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	<title>e-bello-cosi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "e-bello-cosi"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:51:45 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[veni, vidi e... no! - 19 aprile]]></title>
<link>http://ilmiopaeseinventato.wordpress.com/2008/04/21/veni-vidi-e-no-19-aprile/</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 11:09:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>compagnaamber</dc:creator>
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<description><![CDATA[Apro gli occhi su una Padova finalmente soleggiata. Mi sento riposata, allegra, relativamente tranqu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Apro gli occhi su una Padova finalmente soleggiata.<br />
Mi sento riposata, allegra, relativamente tranquilla.<br />
Ho letto un po&#8217; prima di alzarmi, ho fatto l&#8217;ennesima doccia, ammassato nella valigia tutte le mie cianfrusaglie.<br />
Mi sono vestita elegante per la premiazione. Top rosso, maglioncino bianco, pantaloni neri, tacchi alti.<br />
E le All Star nella borsa per quando sarà finita.<br />
La premiazione la fanno al caffè Pedrocchi, che è un posto famosissimo anche se io ovviamente non l&#8217;avevo mai sentito nominare.<br />
Dentro è tutto poltroncine di velluto e camerieri in livrea, signori dall&#8217;aria deferente che sorseggiano caffè gettando occhiate distratte al giornale, vasi di fiori.<br />
Noi dobbiamo andare al piano di sopra. C&#8217;è una sala conferenze dall&#8217;aspetto baroccheggiante, tutta stucchi e marmi e puttini dorati. Gli ultimi posti liberi sono in prima fila.<br />
Il tavolo di fronte a noi è occupato da tutta una serie di persone. La preside del liceo, il provveditore, alcuni docenti universitari, professori del liceo.<br />
E, devo dire, i loro discorsi ci hanno stupite. In positivo.<br />
Inizia la preside, con i soliti salamelecchi di rito, i soliti ringraziamenti alle istituzioni, e leggendo una lettera nientemeno che del presidente Napolitano, ex studente del Tito Livio.<br />
Fa tutto un discorso riguardo alla funzione degli studi classici nella scuola, dice senza mezzi termini che con l&#8217;inglese e l&#8217;informatica da soli si va poco lontano, che serve qualcosa di più.<br />
Parla della fiducia nelle istituzioni, a più riprese.<br />
Italia dei Valori, tantissimo.</p>
<p>Poi non è che me li ricordo tutti, eh. Mica seguivo sempre.<br />
Ma più o meno tutti dicevano cose abbastanza simili. Cose anche vere, anche belle, anche interessanti.<br />
Parlavano di cultura come mezzo di integrazione, di accettazione delle differenze, parlavano di problemi di attualità, di scuola, di cosa vuol dire insegnare al giorno d&#8217;oggi.<br />
Un fulmine a ciel sereno.<br />
Un salotto culturale padovano di sinistra.</p>
<p>E poi.<br />
Poi è arrivato il momento vero e proprio. Io in panico.<br />
E&#8217; che non sopporto la sospensione. Odio il tergiversare.<br />
E continuano a girarci intorno, ancora una volta, ancora un discorso.<br />
Ancora un altro che si alza per dire la sua.<br />
E&#8217; il motivo per cui odio la televisione. Non me ne frega niente dei trucchetti per tener viva l&#8217;attenzione del pubblico. Li trovo assolutamente snervanti, voglio che si vada al sodo.<br />
Voglio sapere, scrollarmi di dosso il dubbio che mi attanaglia.<br />
Tanto non ci spero. O forse sì, un pochino. Ma che si decidano a dirmelo.<br />
Eccoli, si decidono.</p>
<p>Ancora due minuti di ansia a mille.<br />
La mano stretta in quella dell&#8217;amicaprof. La gamba che si muove nervosa.<br />
Basta, voglio solo che finisca. Qualunque cosa, ma che finisca.<br />
Un ultimo sussulto.<br />
E&#8217; andata. Cioè, non è andata.<br />
Ma mi sento liberata da un macigno.<br />
Torno a respirare.<br />
Sono tranquilla, sì. E sorrido. E penso che comunque è bello così.<br />
Non brucia, non fa male. Forse appena appena.<br />
Ma sono contenta, in ogni caso.</p>
<p>Siamo fuori nel sole.<br />
Di nuovo con le scarpe da ginnastica, sigaretta, passi veloci per andare a prendere i bagagli.<br />
Abbiamo saltato il rinfresco per poter partire prima.<br />
Acchiappiamo un taxi per la stazione.<br />
Un casino per cambiare i biglietti, l&#8217;impiegato allo sportello è lento che più lento non si può, stupido come pochi.<br />
Treno acchiappato per un soffio, all&#8217;ultimissimo secondo.<br />
Trolley spaccato scendendo le scale.<br />
Per pranzo un panino immangiabile.<br />
Ma ora è bello vedere tutto che si allontana. Le paure, le ansie, la tensione.<br />
E&#8217; bello tornare a essere noi due che parliamo e sonnecchiamo e ci scambiamo la musica come due bambine.<br />
Un altro viaggio che vola. Milano sembra passato un attimo. Genova neanche me ne accorgo.<br />
E siamo già in macchina che il pomeriggio è ancora alto e c&#8217;è ancora tanta giornata da vivere, i bagagli da disfare e tutto da dire e da raccontare e un fratello a casa da abbracciare.<br />
E una puntina dolceamara di nostalgia.</p>
<p>Non c&#8217;è rimpianto.<br />
Solo una dolcezza affettuosa che riempie.<br />
E&#8217; bello così.<br />
Forse ancora più bello così.</p>
</div>]]></content:encoded>
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