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	<title>disuguaglianza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/disuguaglianza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "disuguaglianza"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 11:14:14 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[CHI SONO I MENO PAGATI D'ITALIA? TANTO PER CAMBIARE: GIOVANI, DONNE, ED IMMIGRATI. ALLARME TOTALE]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/25/chi-sono-i-meno-pagati-ditalia-tanto-per-cambiare-giovani-donne-ed-immigrati-allarme-totale/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 16:51:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[ROMA &#8211; Italia, il paese delle ingiustizie! Donne, immigrati, giovani: tre categorie che guadag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ROMA &#8211; Italia, il paese delle ingiustizie! Donne, immigrati, giovani: tre categorie che guadag]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Disuguaglianza fra gli uomini...]]></title>
<link>http://yuia.wordpress.com/2009/08/28/disuguaglianza-fra-gli-uomini/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 10:57:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>yuia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La nostra società contemporanea deve quotidianamente affrontare numerosissimi problemi, che a volte ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La nostra società contemporanea deve quotidianamente affrontare numer<img class="alignright" title="Disuguaglianza" src="http://www.barrigue.ch/banque/10/princ/P_909.jpg" alt="" width="400" height="300" />osissimi problemi, che a volte mettono in pericolo la sua stessa stabilità. Uno di questi è senz&#8217;altro quello della disuguaglianza fra gli uomini, un ostacolo che non affligge solamente la società odierna, ma angustiava anche le società di un tempo, come quella di J.J. Rousseau. Quest&#8217;ultimo, infatti, nel suo &#8220;discorso sull&#8217;origine e i fondamenti dell&#8217;inuguaglianza tra uomini&#8221; presenta due tipi di disuguaglianza umana: quella naturale e fisica e quella morale e politica. La prima, ossia quella dovuta al fatto di non accettare che qualcuno sia diverso nel fisico, è sempre esistita e perciò ha radici molto profonde, basate sul rifiutare a priori diverse fisionomie e razze (disuguaglianza razziale). Ad esempio, la &#8220;lotta&#8221; fra bianchi e neri è purtroppo sempre esistita ed ancora oggi, sfortunatamente, a volte, riemerge. Ma la disuguaglianza morale e politica (disuguaglianza etnica) ha radici ancora più profonde e meschine, in quanto consiste nel classificare gli uomini a seconda dei privilegi di cui godono e non tanto in base alle caratteristiche fisiche che possiedono. <!--more-->Non si può non ricordare, ad esempio gli schiavi che nel corso della storia sono stati uccisi e sfruttati peggio degli animali, solo perchè appartenenti a ceti sociali poverissimi. Perciò, a quest&#8217;ultimo tipo di disuguaglianza morale e politica, si potrebbe aggiungere anche l&#8217;aggettivo &#8220;economica&#8221;. Infatti, in tutte le società di ogni tempo, le disuguaglianze esistevano ed esistono ancora, soprattutto per motivi finanziari ed economici, oltre a quelli fisici. Ad esempio, ancora oggi, i barboni vengono considerati diversi ed emarginati solo perchè non hanno soldi per potersi costruire un tetto sopra la testa. Vengono considerati da noi &#8220;potenti&#8221; semplice e fastidiosa spazzatura da scrollarsi di dosso. E questo non è giusto. Questo tipo di disuguaglianza, quindi, rischia di essere ancora più pericolosa di quella fisica e naturale, poiché tende spesso a considerare &#8220;anormali&#8221; le minoranze e a farle diventare un vero e proprio &#8220;capro espiatorio&#8221;, attribuendogli tutta la colpa del fallimento della nostra società. Inoltre questa disuguaglianza può essere fautrice di pregiudizi insani e di una chiusura totale nei confronti del prossimo, che può danneggiare l&#8217;intera società stessa. Anche perchè, come diceva Einstein, &#8220;è molto più facile scindere un atomo che allontanare il pregiudizio&#8221;, e soprattutto, come diceva Dewey, &#8220;chi dice di non avere pregiudizi, è il primo ad averne&#8221;  Perciò è importante che intervenga ora una corretta e sana educazione, che faccia aprire gli occhi agli uomini, facendogli capire che non si può e non si deve distinguere dal colore della pelle o dalla classe sociale di appartenenza o dal denaro. Tutti infatti sono esseri viventi. E&#8217; una vita per tutti. Importante è anche un&#8217;educazione alla tolleranza e al rispetto. E&#8217; fondamentale, infatti, &#8220;riconoscere e partecipare ai sentimenti degli altri&#8221; (F. Savater), &#8220;sentire gli altri&#8221; (Rogers), promuovere contatti fra gruppi diversi di individui e collaborare insieme per riconoscere che &#8220;siamo tutti fatti della stessa pasta&#8221; (F. Savater, &#8220;Etica per un figlio&#8221;). Riconoscere quindi, che potremmo non essere perfettamente uguali fisicamente, ma siamo sicuramente figli di uno stesso Cielo, simili nelle emozioni, nei sentimenti, nello stesso tratto di vita che viviamo insieme e che, soprattutto, insieme abbiamo il diritto di vivere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Papa e l'economia]]></title>
<link>http://panettore.wordpress.com/2009/07/10/il-papa-e-leconomia/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 13:55:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>panettore</dc:creator>
<guid>http://panettore.wordpress.com/2009/07/10/il-papa-e-leconomia/</guid>
<description><![CDATA[I commenti da parte degli economisti alla nuova enciclica papale Caritas in Veritate, scritta con l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I commenti da parte degli economisti alla nuova enciclica papale <em>Caritas in Veritate</em>, scritta con l&#8217;obiettivo di riqualificare il punto di vista cattolico sull&#8217;economia mondiale, non sono affatto entusiasti. Vengono segnalati errori, facilonerie, luoghi comuni, incongruenze logiche abbastanza grossolane. Due esempi qui: <strong><a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/L%27enciclica_Caritas_in_Veritate#body">Andrea Moro</a></strong> e <a href="http://online.wsj.com/article/SB124719496373221471.html?mod=googlenews_wsj"><strong>Tyler Cowen</strong></a><strong>. </strong>Il punto più interessante è forse di quest&#8217;ultimo:</p>
<blockquote><p>A truly revolutionary document would have dealt with the rise of China and India. Though Western society has experienced a widespread secularization, our versions of capitalism and democracy are still based squarely on Christian ideas, and I believe this marriage of liberalism and Christianity has been for the better. China and India, despite each having some number of Christians, have no realistic prospects for a comparable ideological accommodation between morals and markets, and so we are entering uncharted waters.</p></blockquote>
<blockquote><p>How will the rise of non-Christian powers affect the practice of capitalism? Will Christian and non-Christian societies understand each other well enough to negotiate successful international agreements? To what extent will Europe even manage to stay Christian?</p></blockquote>
<p><em>[Noisefromamerika, WSJ]</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Dalla presentazione di Caritas in veritate]]></title>
<link>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/07/08/dalla-presentazione-di-caritas-in-veritate/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 21:53:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal discorso di Benedetto XVI in occasione della presentazione della nuova enciclica sociale La mia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dal discorso di <strong>Benedetto XVI</strong> in occasione della presentazione della nuova <strong>enciclica sociale</strong></p>
<blockquote><p>La mia nuova <a title="Vai al sito del Vaticano" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html" target="_blank">Enciclica <strong>Caritas in veritate</strong></a>, che ieri è stata ufficialmente presentata, si ispira per la sua visione fondamentale ad un passo della lettera di san Paolo agli Efesini, dove l’Apostolo parla dell’agire secondo verità nella carità: “Agendo &#8211; lo abbiamo sentito ora &#8211; secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a Lui, che è il capo, Cristo” (4, 15). La <strong>carità nella verità</strong> è quindi la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera. Per questo, attorno al principio “caritas in veritate”, ruota l’intera <strong>dottrina sociale della Chiesa</strong>. Solo con la carità, illuminata dalla ragione e dalla fede, è possibile conseguire obiettivi di sviluppo dotati di valenza umana e umanizzante. La carità nella verità “è principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, un principio che prende forma operativa in criteri orientativi” (n. 6). L’Enciclica richiama subito nell’introduzione due criteri fondamentali: la <strong>giustizia </strong>e il <strong>bene comune</strong>. La giustizia è parte integrante di quell’amore “coi fatti e nella verità” (1 Gv 3, 18), a cui esorta l’apostolo Giovanni (cfr n. 6). E “amare qualcuno è volere il suo bene e adoperarsi efficacemente per esso. Accanto al bene individuale, c’è un bene legato al vivere sociale delle persone… Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera” per il bene comune. Due sono quindi i criteri operativi, la giustizia e il bene comune; grazie a quest’ultimo, la carità acquista una dimensione sociale. Ogni cristiano – dice l’Enciclica – è chiamato a questa carità, ed aggiunge: “È questa la via istituzionale… della carità” (cfr n. 7).</p>
<p><!--more-->Come altri documenti del Magistero, anche questa Enciclica riprende, continua ed approfondisce l’analisi e la riflessione della Chiesa su tematiche sociali di vitale interesse per l’umanità del nostro secolo. In modo speciale, si riallaccia a quanto scrisse Paolo VI, oltre 40 anni or sono, nella Populorum progressio, pietra miliare dell’insegnamento sociale della Chiesa, nella quale il grande Pontefice traccia alcune linee decisive, e sempre attuali, per lo sviluppo integrale dell’uomo e del mondo moderno. La situazione mondiale, come ampiamente dimostra la cronaca degli ultimi mesi, continua a presentare non piccoli problemi e lo “scandalo” di disuguaglianze clamorose, che permangono nonostante gli impegni presi nel passato. Da una parte, si registrano segni di gravi squilibri sociali ed economici; dall’altra, si invocano da più parti riforme non più procrastinabili per colmare il divario nello sviluppo dei popoli. Il fenomeno della globalizzazione può, a tal fine, costituire una reale opportunità, ma per questo è importante che si ponga mano ad un profondo rinnovamento morale e culturale e ad un responsabile discernimento circa le scelte da compiere per il bene comune. Un futuro migliore per tutti è possibile, se lo si fonderà sulla riscoperta dei fondamentali valori etici. Occorre cioè una nuova progettualità economica che ridisegni lo sviluppo in maniera globale, basandosi sul fondamento etico della responsabilità davanti a Dio e all’essere umano come creatura di Dio.</p>
<p>L’Enciclica certo non mira ad offrire soluzioni tecniche alle vaste problematiche sociali del mondo odierno – non è questa la competenza del Magistero della Chiesa (cfr n. 9). Essa ricorda però i grandi principi che si rivelano indispensabili per costruire lo sviluppo umano dei prossimi anni. Tra questi, in primo luogo, l’attenzione alla vita dell’uomo, considerata come centro di ogni vero progresso; il rispetto del diritto alla libertà religiosa, sempre collegato strettamente con lo sviluppo dell’uomo; il rigetto di una visione prometeica dell’essere umano, che lo ritenga assoluto artefice del proprio destino. Un’illimitata fiducia nelle potenzialità della tecnologia si rivelerebbe alla fine illusoria. Occorrono uomini retti tanto nella politica quanto nell’economia, che siano sinceramente attenti al bene comune. In particolare, guardando alle emergenze mondiali, è urgente richiamare l’attenzione della pubblica opinione sul dramma della fame e della sicurezza alimentare, che investe una parte considerevole dell’umanità. Un dramma di tali dimensioni interpella la nostra coscienza: è necessario affrontarlo con decisione, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri. Sono certo che questa via solidaristica allo sviluppo dei Paesi più poveri aiuterà certamente ad elaborare un progetto di soluzione della crisi globale in atto. Indubbiamente va attentamente rivalutato il ruolo e il potere politico degli Stati, in un’epoca in cui esistono di fatto limitazioni alla loro sovranità a causa del nuovo contesto economico-commerciale e finanziario internazionale. E d’altro canto, non deve mancare la responsabile partecipazione dei cittadini alla politica nazionale e internazionale, grazie pure a un rinnovato impegno delle associazioni dei lavoratori chiamati a instaurare nuove sinergie a livello locale e internazionale. Un ruolo di primo piano giocano, anche in questo campo, i mezzi di comunicazione sociale per il potenziamento del dialogo tra culture e tradizioni diverse.</p>
<p>Volendo dunque programmare uno sviluppo non viziato dalle disfunzioni e distorsioni oggi ampiamente presenti, si impone da parte di tutti una seria riflessione sul senso stesso dell’economia e sulle sue finalità. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo domanda la crisi culturale e morale dell’uomo che emerge con evidenza in ogni parte del globo. L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento; ha bisogno di recuperare l’importante contributo del principio di gratuità e della “logica del dono” nell’economia di mercato, dove la regola non può essere il solo profitto. Ma questo è possibile unicamente grazie all’impegno di tutti, economisti e politici, produttori e consumatori e presuppone una formazione delle coscienze che dia forza ai criteri morali nell’elaborazione dei progetti politici ed economici. Giustamente, da più parti si fa appello al fatto che i diritti presuppongono corrispondenti doveri, senza i quali i diritti rischiano di trasformarsi in arbitrio. Occorre, si va sempre più ripetendo, un diverso stile di vita da parte dell’umanità intera, in cui i doveri di ciascuno verso l’ambiente si colleghino a quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri. L’umanità è una sola famiglia e il dialogo fecondo tra fede e ragione non può che arricchirla, rendendo più efficace l’opera della carità nel sociale, e costituendo la cornice appropriata per incentivare la collaborazione tra credenti e non credenti, nella condivisa prospettiva di lavorare per la giustizia e la pace nel mondo. Come criteri-guida per questa fraterna interazione, nell’Enciclica indico i principi di sussidiarietà e di solidarietà, in stretta connessione tra loro. Ho infine segnalato, dinanzi alle problematiche tanto vaste e profonde del mondo di oggi, la necessità di un’Autorità politica mondiale regolata dal diritto, che si attenga ai menzionati principi di sussidiarietà e solidarietà e sia fermamente orientata alla realizzazione del bene comune, nel rispetto delle grandi tradizioni morali e religiose dell’umanità.</p>
<p>Il Vangelo ci ricorda che <strong>non di solo pane vive l’uomo</strong>: non con beni materiali soltanto si può soddisfare la sete profonda del suo cuore. L’orizzonte dell’uomo è indubbiamente più alto e più vasto; per questo ogni programma di sviluppo deve tener presente, accanto a quella materiale, la crescita spirituale della persona umana, che è dotata appunto di anima e di corpo. È questo lo sviluppo integrale, a cui costantemente la dottrina sociale della Chiesa fa riferimento, sviluppo che ha il suo criterio orientatore nella forza propulsiva della “carità nella verità”.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Come ridurre la disuguaglianza tra ricchi e poveri]]></title>
<link>http://janejacobs.wordpress.com/2009/06/26/come-ridurre-la-disuguaglianza/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 14:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>janejacobs</dc:creator>
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<description><![CDATA[Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un aumento della disuguaglianza tra ricchi e poveri. Nei P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un aumento della disuguaglianza tra ricchi e poveri. Nei P]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La donna riacquista la cittadinanza e la trasmette]]></title>
<link>http://barbarameoevoli.wordpress.com/2009/06/17/la-donna-riacquista-la-cittadinanza-e-la-trasmette/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 23:35:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>barbarameoevoli</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sentenza della Corte di Cassazione del 25 febbraio ha stabilito un precedente importante per le d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>La sentenza della Corte di Cassazione del 25 febbraio ha stabilito un precedente importante per le donne private della cittadinanza italiana a causa del matrimonio con uno straniero</strong></p>
<div id="attachment_300" class="wp-caption aligncenter" style="width: 272px"><img class="size-medium wp-image-300" title="donna migrante" src="http://barbarameoevoli.wordpress.com/files/2009/06/donna-migrante.jpg?w=262" alt="Una donna migrante italiana con la propria famiglia " width="262" height="300" /><p class="wp-caption-text">Una donna migrante italiana con la propria famiglia </p></div>
<p>CARACAS – “Gli articoli della legge 555 del 1912 che prevedono che, in caso di matrimonio con uno straniero, la donna perda la cittadinanza italiana e che non la trasmetta alla prole, sono senza ombra di dubbio discriminatori. La sentenza num. 4466 del 25 febbraio scorso della Corte di Cassazione è sicuramente molto importante poiché annulla l’effetto di tale legge, ma si applica solo al caso particolare della donna egiziana, Miriam E., che aveva fatto ricorso”. Così ha affermato l’avvocato civilista Teresina Giustiniano, membro del Comites di Caracas, che si dedica alla consulenza legale degli italo-venezolani all’estero.</p>
<p><!--more-->Tale sentenza riconosce quindi giustamente l’incostituzionalità delle norme suddette della legge 555, ma non permette a tutte le donne che hanno perso la cittadinanza in seguito al matrimonio con uno straniero, avvenuto prima del ’48, di riacquistarla. Per riottenere la cittadinanza è necessaria una sentenza di un giudice. E quindi le possibilità economiche per fare ricorso in Italia, possibilità che sono di pochi.</p>
<p>“La sentenza – spiega l’avvocato &#8211; ha effetto solo per la ricorrente, affinché gli effetti siano generali è necessaria una legge. Tutti gli italiani all’estero la stanno aspettando”.</p>
<p>“La sentenza num. 4466 stabilisce per la prima volta che la donna non perde automaticamente la cittadinanza italiana nel momento in cui si sposi con uno straniero, anche prima del 1983, anno in cui è stato riformato il diritto di famiglia. In Venezuela comunque l’acquisto della cittadinanza venezolana non è mai stata una conseguenza automatica del matrimonio, ma dipende da un atto di volontà della donna. Inoltre la stessa sentenza afferma che la donna trasmette la cittadinanza al figlio nato prima del ’48. Questo secondo principio non è una novità, visto che era già stato sancito da altre quattro sentenze passate” puntualizza Giustiniano.</p>
<p>I due articoli suddetti, secondo l’avvocato specializzato in problematiche di cittadinanza, sono espressione del principio antiquato e ormai superato del <em>pater familias </em>per cui la donna era oggetto di diritto e non soggetto di diritto. La donna quindi era considerata quasi come parte della dote del marito e seguiva inesorabilmente la sorte dell’uomo. Fortunatamente la  Costituzione del 1948 e la legge di riforma del diritto di famiglia del 1983 cambiarono radicalmente questa concezione.</p>
<p>Come si è potuto notare nell’ultimo incontro del 28 febbraio fra la comunità italiana e la delegazione di tre deputati italiani in visita in Venezuela, uno dei temi che sta più a cuore alla nostra Collettività è l’approvazione di una nuova legge sulla cittadinanza italiana, essendo ancora oggi regolamentata da una miriade di leggi che determinano una grande incertezza del diritto.</p>
<p>Teresina Giustiniano, membro del Comites di Caracas, preme affinché si discuta in Parlamento il progetto di legge su questo tema. Sottolinea inoltre che, a suo parere e sulla base dell’esperienza del lavoro quotidiano, “è importante inserire nel progetto la possibilità che gli italiani che hanno perso la cittadinanza per proprio atto di volontà la possano riacquistare. Bisogna dare agli italiani che hanno lasciato il proprio paese per andare a lavorare all’estero il diritto di morire come italiani. Per la maggior parte di questi migranti, infatti, la decisione di perdere la cittadinanza non è stata una scelta ma quasi un’imposizione, dovuta alle condizioni di fatto del momento. Acquistando la cittadinanza del paese in cui avevano emigrato venivano facilitati in tantissimi ambiti, e anche nel lavoro”.</p>
<p>L’avvocato inoltre puntualizza come “la richiesta del riacquisto della cittadinanza da parte di molti italiani anziani emigrati non è motivata dal desiderio di ottenere la pensione italiana ma semplicemente dal sentirsi italiani e voler trasmettere l’italianità”.</p>
<p>Un altro punto su cui l’avv. Giustiniano si batte affinché non sia inserito nella legge è l’introduzione di un limite generazionale per trasmettere la cittadinanza:</p>
<p>“La legge di cittadinanza italiana è molto aperta. E’ splendido che non solo un nonno, ma anche un bisnonno e un tataranonno possano trasmettere ai nipoti l’italianità e quindi la cittadinanza. I discendenti dei migranti italiani possono dare molto all’Italia in termini di valori acquisiti crescendo all’estero. Anche a livello di business gli italiani all’estero sono un plusvalore per l’Italia. Basta pensare al fatto che chi si sente italiano spesso: compra il “made in Italy”, fa viaggi in Italia, frequenta corsi di italiano, acquista una casa in Italia. Tutto ciò è un guadagno per l’Italia”.</p>
<p>“Il nostro sud – spiega l’avvocato appassionandosi – che, ancora oggi, è spesso snobbato da una parte importante della stessa Italia “dentro le mura”, viene invece valorizzato dagli italiani residenti all’estero. Quando infatti le generazioni “distanti” scoprono, nella ricerca delle proprie radici, il paesino sperduto dove è nato il loro avo, lo guardano con ammirazione. Una volta, magari, quel paesino faceva parte della Magna Grecia&#8230; e la prima cosa che questi giovani italo-venezolani vogliono è proprio conoscerlo. Quando riescono ad andare in Italia si emozionano, diventano orgogliosi di scoprire la culla di una parte importante dell’umanità. Scoprono le proprie origini con una coscienza e una dignità che sarebbe inimmaginabile per molti cittadini italiani nati in Italia”.</p>
<p>“La cittadinanza italiana – conclude colei che è impegnata nella difesa dei diritti degli italiani all’estero &#8211; si trasmette per <em>ius sanguinis</em>. L’italianità non si perde con le generazioni. Preferisco sacrificare nella legge la possibilità che la donna, prima del ’48, possa trasmettere la cittadinanza ai discendenti, a favore del riacquisto della cittadinanza perduta e del fatto che non sia imposto un limite generazionale”.</p>
<p>Bisogna comunque ricordare che acquistare la cittadinanza significa acquistare il diritto di voto. Essere rappresentati in Parlamento significa detenere il potere di influire sulle scelte di politica di un Paese. Significa poter incidere sull’approvazione o meno di leggi che avranno effetti quasi esclusivamente nel territorio italiano per gli italiani che vivono in Italia.</p>
<p><strong>Barbara Meo Evoli</strong></p>
<p><strong><a title="Sito di Barbara meo Evoli" href="http://www.meoevoli.eu">www.meoevoli.eu</a><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dimostrazione di disuguaglianza]]></title>
<link>http://dario2994.wordpress.com/2009/04/22/dimostrazione-di-disuguaglianza/</link>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 18:51:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>dario2994</dc:creator>
<guid>http://dario2994.wordpress.com/2009/04/22/dimostrazione-di-disuguaglianza/</guid>
<description><![CDATA[Oggi posto un&#8217;altra dimostrazione interessante ed istruttiva&#8230; stavolta si parla di disug]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi posto un&#8217;altra dimostrazione interessante ed istruttiva&#8230; stavolta si parla di disuguaglianze algebriche.</p>
<p>Il quesito è relativamente facile, sicuramente più facile di un problema nazionale, ma comunque può insegnare molto su disuguaglianze che per essere dimostrate non richiedono particolari problemi.</p>
<blockquote><p>Siano a,b reali positivi che soddisfano l&#8217;equazione</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%5E%7B2001%7D%2Bb%5E%7B2001%7D%3Da%5E%7B1999%7D%2Bb%5E%7B1999%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a^{2001}+b^{2001}=a^{1999}+b^{1999}' title='\displaystyle a^{2001}+b^{2001}=a^{1999}+b^{1999}' class='latex' /></p>
<p>Dimostrare che</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=+%5Cdisplaystyle+a%2Bb%5Cle+2&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt=' \displaystyle a+b\le 2' title=' \displaystyle a+b\le 2' class='latex' /></p></blockquote>
<p>Premetto che la soluzione ufficiale era differente ma la mia è comunque sia più giusta che più facile <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Allora prima di tutto analizzo il caso<strong> a=1</strong>&#8230; con semplici calcoletti viene fuori che<strong> b=1</strong> e dato che <strong>a+b=2</strong> le soluzioni soddisfano la disuguaglianza.</p>
<p>Quindi d&#8217;ora in poi possiamo assumere</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=+%5Cdisplaystyle+a%5Cnot%3D1+%2C+b%5Cnot%3D1&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt=' \displaystyle a\not=1 , b\not=1' title=' \displaystyle a\not=1 , b\not=1' class='latex' /></p>
<p>Ora ammetto che</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%26%2362%3B1+%2C+b%26%2362%3B1&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a&gt;1 , b&gt;1' title='\displaystyle a&gt;1 , b&gt;1' class='latex' /></p>
<p>Attraverso semplici deduzione deriva che</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=+%5Cdisplaystyle+a%5E%7B2001%7D%2Bb%5E%7B2001%7D%26%2362%3Ba%5E%7B1999%7D%2Bb%5E%7B1999%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt=' \displaystyle a^{2001}+b^{2001}&gt;a^{1999}+b^{1999}' title=' \displaystyle a^{2001}+b^{2001}&gt;a^{1999}+b^{1999}' class='latex' /></p>
<p>Quindi è un<strong> assurdo</strong> e perciò <strong>non possono essere entrambi maggiori di 1</strong>.</p>
<p>Con ragionamente analoghi si deduce che <strong>non possono essere entrambi minori di 1</strong>.</p>
<p>Quindi ora so per certo che <strong>uno è maggiore e l&#8217;altro minore di 1. </strong></p>
<p>Senza perdità di generalità (in un contesto olimpico si scrive WLOG=without loss of generality) <strong>assumo che a&#60;1 e b&#62;1</strong>.</p>
<p>Ora partendo dall&#8217;equazione iniziale sposto e raccolgo un po di roba</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%5E%7B2001%7D%2Bb%5E%7B2001%7D%3Da%5E%7B1999%7D%2Bb%5E%7B1999%7D%5CRightarrow&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a^{2001}+b^{2001}=a^{1999}+b^{1999}\Rightarrow' title='\displaystyle a^{2001}+b^{2001}=a^{1999}+b^{1999}\Rightarrow' class='latex' /></p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%5E%7B2001%7D-a%5E%7B1999%7D%3Db%5E%7B1999%7D-b%5E%7B2001%7D%5CRightarrow&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a^{2001}-a^{1999}=b^{1999}-b^{2001}\Rightarrow' title='\displaystyle a^{2001}-a^{1999}=b^{1999}-b^{2001}\Rightarrow' class='latex' /></p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%5E%7B1999%7D%28a%5E2-1%29%3Db%5E%7B1999%7D%281-b%5E2%29%5CRightarrow&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a^{1999}(a^2-1)=b^{1999}(1-b^2)\Rightarrow' title='\displaystyle a^{1999}(a^2-1)=b^{1999}(1-b^2)\Rightarrow' class='latex' /></p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%5E%7B1999%7D%28a-1%29%28a%2B1%29%3Db%5E%7B1999%7D%281-b%29%281%2Bb%29&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a^{1999}(a-1)(a+1)=b^{1999}(1-b)(1+b)' title='\displaystyle a^{1999}(a-1)(a+1)=b^{1999}(1-b)(1+b)' class='latex' /></p>
<p>A questo punto posso sostituire in questo modo:</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%3D1-k&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a=1-k' title='\displaystyle a=1-k' class='latex' /></p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+b%3D1%2Bn&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle b=1+n' title='\displaystyle b=1+n' class='latex' /></p>
<p>Con n,k numeri reali positivi.</p>
<p>Ora tocca sostituire nell&#8217;equazione ottenuta:</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+%281-k%29%5E%7B1999%7D%281-k-1%29%281-k%2B1%29%3D%281%2Bn%29%5E%7B1999%7D%281-1-n%29%281%2B1%2Bn%29%5CRightarrow&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle (1-k)^{1999}(1-k-1)(1-k+1)=(1+n)^{1999}(1-1-n)(1+1+n)\Rightarrow' title='\displaystyle (1-k)^{1999}(1-k-1)(1-k+1)=(1+n)^{1999}(1-1-n)(1+1+n)\Rightarrow' class='latex' /></p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+-k+%282-k%29%281-k%29%5E%7B1999%7D%3D-n%282%2Bn%29%281%2Bn%29%5E%7B1999%7D%5CRightarrow&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle -k (2-k)(1-k)^{1999}=-n(2+n)(1+n)^{1999}\Rightarrow' title='\displaystyle -k (2-k)(1-k)^{1999}=-n(2+n)(1+n)^{1999}\Rightarrow' class='latex' /></p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+k+%282-k%29%281-k%29%5E%7B1999%7D%3Dn%282%2Bn%29%281%2Bn%29%5E%7B1999%7D%5CRightarrow&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle k (2-k)(1-k)^{1999}=n(2+n)(1+n)^{1999}\Rightarrow' title='\displaystyle k (2-k)(1-k)^{1999}=n(2+n)(1+n)^{1999}\Rightarrow' class='latex' /></p>
<p>Ora<strong> se n&#62;k</strong> oppure <strong>n=k</strong> allora la l&#8217;espressione a destra diventa maggiore di quella a sinistra dato che ha tutti i fattori maggiori o uguali (non tutti) all&#8217;altra (controllate <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ) ma questo è un<strong> assurdo</strong> dato che devono essere uguali.</p>
<p>Quindi ora sappiamo che<strong> n&#60;k</strong>.</p>
<p>Ora concludiamo facilmente sostituendo a,b nella disuguaglianza originaria.</p>
<p><img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cdisplaystyle+a%2Bb%5Cle+2%5CRightarrow+1-k%2B1%2Bn%5Cle+%5CRightarrow+2%2B%28n-k%29%5Cle+n&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\displaystyle a+b\le 2\Rightarrow 1-k+1+n\le \Rightarrow 2+(n-k)\le n' title='\displaystyle a+b\le 2\Rightarrow 1-k+1+n\le \Rightarrow 2+(n-k)\le n' class='latex' /></p>
<p>Da qua basta sapere che n-k è sempre negativo per completare la dimostrazione <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per chi volesse vedere una dimostrazione più olimpica e più presentabile eccovi la mia versione scannerizzata (ovviamente è molto più concisa).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-377" title="Dimostrazione disuguaglianza" src="http://dario2994.wordpress.com/files/2009/04/scanned-picture.png" alt="Dimostrazione disuguaglianza" width="450" height="589" />È probabile che non si capisca niente&#8230;.</p>
<p>Come volevasi dimostrare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Matrimonio gay: la parola alla Corte Costituzionale]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/2009/04/21/matrimonio-gay-la-parola-alla-corte-costituzionale/</link>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 06:46:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
<guid>http://lampidipensiero.wordpress.com/2009/04/21/matrimonio-gay-la-parola-alla-corte-costituzionale/</guid>
<description><![CDATA[Un annetto e poco più di esistenza e l&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti assieme alla Rete L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un annetto e poco più di esistenza e l&#8217;<a href="http://www.certidiritti.it/" target="_blank">Associazione Radicale Certi Diritti</a> assieme alla <a href="http://www.retelenford.org/" target="_blank">Rete Lenford</a> mettono a segno un primo colpo: il matrimonio fra omosessuali diventa materia costituzionale (i primi riscontri sulla stampa: <a href="http://www.gay.it/channel/attualita/26416/Matrimoni-gay-chiesto-parere-alla-Corte-Costituzionale.html" target="_blank">Sole 24 Ore</a>, <a href="http://www.gay.it/channel/attualita/26416/Matrimoni-gay-chiesto-parere-alla-Corte-Costituzionale.html">gay.it</a>, <a href="http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?chan=162&#38;i=7076&#38;wrd=storico!+vietare+il+matrimonio+gay+%E8+incostituzionale:+" target="_blank">gay.tv</a>, <a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=55300&#38;sez=NORDEST" target="_blank">il Gazzettino</a>, &#8211; <a href="http://static.ilsole24ore.com/G/GuidaDiritto/binary/10507117.13/10507117.pdf"><strong>QUI il testo dell&#8217;ordinanza</strong></a>)</p>
<p><a href="http://www.affermazionecivile.it/" target="_blank">Affermazione Civile</a>, la campagna condotta dalle due associazioni, è basata sulla consapevolezza dei propri diritti e su una notevole dose di coscienza politica di alcune coppie di omosessuali. Grazie alla loro determinazione a all&#8217;aiuto di Certi Diritti e di Rete Lenford, ha preso corpo un movimento di rivendicazione del diritto al matrimonio che passa attraverso l&#8217;iter processuale. In effetti, pochi di noi aspettavano che in un tempo così breve si potesse arrivare ad investire del tema addirittura la Corte Costituzionale. Invece le solide e convincenti argomentazioni del Prof. e avvocato Francesco Bilotta devono aver convinto la Corte del Tribunale di Venezia che in effetti il rifiuto delle Pubblicazioni di Matrimonio da parte dello Stato Civile si configurava con una probabile materia di rilevanza costituzionale, con preciso riguardo alla disuguaglianza e alla discriminazione.</p>
<p>Se non intercorrono fatti nuovi, è ragionevole pensare che entro un anno e mezzo circa ci potrà essere un pronunciamento di importanza storica. Potrà accadere che la Corte si pronunci in modo favorevole, determinando l&#8217;interpretazione delle disposizioni del codice in modo che gli omosessuali siano ammessi al matrimonio.</p>
<p>Oppure potrà pronunciarsi contro e affermare che gli omosessuali non hanno diritto di accedere al matrimonio. Oppure potrà accadere che la Corte dichiari la sua incompetenza richiamando il Parlamento alla necessità di legiferare in modo chiaro sul tema.</p>
<p>Dal momento del rinvio alla Corte Costituzionale del procedimento si è definitivamente aperta una porta che prima era chiusa. Dal 3 aprile, infatti,  la comunità nazionale è di fronte al problema e non può più fare finta che questo non ci sia. La testimonianza più evidente è lo spazio che il Sole 24 ore dedica oggi all&#8217;ordinanza ed ai pareri di insigni costituzionalisti interpellati sul tema. Se non si perverrà ad un verdetto favorevole, o se il Parlamento legifererà contro il diritto degli omosessuali di contrarre matrimonio, si apriranno nuovi scenari politici, nei quali ancor più rilevanza e spazio avrà la battaglia di civiltà di Affermazione Civile, che dall&#8217;Italia potrà finalmente approdare all&#8217;Alta Corte di Giustizia Europea.</p>
<p>Vedremo come proseguirà. Intanto possiamo registrare il commento di Clara Comelli, Presidente dell&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti che, nell&#8217;apprendere la notizia con entusiasmo e fiducia, &#8220;spera che la Consulta accolga la richiesta del Tribunale veneziano in ossequio al principio di uguaglianza e di non discriminazione sancito dalla nostra Carta fondamentale&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Associazione &#8211; prosegue la Presidente &#8211; continua a rimanere vicino a tutte le coppie che hanno aderito all&#8217;iniziativa di Affermazione Civile e si augura che altre<br />
se ne aggiungano per rafforzare questa importante battaglia di civiltà&#8221;.</p>
<p>Sergio Rovasio, Segretario dell&#8217;Associazione, ha dichiarato: &#8220;Per noi e per la comunità lgbt è un momento storico. Il fatto che un Tribunale abbia rinviato alla Consulta la decisione già di per sè è un grande passo avanti. Ci auguriamo che la Corte riconosca la grave discriminazione di cui sono vittime le coppie gay che in Italia  desiderano sposarsi&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal" align="left">Infine, si esprime anche Saveria Ricci, Presidente di Rete Lenford: &#8220;L&#8217;ordinanza del Tribunale di Venezia è una tappa importante della battaglia che Avvocatura per i diritti LGBT &#8211; Rete Lenford (<a href="http://www.retelenford.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">www.retelenford.org</span></a>) sta conducendo per il rispetto delle persone omosessuali nel nostro Paese. Crediamo fermamente che escludere le coppie dello stesso sesso dalle tutele che discendono dal matrimonio, sia contrario alla nostra Costituzione e agli impegni che l&#8217;Italia ha assunto entrando nell&#8217;Unione  europea.<br />
Confidiamo che la Corte costituzionale prenda in considerazione le argomentazioni del Tribunale di Venezia, che brillano per accuratezza e per rigore giuridico&#8221;.</p>
<p>Rimandando ad un prossimo post per l&#8217;approfondimento sui contenuti dell&#8217;ordinanza del Tribunale di Venezia, faccio solo un appello affinchè altre coppie di uomini e donne omosessuali si uniscano alla campagna di <a href="http://www.affermazionecivile.it/">Affermazione civile</a>, per darle nuova forza e sostenere questo luminoso esempio di civiltà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia, paese troppo disuguale]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/04/10/italia-paese-troppo-disuguale/</link>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 10:36:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chi già oggi sta peggio (lavoratori, pensionati, precari), con la crisi non potrà che peggiorare. La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Chi già oggi sta peggio (lavoratori, pensionati, precari), con la crisi non potrà che peggiorare. La]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ingiustizia ha sconvolto il benessere del mondo]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/04/05/lingiustizia-ha-sconvolto-il-benessere-del-mondo/</link>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 08:33:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Eugenio Scalfari IL tema che desidero oggi proporre ai nostri lettori è quello della disuguaglian]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Eugenio Scalfari IL tema che desidero oggi proporre ai nostri lettori è quello della disuguaglian]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA SINISTRA INVERTEBRATA:  CRISI DI UNA FAZIONE POLITICA (1° parte)]]></title>
<link>http://angelisa.wordpress.com/2009/03/21/la-sinistra-invertebrata-crisi-di-una-fazione-politica-1%c2%b0-parte/</link>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 13:16:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelisa</dc:creator>
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<description><![CDATA[DESTRA E SINISTRA Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra? Non mi sto riferendo alla canzone del compi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;color:#4a442a;">DESTRA E SINISTRA</span></strong></p>
<p><img src="http://angelisa.wordpress.com/files/2009/03/bobbio.jpg" alt="bobbio" title="bobbio" width="218" height="264" class="alignleft size-full wp-image-164" /></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="background:white;line-height:18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:#29303b;">Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="background:white;line-height:18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:#29303b;">Non mi sto riferendo alla canzone del compianto Giorgio Gaber, ma voglio fare il punto su questi due termini che, logorati dall’uso, hanno perso il peso del loro significato. Per far questo voglio scomodare il grande <strong>Norberto Bobbio</strong> (nella foto)<strong> che definiva la destra come disuguaglianza</strong>. O meglio, spinta alla disuguaglianza, propensione ad accrescere o comunque a non diminuire il grado delle disuguaglianza. <strong>E la sinistra</strong> (quella sinistra cui non fa mistero di rivolgere le proprie simpatie) <strong>come spinta egualitaria</strong>, vocazione a ridurre le distanze, redistribuzione tendenziale delle opportunità.</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="background:white;line-height:18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:#29303b;">Mentre la coppia <strong>libertà</strong>/<strong>illibertà</strong> per Bobbio serviva a definire l’altra distinzione tra <strong>moderatismo </strong>e <strong>radicalismo</strong> o tra democrazie e totalitarismi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="background:white;line-height:18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:#29303b;">Sinistra è dunque uguaglianza, è questo che si dovrebbe ricordare agli attuali partiti che si dicono di sinistra, quando sono lungi dal tutelare i diritti dei più deboli. Ma non solo, ciò che caratterizza la sinistra attuale è anche quell’insistenza autodistruttiva a perseguire la politica della mediazione a dispetto di tutto. <strong>Una sinistra</strong> dunque <strong><em>invertebrata</em></strong>, come <strong>l’ha definita</strong> in un articolo de <em>la Repubblica</em> <strong>Nadia Urbinati</strong>, perché senza coraggio di scelte forti e chiare anche se all’apparenza o nell’immediato impopolari. <img src="http://angelisa.wordpress.com/files/2009/03/jellyfish1.jpg?w=150" alt="jellyfish1" title="jellyfish1" width="200" height="145" class="alignright size-thumbnail wp-image-176" />Nel suo articolo la Urbinati analizza i vizi della sinistra italiana visti con gli occhi di <strong>Perry Anderson</strong>, storico dei movimenti politici di sinistra. <strong>L’ascesa del populismo leghista e dell’anti-civismo berlusconiano</strong> <strong>è</strong>, secondo Anderson, <strong>il frutto della netta separazione tra un’elite raffinata e d’avanguardia e un popolo sempre meno acculturato e informato</strong>, giudicato dall’alto e spesso disprezzato. Una cultura popolare quindi sulla quale si è edificata la fortuna di Mediaset prima e di Forza Italia poi.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un país ingobernable ]]></title>
<link>http://knesset2009.wordpress.com/2009/02/11/un-pais-ingobernable/</link>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 08:13:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>valentinabalzati</dc:creator>
<guid>http://knesset2009.wordpress.com/2009/02/11/un-pais-ingobernable/</guid>
<description><![CDATA[Sin Constitución y con un Parlamento fragmentado por la diversidad social, religiosa y étnica, la es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sin Constitución y con un Parlamento fragmentado por la diversidad social, religiosa y étnica, la estabilidad política parece imposible en Israel.</p>
<p>El Pais<!--more--></p>
<p>Probablemente sólo existe un Estado en el mundo en el que nada más cerrarse las urnas ya se habla de las siguientes elecciones. Anticipadas, cómo no en Israel. Sucedió durante la noche electoral del martes. Tal es la confusión generada por los resultados de los comicios. Doce partidos en un Parlamento de 120 escaños componen un panorama político que fuerza a la componenda, al navajeo y a las coaliciones inverosímiles. Todo ello producto de una legislación electoral basada en la proporcionalidad pura, que promueve la representación de todos los sectores sociales, religiosos y étnicos. Pero que convierte a Israel en un país ingobernable.</p>
<p>Los líderes son conscientes de que es imposible que Israel goce de estabilidad política. Y se escuchan con frecuencia voces que abogan por un sistema con rasgos del presidencialismo. Sin embargo, nunca se ponen manos a la obra. Surgen propuestas, como elevar el umbral que permite el acceso a la Cámara, ahora situado en el 2%. Y seguramente ello supondría la fusión de algunos partidos y facilitaría reformas fundamentales que Israel requiere. Pero la fragmentación de la Kneset, y la necesidad de buscar apoyos en formaciones que defienden intereses y principios muy concretos, convierten la tarea en misión imposible.</p>
<p>Israel, 61 años después de su fundación, carece de Constitución y se rige por las denominadas Leyes Básicas. Se antoja imposible poner de acuerdo a sectores tan distantes en su visión del mundo sobre asuntos para nada intrascendentes. Por el contrario, afectan a cientos de miles de sus 7,3 millones de habitantes.</p>
<p>La legislación civil, por ejemplo, es una de las materias más conflictivas. El matrimonio, el divorcio y las conversiones al judaísmo son asuntos que monopolizan los tribunales rabínicos. No está regulado el matrimonio civil y decenas de miles de israelíes han viajado a Chipre para casarse. En partidos laicos como Yisrael Beiteinu y Kadima abunda la indignación. Unas 300.000 personas que desean convertirse al judaísmo, siguiendo las reglas impuestas por el rabinato, se topan con exigencias mayúsculas. Se requieren años de estudio y los rabinos exigen adecuarse a los preceptos del Libro Sagrado con celo inquisidor.</p>
<p>La evasión en el llamamiento a filas en el Ejército, un pilar fundamental de la sociedad -cada vez más en manos de los simpatizantes de los religiosos-sionistas, es decir los colonos-, crece paulatinamente. De hecho es motivo de disputa entre Yisrael Beiteinu -partido que aglutina el voto ruso, aunque no sólo- y grupos ultraortodoxos como el Shas, que consideran herejía que los alumnos de las yeshivas (escuelas talmúdicas) no se dediquen en cuerpo y alma al estudio de la Torá. La inmensa mayoría de los estudiantes de esas escuelas, financiadas generosamente con recursos públicos, eluden el servicio militar. Y si alguien plantea reformar el currículum para que sus alumnos se apliquen en las matemáticas, geografía o historia, los rabinos montan en cólera.</p>
<p>&#8220;Éste es un país cuyo nivel de vida ha caído respecto a los países occidentales y donde la tasa de pobreza y desigualdad crece constantemente desde 1970&#8230; Un país con el peor sistema educativo de Occidente y con un sistema universitario que todavía es uno de los mejores pero que se halla al borde de la caída libre. Un país con severos problemas de agua y de transportes conocidos desde hace décadas pero que han sido despreciados. Un país con una fuga de cerebros sin parangón en Occidente. En un país que pese a todo ello aún puede convertirse en el éxito más asombroso del siglo XXI, todos esos problemas pueden resumirse en una sencilla frase: es el sistema, estúpidos&#8221;, ha escrito Dan Ben-David, profesor de Políticas Públicas de la Universidad de Tel Aviv.</p>
<p>http://www.elpais.com/articulo/internacional/pais/ingobernable/elpepuint/20090211elpepuint_14/Tes</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[70]]></title>
<link>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/02/04/70/</link>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 17:14:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>vindab</dc:creator>
<guid>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/02/04/70/</guid>
<description><![CDATA[Il passaggio dall&#8217;utopia dell&#8217;uguaglianza all&#8217;utopia dell&#8217;eliminazione delle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Il passaggio dall&#8217;utopia dell&#8217;uguaglianza all&#8217;utopia dell&#8217;eliminazione delle aberrazioni della disuguaglianza, si chiama downsizing.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[63]]></title>
<link>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/02/02/63/</link>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 15:58:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>vindab</dc:creator>
<guid>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/02/02/63/</guid>
<description><![CDATA[Quello che è istintivo non è innato, si può apprendere con l&#8217;esercizio dell&#8217;esperienza. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Quello che è istintivo non è innato, si può apprendere con l&#8217;esercizio dell&#8217;esperienza. Qualsiasi gesto può diventare istintivo.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La dimostrazione di AM-GM per mezzo di Jensen]]></title>
<link>http://fermata211.wordpress.com/2008/12/29/la-dimostrazione-di-am-gm-per-mezzo-di-jensen/</link>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 14:05:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>mod_2</dc:creator>
<guid>http://fermata211.wordpress.com/2008/12/29/la-dimostrazione-di-am-gm-per-mezzo-di-jensen/</guid>
<description><![CDATA[Disuguaglianza di Jensen Sia un sottoinsieme convesso, e sia una funzione convessa. Siano punti di ,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Disuguaglianza di Jensen</strong><br />
Sia <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=I+%5Csubseteq+%5Cmathbb%7BR%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='I \subseteq \mathbb{R}' title='I \subseteq \mathbb{R}' class='latex' /> un sottoinsieme convesso, e sia <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f%3AI+%5Crightarrow+%5Cmathbb%7BR%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='f:I \rightarrow \mathbb{R}' title='f:I \rightarrow \mathbb{R}' class='latex' /> una funzione convessa. Siano <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=x_1%2C...%2Cx_n&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='x_1,...,x_n' title='x_1,...,x_n' class='latex' /> punti di <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=I&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='I' title='I' class='latex' />, e siano <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Clambda+_1%2C...+%5Clambda+_n&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\lambda _1,... \lambda _n' title='\lambda _1,... \lambda _n' class='latex' /> numeri reali tali che <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Clambda+_1%2B...%2B%5Clambda+_n%3D1&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\lambda _1+...+\lambda _n=1' title='\lambda _1+...+\lambda _n=1' class='latex' />.<br />
Allora avremo <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f%28%5Clambda+_1x_1%2B...%2B%5Clambda+_nx_n%29+%5Cle+%5Clambda+_1f%28x_1%29%2B...%2B%5Clambda+_nf%28x_n%29&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='f(\lambda _1x_1+...+\lambda _nx_n) \le \lambda _1f(x_1)+...+\lambda _nf(x_n)' title='f(\lambda _1x_1+...+\lambda _nx_n) \le \lambda _1f(x_1)+...+\lambda _nf(x_n)' class='latex' />.<br />
A questo punto, se ponessimo <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Clambda+_1%3D...%3D%5Clambda+_n%3D+%5Cdfrac%7B1%7D%7Bn%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\lambda _1=...=\lambda _n= \dfrac{1}{n}' title='\lambda _1=...=\lambda _n= \dfrac{1}{n}' class='latex' />, la disuguaglianza diventerebbe <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f+%5Cleft+%28+%5Cdfrac%7Bx_1%2B...%2Bx_n%7D%7Bn%7D+%5Cright+%29+%5Cle+%5Cdfrac%7Bf%28x_1%29%2B...%2Bf%28x_n%29%7D%7Bn%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='f \left ( \dfrac{x_1+...+x_n}{n} \right ) \le \dfrac{f(x_1)+...+f(x_n)}{n}' title='f \left ( \dfrac{x_1+...+x_n}{n} \right ) \le \dfrac{f(x_1)+...+f(x_n)}{n}' class='latex' /><br />
La disuguaglianza vale anche quando la funzione <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='f' title='f' class='latex' /> è concava, naturalmente con il verso opposto.
</p>
<p style="text-align:justify;">
<p>.<br />
<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dimostrazione della disuguaglianza fra la media aritmetica e geometrica con la disuguaglianza di Jensen</strong><br />
<img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f%28x%29%3D%5Cln%28x%29&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='f(x)=\ln(x)' title='f(x)=\ln(x)' class='latex' /> è una funzione concava, e quindi vale <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cln%28x_1%29%2B...%2B%5Cln%28x_n%29%5Cle+n%2A%5Cln%5Cleft%28%5Cdfrac%7Bx_1%2B...%2Bx_n%7D%7Bn%7D%5Cright%29&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\ln(x_1)+...+\ln(x_n)\le n*\ln\left(\dfrac{x_1+...+x_n}{n}\right)' title='\ln(x_1)+...+\ln(x_n)\le n*\ln\left(\dfrac{x_1+...+x_n}{n}\right)' class='latex' /> per Jensen. Per le proprietà dei logaritmi possiamo riscriverla in <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cln%28x_1x_2...x_n%29%5Cle+%5Cln%5Cleft%28%5Cdfrac%7Bx_1%2B...%2Bx_n%7D%7Bn%7D%5Cright%29%5En&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\ln(x_1x_2...x_n)\le \ln\left(\dfrac{x_1+...+x_n}{n}\right)^n' title='\ln(x_1x_2...x_n)\le \ln\left(\dfrac{x_1+...+x_n}{n}\right)^n' class='latex' />.<br />
Il logaritmo naturale è una funzione crescente, perciò<br />
<img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=x_1x_2...x_n%5Cle+%5Cleft%28%5Cdfrac%7Bx_1%2B...%2Bx_n%7D%7Bn%7D%5Cright%29%5En&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='x_1x_2...x_n\le \left(\dfrac{x_1+...+x_n}{n}\right)^n' title='x_1x_2...x_n\le \left(\dfrac{x_1+...+x_n}{n}\right)^n' class='latex' />, da cui <img src='http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Csqrt%5Bn%5D%7Bx_1+%5Ccdots+x_n%7D+%5Cle+%5Cdfrac%7Bx_1%2B...%2Bx_n%7D%7Bn%7D&#038;bg=ffffff&#038;fg=000000&#038;s=0' alt='\sqrt[n]{x_1 \cdots x_n} \le \dfrac{x_1+...+x_n}{n}' title='\sqrt[n]{x_1 \cdots x_n} \le \dfrac{x_1+...+x_n}{n}' class='latex' /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche i Blog Evolvono (parte radice quadrata di 9)]]></title>
<link>http://seipernove42.wordpress.com/2008/11/06/anche-i-blog-evolvono-parte-radice-quadrata-di-9/</link>
<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 17:51:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>scardax</dc:creator>
<guid>http://seipernove42.wordpress.com/2008/11/06/anche-i-blog-evolvono-parte-radice-quadrata-di-9/</guid>
<description><![CDATA[Dopo un primo articolo abbastanza introduttivo, ed un secondo articolo strapieno di definizioni e co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo un primo articolo abbastanza introduttivo, ed un secondo articolo strapieno di definizioni e concetti, finalmente entriamo nel vivo con il terzo articolo:</p>
<p><a href="http://seipernove42.wordpress.com/cose-la-realta/entanglement-quantistico/" target="_blank">Entanglement Quantistico</a></p>
<p>Con digressioni sul paradosso EPR, sui qubits e sulle disuguaglianze di Bell e Leggett.</p>
<p>Bonus: praticamente niente matematica!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UN NUOVO EROE: ENRIC DURAN, L'UOMO CHE RUBA A CHI RUBA]]></title>
<link>http://grattaevinci.wordpress.com/2008/09/23/un-nuovo-eroe-enric-duran-luomo-che-ruba-a-chi-ruba/</link>
<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 15:15:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaborello</dc:creator>
<guid>http://grattaevinci.wordpress.com/2008/09/23/un-nuovo-eroe-enric-duran-luomo-che-ruba-a-chi-ruba/</guid>
<description><![CDATA[Faccio volentieri eco anche io a questa notizia, che circola da qualche giorno sulla rete e si spera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Faccio volentieri eco anche io a questa notizia, che circola da qualche giorno sulla rete e si spera]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa ci dice la seconda indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglie in provincia di Modena?]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/14/cosa-ci-dice-la-seconda-indagine-sulle-condizioni-economiche-delle-famiglie-in-provincia-di-modena/</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 17:03:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
<guid>http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/14/cosa-ci-dice-la-seconda-indagine-sulle-condizioni-economiche-delle-famiglie-in-provincia-di-modena/</guid>
<description><![CDATA[Una vignetta di Altan, gennaio 2008 Nel 2006 il Centro di Analisi sulle Politiche Pubbliche (CAPP) d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1717" class="wp-caption aligncenter" style="width: 307px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/02/altan-gen20081.jpg"><img class="size-medium wp-image-1717" title="altan-gen20081" src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/02/altan-gen20081.jpg?w=297" alt="Una vignetta di Altan, gennaio 2008" width="297" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una vignetta di Altan, gennaio 2008</p></div>
<p>Nel 2006 il Centro di Analisi sulle Politiche Pubbliche (CAPP) dell’Università di Modena, diretto dal Prof. Paolo Bosi, ha condotto la <strong>seconda indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglia della provincia di Modena (ICESmo2)</strong>. L’Unione Terre di Castelli ha contribuito al finanziamento dell’indagine, così da consentire un maggior numero di interviste sui cinque comuni dell’Unione. In tal modo è risultato possibile effettuare un’apposita elaborazione dei dati relativamente alle famiglie residenti sul territorio dell’Unione e, quindi, effettuare una comparazione con i dati del comune di Modena, del distretto di Sassuolo, oltre che dell’intera provincia. Ecco il <strong><a title="Report presentato a Sassuolo il 6 novembre 2007" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/02/icesmo_2-baldini-silvestri-6nov2007.pdf">Report presentato a Sassuolo il 6 novembre 2007 (pdf 1,89MB).</a></strong> Quali sono i dati più significativi che emergono dall’indagine? A mio parere si tratta di questi.<!--more--><br />
<strong>[1] </strong>Il reddito medio equivalente (cioè aggiustato per il numero di componenti del nucleo familiare) di Modena è mediamente più alto di quello provinciale (e di Sassuolo e Vignola) dell’11%. Invece il reddito medio equivalente della zona di Sassuolo, di Vignola e dell’intera provincia non presenta differenze statisticamente significative. Per Modena si tratta di 27.200 euro (reddito annuo medio equivalente), contro i 24.600-25.000 delle restanti zone della provincia. Per il territorio dell’Unione il dato preciso è 24.704 euro. Dunque Vignola risulta essere un comune “meno ricco”, con redditi più bassi di quelli di Modena, ma comunque in linea con Sassuolo e l’intera provincia.<br />
<strong>[2] Con redditi medi simili a quelli del resto della provincia, Vignola presenta però una minore disuguaglianza.</strong> Come si vede dal grafico seguente il reddito medio del primo 10% della popolazione (primo decile) è circa 6-8 volte più basso di quello del 10% più ricco della popolazione. Vignola, tuttavia, presenta il reddito medio più alto nel 2° e 3° decile e più basso nel 9° e 10° decile: questo significa che  la differenza tra i più poveri e i più ricchi è meno accentuata, con la conseguenza che i più poveri a Vignola sono meno poveri dei poveri della provincia, mentre i più ricchi sono meno ricchi. Tale dato è confermato dal valore dell’indice di Gini (misura della disuguaglianza), significativamente più basso a Vignola che nelle altre zone della provincia.</p>
<p><a title="Reddito equivalente per decile e per territorio" rel="attachment wp-att-31" href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/14/cosa-ci-dice-la-seconda-indagine-sulle-condizioni-economiche-delle-famiglie-in-provincia-di-modena/reddito-equivalente-per-decile-e-per-territorio/"><img src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/02/redditi-eq-decile_per-zona.jpg" alt="Reddito equivalente per decile e per territorio" /></a></p>
<p><strong>[3] La disuguaglianza relativa al patrimonio è ancora più marcata di quella relativa al reddito.</strong> Il grafico seguente rappresenta il valore della ricchezza per decili e per zone. In media una famiglia della provincia di Modena ha un patrimonio netto di 173 mila euro; questo è sensibilmente più alto per i modenesi (circa 220 mila euro); a Vignola e Sassuolo il valore medio non si discosta molto da quello provinciale (circa 170 mila euro). Anche in questo caso a Vignola risulta una minore disuguaglianza nella distribuzione del patrimonio. Molto forti sono comunque le differenze per decili: il primo ha una ricchezza negativa, perché prevalgono i debiti; il valore medio della ricchezza del 10° decile si approssima, a Modena, al milione di euro (a Vignola a circa 650.000 euro).</p>
<p><a title="Patrimonio per decile e per territorio" rel="attachment wp-att-32" href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/14/cosa-ci-dice-la-seconda-indagine-sulle-condizioni-economiche-delle-famiglie-in-provincia-di-modena/patrimonio-per-decile-e-per-territorio/"><img src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/02/patrimonio-eq-decile_per-zona.jpg" alt="Patrimonio per decile e per territorio" /></a></p>
<p><strong>[4] Nel territorio dell’Unione Terre di Castelli si registra una percentuale più bassa di “poveri”. </strong>Per misurare la povertà, l’indagine considera povero un individuo se il reddito disponibile equivalente della famiglia di cui fa parte è inferiore al 60% della mediana della distribuzione provinciale del reddito disponibile equivalente. Nella provincia di Modena la percentuale di poveri, così calcolato, è stimato pari al 15,6%. Il dato è sostanzialmente simile a Modena città (15,6%), mentre è invece significativamente più alto a Sassuolo (18,9%), e significativamente più basso a Vignola (11,0%) (vedi il grafico sottostante).</p>
<p><a title="Percentuale di “poveri” per territorio" rel="attachment wp-att-33" href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/14/cosa-ci-dice-la-seconda-indagine-sulle-condizioni-economiche-delle-famiglie-in-provincia-di-modena/percentuale-di-poveri-per-territorio/"><img src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/02/poverta_per-zona.jpg" alt="Percentuale di “poveri” per territorio" /></a><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>[5] I fattori che “spiegano” la povertà sono, anche da noi, l’età e la numerosità della famiglia</strong> (il rischio dei minori e dei giovani è maggiore di quello degli anziani, anche per la presenza di famiglie straniere con molti figli) <strong>oltre all’essere in affitto.</strong> La probabilità di essere povero non è uniforme nel corso della vita, ma è decisamente superiore per i giovani, in tutte le zone considerate. Sul complesso della provincia, la diffusione della povertà al crescere dell’età segue un andamento decrescente fino ai 60 anni, poi leggermente in aumento, senza ritornare però sui livelli che caratterizzano i giovani. La probabilità di essere povero, inoltre, cresce di molto se si è in affitto. Nel complesso della provincia di Modena, più del 50% delle persone che vivono in affitto sono &#8220;povere&#8221;, contro solo il 5 % di chi vive in proprietà. La quota di affittuari in povertà è particolarmente alta a Sassuolo (65%), è più bassa a Vignola (42%), anche se comunque sempre decisamente superiore al rischio di povertà dei proprietari. Tra i proprietari della propria abitazione la povertà è un fenomeno assai poco frequente (6%).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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