ricerca della nostra &#8211; insostenibile &#8211; catena produttiva.</p>
<p><a href="http://video.asterpix.com/v/18737791/the-story-of-stuff-by-bleeding-clown/" target="_blank">La storia delle cose &#8211; The story of stuff</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SANTA MARIA LA FOSSA. IL RECUPERO AMBIENTALE: PRIMO PUNTO DEL PROGRAMMA ELETTORALE DELLA CIVICA 'LE ROSE' DEL DOTT. ANTONIO PAPA.]]></title>
<link>http://primapaginacasertana.wordpress.com/2009/05/16/santa-maria-la-fossa-il-recupero-ambientale-primo-punto-del-programma-elettorale-della-civica-le-rose-del-dott-antonio-papa/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 17:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>avv. Antonio Gaudiano</dc:creator>
<guid>http://primapaginacasertana.wordpress.com/2009/05/16/santa-maria-la-fossa-il-recupero-ambientale-primo-punto-del-programma-elettorale-della-civica-le-rose-del-dott-antonio-papa/</guid>
<description><![CDATA[Santa Maria La Fossa – L’aveva preannunciato il capolista della civica “Le Rose” il dott. Antonio Pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Santa Maria La Fossa – L’aveva preannunciato il capolista della civica “Le Rose” il dott. Antonio Pa]]></content:encoded>
</item>

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