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	<title>discese &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/discese/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "discese"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 04:55:53 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ci sei di nuovo]]></title>
<link>http://violaceo.wordpress.com/2009/07/28/ci-sei-di-nuovo/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 10:42:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>violaceo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tuo aereo è atterrato, almeno credo E adesso che facciamo? Continuerai a ostentare disinteresse p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il tuo aereo è atterrato, almeno credo</p>
<p>E adesso che facciamo?</p>
<p>Continuerai a ostentare disinteresse perchè è di moda così, tanto per sembrare più forte, più disillusa, oppure pensi di tornare ad essere Chiara?</p>
<p>Io guardo, in piedi, vicino alla porta d&#8217;uscita. Sono stanco, forse scendo alla prossima fermata e proseguo a piedi, da solo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ah però... ahimè!]]></title>
<link>http://spaziocorrente.wordpress.com/2009/06/17/ah-pero-ahime/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 19:42:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>spaziocorrente</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; affascianante a volte constatare che pur parlando ma non dicendo niente c&#8217;è sempre qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; affascianante a volte constatare che pur parlando ma non dicendo niente c&#8217;è sempre qualcuno che risponde e partendo per la tangente se ne va con il suo discorso inconcludente per la sua strada. E così ci si parla, ovvero ci si scambiano onde sonore ma ciascuna con una sua frequenza, differente, buttando qua e là qualche occhiata compiacente, per assicurarci che chi abbiamo difronte non se ne vada via.<br />
Forse è solo questione di maschere che si portano, che cambiano a seconda dei casi e che a volte, ahimè, si dimenticano ed allora sono guai; perchè l&#8217;immagine crolla e non rimane che quel viso nudo che ricorda tanto una pianta secca nel deserto, ovvero quel che fu.<br />
Ed in questi casi mi sale forte un&#8217;onda interna, respirabile, che scavalca l&#8217;argine del mio contenerla e si riversa in un pensiero inaccessibile ma che dura pochi istanti e si traduce presto in un chiaro e definito messaggio di disapprovazione. Ma chi parla non ascolta in questi casi e perciò l&#8217;effetto è vano anche se stupefacente.<br />
Ma si, a volte è più che lecito lasciare che l&#8217;incongruenza faccia la sua parte, e si ingrassi gonfiandosi come un&#8217;enorme bolla che si trasforma in un parlarsi vano, che non porta a nulla, se non a quel bizzarro modo di sentirsi vivi attraverso il vuoto della distanza.</p>
<p>Io parto presto stasera, e direte &#8220;bene, forse è meglio&#8221;.<br />
Lascio sul tavolo imbandito le vostre discussioni su come si possa vivere il domani. Intanto quelle maschere raccolte ve le ho appese al filo dello stendibiancheria. Chissà che domani non ci sia vento che le asciughi, evaporando quelle gocce di sudore che ora fanno solo umidità e condensa sopra i vetri chiusi delle vostre  strane case.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Quello che accade sotto la superficie.]]></title>
<link>http://losaicheitulipani.wordpress.com/2009/06/16/quello-che-accade-sotto-la-superficie/</link>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 08:35:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>meeei</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quattro rintocchi. Per scendere in fondo al mio pozzo ho dovuto calarmi sott&#8217;acqua. Il bello d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quattro rintocchi.<br />
Per scendere  in fondo al mio pozzo ho dovuto calarmi sott&#8217;acqua. Il bello di un fondale è che non importa quanta confusione c&#8217;è in superficie; laggiù il silenzio regna, indisturbato, protetto da una coltre pesante che attutisce e dirada qualsiasi rumore.</p>
<p>Non ho molto da dire; ma in particolar modo, ho ben poco da condividere. Ciò che dentro è annodato sembra, per il momento, voler restare tale, adagiato e silente nel mio corpo come un placido grumo di intestini. Dovrei scendere ancora più a fondo per poter smuovere qualcosa, rimanere lontana per un periodo più lungo di quello che i miei polmoni consumati dal fumo mi hanno permesso di trascorrere sott&#8217;acqua. Ci sono fili da tirare, rami da tagliare, stanze da riordinare, erbacce da sistemare. Per questo ci vuole tempo. Prendere in mano una città abbandonata e curarsene, da soli, richiede molta energia. </p>
<p>Il mio corpo fatica addirittura a muoversi. Ad alzarsi, camminare, ma anche solo a girarsi nel sonno. Spesso, al risveglio, mi ritrovo indolenzita e con gli arti formicolanti, come se durante la notte non avessi mai cambiato posizione. Perciò mi dico, non è questo il momento per una ricostruzione; ad oggi aspetto immobile sulla cima di una collina, e guardo e scruto la mia città dall&#8217;alto. Ho ancora molti angoli da esplorare, prima di cominciare ad agire. </p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[LiegiBastonLiegi]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/04/26/liegibastonliegi/</link>
<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 13:41:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ohne Titel.]]></title>
<link>http://losaicheitulipani.wordpress.com/2009/04/12/luomo-piu-furbo-del-mondo/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 02:53:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>meeei</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io non sono capace ad analizzare le cose a caldo. Devono passare giorni, talvolta mesi o anni, prima]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Io non sono capace ad analizzare le cose a caldo. Devono passare giorni, talvolta mesi o anni, prima che riesca a rielaborarle e riporle nella loro scatolina, al sicuro. Mi frustra un po&#8217; avere questa voglia di scrivere e non arrivare ad aggrapparmi neppure a un punto da cui partire &#8211; pensandoci, è un po&#8217; come voler spiegare una sbornia ad un astemio pur essendo ancora completamente ubriachi. Aggiungici l&#8217;ora tarda, la stanchezza, il vino bevuto qualche ora fa e il fatto che sto leggendo Pamuk &#8211; che mi risucchia. Prima o poi, comunque, riuscirò a raccontare di stanotte, dei templari e dei simboli che ci  hanno accompagnati. Della tenerezza un po&#8217; materna che ha sostituito la rabbia. Delle parole che non ho ascoltato e degli sguardi che mi hanno infastidito, ma nemmeno troppo poi. Di quando ho fatto spallucce &#8211; ebbene sì &#8211; pensando: grazie, mi hai aperto una buona strada, in fondo. Ma ora sono molto stanca ed ho voglia di dormire. E&#8217; già domani.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Certe volte si fa fatica...]]></title>
<link>http://parolepersognatoriesperti.wordpress.com/2009/04/01/certe-volte-si-fa-fatica/</link>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 10:35:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Certe volte si fa fatica a capirla questa vita&#8230; Certe volte questo suo percorso è davvero diff]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Certe volte si fa fatica a capirla questa vita&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Certe volte questo suo percorso è davvero difficile da seguire, da interpretare&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono periodi fatti di salite infinite, strappi su strappi senza un metro di piano per tirare il fiato e poi ci sono periodi in cui le discese sono così larghe e facili e lunghe che si riesce perfino a volare&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Durante quelle salite l&#8217;acido lattico della stanchezza e della malinconia annebbia lo sguardo, il cuore e il dolore sembra sopraffare tutto&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Quando invece il vento soffia tra i capelli a tutta velocità l&#8217;euforia ti fa battere il cuore, ci si sente onnipotenti, forti e spericolati&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Non si può vivere solo di discese nè tantomeno di sole salite&#8230; è l&#8217;alternanza di questi elementi a rendere questo viaggio tanto bello, tanto intenso e tanto prezioso&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Vivere emozionandosi, sempre, ecco l&#8217;unica regola che conosco: piangendo e ridendo, senza paura e senza vergogna, amando e odiando con intensità, senza riserve, senza scrupoli&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Dormi, dormi, dormi, dormi.]]></title>
<link>http://losaicheitulipani.wordpress.com/2008/06/26/dormi-dormi-dormi-dormi/</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 22:38:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>meeei</dc:creator>
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<description><![CDATA[Partiamo dal presupposto che non so che scrivere. E zittiamo la musica per non farci influenzare tro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Partiamo dal presupposto che non so che scrivere.<br />
E zittiamo la musica per non farci influenzare troppo da quello che dettano le note.<br />
Dicono che l&#8217;estate è finita &#8211; e poco c&#8217;entra con quello che ho in mente io. O forse si. Beh un pochino si, ma insomma.<br />
Niente, volevo dire solo che mi piacciono un sacco le mani delle persone, quando accompagnano le descrizioni di un qualcosa che vola. Mi piace come le facciano danzare, quelle mani, anche i meno aggraziati; alzandole leggermente, a simulare un decollo. E poi giù, lasciandole andare sinuose, in discesa verso chissà quale paesaggio.<br />
Volevo anche dire che mi sento sola, mi si stringe lo stomaco, non ci capisco più un tubo. Vorrei chiudermi in un sacchetto e dormire.</p>
</div>]]></content:encoded>
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