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	<title>divina-commedia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "divina-commedia"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 01:17:53 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La divina commedia: L'inferno canto I]]></title>
<link>http://gakkonet.wordpress.com/2009/11/24/la-divina-commedia-linferno-canto-i/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:58:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>jack49</dc:creator>
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<description><![CDATA[Luogo: Selva oscura. Riassunto: 1-12 Dante a metà della propria esistenza, perde l&#8217;orientament]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Luogo:</strong> Selva oscura.</p>
<p><strong>Riassunto: </strong><em>1-12</em> Dante a metà della propria esistenza, perde l&#8217;orientamento in una boscaglia deserta e incolta, (abbandono della fede), il cui ricordo fa rinascere in lui profondo terrore. Il poeta non riesce a fare menzione del modo in cui vi sia giunto: tutto ciò che ricorda è il terribile sonno in cui era caduto.</p>
<p><em>13-30 </em>Dante arriva ai piedi di un colle illuminato dal Sole (Grazia divina). Ciò è per lui fonte di sollievo. Ripreso il cammino, dopo essersi riposato, Dante ripensa al percorso fatto, alla stessa stregua con cui il naufrago, non appena raggiunta la riva, si volge a guardare il mare da cui è riuscito a salvarsi.</p>
<p><em>31-60</em> Inaspettatamente appare al poeta una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lonza_%28animale%29" target="_blank">lonza</a>. Dati alcuni presupposti favorevoli (il far del giorno e la primavera), il poeta valuta che la belva (lussuria) possa essere aggirata senza problemi. In realtà le condizioni non sono sufficienti, ed infatti subito dopo gli si parano dinanzi  un leone borioso (superbia) e una lupa scarna (avidità) che spinge prepotentemente il poeta verso il basso.</p>
<p><em>61-90</em> Si fa dinanzi al poeta una figura diafana che si presenta come cittadino mantovano, contemporaneo al principato di Augusto e autore dell&#8217;Eneide: Virgilio (sapienza). Messa a fuoco la sua figura, Dante ne celebra la grandezza e per sfuggire alla lupa, ne invoca l&#8217;aiuto.</p>
<p><em>91-129</em> Virgilio si rende disponibile a d aiutare Dante, ma garantisce la propria presenza fino al Purgatorio, poiché la salita al Paradiso gli sarà necessaria un&#8217;altra guida (Beatrice). Al momento Virgilio non può essergli utile per contrastare la lupa, la quale costringe Dante a percorrere un cammino differente. Sarà un cane da caccia, un veltro (Arrigo VII o un francescano di umili origini o Cangrande della Scala), l&#8217;unico a poterla contrastare.</p>
<p><em>130-136</em> Non appena ringraziato Virgilio della propria presenza, Dante riprende il suo viaggio.</p>
<p><span style="color:#000000;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[METALLI COMMEDIA 0.1]]></title>
<link>http://metaliteracy.wordpress.com/2009/11/18/metalli-commedia-0-1/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:16:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>CHIARA DAINO</dc:creator>
<guid>http://metaliteracy.wordpress.com/2009/11/18/metalli-commedia-0-1/</guid>
<description><![CDATA[Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre, qui è il mio dominio, DENTRO QUESTA PELLE DI METALLO E d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre, qui è il mio dominio, DENTRO QUESTA <span style="color:#ff0000;"><strong>PELLE DI METALLO</strong></span><br />
E do in pegno tutto ciò che ancora ho: <span style="color:#ff0000;"><strong>la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa</strong> </span>[Lancillotto, <em>Excalibur</em>, 1981, film]</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CZ_VFJn2kJM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/CZ_VFJn2kJM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">WELCOME TO VALHALLA</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/11/18/metalli-commedia-0-1/">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/11/18/metalli-commedia-0-1/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[METALLI COMMEDIA 0.1]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/11/18/metalli-commedia-0-1/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:00:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradaino</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/11/18/metalli-commedia-0-1/</guid>
<description><![CDATA[Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono la penna libera, allora il panico li provoca. [liberam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/28GaKoCuobU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/28GaKoCuobU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Parlano, parlano di libertà,<br />
ma quando vedono la penna libera,<br />
allora il panico li provoca.</em></p>
<p>[liberamente, da Easy Rider:<br />
in claris fit interpretatio]</p>
<p style="text-align:justify;">«Non mi sono mai sentita a Casa – Quaggiù» scrive Dickinson. «Riporta questo selvaggio a Casa» canta Dickinson. Emily e Bruce. E nello stesso sentire: sentirsi sempre fuori luogo. Perché fuori di testa, fuori dai denti, fuori dal coro e fuori dal metro. E ne parlavo con l’amico. L’amico della kerkoporta. Mi ricorda, ancora, la kerkoporta: «devi farti kerkoporta, basta farsi kerkoporta. Costantinopoli – si dice – cadde a causa della kerkoporta, una piccola porta secondaria».<br />
Alla <em>quattrocentocinquatatreesima</em> volta che mi sprona a diventar kerkoportiforme gli comunico che, per contrappasso dantesco, sarà concluso in una <em>belìn</em> di kerkoporta per l’eternità… E nel delirare e demandare all’Alighieri i tormenti di chi ci/mi cianura/cianurò la vita in vita, nasce la Metalli Commedia. E l’amico della kerkoporta offre occhio e orecchio all’opera. E presta mano: per contenere le cascate chiare [ché lui computa accenti e corregge e contiene i *cazzi* che Dama usa/abusa come virgola], per assegnare assilli all’arco dell’alloro che – no! Non è peccato mortale  sostituire Virgilio con Alice Cooper! E se – sì: è peccato mortale, m’ho da confessare…<!--more--><br />
E l’amico della kerkoporta presta i polsi: per formulare fastidi e ferrare il forte sentire – altro. Oltre il <em>Bell</em>Paese buonista che caramella carmina e canta cliché: zecca l’oro che copre tutte le carie e tutte le carenze. Carenza che buca la pagina la parola il plasma: nella marea massmediatica di bbbuoni/socialmente impegnati/altruisti/benefattori/attivisti d’ogni sorta – chi sono i cattivi? E se non sono i giovani sono i metallari e quando sono giovani&#38;metallari – sono prede prelibate da patibolare. E se prima l’etichetta [dai gloriosi esponenti della gloriosa Italietta Ipocrita] era: *alfiere dell’anoressia*, ora è: *paladina dei metallari*. Vera è la violenza con cui difendo ogni mio dire/dare – e non ho nessuna intenzione di smettere. Perché e per chi – non è difficile comprendere: troppo comodo parlare/prosare/poetare nei corposculi di qualche/qualsivoglia corrente. Assuefatti e accecati e accomodati nell’Arcadia e nell’Ammmore – asserire che la parola è cruda e crudele, che l’essere umano [tanto perfettibile quanto fallibile] prova e provoca Rabbia – è [ancora] realtà che non si vuole accettare.</p>
<p style="text-align:justify;">E allora? Non potendo assumersi la responsabilità di tutta la gamma emotiva, non sforzandosi più d’indagare quelle scomode zone d’ombra – che non è mai piacevole percorrere quelle pieghe, quelle delle passioni più pericolose – la maggioranza deve *trovare i colpevoli*. Gli aizzapopoli, i corpi violenti da violentare. Gli abiti da bruciare per purificarsi. Abiti e ambiti naturalmente adatti allo scopo: e allora – attacca i metallari che, AnimaliBruttiCattiviDannati, suonano/sondano anche gli stati più scuri/secreti dell’umanissimo sentire/sentirsi!</p>
<p style="text-align:justify;">E allora: vi dico non basta! Non basta dirsi controcultura e poi bigottare buone azioni. E allora vi dico: affarinculo le denunce davanti e dietro lo schermo, mentre si coccolano scheletri armadi e maschere – quando nessuno vede [ma qualcuno vede/vedrà sempre: OGNI mondo è un mondo piccolo]. E allora vi dico: dedico tutto – al popolo borchiato che conosce la Rabbia e – quando distrugge – è per costruire: domani migliori.</p>
<p style="text-align:justify;">E, in primis, ringrazio il di lui kerkoportante Guglielmo Amore. E si ringrazia – sempre – Fabrizio Centofanti e LPELS tutta per aver permesso la pubblicazione dei primi estratti [ché lapidazione da parte dei puristi si prepara. E no: non cercate la perfezione delle terzine. E sì: “Lo spirito creatore giuoca con gli oggetti che ama” avverte il buon Carl Gustav.  E no: nessuna numerologia già data, la cabala Chiara digita il dado di Dama, colorando Dante – e segue il grido del globulo: il metallo ha forgiato. Da sé. Questo sì: non esiste cambiamento quando canoni/controlli sono le sole *cure/curie*].<br />
Omaggio senza tempo, nei tempi dispari: alla [mia] famiglia di Metallari. La [mia] casa di Marshall e doppiacassa!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">«La società va compiaciuta, laddove è possibile; se non la si compiace, bisogna sbalordirla; se non la si può né compiacere né sbalordire bisogna provocarla e farla <strong>INORRIDIRE</strong>»</span> [Jordan in: Jung, Psychologische Typen]</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I</strong></p>
<p>Nel mezzo del gran <em>sol</em> di Satriani<br />
mi ritrovai per caso tra poeti<br />
che non vi so dir le lagne immani</p>
<p>né lo girar di gonadi per vieti<br />
ch’imposer alla di me mia scrittura<br />
di ferro – in quel mollo di profeti</p>
<p>Ahi quanto maledir esta uggia pura<br />
esta massa massiva d’arroganza<br />
che sol nel rum ne vinsi la lordura</p>
<p>tanto pedanti lator di mattanza,<br />
torma munta dallo monatta stanco<br />
quale Infame Colonna ch’avanza…</p>
<p>Così rimembrando il Manzo mastro<br />
in sua gran pompa or’è al mio fianco<br />
<em>ecce Lisandro</em>! E il dice capestro:</p>
<p>«memento memento Renzo e l’Arno<br />
memento mori, voi turpi metallati!<br />
null’è casto nello custom indarno,</p>
<p>echi neoclassici avete infangati?<br />
in settenari sarete puniti:<br />
studenti a vita e disoccupati!»</p>
<p>Quand’ecco qual dardo divino scocca:<br />
«Vade retro! bigotta co’pruriti<br />
I’son l’Alice ch’elogia la potta!</p>
<p>Vade retro: fermo, vetusta bocca!<br />
I’son l’Alice che scuole conclude<br />
e’l pitone sul bavero – arrocca!»</p>
<p>«O dello metallo il primiciglio,<br />
padre mio, mie ghigliottine sì crude<br />
Tu’l solo <em>tu’l veleno</em> tu’l piglio</p>
<p>macabro tu mentr&#8217; io mi maraviglio<br />
Cooper nostro, sia tu il <em>benvenuto<br />
in mio incubo</em> ché dolor sferraglio</p>
<p>l’atro censore m’impone bavaglio<br />
m’impone sestine carche di pianto<br />
m’impone sua sola – guisa di canto<br />
secca per me codesto psicopompo!»</p>
<p>E al Manzo or preme suo meato,<br />
sì piange per lo supplizio inflitto:<br />
scuoio perpetuo, dal Simmons leccato</p>
<p>Manzo si spela, di strato in strato,<br />
perde pelle sotto sferza di lingua<br />
sua condanna: damnatio ad metalla</p>
<p>all’osso reso, mero cranio roso<br />
miracola e membra e midolla<br />
e torna assillo: daccapo abraso.</p>
<p>«Dove mi è?» il padre mio novella<br />
«nei tre giri dell’Arte» – il canticchia:<br />
«nell’inferno di chi strupò favella</p>
<p>sei, di giustizia, nella prima cerchia!<br />
Diffida! Spetti sempre diffidare<br />
dell’oro, credi al chiodo che borchia</p>
<p>la fine dello falso formulare!<br />
Vendica con nota che luce brilla<br />
tutto’l corrotto cinico fangare</p>
<p>nel nero ch’all’occhio goccia, pupilla<br />
pinta pura, spada sarotti e scudo<br />
nel tristo guadar stilla coccodrilla:</p>
<p>spartito – mira – nel fangoso feudo<br />
più d’uno che ragliò, stonato musico,<br />
come il piaga il suo guardian crudo»</p>
<p>[<em>to be continued…</em>]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Glottide - Escursione semiseria nelle traduzioni della Divina Commedia]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2009/11/16/glottide-escursione-semiseria-nelle-traduzioni-della-divina-commedia/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:22:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
<guid>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2009/11/16/glottide-escursione-semiseria-nelle-traduzioni-della-divina-commedia/</guid>
<description><![CDATA[Purtroppo non credo che riuscirò a esserci, e mi spiace molto. Mio zio Giuliano è un attore bravissi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Purtroppo non credo che riuscirò a esserci, e mi spiace molto.<br />
Mio zio Giuliano è un attore bravissimo, e la sua collezione di traduzioni della Divina Commedia incredibilmente ricca, per cui sono sicuro che questa &#8220;escursione semiseria&#8221; sarà molto bella e interessante.</p>
<blockquote>
<p><h1></h1>
<h1><strong>GLOTTIDE</strong></h1>
<h2><strong> Escursione semiseria
<p>
nelle traduzioni della Divina Commedia</p>
<p></strong></h2>
<h3>Monologo  di  e  con</h3>
<h2><strong>Giuliano  Turone</strong></h2>
<p>Nel suo spettacolo Giuliano Turone, da buon giocoliere delle lingue e dei dialetti, si diverte con i suoni che vengono articolati dalla glottide e dalle corde vocali, saltellando da un idioma all’altro in una presentazione inconsueta dei versi del sommo poeta Dante Alighieri.</p>
<p>Ne viene fuori una <span style="text-decoration:underline;">fantasmagoria teatrale scoppiettante e multilingue, tutta giocata sulle prime terzine  della Divina Commedia</span> (“Nel mezzo del cammin di nostra vita&#8230;”) che il pubblico potrà ascoltare nella lingua di Dante e poi nell’inglese di un compassato ecclesiastico britannico ottocentesco, in quello di un brillante accademico americano di oggi, nello spagnolo sussiegoso di un elegante poeta castigliano e in quello quasi cantato di un prestigioso intellettuale argentino, e poi ancora in francese, in tedesco, in russo e in varie altre lingue, nonché nella divertente sonorità di alcuni dialetti italiani tra i più suggestivi.</p>
<p>Il tutto inframmezzato e contestualizzato da affabulazioni esplicative in forma di battute, gag surreali e curiosità storico-linguistiche di vario genere, sempre a cavallo tra il serio e il faceto o – se si vuole – a metà strada fra un intrattenimento giocoso e una spaventosa erudizione.</p>
</blockquote>
<h2 style="text-align:center;">MARTEDÌ 24 NOVEMBRE 2009,</h2>
<h2 style="text-align:center;">ore 21.00</h2>
<h2 style="text-align:center;">CIRCOLO FILOLOGICO MILANESE</h2>
<h2 style="text-align:center;">Via Clerici 10 – Milano</h2>
<h2 style="text-align:center;">ingresso libero</h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettura e rapporto con il precursore (Nayana)]]></title>
<link>http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/2009/10/27/lettura-e-rapporto-con-il-precursore-nayana/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 19:23:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>fondamentidellaletteraturaitaliana</dc:creator>
<guid>http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/2009/10/27/lettura-e-rapporto-con-il-precursore-nayana/</guid>
<description><![CDATA[I problemi dell’organizzazione del seminario meritano attenzione. È una questione importante perchè ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">I problemi dell’organizzazione del seminario meritano attenzione. È una questione importante perchè significa organizare e organizzarsi con il testo, in generale, per l´università e per qualsiasi altro lavoro da fare “fuori”. </p>
<p style="text-align:justify;">Cristina – È pertinente utilizzare per la lettura della novella su Frate Alberto il rapporto fra <em>Divina Commedia</em> e <em>Decameron</em> sul tema dell’amore? </p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Il rapporto fra novella e l’insieme (il contesto). Un testo deve essere analizzato inizialmente e sopratutto per le sue tensioni interne (elementi specifici, temi, ripetizioni, elementi dello stile). Il contesto generale (intertestualità / intratestualità) può funzionare come chiave interpretativa (per es.: all´epoca di Boccaccio c´era una vita ”borghese” incipiente e ricchissima, che si manifesta &#8211; nella novella &#8211; nelle chiacchere della popolazione di Venezia. Si tratta di una scelta del lettore, quale degli elementi vuole utilizzare. L´uso non deve però essere “causale” (“visto che la popolazione di Venezia era borghese, la soluzione della novella di Frate Alberto deve per forza concludersi così&#8221;)</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">1. Il nostro maggiore pericolo è pensare che c’è nel <em>Decameron </em>una morale, un’indicazione didattica: “cosa voleva dire l’autore X” (l´autore non <em>vuole dire </em>qualcosa, ma si manifesta nella sua forma, nel suo stile).</p>
<p style="text-align:justify;">2. È interessante pensare alla divergenza in Dante fra norma e affettività. Questa divergenza apre il cammino a una molteplicità (Dante ama Francesca e si identifica con lei, una tesi che hanno sostenuto, in forma diversa, il critico romantico italiano Francesco De Sanctis e lo scrittore argentino J. Luiz Borges)</p>
<p style="text-align:justify;">3. Il rapporto intertestuale privilegiato è quello tra il testo esaminato e l’opera immediatamente precedente, secondo Harold Bloom (e non un qualsiasi testo precedente). L<em>´angoscia dell’influenza</em> – A<em> angústia da influênça</em>, Rio : imago. Questa tesi di Bloom segue un principio psicanalitico. Secondo il critico americano, l’autore precedente (il precursore) deve essere, in un certo senso, superato e morto, affinchè l’autore nuovo possa prevalere. vedere un articolo complesso sul tema: <a href="http://www.iasfbo.inaf.it/~malaspina/Thesis/index.html">http://www.iasfbo.inaf.it/~malaspina/Thesis/index.html</a> </p>
<p style="text-align:justify;">     Due caratteristiche di Dante:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Permette una trasformazione (Dante dal lutto per la morte di Beatrice alla scoperta della poesia)</li>
<li>Utilizzare uno stile umile. Rispetta i tre stili classici (tragedia, commedia, epica)</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"> 4. Esistono elementi di intertestualità in una forma quasi infinita. Non si può comunque escludere il rapporto intertestuale con il testo imediatamente precedente.</p>
<p style="text-align:justify;"> Patrick- Si può dire che Boccaccio è il narratore, l’autore e il personaggio come Dante lo è nella <em>Divina Commedia</em>? </p>
<p style="text-align:justify;">Il lettore deve assumere responsabilità e verificare se questa ipotesi è possibile. </p>
<p style="text-align:justify;">5. Boccaccio personaggio/narratore appare nel <em>proemio</em>, nell’introduzione alla prima giornata, nell’introduzione alla quarta giornata e nella conclusione (&#8220;conclusione dell’autore&#8221;).</p>
<p style="text-align:justify;">6. Ipotesi di lettura devono essere pertinenti e produttive. Cioè, partire e tornare sul testo (con citazioni, concetti, parole e temi) e l’ipotesi è meglio che sia presentata in un modo prudente. Eppure, le frasi migliori sono quelle forti. (corretto il 29-10)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il rapporto fra pittura e letteratura: “Ut pictura poesis” (Daniela)]]></title>
<link>http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/2009/10/27/il-rapporto-fra-pittura-e-letteratura-%e2%80%9cut-pictura-poesis%e2%80%9d-daniela/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 19:13:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>fondamentidellaletteraturaitaliana</dc:creator>
<guid>http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/2009/10/27/il-rapporto-fra-pittura-e-letteratura-%e2%80%9cut-pictura-poesis%e2%80%9d-daniela/</guid>
<description><![CDATA[-      La locuzione latina Ut pictura poësis, formulata dal poeta Quinto Orazio Flacco, tradotta let]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">-      La <a title="Locuzioni latine" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Locuzioni_latine">locuzione</a> <a title="Lingua latina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latina</a> <strong>Ut pictura poësis</strong>, formulata dal poeta <a title="Quinto Orazio Flacco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Orazio_Flacco">Quinto Orazio Flacco</a>, tradotta letteralmente significa &#8220;Come nella pittura così nella poesia&#8221; (<a title="Quinto Orazio Flacco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Orazio_Flacco">Orazio</a>, A. Pisone, 361). Come dire quindi &#8220;la poesia è come un quadro&#8221; o &#8220;un quadro è come una poesia&#8221;. Il Poeta spiega che esiste un tipo di poesia che piace maggiormente se vista da vicino, ed un&#8217;altra che piace solamente se guardata da lontano, o riosservata una seconda volta, o analizzata con un occhio critico, come avviene per la pittura. Fin dagli antichi il legame fra la poesia e la pittura è sempre stato dibattuto. Orazio con la sua &#8220;<a title="Ars Poetica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ars_Poetica">Ars Poetica</a>&#8221; (&#8220;L&#8217;Epistola ai Pisoni&#8221;, uno dei testi di riferimento fondamentali per tutto il discorso filosofico e storico sull&#8217;<a title="Estetica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Estetica">Estetica</a>, fino ai giorni nostri) vuole mettere in risalto come in poesia e in arte esistano opere immediatamente comprensibili, lampanti, ed altre meno.</p>
<p style="text-align:justify;">–      La pittura è come la poesia. Questa è una frase di Ovidio che fa riferimento ad una tradizione fortissima che risale a Simonide di Cleo. C´è un aneddoto, che riguarda l’arte della memoria (su questo un lungo e magnifico articolo dello storico francese Jacques Le Goff) :</p>
<p style="text-align:justify;">–      <a href="http://legoff.provincia.parma.it/allegato.asp?ID=81971">http://legoff.provincia.parma.it/allegato.asp?ID=81971</a> :</p>
<p style="text-align:justify;"><em>“ C’è una  riunione a cui Simonide ha partecipato. C’è stato un terremoto, sono morti tutti. Simonide, però, due minuti prima era stato chiamato per risolvere un problema, cosi è uscito dalla riunione, per cui è l’unico che si è salvato. Siccome il terremoto era stato molto forte non si sapeva più dove  erano i corpi deli presenti mortii. Simonide che aveva una memoria meravigliosa si è ricordata l’immagine dove erano seduti tutti e cosi, con il suo aiuto si è ricostruito dove erano sedute le persone, permettendo las loro identificazione e la loro sepoltura.”</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em>- Sul filosofo rinascimentale italiano Giordano Bruno esiste un libro molto bello: <em>L’arte della memoria e Giordano Bruno e la tradizione ermetica, </em>la cui autrice è<em> </em>Francis Yates<em></em></p>
<p style="text-align:justify;">- Pico della Mirandola (1500- Firenze]: sapeva La <em>Divina Commedia</em> a memoria al contrario .  A quell’epoca era molto importante dominare la retorica e la stampa era molto recente, quindi la memoria era fondamentale.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>L´arte della memoria:  </strong><a href="http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/La%20Porta%20_memoriae.htm">http://www.airesis.net/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/La%20Porta%20_memoriae.htm</a><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Basata sulla convinzione della maggiore potenza della memoria visiva rispetto a quella concettuale, consisteva nel potenziare la facoltà immaginativa di coloro i quali iniziavano ad apprenderla. Lo studente doveva cominciare ad imprimersi nella memoria alcune immagini familiari (ad esempio la propria stanza da letto) per passare poi a quelle di luoghi meno noti, esterni, come piazze, oppure facciate di cattedrali (spesso costruite per servire da immagini memorizzabili, come sostiene F. Yates in <em>Arte della Memoria</em>). Una volta fatta propria questa facoltà, lo studente immaginava scene non reali, ma inventate, purché ricche di particolari avvincenti, facilmente imprimibili. Ad ogni immagine, perfettamente memorizzata, veniva poi associato un concetto (oppure anche una parola) da ricordare. In questo modo, allorché si doveva rammentare un discorso,oppure un tema od altro, si tornava con la mente alla figura memorizzata, riandando visivamente mente ai suoi particolari. Richiamando il ricordo del particolare, riaffiorava anche il concetto (o la parola) che ad esso era stato accostato. Dovendo fissare molti concetti, si ricorreva ad una serie ordinata di immagini, tale da poter essere <em>rivisitata </em>in avanti o indietro con facilità. Si poteva, ad esempio, scegliere l&#8217;interno di una chiesa perfettamente nota in ogni suo particolare e quindi, scorrendone con la mente le pareti in modo ordinato, associare a ciascuno di tali particolari (una statua, un altare, un, capitello) uno dei concetti da memorizzare. E evidente che una maggiore quantità di figure a disposizione rendeva più dilatabile la possibilità del retore di ricordare. Lullo, Scaligero, Della Porta, e soprattutto Giordano Bruno, avevano creato infinite possibilità combinatorie di immagini, rendendo parimenti vasta la potenzialità concettuale.</p>
<p style="text-align:justify;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-331" title="Vangelo" src="http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/files/2009/10/image0011.jpg" alt="Vangelo" width="283" height="400" /></p>
<p><strong>Antica xilografia con figura mnemonica legata al vangelo di Matteo. Fermando nella memoria visiva questa immagine con i suoi simboli, era possibile ricordare il contenuto dell&#8217;intero Vangelo.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-332" title="Grammatica" src="http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/files/2009/10/image0012.jpg" alt="Grammatica" width="255" height="398" /></p>
<p><strong>La Grammatica come immagine di memoria (da J, Romberch, <em>Congestorium artificiosae memoriae</em>, 1553)</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-333" title="Sistema di memoria " src="http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/files/2009/10/romberch_grande.jpg" alt="Sistema di memoria " width="378" height="570" /></p>
<p><strong>Sistema di memoria basato sull&#8217;interno di un&#8217;abbazia</strong><br />
<strong>(da J, Romberch, <em>Congestorium artificiosae memoriae</em>, 1553)</strong></p>
<p style="text-align:justify;">- Nella tradizioni abbiamo due aspetti, uno greco e uno cristiano, una di questa tradizioni privilegia la visione. La concezione della coscienza, nella tradizione ocidentale, è legata alla visione ( all´estetica).</p>
<p style="text-align:justify;">  Il verbo <em>vedere</em> viene da una radice indoeuropea <em>WHEID</em> (“ IO HO VISTO E QUINDI SO”), cioè, indica che la coscienza della tradizione occidentale viene dall’immagine. Ossia è importante l’immagine e non la lettera. Da questo si arriva a Platone che rifiuta la scrittura a favore dell’immagine.      (In principio noi leggiamo:  l’arte trasmette il modello della scrittura) </p>
<p style="text-align:justify;">- C’è un condizionamento della persona al modello della creazione, cioè, la decodificazione dell’arte è legata alla identificazione di modelli culturali scritti, ossia, è la scrittura che fa da modello.</p>
<p style="text-align:justify;"> <em>Platone Fedro </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Perché, o Fedro, questo ha di terribile la scrittura, simile per la verità, alla pittura: infatti, le creature della pittura ti stanno di fronte come se fossero vive, ma se domandi loro qualcosa, se ne restano zitte, chiuse in un solenne silenzio; e così fanno anche i discorsi. Tu crederesti che parlino pensando essi stessi qualcosa, ma se, volendo capire bene, domandi loro qualcosa di quello che hanno detto, continuano a ripetere una sola e medesima cosa. E una volta che un discorso sia scritto, rotola da per tutto, nelle mani di coloro che se ne intendono e così pure nelle mani di coloro ai quali non importa nulla, e non sa a chi deve parlare e a chi no. E se gli recano offesa e a torto lo oltraggiano, ha sempre bisogno del padre, perché non è capace di difendersi e di aiutarsi da solo.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em>-  Come è che possiamo definire l’interpretazione sul concetto di bello di un quadro? &#8212; La questione sul concetto di cos`è bello e cos´ è brutto varia nei secoli,ossia, è il contesto, la moda, la norma, il canone che cambiano nel corso della storia.</p>
<p style="text-align:justify;"> - Come si possono analizzare l´insieme degli elementi che si osservano in una pittura? &#8212; Anche questa analisi cambia con il tempo. Ad esempio, il cubismo (ossia – Picasso – futurismo italiano ecc.) rifiutanno la tradizione, la prospettiva.</p>
<p style="text-align:justify;"> <img class="aligncenter size-full wp-image-334" title="giotto la madona" src="http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/files/2009/10/giotto-la-madona.jpg" alt="giotto la madona" width="468" height="691" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ad esempio, questo è un quadro di Giotto (<a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Colle_Vespignano">Colle Vespignano</a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/1266">1266</a> — <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/1337">1337</a>), Ognissanti Madonna(1310-15), La Madonna è molto grande, perché la sua importanza è considerata maggiore: in questa pittura c´è una “prospettiva” simbolica. Come la Madonna è particolarmente importante, deve essere rappresentata grande e al centro. Questa costruzione della “prospettiva” simbolica era considerata usuale fino al sec. XIII, poi è stata sostituita dalla prospettiva che noi conosciamo, introdotta nel Rinascimento. La valutazione sul bello con il tempo cambia, come il ponto di vista.</p>
<p style="text-align:justify;"> - In principio la poesia e la letteratura sono frutto di una lettura di un insieme della cultura e di un conflitto con indentificasione con una soluzione creativa, vuol dire, incorporazione della tradizione e suo superamento (soluzione creativa).</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-335" title="Il giudizio universale" src="http://fondamentidellaletteraturaitaliana.wordpress.com/files/2009/10/il-giudizio-universale.jpg" alt="Il giudizio universale" width="377" height="430" /></p>
<p style="text-align:justify;">-( Il problema)  Letteratura e poesia sono frutto di un conflito con le norme ( la tradizione). Perchè? Nella tradizione ocidentale c’è una seconda vertente che è quella che biblica (ebraica)  che si basa sul testo senza imagine. La tradizione biblica (ebraica) esalta la scrittura alfabetica, condana l’imagine &#8211; é tutto l’oposto di Platone -  alla cui l’origine c’è Giotto, è un esempio tra scritura e poesia. “<em>Il giudizio universale”</em>(alla destra). Lui é considerato un precursore di <em>“Il trionfo della Morte”</em> di Buffalmaco.Giotto è n esempio della nuova discusioni tra pintura e poesia.</p>
<p style="text-align:justify;">Giotto è un vero antagonista di Boccaccio, c’è una novela che parla di Gotto, secondo Boccaccio lui è grande perchè sa parlare e non disegnare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Misilmeri, presentazione della Divina Commendia in dialetto siciliano]]></title>
<link>http://marineo.wordpress.com/2009/10/22/misilmeri-presentazione-della-divina-commendia-in-dialetto-siciliano/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 19:52:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>marineo</dc:creator>
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<description><![CDATA[L´Amministrazione Comunale, ancora una volta impegnata a rilanciare la cultura misilmerese e a valor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L´Amministrazione Comunale, ancora una volta impegnata a rilanciare la cultura misilmerese e a valor]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Classici via sms n.3: La divina commedia]]></title>
<link>http://giudiziouniversale.wordpress.com/2009/10/20/classici-via-sms-n-3-la-divina-commedia/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:48:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>giudiziouniversale</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è uno ke si perde e si mette in un kasino infernale. xò poi si salva e si becca anke con la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;è uno ke si perde e si mette in un kasino infernale. xò poi si salva e si becca anke con la tipa. un pò lungo, ma tutto in rima!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un infinito (di noia) per Luca Napolitano]]></title>
<link>http://perricominciare.wordpress.com/2009/10/17/un-infinito-di-noia-per-luca-napolitano/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 15:51:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il nuovo, imbarazzante single di Luca Napolitano, dal titolo leopardiano &#8220;L&#8217;infinito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/q9o8jIuaHbk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/q9o8jIuaHbk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Il nuovo, imbarazzante <em>single</em> di Luca Napolitano, dal titolo leopardiano &#8220;L&#8217;infinito&#8221;, è stato pubblicato da qualche giorno e naturalmente strombazzato ai quattro venti come fosse un capolavoro, mentre in realtà è forse tra le cose peggiori da lui mai cantate.</p>
<p>La storia che si intuisce da questi versi è quella di un ragazzo allo sbando: è notte e sta pensando al suo passato di delusioni e tradimenti; si augura che il domani gli riservi qualcosa di meglio e quindi rinuncia, per così dire, &#8220;all&#8217;infinito&#8221;, anche se non è ben chiaro, visto che il testo si contraddice in almeno due punti, tanto che non si capisce quale sia la sua escogitazione per stare meglio.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Che cosa sia questa agitazione, non è dato comprenderlo, vista l&#8217;assoluta imprecisione di tutto il tessuto narrativo: l&#8217;impressione è che si stia facendo il verso a &#8220;Certe notti&#8221; di Ligabue, là dove Napolitano canta: &#8220;Ma questa notte è solo mia&#8221; e dunque, come nel modello, sembrerebbe che il protagonista stia fuggendo da casa. Poi, improvvisamente, si dice che il protagonista ha gli occhi chiusi: dunque non è su un&#8217;auto, altrimenti andrebbe a sbattere (&#8220;Chiudo gli occhi spesso ormai&#8221;). E allora? Dove starà, come dice con imperdibili versi, a &#8220;fuggire l&#8217;inquietudine&#8221;? Mah, mistero fitto.</p>
<p>Ma non basta: la storia è talmente imbastita male, che sembra proprio che non si sappia che cosa si sta cantando, come se non fosse chiaro neppure a chi ha scritto questa canzone che cosa tutte queste parole mal scelte stiano a significare davvero. Per cui, se all&#8217;inizio i giorni sono &#8220;spenti qui in replay&#8221; (chissà, tra l&#8217;altro, cosa c&#8217;entra quel &#8220;qui&#8221; in questo primo verso&#8230; è talmente inelegante che sembra finito lì per caso, per squisitissime ragioni metriche) &#8211; e l&#8217;espressione vuole forse fare il verso a qualche canzone di dalessiana memoria -, alla fine ci si rammarica che il presente &#8220;non ritorna mai&#8221;. Per cui, se all&#8217;inizio chi scrive si augura di lasciar perdere &#8220;l&#8217;infinito&#8221;, poi a metà canzone si scopre che ciò che si stava inseguendo era &#8220;il tempo andato&#8221;, che per sua definizione è proprio finito &#8211; ahimé, il futuro no, che invece ci sta ad attendere. E poi, verso il finale, che già è di per conto suo abbastanza assurdo, si aggiunge, con contraddizione evidente: &#8220;Mi libero nell&#8217;infinito&#8221;.</p>
<p>E, mio caro Luca, deciditi un po&#8217;: o lo lasci perdere o ti ci butti dentro. O almeno ci spieghi come mai dieci secondi prima te ne vuoi liberare e dieci secondi dopo invece te ne sei innamorato, manco fosse Alicietta bella.</p>
<p>Qui sta proprio la pochezza dello stile &#8220;napolitano&#8221;, sempre che si possa dire che esiste uno stile con questo nome: non c&#8217;è un&#8217;idea che sia una, sulla quale costruire il pezzo. Non c&#8217;è una linea di pensiero coerente, ma una accozzaglia di inutili parole, spesso sistemate alla bell&#8217;e meglio, neppure incollate l&#8217;una all&#8217;altra, ma organizzate così come viene. E va bene che una canzone dura tre minuti e non è la &#8220;Divina Commedia&#8221;: però, se si aspira ad essere cantautori, bisogna trovare un modo, anche banale, per tenere insieme i versi e non buttarli lì, come vengono, senza che abbiano un reale significato.</p>
<p>Non si può far rimare, visto che altro non si sa fare, &#8220;ormai&#8221; con &#8220;mai&#8221;, come succede nella prima strofa (&#8220;Giorni spenti qui in replay, / uno dopo l&#8217;altro ormai. / Ma quale senso abbiamo noi? / Non lo capiremo mai&#8221;), dove la domanda è di una retoricità senza senso nel contesto, visto che la canzone è partita appena da due secondi e già s&#8217;interroga sui grandi dubbi dell&#8217;uomo (e sempre tacendo dell&#8217;orrendo &#8220;qui&#8221;, aggiunto così, perché altrimenti il verso non veniva).</p>
<p>Ma il meglio (si fa per dire) arriva con la seconda strofa: &#8220;Chiudo gli occhi spesso ormai.  / Piango dentro i sogni miei. / Cosi stanotte qui con me / fuggo l&#8217;inquietudine&#8221;. Glissiamo sulla chiusa metricamente fastidiosa, per cui si deve recitare &#8220;l&#8217;inquietudinéééé&#8221;. Ma il resto che senso avrà mai? Sono tutta una serie di brevi frasi, destrutturate, senza un collegamento che sia uno. E il primo verso? L&#8217;ironia tragica e involontaria per cui &#8220;chiudere gli occhi&#8221; si dice per &#8220;morire&#8221; fa sorridere, per il fatto che Napolitano sostiene di farlo &#8220;spesso ormai&#8221;.</p>
<p>Che diamine di rapporto logico ci sia poi tra il piangere &#8220;dentro i sogni miei&#8221; e il fuggire l&#8217;inquietudine &#8220;stanotte qui con me&#8221; (e di nuovo esce fuori la parolina magica, con la quale raggiungere il numero di sillabe desiderato, perché altrimenti modificare il resto sembrava troppo complicato), è un altro mistero gaudioso: o piangi o cerchi la tranquillità. Oppure puoi fare entrambe le cose, ma allora segnali da qualche parte l&#8217;antitesi (tipo con un &#8220;ma&#8221;, anche se sinceramente cosa sia passato in testa ad Amati, con cui, d&#8217;altra parte, Napolitano sembra aver collaborato, mentre scriveva queste assurdità, non lo potrebbe intuire nemmeno un bravo psicologo).</p>
<p>Ma non basta: &#8220;Non guardo giù/ e cammino dritto sul passato&#8221; è la nuova simpatica dichiarazione. E allora ci sorge un dubbio: quando mai Napolitano ha detto che stava a volare? Forse che è in aereo? oppure su un <em>hovercraft</em>? O su un deltaplano, magari con Alicietta sua, che è tanto atletica? Oppure, chissà mai, è finito sul Vesuvio e nemmeno ce l&#8217;ha detto, perché vuol provare a fare l&#8217;Empedocle napoletano? Il momento migliore è, d&#8217;altra parte, nel successivo &#8220;cammino dritto sul passato&#8221;, che significherà, che ne sappiamo?, che Luca non fa nessuna deviazione, quando pensa al suo preterito? Oppure che ha comprato un <em>bulldozer</em> e vuole asfaltarci tutti quanti?</p>
<p>Un tempo era Leopardi a scrivere &#8220;L&#8217;infinito&#8221;, descrivendo la sua insoddisfazione per l&#8217;angusto mondo in cui era costretto a vivere e il desiderio di superare i limiti di un&#8217;esistenza bloccata per inseguire i sogni di un giovane ribelle e scanzonato. Ora, invece, &#8220;L&#8217;infinito&#8221; diventa il titolo di una presa in giro, di una canzone lunatica, senza progetto e senza logica, di un pezzo inutile e sconsiderato, nel quale ogni parola sembra scelta così, giusto per riempire uno spazio vuoto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Foto dall'evento del 26 settembre nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio -  Firenze]]></title>
<link>http://csbnews.wordpress.com/2009/09/30/foto-dallevento-del-26-settembre-nel-salone-dei-cinquecento-a-palazzo-vecchio-firenze/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:50:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>csbnews</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
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</item>
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<title><![CDATA[noterelle dantesche #5 (Inf. XXVI 100)]]></title>
<link>http://scorfano.wordpress.com/2009/09/26/noterelle-dantesche-5-inf-xxvi-100/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 11:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Tornano, a gentile richiesta, i piccoli appunti su Dante; è stupefacente, lo so, ma ci sono state e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Tornano, a gentile richiesta, i piccoli appunti su Dante; è stupefacente, lo so, ma ci sono state e]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://bhaktivaishnava.wordpress.com/2009/09/25/119/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:09:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>cintamani108</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Viaggio di Dante e la Bhagavad-gita ‘L&#8217;amor che move il sole e l&#8217;altre stelle.’ Nella]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_118" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.c-s-b.org/it/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=459"><img class="size-full wp-image-118" title="banner_firenze_26-09-2009" src="http://bhaktivaishnava.wordpress.com/files/2009/09/banner_firenze_26-09-20091.gif" alt="Il Viaggio di Dante e la Bhagavad-gita" width="150" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il Viaggio di Dante e la Bhagavad-gita</p></div>
<p><em><strong>‘L&#8217;amor che move il sole e l&#8217;altre stelle.’</strong><br />
Nella prestigiosa cornice storico-artistica del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, Marco Ferrini terrà una conferenza nella quale dialogheranno la Divina Commedia e la Bhagavad-Gita, universali monumenti del pensiero occidentale e orientale che, a distanza di molti secoli, ancora ispirano l’uomo moderno nel suo anelito di evoluzione e realizzazione, sia dal punto di vista laico che religioso.<br />
Esplorando le convergenze esistenziali tra queste due opere di filosofia perenne, i partecipanti avranno l’opportunità di fare un viaggio in altre dimensioni che rappresentano differenti livelli di coscienza nella ricerca del senso della vita.<br />
La Commedia e la Gita sono un compendio d’insegnamenti cosmogonici, antropologici ed escatologici, di filosofia, psicologia, etica e spiritualità. L’intreccio di queste tematiche esprime la sostanziale continuità tra i diversi piani dell’essere e la fitta serie di corrispondenze fra micro e macrocosmo.<br />
Se è vero che un’opera è grande nella misura in cui fornisce strumenti teorici e pratici per poter realizzare livelli alti di consapevolezza, e se offre concetti, suggestioni, modelli di vita adatti ad affrontare e risolvere i problemi esistenziali dell’individuo e quelli più complessi della società, allora non è azzardato affermare che la Commedia e la Gita sono scritti di intramontabile valore.<br />
L’intento dell’incontro è il disvelamento del significato congiunto delle due opere oltre i noti contenuti storico-letterari e i caratteri di Dante e di Arjuna non solo come pragmatici uomini di Stato ma anche come appassionati ricercatori che, oltre l’adempimento dei loro doveri nel mondo, anelano a realizzare la dimensione spirituale dell’uomo senza negarne l’umanità nel viaggio che dalla selva oscura conduce all’illuminazione e all’amore immortale.</em> <em>‘La mia vita non è stata che una serie di tragedie esteriori, e se queste non hanno lasciato su di me nessuna traccia visibile, indelebile, è dovuto al’insegnamento della Bhagavad-gita.’<br />
Mahatma Gandhi</em><em></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Firenze 26 settembre 2009]]></title>
<link>http://csbnews.wordpress.com/2009/09/25/firenze-26-settembre-2009/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 04:48:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>csbnews</dc:creator>
<guid>http://csbnews.wordpress.com/2009/09/25/firenze-26-settembre-2009/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Dante con l'armatura? Giusto in un videogame]]></title>
<link>http://bimbumbalegiu.wordpress.com/2009/09/24/dante-con-larmatura-giusto-in-un-videogame/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:34:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>bimbumbalegiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Famoso, l&#8217;Inferno di Dante. Così famoso che negli USA hanno pensato di farne un videogioco. E ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-medium wp-image-23" title="Dante's Inferno" src="http://bimbumbalegiu.wordpress.com/files/2009/09/212348-dantesinferno_screenshot_e3_3.jpg?w=300" alt="Dante's Inferno" width="300" height="168" />Famoso, l&#8217;Inferno di Dante. Così famoso che negli USA hanno pensato di farne un videogioco. E hanno fatto bene, perché a quanto pare fra i giovani è diventata una mania. Titolo? <a href="http://www.dantesinferno.com/home.action" target="_blank">“Dante’s Inferno”</a>. Viva l’originalità.</p>
<p>Sarebbe tutto perfetto, se non fosse per un paio di dettagli che i più pignoli vedrebbero come una stonatura. E’ vero che l’immaginazione è immaginazione, cosicché ognuno si figura quello che legge come gli pare e piace. E ci mancherebbe. Ma Dante… Più o meno tutti pensano a lui nello stesso modo. Naso gobbuto, tunica rossa, coroncina d’alloro in testa. Possibile che per farlo digerire ai giovani d’oltreoceano lo si debba trasformare in un “crociato” con tanto di armatura, fisico da culturista e sguardo assassino? Il nostro super eroe si addentra nei gironi infernali e combatte con mostri e anime perdute per salvare Beatrice. Figuriamoci. Ad ogni modo, dirà qualcuno, se questo serve a far conoscere alle nuove generazioni il nostro “colosso” della letteratura, ben venga. Ma davvero siamo ridotti a confidare in un videogioco? O piuttosto è il marketing ad aver colto ancora una volta in Dante un catalizzatore di attenzione? Lo diranno le vendite… Ma per il momento sembra già una febbre. Anche a prescindere dal videogame.</p>
<p>Se sul sito di <a href="http://www.barnesandnoble.com/index.asp" target="_blank">Barnes &#38; Noble </a>- una delle catene di librerie più famose al mondo - cercate Dante Alighieri, trovate <a href="http://books.barnesandnoble.com/search/results.aspx?WRD=dante+alighieri&#38;box=dante&#38;pos=1" target="_blank">2127 risultati</a>. <a href="http://www.amazon.com/ref=gno_logo" target="_blank">Amazon</a>? <a href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_ss?url=search-alias%3Dstripbooks&#38;field-keywords=dante+alighieri" target="_blank">16620</a>. Ne offre 50 edizioni in inglese. Universal pictures? In tempi non sospetti, quando il videogioco “Dante’s Inferno” ancora non esisteva, ne ha acquistato i diritti per trasformarlo in un kolossal. Si sono combattute il progetto anche la Paramount, New Regency e MGM. Roba da far impallidire Roberto Benigni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Personaggi: Mar-Vell]]></title>
<link>http://latverians.wordpress.com/2009/09/16/personaggi-mar-vell/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 00:31:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>fedemc</dc:creator>
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<description><![CDATA[Seconda collaborazione tra il blog più letto dello stato di Latveria e la trasmissione radiofonica d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Seconda collaborazione tra il blog più letto dello stato di Latveria e la trasmissione radiofonica <a href="http://dispenser.blog.rai.it/" target="_blank">dISPENSER,</a> in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze di radio Rai Due a partire dalle 23,00. A leggere le nostre schede, il prode <a href="http://www.dellagherardesca.com/">Costantino della Gherardesca</a> che, dopo queste performance, pare sia stata chiamato a leggere la Divina Commedia. Tipo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Yd0ZpI3BnBs" target="_blank">Gassman</a> o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1QLi-rHVaf0" target="_blank">Benigni</a>.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>CAPITAN MARVEL</strong></p>
<p><em>Cliccare per ascoltare in streaming</em> <span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.fileden.com%2Ffiles%2F2008%2F10%2F11%2F2138597%2FMarvell.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p><em>Il Capitano Mar-Vell è forse il più tragico dei supereoi. È un alieno, per l&#8217;esattezza un Kree, una tra le specie tecnologicamente più avanzate dell&#8217; Universo. <img class="alignright size-full wp-image-748" title="captainmarveli" src="http://latverians.wordpress.com/files/2009/09/captainmarveli.gif" alt="captainmarveli" width="123" height="300" />Ma, a differenza dei suoi simili, non ha la pelle blu. Appartiene infatti a una minoranza etnica esteticamente molto simile alla razza umana. Sfruttando questa particolarità, ma anche per ostacolare il suo amore con la bella Una, il generale Yon-Rogg lo manda sulla Terra per raccogliere informazioni sugli umani, per conquistarli più facilmente. Tuttavia, Mar–Vell rimane affascinato dalla razza umana, e utilizza i propri poteri per difenderla dagli attacchi del suo stesso popolo. Condannato come traditore ed esiliato, diventa il bersaglio dei diabolici disegni di Yon-Rogg, che tenta più volte di ucciderlo. Durante uno di questi attacchi, l&#8217;amata Una perde la vita, e si spegne tra le sue braccia. Successivamente, Mar-vell viene imprigionato nella Zona Negativa – una dimensione parallela fatta di antimateria –, e si trova costretto a dividere la sua vita con quella di un terrestre, Rick Jones, pur di continuare a difendere la razza umana. I due, grazie all&#8217;unione di due bracciali – le Nega-Bande possono infatti scambiarsi di posto: &#8211; Rick Jones finisce nella Zona Negativa mentre sulla Terra appare Mar-Vell, e viceversa. Durante un&#8217;azione contro Nitro, un supercattivo, Mar-Vell subisce una lunga esposizione a un gas nervino. Gli effetti del gas non tardano a farsi sentire, e sviluppano nell&#8217;eroe un tumore maligno. Anche se ormai libero dalla schiavitù del suo alter ego umano, anche se felicemente innamorato, anche se sempre più potente, nulla può il Capitano Mar-Vell contro il cancro: sotto gli occhi degli amici supereroi finisce in coma, e si spegne nel suo letto dopo una lunga malattia.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Dante, Inferno, Ulisse ]]></title>
<link>http://wilmoboraso.wordpress.com/2009/09/13/dante-inferno-ulisse/</link>
<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 09:06:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>wilmo e franco boraso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dante, Inferno Canto Ventesimosesto Il naufragio di Ulisse, F. Stassen (Berlino 1906) Né dolcezza di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dante, Inferno Canto Ventesimosesto Il naufragio di Ulisse, F. Stassen (Berlino 1906) Né dolcezza di]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Benigni a Genova]]></title>
<link>http://davidissimo.wordpress.com/2009/09/05/benigni-a-genova/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 12:15:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidissimo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come avrete avuto modo di leggere sui giornalini i giorni scorsi, Roberto Benigni ha parlato alla fe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come avrete avuto modo di leggere sui giornalini i giorni scorsi, Roberto Benigni ha parlato alla festa del PD a Genova, come sempre acuto, divertentissimo e tagliente. Qualcuno ha detto che forse il candidato ideale sarebbe lui&#8230; sicuramente meglio di tutti quelli che ci sono ora e negli ultimi anni&#8230; comunque&#8230; sul finire del suo monologo, come sempre, ha fatto questo bel riferimento alla divina commedia, in particolare riferendosi agli ignavi, coloro che non scelgono&#8230; giudicato il peccato peggiore&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/gq3qa7v1N1I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/gq3qa7v1N1I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Il concetto espresso da Dante nella sua opera, e ripreso qui da Benigni, è sicuramente ispirato alla Bibbia stessa, nel libro dell&#8217;Apocalisse infatti, possiamo leggere parole ben più dure di quelle usate da Benigni, eccole: <em> </em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>&#8220;Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, <strong>perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca</strong>. Poiché tu dici: Io son ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla e non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo&#8221;</em> </span>Apocalisse 3:15-17</p>
<p>L&#8217;ambiguità, il non scegliere, stare con un piede su due staffe è la cosa peggiore perché si è convinti di non dover scegliere, e  magari non si sente nemmeno il bisogno di fare una scelta.Si rimane così, tiepidi, senza schierarsi, succubi alla vita e alle scelte altrui.</p>
<p>Gesù, che è un <em>gentleman</em>, non ci costringerà mai a scegliere per Lui, più tosto rimane fuori la porta, bussa e aspetta che noi lo facciamo entrare&#8230; infatti, sempre in Apocalisse dice:</p>
<p><span style="color:#ff0000;">&#8220;Ecco, io sto alla porta e busso: se uno sente la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.&#8221;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Possiamo scegliere&#8230; o facciamo entrare Gesù, o lo mandiamo via del tutto, ma non rimaniamo ambigui nella vita, mai!</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">La nostra scelta, come dice pure Benigni, può fare la differenza, sì anche una sola scelta può cambiare tutto! </span></span>come diceva <strong>Edmund Burke: &#8220;</strong>La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla<strong><strong>&#8220;</strong><br />
</strong></p>
<p>Tu puoi fare la differenza!</p>
<p>x chi vuole vedere tutto l&#8217;intervento di Benigni:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4C9GsryQulE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/4C9GsryQulE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a title="http://davidissimo.wordpress.com/" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=127640682957&#38;h=1e4571b75b3c1ce8cc9f2a150357f4f1&#38;url=http%3A%2F%2Fdavidissimo.wordpress.com%2F" target="_blank">davidissimo.wordpress.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dante Alighieri - Florenz]]></title>
<link>http://toskanaunterkunft.wordpress.com/2009/09/02/dante-alighieri-florenz/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:33:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>toskanaunterkunft</dc:creator>
<guid>http://toskanaunterkunft.wordpress.com/2009/09/02/dante-alighieri-florenz/</guid>
<description><![CDATA[Dante ist der weltweit berühmte Dichter der &#8220;Göttlichen Komödie&#8221;. Eine Statue des Dichte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dante ist der weltweit berühmte Dichter der &#8220;Göttlichen Komödie&#8221;. Eine Statue des Dichters war, sein Andenken auf der Piazza Santa Croce wewcted, mit der Aufschrift &#8220;onorate lAltissimo Poeta&#8221; (Honor der größte Dichter). In den 1900er Jahren das Konzil von Florenz beschlossen, eine Reihe von Plaques Aufzeichnung der Anspielungen auf reale Orte von Dante gemacht hängen, in den Straßen und Plätzen der Stadt. der &#8220;Dante Plaques&#8221; an den Wänden von alten Gebäuden in Florenz Rekord Tatsachen und Ereignisse in der wechselvollen Geschichte der Stadt. Diese Tatsachen sind oft die Namen der alten Florentiner Familien verbunden.</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-99" title="Dante" src="http://toskanaunterkunft.wordpress.com/files/2009/09/dante.jpg" alt="Dante" width="500" height="405" /><p class="wp-caption-text">Dante</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Expeditie Inferno]]></title>
<link>http://zeegroen.wordpress.com/2009/07/13/expeditie-inferno/</link>
<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 16:46:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>martijn</dc:creator>
<guid>http://zeegroen.wordpress.com/2009/07/13/expeditie-inferno/</guid>
<description><![CDATA[Uit betrouwbare bron hebben we volgend onrustwekkend bericht vernomen. Een onderzoeksteam van de Uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Uit betrouwbare bron hebben we volgend onrustwekkend bericht vernomen. Een onderzoeksteam van de Uni]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dante Alighieri: poete ou politologue d'actualité?]]></title>
<link>http://cookingciccio.wordpress.com/2009/06/25/dante-alighieri-poete-ou-politologue-dactualite/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 18:19:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>cookingciccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chers tous, Ce blog est né pour partager avec vous les choses que j’aime plus de mon pays : la cuisi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Chers tous,</p>
<p>Ce blog est né pour partager avec vous les choses que j’aime plus de mon pays : la cuisine, les traditions et la musique populaire. Mais le moment est peut-être venu pour poster un petit edito afin d’exprimer le malaise qui me perturbe en tant que italien qui regarde son propre Pays aujourd’hui. Je ne peux que me retrouver dans les sages paroles que notre Grand Poète Dante Alighieri écrivait en 1300.</p>
<p>Ahi serva Italia, di dolore ostello,</p>
<p>nave sanza nocchiere in gran tempesta,</p>
<p>non donna di province, ma bordello!<a href="http://cookingciccio.wordpress.com/files/2009/06/dante_alighieri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-407" title="dante_alighieri" src="http://cookingciccio.wordpress.com/files/2009/06/dante_alighieri.jpg" alt="dante_alighieri" width="316" height="280" /></a></p>
<p> <em><strong>Trad.</strong></em></p>
<p>Ah ! serve Italie, auberge de douleur,</p>
<p>Nef sans nocher, en grande tempête,</p>
<p>Non souveraine de provinces, mais bordel</p>
<p><em>(Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI)</em></p>
<p>Son analyse percutante et directe me rend encore plus triste par son étonnante actualité. D’ailler, crier au scandale pour les dernières petites histoires d’amour à paiement de notre Premier Ministre, parler des lois faites « ad personam », de l’actuelle loi électorale indigne d’un pays démocratique, du conflit d’intérêts et de la manque de pluralisme dans les medias, nous ferait tomber dans le cliché de l’antiberlusconisme.</p>
<p>A mon avis le problème se trouve bien ailleurs. Il se trouve dans une société ternie qui considère des telles choses comme « normales » et qui n’est pas capable d’en discuter et débattre. Le problème se trouve également dans le vide politique qui voit une opposition réduite au silence soit par ses luttes intestines soit pour une connivence habilement cachée soit encore pire pour une manque de courage et de responsabilité.</p>
<p>Berlusconi et son model sont peut-être le résultat et non la cause de cette décadence de l’Italie qui a du mal à se réveiller et se regarder dans un miroir.</p>
<p>A bientôt pour des autres recettes,</p>
<p> Cooking Ciccio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dante poeta teologo ]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/06/24/dante-poeta-teologo/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 18:21:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;umiltà dello storico secondo Cacciaguida   In una nota del suo saggio Dante e Beatrice, Étie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><img class="alignleft size-full wp-image-2749" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/06/images293.jpg" alt="images" width="126" height="97" />L&#8217;umiltà dello storico secondo Cacciaguida</h2>
<p> </p>
<p align="justify">In una nota del suo saggio <em>Dante e Beatrice</em>, Étienne Gilson confessava di aver sempre vagheggiato una certa &#8220;idea&#8221; della <em>Divina Commedia</em>:  <em> </em>che la forma &#8220;ideale&#8221; della teologia non si sia realizzata unicamente nelle opere formalmente teologiche, come in Tommaso d&#8217;Aquino, ma anche nella poesia, corrispettivo artistico e letterario di cui Dante ci ha fornito il migliore esempio. Eppure quel che contraddistingue Dante, scrive Gilson, &#8220;è di aver scritto un immenso poema la cui materia è costituita di idee, ma che tuttavia non è affatto un poema didattico (&#8230;) in esso il bello non consiste nello splendore del vero, come nella <em>Summa</em> <em>theologiae</em>. La verità ne costituisce piuttosto la materia e la sua trasposizione poetica ha per risultato la bellezza. Se non erro, è questa appassionata sensibilità alla bellezza del vero (scientifico, filosofico e teologico) che contraddistingue Dante. E sembra proprio che il suo caso sia unico, almeno nella tradizione letteraria occidentale, in cui il vero prevale sul bello, come deve essere, ovunque, tranne in poesia&#8221;.<!--more--></p>
<p align="justify"> Il punto di vista espresso qui da Gilson ricorda quello del teologo belga Jean Leclercq, autore del celebre <em>L&#8217;amour des lettres et le désir de Dieu</em>, che insisteva sull&#8217;unità di una teologia fatta non solo di dialettica, ma anche di altre forme o stili di esplorazione dei dogmi della fede cristiana, come la teologia monastica basata sulle lettere e l&#8217;interpretazione della letteratura di ispirazione religiosa. È nella linea tracciata da queste considerazioni teologiche che si situa lo studio che un altro autorevole studioso francese ha dedicato a Dante in una sua recente pubblicazione in italiano (François Livi, <em>Dante e la teologia. L&#8217;immagine poetica nella</em> &#8220;<em>Divina Commedia&#8221;</em> <em>come</em> <em>interpretazione del dogma</em>, Roma, Leonardo da Vinci, 2008, pagine 250, euro 20). Facendo in qualche modo propria l&#8217;&#8221;idea&#8221; di Étienne Gilson, François Livi prospetta l&#8217;ipotesi di un Dante <em>theologus</em> nel senso forte del termine, il cui poema sarebbe il risultato di un costante confronto ermeneutico con i dogmi della fede cristiana. La teologia, spiega Antonio Livi nell&#8217;introduzione epistemologica del saggio, formula delle ipotesi di interpretazione del dogma. Ma che si tratti di concetti, di norme o di immagini, tutto mira a rendere più comprensibile il mistero del dogma, che per definizione permane un mistero soprannaturale. Tanto inesauribile quanto è inintellegibile il dogma che ne costituisce l&#8217;oggetto, la riflessione teologica rappresenta quindi un lavoro ermeneutico che ha per scopo di accostare la nostra esperienza naturale al mistero del dogma e che, nel perseguire questo fine, può scegliere la via della creazione artistica. In questo caso, senza sovrapporsi ai dati della fede, la creazione poetica può, al contrario, divenire <em>historia salutis</em> quando il suo confronto ermeneutico con il dogma si inserisce pienamente nel contesto della rivelazione e ha per fine la contemplazione stessa del mistero della parola rivelata. In altri termini, se la teologia è <em>intellectus fidei</em>, ciò non toglie che essa sia anche <em>affectus</em> e <em>pulchritudo fidei</em>, che essa sia, come scrive Antonio Livi, &#8220;un modo di &#8220;vivere&#8221; e far &#8220;vivere&#8221; la fede da parte della cultura di ogni tempo e di ogni luogo, con risultati che talvolta hanno il valore e la funzione di ricchezze di fede per molti secoli e per tanti luoghi diversi &#8211; così è infatti per un Agostino e un Tommaso, ma anche, per quanto adesso ci riguarda, un Dante Alighieri&#8221;. Questi chiarimenti sulla natura della teologia in quanto ipotesi di interpretazione del dogma costituiscono una premessa indispensabile per cogliere la portata dello studio proposto da François Livi. Da tempo è assodato che Dante rivendica per la poesia un valore filosofico che la dottrina scolastica le rifiutava decisamente. È sulla base della convinzione tomistica e più ampiamente scolastica che la poesia sia <em>infima inter omnes doctrinas</em>, che il domenicano Guido Vernani da Rimini, nel 1329, accusa Dante di essere &#8220;un poeta-visionario e un sofista chiacchierone che con le sue immagini fraudolente, distoglie il lettore dalla vera salvezza&#8221;. La critica scolastica sembra aver influito a lungo, in modo più o meno occulto, sulla ricezione del poema. La diffidenza nei confronti delle immagini utilizzate dai poeti &#8211; <em>poeta utitur metaphoris propter repraesentationem</em> (&#8230;) <em>sed sacra</em> <em>doctrina utitur metaphoris propter necessitatem et utilitatem</em>, ricorda san Tommaso nella <em>Summa</em> &#8211; sembra infatti all&#8217;origine delle letture dualistiche della <em>Divina Commedia</em> che tendono a opporre &#8211; come si opporrebbero poesia e filosofia &#8211; le parti &#8220;poetiche&#8221; del poema alle sue trattazioni dottrinali. Al contrario, è proprio la comprensione esatta della dimensione teologica delle immagini poetiche che ci consente di cogliere il senso dell&#8217;operazione ideologica compiuta da Dante e destinata, in accordo con la linea perseguita da protoumanisti come Albertino Mussato, a gettare le basi dell&#8217;umanesimo rinascimentale. Così, quando Dante, come poi Petrarca, oppone la poesia alla scolastica, lo fa rivendicando per la poesia un ruolo nella conoscenza filosofica &#8211; innanzi tutto metafisica e quindi teologica &#8211; in perfetto antagonismo con le posizioni della scolastica che limitava l&#8217;acquisizione di questa conoscenza al solo sviluppo logico dei concetti. La prospettiva adottata da François Livi, che sceglie di accostarsi alla <em>Divina Commedia</em> dal punto di vista dell&#8217;ermeneutica teologica, chiarisce senza alcun dubbio questo aspetto del dibattito ideologico nel quale si inserisce Dante. <em></em>L&#8217;architettura teologica del poema, il percorso attraverso i tre &#8220;regni&#8221; escatologici immaginati nella <em>Divina Commedia</em>, scrive l&#8217;autore, &#8220;non è un gioco letterario a tavolino o un espediente retorico per dare sfogo ai suoi desideri di rivalsa politica. La complessa impalcatura del poema è funzionale alla missione profetica di Dante, al suo messaggio di salvezza individuale e collettiva&#8221;.<br />
Senza pretendere all&#8217;esaustività nel trattare una problematica tanto vasta quanto quella del rapporto tra verità dogmatica e creazione poetica nel poema di Dante, François Livi procede a una serie di &#8220;sondaggi&#8221; particolarmente significativi. L&#8217;analisi del dogma escatologico attraverso le immagini della <em>Divina Commedia</em> apre questo percorso, iniziando col ricordare le premesse del dogma stesso, dalla caduta che ha seguito il peccato originale all&#8217;incarnazione del Verbo &#8211; che eleva la natura umana alla dignità della natura divina aprendo all&#8217;uomo la possibilità di accedere alla beatifica visione &#8211; fino alla parusia. In questo capitolo introduttivo, estremamente denso, l&#8217;autore mette quindi in evidenza i fondamenti dogmatici dell&#8217;architettura dantesca, sottolineando nel contempo l&#8217;originalità della sintesi di elementi filosofici, ideologici e giuridici operata dal poeta nell&#8217;atto di definire la &#8220;topografia morale&#8221; dei tre regni dell&#8217;aldilà. Al dogma del Purgatorio è dedicato il secondo capitolo, di grande interesse giacché sottolinea l&#8217;importanza dell&#8217;interpretazione del dogma in vista di una corretta ricostituzione degli elementi che compongono l&#8217;architettura dantesca. Come sappiamo, infatti, le sacre Scritture non propongono un insegnamento preciso ed esplicito riguardo alla realtà del Purgatorio, mentre tali riferimenti esistono per quanto riguarda il Paradiso e l&#8217;Inferno. Per cominciare, François Livi ricorda che l&#8217;Antico e il Nuovo Testamento contengono attestazioni della necessità di un&#8217;&#8221;espiazione temporanea&#8221; e riferimenti a colpe che non implicano una punizione eterna, ma richiedono un tempo di purificazione dopo il giudizio particolare che precede la parusia. Egli passa in seguito all&#8217;esame delle numerose testimonianze offerte dalla tradizione attraverso la liturgia, l&#8217;epigrafia, la letteratura patristica greca e latina. Queste presentano &#8220;un materiale abbondantissimo che è impossibile ignorare. Numerosi concili dei primi secoli forniscono indicazioni pratiche sulle messe che possono essere celebrate per i defunti. Dall&#8217;epoca apostolica in poi, l&#8217;efficacia dei suffragi per i defunti è considerata unanimemente (&#8230;) come un dogma&#8221;.<br />
<em></em>Luogo della purificazione, il <em>Purgatorio </em>offre anche l&#8217;occasione di un&#8217;analisi del significato del &#8220;contrappasso&#8221; e della drammatizzazione delle pene subite dalle anime penitenti che, per gli stessi peccati o per peccati simili, differiscono da quelle subite dalle anime condannate all&#8217;inferno. Ma, come è noto, nella <em>Divina</em> <em>Commedia</em> l&#8217;itinerario purificatorio del pellegrino &#8220;è indissociabile da un preciso compito profetico:  il poeta non dovrà inventare, bensì riferire, nei limiti consentiti dalla parola umana, la sua eccezionale esperienza<em></em> (&#8230;) Dante è allora investito di una missione profetica più complessa ed esplicita:  in quanto unico destinatario della visione, deve riferire un messaggio simbolico che denuncia la degenerazione attuale della Chiesa, messaggio interpretato dall&#8217;esegesi che Beatrice ne fa al poeta, annunciando nel contempo la volontà divina di ristabilire la giustizia nella società civile e religiosa&#8221;.<br />
L&#8217;ultimo capitolo è dedicato ad alcuni percorsi attraverso l&#8217;eccezionale ricchezza teologica e poetica del <em></em><em>Paradiso</em>. I canti xiv-xx danno luogo a uno studio che prende in considerazione problemi teologici di primaria importanza come la resurrezione dei corpi, la prescienza divina, la giustizia divina e la salvezza dei pagani. A proposito della resurrezione finale, la poesia offre a Dante la possibilità di avanzare ipotesi particolarmente suggestive riguardo allo splendore del corpo glorioso. Quanto al problema della <em>prescientia divina</em>, messo in evidenza dalle predizioni di Cacciaguida, la finzione poetica permette di accogliere come verità compiute delle teorie o dottrine che il poeta fa sue o considera plausibili. L&#8217;assenza di una soluzione definitiva rende conto di una realtà teologica che Cacciaguida spiega al suo discendente, vale a dire &#8220;l&#8217;atteggiamento di umiltà intellettuale e di rispetto con il quale ogni creatura &#8211; il suo discendente al pari dei beati &#8211; deve accostarsi a realtà che trascendono le possibilità di comprensione dell&#8217;intelligenza umana (&#8230;) è proprio la proclamazione di questo mistero a determinare la luce soprannaturale che, proiettata sui funesti eventi annunciati da Cacciaguida e sulla sua impietosa analisi dei mali della società, non li rende per questo più &#8220;comprensibili&#8221;, ma conferisce loro un nuovo significato inserendoli in una teologia della storia&#8221;.</p>
<p align="justify"><strong>di Davide Luglio</strong><br />
<em>Université Paris-Sorbonne</em></p>
<p align="justify"><a href="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#12">http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#12</a></p>
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<title><![CDATA[Cos'è l'Information Retrieval]]></title>
<link>http://sicapisce.wordpress.com/2009/06/22/cose-linformation-retrieval/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 06:00:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Samuel Zarbock</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Information Retrieval&#8221; significa più o meno &#8220;rintracciamento delle informazioni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>&#8220;Information Retrieval&#8221;</strong> significa più o meno <em><strong>&#8220;rintracciamento delle informazioni&#8221;</strong></em>. E funziona all&#8217;incirca così: prendete la Divina Commedia di Dante Alighieri. Supponete di voler trovare quel certo canto in cui appaiono le parole &#8220;Adamo&#8221; e &#8220;serpente&#8221; ma non &#8220;Eva&#8221;.</p>
<p>Un metodo per farlo è leggere tutta l&#8217;opera dall&#8217;inizio e segnarsi, per ogni canto, se questo contiene sia la parola &#8220;Adamo&#8221; che la parola &#8220;serpente&#8221;; nel caso dovesse apparire la parola &#8220;Eva&#8221; escluderete comunque quel canto dalla lista.<br />
Un computer riesce ad applicare questo metodo con una certa facilità, metodo che viene comunemente chiamato &#8220;<strong><em>grepping</em></strong>&#8221; dal nome del comando UNIX &#8220;<em>grep</em>&#8220;, che fa proprio questo.<br />
Il <em>grepping</em>, se effettuato con la potenza di calcolo offerta dai moderni computer, può essere un metodo davvero efficace per trovare corrispondenze testuali, grazie anche alla potente sintassi che il comando <em>grep </em>utilizza: le <strong><em>regular expression</em></strong>. Ma il <em>grep </em>non è sempre sufficiente: ad esempio fallisce (o fatica)</p>
<ul>
<li>in caso di grandi quantità di documenti,</li>
<li>in caso di condizioni complesse (trovami la parola &#8220;dimonio&#8221; se appare nella stessa frase in cui appare anche &#8220;legno&#8221;),</li>
<li>in caso dovessero servire anche quelle corrispondenze non del tutto afferenti alla nostra ricerca ma che dopotutto ci si avvicinano&#8230;</li>
</ul>
<p>Esiste un secondo metodo. Per evitare la scansione lineare di tutto il testo ogni volta che si effettua un ricerca si può <strong><em>indicizzare</em></strong> preventivamente tutto il testo (meglio: ogni parte di questo testo) e segnarsi da qualche parte le caratteristiche che questo presenta; quando vorremo lanciare una richiesta sarà sufficiente guardare in questa &#8220;qualche parte&#8221; (il cosiddetto indice) se la corrispondente caratteristica è vera o falsa. Ad esempio, potremmo creare un elenco di tutte le parole usate da Dante e segnarci, <em>per ogni canto</em>, se quella parola vi appare o meno. Basterà un semplice &#8220;sì/no&#8221; accanto ad ogni parola, ovvero un&#8217;informazione di tipo binario, per avere una tabella che abbia tutte le parole in riga e tutti i canti in colonna.</p>
<p>Ma in questo modo non avremo ottenuto solamente un elenco di parole per ogni canto, bensì anche un elenco di canti per ogni parola (beh, questa era facile: una tabella può essere ribaltata a piacere&#8230;). Per questo motivo si parla anche di <strong><em>inverted index</em></strong>, indice inverso.</p>
<p>Da qui in avanti potete proseguire la lezione utilizzando il pdf in inglese<br />
&#8220;<a title="Documento PDF in inglese che introduce all'information retrieval" href="http://nlp.stanford.edu/IR-book/pdf/irbookonlinereading.pdf" target="_blank">Introduction to Information Retrieval.pdf</a>&#8221; (aprile 2009, Cambridge University Press)</p>
<p>Information Retrieval significa dunque <em>cercare materiale (per lo più documenti) di natura non strutturata (per lo più testi) che soddisfi una necessità informativa e che provvenga da collezioni particolarmente corpose (per lo più salvate in digitale).</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Benigni porta TuttoDante a Boston]]></title>
<link>http://fenicediboston.wordpress.com/2009/06/10/benigni-porta-tuttodante-a-boston/</link>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 02:28:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>La Fenice</dc:creator>
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<description><![CDATA[Benigni al Berklee Center di Boston “Visto che voi non venite in Italia, vengo io da voi!”. Si apre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Benigni al Berklee Center di Boston “Visto che voi non venite in Italia, vengo io da voi!”. Si apre ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L’immaginazione ermetica VI]]></title>
<link>http://gabrielelaporta.com/2009/06/05/l%e2%80%99immaginazione-ermetica-vi/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 12:43:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele La Porta</dc:creator>
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<description><![CDATA[La natura è divinizzata. L’uomo partecipa dell’essenza di Dio. Il corpo umano riproduce il mondo. È ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La natura è divinizzata. L’uomo partecipa dell’essenza di Dio. Il corpo umano riproduce il mondo. È ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[noterelle dantesche #4 (Inf. I 45-48)]]></title>
<link>http://scorfano.wordpress.com/2009/06/02/noterelle-dantesche-4-inf-i-45-48/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 08:04:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questi parea che contra me venisse con la test&#8217; alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questi parea che contra me venisse con la test&#8217; alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l]]></content:encoded>
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