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	<title>domenicani &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/domenicani/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "domenicani"</description>
	<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:03:53 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[S.O.S. FILIPPINE RICHIESTA DI SOLIDARIETA’ FRATERNA]]></title>
<link>http://domenicanicatania.wordpress.com/2009/10/04/s-o-s-filippine-richiesta-di-solidarieta%e2%80%99-fraterna/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 08:45:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>gnuckx</dc:creator>
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<description><![CDATA[30 settembre 2009 Una richiesta d’aiuto Sabato scorso, 26 settembre 2009, una furiosa tempesta tropi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } --></p>
<p style="margin-bottom:.14in;" align="CENTER"><span style="font-size:small;">30 settembre 2009</span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;" align="CENTER"><span style="font-size:small;"><strong>Una richiesta d’aiuto</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;">Sabato scorso, 26 settembre 2009, una furiosa tempesta tropicale si è abbattuta su Manila e sulle provincie vicine causando molte inondazioni. </span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;">I morti accertati, fino ad oggi, sono 200. Abbiamo fatto nostre le notizie sul cattivo stato delle Filippine a causa di ciò, e la necessità di soccorsi per aiutare le vittime. </span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;">La Famiglia domenicana ha risposto prontamente a questa necessità, particolarmente attraverso la DEAR (Dominican Emergency Action Responsed) composta da preti, frati, suore e laici domenicani. </span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;">Abbiamo infatti raccolto ed inviato generi di soccorso alle aree colpite dall’alluvione. Nonostante tutto, ci sono ancora molte persone nel bisogno. </span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;">Facciamo appello a tutta la famiglia domenicana di aiutarci a aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle delle Filippine in qualsiasi modo. Potete donare cibo in scatola, vestiti, acqua minerale ed altro e inviare il materiale a: </span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;">Santo</span><span style="font-size:small;"> Domingo Church<br />
537 Quezon avenue<br />
1114 Quezon City<br />
Metro Manila – Philippines</span><br />
<span style="font-size:small;">Tel (+63-2) 7126271 &#8211; 74</span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;"><span style="font-size:small;"><strong>Mille grazie per la vostra generosità.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:.14in;">
<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="CENTER"><span style="font-size:small;">30 September 2009</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US" align="CENTER"><span style="font-size:small;"><strong>An Appeal for Aid</strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US">
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;">Last Saturday, September 26, 2009, a fierce tropical storm wreaked havoc in Manila and nearby provinces causing major floodings. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;">Death toll as of this moment is around 200+. We have been made aware in the news of the sad state of the Philippines due to this, and the need for relief goods to aid the victims.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;">The Dominican family responded quickly to this need, particularly the Dominican Emergency Action Response or DEAR – composed of priests, brothers, sisters and lay Dominicans. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;">They have in fact collected and sent some relief goods to nearby flood-stricken areas.  Nonetheless, there are still more people in need.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;">May we appeal to all the Dominican family to aid us and our countrymen and women in whatever form. You may donate canned food, clothes, mineral water and others and send them to </span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;">Santo Domingo Church,</span><span style="font-size:small;"><br />
537 Quezon Avenue,<br />
</span><span style="font-size:small;">1114 Quezon City,<br />
</span><span style="font-size:small;">Metro Manila, Philippines.<br />
Telephone numbers: (+63-2) 7126271 to 74.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" lang="en-US"><span style="font-size:small;"><strong>Thank you very much for your assistance. </strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I DOMENICANI  E LE SFIDE DEL MOMENTO ATTUALE]]></title>
<link>http://domenicanicatania.wordpress.com/2009/08/09/i-domenicani-e-le-sfide-del-momento-attuale/</link>
<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 03:26:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>gnuckx</dc:creator>
<guid>http://domenicanicatania.wordpress.com/2009/08/09/i-domenicani-e-le-sfide-del-momento-attuale/</guid>
<description><![CDATA[Noi Frati Domenicani dell’Italia Merdionale, al termine del Capitolo Provinciale (Bari 6-27 luglio),]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Noi Frati Domenicani dell’Italia  Merdionale, al termine del Capitolo Provinciale (Bari 6-27 luglio), assai  preoccupati per la critica congiuntura economica e sociale che sta interessando  il Paese. Com’è noto, molti indicatori econometrici sono negativi, per una parte  considerevole dell’Italia, specialmente il Mezzogiorno, da cui anche nell’ultimo  decennio sono emigrate centinaia di migliaia di persone, mentre quelle rimaste  sono afflitte da una disoccupazione che tocca livelli allarmanti.</p>
<p>La società si presenta inoltre  come un insieme di monadi, costituenti, un quadro estremamente frastagliato e  definito, da studi specialistici, in termini di “mucillaggine”. In tale contesto  avanzano viepiù, connessi tra loro, edonismo ed egoismo. Il primo, privando  l’uomo di un orizzonte trascendente, lo induce a una vita banale perché  appiattita esclusivamente sul godimento del presente. Il secondo, favorito anche  da decisioni politico-legislative infelici, porta sovente ad una guerra tra  poveri, per cui si pensa solo a sé stessi e si vede l’altro come nemico,  specialmente se immigrato irregolare. Si moltiplicano in questo clima gli  episodi di violenza razzista e di denuncia, da parte dei cittadini alle forze  dell’ordine, del bisognoso perché infastidisce.</p>
<p>Noi facciamo nostra la  prospettiva evangelica del <em>Magnificat</em>, che peraltro si rispecchia nella  storia migliore del nostro Ordine. Ci riconosciamo infatti nella Fede del Dio di  Gesù Cristo, la cui “misericordia si estende di generazione in generazione su  quelli che lo temono, perché disperde i superbi, detronizza i potenti, innalza  gli umili, colma di beni gli affamati e rimanda a mani vuote i ricchi”. Insomma  il Dio che dà dignità a qualunque uomo perché chiunque è suo figlio, soprattutto  quando segue i comandamenti, da Lui dati, della giustizia e dell’amore.</p>
<p>Orbene, questa è pure la lunga  vicenda del nostro Ordine, aperta da San Domenico, che non poteva “studiare su  pelli morte vedendo il prossimo morire di fame”, e attraversata da Montesinos e  Las Casas – per citare solo alcuni -, fieri difensori della dignità degli <em> indios</em>, all’epoca giudicati poco più di bestie.</p>
<p>Pertanto, come la Parola di Dio  ci chiede e il carisma domenicano ci ricorda, noi insieme</p>
<p align="center">C H I E D I A M O</p>
<p>-  di voler stare, ancora oggi, dalla parte dei  poveri;</p>
<p>- di sostenere coloro che ignorano la Verità e  domandano insistentemente libertà, pace ed equità.</p>
<p align="center">N O N    P O S S I A M O</p>
<p>-  chiudere gli occhi sulla penosa e antica  “questione meridionale” che divide l’Italia;</p>
<p>-  tacere sui problemi dell’illegalità diffusa che  corrompe la politica, l’economia, la vita sociale impedendo qualsiasi tipo di  sviluppo;</p>
<p>-  ignorare che i diritti vengono negati e “concessi  come favori”, quali il lavoro, la giusta retribuizione, la casa;</p>
<p>-  accettare lo sgretolarsi della famiglia, come del  significato dell’affettività;</p>
<p>-  restare indifferenti al disimpegno della  responsabilità verso il bene comune;</p>
<p>Facendo appello alla nostra migliore tradizione di  “predicatori della Verità”:</p>
<p align="center">VOGLIAMO   PROMUOVERE</p>
<p>-  la formazione di una nuova generazione di uomini e  donne, capaci di tessere e di costruire relazioni, sussidiarietà e solidarietà  in ogni ambito della propria vita;</p>
<p>-  la dignità e il ruolo del laico “come  corresponsabile” (Benedetto XVI) della pastorale e dell’impegno nella Chiesa,  come nella Società;</p>
<p>-  la personale responsabilità nella formazione al  pre-politico per un autentico rinnovamento della convivenza sociale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’immaginazione ermetica X]]></title>
<link>http://gabrielelaporta.com/2009/07/12/l%e2%80%99immaginazione-ermetica-x/</link>
<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 09:15:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele La Porta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alla fine del 1585 Giordano Bruno è a Parigi (vedi articolo precedente) e scrive Arbor philosophorum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alla fine del 1585 Giordano Bruno è a Parigi (vedi articolo precedente) e scrive Arbor philosophorum]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’immaginazione ermetica VIII]]></title>
<link>http://gabrielelaporta.com/2009/06/15/l%e2%80%99immaginazione-ermetica-viii/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 07:13:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele La Porta</dc:creator>
<guid>http://gabrielelaporta.com/2009/06/15/l%e2%80%99immaginazione-ermetica-viii/</guid>
<description><![CDATA[Inizia per Giordano Bruno a partire dal 1576 un periodo di vagabondaggio (vedi articolo precedente) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Inizia per Giordano Bruno a partire dal 1576 un periodo di vagabondaggio (vedi articolo precedente) ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Potenza di Eymerich 7: Icona]]></title>
<link>http://kaizenology.wordpress.com/2009/05/19/la-potenza-di-eymerich-7-icona/</link>
<pubDate>Mon, 18 May 2009 23:05:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kai Zen</dc:creator>
<guid>http://kaizenology.wordpress.com/2009/05/19/la-potenza-di-eymerich-7-icona/</guid>
<description><![CDATA[Anno del Signore 1365, nella città di Potenza. Padre Nicolas Eymerich faticò non poco a spostare da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"> </a><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"><img class="alignleft" style="padding:5px;" title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&#38;item_id=01c3d06500e9734e57&#38;time=0" alt="Immagine di La potenza di Eymerich" width="46" height="66" /></a><strong>Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.<br />
</strong><br />
Padre Nicolas Eymerich faticò non poco a spostare da solo la pesante lastra che il giorno prima aveva fatto ruotare sul pavimento della chiesa con l’aiuto di Modesto. Il cammino si era impresso molto bene nella mente di Eymerich. <a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"></a>Ogni sasso, ogni fenditura, ogni mattone. Tutto era lì dove lo ricordava. La grotta era deserta. Niente streghe e stregoni. Niente apparizioni sull’acqua. Da qualche parte, ﬁltrava la luce del sole. Visto così, poteva anche sembrare un luogo di pace.<br />
Eymerich si avvicinò di più all’acqua, fece per chinarsi. Un lampo accecante gli balenò davanti agli occhi. La donna in nero apparve al centro del bagliore. Eymerich ne sentì la voce insinuarsi nella sua testa, come nel sogno: La morte viene dall’acqua…<br />
L’Inquisitore barcollò per un istante, poi si riprese subito.<br />
Non era nulla, si forzò di pensare. Solo strascichi dell’incubo della notte precedente. Respirò a fondo.<br />
Ancora quella frase, e quella donna. C’era qualcosa di  indeﬁnibile in lei. Perché si manifestava sempre in quel modo? Non era la prima volta che assisteva a prodigi del genere: c’era stato quel culto pagano dedicato alla dea Diana, tredici anni prima. Donne che, riunite presso un lago, evocavano l’immagine di una dea pagana. Allora aveva sradicato quella  blasfemia facendo sì che le donne potessero vedere ciò che realmente adoravano: Satana. In una qualche misura timorate  del Signore, molte di loro avevano inﬁne capito il loro errore e se ne erano pentite. Non poteva però sperare lo stesso da parte  di stregoni e fattucchiere, in quelle circostanze. La cura doveva necessariamente confondersi con la punizione.<br />
Un getto d’acqua alimentava il lago, cadendo incessante dall’alto della grotta. L’acqua sembrava poi seguire un suo percorso sotterraneo, e sparire nelle profondità della terra. Doveva essere in quel modo che l’acqua maleﬁca infettava il suolo di quelle terre. L’Inquisitore rabbrividì. Forse l’aver visto la donna in nero apparire era un segnale della contaminazione. Scacciò il pensiero dalla mente. Era lì per sconﬁggere il Maligno, non per farsi spaventare dalle sue macchinazioni. L’aria insalubre di quel luogo lo stava nauseando. Sentiva di dover uscire, ma non da dove era venuto: se della luce entrava da qualche parte, probabilmente c’era un’altra uscita. Eymerich seguì la luminiscenza del sole per un lungo tratto e trovò ciò che cercava.<br />
L’imboccatura della grotta si apriva sul lato di una collina, appena fuori dal centro abitato. Respirò soddisfatto l’aria fresca della mattina, e lasciò che il sole scacciasse i soffocanti vapori della visione dalla sua mente. Poi si mise in cammino.<br />
Non gli ci volle molto a rintracciare il corso d’acqua che scorreva sottoterra: era un piccolo torrente addossato a un versante sassoso, che pochi uomini armati di pale avrebbero potuto far franare con facilità per bloccare il ﬂusso d’acqua. Una volta che il lago fosse stato asciugato, forse la visione – che pareva così legata all’acqua – non si sarebbe più manifestata. E anche se così non fosse stato, il peso dei detriti avrebbe fatto franare il sofﬁtto della grotta, trasformando quel luogo in una tomba per gli eretici e il loro culto.<br />
Eymerich fece una smorﬁa simile a un sorriso, mentre tornava al monastero. Era un buon piano. Ora si trattava solo<br />
di posizionare le pedine nel modo più corretto per portarlo a termine, ma doveva restare vigile. Un solo sbaglio e avrebbe attirato su di sé molta più attenzione di quanta ne desiderasse. Quella del giovane e imprudente francescano che lo aveva seguito ﬁno alla grotta, credendosi inosservato, era già oltre i limiti della tollerabilità.</p>
<p><strong>Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino.</strong></p>
<p>Giovanna I d’Angiò ascoltò il messo, di ritorno dal convento dei francescani, senza dire una parola. Lo congedò con<br />
un semplice gesto della mano. Era ormai tarda sera e di lì a poco sarebbe giunto in Napoli anche il messo inviato al Giustiziere di Basilicata.<br />
La Regina mise da parte le altre incombenze e cominciò a scrivere una missiva da recapitare al ponteﬁce. Le accadeva ormai troppo di frequente, pensò, di spendere le proprie energie seguendo vicende del tutto estranee al governo di Napoli.<br />
<strong><br />
Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede.</strong></p>
<p>Urbano V non attese oltre che il cardinale segretario si decidesse a parlare. “Allora, quali notizie da Potenza?”<br />
“Il messo inviato da Napoli ha incontrato frate Severo da Benevento e le notizie non sono incoraggianti; padre Eymerich si muove con prudenza. Il messo ha però riferito a Severo il vostro desiderio, Santità.”<br />
“Bene! Attenderemo e vedremo se le ambizioni di un giovane francescano riusciranno a liberarci da questo peso sullo stomaco.”<br />
“Conosco bene quel tipo di persona, Santità, e il vostro incarico di trovare delle ombre nell’agire di Nicolas Eymerich sarà per Severo più un ristoro per la propria sete di potere, che un peso sulla coscienza!”</p>
<p><strong>Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d’Europa. Vigilia dell’Inaugurazione.<br />
</strong><br />
Dentro l’impianto gli operai e i tecnici si muovevano come formiche impazzite. Erano le otto, solo quattro ore li separavano dall’inaugurazione ufﬁciale, e c’era ancora molto da fare. I primi test, la settimana precedente, erano andati piutto sto bene, ma quella notte sarebbe stato diverso. Avrebbero trattato una quantità di scorie pari a un anno di produzione di energia da parte di una centrale di medie dimensioni: un errore, anche piccolo, e non si sarebbe mai più sentito parlare della Lucania. Gli occhi del mondo erano puntati sul corpo scintillante e luminoso dell’impianto di smaltimento. C’era da esserne ﬁeri, aveva sentenziato il manager della AA G.m.b.H. quando era<br />
passato a salutare tecnici e operai, qualche ora prima.<br />
Wurtz era molto poco ﬁero, al contrario, e piuttosto in quieto. Certo, che poteva saperne lui? Era solo un tecnico non specializzato. Aveva lavorato a parti secondarie dell’impianto, niente che avesse a che vedere con il pezzo grosso, il Pozzo. Il Pozzo era il cuore dell’impianto: sprofondava per decine di metri nel cuore della terra, attraverso gli strati di terreno argilloso. Al suo interno, le scorie venivano bombardate di psitroni e poi svanivano nel nulla. Era questo che inquietava Wurtz.<br />
Si era reso conto durante i test che qualcosa non andava. Quella macchina non aveva alcun tipo di scarico, non produceva nessun prodotto di scarto. Le scorie non venivano trattate: sparivano. Aveva studiato attentamente i progetti e ne era sicuro: non c’era abbastanza spazio nel pozzo per immagazzinare riﬁuti. Il pozzo era soltanto un condotto. Wurtz era un ﬁsico. Sapeva benissimo che nulla si crea e nulla si distrugge. Da qualche parte, quelle scorie dovevano ﬁnire. Ma dove?</p>
<p><strong>Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.<br />
</strong><br />
Severo guardò nuovamente la lettera e il sigillo. Tutto autentico. Le gambe gli tremavano. Con Eymerich non aveva<br />
interpretato la parte del ragazzo spaventato da cose più grandi di lui: lo era davvero. Ma l’ordine impartitogli nella missiva era chiaro: lui, giovane francescano, avrebbe dovuto causare la caduta del magister Nicolas Eymerich, Inquisitore del Regno di Aragona.<br />
Aveva passato la mattina seguendo Eymerich, nel suo cammino sotterraneo. Lo aveva visto barcollare sulla riva del<br />
lago. Quando era uscito dalla grotta, si era avvicinato anche lui all’acqua. Non aveva provato nulla di particolare, solo un vago senso di inquietudine. Era tornato al convento facendo il cammino a ritroso, immerso nei pensieri. Solo ora, mentre osservava dalla ﬁnestra della sua cella Eymerich rientrare, un’idea iniziava a insinuarsi nella sua mente. Lo avrebbe fatto accusare di commercio con il Demonio. Secondo quello che gli aveva riferito quella mattina, l’Inquisitore aveva assistito a un oscuro rituale sotterraneo, e ora era tornato nello stesso luogo. Atti<br />
sufﬁcienti ad attirare l’interesse dei messi papali. Forse sarebbe bastato denunciare l’attività inquisitoria di<br />
Eymerich sul territorio angioino per farlo catturare, ma l’idea di vedere un tale arrogante inquisitore seppellito dall’infamia era troppo eccitante per lasciarla perdere. Sorrise. Nascose la lettera dentro una borsa e uscì dalla cella. Era certo che sarebbe riuscito a ottenere qualche informazione utile da Modesto.</p>
<p><strong>Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d’Europa. Il giorno dell’Inaugurazione.<br />
</strong><br />
Pochi minuti dopo le otto e trenta, Peter Stanton entrò nell’impianto. Le guardie all’ingresso non trovarono nulla da<br />
ridire sul pass. Il respiro della macchina che riposava sostituì gli ultimi echi del sit-in ecologista che si era radunato fuori dall’impianto. Peter si sentì di colpo minuscolo. La AA G.m.b.H. aveva costruito qualcosa di spaventoso, di tremendo. Una mostruosità tecnologica di lucido acciaio e luci abbaglianti, rigurgitante tubi e condutture, attorcigliati attorno a un cilindro dal diametro di almeno sei metri, conﬁccato nel suolo. Era di lì che sarebbero passate le scorie. Cercò di non mostrarsi stupito da quello che vedeva, non doveva sembrare che fosse lì per la prima volta. Il suo scopo era di confondersi tra gli altri addetti, cercando di non attirare l’attenzione.<br />
Il suo piano: aprire l’impianto per un istante. Far fuoriuscire una quantità minima di psitroni, di modo che attraversassero le menti dei presenti all’inaugurazione mentre Karima avrebbe spiegato che l’impianto era pericoloso, e che c’era un rischio di avvelenamento delle falde acquifere.<br />
Una volta fatto questo, loro non avrebbero potuto fare più niente. Forse Karima avrebbe pregato, lui incrociato le dita, al massimo. Dovevano sperare che il messaggio arrivasse là dove stabilito. Che qualcuno ne capisse il senso e agisse di conseguenza, togliendo l’acqua che fungeva da connettore tra le due epoche.<br />
Ammesso, e non concesso, che la sua teoria fosse corretta. Fanculo il dubbio scientiﬁco, pensò Stanton; se rinasco<br />
faccio anch’io il prete, e tanti saluti al relativismo. Come se avesse avuto il tempo per scherzare.</p>
<div id="attachment_1368" class="wp-caption aligncenter" style="width: 325px"><img class="size-full wp-image-1368" title="geminiani3" src="http://kaizenology.wordpress.com/files/2009/05/geminiani3.gif" alt="Illustrazione di Maurizio Geminiani" width="315" height="458" /><p class="wp-caption-text">Illustrazione di Maurizio Geminiani</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Potenza di Eymerich 6: Manovre orchestrali nell’oscurità ]]></title>
<link>http://kaizenology.wordpress.com/2009/04/18/la-potenza-di-eymerich-6-manovre-orchestrali-nell%e2%80%99oscurita/</link>
<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 04:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kai Zen</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anno del Signore 1365, nella città di Potenza. Voci. La morte viene dalla vita. Acqua fosforescente.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"></a></p>
<p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"> </a></p>
<p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"><img class="alignleft" style="padding:5px;" title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&#38;item_id=01c3d06500e9734e57&#38;time=0" alt="Immagine di La potenza di Eymerich" width="46" height="66" /></a><strong>Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.</strong></p>
<p><em>Voci. La morte viene dalla vita. Acqua fosforescente. Non posso muovermi. Unisciti a noi. Bevi alla fonte dei giusti. Non sento la mia voce. Luce accecante. Bevi alla fonte dei giusti. Chi sei, donna? Non sento la mia voce. La morte viene dall&#8217;acqua. Bevi. Luce accecante. Unisciti a noi, bevi. La morte viene dall&#8217;acqua. Buio.</em></p>
<p>Eymerich si svegliò sudato. Era nella sua cella. Come ci era arrivato? Dalla luce che ﬁltrava capì che il sole era già alto, e questo non fece che aumentare il suo nervosismo. Era furibondo. Con Modesto, certo, e con sé stesso per<br />
essersi fatto abbindolare come un ingenuo. Cercò di riordinare la confusione che popolava la mente.<br />
&#8220;Creature del Demonio. Quel frate indegno mi ha portato in un covo di creature del Demonio. Mi hanno ﬁaccato<br />
con i loro maleﬁci e ridotto in loro potere, per chissà quanto tempo. Mi hanno fatto bere l&#8217;acqua di quel lago, ricettacolo del male. L&#8217;ho poi bevuta? Non ricordo.&#8221;<br />
Uscì dalla cella, risoluto a trovare Modesto ed estorcergli la verità. Fu inutile. Del frate, nemmeno l&#8217;ombra.<br />
Arrivato al portone del convento, sentì bussare. Aprì, e vide di fronte a sé una giovane, isterica. &#8220;Devo parlare con frate Fernando!&#8221;<br />
&#8220;Femmina impura, come osi rivolgerti in questo modo a un ministro di Dio,&#8221; le urlò in faccia Eymerich, ma la donna non se ne diede per inteso.<br />
&#8220;Per pietà. Sono gravida, e contagiata dal morbo oscuro. Al lazzaretto è morta un&#8217;altra donna oggi, io non ci voglio andare. Fernando non può riﬁutarmi il suo aiuto!&#8221;<br />
&#8220;E perché mai non potrebbe?&#8221;<br />
&#8220;Per tutte le volte che mi ha cercata&#8230;&#8221; La donna esitò, timorosa.<br />
Il manrovescio fu così forte da farla stramazzare a terra. &#8220;Bada, non aggiungere altri peccati a quelli che già pesano sulla tua anima! La menzogna è la musica di Satana!&#8221;<br />
&#8220;È la verità!&#8221; rispose in lacrime.<br />
&#8220;Vattene, e ringrazia, ché ben misero castigo hai avuto per la tua impudenza.&#8221;<br />
L&#8217;Inquisitore richiuse il portone. La sua ira non era ancora sbollita, ma quest&#8217;ultimo incontro poteva innescare sviluppi inattesi e interessanti. Quella donna sarebbe stata un&#8217;arma formidabile. Voltandosi, vide Severo che si avvicinava. Troppo lontano per essersi accorto di qualcosa, pensò Eymerich, pronto a sfogare la sua rabbia su una nuova vittima. &#8220;Severo, dove sono i tuoi confratelli?&#8221;<br />
&#8220;Non so, padre. È da stamani che non li vedo.&#8221;<br />
&#8220;Bene. Allora, se non ti dispiace,&#8221; dapprima calma, la voce divenne sempre più rabbiosa, &#8220;me lo spiegherai tu, cosa succede in questa città, dove nascono mostri, dove sottoterra si celebrano riti pagani, e dove i frati francescani anziché onorare Nostro Signore bestemmiano il Suo Nome insieme a megere serve di Satana.&#8221;<br />
Severo cadde dalle nuvole. &#8220;Cosa succede, padre? Io non so nulla di quello che dite.&#8221;<br />
L&#8217;Inquisitore era livido e stava per saltare alla gola del francescano, che però continuò a parlare, molto più loquace del solito. Disse che Modesto e Michele spesso lo tenevano all&#8217;oscuro di quello che facevano. Perché era quasi un ragazzo, da poco arrivato in città, mentre gli altri due avevano passato insieme buona parte della loro vita. Sapeva, questo sì, che entrambi i suoi confratelli erano seguaci di Lullo, ma anche su questo non avrebbe saputo aggiungere altro, ignorante com&#8217;era in materia. Eymerich si placò. Quel giovane frate da subito gli era parso mal assortito coi suoi confratelli, e in effetti il suo racconto era plausibile. Severo se ne accorse, e approﬁttò per chiedergli dettagli su ciò che aveva scoperto. Ma l&#8217;Inquisitore rimase vago, e subito dopo si congedò.</p>
<p><strong>Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino.</strong></p>
<p>Seduta sul suo scranno Giovanna I d&#8217;Angiò aprì la missiva che il messo papale le aveva recapitato. C&#8217;era scritto il nome del nuovo emissario pontiﬁcio, un francescano di nome Severo; e la richiesta di tenersi all&#8217;erta, in attesa di istruzioni. La Regina doveva molti favori a questo Papa, non ultimo l&#8217;appoggio alle recenti nozze con Guglielmo d&#8217;Aragona. Scelta eccellente: il prode principe consorte aveva già gentilmente liberato Napoli dalla sua presenza, partendo in guerra al seguito di Enrico di Trastamara.<br />
Giovanna si sedette allo scrittoio. Poco dopo un cavaliere usciva dal castello, recando due lettere: la prima era indirizzata al Giustiziere di Basilicata, l&#8217;altra a frate Severo da Benevento.</p>
<p><strong>Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.</strong></p>
<p>Il frate guardiano fece cenno a Eymerich di entrare nella cella. &#8220;Stamani non eravate alle laudi, padre. Qualcosa di grave?&#8221;<br />
&#8220;Dormivo. Ma dovrei piuttosto dirvi dove sono stato ieri.&#8221;<br />
Per sommi capi gli raccontò la sua esperienza del giorno precedente. Il frate era sbalordito.<br />
&#8220;Fernando, in città vengono celebrati riti blasfemi, e nessuno ne sa niente. Perﬁno voi volete farmi credere di esserne all&#8217;oscuro! Mi chiedo quale sia il vostro modo di vigilare contro i nemici di Cristo. O forse dovrei chiedermi quale motivo abbiate per lasciare alla mercè di Satana il gregge di cui un giorno dovrete rispondere.&#8221;<br />
&#8220;Oh no, padre, perdonate la mia negligenza,&#8221; squittì il frate.<br />
Eymerich sogghignò: Fernando ormai era un libro aperto. Per farlo crollare non c&#8217;era stato neppure bisogno di accennare alla donna di poco prima &#8211; cosa che in ogni caso non aveva intenzione di fare, almeno per il momento. Disse invece: &#8220;Ho incontrato Severo, poco fa.&#8221;<br />
&#8220;Ah, il ragazzino borioso,&#8221; sospirò il frate. &#8220;Viene dai palazzi, e si vede. Sapete? L&#8217;ultimo inviato papale giunto qui non ha chiesto né di me, né di voi. Invece voleva parlare proprio con Severo. Assurdo. Chissà poi di cosa. Beghe di nobili, probabilmente.&#8221;<br />
&#8220;Probabilmente,&#8221; ripeté Eymerich a voce bassa. Ma in realtà era sconvolto dalla notizia: era evidente che il Papa intendeva scavalcare sia lui che Fernando. Mentre salutava rapido il frate, non poté fare a meno di pensare: ecco perché oggi il ragazzo era così amichevole. E questo imbecille ancora una volta non ha capito nulla, e ciarla incautamente. Davvero l&#8217;uomo ideale cui afﬁdare incarichi delicati.<br />
Uscito dalla cella, decise di ripercorrere da solo il cammino sotterraneo fatto con Modesto. Per riordinare la memoria. Era giorno pieno, e ormai sapeva cosa aspettarsi: stavolta nulla l&#8217;avrebbe preso alla sprovvista.</p>
<p><strong>Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d&#8217;Europa.</strong></p>
<p>L&#8217;Imam raggiunse inﬁne l&#8217;amico, nel suo laboratorio. Stanton aveva terminato alcune prove empiriche sul processo di trasmissione, e ora i due stavano ricapitolando i punti salienti, come per abituarsi a una situazione così terribile da non sembrare reale.<br />
&#8220;Quindi, se ho capito bene, l&#8217;idea è di inviare il messaggio verso le coordinate spazio-temporali in cui è più probabile che andranno a ﬁnire le scorie, e cioè a Potenza nel 1365.&#8221;<br />
&#8220;Sì, Karima, è pressappoco così. Anche se, stando ai miei calcoli, il ﬂusso percorre cammini obbligati: se quest&#8217;anno viene inviato da qui un fascio di psitroni nel 1365, esso troverà a Potenza il suo luogo naturale di destinazione; se invece lo mandiamo nel 1854, allora la destinazione naturale sarà Abriola, e così via, come mostrava il diagramma.&#8221;<br />
&#8220;&#8230;E come confermano i documenti storici. A proposito, il fatto che quasi tutte le epidemie registrate dalle cronache fossero localizzate vicino a piccoli ﬁumi o laghi, secondo te può avere qualche importanza? Non so, l&#8217;acqua potrebbe fungere da catalizzatore per la ricezione&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Sì, può essere. L&#8217;acqua è un conduttore essenziale per certi tipi psitronici. Ma non posso essere sicuro che togliendola dal luogo di arrivo interromperemo lo scarico delle scorie.&#8221;<br />
&#8220;Dobbiamo sperare che sia così, visto che è forse l&#8217;unica strada che possiamo tentare.&#8221;<br />
I due si guardarono. Karima continuò: &#8220;Bisognerà modiﬁcare l&#8217;impianto in modo che trasmetta il messaggio, e dirigerlo proprio verso la data-obiettivo.&#8221;<br />
&#8220;Oh, fosse solo per quello&#8230; Ho elaborato un algoritmo in grado di provocare e indirizzare la trasmissione. È già conﬁgurato per il 1365. Esiste un certo rischio di dispersione, ma ho stimato una varianza assai ridotta: in parole povere, una piccola parte del ﬂusso giungerà in momenti imprecisati fra il 1351 e il  1380, ma la maggior parte arriverà nell&#8217;anno prestabilito. Il vero problema sarà accedere al quadro generale di controllo dell&#8217;impianto. Come sai, non sono stato invitato all&#8217;inaugurazione; inoltre tutti i responsabili del progetto mi conoscono, e presentandomi là potrei alimentare sospetti. Allo stesso tempo, mi spaventa l&#8217;idea di far compiere simili operazioni a un&#8217;altra persona, seppur ﬁdata. Dovrei andarci io.&#8221;<br />
&#8220;Infatti ci andrai tu, Peter. Ma non al ricevimento.&#8221; La donna aprì la mano, dove teneva un piccolo disco di silicio.<br />
&#8220;Questo è il pass riservato al personale tecnico di manutenzione straordinaria. Non chiedermi come ho fatto ad averlo. Quelli che lo usano vanno all&#8217;impianto molto di rado, quindi non dovresti dare nell&#8217;occhio. Il nome registrato nel pass è Peter Hammill, spero ti faccia piacere.&#8221;<br />
Stanton sorrise: adorava quella donna.</p>
<p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"></a></p>
<p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"> </a></p>
<p style="text-align:center;"><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"></a></p>
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<p style="text-align:center;"><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"></a></p>
<p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"></a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1181    " title="madella1" src="http://kaizenology.wordpress.com/files/2009/04/madella1.gif" alt="Illustrazione di Claudio Madella" width="382" height="294" /></dt>
</dl>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Angelico e l'avanguardia di Rothko]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/09/langelico-e-lavanguardia-di-rothko/</link>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 19:31:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/09/langelico-e-lavanguardia-di-rothko/</guid>
<description><![CDATA[A più di cinquanta anni anni dall&#8217;ultima retrospettiva dedicata a Beato Angelico, una mostra e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><em><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">A più di cinquanta anni anni dall&#8217;ultima retrospettiva dedicata a Beato Angelico, una mostra e nuovi studi riaprono la discussione sulla sua operae sul suo colore intriso di luce</span></span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di <span style="color:#800000;">Simona Maggiorelli</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-weight:normal;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1304" title="untitled-1950" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/untitled-1950.jpeg?w=156" alt="untitled-1950" width="156" height="300" />Colpito da quella speciale luce che hanno gli affreschi di Beato Angelico in San Marco a Firenze, Rothko si mise a studiare </span>una preparazione in gesso per dare al pigmento una qualità simile all&#8217;affresco e quella consistenza diradata che facesse sembrare le sue forme di puro colore come  percorse da un  movimento. Nasceva così l&#8217;osmosi di giallo radioso, bianco e azzurro di<em> </em><em><span style="font-weight:normal;">Untitled</span></em><span style="font-weight:normal;"> del 1950. Ma dalla nuova monografia, edita da Phaidon che Diane Cole Ahl ha dedicato all&#8217;opera dell&#8217;Angelico si apprende anche che il colore intriso di luce che faceva risplendere gli affreschi e i dipinti del pittore toscano affascinò anche molti altri pittori di avanguardia. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-weight:normal;"><br />
</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-weight:normal;"><strong>Studiando la luce e il colore,  Rothko</strong> voleva davvero realizzare “i colori trascendenti e la spiritualità dell&#8217;arte” del maestro di Fiesole come è stato scritto? O piuttosto &#8211; come ci piacerebbe pensare &#8211; cercava quel valore prismatico, mobile, del colore che regala una straordinaria gamma di timbri alla pittura sacra del Quattrocento?</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-weight:normal;"> Domande che qui non possiamo che tenere aperte per ricerche future. Ma che, intanto, devono fare i conti con la risposta filologica di Maurizio Calvesi che, annota: </span><span style="color:#000000;"><span style="font-weight:normal;">“Quella luce che diverrà nella storia della pittura agente fondamentale di animazione, nell&#8217;Angelico è soprattutto un fissativo che scende su uno spettacolo </span></span><span style="color:#000000;"><em><span style="font-weight:normal;">ne varietur”</span></em></span><span style="color:#000000;"><span style="font-weight:normal;"> .</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><span style="font-weight:normal;"> Consulente scientifico della mostra </span></span><span style="color:#000000;"><em><span style="font-weight:normal;">Beato Angelico l&#8217;alba del Rinascimento</span></em></span><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> aperta dall&#8217;8 aprile al 5 luglio nei musei Capitolini di Roma, nel suo saggio pubblicato nel denso catalogo Skira, Calvesi ricostruisce la biografia di Beato Angelico (al secolo Pietro di Guido) e la koinè culturale in cui visse e fu attivo  fra il 1417 e il 1455. D&#8217;accordo con Cole Ahl, nel dire che se Vasari creò una  leggenda agiografica intorno a  Beato Angelico, Calvesi però ci ricorda che il pittore aveva fatto studi tomistici e che la sua arte intesa come</span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> predicazione dipinta era densa di sfumature teologiche.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> <strong><img class="alignright size-medium wp-image-1307" title="foto-10-annunciazione-e-storie-della-vergine-nella-predella" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/foto-10-annunciazione-e-storie-della-vergine-nella-predella.jpg?w=293" alt="foto-10-annunciazione-e-storie-della-vergine-nella-predella" width="234" height="240" />La scelta di fra&#8217; Angelico indubbiamente fu diversa </strong>da quella di un</span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> altro artista suo contemporaneo,  fra&#8217; Filippo Lippi che, invece, fuggì con una giovane suora e smise il saio. Peraltro senza che  questo </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">pregiudicasse la sua carriera di pittore di immagini sacre. Papi, cardinali e principi, a quell&#8217;epoca, non vedevano affatto sconveniente che a dei “libertini” fossero commissionate le più importanti immagini sacre. Gli ordini minori, come insegna la storia di molti letterati e artisti fra Medioevo e Rinascimento, si prendevano perlopiù per avere di che vivere. Ma l&#8217;<em>angelicus picto</em>r, come fu subito nominato, si tramanda che avesse fede fervente e quella aureola che gli fu da subito assegnata è stata un ingombro non di poco conto alla lettura della sua opera. </span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> <strong>Il primo a tentare di liberare la sua multiforme produzione</strong> di affreschi, quadri, disegni e opere miniate dal cliché  di arte mistica e fatta di atmosfere</span></span></span><span style="color:#000000;"><strong> c</strong></span><span style="color:#000000;"><span style="font-weight:normal;">elestiali fu Roberto Longhi rintracciando nella pittura dell&#8217;Angelico degli anni 20 e 30 del Quattrocento gli incunaboli del Rinascimento. Poi sarebbero venuti le importanti retrospettive di Roma e Firenze per il cinquecentenario della nascita dell&#8217;artista, il saggio di Giulio Carlo Argan e una gran messe di studi e acquisizioni recenti  che (confermate dalle indagini riflettografiche di alcune opere realizzate dalla Normale di Pisa) oggi ci permettono di mettere a fuoco  la figura di Beato Angelico come pittore di grande respiro pienamente inserito nel dibattito sulla prospettiva e sull&#8217;evoluzione dell&#8217;immagine del Quattrocento, capace di cimentarsi con le più diverse tecniche e aperto alla rivoluzione espressiva di un artista più giovane di lui di 15 anni, come Masaccio. Di  un artista inserito nel suo tempo e in transito fra tradizione e innovazione oggi parla autorevolmente la storica dell&#8217;arte inglese  Diane Cole Ahl, raccontando come nella luminosa pala di Cortona (ora in  mostra a Roma) Beato Angelico avesse innovato</span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> la tradizione iconografica dell&#8217;annunciazione,mentre Calvesi nel catalogo Skira racconta come l&#8217;artista fosse passato da una concezione di una “natura naturata”, cioè immobile come dio l&#8217;ha creata, a una rappresentazione della natura come, physis, come divenire e come energia vitale aprendo la strada alla dinamica veduta del Valdarno  che un giovane Leonardo avrebbe tracciato nel 1473.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> <strong>E se una maggiore espressività delle figure, </strong>Beato Angelico la realizzò in rapporto con la pittura di Masaccio, dal Brunelleschi ricavò l&#8217;idea della profondità dello spazio architettonico, abbandonando a poco a poco gli sfondi oro, ma anche tralasciando la struttura a più ante del polittico a favore della più sintetica pala</span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> che gli consentiva di mettere in rapporto le figure umane.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"> <span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">Percorrendo le sale capitoline che ospitano questa nuova retrospettiva dell&#8217; Angelico si può leggere questa evoluzione: dalle finezze tardo gotiche della prima <em>Madonna di Cedri</em> (proveniente dal Museo San Matteo di Pisa) alla scrittura ancora paratattica della <em>Tebaide</em> fino all&#8217;approdo a un Umanesimo tosco-emiliano, monumentale e classicheggiante che, alla fine dei suoi anni, lo porterà a affrescare la cappella Nicolina. </span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">F<span style="color:#000080;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1308" title="foto-12-beati-e-dannati1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/foto-12-beati-e-dannati1.jpg?w=203" alt="foto-12-beati-e-dannati1" width="203" height="300" /></span>In mezzo a questo articolato percorso, capolavori come la luminosa <em>Annunciazione </em>di San Giovanni Valdarno (1434) e il grande trittico di Cortona completo di predella. Ma anche opere da poco restaurate come il Trittico della Galleria Corsini di Roma e la predella della Pala di Bosco dei frati. Da Desdra arriva l&#8217;Annunciazione riassemblata nel XVI secolo e da Lipsia il frammento con San Giovanni Battista. Ma ad attrarre lo sguardo è anche una potente raffigurazione di Beati e Dannati (1430c.), oggi appartenente a una collezione privata americana. Una pittura di cremisi, neri, bianchi e blu radiosi che fa risplendere la tavola come pietre preziose.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> da <span style="color:#993300;">left-avvenimenti</span> del 10 aprile 2009</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"><br />
</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p><span style="color:#000080;">FRA&#8217;ANGELICO , IL GRANDE INNOVATORE<br />
</span></p>
<p>Beato Angelico pittore devozionale, ma anche grande innovatore. Ripercorrendo tutte le più importanti acquisizioni che gli studiosi hanno messo a punto dal 1955 (l’anno delle grandi mostre per il cinquecentenario) a oggi, la storica dell’arte inglese Diane Cole Ahl, nel volume Fra’ Angelico pubblicato da Phaidon, ricolloca finalmente l’opera del pittore toscano nel suo giusto contesto storico, offrendone una lettura aggiornata. «Innovatore che seppe trasmettere le tradizioni iconografiche e spirituali del proprio ordine domenicano, egli concepì la propria arte come predicazione reinterpretando i temi sacri e conferendogli una nuova risonanza», scrive Cole Ahl. Dunque non più pittore del tutto chiuso in mondo di smalti medievali e sordo al tumultuoso rinnovamento culturale che la Firenze medicea stava vivendo grazie a una folta schiera di studiosi umanisti e artisti. Con questa sua importante monografia Cole Ahl invita a prestare maggiore attenzione ai segni di innovazione che le opere dell’Angelico mostrano, sia che si tratti di affreschi monumentali, sia di pale d’altare o di codici miniati. L’orchestrazione prospettica e la tridimensionalità architettonica delle scene sacre degli anni Trenta del Quattrocento, in effetti, ci dicono quanto il pittore fiesolano fosse lontano dagli appiattiti sfondi medievali, e interessato alle novità introdotte da Brunelleschi e Ghiberti. Mentre l’uso sapiente della luce e dei colori, in quella gamma vastissima di bianchi brillanti, cremisi e blu radiosi che fa risplendere le sue pitture come pietre preziose, appare in un certo modo in sintonia con nuova visione umanistica e rischiarata. E non si può dire nemmeno che Beato Angelico, con Masaccio, non avesse compreso la novità di una rappresentazione pittorica che dava nuova centralità e dignità all’umano. Basta guardare, nota Cole Ahl, il volto della Vergine nella Grande crocefissione e più ancora il gesto della Maddalena, bella e sensuale ai piedi della croce. «L’Angelico creò opere di profonda espressività», scrive la studiosa inglese e la mostra Beato Angelico, l’alba del Rinascimento che si apre oggi ai Musei Capitolini a Roma sembra, fin dal titolo, volerne raccogliere il messaggio. ( Simona Maggiorelli)</p>
<p>Da  <span style="color:#000080;">Europa </span>8  aprile 2009</p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Potenza di Eymerich 5: Una proporzione certa]]></title>
<link>http://kaizenology.wordpress.com/2009/03/25/la-potenza-di-eymerich-5-una-proporzione-certa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 15:39:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kai Zen</dc:creator>
<guid>http://kaizenology.wordpress.com/2009/03/25/la-potenza-di-eymerich-5-una-proporzione-certa/</guid>
<description><![CDATA[26 novembre 2054, Matera, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d&#8217;Europa &#8220;Diami]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" href="http://www.anobii.com/books/01c3d06500e9734e57/"><img class="alignleft" style="padding:5px;" title="Per saperne di più su La potenza di Eymerich" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&#38;item_id=01c3d06500e9734e57&#38;time=0" alt="Immagine di La potenza di Eymerich" width="46" height="66" /></a><strong>26 novembre 2054, Matera, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d&#8217;Europa</strong></p>
<p>&#8220;Diamine,&#8221; esordì Peter Stanton, mentre dal Faskom cominciavano a scaricarsi sulla parete schermo i diagrammi temporali che aveva digitato dal suo braincomputer. Essere tra i pochi che potevano dare risposte a quel tipo di quesiti significava poter elaborare in tempi per altri impensabili un numero infinito di dati, trasformarli in calcoli e intesserli in ragnatele di linee. &#8221;Se vuoi, questo materiale posso passartelo, ne ho copie a sufficienza qui.&#8221; E sorrise, indicandosi la fronte, dove un infinitesimale settore di pelle era occupato da una sostanza traslucida. <br />
&#8220;Osserva questo.&#8221; Stanton indicò un diagramma in alto a destra. &#8220;Le linee formano una sorta di tunnel, per effetto degli psitroni; nel momento in cui il tunnel sarà completato, potrà avvenire il passaggio del pensiero e&#8230; di ogni altro materiale. È davvero possibile che i rifiuti vengano incanalati nel tunnel e inviati in altri tempi, sulla scia della memoria dell&#8217;acqua. Hai mai approfondito la teoria dell&#8217;ilozoismo?<br />
L&#8217;Imam osservava con meticolosa attenzione, mentre cercava di dominare il tremore delle mani stringendo la tazza ancora bollente di tè alla menta. Chiese a Stanton di darle ancora qualche spiegazione, qualche elemento di conferma. Non avrebbe potuto muovere un passo, se non avesse avuto la certezza della tragedia che stava per verificarsi o che, non le riusciva di dirlo, si era già verificata. Un orrore indicibile le strinse lo stomaco e la fece sollevare dai cuscini. Si avvicinò all&#8217;altro grafico, su cui lampeggiavano numerosi cursori.<br />
La voce nasale di Stanton anticipò il pensiero dell&#8217;Imam: &#8221;Non mi è possibile intervenire dall&#8217;esterno, tu potresti farlo.<br />
Sei un&#8217;autorità, per quanto guardata con sospetto, sei sempre un&#8217;autorità. Potresti intercedere presso il Presidente, o meglio<br />
ancora far sì che si manometta l&#8217;impianto.&#8221;<br />
Lo sguardo della donna si fece pensieroso. Stanton correva veloce. Per lui tutto era semplice. Manomettere l&#8217;impianto,<br />
fare pressione sul Presidente scavalcando il governatore e chi c&#8217;era dietro di lui, il Basilisco. Le implicazioni politiche erano<br />
molte e l&#8217;equilibrio delicato. Per agire, avrebbe dovuto trovare qualcuno disposto a farlo senza coinvolgere troppa gente.<br />
Qualcuno di cui fidarsi a occhi chiusi. Fare saltare tutto senza fare rumore, ma come?<br />
&#8220;Ci sarebbe un modo, Karima&#8221; disse Peter, dopo qualche minuto di silenzio.<br />
&#8220;C.I.R.C.E. o DIOTIMA2, i database della documentazione storica. Potresti ricercarvi notizie su zone temporali contaminate<br />
dalla radioattività, potresti scoprire qualcosa di immani disastri o fenomeni straordinari. Negli archivi della memoria c&#8217;è spesso la chiave dei misteri, oltre che quella della storia&#8230;&#8221;<br />
Storia, memoria, tempo: la domanda nella mente di Karima assunse un altro volto. Non come, ma quando farlo? Se qualcuno, in un&#8217;altra epoca avesse svolto il lavoro sporco, lei avrebbe dovuto soltanto guidarlo.<br />
&#8220;Peter, ti sembrerà assurdo ma&#8230; C&#8217;è un modo per comunicare con il passato? Magari proprio attraverso la tecnologia<br />
dell&#8217;impianto?&#8221;<br />
Stanton si rabbuiò, intuendo in modo vago ciò che l&#8217;amica pensava. Si passò una mano sul mento irsuto. &#8220;Tecnicamente<br />
penso si possa fare. Ma, se fosse possibile, dovresti trovare dall&#8217;altra parte qualcuno che ti ascolti.&#8221;<br />
<strong>Anno del Signore 1365, nella città di Potenza</strong></p>
<p>La lastra di pietra si sollevò stridendo. Un flusso d&#8217;aria maleodorante si allargò nella chiesa. Modesto, in preda a un violento tremito, cercò per l&#8217;ultima volta di trattenere Eymerich dal percorrere le strade di Satana. Sperava di dissuaderlo, ed era inconsapevole di ottenere l&#8217;effetto contrario: il domenicano era sempre più deciso a gettarsi nella lotta da cui sarebbe dipeso il loro destino e il trionfo dell&#8217;Unica Verità. L&#8217;eco della predizione continuava a tuonare nelle sue orecchie: La morte viene dalla vita. La morte viene dall&#8217;acqua. Non poté resistere a lungo agli imperativi di Eymerich. La furia puntuta dei suoi occhi trapassava le esili forme di Modesto, e la volontà indebolita dalle visioni era preda dell&#8217;energia del domenicano.<br />
La città mostrò le viscere agli inconsueti pellegrini. Una luminescenza indefinibile riempiva gli spazi cunicolari, ne disegnava le rozze volte e le pareti insozzate da escrescenze fungiformi. Eymerich fu preso da una strana inquietudine. Sentì con sorpresa la sua forza indebolirsi. Risoluto, strinse i denti e spinse il frate avanti a sé.<br />
La struttura delle catacombe non era diversa da altre che aveva già percorso alla ricerca del Maligno. Teschi ammassati<br />
in nicchie scavate in modo approssimativo disegnavano percorsi a ritroso nella storia del convento. Crani di dimensioni inusitate, con parti orribilmente deformi e dentature feline parlavano di eventi straordinari ancora più antichi. Modesto percorreva i cunicoli, silenzioso e sicuro. Lasciò che Eymerich osservasse quei resti e ne traesse le inevitabili conclusioni.<br />
Depositi di statue spezzate, istoriate di ripugnanti concrezioni, si aprivano in improvvisi slarghi, dove la luminescenza si<br />
faceva più rarefatta e vaga. I tentacoli della città sotterranea sembravano non avere fine.<br />
Un debole mormorio d&#8217;acqua bloccò Eymerich. I suoi sensi erano tesi allo spasimo. La luce si intensificò impercettibilmente.<br />
Modesto sussurrò appena: &#8220;Siamo giunti.&#8221;<br />
La sorgente sotterranea si stendeva per una superficie non vasta. Le acque risplendevano nel buio come infinite lampade<br />
a olio dal bagliore bluastro. Una nenia aleggiava tra le rocce argentee dove si intuiva la presenza di sagome sfuggenti.<br />
Infine gli apparve una visione di straordinaria potenza. Sul volto bruno splendevano due ardenti occhi neri. Una bocca di fanciulla si aprì lentamente: La morte viene dalla vita. La morte viene dall&#8217;acqua. La profonda cicatrice che segnava la sua<br />
fronte lasciava scorrere un liquido fluorescente che si versava inesauribile nel lago. Una quiete profonda si impossessò dell&#8217;animo pur sempre vigile di Eymerich. Quella bellezza sembrò togliergli il fiato e le forze. Cercò di indietreggiar sperando di sfuggire in qualche modo alla visione, cui non sapeva attribuire i contrassegni del bene o del male. La nenia si interruppe.<br />
Echeggiò un grido: &#8220;Eymerich.&#8221; Le sagome si fecero sempre più nitide. Fogge diverse, mani dalle lunghe dita inarcate, occhi<br />
acuti nello sforzo della predizione, volti segnati a fondo dalla coscienza del male previsto e pur inevitabile.<br />
Eymerich&#8230; quel nome pronunciato sovente con odio e terrore, sembrava ora così stranamente dolce Reagire, pensò Eymerich, resistere si ripeteva, inquieto per essersi lasciato trascinare in quell&#8217;ovvio tranello. Le mani di lei sfiorarono appena il suo volto, ammaliandolo ancora. Fu invitato a sedersi nel cerchio disegnato dai loro corpi. &#8221;Non viene da qui il male che cerchi, sappilo, qui è solo il porto del male, da qui si spandono i miasmi che generano neonati mostruosi e gli altri eventi raccapriccianti. Questo è il porto del male, non la fonte. Come te, che pur vivendo alla luce del sole rimani nel buio di un&#8217;incognita identità, così noi, maghi e streghe di questa terra, possiamo solo nel buio cercare le origini del morbo. Una ricerca comune, Eymerich. I nostri nemici non sono poi così diversi. Mammona governa, ora e sempre. Il Pastore devia seguendo Mammona. Trovare il mostro dai mille occhi di luce e dal corpo d&#8217;argento che troneggia nelle nostre visioni, questo è ora il compito&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Bevi alla fonte dei giusti, Eymerich, e unisciti a noi.&#8221; La voce della donna bruna risuonò come voce di sirena. Eymerich non replicò, ormai preda di una debolezza indicibile.<br />
<strong>26 novembre 2054, Matera, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d&#8217;Europa</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Fu DIOTIMA2 a rispondere prontamente alla richiesta di Karima. Ai numeri che nei diagrammi continuavano a lampeggiare corrispondevano lunghe schermate di documenti dagli archivi della memoria. Scorrerli tutti sarebbe stato impossibile, se Stanton non le avesse fornito una formula adatta a individuare il certo nel probabile. Alla fine delle operazioni di selezione, rimasero poche schermate da esaminare. Due documenti la colpirono. Le ultime due cifre delle date coincidevano: 1854, 1354. Attivò il traduttore simultaneo e lasciò che le parole fluissero nella sua mente. Nel corso del XIX secolo il colera miete un gran numero di vittime. Il morbo compare in Basilicata negli anni 1836-1837, nel 1854 e ancora tra il 1865 e il 1867. Per fronteggiare la situazione, al primo manifestarsi dell&#8217;epidemia in Europa, l&#8217;Intendenza di Basilicata [...] mostra una forte preoccupazione verso le infime classi, verso quegli spiriti deboli facilmente esaltabili dal timore concepito di un morbo non conosciuto. Subito si diffondono tra il popolo voci generali di non essere questa una malattia naturale, ma l&#8217;effetto di un avvelenamento.<br />
1854 DOCUMENTO N. 8/A<br />
Archivio di Stato di Potenza, Processi di valore storico, b. 131, fasc.<br />
1, cc. 18 e 19.<br />
1854 agosto 22, Abriola</p>
<p><em>&#8230;abbiamo fatto venire alla nostra presenza Valentino Picerno di Pietrangelo, di circa anni otto, che nel giorno di sabato 19 corrente, stando a custodire gli animali di Nicola Verga dentro un terreno del capitano don Gennaro Passatelli che fiancheggia il piccolo torrente così detto Vallone del Gambero, vide verso le ore venti due persone di statura piuttosto giusta vestite con gilè, e pantalone bianco, con cappello puntuto, li quali domandarono dove fosse la fontana che in quel vallone si trova. Il cennato ragazzo loro l&#8217;additò, ed esse dopo essersi piegate, e bevuto dentro alla medesima se ne andarono verso il basso del Vallone istesso. Indi di tutto ciò fe&#8217; consapevole  il suo zio Pasquale Siesto [...] Noi quindi in conseguenza della soprascritta dichiarazione abbiamo fatto venire alla nostra presenza il nominato Pasquale Siesto di Francesco di anni venti, contadino domiciliato in Abriola, il quale dietro a opportune domande ha risposto. Che avendo egli appreso dal suo nipote Valentino Picerno che due persone sconosciute si erano poco prima avvicinate al fonte esistente nel Vallone del Gambero, vi si portò anch&#8217;esso a oggetto di osservare che cosa mai vi avessero lasciato. In effetti ritrovò in un tonfano tre passi circa distante dal fonte medesimo, un volume di grossezza quasi di un uovo, composto di un materiale piuttosto giallastro. Visto ciò ne fe&#8217; partecipe il suo padrone Nicola Verga, il quale era nel suo orto ivi sottoposto a circa un tiro di fucile distante dal cennato fonte, e con esso lui tornò al testè mentovato tonfano, e raccolse da quel volume una porzione di quella sostanza; la pose dentro una foglia di tossilagine ricoverta con altra di zucca e se la portò al paese per farla osservare alle autorità che cosa si fosse&#8230;</em></p>
<p>&#8220;Volevi una prova, Karima, ora ce l&#8217;hai,&#8221; si disse. Abbandonò la tazza di tè ancora fumante sul tavolo di alabastro. I cuscini erano diventati anch&#8217;essi di pietra. Chiese un aerotaxi. L&#8217;aspettava un difficile compito. DIOTIMA2 continuò a segnalare<br />
la presenza di altri documenti in memoria. Karima pensò di aver letto già abbastanza.</p>
<p><strong>Anno del Signore 1365, nella città di Potenza. Convento dei Frati Francescani</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Severo da Benevento ricevette l&#8217;emissario di Urbano V nella sua cella. Padre Fernando l&#8217;aveva condotto da lui con un certo rispetto, ma anche con fastidio. Un emissario del Papa nel suo convento poteva essere un segno di stima, ma un colloquio<br />
privato con un suo confratello lo escludeva ingiustamente, svilendo il suo ruolo di frate guardiano.<br />
&#8220;Vigilare, Fernando,&#8221; si disse, mentre con fare cerimonioso si congedava dal messo papale. Severo, che da tempo aveva smesso i panni del politico, sedotto dalla visione estrema di Modesto e Michele, i suoi maestri, aveva ben presto intuito che i tempi non erano loro favorevoli. Covava in lui il tormento della natura ambigua, che gli aveva fatto odiare la sua precedente vita. I maneggi della corte papale lo avevano visto giovanissimo preda ora dell&#8217;uno ora dell&#8217;altro partito, carissimo a tutti e odiato un istante dopo. Il convento era stato la scelta estrema per salvare la sua anima. Ma il tarlo della doppiezza covava, alimentato dalle notti di insonnia. Aveva pregato che nessuno mai si ricordasse di lui, perché sapeva che non avrebbe potuto resistere al richiamo delle vecchie, odiose abitudini. Quando aveva visto Modesto e Eymerich procedere cauti nella chiesa silenziosa e aveva captato le parole dure e imperiose di quest&#8217;ultimo, aveva capito che Dio gli aveva offerto l&#8217;ultima possibilità di peccare o di redimersi per sempre. Il demone dell&#8217;ambiguità gli pose di fronte la giusta argomentazione: era giovane abbastanza per rimandare al domani il destino della sua anima, ora era il tempo del piacere sottile del tradimento.<br />
La sua nota era giunta a Urbano V pochi giorni prima in Avignone, proprio mentre questi discuteva con il Cardinale segretario il diffondersi in misura sconveniente delle notizie di fenomeni raccapriccianti e di terribili deformazioni di feti, che stavano facendo la fortuna delle mammane.<br />
<strong>Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede</strong></p>
<p>&#8220;Padre Eymerich,&#8221; insinuò il cardinal segretario, &#8220;non è dunque lì, dove i fenomeni sono più diffusi? Quali notizie da<br />
parte sua? Sua Santità ne conosce pregi e difetti. Forse è lì per questi ultimi?&#8221;<br />
Urbano V sorrise stizzito. Nessuna notizia, da quando aveva inviato il terribile inquisitore a Potenza. Una speranza<br />
segreta lo pervase. &#8221;Inviamo un messo, cardinale, ma che nulla ne venga a sapere Eymerich, né si informi il padre guardiano, poco di buono ricattabile con due dolcetti di mandorle. Sarà invece Severo, lo ricordi, il giovane chierico allevato nella diocesi di San Paolo, il nostro informatore al convento.&#8221;</p>
<p> </p>
<p> </p>
<div id="attachment_1025" class="wp-caption aligncenter" style="width: 243px"><img class="size-full wp-image-1025  " title="giuliogiordano" src="http://kaizenology.wordpress.com/files/2009/03/giuliogiordano.gif" alt="Illustrazione di Giulio Giordano" width="233" height="336" /><p class="wp-caption-text">Illustrazione di Giulio Giordano</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NUOVO CONVEGNO AL CONVENTO DEI DOMENICANI]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2009/03/05/nuovo-convegno-al-convento-dei-domenicani/</link>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 15:10:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>almabi</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2009/03/05/nuovo-convegno-al-convento-dei-domenicani/</guid>
<description><![CDATA[Dopo l&#8217;incontro dei Presidenti di Regione MED-ALP svoltosi il 15 dicembre 2008, nuovo convegno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2237/2170966496_b43424c67a.jpg?v=0" alt="" /><br />
<span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:large;"><br />
Dopo l&#8217;incontro dei <strong>Presidenti di Regione MED-ALP</strong> svoltosi il 15 dicembre 2008, nuovo convegno transfrontaliero sui rapporti economici tra Italia e Francia.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
150 tra funzionari e rappresentanti sono stati convocati nelle stanze del Convento dei Domenicani.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Prosegue l&#8217;importante stagione congressuale di Taggia.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Intervista al delegato alla cultura<strong> Roberto Orengo.</strong><br />
<img src="http://farm3.static.flickr.com/2050/2170977000_8d5bb5e645_m.jpg" alt="" /><br />
<img src="http://farm2.static.flickr.com/1426/882999202_c9c322f45a_m.jpg" /><br />
<a href="http://farm4.static.flickr.com/3651/3331024218_25ca7b2d19_o.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3651/3331024218_bf392163da.jpg?v=0" alt="" /><br />
</a><a href="http://gendusosindaco.files.wordpress.com/2009/03/taggia_programma.pdf"><span style="color:#FF0000;"> <span style="font-size:X-large;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3603/3331735197_2c327efb9f_s.jpg" alt="" /> IL PROGRAMMA DEI LAVORI</span></span></a></p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ab votz d'angel, lengu'esperta...]]></title>
<link>http://linutile.wordpress.com/2008/09/29/ab-votz-dangel-lenguesperta/</link>
<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 11:50:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>cb</dc:creator>
<guid>http://linutile.wordpress.com/2008/09/29/ab-votz-dangel-lenguesperta/</guid>
<description><![CDATA[di Peire Cardenal [segue traduzione in italiano] I Ab votz d&#8217;angel, lengu&#8217;esperta, non b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di <a href="http://www.cardenal.org/" target="_blank">Peire Cardenal</a></em><a href="http://www.cardenal.org/" target="_blank"><img class="alignright" title="peire cardenal" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/8/86/Peire_Cardenal_MS_I.gif" alt="" width="202" height="387" /></a></p>
<h4><span style="color:#999999;">[segue traduzione in italiano]</span></h4>
<p>I</p>
<p>Ab votz d&#8217;angel, lengu&#8217;esperta, non bléza,<br />
Ab motz sotils, plans plus c&#8217;obra d&#8217;englés,<br />
Ben assetatz, ben ditz e sens repréza,<br />
Miels escoutatz, ses tossir, que aprés,<br />
Ab plans, sanglotz, mostran la vía<br />
De Jhesu-Crist, que quex deuría<br />
Tener, com el per nos la volc tenér.<br />
Van prezican com puescam Dieu vezér&#8230;</p>
<p>II</p>
<p>Si non, con il, mangem la bona freza<br />
E-l mortairol si batut c&#8217;o-l begues,<br />
E-l gras sabrier de galina pageza<br />
E, d&#8217;autra part, jove jusvert ab bles,<br />
E vin qui millior non poiría,<br />
Don Franses plus leu s&#8217;enebría.<br />
S&#8217;ab bel vieure, vestir, manjar, jazer<br />
Conquer hom Dieu, be-l poden conquerer</p>
<p>III</p>
<p>Aissi con cil que bevon la serveza<br />
E manjo-l pan de juel e de regres,<br />
E-l bro del gras buou lur fai gran fereza<br />
Et onchura d&#8217;oli non volon ges,<br />
Ni peis fresc gras de pescaría,<br />
Ni broet ni salsa que fría.<br />
Per qu&#8217;ieu conseil qui &#8216;n Dieu a son esper<br />
C&#8217;ab lurs condutz passe, qui &#8216;n pot aver.</p>
<p>IV</p>
<p>Religïos fon, li premieir&#8217;, enpreza<br />
Per gent que treu ni bruida non volgues,<br />
Mas jacopin apres manjar n&#8217;an queza,<br />
Ans desputan del vin, cals mieillers es,<br />
Et an de plaitz cort establía<br />
Et es Vaudes qui-ls ne desvía;<br />
E los secretz d&#8217;ome volon saber<br />
Per tal que miels si puescan far temer.</p>
<p><!--more-->V</p>
<p>Esperitals non es la lur paubreza:<br />
Gardan lo lor prenon so que mieus es.<br />
Per mols gonels, tescutz de lan&#8217; engleza,<br />
Laisson selis, car trop aspre lur es.<br />
Ni parton ges lur draparía<br />
Aissi com sains Martins fazía:<br />
Mas almornas, de c&#8217;om sol sostener<br />
La paura gent, volon totas aver.</p>
<p>VI</p>
<p>Ab prims vestirs, amples, ab capa teza,<br />
D&#8217;un camelin d&#8217;estiu, d&#8217;invern espes,<br />
Ab prims caussatz &#8211; solatz a la francesa<br />
Can fai gran freg &#8211; de fin cuer marselhes,<br />
Ben ferm liatz per maïstría,<br />
Car mal lïars es grans follía,<br />
Van prezicant, ab lur sotil saber,<br />
Qu&#8217;en Dieu servir metam cor e aver.</p>
<p>VII</p>
<p>S&#8217;ieu fos maritz, mot agra gran fereza<br />
C&#8217;oms desbraiatz lonc ma moiller segues,<br />
Qu&#8217;ellas e il an faudas d&#8217;un&#8217; ampleza<br />
E fuoc ab grais fort leumen s&#8217;es enpres.<br />
De beguinas re no-us diría:<br />
Tals es turgua que fructifía,<br />
Tals miracles fan, aiso sai per ver:<br />
De sainz paires saint podon esser l&#8217;er.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Traduzione:</p>
<p>I. Con voce d&#8217;angelo, lingua esperta, non inceppata, con parole sottili, lisce più di una stoffa inglese, ben piazzate, ben dette e senza pentimenti, meglio ascoltate, senza tossire, che apprese, con lamenti e singhiozzi mostrano la via di Gesù Cristo che ciascuno dovrebbe seguire, come lui per noi volle seguirla, e vanno predicando come possiamo vedere Dio:<br />
II. se evitiamo di mangiare, come loro invece fanno, il buon arrosto e la salsa d0aglio così ben battuta che la si potrebbe bere, e il consommé grasso di gallina paesana, e per contorno barbabietole con salsa fresca d&#8217;agresto, e vino che non potrebbe essercene di migliore, con cui il francese più facilmente si ubriaca. Se con la bella vita, il vestirsi bene, il mangiare e il giacere si conquista Dio, loro possono certamente conquistarlo,<br />
III. così come quelli che bevono birra e mangiano pane di loglio e di crusca, e hanno orrore del bordo del bue grasso e che non vogliono condimento d&#8217;olio né pesce fresco e grasso di vivaio, né brodetto né salsa che frigga; sicché io consiglio a chi ripone in Dio la sua speranza di nutrirsi con la loro dieta, se può permetterselo.<br />
IV. La comunità religiosa fu all&#8217;origine fondata da gente che non desiderava né chiasso né rumore: i giacobini [domenicani, n.d.r.] però dopo pranzo non hanno pace, ma disputano intorno a quale sia il vino migliore; e hanno istituito una corte di giustizia, e è valdese chi non si comporta come loro; e vogliono sapere i segreti dell&#8217;uomo in modo da farsi temere maggiormente.<br />
V. La loro povertà non è spirituale: mentre tengono stretto quello che è loto prendono quello che è mio. In cambio di morbidi abiti, tessuti con lana inglese, lasciano il cilicio, perché è troppo duro per loro; né dividono il loro mantello come faceva san Martino, ma vogliono avere per sé tutte le elemosine con le quali si usava aiutare i poveri.<br />
VI. Con vesti raffinate, ampie, con il mantello ben stirato, di lana leggera d&#8217;estate, pesanti d&#8217;inverno, con scarpe eleganti (con suole alla francese quando fa molto freddo) di fine cuoio marsigliese, allacciate ben fermamente con arte, perché allacciarle male è una follia, vanno predicando con la loro sottile dottrina che nel servire Dio dobbiamo mettere il nostro cuore e i nostri soldi.<br />
VII. Se io fossi sposato, sarei inorridito se un uomo senza brache si sedesse accano a mia moglie, perché hanno gonne della stessa ampiezza, e il fuoco si alimenta molto facilmente con il grasso. Delle beghine non vi dirò niente: qualcuna è sterile e fa frutti; fanno questi miracoli, e lo so per certo: da padri santi possono venire eredi santi.</p>
<p style="text-align:right;">traduzione da</p>
<p style="text-align:right;"><em>Costanzo Di Girolamo, I trovarori, 1989, Bollati Boringhieri</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viva Maria]]></title>
<link>http://arnanah.wordpress.com/2008/08/08/viva-maria/</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 15:16:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>arnanah</dc:creator>
<guid>http://arnanah.wordpress.com/2008/08/08/viva-maria/</guid>
<description><![CDATA[In un pieghevole di venti centimetri, diviso in quattro parti, viene divulgato un singolare quanto f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="O">
<div style="text-align:justify;"><a href="http://arnanah.files.wordpress.com/2008/08/cassitto1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-250" src="http://arnanah.wordpress.com/files/2008/08/cassitto1.jpg?w=69" alt="" width="69" height="96" /></a><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>In un pieghevole di venti centimetri, diviso in quattro </strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>parti, viene divulgato un singolare </strong></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>quanto famoso episodio </strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>riguardante il Dogma dell’Immacolata Concezione, </strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>con la </strong></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>benedizionedi Mons. Pedicini, Vescovo di Ariano </strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>(</strong></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong><em>Archivio Emilio Chianca</em></strong></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><strong>)</strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><!--more--></div>
<div style="text-align:justify;">
<div class="O">
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Viva Maria! </span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Ad Ariano di Puglia (ora irpino), durante una S. Missione, tenuta nel </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">[1821]</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>, ai Padri </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Domenicani, Gassidi* e Pignataro, fu presentato un fanciullo dodicenne, analfabeta, in possesso </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>del demonio**.</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>A Satana, che tormentava quel povero ragazzo, fu imposto, in nome di Dio, di provare </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>teologicamente, con un sonetto<span> </span>a rima obbligata, l’Immacolata Concezione della Vergine SS. </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Ecco la risposta<span> </span>:</em></span></div>
<div>
<div class="O">
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Vera Madre Son io d’un Dio ch’è Figlio,<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">e Son figlia di Lui , benché Sua Madre;<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">ab eterno nacqu’Egli ed è mio figlio,<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">in tempo io nacqui e pur gli Son Madre.</span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Egli è mio Creator ed è mio Figlio,<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Son io Sua creatura e gli Son Madre;<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">fu prodigio divin l’esser mio Figlio<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">un Dio eterno e me d’aver per Madre.</span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">L’esser quasi è comune fra Madre e Figlio,<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.</span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Or, se l’esser dal Figlio ebbe la madre,<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">O<span> </span>s’ha da dir che fu macchiato il Figlio,<br />
</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">O senza macchia s’ha da dir la Madre. </span></div>
</div>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Il Santo Padre, Pio IX , pianse di tenerezza, nel leggere questi versi.</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
</div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Omaggio di Don Salvatore Ruggiero alla Vergine Immacolata, nell’anno centenario della </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>definizione dogmatica.</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Approviamo e benediciamo di cuore la bella iniziativa</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>dicembre 1953<span> </span>Gioacchino Pedicini, Vescovo</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">*Il Gassidi deve essere meglio identificato come Cassitto, padre domanicano, nativo di Bonito, </span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">del quale si riporta una stampa e alcune notizie biografiche. </span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">**Il<span> </span>fatto era già stato pubblicato nell’opera dei Circoli Culturali </span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Enrico Franza</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> ed </span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Aequum </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Tuticum</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">, dal titolo </span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>La Real Chiesa di San Francesco in Ariano</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> di Domenico Pistella, </span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>Cronaca di </em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"><em>un abbattimento</em></span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> di Nicola Savino.</span></div>
</div>
<div><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;"> </span></div>
<div style="text-align:center;"><a href="http://arnanah.files.wordpress.com/2008/08/cassitto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-249" src="http://arnanah.wordpress.com/files/2008/08/cassitto.jpg" alt="" width="291" height="400" /></a></div>
<div>
<div class="O">
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;"><strong>Luigi Vincenzo Maria Cassitto nacque a Bonito (Avellino) il 29 dicembre 1766 da Romualdo e da Maddalena Saveria </strong></span><span style="font-size:9pt;"><strong>Miletti.</strong></span><span style="font-size:9pt;"><br />
</span><span style="font-size:9pt;">A dieci anni entrò nel seminario di Ariano per iniziare gli studi umanistici ed a tredici passò a Napoli per attendere alle lezioni di </span><span style="font-size:9pt;">filosofia del reputatissimo D. Antonio De Martiis. Contrariamente alle aspettative del padre che vedeva in lui il futuro sostegno di </span><span style="font-size:9pt;">tutta la sua famiglia, il 15 aprile 1783 entrò nel convento di S. Domenico Maggiore, deciso a farsi sacerdote domenicano.<br />
</span><span style="font-size:9pt;">Dopo gli studi di filosofia e teologia brilla<br />
</span><span style="font-size:9pt;">Nel 1798, predicando in Bovino, fu chiesto come Vescovo. Ad Ariano restarono famosi i suoi discorsi recitati soprattutto nella </span><span style="font-size:9pt;">Congrega dell&#8217;Annunziata che lo ebbe Padre Spirituale. Nel 1799 cominciò ad insegnare nel convento di S. Pietro Martire e </span><span style="font-size:9pt;">l&#8217;anno seguente successe a P. Cherubino Salerno nella cattedra di Teologia della Regia Università di Napoli. Nello stesso anno, </span><span style="font-size:9pt;">avendo predicato la quaresima a Roma, nella chiesa di S. Maria sopra Minerva, ebbe in dono i corpi dei santi martiri Crescenzo </span><span style="font-size:9pt;">e Benigno.<span> </span></span><span style="font-size:9pt;">Il corpo di San Crescenzo Martire è custodito nella chiesa Parrocchiale di Bonito<br />
</span><span style="font-size:9pt;"> </span></div>
<div><span style="font-size:9pt;">Degne di nota sono le seguenti sue pubblicazioni: </span></div>
<div><span style="font-size:9pt;"><em>-Istituzioni Teologiche Dommatiche in IV libri, Napoli, rist. 1871 da Marotta.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Liturgia Domenicana, 2 voll. Napoli, 1804, Tip. Lida.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Atti sinceri di S. Massimo Martire Cumano.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Orazione panerigica in lode di S. Alfonso dei Liguori.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Elogio storico del maestro di cappella Giovanni Paisiello.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Ragionamento sull&#8217;inconorazione di D. Giovanni VII, re di Portogallo.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Orazione Eucaristica per la remissione dell&#8217;Ordine domenicano nel Regno di Napoli.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Orazione panerigica per la solenne traslazione di S Crescenzo Martire a Bonito Napoli. 1800.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em> </em></span><span style="font-size:9pt;"> </span></div>
<div><span style="font-size:9pt;">Incompiute, purtroppo, rimasero le seguenti opere: </span></div>
<div><span style="font-size:9pt;"><em>-Annali sinodici del Regno di Napoli.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Vite degli uomini illustri.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em>-Archeologia sacra.<br />
</em></span><span style="font-size:9pt;"><em> </em></span><span style="font-size:9pt;"> </span></div>
<div><span style="font-size:9pt;">Morì a Napoli il 1° marzo 1822 (dal web) </span></div>
</div>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUESTA SERA NUOVO IMPORTANTE APPUNTAMENTO CON "TAGGIA IN CONCERTO"]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/07/24/questa-sera-nuovo-importante-appuntamento-con-taggia-in-concerto/</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 06:47:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alma</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/07/24/questa-sera-nuovo-importante-appuntamento-con-taggia-in-concerto/</guid>
<description><![CDATA[CONVENTO DEI DOMENICANI ORE 21:30 GLI STRUMENTISTI DELLA SCALA ANDREA REBAUDENGO Dopo il concerto de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3252/2698104768_50f8af8267.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
CONVENTO DEI DOMENICANI<br />
ORE 21:30<br />
GLI STRUMENTISTI DELLA SCALA<br />
ANDREA REBAUDENGO</span></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;"><span style="color:#000000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
Dopo il concerto dei Gomalan Brass che ha ricevuto entusiastiche felicitazioni da parte di circa 500 persone domenica sera, si attende il secondo appuntamento di<strong> &#8220;Taggia in Concerto&#8221;</strong>. Infatti questa sera alle <strong>ore 21.30 al Convento di San Domenico</strong> grande appuntamento con <strong>&#8220;gli strumentisti della Scala&#8221; e Andrea Rebaudengo</strong> per un concerto atteso con grande soddisfazione da tutti.<br />
<strong>&#8220;Sarà </strong>- dice Roberto Orengo delegato alla Cultura &#8211; <strong>un&#8217;occasione unica per ascoltare grandissima musica con interpreti di altissimo spessore artistico. E&#8217; naturale che sia così in quanto gli strumentisti fanno parte del teatro lirico più importante del mondo e questo è indubbiamente garanzia di assolutà professionalità e interpretazione musicale.&#8221;</strong><br />
Il concerto è inoltre un veicolo importante per riportare il Convento stesso all&#8217;attenzione di tutti vista la sua enorme importanza artistica e culturale e per sottolineare la sua unicità come contenitore di opere importantissime dei fratelli Brea, Luca Cambiaso, Canavesio e Parmigianino.</span></span></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
<strong> &#8220;Strumentisti della Scala&#8221;</strong></span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
Daniele Pascoletti  &#8211;  violino</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
Fulvio Liviabella  &#8211;  violino</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
Francesco Lattuada  &#8211;  viola</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
Sandro Laffranchini  &#8211;  violoncello</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:xx-large;"><br />
Con la partecipazione di Andrea Rebaudengo  &#8211;  pianoforte</span></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-large;"> Programma</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
Wolfgang Amadeus Mozart: Quartetto con pianoforte  in sol minore, K478</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
Joaquin Turina: Quartetto con pianoforte in la minore, op. 67</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
Darius Milhaud: Suite de Concert, da &#8220;La création du monde&#8221;, per                                                                                                                                                                                                                                                             quartetto d&#8217;archi e pianoforte </span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
<strong>Si ricorda che dalle ore 20.00 sarà a disposizione un servizio navetta dalla ex-stazione di Arma di Taggia che si protrarrà fino alla fine del concerto.<br />
</strong><br />
<em><strong> ALMA</strong></em></span></span><br />
<a href="http://farm4.static.flickr.com/3159/2697283979_df560ec0fc_o.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3159/2697283979_354363fc72.jpg?v=0" alt="" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GOLAMAN BRASS QUINTET - GRANDE GRANDE SUCCESSO !!!]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/07/21/golaman-brass-quintet-grande-grande-successo/</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 23:54:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alma</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/07/21/golaman-brass-quintet-grande-grande-successo/</guid>
<description><![CDATA[E COME NON POTEVA ESSERLO!!!! I GOLAMAN BRASS QUINTET SONO UN GRUPPO CHE ORMAI ENTUSIASMA OVUNQUE. 5]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
E COME NON POTEVA ESSERLO!!!!<br />
I GOLAMAN BRASS QUINTET SONO UN GRUPPO CHE ORMAI ENTUSIASMA OVUNQUE.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
<strong>500 PERSONE HANNO ASSISTITO AL CONCERTO<br />
TRE BIS RICHIESTI E CONCESSI&#8230;. ALTRI ANCORA RICHIESTI MA A TUTTO C&#8217;E&#8217; UN LIMITE&#8230;<br />
</strong><br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
SUBLIMI SONORITA&#8217; E GRANDE PRESENZA SCENICA.<br />
DOPOTUTTO ANCHE UN CERTO <strong>ZUBIN METHA</strong> SI E&#8217; ENTUSIASMATO AI LORO CONCERTI E LO HA DICHIARATO APERTAMENTE.<br />
IN ATTESA DI AVERE LE NOSTRE REGISTRAZIONI DELLA SERATA VI PROPONIAMO ALCUNI BRANI TRATTI DAL NOSTRO ARCHIVIO PREFERITO YOUTUBE:<br />
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Gomalan Brass &#8211; Libertango live in Rome<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/uIdNJ82eQCU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/uIdNJ82eQCU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Gomalan Brass &#8211; Morricone live in Rome<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Dg9sEe8u0Lk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Dg9sEe8u0Lk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Gomalan Brass &#8211; in concert<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YvfJXWLMd_o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YvfJXWLMd_o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Gomalan Brass &#8211; Schindler&#8217;s list live in Rome<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ViToy3Dq9dU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ViToy3Dq9dU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
GRANDI GRANDI GRANDI<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
<em><strong>ALMA<br />
</strong></em><br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
<strong>PS<br />
</strong>e&#8217; stato anche apprezzato il servizio pulmino dalla ex stazione di Arma al Convento dei Domenicani (della serie facciamoci un pò di sana promozione)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando impareremo dalla storia? ]]></title>
<link>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/2008/07/06/quando-impareremo-dalla-storia/</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 07:12:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/2008/07/06/quando-impareremo-dalla-storia/</guid>
<description><![CDATA[Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell&#8217;orfano e della vedova! Tutto il popolo dirà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div></div>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Maledetto chi lede il diritto del forestiero, </span></em></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">dell&#8217;orfano e della vedova! </span></em></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Tutto il popolo dirà: Amen (Dt 27,19)</span></em></p>
<p style="margin:0;"><strong></strong> </p>
<p style="margin:0;"><strong><span style="font-size:20pt;color:#ff6600;font-family:Arial;">Quando impareremo dalla storia? </span></strong></p>
<p style="margin:0;"><strong><em><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:Arial;">Animatori di Giustizia e Pace in difesa dei minori nomadi e migranti, contro la richiesta di impronte digitali per i rom e la detenzione dei minori “clandestini.”</span></em></strong><em></em></p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte2.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte2.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a></p>
<div style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.</span></span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Violenza xenofoba contro gli immigrati; razzista contro Rom e Sinti; di polizia contro quanti protestano per difendere il proprio territorio; di Cosa nostra, della Camorra e della &#8216;Ndrangheta con le loro estorsioni. In questo contesto è particolarmente esposto chiunque sia &#8220;diverso&#8221;: oggi il rumeno, il nero, il cinese, come ieri il meridionale, il &#8220;terrone&#8221;.<br />
 <br />
Questa subcultura della violenza purtroppo lascia indifferenti o vede complici ampi strati della società, venendo così strumentalizzata da molta parte del mondo politico, per fini non solo elettoralistici.</span></span> </div>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Questa subcultura si esprime e si fonda nelle paure, di singoli e di gruppo:</span></span></p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">che, senza un governo autorevole, si rifugiano nell&#8217;autoritarismo. </span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Autoritarismo che ha fruttato al Paese più richiami internazionali: dalla U.E.,  all&#8217; O.N.U., alla S. Sede.</span></span></p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In particolare intendiamo segnalare con scandalo la gravità delle minacce ai i minori nomadi e migranti.</span></span> </div>
<ul style="margin-top:0;">
<li><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Non accettiamo i ventilati provvedimenti di richiesta delle impronte di identità per i minori Rom e Sinti, perché ledono la dignità personale attraverso un’operazione di etichettamento;</span></span></strong> </li>
<li><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Così come denunciamo, tra le varie norme del cosiddetto pacchetto “sicurezza”, la possibilità di detenzione dei minori migranti , accomunati sotto il marchio di “clandestini”, senza il benché minimo riconoscimento della dignità umana, loro e degli agli migranti.</span></span></strong></li>
</ul>
<div><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/negozioariano.jpg?hl=it"><img class="alignright" style="float:right;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/negozioariano.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a></div>
<div style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">Le Chiese, i religiosi e i laici cristiani non possono stare a guardare !</span></span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Bisogna tornare ad essere &#8220;Chiesa Confessante&#8221;, affermando insieme <span> </span>una Fede non connivente col potere abusato; una Fede capace di testimoniare la Verità di fronte a tutti i violenti e nella vicinanza a quanti soffrono e chiedono giustizia.</span></span></div>
<p> </p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Una giustizia giusta, perché coerente, e non del doppio binario, quale quella che si va profilando: draconiana con i deboli e remissiva con i forti.</span></span> </p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Intendiamo essere quindi Chiesa ricca della testimonianza dei tanti Puglisi,<span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Romero, M.L. King, Jagerstatter, Bonhoeffer, Trocmé, Abbè Pierre, don Zeno &#8230;, </span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">che hanno saputo tenere alta la Coscienza di fronte alla violenza dilagante del loro </span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">tempo e dei loro luoghi.</span></span></span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">    </p>
<p></span></span></div>
<p style="text-align:center;"> <span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span></p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte_01_280x200.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte_01_280x200.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Con<span>  </span>gli <strong>Animatori di Giustizia Pace e Integrità del Creato (GPIC) della famiglia francescana, </strong>anche noi </span></em><span style="font-family:Arial;">vogliamo attirare l’attenzione sul pericolo attualmente </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">rappresentato da una diffusa attitudine alle generalizzazioni per cui, a partire da episodi di criminalità compiuti da singoli individui ed in circostanze spesso ascrivibili alla cronaca locale, si perviene ad un giudizio negativo su intere etnie.</span></span></p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Nell’odierno contesto sociale si fa più diffuso un sentimento di paura e di insicurezza, il quale è spesso amplificato dai mezzi di comunicazione per ragioni a nostro avviso non sempre trasparenti.</span></span></p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">A tale percezione di una situazione di ‘emergenza’ si risponde con atteggiamenti culturali semplificanti, che tendono a risolvere la complessità della situazione nella ricerca di un capro espiatorio e nella messa in atto di rimedi drastici e soluzioni che nei fatti non tengono conto del rispetto della dignità e della storia delle singole persone. </span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Angosciante è l’abbinamento -anche nei titoli dei giornali- dell’ ‘emergenza immigrati’, ‘emergenza Rom’ con l’ ‘emergenza rifiuti’, quasi che essi<span>  </span>stessi siano scarti della società semplicemente da rimuovere dalle nostre città.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Alla base di queste paure vi è forse proprio una forma di sopravvalutazione del bisogno di sicurezza, la quale in realtà rivela chiusura al dialogo e all’incontro con l’altro.”</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Condividiamo altresì la denuncia </span></em><span style="font-family:Arial;">della <strong>Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Istituti Missionari (CIMI)</strong><em>, la dove dichiara che</em>.</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“La ‘criminalizzazione’ dei migranti e il conseguente tentativo di farne il ‘capro espiatorio’ per una crisi sociale che ha ben altre radici, ci amareggia e ci spinge a dissentire dallo ‘spirito’ che sembra prevalere nella società.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Ci sembra di riconoscere lo stesso ‘virus’ che ha coinvolto, attraverso il crescente ricorso alla violenza e alla logica della competizione e della manipolazione mediatico-politica, il nostro tessuto sociale, minandone le difese ‘civili’.” </span></span> </p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Riteniamo che non sia <span> </span>“un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l&#8217;11% della popolazione mondiale consuma l&#8217;88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere. L&#8217;Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici.<br />
I ricchi inquinano, i poveri pagano.” </span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/clandestini4.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/clandestini4.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Il missionario </span></em><strong><span style="font-family:Arial;">Alex Zanotelli</span></strong></span><em><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span>  </span>ha infatti dichiarato :<br />
</span></span></em></p>
<div style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">”Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all&#8217;estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po&#8217; ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos&#8217;è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi?<br />
Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro &#8220;Paradiso&#8221;? E&#8217; la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell&#8217;Africa all&#8217;Europa. Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco.</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le &#8220;adozioni da vicino&#8221;?”</span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"></span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"></span></span></div>
<p></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<div></div>
<div><span style="font-family:Arial;"></span></div>
<p></span></span></span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<div></div>
<p></span></span></span><span style="font-family:Arial;"></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></div>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Come discepoli di Cristo, rimaniamo sconcertati nel constatare come episodi di intolleranza, giustizia sommaria, discriminazione ed esclusione abbiano potuto trovare terreno fertile anche in varie comunità cristiane. Questi fatti gettano una luce particolarmente inquietante sul tipo di Vangelo e di ‘evangelizzazione’ che in tutti questi anni la Chiesa, cui apparteniamo e di cui siamo espressione, ha proclamato e testimoniato. Siamo infatti persuasi che il ‘virus’ di cui sopra deve essere combattuto anche attraverso la nostra predicazione, l’accoglienza evangelica e la testimonianza quotidiana di ospitalità.” (CIMI).</span></span> </p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronteBambini01g.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronteBambini01g.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Si prospetta dunque un lavoro urgente, tanto più urgente quanto più vorticosamente notizie drammatiche di ogni genere si scalzano una dopo l’altra sugli schermi televisivi e le pagine di giornale.<br />
Il lavoro è quello di fermarsi a osservare e studiare. Non studiare loro – come tante persone, anche animate dai migliori intenti, purtroppo non sempre adeguati al caso, oggi chiedono. No: studiare noi stessi! Osservare come funziona la nostra lettura dei fatti, quali sono le paure che ci abitano, per quale motivo noi reagiamo così e, anche, chi può avere interesse a infuocare e manipolare l’ancestrale paura della diversità. </span></span><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">Intanto, mentre aspettiamo, ostinatamente, che un “lavoro” di questo genere prenda forma e si moltiplichi, non possiamo tacere. Perché, anche questo ce lo ha insegnato a grave prezzo la storia, certi silenzi sono connivenze, certe omissioni sono omertà.<br />
Non possiamo accettare le espressioni di violenza e di odio che emittenti di vario genere riprendono e così fomentano, a propria volta, un linguaggio da bettola, rilanciato senza più vergogna. <em>(Il paragone con il <strong>Rwanda</strong>, dove i mezzi di comunicazione ebbero un ruolo chiave nell’incitare al genocidio del 1994, è senz’altro esagerato; ma il meccanismo rimane, alla base, lo stesso</em>).</span></span></p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Non possiamo tacere: perché le parole hanno un peso e formano le coscienze, soprattutto quelle dei giovani, ma non solo le loro. Hanno un peso e invadono la mente, autorizzando, quantomeno, i gesti violenti che poi diventano, qua e là, pogrom, pestaggi di gruppo, distruzione di povere cose.” <span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">[<strong>Cristina Simonelli</strong>, <em>teologa (specializzata in Scienze patristiche), che fa parte da trent’anni del Gruppo Ecclesiale Veronese tra i Rom e i Sinti]</em></span></span></span></div>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Vogliamo quindi <span> </span>esprimere solidarietà e vicinanza ai nostri fratelli e sorelle migranti assicurando loro che non saranno mai soli in questo viaggio di speranza comune.” (CIMI).</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:Arial;">Giovanni XXIII</span></strong><span style="font-family:Arial;"> scriveva, ormai 45 anni fa, nell&#8217;Enciclica <strong>Pacem in Terris: </strong>«<em>Ogni essere umano ha il diritto alla libertà di movimento e di dimora nell&#8217;interno della comunità politica di cui è cittadino; ed ha pure il diritto, quando legittimi interessi lo consiglino, di immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse (cf. Radiomessaggio natalizio di Pio XII, 1952). Per il fatto che si è cittadini di una determinata comunità politica, nulla perde di contenuto la propria appartenenza, in qualità di membri, alla stessa famiglia umana; e quindi l&#8217;appartenenza, in qualità di cittadini, alla comunità mondiale».</em></span></span></p>
<div><span style="font-family:Arial;">  </p>
<p></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family:Arial;"></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;"></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong>Paolo VI,</strong> nel 1965, aveva dichiarato a rom e sinti &#8220;<em>voi siete nel cuore della Chiesa</em>&#8220;, </span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">con le parole di <strong>Giovanni<span>  </span>Paolo II,</strong> durante il Giubileo del 2000, ha chiesto perdono </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">di tanti suoi silenzi</span><em><span style="font-size:small;">; non vogliamo sentirci ancora colpevoli e non vogliamo che ciò accada di nuovo oggi.</span></em></span></p>
<p style="margin:0;"><strong><span style="color:#ff0000;">Coordinamento  Giustizia,  Pace, Integrità del Creato</span></strong></p>
<p style="margin:0;">Fra&#8217; Graziano Bruno jpic-ofm<br />
Salvatore Scaglia jpic- laici domenicani<br />
Francesco Lo Cascio movimento internazionale della riconciliazione<br />
Bruno di Maio Segretaritato Attività ecumeniche SAE</p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#ff0000;"><strong>adesioni:</strong></span></p>
<p style="margin:0;">dott. Mario Affronti &#8220;Migrantes&#8221;-Palermo, direttore centro diocesano di pastorale per la Migrazione<br />
Suor Rosa Maurantonio suore missionarie comboniane<br />
Maria Montana fraternità laici comboniani<br />
Daniele Tinaglia Coordinatore Regionale VIS (ong salesiana)                                                                                 Don Enzo Volpe sdb Animazione Missionaria dei Salesiani di Sicilia<br />
past. Giuseppe Ficara  movimento internazionale della riconciliazione</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando impareremo dalla storia? ]]></title>
<link>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/07/06/quando-impareremo-dalla-storia/</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 06:50:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/07/06/quando-impareremo-dalla-storia/</guid>
<description><![CDATA[Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell&#8217;orfano e della vedova! Tutto il popolo dirà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Maledetto chi lede il diritto del forestiero, </span></em></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">dell&#8217;orfano e della vedova! </span></em></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">Tutto il popolo dirà: Amen (Dt 27,19)</span></em></p>
<p style="margin:0;"><strong></strong> </p>
<p style="margin:0;"><strong><span style="font-size:20pt;color:#ff6600;font-family:Arial;">Quando impareremo dalla storia? </span></strong></p>
<p style="margin:0;"><strong><em><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:Arial;">Animatori di Giustizia e Pace in difesa dei minori nomadi e migranti, contro la richiesta di impronte digitali per i rom e la detenzione dei minori “clandestini.”</span></em></strong><em></em></p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte2.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte2.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a></p>
<div style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.</span></span></div>
<p> </p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Violenza xenofoba contro gli immigrati; razzista contro Rom e Sinti; di polizia contro quanti protestano per difendere il proprio territorio; di Cosa nostra, della Camorra e della &#8216;Ndrangheta con le loro estorsioni. In questo contesto è particolarmente esposto chiunque sia &#8220;diverso&#8221;: oggi il rumeno, il nero, il cinese, come ieri il meridionale, il &#8220;terrone&#8221;.<br />
 <br />
Questa subcultura della violenza purtroppo lascia indifferenti o vede complici ampi strati della società, venendo così strumentalizzata da molta parte del mondo politico, per fini non solo elettoralistici.</span></span> </p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"></p>
<div><span style="font-size:small;"> Questa subcultura si esprime e si fonda nelle paure, di singoli e di gruppo:</span></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"></span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"></span></span></div>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:small;"></p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </span></div>
<p></span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </p>
<p></span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> che, senza un governo autorevole, si rifugiano nell&#8217;autoritarismo. </span></span></p>
<p style="margin:0;"> </p>
<div style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Autoritarismo che ha fruttato al Paese più richiami internazionali: dalla U.E.,  all&#8217; O.N.U., alla S. Sede.</span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></div>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In particolare intendiamo segnalare con scandalo la gravità delle minacce ai i minori nomadi e migranti.</span></span> </p>
<ul style="margin-top:0;">
<li><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Non accettiamo i ventilati provvedimenti di richiesta delle impronte di identità per i minori Rom e Sinti, perché ledono la dignità personale attraverso un’operazione di etichettamento;</span></span></strong> </li>
<li><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Così come denunciamo, tra le varie norme del cosiddetto pacchetto “sicurezza”, la possibilità di detenzione dei minori migranti , accomunati sotto il marchio di “clandestini”, senza il benché minimo riconoscimento della dignità umana, loro e degli agli migranti.</span></span></strong></li>
</ul>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/negozioariano.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/negozioariano.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a></p>
<div style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">Le Chiese, i religiosi e i laici cristiani non possono stare a guardare !</span></span></div>
<p> </p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Bisogna tornare ad essere &#8220;Chiesa Confessante&#8221;, affermando insieme <span> </span>una Fede non connivente col potere abusato; una Fede capace di testimoniare la Verità di fronte a tutti i violenti e nella vicinanza a quanti soffrono e chiedono giustizia.</span></span> </p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Una giustizia giusta, perché coerente, e non del doppio binario, quale quella che si va profilando: draconiana con i deboli e remissiva con i forti.</span></span></div>
<div></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"></span></div>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"></p>
<div><span style="font-size:small;"> Intendiamo essere quindi Chiesa ricca della testimonianza dei tanti Puglisi,<span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Romero, M.L. King, Jagerstatter, Bonhoeffer, Trocmé, Abbè Pierre, don Zeno &#8230;, </span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">che hanno saputo tenere alta la Coscienza di fronte alla violenza dilagante del loro </span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">tempo e dei loro luoghi.</span></span></span></div>
<div></div>
<p><span style="font-size:small;"></p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </span></div>
<p></span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"> </p>
<p></span></span></p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte_01_280x200.jpg?hl=it"><img class="alignright" style="float:right;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte_01_280x200.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Con<span>  </span>gli <strong>Animatori di Giustizia Pace e Integrità del Creato (GPIC) della famiglia francescana, </strong>anche noi </span></em><span style="font-family:Arial;">vogliamo attirare l’attenzione sul pericolo attualmente </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">rappresentato da una diffusa attitudine alle generalizzazioni per cui, a partire da episodi di criminalità compiuti da singoli individui ed in circostanze spesso ascrivibili alla cronaca locale, si perviene ad un giudizio negativo su intere etnie.</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Nell’odierno contesto sociale si fa più diffuso un sentimento di paura e di insicurezza, il quale è spesso amplificato dai mezzi di comunicazione per ragioni a nostro avviso non sempre trasparenti.</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">A tale percezione di una situazione di ‘emergenza’ si risponde con atteggiamenti culturali semplificanti, che tendono a risolvere la complessità della situazione nella ricerca di un capro espiatorio e nella messa in atto di rimedi drastici e soluzioni che nei fatti non tengono conto del rispetto della dignità e della storia delle singole persone .</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Angosciante è l’abbinamento -anche nei titoli dei giornali- dell’ ‘emergenza immigrati’, ‘emergenza Rom’ con l’ ‘emergenza rifiuti’, quasi che essi<span>  </span>stessi siano scarti della società semplicemente da rimuovere dalle nostre città.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Alla base di queste paure vi è forse proprio una forma di sopravvalutazione del bisogno di sicurezza, la quale in realtà rivela chiusura al dialogo e all’incontro con l’altro.”</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Condividiamo altresì la denuncia </span></em><span style="font-family:Arial;">della <strong>Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Istituti Missionari (CIMI)</strong><em>, la dove dichiara che</em>.</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“La ‘criminalizzazione’ dei migranti e il conseguente tentativo di farne il ‘capro espiatorio’ per una crisi sociale che ha ben altre radici, ci amareggia e ci spinge a dissentire dallo ‘spirito’ che sembra prevalere nella società.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Ci sembra di riconoscere lo stesso ‘virus’ che ha coinvolto, attraverso il crescente ricorso alla violenza e alla logica della competizione e della manipolazione mediatico-politica, il nostro tessuto sociale, minandone le difese ‘civili’.” </span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Riteniamo che non sia <span> </span>“un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l&#8217;11% della popolazione mondiale consuma l&#8217;88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere. L&#8217;Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici.<br />
I ricchi inquinano, i poveri pagano.”</span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/clandestini4.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/clandestini4.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Il missionario </span></em><strong><span style="font-family:Arial;">Alex Zanotelli</span></strong></span><em><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span>  </span>ha infatti dichiarato :<br />
</span></span></em></p>
<div style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">”Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all&#8217;estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po&#8217; ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos&#8217;è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi?<br />
Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro &#8220;Paradiso&#8221;? E&#8217; la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell&#8217;Africa all&#8217;Europa. Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco.</span></span></div>
<p> </p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le &#8220;adozioni da vicino&#8221;?”</span></span> 
</p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Come discepoli di Cristo, rimaniamo sconcertati nel constatare come episodi di intolleranza, giustizia sommaria, discriminazione ed esclusione abbiano potuto trovare terreno fertile anche in varie comunità cristiane. Questi fatti gettano una luce particolarmente inquietante sul tipo di Vangelo e di ‘evangelizzazione’ che in tutti questi anni la Chiesa, cui apparteniamo e di cui siamo espressione, ha proclamato e testimoniato. Siamo infatti persuasi che il ‘virus’ di cui sopra deve essere combattuto anche attraverso la nostra predicazione, l’accoglienza evangelica e la testimonianza quotidiana di ospitalità.” (CIMI)</span></span> </p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronteBambini01g.jpg?hl=it"><img class="alignright" style="float:right;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronteBambini01g.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Si prospetta dunque un lavoro urgente, tanto più urgente quanto più vorticosamente notizie drammatiche di ogni genere si scalzano una dopo l’altra sugli schermi televisivi e le pagine di giornale.<br />
Il lavoro è quello di fermarsi a osservare e studiare. Non studiare loro – come tante persone, anche animate dai migliori intenti, purtroppo non sempre adeguati al caso, oggi chiedono. No: studiare noi stessi! Osservare come funziona la nostra lettura dei fatti, quali sono le paure che ci abitano, per quale motivo noi reagiamo così e, anche, chi può avere interesse a infuocare e manipolare l’ancestrale paura della diversità. </span></span> </p>
<p style="margin:0;"> </p>
<div style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">Intanto, mentre aspettiamo, ostinatamente, che un “lavoro” di questo genere prenda forma e si moltiplichi, non possiamo tacere. Perché, anche questo ce lo ha insegnato a grave prezzo la storia, certi silenzi sono connivenze, certe omissioni sono omertà.<br />
Non possiamo accettare le espressioni di violenza e di odio che emittenti di vario genere riprendono e così fomentano, a propria volta, un linguaggio da bettola, rilanciato senza più vergogna. <em>(Il paragone con il <strong>Rwanda</strong>, dove i mezzi di comunicazione ebbero un ruolo chiave nell’incitare al genocidio del 1994, è senz’altro esagerato; ma il meccanismo rimane, alla base, lo stesso</em>).</span></span></div>
<p> </p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Non possiamo tacere: perché le parole hanno un peso e formano le coscienze, soprattutto quelle dei giovani, ma non solo le loro. Hanno un peso e invadono la mente, autorizzando, quantomeno, i gesti violenti che poi diventano, qua e là, pogrom, pestaggi di gruppo, distruzione di povere cose.” <span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">[<strong>Cristina Simonelli</strong>, <em>teologa (specializzata in Scienze patristiche), che fa parte da trent’anni del Gruppo Ecclesiale Veronese tra i Rom e i Sinti]</em></span></span></span> </p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Vogliamo quindi <span> </span>esprimere solidarietà e vicinanza ai nostri fratelli e sorelle migranti assicurando loro che non saranno mai soli in questo viaggio di speranza comune.” (CIMI)</span></span><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:Arial;">Giovanni XXIII</span></strong><span style="font-family:Arial;"> scriveva, ormai 45 anni fa, nell&#8217;Enciclica <strong>Pacem in Terris: </strong>«<em>Ogni essere umano ha il diritto alla libertà di movimento e di dimora nell&#8217;interno della comunità politica di cui è cittadino; ed ha pure il diritto, quando legittimi interessi lo consiglino, di immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse (cf. Radiomessaggio natalizio di Pio XII, 1952). Per il fatto che si è cittadini di una determinata comunità politica, nulla perde di contenuto la propria appartenenza, in qualità di membri, alla stessa famiglia umana; e quindi l&#8217;appartenenza, in qualità di cittadini, alla comunità mondiale».</em></span></span></p>
<div><span style="font-family:Arial;"></p>
<div></div>
<p></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;"></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong>Paolo VI,</strong> nel 1965, aveva dichiarato a rom e sinti &#8220;<em>voi siete nel cuore della Chiesa</em>&#8220;, </span></p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">con le parole di <strong>Giovanni<span>  </span>Paolo II,</strong> durante il Giubileo del 2000, ha chiesto perdono </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">di tanti suoi silenzi</span><em><span style="font-size:small;">; non vogliamo sentirci ancora colpevoli e non vogliamo che ciò accada di nuovo oggi.</span></em></span></p>
<p style="margin:0;"><em></em></p>
<p style="margin:0;"><strong><span style="color:#ff0000;">Coordinamento  Giustizia,  Pace, Integrità del Creato</span></strong></p>
<p style="margin:0;">Fra&#8217; Graziano Bruno jpic-ofm<br />
Salvatore Scaglia jpic- laici domenicani<br />
Francesco Lo Cascio movimento internazionale della riconciliazione<br />
Bruno di Maio Segretaritato Attività ecumeniche SAE
</p>
<p style="margin:0;"><strong><span style="color:#ff0000;">adesioni:</span></strong></p>
<p style="margin:0;">dott. Mario Affronti &#8220;Migrantes&#8221;-Palermo, direttore centro diocesano di pastorale per la Migrazione<br />
Suor Rosa Maurantonio suore missionarie comboniane<br />
Maria Montana fraternità laici comboniani<br />
Daniele Tinaglia Coordinatore Regionale VIS (ong salesiana)<br />
past. Giuseppe Ficara  movimento internazionale della riconciliazione                                                                   Don Enzo Volpe sdb Animazione Missionaria dei Salesiani di Sicilia
</p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p> </p>
<p></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le impronte strappate ai bimbi Rom e l'impronta di Dio!]]></title>
<link>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/06/30/le-impronte-strappate-ai-bimbi-rom-e-limpronta-di-dio/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 06:04:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/06/30/le-impronte-strappate-ai-bimbi-rom-e-limpronta-di-dio/</guid>
<description><![CDATA[Siamo angosciati e temiamo questo clima che si sta diffondendo nel nostro Paese. Siamo un gruppo di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><a href="http://riconciliazione.files.wordpress.com/2008/07/sintiboy.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-211" src="http://riconciliazione.wordpress.com/files/2008/07/sintiboy.jpg" alt="" width="250" height="388" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Siamo angosciati e temiamo questo clima che si sta diffondendo nel nostro Paese.<br />
Siamo un gruppo di amici di Rom e Sinti e operatori e operatrici pastorali che a nome della Chiesa Italiana e delle nostre comunità religiose accompagna e cerca di vivere il &#8220;sacramento dell&#8217;incontro&#8221; e dell&#8217;amicizia con il popolo dei Rom e dei Sinti.<br />
Ci uniamo a quelle voci che anche all&#8217;interno della Chiesa si sono <span> </span>levate per denunciare e richiamare il rispetto della dignità della persona e dei poveri in modo particolare.<br />
 <br />
<a href="http://riconciliazione.wordpress.com/files/2008/06/primopiano.jpg"></a>L&#8217;ultima proposta dell&#8217;onorevole Maroni, Ministro dell&#8217;Interno, è la conferma che lo spettro di un passato non così lontano è sempre pronto a rialzarsi, anche con la complicità di non pochi silenzi.</span></p>
<ul style="margin-top:0;" type="square">
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span> </span>Siamo preoccupati non solo per le impronte ai bambini Rom, ma soprattutto per quelle che la nostra società ha disseminato lungo questo anno, impronte inzuppate nell&#8217;inchiostro dell&#8217;indifferenza, del <span> </span>razzismo,<br />
del pregiudizio.<br />
 Un anno fa a Livorno bruciavano nella loro baracca 4 bambini Rom.<br />
Anche di fronte ad un dramma del genere i giudici hanno scelto di impedire ai genitori di esprimere il loro dolore, rinchiudendoli immediatamente in carcere. Mai era successa una cosa del genere!<br />
Anche il sindaco di Livorno si è contraddistinto per la sua ambiguità,<br />
rifiutandosi più volte di dare un alloggio per le due famiglie <span> </span>coinvolte, di fronte ad una opinione pubblica indifferente e contraria ad un aiuto per le due famiglie Rom.<br />
 Da allora i fatti si sono susseguiti senza tregua, avendo sempre di mira i poveri e i Rom in genere.<br />
Le impronte ai bimbi Rom sono il risultato di una lunga e tragica catena, una fabbrica della paura che vede coinvolti tutti quanti: le Istituzioni, i partiti e i loro governi, e gran parte dell&#8217;informazione, spesso <span> </span>manipolata ad arte, ma anche quei silenzi che rischiano di appoggiare di fatto il più forte a danno del debole.</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><a href="http://riconciliazione.files.wordpress.com/2008/06/impronta.jpg"><img class="size-medium wp-image-208  alignright" style="float:right;" src="http://riconciliazione.wordpress.com/files/2008/06/impronta.jpg?w=219" alt="" width="219" height="190" /></a>Siamo turbati per questa guerra ai poveri, demagogica, antidemocratica e antievangelica!<br />
Quante di queste impronte abbiamo lasciato un po&#8217; ovunque in questo anno:<br />
lo è stata l&#8217;ordinanza del Comune di Firenze contro i lavavetri e gli accattoni, gli sgomberi dei campi Rom dei comuni di Roma e di Milano che facevano a gara chi in effetti espelleva più Rom, la caccia al Rom, il divieto di accattonaggio ad Assisi per non turbare gli interessi turistici e la quiete dei conventi e delle chiese, i campi Rom dati alle fiamme a Napoli  la mistificazione della sicurezza e la formazione di ronde cittadine per il controllo dei quartieri in nome del motto razzista: &#8220;tolleranza zero&#8221;, l&#8217;introduzione del reato di clandestinità, la militarizzazione delle nostre città. una fabbrica della paura ben architettata.<br />
Questo ci turba perché temiamo che continuerà a produrre altri mostri, sempre in nome del &#8220;Dio della sicurezza&#8221;, e adoratori di questi <span> </span>mostri si stanno diffondendo rapidamente raccogliendo sempre nuovi adepti!</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Dai campi Rom e Sinti dove viviamo accolti dalla loro umanità e amicizia, anche noi guardiamo con timore e preoccupazione le nostre città, questo rapido deterioramento della convivenza, questa ansia di controlli sempre più assidui, questa voglia di schedatura su base etnica; ci preoccupa l&#8217;avanzata di questo razzismo, spesse volte apertamente dichiarato e tollerato dalle stesse autorità perché ritenuto ormai &#8220;normale&#8221;!<br />
A volte subiamo noi stessi sguardi, gesti di rifiuto e di esclusione dalle nostre stesse comunità di appartenenza.<br />
Da questi luoghi spesso marginali ma privilegiati punti di osservazione, guardiamo attraverso gli occhi dei Sinti e Rom il &#8220;nostro mondo&#8221; che cambia e rimaniamo anche noi sorpresi nel vedere e constatare la sua voracità che avanza senza scrupoli e travolge tutto e tutti.spesso ringraziamo Dio per averci fatto incontrare e conoscere questo popolo che ci aiuta e ci trasmette quella &#8220;normalità&#8221; che la nostra società di <span> </span>appartenenza sembra aver smarrito.  </span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Come annunciatori del Vangelo di Gesù, che nell&#8217;accoglienza dei poveri e dei piccoli ci ha rivelato il volto del Dio della vita, non possiamo dimenticare che in ogni uomo e donna, chiunque essi siano, di qualsiasi popolo, cultura e fede di appartenenza, è impressa l&#8217;impronta di Dio, è questa l&#8217;unica impronta che vogliamo &#8220;adorare&#8221; ed esibire. Vivendo in mezzo a Rom e Sinti o frequentando delle famiglie, abbiamo anche potuto apprezzare tante loro ricchezze e riconosciamo che le nostre vite, la nostra stessa fede sono state arricchite e segnate dalla loro &#8220;impronta&#8221;.<br />
Anche per questo ci sentiamo loro grati e debitori, e vorremmo che anche ai Rom e ai Sinti fossero riconosciuti il diritto di vivere nella sicurezza e la tranquillità di far crescere ed educare i loro figli secondo la loro cultura e nel rispetto delle diversità. </span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 0 18pt;"><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Don Federico Schiavon &#8211; Udine </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Franca Felici  -  Massa Carrara</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
<strong><span style="font-family:Arial;">Don Piero Gabella &#8211; Brescia                         </span></strong></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Laura Caffagnini e Bertolucci G &#8211; Parma</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
<strong><span style="font-family:Arial;">Cristina Simonelli  &#8211; Verona                    </span></strong></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Sr.Rita e Carla Viberti &#8211; Torino</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
<strong><span style="font-family:Arial;">Palagi Marcello &#8211; Massa Carrara                   </span></strong></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Lucia Lombardi &#8211; Verona</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
<strong><span style="font-family:Arial;">Betti Adami  &#8211; Verona                                    </span></strong></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">p.Luciano Meli  &#8211; Lucca</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
<strong><span style="font-family:Arial;">Don Agostino Rota Martir  -  Pisa                  </span></strong></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Daniele Todesco &#8211; Verona</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
<strong><span style="font-family:Arial;">Don Francesco Cipriani  &#8211; Verona                  </span></strong></span></strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><strong></strong></span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Piccole sorelle di Gesù &#8211; Crotone</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Vangelo secondo gli zingari]]></title>
<link>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/06/30/il-vangelo-secondo-gli-zingari/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 05:42:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/06/30/il-vangelo-secondo-gli-zingari/</guid>
<description><![CDATA[di Fabrizio Ravelli  Se questo è un prete. Qualcuno potrebbe anche chiederselo. Porta un cappello ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:TimesNewRomanPS-BoldMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">di Fabrizio Ravelli</span></span></span></strong> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://riconciliazione.wordpress.com/files/2008/06/primopiano.jpg" alt="" width="308" height="173" />Se questo è un prete. Qualcuno potrebbe anche chiederselo. Porta un cappello nero che si calca in testa fin da quando si alza dal letto, per uscire dalla roulotte e lavarsi all&#8217;aperto. Anche oggi che piove, qui nel piccolo campo di Pozzuolo dove è «in visita, a trovare gli amici». Ha due baffetti bianchi sottili alla Clark Gable, e le sopracciglia cespugliose fanno ombra agli occhi scaltri.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">«Cosa volete farmi dire? Perché io sono più furbo di voi, e dico quello che voglio». Voi giornalisti, ma anche voi gagi, voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Don Mario Riboldi ha quasi settantanove anni &#8211; magro come un violinista gitano, vigoroso come un domatore di cavalli &#8211; ed era un ragazzo di Biassono quando entrò in seminario. Si fece prete, e ancora mancava qualcosa alla sua vita: «Ero appena prete, vicino a Magenta, quando ho visto questo gruppo di sinti. E ho pensato: chi porta il Vangelo a questa gente? Ed eccomi qui, dopo cinquantacinque anni».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">E quindi, «sarei anche brianzolo, ma faccio il nomade con gli zingari». Da quando si fece zingaro, prete-zingaro: «Da quando mi sono messo in cammino».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ci sono molti preti in Italia che si occupano di zingari, «gli ultimi degli ultimi», che hanno imparato a conoscerli nel bene e nel male. Che ci sono sempre quando le ruspe spianano baracche, e bisogna trovare un letto per donne e bambini. Che battagliano con sindaci e prefetti. Che trattano con scuole e ospedali. Che si prendono gli insulti dei gagi, perché gli zingari nessuno li vuole. Ma ci sono poi pochi preti, in Italia, e nessuno in altri paesi d&#8217;Europa, che si fanno zingari. Nel senso che vanno a vivere fra loro, con loro. Che dormono nelle roulotte o nelle baracche. Che sanno chi nasce e chi muore, chi va in galera e chi si innamora, chi trova lavoro e chi si ammala.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Don Mario sono cinquantacinque anni che fa questa vita. Casa sua è il campo rom di <span> </span>Brugherio, uno spiazzo di ghiaia sotto la tangenziale. Ma è sempre «in cammino», conosce tutti e tutti lo conoscono nel mondo dei gitani d&#8217;Italia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Adesso è qui, nel piccolo campo alle porte di Udine, con il suo allievo-scudiero don Massimo</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Mostioli, un ragazzone pavese con gli occhi azzurrissimi e i piedi scalzi nei sandali, che lo</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">accompagna e intanto studia la lingua degli zingari. Domani saranno di nuovo per strada, verso la Spagna. Dentro al vecchio camper don Massimo fa il caffè. E don Mario fa il conto di quanti sono i preti-zingari come loro in Italia. Non ci vuole molto, sono sette.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">«A Verona don Francesco Cipriani, e a Bologna frate Flavio, un cappuccino. A Pisa c&#8217;è Agostino Rota Martir, un saveriano che vive con dei korakhané bosniaci, musulmani. Qui a Udine don Federico Schiavon. C&#8217;era don Renato Rosso, che venne con me in Friuli nel ‘72 e adesso è in Bangladesh, con i nomadi che lì sono decine di milioni. Poi ci sono le Piccole Sorelle di Gesù che stanno a Crotone, e le Luigine a Torino, due sorelle suore». E anche due sacerdoti rom: don Osvaldo Morelli che è viceparroco a Nocelleto di Carinola, provincia di Caserta, e frate Pasquale Barbetta.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ma loro non vivono nei campi nomadi, per ora almeno.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dietro di loro c&#8217;è un settore organizzato della Chiesa, l&#8217;UNPReS (Unione nazionale pastorale rom e sinti), ci sono pubblicazioni e convegni, c&#8217;è l&#8217;arcivescovo Agostino Marchetto segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti. Ma non si viene mandati o comandati a vivere da zingari, quella è una scelta personale. Che deve essere autorizzata dal vescovo.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Quello che diede il permesso a don Mario si chiamava Giovanbattista Montini, e oltre a essere un amico di gioventù era arcivescovo di Milano, la diocesi più grande: «Poi lui venne fatto Papa, e io dovetti lottare con il suo successore Colombo per poter continuare», racconta. Don Mario è abbastanza vecchio da poter chiamare «gran bravo ragazzo» l&#8217;attuale arcivescovo Dionigi Tettamanzi, e da aver rifiutato un posto in Vaticano: «Non potrei vivere dietro una scrivania».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">E poi si sente davvero zingaro, nel cuore e non solo nei panni. Ride, beffardo: «Io non ho mai</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">lavorato, ho sempre fatto lo zingaro libero». Si mettono in cammino per evangelizzare, questi pretizingari.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ma non è il conto delle conversioni, o delle vocazioni, a pesare. Il loro mestiere è mettersi</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">dalla parte di quella gente ai margini, di quella strana gente odiata e malvista e malsopportata, e condividerne l&#8217;esistenza. Strada facendo capiscono molte cose, da alcune sono affascinati: «Il nomadismo è una grande ricchezza, che però l&#8217;attuale civiltà cerca di eliminare, per tenere tutto sotto controllo». Se la gente cosiddetta normale diffida degli zingari, loro hanno imparato a diffidare della gente. Don Mario lo dice così: «Qualsiasi cosa pensi l&#8217;opinione pubblica degli zingari, a me interessa poco. A me interessano loro, i gitani».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dove vive, nel campo di Brugherio, dice messa in una roulotte, e in un&#8217;altra abita. Per l&#8217;acqua c&#8217;è la fontanella, e per scaldarsi una stufetta. Nella grande città ha messo piede di recente per portare i «suoi» zingari a pregare in Sant&#8217;Ambrogio. Ma erano anni che non ci entrava: «Mi ricordo di quando, un diciott&#8217;anni fa, stavo a Baggio con una famiglia che non voleva entrare nel campo autorizzato. Dicevano: non vogliamo che i nostri bambini diventino ladri. Beh, gli fecero una multa di ottocentomila lire. E io da allora a Milano non ci vado. Me ne sto nei campi, o in giro». Ha conosciuto tutti, e quando arriva lui è una festa affettuosa. «Questi zingari sloveni li ho conosciuti a Linate nel ‘56. Coi bosniaci ero accampato, e insegnavo a leggere il Corano. Qualcuno s&#8217;era convinto che mi fossi fatto musulmano».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il suo mestiere è evangelizzare. «Quando predico, prendo in mano la Bibbia e leggiamo. Io imparo qualcosa, loro imparano qualcosa, e con la parola di Dio cerchiamo di camminare su questa strada».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Non è problema di credere o non credere: «La loro vera povertà, per me, è che non conoscono il Dio in cui credono». Ma c&#8217;è più cristianesimo nella vita zingara, dice don Mario, che in quella dei gagi: «A Milano la media dei figli per ogni donna è meno di uno. E allora dove va a finire il cristianesimo? Negli zingari c&#8217;è un senso di naturalezza della vita, e questo è cristiano. Dicono:</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">come Dio vuole. Il milanese anche cristiano pensa spesso solo al lavoro, a come avere di più, a come arricchire. Ogni zingaro è libero, e il camminare insieme sta nella sua cultura».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Lui sta con loro, e cammina con loro. Nemmeno si sente di dover fare da ponte fra due mondi, o quel che adesso si dice mediatore culturale: «Io quello non lo so fare, non so fare due mestieri. Io mi sono chiuso fra di loro. Don Mario è uno zingaro in più». Rimpiange di non stare più in giro come una volta. Dice: «Mi sono fatto troppo prete, da quando vado a caccia di religiosi zingari».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Gran parte del suo lavoro di questi anni è rintracciare vocazioni e santità nella storia zingara, che non ha tradizioni scritte. Ha raccolto documenti sul primo santo zingaro, Zeffirino. Si chiamava Ceferino Jiménez Malla, detto &#8220;El Pelé&#8221;, era uno zingaro spagnolo commerciante di cavalli: «Era un uomo molto buono, e questo l&#8217;ha rovinato. Prese le difese di un prete, e morì con lui per la sua bontà». Fucilato il 9 agosto del 1936.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ora sta scrivendo la vita di Emilia Fernandez Rodriguez, zingara in via di beatificazione. Raccoglie documenti sul primo prete degli zingari in Italia: «Del 1500, un salernitano detto &#8220;il litterato&#8221;, sacerdote a Roma». O su Karl Jaja Sattler, predicatore rom morto ad Auschwitz, che tradusse il Vangelo di Giovanni in lingua gitana. Don Mario, storico della religiosità zingara, «questo popolo di furbi, costretti dalla necessità a dire e non dire. Non mentiva forse anche Abramo, per salvarsi?».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Più che emarginati, dice, «marginali». Ladri? «A volte, e a volte no. I gagi mi chiedono: perché non gli dici di non rubare? Già, perché rubano a voi. Con la maggioranza che agli zingari dice: noi siamo noi, e voi non siete niente. Si vive, si sbaglia, si pecca. È l&#8217;umanità. E il rom dovrà farsi da sé, come ci riesce. Diamoci da fare noi. Noi zingari».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">E a pochi chilometri da qui, dal campo di Pozzuolo dov&#8217;è di passaggio don Mario, c&#8217;è un altro dei preti-zingari. Federico Schiavon, un salesiano cinquantenne che da sette anni vive al Villaggio Metallico di Udine, il campo di via dei Sei Busi: «Lo chiamano Villaggio Metallico perché c&#8217;erano le baracche di metallo costruite dagli inglesi alla fine dell&#8217;ultima guerra. Una di quelle rimaste la uso come chiesa». Ci vivono centocinquanta zingari, e sono settecento in tutta la provincia. Gli sloveni sono discendenti di quelli liberati dal campo di concentramento fascista di Gonars, qui vicino. Poi arrivarono molti croati.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Don Federico dice che la sua scelta di vivere con loro è stata, in qualche modo, inevitabile:</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">«Frequentavo il campo, ma mi sono reso conto che venire qui di tanto in tanto significava arrivare come padrone e non come ospite. Ho avuto il permesso del vescovo. E poi ho chiesto anche a loro il permesso di vivere nel campo. Mi sono trovato una roulotte». Da sette anni, ogni mattina si sveglia lì. Lavarsi, pulire, pregare, organizzare la giornata: «All&#8217;inizio mi cucinavo da solo. Poi hanno cominciato a venire, a portarmi qualcosa, a invitarmi a mangiare con loro».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La sua vita è immersa in quella del campo: «Preghi un salmo, e le antifone sono i rumori dei</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">bambini che giocano, le donne che ridono, il marito che torna ubriaco». Primo, condividere, «e se ne esce un discorso religioso bene, se no è lo stesso». Come don Mario, anche don Federico comincia a prendere la vita dal senso zingaro: «Ognuno si porta dietro la sua storia, però vivendo con loro qualcosa cambia. Impari a non essere schiavo del tempo, ad apprezzare la libertà dei rapporti. La mia formazione era fatta di impegni, progetti, tempi segnati. Arrivo lì, e tutto mi viene buttato in aria. Fai fatica, ma vedi anche che il nuovo modo ti serve. È la vita la cosa più importante».</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dentro una famiglia: «Qui non sei il prete che deve ricevere rispetto in quanto prete. Sei un uomo come gli altri, e il rispetto te lo devi guadagnare. Condividi le cose belle e quelle meno belle. Le nascite, le morti, le feste quando uno esce dalla galera. Nessuno, da fuori, pensa mai che in campo c&#8217;è chi piange o ride, chi si innamora o sogna. Se sto via pochi giorni, quando torno devo recuperare, e farmi raccontare quello che è successo. Sono uno di famiglia: è stata una scommessa per me, ma lo è stata anche per loro». Per lui, è stata una scommessa anche tenere relazioni con quelli di fuori: «Provo a fare da ponte fra gli zingari e la gente friulana. Con le cose pratiche: il lavoro, le visite mediche, la burocrazia. E contro i pregiudizi». Finisce sempre così: «Che i friulani mi dicono: abbiamo capito, tu sei uno a posto. Ma loro no». Lui che vede «la fotografia <span> </span>dall&#8217;interno»: «Si colgono tante cose. Molti del campo lavorano regolarmente, anche se partono sempre svantaggiati fin da quando dicono il proprio cognome. Si parla solo degli zingari che rubano. Rubano anche dei friulani, ma nessuno dice che i friulani rubano». </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">O gli zingari che rapiscono i bambini: «Me lo dicevano quando ero piccolo, a San Donà di Piave. Ho visto una ricerca: non c&#8217;è un solo caso negli archivi delle questure d&#8217;Italia». Anche gli zingari dicono che i gagi portano via i bambini: «Quando si pensa che non abbiano condizioni igieniche adeguate. Ma senza aiutare le famiglie a migliorare». Cose che un prete-zingaro capisce: «E a volte mi prende la rabbia, a vedere come gli zingari sono trattati. Sa, una volta nessuno dei nostri vecchi avrebbe rubato al supermercato. E adesso, invece». Cose che don Federico comincia a pensare vivendo da zingaro, «adesso che è come se fossi di loro proprietà».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:TimesNewRomanPSMT;"><span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em>in “la Repubblica” del 13 aprile 2008</em></span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando impareremo dalla storia? ]]></title>
<link>http://coordinamentogiustiziaepace.wordpress.com/2008/06/28/quando-impareremo-dalla-storia/</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 17:00:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://coordinamentogiustiziaepace.wordpress.com/2008/06/28/quando-impareremo-dalla-storia/</guid>
<description><![CDATA[ Animatori di Giustizia e Pace in difesa dei minori nomadi e migranti, contro la richiesta di impron]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin:0;"><span style="font-size:20pt;color:#ff6600;font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;color:#000000;"> </span></span><strong><em><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:Arial;">Animatori di Giustizia e Pace in difesa dei minori nomadi e migranti, contro la richiesta di impronte digitali per i rom e la detenzione dei minori “clandestini.”</span></em></strong><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"> </span></span> </p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>Maledetto chi lede il diritto del forestiero, </em></span></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>dell&#8217;orfano e della vedova! </em></span></p>
<p style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"><em>Tutto il popolo dirà: Amen (Dt 27,19)</em></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte2.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte2.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a>In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.</span></span></p>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Violenza xenofoba contro gli immigrati; razzista contro Rom e Sinti; di polizia contro quanti protestano per difendere il proprio territorio; di Cosa nostra, della Camorra e della &#8216;Ndrangheta con le loro estorsioni. In questo contesto è particolarmente esposto chiunque sia &#8220;diverso&#8221;: oggi il rumeno, il nero, il cinese, come ieri il meridionale, il &#8220;terrone&#8221;.<br />
 <a href="http://coordinamentogiustiziaepace.wordpress.com/files/2008/07/sintiboy.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5" src="http://coordinamentogiustiziaepace.wordpress.com/files/2008/07/sintiboy.jpg?w=193" alt="" width="193" height="300" /></a><br />
Questa subcultura della violenza purtroppo lascia indifferenti o vede complici ampi strati della società, venendo così strumentalizzata da molta parte del mondo politico, per fini non solo elettoralistici.</span></span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></div>
<div><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Questa subcultura si esprime e si fonda nelle paure, di singoli e di gruppo:</span></span> </div>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">che, senza un governo autorevole, si rifugiano nell&#8217;autoritarismo. </span></span> </p>
<p style="margin:0;"> <span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Autoritarismo che ha fruttato al Paese più richiami internazionali: dalla U.E.,  all&#8217; O.N.U., alla S. Sede.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">In particolare intendiamo segnalare con scandalo la gravità delle minacce ai i minori nomadi e migranti.</span></span> </p>
<ul style="margin-top:0;">
<li><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Non accettiamo i ventilati provvedimenti di richiesta delle impronte di identità per i minori Rom e Sinti, perché ledono la dignità personale attraverso un’operazione di etichettamento;</span></span></strong> </li>
<li><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Così come denunciamo, tra le varie norme del cosiddetto pacchetto “sicurezza”, la possibilità di detenzione dei minori migranti , accomunati sotto il marchio di “clandestini”, senza il benché minimo riconoscimento della dignità umana, loro e degli agli migranti.</span></span></strong></li>
</ul>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;"><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/negozioariano.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/negozioariano.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a>Le Chiese, i religiosi e i laici cristiani non possono stare a guardare !</span></span></p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Bisogna tornare ad essere &#8220;Chiesa Confessante&#8221;, affermando insieme <span> </span>una Fede non connivente col potere abusato; una Fede capace di testimoniare la Verità di fronte a tutti i violenti e nella vicinanza a quanti soffrono e chiedono giustizia.</span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Una giustizia giusta, perché coerente, e non del doppio binario, quale quella che si va profilando: draconiana con i deboli e remissiva con i forti.</span></span></p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Intendiamo essere quindi Chiesa ricca della testimonianza dei tanti Puglisi,<span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Romero, M.L. King, Jagerstatter, Bonhoeffer, Trocmé, Abbè Pierre, don Zeno &#8230;, </span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">che hanno saputo tenere alta la Coscienza di fronte alla violenza dilagante del loro </span></span><span style="color:#000080;font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">tempo e dei loro luoghi.</span></span></span></span></span></span> </p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte_01_280x200.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronte_01_280x200.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Con<span>  </span>gli <strong>Animatori di Giustizia Pace e Integrità del Creato (GPIC) della famiglia francescana, </strong>anche noi </span></em><span style="font-family:Arial;">vogliamo attirare l’attenzione sul pericolo attualmente </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">rappresentato da una diffusa attitudine alle generalizzazioni per cui, a partire da episodi di criminalità compiutida singoli individui ed in circostanze spesso ascrivibili alla cronacalocale, si perviene ad un giudizio negativo su intere etnie.</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Nell’odierno contesto sociale si fa più diffuso un sentimento di paura e di insicurezza, il quale è spesso amplificato dai mezzi di comunicazione per ragioni a nostro avviso non sempre trasparenti.</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">A tale percezione di una situazione di ‘emergenza’ si risponde con atteggiamenti culturali semplificanti, che tendono a risolvere la complessità della situazione nella ricerca di un capro espiatorio e nella messa in atto di rimedi drastici e soluzioni che nei fatti non tengono conto del rispetto della dignità e della storia delle singole persone </span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Angosciante è l’abbinamento -anche nei titoli dei giornali- dell’ ‘emergenza immigrati’, ‘emergenza Rom’ con l’ ‘emergenza rifiuti’, quasi che essi<span>  </span>stessi siano scarti della società semplicemente da rimuovere dalle nostre città.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Alla base di queste paure vi è forse proprio una forma di sopravvalutazione del bisogno di sicurezza, la quale in realtà rivela chiusura al dialogo e all’incontro con l’altro.”</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Condividiamo altresì la denuncia </span></em><span style="font-family:Arial;">della <strong>Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Istituti Missionari (CIMI)</strong><em>, la dove dichiara che:</em></span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“La ‘criminalizzazione’ dei migranti e il conseguente tentativo di farne il ‘capro espiatorio’ per una crisi sociale che ha ben altre radici, ci amareggia e ci spinge a dissentire dallo ‘spirito’ che sembra prevalere nella società.</span></span></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Ci sembra di riconoscere lo stesso ‘virus’ che ha coinvolto, attraverso il crescente ricorso alla violenza e alla logica della competizione e della manipolazione mediatico-politica, il nostro tessuto sociale, minandone le difese ‘civili’.” </span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Riteniamo che non sia <span> </span>“un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l&#8217;11% della popolazione mondiale consuma l&#8217;88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere. L&#8217;Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici.<br />
I ricchi inquinano, i poveri pagano.” </span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/clandestini4.jpg?hl=it"><img class="alignleft" style="float:left;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/clandestini4.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-size:small;"><em><span style="font-family:Arial;">Il missionario </span></em><strong><span style="font-family:Arial;">Alex Zanotelli</span></strong></span><em><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"><span>  </span>ha infatti dichiarato :</span></span></em><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">”Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all&#8217;estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po&#8217; ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos&#8217;è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi?<br />
Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro &#8220;Paradiso&#8221;? E&#8217; la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell&#8217;Africa all&#8217;Europa. Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco.</span></span> </p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le &#8220;adozioni da vicino&#8221;?”</span></span></div>
<div style="text-align:center;"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span></div>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Come discepoli di Cristo, rimaniamo sconcertati nel constatare come episodi di intolleranza, giustizia sommaria, discriminazione ed esclusione abbiano potuto trovare terreno fertile anche in varie comunità cristiane. Questi fatti gettano una luce particolarmente inquietante sul tipo di Vangelo e di ‘evangelizzazione’ che in tutti questi anni la Chiesa, cui apparteniamo e di cui siamo espressione, ha proclamato e testimoniato. Siamo infatti persuasi che il ‘virus’ di cui sopra deve essere combattuto anche attraverso la nostra predicazione, l’accoglienza evangelica e la testimonianza quotidiana di ospitalità.” (CIMI).</span></span></p>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span></span></span> </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronteBambini01g.jpg?hl=it"><img class="alignright" style="float:right;border-width:0;" src="http://groups.google.it/group/giustizia-pace-integrita-del-creato/web/impronteBambini01g.jpg?hl=it&#38;display=thumb&#38;width=200&#38;height=200" alt="" /></a><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Si prospetta dunque un lavoro urgente, tanto più urgente quanto più vorticosamente notizie drammatiche di ogni genere si scalzano una dopo l’altra sugli schermi televisivi e le pagine di giornale.<br />
Il lavoro è quello di fermarsi a osservare e studiare. Non studiare loro – come tante persone, anche animate dai migliori intenti, purtroppo non sempre adeguati al caso, oggi chiedono. No: studiare noi stessi! Osservare come funziona la nostra lettura dei fatti, quali sono le paure che ci abitano, per quale motivo noi reagiamo così e, anche, chi può avere interesse a infuocare e manipolare l’ancestrale paura della diversità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="font-size:small;">Intanto, mentre aspettiamo, ostinatamente, che un “lavoro” di questo genere prenda forma e si moltiplichi, non possiamo tacere. Perché, anche questo ce lo ha insegnato a grave prezzo la storia, certi silenzi sono connivenze, certe omissioni sono omertà.<br />
Non possiamo accettare le espressioni di violenza e di odio che emittenti di vario genere riprendono e così fomentano, a propria volta, un linguaggio da bettola, rilanciato senza più vergogna. <em>(Il paragone con il <strong>Rwanda</strong>, dove i mezzi di comunicazione ebbero un ruolo chiave nell’incitare al genocidio del 1994, è senz’altro esagerato; ma il meccanismo rimane, alla base, lo stesso</em>).</span></span> </p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Non possiamo tacere: perché le parole hanno un peso e formano le coscienze, soprattutto quelle dei giovani, ma non solo le loro. Hanno un peso e invadono la mente, autorizzando, quantomeno, i gesti violenti che poi diventano, qua e là, pogrom, pestaggi di gruppo, distruzione di povere cose.” <span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">[<strong>Cristina Simonelli</strong>, <em>teologa (specializzata in Scienze patristiche), che fa parte da trent’anni del Gruppo Ecclesiale Veronese tra i Rom e i Sinti]</em></span></span></span> </div>
<p style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;color:#008000;"><span>***</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Vogliamo quindi <span> </span>esprimere solidarietà e vicinanza ai nostri fratelli e sorelle migranti assicurando loro che non saranno mai soli in questo viaggio di speranza comune.” (CIMI)</span></span> </p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:Arial;">Giovanni XXIII</span></strong><span style="font-family:Arial;"> scriveva, ormai 45 anni fa, nell&#8217;Enciclica <strong>Pacem in Terris: </strong>«<em>Ogni essere umano ha il diritto alla libertà di movimento e di dimora nell&#8217;interno della comunità politica di cui è cittadino; ed ha pure il diritto, quando legittimi interessi lo consiglino, di immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse (cf. Radiomessaggio natalizio di Pio XII, 1952). Per il fatto che si è cittadini di una determinata comunità politica, nulla perde di contenuto la propria appartenenza, in qualità di membri, alla stessa famiglia umana; e quindi l&#8217;appartenenza, in qualità di cittadini, alla comunità mondiale».</em></span></span>  </p>
<p> </p>
<p><span style="font-family:Arial;"></p>
<p style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong>Paolo VI,</strong> nel 1965, aveva dichiarato a rom e sinti &#8220;<em>voi siete nel cuore della Chiesa</em>&#8220;, </span> </p>
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<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;"></p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">con le parole di <strong>Giovanni<span>  </span>Paolo II,</strong> durante il Giubileo del 2000, ha chiesto perdono </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">di tanti suoi silenzi</span><em><span style="font-size:small;">; non vogliamo sentirci ancora colpevoli e non vogliamo che ciò accada di nuovo oggi.</span></em></span></span></div>
<p> <strong><span style="color:#ff0000;">Coordinamento  Giustizia,  Pace, Integrità del Creato</span></strong></p>
<p>Fra’ Graziano Bruno jpic-ofm<br />
Salvatore Scaglia jpic- laici domenicani<br />
Francesco Lo Cascio movimento internazionale della riconciliazione<br />
Bruno di Maio Segretaritato Attività ecumeniche SAE</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">adesioni:</span></strong></p>
<p>dott. Mario Affronti “Migrantes”-Palermo, direttore centro diocesano di pastorale per la Migrazione<br />
Suor Rosa Maurantonio suore missionarie comboniane<br />
Maria Montana fraternità laici comboniani<br />
Daniele Tinaglia Coordinatore Regionale VIS (ong salesiana)<br />
Enzo Volpe sdb Animazione Missionaria dei Salesiani di Sicilia<br />
past. Giuseppe Ficara  movimento internazionale della riconciliazione</p>
<p>fra&#8217; Antonino M. Clemenza &#8211; ofm (Opere Antoniane -Roma)</p>
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<title><![CDATA[contro ogni violenza, contro il razzismo, ricordare i Rom vittime dei roghi di Ponticelli a Napoli ]]></title>
<link>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/2008/06/07/contro-ogni-violenza-contro-il-razzismo-ricordare-i-rom-vittime-dei-roghi-di-ponticelli-a-napoli/</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 15:59:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/2008/06/07/contro-ogni-violenza-contro-il-razzismo-ricordare-i-rom-vittime-dei-roghi-di-ponticelli-a-napoli/</guid>
<description><![CDATA[In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli. Violenza xenofoba c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://iniziativanonviolenta.files.wordpress.com/2008/06/primopiano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21" src="http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/files/2008/06/primopiano.jpg" alt="" width="342" height="192" /></a>In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.</p>
<div>Violenza xenofoba contro gli immigrati; razzista contro Rom e Sinti; di<br />
polizia contro quanti protestano per difendere il proprio territorio;<br />
di Cosa nostra, della Camorra e della ‘Ndrangheta con le loro<br />
estorsioni. In questo contesto è particolarmente esposto chiunque sia<br />
“diverso”: oggi il rumeno, il nero, il cinese, come ieri il<br />
meridionale, il “terrone”.<br />
 <br />
Questa subcultura della violenza purtroppo lascia indifferenti o<br />
vede complici ampi strati della società, venendo così strumentalizzata<br />
da molta parte del mondo politico, per fini non solo elettoralistici.</div>
<div> Questa subcultura si esprime e si fonda nelle paure, di singoli e di gruppo:<br />
 che, senza un governo autorevole, si rifugiano nell’autoritarismo.<br />
Autoritarismo che ha fruttato al Paese più richiami internazionali: dalla U.E.,<br />
 all’ O.N.U., alla S. Sede.</div>
<div>Come Chiese, religiosi e laici cristiani non vogliamo stare a guardare !</div>
<div>Bisogna tornare ad essere “Chiesa Confessante”, affermando insieme<br />
una Fede non connivente col potere abusato; una Fede capace di testimoniare<br />
la Verità di fronte a tutti i violenti e nella vicinanza a quanti soffrono e chiedono<br />
giustizia.</div>
<div>Una giustizia giusta, perché coerente, e non del doppio binario, quale<br />
quella che si va profilando: draconiana con i deboli e remissiva con i<br />
forti.</div>
<div> Intendiamo essere quindi Chiesa ricca della testimonianza dei tanti Puglisi,<br />
 Romero, M.L. King, Jagerstatter, Bonhoeffer, Trocmé, Abbè Pierre, don Zeno …,<br />
che hanno saputo tenere alta la Coscienza di fronte alla violenza dilagante del loro<br />
tempo e dei loro luoghi.</div>
<div> Per questo, ad un mese dall’aggressione ai Rom di Ponticelli a Napoli, invitiamo tutti<br />
all’iniziativa nell’arco della prossima settimana, con un giorno di digiuno, ricordando i fatti<br />
nelle celebrazioni liturgiche, promuovendo iniziative di informazione, con iniziative nonviolente.</div>
<div> E’importante creare momenti di testimonianza, civile e religiosa: per la Giustizia e la Pace,<br />
ineludibilmente basate sul rispetto della dignità di ogni persona umana.</div>
<div>- Fra’ Graziano Bruno ofm &#8211; promotore di Gpic</div>
<div>- Francesco Lo Cascio &#8211; Movimento Internazionale della<br />
Riconciliazione</div>
<div>- Salvatore Scaglia &#8211; laico domenicano componente di Gpic</div>
<div>-Bruno Di Maio SAE segretariato attività ecumeniche<br />
 <br />
per adesioni e comunicazione delle iniziative: <a href="mailto:giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com"><span style="color:#333333;">giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com</span></a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[contro ogni violenza, contro il razzismo, ricordare i Rom vittime dei roghi di Ponticelli a Napoli ]]></title>
<link>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/06/07/contro-ogni-violenza-contro-il-razzismo-ricordare-i-rom-vittime-dei-roghi-di-ponticelli-a-napoli/</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 15:15:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://riconciliazione.wordpress.com/2008/06/07/contro-ogni-violenza-contro-il-razzismo-ricordare-i-rom-vittime-dei-roghi-di-ponticelli-a-napoli/</guid>
<description><![CDATA[In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli. Violenza xenofoba c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:left;"><a href="http://riconciliazione.wordpress.com/files/2008/06/primopiano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-200 alignleft" style="float:left;" src="http://riconciliazione.wordpress.com/files/2008/06/primopiano.jpg?w=300" alt="" width="300" height="168" /></a>In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.</div>
<div>Violenza xenofoba contro gli immigrati; razzista contro Rom e Sinti; di<br />
polizia contro quanti protestano per difendere il proprio territorio;<br />
di Cosa nostra, della Camorra e della &#8216;Ndrangheta con le loro<br />
estorsioni. In questo contesto è particolarmente esposto chiunque sia<br />
&#8220;diverso&#8221;: oggi il rumeno, il nero, il cinese, come ieri il<br />
meridionale, il &#8220;terrone&#8221;.<br />
 <br />
Questa subcultura della violenza purtroppo lascia indifferenti o<br />
vede complici ampi strati della società, venendo così strumentalizzata<br />
da molta parte del mondo politico, per fini non solo elettoralistici.</div>
<div> Questa subcultura si esprime e si fonda nelle paure, di singoli e di gruppo:<br />
 che, senza un governo autorevole, si rifugiano nell&#8217;autoritarismo.<br />
Autoritarismo che ha fruttato al Paese più richiami internazionali: dalla U.E.,<br />
 all&#8217; O.N.U., alla S. Sede.</div>
<div>Come Chiese, religiosi e laici cristiani non vogliamo stare a guardare !</div>
<div>Bisogna tornare ad essere &#8220;Chiesa Confessante&#8221;, affermando insieme<br />
una Fede non connivente col potere abusato; una Fede capace di testimoniare<br />
la Verità di fronte a tutti i violenti e nella vicinanza a quanti soffrono e chiedono<br />
giustizia.</div>
<div>Una giustizia giusta, perché coerente, e non del doppio binario, quale<br />
quella che si va profilando: draconiana con i deboli e remissiva con i<br />
forti.</div>
<div> Intendiamo essere quindi Chiesa ricca della testimonianza dei tanti Puglisi,<br />
 Romero, M.L. King, Jagerstatter, Bonhoeffer, Trocmé, Abbè Pierre, don Zeno &#8230;,<br />
che hanno saputo tenere alta la Coscienza di fronte alla violenza dilagante del loro<br />
tempo e dei loro luoghi.</div>
<div> Per questo, ad un mese dall&#8217;aggressione ai Rom di Ponticelli a Napoli, invitiamo tutti<br />
all&#8217;iniziativa nell&#8217;arco della prossima settimana, con un giorno di digiuno, ricordando i fatti<br />
nelle celebrazioni liturgiche, promuovendo iniziative di informazione, con iniziative nonviolente.</div>
<div> E&#8217;importante creare momenti di testimonianza, civile e religiosa: per la Giustizia e la Pace,<br />
ineludibilmente basate sul rispetto della dignità di ogni persona umana.</div>
<div>- Fra&#8217; Graziano Bruno ofm &#8211; promotore di Gpic</div>
<div>- Francesco Lo Cascio &#8211; Movimento Internazionale della<br />
Riconciliazione</div>
<div>- Salvatore Scaglia &#8211; laico domenicano componente di Gpic</div>
<div>-Bruno Di Maio SAE segretariato attività ecumeniche<br />
 <br />
per adesioni e comunicazione delle iniziative: <a href="mailto:giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com">giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MORTO IL DOMENICANO PADRE ICARDI ]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/06/02/morto-il-domenicano-padre-icardi/</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 04:33:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alma</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/06/02/morto-il-domenicano-padre-icardi/</guid>
<description><![CDATA[40 ANNI TRASCORSI A TAGGIA NON E&#8217; MORTO PADRE ICARDI&#8230;.. MA E&#8217; MORTO IL CAPPELLANO ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
40 ANNI TRASCORSI A TAGGIA<br />
<img src="http://farm2.static.flickr.com/1340/851671591_8569c23acc_m.jpg" alt="" /><br />
<a href="http://farm3.static.flickr.com/2060/2539598714_37c1cff941_o.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2060/2539598714_1d6bc9737d.jpg?v=0" alt="" /></a><br />
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:medium;"><br />
NON E&#8217; MORTO PADRE ICARDI&#8230;.. MA E&#8217; MORTO IL CAPPELLANO DI GIANNI MORANDI!<br />
LA DICE LUNGA SU COME FANNO I TITOLI. SULL&#8217;INTERESSE DEI GIORNALI, ORMAI NESSUNA SORPRESA!<br />
UNA DOMANDA AL GIORNALISTA: QUESTA E&#8217; LA COSA PIU&#8217; SIGNIFICATIVA DI PADRE ICARDI DEI SUOI  40 ANNI DI APOSTOLATO A TAGGIA?</span></span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CONVENTO DEI DOMENICANI - OPERE DI RISTRUTTURAZIONE ESTERNA]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/03/05/convento-dei-domenicani-opere-di-ristrutturazione-esterna/</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 02:55:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alma</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/03/05/convento-dei-domenicani-opere-di-ristrutturazione-esterna/</guid>
<description><![CDATA[Rifacimento del sagrato. Costo 250.000 euro. 50% Comune 50% Regione. Progettazione dell&#8217;Arch. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><font size="3">Rifacimento del sagrato. Costo 250.000 euro. 50% Comune 50% Regione. Progettazione <b>dell&#8217;Arch. Laura Pinelli </b>di Taggia approvata dalla Giunta giovedì scorso.</font></p>
<p><font size="3">Incontro imminente con <b>Don Umberto Toffani.</b> Argomento: mantenere la vita spirituale del convento. Si cerca una nuova Congregazione. Due già interessate.</font></p>
<p><font size="3">Le visite guidate al convento proseguiranno come nel 2007. </font></p>
<p><font size="3"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1340/851671591_8569c23acc_m.jpg" /></font></p>
<p><font size="3"><a href="http://farm3.static.flickr.com/2195/2310141127_c2d21478d3_o.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2195/2310141127_65293fc5bf.jpg?v=0" /></a></font><br />
<b>cliccare sull&#8217;articolo per ingrandire</b></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CONVENTO DEI DOMENICANI - SI CERCA UNA NUOVA CONGREGAZIONE]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/02/29/convento-dei-domenicani-si-cerca-una-nuova-congregazione/</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 09:08:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alma</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/02/29/convento-dei-domenicani-si-cerca-una-nuova-congregazione/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2023/2278912437_acdb008886_o.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2023/2278912437_8c45d23f34.jpg" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CONCERTO DI FINE ANNO AL CONVENTO DEI DOMENICANI - la foto del Secolo XIX è di Mauro Vigorosi]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/01/02/concerto-di-fine-anno-al-convento-dei-domenicani/</link>
<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 22:22:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alma</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2008/01/02/concerto-di-fine-anno-al-convento-dei-domenicani/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://farm2.static.flickr.com/1340/851671591_8569c23acc_m.jpg" /><br />
<img src="http://farm3.static.flickr.com/2100/2159887340_bdc5653a76_o.jpg" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
