<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>don-abbondio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/don-abbondio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "don-abbondio"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 13:30:44 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[ridere di chi]]></title>
<link>http://scorfano.wordpress.com/2009/09/28/ridere-di-chi/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:00:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
<guid>http://scorfano.wordpress.com/2009/09/28/ridere-di-chi/</guid>
<description><![CDATA[Leggo il primo capitolo dei Promessi sposi, in classe. Fa sempre effetto la questione delle “gride”:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Leggo il primo capitolo dei Promessi sposi, in classe. Fa sempre effetto la questione delle “gride”:]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sandro Bondi - Il sole in tasca - l'utopia concreta di Adriano Olivetti e Silvio Berlusconi]]></title>
<link>http://riflessioniquotidiane.wordpress.com/2009/06/28/sandro-bondi-il-sole-in-tasca-lutopia-concreta-di-adriano-olivetti-e-silvio-berlusconi/</link>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:38:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>riflessioniquotidiane</dc:creator>
<guid>http://riflessioniquotidiane.wordpress.com/2009/06/28/sandro-bondi-il-sole-in-tasca-lutopia-concreta-di-adriano-olivetti-e-silvio-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Porta a Porta &#8211; Sgarbi attacca Bondi. Sandro Bondi &#8211; Il sole in tasca L&#8217;utopia con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4yInyFHH-oQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/4yInyFHH-oQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span> <a href="//www.wikio.it/sharethis?url='+encodeURIComponent(location)+'&#38;title='+encodeURIComponent(document.title);"><img src="http://www.wikio.it/shared/images/wikiothis/buttons/wikio_btn_partager_rounded_it.png" style="border:none;"></a><br />
Porta a Porta &#8211; Sgarbi attacca Bondi.<br />
Sandro Bondi &#8211; Il sole in tasca  L&#8217;utopia concreta di Adriano Olivetti e Silvio Berlusconi &#8211; nuovo libro di Bondi &#8211;  editore: Mondadori.<br />
Al di là delle dispute ideologiche del Novecento, lontano dalla sterile omologazione e burocratizzazione che ha soffocato per decenni il nostro Paese, vi sono nella storia recente d&#8217;Italia figure di grandi imprenditori che hanno saputo trascendere il successo economico, per impegnarsi nel dibattito pubblico e proporre un&#8217;idea nuova di società. Se Silvio Berlusconi rappresenta l&#8217;esempio più attuale di questo felice connubio tra imprenditoria e impegno culturale e sociale, un caso illustre di una simile combinazione, non a caso poco compreso e poco <!--more-->valorizzato all&#8217;epoca, è stato Adriano Olivetti. Figlio del fondatore dell&#8217;azienda omonima, Adriano Olivetti fece della sua attività economica solo una sfaccettatura di un&#8217;opera che è stata anche di promozione di una nuova cultura d&#8217;impresa, di un nuovo modo di guardare alla società, di un nuovo modo di pensare la politica. Un&#8217;opera che per molti aspetti può essere paragonata a quella del fondatore di Mediaset e di Forza Italia. &#8220;Questo libro non è una biografia di Silvio Berlusconi. Il mio tentativo è invece quello di dare una lettura di Berlusconi attraverso un confronto con una figura della storia italiana di cui può essere considerato il continuatore: Silvio Berlusconi, dunque, in quanto erede di Adriano Olivetti.&#8221;<br />
Sandro Bondi (Fivizzano, 14 maggio 1959) è un politico italiano, esponente del Popolo della Libertà. Dall&#8217;8 maggio 2008 ricopre la carica di Ministro dei Beni e delle Attività Culturali nel Governo Berlusconi IV.<br />
Unico figlio di Renzo Bondi, operaio di idee socialiste, e di Maria Bertoli, emigra con la famiglia in Svizzera, dove trascorre l&#8217;infanzia e frequenta le prime scuole a Losanna. Tornato in Italia nel 1970, continua gli studi al Liceo scientifico di Villafranca. Entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, della quale diventa presto segretario della Lunigiana. Nel 1984 si laurea in Filosofia presso l&#8217;Università di Pisa con una tesi su frate Leonardo Valazzana, anch&#8217;egli nato a Fivizzano, predicatore agostiniano avversario di Girolamo Savonarola. Il testo, successivamente rielaborato e integrato, è stato poi dato alle stampe sotto forma di saggio nel 2001.<br />
Cattolico democratico, svolge presso l&#8217;Università di Firenze l&#8217;attività di ricercatore, milita nel PCI e intanto lavora come assicuratore per la Unipol. Dal 1987 collabora per circa due anni con la testata Il Tirreno.<br />
Nel 1990 viene eletto sindaco di Fivizzano nelle liste del PCI, ma nel 1992 la giunta comunale da lui guidata viene rovesciata dai socialisti locali, in associazione con la Democrazia Cristiana. Già allora gli attivisti lo paragonano scherzosamente ad un &#8220;rapanello&#8221;: cioè rosso fuori e bianco dentro. In seguito lascia il PCI.<br />
Nel 1993 ritrova una sua ex compagna di liceo, Gabriella Podestà, che sposa due anni dopo e dalla quale ha un figlio, Francesco, nato nel 1998.<br />
Attraverso lo scultore Pietro Cascella, che sta lavorando ad Arcore per la cappella funeraria di Villa Berlusconi, nel 1994 conosce Silvio Berlusconi, che gli affida dapprima la direzione del Dipartimento beni culturali del Centro studi di Forza Italia. Successivamente Bondi viene incaricato di curare la corrispondenza personale di Berlusconi, di cui diviene in breve tempo segretario particolare e collaboratore fidato, tanto da ricevere il compito, in occasione della campagna elettorale del 2001, di coordinare la stesura di Una storia italiana, un libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane.<br />
Bondi ricambia la fiducia accordatagli dal Cavaliere diventandone negli anni uno dei maggiori sostenitori, esternandogli pubblicamente in più occasioni la propria devozione e fedeltà, anche tramite poesie che ha talvolta letto in alcuni programmi televisivi, tanto da essere stato spesso bersaglio di critiche o battute ironiche. Nel 2001 è eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nella III circoscrizione (Lombardia 1) ed entra nella Commissione affari costituzionali della Camera. Dal 2002 è portavoce di Forza Italia.<br />
Nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 2005 si occupa della comunicazione del partito e nello stesso anno viene nominato coordinatore del movimento forzista. Esce un suo libro sul potere femminile, intitolato &#8220;Civiltà dell&#8217;amore&#8221;.<br />
Alle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, risultando eletto nella circoscrizione XX (Campania 2). Collabora intanto al settimanale Vanity Fair con una rubrica di poesie. Nell&#8217;estate 2006 pubblica il suo ultimo saggio dal titolo &#8220;Laici e credenti: una fede comune&#8221;.<br />
Alle elezione del 2008 è candidato al Senato della Repubblica nella regione Toscana nelle liste del Popolo della Libertà, nonché candidato del centrodestra alla carica di presidente della Provincia di Massa Carrara. Viene eletto al Senato, mentre per la presidenza della provincia accede al ballottaggio col presidente uscente (sostenuto dal Partito Democratico) Osvaldo Angeli, che vince con il 55.4% dei voti, contro il 46% di suffragi raccolti da Bondi.<br />
Nel 2008 è nominato Ministro per i Beni e le Attività Culturali del Governo Berlusconi IV, lasciando la carica di coordinatore nazionale di Forza Italia a Denis Verdini.<br />
Nel Novembre 2008 suscita vivaci polemiche la scelta del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di affidare a Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald&#8217;s, dapprima la consulenza e poi la direzione del progetto di gestione e sviluppo dei musei italiani. In un primo momento, il nome che era stato fatto per lo stesso incarico era quello di Antonio Paolucci, ex sovrintendente ai Beni Culturali della Regione Veneto, poi Sovrintendente del Polo Museale Fiorentino ed infine designato dalla Santa Sede come direttore dei Musei Vaticani.<br />
Dopo il congresso fondativo de Il Popolo della Libertà, ne viene nominato coordinatore nazionale assieme a Ignazio La Russa e Denis Verdini.<br />
Sandro Bondi è inoltre autore dei seguenti saggi:<br />
Pietro Cascella: parole e pietre. Ponte Alle Grazie, 1994<br />
Frate Leonardo Valazzana da Fivizzano. Pacini Fazzi, 2001<br />
Una storia italiana. 2001<br />
Tra destra e sinistra: la nuova politica di Forza Italia. Mondadori, 2004<br />
La civiltà dell&#8217;amore. Politica e potere al femminile. Mondadori, 2005<br />
Laici e credenti: una fede comune. La sfida della ragione e la cultura della vita. Mondadori, 2006<br />
Perdonare Dio. Edizioni della Meridiana, 2007<br />
Sugli imprenditori illuminati. Mondadori, 2007<br />
Claudio Sabelli Fioretti ha scritto un libro-intervista dal titolo Io, Berlusconi, le donne, la poesia (Aliberti editore, 2008).<br />
Il 4 dicembre 2008 nel corso della conferenza stampa del libro Panico! di Rosario Sorrentino e Cinzia Tani, edito da Mondadori, il ministro ha dichiarato pubblicamente di avere superato la paura di volare dopo essere stato introdotto da Giancarlo Leone al neurologo autore del libro. Le principali agenzie di stampa hanno titolato: &#8220;Bondi, così ho superato la paura di volare&#8221;. http://www.beniculturali.it/ministero/BondiRecensioni.asp?nd=mi,mn<br />
Nel giugno 2009 è autore di un attacco frontale al quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221;, e più estesamente al ruolo dei media cartacei che criticano duramente il governo Berlusconi, pubblicato sotto forma di lettera sulle pagine del quotidiano &#8220;Il Giornale&#8221;.<br />
<img src="http://riflessioniquotidiane.wordpress.com/files/2009/06/9788804574194.jpg" alt="Sandro Bondi - il sole in tasca" title="Sandro Bondi - il sole in tasca" width="200" height="302" class="alignleft size-full wp-image-404" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questo campionato non s'ha da vincere...]]></title>
<link>http://esuonamale.wordpress.com/2009/05/19/questo-campionato-non-sha-da-vincere/</link>
<pubDate>Tue, 19 May 2009 14:32:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>drugo86</dc:creator>
<guid>http://esuonamale.wordpress.com/2009/05/19/questo-campionato-non-sha-da-vincere/</guid>
<description><![CDATA[&#8230;Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s&#8217;era dunque accorto,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.corrieredellosport.it/images/48/C_3_Media_87648_immagine_det.jpg" alt="" width="335" height="205" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align:right;">&#8230;Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s&#8217;era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d&#8217;essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro&#8230;</p>
</blockquote>
<p><!--more--></p>
<p>Cambiare allenatore a due giornate dalla fine del campionato potrebbe essere una <strong>scelta stupida</strong>. Infatti lo è. Per due validi motivi. Il <em>primo</em>: la squadra potrebbe ritrovarsi improvvisamente con un nuovo modulo, un nuovo stile di gioco, che magari sarà vincente, ma in un progetto a lungo termine. E due giornate non sono un lungo termine. Specie se hai il fiato della Fiorentina sul collo. Il <em>secondo</em>: esonerare Claudio Ranieri a due giornate dalla fine equivale a dare il seguente messaggio “<em>hai fallito tutto”</em>. Cosa che non è assolutamente la verità, visto che ha rispettato (bruciando le tappe) il progetto Juve.</p>
<p><strong>Progetto </strong><strong>Simpatia</strong> Giuve. Una volta, non mi ricordo dalla bocca di quale genio, sentii dire “<em>gli allenatori vincenti devono essere antipatici</em>”. Capello, Mourinho, Lippi, Sacchi, sono tutti antipatici e vincenti (fatta esclusione per Zenga, antipatico e assolutamente tutto tranne che vincente). Nel post-Moggi la Juventus punta sulla Simpatia. Abbiamo Cobolli Gigli come presidente, noto comico di stirpe, Blanc con il profilo greco, Secco detto l’insipido, e Pessotto che tutto può trasmettere, tranne che simpatia (casomai depressione). Tutti intorno alla figura di un tecnico che suscita ilarità. Claudio Ranieri, che per comodità chiameremo <strong>Don Abbondio. </strong></p>
<p>Progetto “<em>Sempre più in alto</em>”. Mandato via, a calci nel ciapét monsieur Didier Deschamps, che tra i gravi torti aveva quello di aver conquistato il titolo della serie B con una squadra ridotta all’osso, venne assunto Don Abbondio. Il progetto era chiaro: primo anno zona Uefa, secondo anno qualificazione per la Champions, terzo anno lotta per il vertice. La Juventus targata Don Abbondio al primo anno si qualifica per la Champions League. L’anno successivo, questo, lotta per il titolo. In gergo tecnico, si dice “<em>bruciare le tappe</em>” (e non c’entra niente il rogo di Alexia).</p>
<p>E intanto l’<strong>Internazionale </strong>(di nome e di fatto) vince, meritatamente, il suo TERZO scudetto consecutivo. E sorrido. Sorrido amaramente quando penso a Moratti che, anni prima di Calciopoli, voleva portare Moggi a Milano. Fortuna che la storia è andata in maniera diversa.</p>
<p>Dal canto suo, Ranieri, non poteva che provarci. Non è colpa sua se giocatori come Poulsen, Tiago, Legrottaglie, Molinaro, non sono all’altezza. Ma la colpa ricade su di lui quando, a metà stagione, si ostina a far giocare Sissoko (il miglior centrocampista bianconero) costringendolo a distruggersi un piede. Mandando a ramengo i sogni di Champions, Campionato, Coppa Italia e pure i Sogni di Rock ‘n roll.</p>
<p>Ma che sia chiaro, la colpa non è di Don Abbondio.<em> Colpa dei Bravi.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Time To Pretend - MGMT]]></title>
<link>http://amperini.wordpress.com/2009/05/16/time-to-pretend-mgmt/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 17:30:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>white-rabbit</dc:creator>
<guid>http://amperini.wordpress.com/2009/05/16/time-to-pretend-mgmt/</guid>
<description><![CDATA[Io mi sento rozzo, mi sento spietato, sono nel fiore degli anni vado a fare un po’ di musica, a farm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Io mi sento rozzo, mi sento spietato, sono nel fiore degli anni vado a fare un po’ di musica, a farm]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Juventus-Chelsea 2-2 / Il mio giudizio (Rimpianti ? Pochi...molto pochi...)]]></title>
<link>http://cissiboy.wordpress.com/2009/03/11/juventus-chelsea-2-2-il-mio-giudizio-rimpianti-pochimolto-pochi/</link>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 06:21:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo Zanirato</dc:creator>
<guid>http://cissiboy.wordpress.com/2009/03/11/juventus-chelsea-2-2-il-mio-giudizio-rimpianti-pochimolto-pochi/</guid>
<description><![CDATA[Ho un po&#8217; di cose che mi frullano nella testa per cui perdonate la probabile disorganicita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho un po&#8217; di cose che mi frullano nella testa per cui perdonate la probabile disorganicita]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Post scriptum]]></title>
<link>http://lacasadeigiochi.wordpress.com/2009/02/18/post-scriptum/</link>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 18:33:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>corrado</dc:creator>
<guid>http://lacasadeigiochi.wordpress.com/2009/02/18/post-scriptum/</guid>
<description><![CDATA[Se poi, come si dice, Bersani calcolasse di mandare il partito alle elezioni senza un vero segretari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Se poi, come <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/Francescocosta/~3/542532404/">si dice</a>, Bersani calcolasse di mandare il partito alle elezioni senza un vero segretario per non bruciarsi e per raccoglierne le ceneri solo dopo, consegnando così il Pd ad una batosta elettorale ancora peggiore delle precedenti per mero calcolo personale, non sarebbe un leader, ma solo un quaquaraqua.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da Satisfiction]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2009/01/23/da-satisfiction/</link>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 11:55:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/2009/01/23/da-satisfiction/</guid>
<description><![CDATA[Stupendo l&#8217;aneddoto dell&#8217;autore su una rissa da lui scatenata a Livorno in occasione del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><em><span style="color:#339966;">Stupendo l&#8217;aneddoto dell&#8217;autore su una rissa da lui scatenata a Livorno in occasione della messa in scena de La figlia di Iorio di D&#8217;annunzio.</span></em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>L&#8217;ALTRA FACCIA DELLA PAURA &#8211; Mario Soldati</strong></span></p>
<h3>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 146px"><img src="http://www.gushitalia.it/img_prj/logo_soldati_big.jpg" alt="Lautore" width="136" height="124" /><p class="wp-caption-text">L&#39;autore</p></div></h3>
<p>“Il coraggio”, dice il Tommaseo, “è una disposizione dell’animo a imprendere cose ardite e grandi, ad affrontar pericoli, a soffrire sventure e dolori”: ma il coraggio, aggiungo io, ha in comune con la bontà e con la poesia un’assoluta imprevedibilità da parte della persona che ne è capace. Per sapere se si è coraggiosi, o no, bisogna mettersi, o trovarsi, alla prova. Infine, non si tratta di una qualità necessariamente “permanente”. A volte, uomini che si sono dimostrati sempre vigliacchi e che, quindi, credono di esserlo, improvvisamente, per amore, o per disperazione, o addirittura per un supremo spasimo di vigliaccheria, diventano eroi. Viceversa: uomini che in più occasioni hanno dato prove di coraggio e che sono sicurissimi di non mancarne, tutto a un tratto, per qualche ragione misteriosa (pessimismo sul proprio avvenire o sugli scopi stessi dell’esistenza, tristezza derivante da una delusione d’amore, forse soltanto un periodo di stanchezza e di malinconia, o, ancora meno, un senso di solitudine e di nostalgia per la casa lontana) cedono al primo assalto di un’assurda, impreparata, istantanea paura che li travolge. L’esempio letterario più celebre di questo caso è il salto notturno di Lord Jim nel Mar Rosso. Lord Jim, ufficiale di marina, nell’età più bella, al colmo della giovinezza, pieno di speranza nella vita, ricco di fiducia in se stesso, romantico, nobile, fiero, non resiste a un omento di panico: e abbandona vilmente una nave carica di pellegrini che vanno alla Mecca. La nave poi non affonda, e Jim è squalificato nella sua professione: ma, più degli altri, è lui stesso a condannarsi, a non perdonarsi: finché il rimorso lo guida a un sacrificio volontario, a una morte eroica affrontata per dimostrare a se stesso la propria capacità di coraggio.<img class="alignright" src="http://www.napoliontheroad.it/Io%20non%20ho%20paura.jpg" alt="" width="223" height="167" /><br />
Ha scritto Emilio Cecchi che questa vicenda dell’eroe di Conrad rappresenta, simbolicamente, il destino umano: tutti, chi prima chi poi, a un certo momento “saltiamo”, tutti “abbandoniamo nella notte un carico di innocenti e di indifesi che ci è stato affidato”. Il grande peccato di Lord Jim non è, dunque, di avere “saltato”, ma di essersi creduto diverso da tutti gli altri, un privilegio il cui destino, appunto, era quello di non saltare. Non sono mai stato militare, non ho mai fatto la guerra. La mia vita, già lunga, è stata solo moderatamente avventurosa. Tuttavia, ho anche vissuto in America, ho anche viaggiato in Africa, e, nel mio piccolo, in qualche modo, ho fatto anch’io la grande esperienza di Lord Jim. L’ho fatta, però, partendo da convinzioni opposte. Avevo sempre creduto di essere, se non proprio un vigliacco, un pauroso. E la mia paura specifica era non tanto degli avvenimenti, o degli elementi, quanto degli uomini, degli “altri”. Sono sempre stato privo di forza fisica, incapace di rispondere a un cazzotto. Ma, anche, sempre sono stato sanissimo, e resistentissimo. A quindici ani, mi gettai nelle acque gelide del Po, per salvare un amico che non sapeva nuotare, l’amico al quale volevo più bene che a tutti gli altri. Non mi costò nessuno sforzo, non dovetti superare nessuna esitazione. Tredici anni dopo, una notte, in campagna, un altro amico, al quale pure volevo bene, fu assalito da due mascalzoni: rimasi immobile, in disparte, assistendo terrorizzato, incapace di intervenire e di aiutarlo come sentivo chiaramente che sarebbe stato mio dovere. Fu il momento più brutto della mia vita. E soltanto adesso, a distanza di trentatrè anni, supero la vergogna e riesco a confessare la mia vigliaccheria. Nei primi tempi, provavo un rimorso che a volte mi toglieva il sonno. E riacquistai una relativa pace soltanto quando trovai un’occasione, che da quella notte, avevo deliberatamente cercato, di riabilitarmi ai miei occhi. Fu a Livorno, fra le quinte del Politeama, dove una compagnia drammatica aveva finito in quel momento di recitare “La figlia di Jorio”, e dove, nella mia veste di aiuto regista di un film che si stava girando a Tirrenia, ero andato per reclutare gli interpreti di qualche parte secondaria.</p>
<p><div class="wp-caption alignright" style="width: 241px"><img src="http://www.copia-di-arte.com/kunst/umberto_boccioni/a_fight.jpg" alt="Rissa in galleria_U. Boccioni" width="231" height="274" /><p class="wp-caption-text">Rissa in galleria_U. Boccioni</p></div>
<p>Il sipario era appena calato, mi avvicinai all’amministratore e gli dissi lo scopo della mia visita. L’amministratore, che forse era nervoso per ragioni sue, mi rispose malamente, con un mezzo insulto: lo colpii con un pugno, sorprendendo me stesso più ancora di lui: e dopo un istante vedevo volarmi addosso l’intera compagnia degli attori, tutti vestiti dalle pelli di capra dei pastori d’Abruzzo. Era con me l’ispettore di produzione, Leo Bomba: coraggioso e leale, sebbene fosse soltanto un mio collaboratore e non un vero e proprio amico, non esitò a combattere al mio fianco. Una scazzottatura tremenda, di cui portai i segni e ne sentii le conseguenze per alcuni mesi. Contro di noi due soli, erano in venti, in trenta. Ci difendevamo come potevamo, a pugni e calci, rispondendo a calci e pugni che arrivavano da tutte le parti. Indietreggiammo al fondo del palcoscenico, continuando a darle e a prenderle. Salimmo all’indietro sui gradini di una scaletta a chiocciola, di ferro, che serviva ai macchinisti per calare i fondali: e di lì resistemmo meglio al lungo assalto. Vedendomi e sentendomi davanti e d’intorno quei pastori urlanti e scatenati, che sembravano volermi linciare con le identiche espressioni e quasi con le stesse parole con cui poco prima avevano aggredito Mila di Codro, la mia forza raddoppiava: mi pareva di combattere anche per una ragione più alta e più nobile, e cioè contro l’arte di Gabriele d’Annunzio, che avevo sempre odiato. Finché intervennero i due pompieri di servizio, e ci liberarono.<br />
Sono, dunque, coraggioso? Oppure, non lo sono? Più ci ripenso, e più trovo argomenti ed esperienze che sembrano convalidare e l’una e l’altra ipotesi, contraddittoriamente.<br />
Una cosa è certa: perché il mio coraggio esista, si rende necessaria (se non, ahimé, come ho raccontato, non sempre sufficiente) almeno una di queste condizioni: che io sia costretto a difendermi; che io sia costretto a difendere, o a salvare da un pericolo, quello che amo di più, quello che considero indispensabile; che io sia costretto, dopo aver lungamente sofferto per il rimorso della mia vigliaccheria, a riabilitarmi di fronte a me stesso. La contraddizione, così, sarebbe risolta: il mio coraggio non c’è, non esiste; esiste soltanto in potenza, addormentato, e quindi non guida le mie azioni, non le ispira; ma non c’è fin tanto che una situazione cruciale non lo richieda, non lo faccia esistere, svegliandolo dal suo sonno col suo bacio improvviso e crudele. Il caso sarebbe risolto: non sono coraggioso, ma non sono, propriamente, vile.<img class="alignleft" src="http://img72.imageshack.us/img72/3353/copyrightedimagereuseprwr4.jpg" alt="" width="262" height="188" /><br />
Ma, è vero? Non è, forse, una spiegazione da scuole di filosofia medievale, un po’, anche, da aula di Palazzo di Giustizia, da scartoffia legale?<br />
Insomma, è una spiegazione astratta. Ho sbagliato quando ho attirato tutta l’attenzione su di me, dimostrandomi una volta di più prigioniero di quell’antico vizio, di prendere sempre a paragone noi stessi, che è il nostro vero, unico peccato: come Lord Jim, appunto. La verità è che non si è né coraggiosi né vili. Esistono, invece, di volta in volta, azioni vili e azioni coraggiose. Esistono i peccati prima dei peccatori. Non esiste il gran fuoco  irrazionale, misterioso e tenebroso dell’anima. Non esiste uno “stato di colpa”. L’anima, il cuore, è una somma di funzioni descrivibili, analizzabili, di virtù e di vizi giudicabili nei loro riflessi oggettivi.<br />
Ma nemmeno questo è completamente vero. Prendiamo, ad esempio, un altro caso famoso e letterario, il caso più famigliare di tutti a noi italiani, il più vicino e il più domestico. È un caso di mancanza di coraggio che comprende insieme i due aspetti, quello dell’anima e quello dei suoi atti. Prendiamo, cioè, il caso di un uomo non coraggioso che abbia commesso, a un dato momento, un’azione vile. Prendiamo Don Abbondio. Il genio di Manzoni si è esercitato a tal punto, e con tale sottigliezza, con tale amore, con tale ironia su questo personaggio, che forse proprio lui, sebbene senza volerlo, e contro la sua stessa opinione, ci offre la chiave della verità. Ebbene, se i bravi di Don Rodrigo non avessero mai aspettato il brav’uomo sulla stradina di quel lago di Como, e se Don Abbondio non fosse stato coinvolto da vicende che esigevano il suo coraggio, si sarebbe potuto dire che il curato era un vile? Avrebbe potuto saperlo, lui stesso? Il coraggio poteva forse dormire nell’anima di Don Abbondio, pronto a emergere alla prima occasione, pronto a farsi valere?</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 299px"><img src="http://www.valsesiascuole.it/crosior/1_intertestualita/manzon24.jpg" alt="Don Abbondio incontra i bravi" width="289" height="269" /><p class="wp-caption-text">Don Abbondio incontra i &#34;bravi&#34;</p></div>
<p>“Il coraggio”, dice Don Abbondio, “se uno non ce l’ha, non se lo può dare”.<br />
Come tante volte ho fatto, mi ripeto le illuminanti e proverbiali parole e, ancora una volta, ammiro, mi inchino al Poeta: ma non sono d’accordo con lui. Anzi, sempre più mi persuado che il genio del Manzoni ha messo in bocca a Don Abbondio quelle parole per dimostrare che un uomo pauroso, o meglio un brav’uomo come tanti altri, non può, non sa nemmeno intuire, nemeno con la mente, che cosa sia il coraggio. Mentre, invece, il coraggio è proprio quello, è un di più: il coraggio è darselo. Il coraggio c’è soltanto se uno se lo dà. Non è vero, anzi, è impossibile che esso viva addormentato dentro di noi. Nati per temere, piccole creature esposte fino dalla nascita a mille pericoli, condannate al mistero, a non vedere, a non sapere, la nostra condizione naturale, vera, è la paura. Essere è essere paurosi, timidi. Il coraggio è un essere di più: uno sforzo, una creazione che non ha niente alle spalle, sospesa sul vuoto di una nostra purissima volontà animosa. È qualcosa di innaturale, che va oltre, che va contro la nostra natura. Ed ecco perché io non sono coraggioso. Non sono coraggioso perché vorrei tanto che, del coraggio, non ce ne fosse mai bisogno.<br />
Vorrei che , del coraggio, non ce ne fosse bisogno? Mentre do torto a Don Abbondio, non ragiono esattamente come lui? E non contraddico nuovamente me stesso, tanto è radicata in me la persuasione che il coraggio sia una necessità, sia una virtù di difesa? E come può essere innaturale una necessità?<br />
Può esserlo, può esserlo. È una necessità anche l’arte, della quale nessun di noi potrebbe fare a meno, come creatore o anche come spettatore o, come si dice oggi, come “fruitore”. È una necessità: eppure non c’è niente di più gratuito, niente di più profondamente innaturale dell’arte. Anche l’arte è un essere di più, anche l’arte è uno sforzo, un’invenzione che va contro natura.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 266px"><img src="http://www.wuz.it/mm/596/00042719_b.jpg" alt="Soldati in pausa durante il programma tv Viaggio lungo la valle del Po 1956-57" width="256" height="178" /><p class="wp-caption-text">Soldati in pausa durante il programma tv &#34;Viaggio lungo la valle del Po&#34; 1956-57</p></div>
<p>Dunque, il coraggio, anch’esso, è una pura “invenzione”. E, come tutte le “invenzioni”, è profondamente impietoso. Se riuscissi a fermare questo concetto, così inafferrabile, così volatile, che se appena mi sforzo di ghermirlo si vanifica, mi sentirei vicinissimo alla verità. Devo partire dalla conclusione opposta alla quale sono faticosamente arrivato: devo partire dal presupposto che il coraggio c’è anche quando le circostanze della vita non lo richiedono, non lo esigono come virtù morale.<br />
Ma allora… Allora il coraggio è vero solo quando non è richiesto, quando non è voluto dalle cose, ma da me, dalla mia animosità, dal mio darmelo. È il puro desiderio di vivere un giorno da leone: come mi è capitato al Politeama di Livorno, quella lontana sera del settembre 1937. È, dunque, una virtù di offesa, non di difesa. Ed è giustissimo, e bellissimo, a conferma del mistero di tutte le cose, che questa virtù si dica “coraggio”, si chiami “coeur, cuore”: che, cioè, il vero cuore sia il contrario del cuore.<br />
Il contrario della pietà. Il contrario di una concezione idillica della vita. Mi torna in mente, e forse soltanto adesso la capisco davvero, in tutta la sua profondità, la raccomandazione che un nostro grande scrittore, da pochi anni scomparso, ripeteva abitualmente a uno dei suoi figli, il solo maschi, anch’egli artista e scrittore: figlio mio, gli diceva pronunciando il suo nome: “ricordati che non si è mai abbastanza vigliacchi!”.<br />
Oggi capisco quello che il mio vecchio amico e maestro intendeva dire. Non c’era nulla di vile, in quelle parole. Bisogna tradurle così: “Ricordati, figlio mio, che nella vita non si è mai abbastanza veri, mai abbastanza vicini alla nostra realtà naturale”. Nel mio vecchio amico c’era, infatti, grande amore e passione per la letteratura, l’arte, la musica: ma assai meno per ilteatro, per lo spettacolo. Il coraggio è sempre un’esibizione.<br />
Tanto è vero che quest’uomo, che si intestardiva a raccomandare la vigliaccheria, come se la vigliaccheria fosse un dovere, anzi un ossequio scrupoloso a Qualcuno o a Qualcosa più grandi di noi, questo scrittore è morto da eroe. Circondato da famigliari e da amici, è morto nel suo letto, in pena per le noie, per il disagio che il macabro spettacolo avrebbe finito inevitabilmente per infliggere agli altri. La sua agonia è durata a lungo, per giorni. Una sola parola gli è uscita di bocca, che riguardasse il suo stato, il suo accidente:<br />
“È sgradevole”.<br />
Nient’altro.<br />
Da che parte sta il cuore, il vero “cuore”?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il ministro della fifa]]></title>
<link>http://tauzero.wordpress.com/2009/01/05/il-ministro-della-fifa/</link>
<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 13:02:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>tauzero</dc:creator>
<guid>http://tauzero.wordpress.com/2009/01/05/il-ministro-della-fifa/</guid>
<description><![CDATA[Per l&#8217;ex ministro degli esteri Martino l&#8217;attuale responsabile della Farnesina, Frattini ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3031" style="border:0 none;" src="http://tauzero.wordpress.com/files/2009/01/abbondio.jpeg?w=66" alt="" width="87" height="126" />Per l&#8217;ex ministro degli esteri <strong>Martino </strong>l&#8217;attuale responsabile della Farnesina, <strong>Frattini</strong> è come <strong>don Abbondio</strong>. Un &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/39763girata.asp"><strong>fifone</strong></a>&#8220;, &#8220;uno al quale non si può chiedere coraggio&#8221;, &#8220;perché non ne ha&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">A questo punto, proseguendo nella divagazione manzoniana, sarebbe divertente sapere se &#8211; e chi -  potrebbe vestire i panni dell&#8217;<strong>Innominato</strong>, della <strong>Monaca di Monza</strong> o, che so, di <strong>Donna Prassede</strong>. Ma soprattutto, se le cose stanno così, c&#8217;è solo da sperare, sempre manzonianamente, che sopra le sorti del nostro paese, vigili &#8211; benevola &#8211; la <strong>divina Provvidenza</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non scioperante, 40 anni dopo]]></title>
<link>http://federicominniti.wordpress.com/2008/10/28/non-scioperante-40-anni-dopo/</link>
<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 14:22:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Minniti</dc:creator>
<guid>http://federicominniti.wordpress.com/2008/10/28/non-scioperante-40-anni-dopo/</guid>
<description><![CDATA[Vichianamente pensante . Qualcuno forse ha confuso il 25 aprile 1945 con il 25 ottobre 2008. Altri s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Vichianamente pensante </em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://federicominniti.files.wordpress.com/2008/10/ticket3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-310" title="ticket3" src="http://federicominniti.wordpress.com/files/2008/10/ticket3.jpg" alt="" width="273" height="241" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Qualcuno forse ha confuso il <strong>25 aprile 1945</strong> con il 25 ottobre 2008. Altri si trincerano dietro &#8220;<em>non siamo mica quelli dell&#8217;<strong>autunno caldo</strong>, ma non siamo nemmeno solo 200 mila</em>&#8220;. Di certo ci sta la grande confusione, che regna sovrana.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Walter Veltroni </strong>ormai se n&#8217;è fatta una ragione: svestiti i panni da Don Abbondio, si è ben bene &#8220;mascarato&#8221; e si è trasformato nel &#8220;<em>fomenta &#8211; popolo</em>&#8221; di turno che la Sinistra italiana ha sempre fatto bella mostra. Ruolo, quello di <strong>Savonarola</strong> del nuovo millennio, che <strong>Tonino Di Pietro</strong>, <em>ex poliziotto, ex togato, ex ministro</em>, stava interpretando alla grande. Fin troppo bene, tanto da mettere in ombra lo stesso Pd.</p>
<p style="text-align:justify;">Da tempo lancio dalle mie colonne virtuali i segnali di questa disfatta degli ex DS, che adesso all&#8217;arma bianca ripartono all&#8217;attacco. Di &#8220;<em>anti &#8211; berlusconismo</em>&#8221; ne abbiamo ben donde, ma non troppo. Quindi via agli attacchi contro il premier,<em> ma anche</em> l&#8217;apertura verso le riforme <strong>per il Paese</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi c&#8217;è un leggero scarto di cifre fra i &#8220;milioni&#8221; stimati da <strong>Franceschini</strong>, <strong>Parisi e compagni di brigata</strong> (<em>che giurano di averli contati ad uno ad uno!</em>) e le &#8220;migliaia&#8221; che le forze dell&#8217;ordine hanno censito.</p>
<p style="text-align:justify;">Piazze: <span style="text-decoration:underline;"><em>grillini, girotondini, studenti, cobas </em></span>« <strong>siamo tornati!</strong> » e non si è ben capito se è una consolazione o una minaccia. Tutti contro il governo, tutti, però, non schierati politicamente (cfr, Di Pietro al TG1). Sì. si trovano lì per puro caso.</p>
<p style="text-align:justify;">I vecchi cliché da <strong><em>&#8220;revolution!&#8221; </em></strong>non invecchiano mai. Tuona minaccioso il Picconatore <strong>Cossiga</strong>: « Attenzione le<strong> Br </strong>si formarono alle università, mica nelle fabbriche ». La Sinistra tranquillizza: « È un democristiano che parla&#8230; ». Anche <strong>Moro</strong> lo era.<strong> </strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong>FedMin</strong></p>
<p style="text-align:right;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Foscolo? Uno scimpanzè. Pascoli? Un essere infantile. D'Annunzio? Esibizionista e iettatore. Parola di Gadda]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/2008/05/18/foscolo-uno-scimpanze-pascoli-un-essere-infantile-dannunzio-esibizionista-e-iettatore-parola-di-gadda/</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 18:31:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>filcusum</dc:creator>
<guid>http://filcusum.wordpress.com/2008/05/18/foscolo-uno-scimpanze-pascoli-un-essere-infantile-dannunzio-esibizionista-e-iettatore-parola-di-gadda/</guid>
<description><![CDATA[“Immancabilmente in abito completo blu ben stirato, camicia bianca e cravatte deplorevoli acquistate]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2350/2500785327_8e9ddaf9df_m.jpg" alt="" width="151" height="240" /></p>
<p>“Immancabilmente in abito completo blu ben stirato, camicia bianca e cravatte deplorevoli acquistate ( forse da lui solo) in un sonnolento magazzino giù per via della Mercede, e un fazzolettino candido ad angolo retto nel taschino. Scarpe ovviamente nere e lucidatissime”</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2237/2500776605_a6b8dda31e_m.jpg" alt="" width="161" height="240" /></p>
<p style="text-align:justify;">Così ci viene descritto Carlo Emilio Gadda nel bellissimo libro che Alberto Arbasino gli ha dedicato,   <strong>“L’ingegnere in blu”</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Sono gli anni ‘50, Roma è ancora la città più bella del mondo e Gadda ha finalmente trovato lì il suo habitat naturale.</p>
<p style="text-align:justify;">Assunto dalla Rai per i servizi di cultura del Terzo programma radiofonico, entra in contatto con tutti i personaggi dell’ambiente letterario della capitale.</p>
<p style="text-align:justify;">Non ha ancora pubblicato <em><strong>Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana</strong></em>, il libro formidabile con il quale, lui così compassato e timido, irromperà nella letteratura della seconda metà del Novecento diventandone assoluto protagonista.</p>
<p style="text-align:justify;">Nei circoli letterari gli preferiscono Moravia, Landolfi, Brancati, Commisso e Soldati. Il Corriere della Sera non pubblica i suoi elzeviri.</p>
<p style="text-align:justify;">Consapevole del suo valore, Gadda non può che dispiacersi di questa evidente sottovalutazione del suo talento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma all’improvviso, senza che egli abbia in alcun modo cercato o fors’anche pensato di “autopromuoversi” ( come si direbbe oggi e certo non si usava dire allora) un gruppo di giovani letterati prende a considerarlo come un maestro.</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2286/2500776629_7d3b390916_m.jpg" alt="" width="184" height="200" />Così scrive Arbasino:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>“Carlo Emilio Gadda aveva più di sessant’anni, scriveva da più di trenta, e non aveva ancora pubblicato in volume il </strong><strong><em>Pasticciaccio</em>[...] quando i ventenni degli anni Cinquanta scoprirono la sua posizione ‘centrale’ nella nostra letteratura contemporanea. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E sull’entusiasmo per la stupenda </strong><strong><em>Adalgisa</em>, per le mirabili </strong><strong><em>Novelle del Ducato in fiamme</em>, lo dichiararono massimo autore italiano del mezzo secolo, con immenso dispetto di tutti gli altri”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Gadda non lo dà a vedere, ma è felice di questa considerazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Per moltissimi anni è stato considerato semplicemente un outsider, un eccentrico arrivato tardi alla letteratura.</p>
<p style="text-align:justify;">A questa fama di dilettante ha contribuito non tanto la sporadicità delle sue pubblicazioni, quanto il suo titolo di ingegnere : laurea presa non per vocazione , ma per necessità di sostentamento della famiglia d’origine (media borghesia travolta dalla crisi economica del primo dopoguerra) ed esercitata solo per pochi anni.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Arbasino</strong> commenta:<strong><em> “Come se il caso Svevo non insegnasse mai nulla”.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">E in effetti è singolare, ma i due narratori più dotati del nostro Novecento, Svevo e Gadda, sono due outsider: il primo fa l’industriale ( e ancora oggi se entrate da un ferramenta trovate le vernici “Veneziani” prodotte dalla fabbrica del suocero di cui Svevo era uno dei dirigenti) il secondo è ingegnere.</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2208/2500776641_7c8288de8d_m.jpg" alt="" width="140" height="200" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il libro di Arbasino ci porta in un mondo favoloso che non esiste più, anche se resistono i suoi templi: il mondo dei circoli letterari romani degli anni Cinquanta, quello che gravitava intorno al <strong>Caffè Rosati</strong> e al <strong>ristorante il Bolognese</strong> di Piazza del Popolo,  che frequentava i tè domenicali di <strong>Emilio Cecchi </strong>e di sua moglie <strong>Leonetta Pieraccini</strong>, che si attavolava in Trastevere nelle sere d’estate.</p>
<p style="text-align:justify;">Un mondo di cui fanno parte una serie di personaggi mitici come Alberto <strong>Moravia</strong>, Elsa <strong>Morante </strong>( che l’ingegnere chiama ‘ Elsina’), Attilio <strong>Bertolucci</strong>, <strong>Guttuso, Piovene, Bassani</strong> ( “il primo paltò di cammello della letteratura del dopoguerra”)<strong> Pasolini</strong> ( “che doveva scappare prima del dolce perchè sennò i ragazzini non lo aspettavano”),<strong> Parise</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Un mondo in cui ai letterati famosi si affiancano presto i cinematografari (<strong>Antognoni</strong>,<strong> Fellini,</strong> <strong>Visconti</strong>) ed uno dei principi della scrittura cinematografica, quell’<strong>Ennio Flaiano</strong> implacabile nell’appioppare soprannomi a destra e a manca: l’ Incantatore di Sergenti, Pancia Competente, l’Antico Tastamento, il Dandy Cariato, il Latrin Lover, il Giardino dei Finti- Pompini.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma più che nella rievocazione dei piccoli aneddoti e delle folgoranti battute, il libro è godibile nel riferire i giudizi precisi e a volte taglienti di Gadda sui colleghi, soprattutto sui grandi della letteratura italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra i più ammirati dall’Ingegnere <strong>Don Lisander</strong> ( come era solito chiamare Alessandro Manzoni), ma quello de <em>“I promessi sposi</em>”, non quello enfatico del <em>5 maggio</em> o degli <em>Inni sacri</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2017/2501623714_0cf0bb987b_m.jpg" alt="" width="240" height="240" /><strong>“Se un Dio estetico mi domandasse in quale personaggio de<em> I promesssi sposi </em>vorrei identificarmi, risponderei subito: Don Abbondio!… per la sua povertà disarmata, la sua paura fisica, la sua ragione stessa d’aver paura, per la confessione che fa a se stesso della sua reale condizione umana. E’ quello che vede più chiara la sua posizione…vera mancanza di spirito esibitivo, narcisistico, gratuito, il più vicino alla mia mancanza di teatralità, di messa in scena”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2247/2501623464_eda433319b_m.jpg" alt="" width="199" height="240" /><strong>Ugo Foscolo?</strong> “<strong>Uno dei personaggi meno accattivanti della Letteratura Italiana</strong>” Gadda si diverte a chiamarlo il Basetta, a dargi dello scimpanzè, del roditore, gli attribuisce scaltrezza, teatralità, opportunismo, ne deride l’enfasi, ne bolla gli errori marchiani, lo definisce, insieme con il Carducci, <strong>“il più grande strafalcionista del lirismo italiano ottocentesco”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2325/2500776707_77acc516b3_m.jpg" alt="" width="164" height="240" /><strong>Giovanni Pascoli?</strong> Apprezzabile dal punto di vista estetico il suo sforzo per rinnovare il linguaggio della poesia, encomiabile, sul piano etico,  il suo avvicinarsi alle sofferenze degli umili. Ma quanto infantilismo c’è in questo vecchio signore che passa la vita tra cupi giochi bambineschi con le ormai avvizzite sorelle, tra ridicoli vezzeggiativi e assurde gelosie! Quanta infantile scioccaggine nel suo tentativo di tradurre in poetiche onomatopee il verso degli uccelli!</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2123/2500776773_571f1b7a25_m.jpg" alt="" width="140" height="200" /><strong>D’Annunzio?</strong> Esibizionista, narciso, retorico e falso quando evoca il suo Abruzzo. Dubbi anche sul suo profilo eroico. Scherno sulla sua fama di iettatore ”<strong> I soldati non lo nominavano mai nelle loro canzoni e al sentirlo nominare si toccavano le stellette. Del resto amava circondarsi di decori funebri, di sarcofaghi, di lampade votive…”</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Un libro imperdibile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buon lunedì dell'Angelo Cristiano a tutte le anime Sante]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/24/buon-lunedi-dellangelo-cristiano-a-tutte-le-anime-sante/</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 07:09:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
<guid>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/24/buon-lunedi-dellangelo-cristiano-a-tutte-le-anime-sante/</guid>
<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=UzgwF1bTDcQ La canzone &#8220;Padre nostro&#8221; è degli &#8220;Oro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/UzgwF1bTDcQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/UzgwF1bTDcQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<h4 align="justify"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UzgwF1bTDcQ"><font color="#0000ff"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UzgwF1bTDcQ">http://www.youtube.com/watch?v=UzgwF1bTDcQ</a></font></a></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La canzone &#8220;Padre nostro&#8221; è degli &#8220;Oro&#8221;.</font></h4>
<p align="justify">********</p>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Da “</font><a target="_blank" href="http://www.silvanoagosti.com/"><font color="#0000ff">Il semplice oblio</font></a><font color="#000000">” di Silvano Agosti. </font><a target="_blank" href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/23/buona-pasqua-cristiana-a-tutte-le-anime-sante/"><font color="#0000ff">Inizia qui</font></a><font color="#000000">.</font></h4>
<p align="justify">&#160;</p>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La fiaba dolce del bimbo confortato dal bue e dall&#8217;asino, figlio di povera gente, che poco a poco scala la montagna dei secoli fino a divenire Dio in persona, troverebbe qui, nella realtà, fuori dal territoriomisterioso della fede, solo riscontri miseri e deludenti.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ma non è questoilsenso del mio viaggio. Nulla di questo che vedo mi delude, perché a qualsiasi sentimento religioso preferisco anteporre e tener vivo in me il senso del mistero.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il mistero che veste e rende prezioso qualsiasi essere, anche il più abbietto, il mistero che nobilita e veste ogni cosa.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Chi ama il mistero vuole soltanto che rimanga isondabile e incomprensibile, incomparabile e indecifrabile, immenso.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Davvero lo sento pulsare ininterrottamente in ogni cosa, il mistero ora che, da solo, vago nel mondo.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Sospetto avesse ragione il monaco greco quando, pocoprima che mi congedassi da lui, alzando la mano destra con l&#8217;indice puntato verso l&#8217;alto ha detto &#8220;Ricordati, le religioni sono forse solo un modo per togliere all&#8217;uomo la responsabilità di essere divino&#8221;.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ora avverto in tutta la sua vastità il sentimento d&#8217;amore che mi lega al mondo, che m&#8217;impedirà di valutare gli esseri umani solo per il comportamento o solo per la loro esteiorità.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ho compiuto da poco ventun anni, proprio davanti al monte Olimpo e, ora, di fronte al sepolcro attribuito a Cristo, avverto tutta la gracilità del pensiero ebraico occidentale rispetto alla vastità del pensiero greco.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Nella disumanizzazione della divinità, il monoteismo giudaico-cristiano, proprio come Maometto nell&#8217;Islam, ha fissato per sempre la sottomissione degli uomini a Dio e conseguentemente dello sciavo al padrone.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La manovra è perfetta. Sottomettiamo il genere umano a Dio e mettiamo il potere (sia pur religioso) a rappresentare dio sulla terra, così, chi crederà in dio sarà di sua volontà sottomesso al potere (sia purreligioso).</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ulisse, spesso vincendo, osava sfidare dei e semidei, il cristiano tutt&#8217;al più puo&#8217; trasgredire, peccando nella solitudine e nella vergogna, per poi andare dal sacerdote a chiedere perdono.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">All&#8217;origine nella figura del Cristo, geniale nomade del pensiero umano, si celebrava la divinazione dell&#8217;uomo, tuttavia questa divinazione di un uomo qualsiasi, non nobile, non ricco, non potente, poteva risultare pericolosa, inadatta a legittimare ogni forma di potere dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Era dunque fondamentale capovolgere tutto, interpretando la vicenda di Cristo, non come la divinazione dell&#8217;uomo, ma come l&#8217;umanizzazione del Dio.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Così, un umile contadino di Nazareth, coi suoi messaggi di riscatto e liberazione per tutti i sotomessi, viene mandato in esilio sul trono della regalità divina, fino a diventare il simbolo dell&#8217;Autorià assoluta, e anche oggi, in tempi ormai repubblicani, per la salvezza degli uomini il Cristo-Dio rimane un monarca assoluto.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno&#8230;&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Caro Geù Cristo, ti hanno fatto risorgere e diventare Dio, pur di non allontanare il tuo esempio dagli uomini.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Che fare?</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il solo gesto che mi trovo a desiderare di compiere è infilare nella fessura tra il coperchio e il sepolcro di Cristo, una fotografia di mio padre con questo scritto.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Caro ppà,</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000"> quello che hai scoperto suli esseri umani, cioé che il loro destino si preordina a loro insaputa durante la gravidanza, è presumibilmente vero e spiega la loro rassegnata sottomissione a chi li opprime.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Tutti sembrano infatti accettare di vivere una vita che non è la loro e che, come tu sostieni, si trovano non a scegliere ma a subire.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">A parte Cristo e pochi altri, che ome lui hanno pagato la loro diversità con la vita, nessuno è mai sfuggito al tuo &#8220;teorema&#8221;.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Anch&#8217;io, come loro, voglio sfuggire a un destino preordinato, succeda quel che suceda, e così sia.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Tuttavia, diversamente da Gesù, Gandhi, Luther King, Socrate e pochi altri, non voglio in alcun modo pagare con la vita la scelta di essere me stesso.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">L&#8217;ultima fotografia che ti rappresenta la metto nel sepolcro di Cristo e spero che questo gesto mi tolga dalla mente l&#8217;ossessione di volerti trovare a ogni costo.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Voglio dirti, comunque, caro papà, che qui, davanti al sepolcro più famoso di tutti i tempi, simbolicamente vuoto, ho incominciato a intuire che il tuo allontanamento da me e dalla mamma non sia stato poi tanto arbitrario. Tuo figlio.&#8221;</font></h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buona Pasqua Cristiana a tutte le anime Sante]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/23/buona-pasqua-cristiana-a-tutte-le-anime-sante/</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 10:16:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
<guid>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/03/23/buona-pasqua-cristiana-a-tutte-le-anime-sante/</guid>
<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=CKtCkOzZIn8 La canzone &#8220;Believe&#8221; è dei &#8220;Savatage]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CKtCkOzZIn8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/CKtCkOzZIn8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<h4><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CKtCkOzZIn8"><font color="#0000ff">http://www.youtube.com/watch?v=CKtCkOzZIn8</font></a></h4>
<h4><font color="#000000">La canzone &#8220;Believe&#8221; è dei &#8220;Savatage&#8221;.</font></h4>
<p>********</p>
<h4><font color="#000000"></font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il viaggio è scoperta, vi regalo questa lettura piena di scoperte, a tema con la ricorrenza odierna.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Da &#8220;</font><a target="_blank" href="http://www.silvanoagosti.com/"><font color="#0000ff">Il semplice oblio</font></a><font color="#000000">&#8221; di Silvano Agosti.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Micro contestualizzazione: il giovane protagonista diciassettenne è partito di casa alla ricerca del padre che anni prima senza dire nulla lasciò il figlio e la moglie alla loro storia, al loro destino. Dopo aver vagato per mezza Europa arriva in medio oriente.</font></h4>
<p align="justify">&#160;</p>
<h4 align="justify"><font color="#000000"></font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Damasco</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">A Damasco incontro nelle strade solo cavalli, cammelli e automobili, quasi tutte &#8220;Mercedes&#8221;. Ogni tanto s&#8217;intravede qualche europeo, vestito all&#8217;occidentale che tra tutti questi barracani e abiti avvolgenti, sembra nudo.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Tutti i greci oltre i vent&#8217;anni hanno i baffi, tutti gli arabi oltre i trent&#8217;anni hanno la barba e tengono in mano una coroncina gialla, che fanno roteare in giri lenti e sgranano come fosse un rosario.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Un sacerdote comboniano m&#8217;invita a pranzo presso la sua congregazione.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Insalata fresca e costolette di pecora alla brace. Un pranzo vero e proprio.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Mi chiede mille &#8220;perché&#8221; e si stupisce della mia caparbietà nella ricerca del padre.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Forse è più importante che trovi te stesso, più che continuare a cercare qualcuno che neppure ti vuole.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Più che una necessità la tua, si direbbe quasi una vendetta.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Lo vuoi scovare per dimostrare che tu,come figlio, vali molto più di lui come padre.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Forse se lo lasci in pace, prima o poi sarà lui a cercarti.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Lo dice anche mia madre, ma ormai sono nove ani che mio padre tace e si nasconde.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il padre comboniano è molto intelligente, parla sette lingue tra cui l&#8217;arabo e alcuni dialetti. Ha tradotto le poesie di un poeta analfabeta, di Damasco, che gli ha detteto i suoi versi a memoria.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Qui l&#8217;ombra è una seconda luce</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">che sdoppia tutto ciò che vedo,</font></h4>
<h4 align="center"><font color="#000000">così l&#8217;ombra di una rosa</font></h4>
<h4 align="center"><font color="#000000">è una rosa più leggera.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Mi porta a visitare una basilica completamente immersa nell&#8217;acqua.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Giriamo il perimetro delle mura afrescate muovendoci su una barca. Sul fondo s&#8217;intravedonoi mosaici del pavimento ingigantiti dallo spessore dell&#8217;acqua. In un silenzio di secoli il fruscìo della barca sembra un sussurro musicale, portato dal vento.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Perché l&#8217;acqua è rossa?&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">E&#8217; frutto di una leggenda.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">I turchi avevano assediato Damasco e interrotto ogni possibilità di rifornimento. La città era allo stremo, nell&#8217;attesa disperata dell&#8217;esrcito egiziano in marcia per portare soccorso agli assediati.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Un bambino di nove anni, per dissetare la sorellina che piangeva con le labbra riarse dalla sete, si era fatto un taglio nella mano e le aveva offerto il suo sangue.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La bambina si era quietata, ma il sangue continuava a sgorgare dalla mano del fratell e il bambino, impaurito, era entrato nella basilica per pregare dio che fermasse il sangue.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">E proprio in risposta alla preghiera, la basilica si era riempita di acqua che, mischiandosi col sangue del ragazzo, si era tinta di rosso.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Tutta la città assediata aveva potuto finalmente dissetarsi e resistere all&#8217;assedio dei turchi, fino all&#8217;arrivo degli eserciti egiziani.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Da allora, dopo oltre sette secoli, nella basilica l&#8217;acqua sgorga ancora di color rosso per ricordare la leggenda.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Poi il sacerdote mi porta a visitare la Moschea degli Ommayadi, dove c&#8217;è la tomba di Giovanni Battista, il profeta che Erode ha fatto decapitare il cambio di una notte d&#8217;amore con la piccola Salomé.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Dopo la danza dei sette veli, la tredicenne si presenta nuda a Erode e la sua bellezza è così splendente che il re le chiede che dono vuole per accettare di darsi a lui. Qualsiasi cosa.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;La testa del Battista&#8221;suggerisce la madre.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il padre comboniano racconta la storia nei minimi particolari.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La testa del profeta fu portata, come si sa, a Salomé su un vassoio d&#8217;argento.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Per volontà della piccola danzatrice, la testa viene messa nella camera da letto regale, perché il santo venga costretto ad assistere alla notte d&#8217;amore di Salomé con il re Erode.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ma ecco il miracolo: a causa di un incontenibile sdegno e pur di non assistere all&#8217;amplesso d&#8217;amore tra il re e la bambina, la testa, attraverso la finestra, rotola via dalla stanza da letto in Gerusalemme e se ne va a Damasco.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;E&#8217; arrivata proprio qui, vedi? Nel cenotafio detto appunto di San Giovanni Battista&#8221; mormora il sacerdote &#8220;dove è stata sepolta e da allora giace in pace.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Quanto dista Damasco da Gerusalemme?&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Più di trecento chilometri.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Guardavo la tomba del profeta e cercavo di immaginare il tragitto che la testa aveva compiuto rotolando tra le vie, i campi, i fiumi, le vaste zone desertiche, fino a fermarsi misteriosamente qui a Damasco, in questo spazio consacrato.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La moschea era stata edificata verso il sesto secolo sulle fondamenta di un tempio cristiano, che a sua volta era stato costruito sulle strutture di un tempio dedicato a Giove.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Da Giove a Gesù, da Gesù ad Allah. Onde e riflussi nel vasto mare della fede.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Dal minaretto di Oayt bey una voce lamentosa canta le preghiere della sera e dell&#8217;altro minaretto, detto &#8220;della Sposa&#8221; un&#8217;altra voce ancor più lamentosa risponde a intervalli di silenzio.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">E dal terzo detto &#8220;minareto bianco&#8221; o &#8220;di Gesù&#8221; uno strumento simile a un flauto intona una musica flessuosa, leggera come una brezza matutina.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">In questo viaggio mi sento trascinato da una mano invisibile, verso una meta precisa, che tuttavia non conosco.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">L&#8217;idea di trovare mio padre mi possiede ancora, anche se il mondo, man mano che mi si rivela, tende a sbiadire i sentimenti relativi, per dar vita a emozioni più vaste.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ora sono attratto dal mondo arabo, con la sua cultura così particolare e inaccessibile.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ieri ho viaggiato per la prima volta su un dromedario.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Dalla periferia di Damasco fino alla grande strada che conduce in Giordania.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La prima sensazione era che l&#8217;animale soffrisse a causa del mio peso, ma il cammelliere, che parla un francese perfetto perché ha studiato a Parigi, mi ha spiegato che il dromedario può caricare senza fatica fino a tre quintali e che portare me è come per una donna tenere in braccio un neonato.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il cammelliere dice che in Giordania posso mangiare qualiasi cosa mi offrano, ma non devo bere acqua, mai, solo &#8220;ciai&#8221;, solo thé.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il &#8220;ciai&#8221; è un thé nerastro piuttosto aspro e va bevuto in piccolissime quantità, perché è molto eccitante.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il cammelliere sostiene che è meglio se dormo sui camion o comunque non per terra, per via degli scorpioni giganti.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Gli ho detto che ho visto un saco di gente dormire per terra, tranquilla.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">&#8220;Per noi è diverso, l&#8217;odore del nostro corpo, tiene lontani gli scorpioni, ma tu sei burro e miele, se dormi per terra gli scorpioni ti mangiano in un boccone.&#8221;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ha fatto una gran risata e mi ha aiutato a scendere dal dromedario.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">In due giorni sono arrivato a Gerusalemme.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il centro del mondo occidentale.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La città è divisa in due parti, araba ed ebrea.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Alcuni muratori italiani stanno restaurando la moschea di Omar. M&#8217;invitano a mangiare una pastasciutta.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Hanno fatto arrivare pasta e formaggio in aereo dall&#8217;Italia.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La moschea ha la upola ricoperta d&#8217;oro zecchino.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Il sole, quando cala a picco, sembra incendiarla.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Ora cammino nel Sinedrio, un cortile, piuttosto comune, dove si dice Pilato abbia decretato la sorte di Cristo.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Proprio lì in quell&#8217;angolo della loggiail burocrate Pilato si è lavato le mani, consegnando un innocente ai carnefici.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La &#8220;folla&#8221;, anche se riempiva questo cortile, non poteva comunque superare una trentina di persone.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Dunque il destino di Gesù Cristo e di tutto l&#8217;Occidente è stato determinato dall&#8217;aggressività sfrenata di poche decine di esseri umani, probabilmente prezzolati.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">E ancor più sconcertante appare il fatto che dal Sinedrio al Golgota, la pendenza della strada è quasi inesistente e misura solo poche centinaia di metri.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">E poi nella basilica il santo sepolcro, si trova a qualche a qualche metro dal buco della croce.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">In una grotta la superficie del sepolcro è divisa in molti quadrati, ognuno dei quali ospita una diversa professione religiosa, formando così vari altari.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">Insomma, un luogo di fede.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">ede purissima, in quanto nessuno dei luoghi &#8220;sacri&#8221; corrisponde minimamente alle descrizioni dei testi e comunque nessuno di essi esprime una qualche solennità.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">La fiaba dolce del bimbo confortato dal bue e dall&#8217;asino, figlio di povera gente, che poco a poco scala la montagna dei secoli fino a divenire Dio in persona, troverebbe qui, nella realtà, fuori dal territorio misterioso della fede, solo&#8230;</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000">A DOMANI, BUONA PASQUA! E NON MOLESTATE TROPPO GLI AGNELLI&#8230; LE UOVA SI&#8217;, QUELLE DICONO CADREBBERO UGUALMENTE DALLA GALLINA.</font></h4>
<h4 align="justify"><font color="#000000"></font></h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
