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	<title>drooker &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/drooker/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "drooker"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 11:30:01 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Simposio Platone]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2009/05/14/simposio-platone/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 15:20:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/2009/05/14/simposio-platone/</guid>
<description><![CDATA[Drooker__Bookpolis ..a prima vista sembrano discorsi ridicoli&#8230; Parla di somari, di fabbri o di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><div id="attachment_1398" class="wp-caption alignnone" style="width: 299px"><a rel="attachment wp-att-1398" href="http://apienavoce.wordpress.com/2009/05/14/simposio-platone/121-2/"><img class="size-full wp-image-1398 " title="12[1]" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2009/05/1211.jpg" alt="Drooker__Bookpolis" width="289" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">Drooker__Bookpolis</p></div></strong></em></p>
<p><em><strong>..a prima vista sembrano discorsi ridicoli&#8230;<br />
Parla di somari,<br />
di fabbri o di calzolai oppure di conciatori,<br />
e sembra che dica sempre le stesse cose<br />
con le solite parole.<br />
Uno senza cultura (e senza intelligenza)<br />
li sente e si mette a ridere.<br />
Ma apriteli questi discorsi,<br />
cercate di entrarci dentro:<br />
soltanto nel loro profondo<br />
voi scoprirete quanto sono intelligenti,<br />
e vi sembreranno ispirati<br />
e pieni di simboli affascinanti,<br />
e ne capirete la grande tensione,<br />
e quanto badano a tutto quello che serve<br />
per diventare una persona che vale.</strong></em></p>
<p>(<em><span style="color:#000080;"><strong>Simposio &#8211; Platone</strong></span></em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sem muitas idéias para hoje]]></title>
<link>http://outrapagina.wordpress.com/2009/05/13/sem-muitas-ideias-para-hoje/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 05:01:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cauê Marques</dc:creator>
<guid>http://outrapagina.wordpress.com/2009/05/13/sem-muitas-ideias-para-hoje/</guid>
<description><![CDATA[E algum cansaço sobrando também. Para não passar batido, uma ilustração do Eric Drooker.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E algum cansaço sobrando também. Para não passar batido, uma ilustração do <a href="http://www.drooker.com" target="_blank">Eric Drooker</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-220" title="Penal_Industry" src="http://outrapagina.wordpress.com/files/2009/05/penal_industry.jpg" alt="Penal_Industry" width="499" height="399" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[We need Eric Drooker to come to Cleveland!]]></title>
<link>http://studiodee.wordpress.com/2009/03/09/we-need-eric-drooker-to-come-to-cleveland/</link>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 11:56:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Laura Coiley Dietrich</dc:creator>
<guid>http://studiodee.wordpress.com/2009/03/09/we-need-eric-drooker-to-come-to-cleveland/</guid>
<description><![CDATA[If anyone from the Cleveland Museum of Art, or the Cleveland Institute of Art is a fan of Eric Drook]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>If anyone from the Cleveland Museum of Art, or the Cleveland Institute of Art is a fan of Eric Drooker&#8217;s art, please help me bring him to Cleveland. I&#8217;ve been wanting to see one of his slide lectures for over a decade now! I started a FB fan page for him&#8230; <a href="http://www.facebook.com/pages/Eric-Drooker/66294768335?sid=22b638c9c7e7d0d6b4b5d9d88434e6e6&#38;ref=s">http://www.facebook.com/pages/Eric-Drooker/66294768335?sid=22b638c9c7e7d0d6b4b5d9d88434e6e6&#38;ref=s</a> , and you can view his website here&#8230; <a href="http://drooker.com">http://drooker.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dacia Maraini - L’arte di amare]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2008/10/07/dacia-maraini-l%e2%80%99arte-di-amare/</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 14:38:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
<guid>http://apienavoce.wordpress.com/2008/10/07/dacia-maraini-l%e2%80%99arte-di-amare/</guid>
<description><![CDATA[Oggi vi propongo una lunga poesia, dura e commovente. Un grido lanciato negli anni 70 (la poesia com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>Oggi vi propongo una lunga poesia, dura e commovente. Un grido lanciato negli anni 70 (la poesia come la raccolta <em>Donne mie</em></strong></span> <strong><span style="color:#ff6600;">sono datate 1974) da Dacia Maraini. Un affresco di una società condizionata prepotentemente da logiche sessiste e a favore del potere maschile, in cui il ruolo della donna è relegato esclusivamente all&#8217;ambito familiare, casalingo,</span></strong> <strong><span style="color:#ff6600;">e dove gli spazi sono concessi, marginali e ristretti. Una critica acerba e secca al sistema patricarcale e matrimoniale, alla tradizione, alla pesante eredità-fardello della cultura cattolica ma anche una critica alla passività femminile, all&#8217;accettazione dei ruoli imposti e delle regole di padri, mariti, fratelli, figli da parte delle donne. Un appello alla sollevazione e alla ricerca di sè affinchè si prenda coscienza e si lotti per la propria autonomia e per l&#8217;affermazione della propria diversità. </span></strong><br />
<strong><span style="color:#ff6600;">E&#8217; un testo datato, che ha i suoi anni, certe situazioni possono sembrare impossibili oggi&#8230;<br />
Ma non ne sarei tanto sicura. Buona lettura</span></strong></p>
<p><img class="alignnone" src="http://sbloggata.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/11526/femminismo.jpg" alt="" width="395" height="594" /></p>
<p>Ovidio secoli fa insegnava ai maschi<br />
giovani romani, soldati, servi, padroni,<br />
come conquistare le donne, nei teatri,<br />
ai mercati, sotto i portici, al mare, in città.<br />
Li esortava a essere tenaci, furtivi, avidi,<br />
rapaci di furbizia e di galanteria. “Sono le<br />
piccole cose a conquistare le teste leggere<br />
delle donne”, diceva. E poi ancora, invitando<br />
a fare buon uso del vino: “sovente ai giovani<br />
rapì la donna il cuore e fu nei vini come fiamma Amore<br />
dentro la fiamma. Ma non ti fidare troppo<br />
di un lume incerto di lucerna, la notte e il vino<br />
nuocciono al giudizio. Chiedi alla luce se una<br />
gemma è pura, se ben tinta di porpora è una lana,<br />
chiedi al giorno se una donna vale. Ma al buoi,<br />
sappilo, tutte le donne sono belle uguali.</p>
<p class="MsoNormal">Ora io voglio rovesciare le tue parole.<br />
Ovidio Nasone, poeta gentile e nemico.<br />
La tua voce festosa io la faccio mia e dico:<br />
se tra voi, donne mie giocate, c’è<br />
qualcuna che non conosce l’arte dell’amore<br />
legga questi versi, sciolti nell’acqua dell’orgoglio,<br />
e fatta esperta, imponga il suo furore.</p>
<p class="MsoNormal">La mano di una madre selvatica, incontaminata<br />
e secca ci ha guidate vigili al dovere sociale.<br />
<em>La madre tua assolata è una vestale, un carceriere<br />
che ti indica la strada verso il tuo dovere donnesco.</em><br />
Quella mano perversa e gentile che ti ha<br />
lavato la faccia e il sedere, che ti ha imboccato<br />
e pulito, carezzato e punito, quella mano è<br />
<em>la tua nemica più dura perché è una mano di donna<br />
che ti insegna le regole dell’uomo</em>, la mano<br />
attenta e dolce del padrone sulla testa tua<br />
che è sfottuta e tu non lo sai, donna mia cieca<br />
e sorda, ardita e fiacca. Tu scavi nel tuo<br />
ventre di terra un budello senza aria dove<br />
nascondere e nutrire la tua anima asfittica incolore.<br />
Buttiamo via le bende del pudore!<br />
Gettiamo per una volta il dio del sacrificio<br />
nell’immondizia e guardiamoci negli occhi<br />
impauriti e viziosi per troppa servitù, donne mia amate.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Tu che nasci alla conoscenza del dolore<br />
i calzettoni bianchi sotto il ginocchio,<br />
la gonna corta a scacchi, i capelli a coperta<br />
sulle spalle mingherline, a scuola, a casa,<br />
nelle balere e sui motorini dietro al tuo ragazzo.<br />
<em>La tua bandiera è l’indifferenza truffaldina<br />
degli occhi tuoi dolci di camelia affamata</em>.<br />
Delle altre donne non ti importa niente,<br />
il nitore della pelle, il fulgore dei capelli,<br />
il brillio dei denti ti fanno vincitrice senza<br />
fatica e senza guerra, nell’onda naturale dell’età.<br />
<em>E vai e corri e sei beata di essere te perché<br />
ti attacchi al suo torace fertile di maschio<br />
sapendo che ti vuole come vuole il pane,<br />
con serena languida passione, senza amore</em>.</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignnone" src="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/10/donnevignetta.jpg?w=416&#038;h=309" alt="" width="416" height="309" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Ma è già tutto fissato come in una decalcomania<br />
e tu sei dolce e lui aspro, tu sei molle e<br />
lui è duro, tu sei debole e lui è forte,<br />
e quando ti dice con la sua voce fragile:<br />
<em>&#8220;io ti prendo, sei mia”, tu accetti naturalmente<br />
quel suo possesso che è sociale e non naturale,<br />
ruzzolando in un fiato nella degradazione.</em><br />
Gli sei grata per un gelato, per una corsa<br />
in macchina, per una carezza, con umiltà e paura.<br />
E non ti accorgi, mentre succhi quel gelato<br />
di fragole che ti tinge la bocca di violetto,<br />
che ti stai succhiando l’anima, troppo dolce<br />
e fredda e saporita, ma già pronta a sciogliersi, a sparire.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">La corruzione è così facile, pulita e onesta.<br />
Le parole di tua madre, della tua maestra,<br />
delle tue compagne, ti spingono come una<br />
vitella di carne chiara verso la macellazione.<br />
Non si sa quando comincia questa sottile<br />
corruzione dell’integrità umana,<br />
se dentro il ventre buoi dell’eredità<br />
quando l’ossigeno lo succhiavi col sangue<br />
in una boccata amara che ti riempiva i polmoni,<br />
oppure dopo, nelle fasce di spugna che ti<br />
stringevano il corpo deforme e arrossato.<br />
Oppure dopo, fra le braccia amorose di un padre<br />
impiegato che ti insegnava la prima A, la prima O.<br />
oppure dopo ancora, dentro una veste rosa,<br />
stringendo al petto la bambola dai capelli veri,<br />
che fa la pipì da un buco di plastica molliccia,<br />
per la tua educazione di mamma futura e ardente.<br />
O dopo ancora, sul banco laccato di un asilo,<br />
mentre una maestra miope e paziente ti insegna<br />
a disegnare casette con giardini e fiori gialli alati.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Ed ecco che ti svegli e sei già corrotta,<br />
la convinzione del tuo destino servile ti<br />
si è piantato in testa come un chiodo che<br />
tiene fermi per sempre i tuoi pensieri, le tue<br />
certezze , i tuoi sensi, le tue voglie, le tue paure.<br />
<em>Quel choido ti ha fissato con un colpo splendente<br />
nel buio ordinato e assennato del firmamento sociale</em>.<br />
Un chiodo infilato csì bene e così a fondo<br />
<em>dentro le viscere del tuo cervello delicato</em><br />
che dopo penserai di essere nata così, cornuta,<br />
come quello strano animale, il liocorno,<br />
bello e mai esistito, eppure dipinto e<br />
cantato e concimato dalle fantasie del mito.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Ma se tu, fin da principio accetti te<br />
come persona intera, senza incrinazioni o ammacchi,<br />
se tu accetti di guardare con occhi franchi<br />
il mondo, le voglie, i raggiri, l&#8217;eternità,<br />
vedrai, ti cambierà la vita fra le mani,<br />
e la tua testa camminerà da sola e ti sembrerà<br />
strano e bello e forse pauroso, ma la mortificazione<br />
l&#8217;avrai pestata come la serpe di tutte le vergogne<br />
e i dolori ti sembreranno più veri, più radiosi.<br />
Prendi per una volta la faccia del tuo ragazzo<br />
fra le mani, senza tremare per l&#8217;ardimento,<br />
piegagli la testa da una parte con tenerezza e<br />
bacialo tu, mordendogli un poco il labbro superiore.<br />
<em>Sembra una cosa semplice, ma è più facile<br />
che un cammello entri nella cruna di un ago<br />
piuttosto che una donna abbia la forza di<br />
essere se stessa, nella sua carne e nei suoi pensieri.</em><br />
Digli a fior di labbro: come sei bello!<br />
E prendigli la mano e digli: mi piaci,<br />
ora ti bacio ancora per gioia e piacere mio.</p>
<p class="MsoNormal">
<p>E tu che sei vergine e ti vesti della tua verginità<br />
come di una bandiera tricolore ,sgargiante, spampinata.<br />
Tu che hai conservato questo bel fiore come un tesoro<br />
fra le tue gonne amate per anni e anni con tenacia<br />
e pazienza. Ogni tanto ti chiudi nel bagno,<br />
sola come un pesce nell&#8217;acqua della vasca insaponata<br />
e contempli il tuo gioiello radioso con occhi di<br />
gelosa avidità. Può bussare tuo padre, può bussare<br />
tua madre, la tua solitudine è così perfetta che<br />
le tue orecchie sono diventate di marmo e la tua gioia<br />
contemplativa è così arricciolata su se stessa<br />
che il tuo ventre si è fatto trasparente.</p>
<p><a href="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/10/mujeres.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-681" title="mujeres" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/10/mujeres.jpg" alt="" width="374" height="283" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Solitario, muto, fulgente, eccolo lì il piccolo velo<br />
biondo della tua integrità che credi naturale ed è sociale.<br />
Pssi le dita di cigno su quel tesoro adorato e<br />
non ti accorgi, non ti accorgi più che sei diventata<br />
una melensa avida avara conservatrice di te stessa,<br />
una guardiana feroce e impura della tua servitù storica.<br />
Conosco una ragazza, non tanto alto nè tanto bassa,<br />
con due seni chiari come meloni, che si è perforata<br />
da sola con le sue mani e dopo si è asciugata il sudore<br />
della fronte con le dita sporche di sangue e paura.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Tu no, tu ti siedi sul cuscino dei tuoi sensi ammaccati<br />
e calcoli come un severo ragioniere, le tue entrate,<br />
le tue uscite sul libro dei privilegi fatali.<br />
La verginità la conservi per apparire più pura<br />
e non ti sei accorta dell&#8217;impurità che ha marcito<br />
il tuo animo che ora puzza di muffa e di fanghiglia.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Ed eccoti là, il giorno che hai deciso. Sei sposa,<br />
sei amata, sei acconciata a festa. Hai avuto il<br />
permesso ufficiale di rompere quel piccolo opaco<br />
velo del tuo onore e oggi aprirai le gambe<br />
al potere carnoso del tuo padrone legale.<br />
Sei lì e tutto ti mortifica, ma la mortificazione<br />
la scambi per malessere naturale. C&#8217;è stato lo<br />
scambio dei regali. Sei passata come una bolla<br />
di saliva maliziosa sula bocca unta di olio<br />
dei tuoi cugini, zii, cognate, nonne, parenti<br />
che alludono al tuo prossimo sacrificio con<br />
sconcia allegria e ribalderia paesana.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Tu sei lì, sudata, fra i fiori e i pezzi di<br />
torta mangiucchiata su cui giacciono mozziconi<br />
di sigarette spente. Ti guardi intorno contenta<br />
perchè questa è la tua parte da recitare oggi,<br />
pura, festosa, solida, sorridente, consapevole<br />
degli occhi ansiosi che ti immaginano a letto,<br />
ritrosa e poi vogliosa, con sopar il tuo sposo<br />
trionfante, ambiguo, accaldato, che ti &#8220;fa&#8221; donna.<br />
Credi che il tuo malessere, la tua mortificazione<br />
siano cose bambinesche da negare e non sai che<br />
stai cacciando via da te mosche fastidiose.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">E poi viene la notte e ti chiudi nella stanza<br />
dell&#8217;amore accompagnata dalle fantasie voraci<br />
di tanti parenti e amici vestiti a festa.<br />
Ti sfili il vestito bianco, pesante, costoso.<br />
E lui, lo vedi, è lì, con i segni della canottiera<br />
sul petto magro, gli occhi accesi di straniero.<br />
La tua mano umidiccia corre all&#8217;interruttore<br />
della luce. Rimanete al buio, così mezzi nudi e ostili.<br />
Tu ti apparecchi, gentile e carnosa,<br />
a recitare adesso un&#8217;altra parte, quella di moglie<br />
alla prima notte di matrimonio, timida, impacciata;<br />
rassegnata, pudica, amorosa. Lui preme la sua<br />
bocca secca sulla tua. Poi ti spinge all&#8217;indietro<br />
con un gesto di impazienza ed ecco, tu già ti abbandoni<br />
rovesciando sulle lenzuola la tua vergogna<br />
camuffata da obbedienza  e docilità maritale.<br />
Sei sdraiata, immobile, impaurita e lui<br />
ti assale accanito e lesto. Per la testa ti corre<br />
l&#8217;immagine di un ricciuto macellaio che ti<br />
si butta contro col coltello sguainato.<br />
Ma chiudi gli occhi e ricacci il pensiero<br />
sacrilego e amorale. Qui c&#8217;è solo un marito<br />
che fa il suo dovere e una sposa novella<br />
da deflorare con trombe e squilli e scampanate.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/10/giant-woman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-678" title="giant-woman" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/10/giant-woman.jpg" alt="" width="290" height="400" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><em>A te hanno insegnato, vergine bella, come a me,<br />
a lei, a tutte, non a parole chiare e precise,<br />
ma con il linguaggio mutolo dei segni sociali,<br />
che il movimento è indice di partecipazione,<br />
che l&#8217;ignoranza è indice di innocenza, che<br />
l&#8217;immobilità è indice di accettazione.</em><br />
Te ne stai lì perciò, sposa soggetta e muta,<br />
nuda e ferma, senza sapere dove mettere le mani,<br />
senza sapere dove posare gli occhi, senza<br />
sapere cosa dire o cosa fare, aspettando da lui tutto,<br />
l&#8217;insegnamento primo dell&#8217;amore e della vita.<br />
Ed ecco che il padrone, con paterna pazienza e<br />
paterno affetto, ti forza con dolcezza, ti rompe<br />
la carne dell&#8217;infanzia tu provi sgomento e<br />
non dolore ma la tradizione dice che a questo punto<br />
tu devi recitare la scena della resa e allora<br />
gigrigni i denti e trasformi il tuo sconforto in dolore.<br />
Intanto il signore, l&#8217;uomo, si muove secondo un<br />
ritmo che lui ben consce e tu no, si propone<br />
con cocciuta baldanza di arrivare al godimento<br />
e per fare questo ti preme, ti incalza, ti schiaccia<br />
sotto il peso maschio della sua insicurezza.</p>
<p class="MsoNormal">Se è un tipo pudico, si accontenterà della tua<br />
fissità silenziosa. Se è un tipo estroverso,<br />
ad un certo momento ti chiederà: ma tu non provi niente?<br />
prova a godere! E tu, la sposa in bianco, ripescherai<br />
nella memoria i film, i libri, i racconti che<br />
dicono come e quando una donna manda degli<br />
urli da scannata poichè il suo uomo le scava<br />
il ventre con la sua carne frolla e inamidata.<br />
Urlerai, non sapendo se per vergogna dell&#8217;oltraggio<br />
o per il disgusto di lui, di te, di quella resa<br />
calcolata, consacrata e festeggiata.<br />
Il tuo urlo sarà la tromba della sua vittoria.<br />
Esprimerai così, con scema rassegnazione, il piacere<br />
amaro e mielato di essere dichiarata proprietà privata,<br />
crocifissa sopra un letto d&#8217;amore matrimoniale.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><em>Ma se tu, sposa mia, provassi a cambiare<br />
il tuo cuore rovesciandolo sottosopra </em>?<br />
Se tu, anche avendo fatto il grave errore<br />
di conservare il tuo perfido tesoro fra le gambe innamorate,<br />
se tu lo affrontassi così:<br />
&#8220;marito mio, spogliati che voglio vedere come sei fatto!<br />
Bene, ora mi spoglio io&#8221;. E poi<br />
gli dici: &#8220;guarda che io sono vergine, ma<br />
è un caso, una cosa che non ti riguarda,<br />
non l&#8217;ho fatto ne per te ne per nessuno,<br />
ma solo perchè ho ceduto ad un lungo atto d&#8217;amore<br />
per me stessa. Ora uniamoci, ma decido io come,<br />
perchè questa verginità muoia senza colpi cattivi.<br />
Ecco, sdraiati. Io mi metto accanto a te. O forse<br />
sopra. Quando si è sopra ci si muove meglio<br />
e si può guidare l&#8217;orgasmo come si vuole.</p>
<p class="MsoNormal">Se poi non ci riesco, proverai tu a metterti sopra,<br />
ma quando lo dico io. E non ci saranno urli e<br />
lamenti, ma solo abbracciarsi silenzioso&#8221;.<br />
E meglio ancora se pretenderai da lui che<br />
ti accarezzi con dolcezza il petto e i fianchi.<br />
chiedigli che ti mostri il suo amore tanto<br />
declamato baciandoti sul sesso addormentato,<br />
con morbidezza. Diffida da chi crede che il coito<br />
sia un atto di brutalità e di prepotenza.<br />
Non è virilità quella ma sadismo e il sadismo<br />
nasconde sempre debolezza e vizio.<br />
<em>La forza rende delicati e dolci, la paura<br />
e la fragilità armano di spade gli infigardi</em>.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/10/libera-anarchia.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-679" title="libera-anarchia" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/10/libera-anarchia.jpeg" alt="" width="120" height="235" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Ma è tanto più giusto e generoso, che al<br />
primo grande amore, che sia a quindici o<br />
a diciotto non importa, tu butti nel cesso<br />
la tua verginità malata assieme con le tue<br />
ansie puberali, e prendi in mano il sesso<br />
del tuo compagno, per guidarlo tu<br />
trionfante e sicura verso la gioia vorace<br />
del tuo ventre innamorato. <em>Tu credi di avere<br />
paura della natura, ma le paure sono solo sociali</em>,<br />
credimi, tu non temi il dolore ma il giudizio altrui.<br />
Non puoi subire sempre per paura, a costo di diventare<br />
come tua madre e come tua nonna, un anello<br />
nella catena dolce- violenta della continuità patriarcale<br />
che ti serva ddolcita senza saperlo.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Prendi quel sesso che ti vuole dominare con<br />
la sua protervia di maschio antico,<br />
stringilo ben bene e non avere paura,<br />
è solo carne e il suo sangue non è più solido del tuo.<br />
Non spettare che sia lui<br />
a fare, a decidere, a muoversi, a cominciare.<br />
Non farti usare. Se tu fai l&#8217;oggetto, lui farà<br />
subito il soggetto, è come un gioco di acciaio puro.<br />
Colui che prende, che fa, che decide, ha ragione poi<br />
a dire: l&#8217;ho presa, l&#8217;ho posseduta, è mia!<br />
Perchè tu ti sei fatta prendere, possedere.<br />
<em>Mentre un corpo umano non si possiede mai.</em></p>
<p class="MsoNormal">Un corpo, una mente, un cuore, un fiotto<br />
di sangue e di sentimenti animati, volerli<br />
possedere è un sacrilegio. Se tu saprai questo,<br />
il tuo fare l&#8217;amore non sarà più una resa.<br />
Tu non sarai colei che si fa fare, come i maschi<br />
vogliono che tu credi, per toglierti l&#8217;anima<br />
dal petto senza dolore. Tu darai, come lui,<br />
parteciperai all&#8217;amore, con tutta la furia,<br />
il candore, l&#8217;egoismo, l&#8217;odio e l&#8217;orgoglio<br />
necessari, distruggendo il vecchio ammuffito<br />
pudore e imparando a riconoscere il nuovo<br />
pudore, quello reale, violento, razionale.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Il pudore sociale che tu credi naturale</em><br />
vuole che tu sia ritrosa, ambigua, dolce.<br />
<em>Il pudore vero sta rinchiuso come un tuorlo</em><br />
dentro l&#8217;uovo, ricco, fiammante, e vitale:<br />
<em>Questo pudore ti insegna il senso della tua integrità</em><br />
di cuore, bada bene, non di una carne fatta<br />
simbolo sociale. Sii tu a baciarlo, a spogliarlo,<br />
a carezzarlo, senza per questo rifiutare le sue<br />
carezze e i suoi baci, ma che sia chiaro chiarissimo<br />
lampante che siete in due a fare l&#8217;amore, non uno solo<br />
sopra l&#8217;altro, contro l&#8217;altro, a danno dell&#8217;altro.</p>
<p class="MsoNormal">Rifiuta il gioco del corri e scappa che può<br />
divertire ma alla fine ti porterà alla trappola.<br />
<em>La civetteria è un&#8217;arma così povera e infelice<br />
che poi quando sei incastrata contro un muro<br />
non ti rimane che sorridere e acconsentire.</em><br />
Ma non c&#8217;è niente da nascondere, lo vuoi capire.<br />
Devi prenderti il tuo piacere da lui come<br />
lui lo prende da te, senza infingimenti,<br />
con pari entusiasmo e passione. Fagli la corte,<br />
inseguilo, parlagli apertamente. Decidi tu<br />
quando vuoi fare l&#8217;amore, non lasciarlo mai<br />
pregare e supplicare, perchè poi quando deciderai<br />
non sarà più una decisione ma un cedimento<br />
e subito lui urlerà di essere il tuo padrone<br />
e avrà ragione perchè sarai vinta e<br />
non vincitrice, avrai accettato la regola<br />
del cacciatore che corre appresso alla preda.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/10/woman_vote1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-684" title="woman_vote1" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/10/woman_vote1.jpg" alt="" width="317" height="418" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Ovidio è morto e le sue ossa ora<br />
sono diventate leggere come vetri, i suoi<br />
succhi vitali sono stati mangiati dalla terra che<br />
ha nutrito con volvoli e ortiche e faggi.<br />
Sono passati secoli e secoli di ardimenti,<br />
diguerre, di rivoluzioni e di trasformazioni.<br />
Ma le sue parole sprezzanti e dolciastre<br />
sulle donne sono rimaste vive. Si possono<br />
trovare milioni d&#8217;uomini che la pensano uguale,<br />
con torva ilare sicurezza, convinti che le<br />
regole a cui si rifanno sono naturali ed eterne.<br />
sento già la voce irsuta dei mie amici<br />
rivoluzionari che mi dicono: anche l&#8217;uomo<br />
è sfruttato, anche lui è vittima dell&#8217;oppressione,<br />
non perdete di vista la lotta di classe con queste fumisterie.</p>
<p class="MsoNormal">Lo so, lo sappiamo, non gridate tanto,<br />
l&#8217;intolleranza che mostrate è segno di paura.<br />
Di che avete paura? di scoprirvi oppresssori anche<br />
quando siete oppressi? di trovare in fondo al<br />
cuore una cosa dolce e scura che preferite non<br />
portare al sole perchè si potrebbe trasformare<br />
in una fiammata di razzismo buoi e selvaggio?<br />
La donna, amici e compagni, è stata tenuta<br />
fuori dalla storia, con mani e piedi di latte.<br />
Fuori dal potere, con occhi rosati di coniglio,<br />
e labbra umili di porcellino d&#8217;india.<br />
Fuori dal tempo con mammelle piene di crema acida<br />
e capezzoli gonfi di bionda abbondanza.<br />
Fuori dalla ricchezza, con ventri colmi di seme nero<br />
e caviglie pesanti di stanchezza.<br />
Fuori dalla gloria, con braccia laboriose<br />
e fulgide, con denti molli di diamante.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Provate a essere donna, per un giorno solo,<br />
provate la leggerezza, l&#8217;oltraggio, la denigrazione<br />
che si sono fatte carne nella carne e<br />
nessuno ci bada più per niente affatto.<br />
Provate a cercare un posto, una lavoro<br />
che non sia di asina da soma, che non sia l&#8217;esposizione<br />
e la vendita di una pelle levigata che aggrinzisce<br />
al primo autunno. Provate a servire, quando la<br />
servitù vi è comandata come una necessità,<br />
un&#8217;antica innata tendenza del corpo femminile.<br />
Provate a lavorare per un padrone che sarà<br />
proprietario del vostro sorriso oltre che<br />
del vostro lavoro; padrone del vostro animo<br />
e del vostro ruvido cervello che in qualsiasi<br />
momento penserà di poter stritolare<br />
fra due dita unte di grasso, come una mosca.<br />
Provate a cucinare, cucire, lavare, stirare,<br />
scopare, pulire, strigliare. E dopo mi direte<br />
cosa rimane del vostro bel fiato d&#8217;uomo forzuto.</em></p>
<p class="MsoNormal">Provate sempre a dire sì, ad aspettare<br />
l&#8217;imbeccata, a chinare la testa, a ringraziare<br />
di cuore. E poi saprete cosa vuol dire diventare<br />
cieche tartarughe nelle mani di avidi Apolli<br />
dalle dita palmate e i denti di acciaio brunito.<br />
Provate a stare sotto, nell&#8217;amore, come coniglie<br />
squartate, le gambe aperte, il cuorte chiuso,<br />
aspettando che lui pèrenda il suo piacere<br />
come un&#8217;ape indaffarata e poi voli via,<br />
carico di miele e di superbia, convinto<br />
di avere lasciato sul corpo femmina di lei<br />
il marchio della sua virilità infuocata.<br />
Provate, provate, provate, e poi saprete cosa<br />
significa disprezzare se stesse senza saperlo,<br />
amare la propria prigionia senza capirlo,<br />
perdere l&#8217;orgolgio fino al punto di buttare<br />
in pasto agli dei paralitici e gessosi<br />
che hanno fatto del mondo un palcoscenico<br />
per le loro gesta di nevrotici pupazzi.</p>
<p class="MsoNormal">Perciò compagni ombrosi, sappiatelo, non basta<br />
diventare una classe sola, abolire la proprietà privata.<br />
Finirà lo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, ma<br />
non quello triviale e grandioso, istintivo e antico<br />
dell&#8217;uomo sulla donna. E sai perchè mio gallo<br />
dal fiato arso e bruciante? Perchè la libertà<br />
non si riceve come un regalo involtato dentro<br />
la carta d&#8217;argento e buonanotte e basta e grazie mille.<br />
<em>La donna può liberarsi solo da sè, con la sua testa,<br />
e le sue mani, imprando a conoscere la sua diversità,<br />
i suoi sonni storici, le sue vere voglie, i suoi autoinganni.<br />
Ma da sè, solo da sè, con pena e guerra</em></p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignnone" src="http://www.controviolenzadonne.org/images/femministe.jpg" alt="" width="460" height="228" /></p>
<p class="MsoNormal">Tu donna bella che hai sapore di fiordaliso.<br />
hai la pelle vanagloriosa di uccello esotico,<br />
e le labbra di pietra lunare, e gli occhi di<br />
roccia incolore, i capelli di perle filate, i denti<br />
zuccherini, la lingua marmorizzata, le ciglia<br />
aguzze e fini come piume, tu che rigiri i tuoi<br />
fianchi ambrati sotto la stoffa ruvida e leggera,<br />
hai imparato molto bene le leggi del mercato:<br />
io vendo il mio corpo, tu vendi il tuo potere,<br />
io vendo la mia dignità di farfalla alata,<br />
tu vendi il tuo avere, il tuo sapere.<br />
<em>Pensi di essere normale perchè il mondo<br />
cammina così e tu ci sei dentro fino al collo<br />
e non hai scelta nè destino all&#8217;infuori<br />
del tuo corpo bello e levigato e ottuso.</em></p>
<p class="MsoNormal">Per te le donne sono tutte nemiche e<br />
le disprezzi con noia e calore. Ed è naturale<br />
perchè essendo una merce in vendita, hai paura<br />
della concorrenza. Non ti sei accorta<br />
che l&#8217;anima ti si è incollata ai polmoni,<br />
per il troppo vendere e patire, gli occhi sono<br />
diventati due ghiaccioli. La pelle ti è<br />
diventata tesa e cattiva. <em>Vendere il tuo corpo<br />
che cos&#8217;è? niente, tu pensi. E invece è tutto.<br />
Perchè non esiste un&#8217;anima e un corpo<br />
nemici fra loro e imparentati malamente,<br />
ma una solo tenerezza e un soilo orgolgio di re<br />
che hai schiacciato te. Tanto, ti hanno insegnato,<br />
il corpo della donna non vale una cicca spenta,<br />
che lo vendi o lo regali fa lo stesso.</em></p>
<p class="MsoNormal">Ma quella che subisci è una commedia, la commedia<br />
dell&#8217;inganno. Tu inganni te stessa pensando<br />
di farti oggetto e ti metti in vendita con<br />
un cartello al collo, soavemente, con fiocchi<br />
e ghirlande e collane d&#8217;ambra, in una parodia<br />
d&#8217;amore che ti fa iridescente e stregata.<br />
Lui ti inganna pensando di usarti come userebbe<br />
un&#8217;automobile, per prendere il fresco, godre<br />
della velocità, farsi vedere in giro, vantarsi.<br />
ti usa e poi ti disprezza per l&#8217;uso che fai di te.<br />
E tu accetti questo disprezzo con candida serietà.<br />
Tu stessa pensi di essere disprezzabile,<br />
perchè credi nella purezza borghese ipocrita<br />
languidamente, con sogni accesi di rabbia<br />
che ti corrugano la fronte di iena addolorata.<br />
Tu credi di essere debole, perduta, peccatrice,<br />
ti condanni e cerchi di salvare solo qualche<br />
pezzettino di perbenismo dietro la facciata<br />
di un salottino Impero, di un bel vestito fresco,<br />
di una borsetta bianca, di una lunga macchina sportiva.<br />
Diventi più feroce di un leopardo nel difendere<br />
gli interessi costituiti, la famiglia, l&#8217;onore,<br />
l&#8217;amore romanzasco, la maternità, le trine<br />
spiegazzate del tuo petto di ragazza bella.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Diventi la sfinge portinaia della casa<br />
della tradizione, abbracci gli uomini con odio,<br />
e freddo calore, ma dai la colpa solo a te,<br />
al casa, a Dio.</em> Non ti viene nemmeno in mente,<br />
nella tua aderenza al tuo destino fisiologico,<br />
che sei l&#8217;agnello dolce e piagato di un lupo<br />
rapace che ti porta via la carne a pezzi,<br />
con umile pertinacia, e incolla la bocca sul tuo collo<br />
sottile e bianco come per baciarti,<br />
ma quando è pieno e gonfio del tuo sangue,<br />
si volta verso di te e ti guarda con commiserazione<br />
e se gli va, ti sputa in faccia il suo disprezzo.<br />
Se tu solo capissi le tue ragioni e il sopruso<br />
orrendo, vizioso e perfido che ti fanno tutti i giorni,<br />
dentro un letto improvvisato, nell&#8217;odore<br />
mielato del seme e del sudore che scivolano dal corpo<br />
del tuo compratore impudicamente, e ti lasciano<br />
pesta e lorda ed estranea a te stessa, per un pò<br />
di soldi agognati. Se tu capissi questo forse continueresti<br />
a venderti, ma ti organizzeresti, metteresti su<br />
un diritto, una coscienza politica, un nuovo ardore.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://apienavoce.files.wordpress.com/2008/10/simonedebeauvoir.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-685" title="simonedebeauvoir" src="http://apienavoce.wordpress.com/files/2008/10/simonedebeauvoir.jpg" alt="" width="256" height="377" /></a></p>
<p class="MsoNormal">E tu che sei madre. Con la falce di luna alla caviglia,<br />
e il corpo rasato di suora,<br />
e gli occhi appannati e le guance assonnate.<br />
Tu che ti fai mettere sugli altari dorati<br />
e apri e chiudi la tua vita per quei figli<br />
armoniosi che ti hanno dato da fasciare e baciare.<br />
Tu che piangi di orgoglio per la tua castità<br />
e il tuo onore di madre pidocchiosa e adamantina.<br />
Tu credi di essere una donna e invece sei un vaso,<br />
un sacco, una vagina vestita di nero, piena di rispetto<br />
e di mistero. Tu sei il recipiente<br />
Dell&#8217;uomo e in nome del tuo contenuto ti si chiede fedeltà,<br />
rinuncia, sacrificio, amore eterno.</p>
<p class="MsoNormal">Tu credi di esistere, bardata di argenti,<br />
la corona in  testa di regina madre,<br />
i piedi chiusi dentro scarpe felpate,<br />
il ventre fasciato dentro benede fatate.<br />
E invece sei morta. La tua vita l&#8217;hai persa<br />
nel momento che ti sei lasciata spaccare<br />
la carne dalla testa molle e lucida del<br />
primo filgio adorato che sa di paraffina.<br />
La morte certo è dolce e pudica.<br />
Se poi uno morta fa anche le faccende di casa,<br />
e lava e stira e cuce e risponde sì signore,<br />
ecco trovata la soluzione degli enigmi familiari.<br />
Uno morta si può anche venerare e baciare e<br />
colmare di tenerezze e ambigue carezze filiali.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Ma se tu per un momento ti guardi allo specchio<br />
e ti chiedi: c&#8217;è qualcosa di vivo in me?<br />
Se tu fai l&#8217;atto di aprire la bocca per gridare,<br />
se tu fai un segno rosso di vita sulla tua<br />
immagine marmorea di morte, sei subito assalita.</em><br />
Ti si dirà che sei noiosa e vecchia e<br />
stupida ed egoista e vanitosa e inumana.<br />
E tu, per gentilezza d&#8217;animo e candida bontà,<br />
per un equivoco senso del dovere e per amore,<br />
pieghaerai la testa e ti acconcerai a rimanere<br />
quella cosa morta, graziosa e tenera che è<br />
una madre serva che gira per la casa come un fantasma<br />
indaffarato, silenzioso, ardente.</p>
<p class="MsoNormal">Popolana serissima, gentile, tu guardi con i tuoi occhi<br />
spenti il mondo che ti opprime<br />
e lo ringrazi per la sua oppressione, perchè<br />
sei convinta nella tua testa aerea, che sei nata<br />
per servire, per riverire, per faticare<br />
e se i figli ti mantengono la giudichi<br />
una grazia a ti tiri indietro e te ne stai<br />
silenziosa, chinando la testa arresa<br />
al grande favore che ti fanno lasciandoti vivere,<br />
sfruttandoti teneramente, senza parere.<br />
<em>E&#8217; così bello amare una madre-vittima,<br />
una madre-agnello.</em> Al figlio duole il cuore<br />
nel petto vedendola invecchiare precocemente,<br />
sempre pronta a pulire, lavare, stirare e<br />
amorevolmente fare da mangiare ai figli<br />
e ai figli dei suoi figli, senza mai protestare.</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignnone" src="http://www.photocompetition.it/mostre/mostra_95_1.jpg" alt="" width="278" height="278" /></p>
<p class="MsoNormal">E&#8217; facile amare chi rinuncia alla sua vita<br />
per noi, chi non ha sesso nè pensieri che non siano prevedibili,<br />
terragni, virtuosi<br />
eppure, neanche questo basta. Una donna vecchia<br />
sa, da come viene guardata in tram o al mercato<br />
quanto poco conta e quanto disgusto ispira agli altri.<br />
La sua vecchiaia non fa pensare alla ricchezza,<br />
alla saggezza, agli onori, all&#8217;esperienza.<br />
La sua vecchiaia fa pensare solo alle rughe,<br />
alla pancia ammuffita, all&#8217;alito cattivo,<br />
agli occhi lagrimosi e per chi ha fantasia,<br />
al suo bianco e rugoso sesso senza peli.<br />
se ottiene rispetto e tenerezza è solo in<br />
famiglia, dai figli e dai nipoti che la vedono<br />
come una faccendiera disponibile e svagata.</p>
<p class="MsoNormal">Ma fuori, nella vita, è solo una vecchia,<br />
una strega, una befana, un fagotto ridicolo<br />
e fastidioso. Perchè non si decide a morire?<br />
A meno che non abbia la fortuna di essere<br />
la madre di un uomo famoso, di un gran politico.<br />
Allora sarà riverita e servita, ma per lui<br />
mai per sè, perchè ha avuto il grande privilegio<br />
di essersi fatta mangiare le viscere da un genio<br />
che è uscito da lei con grande dolore e sangue.<br />
Una donna vecchia è una nullità, vale meno di<br />
un soldo bucato. Una donna vecchia è solo un corpo<br />
avvizzito che tarda a morire per egoismo e malignità.<br />
Mentre l&#8217;uomo vecchio è carico della sua vita,<br />
la donna vecchia è carica solo della sua morte.<br />
Un uomo vecchio si ammette che abbia sete<br />
di carni bambine e tocchi e sussulti e cerchi<br />
di fare sue due gambe morbide e affusolate.</p>
<p class="MsoNormal">Una donna vecchia che abbia fame di carne<br />
da baciare è considerata un&#8217;arpia,<br />
una pervertita che va subito rinchiusa in un manicomio.<br />
La sua esperianza, il suo passato, la sua sapienza,<br />
i suoi pensieri contano quanto quelli di un cane.<br />
La si butta in un angolo e buonanotte.<br />
Ma se voi, donne vecchie, madri astute,<br />
cominciate a pensare che anche voi avete un sesso,<br />
e una testa che macina pensieri ardenti<br />
e due occhi accesi e due mani capaci e<br />
un cuore affamato, se voi penserete che<br />
siete quello che siete per sopraffazione e<br />
gloria dei peggiori istinti dell&#8217;uomo,<br />
forse non avrete vergogna e adichiarare che<br />
un bel ragazzo vi piace e potrete anche<br />
carezzarlo senza sentirvi bruciare la mano di terrore.<br />
Potrete baciarlo chiudendogli<br />
gli occhi con due dita. Poichè l&#8217;estrema gioventù<br />
e la vecchiaia sono portate all&#8217;amicizia.<br />
E ai ragazzi piace essere amati dalle madri,<br />
di un amore carnale lucidissimo e tenebroso.</p>
<p class="MsoNormal">Se penserete che la vecchiaia non è una colpa<br />
di cui vergognarsi, se penserete che quello<br />
che fa viva una donna non è soltanto la freschezza<br />
della pelle e di un apio di labbra tornite,<br />
se penserete questo vi sbarazzerete dei vostri lugubri<br />
vestiti da fanstasmi che puzzano<br />
di cipolla e di varecchina, allungherete le vostre mani<br />
tremanti sui corpi degli adolescenti che hanno<br />
bisogno di essere amati come in un sogno,<br />
di tutto cuore e con terribile indulgenza.<br />
Se saprete questo non sarete più vecchie,<br />
e inutili ma forti e utili. Se imparerete<br />
a non confondere la casa con il mondo,<br />
a non contaminare del vostro nero di seppia<br />
le cose luminose e dolorose che vi circondano,<br />
se imparerete a pensare con la votra testa,<br />
a ridere con la vostra gola, a giudicare<br />
con il vostro cuore maturato dal tempo,<br />
sarete amate di un amore meno stupido e<br />
mordente, meno assillante e nero. Perderete<br />
in morbosità ma guadagnerete in ricchezza<br />
di anima e di cervello e autonomia di cuore.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Ma tutto questo non sarà finchè la donna<br />
non scoprirà che è diventata diversa<br />
dall&#8217;uomo per ragioni storiche e non naturali.</em><br />
<em>Una storia mimetica da colonizzate ci<br />
ha fatto come siamo, deformi, candide,<br />
accanite, incerte, passive.</em> E&#8217; da questa<br />
storia che dobbiamo tirare fuori i nastri<br />
che ora sono lacci che ci legano le mani<br />
e domani saranno bandiere sbattute al sole.<br />
Donne mie amate predilette e disgraziate,<br />
donne feroci nell&#8217;odio di voi stesse e<br />
pieno di zelo poliziesco per maore della proprietà,<br />
dell&#8217;onore, della conservazione,<br />
dell&#8217;artificio, della gerarchia, della gloria,<br />
vi siete identificate con l&#8217;uomo per sfiducia<br />
in voi stesse, avete seguito il modello maschile<br />
del forte virile sicuro<br />
e con questo avete tradito le vostre compagne<br />
le donne di tutti i tempi perchè voi pensate che<br />
la donna è fatta di fango e avete coperto<br />
questo fango con unno strao di porcellana lucente.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Ma il fango lo sentite come una colpa, lo odiate,<br />
e per non farlo mai apparire in superficie,<br />
passate giornate intere a riparare le crepe<br />
e i fori nella vostra bella porcellana bianca.<br />
Ma ora basta, spacchiamo questa copertura dura,<br />
che ci tiene manse e segrete e fatate.<br />
Prendiamo il coraggio di frugare dentro quel fango<br />
e scopriremo che è un fango prezioso<br />
nella sua umiltà, che si è fatto robusto e bello<br />
pronto per costruire case e giardini.<br />
No c&#8217;è da vergognarsi del fango della storia,<br />
del fango della servitù, perchè è il nostro onore,<br />
dela fango dell&#8217;oppressione perchè quello che<br />
ci fa oggi innocenti e forti e coraggiose,<br />
incontaminate dal potere, colombe da cortile.<br />
Usiamo quel fango per costruire nuove donne<br />
meno belle forse e levigate, ma più salate<br />
del sale dell&#8217;orgoglio e dell&#8217;amore.</em></p>
<p class="MsoNormal">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eric Drooker]]></title>
<link>http://hugomontenegro.wordpress.com/2008/06/17/eric-drooker/</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:26:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>hugomontenegro</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.drooker.com"><img src='http://www.drooker.com/graphics/images/The-Lion-for-Real.jpg' alt='whale' class='alignleft' /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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