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	<title>donatella-poretti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/donatella-poretti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "donatella-poretti"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 13:25:41 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La Ru486 in ostaggio del centro destra]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/11/27/la-ru486-in-ostaggio-del-centro-destra/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:10:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con i voti della maggioranza la commissione Sanità del Senato blocca l’iter di comercializzazione de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Con i voti della maggioranza la commissione Sanità del Senato blocca l’iter di comercializzazione del farmaco abortivo. Poretti (Radicali-Pd): Ministero in confusione. Roccella si è dimenticata che ha già certificato la conformità dell&#8217;aborto medico con la legge 194? </strong></em>di <strong><span style="color:#003300;">Federico Tulli</span></strong><em><br />
</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>L&#8217;entrata in commercio della pillola abortiva Mifegyne-Ru486 subisce un nuovo inspiegabile stop. Dopo un mese d’indagine conoscitiva, la commissione Igiene e sanità del Senato ha approvato ieri con 13 voti (Pdl+Lega) contro 8 (Pd) la relazione che di fatto blocca la commercializzazione della Ru486 nonostante il parere favorevole formulato il 30 luglio scorso dall’Agenzia italiana del farmaco, vale a dire l’organo tecnico scientifico preposto a queste valutazioni dal ministero della Salute. E proprio qui è il primo paradosso. Secondo gli esponenti del centrodestra, infatti, il medicinale non può essere commercializzato fino a quando il ministro della Salute, Maurizio Sacconi, non avrà espresso il parere riguardo la compatibilità della tecnica abortiva farmacologica con la legge 194 sull’Interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Stando a quanto dichiarato dal sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella questo potrebbe accadere entro pochi giorni, forse già oggi. Roccella ha poi anticipato che il parere conterrà l’obbligo per le strutture che praticano l’aborto farmacologico di garantire il ricovero dall’assunzione della pillola all’espulsione del feto. Dopo di che il cda dell’Aifa sarà chiamato a una nuova delibera «che chiarisca i dubbi interpretativi, e stabilisca chiaramente che il day hospital è escluso. La pillola &#8211; ha concluso il sottosegretario &#8211; va assunta in presenza del medico». «La Roccella fa confusione ed è pure distratta», ha commentato la senatrice Radicale del Pd e segretaria in Commissione, Donatella Poretti. «Anzitutto ricordo che la relazione annuale sulla 194 riporta la sua firma. E che in quel testo ci sono i dati sul monitoraggio dell’uso della Ru486 negli ospedali italiani. Se questo farmaco rientra nella relazione della legge sull’aborto evidentemente è perché la procedura è rispettosa della norma. Altrimenti vuol dire che quanto scritto dalla Roccella nella relazione era fuori legge. In secondo luogo &#8211; prosegue &#8211; un conto è prevedere che tutta la procedura, dalla somministrazione della Ru486 al monitoraggio della paziente, all’espulsione del feto, sia effettuata in ospedale. Altra cosa è il discorso che sta cercando di far passare. E cioè che la 194 prevede il ricovero dal giorno x al giorno y. Questo nella legge non è scritto, visto che si parla di “eventuale” ricovero. Io comunque penso che queste siano sempre decisioni di competenza del medico che valuta caso per caso», conclude Poretti. Anche l’assessore alla Produzione culturale del Comune di Venezia ed ex deputato dei Verdi, Luana Zanella, critica l’invasione di campo della politica in questioni mediche. «Ancora una volta una decisione presa in ambito politico e non tecnico scientifico. Così &#8211; aggiunge &#8211; si ostacola l’adozione di misure sanitarie tese a rendere meno invasivo un intervento medico a vantaggio delle donne e della salute femminile, che dovrebbe rimanere il primo obiettivo di decisioni di questo tipo». Zanella conclude annunciando che «pure su questo ennesimo abuso prenderemo parola nel corteo del 28 novembre a Roma contro la violenza sulle donne». <span style="color:#003300;"><em><strong>Terra, il primo quotidiano ecologista</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[RU486: uso improprio istituzioni]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/ru486-uso-improprio-istituzioni/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:52:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd, segretario Commissione Igiene e Sanita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd, segretario Commissione Igiene e Sanita&#8217; Dalla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, la commissione Igiene Sanita&#8217; del Senato della Repubblica su un totale di 24 sedute, ben 16 le ha dedicate all&#8217;indagine conoscitiva sulla Ru486. Da domani altre 4 sedute gia&#8217; sono gia&#8217; previste, perfino una notturna, e monopolizzeranno i lavori della settimana. Davvero non c&#8217;erano altri temi da trattare inerenti alla salute e alla sanita&#8217;? L&#8217;obbiettivo era, e resta, quello di interferire ed ostacolare il lavoro dell&#8217;Aifa. Infatti, nonostante le rassicurazioni, l&#8217;agenzia ancora non ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la delibera di immissione in commercio del Mifegyne (RU486) dello scorso 30 luglio, nonostante il segretario dell&#8217;Aifa Guido Rasi sia stato incaricato dal Cda lo scorso 19 ottobre. Oltre 700 giorni per una procedura di mutuo riconoscimento di un farmaco che solitamente ne impiega 90, una situazione che espone il nostro Paese a rischio di una apertura di infrazione a livello di Unione Europea, o di una immissione forzata in base alla direttiva del mutuo riconoscimento. Trattasi di uso improprio delle istituzioni&#8230; Anche di questo sara&#8217; bene si discuta da domani in commissione, giunta finalmente nella fase conclusiva di questa indagine ideologica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Transessuali e prostitute hanno qualcosa da dire… ]]></title>
<link>http://zamparini.wordpress.com/2009/11/03/transessuali-e-prostitute-hanno-qualcosa-da-dire%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:27:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>zamparini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aggiornamento: su Radio Radicale potete vedere il video della conferenza stampa &nbsp; L’Associazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Aggiornamento:</strong> su Radio Radicale potete vedere <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/290321" target="_blank">il video della conferenza stampa</a></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>L’<a href="http://www.certidiritti.it/index.html" target="_blank">Associazione Radicale Certi Diritti</a> promuove:</strong></p>
<p><a href="http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/488-transessuali-e-prostitute-hanno-qualcosa-da-dire-3-11-ore-1530.html" target="_blank"><strong>CONFERENZA STAMPA &#8211; INCONTRO PUBBLICO</strong></a><strong>. Martedì 3 novembre, alle ore 15.30</strong><strong> in Via di Torre Argentina, 76</strong> – TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE…. (E ANCHE I RADICALI  CON LE LORO PROPOSTE DI RIFORMA)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>con: </strong></p>
<p>- <strong>Pia Covre</strong>, Presidente Comitato Diritti civili delle Prostitute;</p>
<p>- <strong>Monica Rosellini</strong>, Presidente  La Strega da Bruciare;</p>
<p>- <strong>Marco Cappato</strong>, Segretario Associazione Luca Coscioni;</p>
<p>- <strong>Leila Deianis</strong>, Presidente Libellula Azione Trans;</p>
<p>- <strong>Sergio Rovasio</strong>, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti;</p>
<p>- <strong>Porpora Marcasciano</strong>, Movimento Italiano Transessuali;</p>
<p>- <strong>Donatella Poretti</strong>, Senatrice radicale &#8211; Pd;</p>
<p>- <strong>Andrea Maccarrone</strong>, Presidente  Circolo Mario Mieli di Roma;</p>
<p><strong>La denigrazione, l’offesa e l’ingiuria verso le prostitute e le transessuali lede la dignità e il rispetto dell’autodeterminazione dei cittadini nell’ambito dei comportamenti e delle scelte sessuali. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La pillola del giorno dopo va di traverso al Vaticano]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/10/24/la-pillola-del-giorno-dopo-va-di-traverso-al-vaticano/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:29:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nuovo attacco della Cei contro il Norlevo e la legge 194. Questa volta a spacciare il contraccettivo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nuovo attacco della Cei contro il Norlevo e la legge 194. Questa volta a spacciare il contraccettivo per farmaco abortivo è stato il segretario generale Mariano Crociata. Suo “l’invito” ai farmacisti italiani a fare obiezione di coscienza </strong>di <strong><span style="color:#003300;"><em>Federico Tulli</em></span><br />
</strong></p>
<p><span class="currency_converter_text">Come ha dimostrato l’unico studio scientifico sino a oggi esistente, la pillola del giorno dopo, poiché impedisce l’ovulazione, non è un farmaco abortivo. Ma, specie in Italia, viene sovente accostata alla legge </span><span class="currency_converter_text">194</span><span class="currency_converter_text">/</span><span class="currency_converter_text">78</span><span class="currency_converter_text"> sull’interruzione volontaria di gravidanza, oppure addirittura confusa con la pillola abortiva Ru</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">486</span><span class="currency_converter_text">. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello sollevato dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Mariano Crociata. Intervenuto ieri al Congresso dei farmacisti cattolici in corso a Roma, Crociata ha affermato che, essendo prevista dalla legge sull’aborto per i medici, «l’obiezione di coscienza è anche un diritto che deve essere riconosciuto ai farmacisti» che si trovano a dover vendere farmaci a base di levonorgestrel. È questo un principio attivo contenuto nel Norlevo che è, appunto, la cosiddetta pillola del giorno dopo. Secondo il monsignore, estendere il riconoscimento del diritto a fare obiezione ai farmacisti significa permettere loro di «non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali, come per esempio l’aborto e l’eutanasia ». Pertanto, in conclusione, Crociata ha precisato che «il diritto-dovere all’obiezione di coscienza non riguarda solo i farmacisti cattolici ma tutti i farmacisti, perché la questione della vita e della sua difesa e promozione non è una prerogativa dei soli cristiani». Sollecitato da <em>Terra</em>, il presidente nazionale dell’ordine dei Farmacisti, Andrea Mandelli, ha così commentato le parole del monsignore: «Ho il massimo rispetto per l’autorità religiosa che giustamente lancia un monito di natura morale, quindi alzo le mani e mi arrendo immediatamente. Ma credo che il problema del levonorgestrel e della eventuale possibilità di fare obiezione richieda un intervento da parte di chi è predisposto a dare risposte ai cittadini, cioè il Parlamento italiano». Nel precisare che al momento in Senato giacciono almeno un paio di proposte normative che vanno in questa direzione, Mandelli chiarisce poi perché al momento in farmacia non si può fare obiezione di coscienza: «Il farmacista, che in generale deve sempre dispensare il farmaco prescritto dal medico, non può sapere il motivo per cui questi &#8211; che a sua volta con la ricetta perfeziona il patto col cliente-paziente &#8211; ha prescritto un determinato composto chimico». Un discorso che vale tanto più per il levonorgestrel contenuto nel Norlevo, poiché «consente di affrontare due o tre tipi diversi di problemi, tra cui l’endometriosi». L’intervento a gamba tesa del segretario della Cei contro la pillola del giorno dopo è stato commentato anche dalla senatrice Radicali-Pd e segretaria in commissione Igiene e sanità, Donatella Poretti: «Il ritornello del diritto all’obiezione di coscienza da parte dei farmacisti per la vendita di un contraccettivo, come è la pillola del giorno dopo, sta diventando una grottesca rappresentazione di una crociata senza senso. Per tutelare il diritto alla vita e per evitare l’aborto &#8211; ha aggiunto Poretti &#8211; monsignor Crociata farebbe meglio a promuovere l’astinenza dal sesso o i diversi metodi contraccettivi: naturali, meccanici, chimici o chirurgici. Ma evidentemente si preferisce la strada più subdola del creare confusione, avvicinando la pillola contraccettiva a quella abortiva, e facendo credere che in farmacia si vendano pillole abortive. L’unico modo perché un farmacista possa decidere cosa vendere – ha concluso l’esponente radicale – è trasformare le farmacie in esercizi commerciali privati che rispettino vincoli di sicurezza per i farmaci. E dove i cittadini vadano sapendo che in una farmacia cattolica non gli venderanno un preservativo, così come in un ristorante vegetariano non gli cucineranno un pollo arrosto». <span style="color:#003300;"><em><strong>Terra, il primo quotidiano ecologista</strong></em></span><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quel bugiardino non dice tutta la verità]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/09/25/quel-bugiardino-non-dice-tutta-la-verita/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 23:02:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
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<description><![CDATA[I farmaci ottenuti con urine umane sono rischiosi. Due ricerche appena pubblicate riaprono il caso d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>I farmaci ottenuti con urine umane sono rischiosi. Due ricerche appena pubblicate riaprono il caso del Meropur tra i più usati per la cura dell’infertilità </strong></em> di <span style="color:#800000;"><strong>Federico Tulli </strong></span></p>
<p><span class="currency_converter_text">Nel Paese in cui un ramo del Parlamento sempre diviso su tutto, basandosi su dati inverosimili, si trova concorde a organizzare un’indagine conoscitiva sull’eventuale pericolosità di un farmaco, la pillola abortiva Ru</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">486</span><span class="currency_converter_text">, usato tranquillamente ovunque, considerato essenziale dall’Oms, nonché sicuro ed efficace da tutti i più importanti istituti scientifici mondiali, come anche dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), desta sconcerto l’inerzia delle stesse autorità sanitarie e delle stesse istituzioni di fronte alla vicenda del foglietto illustrativo del Meropur. L’ingarbugliata vicenda che ruota intorno a questo farmaco prodotto dalla Ferring e utilizzato in Italia nelle terapie contro l’infertilità è stata raccontata in diverse puntate da left. Oggi si arricchisce di un nuovo capitolo. Speriamo sia l’ultimo. Due studi diversi appena pubblicati su altrettante riviste specializzate hanno infatti rilevato la presenza di prioni (agenti  infettivi) in alcuni campioni analizzati. Un riscontro che suggerisce il forte rischio di infezioni (tra cui la Cjd, la cosiddetta “mucca pazza”) per chi assume un medicinale urinario, come è il Meropur, prodotto cioè con urine di donne in menopausa. Il primo studio pubblicato su </span><em>RBMOnline</em><span class="currency_converter_text"> dal titolo “Identificazione analitica di impurezze addizionali in gonadotropine derivate dalle urine”, è stato condotto su farmaci venduti in Italia e ha evidenziato la presenza di </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">39</span><span class="currency_converter_text"> elementi impuri sugli urinari. Mentre il secondo, “Proteomic analyses of recombinant human follicle-stimulating hormone and urinary-derived gonadotropin preparations” pubblicato su </span><em><span class="currency_converter_text">J Reprod Med </span><span class="currency_converter_text">2009</span></em>, si è occupato di prodotti venduti all’estero, ma sempre urinari e con la presenza di prioni.  <strong>Questi studi in primo luogo confermano</strong><span class="currency_converter_text"> quanto le associazioni dei pazienti infertili Amica cicogna, Madre provetta, Altra cicogna, unbambino.it, Cerco un bimbo, il Tribunale per i diritti del malato e i senatori Radicali del Pd Donatella Poretti e Marco Perduca denunciano dal </span><span class="currency_converter_text">2006</span><span class="currency_converter_text"> inascoltati: per chi assume farmaci derivati da urine umane c’è il rischio teorico di contrarre patologie virali. Sollecitando invano gli enti competenti &#8211; il ministero della Salute, l’Aifa, l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia europea per i medicinali (Emea) &#8211; a fare in modo che l’avvertenza sia riportata nel bugiardino. Questo rischio è «remoto», come recita il foglietto illustrativo del Menopur venduto in Gran Bretagna e Francia (vedi </span><em>left</em><span class="currency_converter_text"> n.</span><span class="currency_converter_text">8</span><span class="currency_converter_text">/</span><span class="currency_converter_text">2009</span><span class="currency_converter_text">), ma nel febbraio </span><span class="currency_converter_text">2003</span><span class="currency_converter_text"> ha spinto le autorità sanitarie del Regno Unito, a seguito di un caso italiano della variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, a interrompere definitivamente, per precauzione, la vendita di un farmaco prodotto con urine italiane. Conclusioni scientifiche del genere dovrebbero ora quanto meno spingere la Ferring a prendere in autonomia dei provvedimenti sul bugiardino visto che quei risultati non collimano più con quanto dichiarato nell’agosto </span><span class="currency_converter_text">2008</span><span class="currency_converter_text"> a </span><em>left</em> dall’allora direttore medico della farmaceutica, Luigi Picaro: «Ferring è certa della sicurezza dei propri prodotti».   <strong>Il problema è che mentre la “purezza”</strong><span class="currency_converter_text"> mediamente dichiarata per medicinali prodotti dalle urine di donne in menopausa è del </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">95</span><span class="currency_converter_text"> per cento, i nuovi studi dimostrano invece che questi prodotti hanno una purezza compresa tra il </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">70</span><span class="currency_converter_text"> e </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">80</span><span class="currency_converter_text"> per cento. Cioè contengono dal </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">20</span><span class="currency_converter_text"> al </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">30</span><span class="currency_converter_text"> per cento di proteine contaminanti provenienti dalle urine delle donne donatrici. E, fatto ancor più grave, nei prodotti urinari sono stati trovati, tra i contaminanti, i “prioni”, considerati potenziali veicoli della Cjd e di altre malattie infettive di cui le donatrici di urine possono essere portatrici. Un dato che dimostra come il processo di purificazione del farmaco non elimina il rischio di trasmissione di prioni. Di fronte a queste conclusioni non regge più nemmeno la motivazione “burocratica” avanzata a suo tempo dall’Aifa, secondo cui quella del foglietto illustrativo del Meropur «non è una modifica che l’Italia può fare in autonomia, perché il medicinale, approvato in Danimarca, è stato adottato nel nostro Paese con la procedura del mutuo riconoscimento e quindi siamo vincolati alle decisioni del governo danese». </span><strong>Un ostacolo potrebbe a questo punto essere posto da Ferring</strong><span class="currency_converter_text"> che se non vuole non può essere costretta dall’Aifa ad aggiornare le avvertenze del Meropur se prima non viene modificato quello danese. Ma, come ricordano le associazioni di pazienti infertili, l’Agenzia ha il potere di sospendere il commercio del Meropur in attesa di un cenno da Copenaghen.  Sgombriamo ora il campo da ulteriori dubbi. Il ritiro temporaneo del farmaco dal mercato non comporterebbe problemi a chi si deve sottoporre a terapie per l’infertilità. Esistono da tempo nuovi  medicinali con le stesse caratteristiche, altrettanto efficaci ma più sicuri di quelli urinari. Si tratta dei farmaci ricombinanti, ottenuti cioè sinteticamente e non dalle urine umane. Anche questo dato, in termini di sicurezza, emerge dagli studi in questione. La purezza mediamente dichiarata dai produttori di farmaci sintetici è del </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">99</span><span class="currency_converter_text"> per cento e corrisponde (seppur con una variabilità inferiore al </span><span class="currency_converter_text">3</span><span class="currency_converter_text"> per cento tra un lotto e l’altro) a quanto rilevato dai ricercatori. </span><strong> Infine occorre ricordare</strong><span class="currency_converter_text"> che il Meropur è entrato in commercio in Italia nel luglio </span><span class="currency_converter_text">2006</span><span class="currency_converter_text"> ed è un farmaco simile al Menogon. Quest’ultimo contiene più residui umani ma nelle avvertenze riporta la corretta informazione sui rischi di infezioni virali. Entrambi farmaci etici di classe A &#8211; possono cioè essere venduti solo dietro presentazione di ricetta medica, e possono essere dispensati in regime assistenziale dal Servizio sanitario nazionale &#8211; sono prodotti dalla Ferring. Un’ulteriore differenza consiste nel prezzo. Quello che la casa farmaceutica ha ottenuto dall’Aifa per il Meropur è di </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">13,47</span><span class="currency_converter_text"> euro, a fronte dei </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">5,27</span><span class="currency_converter_text"> euro del Menogon le cui vendite &#8211; al contrario di quanto accade al “fratello” minore &#8211; sono in costante diminuzione. In sintesi, pur trattandosi di due farmaci di estrazione urinaria, il Servizio sanitario nazionale da tre anni ha triplicato le spese per dare ai pazienti infertili la stessa formulazione. Se consideriamo i contenuti e i risultati dello studio pubblicato su </span><em>RBMOnline</em>, per correre il rischio di assumere gli stessi contaminanti oggi si paga un prezzo tre volte superiore.</p>
<p>**</p>
<p><span style="color:#800000;"><em><strong><span class="currency_converter_text">Furore bipartisan contro la Ru</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">486</span><span class="currency_converter_text"> </span></strong></em></span></p>
<p><span class="currency_converter_text">A pagina </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">36</span><span class="currency_converter_text"> raccontiamo di un’interrogazione parlamentare che vorrebbe fare chiarezza «su eventuali rischi per chi abortisce assumendo la pillola Ru</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">486</span><span class="currency_converter_text">». Pur di ottenere la riabilitazione del premier dinanzi alle (sparute) schiere cristiane, il senatore del Pdl Raffaele Calabrò e i suoi colleghi di partito sono disposti a tutto. Pure «a farci ridere dietro da tutta la comunità scientifica mondiale che da </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">20</span><span class="currency_converter_text"> anni dubbi non ne ha: il farmaco è sicuro ed efficace», spiega il ginecologo Silvio Viale. Insomma, con la mossa dei quattro parlamentari della maggioranza &#8211; che giunge dopo </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">50</span><span class="currency_converter_text"> giorni dall’autorizzazione al commercio del farmaco abortivo rilasciata dall’Aifa &#8211; pensavamo di aver visto il top dell’acquiescenza a uno Stato straniero ma mentre andavamo in stampa siamo stati smentiti. Calabrò è stato posto dal Senato a capo di un’indagine parlamentare sul medicinale che tra poche settimane sarà in vendita. Il pretesto dell’indagine è lo stesso dell’interrogazione: i dati relativi ai «</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">29</span><span class="currency_converter_text"> decessi accertati per le complicanze», nonché i «gravi rischi di emorragia provocati dalla Ru</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">486</span><span class="currency_converter_text">, a volte gestiti in assoluta solitudine dalla gestante, o per un utilizzo in violazione della legge </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">194</span><span class="currency_converter_text">». Casi che Silvio Viale smonta uno a uno. Alla guida del manipolo di devoti Calabrò sarà affiancato dalla senatrice del Pd Dorina Bianchi (nota per aver votato a suo tempo la legge </span><span class="currency_converter_text">40</span><span class="currency_converter_text">/</span><span class="currency_converter_text">2004</span><span class="currency_converter_text">). Radicali a parte, l’indagine infatti è stata approvata con voto bipartisan. Quando si tratta d’inginocchiarsi non c’è schieramento politico che tenga. </span><span style="color:#800000;"><strong><em><span class="currency_converter_text">left </span><span class="currency_converter_text">38</span><span class="currency_converter_text">/</span><span class="currency_converter_text">2009</span></em></strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Biotestamento, il centro destra non ammette discussioni]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/03/biotestamento-il-centro-destra-non-ammette-discussioni/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:21:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/03/biotestamento-il-centro-destra-non-ammette-discussioni/</guid>
<description><![CDATA[A quattro mesi dalle feroci polemiche che nel marzo scorso si sono concluse al Senato con l’approvaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-1175" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/03/biotestamento-il-centro-destra-non-ammette-discussioni/testbio/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1175" title="testbio" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/07/testbio.jpg?w=300" alt="testbio" width="240" height="162" /></a>A quattro mesi dalle feroci polemiche che nel marzo scorso si sono concluse al Senato con l’approvazione del ddl Calabrò, la legge sul testamento biologico è stata calendarizzata in commissione Affari sociali della Camera. Con una sorta di perversa continuità il passaggio al primo ramo del Parlamento, che parte l’8 luglio prossimo, al contrario di quanto si auspicava, si preannuncia carico di tensioni. Con uno dei colpi bassi all’etichetta politica a cui ci ha abituato, la maggioranza ha fatto carta straccia dell’accordo con l’opposizione che prevedeva di discutere prima il testo sulle terapie del dolore e cure palliative e poi quello sul biotestamento. Anche per rompere l’incomunicabilità tra le forze politiche deflagrata con il caso di Eluana Englaro, era stata la stessa commissione Affari sociali guidata dal centrodestra ad assumere l’impegno di prendere in carico la lettura del ddl Calabrò solo dopo aver mandato in Aula la norma sulle cure palliative. Un altro segnale che 120 giorni di silenzio non sono serviti ad “ammorbidire” le rispettive posizioni si può cogliere nell’intervista rilasciata all’Avvenire dal ministro Sacconi. Dalle pagine del quotidiano dei vescovi, il titolare del Welfare ha riaffermato la volontà del governo di procedere a tappe forzate per quanto riguarda la legge sul biotestamento. Anche per il “punto” da cui è stato lanciato, il suo è un messaggio che lascia poco spazio a dubbi.</p>
<div id="attachment_1176" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a rel="attachment wp-att-1176" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/03/biotestamento-il-centro-destra-non-ammette-discussioni/affari-sociali/"><img class="size-medium wp-image-1176" title="affari sociali" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/07/affari-sociali.jpg?w=300" alt="Una seduta della commissione Affari sociali alla Camera dei deputati" width="240" height="159" /></a><p class="wp-caption-text">Una seduta della commissione Affari sociali alla Camera dei deputati</p></div>
<p>Il testo licenziato al Senato non si discute, tanto meno la possibilità di rivedere il passaggio ideologico e antiscientifico che tramuta l’alimentazione e l’idratazione forzata da terapia (riconosciuta in tutto il mondo come tale) a «sostegno vitale» per il malato terminale. «Le premesse non sono delle migliori», commenta a Terra la senatrice radicale del Pd e componente della commissione Salute Donatella Poretti. «Chi aveva sperato che la Camera avrebbe modificato radicalmente o messo a dormire il ddl Calabrò purtroppo era stato troppo ottimista». Secondo Poretti non è tanto un problema di numeri, «siamo in democrazia e decide la maggioranza», quanto di «rispetto degli accordi». Al Senato, ricorda, «erano stati dichiarati inammissibili tutti gli emendamenti sulle cure palliative, proprio perché la Affari sociali della Camera stava esaminando quel testo». Dunque c’era l’accordo di darsi una scaletta (a una camera il biotestamento all’altra le cure palliative) non solo in seno alla commissione, ma addirittura tra i due rami parlamentari. «Evidentemente &#8211; commenta Poretti &#8211; al centrodestra non interessano le cure palliative ma solo fare delle leggi manifestamente ideologiche come testimonia la questione su alimentazione e idratazione. Per loro occuparsi di chi muore tra atroci dolori è una questione secondaria». Dal quotidiano <span style="color:#808000;"><em><strong>Terra</strong></em></span> ** <em><strong>Federico Tulli</strong></em> **</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sovraffollamento all’ospedale psichiatrico di Montelupo ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/06/03/sovraffollamento-all%e2%80%99ospedale-psichiatrico-di-montelupo/</link>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 06:34:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dichiarazione della senatrice Donatella Poretti, Radicali Pd, segretaria Commissione Igiene e Sanita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Dichiarazione della senatrice Donatella Poretti, Radicali Pd, segretaria Commissione Igiene e Sanita&#8217;: “ Lo scorso 1 giugno ho effettuato una visita all&#8217;Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, insieme a Giulia Simi, candidata alle elezioni europee per la lista Bonino-Pannella e alla psicologa Luiza Tarcuta.  A dicembre gli internati erano 186, a marzo e aprile avevano toccato il picco di 196, oggi sono 184, e questo nonostante lo sfollamento di una decina (trasferiti ad altri Opg) e la chiusura di alcune celle della sezione Torre, le piu&#8217; fatiscenti di tutta la struttura. Il risultato e&#8217; pero&#8217; invariato. Dovrebbe prevalere la funzione della cura, ma il regolamento penitenziario lo rende impossibile, eppure gli internati sono tali proprio grazie ad un proscioglimento ed una perizia psichiatrica durante il processo: non vengono condannati ad una pena, ma ad una misura di sicurezza; in altri casi perchè la perizia psichiatrica che li ha portati lì dentro è intervenuta mentre scontavano una condanna, o anche solo una misura cautelare in carcere. L’evidente contraddizione di queste settimane e&#8217; che quando l’Asl ha chiesto di non inviare piu&#8217; detenuti, e non superare la cifra di 169 (considerato come sovraffollamento accettabile, mentre la capienza della struttura e&#8217; di 110) oltre la quale non puo&#8217; essere garantito un livello minimo di assistenza sanitaria, il Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria (Dap) ha continuato a farlo. L&#8217;ordinanza del Comune di Montelupo fiorentino, contro cui ha fatto ricorso il Dap, in particolare chiedeva la chiusura della sezione La Torre e della farmacia, di non superare i 169 internati nonche&#8217; pulire e tinteggiare celle e spazi comuni. Misure in parte avviate, ma i contrasti tra Dap e Asl sottolineano la contraddizione della doppia funzione di un ospedale psichiatrico giudiziario, carcere e luogo di cura.<br />
Qualche numero sulla gestione sanitaria e sulla sicurezza evidenzia le difficolta&#8217; dell&#8217;Opg:<br />
- l&#8217;assistenza sanitaria è garantita per ciascun reparto dalle 9 alle 18 con 1 o 2 psichiatri, 1 o 2 infermieri, 1 medico generico; il sabato pomeriggio e la domenica non ci sono psichiatri. Durante la notte, per tutta la struttura, c&#8217;e&#8217; solo un medico di guardia e un infermiere; &#8211; la sicurezza: gli agenti in forza effettiva (inclusi il nucleo traduzioni, piantonamento e amministrativi) sono 89, di giorno 1 o 2 per reparto e 40 per altre funzioni, oltre a 14-16 per l&#8217;amministrazione. Di notte (dalle 24 alle 8 di mattina) 6 agenti per tutta la struttura (1 per reparto, 1 in portineria e 1 mobile). Polizia penitenziaria -che è bene ricordare- non solo non ha mai avuto alcuno tipo di preparazione per quel tipo di detenuti, ma non ha nessun supporto psicologico. In questi giorni sono stati una decina gli internati che hanno chiesto di votare alle prossime elezioni del 6-7 giugno. Quanto sopra e&#8217; esempio di una radiografia che dovrebbe essere disponibile per tutte le carceri, cosi&#8217; come proposto dal disegno di legge che abbiamo depositato in Parlamento grazie alla collaborazione con l’Associazione Radicale &#8220;Il Detenuto Ignoto&#8221;, secondo il principio che solo avendo a disposizione tutti i dati possono essere prospettate e realizzate le soluzioni. http://blog. donatella poretti.it/</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quelli che odiano le donne]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/05/01/quelli-che-odiano-le-donne/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 14:26:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
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<description><![CDATA[All’estero ce la invidiano ma da 31 anni la legge 194 deve fare i conti con gli ostacoli posti dal  ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-984" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/05/01/quelli-che-odiano-le-donne/immagine-11/"><img class="alignleft size-medium wp-image-984" title="immagine-11" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/05/immagine-11.jpg?w=300" alt="immagine-11" width="300" height="198" /></a>All’estero ce la invidiano ma da 31 anni la legge 194 deve fare i conti con gli ostacoli posti dal  fondamentalismo cattolico. E c’è chi per abortire va in Svizzera</strong></em> <span style="color:#800000;"><strong>di Federico Tulli </strong></span></p>
<p>«Ti si ritorcerà contro». È il monito stampato in caratteri cubitali sui depliant “informativi” che una pratica vecchina lascia cadere nella sala di attesa delle donne che fanno interruzione di gravidanza. Insieme ai fogli pure qualche rosario. Forse per  garantire, in caso di ripensamento, una veloce assoluzione? La scena dal neppure tanto vago sapore savonaroliano si svolge in un ospedale di Roma, ma l’azione delle associazioni cosiddette pro life si protrae da Nord a Sud lungo la penisola in tutti gli ospedali che nel rispetto della legge 194 praticano gli aborti. Compirà 31 anni a maggio questa norma che regola una materia tanto delicata e che all’estero è considerata un modello. «E in effetti almeno sulla carta lo è», osserva Mirella Parachini, ginecologa al San Filippo Neri di Roma e presidente della Federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione (Fiapac). «Ma, vecchine a parte (pure all’estero queste cose sono molto frequenti), dal confronto con i colleghi stranieri emerge in modo sempre più clamoroso che avere una buona legge non corrisponde  automaticamente a una sua buona applicazione pratica». Si assiste così al paradosso che altrove questa norma ce la invidiano e che da noi «non viene fatta rispettare, non viene applicata, viene disattesa». Specie se a essere chiamati in causa sono gli articoli 9 e 15. Il primo è quello  sull’obiezione di coscienza. Indica in maniera esplicita che un ospedale che non fa gli aborti deve in ogni caso garantire l’intervento. Vale a dire, spiega Parachini, che per legge si dovrebbe attivare per trovare un posto letto in un altro ospedale che abbia la disponibilità a eseguire l’aborto. Fino a organizzare il trasporto della donna in ambulanza a proprie spese. «Questo è un articolo disatteso da 31 anni tondi», precisa la presidente Fiapac. L’articolo 15 è quello che garantisce «l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per  l’interruzione della gravidanza». Ma se guardiamo alla storia tutta italiana della pillola abortiva Ru486 è chiaro che quel lungimirante comma rientra nei paradossi della 194. Sono passati 18 mesi da quando la domanda di mutuo riconoscimento del farmaco abortivo è stata posta all’Italia dall’Exelgyn che la produce. Ebbene, il 18 febraio scorso la senatrice radicale del Pd Donatella Poretti ricordava «che l’Agenzia italiana del farmaco continua a violare la direttiva europea 2001/83 in cui è previsto che uno Stato membro approvi la richiesta di mutuo riconoscimento entro 120 giorni dalla presentazione». <em><strong></strong></em></p>
<div id="attachment_983" class="wp-caption alignright" style="width: 150px"><a rel="attachment wp-att-983" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/05/01/quelli-che-odiano-le-donne/attachment/00306604/"><img class="size-medium wp-image-983" title="00306604" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/05/00306604-imago.jpg?w=200" alt="La presidente Fiapac, Mirella Parachini" width="140" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">La presidente Fiapac, Mirella Parachini</p></div>
<p>Nel frattempo, a migliaia di donne italiane è ancora negata la scelta fra aborto chirurgico e aborto farmacologico. E le cliniche svizzere fanno affari d’oro. È oltralpe infatti che la migrazione terapeutica trova il suo principale sbocco. Qui tale pratica abortiva non invasiva è ammessa da tempo. D’altronde sono 20 anni che l’Oms ne ha riconosciuto la validità. Ciò che manca è un accordo sul prezzo con l’azienda farmaceutica, ha affermato nei giorni scorsi il dg dell’Aifa Guido Rasi. «Quando sarà trovato, e questo potrà avvenire domani come tra sei mesi, ci vorranno 20-30 giorni perché la pratica arrivi al Cda e poi sia pubblicata in Gazzetta». Campa cavallo. «Finché avremo al Welfare la sottosegretaria Roccella &#8211; osserva Parachini &#8211; è difficile pensare a una veloce soluzione del caso, visto che ha scritto un intero libro contro la Ru486». Ultimo (speriamo) triste capitolo riguarda la relazione annuale sullo stato di applicazione della 194 che i ministeri del Welfare (quello della Roccella) e della Giustizia devono presentare al Parlamento. L’articolo 16 della legge prevede che entro febbraio, per quanto di loro competenza, i due dicasteri facciano il punto sullo stato di attuazione. A oggi è pervenuto al Senato solo il testo di via Arenula. La scorsa settimana la senatrice Poretti, assieme al collega Marco Perduca, ha presentato un’interrogazione per sapere che fine abbia fatto il documento del Welfare. A oggi nessuna risposta. Forse perché nei numeri e nelle statistiche c’è scritto che nonostante tutto le donne italiane continuano a chiedere il rispetto di un loro diritto? <span style="color:#800000;"><em><strong>left 17/2009</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Napoli-Aquila: Ospedali che crollano ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/09/napoli-aquila-ospedali-che-crollano/</link>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 16:39:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali &#8211; Partito Democratico, segr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali &#8211; Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanità a proposito degli ospedali che crollano: “Terremoti, eruzioni vulcaniche. Ospedali che crollano o che devono essere evacuati nel momento del massimo rischio e dell&#8217;emergenza. E’ il caso dell&#8217;ospedale de L&#8217;Aquila. Occorrerà chiarire come era stato costruito l&#8217;ospedale crollato e individuare i responsabili, ma per prevenire situazioni simili sarà bene monitorare anche gli edifici pubblici di altre zone a rischio. La considerazione, che puo&#8217; sembrare banale, in realtà non lo e&#8217;! Valga per tutti il caso dell&#8217;Ospedale del Mare di Napoli. Un fiore all&#8217;occhiello da 190 milioni di euro, 450 posti letto, costruito nella zona gialla (quella da evacuare in caso di eruzione -a pericolosità differita, in gergo tecnico) al limite della zona rossa a soli 100 metri (quella a rischio eruzione). In materia ho depositato una interrogazione parlamentare fin dall&#8217;avvio della legislatura. Nella risposta fornita nella passata legislatura ci si limito&#8217; a spiegarci come tecnici, vulcanologi ed esperti avevano valutato come realizzare le zone rosse e gialle, ma nulla fu detto sulla scelta dell’ubicazione del nuovo Ospedale. Scelta da subito fortemente criticata e decisamente sconsigliata da un gruppo di professori dell’Università Federico II di Napoli con acclarata esperienza in vulcanologia, riconosciuta a livello nazionale e internazionale, che senza mezzi termini paventano uno scenario di grave tragedia in caso di una prossima eruzione del Vesuvio”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Legge 40, finalmente incostituzionale?]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/03/26/legge-40-finalmente-incostituzionale/</link>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 18:19:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/03/26/legge-40-finalmente-incostituzionale/</guid>
<description><![CDATA[L&#39;avvocato Filomena Gallo A cinque anni dalla sua promulgazione, dopo un tentativo referendario ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_947" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-947" title="lavvocato-filomena-gallo1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/03/lavvocato-filomena-gallo1.jpg?w=300" alt="L'avvocato Filomena Gallo" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">L&#39;avvocato Filomena Gallo</p></div>
<p style="margin-bottom:0;"><em><span style="color:#000000;"> </span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;">
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<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">A cinque anni dalla sua promulgazione, dopo un tentativo referendario di abrogazione e decine di cause in tutta Italia promosse da altrettante donne in difesa del proprio diritto alla salute, senza contare la messa all’indice da parte dell’intera comunità medico-scientifica, la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita arriva per la seconda volta sotto la lente della Corte costituzionale. Che ha fissato per il 31 marzo l’udienza per valutare i punti sollevati nel 2008 dalle ordinanze del Tar del Lazio e del tribunale di Firenze.</span></span></p>
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<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">Sotto accusa gli articoli 6 e 13 che impongono il divieto di revoca del consenso informato, il limite di impianto di tre embrioni e il divieto di congelarli. «A partire dall’articolo 1, la legge 40 non rispetta l’articolo 32 della Costituzione, perché viola il diritto alla salute della donna, ci ricorda l’avvocato Filomena Gallo, presidente dell’associazione Amica cicogna e vice presidente dell’associazione Luca Coscioni. &#8220;Ci auguriamo &#8211; aggiunge &#8211; che la Consulta colga l’occasione per rimediare a questi effetti». L’articolo 13 è per la seconda volta al vaglio della Corte. Che già il 9 novembre del 2006 aveva dichiarato inammissibile una questione di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale di Cagliari. Ma poi, a settembre 2007, lo stesso tribunale aveva dato ragione a una donna portatrice di una grave malattia genetica che chiedeva il riconoscimento del diritto alla diagnosi preimpianto negato dalla legge 40. Un divieto questo parzialmente corretto dalle linee guida promulgate nel gennaio 2008 dall’allora ministro Livia Turco. Certo, viviamo giorni in cui il varo della legge sul testamento biologico così come  è stato elucubrato dal centrodestra non incute ottimismo. Il ddl Calabrò è stato definito- e non a torto- «testamento ideologico» dalla senatrice radicale del Pd Donatella Poretti. Anche la vice presidente del Senato Emma Bonino non ha mancato in questi ultimi giorni di ricordare le inquietanti analogie di questa nuova norma con quella sulla Pma. Per il comune impianto antiscientista e illiberale di ispirazione cattolica che caratterizza entrambe. E il pensiero che  ci possa essere ancora un ripensamento sulla legge 40 alimenta in queste ore le associazioni di pazienti sterili e infertili e chi questa norma la combatte sin da quando è stata proposta. La Corte costituzionale potrebbe, d’un sol colpo, se guardasse al vero, dichiarare incostituzionali  due  o più articoli della legge 40.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;">Anche sulla base dall’ennesima bocciatura subita dalla legge 40 per mano di giudici ordinari nelle scorse settimane: il tribunale di Milano con due diverse ordinanze del 6 e del 10 marzo ha ampliato quanto affermato dal tribunale di Firenze e dal Tar del Lazio. I giudici milanesi si sono pronunciati sui ricorsi presentati da due coppie siciliane portatrici di beta-talassemia e drepanocitosi abbinata a Beta-talassemia, sostenuti dalle associazioni Hera di Catania, Sos Infertilità di Milano e Cittadinanza attiva. In questo caso è stato messo in rilievo che le pratiche di Pma risultano lesive della salute della donna e soprattutto non sono conformi al principio di non invasività stabilito dall’articolo 4 della legge 40.  E ancora , risultano  invasivi e lesivi della integrità della salute della donna l’obbligo di produrre solo tre embrioni e di trasferirli tutti insieme contemporaneamente, il divieto di crioconservazione degli embrioni, la costrizione imposta alle coppie affette o portatricidi di gravi malattie genetiche di rinunciare a una gravidanza oppure di ricorrere poi all’aborto. Secondo il tribunale si tratta di norme troppo rigide che non tengono conto delle singole situazioni. Come dire che è il carattere generale di una legge a renderla inapplicabile nelle situazioni di cura. Dal momento che queste devono essere valutate caso per caso dall’unica persona autorizzata a farlo (tra l’altro per legge). E cioè, il medico.</span></span></p>
<p><span style="font-size:small;">&#8211; di <strong>Federico Tulli</strong> da <span style="color:#800000;"><em><strong>Left Avvenimenti</strong></em></span> del 27 marzo 2009</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pesticidi nell'ortofrutta. Interrogazione]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/03/06/pesticidi-nellortofrutta-interrogazione/</link>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 17:59:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/03/06/pesticidi-nellortofrutta-interrogazione/</guid>
<description><![CDATA[Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali &#8211; Partito Democratico, segr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali &#8211; Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita&#8217; Come rilevato dall&#8217;Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori), che in merito ha gia&#8217; rivolto dei quesiti al ministro Luca Zaia, l&#8217;Ufficio federale tedesco per la Protezione dei consumatori e della Sicurezza alimentare (BVL), comunica che nel 2007 solo il 2,7% del prodotto ortofrutticolo della Germania superava i limiti di pesticidi consentiti. Nei prodotti ortofrutticoli importati in Germania da altri Stati Ue, invece, la quota di quelli che superavano questi limiti era del 5%, mentre dai Paesi extra Ue addirittura del 9,5%. Le analisi, effettuate a campione dai Laender e raccolte dal BVL, rilevano che tra i prodotti piu&#8217; inquinati risultavano il cavolo verde, la rucola, le melanzane, il te&#8217;, erbette e cetrioli, mentre minori quantita&#8217; di pesticidi (solo l&#8217;1% dei campioni sopra il limite) sono stati riscontrati nei cavolfiori, broccoli, patate, carote e banane. Col senatore Marco Perduca, abbiamo quindi rivolto un&#8217;interrogazione ai ministri dell&#8217;Agricoltura e del Lavoro, Salute e Politiche sociali per sapere se l&#8217;Italia rientra tra quegli Stati Ue i cui prodotti ortofrutticoli per il 5% superano, secondo le analisi dell&#8217;Istituto tedesco, i livelli di pesticidi consentiti, e quali valori di pesticidi sono stati comunque riscontrati per l&#8217;ortofrutta proveniente dal nostro Paese, e se in Italia siano effettuati test analoghi sul contenuto di pesticidi residui nell&#8217;ortofrutta in vendita e, nel caso, quale sia il risultato di tali analisi, sia per il prodotto nazionale sia per quanto riguarda quello importato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cossiga e Berlusconi, il metodo fa scuola. Terrorismo di Stato]]></title>
<link>http://bloguepol.wordpress.com/2008/11/01/cossiga-e-berlusconi-il-metodo-fa-scuola-terrorismo-di-stato/</link>
<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 17:50:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fab (Blogue Pol)</dc:creator>
<guid>http://bloguepol.wordpress.com/2008/11/01/cossiga-e-berlusconi-il-metodo-fa-scuola-terrorismo-di-stato/</guid>
<description><![CDATA[Nella corrente legislatura, esponenti del Governo e non solo ne stanno dicendo e facendo così tante ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://bloguepol.files.wordpress.com/2008/10/berlusconi-cossiga.jpg"><img style="border-right:0;border-top:0;border-left:0;border-bottom:0;" src="http://bloguepol.files.wordpress.com/2008/10/berlusconi-cossiga-thumb.jpg?w=244&#038;h=164" border="0" alt="berlusconi_cossiga" width="244" height="164" /></a></p>
<p><font size="2" face="georgia">Nella <strong><em>corrente</em> legislatura</strong>, esponenti del Governo e non solo ne stanno dicendo e facendo così tante e di tal maniera che risulta arduo tenerne il conto; tanto più farlo con tempestività, in modo calmo e riflessivo. Siamo in pericolo costante di essere travolti da una frana, da cui si cerca anzitutto di tenersi al riparo per poi provare ad indagare sulle cause, tra le quali le più evidenti nei casi in oggetto: <strong>autoritarismo</strong> e instaurazione di quello che testi di diritto costituzionale definiscono <strong>“Stato di polizia”</strong>.</p>
<p><strong>Qualcuno s’illudeva</strong> che l’ennesimo Governo Berlusconi, la sua legislatura sarebbe stata diversa rispetto ad un passato recente che troppo presto, invece, c’è chi tende a dimenticare. Gli anni regnanti del berlusconismo hanno dimostrato che molti italiani, purtroppo, hanno la memoria corta.</p>
<p><strong>Qualcuno si aspettava dal Berlusconi IV un maggiore <em>fair play</em> “istituzionale”</strong> se si permette il termine (“legislatura costituente” come millantato da alcuni offende il termine prossimo di Costituzione che di per sé già soffre d’inosservanze e trascuratezza quotidiane, di provenienza anche inaspettata) ma, al contrario, non ci si può distrarre un attimo: legge elettorale per le elezioni europee, norma salva-manager, nuova Alitalia sullo sfondo e, naturalmente, <strong>scuola e università</strong> sugli scudi.</p>
<p></font><font face="georgia" size="2">Qui si sta cercando, peraltro, di trattenere l’impeto di taluni propositi estemporanei di commento ai fatti e alle parole di questi giorni riconducendolo nell’alveo del diritto di critica e di opinione, ad evitare conseguenze che seguirebbero su chi dovesse scrivere parole a caldo, sulla scorta di una comprensibile e non anomala <em>onda </em>emotiva.</font></p>
<hr />
<font size="2" face="verdana">Arrivati al termine di una settimana terribile, proviamo a riassumere accadimenti e dichiarazioni dei giorni scorsi.</p>
<p>Nel <strong>clima di crescente insoddisfazione</strong> che attraversa l’intero Paese malgrado l’accecato ottimismo pubblicitario del Cavaliere, la tensione alimentata dallo stesso Governo a cui spetterebbe il compito di attutire il <em>sentiment</em> collettivo con metodi verbali democratici è sfociata in alcune affermazioni che varrà la pena rimarcare; non per soffiare sul fuoco della tensione ma a testimonianza e a futura, auspicabile memoria di un <strong>risentimento nel senso di appartenenza ad un Paese</strong> in cui ci si sente costretti, anche nella propria piccola parte di cittadinanza attiva, <strong>a chiedere quotidianamente il rispetto di princìpi democratici fondamentali</strong> che in un cosiddetto Paese normale, democratico, dovremmo dare per scontato.</p>
<p>A questi ultimi ideali princìpi accludiamo il <strong>dissenso politico di piazza verso il Governo </strong>partito dalla <strong><a href="http://bloguepol.wordpress.com/2008/10/11/l-opposizione-e-in-piazza-contro-il-lodo-alfano-e-le-politiche-del-governo/" target="_blank">manifestazione dell’11 ottobre dell’Idv e della Sinistra contro il lodo Alfano e le politiche del Governo</a></strong> e proseguito <strong>sabato 25 ottobre a Roma</strong> con la manifestazione promossa dal Pd di Veltroni.</p>
<p>Premesso il successo di entrambi gli eventi, nella seconda, al di là delle consuete <strong>polemiche spicciole sul numero dei presenti al Circo Massimo</strong> e sulla partecipazione complessiva nelle strade della Capitale, usanze che fanno parte di una politica dell’annuncio televisivo che poca attenzione merita, speriamo di poter vedere una via di ripresa anche se un po’ tardiva per un partito che è sembrato in più occasioni assente in quello che dovrebbe essere il suo <strong>ruolo di opposizione</strong>. E’ evidente che la partecipazione avuta, quali che siano i numeri reali, è ulteriore espressione di un <strong>dislivello tra la cosiddetta militanza e lo stile verticistico-dirigenziale del Pd</strong>.</p>
<p>Ricordiamo come un <em>trait d’union</em> che alla manifestazione democratica del 25 ottobre hanno aderito <strong>altre forze politiche che fanno opposizione</strong>, coerentemente con il proprio ruolo nel panorama politico e civile come <strong>l’Italia dei Valori ed il suo Presidente Antonio Di Pietro</strong> che hanno condiviso l’iniziativa dei promotori e vi hanno preso parte proseguendo inoltre, con i propri banchetti, nella <strong><a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/firmaefermali/" target="_blank">raccolta di firme contro il lodo Alfano e per terere un referendum abrogativo</a></strong>. Lo strumento referendario è ora invocato dallo stesso Pd a seguito dell&#8217;approvazione del decreto legge Gelmini, aggiunto alla prima proposta dell&#8217;Idv. D&#8217;un tratto, il referendum viene rinobilitato da Veltroni, dopo essere stato da lui trascurato sul lodo Alfano.</p>
<p>Di tutt’altro tenore, dunque anti-democratico, erano state le <strong>dichiarazioni del Presidente del Consiglio nei confronti delle trasversali manifestazioni</strong> di piazza contro l’approvazione poi avvenuta il 29/10 al Senato del <strong><a href="http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85672&#38;idCat=82" target="_blank">Ddl 1108 a firma del Ministro Gelmini</a></strong> di conversione in legge, con modificazioni, del <strong><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08137d.htm" target="_blank">decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137</a></strong>. Alle parole pronunciate il 22 ottobre da <strong><a href="http://it.youtube.com/watch?v=R7nIeeEKYZQ" target="_blank">Berlusconi in una conferenza stampa sulle occupazioni delle università</a></strong>, in cui <strong>il Premier dichiarava: </strong><strong><em>&#8220;Non permetteremo che vengano occupate scuole e Università [..] Convocherò il Ministro degli Interni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell&#8217;ordine</em></strong><strong><em> [..] “ </em></strong>hanno fatto seguito, il giorno successivo 23 ottobre, <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GzEul5f0XRQ" target="_blank">dichiarazioni-tentativi di smentita di Berlusconi da Pechino</a></strong>, <strong><em>:&#8221;Io non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole&#8221;</em></strong><em>; </em>il caso<em> </em>dovrebbe restare a lungo nei media come esempio di pura falsità e negazione verbale dell’evidenza.</p>
<p>Si dubita che i Tg abbiano riproposto la prima conferenza stampa per sbugiardare i pericolosi propositi affermati; (ad esempio, il Tg1 serale del giorno della smentita rinviò ecumenicamente al proprio sito internet ma Sky Tg24, invece, ne fece la comparazione) sulla rete e qui è possibile trovare le registrazioni per avere conferma di affermazioni chiaramente pronunciate.</p>
<p>E’ scandaloso che un Presidente del Consiglio si permetta di negare ciò che i servizi giornalistici hanno registrato e possono provare insindacabilmente; un atteggiamento non nuovo e che persiste quale <strong>presa in giro nei confronti di tutti gli italiani</strong> e non solo della categoria dei giornalisti e dei giornali, additati nei giorni successivi come elementi di diffusione di falsità, fomentatori di odio etc. (Certamente non per casi come questo, con registrazioni audio-video di una conferenza stampa; non soffriamo di una sindrome collettiva di allucinazioni)</p>
<p>A fomentare l’odio e motivare i facinorosi si è arrivati ancor più con un articolo pubblicato lo stesso <strong>23 ottobre</strong>, presente anche sul sito informativo istituzionale di Rassegna stampa del Governo. Ci riferiamo alle altre parole che lasciano esterrefatti, contenute in <strong>un’intervista rilasciata dal senatore a vita ed ex Capo di Stato Francesco Cossiga</strong> ad Andrea Cangini del <em>Quotidiano Nazionale.</em> <strong><a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf" target="_blank">La rassegna stampa del Governo che riporta l’intervista a Cossiga</a></strong> <strong>differisce (ammorbidisce) in alcuni punti da altre fonti precedentemente diffuse</strong> anche dalle agenzie di stampa. E’ operazione lunga ricostruire il giallo delle versioni ritoccate e permane il dubbio che la versione on-line attuale, presente anche in <strong><a href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406" target="_blank">altra pagina dello stesso sito istituzionale</a></strong>, sia stata “corretta”, limata in alcuni punti.<strong><a href="http://www.articolo21.info/7553/notizia/studenti-e-docenti-andrebbero-picchiati-a-sangue.html" target="_blank"> In altre versioni c’è un “picchiare a sangue”</a>, </strong>frase che nelle pagine web del Governo non è (più?) presente.</p>
<p>Quale che sia la versione integrale ed originale, si possono dare per certi alcuni cosiddetti <strong>“consigli” dati da <em>quell’emerito</em> <em>Kossiga</em> al Ministro Maroni, </strong>quali il mandare tutti gli studenti in ospedale, picchiare i docenti e le giovani maestre, <strong>infiltrare agenti provocatori nelle manifestazioni studentesche,</strong> frasi che <strong>costituiscono un’evidente istigazione alla violenza ed un’invocazione del terrorismo di Stato</strong>.</font><!--more--> <font size="2" face="verdana"> Frasi che riaprono anche antiche ferite come l’uccisione di <strong>Giorgiana Masi</strong>, <strong>la giovane che nel 1977, manifestando in occasione dell’anniversario della vittoria del referendum sul divorzio, fu uccisa da un proiettile vagante. Cossiga era Ministro dell’Interno a quei tempi e negò in Parlamento che la Polizia avesse sparato, nonostante foto e testimonianze inequivocabili.</strong><strong> </strong>La parlamentare dei Radicali, <strong><a href="http://blog.donatellaporetti.it/?p=314" target="_blank"> senatrice Donatella Poretti, merita l’elogio</a></strong> per essere semplicemente intervenuta in aula ad esprimere sdegno<strong> per le parole aberranti di un ex capo di Stato </strong>e per chiedere la riapertura di una commissione d’inchiesta, come avanzato anche con una <strong><a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/3480/314/" target="_blank">dichiarazione da Alfio Nicotra del Prc</a></strong>. Un <strong><a href="http://www.liberacittadinanza.it/articoli/comunicato-stampa-idv-estero/" target="_blank">comunicato stampa dell’Idv-Estero ha chiesto il ritiro delle parole di Cossiga</a></strong> e misure d’intervento da parte del Parlamento. L&#8217;europarlamentare del Prc <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/istigazione-alla-violenza-ricorso-allue-contro-cossiga/" target="_blank"><strong>Giusto Catania in un&#8217;intervista</strong></a> ha annunciato un&#8217;interrogazione alla Commissione europea. Altre iniziative sono partite da singoli cittadini, come la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=06d-9gCS1gI" target="_blank"><strong>denuncia al Commissariato PS</strong></a> e <strong><a href="http://www.firmiamo.it/appelloalpresidentenapolitanodichiarazionicossiga" target="_blank">la petizione-appello al Presidente Napolitano</a></strong>. Assordante il silenzio che ha fatto registrare buona parte della casta politica allorché <strong>ci si sarebbe aspettati e tuttora uno scatto di dignità e una presa di posizione nel rispetto del Parlamento e considerando il ruolo che Cossiga riveste nell’Istituzione.</strong> <strong>Cossiga si è dichiarato guerrafondaio </strong>anche in sedute d’aula, la sua storia politica e personale è nota ma non <strong>se non si dimette (definitivamente) o non si arriva ad una condanna morale e penale che possa destituirlo dalla sua carica onorifica, la vergogna delle nostre istituzioni sembra non avere limiti.</strong><strong></p>
<p>Per quanto avvenuto il 29 ottobre in Piazza Navona</strong>, sulle cui dinamiche, oltre alle <strong><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/scontri-piazza/1.html" target="_blank">foto degli scontri</a></strong>, a <strong><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/scuola-scontri-a-piazza-navona/25719?video" target="_blank">riprese video</a></strong>, a <strong><a href="http://it.youtube.com/watch?v=lRt1f2I1J_o#t=7m9s" target="_blank">spezzoni trasmessi dai programmi tv come Anno Zero (con la frase &#8220;Levati,Francesco&#8221;)</a></strong>, si ha il <strong><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html" target="_blank">resoconto del giornalista Curzio Maltese</a></strong>. Si può ravvisare nelle parole di Cossiga una <strong>profezia</strong> (qualche giorno fa invece si parlava di una profezia-ipotesi sulla scuola da alcuni scritti degli anni &#8216;50 di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei" target="_blank">P. Calamandrei</a></strong>) ma anche un piano poiché la puntualità dei fatti verificatisi getta un’ombra torbida su eventuali <strong>mandanti dei provocatori</strong> infiltrati e su <strong>chi abbia permesso ad un camion con a bordo giovani questi si facinorosi possessori di spranghe di entrare in una zona limitata di un corteo altrimenti pacifico</strong>. Spiace annotare le <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/navona-governo/navona-governo.html" target="_blank"><strong>parole di Napolitano nelle discussioni sulle responsabilità degli scontri di Piazza Navona</strong></a>: <em>&#8220;Gli scontri di Piazza Navona sono il segnale dei rischi che il movimento studentesco corre&#8221;</em>. Ci si aspetterebbe qualcosa di più di una semplice constatazione di possibilità di un rischio poiché lo Stato e la sua forza pubblica dovrebbe proteggere l&#8217;incolumità dei cittadini e manifestanti, non si può semplicisticamente metterla in conto e fare spallucce.</p>
<p>Al di là di alcune ricostruzioni sul comportamento ad esempio di un singolo studente militante di destra appartenente al movimento &#8220;Blocco studentesco&#8221;, in un <strong><a href="http://www.beppegrillo.it/2008/10/maroni_e_le_ist.html" target="_blank">video, “istruzioni dettagliate”</a></strong> che gira sulla rete e che potrebbe essere giudicato frutto d’interpretazioni e strumentalizzazioni politiche e a cui ha fatto seguito un’intervista in cui il <strong><a href="http://tv.repubblica.it/copertina/non-sono-un-infiltrato/25787?video" target="_blank">ragazzo nega di essere un agente di Polizia infiltrato</a></strong> e a ricostruzioni diffuse dal Governo nella persona del Sottosegretario del Ministero dell&#8217;Interno <a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_31/scontri_informativa_168f3556-a72a-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>Francesco Nitto Palma che ha fornito una versione opposta dei fatti di Piazza Navona</strong></a> e poco credibile anche in quel &#8220;usuale&#8221; riferendosi a camioncini che arrivano in piazza durante le manifestazioni, <strong>sembra quanto meno delineabile una strategia, con <a href="http://it.youtube.com/watch?v=NYfdPdV66f0" target="_blank"><strong>l&#8217;ombra di manovratori</strong></a>, (ciò ricorda il G8 di Genova 2001) di compiacenza e concordanza d’intenti tra i provocatori armati degli scontri e <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/la-polizia-ignorava-i-violenti/25715?video" target="_blank"><strong>le forze di Polizia che non sono intervenute nel fermarli o che lo hanno fatto in maniera piuttosto &#8220;strana&#8221;</strong></a>.</strong></p>
<p>Intanto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Licio_Gelli" target="_blank"><strong>Licio Gelli</strong></a>, che condurrà un programma televisivo, <strong>considera</strong> <a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_31/gelli_tv_venerabile_6d6aeeec-a725-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>Berlusconi il suo unico possibile erede per proseguire il piano della loggia P2</strong></a> ed entrambi sembrano apprezzare il metodo di Cossiga.</p>
<p>Segnali a dir poco allarmanti per lo stato della democrazia in Italia e per la parte di (non) democrazia nello Stato.</font></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cannabis terapeutica: nessuna attenzione per i malati. Risposta inutile e lavamani all'interrogazione ]]></title>
<link>http://hempyreum.wordpress.com/2008/09/25/cannabis-terapeutica-nessuna-attenzione-per-i-malati-risposta-inutile-e-lavamani-allinterrogazione/</link>
<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 20:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>le0nard</dc:creator>
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<description><![CDATA[25 settembre 2008 Donatella Poretti * Stamani il ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>25 settembre 2008</em></p>
<div class="autore">Donatella Poretti *<img class="alignright size-full wp-image-1332" title="18713-img1" src="http://hempyreum.wordpress.com/files/2008/09/18713-img1.jpg" alt="" width="107" height="119" /></div>
<div class="testo">
<div>Stamani il ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali ha risposto in  aula con il sottosegretario Fabio Fazio ad una interrogazione che ho presentato  con il senatore Marco Perduca per promuovere le terapie del dolore e l&#8217;utilizzo  della cannabis terapeutica.</div>
<div>La cannabis terapeutica soffre di limitazioni non derivate dalla sua  efficacia -attestata da ben 17 mila studi- ma dal collegamento con l&#8217;uso ludico  della medesima sastanza. E cosi&#8217; un proibizionismo tira dietro un altro ben piu&#8217;  grave -se e&#8217; possibile stabilire una gerarchia-: quello su cure, terapie, in  particolare sulle cure contro il dolore.</div>
<div>Cosi&#8217; nell&#8217;Italia ultima in tutte le classifiche per le terapie contro il  dolore, si aggiunge questa vicenda di per se&#8217; sintomatica: esistono dei derivati  sintetici della cannabis -disponibili in gran parte dei Paesi europei- che  risultano efficaci nella terapia del dolore, della nausea, del glaucoma, dei  disordini neuromotori e per stimolare l&#8217;appetito nei pazienti affetti da  Hiv-Aids e demenza.</div>
<div>Con il decreto del precedente Governo (18 aprile 2007) i cannabinoidi sono  inseriti nella tabella II del Testo Unico sugli stupefacenti (legge 390/90):  attestata la loro attivita&#8217; farmacologica, cio&#8217; non equivale alla loro  immissione in commercio. Che spetta all&#8217;Aifa, e per cui ancora oggi e&#8217;  necessaria l&#8217;importazione individuale a carico del paziente, tranne nei casi di  somministrazione in regime di ricovero ospedaliero. Importazione individuale  costosa, complicata e discriminatoria. Infatti tranne le Asl di Bolzano, Crotone  e Roma, dove e&#8217; previsto un rimborso, l&#8217;acquisto risulta a carico del malato, e  una scatola di Sativex, sufficiente per un mese di terapia, costa 600 euro.  Nonostante esista un Sistema Sanitario Nazionale e un diritto alla cura scritto  in Costituzione, accade che un cittadino di Bolzano e uno di Firenze affetti  dalla medesima patologia, si trovino in due situazioni diverse.</div>
<p>Nella  risposta il sottosegretario si e&#8217; limitato a ricordare che l&#8217;immissione in  commercio dei farmaci spetti all&#8217;Aifa e che il Consiglio Superiore della  Sanita&#8217;, a febbraio 2008, ha espresso parere negativo su alcune condizioni  cliniche, compresa la sclerosi multipla. Fazio ha sostenuto che  l&#8217;autocoltivazione e&#8217; una pratica illegale, così come l&#8217;autoproduzione, e che  non sarebbe ipotizzabile per una serie di motivi, tra cui l&#8217;assenza di  indicazioni e procedure dettagliate che generalmente sono riportate in  etichettatura.</p>
<div>Non e&#8217; un caso che la discriminazione di trattamento e la complessita&#8217; di  utilizzo dei cannabinoidi non abbia trovato risposta: manca la volonta&#8217; di  favorire e promuovere l&#8217;uso di questa sostanza. Frapporre la difficolta&#8217;  dell&#8217;autorizzare alla coltivazione terapeutica per la contrarieta&#8217; alle leggi in  merito, e&#8217; non rispondere politicamente.</div>
<div>Ricordo che, per esempio, in USa -Paese decisamente  proibizionista in materia di droghe- in 12 Stati -e prossimamente si terranno  tre <em>referendum</em> in altrettanti Stati- e&#8217; possibile la coltivazione ad uso  terapeutico. Quindi, che sul tema degli investimenti sulle terapie del dolore il  problema sia tutto politico, mi sembra abbastanza evidente. Non mi e&#8217; sembrata  evidente, invece, la risposta politica del Governo sulla sua intenzione o meno  di promuovere questo tipo di terapia contro il dolore.</div>
<div>Qui il testo dell&#8217;interrogazione:</div>
<div><a href="http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=234293">http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=234293</a></div>
<div>A questo indirizzo lo svolgimento dell&#8217;interrogazione: <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula&#38;id=1&#38;mod=1222337347000&#38;part=doc_dc-ressten_rs-gentit_300052ciidfcaft&#38;parse=no" target="nuova">http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?<br />
tipodoc=hotresaula&#38;id=1&#38;mod=1222337347000&#38;part=<br />
doc_dc-ressten_rs-gentit_300052ciidfcaft&#38;parse=no</a></p>
<p>*  <em>senatrice Radicale-Partito Democratico</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.droghe.aduc.it" target="_blank">aduc droghe</a></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ieri il lupo cattivo e l'orco, oggi il rottweiler e il pitbull]]></title>
<link>http://tonytroja.wordpress.com/2008/08/20/ieri-il-lupo-cattivo-e-lorco-oggi-il-rottweiler-e-il-pitbull/</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 05:50:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tony Troja</dc:creator>
<guid>http://tonytroja.wordpress.com/2008/08/20/ieri-il-lupo-cattivo-e-lorco-oggi-il-rottweiler-e-il-pitbull/</guid>
<description><![CDATA[Quando eravamo bambini c&#8217;erano sempre, ad ogni azione sbagliata o commessa con puerile cattive]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TA1tri342L0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TA1tri342L0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>Quando eravamo bambini c&#8217;erano sempre, ad ogni azione sbagliata o commessa con puerile cattiveria, le mamme o le nonne che ci dicevano di non fare più quell&#8217;azione o il lupo o meglio ancora, l&#8217;orco, ci avrebbe mangiati. Oggi il lupo è in via estinzione e l&#8217;orco è diventato il beniamino dei piccoli insieme ad un asino (da sempre simbolo di ignoranza!) quindi non sono più personaggi che incutono timore nei bambini. Io, però, spesso quando cammino per strada con i miei due rottweiler (sempre al guinzaglio) e incontro una mamma, sento quest&#8217;ultima dire al figlioletto: &#8220;Guarda che cagnoni, fai il bravo se no ti mangiano!&#8221;. Una volta, dicevo, c&#8217;era il lupo. Posso anche capire la frase &#8220;Fai il bravo che se no viene il lupo e ti mangia&#8221; ma mi stupisco nel sentire una madre dire al figlio una cosa simile ma con oggetto il cane. Ci meravigliamo se poi i bambini crescono con il timore di accarezzare un cane o peggio ancora crescono con la convinzione che il cane è il nemico da torturare o abbandonare per strada o uccidere. A supporto di tutto questo, la politica, i mass-media e la grande ignoranza diffusa sul territorio italiano, rendono ancora più repellente la conoscenza e la cultura verso il trattamento ed il rispetto animale. Soprattutto canino. Cominciando dalla politica, l&#8217;ex-ministro Sirchia, nel 2003, se ne uscì con una legge alquanto discutibile. In sostanza, apprese dalle televisioni del suo padrone (Berlusconi) che in quel periodo vi furono molti casi di aggressione da parte di cani appartenenti a certe razze. Quindi, chiamò un manipolo di &#8220;esperti&#8221; (nessuno veramente competente in materia) e stilò una lista di 111 razze canine &#8220;potenzialmente pericolose&#8221;. Dopo qualche mese, la lista venne accorciata di molto. Da 111 si passò a sole 18 e in quest&#8217;ultima fase di &#8220;taglio&#8221; i rottweiler erano stati graziati ma subito aggiunti perchè, testuali parole di Sirchia &#8220;ABBIAMO INCLUSO I ROTTWEILER PERCHÉ IN QUEST&#8217;ULTIMO PERIODO CI SONO STATI TROPPI CASI DI AGGRESSIONI DA PARTE DI QUESTA RAZZA&#8221;. Mi vien da pensare&#8230; Se la Punto è la macchina che in Italia fa più incidenti, forse allora, la FIAT dovrebbe ritirarle dalla vendita e dovrebbe anche bandirla dalla produzione! Quindi, non è il guidatore che sbanda, o che è ubriaco, o ha un colpo di sonno, o semplicemente non sa guidare, NO! La colpa è della macchina. Allora, ho fatto un confronto con altri Stati dove ho un po&#8217; di amici e ho chiesto se nei loro Paesi esiste una legge sui cani pericolosi. Inutile dire che mi hanno riso in faccia. In Svezia, il cane così come tutti gli animali domestici e non, è considerato quasi sacro. In Austria i cani, possono anche entrare nei musei, salire sui mezzi pubblici ed entrare al ristorante dove i camerieri portano anche una ciotola con abbondante acqua fresca. Poi, esistono quei paesi che addirittura vietano l&#8217;ingresso nel loro territorio ad alcune razze. Per esempio, un pitbull non può entrare in Gran Bretagna, perchè il padrone è perseguibile legalmente e il cane, sequestrato, può venire anche soppresso. Allora penso che forse, i pitbull o i rottweiler inglesi e quelli italiani, sono pericolosi e quelli svedesi e austriaci no. Idem come sopra per la Punto. Non è il padrone che istiga il cane alla violenza, NO! É il cane che è pericoloso! Quando incontro qualcuno che mi chiede se davvero sono pericolosi, io rispondo sempre con una frase detta da Maurizio Pasinato, medico veterinario, direttore della SISCA, Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate, &#8220;IN BASE ALLA GENETICA NON ESISTONO CANI PERICOLOSI, TUTTO DIPENDE DAI LORO PADRONI&#8221; ( <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo144456.shtml">http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo144456.shtml</a> ).</p>
<p>Io, essendo possessore di due rottweiler, ho letto la casistica delle aggressioni da parte di questa razza. Sono per la totalità casi in cui o il padrone lascia il cancello di casa aperto e il cane (spesso utilizzato come cane da guardia e da difesa del territorio) aggredisce il primo malcapitato, o perchè l&#8217;aggressione viene subita in casa (dove la museruola non gliela metti al cane!). Quindi, mai un rottweiler legato al guinzaglio ha mai aggredito qualcuno. Mi ritorna alla mente un episodio spiacevole accaduto in quel di Torino dove due rottweiler hanno ucciso una bambina di nove mesi. Non voglio creare polemiche ma bisognerebbe andare aldilà di quello che si sente in televisione. Ho approfondito le ricerche e ho scoperto che i due molossi, erano stati perfettamente addestrati alla difesa della villa e all&#8217;incolumità della famiglia ivi residente. Famiglia composta esclusivamente da padre, madre e figlioletta di nove mesi. Cosa è successo allora veramente? Semplice: i genitori erano andati via e avevano lasciato la piccola con la nonna. Per un cane, soprattutto addestrato come quelli di Torino, puoi essere l&#8217;amico più fidato o il parente più stretto, ma se entri in casa senza il padrone è il cane a diventare il padrone di casa e quindi costretto per natura a difendere la zona e chi ci vive dentro. D&#8217;istinto i cani si sono lanciati verso la nonna che non curandosene, aveva preso in braccio la piccola, segnando così il suo destino. Hanno cercato di strappare dalle mani del &#8220;pericolo&#8221; la piccola che avendo le ossa del cranio non ancora formate, alla minima pressione mandibolare è deceduta. Forse se la nonna avesse saputo comportarsi davanti ad un cane o se i genitori avessero avvisato la nonna delle caratteristiche dei due cani, a quest&#8217;ora non sarebbe successo nulla di tutto questo. Ma ai mass-media e soprattutto alla stragrande maggioranza degli italiani ignoranti tutto questo non importa. L&#8217;importante è sbattere il mostro in prima pagina. Però, quando poi, un chihuahua ti morde un polpaccio perchè la padrona lascia il cancello di casa aperto, e devi assentarti dal lavoro per fare l&#8217;antidifterica e ti restano i segni dei canini, nessuno riporta niente. E certo! Chi è quel fesso che va a dire in  televisione che è stato morso da un cane grosso quanto un mocassino? Certe volte penso che se a scuola, al posto di storia e trigonometria, si insegnasse a conoscere e a convivere con gli animali, forse tutte queste aggressioni non accadrebbero. E poi, ancora, com&#8217;è che quando c&#8217;è un caso di aggressione da parte di pitbull o rottweiler, si cita la razza e quando è un altro cane non lo si fa? Se fosse un pastore tedesco? Impossibile! Un setter? Fantascienza! Un chow-chow? Nella maniera più categorica! Però forse nessuno sa che dopo i meticci (o bastardini), la razza che aggredisce di più è proprio quella dei pastori tedeschi. Però, nel mio quartiere le vecchie sono convinte che Rex esista davvero e salvi i bambini. Potenza della televisione! Io, da un po&#8217; di tempo non ho più problemi con nessuno. Fino a qualche mese fa, un giorno sì e uno no, bussavano i carabinieri perchè era da poco avvenuta un&#8217;aggressione. Sì, ma se il cane aggredisce a Vicenza, perchè vieni a rompere le balle a me che sto a Cesena?!? E poi, perchè se dal 1952 esiste una legge che dice che tutti i cani sul territorio nazionale italiano devono essere condotti al guinzaglio, vedo scorrazzare quadrupedi dappertutto senza guinzaglio e senza collare? Io sono sicuro dei miei cani, al 200%, ma se si dovesse avvicinare un cane sciolto che attacca uno dei miei, pensate che i miei si farebbero malmenare senza battere ciglio? Io dico che non lo farebbe nessun cane. Io ringrazio l&#8217;Onorevole Donatella Poretti che in più di un&#8217;occasione si è battuta per cambiare o eliminare questa ordinanza assurda e disumana. Riporto, qui di seguito, l&#8217;intervento dell&#8217;Onorevole Poretti:</p>
<p>&#8220;E&#8217; stato abbastanza insolito oltre che <em>imbarazzante</em> sentirsi oggi rispondere all&#8217;interpellanza urgente (1) che ho rivolto, insieme ai 48 deputati di vari gruppi parlamentari che l&#8217;hanno sottoscritta, al ministero della Salute, sull’ordinanza del 12 dicembre 2006 in tema di “Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani”.<br />
Il Sottosegretario al ministero della Salute, Gian Paolo Patta, ha infatti riletto la stessa identica risposta che Antonio Gaglione, altro sottosegretario dello stesso ministero, aveva gia&#8217; letto ieri nel corso di una informativa urgente in XII commissione (Affari Sociali). (2)<br />
48 deputati, me compresa, si sono trovati davanti ad un vero e proprio <em>muro di gomma</em>. La freddezza burocratica ha prevalso. Inutile continuare a dichiararsi disponibili al dialogo quando per legge, da ora in poi, tutti i padroni di un cane che fa parte della <em>black list</em> delle razze stilata dal ministero della Salute, saranno obbligati ad usare <strong>sempre</strong> museruola e guinzaglio.<br />
<strong>Eccoci arrivati ad un&#8217;altra soluzione all&#8217;italiana! </strong>Si proibisce, in questo caso la liberta&#8217; di socializzare per un animale, nella convinzione di trovare una soluzione ad un problema, quello delle morsicature, che nulla ha a che fare con la razza di un animale. La lista dei “cani pericolosi”, gia&#8217; presente nell&#8217;ordinanza del precedente Governo, si e’ dimostrata inefficace ed ha ricevuto critiche da veterinari e specialisti. Non esistono razze aprioristicamente pericolose, ma comportamenti aggressivi derivati dalle condizioni in cui vengono tenuti i cani. L’uso congiunto di museruola e guinzaglio non e’ sempre necessario, impedisce la socializzazione e puo’ comportare il manifestarsi di atteggiamenti aggressivi. Gli eventi di morsicature si sono infatti avuti in casa o in presenza di cani sciolti, in alcuni casi scappati dai loro recinti.<br />
<strong>A questo punto spero che tutte le associazioni animaliste, i veterinari ed i padroni di cani che fino ad ora ci hanno sostenuto, ritenendo questa ordinanza assurda e razzista, si uniscano alla nostra mobilitazione per trovare una soluzione che rispetti i nostri amici a quattro zampe. </strong><br />
<em>Per mio conto, preannuncio che da oggi in poi non rispettero&#8217; la legge ritenendola ingiusta, e al mio pit bull Leon, che sara&#8217; al mio fianco al guinzaglio, accanto al passeggino con mia figlia di dieci mesi, non apporro&#8217; un ulteriore strumento di tortura come la museruola.&#8221;</em></p>
<p>Mi associo in toto alle parole dell&#8217;On.Poretti ma capisco anche che ci sono persone che hanno paura dei cani. Per questo io, così, come altre persone che hanno i cani, molte volte mi scanso per strada se incontro qualche passante e ripeto, non lo faccio perchè i miei cani siano aggressivi ma solo per una questione di rispetto verso chi, incontrandomi, potrebbe avere paura. Questo gesto, però, la maggior parte delle volte, non è interpretato bene e allora alimenta di più l&#8217;ignoranza nella gente. Ma se non mi scanso io, ci pensa il pedone a cambiare strada. Allora io che ci posso fare? Niente! Ormai in un Paese come il nostro, dove esiste solo il gossip e le notizie sono false, è chiaro che è impossibile trovare un momento per riflettere su temi di importanza sociale come i cani. Gli italiani si sono sempre dichiarati amanti degli animali. Io ho avuto sempre i miei dubbi e sono sempre stato d&#8217;accordo con le parole del Mahatma Gandhi:</p>
<p>Il livello morale di un popolo si può giudicare dal modo in cui tratta gli animali.</p>
<p>Da ciò ne deriva: italiani = immorali.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parma: Caccia alle streghe]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/08/13/parma-caccia-alle-streghe/</link>
<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 10:06:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
<guid>http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/08/13/parma-caccia-alle-streghe/</guid>
<description><![CDATA[La prostituta in cella a Parma Dopo gli articoli pubblicati da Repubblica.it sul secondo blitz anti-]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_712" class="wp-caption alignleft" style="width: 248px"><a href="http://lampidipensiero.wordpress.com/files/2008/08/1500820.jpg"><img class="size-full wp-image-712" src="http://lampidipensiero.wordpress.com/files/2008/08/1500820.jpg" alt="La prostituta in cella a Parma" width="238" height="138" /></a><p class="wp-caption-text">La prostituta in cella a Parma</p></div>
<p>Dopo gli articoli pubblicati da Repubblica.it sul secondo blitz anti-prostituzione effettuato a Parma, la foto della prostituta accasciata in una cella del comando dei vigili urbani, ha destato un grande clamore.</p>
<p><a href="http://www.certidiritti.it" target="_blank">Certi Diritti</a> è intervenuta prontamente proponendo ai Senatori Donatella Poretti e Marco Perduca di presentare un&#8217;interrogazione al Ministro dell&#8217;Interno. Essi hanno dato immediato seguito all&#8217;appello di <a href="http://www.certidiritti.it" target="_blank">Certi Diritti</a> e l&#8217;hanno depositata il 12 agosto. La drammaticità dell&#8217;accaduto ha spinto a prendere immediata posizione addirittura il Presidente del Senato Renato Schifani, che ha chiesto chiarimenti al Prefetto di Parma.</p>
<p>Al di là della &#8220;fiammata estiva&#8221;, la vicenda riveste una gravità particolare per il deciso clamore mediatico che l&#8217;Amministrazione parmense ha voluto imprimere alle operazioni di lotta alla prostituzione. Effettivamente, a ben vedere, si tratta più di lotta alle prostitute, piuttosto che al fenomeno della prostituzione, che certamente non troverà risoluzione con i provvedimenti di sanzione amministrativa ai clienti delle prostitute, adottati anche da altre Amministrazioni. Non da ultimo, vanno censurati e biasimati i comportamenti dell&#8217;Assessorato alla Sicurezza di Parma, che si è ben guardato dal tutelare la privacy delle lucciole incappate nella retata, chiedendo l&#8217;intervento della stampa e dei fotografi. Assessore, una bella vacanza ogni tanto, non se la prende?</p>
<p>Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, di seguito i link agli articoli succedutisi ed il testio dell&#8217;interrogazione promossa da Certi Diritti al Senato. A giorni, anche Rifondazione Comunista ne presenterà una all&#8217;Assemblea Legislativa Regionale dell&#8217;Emilia Romagna. Un&#8217;interessante <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Foto-prostituta-nigeriana-ecco-le-dichiarazioni-dal-mondo-politico/1501453/1" target="_blank">raccolta di dichiarazioni</a> da parte degli esponenti politici che si sono espressi.</p>
<ul>
<li>9 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostitute-lo-show-dei-controlli-Colpiamo-solo-le-vittime/1499816?edizione=EdRegionale" target="_blank">Prostitute, lo show dei controlli &#8211; &#8220;Colpiamo solo le vittime&#8221;</a>. L&#8217;assessore alla sicurezza assiste con fotografi e giornalisti al blitz anti-prostituzione: il secondo in tre giorni.</li>
<li><!-- immagine -->12 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Interrogazione-parlamentare-sulla-foto-shock-alla-prostituta/1500802?edizione=EdRegionale">Interrogazione parlamentare sulla foto shock alla prostituta</a>. Presentata dai senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti. Una dura dichiarazione contro i sindaci-sceriffo di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti.</li>
<li><!-- immagine -->12 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostituzione-dopo-il-blitz-la-rabbia:-Quella-foto-e-una-vergogna/1500984?edizione=EdRegionale">Prostituzione, dopo il blitz la rabbia: &#8220;Quella foto è una vergogna&#8221;</a>. L&#8217;immagine, scattata all&#8217;interno del comando della polizia municipale dopo l&#8217;ultima retata, scatena l&#8217;indignazione dei lettori e delle organizzazioni di volontariato. Carla Corso, leader storica delle prostitute, si scaglia contro i sindaci sceriffi.</li>
<li>12 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Lassessore-Monteverdi-nessuna-violenza-a-quella-donna/1501003?edizione=EdRegionale">L&#8217;assessore Monteverdi: nessuna violenza a quella donna</a></li>
<li>12 agosto, <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/prostituta-reazioni/prostituta-reazioni/prostituta-reazioni.html" target="_blank">Prostituta fotografata in cella: Schifani chiede chiarimenti</a>. Il presidente del Senato ha chiesto al prefetto di Parma informazioni sull&#8217;episodio <!-- inizio SOMMARIO -->portato alla luce da Repubblica. &#8220;Immagine del nostro Paese diversa dalla realtà&#8221;. L&#8217;assessore Monteverdi: &#8220;Quella foto è sconsiderata e strumentale&#8221;</li>
<li>12 agosto, Dalla Gazzetta di Parma, un <a href="http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/4792/Prostituta_per_terra_alla_polizia_municipale:_polemiche_e_chiarimenti.html" target="_blank">articolo con il comunicato stampa del Comune di Parma</a>.</li>
<li>12 agosto, un <a href="http://ilblogdinandomainardi.blogspot.com/2008/08/chiediamo-chiarezza-su-quanto-avvenuto.html" target="_blank">intervento blog</a> di Nando Mainardi (segretario Prc Emilia-Romagna) e di Leonardo Masella (capogruppo Prc Emilia-Romagna)</li>
<li>13 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostituta-fotografata-in-cella-Il-Comune:No-allinchiesta/1500460" target="_blank">Prostituta fotografata in cella &#8211; Il Comune:&#8221;No all&#8217;inchiesta&#8221;</a>. Per l&#8217;assessore alla sicurezza Monteverdi &#8220;nessuna indagine interna&#8221;, nonostante la richiesta di chiarimenti del presidente del Senato. L&#8217;opposizione chiede le dimissioni</li>
<li>13 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/La-foto-della-vergogna-ecco-come-stata-scattata/1501302?edizione=EdRegionale" target="_blank">La foto della vergogna: ecco com&#8217;è stata scattata</a>. L&#8217;immagine della ragazza nigeriana ha fatto il giro del Paese, scuotendo le coscienze e sollevando una bufera politica. Il racconto della notte del blitz e di come quella fotografia è stata scattata all&#8217;interno del comando della polizia municipale di Parma</li>
<li>14 agosto, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostituta-fotografata-in-cella-Il-magistrato-apre-uninchiesta/1500460/2" target="_blank">Prostituta fotografata in cella &#8211; Il magistrato apre un&#8217;inchiesta</a>. Il Pm Francesco Gigliotti ha affidato alla questura di Parma l&#8217;indagine sulla vicenda della fotografia della prostituta nella cella della polizia municipale. Via ai primi interrogatori.</li>
<li>14 agosto anche il quotidiano spagnolo El Paìs riprende i fatti: <a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/Indignacion/Italia/maltrato/extranjera/detenida/elpepuint/20080814elpepiint_9/Tes" target="_blank">Indignación en Italia por el maltrato a una extranjera detenida</a>. Una prostituta nigeriana yacía cubierta de suciedad en el suelo de una comisaría.</li>
<li>15 agosto, un <a href="http://parma.repubblica.it/multimedia/home/2714804" target="_blank">rassegna stampa internazionale</a> con i titoli dei quotidiani esteri che hanno ripreso la notizia.</li>
<li>15 agosto, interviene anche il vescovo, <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/La-Chiesa-e-la-foto-shock-calpestata-nella-dignita/1502053" target="_blank">La Chiesa e la foto-shock &#8211; calpestata nella dignità</a>, Il monito del Vescovo: &#8220;No al corpo reso merce e strumento di godimento, spesso rinnegando la famiglia&#8221;. Il parroco degli ultimi: &#8220;Si combattono le prostitute e non la prostituzione schiavista&#8221;</li>
<li><a href="http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/video/1525/L%26039%3Bassessore_Monterverdi_e_la_retata_anti-prostituzione.html" target="_blank">Video intervista</a> all&#8217;Assessore Monteverdi (sito della Gazzetta di Parma)</li>
</ul>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Testo dell&#8217;Interrogazione parlamentare dei Senatori Perduca e Poretti</strong></span></p>
<p><strong>Interrogazione scritta</strong> al Ministro dell&#8217;Interno per sapere:<br />
Premesso che:</p>
<ul>
<li>Il quotidiano la Repubblica, nella versione on line, il giorno 11 agosto ha pubblicato una fotografia che dichiara essere stata scattata all&#8217;interno di una cella di sicurezza del comando della Polizia Municipale di Parma. La foto si riferirebbe ad una prostituta di nazionalità nigeriana arrestata nel corso di un&#8217;operazione contro la prostituzione condotta fra l&#8217;8 ed il 9 agosto, avvenuta alla presenza di giornalisti, fotografi e dell&#8217;Assessore alla sicurezza del Comune di Parma, Costantino Monteverdi seguita di pochi giorni ad una analoga effettuata dai Carabinieri.</li>
<li>Nell&#8217;articolo a corredo si sosteneva che la donna &#8220;si era lasciata cadere a terra senza più forze&#8221;.</li>
<li>Sempre nell&#8217;articolo, l&#8217;assessore assicura che non c&#8217;è stata alcuna violenza e che tutto si è svolto secondo le procedure, sostenendo che la donna sarebbe stata rinchiusa in una camera di sicurezza con pareti in gomma (contrariamente a quanto appare nella fotografia pubblicata, dove si vedono un pavimento polveroso ed un elemento architettonico evidentemente manufatto in muratura o cemento, privo di protezioni in gomma).</li>
<li>In dispacci di agenzia, l&#8217;assessore ha sottolineato che non è in corso nessuna &#8220;stretta contro la prostituzione&#8221;, ma che si è trattato di un normale controllo anti-prostituzione e che a Parma non è prevista alcuna ordinanza ad hoc rafforzativa rispetto alle disposizioni del decreto Maroni.</li>
<li>Secondo la polizia municipale, una volta portata al Comando la donna si è rifiutata di fornire le proprie generalità agli agenti scoppiando in lacrime e urla. Pare che temesse la reazione dello sfruttatore.</li>
<li>La donna, infine, secondo l&#8217;assessore, è stata rilasciata il mattino successivo insieme alle altre donne controllate. <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --></li>
</ul>
<div id="adMiddle" style="display:none;">&#60;!&#8211;<br />
OAS_RICH(&#8216;Middle&#8217;);<br />
//&#8211;&#62;<br />
<a href="http://oas.repubblica.it/5c/local.repubblica.it/rg/parma/interna/777844732/Middle/default/empty.gif/34663038643639353436386331363330" target="_blank"><img src="http://oas.repubblica.it/0/default/empty.gif" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a></div>
<p>Per sapere:</p>
<ul>
<li> se non ritenga il Ministro che i poteri e le forme di intervento dei reparti della polizia municipale devono essere conformi alle disposizioni di legge e che le persone sottoposte a provvedimenti anche temporanei di limitazione della libertà hanno il diritto ad essere trattati civilmente e con tutte le garanzie previste dalla legge;</li>
<li> se la predetta operazione di controllo anti-prostituzione effettuata dalla polizia municipale di Parma rientri nell&#8217;ambito delle sue competenze, sia per quanto concerne la tipologia di controllo, sia per quanto riguarda le modalità di trattamento della prostituta fermata;</li>
<li> per quali motivi l&#8217;operazione è stata preannunciata alla stampa con il coinvolgimento di giornalisti e fotografi, unitamente alla presenza dell&#8217;assessore senza che venisse adottata alcuna precauzione a garanzia e tutela delle persone fermate;</li>
<li> se risponde al vero che presso la polizia municipale di Parma esiste una struttura di detenzione di sicurezza dotata di imbottiture perimetrali, tali da proteggere l&#8217;incolumità di ospiti irrequieti.</li>
<li>se risponde al vero che la prostituta ritratta nella foto, oggetto dell&#8217;<a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostituzione-dopo-il-blitz-la-rabbia:-Quella-foto-e-una-vergogna/1500460">articolo</a> sia stata effettivamente custodita in detta struttura di sicurezza;</li>
<li> quali provvedimenti intenda prendere il Ministro per verificare quanto accaduto.</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandra Mussolini e le adozioni ai single e coppie di fatto: le reazioni]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2008/07/30/alessandra-mussolini-e-le-adozioni-ai-single-e-coppie-di-fatto-le-reazioni/</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 17:44:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2008/07/30/alessandra-mussolini-e-le-adozioni-ai-single-e-coppie-di-fatto-le-reazioni/</guid>
<description><![CDATA[Alessandra Mussolini quando non era in un &quot;governo di sinistra&quot; di Wildgreta Approvo in pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alessandra Mussolini quando non era in un &quot;governo di sinistra&quot; di Wildgreta Approvo in pi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia. Poretti (Pd): test antidroga per la patente? Un'idiozia]]></title>
<link>http://hempyreum.wordpress.com/2008/07/18/italia-poretti-pd-test-antidroga-per-la-patente-unidiozia/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 17:02:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>le0nard</dc:creator>
<guid>http://hempyreum.wordpress.com/2008/07/18/italia-poretti-pd-test-antidroga-per-la-patente-unidiozia/</guid>
<description><![CDATA[18 luglio 2008 &#8220;Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha annunciato l&#8217;avvio di una sperime]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>18 luglio 2008</em></p>
<p>&#8220;Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha annunciato l&#8217;avvio di una sperimentazione per sottoporre a test tossicologici e alcolemici tutti coloro che fanno richiesta di patentino e patente di guida. E&#8217; una vera e propria idiozia di dubbia legalità&#8221;: lo sostiene la senatrice radicale <strong>Donatella Poretti</strong> (Pd).</p>
<p>&#8220;Un esame fatto prima del conseguimento della patente è inutile&#8221;, afferma Poretti in un comunicato. In secondo luogo, &#8220;l&#8217;Italia risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con il solo 3% della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-points della polizia stradale almeno una volta, e solo l&#8217;1% sottoposto ai test piú di una volta&#8221;, mentre &#8220;il Governo ha tagliato i fondi per le Forze dell&#8217;Ordine con il Decreto fiscale, riducendo quindi i fondi che dovrebbero essere destinati ad un maggiore controllo delle strade&#8221;.</p>
<p>Secondo Poretti, poi, &#8220;a seconda dell&#8217;esame impiegato, si rischia di negare la patente ad una persona che ha fumato un solo spinello un mese prima, dandola invece all&#8217;alcolizzato che cessa di bere qualche ora prima dell&#8217;esame&#8221;. Infine, &#8220;questo provvedimento è illegittimo&#8221;, afferma la senatrice radicale. &#8220;La legge europea ed italiana sancisce il divieto di rilascio della patente di guida a chi e&#8217; dipendente o chi fa uso continuato ed abituale di sostanze psicotrope, e non certo al consumatore occasionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per questo col senatore Marco Perduca, ho rivolto un&#8217;interrogazione alla Presidenza del Consiglio per avere chiarimenti sulla base legislativa di questa iniziativa.<br />
Soprattutto, chiedo al Governo cosa intenda fare per raggiungere i livelli europei per quanto riguarda i controlli stradali con etilometro e test tossicologici, l&#8217;unico vero strumento di prevenzione e riduzione degli incidenti stradali&#8221;.</p>
<p>QUi il testo dell&#8217;interrogazione: <a href="http://blog.donatellaporetti.it/?p=174" target="_blank">http://blog.donatellaporetti.it/?p=174</a></p>
<p> Fonte: <a href="http://droghe.aduc.it/php/" target="_blank">aduc droghe</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fisco e prostituzione...]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/07/18/fisco-e-prostituzione/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 15:10:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
<guid>http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/07/18/fisco-e-prostituzione/</guid>
<description><![CDATA[Annunci... Pubblicato anche su certidiritti.it Un disegno di legge in pochi articoli sintetici, quas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_618" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><a href="http://lampidipensiero.wordpress.com/files/2008/07/5547_im_grande.jpg"><img class="size-full wp-image-618" src="http://lampidipensiero.wordpress.com/files/2008/07/5547_im_grande.jpg" alt="Annunci..." width="275" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Annunci...</p></div>
<p>Pubblicato anche su <a href="http://www.certidiritti.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=155&#38;Itemid=56" target="_blank">certidiritti.it</a></p>
<p><em>Un disegno di legge in pochi articoli sintetici, quasi scarni e buona parte dei problemi collegati alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prostituzione" target="_blank">prostituzione</a> svanirebbero come un vampiro colpito da un raggio di sole. Lo hanno presentato i senatori radicali <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00023048.htm" target="_blank">Donatella Poretti </a>e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00025230.htm" target="_blank">Marco Perduca</a>, adesso vedremo se i &#8220;vampiri benpensanti&#8221; ci staranno a farsi dissolvere da un raggio di sole.</em></p>
<p>Sia chiaro, se qualcuno ha ancora dei dubbi, in Italia la prostituzione non è reato. La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Merlin" target="_blank">legge Merlin</a> del 1958 ha chiuso le case di tolleranza e prevede il divieto di qualsiasi attività tesa a consentire, favorire, agevolare la prostituzione, ma non considera la prostituzione in sé un reato. E l&#8217;intero sistema normativo non prevede che essa lo sia.  Addirittura è stato depenalizzato dal 1999 l&#8217;adescamento e trasformato in illecito amministrativo. Certo sappiamo tutti che attorno alla prostituzione gira un intero sistema di malaffare e di criminalità, che sfruttano la prostituzione a proprio vantaggio. Ma sono fatti distinti. Anzi una regolarizzazione amministrativa delle professioni sessuali esercitate da donne, uomini e transgender avrebbe il duplice benefico effetto di garantire a questi professionisti tutte le tutele che derivano dallo svolgere una professione riconosciuta e regolata, togliere terreno alla criminalità, rendere più facile l&#8217;azione delle forze dell&#8217;ordine contro i reati di sfruttamento e violenza connessi alla prostituzione, liberare risorse da dedicare a temi ben più gravi ed infine anche a recuperare a tassazione un consistente porzione di redditi che oggi sfuggono alla tassazione.</p>
<p>E l&#8217;occasione della conferenza presso la Sala Stampa del Senato che giovedì 17 luglio hanno tenuto i due senatori insieme a Sergio Rovasio (Segretario di <a href="http://www.certidiritti.it/" target="_blank">Certi Diritti</a>), a Bruno Mellano (Presidente di <a href="http://www.radicali.it/" target="_blank">Radicali Italiani</a>) e Pia Covre (Presidente del <a href="http://www.lucciole.org/" target="_blank">Comitato per i diritti civili delle prostitute</a>) partiva proprio da un problema fiscale.<br />
L&#8217;Agenzia delle Entrate di Parma ha avviato un procedimento di accertamento per redditi da attività illecite nei confronti di una signora che esercita liberamente la professione di accompagnatrice (si badi che nell&#8217;ambito dei lavori sessuali, non esiste solo la prostituzione finalizzata alla consumazione di un atto sessuale, ma un insieme di attività che sono in qualche modo connesse al sesso), chiedendo conto di un reddito per il triennio 2003-2005 pari a quasi 400.000 euro, dai quali deriverebbe un onere fiscale (fra imposte non pagate, sanzioni e interessi) pari a circa 90.000 euro da pagare con le usuali modalità (entro 60 giorni dalla notifica, rinuncia al ricorso e sconto del 50%, oppure attivazione del ricorso, pagamento in anticipo di una sorta di caparra e ipoteca sui beni registrati a garanzia della somma finale!).</p>
<p>Margherita, questo il nome della nostra professionista, ha chiarito che intende pagare entro i 60 giorni, perché non vuole esporre a rischio i propri beni. L&#8217;avvocato Luca Berni, nel suo illuminante intervento ha chiarito che però si farà di tutto affinché il pagamento venga riconosciuto come dovuto per redditi da attività professionali perfettamente legali e non come reddito derivante da attività illecite (esiste una normativa a parte per questa forma di redditi). Pia Covre ha aggiunto che denuncerà lo Stato per sfruttamento della prostituzione se le cose non si muoveranno nella direzione indicata dall&#8217;avvocato Berni, anche perché non intervenire in questo caso, significherebbe accettare un precedente che aprirebbe la strada ad un&#8217;infinità di procedimenti da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Proprio per risolvere questo genere di problemi, i senatori radicali Porretta e Perduca hanno presentato il 29 aprile 2008 il <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/29735.htm" target="_blank">disegno di legge n. 125</a>, che è stato brevemente illustrato nella conferenza e che presenta il seguente testo:</p>
<ul>
<li> Art. 1.<br />
1. L&#8217;attivita` di prestazione di servizi sessuali remunerati tra persone maggiorenni consenzienti è riconosciuta secondo le disposizioni della presente legge.<br />
2. La legge 20 febbraio 1958, n. 75, è abrogata.</li>
<li>Art. 2.<br />
1. La prestazione di servizi sessuali remunerativi può essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata. I contratti che prevedono la prestazione di servizi sessuali remunerativi non rientrano nel campo di applicazione dell&#8217;articolo 1343 del codice civile.</li>
<li>Art. 3.<br />
1. La disciplina relativa ai controlli igienico-sanitari e alla sicurezza dei locali in cui è esercitata l&#8217;attività di prestazione dei servizi sessuali remunerativi è stabilita con regolamento adottato, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della salute.<br />
2. Le disposizioni per la disciplina degli aspetti tributari sono stabilite con regolamento adottato, nelle forme previste dal comma 1, dal Ministro dell&#8217;economia e delle finanze.</li>
</ul>
<p>Nel corso degli interventi dei relatori e del breve dialogo con il pubblico, sono emersi alcuni pareri interessanti:</p>
<ul>
<li> Ancora una volta siamo di fronte alla sconfitta della politica. Speriamo che ci siano contraddizioni tali da spingere il governo ad affrontare il tema (Mellano)</li>
<li>Il ddl si compone di cinque articoli finalizzati a regolamentare il fenomeno della prostituzione, dando diritto di cittadinanza a tutti coloro che sono coinvolti nel fenomeno. Insomma, se si vuole tassare si deve regolamentare. Altrimenti saremmo di fronte ad un&#8217;etica di stato che si ispira, come al solito, a Oltretevere (Perduca)</li>
<li>Il fenomeno della prostituzione viene sempre declinato al femminile, mentre sarebbe opportuno che si mettesse in evidenza che vi è un ampio universo di prostituzione maschie e transgender e che la clientela in tanti casi è omosessuale o bisessuale (Allegrezza, Certi Diritti)</li>
<li>è intollerabile che permangano all&#8217;interno del nostro ordinamento forme di pregiudizio e di ipocrisia che alimentano fenomeni di criminalità, rendendo lo stato di fatto complice di fenomeni odiosi come lo sfruttamento della persone per attività sessuali (Rovasio, Certi Diritti)</li>
</ul>
<p>A rileggere questa vicenda, tornano in mente le parole di una canzone di Fiorenzo Carpi dello spettacolo di Dario Fo &#8220;Settimo: ruba un po&#8217; meno&#8221;. Nel &#8220;Canto delle svergognate&#8221; del 1964, parlando delle prostitute che venivano &#8220;emigrate&#8221; a colonizzare i nuovi territori, vero &#8220;faro di civiltà&#8221; e &#8220;vere dame di carità&#8221;, e che vendevano &#8220;amore a sotto banco e sotto prezzo&#8221;, si ricordava che:l&#8217;amore veniva &#8220;tassato e circa un terzo si prendea lo Stato: con questi soldi, han calcolato, si son pagati &#8216;na corazzata, una corazzata e un incrociatore&#8221;. Salvo poi, mettere nel conto anche le tasse sulla quindicina che i marinai spendevano appunto con le prostitute e che alla fine coprivano &#8220;tutte le spese dell&#8217;ammiragliato&#8221;.</p>
<h2>Approfondimento</h2>
<p>In Europa, la legislazione è molto diversa a seconda del paese.<br />
Ecco i dati presentati dalla senatrice radicale Donatella Poretti.</p>
<ul>
<li>OLANDA: è legale dal 1815. Dal 2000 sono diventati legali anche i locali dove esercitarla. Sono anche disponibili 11 zone &#8220;speciali&#8221; all&#8217;aperto. Al di fuori si rischia l&#8217;arresto. Le prostitute per essere in regola debbono pagare le tasse.</li>
<li>BELGIO: è legale dal 1948, ma può essere perseguita se turba l&#8217;ordine pubblico. Punito anche lo sfruttamento. Generalmente la maggior parte dell&#8217;attività economica legata al sesso si svolge in bar a luci rosse e case private. Le prostitute debbono essere in regola anche con il fisco proprio come delle lavoratici autonome e possono godere anche di assistenza sociale.</li>
<li>GERMANIA: una legge legalizza l&#8217;attività di circa 400.000 lavoratrici del sesso assegnando loro le garanzie assicurative per malattia, disoccupazione e pensione. Il favoreggiamento non è punibile (sempre che non vi sia sfruttamento) e l&#8217;attività dei locali ad hoc è considerata lecita.</li>
<li>AUSTRIA: è consentita nelle case chiuse ed è obbligatoria una registrazione di esercizio. All&#8217;aperto è tollerata in alcune aree urbane ed extra-urbane.</li>
<li>SVIZZERA: è legale; nel Cantone Ticino viene anche esercitata all&#8217;interno di bar-alberghi. La normativa prevede anche la patente per affittacamere e la registrazione.</li>
<li>GRAN BRETAGNA: non è illegale ma è vietato l&#8217;adescamento e lo sfruttamento. Si svolge prevalentemente in locali e abitazioni private, meno frequentemente in strada.</li>
<li>SPAGNA: Le case chiuse sono illegali dal 1956 anche se di fatto si sono trasformate in &#8221;club&#8221;. Dal 1995 la legge non vieta la prostituzione, ma punisce chi ricatta e sfrutta.</li>
<li>FRANCIA: Le case di tolleranza sono state chiuse nel 1946 con la legge Marthe Richard che non considera reato la prostituzione sulle strade. Il meretricio viene definito come un&#8217;attività che viola la tranquillità e l&#8217;ordine pubblico ed è per questo che si prevedono sanzioni contro l&#8217;adescamento e i clienti.</li>
<li>GRECIA: le prostitute debbono iscriversi in appositi registri e sottoporsi a visite mediche periodiche che autorizzano a svolgere il lavoro in veste quasi ufficiale.</li>
<li>SVEZIA: è uno dei Paesi piu&#8217; severi nei confronti del sesso a pagamento. Anche se non lo considera un reato, una legge in vigore dal gennaio 1999 ha introdotto le maniere forti nei confronti dei clienti. Se colti in flagrante rischiano da sei mesi a un anno di carcere. Non sono punibili le prostitute, ma è sanzionato l&#8217;adescamento.</li>
<li>IRLANDA: è considerata un reato. Niente case chiuse e sono previste ammende ed arresto sia per le prostitute sia per i clienti.</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Test antidroga per la patente. Bufala estiva? Interrogazione]]></title>
<link>http://hempyreum.wordpress.com/2008/07/17/test-antidroga-per-la-patente-bufala-estiva-interrogazione/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 18:33:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>le0nard</dc:creator>
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<description><![CDATA[Siamo fortemente perplessi dall&#8217;iniziativa annunciata dal sottosegretario alla Presidenza del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Siamo fortemente perplessi dall&#8217;iniziativa annunciata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, di sottoporre a test alcolemici e tossicologici coloro che fanno richiesta della patente di guida.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Per prima cosa</span><strong> troviamo che sia un test del tutto inutile, in quanto difficilmente il candidato si presentera&#8217; al test medico sotto l&#8217;effetto di droghe o alcolici</strong>. Cio&#8217; che invece andrebbe fatto -ma che ovviamente e&#8217; soluzione ben piu&#8217; impegnativa- e&#8217; quadruplicare i controlli sulle strade, dotando le forze dell&#8217;ordine della strumentazione adatta per pizzicare in flagrante chi guida sotto stato di alterazione. Questa si&#8217; che sarebbe una rivoluzione! Ma d&#8217;estate, si sa, si proclamano iniziative clamorose e autopromozionali che lasciano il tempo che trovano.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Secondo</span>, la legge europea e italiana vieta il rilascio della patente di guida a chi e&#8217; dipendente o chi fa uso continuato di sostanze psicotrope, e non certo al consumatore occasionale (direttiva 2006/126/CE e Codice della Strada). Non si puo&#8217; quindi, allo stato attuale, impedire al consumatore occasionale di alcool o cannabis di ottenere la patente solo perche&#8217; un test individua tracce di alcolici o cannabis, magari assunti giorni prima. Per farlo e&#8217; necessario cambiare la legge, cosa che Giovanardi non ha il potere di fare.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Terzo,</span> non ci risulta alcuna direttiva europea che imporrebbe un tale controllo entro il 2011, come sostiene Giovanardi, ma potremmo sbagliarci. Abbiamo chiesto delucidazioni all&#8217;Ufficio del Dipartimento della Presidenza del Consiglio, che pero&#8217; non ci ha saputo rispondere.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Quarto</span>, il fatto che l&#8217;eventuale risultato positivo ai test venga immediatamente notificato ai genitori, dimostra che l&#8217;iniziativa ha ben poco a che fare con la sicurezza stradale. <strong>E&#8217; invece un maldestro tentativo di testare tutti i giovani italiani,</strong> cosa che non si e&#8217; riusciti a fare regalando i kit antidroga alle famiglie in alcune citta&#8217; italiane.<br />
<strong>Nei prossimi giorni presenteremo un interrogazione parlamentare</strong> grazie alla senatrice Donatella Poretti per chiedere gli estremi della sperimentazione e su quali normative essa si basi.</p>
<p>Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.aduc.it/dyn/salute" target="_blank">aduc droghe</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Medioevo in sala parto]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2008/07/04/medioevo-in-sala-parto/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 15:28:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2008/07/04/medioevo-in-sala-parto/</guid>
<description><![CDATA[Le tecniche di anestesia durante il parto non sono incluse fra le prestazioni garantite e gratuite n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le tecniche di anestesia durante il parto non sono incluse fra le prestazioni garantite e gratuite nei livelli essenziali di assistenza (Lea) del Servizio sanitario nazionale. Il 25 giugno, il ministro del Welfare, Sacconi, ha riferito alla Camera che i Lea inseriti dall’ex ministro della Salute Livia Turco nel Dpcm del 23 aprile 2008 non esisterebbero «perché la Corte dei conti non li ha registrati». I nuovi Lea avrebbero garantito «le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale». Per questo motivo la senatrice radicale del Pd Donatella Poretti ha presentato un’interrogazione a Sacconi in cui chiede quali iniziative si intendono prendere per portare l’Italia al livello delle prestazioni di altri Paesi occidentali. In Gran Bretagna e Francia l’anestesia epidurale è utilizzata da 7 partorienti su 10, da 9 su 10 negli Usa. Mentre in Italia, stime Istat del 2001 («altre non ce ne sono», dice la Poretti) rilevano che solo per l’11,2 per cento dei parti spontanei è stata usata l’anestesia . «Questo &#8211; spiega la senatrice &#8211; avviene perché l’esclusione dal Ssn lascia la decisione se offrire l’epidurale alla buona volontà delle Asl e delle Regioni». Per evitare il dolore, sempre più partorienti chiedono il taglio cesareo, tecnica adottata in 38 parti su 100 (con il picco del 60 su 100 in Campania). È il dato più alto tra i Paesi europei e va ben oltre il doppio del 15 per cento raccomandato dall’Oms perché con il cesareo la mortalità per la madre è da 2 a 4 volte superiore rispetto al parto naturale.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em><strong>Left 27/2008 ** Federico Tulli</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Più bugiardini di così]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2008/06/06/piu-bugiardini-di-cosi/</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 10:30:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2008/06/06/piu-bugiardini-di-cosi/</guid>
<description><![CDATA[Assumere il Meropur, farmaco utilizzato nelle terapie contro la sterilità, espone al rischio di pato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Assumere il Meropur, farmaco utilizzato nelle terapie contro la sterilità, espone al rischio di patologie virali come la variante umana del morbo della mucca pazza. Ma non c’è obbligo per la Ferring, che lo produce, di riportare l’avvertenza nel bugiardino. Per questo i senatori radicali del Pd, Donatella Poretti e Marco Perduca, hanno rivolto un’interrogazione al ministro Sacconi. Nel testo chiedono se «il ministro intenda sospendere il farmaco» fino a una «nuova registrazione con idonee avvertenze integrative». Il caso è stato denunciato su <em>left</em> del 25 gennaio scorso e la vicenda si trascina dal giugno 2006, quando le associazioni italiane di pazienti infertili sollecitarono l’intervento del ministero della Salute, dell’Agenzia italiana del farmaco, dell’Istituto superiore di sanità, e dell&#8217;Agenzia europea per i medicinali. A oggi, mentre l’Iss ha dato il proprio parere positivo all’integrazione, l’Aifa sostiene di non poter agire perché occorre il placet dell’Agenzia europea. Un rimpallo di responsabilità che insospettisce Poretti e Perduca per via dei «rapporti illegali» dell’Aifa con la Ferring. Rapporti evidenziati dai «giornali del 22 maggio scorso» che hanno scritto di «omissione voluta» delle controindicazioni del Minirin, altro farmaco della Ferring, «che in Francia ha causato la morte di un bambino». <span style="color:#800000;"><em><strong>Left 23/2008 ** Federico Tulli</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come Garantire Nove Eletti Radicali nel PD]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/07/come-garantire-nove-eletti-radicali-nel-pd/</link>
<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 11:22:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/07/come-garantire-nove-eletti-radicali-nel-pd/</guid>
<description><![CDATA[Esiste una soluzione perfettamente lecita per ottenere la certezza che tutti e 9 i Radicali nelle li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Esiste una soluzione perfettamente lecita per ottenere la certezza che tutti e 9 i Radicali nelle liste PD vengano eletti.</p>
<p>Basta che, in caso di mancanza di voti sufficienti, quelli in lista prima di ciascun Radicale &#8220;rinuncino&#8221;.</p>
<p>Cosi&#8217; per esempio se in Toscana il PD riesce ad eleggere SETTE Senatori e Perduca e&#8217; numero OTTO in lista, basta che UNO degli eletti si faccia da parte.</p>
<p>Oppure se in Friuli c&#8217;e&#8217; UN solo eletto alla Camera e la Farina Coscioni e&#8217; numero QUATTRO, i TRE che la precedono in lista rinuncino.</p>
<p>===</p>
<p>Questa soluzione, che andrebbe fatta approvare al compagno Walter, salva la faccia a tutti ma proprio tutti, anche a <a target="_blank" href="http://www.fainotizia.it/2008/03/06/sui-radicali-il-pd-mente-franceschini-smascherato-in-tv">Franceschini titubante a Otto-e-mezzo</a>.</p>
<p>L&#8217;accordo viene rispettato, i &#8220;pacta sunt servati&#8221;, gli eletti ci sono, etc etc</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Prova dei 9 - Quando il Gioco Si Fa Duro...]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/04/la-prova-dei-9-quando-il-gioco-si-fa-duro/</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 13:28:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/04/la-prova-dei-9-quando-il-gioco-si-fa-duro/</guid>
<description><![CDATA[Non sono interessato a fare la figura del fesso (nel senso di quello che c&#8217;aveva ragione). Qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non sono interessato a fare la figura del fesso (nel senso di quello che <a target="_blank" href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/03/la-prova-dei-9/">c&#8217;aveva ragione</a>).</p>
<p>Quanto e&#8217; successo fra ieri e oggi, con <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/politica/08_marzo_04/bonino_pd_strappo_e044f9e6-e9d2-11dc-b9a0-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopiano">il pusillanime tentativo di fare le scarpe a quasi tutti i candidati Radicali nelle liste PD</a>, non e&#8217; che la prova del fatto che chi corre con il PD, deve far parte del PD.</p>
<p>L&#8217;errore se c&#8217;e&#8217; stato e&#8217; stato quello di <u>permettere</u> al PD di pubblicare le liste <u>senza</u> che queste venissero approvate almeno da Emma Bonino, che e&#8217; a tutti gli effetti candidata a Ministro della Repubblica.</p>
<p>Ma qualcuno pensa davvero che quelle liste non siano state pre-viste da tutto il vertice del PD? Quello stesso vertice cosi&#8217; innamorato delle candidature-spot, da Colaninno Jr alla <a target="_blank" href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/02/il-futuro-ai-giovani/">Madia</a> a <a href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/03/calearo-nel-pd/">Calearo</a>?</p>
<p>E insomma! Se devono metterci parola Walter, Massimo, Piero, Francesco&#8230;che si chieda l&#8217;opinione anche ad Emma!!!</p>
<p>Oppure, si dica chiaramente che i Radicali del PD sono una specie di sub-umani.</p>
<p>=======</p>
<p>Per fortuna di tutti, e soprattutto del PD, non faccio parte dei 9.</p>
<p>Ma se lo fossi, in questo momento starei montando un casino tremendo. E non mi fermerei dopo che il <a target="_blank" href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/02/16/sfaccendato-lancia-campagna-elettorale-sulla-via-del-cimitero/">Lider Maximo</a>, con somma magnanimita&#8217;, mi concedesse posizioni migliori per una o due o tutti i candidati.</p>
<p>Quando c&#8217;e&#8217; da trattare con <a href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/01/il-pd-a-torinocome-a-cuba-e-in-kazakhstan/">un politico educato alle Botteghe Oscure</a>&#8230;&#8221;statevi accuorti&#8221;!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Prova dei 9]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/03/03/la-prova-dei-9/</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 16:16:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avendo vissuto la dolorosa esperienza della RnP, con le incredibili &#8220;scelte strategiche&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Avendo vissuto la dolorosa esperienza della RnP, con le incredibili &#8220;scelte strategiche&#8221; di Boselli di rigetto completo dell&#8217;idea pannelliana, oso chiedere ai nove parlamentari Radicali in quota PD di <u>fare</u> qualcosa <u>adesso</u>.</p>
<p>Perche&#8217;, se la situazione rimane quella del puro &#8220;prestito&#8221; di RI al PD, il 15 aprile se Veltroni ha la maggioranza se ne potra&#8217; importare altamente di quei 9 a lui <u>estranei</u>.</p>
<p>E se sara&#8217; in minoranza, altrettanto. Dubito che ci sarebbe un altro governo con la maggioranza di uno o due voti.</p>
<p>Il PD (di cui sono molto critico) va condotto verso le riforme prima di tutto <u>durante</u> la campagna elettorale.</p>
<p>Gli effetti benefici delle &#8220;cellule staminali adulte radicali&#8221; vanno visti nel prossimo mese e mezzo.</p>
<p>Siamo (anzi, siete) in ballo: e allora ballate, ma da subito. Dovete (<b>voi!</b>) far parte della &#8220;squadra PD&#8221; come tutti gli altri.</p>
<p>Altrimenti, dopo aver portato i voti, saremo (<b>tutti!</b>) vomitati via, un&#8217;altra volta.</p>
</div>]]></content:encoded>
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