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	<title>disinformazione-scientifica &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/disinformazione-scientifica/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "disinformazione-scientifica"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 06:01:54 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Aritmetica elementare e andamenti economici]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/05/15/aritmetica-elementare-e-andamenti-economici/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 13:08:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>clodovendro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella mia abissale ignoranza riguardo a tutto ciò che riguarda l&#8217;economia mi trovo sempre un p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-701" title="NASDAQ" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/05/nasdaq.jpg?w=225" alt="NASDAQ" width="225" height="300" />Nella mia abissale ignoranza riguardo a tutto ciò che riguarda l&#8217;economia mi trovo sempre un po&#8217; perplesso quando, durante un telegiornale o un radiogiornale, mi vengono presentati gli andamenti dei vari indicatori. <strong>&#8220;A febbraio il PIL è sceso dello 0,4%&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Il NASDAQ ha guadagnato lo 0,2%&#8221;</strong>, <strong>&#8220;L&#8217;indice Mibtel è andato giù del 5%&#8221;</strong>, tutti i giorni siamo bombardati da informazioni del genere ma (escludiamo per un attimo i laureati in economia e commercio) chi di voi (noi) è in grado di trarre qualche informazione utile da queste affermazioni? Personalmente, se tutto va bene, mi faccio una vaghissima idea dell&#8217;andamento generale dell&#8217;economia. Del resto è facile, se gli indicatori vanno su son tutti contenti, se vanno giù piangono tutti lacrime di sangue. Non serve essere un genio per capire queste cose.</p>
<p style="text-align:justify;">Però, specialmente in un momento di crisi dove numeri del genere vengono sparati ogni cinque minuti a me qualche dubbio sul loro reale significato viene. Soprattutto perché è vero che di economia non ne capisco un&#8217;acca, ma la statistica un po&#8217; la conosco e quel che sento mi fa rabbrividire. Prendiamo un esempio ipotetico con dei numeri interi: se mi vengono a dire che quest&#8217;anno il <strong>PIL</strong> calerà del 50% ma che l&#8217;anno prossimo risalirà del 25% cosa dovrei capire? Tripudio e gaudio per la ripresa economica del 2010? Andiamoci piano. Partiamo da una considerazione banale: se oggi calo del 50% e domani risalgo del 25% è ovvio che il punto di arrivo è ben sotto il punto di partenza. Infatti ho fatto dieci passi indietro ed uno in avanti, che è pur sempre meglio di aver fatto 11 passi indietro ma comunque non è un granché. Quando poi ci dicono che &#8220;<a href="http://www.corriere.it/politica/09_maggio_15/berlusconi_pil_f55192c2-4133-11de-8b5d-00144f02aabc.shtml">Nella seconda parte dell&#8217;anno ci avvieremo verso tassi negativi più ridotti, che andranno verso lo zero, e poi dallo zero si andrà verso il segno più</a>&#8221; qualcuno potrà essere tentato di pensare che entro fine anno torneremo a crescere mentre tutto quello che ci stanno dicendo è che <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200905/005577.html">la derivata seconda dell&#8217;andamento del PIL è positiva</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Passiamo poi ad una considerazione un filo più sottile: domandiamoci quanto abbiamo perso. <img class="alignright size-medium wp-image-702" title="percentuale" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/05/percentuale.gif?w=300" alt="percentuale" width="300" height="178" />Qualcuno lo troverà banale ma <strong>le variazioni percentuali non si sommano</strong>! Per calcolare quanto avrò perso complessivamente nel 2010 non posso dire banalmente che 50-25=25 e pensare di aver perso il 25%. Infatti quel 25% non si calcola sul PIL di oggi ma su quello della fine dell&#8217;anno (che è del 50% più basso di quello di oggi). Il conto corretto sarebbe PIL*(1-0,5)*(1+0,25)=PIL*0,5*1,25=PIL*0.625, ovvero abbiamo perso il 37,5% e non il 25%! Questi numeri sono (ovviamente) esageratamente grossi ma la logica è quella.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Un altra domanda che potremmo porci è <em>&#8220;ma quanto abbiamo perso/perderemo?&#8221;</em>. Le stime del ministero del tesoro (<a href="http://blog.tooby.name/economia/il-crollo-del-pil-annunciato-in-silenzio/">che non sono state molto pubblicizzate</a> e che sono <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/conti-pubblici-84/pil-primo-trimestre/pil-primo-trimestre.html">plausibilmente ottimistiche</a>) sono di un calo del PIL nel 2009 del 4,2% rispetto al 2008. Ok, chiarito che siamo tutti d&#8217;accordo sul fatto che ci accingiamo a perdere un sacco di soldi sapere che stiamo perdendo il 4,2% non mi dice molto. Certo, se qualcuno si fosse preoccupato di avvisarmi che il PIL nel 2008 è stato di<a href="http://www.corriere.it/economia/09_febbraio_13/pil_istat_103caff0-f9ad-11dd-b292-00144f02aabc.shtml">1.272.852 milioni</a> magari potrei farmi due conti e notare che equivale ad una perdita di circa 54 miliardi.</p>
<p style="text-align:justify;">E allora perché giornalisti ed economisti si ostinano a darci le variazioni percentuali invece che quelle assolute? Non è cattiveria e nemmeno un complotto di menti malvagie, banalmente le variazioni percentuali sono utilissime se si parla di piccoli scarti. Se un indice economico va su o giù dello zero virgola qualcosa il suo valore assoluto non è cambiato molto e quindi una percentuale ci permette di trattare le informazioni in modo più intuitivo e compatto. Se però le fluttuazioni inziano ad essere importanti le percentuali raccontano solo metà della storia, e nemmeno la più importante. Non è un caso se <a href="http://www.borsaitaliana.it/homepage/homepage.htm">i siti specializzati in economia</a> riportano le variazioni assolute e non quelle percentuali. Costerebbe tanta fatica dare anche a noi queste informazioni?</p>
<p style="text-align:justify;">Clodovendro</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Einstein e le api, ancora]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/03/09/einstein-e-le-api-ancora/</link>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 19:22:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/03/09/einstein-e-le-api-ancora/</guid>
<description><![CDATA[Un breve post per segnalare un articolo comparso su Repubblica.it quest&#8217;oggi e che si ricolleg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un breve post per segnalare un <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/ambiente/api-ritorno/api-ritorno/api-ritorno.html">articolo comparso su Repubblica.it</a> quest&#8217;oggi e che si ricollega a <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/06/gli-ogm-uccidono-le-api-anzi-no-sono-i-cellulari-una-collezione-di-bufale-su-lunita/">quello</a> detto mesi fa su Progetto Galileo.</p>
<p>Per prima cosa notiamo che la frase attribuita ad Einstein continua a venir ripetuta e clonata, quando invece sappiamo essere <a href="http://www.snopes.com/quotes/einstein/bees.asp">un falso</a>, inventata nel 1994 dagli apicoltori francesi. Secondo, l&#8217;articolo non riporta alcun dato (a parte generiche percentuali), ne&#8217; nomi o fonti su cui fare riferimento. Si parla di un generico &#8220;ritorno delle api in California&#8221; ma non viene inserita alcuna fonte. Insomma dobbiamo fidarci di quello che ci viene detto da un articolo a firma anonima, come al solito. Su Google alla fine troviamo la fonte (forse) con piu&#8217; dettagli. Si tratta di un <a href="http://www.economist.com/science/displayStory.cfm?story_id=13226733&#38;source=hptextfeature">articolo dell&#8217;Economist</a>, dove ci vengono fornite fonti e nomi e ipotesi sulle cause.</p>
<p>Comunque a parte la mediocrita&#8217; dell&#8217;articolo di Repubblica.it, forse e&#8217; un po&#8217; presto per cantare vittoria. Il fenomeno di moria delle api e&#8217; complesso e in parte sconosciuto. Ricordiamo anche che <a href="http://firenze.repubblica.it/multimedia/home/4468701?ref=rephpsp4">da poco e&#8217; stato dimostrato</a> che i neonicotinoidi uccidono le api in pochi minuti anche solo suggendo gocce d&#8217;acqua trovate nelle foglie di mais trattato con neonicotinoidi.</p>
<p>Ovviamente le teorie sulle scie chimiche, gli OGM, i telefonini e gli alieni le lasciamo ai <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/06/gli-ogm-uccidono-le-api-anzi-no-sono-i-cellulari-una-collezione-di-bufale-su-lunita/">complottisti</a>.</p>
<p>UPDATE.</p>
<p>Anche il <a href="http://www.corriere.it/animali/09_marzo_09/ritorno_api_california_7dd9d658-0cdd-11de-aa9b-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a> e <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=334530&#38;START=0&#38;2col=">il Giornale</a> riportano la frase falsa di Einstein.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mutazioni d'agenzia]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/02/26/mutazioni-dagenzia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 13:17:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/02/26/mutazioni-dagenzia/</guid>
<description><![CDATA[Secondo l&#8217;AGI, Agenzia Italia di notizie, da una ricerca canadese sui cervelli dei suicidi si ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-647" title="01-coll-dna-knoll-l" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/02/01-coll-dna-knoll-l.jpg?w=231" alt="01-coll-dna-knoll-l" width="231" height="300" />Secondo l&#8217;<a href="http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902231028-hpg-rsa0007-art.html">AGI</a>, Agenzia Italia di notizie, da una ricerca canadese sui cervelli dei suicidi si dimostrerebbe che l&#8217;abuso psicologico fin dall&#8217;infanzia puo&#8217; <strong>mutare il nostro genoma</strong>. Nel lancio di agenzia si parla espressamente di <strong>mutazioni genetiche</strong>. Lo stesso termine poi e&#8217; stato ripreso da siti e blog. Ho trovato anche nel <a href="http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={F17266A7-FF18-4EA6-0A7F-F914E1D623F0}">Corriere.it</a> il lancio di agenzia con il titolo <strong>&#8220;Cervello: gli abusi subiti da piccoli causano mutazioni genetiche&#8221;.</strong></p>
<p>Davvero non ci aspettavamo una notizia del genere. Se davvero fosse vero potrebbe rivoluzionare il modo in cui vediamo la biologia. Ma e&#8217; veramente cosi&#8217;?</p>
<p>Leggendo l&#8217;articolo di <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19234457?ordinalpos=1&#38;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_DefaultReportPanel.Pubmed_RVDocSum">Michael Meaney</a> tutto si ridimensiona. E magari anche i <a href="http://www.cbc.ca/health/story/2009/02/23/child-abuse-brain.html">giornali stranieri</a>.</p>
<p>Lo studio parla di cambio nell&#8217;espressione di un gene (quello per il glucocorticoide) ma non di mutazione genetica. Per mutazione genetica si intende ogni modificazione stabile dei nucletotidi o del genoma. In poche parole una base chimica che costituisce il DNA puo&#8217; essere cambiata o eliminata o aggiunta. Nel nostro caso invece viene cambiata l&#8217;espressione di un gene: cioe&#8217; le modalita&#8217; (per esempio quantita&#8217; o qualita&#8217;) di recettore prodotto a partire da quel gene. Trattasi di una cosa normale all&#8217;interno della cellula. La &#8220;lettura&#8221; e &#8220;traduzione&#8221; del DNA e&#8217; dinamica, non fissa. Cioe&#8217; cambia a seconda delle esigenze. Per esempio l&#8217;uso continuato di una farmaco o di una sostanza puo&#8217; cambiare la quantita&#8217; di recettori prodotti a partire da un gene. La cellula parla con il DNA e gli chiede quanto recettore vuole e come lo vuole.</p>
<p>Quello che forse ha tratto in inganno i maldestri traduttori dell&#8217;agenzia e&#8217; che si parla di cambio nella metilazione degli esoni di un promotore. Detto in poche parole quando il DNA viene metilato non puo&#8217; essere letto. E&#8217; quindi una forma di regolazione dell&#8217;espressione genica ma non vi e&#8217; alcuna mutazione del genoma. Trattasi infatti di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Epigenetics">epigenetica</a>, cioe&#8217; la modificazione o regolazione di espressione, produzione e silenziamento del DNA.</p>
<p>Non e&#8217; un errore di poco conto e sarebbe bastato avere nella redazione di AGI Salute un biologo per ovviare a questo problema.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'evoluzione secondo le Poste Italiane]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/01/22/levoluzione-per-le-poste-italiane/</link>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 07:50:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parlavamo proprio di &#8220;bonifica delle immagini&#8221; che riguardano l&#8217;evoluzionismo ed e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-604" title="re221ygyx_20090121" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/01/re221ygyx_20090121.jpg" alt="re221ygyx_20090121" width="453" height="345" /></p>
<p>Parlavamo proprio di &#8220;<em>bonifica delle immagini</em>&#8221; che riguardano l&#8217;evoluzionismo ed ecco qua che nel 2009, dopo 150 anni dall&#8217;uscita de &#8220;L&#8217;origine delle specie&#8221; ancora si rappresenta l&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo in maniera vittoriana. E questa volta in un <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_873138738.html">francobollo ufficiale delle Poste Italiane</a>. Vabbé consoliamoci col fatto che almeno in Italia ci si è ricordati di questo importante evento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I falsi miti sull'evoluzionismo: 3. l'uomo deriva dalle scimmie (?)]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/01/20/i-falsi-miti-sullevoluzionismo-3-luomo-deriva-dalle-scimmie/</link>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 13:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/01/20/i-falsi-miti-sullevoluzionismo-3-luomo-deriva-dalle-scimmie/</guid>
<description><![CDATA[Un articoletto su Repubblica.it ci da l&#8217;occasione per affrontare un argomento spinoso e che fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-519" title="copia-di-revolution1" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/01/copia-di-revolution1.jpg?w=128" alt="copia-di-revolution1" width="128" height="57" />Un <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/scimmie-abili/scimmie-abili/scimmie-abili.html?ref=hpspr1">articoletto</a> su Repubblica.it ci da l&#8217;occasione per affrontare un argomento spinoso e che fa parte dei falsi miti sull&#8217;evoluzionismo. In particolare ad un certo punto dell&#8217;articolo si dice: &#8220;<em>lo scimpanzè, antenato più prossimo [...]</em>&#8220;. La frase messa cosi&#8217; e&#8217; infatti sbagliata. Gli antenati più prossimi della nostra specie (<em>Homo sapiens</em>) non sono le scimmie moderne antropomorfe, ma ominidi ora estinti. Con le scimmie antropomorfe moderne noi intratteniamo una parentela alla lontana. Loro non sono nostri antenati e noi non siamo loro discendenti. Siamo cugini, il che significa che abbiamo nonni e bisnonni in comune. Come e&#8217; stato spiegato col precedente ottimo post su <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2009/01/19/alberi-scale-e-cespugli/">Alberi, scale e cespugli</a>, tutto nasce da una interpretazione sbagliata del processo evolutivo. <img class="alignright size-full wp-image-556" title="evo-4" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/01/evo-4.jpg" alt="evo-4" width="262" height="235" />Come si puo&#8217; vedere dalla figura la rappresentazione a cespuglio e&#8217; la corretta.</p>
<p>Stiamo usando questo <a href="http://www.sciam.com/article.cfm?id=15-answers-to-creationist&#38;print=true">articolo</a> su Scientific American come traccia ma nessuno ci impedisce di saltare al punto 6, dove oltre a spiegarci la parentela tra uomo e scimmie si introduce un altro concetto errato: l&#8217;estinzione delle specie antenate.</p>
<p><strong>3. Se gli umani discendono dalle scimmie, perche&#8217; ci sono ancora scimmie?</strong></p>
<p>Questo argomento sorprendente comune riflette diversi livelli di ignoranza sull&#8217;evoluzione. Il primo errore e&#8217; che la teoria dell&#8217;evoluzione non insegna che gli umani discendono dalle scimmie; essa afferma che ambedue hanno una antenato comune.</p>
<p>L&#8217;errore piu&#8217; grave e&#8217; che questa obiezione e&#8217; equivalente a chiedere &#8220;se i bambini discendono dagli adulti, perche&#8217; ci sono ancora adulti?&#8221;. Nuove specie evolvono dalla separazione di specie affermate, quando popolazioni di organismi diventano isolate dal ramo principale della propria famiglia e acquisiscono differenze sufficienti per rimanere per sempre distinte. Le specie genitrici possono sopravvivere indefinitamente dopo questo, o possono estinguersi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C'è un altro universo dove Elvis fa il cosmologo]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2009/01/13/ce-un-altro-universo-dove-elvis-fa-il-cosmologo/</link>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 07:29:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>hronir</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui a Progetto Galileo c&#8217;è qualcuno che ama prendersela, più che con i giornalisti, con gli sc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:left;"><img class="alignleft size-full wp-image-506" title="elvis_pants" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2009/01/elvis_pants.jpg" alt="elvis_pants" width="250" height="307" />Qui a Progetto Galileo c&#8217;è qualcuno che ama prendersela, più che con i giornalisti, con gli scienziati stessi. Quelli, almeno, che fanno, in qualche modo, cattiva divulgazione.<br />
Questa volta è il caso di <strong>Alex Vilenkin</strong> di cui repubblica.it riporta la traduzione di un articolo nella sezione cultura: <a href="http://www.corriere.it/cultura/09_gennaio_09/elvis_universo_vilenkin_9e07e02c-de3a-11dd-a05b-00144f02aabc.shtml">C&#8217;è un altro universo dove Elvis canta</a>.</div>
<div style="text-align:left;">Purtroppo, soprattutto in Italia, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Two_Cultures">il termine cultura di solito esclude le scienze</a>, per cui spesso gli articoli scientifici nella sezione cultura sono una specie di raccolta di termini evocativi pescati più o meno a caso dal lessico scientifico, alla ricerca più del sensazionalismo che di una sana divulgazione scientifica.</div>
<div style="text-align:left;">Questo articolo sembra ricadere esattamente in questa categoria, nonostante a scriverlo sia stato proprio uno scienziato, e uno scienziato rinomato, per giunta: Vilenkin è infatti considerato uno dei maggiori leader del mondo in cosmologia teorica, è direttore di un istituto universitario di cosmologia in USA e ha dato fecondi contributi alla teoria inflazionaria (è sua l&#8217;idea dell&#8217;<em>eternal inflaction</em>), alla cosmologia quantistica e molti altri importanti settori. Quindi, sia chiaro, stiamo parlando di tutt&#8217;altro che un cialtrone.</div>
<div style="text-align:left;">Nondimeno il tono dell&#8217;articolo è sfacciatamente sensazionalistico e le &#8220;semplificazioni&#8221; che dovrebbero essere concesse in articoli divulgativi sono in questo caso delle vere e proprie deformazioni a scopo puramente &#8220;letterario&#8221;. Si usano a piacere i termini universo, multiverso e bolle, confondendo regioni remote del nostro universo, del nostro spazio-tempo, con altri &#8220;universi&#8221;, creati a partire dal nostro, ma da esso &#8220;sconnessi&#8221;. E in tutto questo si gioca a fare &#8212; Borges abbia pietà di lui! &#8212; la Biblioteca di Babele, tirando in ballo Elvis o la Regina d&#8217;Inghilterra. Per non parlare di errori veri e propri (chissà se dovuti alla traduzione), come quando si dice che:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Era stato Einstein a inventarsi una forza del genere, per poter compensare l&#8217;azione della gravità nel suo modello statico dell&#8217;Universo. Ma oggi sappiamo che l&#8217;Universo è in espansione, e quindi che l&#8217;originario modello di Einstein non è quello giusto.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Errore perchè, sì, è vero che Einstein introdusse per primo la costante cosmologica, ed è vero che egli stesso, poco dopo, considerò quel termine nelle sue equazioni come &#8220;l&#8217;errore più grande della sua vita&#8221;, ma è altrettanto vero che, contrariamente a quanto si dice nella frase citata, la recente scoperta (stiamo parlando della fine degli anni novanta) che l&#8217;espansione dell&#8217;universo sta accelerando sembra indicare proprio la necessità di introdurre nei modelli proprio un termine di tipo costante cosmologica.</p>
<p>Hronir</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Altro fango sugli OGM: il turno dei fantomatici cani OGM sofferenti ]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/12/18/altro-fango-sugli-ogm-il-turno-dei-fantomatici-cani-ogm-sofferenti/</link>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 11:56:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/12/18/altro-fango-sugli-ogm-il-turno-dei-fantomatici-cani-ogm-sofferenti/</guid>
<description><![CDATA[Spesso ci e&#8217; capitato di difendere gli OGM dalle accuse piu&#8217; assurde degli anti-OGM para]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-470" title="chinese_crested_dog" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/12/chinese_crested_dog.jpg" alt="chinese_crested_dog" width="196" height="238" />Spesso ci e&#8217; capitato di difendere gli <strong>OGM</strong> dalle accuse piu&#8217; assurde degli anti-OGM paragonando la produzione di OGM alla selezione operata dagli allevatori attraverso anni o secoli di incroci animali o vegetali. E&#8217; un paragone calzante che aiuta spesso a ridimensionare le paure e la disinformazione instillate dagli anti-OGM; ma rimane pur sempre un <strong>paragone</strong>. Organismi Geneticamente Modificati  (ovvero gli OGM) sono animali il cui genoma e&#8217; stato alterato usando tecniche di ingegneria genetica; gli OGM quindi non sono animali selezionati dagli allevatori tramite incroci.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando ho letto questo articolo sul <a href="http://www.corriere.it/animali/08_dicembre_18/cani_bioetica_razze_ogm_0925a38e-ccd5-11dd-95df-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a> sono rimasto sbalordito. Da quando in qua vengono prodotte razze canine OGM per il commercio? A quanto mi risulta non esistono cani OGM in commercio. Se qualcuno ne ha notizia ce lo faccia sapere. L&#8217;articolo si riferisce alle razze canine <strong>&#8220;modificate geneticamente&#8221;</strong>, salvo poi aggiungere ogni tanto <strong>&#8220;dagli allevatori&#8221;</strong>. Si fa un elenco delle razze canine piu&#8217; stravaganti dal punto di vista estetico e le si definisce &#8220;sofferenti&#8221;. Non so con quali strumenti si possa dimostrare la sofferenza di una razza canina. Forse sono gli stessi con i quali si puo&#8217; dimostrare che una etnia umana soffre ad essere pigmea o obesa. Molte di queste razze esistono da prima che il Dna fosse scoperto da Watson e Crick. Quindi veramente non si capisce quale e&#8217; il nesso tra OGM e razze canine. E quale e&#8217; il nesso tra OGM e sofferenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Una ricerca veloce su Google e inserisco <em>Pasqualino Santori</em> e la notizia rimbalza su <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo436354.shtml">altre</a> <a href="http://www.telefree.it/news.php?op=view&#38;id=63678">agenzie</a>. Mmm, allora forse non e&#8217; un errore della giornalista del Corriere.it. Forse e&#8217; il comunicato ufficiale del <strong>Comitato Bioetico dei Veterinari</strong> ad aver diramato una notizia inesatta. Ed e&#8217; di certo grave che un comitato di veterinari non conosca la differenza tra un OGM e un animale ottenuto da incroci da allevamento. Anche perche&#8217;, se proprio di malattie e sofferenze dobbiamo parlare, e&#8217; proprio a causa degli incroci tra consanguinei che una razza diventa debole, portatrice di malattie congenite e forse sofferente. Invece se una razza canina fosse selezionata utilizzando tecniche di ingegneria genetica per ottenere un carattere desiderato non ci sarebbe alcun bisogno di incroci tra consaguinei. Quindi alla fin fine sarebbe meglio utilizzare cani OGM piuttosto che razze ottenute tramite incroci.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma soprattutto, dove vogliono arrivare i rappresentanti di questo Comitato di Bioetica? Dobbiamo sterilizzare tutte le razze canine che sono sofferenti? E chi decide se una razza canina e&#8217; sofferente? Un Comitato Bioetico di Veterinari che non sa neppure cosa e&#8217; un OGM?</p>
<p style="text-align:justify;">UPDATE</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;articolo del Corriere e&#8217; stato modificato: ora nel link dalla pagina principale non sono piu&#8217; &#8220;cani OGM&#8221; ma &#8220;razze estreme&#8221;. Ma nell&#8217;articolo rimane &#8220;razze OGM&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gli pterosauri non sono dinosauri]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/12/05/gli-pterosauri-non-sono-dinosauri/</link>
<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 13:16:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/12/05/gli-pterosauri-non-sono-dinosauri/</guid>
<description><![CDATA[Per la seconda volta in meno di due mesi i giornali online italiani sono riusciti a far diventare un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-467" title="pterosaurs-460_1126151c" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/12/pterosaurs-460_1126151c.jpg" alt="pterosaurs-460_1126151c" width="460" height="288" /></p>
<p style="text-align:justify;">Per la seconda volta in meno di due mesi i giornali online italiani sono riusciti a far diventare un rettile volante estinto (uno pterodattilo) come un dinosauro. Che e&#8217; un po&#8217; come dire che i coccodrilli sono dinosauri. La prima volta ci penso&#8217; Repubblica.it con <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/tecno-world/drone-dinosauro/drone-dinosauro.html">questo articolo</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">La seconda il Corriere.it che ieri ha pubblicato<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_dicembre_04/dinosauro_volante_alessandra_carboni_ac8a590c-c203-11dd-9cf5-00144f02aabc.shtml"> questo pezzo</a> copiato (compresi gli errori) dal <a href="http://www.telegraph.co.uk/scienceandtechnology/science/sciencenews/3545644/New-flying-dinosaur-species-found-by-British-scientists.html">Telegraph</a>. Se invece avesse copiato dalla solita fonte dei giornali italiani, cioe&#8217; la BBC, <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/england/hampshire/7763797.stm">avrebbe azzeccato</a>. Capiamo bene che i giornalisti italiani hanno il vizietto di copiare dalle fonti straniere, ma le fonti dovrebbero essere controllate comunque.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo so, lo so, state per dire che sono dettagli che riguardano gli specialisti di cladistica e filogenesi. E pero&#8217; anche i bambini sanno che pterodattili, ittiosauri e plesiosauri (rettili marini) non sono dinosauri. E non ci vuole un volume di cladistica o una laurea in paleontologia, basta Google o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pterosaur">Wikipedia</a>. O piu&#8217; semplicemente assumere nelle redazioni giornalistiche degli scienziati che sappiano di cosa parlino.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Marte e Mercurio è lo stesso, tanto sono blu entrambi]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/11/03/marte-e-mercurio-e-lo-stesso-tanto-sono-blu-entrambi/</link>
<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 07:30:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/11/03/marte-e-mercurio-e-lo-stesso-tanto-sono-blu-entrambi/</guid>
<description><![CDATA[Su un articolo recente di Corriere.it si è parlato di una &#8220;sostanza sconosciuta di colore blua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Su un articolo recente di <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_30/mercurio_vulcano_sostanza_blu_ec26836e-a6b1-11dd-9cb7-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a> si è parlato di una <strong>&#8220;sostanza sconosciuta di colore bluastro&#8221;</strong> trovata su Mercurio. Sul sito della NASA c&#8217;è un lungo <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/messenger/multimedia/mercury_telecon_20081029.html">report </a>delle immagini ottenute dalla sonda Messenger. Effettivamente si parla di colori bluastri della superficie mercuriana. Ma, come il report spiega si tratta di falsi colori, ottenuti con filtri che possono vedere l&#8217;infrarosso e con contrasti aumentati addirittura col computer. In poche parole se fossimo su un astronave in orbita su Mercurio lo vedremmo come sempre, cioé grigio. L&#8217;articolo ovviamente non ci spiega tutto questo e punta direttamente sul sensazionalismo di questa sconosciuta sostanza. Si parla nell&#8217;originale di <em>&#8220;mysterious dark material&#8221;</em> che erutta da antichi vulcani. La NASA come vedete ci ha messo del suo per rendere la notizia più appetitosa. Infatti le parole di Mr Robinson (uno scienziato che ha analizzato le immagini) si sono sparse tra le agenzie di tutto il mondo. Anche se c&#8217;è da dire che in <a href="http://abcnews.go.com/Technology/WireStory?id=6140753&#38;page=1">alcune interviste</a> viene riportato correttamente che i colori sono <a href="http://seattletimes.nwsource.com/text/2008329085_mercury30.html">falsati artificialmente</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">La cosa però più grave è che il giornalista del Corriere non contento delle misere foto riportate dalla NASA per rendere più spettacolare il suo articolo ha <strong>&#8220;trafugato&#8221;</strong> delle foto di Marte <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/MRO/news/mro-20081028.html">appena pubblicate</a> qualche giorno prima. Infatti giorni fa si dà notizia di tracce di opale su Marte (prima foto in basso). <a href="http://www.corriere.it/gallery/Scienze/vuoto.shtml?2008/10_Ottobre/sonda_messenger/1&#38;8">Questa foto</a> è stata inserita tra quelle di Mercurio (seconda foto).</p>
<p><a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-421" title="MARS" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/3.jpg" alt="" width="404" height="288" /></a><em>foto di Marte spacciata per Mercurio</em></p>
<p><a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/285940main_img56_sm.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-422" title="285940main_img56_sm" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/285940main_img56_sm.jpg" alt="" width="360" height="243" /></a></p>
<p><em>foto di Mercurio rilasciata ufficialmente dalla NASA.</em></p>
<p><em><!--more--><br />
</em></p>
<p>Il fatto che non sia un semplice errore, ma una volontaria falsificazione delle immagini, lo deduciamo anche dal fatto che la foto è etichettata come MARS e ha pure una breve descrizione (snapshot seguente).</p>
<p><a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/immagine2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-424" title="immagine2" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/immagine2.jpg" alt="" width="500" height="244" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Forse non è un caso che <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_29/opale_marte_810053a2-a5d1-11dd-8fd0-00144f02aabc.shtml">qualche giorno prima</a> questa foto è stata postata dal Corriere proprio riguardo all&#8217;opale su Marte. D&#8217;altronde tutte le foto di rocce blu vanno bene per prendere in giro quei tonti di lettori. Il problema è, se fanno questi giochetti con l&#8217;astronomia quante immagini bufale ci faranno vedere ogni giorno?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">P.S.</p>
<p style="text-align:justify;">Se notate tra i <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_30/mercurio_vulcano_sostanza_blu_ec26836e-a6b1-11dd-9cb7-00144f02aabc.shtml">thumbnails</a> della pagina dell&#8217;articolo ci sono anche due foto di Giove, che poi non compaiono nella galleria fotografica (foto in basso). Probabilmente sono state inserite e poi cancellate. Oppure al Corriere hanno una cartella di foto random di pianeti che poi vengono riciclate. In ogni caso ci troviamo di fronte a qualcuno che non ha la minima dimestichezza con l&#8217;astronomia.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/10/picture1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-431" title="picture1" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/picture1.jpg" alt="" width="500" height="122" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Fabristol</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Attenzione al grano radioattivo]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/31/attenzione-al-grano-radioattivo/</link>
<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 07:30:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ferrigno</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/31/attenzione-al-grano-radioattivo/</guid>
<description><![CDATA[Insidiose radiazioni si nascondono nei cibi più familiari: pane e pasta. E se le radiazioni non bast]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/grano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-410" title="grano" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/grano.jpg" alt="" width="200" height="177" /></a>Insidiose radiazioni </strong>si nascondono nei cibi più familiari: pane e pasta. E se le radiazioni non bastassero a spaventarvi, allora sappiate che nel famigerato grano Creso è presente &#8220;<em>una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la <strong>gliadina</strong></em>&#8220;. E se questo non vi ha ancora terrorizzato a morte, ecco il colpo di grazia: &#8220;<em>la mutagenesi [...] è in grado d&#8217;introdurre nell&#8217;organismo invaso una <strong>frequenza vibratoria </strong>del tutto anomala. Un messaggio elettomagnetico &#8220;intruder&#8221; [...] che creerebbe alterazioni a livello della membrana cellulare dei sistemi biologici</em>&#8220;. Questa &#8220;vibrazione&#8221; provocherebbe &#8220;<em>malattie delle orecchie, del naso e della gola; malattie reumatiche: osteoarticolari, artriti, spondiliti, artrosi; malattie del digerente: coliti, gastriti, ulcere</em>&#8221; eccetera (l&#8217;elenco è lungo). Per non parlare delle malattie &#8220;<em>del terzo corpo o emozionale</em>&#8220;: ansia, depressioni, malinconie. E soprattutto dipendenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Il responsabile di tutto ciò sarebbe il grano Creso, una varietà di grano duro largamente utilizzata nel mondo per la produzione di pasta e pane. A denunciare questi opinabili rischi correlati al consumo del cereale è Danilo Arona, in un <a title="Mutagenesi - di Danilo Arona, su Carmilla" href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/10/002825.html">articolo pubblicato su Carmilla dal titolo di &#8220;Mutagenesi&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Di grano Creso ha già ottimamente scritto <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/09/29/radiazioni-nucleari-nell%e2%80%99orto/">Dario Bressanini su Scienza in cucina</a>. Si tratta di una varietà di grano duro <a title="Creso su Wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creso_(agronomia)">ottenuta per irradiazione</a> con i raggi gamma. Si tratta di una tecnica piuttosto grossolana utilizzata negli anni &#8216;70, quando non si avevano le conoscenze odierne in fatto di manipolazione genetica. Il principio è quello di indurre delle mutazioni casuali (usando un qualsiasi agente mutageno, radioattivo o chimico, come la colcichina). La maggioranza delle piantine moriranno a causa di mutazioni letali; però tra le sopravvissute qualcuna potrebbe presentare delle caratteristiche interessanti. <strong>Il creso, in particolare, ha una resa maggiore</strong>. È un po&#8217; come cercare di aggiustare un televisore prendendolo a martellate. Oggi,  al contrario, i biotecnologi sono in grado di agire su singoli geni specifici. <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/7d.gif"><img class="alignright size-full wp-image-411" title="7d" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/7d.gif" alt="" width="231" height="231" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma questo fa del creso un grano &#8220;radioattivo&#8221;?</strong> Cioè, è corretto scrivere che &#8220;<em>tutti noi da un trentennio circa a questa parte c&#8217;ingeriamo pane ai raggi gamma e brioche al cobalto</em>&#8220;?</p>
<p style="text-align:justify;">Assolutamente no, ovviamente le radiazioni non si tramandano di generazione in generazione, <strong>si ereditano soltanto le mutazioni</strong>. Il fatto che dei semi siano stati irraggiati negli anni &#8216;70, non implica che <strong>dopo almeno quaranta generazioni</strong>, le piante siano ancora radioattive. Sarebbe come dire che fra mille anni i discendenti dei bombardati di Hiroshima saranno ancora radioattivi.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Ma c&#8217;è ancora il rischio celiachia. Danilo Arona fa notare che, giusto negli ultimi vent&#8217;anni, l&#8217;incidenza della <strong>celiachia</strong> è passata da 1/1000 a 1/100. E chissà che l&#8217;incremento dei casi di celiachia non sia da imputare al Creso, che &#8211; secondo l&#8217;Arona &#8211; non sarebbe più riconosciuto &#8220;come un elemento-alimento familiare, ma come un vero e proprio invasore&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">In effetti il Creso è una varietà molto ricca di <strong>glutine</strong>. Le varietà di grano moderne, in generale, tendono ad essere più povere in corboidrati e ad avere una componente proteica più marcata. Il glutine, in particolare, è molto apprezzato da panificatori e pastai (e in ultima analisi anche dall&#8217;utente finale: pane più croccante e leggero, pasta che non scuoce). Resta il fatto che varietà di grano come il celeberrimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Farina_manitoba">manitoba</a>, usato da tutti i panificatori dilettanti, o <a title="Varietà di pane usate per l'Altamura DOP" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pane_di_Altamura">l&#8217;appulo, l&#8217;arcangelo e il duilio</a>, da cui si ottiene il pane Altamura DOP, sono ricchissime di glutine e assolutamente tabù per qualsiasi celiaco, ma  ottenute con metodi tradizionali.  Naturalmente l&#8217;articolista non ritiene di doverle citare, <strong>immagino perché l&#8217;alta concentrazione di glutine è &#8220;naturale&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tuttavia, è corretto imputare l&#8217;aumento dell&#8217;incidenza della celiachia alla diffusione del Creso?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">No. La celiachia è una <strong>malattia del sistema immunitario presente a priori ed ereditata dai genitori</strong>, e certamente non è in grado di riconoscere il glutine proveniente dal Creso da quello proveniente da altre farine di forza, magari &#8220;naturali&#8221;, &#8220;biologiche&#8221;, &#8220;biodinamiche&#8221; o &#8220;macrobiotiche&#8221;. Una <a title="Farine di forza su wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Farina">farina di forza </a>è una farina di forza, contiene glutine e fa male ai celiachi, che sia &#8220;naturale&#8221;, oppure OGM. Produttori e consumatori hanno selezionato (con le radiazioni, con la colcichina, con gli incroci o banalmente solo scegliendo le sementi) varietà di grano ad alto contenuto di glutine e questo certamente non va a vantaggio dei celiaci. In proposito vi consiglio un <a href="http://www.fondazioneceliachia.it/storia_1.html">ottimo articolo</a> sul sito della Fondazione Celiachia.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda le <strong>&#8220;frequenze vibratorie&#8221;</strong> e i <strong>&#8220;messaggi elettromagnetici intruder&#8221;</strong>, non so proprio cosa dire. Dario Arona cita un certo Prof. Adey, di cui non trovo traccia in associazione al Creso. Mi chiedo perché in un articolo del genere non ci sia una <strong>maggiore trasparenza nella citazione delle fonti</strong>. L&#8217;articolista non cita il nome delle riviste scientifiche e non inserisce link. Cita una rivista sconosciuta (<a href="http://www.disinformazione.it/segreti_della_celiachia.htm">AAM Terra Nuova</a>) in  cui si fa sfoggio di un linguaggio approssimato e si attribuiscono ad un medico (probabilmente incolpevole) affermazioni scientificamente imbarazzanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad ogni modo queste ultime affermazioni sono talmente grottesche da far pensare ad una burla, di cui faccio fatica a comprendere lo scopo.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://renzoelucia.blogspot.com"><em>Andrea Ferrigno</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C'è clonazione e clonazione]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/15/ce-clonazione-e-clonazione/</link>
<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 06:30:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>mountpalomar</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/15/ce-clonazione-e-clonazione/</guid>
<description><![CDATA[Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, la grande maggioranza degli italiani (78.8%) dichiara di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/dollyandbonnie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-325" title="dollyandbonnie" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/dollyandbonnie.jpg" alt="" width="251" height="295" /></a>Secondo un recente <a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_238_en.pdf" target="_blank">sondaggio</a> <strong>Eurobarometro</strong>, la grande maggioranza degli italiani (78.8%) dichiara di conoscere il significato del termine clonazione animale, anche se poi solo un terzo (31.3%) è cosciente del fatto che tale processo non preveda la &#8220;modificazione genetica&#8221;. Per una volta siamo in buona compagnia: l&#8217;ordine con cui si sono classificati i paesi europei riserva delle sorprese inattese. Il sondaggio prosegue con diverse domande riguardanti la moralità, l&#8217;appetibilità, l&#8217;etichettatura dei generi alimentari eventualmente prodotti a partire da animali clonati, con risposte abbastanza scontate.</p>
<blockquote><p>«Il 79 % degli italiani &#8211; sottolinea la <a href="http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/746_08.htm">Coldiretti</a> &#8211; conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale, ma ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 %), che potrebbe compromettere la biodiversità (63 %), che causi sofferenza agli animali (52 %) e che sia moralmente sbagliata (69 %). Il 64 % ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo il 78 % ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.»</p></blockquote>
<p>Ma, aspettate un attimo, in pratica di che animali e prodotti si sta parlando?<br />
In zootecnia, per ottenere numerosi individui geneticamente identici si utilizza una tecnica messa a punto nella prima metà degli anni &#8216;80: lo <strong>splitting degli embrioni</strong>. Questo si ottiene fecondando in vitro un ovulo e dissociando la blastocisti formatasi prima dell&#8217;impianto nell&#8217;utero &#8211; lo stesso meccanismo che genera i gemelli. Ciò porta alla nascita di individui identici fra di loro, ma geneticamente diversi dai loro genitori.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Lo scopo di questa tecnica è quello di amplificare la progenie di genitori dalle caratteristiche ottimali, ad esempio una maggiore produzione di latte; ma non sempre dall&#8217;incrocio di due animali che hanno i tratti desiderati si ottengono dei figli con le stesse caratteristiche ottimali dei genitori: in qualche occasione potrebbe esser utile poter riprodurre animali identici a quelli già adulti. In questo caso entra in gioco la <strong>clonazione</strong>: attraverso il trasferimento del nucleo di una cellula somatica adulta all&#8217;interno di una cellula uovo, è possibile ottenere, dopo molti sforzi, un embrione da impiantare che, al termine della gestazione, darà origine ad un individuo geneticamente identico al donatore adulto, la cosiddetta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Somatic_cell_nuclear_transfer">SCNT</a>.<a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/cows2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-326" title="cows2" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/cows2.jpg?w=300" alt="" width="300" height="221" /></a></p>
<p>Ma che <strong>probabilità</strong> ha un animale generato con questa tecnica di <strong>finire nel nostro piatto</strong>?  Con un costo per capo da sette a dieci volte maggiore (<a href="http://www.fda.gov/fdac/features/2003/303_clone.html">15-20,000 $</a> contro 2,000$) è altamente improbabile che un animale generato con questa tecnica venga allevato al fine della macellazione, mentre è sempre possibile che latte e derivati prodotti da questo animale raggiungano il mercato.</p>
<p>Quindi a che scopo vengono clonati gli animali se non per una produzione massiva di cibo? Una risposta sta sicuramente nella <strong>maggiore rapidità con la quale si possono selezionare linee animali</strong> che portano stabilmente dei tratti desiderabili come ad esempio una crescita più veloce o una minore suscettibilità a malattie. Così ad essere clonati sarebbero esclusivamente i progenitori, lasciando alle tecniche tradizionali il compito di generare gli animali destinati alla produzione vera e propria, ed infatti è su questo campo che si sta spostando la crociata contro l&#8217;uso delle nuove tecnologie nella produzione alimentare. Non è un caso che nelle domande del sondaggio citato all&#8217;inizio vengano sempre associati gli animali clonati ai loro discendenti.</p>
<p><a href="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/bistecca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-327" title="bistecca" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/bistecca.jpg" alt="" width="287" height="215" /></a>Un rischio paventato è che il processo di clonazione possa alterare l&#8217;espressione genica e quindi la composizione proteica delle carni e del latte di animali clonati, ma questa ipotesi è stata sconfessata in uno studio internazionale <a href="http://www.pnas.org/content/102/18/6261.full" target="_blank">pubblicato</a> su PNAS nel 2005. In ogni caso <strong>la clonazione non prevede nessun genere di alterazione geneticamente trasmissibile</strong> ed infatti non solo non sono state identificate differenze significative fra i donatori adulti ed i loro cloni ma, come ci si attende, neppure fra i discendenti della coppia di donatori ed i discendenti della coppia di cloni. E allora per quale motivo si dovrebbero considerare in qualche misura speciali i discendenti degli animali clonati?</p>
<p>Mountpalomar</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chiara Atzori e gli omosessuali che sono tutti narcisisti, drogati, promiscui ed esplorativi]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/09/chiara-atzori-e-gli-omosessuali-che-sono-tutti-narcisisti-drogati-promiscui-ed-esplorativi/</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 13:29:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara Lalli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche giorno fa Chiara Atzori, infettivologa presso l&#8217;ospedale Sacco di Milano, affronta sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/10/brokeback_2601_wideweb__470x3140.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-290" title="brokeback_2601_wideweb__470x3140" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/brokeback_2601_wideweb__470x3140.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a>Qualche giorno fa Chiara Atzori, infettivologa presso l&#8217;ospedale Sacco di Milano, affronta sulle frequenze (ecumeniche ormai) di radio Maria la domanda di una ascoltatrice spezzina:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Secondo lei se si legalizza tutta questa storia [l'omosessualità e la droga leggera - </em><em>sic] che per me non va legalizzata perché come diceva appunto lei Dio ci ha fatto così e così dobbiamo essere.<br />
Secondo lei va ad aumentare questo aids o va a diminuire…&#8221;</em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Con voce ferma risponde la dottoressa che dovrebbe curare persone con problemi di Hiv, Aids o altre patologie di una certa rilevanza (se avete voglia l&#8217;intervista completa è <a href="http://www.queerblog.it/post/4105/radio-maria-i-gay-e-la-dottoressa-atzori">qui</a>):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Credo che non sia ragionevole negare che nei paesi dove è avvenuta la </em><em>normalizzazione <span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">dell’omosessualità, e quindi in qualche modo la depatologizzazione intesa come, così, equiparazione un modo di essere come un altro i risultati sanitari sono stati devastanti.</span><br />
</em><em> E questo è un dato di realtà che si evince sia dagli studi epidemiologici degli Stati Uniti d’America, direi ancora di più dai dati inglesi, in cui veramente la prevalenza delle infezioni nella popolazione omosessuale sono estremamente elevate ma soprattutto dove, purtroppo, anche la propagazione di una normalizzazione dell’omosessualità non fa altro che incrementare anche i comportamenti cosiddetti </em><em>esplorativi (corsivi miei).&#8221;</em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Si potrebbero dire tante cose, a cominciare dalla pericolosa idea di <em>curare</em> l&#8217;omosessualità (Atzori è l&#8217;importatrice ufficiale di Joseph Nicolosi, quello della terapia riparativa: un omosessuale è rotto, dunque deve essere <em>aggiustato</em>) fino al luogo comune dell&#8217;omosessuale bollato come uno con una &#8220;tendenza alla promiscuità, a comportamenti autodistruttivi, narcisistici, all’abuso di droghe ecc.&#8221; (sono parole sue). Si potrebbe anche commentare che Atzori lavora in un ospedale pubblico, che è un medico, che è ben rischioso mettere in giro certe idee. Si potrebbe anche ricordare che non esiste una categoria rigida &#8220;omosessuale&#8221;, perché la realtà è più eterogenea e complessa, proprio come non esiste un modello rigido e definitivo per &#8220;eterosessuale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma si potrebbe anche far notare una curiosa circostanza. Esce oggi sul corriere.it una <a href="http://www.corriere.it/salute/08_ottobre_09/milano_fa_paura_sesso_tradimenti_aids_ab73f432-95d6-11dd-86ba-00144f02aabc.shtml">testimonianza</a>, drammatica e impressionante, di una donna sieropositiva: una lesbica autodistruttiva narcisista e drogata? No, non direi.</p>
<p style="text-align:justify;">Chiara Lalli</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gli OGM uccidono le api, anzi no sono i cellulari. Una collezione di bufale su L'Unità ]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/10/06/gli-ogm-uccidono-le-api-anzi-no-sono-i-cellulari-una-collezione-di-bufale-su-lunita/</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 07:30:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
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<description><![CDATA[La crisi dell&#8217;apicoltura degli ultimi anni, dovuta alla moria delle api in quasi tutto il mond]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/10/bee_1_bg_042404.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-268" title="bee_1_bg_042404" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/bee_1_bg_042404.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>La crisi dell&#8217;apicoltura degli ultimi anni, dovuta alla moria delle api in quasi tutto il mondo, è ancora in cerca di un responsabile.  Il problema è serio ed è globale: si parla di <strong>Colony Collapse Disorder </strong>(CCD), cioé quando le api operaie di una colonia improvvisamente muoiono lasciando solo la regina nell&#8217;alveare. Oltre ad essere un danno economico ingente, è ovviamente prima di tutto un disastro ecologico di proporzioni immani, perché l&#8217;impollinazione di molti fiori (e quindi la riproduzione delle piante) si basa principalmente sull&#8217;aiuto delle api. Questa crisi ha spinto molti a fare ipotesi azzardate sia nei <strong>media </strong>che negli ambienti <strong>ecologisti</strong> e addirittura <a href="http://it.youtube.com/watch?v=8DGUs1GSiTU&#38;feature=related"><strong>complottisti</strong></a> (esatto, proprio le scie chimiche).</p>
<p style="text-align:justify;">Mai però ci saremmo aspettati che da un giornale scevro di sensazionalismo pseudoscientifico come <strong>l&#8217;Unità</strong> (fino ad oggi) potesse uscire un articolo infarcito di luoghi comuni ed inesattezze come <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79614">questo</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;articolo incomincia male, con una frase attribuita ad Einstein e copia-incollata da migliaia di siti ecologisti che però pare <a href="http://www.snopes.com/quotes/einstein/bees.asp">non sia vera</a>.  Infatti la citazione <strong>è stata inventata nel 1994</strong> dall&#8217;Unione degli Apicultori Francesi ed inserita in un pamplhet distribuito a Bruxelles durante una protesta. Da quel momento in poi è stata riprodotta e clonata nei media. Ma veniamo ai punti salienti di questo collage di luoghi comuni.</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Oltretutto, [le api] rappresentano un indicatore ambientale straordinariamente sensibile: ad esempio, non apprezzano i campi Ogm, li evitano accuratamente e sembra che trasmettano messaggi di allarme anche alle loro compagne che non hanno ancora sorvolato coltivazioni transgeniche.</em>&#8220;</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Gli <strong>OGM</strong> come ben saprete sono diventati lo spauracchio preferito del terzo millennio. Sono la causa di<a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/10/ogm_grenade3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-269" title="ogm_grenade3" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/ogm_grenade3.jpg" alt="" width="269" height="269" /></a> tutto: dalle malattie alle allergie, dalle estinzioni di massa alle guerre, dai suicidi di contadini all&#8217;impoverimento dei paesi del terzo mondo. Questa della bufala delle api però ci mancava, o perlomeno in questa <em>versione pittoresca</em>. Da anni alcuni personaggi cercano di far passare gli OGM come nocivi per le api ma <strong>non esistono prove al riguardo</strong> e sono solo fantasie delle associazioni di apicultori. Anzi uno <a href="http://maarec.cas.psu.edu/CCDPpt/NontargeteffectsofBt.pdf">studio</a> condotto dal <strong>Colony Collapse Disorder Group</strong> nega con banali evidenze la fallacia di questa ipotesi. Per prima cosa si accusano le endotossine espresse dal <strong>Bt mais</strong> di essere nocive contro le api, quando invece la tossina non è efficace contro gli imenotteri, e soprattutto le colonie vittime del CCD non presentano sintomi da intossicazioni da Bt. Secondo, la CCD è presente in eguale misura in paesi dove gli OGM vengono coltivati (USA) e paesi dove non vi è traccia di OGM come quelli europei.</p>
<p style="text-align:justify;">La giornalista è andata più avanti, e come nel gioco del telefono dove le frasi da una persona all&#8217;altra vengono distorte, ci propina la <strong>bufala delle api che scappano dagli OGM</strong> <em>&#8220;evitandoli accuratamente&#8221;</em>. Addirittura <em>&#8220;trasmettono messaggi di allarme alle compagne&#8221;</em>. Geniale.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Dopo gli OGM è il turno dei cellulari (fra qualche anno si scoprirà che sono i SUV i responsabili):</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Anche le onde elettromagnetiche dei cellulari le minacciano: ostinate, rifiutano di rientrare negli alveari se nella zona vengono messi ripetitori o altri congegni elettromagnetici.</em> <em>Il loro sistema di navigazione ne risulterebbe letteralmente sconvolto, al punto che non riuscirebbero più a ritrovare la strada per le arnie.&#8221;</em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/10/traliccio_antenne7.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-270" title="traliccio_antenne7" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/10/traliccio_antenne7.gif?w=226" alt="" width="226" height="300" /></a>Anche questa è una bufala riprodotta all&#8217;infinito come in un gioco di specchi dal web. Tutto è partito da un articolo dell&#8217;<a href="http://www.independent.co.uk/environment/nature/are-mobile-phones-wiping-out-our-bees-444768.html">Indipendent</a> di un anno fa copiato spudoratamente dal <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/04_Aprile/16/api_telefonini.shtml">Corriere.it</a>, nel quale le parole di alcuni scienziati di uno studio venivano male interpretate, tanto che gli autori <a href="http://www.iht.com/articles/2007/04/22/news/wireless23.php">protestarono vivacemente</a>. Infatti lo studio parlava di influenza dei campi elettromagnetici ma da nessuna parte si parla di telefonini! Anche qui ci si diverte ad inventarsi di tutto. Addirittura ora ci sono degli studi che dicono che le api si rifiutano di entrare negli alveari se nella zona vengono messi ripetitori di cellulari! Doppiamente Geniale!</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo averci propinato una serie di bufale apocalittiche stile Giacobbo su Voyager, finalmente vengono nominate le possibili cause della moria: ovvero inquinamento da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Neonicotinoids"><strong>neonicotinoidi</strong></a>. Io aggiungerei anche <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Varroa">parassiti</a> e cambiamenti climatici, ma ovviamente dietro tutto questo non ci sono multinazionali cattive. Anche se poi arriva in battuta finale la terza genialata secondo cui i neonicotinoidi disperderebbero <em>&#8220;tutto il loro patrimonio genetico&#8221;.</em> Per una specie che ha fatto della sterilità delle proprie operaie un punto di forza da milioni di anni non è una novità.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Ringraziamo per la segnalazione preziosa l&#8217;amico <strong>Juhan</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Cina conquista lo spazio e nessuno se ne accorge]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/09/27/la-cina-conquista-lo-spazio-e-nessuno-se-ne-accorge/</link>
<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 10:29:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono finiti i tempi quando negli anni &#8216;60 si rimaneva attaccati alla TV a guardare le imprese ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lPoUGw-b-iI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lPoUGw-b-iI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Sono finiti i tempi quando negli anni &#8216;60 si rimaneva attaccati alla TV a guardare le imprese dei primi astronauti nello spazio, nei bar si parlava di &#8220;quella nuova sonda&#8221; o di &#8220;quell&#8217;astronauta russo&#8221;. Oggi invece la notizia che degli astronauti cinesi in questo momento stanno passeggiando nello spazio sopra le nostre teste viene relegata tra le curiosità, insieme magari alla nuova collezione lingerie esposta a Londra o agli animali più buffi della rete. Non è importante neppure il fatto che la Cina sia il terzo paese al mondo che sia stato in grado di portare degli umani sullo spazio e che si appresti a dominare l&#8217;orbita terrestre in breve tempo. Infatti questo per la Cina è solo l&#8217;inizio. Entro il 2010, cioé fra poco più di un anno, i cinesi incominceranno a mandare in orbita il primo pezzo della stazione orbitante totalmente cinese. Neppure la NASA ha mai osato tanto e in tempi così brevi (ricordiamo che l&#8217;unica stazione spaziale in orbita la ISS è internazionale e il suo ingrandimento in stallo, mentre la stazione spaziale russa MIR è ormai defunta). Dopo la staziona spaziale prossimo obiettivo a breve termine la Luna. Poi Marte. Tutto in tempi brevi e da soli, mentre americani, russi ed europei stanno a Terra e non si accorgono di niente.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/09/0013729e4ad90a483cce08.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-250" title="0013729e4ad90a483cce08" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/09/0013729e4ad90a483cce08.jpg" alt="" width="450" height="360" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Nella foto la Cina che saluta &#8220;se stessa&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se solo avessimo la BBC!]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/09/11/se-solo-avessimo-la-bbc/</link>
<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 07:35:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/09/11/se-solo-avessimo-la-bbc/</guid>
<description><![CDATA[Diciamoci la verità: se non fosse spuntata fuori la storia del &#8220;pericolo buco nero&#8221; ness]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/09/lhc-collider.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-239" title="lhc-collider" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/09/lhc-collider.jpg" alt="" width="226" height="170" /></a>Diciamoci la verità: se non fosse spuntata fuori la storia del &#8220;pericolo buco nero&#8221; nessuno dei giornali italiani si sarebbe soffermato a scrivere sul nuovo LHC di Ginevra e sulla sua accensione. Per certi versi è stata una fortuna per il CERN e per la fisica in generale. Per la prima volta un esperimento di fisica, in genere seguito da pochi specialisti ed appassionati, trova l&#8217;attenzione (perfino in prima pagina!) del grande pubblico. Attenzione dei media significa attenzione politica, e cioé soldi. Soldi significa ricerca. Quindi anche se molti di noi hanno storto il naso a guardare i titoloni allarmistici dei giornali nei giorni scorsi (<a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2008/09/10/un-po-di-risate/">qui</a> abbiamo pubblicato alcune pagine false di giornale per rendere l&#8217;idea), alla fine dobbiamo esserne felici. L&#8217;importante è che non diventi un vizio: cioé spero non si arrivi ad un punto in cui un centro di ricerca per aver attenzione mediatica e soldi si debba inventare catastrofi imminenti!</p>
<p style="text-align:justify;">Oltremanica invece, nella più pacata e attenta BBC, a nessun giornalista è venuto in mente di parlare della mancata apocalisse a discapito dell&#8217;informazione. Infatti oggi per la BBC è un giorno di festa, non perché la fine del mondo è stata rimandata a data da destinarsi, ma semplicemente perché è stata posta una pietra miliare della ricerca umana. Questo 10 Settembre verrà ricordato nella Storia della Scienza e speriamo dell&#8217;Umanità.</p>
<p style="text-align:justify;">La BBC dopo quasi tre anni di continui articoli e aggiornamenti sulla costruzione della LHC ci offre uno <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/7604293.stm">speciale</a> tutto da gustare con filmati, <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2008/09/09/se-luomo-smette-di-fare-ricerca-non-merita-di-essere-chiamato-tale/">interviste</a>, foto e una <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/7543089.stm">guida semplice ma efficacissima</a>, per non parlare di una <a href="http://www.bbc.co.uk/radio4/bigbang/">diretta in radio</a> per documentare l&#8217;evento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Corriere.it ha una talpa molto cieca alla NASA]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/08/07/il-corriereit-ha-una-talpa-molto-cieca-alla-nasa/</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 12:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/08/07/il-corriereit-ha-una-talpa-molto-cieca-alla-nasa/</guid>
<description><![CDATA[Sul Corriere.it di oggi arriva la notizia che è stato trovato perclorato nel suolo di Marte. Il che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/08/mars.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-213" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/08/mars.jpg?w=299" alt="" width="299" height="300" /></a>Sul Corriere.it di oggi arriva la <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_agosto_06/marte_perclorato_e0b4c5a8-63d7-11dd-bf3f-00144f02aabc.shtml">notizia</a> che è stato trovato perclorato nel suolo di Marte. Il che è esatto, ma il titolo e l&#8217;articolo sono cesellati con considerazioni alquanto azzardate. Infatti secondo Giovanni Caprara la <strong>presenza di perclorato su Marte renderebbe più possibile la vita</strong>, e che questa affermazione è stata ribadita dalla NASA. E&#8217; vero? E la NASA ha veramente parlato in questi termini? La risposta ad entrambe è NO.</p>
<p style="text-align:justify;">Vediamo allora cosa è il perclorato e cosa hanno detto alla NASA.</p>
<p style="text-align:justify;">I perclorati sono sali altamente tossici e altamente ossidanti. Per la salute umana tra l&#8217;altro sono pericolosissimi perché interferiscono col metabolismo dello iodio a livello della tiroide creando scompensi ormonali e malformazioni fetali e aborti. I perclorati sono naturalmente presenti in natura sulla Terra e vengono anche prodotti industrialmente per i combustibili di fuochi d&#8217;artificio e razzi. E sono onnipresenti. Ma il fatto che sulla Terra ci sia acqua in abbondanza fa sì che il perclorato venga drenato e disciolto al di sotto della superficie del suolo, rendendo il pericolo irrilevante per la nostra salute. Solo in alcune parti della Terra dove non piove mai come nel deserto di Atacama in Cile i perclorati rimangono sulla superficie del suolo rendendo la vita impossibile al 99% di piante ed animali.</p>
<p style="text-align:justify;">Nessun organismo può sopravvivere ad alte esposizioni di perclorato a parte alcuni microorganismi specializzati nella sua trasformazione. Ma infatti sopravvivono nonostante il perclorato, non grazie al perclorato: e questa è una grossa differenza!</p>
<p style="text-align:justify;">La notizia è altamente negativa per una futura colonizzazione umana. Proprio perché non c&#8217;è presenza di acqua liquida che possa disciogliere nel suolo questi perclorati vivere su Marte sarebbe impossibile per i problemi relativi alla tiroide e alle malformazioni fetali.<a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/08/mars_phoenix_dia_900.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-214" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/08/mars_phoenix_dia_900.jpg?w=300" alt="" width="300" height="190" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Quindi non si capisce come per il Corriere.it questo renda la presenza di vita su Marte più probabile. Semmai il contrario come fa notare un pessimista articolo del <a href="http://www.sciam.com/blog/60-second-science/post.cfm?id=perchlorate-found-on-mars-makes-soi-2008-08-04">Scientific American</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma sempre Caprara ci dice che la NASA ha fatto queste dichiarazioni. E&#8217; vero? Andiamo nel <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/phoenix/news/phoenix-20080805.html">loro sito</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Right now,  we don&#8217;t know whether finding perchlorate is good news or bad news for  possible life on Mars.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Traduzione: &#8220;Per ora, non sappiamo se l&#8217;aver trovato perclorati è una buona o cattiva notizia per una possibilie vita su Marte.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">E <a href="http://news.yahoo.com/s/nm/20080805/sc_nm/space_mars_dc">ancora</a>: &#8220;How this perchlorate affects habitability on Mars is  certainly a complex question that we don&#8217;t have a final answer  on,&#8221; Smith said. &#8220;It really doesn&#8217;t limit us in our search for habitability in this icy soil and if we were lucky  enough to see some organic signatures we wouldn&#8217;t be surprised.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">TRAD: &#8220;Come questo perclorato possa interferire con l&#8217;abitabilità su Marte è certamente una domanda a cui noi non abbiamo una risposta finale.&#8221; dice Smith. &#8220;Veramente non ci limita nella nostra ricerca di abitabilità in questo suolo ghiacciato e se siamo abbastanza fortunati da vedere qualche traccia di materiale organico non saremmo sorpresi.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Non saremmo sorpresi perché come constata Smith esistono organismi sulla Terra che possono sopravvivere<strong> malgrado</strong> i perclorati.</p>
<p style="text-align:justify;">Peter Smith in tutte le sue dichiarazioni è sempre cauto, perché ha paura che i giornalisti gonfino notizie o se le inventino prima che i dati possano essere analizzati di nuovo e considerazioni vengano discusse più in profondità dalla comunità scientifica.   &#8220;I ask that the media be patient with us,&#8221; he said. &#8220;Let  the science team proceed at a proper pace.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Incominciare un articolo con &#8220;<em>La scoperta del perclorato nella zona artica di Marte è una notizia più buona che cattiva.</em>&#8221; quindi, considerate le cose dette sopra, mi pare alquanto azzardato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’anello mancante]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/07/24/l%e2%80%99anello-mancante/</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 08:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>j1nz0</dc:creator>
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<description><![CDATA[La teoria dell&#8217;anello mancante secondo molti costituisce un cavallo di battaglia contro l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://residenclave.files.wordpress.com/2008/07/australopithecus_africanus_zdenek_burian1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-247" src="http://residenclave.wordpress.com/files/2008/07/australopithecus_africanus_zdenek_burian1.jpg?w=181" alt="" width="181" height="300" /></a>La teoria dell&#8217;anello mancante secondo molti costituisce un cavallo di battaglia contro l&#8217;evoluzionismo, testimoniando l&#8217;assenza di una continuità tra il genere <em>Homo</em> ed i suoi presunti ancestori. Tuttavia, smanettando il sottoscritto un po&#8217; di paleontologia, specialmente negli ultimi tempi, mi chiedo realmente per quale motivo si debba gridare realmente all&#8217;assenza di questa specie di collegamento. La prima cosa che mi viene in mente sarebbe quella di considerare il genere <em>Australopithecus</em> come anello di congiunzione tra Homo e scimmie antropomorfe: di fatto le Australopitecine mostrano una postura ortograde generalizzata, che fa pensare a fenomeni di bipedismo, associato ad un background da sospensore, nonchè alcuni atteggiamenti clinogradi (<em>knuckle walking</em>) che ricordano i gorilla. Mescolavano quindi caratteri primitivi legati al mondo delle grandi scimmie antropomorfe con elementi invece associabili al bipedismo, specialmente a livello post-craniale (femore bipede in Lucy, piede bipede in Laetoli). A livello cerebrale vi è uno spostamento del forame magno ed una leggera riduzione del rostro che sostiene ancora la tesi del bipedismo. La capacità cranica è paragonabile a quella delle grandi scimmie africane e secondo la teoria di Holloway sembra sia avvenuta una riorganizzazione corticale a livello dei lobi parietali, con contrazione dei lobi frontali, senza tuttavia alcun fenomeno di encefalizzazione. Questa pressione in favore dei lobi parietali in termini di archeologia cognitiva avrebbe spinto in favore dell&#8217;avvento di quelle funzioni che attualmente vengono considerate come il fondamento del genere umano: il linguaggio, la rappresentazione interna dello spazio, la manipolazione della realtà su schemi cognitivi ed il comportamento sociale (influenzato dalle funzioni precedenti).</p>
<p>Ma se i detrattori dell’evoluzionismo si oppongono al fatto che <em>Australopithecus</em> sia l’anello mancante, sostenendo che esso non abbia relazioni dirette con il genere Homo, non ha alcuna industria associata, non è encefalizzato, ecc…Allora propongo <em>Homo habilis</em>, una specie vissuta tra Pliocene e Pleistocene, che presenta encefalizzazione, industria olduvaiana ed è in discussione la sua appartenenza al genere Homo, tant’è che molti lo considerano la prima forma umana, molti una specie molto derivata di australopitecine, okltre ad avere, naturalmente, delle caratteristiche cerebrali che lo mettono sulla lunghezza d’onda degli ominidi successivi. Più anello mancante di così….</p>
<p><a href="http://www.residenclave.wordpress.com">Jinzo</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La figura del citrullo]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/2008/07/02/la-figura-del-citrullo/</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 20:55:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con luglio siamo ufficialmente entrati nella stagione balneare. Balneare è sinonimo di quisquilie so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Con luglio siamo ufficialmente entrati nella stagione balneare. Balneare è sinonimo di quisquilie so]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piano con le parole]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/06/19/piano-con-le-parole/</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 13:25:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/06/19/piano-con-le-parole/</guid>
<description><![CDATA[Se esiste un modo per vanificare anni di divulgazione scientifica e di ricerca e&#8217; quello di ut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-176" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/06/frankensteinjr3.jpg" alt="" width="400" height="225" /></p>
<p style="text-align:justify;">Se esiste un modo per vanificare anni di divulgazione scientifica e di ricerca e&#8217; quello di utilizzare parole sbagliate o fuorvianti o addirittura allarmistiche nei giornali e nei media in generale. L&#8217;abbiamo visto piu&#8217; volte anche in questo blog. Per esempio titolare su <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=124556">Liberazione</a> un buon articolo (con alcuni distinguo) con un <strong>&#8220;Il fegato delle scimmie e i nuovi Frankestein&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mostri, chimere, apocalissi e come in questo caso Frankesteins <em>bypassano</em> la parte razionale del cervello e arrivano direttamente a stuzzicare le aree delle nostre paure ancestrali. Anche le parole fanno male.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanti problemi possano creare gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trapianto_di_organi#Xenotrapianto_o_trapianto_da_animale"><strong>xenotrapianti</strong></a> (rigetto, malattie ecc) definire chi e&#8217; stato trapiantato come un moderno Frankestein non e&#8217; corretto e neppure tanto carino, visto che queste persone rischiano la vita ogni giorno. La parola &#8220;Frankestein&#8221; ormai ha assunto dei connotati dispregiativi tra le associazioni antiscientifiche e spesso ecologiste e viene usata a sproposito per qualsiasi tecnica in cui sono coinvolti materiali biologici di diversi individui o specie. Queste persone spesso non sono al corrente che xenotrapianti, transfezioni geniche, chimere sono all&#8217;ordine del giorno da anni. Basti pensare a quei piccoli frankestein che 20 anni orsono creammo modificando i geni dell&#8217;<em>Escherichia Coli</em>, inserendo il gene dell&#8217;insulina umana. Ogni individuo poi ha un codice genetico unico, ma che e&#8217; il frutto dell&#8217;apporto di altri due codici genetici unici ma diversi, cioe&#8217; i genitori.</p>
<p style="text-align:justify;">Per non parlare poi della nostra storia evolutiva durante la quale probabilmente nei nostro codice genetico furono inseriti geni di altre specie tramite retrovirus o trasposoni. Anzi alcuni pensano che queste contaminazioni siano state fondamentali per molti passaggi evolutivi delle specie sulla Terra.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Siamo tutti chimere insomma.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La ramanzina finale su gli scienziati che giocano a fare Dio e&#8217; poi semplicemente fuori luogo, inflazionata e ridicola, soprattutto nel caso di tecniche che possono salvare vite umane.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">(nella foto uno scienziato-dio e la sua creazione chimerica)</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Palmarini zero, Darwin 1]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/05/13/palmarini-zero-darwin-1/</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 07:30:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sul Corriere.it di ieri mi sono imbattuto in un articolo firmato da Massimo Piattelli Palmarini, un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/05/evolution-platypus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-160" style="float:left;" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/05/evolution-platypus.jpg?w=300" alt="" width="300" height="229" /></a>Sul Corriere.it di ieri mi sono imbattuto in un <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/11/ornitorinco_sconfigge_Darwin_co_9_080511012.shtml">articolo</a> firmato da Massimo Piattelli Palmarini, un professore di scienze cognitive all&#8217;Università dell&#8217;Arizona, cui stento ancora a credere.</p>
<p style="text-align:justify;">La tesi di quest&#8217;articolo &#8220;bizzarro&#8221; è che il <strong>sequenziamento del Dna dell&#8217;ornitorinco pubblicata su Nature e su Genome Research possa addirittura inficiare la teoria dell&#8217;evoluzione.</strong> Detto poi da un professore che si occupa di evoluzione del linguaggio è un po&#8217; come scavarsi la fossa da solo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma andiamo con ordine.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo aver aperto l&#8217;articolo con le solite frasi ricorrenti che si usano quando si parla di ornitorinchi, cioé della sua eccezionalità, stranezza e delle mille curiosità della sua natura, Palmarini ci spiega che i cromosomi sessuali nell&#8217;ornitorinco sono ben dieci. Certo cosa strana ma risaputa ormai da anni e che non c&#8217;entra niente con gli studi recenti su cui si dovrebbe basare l&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo informati anche del fatto che i cromosomi dell&#8217;ornitorinco sono 52 rispetto ai nostri 46. E qui pare che voglia stupire facendoci notare quanto ancor più strano sia questo animale: addirittura 6 cromosomi in più rispetto agli umani! Sarà di sicuro un mostro! Ma questo non deve stupire perché l&#8217;ornitorinco rispetto ad un <a href="http://www.ansi.okstate.edu/resource-room/genetics/all/chromosome.htm">animale comune come il cane</a> fa una pessima figura. Dall&#8217;alto dei suoi 78 cromosomi fido pare ben più strano dell&#8217;ornitorinco, giusto? (pensare che il tacchino ne ha 82 mi mette i brividi)</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Ma addentrandoci di più nell&#8217;articolo ci rendiamo conto che l&#8217;autore è a digiuno non dico di biologia di base ma almeno di buon senso.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Anche al livello genetico fine, si identifica <strong>un misto di discendenze</strong>, da altri mammiferi, certo, ma anche dai rettili e dagli uccelli. I cromosomi sessuali, per esempio, sono d<strong>erivati evolutivamente dagli uccelli</strong>, mentre il feroce veleno dell&#8217; ornitorinco, iniettato da due speroni posti dietro ai gomiti posteriori, contro il quale non esistono per ora antidoti, replica l&#8217; evoluzione del veleno dei serpenti.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Da come è scritto questo paragrafo pare che l&#8217;ornitorinco sia un mix di mammiferi, uccelli e rettili. Che è in<a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/05/monotreme_cladogram_lg.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-161" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/05/monotreme_cladogram_lg.jpg?w=277" alt="" width="334" height="361" /></a> parte vero, se consideriamo il <strong>cladogramma</strong> che vedete a destra. I mammiferi attuali derivano dai <strong>terapsidi</strong>, una classe estinta di rettili i quali avevano progenitori comuni con gli attuali rettili e ovviamente uccelli, i quali derivano dai rettili appunto. E&#8217; vero che i cromosomi sessuali dell&#8217;ornitorinco paiono più connessi agli uccelli rispetto agli altri mammiferi, ma ciò dimostra soltanto che il progenitore comune tra uccelli, rettili e mammiferi monotremi probabilmente aveva caratteristiche cromosomiche simili a quelle degli uccelli odierni o dell&#8217;ornitorinco. Palmarini vuol farci passare che gli ornitorinchi derivano &#8220;in parte&#8221; dagli uccelli, che è impossibile perché tra la separazione tra terapsidi e progenitori degli uccelli passano 100 milioni di anni. Cioé gli uccelli compaiono 100 milioni di anni dopo che i mammiferi primitivi si sono staccati dal resto dei rettili.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;[Gli scienziati] hanno scoperto strette somiglianze con i mammiferi, ma anche con i rettili e con gli uccelli.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">E anche qui niente di nuovo e straordinario. Dal cladogramma potete vedere come le discendenze comuni fanno sì che l&#8217;ornitorinco abbia somiglianze con rettili e uccelli. Ma il fatto è che le somiglianze con rettili e uccelli ce li hanno tutti i mammiferi. E dirò di più: condividiamo più della metà del nostro genoma con il moscerino della frutta Drosophila, ma questo non significa assolutamente che siamo un mix di moscerini, mammiferi e quant&#8217;altro o che deriviamo dai moscerini.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;&#8230;l&#8217; idea darwiniana classica che l&#8217; evoluzione biologica proceda <strong>sempre</strong> e solo per piccoli cambiamenti cumulativi.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il povero <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Jay_Gould">Stephen J. Gould</a> si starà rivoltando nella tomba. Che l&#8217;evoluzione biologica proceda sempre per piccoli cambiamenti cumulativi lentissimi non è piu&#8217; considerata come l&#8217;unica modalita&#8217; possibile ed e&#8217; una visione classica per l&#8217;appunto di cui un professore universitario dovrebbe essere a conoscenza (vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_degli_equilibri_punteggiati">teoria degli equilibri punteggiati</a>). E la stessa <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Modern_evolutionary_synthesis#The_modern_synthesis">sintesi neodarwiniana</a> parla di gradualismo ma non costante nel tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non ci voleva l&#8217;ornitorinco per dirci che la teoria dei &#8220;piccoli cambiamenti evolutivi&#8221; non è sempre corretta: è una spiegazione antiquata e ormai in disuso da decine d&#8217;anni. Come dimostrano perfino le osservazioni dirette di evoluzione degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi la scoperta dell&#8217;acqua calda:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Il segreto, ancora largamente misterioso, risiede senz&#8217; altro in proprietà interne, nell&#8217; organizzazione dei sistemi genetici, non nella selezione naturale. <strong>La selezione naturale della teoria darwiniana classica può agire solo su quello che le complesse interazioni della fisica, la chimica, l&#8217; organizzazione interna dei sistemi genetici e le leggi dello sviluppo corporeo possono offrire.&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">Ma questo è esattamente quello che diceva Darwin! Questa è la base dell&#8217;evoluzionismo e l&#8217;autore la spiattella così, come se fosse la scoperta del secolo e come se potesse smontare l&#8217;evoluzionismo dalle fondamenta quando sono esse stesse le sue fondamenta!</p>
<p style="text-align:justify;">Il finale non è da meno con la ripetizione della straordinarietà del numero di cromosomo rispetto all&#8217;uomo. Parafrasando l&#8217;ultimo capoverso: <em>&#8220;78 è il numero totale di cromosomi del cane, l&#8217;ornitorinco in totale invece ne ha &#8220;solo&#8221; 52.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;ornitorinco sconfigge Palmarini.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.fabristol.wordpress.com">Fabristol</a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Romanziere o esperto di cosmologia?]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/30/romanziere-o-esperto-di-cosmologia/</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 09:09:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/30/romanziere-o-esperto-di-cosmologia/</guid>
<description><![CDATA[Valerio Evangelisti, noto storico e scrittore di romanzi che coinvolgono vari elementi, fantastici f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/04/clip_image002.gif"><img class="size-medium wp-image-156" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/04/clip_image002.gif?w=291" alt="" width="291" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Valerio Evangelisti, noto storico e scrittore di romanzi che coinvolgono vari elementi, fantastici fantascientifici, gotici, storici ecc, ha rilasciato una intervista che può essere interamente letta <a href="http://www.cut-up.net/cms/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=194&#38;Itemid=29">qui</a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Nell&#8217;intervista <span>dopo aver illustrato come il suo personaggio, l&#8217;inquisitore<span> </span>Eymerich, vede l&#8217;Universo, Evangelisti si lancia in una critica del modello cosmologico del Big Bang. Concentriamo l&#8217;attenzione su questo argomento: lo scrittore dichiara che <em>“Una teoria oggi largamente accettata, come quella del Big Bang, non solo non è verificabile, ma è contraddetta da tutte le osservazioni disponibili. Viene tenuta in vita con motivazioni che molto hanno di teologico: il bisogno sempre vivo di individuare un Primum Mobile”</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Per capire l&#8217;infondatezza delle affermazioni di Evangelisti rivediamo brevemente il concetto di modello. Come tutti i modelli fisici, il Big Bang si basa su osservazioni, misure, evidenze sperimentali (è la stessa cosa ma detta in modi diversi) che devono essere spiegate e descritte matematicamente.<span> </span>Il modello deve quindi fare previsioni che verranno poi verificate sperimentalmente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Per il Big Bang le più note sono: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Hubble">la legge di Hubble</a>, la misura dell&#8217;abbondanza degli elementi primordiali, la scoperta della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_cosmica_di_fondo">radiazione cosmica di fondo</a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><span> </span>Condizione, quella della verifica delle previsioni, fondamentale affinché una teoria prenda piede. Come tutti i modelli fisici si è poi evoluto nel tempo, in base a misure via via sempre più accurate. Un esempio: il <strong>modello inflazionario</strong> è evoluzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Big_bang"><strong>Big Bang</strong></a> come la relatività generale è l&#8217;evoluzione della gravitazione universale di Newton. Importante è capire che anche quando un modello si evolve non si butta via ciò che fino ad un certo punto è stato determinato (a meno di pesanti prove). Il modello del Big Bang va benissimo per spiegare certi fenomeni cosmologici, ma andando in dettagli molto fini non può funzionare (e <strong>nessuno</strong> lo pretende). Esattamente allo stesso modo la gravità newtoniana va benone per spiegare il moto dei pianeti del sistema solare, ma non basta per spiegare la precessione di mercurio (dettaglio molto fine nelle misure dei moti del pianeta). Ecco perché non ha assolutamente senso la frase di Evangelisti “<em>&#8230; Big Bang, non solo non è verificabile, ma è contraddetta da tutte le osservazioni disponibili</em>”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Le osservazioni disponibili oggi hanno permesso di <em>raffinare </em>il modello del Big Bang, esattamente come avviene per qualsiasi altro modello fisico mano a mano che la nostra conoscenza sperimentale progredisce. Non ci sono ad oggi motivi validi per rigettare il modello ed i suoi sviluppi (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inflazione_%28cosmologia%29">inflazione</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Modello_Lambda-CDM">Lambda-Cold Dark Matter</a></span><span> ecc.</span><span>) e soprattuto non c&#8217;è nulla che funzioni altrettanto bene nello spiegare i fenomeni cosmologici osservati (per poter dire che un modello non funziona bisogna trovare l&#8217;errore, il perché sbaglia e correggere e/o fare modello nuovo e meglio funzionante). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Detto questo, quali sono le motivazioni teologiche con le quali si vorrebbe tenere in piedi il modello del Big Bang? Sinceramente non le vedo&#8230;. anzi. Quale è il <em>Primum Mobile</em>? Anche ad impegnarsi non è individuabile proprio per la struttura fisica stessa dell&#8217;Universo (omogeneo ed isotropo).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Di nuovo ci troviamo davanti ad una persona con ampio seguito di lettori, che parla di cose che non ha capito bene senza nemmeno documentarsi adeguatamente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Peccato, i suoi romanzi sono molto belli.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Eleonora Sani<br />
PhD Student<br />
Dipartimento di Astronomia, Università di Firenze</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fine del mondo rinviata a data da destinarsi]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/23/fine-del-mondo-rinviata-a-data-da-destinarsi/</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 07:00:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabster2</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/23/fine-del-mondo-rinviata-a-data-da-destinarsi/</guid>
<description><![CDATA[Qualche giorno fa, la storia che ha guadagnato molta visibilità sui media italiani (qui la sensazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/04/asteroid1.jpg?w=332&#038;h=250" alt="" width="332" height="250" />Qualche giorno fa, la storia che ha guadagnato molta visibilità sui media italiani (qui la sensazionalistica <a title="Ragazzino calcola la fine del mondo" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_aprile_17/fine_mondo_calcolo_ragazzino_nasa_11d11136-0c45-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml" target="_blank">versione del Corriere</a>) ed esteri è stata quella di un 13enne tedesco, Nico Marquardt, che avrebbe corretto i calcoli della NASA per quanto riguarda le probabilità di impatto con la Terra dell&#8217;asteroide Apophis.</p>
<p style="text-align:justify;">Il quale, secondo le misure e previsioni preparate sotto il <a title="99942 Apophis (2004 MN4)" href="http://neo.jpl.nasa.gov/risk/a99942.html" target="_blank">Near Earth Object Program</a> della NASA, raggiungerà la sua massima vicinanza alla Terra il 13 Aprile 2036, con una probabilità di impatto di 2.2*10<sup>-5</sup>, ovvero 1 su 45000 passaggi. Vista la minuscola probabilità d&#8217;impatto, si ritiene che l&#8217;evento non debba suscitare alcuna preoccupazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Tuttavia, secondo il lavoro di Marquardt la vera probabilità d&#8217;impatto sarebbe 1 su 450: molto più preoccupante visto che l&#8217;energia liberata dalla caduta dell&#8217;asteroide causerebbe una catastrofe immane. Come ha fatto il nostro giovane ricercatore ad arrivare ad un risultato di due ordini di grandezza diverso da quello della NASA?</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">La risposta, in breve, è che egli ha preso una clamorosa cantonata. Il blog <em><a href="http://cosmos4u.blogspot.com/2008/04/apophis-risk-not-increased-science-fair.html" target="_blank">Cosmos4U</a></em> ha fatto qualche indagine ed ha scoperto come sono andate davvero le cose. Lo scienziato tedesco Frank Spahn è un esperto di meccanica celeste cha ha conferito personalmente con Nico: il ragazzo ha ritenuto che l&#8217;impatto con un satellite geostazionario per telecomunicazioni possa alterare la traiettoria dell&#8217;asteroide fino a farla collidere con la Terra. Ci sono due motivi per cui questo non può accadere: primo, la probabilità di impatto con un satellite è ancora più minuscola di quella di un impatto con la Terra; secondo &#8211; e fondamentale &#8211; la massa di Apohis è di parecchi milioni di tonnellate, mentre quella di un tipico satellite geostazionario è di circa una tonnellata &#8211; insufficiente a causare la minima variazione di traiettoria.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è nemmeno vero che la NASA abbia inizialmente accolto la &#8220;correzione&#8221; ai propri calcoli: la posizione dell&#8217;ente è sempre stata quella di non avere conferito con Marquardt e di considerare i propri dati e calcoli come quelli accurati. I media tedeschi e poi quelli italiani che hanno copiato la notizia, non si sono nemmeno presi la briga di contattare la NASA per chiedere chiarimenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente, non ho niente contro Marquardt: capita a tutti di prendere cantonate, figurarsi ai giovinetti entusiasti ma inesperti.</p>
<p style="text-align:justify;">I media (e pure i giudici del concorso per giovani ricercatori che Nico ha vinto) invece dimostrano ancora una volta di non sapere nemmeno da che parte iniziare per fare informazione scientifica di qualità, e di essere proni a prendere per vere le affermazioni più assurde e strampalate.</p>
<p style="text-align:justify;">Fabster</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sfiorata la tragedia nei cieli?]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/21/sfiorata-la-tragedia-nei-cieli/</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 17:23:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;e&#8217; sempre un buon motivo per creare allarmismo tra i media. L&#8217;ultimo e&#8217; la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/04/na_fulmine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-144" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/04/na_fulmine.jpg?w=213" alt="" width="213" height="300" /></a>C&#8217;e&#8217; sempre un buon motivo per creare allarmismo tra i media. L&#8217;ultimo e&#8217; la diffusione di <a href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=8f02ff5e-0fae-11dd-aca8-00144f486ba6&#38;rcsrid=vaschettaMC_corriere_1">questo video</a> che troviamo sul Corriere.it. Ma anche su <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo410224.shtml">Tgcom</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il video in questione viene titolato cosi&#8217;: <em>&#8220;Due aerei USA centrati da fulmini. Sfiorata la tragedia in Maryland e Virginia.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene dove sta la bufala?</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;imbroglio e l&#8217;esagerazione vera e propria stanno nel fatto che il fenomeno degli aerei colpiti dai fulmini e&#8217; normale ed abbastanza comune ed e&#8217; assolutamente sicuro.</p>
<p style="text-align:justify;">La fusoliera dell&#8217;aereo infatti si comporta come una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gabbia_di_Faraday">gabbia di Faraday.</a> Cioe&#8217; un oggetto che permette di rimanere isolati dalle cariche elettriche esterne, non importa quanto intense siano.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo stesso principio ci permette di essere salvi durante un temporale se stiamo dentro la macchina. Se un fulmine dovesse colpire la macchina le cariche verranno forzate a scorrere all&#8217;esterno e poi verranno scaricate dai pneumatici verso la terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Le compagnie aeree e i piloti conoscono benissimo questo fenomeno (in media lo stesso aereo viene colpito almeno una volta all&#8217;anno) e nella vita di qualcuno di voi probabilmente sara&#8217; capitato anche di essere colpiti durante un volo ma senza conseguenze. A volte non ci si accorge nemmeno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad onor del vero nella storia dell&#8217;aviazione degli ultimi 50 anni esiste un solo incidente certo attribuibile ad un fulmine: nel 1962 un Boeing 707 in USA precipito&#8217; perche&#8217; il fulmine colpi&#8217; e innesco&#8217; un incendio. La notizia l&#8217;ho trovata <a href="http://www.usatoday.com/weather/resources/askjack/2003-05-06-lightning-airplanes_x.htm">qui</a>. Da quel momento negli aerei moderni tutta la strumentazione di bordo e&#8217; schermata e deve passare rigorosi test.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma capite bene che se un aereo viene colpito in media una volta all&#8217;anno e nei cieli del mondo ci sono circa 273.000 apparecchi, in media 273.000 fulmini colpiscono altrettanti velivoli senza alcuna conseguenza.</p>
<p style="text-align:justify;">E infine la giornalista ci rassicura che non ci sono passeggeri feriti nei due casi. E infatti sarebbe impossibile rimanere feriti da un fulmine perche&#8217; si e&#8217; completamente schermati all&#8217;interno. L&#8217;unico modo per contare feriti nei giornali sarebbe la caduta del velivolo: in quel caso pero&#8217; si parlerebbe piu&#8217; di vittime che di feriti.</p>
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<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.fabristol.splinder.com">Fabristol</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Una o due divinità?]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/07/una-o-due-divinita/</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 23:28:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/07/una-o-due-divinita/</guid>
<description><![CDATA[La notizia della bambina nata in Uttar Pradesh in India con &#8220;due facce&#8221; ha fatto il giro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-132" src="http://progettogalileo.wordpress.com/files/2008/04/wmiracle114.jpg" alt="" width="468" height="234" /></p>
<p style="text-align:justify;">La notizia della bambina nata in Uttar Pradesh in India con &#8220;due facce&#8221; ha fatto il giro del mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">I genitori e la comunità del villaggio vi hanno subito riconosciuto una reincarnazione del dio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ga%E1%B9%87e%C5%9Ba">Ganesha</a> e si sono rifiutati di farla visitare dai medici e specialisti. Ora la loro casa è diventata meta di pellegrinaggi ininterrotti.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli organi di stampa si sono giustamente fiondati sulla notizia e si sono affrettati a descriverla come una &#8220;bimba con due facce&#8221; (nella foto in alto e qui in un <a href="http://it.youtube.com/watch?v=3NgcPr-q_7c">video</a>)</p>
<p style="text-align:justify;">Ma è questa una descrizione affidabile e veritiera o è solo frutto di una imprecisione e di un sensazionalismo che fa comodo?</p>
<p style="text-align:justify;">Perché a ben vedere la piccola bambina indiana potrebbe essere in realtà <strong>&#8220;le piccole bambine indiane&#8221;</strong>. O più precisamente due feti omozigoti la cui separazione non è avvenuta del tutto.</p>
<p style="text-align:justify;">Si può parlare in questo caso di <strong>dicefalia non completa</strong>, che fa parte di quell&#8217;ampio spettro di casi che va sotto il nome di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Polycephaly">policefalia</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">La <strong>policefalia</strong> è rara in natura ma è comunque ampiamente documentata in tantissime specie soprattutto rettili e anfibi (famosissime le <a href="http://www.liveleak.com/view?i=02c9edd98d">tartarughe</a> o i <a href="http://www.liveleak.com/view?i=3ca82dc3cd">serpenti</a> bicefali tenuti in musei o zoo e il cui valore è inestimabile) ma anche in mammiferi come nell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il caso più famoso è sicuramente quello di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Abigail_and_Brittany_Hensel">Abigail e Brittany Hensel</a> venuto alla luce qualche anno fa. Due teste attaccate ad un unico corpo (nel video sotto).</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/BkKWApOAG2g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/BkKWApOAG2g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ma mentre per Abigail e Brittany la dicefalia è avvenuta totalmente per la bimba indiana la separazione del cranio non è avvenuta del tutto e il cranio pare fuso. In queste condizioni e con i genitori che si rifiutano di farla visitare e curare la bimba(e) farà una fine certa.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; strano che nessuno tra i giornali (anche internazionali) si sia reso conto della somiglianza dei casi (nei giornali inglesi la storia di Abigail e Britanny rimase per anni) e invece si sia preferito seguire la strada del &#8220;caso esotico e folkloristico&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La bimba(e) bicefala indiana è possibile che possa sopravvivere (anche se la fusione degli encefali potrebbe compromettere la separazione dei crani) e avere una vita seminormale come quella di Abigail e Britanny, ma solo a costo che venga curata, sottoposta ad esami e operata.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; sicuramente triste vedere come la superstizione e l&#8217;ignoranza possano condannare giovani vite innocenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Quanti gemelli siamesi o bambini bicefali sarebbero morti nel mondo a causa di cure non tempestive e inadeguate se per ognuno di questi casi si fosse visto un intervento divino sacro ed intoccabile?</p>
</div>]]></content:encoded>
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