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	<title>dubbio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/dubbio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dubbio"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 21:09:10 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Almanacco del Giorno - 10 Dec. 2009]]></title>
<link>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/12/10/almanacco-del-giorno-10-dec-2009/</link>
<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 03:58:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola di Bowery</dc:creator>
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<description><![CDATA[The L Mag - You Want Literary Culture, Move to Europe (Dude, I Wouldn&#8217;t Know About That): Kirk]]></description>
<content:encoded><![CDATA[The L Mag - You Want Literary Culture, Move to Europe (Dude, I Wouldn&#8217;t Know About That): Kirk]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'incantatrice (Un lontano intoccabile)]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/11/28/lincantatrice-un-lontano-intoccabile/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
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<description><![CDATA[La fede nella parola è ciò che io definisco Classico. Il dubbio sulla parola è ciò che io definisco ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La fede nella parola è ciò che io definisco Classico. Il dubbio sulla parola è ciò che io definisco ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Noi siamo quello che pensiamo di essere]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/25/noi-siamo-quello-che-pensiamo-di-essere/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 07:30:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pensiero Positivo: Pensiero Nuovo? Quella corrente di pensiero spirituale che oggi viene chiamata Pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pensiero Positivo: Pensiero Nuovo? Quella corrente di pensiero spirituale che oggi viene chiamata Pe]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[QUELLI CHE IL FITNESS ]]></title>
<link>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/11/20/il-fitness/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:04:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono due giorni che ho un dubbio che mi gira per la testa. Sono due giorni che dico si vado e poi c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://mammanonlosa.wordpress.com/files/2009/11/fitness.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-262" title="FITNESS" src="http://mammanonlosa.wordpress.com/files/2009/11/fitness.jpg" alt="" width="100" height="150" /></a>Sono due giorni che ho un dubbio che mi gira per la testa.<br />
Sono due giorni che dico si vado e poi c&#8217;è qualcosa che mi frena.<br />
Il dubbio è se tornare in palestra o no.<br />
La testa dice si il cuore dice no. Il culo dice si la pigrizia dice no ben fomentata dai 1000 sensi di colpa del caso.<br />
Sono tornata al lavoro alla scadenza dei tre mesi di maternità, ma sono ancora nella fascia allattamento quindi intorno alle 14.00 sono a casa a giocare con Cippa Lippa. Il problema quale è allora? Che alle 17.00 torna dall&#8217;asilo la seconda polpetta e io per due volte la settimana dovrei andare in palestra proprio a quell&#8217;ora e quindi non la vedrei per tutto il giorno.<br />
Una persona sana di mente accetta la situazione e si iscrive.<br />
<!--more-->Una mamma non ci riesce è troppo complicato pensare che in quelle due ore i tuoi figli non avranno bisogno di te e forse manco ti penseranno.<br />
Poi ai mille dubbi subentra anche se non ce la faccio perchè la notte non dormo o non ce la faccio perchè sono troppo stanca? E li è la fine vedi in lontananza la porta della palestra che si chiude e il foglio dell&#8217;abbonamento diventa sempre più sfocato così che non riesci a capire se in quella mezz&#8217;ora in cui potresti andare c&#8217;è una lezione che puoi fare o no.<br />
Palestra vuol dire fatica che si aggiunge alla fatica tu pensi prima o poi finirà ma sai in cuor tuo che non finirà mai anzi in un botta di ottimismo sei convinta che può solo peggiorare.<br />
Quindi alzi il tuo bel culetto da donna cha ha partorito da 6 mesi e cerchi di fare qualcosa.<br />
Anche queste so soddisfazioni&#8230;&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[RAFFORZARE LA PRESENZA CRISTIANA SU INTERNET: L’IMPEGNO DEI VESCOVI EUROPEI SUI NUOVI MEDIA]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/13/rafforzare-la-presenza-cristiana-su-internet-l%e2%80%99impegno-dei-vescovi-europei-sui-nuovi-media/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:34:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; La Chiesa non può ignorare Internet: è quanto sta emergendo con fo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; La Chiesa non può ignorare Internet: è quanto sta emergendo con fo]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[The Alphabet Killer - Dvdrip (2008)]]></title>
<link>http://filmrapidshare.wordpress.com/2009/11/11/the-alphabet-killer-dvdrip-2008/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 19:43:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>sentinel74</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tratto da una storia vera in cui un&#8217;agente di polizia, Megan Paige (Eliza Dushku), specializza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2608" title="locandinaw" src="http://filmrapidshare.wordpress.com/files/2009/11/locandinaw.jpg?w=202" alt="locandinaw" width="202" height="300" />Tratto da una storia vera in cui un&#8217;agente di polizia, Megan Paige (Eliza Dushku), specializzata nel fotografare le scene del crimine, viene perseguitata dagli spiriti delle vittime dell&#8217;assassino e non la lasceranno in pace finché il loro uccisore non verrà smascherato.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p><a href="http://www.megaupload.com/?d=0M0FBJBY">http://www.megaupload.com/?d=0M0FBJBY</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'elezione dello scegliere: il Dubbio (Doubt) di John Patrick Shanley ]]></title>
<link>http://cinefilab.wordpress.com/2009/11/11/lelezione-dello-scegliere-il-dubbio-doubt-di-john-patrick-shanley/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:50:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni Scarafile</dc:creator>
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<description><![CDATA[La vicenda da cui il film è tratto è ambientata nel 1964, nel Bronx, nel collegio della Parrocchia d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La vicenda da cui il film è tratto è ambientata nel 1964, nel Bronx, nel collegio della Parrocchia di St. Nicholas. Il ’64 è l’anno successivo all’uccisione di Kennedy, la società americana vive ancora il trauma della perdita, ma è anche l’anno in cui si annunciano le novità del Concilio Vaticano II, le aperture della Chiesa finalmente non impaurita di andare incontro al mondo. Se questo è lo sfondo in cui si colloca la vicenda narrata dal film, sono proprio le parole pronunciate durante un’omelia da Padre Flynn, interpretato da Philip Seymour Hoffman, a fungere da detonatore della intera vicenda. Padre Flynn parla della centralità del dubbio nella vita di ciascun uomo. Che cosa è il dubbio? Solitamente si è portati a considerare il dubbio una parentesi passeggera, un’ombra da lasciarsi rapidamente alle spalle. Le nostre scelte sono effettivamente tali proprio quando, come diciamo, “non lasciano dubbi”. Scegliere è in realtà un processo dinamico. La scelta si compie quando si è in grado di operare una cernita, di isolare uno scarto. <em>Ciò che è scelto è ciò che si è riusciti a separare da quanto rimane non scelto</em>. In questo senso, vi è, in ogni scelta, una elezione. Non è un caso che proprio il verbo latino <em>eligere </em>risulti composto da <em>ex</em> e <em>legere</em>, venendo così ad assumere il significato ben preciso di “scegliere tra”. La pro-pensione, l’avvio di una scelta, è un processo graduale, si impone infatti gradualmente nella misura in cui un elemento, determinante in questo senso, viene identificandosi e distinguendosi rispetto ad uno sfondo di incertezza. Scegliere implica sempre, allora, una rinuncia. Va sottolineato che la stessa possibilità della scelta, intesa come processo dinamico, implica l’imprescindibilità del dubitare, ovvero quella componente di incertezza propria di ogni scelta. Quanto accennato se, da un lato, costituisce e consegna la stabilità nelle proprie operazioni, dall’altro, proprio mentre sancisce un distanziamento da ciò cui si è rinunciato, non può mai convertirsi in una rinuncia al potere del dubbio <em>tout court</em>. Rispetto allo scegliere, il dubbio ha una funzione strutturale e propedeutica e tale valore permane come pungolo costante e costante fonte di verificazione della legittimità delle scelte compiute. Le parole dell’omelia con cui si apre il film, mentre accennano ad un tale processo, permettono a noi spettatori di inquadrare anche le caratteristiche dell’altro personaggio principale del film, Suor Aloysius, interpretata da Meryl Streep. Proprio durante l’omelia, infatti, Suor Aloysius viene ripresa mentre metodicamente inibisce e autoritariamente reprime la distrazione di alcuni bambini seduti in chiesa. La prima scena del film è, in questo senso, una sineddoche, è cioè in grado di farci cogliere l’intero film basato sulla contrapposizione tra un atteggiamento aperto nei confronti della vita, incarnato dal giovane sacerdote, e un atteggiamento di chiusura, di difesa della gerarchia, incarnata da Suor Aloysius. In mezzo a queste due figure così diverse, si pone la giovane e forse troppo ingenua Sorella James, interpretata da Amy Adams, all’apparenza così facilmente influenzabile. Sister Aloysius incarna un atteggiamento piuttosto diffuso, definibile come <em>autosufficienza insulare</em>: talvolta siamo così radicati nelle nostre posizioni da non desiderare nemmeno di vedere oltre. Non solo tutto sembra essere in nostro possesso, addirittura i criteri stessi del vero e del falso, ma su tale rimozione del filtro con il mondo si è esercitata una forma di autogiustificazione assoluta. A quel punto, il risultato è di essere del tutto abbarbicati nel proprio sé. Chi volesse trovare una interessante declinazione di questo atteggiamento può vedere il film <em>L’Ospite inatteso </em>di Thomas McCarthy. Non è un caso se ne <em>Il dubbio</em>, ciò che è in grado di alterare lo stato di impassibilità di Suor Aloysius è l’imprevista irruzione del vento attraverso la finestre aperte nello studio. Nemmeno il vento deve venire a scuotere l’assoluta inamovibilità di Suor Aloysius! Il prosieguo dello sviluppo narrativo del film porta a dubitare della correttezza dell’atteggiamento di Padre Flynn nei confronti di Donald Miller, l’unico allievo di colore della scuola. Il chiarimento che ne segue è il teatro in cui si mettono in scena, in occasione dell’accusa mossa al sacerdote di aver molestato il ragazzo, gli stessi atteggiamenti dei protagonisti nei confronti della vita. Allora, è senz’altro rilevante la posizione di Suor Aloysius, che si dice sicura delle accuse mosse al prete; è senz’altro rilevante la posizione del prete, che mentre si difende richiama la forza del dubbio contro le granitiche certezze della suora; è senz’altro rilevante l’<em>attivazione dello sguardo</em> di Sister James. In tutto questo, si colgono enormi motivi di interesse, anche grazie alla interpretazione eccezionale degli interpreti. Mi sembra però che il vero motivo di interesse, almeno ai fini della nostra analisi, sia un altro. Nel confronto tra Padre Flynn e Suor Aloysius, ciò che importa davvero è la posizione che lo spettatore deve assumere per entrare nel film. La distanza che lo separa della storia raccontata del film, ambientata nel 1964, nel Bronx, nel collegio della Parrocchia di St. Nicholas, passa infatti in secondo piano. Valutare il comportamento di padre Flynn, decidere se egli sia innocente o meno, richiede una presa di posizione non solo nei confronti dell’atteggiamento di Suor Aloysius, ma anche un lavoro su se stessi per verificare in base a quali elementi si sta scegliendo di propendere dall’una parte o dall’altra. Capire quanto accade sulla scena richiede un intervento attivo dello spettatore chiamato in un certo senso a <em>schierarsi</em>, cioè ad attivare un atteggiamento di fronte al mondo non diverso dai due atteggiamenti che gli sono rappresentati davanti e all’interno dei quali egli si trova coinvolto. Mettendo a tema la scelta, scopriamo quanto è facile essere collocati dentro i propri pregiudizi e quanto difficile e faticoso prendere le distanze da ciò che sembra facile e naturale credere. È proprio quest’aspetto del film allora a consentirci di richiamare la potenza espressiva del cinema, così come era stata intuita, soprattutto da alcuni critici, alla nascita del cinematografo. Viene in mente, tra i molti possibili, una riflessione di Hugo Münsterberg, noto psicologo e filosofo di Harvard, autore di <em>The Photoplay: A Psychological Study </em>(1916), vissuto a cavallo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Muensterberg che aveva lavorato sul nesso tra cinema e percezione sensoriale, anticipando significativamente alcune posizioni della psicologia della forma, osservava: “il film esiste non sulla celluloide e neppure sullo schermo, ma solo nella mente che lo attualizza conferendo movimento, attenzione, memoria, immaginazione ed emozione a una morta serie di ombre”. Lo spettatore è non soltanto chi assiste alla rappresentazione, ma in un certo senso chi vi prende parte, chi non ne rimane escluso. Il cinema, di conseguenza, non è soltanto un momento di evasione o un pre-testo, ma ciò che ci porta nei pressi della cosa, come confermato da Gadamer in riferimento all’immagine: “Quanto più uno si immerge in essa, tanto più anche è in rapporto con il rappresentato”. Guardare due personaggi del film che discutono animatamente di certezza e di dubbio non è sufficiente. Noi stessi siamo portati ad interrogarci sul significato di quelle due dimensioni ed in seguito ad una tale interrogazione siamo abilitati ad “entrare” nel film. Suor Aloysius riuscirà, con uno stratagemma, ad avere la meglio su padre Flynn e ad ottenere il suo allontanamento. È il momento della vittoria: la certezza ha avuto ragione del dubbio ed anche del male che sembra scaturire dal dubbio, almeno stando alla monolitica concezione antropologica professata ed incarnata dalla suora. Si arriva così all’ultima scena del film: Suor Aloysius viene mostrata in lacrime, per la prima volta dall’inizio della vicenda,  e di fronte ad una incredula Sister James, si dichiarerà piena di dubbi..</p>
<p style="text-align:justify;"><a name="pd_a_2240560"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container2240560" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/2240560.js"></script>
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		</noscript></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Mary per Sempre - Dvdrip (1989)]]></title>
<link>http://filmrapidshare.wordpress.com/2009/11/11/mary-per-sempre-dvdrip-1989/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:54:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>sentinel74</dc:creator>
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<description><![CDATA[Trama: In attesa di una sistemazione definitiva presso un liceo siciliano, il professor Marco Terzi,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2598" title="maryperssgy5" src="http://filmrapidshare.wordpress.com/files/2009/11/maryperssgy5.jpg?w=225" alt="maryperssgy5" width="225" height="300" />Trama: In attesa di una sistemazione definitiva presso un liceo siciliano, il professor Marco Terzi, trasferito dal Nord, accetta l&#8217;incarico di insegnare nel carcere minorile &#8220;Malaspina&#8221; di Palermo. Spesso osteggiato dalla direzione e inviso alle guardie, Terzi tenta di impartire le sue lezioni ad un gruppo di ragazzi turbolenti, tra i quali spiccano Pietro, analfabeta e scippatore; Natale, il più violento del gruppo con il coltello sempre alla mano; Mery, un travestito diciassettenne rifiutato dalla sua famiglia che si trova al &#8220;Malaspina&#8221; per aver gravemente ferito un cliente occasionale; Claudio, poco più che adolescente, insidiato dal compagno Carmelo e poi bollato da tutti come spione; Antonio che, essendo diventato padre, andrà in permesso con il professore a dare un&#8217;occhiata al rampollo in un ospedale parlermitano. La vita quotidiana, le difficili lezioni, le punizioni inflitte dalle guardie ai più recalcitranti, l&#8217;atmosfera di disperazione e di amarezza che sembra gravare su tutto e tutti, inchioderanno anche il coraggioso docente. Pietro, appena evaso, muore quasi subito in una rapina effettuata con una pistola giocattolo. Terzi spera che l&#8217;evento colpisca per la sua tragica assurdità quei ragazzi a cui si è dedicato con tanta abnegazione e che ormai gli sono affezionati. Così, quando la lettera di assegnazione della cattedra arriva al Riformatorio, Terzi la strappa e decide di continuare la sua missione, affidandosi al metodo della comprensione e della pazienza affettuosa.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">http://rapidshare.com/files/298226657/maryxsempre.rar</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NON CE LA POSSO FARE]]></title>
<link>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/11/11/non-ce-la-posso-fare/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:45:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessia</dc:creator>
<guid>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/11/11/non-ce-la-posso-fare/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Pronto? Si Volevamo sapere se accetta la nostra offerta? Ci ha pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-185" title="manager1" src="http://mammanonlosa.wordpress.com/files/2009/11/manager14.jpg" alt="manager1" width="114" height="92" /></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Pronto?</p>
<p>Si</p>
<p>Volevamo sapere se accetta la nostra offerta?</p>
<p>Ci ha pensato o ha bisogno di altro tempo?</p>
<p>No…. ci ho pensato, no ho bisogno di altro tempo…. Grazie, ma rifiuto</p>
<p>Silenzio</p>
<p>Ne è certa?</p>
<p>Si</p>
<p>Spero ci abbia pensato bene. Arrivederci.</p>
<p>Arrivederci</p>
<p> <!--more--></p>
<p>Ho poggiato il cellulare e sono rimasta guardarlo per un pò (non so quanto), ho chiamato il capofamiglia, ma non ha risposto, volevo sentirmi dire che va bene così.</p>
<p> Con l’ amaro in bocca che solo poche decisioni prese da te e non da altri lasciano oggi ho dovuto dare la risposta.</p>
<p>Il lavoro in questione è nell’ambito del settore di cui mi occupo ora, molto più remunerato, inquadramento più alto dell’attuale, possibilità di carriera, c’è solo un piccolo neo 2 volte al mese per 3 giorni a Milano perché la società in questione è operativa soprattutto li.</p>
<p>Prima del 2007 avrei chiesto dove dovevo firmare senza bisogno neanche di pensarci, Milano l’avrei vista come un’opportunità di carriera da non poter assolutamente rifiutare.</p>
<p>E’ stata durissima decidere, primo perché vorrei tanto lavorare in posto diverso da questo, secondo perché mettermi in gioco di nuovo con altre persone altre attività mi sarebbe piaciuto molto, terzo perché economicamente la differenza era competitiva.</p>
<p>Con tutto questo ho deciso che no, non posso.</p>
<p>Due bambine piccole a casa, nessun aiuto se non quello preziosissimo della tata che tiene Cippa Lippa fino alle 14.00, e neanche tutti i giorni.</p>
<p>Già l’incastro delle nostre giornate è degno del cubo di Rubrick , figuriamoci se mamma se ne va per ben 6 giorni al mese.</p>
<p>So che me ne pentirò, più in la forse me ne pentirò, ma adesso non me la sento di lasciare la mia famiglia anche se per una nobile causa come quella del lavoro.</p>
<p>Il solo pensiero di non incrociare gli occhi delle mie figlie anche solo per un giorno mi fa star male e di conseguenza farei tutto male anche il nuovo lavoro.</p>
<p>Comunque mi sento sollevata, a decisione presa sono serena perché so che niente vale di più dei fantastici quattro, niente vale di più del bacio della buonanotte e del racconto della “vita da asilo” delle nuove canzoncine imparate dalla maestra, del buongiorno del mattino e dei fantastici progressi quotidiani di Cippa Lippa.</p>
<p>Mi troverei la sera in una stanza d’albergo a Milano con il pensiero a casa e la notte  nessuno che mi chiama????</p>
<p>NON CE LA POSSO FARE!!!!</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DUBBIO AMLETICO]]></title>
<link>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/11/10/dubbio-amletico/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:22:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessia</dc:creator>
<guid>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/11/10/dubbio-amletico/</guid>
<description><![CDATA[  Davanti al liceo classico che a sua volta è accanto all’asilo nido di Au-lola   “SEI TARMENTE BRUT]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-168" title="blog" src="http://mammanonlosa.wordpress.com/files/2009/11/blog.jpg" alt="blog" width="130" height="66" /> </p>
<p>Davanti al liceo classico che a sua volta è accanto all’asilo nido di Au-lola</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“SEI TARMENTE BRUTTA CHE BISOGNA GUARDATTE CO&#8217; &#8216;R DECODE: “</em> (io giuro che ho dovuto pensare perché li per li non l’ho capita)</p>
<p><em>&#8220;SEI COSÌ BRUTTO CHE SI LANCI &#8216;N BOOMERANG QUELLO CE PENSA DU&#8217; VÒRTE PRIMA DE TORNÀ &#8216;NDIETRO “</em>?????????????</p>
<p> E siamo ai Parioli&#8230;.</p>
<p>Sono andata via con un terribile dubbio che mi tormentava</p>
<p> <strong>Mica diventeranno cosi????</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il dubbio]]></title>
<link>http://riflessirallentati.wordpress.com/2009/11/09/il-dubbio/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:30:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>MB</dc:creator>
<guid>http://riflessirallentati.wordpress.com/2009/11/09/il-dubbio/</guid>
<description><![CDATA[“Prendete un cuscino, andate sul terrazzo, apritelo, con un coltello. Spargete le piume al vento e p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Prendete un cuscino, andate sul terrazzo, apritelo, con un coltello. Spargete le piume al vento e poi tornate qua”<br />
L’uomo prese il suo cuscino ed eseguì gli ordini del prete. Tornò da lui, per finire la sua opera di confessione.<br />
“L’hai fatto?”  &#8211; chiese il prete<br />
“Sì, padre”<br />
“E che è successo?”<br />
“Piume, tante piume, tutte in giro, sparse ovunque.”<br />
“Bene &#8211; disse il prete – ora andate fuori di qua. Voglio che prendiate una ad una tutte le piume del vostro cuscino e ricomponiate l’oggetto”<br />
“Ma padre, è impossibile” – obiettò il confessore<br />
“Esattamente! QUESTO E’ IL PETTEGOLEZZO. Questa è la calunnia. Potrete impegnarvi a ricomporre i pezzi della storia, ricomporre la verità, ma quando la voce è partita le parole sono come piume al vento, impossibii da riprendere”</p>
<p><strong>Certezze</strong>: le certezze nella vita ci consolano. Ci esaltano, ci abbattono, ci reggono in piedi. Le certezze sono un aspetto indispensabile della nostra vita. Nel lavoro, nella società, in amore. Quante volte ci siamo sorretti grazie a delle nostre “verità”, grazie a delle considerazioni che abbiamo fatto e crediamo siano la base su cui poggiare le nostre esperienze future.</p>
<p>Tendiamo secolarmente a <em>cancellare i dubbi, nella nostra esistenza</em>. <strong>La religione</strong> per prima ci insegna da sempre che è necessario fondare il proprio credo su dei dogmi, dai quali poi espandere i propri insegamenti. Non siamo gente che dubita, perchè <strong>il dubbio, quando si insinua in noi stessi, ci massacra, ci divora, ci ammala.</strong></p>
<p>Ma quanto, oggi, può dirsi certezza, quanto può dirsi verità? Quanto l’insinuazione di un dubbio rivela invece la presenza di un’altra verità, tutta da scoprire?</p>
<p><strong>Il relativismo</strong>, combattuto dal suo primo giorno di nomina da Papa Ratzinger, ci insegna questo. Esiste un’altra verità, oltre a quella che hai in testa tu. Esiste un altro modo di pensare che può portare ad un’altra certezza, o un altro dubbio. E così via, fino a creare un vortice, dove perdersi. O forse, dove trovarsi veramente</p>
<p>Proviamo a pensare alla <strong>televisione</strong>. I nostri nonni dicevano “<em>è vero, l’ha detto la tv</em>”. Oggi, fortunatamente, non è più così, anche se purtroppo sappiamo che ha ancora una incidenza elevatissima. Comunque oggi abbiamo imparato a dubitare e a realizzare che molte volte qualche “verità” si può benissimo costruire ad arte.</p>
<p>O prendiamo per esempio i <strong>regimi</strong>, dove la certezza è la parola fondamentale ed il dubbio il nemico pubblico da respingere. Come può dubitare di qualcosa una persona che rappresenta un regime? Non esistono dubbi, non esistono esitazioni, solo certezze. Ma quanto è umano un atteggiamento del genere? Quanto è naturale il non provare una sensazione di smarrimento nella propria vita di fronte ad eventi che possono sconvolgertela?</p>
<p>Il dubbio ci massacra, ci divora, ci ammala<em>. Il dubbio si mangia le nostre certezze</em> e <strong>ci obbliga a pensare</strong>. Ecco perchè il dubbio non può esistere in molte realtà.</p>
<p>Nella Chiesa, non ci sono dubbi. Mettete voi in dubbio per caso che Gesù è stato perseguitato? Mettete voi in dubbio che ci sia un Dio superiore e un posto che ci aspetta dopo la morte?</p>
<p><strong>La religione insegna la fede</strong>, la credenza nelle verità propinate. L’annullamento del pensiero nel dubitare un secondo solamente in ciò che ci insegnano. La fede ci conforta, perchè in momenti di smarrimento ci attacchiamo ad essa e ci fa rafforza, ci sentiamo sorretti.</p>
<p>Ma il dubbio ci fa pensare e perciò è in contrasto con la fede.</p>
<p>Quante volte in questi mesi abbiamo sentito un senso di smarrimento semplicemente parlando di politica? Quante volte abbiamo pensato che la strada percorsa forse non era la più corretta? Forse non era quella giusta? Ci ha sorretto la fede: nel progetto, nelle persone, nella speranza. Ma il dubbio si è insinuato in noi e deve portarci a trovare delle risposte. Migliori o peggiori di quello che ci si aspettava, non importa. Ma risposte. Pronte a diventare nuovo dubbio, pronte ad essere rimesse in discussione, ma che ci faranno crescere. Giorno dopo giorno, dogma dopo dogma, sicurezza dopo sicurezza.</p>
<p><strong>Le certezze inchiodano il futuro, come Cristo alla croce. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[LA BATTAGLIA DI UN SIMBOLO]]></title>
<link>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/11/04/la-battaglia-di-un-simbolo-2/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 13:11:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessia</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Oggi tutti i giornali riportano la sentenza data dalla corte europea : “Via i crocefissi dalle scuo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong> </strong><strong>Oggi tutti i giornali riportano la sentenza data dalla corte europea : “<em>Via i crocefissi dalle scuole: è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo la libertà di religione degli alunni.”</em></strong></p>
<p>Premetto che non sono una praticante cattolica, ma credo in Dio, a tal proposito ho scritto un post sul battesimo di mia figlia ponendomi dei quesiti come madre.</p>
<p>Un grande teorico del diritto, Ronald Dworking, ha ricordato che<strong><em>” l’istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la  sua dignità ed eguaglianza saranno rispettate.</em></strong></p>
<p><strong><em><!--more-->Quando le divisione tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far funzionare il diritto, deve essere ancora più sincera.”</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong>Ok.</p>
<p>Proviamo ad andare in qualsiasi altro paese a toccare la loro religione.<em> </em></p>
<p>Proviamo ad andare in qualsiasi altro paese e proviamo a non adeguarci al loro modus vivendi.</p>
<p>Poi vediamo cosa SUCCEDE.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[UN FILO DI UNIONE CON PAOLO VI NELL'ATTESO VIAGGIO DI BENEDETTO XVI A BRESCIA ]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/02/un-filo-di-unione-con-paolo-vi-nellatteso-viaggio-di-benedetto-xvi-a-brescia/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:04:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[BRESCIA &#8211; Il comitato organizzatore della visita del Papa a Brescia, domenica 8 novembre, per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[BRESCIA &#8211; Il comitato organizzatore della visita del Papa a Brescia, domenica 8 novembre, per ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dubbio amletico......]]></title>
<link>http://laltrametadelcielo.wordpress.com/2009/10/27/dubbio-amletico/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:58:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciindescai</dc:creator>
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<description><![CDATA[mobilità o posto fisso questo è il problema&#8230; questo è il problema!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>mobilità</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-2050" title="mobilità" src="http://laltrametadelcielo.wordpress.com/files/2009/10/mobilita1.jpg" alt="mobilità" width="116" height="87" /></strong></p>
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<p style="text-align:center;"><strong>o posto fisso</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignright size-full wp-image-2049" title="wc" src="http://laltrametadelcielo.wordpress.com/files/2009/10/wc.jpg" alt="wc" width="333" height="500" /></strong></p>
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<p style="text-align:center;"><strong>questo è il problema&#8230; questo è il problema!<br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Israele II]]></title>
<link>http://karinhofer.wordpress.com/2009/10/24/596/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 19:57:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinhofer</dc:creator>
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<description><![CDATA[t.t. tinker the thinker continues about &#8220;a un cerbiatto somiglia il mio amore&#8221;, David Gr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>t.t. tinker the thinker<br />
<a href="http://karinhofer.wordpress.com/2009/10/24/596/tinker-the-thinker-4/" rel="attachment wp-att-595"><img src="http://karinhofer.wordpress.com/files/2009/10/tinker-the-thinker3.jpg" alt="Tinker the Thinker" title="Tinker the Thinker" width="130" height="150" class="alignleft size-full wp-image-595" /></a></p>
<p>continues about</p>
<p>&#8220;a un cerbiatto somiglia il mio amore&#8221;,<br />
David Grossmann</p>
<p><a href="http://karinhofer.wordpress.com/2009/10/24/596/a-un-cerbiatto-somiglia-il-mio-amore-4/" rel="attachment wp-att-598"><img src="http://karinhofer.wordpress.com/files/2009/10/a-un-cerbiatto-somiglia-il-mio-amore3.jpg?w=96" alt="a un cerbiatto somiglia il mio amore" title="a un cerbiatto somiglia il mio amore" width="96" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-598" /></a></p>
<p>L’appello: Yossi Klein Halev (washington post – corriere della sera 06/01/2009)<br />
Mio figlio al fronte ora capisco tutto.</p>
<p>… la notte, nella nostra tenda, ci chiedevamo per quale motivo noi soldati eravamo stati trasformati in poliziotti di una popolazione civile ostile che voleva scacciarci dalla sua terra, e che noi non volevamo assolutamente assorbire nella nostra società.</p>
<p>Queste domande sono aperte e non trovano una risposta per la volontà di erigersi comunque e sempre ad una cultura primariamente RELIGIOSA impermeabile – da equiparare ad uno status di infanto incapace di rimanere se stessi accettando la diversità altrui, capace di rimanere individualità nella moltitudine – ma questa mia richiesta ad intelligenza matura ha come presupposto una scala di valori radicalmente differenziata da quella vigente nei sistemi religioso politiche.<br />
In primo luogo deve, naturalmente, come fosse acqua e cibo nutriente, primeggiare il voler sapere: scientifico e (!) umanistico – quello della fonte del dubbio e della ricerca, non quello di 3000 mila anni fa, che può essere conosciuto ma che sappia occupare il posto di una cosa di tremila anni fa. Ci vacciniamo contro le malattie virali? Prendiamo l’antibiotico per le infezioni? Ci laviamo per ragioni d’igiene? Quando la nostra prole è malata provvediamo con adeguati rimedi? O PREGHIAMO?</p>
<p> In secondo luogo devono essere elaborate ed accettate le apparenti contraddizioni fra conosciuto e non definito o ma non conosciuto – includendo, riservando lo spazio intellettuale &#8211; per l’indispensabile accettazione di teoremi o evidenze, apparentemente opposti, affinché  non possono (debbono) essere risolti nell’immediato ma alimentare l’indispensabilità delle domande poste.<br />
Cosa ha da fare questo con gli uomini che si tirano le bombe?<br />
Mettendo al centro d’una società il sapere: la domenica canto, perché è un piacere ma al posto delle favole mi si racconti, cambiando per stagione, come funzionano le nuove trovate in biologia in primavera, delle affascinate potenzialità della oceanografia in estate, della giusta nutrizione in autunno, dell’affascinante spazio e dell’importanza dell’amore in inverno.<br />
Altrochè una bibbia, un talmud, un corano da riempire, aggiornare, rendere, nell’ora di catechismo interessante e digeribile ai nostri cuccioli.</p>
<p>Quando primeggia la volontà del conoscere nessuno va a tirare le bombe semplicemente perché sa vivere col indispensabile, non cadde vittima di immagini e inganni consumistiche o di avidità, né di chiusure mentali derivanti la paura dello sconosciuto, dacché tutto è sconosciuto, persino noi a noi stessi. Abbiamo paura di noi stessi?<br />
Il potere sulla comunità è &#8211; il potere non è dato dal danaro, ma dalla capacita di apprendere -trasformare il sapere in benestare di ciascuno incluso l’ambiente in cui ci muoviamo, nella capacità di indice di benessere ( quello vissuto senza droghe, medicine, squilibri che portano in depressione o malattia), quello vissuto senza guerra, ma quello è talmente ovvio purché:<br />
La Bestia religiosa, fortemente egoista, egocentrica e  determinata nel pretende il proprio tempo, a scapito del resto della umanità e le sue occupazioni – in perfetta sincronia con comportamenti maschilisti, non possa più  pretendere danaro per se stesso senza produrre valore economico.</p>
<p>Religione e danaro due idoli in fratellanza dacché despoti sul tempo.</p>
<p>L’intelligenza senza cuore, quella maschile che non sa recepire seme per poi partorire, ma sa mettere in piedi regole e regimi sofisticati contro la vita che le loro donne hanno partorito.</p>
<p>Purché alle donne che sanno dell’essenzialità della vita, diventi chiaro e portano in evidenza<br />
il ridicolo frà il sacrificio mortale, preteso dall’autorità religiosa e del danaro, e la comprensione il rispetto per il lungo tempo di apprendimento e studio necessario a far crescere un essenza umana degna di quel nome,  ma primariamente,  il profondo gusto che da il raggiungimento di quel sapere.</p>
<p>Maturazione nel sapere deve essere il primo valore assoluto, un sapere olistico, deve abbracciare più aspetti possibile dell’esistenza sia nel “optimum locale” sia nel “optimum personale”.</p>
<p>Leggete le cose più differenti.<br />
Cosi mi piace.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[IL BATTESIMO DI MATILDE]]></title>
<link>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/10/20/il-battesimo-di-matilde/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:01:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessia</dc:creator>
<guid>http://mammanonlosa.wordpress.com/2009/10/20/il-battesimo-di-matilde/</guid>
<description><![CDATA[Sabato scorso abbiamo celebrato il battesimo alla piccola Matilde. Giornata bella ma complicata. Ini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sabato scorso abbiamo celebrato il battesimo alla piccola Matilde.</p>
<p>Giornata bella ma complicata.</p>
<p>Inizio giornata con il trasferimento da casa Roma a casa in campagna, che per fortuna è vicina, ma l’ansia di essersi ricordati tutto era a mille.</p>
<p>Arrivo alla casa di campagna e grande ammirazione per me stessa di essermi ricordata veramente tutto.</p>
<p>Sistemazione della casa per l’evento, si perché abbiamo fatto un rinfresco da noi, piuttosto che in un ristorante ; e sistemazione bambine.</p>
<p>Alle 18.00 è iniziato il battesimo celebrato da un prete abbastanza stravagante, ma ci siamo abituati, le nostre nozze sono state celebrate da un prete che si è dimenticato un pezzo di messa, il battesimo di Aurora da un altro che per due giorni ci ha fatto fare le prove in chiesa, e il prete che celebrato il battesimo di Matilde ci suggeriva le risposte perché forse immaginava che non le sapevamo.</p>
<p>Detto questo è andato tutto bene, la piccola è stata festeggiata a dovere.</p>
<p>Questa volta pero’ mi sono fatta una domanda.</p>
<p>Quanto ci condiziona la nostra appartenenza a vari substrati culturali, religiosi, familiari?</p>
<p>Io credo molto.</p>
<p>Sono sicuramente cattolica, ho spesso trovato risposte nella preghiera, quindi questo è accertato, ma sono diventata anche molto aperta a varie scelte che si possono fare nella vita. Guardo Matilde, ma lo stesso vale anche per Aurora e mi chiedo se loro avessero fatto quella scelta da grandi oppure no. Sono state battezzate perché la loro mamma e il loro papà sono cattolici, ma loro come saranno? Come la penseranno?</p>
<p>Credo che certe cose non possano essere &#8221;<em>imposte</em>&#8221; neanche con una famiglia estremamente religiosa o addirittura atea. Ognuno di noi cresce e sull’argomento sceglie.</p>
<p>Ci sono delle regole poi, che ad oggi sono dure da accettare: tipo le persone che volevo come madrina e padrino di<img class="alignright size-thumbnail wp-image-70" title="le bomboniere equo solidali" src="http://mammanonlosa.wordpress.com/files/2009/10/dsc03641.jpg?w=150" alt="le bomboniere equo solidali" width="150" height="112" /><img class="alignright size-thumbnail wp-image-71" title="la torta del battesimo" src="http://mammanonlosa.wordpress.com/files/2009/10/dsc03710.jpg?w=150" alt="la torta del battesimo" width="150" height="112" /> mia figlia, quindi che ritenevo opportune per lei, hanno avuto difficoltà ad avere il nullaosta perché separate. L’esperienza quotidiana mi insegna che quest’ultime se sono separate è sempre per validi motivi e non per vezzo e poi sempre l’esperienza quotidiana mi insegna che spesso gli sposati non si comportano benissimo, quindi lascio a chi legge qualsiasi commento.</p>
<p>Sono comunque contenta della mia scelta, ma ho deciso che se vorranno andranno avanti loro su quest’argomento, per come se la sentiranno, naturalmente supportate da noi in qualsiasi scelta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Pietro, l'apostolo dell'"assolutamente no"!]]></title>
<link>http://alftroll.wordpress.com/2009/10/17/pietro-lapostolo-dellassolutamente-no/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 12:04:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
<guid>http://alftroll.wordpress.com/2009/10/17/pietro-lapostolo-dellassolutamente-no/</guid>
<description><![CDATA[Quel primato importante anche per chi non crede di Silvia Guidi &#8220;Tante volte ho pensato:  perc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Quel primato importante anche per chi non crede di Silvia Guidi &#8220;Tante volte ho pensato:  perc]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La quantità di informazione che possiamo assumere corrisponde alla quantità di incertezza che possiamo sopportare]]></title>
<link>http://aliceinbrandland.wordpress.com/2009/10/16/la-quantita-di-informazione-che-possiamo-assumere-corrisponde-alla-quantita-di-incertezza-che-possiamo-sopportare/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 21:32:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>aliceinbrandland</dc:creator>
<guid>http://aliceinbrandland.wordpress.com/2009/10/16/la-quantita-di-informazione-che-possiamo-assumere-corrisponde-alla-quantita-di-incertezza-che-possiamo-sopportare/</guid>
<description><![CDATA[Camminando per strada siamo raggiunti da una zaffata di bergamotto. La porta, alta e stretta, la man]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Camminando per strada siamo raggiunti da una zaffata di bergamotto. La porta, alta e stretta, la man]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[come back to the future]]></title>
<link>http://ritratta.wordpress.com/2009/10/13/come-back-to-the-future/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 09:44:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>ritratta</dc:creator>
<guid>http://ritratta.wordpress.com/2009/10/13/come-back-to-the-future/</guid>
<description><![CDATA[siamo tornati a la maddalena. giusto un anno dopo. è un ritorno all&#8217;inizio. con sorprese, ovvi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>siamo tornati a la maddalena. giusto un anno dopo. è un ritorno all&#8217;inizio. con sorprese, ovviamente. l&#8217;acqua, usa dire, non è mai la stessa. anzitutto, scopriamo che al posto del centro di aggregazione culturale dove abbiamo cominciato scatti e interviste, son stati trasferiti gli uffici dell&#8217;anagrafe. lo sportello è praticamente sulla strada, e la gente, in fila, si confonde con passanti e turisti. non c&#8217;è bisogno, fra me e nicola, di parole. riniziamo da qui. dalla scritta stranieri sul cartello dell&#8217;anagrafe. mentre io mi metto in fila, nicola si allontana per far qualche foto.</p>
<p>riprendere da qui, da questo posto trasformato, è una buona occasione per verificare e testare tutte le metamorfosi, penso mentre aspetto. e ricordo anche il nervosismo da prima volta di giusto un anno fa. sembrano passate un paio di vite.</p>
<p>nicola torna giusto quando l&#8217;impiegata mi saluta.</p>
<p>&#8220;buongiorno, lavoriamo per l&#8217;università di cagliari e giusto un anno fa, in questa stanza, abbiamo iniziato un progetto su razzismo e migrazione. abbiamo fatto la prima foto-intervista proprio dove ora lei si trova seduta.&#8221;</p>
<p>l&#8217;impiegata mi stoppa. lei e i suoi colleghi son solo dei semplici impiegati. c&#8217;è la legge sulla privacy. per anche anche poche domande, dobbiamo prima ottenere il lasciapassare dal loro dirigente: il dottor mallu.</p>
<p>&#8220;bene, dove lo possiamo trovare?&#8221;</p>
<p>per raggiungerlo, saliamo delle scalette kafkiane. siamo nei piani alti dell&#8217;anagrafe maddalenina. il caposettore dottor mallu è in riunione. mentre attendiamo, un uomo, che non so chi sia, mi parla contento e mi da una pacca sulla spalla. potrebbe essere mio padre, che però è sempre molto parco di effusioni. prende a raccontarmi di quando era studente universitario a cagliari: scienze politiche. ricorda per noi l&#8217;università.</p>
<p>&#8220;è sempre uguale?&#8221; mi chiede, e poi aggiunge &#8220;ai miei tempi c&#8217;erano pochi luminari e molti coglioni!&#8221;</p>
<p>lo guardo, e gli dico: &#8220;beh, dipende da quanti pochi fossero, ai suoi tempi, i luminari.&#8221;</p>
<p>&#8220;eccomi tutto per voi.&#8221; ci interrompe la voce di un uomo brizzolato sulla sessantina. è il dottor mallu, che ci cava dall&#8217;impaccio di parlare dell&#8217;accademia.</p>
<p>entriamo in un ufficio che sa di bugigattolo, e parliamo. dato che lo immagino molto impegnato, vado subito al sodo. gli racconto del progetto che è iniziato qua sotto giusto un anno fa. mentre parlo, fa perennemente di sì con la testa. poi alza il telefono e chiama i suoi dabbasso. le nostre richieste, a quanto pare, sollevano parecchie obiezioni e perplessità: che tipo di domande vogliono farci?</p>
<p>&#8220;bah,&#8221; risponde il dottor mallu, prima di mettere giù &#8220;domande generiche.&#8221;</p>
<p>poi torna a noi. ci dice che la maddalena, storicamente, ha conosciuto e conosce una discreta presenza extracomunitaria: rumeni, senegalesi soprattutto. ma anche pakistani, indiani, cingalesi, gente del bangladesh. ah, ovviamente non mancano gli immancabili cinesi e qualche sudamericano &#8211; conclude soddisfatto come avesse snocciolato un intero rosario. lo guardo sorpreso e dico &#8220;e i nordamericani, no? non sono extracomunitari anche loro a stretto rigor di legge?&#8221;</p>
<p>nei suoi occhi, riesco a leggere un frammento di dubbio, come non ci avesse mai pensato prima. poi, riscuotendosi, mi dà ragione e conferma: già a stretto rigor di legge.</p>
<p>comunque, ora sono molti meno, con la chiusura della base militare.</p>
<p>cominciamo a ritroso le scalette, e varchiamo la porta dell&#8217;anagrafe. gli impiegati, un uomo e una donna entrambi sulla quarantina, sono visibilmente tesi e infastiditi. l&#8217;uomo, poi, guarda nicola e gli dice cosa abbia mai intenzione di fotografare. &#8220;guardi&#8221; fa nicola &#8220;intendiamoci, io se non ho delle liberatorie, non scatto nulla&#8221;</p>
<p>&#8220;beh, allora qui non scatterai nulla&#8221; risponde l&#8217;uomo compiaciuto.</p>
<p>io nel frattempo, mentre faccio cenno di sedermi, guardo la donna e le dico che il dottor mallu ci ha dato l&#8217;ok.</p>
<p>&#8220;se per voi non costituisce un peso, vorremmo solo fare qualche semplice domanda sulla presenza extracomunitaria a la maddalena.&#8221;</p>
<p>&#8220;beh&#8221; fa la donna che si è ulteriormente irrigidita quando ho pronunciato la parola razzismo, &#8220;non c&#8217;è molto da dire.&#8221;</p>
<p>&#8220;ah&#8221; le rispondo senza terminare di sedermi e rimettendomi del tutto in piedi. &#8220;bene, se è così, noi possiamo andare. grazie. arrivederci.&#8221;</p>
<p>mentre i nostri piedi sono già in strada, da dentro l&#8217;ufficio ci raggiunge la voce della donna: saranno 607, forse 608.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL DUBBIO, 2008 di John Patrick Shanley ]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/04/il-dubbio-2008-di-john-patrick-shanley/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 17:26:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
<guid>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/04/il-dubbio-2008-di-john-patrick-shanley/</guid>
<description><![CDATA[Padre Flynn (P.S. Hoffman) insegna alla St.Nicholas nel Bronx. E’ un prete con idee progressiste e a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><img class="alignright size-full wp-image-103" title="dubbio" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/10/dubbio.jpg" alt="dubbio" width="159" height="225" /></p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">Padre Flynn (P.S. Hoffman) insegna alla St.Nicholas nel Bronx. E’ un prete con idee progressiste e aperto culturalmente. Le sue idee cozzano con i rigidi costumi imposti dalla direttrice sister Beauvier (M.Streep). E’ il 1964 e qualcosa sta iniziando a muoversi nella società e nella politica, vista anche l’ammissione alla scuola del primo alunno di colore, Donald Miller.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">Solo basandosi sulla sua sicurezza morale, sulle sue emozioni e sui suoi pregiudizi la direttrice, con l’aiuto di sister James riuscirà a portare avanti una battaglia senza scrupoli contro Flynn , colpevole di  presunte attenzioni particolari verso il giovane studente nero.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">Gli attori sono strepitosi, in particolare la Streep, forse in una delle sue più performance più azzeccate e convincenti.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">Il film è molto interessante. Poichè sottolinea la fallacità delle certezze ed esalta le qualità del dubbio.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">Avere dubbi è sicuramente positivo: il dubbio stimola il pensiero, la riflessione. Accresce e matura. Rimette sempre in discussione onde poter raggiungere la verità.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">La certezza, soprattutto quando fondata su pregiudizi , sulla rigidità morale e sulle emozioni, è nefasta e conduce spesso ad errori madornali  di cui poi pentirsene .</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">La scena finale del film inquadra la superiora che, in preda alle lacrime, esclama “ Ho un atroce dubbio”. Cioè quello di aver sbagliato.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">A mio avviso il film seppur non indimenticabile, rimane un buon film, ottimamente interpretato e meritevole di essere visto e anche rivisto, per il tema che tratta in modo egregio e con semplicità.</p>
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#5e5e5e;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:12px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:20px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">☼ 18 febbraio 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[t/asking]]></title>
<link>http://ritratta.wordpress.com/2009/10/04/tasking/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 10:08:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>ritratta</dc:creator>
<guid>http://ritratta.wordpress.com/2009/10/04/tasking/</guid>
<description><![CDATA[continuing from &gt; ogni volta che dormiamo, per un paio di lunghi minuti, i nostri occhi fremono s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ritratta.wordpress.com/2009/10/01/face-and-tales/">continuing from</a></p>
<p><a href="http://ritratta.wordpress.com/2009/10/01/face-and-tales/">&#62;</a></p>
<p>ogni volta che dormiamo, per un paio di lunghi minuti, i nostri occhi fremono sotto le palpebre. il sogno, come il sonno, è fondamentale per l’essere umano. molti si chiedono se gli animali sognino. il delfino, pare, dorme con un emisfero per volta. non facesse così, dormisse come noi, beh… affogherebbe nell’oceano. non sappiamo se sogni. forse lo fanno le scimmie superiori. ma anche questo è dubbio. cosa potrebbe sognare un delfino? e un gorilla? e uno scimpanzé?</p>
<p>secondo me, i miei gatti sognano. rudi, il più piccolo, dopo che si addormenta, si mette pancia in su e, all’improvviso, comincia ad agitare le zampe, si contorce, si allunga. e io mi chiedo sempre cosa sogni quando fa così e a volte, in barba alla ragione, gli domando: rudi, che sogni?</p>
<p>***</p>
<p>ci sono sogni che sai essere sogni.</p>
<p>ci sono sogni che pensi siano realtà.</p>
<p>poi… c’è l’onirico – che non sai mai cos’è.</p>
<p>la coscienza e l’immaginazione, il percetto e la fantasia, in questi casi, si sospendono a vicenda, lasciandoci interdetti – forse addirittura contaminati. non si tratta più, come direbbe aristotele nella sua poetica, di distinguere vero e falso, e verosimile da inverosimile. il nostro principio di realtà muta e semplicemente ci troviamo sospesi sull’orizzonte di un altro mondo, la nostra coscienza espansa sull’abisso della possibilità, ai bordi dell’ universo.</p>
<p>il vero è anche falso, l’inverosimile possibile.</p>
<p>quando sogni così, non ti risvegli mai del tutto. la memoria ti lascia il dubbio. non c’è l’amarezza da sogno interrotto. né la gioia che l’incubo era solo quello, un incubo. semplicemente, una parte di noi, non saprei dire quale, rimane affacciata. come in attesa. non si torna. non si ritorna. si può solo andare con un passo diverso.</p>
<p>se la catarsi dell’incubo anestetizza le nostre paure, se il sogno orgasmico, per qualche momento, ci spalanca alla felicità, allora tanto i bei sogni che gli incubi, per chiamarli in qualche modo, rispondono a degli insoluti. o, per dirla con freud, si può tentare una spiegazione funzionale che razionalizza il fenomeno: i sogni, e gli incubi, sublimano i desideri più reconditi, le ambizioni ed aspirazioni più riposte, le pulsioni più segrete e dolorose.</p>
<p>tuttavia, queste spiegazioni non spiegano l’onirico.</p>
<p>se sogni e incubi danno risposte a domande già poste, forse l’onirico pone nuove domande, trasformandoci.</p>
<p>ma cos’è una domanda?</p>
<p>ci sono sogni e sogni, insomma.</p>
<p>ma c’è anche un sonno senza sogni. pesante. che non ristora, che non drena, né sublima, né purifica. ti lascia esattamente com’eri: senza domande, senza risposte.</p>
<p>***</p>
<p>ho passato gran parte della mia infanzia a sentir mia madre che mi parlava di un uomo chiamato martin luther king. tuttavia io, nato appena sette anni dopo la sua morte, ero troppo piccolo per capire bene chi fosse e cosa volesse.</p>
<p>oggi, che sono un uomo, so che nel 1964 è stato insignito del premio nobel, il più giovane nobel per la pace di sempre. so che era un pastore protestante, un politico, un pacifista, il leader di uno dei più importanti movimenti per i diritti civili. quando ero bambino, dai racconti di mia madre, avevo capito solo che era nero e che questo aveva a che fare col suo assassinio: erano le 18:01 del 4 aprile del 1968, martin luther king aveva appena 39 anni, e, mentre si affacciava al balcone della sua stanza al secondo piano di un hotel di memphis, una sola pallottola, sparata da un fucile di precisione, gli ha trapassato il cranio.</p>
<p>martin luther king <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gZLvSnr6s50&#38;feature=related">aveva un sogno</a>. un sogno semplice, quasi naturale. non saprei dire che tipo di sogno fosse.</p>
<p>forse il suo era solo un sogno giusto. tanto da meritare il silenzio.</p>
<p>bang</p>
<p>***</p>
<p>in un articolo contenuto in <em>la cultura del romanzo</em>, e intitolato <em>dall’oralità alla scrittura</em>, l’antropologo jack goody, esperto di culture orali, scrive: <em>la forma narrativa del caso clinico non si produce spontaneamente, ma viene sollecitata, e di conseguenza creata su misura: si tratta inoltre del prodotto di una società dotata di scrittura e di procedure connesse alla scrittura; essa rappresenta… un assemblaggio di frammenti montati in modo da creare una continuità narrativa che non si presenta mai (o molto di rado) al ricercatore. a noi sembra naturale fornire un compendio narrativo delle nostre vite per un curriculum o per esporlo a un analista, per un diario o un’autobiografia. ma siamo sicuri che sia così per le culture orali?… direi piuttosto che sono io, l’antropologo, lo psicologo, lo storico, a cercare di costruire storie di vita (o storie di altro tipo) a partir dai frammenti di conoscenza che incontro sul mio cammino, o dall’ardua lotta per far sì che l’informatore risponda alle mie domande, articolando dunque per me un discorso che non farebbe in nessun’altra occasione. le storie di tipo biografico non emergono spontaneamente, sono pesantemente costruite. la storia non si limita a riportare i “fatti”, ma fornisce loro una forma narrativa a partire da frammenti di esperienza che si presentano in modo molto differente.</em></p>
<p><em>***</em></p>
<p>“bene” dico alle tante maestre ed all’unico maschio “dato che non ci sono domande, avrei finito. ci vediamo la settimana prossima.”</p>
<p style="text-align:right;">to be continued</p>
<p style="text-align:right;">&#62;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tremende decisioni]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/29/tremende-decisioni/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:22:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/29/tremende-decisioni/</guid>
<description><![CDATA[Lettera al direttore. Caro direttore, quando le ragioni che spingono gli uomini dello Stato a prende]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lettera al direttore. Caro direttore, quando le ragioni che spingono gli uomini dello Stato a prende]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carmine Vitale- Poesie]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/09/27/carmine-vitale-poesie/</link>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 18:05:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/09/27/carmine-vitale-poesie/</guid>
<description><![CDATA[Farsi strada tra le cose, tante cose, che ti vivono accanto, intorno e anche dentro. Finisce che son]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="font-family:Times New Roman;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p style="font-family:Times New Roman;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p>Farsi strada tra le cose, tante cose, che ti vivono accanto, intorno e anche dentro. Finisce che sono le cose ad abitarti, le cose e le persone che le usano, le toccano, le modificano cambiando le tue giornate, la tua vita, il tuo modo di pensare. Finisce che ritorni a cercarle ogni giorno, quelle cose, quelle persone, perché ti hanno lasciato la loro presenza ma anche un vuoto, un vuoto così grande che fatichi, fatichi moltissimo, a riempire quegli spazi che si allargano, come se le molecole si dilatassero e tu dovessi rincorrerle, per riunirle, per incollarle di nuovo, pezzo per pezzo alla memoria che si trasforma, muta. Una poesia, quella di Carmine Vitali, fatta di cose, cose nominate, e nate dai nomi, nomi propri e fatti propri, e casi, e case in cui ti ritrovi e spesso ti perdi. Ti crescono addosso occhi e orecchi che cambiano, sembrano configurarsi attorno al corpo degli oggetti, delle persone, dei ricordi e alla fine sei tu bozzolo e farfalla. E in quell&#8217;arsenale genetico, in quella genesi che si mimetizza dentro i corpi di questo e di quello c&#8217;è un senso che preme, vuole essere ascoltato, vuole avere un significato: il tuo, il mio, il suo, il nostro, ma il loro, quello delle cose, resta tra quelle forme che cambiano, restando se stesse, dentro altre case, altri casi, sempre ugualmente diversi.</p>
<p style="font-family:Times New Roman;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p style="font-family:Times New Roman;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;"><span style="color:#800000;"><em>Jacek Yerka-</em></span><span style="color:#800000;"><em>Between Heaven and Hell</em></span><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/11-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/11-d.jpg" alt="" width="376" height="316" /></a></p>
<p style="font-family:Times New Roman;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p style="font-family:Times New Roman;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p>ATELIER</p>
<p>.</p>
<p>Ragù</p>
<p>Agli angoli delle cose</p>
<p>Pensavi mentre giravi il sugo</p>
<p>Un po&#8217; alla volta se ne andava la memoria</p>
<p>Come un geco  all’alba nella tana<!--more--></p>
<p>.</p>
<p>Ti ricorderò come oggi in vita</p>
<p>E domani vento e fiori di gerani rossi</p>
<p>Impazza la solitudine verso quelle  foto</p>
<p>Come quel profumo che fa male ogni domenica mattina</p>
<p>.</p>
<p>Sono parole in anticipo sulla morte</p>
<p>Che mi vengono da un luogo angusto come il cuore</p>
<p>Da un dolore prematuro da un odore</p>
<p>.</p>
<p>Con cura asciughi le macchie silenziose</p>
<p>Sul bordo del lavello immacolato</p>
<p>Con cura riponi le stoviglie e</p>
<p>Aggiungi un po&#8217; d’amore</p>
<p>Sai che non mi basterà questa porzione</p>
<p>.</p>
<p>I pugni stretti nella notte</p>
<p>Di una tachicardia da fumo</p>
<p>Di un cane abbandonato nel giardino</p>
<p>Di come quando ero un ragazzino</p>
<p>Di quando le mosche mangiavano il cortile</p>
<p>E il pallone correva in diagonale verso il sole</p>
<p>.</p>
<p>Ad ogni pasto profumato</p>
<p>Ad ogni età che se ne è andata</p>
<p>Verso casa ritorno con lo sguardo</p>
<p>E un&#8217;ultima girata a fuoco lento</p>
<p>Mi dice di sperare che è lontano</p>
<p>Il tempo delle more e degli addii</p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">.</p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;"><span style="color:#800000;"><em>Yacek Yerka</em></span><em><span style="color:#800000;">- Cupboard sunset</span></em></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;"><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/17-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/17-d.jpg" alt="" width="374" height="442" /></a><br />
</span></span></p>
<p><strong>Autotomia</strong></p>
<p>A tonino è inutile che stavi a spiegargli di tutte queste  cose nuove</p>
<p>Non aveva il telefono e spesso neanche la luce</p>
<p>In tutti i sensi</p>
<p>sempre lì  li tra la vita e il vuoto</p>
<p>nella zona sospesa</p>
<p>il suo universo privo dei redenti</p>
<p>la voce rauca etilica</p>
<p>mista a sorriso e incontinenze</p>
<p>mentre correva intorno ai polli nel cortile</p>
<p>.</p>
<p>mio padre era il suo medico</p>
<p>e gli voleva bene</p>
<p>.</p>
<p>poi l’ho perso di vista</p>
<p>o  forse ho solo smesso di guardare</p>
<p>me lo ricordo però mentre faceva il lupo</p>
<p>o i tuffi dentro l’acqua</p>
<p>.</p>
<p>era in perenne attesa</p>
<p>come una pianta, una malattia</p>
<p>aveva le sue idee sull’elettricità</p>
<p>e la materia</p>
<p>.</p>
<p>una volta mi raccontò qualcosa</p>
<p>su una buona poesia</p>
<p>e come raccogliere una viola</p>
<p>senza dubbio  una bella giornata</p>
<p>.</p>
<p>una volta poi in un sogno</p>
<p>parlammo di frontiere e latitanze</p>
<p>fu l’ultima volta che ci stringemmo la mano</p>
<p>la strada si tagliò in due mentre ci voltammo le spalle</p>
<p>.</p>
<p>Qualche giorno fa tornando al paese</p>
<p>La madre mi ha dato il suo nuovo indirizzo</p>
<p>Via cosi e cosi e cosi</p>
<p>Il cancello era chiuso</p>
<p>.</p>
<p>Pioveva</p>
<p>E non c’era neanche un fiore</p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;">.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Yacek Yerka</em></span><em><span style="color:#800000;">-</span></em><span style="color:#800000;"><em>The Epitaphy</em></span></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;"><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/26-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/26-d.jpg" alt="" width="380" height="344" /></a></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p><strong>Farfalle</strong></p>
<p>Qualche giorno fa per strada ho pensato</p>
<p>Che non morivo da parecchio</p>
<p>Che da tempo me ne stavo in casa</p>
<p>Che al secondo piano non abita più nessuno</p>
<p>Che dopo l’età del ferro</p>
<p>C’è stato il fuoco</p>
<p>.</p>
<p>Sarà per quel poco di vita in più?</p>
<p>E mentre pensavo a tutte queste cose messe insieme</p>
<p>Avevo già la chiave infilata nella toppa</p>
<p>.</p>
<p>Stamattina sul pianerottolo c’era un tempo metrico</p>
<p>E le foglie risorte del ficus con acqua viva</p>
<p>Ho bisogno di tenerezza</p>
<p>E di non prendermi mai troppo sul serio</p>
<p>È stato il primo pensiero</p>
<p>E poi l’ultimo</p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;">.</p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;"><span style="color:#800000;"><em>Jacek Yerka-Chess on island</em></span></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;"><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/91-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/91-d.jpg" alt="" width="377" height="338" /></a></p>
<p>.</p>
<p>I giocatori di scacchi se ne stanno fermi per ore</p>
<p>Chiedevo a un ragazzino di guardare gli alberi</p>
<p>Ma non avevo mai guardato fin dentro noi</p>
<p>Mercoledì guardavo i satelliti impazzire</p>
<p>E il giorno dopo di nuovo a lavorare</p>
<p>Senza nemmeno trasalire</p>
<p>Per qualche regola biologica</p>
<p>Rido dallo stesso posto da dove poi piango</p>
<p>Cadono milioni di foglie</p>
<p>E il tragitto è sempre dall’alto in basso</p>
<p>Le foglie non ritornano</p>
<p>Svaniscono come gli anni piccoli</p>
<p>E solo qualche volta in maniera occasionale</p>
<p>Gli occhi percorrono la stessa distanza</p>
<p>In cerca di qualcosa di cui non vergognarsi.</p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Jacek Yerka-</em></span><em><span style="color:#800000;">Cabins</span></em></p>
<p><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/142-d.jpg"></a><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/142-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/142-d.jpg" alt="" width="373" height="294" /></a></p>
<p><strong>Carmine</strong></p>
<p>Capisci, è successo qualcosa</p>
<p>Una delle Erinni ha smesso di vendicarsi</p>
<p>Ha interrotto il discorso</p>
<p>Dai treni si vedono alberi</p>
<p>E lontano come in un disegno, un fiume</p>
<p>.</p>
<p>Il cielo turchese è già andato</p>
<p>Si vede l’amaranto e il rantolo del sole</p>
<p>un cane abbaia al nulla della notte</p>
<p>è una misura  colma d’acqua</p>
<p>.</p>
<p>Ci assolve il giorno e la vista di una tigre occasionale</p>
<p>i nostri atomi trasformano gli spazi</p>
<p>si ostinano ad andare</p>
<p>si schiudono</p>
<p>reagiscono</p>
<p>.</p>
<p>si fanno gioielli</p>
<p>comete</p>
<p>cristalli</p>
<p>.</p>
<p>lo sai che sparano ancora gli uomini</p>
<p>agli uccelli?</p>
<p>È per questo che dal cielo cade un rosso sangue</p>
<p>Che finisce nel nero del catrame</p>
<p>Che provoca il dolore e l’animale</p>
<p>Una sorta di macelleria stellare</p>
<p>.</p>
<p>Poi ti svegli</p>
<p>E senti</p>
<p>Tu la mia voce</p>
<p>E non è un sogno</p>
<p>Dall’altra parte della strada</p>
<p>Gli spazzini sono già al lavoro</p>
<p>.</p>
<p>Gli uccelli in fila guardano</p>
<p>Cade la neve d’agosto</p>
<p>Il rumore è bianco</p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Jacek Yerka-</em></span><em><span style="color:#800000;">The second day of Genesis</span></em></p>
<p><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/43-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/43-d.jpg" alt="" width="377" height="325" /></a></p>
<p><strong> Appena sveglio</strong></p>
<p>Sembra, che debba entrare a far parte anch’io</p>
<p>Della teoria del mazzo di carte</p>
<p>Una volta in acqua ho incontrato il lamento di una medusa</p>
<p>La terra trasuda pini e tombe insieme</p>
<p>Un cumulo di ossa che nemmeno gli dei hanno saputo collocare</p>
<p>Ci nascondiamo nella paura</p>
<p>È quel che ci riesce meglio</p>
<p>Il viaggio di Dante non è per niente finito</p>
<p>Era l’introduzione per presentare il mondo</p>
<p>Prima dell’avvento del sole dopo la fine dei ghiacci</p>
<p>.</p>
<p>Ho avuto in sorte foglie e roveti</p>
<p>Proprio come in questo caso, non volevo staccare queste parti</p>
<p>È stato un errore di digitazione</p>
<p>Una porta aperta per caso</p>
<p>Un puro fraintendimento</p>
<p>.</p>
<p>Solo le rose hanno resistito alla neve</p>
<p>Non ricordo se ne trovarono all’inferno</p>
<p>Tra le rovine o in un giorno pieno di sole</p>
<p>Virgilio aveva il fiato corto</p>
<p>Inciampava tra le parole come fossero rocce</p>
<p>La stessa pace di un cimitero di provincia americana</p>
<p>Con il rumore del grano</p>
<p>La stessa pace di un cimitero di provincia italiana</p>
<p>Con la stessa luce di bellezza</p>
<p>.</p>
<p>So bene anch’io che non a tutti è data la veggenza</p>
<p>Di avere un terzo occhio</p>
<p>Di avere una diversità</p>
<p>Di come l’amore non tolleri intrusioni più del potere</p>
<p>.</p>
<p>Ben presto saremo ombre che si aggireranno per casa</p>
<p>Soggetti per racconti</p>
<p>Di novembre mi piacciono solo i crisantemi</p>
<p>Perché sopportano la pioggia</p>
<p>Mi concedo il diritto di giudicare un mese in rapporto ai miei ricordi</p>
<p>Dal cielo mi insegue una stella</p>
<p>“ogni dono è diverso da ogni dono”</p>
<p>“non so nulla su tutto quell’oro”</p>
<p>.</p>
<p>È andata così</p>
<p>Del resto in un sogno colorato era già accaduto</p>
<p>Il labirinto incombe</p>
<p>*</p>
<p><strong>Appena sveglio il giorno dopo</strong></p>
<p>Sono stati due mattini uguali</p>
<p>Con le stesse notizie dei telegiornali</p>
<p>Lo stesso caffè</p>
<p>La stessa ora</p>
<p>Una terra oscura</p>
<p>.</p>
<p>Un uomo vestito di nero si vantava del potere delle rose</p>
<p>Ha inventato una storia bellissima</p>
<p>In un angolo dell’anima c’era un vecchio leone</p>
<p>Dall’altra il filo spinato</p>
<p>Mi ha accolto con freddezza</p>
<p>Forse non voleva intrusioni</p>
<p>Mi ricordo di aver parlato con mia moglie</p>
<p>Di un dinosauro che parlava il greco</p>
<p>E il dialetto dei moicani</p>
<p>Gli occhi avevano alberi e cielo da guardare</p>
<p>.</p>
<p>C’era una bolla d’aria e giocatori di scacchi</p>
<p>Una cosa così</p>
<p>I pesci grandi mangiano i pesci piccoli</p>
<p>Le formiche trasportano due granelli alla volta o anche quattro</p>
<p>.</p>
<p>Un carro non riesce a sfuggire come gli altri</p>
<p>Benché abbia sei ruote</p>
<p>Capisco bene che tra un po’ bisognerà svegliarmi dal fondo</p>
<p>Non voltarti verso la luce, mi dimenticherai</p>
<p>Dall’indomani all’alba non passa che un minuto o due</p>
<p>Tra me e te c’è un inezia, come mille miglia</p>
<p>Il grifone ha perso le ali, in prospettiva ci attende il ritorno del focarius</p>
<p>Le lucciole erano insieme a macchie di mirto</p>
<p>Al cavaliere spettava la misericordia</p>
<p>.</p>
<p>Il grillo non parla più</p>
<p>Nessun interrogatorio delle nuvole da parte di uno sciamano</p>
<p>Disperatamente cerco la stessa pace</p>
<p>.</p>
<p>Vale vivere, non vale morire</p>
<p>Questa è la parte che mi piace meno</p>
<p>Un tenero barbaro si aggira per la foresta</p>
<p>Come mille anni prima, come mille sogni prima</p>
<p>Allora le lacrime sul cuscino sono vere,cadute dal sogno</p>
<p>Ho più stelle di quante ne possedevo l’ultima volta che ci incontrammo</p>
<p>Ho imparato presto che quando si rimane soli l’amore si diffonde</p>
<p>Con gli anni ho imparato a fissare lo sguardo nel buio</p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Jacek Yerka-</em></span><span style="color:#800000;"><em>The mystery garden</em></span><em><span style="color:#800000;"> </span></em></p>
<p><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/34-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/34-d.jpg" alt="" width="376" height="334" /></a></p>
<p><strong>Quello che possediamo</strong></p>
<p>Mi fa piacere non sapere che cos’è importante</p>
<p>Né cosa volerà giù da un precipizio</p>
<p>.</p>
<p>Se ci cadrà una sera profumata</p>
<p>O la tua morte e il mese di settembre</p>
<p>.</p>
<p>Se nelle tue parole  ci sia sale oppure solo sete</p>
<p>Se nel mio seme infranto o nelle vene</p>
<p>Presagi della notte o della quiete</p>
<p>.</p>
<p>So che mi fa piacere guardare un temporale</p>
<p>Che cade a più non posso come un male</p>
<p>Che fa più male ancora di una strada non attraversata</p>
<p>Ma mi fa piacere stare qui a guardare con aria scanzonata</p>
<p>Ciò che  finora siamo stati e il cielo che si apre sanguinante</p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Jacek Yerka-The triptych</em></span></p>
<p><a href="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/53-d.jpg"><img class="alignnone" src="http://yerka.agraart.pl/pics/duze/53-d.jpg" alt="" width="330" height="124" /></a></p>
<p><strong>Piccola Nota vitale</strong>:</p>
<p>Carmine Vitale è nato a salerno nel 1965</p>
<p>nel 1999 premio internazionale Emily Dickinson</p>
<p>selezionato al primo Festa Reading Collettivo Poesia tenutosi a Milano nell’ ottobre 2008</p>
<p>la sua poesia è apparsa su samizdat  clandestini a Praga, Dusseldorf  San Pietroburgo e Parigi</p>
<p>in costruzione  il volume di poesia  “quello che possediamo” e   in fase di preparazione la sua prima raccolta di  racconti.</p>
<p>Suoi scritti  e poesie sono stati pubblicati  su Sud rivista europea , Romboid,</p>
<p>Poeti e Poesia , Nazione Indiana, Montparnasse Revue Cafè,Rebstein,La Poesia e lo Spirito</p>
<p>Una volta ha incontrato Hrabal alla tigre d’oro</p>
<p>E dopo vent’anni d’inseguimento Wislawa Szymborska</p>
<p>È redattore del litblog “La poesia e lo spirito”.</p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;">***</span></span></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;"><em><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;">Nota: cliccando sulle immagini presenti nel post, si apriranno ingrandite e ancora si potranno vedere in un formato maggiore con un ulteriore clic.</span></span></em></p>
<p style="font-family:Times;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:12px;line-height:normal;min-height:14px;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:12pt;"><em>f.</em><br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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