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	<title>discografici &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/discografici/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "discografici"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 10:02:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il ritorno di un grande artista, Gazebo]]></title>
<link>http://caffenews.wordpress.com/2009/10/05/il-ritorno-di-un-grande-artista-gazebo/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuela Del Zompo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Grande Ritorno di Gazebo: bagno di folla per la presentazione The Syndrone, il nuovo attesissimo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="color:#008000;">Il Grande Ritorno di Gazebo: bagno di folla per la presentazione The Syndrone, il nuovo attesissimo cd del cantante di origine libanese.</span></strong></p>
<p><span style="color:#000000;"><em><strong>Gazebo &#8211; I Like Chopin</strong></em></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/grGjD1rTNyg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/grGjD1rTNyg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
<p><a href="http://caffenews.wordpress.com/files/2009/09/aab2899etnicobis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5064" title="_AAB2899etnicobis" src="http://caffenews.wordpress.com/files/2009/09/aab2899etnicobis.jpg" alt="_AAB2899etnicobis" width="300" height="200" /></a>Nella cornice del Piper si è svolto il mega concerto di presentazione dell&#8217;ultimo lavoro musicale di Gazebo. Dopo tanta assenza dal palco il cantante di origine libanese ha calcato di nuovo il palcoscenico portando alla ribalta vecchi ma soprattutto nuovi successi musicali.</p>
<p>Presentatosi in gran forma con la sua band, è stato accolto dal caloroso applauso dei suoi fans che non hanno mai smesso di cantare e ballare sulle note di &#8220;I like chopin o Lunatic&#8221;!</p>
<blockquote><p>
<span style="color:#008000;"><strong>Gli anni sono passati dal suo esordio, come racconta lui, tante cose sono cambiate &#8220;ed anche il mio genere di musica, che dopo 25 anni doveva per forza di cose subire un mutamento come l&#8217;ho subito io&#8230; siamo in un epoca diversa e bisogna adattarsi al cambiamento!&#8221;</strong></span></p></blockquote>
<p>Umile e semplice, per nulla atteggiamento da divo, si è concesso alle nostre domande come ad una semplice chiacchierata tra amici di vecchia data e&#8230; scoprite voi stesso cosa ci ha svelato&#8230;</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Chi è in realtà Gazebo?</strong></span></p>
<p>E&#8217; Paul Mazzolini. Sono semplicemente figlio di un diplomatico italiano che ha incontrato una donna americana mentre era a Beirut a lavorare presso l&#8217;ambasciata: si sono incontrati, innamorati e così sono arrivato io. Ho viaggiato per il mondo e questo mi ha permesso di avere una cultura multinazionale, crescere e parlare varie lingue. Dal punto di vista musicale le cose che ho fatto hanno coinciso con gli anni &#8216;80 e la musica dance: ho avuto la fortuna di essere protagonista di più brani di grande successo. Poi con gli anni ho anche imparato il mestiere di produttore, di arrangiatore e finalmente dopo anni di esperienza e lavoro è arrivato questo nuovo album The Syndrone che ho presentato in anteprima qui stasera al Piper, che è anche il frutto di viaggi e di cultura appresa negli anni.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Com&#8217;è cambiato il tuo genere musicale oggi?</strong></span></p>
<p>Sono cresciuto musicalmente e mi sono liberato di certi meccanismi, perché la musica degli anni &#8216;80 aveva già una sua collocazione e non aveva senso fare oggi musica di quel tipo; già c&#8217;era, ormai ho una certa età per fare le cose che facevo 25 anni fa! Sono andato a ruota libera ed ho fatto questo nuovo disco dove ho avuto il piacere di lavorare con dei grandi artisti musicali come Jerry Marotta e John Glibin, il bassista dei Simply Mind e Phil Collins.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Durante la tua carriera quali difficoltà hai incontrato nel tuo lavoro?</strong></span></p>
<p>Ne ho incontrate e come, nel senso che quando alla fine degli anni &#8216;80 e gli inizi degli anni &#8216;90 sembrava che tutto quello che era di quell’epoca dovesse esser buttato via e così qualsiasi proposta che uno aveva non veniva mai recepita né dai media, né dai discografici, ho deciso di non insistere ma di imparare il mestiere di produttore, così ho messo su uno studio di registrazione ed ho iniziato a lavorare molto umilmente dalle basi per acquisire gli strumenti di questo mestiere.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Musicalmente parlando dove ti trovi meglio in Italia o all&#8217;estero dove preferisci lavorare?</strong></span></p>
<p>Ormai vivo in Italia, sono italiano; le mie scelte le avrei potute fare tanti anni fa, per cui lavoro in Italia, però musicalmente non seguo molto la musica italiana, il mio genere è altro, la musica inglese, quella classica.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Si parla spesso di crisi discografica, i giovani talenti hanno difficoltà a farsi produrre. Cosa consiglieresti loro per affrontare questo difficile lavoro?</strong></span></p>
<p>E&#8217; un momento molto difficile perché siamo in una fase di transizione tra quello che era il vecchio mondo discografico con i cd con le multinazionali ad una realtà diversa che si basa molto sulla condivisione dei dati, sul download. Quindi diventa molto difficile avere un ritorno economico per coprire le produzioni, ecco perché c&#8217;è questa crisi.</p>
<blockquote><p><span style="color:#008000;"><strong>I discografici non producono perché non ci sono introiti, la gente non compra perché può scaricare gratis. Così diventa un circolo vizioso dove ci rimette la musica ed i giovani che non hanno più spazio.<!--more--></strong></span></p></blockquote>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Se dovessi scegliere un artista per duettare chi sceglieresti tra il panorama nazionale ed internazionale?</span></strong><br />
Ce ne sono tanti, anzi tantissimi che mi piacciono, sono abbastanza sereno per capire i miei limiti e tutti quelli che piacciono a me li considero sinceramente troppo bravi per me, avrei dei problemi a duettare con loro, sarebbe troppo dispari il confronto, troppo grande&#8230;</p>
<p>Sarebbe invece interessante duettare con artisti che vengono da etnie e culture diverse, come la musica balcanica.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Che messaggio porta il tuo nuovo cd?</span> </strong></p>
<p> Già il titolo è un neologismo. Syndrone è un incrocio tra Sindrome, Sindone, Sintesi, ed è una parola che vuole essere una ripresa della parola blues che usavano i neri nell&#8217;800 oppure lo spleen; <span style="color:#008000;"><strong>il messaggio insito nell&#8217;album vuole parlare di questa sensazione di disagio che abbiamo in questo momento in cui c&#8217;è crisi economica, però allo stesso tempo siamo invasi di tecnologia, di televisione, pensiamo di essere liberi, ma in realtà non lo siamo, e ed è per questo che ho voluto un po’ stigmatizzare questo disco raccontando varie storie che possano ricordare questo momento.</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Tornando indietro nel tempo I like Chopin, com&#8217;è nata questa canzone?</strong></span></p>
<p>A quei tempi studiavo presso la Facoltà di Lettere ed ero addentrato nella letteratura romantica anglosassone e francese: per cui tra le letture di Boudlaire, Edgar Allan Poe e la scoperta di Chopin aveva voglia di raccontare una storia d&#8217;amore paradossale tra un musicista ed una scrittrice francese molto possente, tanto è vero che aveva un nome da uomo&#8230; George Sand; lei era grande, grossa e possente, lui invece piccoletto e fragilotto. Chopin era malaticcio, ma il genio e l&#8217;immenso nel rapporto era lui, eppure era totalmente dominato da questa donna che imponeva il suo volere&#8230; <span style="color:#008000;"><strong>una storia d&#8217;amore complicata e piena di colpi di scena e raccontarla musicalmente per me significava far capire che l&#8217;amore è più forte di ogni cosa e di ogni logica.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Spiegaci il video della canzone, che sembra abbastanza ambiguo&#8230;</span></strong></p>
<p>In realtà nasce dal presupposto di lasciare la gente nel dubbio e di porsi delle domande come fai tu. Ma l&#8217;amore era tra i due o tra le due? Non si sa. Nel video si vede solo che lui viene incriminato e una delle due muore. Il resto sta a voi interpretarlo!</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Hai curato anche la regia del video I like Chopin?</strong></span></p>
<p>No, ho portato al regista le mie idee&#8230; il video tra l&#8217;altro è stato girato in Inghilterra, perché in Italia in quel periodo non c&#8217;era il culto o l&#8217;idea del videoclip (anni &#8216;83), comunque ho partecipato solo all&#8217;ideazione della storia del video.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">E che ci dici di Lunatic?</span></strong></p>
<p>Lunatic parla di questo personaggio che si sdoppia, che ha un&#8217;identità tipo Mr Jakie e dottor Hyde. E’ perseguitato da se stesso, è nemico di se stesso; fa riferimento a quello che è la psicosi della gente, in fondo siamo tutti perseguitati dai nostri sogni e dalle nostre ambizioni &#8211; un uomo che vuole essere ora Nostradamus ora Casanova con le donne, ma non ne è capace. Una persona che vive al di fuori delle sue possibilità.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Che progetti futuri hai?</strong></span></p>
<p>Per adesso la speranza che questo disco venga accettato, la speranza di poter fare altri concerti così, che questa serata non sia una tantum. Spero di poter trovare altre situazioni dove far spettacolo.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Che ne pensi di Sanremo oggi rispetto a ieri?</span></strong></p>
<p>Sanremo oggi è molto dettato dalle esigenze televisive, si tende a relegare la scelta artistica a personaggi che hanno a che fare meno con la musica e più con la televisione, quindi fanno delle scelte in funzione a questo e non in funzione alla qualità della canzone.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Come produttore, produci te stesso o giovani talenti?</span></strong></p>
<p>Sono andato a produrre delle cose molto interessanti in Olanda e in Albania, un paese completamente abbandonato a se stesso, ma che ha una fortissima tradizione musicale di tipo balcanica e mediterranea perché è un crocevia; li ho scoperto quello che oggi è diventato il più grande artista albanese. Di gente molto più brava di me che scopre talenti la tv ne è piena!<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Che rapporto hai con la solidarietà?<br />
</span></strong></p>
<p>Partecipo a cose dove so che c&#8217;è un seguito serio, purtroppo in Italia c&#8217;è la tendenza a fare cose un pò alla carlona; ma se c&#8217;è una manifestazione ad un certo livello io vengo volentieri!</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Se ti chiedono di che origini sei, cosa rispondi?</span></strong></p>
<p>Europeo, sono italiano ma ho dentro di me varie culture, perché ho vissuto in vari posti come la Danimarca, la Francia, Inghilterra, ecc. etc&#8230;<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Nella scala dei tuoi valori cosa metti al primo posto?</strong></span></p>
<p>La famiglia e l&#8217;affetto!</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#008000;"><strong>Emanuela Del Zompo</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Noi non siamo tipi da Reality"]]></title>
<link>http://groundnoise.wordpress.com/2009/09/12/noi-non-siamo-tipi-da-reality/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 23:39:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mr. Soft</dc:creator>
<guid>http://groundnoise.wordpress.com/2009/09/12/noi-non-siamo-tipi-da-reality/</guid>
<description><![CDATA[In principio c&#8217;era un video (scovato da Colas) che in linea di massima recitava: internet è il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In principio c&#8217;era un video (scovato da <strong><a href="http://stereogram.menstyle.it/448/altro-che-fiammetta" target="_blank">Colas</a></strong>) che in linea di massima recitava: internet è il male per le giovani band, il download uccide la musica, gli mp3 sono brutti, sporchi e cattivi, e per finire, Dio salvi i discografici, che meno male che ci sono loro. Insomma, un&#8217;accozzaglia di banalità sponsorizzate dalla FIMI e girate da <strong>Domenico Liggeri</strong>. Per inciso, si scopre poi che la band protagonista del video, tali <strong><a href="http://www.myspace.com/greenwichspace" target="_blank">Greenwich</a></strong>, era persino reale, cioè suonava nel mondo vero e non solo sulla celluloide. Difficile descrivere la comicità del corto, per cui consiglio di guardarlo (fino in fondo, se ci riuscite):</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/khwfHP1ykvc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/khwfHP1ykvc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Insomma, qualcosa di talmente esilarante che se ne rideva appunto su <a href="http://stereogram.menstyle.it/448/altro-che-fiammetta" target="_blank">Stereogram</a>, mentre in tempi più recenti la vicenda si arricchiva di un altro controverso tassello sulle pagine di <strong><a href="http://inkiostro.splinder.com/post/21279056/Ihih+%28sorridere+di+meccanismi+" target="_blank">inkiostro</a></strong>: perché <strong>Francesca Xefteris</strong>, quella che &#8220;noi non siamo tipi da reality&#8221; già cantante dei Greenwich, ultimamente è stata avvistata dalle parti di <a href="http://www.xfactor.rai.it/category/0,1067207,1067235-1086340,00.html" target="_blank">X-Factor</a>.</p>
<p>Ora, al di là della questione sulla coerenza (che si sa, è la virtù degli imbecilli), si insinua il dubbio sull&#8217;effettiva efficacia dei tanto decantati discografici e delle loro strategie per &#8220;fare il botto&#8221;, considerando anche che i Greenwich non esistono più. La <a href="http://www.splinder.com/myblog/comment/list/21279056" target="_blank">discussione</a> intanto si fa calda (<em>esiste oggi una via realmente &#8220;alternativa&#8221; a quella sdoganata nel video della FIMI?</em>), e soprattutto si arricchisce di una voce autorevole: <strong>Stefano Isidoro Bianchi</strong> che ne scriveva (già prima della vicenda X-Factor) direttamente dalle colonne di Blow Up, ponendosi tra l&#8217;altro su posizioni critiche (ma condivisibili) rispetto a quanto si può leggere sui vari blog (<em>cliccare sull&#8217;articolo per la visualizzazione ingrandita</em>):</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img25.imageshack.us/img25/4864/sibbup.jpg"><img class="alignnone" title="click to enlarge - clicca per ingrandire" src="http://img25.imageshack.us/img25/4864/sibbup.jpg" alt="" width="526" height="680" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritti d’autore anche per chi ascolta la musica in casa]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/04/diritti-d%e2%80%99autore-anche-per-chi-ascolta-la-musica-in-casa/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 17:20:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ed autore del libro “L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Il dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie ed autore del libro “L’Italia del trucco, l’Italia che siamo”, denuncia l’ennesima anomalia italiana.“Non tutti sanno – dice il presidente – che, in tema di intrattenimento musicale, le direttive dell’Unione Europea e la legge sul diritto d’autore (vedi gli articoli 72, 73 e 73 bis, Legge n. 633/1941) riconoscono e tutelano sia i diritti degli autori, che compongono i brani (gestiti dalla Società Italiana Autori ed Editori), sia i diritti dei discografici, che realizzano le registrazioni musicali (gestiti in maggior parte dalla Società Consortile Fonografici). Il consorzio SCF è oggi composto da case discografiche major e indipendenti ed attualmente  tutela i diritti discografici di oltre 280 imprese, rappresentative di larga parte del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia. Ciò significa, che per sentire un brano musicale registrato, in qualunque modo e forma, è necessario riconoscere anche un compenso al SCF, diritto autonomo rispetto a quanto dovuto alla SIAE.   Ciò, per entrambi, avviene comunemente nei seguenti contesti: trasmissioni radiofoniche e televisive; trasmissioni via satellite;  attività che utilizzano musica a scopo di lucro (es. discoteche, sfilate di moda, corsi di fitness); attività per le quali la musica in diffusione di sottofondo costituisce un elemento di valore aggiunto al business (es. bar, ristoranti, alberghi, esercizi commerciali, studi od esercizi professionali, oratori parrocchiali, circoli privati, feste patronali, ecc). Il compenso è dovuto anche nel caso in cui la diffusione dell’opera avvenga senza fine di lucro (in auto o in casa). Ai sensi della legge sul diritto d’autore, non pagare i diritti alla SIAE o alla SCF comporta l’applicazione della sanzione penale, oltre che amministrativa. Per la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 00626/2007 resa l&#8217;8 giugno 2007 dalla terza sezione penale, la diffusione di musica registrata senza aver versato i diritti connessi alle imprese discografiche per la riproduzione dei brani musicali, in questo caso rappresentate da SCF, Società Consortile Fonografici, viola la legge sul diritto d’autore e assume rilevanza penale. Un brutto colpo per i cittadini italiani, che dell’intrattenimento musicale, fanno il loro stile di vita, salvo far finta di niente, fino a quando non si presenta qualcuno alla porta, che ce lo ricordi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sergio Caputo in tour]]></title>
<link>http://ieno.wordpress.com/2009/04/12/sergio-caputo-in-tour/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 09:59:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>eno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sappiamo bene che nel nostro paesello, malgrado abbia dato i natali a musicisti di grande fama, la m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sappiamo bene che nel nostro paesello, malgrado abbia dato i natali a musicisti di grande fama, la m]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DDL Carlucci: vogliono chiudere la rete. E' ORA DI FINIRLA!!!]]></title>
<link>http://theeverydayshow.wordpress.com/2009/03/09/ddl-carlucci-vogliono-chiudere-la-rete-e-ora-di-finirla/</link>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 12:13:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci risiamo. Non riesco veramente a capire l&#8217;ostinazione dei nostri parlamentari. Ogni occasion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ci risiamo. Non riesco veramente a capire l&#8217;ostinazione dei nostri parlamentari. Ogni occasione è buona per dare una botta in testa alla rete italiana e alla sua libertà.</p>
<p>Ora ci pensa l&#8217;On.Carlucci Gabriella (sì, proprio lei, la ex soubrette!) con il suo DDL formalmente antipedofilia ma che di fatto mira al CONTROLLO E FONDAMENTALMENTE ALLA CENSURA della rete.</p>
<p>Lascio a voi <a href="http://http://punto-informatico.it/2569606/PI/Commenti/vogliono-chiudere-rete.aspx"><strong>l&#8217;ottimo articolo</strong> </a>di Guido Scorza su Punto Informatico di oggi. Presenta chiaramente la situazione. Ancora una volta siamo chiamati a fare casino per garantire la nostra libertà. Avanti!!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Memoria da Elefante]]></title>
<link>http://radiovale.wordpress.com/2009/01/15/memoria-da-elefante/</link>
<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:31:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>LaVale</dc:creator>
<guid>http://radiovale.wordpress.com/2009/01/15/memoria-da-elefante/</guid>
<description><![CDATA[Ieri mi è successo un fatto che per me ha dell&#8217;incredibile &#8230; ero qui in redazione che in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ieri mi è successo un fatto che per me ha dell&#8217;incredibile &#8230;</p>
<p>ero qui in redazione che inserivo spettacoli nel sito della radio e mi arriva una mail, chiaramente di RISPOSTA ad una mia precedente,  il cui testo diceva solo:</p>
<p>Ciao Vale, come stai?</p>
<p>Sono rimasta così &#8230; perchè è vero che mi arrivano più di 100 mails al giorno, ma di solito ricordo chi puo&#8217; essere, sopratutto se in RISPOSTA</p>
<p>Vabbè, vediamo cosa avevo scritto io a questa persona, spero mi abbia lasciato incluso il testo ed eccolo!!</p>
<p>Scrivevo a questa persona del tipo di lavoro che stavo facendo, in forma tecnica, ricordando vecchi discografici milanesi .. e mi dico, muf muf .. dev&#8217;essere una persona con cui ho più o meno lavorato, poi guardo la data in cui gli ho descritto il mio lavoro ..</p>
<p>20 luglio 2004 &#8230;.</p>
<p>cavolo, CI HAI MESSO SOLO 4 ANNI E QUALCOSA PER RISPONDERMI ?!!!!!!</p>
<p>Per me A. (il risponditore umano della mail) ha già vinto il premio dell&#8217;anno &#8230; io non tengo in memoria più di 6 mesi nemmeno le mail di lavoro !!!!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-623" title="memoriaelefante" src="http://radiovale.wordpress.com/files/2009/01/memoriaelefante.jpg" alt="memoriaelefante" width="403" height="500" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Discografici e SIAE: la "guerra" dei bollini ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2008/11/19/discografici-e-siae-la-guerra-dei-bollini/</link>
<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:51:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2008/11/19/discografici-e-siae-la-guerra-dei-bollini/</guid>
<description><![CDATA[La norma che prevede l&#8217;obbligo per i discografici di apporre il contrassegno Siae su tutti i s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La norma che prevede l&#8217;obbligo per i discografici di apporre il contrassegno Siae su tutti i supporti venduti in Italia (il famoso e discusso bollino) deve essere abolita. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla federazione dell&#8217;industria musicale italiana (Fimi) in un&#8217;audizione al Ministero per i Beni e le Attività Culturali solo pochi giorni fa. Oggi è arrivata la secca risposta della Società Italiana degli Autori e degli Editori, che anzi è passata al contrattacco con una diffida nei confronti dell&#8217;industria discografica.</p>
<p>Secondo la Fimi, il bollino Siae rappresenta un aggravio ingiustificato dei costi di produzione di cd e dvd, che &#8211; aggiungiamo noi &#8211; di fatto finisce per pesare sul prezzo finale (e quindi sulle tasche dei consumatori); secondo gli industriali della musica, si tratterebbe di una imposizione legislativa che ostacola il principio di libera circolazione delle merci in ambito comunitario. Nella stragrande maggioranza dei paesi europei, infatti, questo contrassegno non è obbligatorio; diversificare questa distribuzione rappresenterebbe, secondo l&#8217;industria discografica, un aumento dei costi di produzione che incide su prezzo finale.</p>
<p>La Siae sostiene invece che il bollino rappresenti uno strumento efficace contro la pirateria che sta mettendo in ginocchio anche la stessa industria musicale italiana. Per voce del suo presidente Giorgio Assumma, la Siae fa sapere che &#8220;le modalità di ottenimento e il costo del bollino possono essere considerate misure proporzionate all&#8217;obiettivo legittimo di lotta alla pirateria&#8221;.</p>
<p>In realtà, per una volta, ci troviamo concordi con la proposta della federazione dell&#8217;industria discografica. I costi di gestione della Siae hanno ormai raggiunto dimensioni sproporzionate rispetto alle attività effettivamente necessarie per l&#8217;intermediazione dei diritti. Nell&#8217;era digitale, peraltro, le tecnologie dovrebbero rendere possibili forme di distribuzione di contenuti protetti da diritto d&#8217;autore su un mercato territorialmente privo di confini e senza l&#8217;ausilio di costose e farraginose procedure e strutture di intermediazione. In tale contesto il perpetuarsi di un monopolio nazionale dell&#8217;intermediazione dei diritti d&#8217;autore anche in relazione ai contenuti distribuiti in Rete appare anacronistico ed in controtendenza rispetto alla progressiva liberalizzazione dei mercati.</p>
<p>Non possiamo che cogliere, dunque, favorevolmente la posizione di Fimi anche perché la sfida che abbiamo di fronte va ben al di là della pur evidente necessità di combattere la cosiddetta pirateria telematica e consiste, invece, nel trovare una via condivisa per riportare alla normalità delle cose un settore di mercato che da tempo si è perso per strada. Per fare questo bisognerebbe riconoscere e finalmente rispettare i diritti digitali dei consumatori e promuovere nuovi modelli di business per rendere praticabili e appetibili offerte legali di contenuti sul web spingendo sui volumi e abbassando i prezzi a livelli accettabili.</p>
<p>Fonte: www.altroconsumo.it</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pirateria musicale? No, inettitudine e interessi corporativi!]]></title>
<link>http://recepcja.wordpress.com/2008/03/15/pirateria-musicale-no-inettitudine-e-interessi-corporativi/</link>
<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 20:40:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>satrapo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ogni tanto capita di leggere qualche esponente dell&#8217;industria discografica lamentarsi della co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Ogni tanto capita di leggere qualche esponente dell&#8217;industria discografica lamentarsi della cosidetta &#8220;pirateria&#8221; su internet, di come questo danneggi &#8220;gli artisti&#8221; e che l&#8217;unica soluzione sia installare <em>filtri telematici</em> come nemmeno si sono mai sognati in Cina o Corea del Nord.</p>
<p align="justify">Li ascolto sempre con attenzione, tra le risate e la rabbia, perchè la realtà è ben diversa. Purtroppo chi <em>gestisce </em>la musica è rimasto fermo agli anni &#8216;60, quando l&#8217;unico modo per ascoltare musica era comprarsi una radiolina oppure un <em>mangiadischi </em>da sfamare con i vinili, impossibili da copiare. Queste persone sono ancora ferme ai <em>ventiquattromilabaci </em>di Adriano Celentano. Qualcuno li svegli, presto!</p>
<p align="justify">Il mondo va avanti, la tecnologia sforna novità a ciclo continuo, la società si sviluppa &#8211; in meglio e in peggio - e gli unici a rimanere fermi sono i <em>padroni del disco. </em>Quando SONY e Philips misero sul mercato le musicassette, iniziarono i primi schiamazzi; si annunciava la prossima morte di tutti i cantanti. Nulla di questo è accaduto. Mentre la tecnologia ha migliorato la qualità di ascolto, chi <em>produce &#38; distribuisce </em>si dispera nel tentativo &#8211; vano &#8211; di applicare il vetusto schemetto di successo nei favolosi anni &#8216;60.</p>
<p align="justify">Volete sapere una cosa ridicola? La SIAE da più di venti anni riceve i soldi -tanti, tanti, tanti &#8211; di una odiosa gabella messa a forza su tutti i supporti vergini (cd, dvd, videocassette, musicassette) come <em>pagamento-preventivo-per-un-eventuale-utilizzo-del-supporto-per-immagazzinare-materiale-protetto</em>, ma allo stesso tempo chiede che il web torni ad essere come negli anni ottanta; messaggi di color bianco su sfondo nero. Traduzione: la SIAE chiede <em>sia</em> la riparazione preventiva <em>sia</em> l&#8217;impossibilità di utilizzare il supporto come meglio ci aggrada. Insomma, nel loro mondo perfetto, noi dovremmo versargli soldi persino per registrare il filmino delle vacanze. Siamo alla follia? Decisamente si!</p>
<p align="justify">Parliamoci seriamente, i conti in rosso dell&#8217;industria musicale <u>non</u> sono responsabilità di chi ha inventato il formato MP3 (come ho scritto, già si lamentavano venti anni fa con le musicassette) o della diffusione delle connessioni ad alta velocità. La responsabilità è tutta loro, che buttano soldi per produrre pseudo-musicisti, ignorano qualsiasi innovazione tecnologica e tengono artatamente alti i prezzi dei CD.</p>
<p align="justify">Ricordo qualche anno fa un ridicolo decalogo &#8211; per fortuna rimosso &#8211; pubblicato dalla FIMI (la corporazione dei discografici italiani) sulla musica in rete. Tra i vari punti uno sentenziava che: &#8220;<em>lo scambio di canzoni su internet è diverso dal farsi copiare un cd da un amico, perchè la disponibilità è notevolmente maggiore</em>&#8220;. Tralascio la gaffe clamorosa &#8211; per dare addosso al demonio/MP3, si giustifica la copia fatta tra amici &#8211;  mi concentro sul non-sense: è vero che in rete vi è maggiore disponibilità rispetto a quanto sia in possesso del fantomatico amico, ciononostante, pur potendo scaricare tutta la discografia di Celine Dion (esempio), non mi passerà mai per la testa di farlo!</p>
<p align="justify">La <em>corporazione dei discografici</em> preconizza un futuro di fame e stenti per gli artisti a causa dello scambio di musica online. Approfondendo un po&#8217; si scopre che se gli artisti dovessero sperare di sopravvivere con le briciole che guadagnano per ogni cd venduto, alle mense della Caritas ci sarebbe una lunga fila di volti noti. La verità è che gli unici a &#8220;perderci&#8221; sono quelli che con la musica hanno poco a che fare, ma molto da guadagnare. Ai musicisti fa comodo che le loro canzoni circolino il più possibile, che vengano conosciuti in modo da attirare più gente ai concerti e vendere più CD. Volete qualche esempio? Sicuramente avrete sentito parlare degli <a target="_blank" href="http://www.arcticmonkeys.com/">Artic Monkeys</a>. Pensate che il loro successo sia dovuto alla lungimiranza di qualche discografico? Spiacente deludervi. I ragazzotti di Sheffield si sono fatti conoscere grazie allo scambio &#8211; gratuito e incontrollato &#8211; dei loro pezzi in rete. Risultato? Successo planetario e concerti sold-out. Ne volete un altro? I <a target="_blank" href="http://www.radiohead.com">Radiohead</a> hanno messo a disposizione il loro ultimo disco in libera offerta su internet. L&#8217;iniziativa è stata talmente un successo che la <em>corporazione dei discografici </em>si è affrettata a mettere in circolazione la voce FALSA che buona parte dei fans del gruppo di Oxford aveva scaricato il disco senza versare un penny. La smentita da parte del gruppo non ha avuto la stessa fortuna sui giornali, chissà perchè&#8230;</p>
<p align="justify">Quali sono le soluzioni? Di sicuro, non continuare sulla strada intrapresa. Filtri alla rete, dispositivi anticopia, aumento indiscriminato dei prezzi, sono inutili e dannosi.</p>
<p align="justify">Ecco quattro <em>modest proposals:</em></p>
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<div align="justify"><strong>Produzione</strong>. Prendere quattro strappone &#8211; o quattro tamarri - non può più essere la strada! I gruppi formati a tavolino nella speranza di scucire soldi alle ragazzine sono un fallimento, perchè insistere? Si torni invece curare gli artisti, quelli veri. In giro per i locali, su internet, ascoltare chi fa musica originale e dare possibilità a chi ha vero talento. Senza pregiudizi, senza chiusure mentali, senza cercare di creare il clone dell&#8217;artista &#8211; italiano &#8211; che vende in quel momento.</div>
</li>
<li>
<div align="justify"><strong>Distribuzione</strong>. <em>Non siamo più negli anni &#8216;60, baby! </em>Ancora non avete capito che uso fare del CD e vi sono piombati sul collo DVD e MP3. Bisogna rompere il vecchio schema disco/singolo. Il supporto fisico non è morto, la musica non è diventata &#8211; e non diventerà &#8211; immateriale, bisogna solo dare agli appassionati il prodotto giusto. Non tutti i musicisti sono pronti a sfornare un disco intero di quindici pezzi, molti ne hanno solo due o tre. Perchè obbligarli a fare un disco brutto? Vi hanno fatto qualcosa di male? La tecnologia permette una flessibilità che negli anni &#8216;60 non esisteva. Unitevi a noi, benvenuti nel XXI secolo!</div>
</li>
<li>
<div align="justify"><strong>Prezzo</strong>. <u>E&#8217; immorale che un CD costi 25 euro!</u> Quale è  la risposta da parte della <em>corporazione?</em> &#8221;Fare musica, costa!&#8221;. CAZZATE! La tecnologia permette di creare un cd dal suono <em>ultra-professionale</em> senza muoversi da casa a prezzi più che accessibili. L&#8217;unica cosa che costa sono i <em>papponi</em> che mangiano con la musica, non smetterò mai di ripeterlo. Volete qualche esempio? Dalla <em>corporazione </em>dovrebbero spiegarmi perchè entrando nei negozi degli altri paesi i CD costino molto meno. Si spende meno a fare musica fuori dall&#8217;Italia? Credo proprio di no. Volete un altro esempio? Il post sotto parla dell&#8217;ultimo lavoro degli <a target="_blank" href="http://www.elioelestorietese.it/">Elio E Le Storie Tese</a>, sapete a quanto viene venduto il loro CD? <u>Quattordici Euro</u>! Si, avete letto bene. Ciò è possibile perchè gli EelST hanno la piena proprietà delle loro opere e sono riusciti, per quanto possibile, a buttare fuori molti <em>papponi.</em> <strong>Abbassare i prezzi</strong> è la chiave per far tornare su le vendite. Qualche anno fa la <em>corporazione -</em> in un raro momento di intelligenza - decise di offrire buona parte del catalogo a prezzi più decenti. La risposta fu un boom delle vendite dei CD. Vi serve qualche altro esempio? Non credo.</div>
</li>
<li>
<div align="justify"><strong>Legislativo</strong>. Basta rompere le palle ai governi chiedendo restrizioni alla navigazione, filtri sui server, schedatura degli utenti, arresto dei quindicenni. Tutte cose inutili e irrealizzabili. Vengano invece concessi degli <u>incentivi</u> ai gestori di locali che fanno esibire musicisti <em>originali</em>, ovvero quelli che suonano musica scritta da loro. Le <em>coverband</em> se ne faranno una ragione. Vengano incentivate le scuole di musica e le sale prova. Insomma, venga sostenuto chi ha talento!</div>
</li>
</ol>
<p align="justify">Chiudo questo ennesimo intervento lunghissimo con un video che spiega molto bene la triste situazione dell&#8217;industri musicale.</p>
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<p align="center"><font face="Courier New"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AINPIXKSY4E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AINPIXKSY4E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Spamming giuridico]]></title>
<link>http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/05/09/spamming-giuridico/</link>
<pubDate>Wed, 09 May 2007 10:24:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
<guid>http://blogaprogetto.wordpress.com/2007/05/09/spamming-giuridico/</guid>
<description><![CDATA[Si apre un altro caso spinoso riguardante il p2p: sono circa partite 4000 raccomandate che dovrebber]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si apre un altro caso spinoso riguardante il p2p:<a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1979488&#38;r=PI" target="_blank"> sono circa partite 4000 raccomandate</a> che dovrebbero raggiungere <a href="http://www.emulesecurity.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1257&#38;whichpage=2" target="_blank">altrettanti utenti italiani </a>che secondo alcuni discografici avrebbero violato le norme sul diritto d&#8217;autore. <a href="http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=185269" target="_blank">In questa lettera,</a> spedita da uno studio legale realmente esistente <em>(<a href="http://www.antipirateria.it/Ital/Chi%20siamo.html" target="_blank">Mahlknecht &#38; Rottensteiner</a> che lavora per l&#8217;etichetta tedesca Peppermint),</em> viene chiesto di cancellare il file stesso, di pagare <strong>330 euro di multa</strong> per evitare incombenze penali e soprattutto&#8230;di non rifarlo mai più cattivelli&#8230; Sì perché è proprio questa la cosa strana, il modo ed il tono con cui è stata scritta questa lettera.</p>
<p>Leggendo sui vari forum, si dibatte su mille questioni e su altrettanti punti di vista, sul rivolgersi ad associazioni di consumatori, sul chiedere assistenza a legali prima di pagare e così via. Una delle cose che mi da da pensare è che chiunque a questo punto può richiedere un indirizzo ip, scavalcando la privacy di qualsiasi persona, e spedirti a casa una lettera. Forse l&#8217;obiettivo è creare un precedente, puntando sulla paura dell&#8217;utente di incorrere nel penale.</p>
<p>Vorrei far notare però come la cosa sia molto strana, da dimostrare: chi dice che ho scaricato io il file? E se a causa di un virus, malware, hacker, ecc&#8230;qualcuno scaricava dal mio pc? E se l&#8217;ho condiviso ma nessuno l&#8217;ha scaricato? E se il download era corrotto? E se avevo una canzone di cristina d&#8217;avena e l&#8217;ho rinominata col nome di uno degli artisti incriminati per fare uno scherzo? E se non ho più niente sull&#8217;hard disk o addirittura non ho più il computer da cui avrei scaricato? Ecc&#8230; Insomma, <a href="http://www.p2pforum.it/forum/showpost.php?p=1509177&#38;postcount=318" target="_blank">nella lettera non è indicato né documentato approfonditamente un bel niente</a>, quindi inviterei per ora a mantenere la calma, cosa che la Peppermint non vuole <em>(credo)</em> per incassare velocemente un po&#8217; di soldi, senza che nessuno si informi o prenda contromosse.</p>
<p>Sempre spulciando sui forum, gli artisti della casa discografica per cui hanno monitorato <em>(legalmente o illegalmente?)</em> migliaia di utenti, sarebbero questi: <strong>Carl Keaton Jr.    ; Colin Rich    ; Emma Lanford    ; James Kakande; Mousse T.; Omar; Roachford; SO PHAT!;    VD3 Beatz    ;    Warren G. </strong>Già si legge riguardo a boicottamenti o passaparola per non comprare più prodotti di quella casa discografica o degli artisti stessi (una pubblicità molto cattiva insomma).</p>
<p>Non oso poi immaginare il destino della Peppermint se perdesse tutte le cause. Per ora insomma siamo nella fase uno, <strong>il caos</strong>, forse quella a cui puntavano proprio i discografici.</p>
<p><strong>P.S.= </strong><a href="http://www.4news.it/view_article.asp?site=2Tech&#38;art_id=358" target="_blank">il senatore Cortiana ha scritto al garante della privacy</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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