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	<title>ebrei &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ebrei"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 07:30:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[193. i 4 Einstein che sapevano troppo.]]></title>
<link>http://bortocal.wordpress.com/2009/11/29/193-i-4-einstein-che-sapevano-troppo/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 07:36:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>bortocal</dc:creator>
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<description><![CDATA[4 Einstein che sapevano troppo Imitando il dialetto palermitano, Berlusconi ha raccontato questa bar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[4 Einstein che sapevano troppo Imitando il dialetto palermitano, Berlusconi ha raccontato questa bar]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il filo ebraico del design]]></title>
<link>http://ecumenici.wordpress.com/2009/11/27/il-filo-ebraico-del-design/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:41:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>ecumenici</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ricordiamo che la campagna di autofinanziamento è in corso: chi è interessato a ricevere la stesura ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ricordiamo che la campagna di autofinanziamento è in corso: chi è interessato a ricevere la stesura via e-mail della prima conferenza sull’etica del lavoro e la riforma luterana e’ pregato di donare un contributo di sostegno di almeno 20 euro.  Per le donazioni superiori a Euro 40 è programmata la spedizione anche dell’ “Agenda 2010 – giorni nonviolenti” dell’edizione “Qualevita”. Tutte le info per i versamenti, lasciti testamentari, donazioni le trovate scritte sul sito <a href="http://www.ecumenici.eu/">www.ecumenici.eu</a> .</p>
<p>Segnaliamo al momento due importanti donazioni di cui non mancheremo di darne conto in tempi e spazi adeguati. I soci d’oro (contributo di almeno 100 Euro) sono da considerare a tutti gli effetti i comproprietari della newsletter. Il loro  spazio è autogestibile.</p>
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<p>Quando gli ebrei ortodossi italiani non parlano solo di vecchi riti ed etnicismo propagandato fino alla nausea… i “non eletti” si cimentano nella lettura per sorridere, riflettere o più semplicemente per constatare che le cose impure sono diffuse trasversalmente.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Un filo ebraico lungo il mondo del design</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Il libro di Elio Carmi,“Branding. Una visione Design Oriented”</span></p>
<p>Rossella Tercatin</p>
<p>Che cosa hanno in comune la bottiglia della Coca Cola, il marchio IBM, il simbolo AT&#38;T, il logo I?NY?<br />
Un filo che corre lungo la storia unisce queste icone della comunicazione commerciale moderna, come spiega Elio Carmi, vicepresidente della Comunità ebraica di Casale, nonché direttore creativo della Carmi e Ubertis e docente di design industriale al politecnico di Milano, nel suo nuovo libro &#8220;Branding. Una visione Design Oriented&#8221;, scritto con la collaborazione di Elena Israela Wegher, che verrà presentato martedì 17 novembre alla Triennale.</p>
<p>Un filo che rappresenta il legame fra le due dimensioni che Elio Carmi sente come proprie, l&#8217;identità ebraica e il mondo del design, o meglio dell&#8217;artigiano, di colui che &#8220;si abitua a confrontarsi con il divenire del pensiero e la concretezza del fare&#8221; come scrive nel prologo della sua opera. Opera concepita anche a scopo didattico, sia per gli addetti al lavori, sia per il grande pubblico che ascolta continui riferimenti a questi concetti, senza spesso conoscerne il vero significato.</p>
<p>Molti fra coloro che sono considerati padri del design e del branding erano ebrei o di origine ebraica, europei, poi trapiantati negli Stati Uniti. Tra questi gli ideatori delle brand sopra citate.</p>
<p>Dottor Carmi, com&#8217;è nata l&#8217;idea di questo libro?<br />
&#8220;Branding. Una visione Design Oriented&#8221; nasce per dare delle risposte innanzitutto a me stesso, circa il legame tra design e cultura ebraica che ho percepito fin da quando ero studente, pur senza riuscire ad afferrarlo. Proseguendo nel mio percorso professionale ho realizzato che molte delle figure di riferimento della storia del design e del branding erano di cultura ebraica. Personaggi del calibro di Louis Bernays, nipote di Freud e autore del libro &#8220;Propaganda&#8221; (del 1928 ndr), considerato il padre delle relazioni pubbliche, oppure Raimond Loewy, ideatore della bottiglia Coca Cola e del pacchetto di sigarette Lucky Strike, Milton Glaser inventore di &#8220;I?NY&#8221;. Quando non addirittura ebrei ortodossi che si confrontarono tutta la vita con il preciso divieto di creare icone che diventassero idoli, come Paul Rand.</p>
<p>Partendo da questi presupposti ho compreso che questo collegamento rappresenta qualcosa di storico e tangibile, non esclusivo della mia esperienza personale, e soprattutto non casuale.</p>
<p>Lo può spiegare?<br />
Il punto è che tutte queste persone avevano qualcosa in comune, come cerco di suggerire tra le righe del libro. Una formazione mitteleuropea, frutto della storia del continente, delle sue rivoluzioni, che nell&#8217;ambito del design sfociò all&#8217;inizio del Ventesimo secolo in nuove idee che si proponevano di fondere il concetto di estetica a quello di funzionalità, la forma alla finalità. Allo stesso tempo, essi coltivavano un&#8217;attenzione tipicamente ebraica all&#8217;interpretazione e al significato profondo di parole e simboli.</p>
<p>Con le migrazioni forzate verso l&#8217;America per sfuggire al nazismo, tutto questo incontrò l&#8217;universo statunitense e la società di massa, e si pose al servizio dei suoi bisogni. Era necessario creare dei veicoli di comunicazione semplici e contemporaneamente in grado di trasmettere i valori con cui le varie produzioni industriali volevano presentarsi al mercato. Così nacque il branding come lo intendiamo, che racchiude tutto ciò che un marchio rappresenta, un insieme di valori e di esperienze, che devono svilupparsi nel prodotto in maniera organica e coerente sotto ogni aspetto.</p>
<p>Nel suo libro, lei cita diversi modelli, regole da seguire, discipline con una propria scientificità. Come si concilia tutto questo con il fattore della creatività, che rimane un aspetto fondamentale di un&#8217;attività basata sull&#8217;estetica?<br />
Creatività e scientificità non sono assolutamente in contraddizione fra loro. Nel design ci deve essere un approccio analitico. La bellezza delle forme o la loro originalità non sono mai a sé stanti, ma rappresentano un mezzo per raggiungere l&#8217;obiettivo per la cui realizzazione sono state studiate. D&#8217;altronde il significato della parola &#8220;design&#8221; non è &#8220;disegno&#8221;, come si potrebbe pensare, bensì &#8220;progetto&#8221;, concetto con una funzionalità intrinseca. Per questo il design è qualcosa di diverso dalle arti figurative che hanno una pura valenza estetica. Nella progettazione industriale la creatività si pone al servizio delle regole, e le regole declinano la creatività.</p>
<p>Dalla Newsletter L&#8217;unione Informa<br />
=============================================================<br />
Kolòt-Voci &#8211; Newsletter di Morasha.it a cura di David Piazza<br />
=============================================================<br />
<a href="http://www.morasha.it/">www.morasha.it</a> &#8211; La porta dell&#8217;ebraismo italiano in rete<br />
=============================================================</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[Audio Streaming] Perché i Giudei rigettarono Gesù]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2009/11/24/audio-streaming-perche-i-giudei-rigettarono-gesu/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:57:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; stato messo on line il file audio dell’insegnamento di Giacinto Butindaro dal titolo “Perch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; stato messo on line il file audio dell’insegnamento di Giacinto Butindaro dal titolo “<strong>Perchè i Giudei rigettarono Gesù</strong>” trasmesso in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 99 MB (128 Kbps), 18.6 MB (24 Kbps). L&#8217;audio dura circa 105 minuti. L&#8217;archivio delle registrazioni è alla seguente <a href="http://www.diretta.lanuovavia.org/archivio-registrazioni-08.html">pagina</a>. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.</p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s3.wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s3.wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.diretta.lanuovavia.org%2Fi-08-perche-gesu-fu-rigettato.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fbutindaro.wordpress.com%2F2009%2F11%2F24%2Faudio-streaming-perche-i-giudei-rigettarono-gesu%2F&#38;linkname=%5BAudio%20Streaming%5D%20Perch%C3%A9%20i%20Giudei%20rigettarono%20Ges%C3%B9"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un treno per Auschwitz - 2010]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/23/un-treno-per-auschwitz-2010/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:41:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/23/un-treno-per-auschwitz-2010/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo e pubblico °°° L’iniziativa promossa dalla Provincia di Milano per alunni e docenti delle scu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ricevo e pubblico</p>
<p>°°°</p>
<p>L’iniziativa promossa dalla Provincia di Milano per alunni e docenti delle scuole superiori.<br />
Treno per Auschwitz 2010. Registrato il tutto esaurito. Con gli studenti parte anche l’assessore Lazzati.</p>
<p>Venerdì 27 novembre primo intervento di formazione per i docenti coinvolti nell’iniziativa.</p>
<p>Milano, 23 novembre 2009 &#8211; Con due mesi di anticipo, il “Treno per Auschwitz” è pronto a partire. Per l’edizione 2010 le adesioni hanno già registrato il tutto esaurito. Dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano il 27 gennaio 2010, in occasione della ricorrenza della “Giornata della Memoria” partirà il treno della Provincia di Milano con alunni, alunne, docenti delle scuole superiori aderenti all’iniziativa.</p>
<p>(<strong>Nota di Pao</strong>: Vedi anche &#62; <a href="http://paoblog.wordpress.com/2009/03/04/il-binario-21/" target="_blank">http://paoblog.wordpress.com/2009/03/04/il-binario-21/</a>)</p>
<p>Per questa quinta edizione, con loro – e per la prima volta nella storia dell’evento – salirà sul treno anche l’Assessore all’Istruzione ed Edilizia scolastica, Marina Lazzati per condividere l’esperienza con tutti i partecipanti. “Non posso nascondere una certa emozione nel partecipare a questo viaggio – dichiara l’Assessore Lazzati –. Sicuramente il primo pensiero è rivolto al popolo ebreo sterminato in uno dei periodi più bui della storia dell’uomo.</p>
<p>Visitare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau sono certa sarà un’esperienza di forte impatto emotivo, acuito dalla condivisione di questo percorso di memoria e riflessione con i nostri giovani e i loro professori. Non dobbiamo e non possiamo permetterci di dimenticare cosa significa vivere in totale assenza di libertà.</p>
<p>Visitare il campo di concentramento di Auschwitz significa quindi <strong>Ricordare</strong> quel terribile momento storico, <strong>Riflettere</strong> sul privilegio di vivere in un paese libero, <strong>Contribuire</strong> a evitare che gli orrori dell’Olocausto possano ripetersi nel futuro”.</p>
<p>L’edizione 2010 di “Un treno per Auschwitz” è promosso ed organizzato dall’Assessorato all’Istruzione ed Edilizia scolastica della Provincia di Milano in collaborazione con INSMLI, CGIL E CISL di Milano, Comunità ebraica, Associazione Figli della Shoah, CDEC e Fondazione per il memoriale della Shoah.</p>
<p>“Un’iniziativa che rinsalda i legami di amicizia di questa amministrazione con la comunità ebraica. Un contributo necessario per  perpetuare la memoria degli orrori consumati dal nazifascismo – commenta il presidente della Provincia, on. Guido Podestà. -.  Un’occasione che cade il 27 gennaio decimo anniversario, peraltro, della legge istitutiva del Giorno della Memoria, e che dà agli studenti la possibilità di riflettere su quel momento storico”.</p>
<p>Come per gli anni precedenti si tratta di un viaggio della Memoria, a bordo di un treno, che darà la possibilità agli studenti delle scuole medie superiori della Provincia di Milano di visitare il Campo di sterminio di Auschwitz per riflettere sulle atrocità commesse dalla barbarie nazifascista.</p>
<p>Come ormai la tradizione vuole, anche il 27 gennaio 2010 il treno partirà simbolicamente dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, luogo dove il 30 gennaio del 1944 più di seicento persone, dopo aver attraversato la città partendo dal carcere di San Vittore, vennero caricate su vagoni bestiame con destinazione Auschwitz.</p>
<p>Per consentire la partecipazione a più studenti, la Provincia di Milano si fa carico dei costi di viaggio e dei servizi annessi per un importo di oltre 100.000 euro. Studenti e insegnati sosterranno il costo del soggiorno.</p>
<p><strong>Eventi correlati<br />
</strong><br />
Partire non è sufficiente, occorre anche essere informati su quello che si va a vedere. Soprattutto in un viaggio come quello  diretto al campo di concentramento di Auschwitz. Per conseguire tale obiettivo, i docenti coinvolti nell’iniziativa parteciperanno a 3 laboratori di formazione tenuti da relatori qualificati in materia di deportazione, persecuzione, sterminio. Ovvero tutti gli orrori commessi dal nazifascismo.</p>
<p>Il programma della formazione è articolato in 3 incontri.</p>
<p><strong>Venerdì 27 novembre 2009</strong> – ore 9,30-13,30<br />
Convegno/seminario “Il quadro complessivo delle deportazioni e delle persecuzioni” c/o Camera del Lavoro Metropolitana Milanese &#8211; C.so di Porta Vittoria 43 – Milano</p>
<p>Interverranno:</p>
<p>Marina Lazzati, Assessore all’Istruzione ed Edilizia scolastica<br />
Maurizio Laini, Segreteria CGIL Lombardia<br />
Brunello Martini e Rosa Corbelletto, Università di Torino<br />
Michele Sarfatti, Fondazione CDEC<br />
Alessandra Chiappano, INSMLI<br />
Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz</p>
<p><strong>Mercoledì 2 dicembre 2009 </strong>– ore 15<br />
Seminario “Il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau fra storia e memoria”. A cura di Fabio Maria Pace collaboratore CDEC</p>
<p><strong>Venerdì 13 dicembre 2009</strong> – ore 15<br />
“Le deportazioni femminili dall&#8217;Italia e la memorialistica femminile sul campo di Auschwitz-Birkenau”. A cura di Alessandra Chiappano, INSMLI</p>
<p>Gli incontri si terranno presso la sala “Cisem” dell&#8217;Assessorato all&#8217;Istruzione &#8211; via Petrarca 20 Milano.</p>
<p>Inoltre, si ricorda l’iniziativa promossa dai Figli della Shoah</p>
<p><strong>Giovedì 10 dicembre 2009</strong> – ore 9,15-18,00<br />
Seminario “L’insegnamento della Shoa nell’educazione alla cittadinanza” c/o Università del Sacro Cuore (Aula magna) &#8211; Largo Gemelli 1 – Milano</p>
<p><em>Comunicato stampa a cura di: Maria Vittoria Loaldi<br />
Addetta Stampa<br />
Assessore Marina Lazzati<br />
Assessorato Istruzione ed Edilizia scolastica &#8211; Provincia di Milano<br />
e.mail: <a href="mailto:mv.loaldi@provincia.milano.it">mv.loaldi@provincia.milano.it</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli ebrei contro il capitale]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/20/gli-ebrei-contro-il-capitale/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:31:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/20/gli-ebrei-contro-il-capitale/</guid>
<description><![CDATA[A Lanny Ebenstein, che nel 2007 avrebbe mandato in stampa una delle sue prime biografie postume, Mil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/images78.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8489" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/images78.jpg" alt="" width="113" height="150" /></a>A Lanny Ebenstein, che nel 2007 avrebbe mandato in stampa una delle sue prime biografie postume, Milton Friedman lo chiarì sin dalla prima conversazione che ebbero: “Quello che dico a una persona, lo dico a tutti”. E in effetti la vita dell’economista americano fu perlopiù un libro aperto, anche nei suoi aspetti privati, avventurosi ma non troppo per un paese dove quella del self-made man non è mai stata una specie rara. Gli stessi argomenti utilizzati per consigliare il presidente Ronald Reagan, Friedman li espose pubblicamente nelle sue tre visite nella Cina comunista; le stesse lezioni trasmesse ai tanti allievi incontrati nella carriera universitaria furono al centro dei dibattiti con Mises, Popper e Hayek nella Mont Pèlerin Society che gli stessi fondarono nel 1947. Si ripeteva spesso e volentieri Friedman, all’inizio incompreso, poi sempre più spesso celebrato, tanto che nella sua autobiografia del 1988 scrisse: io e mia moglie, Rose, oggi siamo “nella corrente principale di pensiero e non, come cinquant’anni fa, una minoranza derisa da tutti”. Una figura dunque, quella del luminare liberista scomparso nel 2006, da ricostruire innanzitutto attraverso i suoi interventi pubblici. E a maggior ragione acquista valore, perfino storiografico, la registrazione inedita che da qualche giorno l’Università di Chicago ha recuperato e messo a disposizione del pubblico. <!--more--></p>
<p>Friedman parla per un’ora e venti minuti, durante un’assemblea gremita di studenti del suo ateneo, quello di Chicago, nel quale insegna dal 1946. D’altronde l’argomento trattato non è di quelli che si sarebbero affrontati durante una classica lezione d’economia: “Il capitalismo e gli ebrei”, così lo introduce la giovane voce che precede Friedman. E’ la stessa voce, subito prima, a ricordare come la data dell’incontro sia stata cambiata all’ultimo momento per via di un imprevisto: l’annuncio che Friedman, il 13 dicembre, dovrà essere in Svezia per ricevere il Premio Nobel per l’Economia. Fu insignito infatti, in quel dicembre 1976, “per i suoi risultati nel campo dell’analisi del consumo, della storia e della teoria monetaria, per la sua dimostrazione della complessità della politica di stabilizzazione”. Agli studenti riuniti attorno a lui, Friedman intende illustrare come si possano conciliare tra loro “due affermazioni, ciascuna delle quali, provo ad argomentare, sostenuta dall’evidenza. La prima proposizione è che ci sono poche persone al mondo che siano tanto debitrici alla libera impresa e al capitalismo concorrenziale quanto lo sono gli ebrei. La seconda proposizione è questa: ci sono pochi popoli al mondo che hanno fatto tanto quanto gli ebrei per minare le fondamenta intellettuali del capitalismo”. Quanto alla prima affermazione, l’economista di Chicago insiste su un punto: “L’essenza del capitalismo competitivo risiede nel fatto che questo si fonda sul mercato, e il mercato è neutrale, indifferente ai colori, indifferente alla religione e alla razza. Quando entri in un negozio per acquistare un filone di pane, non immagini nemmeno da dove venga la farina usata per impastarlo, se sia originaria di una fattoria di un bianco o di un nero, di un cinese o di un giapponese, di un ebreo o di un battista (sia esso ‘rinato’ o meno). Quindi il mercato è indifferente ai colori. Un monopolio invece, sia esso privato o governativo, non è indifferente ai colori, perché i monopolisti sono in una posizione tale da poter decidere da chi comprare o a chi vendere. Sono in grado dunque di esercitare un controllo basato su criteri diversi da quello della prestazione di mercato”. Gli esempi non mancano e Friedman inizia da alcune riflessioni svolte in occasione di un convegno al quale era stato invitato qualche anno prima a Montreal, e che aveva visto la partecipazione di dirigenti delle banche di tutto il mondo. “Ho fatto un rapido sondaggio, e di tutti i banchieri presenti in quella sede, circa l’uno per cento di essi erano ebrei. Questo è l’effetto del monopolio, e infatti in ogni paese l’attività bancaria è un monopolio”. Tra gli accademici e i ricercatori invitati nella stessa occasione per presentare ricerche sul mercato creditizio, circa il 25 per cento era costituito da ebrei. “In questo settore c’è invece competizione, perché [gli organizzatori] avevano scelto quelle che ritenevano le personalità più valide per tenere delle presentazioni. Ciò dimostra in modo molto chiaro la distinzione tra la competizione – nella quale la scelta dipende dalla performance – e il monopolio – dove invece è possibile usare criteri diversi dalla performance nel processo di selezione”. Falsa, dunque, la vulgata popolare per cui gli ebrei avrebbero un ruolo spropositato nell’élite dei banchieri: “Perché il settore in questione è un monopolio – spiega Friedman – per aprire una banca devi ottenere una concessione dallo stato e i colleghi banchieri devono in qualche modo garantire per te”. L’economista poi racconta un episodio che lui stesso, assieme alla collega Anna Schwartz, ha scoperto nel corso delle proprie ricerche sulla storia monetaria degli Stati Uniti, ovvero il fallimento di Bank of United States nel 1930, uno dei due soli istituti – in tutto lo stato di New York – che al tempo avesse proprietari di religione ebraica. La banca dovette chiudere i battenti l’11 dicembre 1930: “Fu il fallimento più grave sino a quel momento, e funzionò come un detonatore fondamentale per l’esplosione della cosiddetta Grande depressione”. Non fu la causa di tutto, tiene a precisare l’economista, ma è certo che da quel giorno prese il via la corsa agli sportelli che mise in ginocchio quasi tutti gli istituti di credito del paese. “Perché Bank of United States fallì? Non c’è dubbio, i documenti sono molto chiari: perché John P. Morgan era antisemita”. All’inizio del Novecento le presunte attività monopolistiche del finanziere erano finite sotto osservazione: prima di una commissione del Congresso guidata da un avvocato ebreo, poi di alcuni pamphlet polemici scritti da Louis Brandeis (che in seguito divenne il primo ebreo ad essere eletto giudice della Corte suprema). Così quando al figlio di John P. Morgan toccò accordarsi con la Fed di New York per salvare – diremmo oggi – la Bank of United States, come era già avvenuto in precedenza per altri istituti, John P. Morgan Jr. si rifiutò, spiegando a Charles Sumner Hamlin, membro della Fed: “La farò pagare a quegli ebrei per quello che fecero a mio padre”. Che la sclerotizzazione del libero mercato non favorisse gli ebrei, lo dimostra la storia di secoli di Diaspora, durante la quale essi “furono in grado di esistere soprattutto grazie a piccoli scampoli di mercato che continuarono a rimanere in piedi”. “Fecero molto bene soprattutto nel campo del commercio e della finanza internazionali, perché questi erano settori che i governi potevano controllare con maggiore difficoltà”. E’ sufficiente voltarsi indietro e notare come quelle “aree in cui gli ebrei hanno potuto prosperare relativamente”, coincidono con “quei paesi che hanno il livello maggiore di capitalismo competitivo”: l’Olanda del XVI e XVII secolo, il Regno Unito tra XVIII e inizio XX secolo, gli Stati Uniti. Poi un inciso: “Ora sto parlando degli ebrei, ma tutto quello che ho detto resta valido per qualsiasi minoranza impopolare. Vale per i neri tanto quanto per gli ebrei. Come questi ultimi hanno molto da guadagnare da una società fondata sulla competizione e la libera impresa, così è anche per i neri”.Eppure, nonostante “gli ebrei solo raramente [abbiano] beneficiato dell’intervento statale, mentre hanno prosperato, potendosi giovare della libertà – anche dal pregiudizio –, soltanto quando c’è stata una grande dose di libera impresa”, resta il fatto che gli stessi “si sono opposti regolarmente al capitalismo, facendo molto – almeno a livello ideologico – per minarne le fondamenta. Da Karl Marx a Leon Trotzky, dice Friedman, fino alla nostra versione contemporanea – Herbert Marcuse – gran parte della letteratura anticapitalista è riconducibile ad autori ebraici”. Le radici di questo filone particolare di anticapitalismo sono state già indagate, ammette il professore di Chicago, ma molte delle teorie esistenti non lo convincono. Lawrence Fuchs riconduce l’anticapitalismo di tanti autori ad alcuni valori specifici della religione e della cultura ebraica. Eppure “la religione e la cultura ebraica hanno 2.000 anni – nota Friedman – come è possibile che per 1.800 anni questi valori non abbiano generato una mentalità anticapitalista e negli ultimi 200 sì?”. Non solo; ci sono autori, come Werner Sombart, che sostengono esattamente l’opposto. Secondo Sombart, è proprio per ragioni culturali che gli ebrei avrebbero “sostenuto e difeso attraverso i secoli la causa della libertà individuale nell’attività economica contro la visione dominante dei tempi”. Un secondo punto di vista sostiene che tendenzialmente “gli intellettuali sono anticapitalisti, e gli ebrei sono più che proporzionalmente presenti tra gli intellettuali”. Spiegazione soddisfacente? Friedman si dice convinto anche lui di una certa propensione ebraica all’intellettualismo, che spiega così: primo, gli ebrei sarebbero stati di fatto costretti a concentrare la loro attività in settori senza eccessive barriere all’ingresso e nei quali fosse effettivamente premiato il merito. Secondo, “se sei parte di una minoranza perseguitata, o sei costretto a fuggire da doveti trovi, desideri accumulare il tuo capitale in forme che puoi portare con te. E il miglior modo, ovviamente, è per via intellettuale”. Parola di figlio di ebrei emigrati alla fine dell’Ottocento dalla Carpazia, provincia dell’Impero austroungarico, per trasferirsi a Brooklyn. Ma anche in questo caso la spiegazione è incompleta: perché “gli intellettuali ebraici sono più anticapitalisti degli intellettuali in generale, e anche tra gli ebrei non intellettuali si registra la stessa tendenza rispetto ai non ebrei”. Lo dimostrerebbe il fatto che in generale i cittadini americani di fede ebraica, almeno dagli anni 30, abbiano avuto un ruolo significativo nei movimenti comunisti, socialisti, e in generale di sinistra, attivi negli Stati Uniti. Perciò Friedman guarda piuttosto a due ipotesi ulteriori. Per una di esse si dice debitore “a una tesi di dottorato dell’Università di New York, non ancora pubblicata, di Werner Cohn”. “A partire dalla Rivoluzione francese, il panorama politico europeo si organizzò in un’ala destra – strettamente connessa con la chiesa e con i movimenti religiosi cristiani – e in un’ala sinistra, con i partiti socialisti e comunisti che erano anti-clericali. La sinistra dunque offriva l’unico spazio politico in cui un ebreo potesse fare politica senza essere fuori posto per la sua fede”. Il ragionamento è valido per l’Europa, nonostante Friedman non dimentichi di citare il fenomeno dell’antisemitismo di sinistra, ma è difficilmente applicabile al caso degli Stati Uniti, paese nel quale la separazione tra stato e chiesa è sempre stata netta e condivisa da tutte le parti politiche. Senza contare che le élite puritane erano perfino pro-semitiche. Anche prendendo in considerazione l’influenza degli intellettuali europei trasferitisi oltreoceano, l’enigma del caso statunitense richiede un’ipotesi ancora più raffinata. “La mia personale spiegazione – riprende allora Friedman – è che l’antisemitismo abbia prodotto uno stereotipo dell’ebreo fondato sull’idea che egli sia interessato solo ai soldi, egoista e avido. Ora… non c’è nessun problema ad essere interessato ai soldi!”. Risate e applausi. “Ma è molto difficile isolarsi dai valori intellettuali e culturali nei quali viviamo. Gli ebrei accettarono i valori della società nella quale vivevano e quei valori denigravano tali caratteristiche. Per questo essi si sono detti: ‘Se fossimo così, gli antisemiti avrebbero ragione. Quindi dimostreremo che noi non siamo così’”. “Dimostreremo che al contrario noi siamo altruisti, crediamo nella possibilità di fare il bene tramite l’intervento del governo, che crediamo in una filosofia molto differente”. Friedman spiega di aver formulato questa ipotesi dopo un suo primo soggiorno in Israele: “Ho compreso allora che il modo migliore per farsi un’idea di quello che era vero in Israele, era chiedersi cosa fosse valido per gli ebrei della diaspora ed invertirlo”. Se gli ebrei della diaspora vivono soprattutto in città, quelli israeliani tengono in alta considerazione l’agricoltura. Tanto i primi sono anti-militaristi, quanto i secondi pongono un’enfasi enorme sull’esercito. Mentre la diaspora parla lo yiddish, in Israele l’ebraico è la lingua predominante. “E poi, volete la prova decisiva? Gli ebrei della diaspora erano considerati grandi cuochi. Adesso in Israele è l’opposto”. Lunghi applausi e risate. “Concludo quindi che le motivazioni principali per la mentalità anticapitalista degli ebrei siano da una parte le circostanze particolari del XIX secolo in Europa, che legarono i partiti pro-mercato con le religioni stabilite e che spinsero gli ebrei alla sinistra dello spettro politico; e dall’altra parte i tentativi inconsci degli ebrei di dimostrare a se stessi e al mondo la fallacia dello stereotipo antisemita”. Quantomeno peculiare il fatto che tale ideologia sviluppata nei decenni si opponga fermamente “all’interesse personale degli ebrei”, non solo all’interno degli Stati Uniti, come prova a dimostrare Friedman con la sua domanda al pubblico: “Quale sarebbe oggi la situazione di Israele se ogni altro paese fosse socialista? Da dove prenderebbe finanziamenti? Nella sua storia questi sono arrivati da paesi capitalisti, come gli Stati Uniti, il Sud Africa, il Regno Unito. Non dai governi di questi paesi, ma dai residenti ebrei di questi stati. E gli ebrei russi hanno mandato forse un ammontare comparabile di aiuti? O sono forse stati in grado di influenzare il loro governo perché inviasse aiuti?”. Risposta: “Se tutti i paesi del mondo si fossero conformati al tema dominante l’ideologia intellettuale ebraica, Israele non sarebbe mai stato in grado di esistere”. Non è detto che però la situazione resti immutata: “Gli ebrei potevano permettersi di essere favorevoli a muovere verso il socialismo nei settori delle public utilities, delle ferrovie, del telegrafo, delle banche, all’interno dei quali non giocavano un ruolo importante. Arricchendosi però contemporaneamente grazie al mercato competitivo che esiste nel commercio, nell’industria dell’intrattenimento, nell’educazione. Ma con l’espansione del ruolo dello stato anche in questi settori, sta divenendo sempre più difficile per gli ebrei muoversi nel libero mercato. Non so se questo conflitto porterà nel tempo a un cambiamento delle attitudini, ma credo che aiuterà quantomeno a scalfirle. Sarebbe molto desiderabile che gli intellettuali ebrei divenissero molto più consapevoli e critici di queste attitudini che hanno sviluppato, anche per capire pienamente che il mercato è il sistema, l’unico sistema, che permetterà a tutti di cooperare l’uno con l’altro, che consentirà a ogni persona di andare per la sua strada mentre ciascun altro va per la propria”</p>
<p>. Su “2+2”, il blog di economia e finanza del Foglio.it, l’audio dell’intervento di Friedman: <a href="http://www.ilfoglio.it/duepiudue/251">www.ilfoglio.it/duepiudue/251</a></p>
<p><a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&#38;sez=120&#38;id=32134" target="_blank">Informazione Corretta</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Encyclopaedia Judaica online]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2009/11/20/encyclopaedia-judaica-online/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:59:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’Encyclopedia Judaica, 2a edizione del 2007, 22 volumi (valore 2.263 $ su Amazon), è disponibile al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://butindaro.wordpress.com/files/2009/11/encyclopaedia-judaica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10103" title="Encyclopaedia-Judaica" src="http://butindaro.wordpress.com/files/2009/11/encyclopaedia-judaica.jpg" alt="" width="600" height="328" /></a><br />
L’<strong>Encyclopedia Judaica</strong>, 2a edizione del 2007, 22 volumi (valore 2.263 $ su Amazon), è disponibile al pubblico on-line. Grazie ad una generosa donazione di <strong>Sharon e Richard Kammerman</strong>, la <em>Jewish Community Association</em> di Austin (Texas) rende accessibile al pubblico questa edizione on-line. Andando a questa <a href="http://shalomaustin.org/index.php?category=About%20Us%20Pages&#38;ref=Encyclopaedia_Judaica&#38;search=holocaust&#38;src=gendocs">pagina</a> trovate la password necessaria per accedere liberamente all’Enciclopedia che offre diversi strumenti utili come la possibilità di scaricare il testo in formato PDF (necessario per vedere immagini e illustrazioni) oppure ascoltarlo (solo in inglese), e con “Citation Tools” si possono ottenere i dati bibliografici necessari. Un’utile risorsa da aggiungere ai preferiti.</p>
<p>Via &#124; <a href="http://bibleandtech.blogspot.com/2009/11/encyclopedia-judaica-online.html">Biblical Studies and Technological Tools</a></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fbutindaro.wordpress.com%2F2009%2F11%2F20%2Fencyclopaedia-judaica-online%2F&#38;linkname=Encyclopaedia%20Judaica%20online"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Che c'è di nuovo sulla guerra?]]></title>
<link>http://odoleguin.wordpress.com/2009/11/19/che-ce-di-nuovo-sulla-guerra/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:52:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>odoleguin</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; Il trasloco in atto permette il ritrovamento di libri che rimarrebbero altrimenti seppelliti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff3333;"><a href="http://odoleguin.wordpress.com/files/2009/11/chagall-finestra1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-17" title="chagall finestra" src="http://odoleguin.wordpress.com/files/2009/11/chagall-finestra1.jpg?w=187" alt="" width="187" height="300" /></a></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="color:#ff3333;">Il trasloco in atto permette il ritrovamento di libri che rimarrebbero altrimenti seppelliti nelle migliaia di scaffali billy che occupano casa nostra.</span></p>
<p><span style="color:#ff3333;">Uno di questi libri (ri)trovati è &#8220;Che c&#8217;è di nuovo sulla guerra?&#8221;, di Robert Bober, peraltro erroneamente inserito nello scaffale anglofoni, essente lui polacco-tedesco-francese-ebreo. </span></p>
<p><span style="color:#ff3333;">E&#8217; fantastico. Il libro, non Robert Bober. Sono storie, collegate ma non troppo, di ebrei che tornano dai campi di concentramento, ebrei che sono riusciti a fuggire, ebrei figli di deportati che sono stati nascosti in un armadio per non farsi prendere. E questa è la prima parte. Ci sono sartorie, personaggi piccini e personaggi straordinariamente forti, collegi di stampo sovietico che provocano un&#8217;invidia cocente e piccole storie di francesi collaborazionisti (tipo Maurice Chevalier, o come ci sono rimasta male).</span></p>
<p><span style="color:#ff3333;">E poi c&#8217;è la seconda parte. La seconda parte è molto più leggera, in apparenza. Non piangi più per l&#8217;incontro inaspettato tra una bimba ed i suoi genitori sopravvissuti, né per il bambino che carica ogni sera l&#8217;orologio del padre &#8220;perchè è come se ne potesse sentire il battito del cuore&#8221;. La seconda parte si svolge nei malefici anni &#8216;80, non c&#8217;è niente di cui piangere, i malefici anni &#8216;80 sono malefici anche a Parigi e va tutto bene. </span></p>
<p><span style="color:#ff3333;">Però invece no. Invece c&#8217;è questo Raphael che fa il fotografo, e cerca le storie, cerca le storie dii quelli che nel &#8216;46 erano già grandi, ed erano tornati, di quelli che erano ancora piccoli, e vivevano nel grande castello sovietico. E fotografa le nuove scritte antisemite, le lapidi divelte, i monumenti insudiciati.</span></p>
<p><span style="color:#ff3333;">Fotografa la perdita della memoria.  E io, come una scema, ero sul 513 che ascoltavo Moni Ovadia e piangevo. </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[PARLAMENTO BLOCCATO per il taglio della coda al cane ma continuano le "mutilazioni religiose" ai genitali femminili e maschili]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/17/parlamento-bloccato-per-il-taglio-della-coda-al-cane-ma-continuano-le-mutilazioni-genitali-a-sfondo-religioso/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 22:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alla Camera si è scatenato un putiferio, stamattina, sulla &#8230; coda dei cani. .. Il che può far ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Alla Camera si è scatenato un putiferio, stamattina, sulla &#8230; coda dei cani. .. Il che può far ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[177. il crocifisso di Gheddafi.]]></title>
<link>http://bortocal.wordpress.com/2009/11/16/177-il-crocifisso-di-gheddafi/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:16:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>bortocal</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8221;Voi credete che Gesu&#8217; e&#8217; stato crocifisso ma non lo e&#8217; stato, lo ha preso D]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8221;Voi credete che Gesu&#8217; e&#8217; stato crocifisso ma non lo e&#8217; stato, lo ha preso D]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[il pianista di Roman Polanski]]></title>
<link>http://esulecinefilo.wordpress.com/2009/11/16/il-pianista-di-roman-polanski/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:27:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>esulecinefilo</dc:creator>
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<description><![CDATA[                                                                                         AMORE E SOF]]></description>
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</item>
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<title><![CDATA[La tradizione del crocefisso.]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/14/la-tradizione-del-corcefisso/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:11:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
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<description><![CDATA[paladini volontari, schierati con questo Vaticano, ripropongono ossessivamente l’idea di un Crocifis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/M9PrWuT-E-0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/M9PrWuT-E-0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>paladini volontari, schierati con questo Vaticano, ripropongono ossessivamente l’idea di un Crocifisso come motivo dominante di una tradizione, e non si rendono conto di svilire i principi portanti della Fede.</p>
<p>Elemento di una tradizione come l’antica “saga del pesce azzurro” che si pratica nel periodo estivo per attirare turisti; come la “saga del fungo porcino” della Sila; come il Palio di Siena; come la regata storica di Venezia o come il più noto carnevale.</p>
<p>Tradizione  che si vorrebbe far risalire e decorrere da quel fatidico giorno nel quale Gesù venne sacrificato, ma così non è.</p>
<p>I primi cristiani non avrebbero mai esaltato la croce, perché punizione per gli schiavi e i servi; ne utilizzarono il simbolo solo intorno al VI secolo, ma senza l’immagine di Cristo; chi avrebbe osato crocifiggere Gesù una seconda volta ? Intorno all’anno 1.000 cominciano a comparire affreschi che descrivono una croce, con accanto un agnello sacrificale; più avanti di qualche decennio comparirà l’immagine di Gesù, ma non inchiodato nella croce, bensì accanto alla croce, in abiti splendenti, ma non ancora raffiguranti la Resurrezione, vero simbolo del cristianesimo: l’immagine di un vittorioso che aveva sconfitto la morte.</p>
<p>Due sono i momenti salienti del mistero cristiano: la croce che si assimila  all’ultima cena e la Resurrezione che si assimila all’Eucarestia  in quella medesima cena che diventerà la prima cena del popolo cristiano.</p>
<p>Fu l’ultima cena ebraica di Gesù  e, con l’Eucarestia, la prima cena cristiana.</p>
<p>“Fate questo in memoria di me!” fu l’invito rivolto a tutte le genti.</p>
<p>Ma la croce presto acquistò un significato mutevole e, spesso, contraddittorio.     </p>
<p>Il monachesimo esaltò la croce penitente, mentre il Vaticano ne fece il simbolo bellicoso delle crociate, quindi il braccio armato della Fede che in nome di Cristo accendeva i roghi dell’Inquisizione.</p>
<p>La persecuzione degli ebrei fu una costante drammatica, che avrà il suo epigono nella “soluzione finale di Hitler”. Gli ebrei vennero indicati  come deicidi e come tali puniti.</p>
<p>Ma un malcelato pudore impediva di ricordare che Gesù era ebreo. I pittori asserviti al potere vaticano dipingevano i loro crocifissi con un pudico drappo sui fianchi; volevano rispettare l’immagine di Gesù e risparmiare l’onta dell’ultima umiliazione, o volevano nascondere quel segno della circoncisione che ricordava al mondo l’origine ebraica di Gesù ?</p>
<p>Non c’è risposta plausibile, c’è la certezza storica che la croce divenne simbolo di una vendetta postuma che un ebreo avrebbe consumato contro il suo popolo.</p>
<p>Ci vorrà Giovanni XXIII per dirimere una plurisecolare controversia e cancellare quella condanna al popolo ebraico.</p>
<p>Oggi la medesima croce viene presentata ed esaltata come il fondamento delle radici cristiane, ma limitatamente all’Europa, come se il diritto di amare e credere in Cristo fosse un monopolio di questo occidente, che, pure, si è servito della croce per le più inimmaginabili  crudeltà.</p>
<p>In quella croce c’è un uomo, un ebreo, figlio di Dio, che ha voluto, per sua scelta patire i più drammatici momenti che uomo possa subire, ma per esaltarsi nella Resurrezione, esaltando l’uomo e nell’uomo tutti gli uomini, chiamati dall’insegnamento di Cristo.</p>
<p>Ora è diventato un suppellettile da scrivere nell’elenco delle dotazioni di un’aula, oppure un elemento antropologico distintivo di una razza, mortificando e rinnegando lo spirito stesso del sacrificio di Cristo, che nell’ultimo anelito di vita perdonò i suoi carnefici “perché non sanno quello che fanno&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiacchiere in libera uscita]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/13/chiacchiere-in-libera-uscita/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:17:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lettera al direttore. Gentile direttore, Daniela Santanché, profonda conoscitrice della religione is]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lettera al direttore. Gentile direttore, Daniela Santanché, profonda conoscitrice della religione is]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il sonno della ragione (e la deriva clericale e reazionaria del PD)]]></title>
<link>http://zamparini.wordpress.com/2009/11/12/il-sonno-della-ragione-e-la-deriva-clericale-e-reazionaria-del-pd/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 12:33:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>zamparini</dc:creator>
<guid>http://zamparini.wordpress.com/2009/11/12/il-sonno-della-ragione-e-la-deriva-clericale-e-reazionaria-del-pd/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Ogni detenuto portava un triangolo colorato (generalmente con la punta verso il basso) cucito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://zamparini.wordpress.com/files/2009/11/dach-id.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1608" title="dach-id" src="http://zamparini.wordpress.com/files/2009/11/dach-id.jpg" alt="dach-id" width="256" height="370" /></a></p>
<blockquote><p>&#8220;Ogni detenuto portava un triangolo colorato (generalmente con la punta verso il basso) cucito (o dipinto) sulla sua uniforme da deportato. A seconda del colore, si distinguevano diverse categorie: i politici avevano un triangolo rosso con una lettera all&#8217;interno che precisava la nazionalità (salvo per i tedeschi). Gli ebrei politici portavano un triangolo rosso (con la punta verso l&#8217;alto) con sovrapposto un triangolo giallo (con la punta verso il basso). Gli ebrei avevano una stella gialla (formata da due triangoli), i Bibelforscher un triangolo color malva/viola. Alcune fonti attestano che certi Bibelforscher portavano un triangolo viola con sovrapposto un triangolo giallo. Gli internati di diritto comune avevano un triangolo verde, gli asociali un triangolo nero. I contaminatori della razza portavano un triangolo nero sovrapposto ad un triangolo giallo, gli omosessuali un triangolo rosa, gli zingari un triangolo bruno e gli apolidi e gli emigrati (repubblicani spagnoli) un triangolo azzurro. I SAW (Sonderaktion Wehrmacht : epurazione dell&#8217;esercito tedesco), quanto a loro avevano un triangolo rosso, con la punta verso l&#8217;alto.&#8221; <strong><a href="http://spazioinwind.libero.it/triangoloviola/biblnaz.html" target="_blank"> Fonte</a>: Sylvie Graffard e Léo Tristan, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945) Editions Tirésias-Michel Reynaud, Parigi, 1994</strong></p></blockquote>
<p>Forse il sindaco di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, il leghista Enzo Bortolotti, potrebbe trovare utili le informazioni qui sopra; la sua idea di <a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=79772&#38;sez=NORDEST" target="_blank">schedare</a> tutti i musulmani per fermare l&#8217;&#8221;invasione&#8221; islamica non e&#8217; certo originale. Il segnale, preoccupante di per se&#8217;, diventa allarmante se si considera che quel sindaco e&#8217; stato rieletto a furor di popolo, quasi il 70% dei consensi. Debora Serracchiani, segretaria regionale del PD, <a href="http://www.asca.it/news-IMMIGRATI__SERRACCHIANI__DISCRIMINAZIONI_DAL_SINDACO_AZZANO_X-870109-ORA-.html" target="_blank">denunciava</a> appena qualche giorno fa&#8217; il razzismo di questo sindaco, che e&#8217; anche segretario provinciale della Lega.</p>
<p>La cappa opprimente sull&#8217;Italia, quel clima da caccia alle streghe, inquisizione, stato di polizia diventa ogni giorno piu&#8217; pesante. I campanelli e le campane d&#8217;allarme rimangono per lo piu&#8217; inascoltati, le spinte reazionarie o si giustificano o addirittura si accolgono con entusiasmo. L&#8217;Italia e&#8217; in caduta libera, la gravissima regressione culturale, antropologica è veramente spaventosa. In questa regressione regnano paura, ignoranza, violenza, odio, dogma, intolleranza. Caccia grossa e sempre aperta: agli omosessuali e transessuali, agli immigrati, alle donne, agli atei o diversamente credenti, agli eretici, alla scienza e agli scienziati&#8230; e a tutti coloro che non si sottomettono. Tutti malati d&#8217;<a href="http://zamparini.wordpress.com/2009/11/10/alzheimer/" target="_blank">alzheimer</a>, come mette in guardia Famiglia Cristiana.</p>
<p>Caccia grossa per difendere la razza e la tradizione. Caccia grossa non solo per le vie delle citta&#8217; italiane ma sulla stampa e in televisione, dove gli ospiti delle trasmissioni d&#8217;<em>infotainment</em> vengono rigorosamente selezionati per il loro pregiudizio e la loro ignoranza. Bucano lo schermo. Si rimane sgomenti di fronte allo <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/290828/marco-cappato-e-ospite-del-programma-di-rai-due-il-fatto-del-giorno" target="_blank">spettacolo</a> offerto da Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè alla tv pubblica o guardando i linciaggi mediatici contro la sentenza della Corte Europea sui crocifissi e contro tutti coloro che si riconoscono in quella sentenza.  E&#8217; la regressione che avanza, a reti unificate.</p>
<p>In tutto il mondo il proibizionismo sulle droghe e&#8217; sotto processo; le sentenze sono ovunque unanimi: il proibizionismo non solo ha fallito ma ha ingigantito il problema. E le mafie ringraziano. In Italia invece si fa finta di niente e si continua con quella politica ottusa e nefasta; invece di mettere mano alla legge Fini-Giovanardi si continua con la demagogia dei test antidroga per una classe politica <a href="http://zamparini.wordpress.com/2009/11/10/reazionari-allo-sbaraglio/" target="_blank">fanatica</a> che pensa ad altre schedature e magari ad imporre l&#8217;esempio nelle scuole e negli uffici, a tutti i cittadini. Diventera&#8217; sicuramente un&#8217;altra tradizione, come quella del crocifisso imposto per legge nelle scuole, nei tribunali e negli altri uffici della Repubblica confessionale delle banane. Uno <a href="http://zamparini.wordpress.com/2009/11/10/giovanardi-il-proibizionismo-e-lo-stato-di-polizia/" target="_blank">stato di polizia</a>, ma timorato di Dio.</p>
<p>A proposito di crocifisso. Al Parlamento Europeo i soldati di Santa Romana Chiesa del PDL, Lega, UDC <strong>e PD</strong> hanno <a href="http://www.uaar.it/news/2009/11/12/difesa-tripartisan-del-crocifisso-parte-degli-europarlamentari-italiani/" target="_blank">presentato una dichiarazione</a> per:</p>
<blockquote><p>“il pieno diritto di tutti gli Stati membri a esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino”.</p></blockquote>
<p>Non si riesce a credere ai propri occhi quando si leggono offese alla logica, all&#8217;intelligenza, cosi&#8217; marchiane. La <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/11_novembre/11/crocifisso_eurodeputati_pdl_pd_udc_lega_per_diritto_esposizione,21584932.html?pmk=rss" target="_blank">proposta</a> indecente è stata ufficialmente presentata da Mario Mauro e Sergio Silvestris (PDL), <strong>Gianni Pittella e David Sassoli (PD)</strong>, Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam (UDC), e da Mario Borghezio (Lega Nord). Assente l’IDV. Per diventare un pronunciamento ufficiale dell’europarlamento deve raccogliere entro tre mesi le firme di 369 parlamentari.</p>
<p>Per quanto riguarda il PD, sarebbe interessante sapere chi ha deciso questa ennesima buffonata, offensiva e blasfema sia per i credenti cattolici sia per i non credenti e i diversamente credenti. Ci sono ancora laici e liberali all&#8217;interno del PD? Hanno niente da dire su questa deriva clericale? E&#8217; questo il PD che il nuovo segretario Bersani ha in mente? Ora la <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_12/crocefisso-scuola-istituzioni-europee-cei-bagnasco_7b4a6530-cf86-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">CEI guida</a> anche l&#8217;azione politica dei parlamentari europei del PD?</p>
<p>In questo sonno della ragione &#8211; che in Italia per la verita&#8217; sembra piu&#8217; un coma profondo &#8211; si rivede un film gia&#8217; visto. Se i <a href="http://zamparini.wordpress.com/2009/11/02/italy-burning/" target="_blank"><strong>KKK</strong></a> e le loro croci infuocate hanno gia&#8217; fatto il loro debutto italiano, c&#8217;e&#8217; chi quella tradizione l&#8217;ha capita ancora meglio e inchioda la croce sul <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=149117" target="_blank">portone dei Radicali</a>. E&#8217; innegabile, le tradizioni sono importanti; dalle crociate alle guerre sante, dalla maledettissima Santa Inquisizione al regime nazista fino ai giorni nostri, con i gruppi neofascisti e neonazisti che l&#8217;hanno messa sui loro stemmi, la croce è davvero il simbolo di una tradizione importante che &#8211; come dicono quei buffoni italiani al Parlamento Europeo &#8211; unifica l&#8217;intera comunità: torturatori e torturati, stupratori e stuprati, persecutori e perseguitati, schiavisti e schiavi, assassini e assassinati, tutti insieme, gli aguzzini e le loro vittime, a celebrare la tradizione e l&#8217;identità che ci unisce tutti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A passo di gambero]]></title>
<link>http://falafelcafe.wordpress.com/2009/11/12/a-passo-di-gambero/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 12:28:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>leonardberberi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lettera scarlatta in salsa sefardita. O, a voler essere provocatori, novelli pasdaran con la stella ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lettera scarlatta in salsa sefardita. O, a voler essere provocatori, novelli pasdaran con la stella di Davide. Giorni strani questi per le vie della capitale israeliana. Da un po&#8217; di tempo, infatti, drappelli di autonominati &#8221;guardiani della castità&#8221; hanno iniziato a pattugliare le strade di Beit Israel, un sobborgo di Gerusalemme abitato in prevalenza da religiosi ebrei di origine sefardita. La missione? Dare la caccia ai peccatori (o presunti tali). Una volta scovati &#8211; si ignora su quali prove &#8211; volano parole grosse. E qualche volta anche bastonate.</p>
<p>A chiedersi cosa siano questi gruppi è l&#8217;agenzia <a href="http://ynet.co.il" target="_blank">Ynet</a>. Secondo alcuni residenti, queste pattuglie &#8220;improvvisate&#8221; sono costituite da adepti delle comunità religiose che, da qualche mese, si sono estese anche fuori dallo storico quartiere Mea Shearim. Le aggressioni alle persone che si macchierebbero di stili di vita immorali preoccupano anche la polizia che sta pensando di mettere su una task force.</p>
<p>Pochi giorni fa, è toccato a una giovane divorziata. Al suo passaggio per le vie della capitale, le è stato versato acqua bollente sul corpo. Non contenti, i &#8220;guardiani della morale&#8221; l&#8217;hanno pure percossa. Davanti a tutti. E c&#8217;è anche chi racconta di un&#8217;irruzione nell&#8217;appartamento di alcuni studenti americani. Contro di loro, lo squadrone avrebbe usato uno spray lacrimogeno. E li avrebbe pure derubati di un computer dove pare fossero stati scaricati film porno.</p>
<p>Le voci si rincorrono. Le testimonianze &#8211; vere o presunte &#8211; pure. Le scritte intimidatorie, però, ci sono. Sui muri. Sui portoni d&#8217;ingresso. E  c&#8217;è pure qualcuno che ogni tanto compare e obbliga uomini e donne a camminare su marciapiedi separati. Per chi trasgredisce la punizione è immediata: una spruzzata di sostanza irritante sugli occhi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Rosa bianca - Sophie Scholl]]></title>
<link>http://cinemuffin.wordpress.com/2009/11/11/la-rosa-bianca-sophie-scholl/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:09:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>plasil</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di Marc Rothemund (2005). Gli ultimi cinque giorni di vita di Sophie Scholl: l’arresto, il processo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3l1TOT9FK4I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3l1TOT9FK4I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Di Marc Rothemund (2005).</p>
<p style="text-align:justify;">Gli ultimi cinque giorni di vita di Sophie Scholl: l’arresto, il processo e la condanna a morte della giovane bavarese che nel 1943 animò, con il fratello Hans e altri studenti dell’Università di Monaco, il movimento antinazista della “Rosa Bianca”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PER CHI</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per chi vuole conoscere un aspetto poco raccontato della storia della resistenza al nazionalsocialismo: la vicenda collettiva e personale di quei tedeschi che si opposero a Hitler sacrificando la loro stessa vita. Dimenticati i sensi di colpa, i risentimenti e le amarezze per quegli anni terribili, i tedeschi si sentono finalmente liberi di parlare di ciò che è accaduto ai loro avi e di far tesoro del messaggio che quei fatti hanno tramandato.</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi pensa che nel caos delle idee politiche e sociali, in un tempo in cui la morale si frantuma e non costituisce più una guida, rendere conto alla propria coscienza sia l’unico modo per trovare la risposta, l’unica salvezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Per gli insegnanti che non sanno cosa proiettare al cineforum scolastico e vogliono dare una lezione di coraggio, moralità e civiltà ai giovani che oggi hanno dimenticato il significato del vivere in purezza e integrità.</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi teme per la libertà d&#8217;informazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi pensa che imbottirsi di tritolo e farsi saltare in aria in mezzo a una folla di altri esseri umani sia il modo più onorevole per difendere le proprie idee.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Venti anni fa……]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/08/venti-anni-fa%e2%80%a6%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:09:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sembra che il posto giusto dove stare in questi giorni sia Berlino. La gente sta confluendo qui da o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1URzkk-oa28&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/1URzkk-oa28&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>Sembra che il posto giusto dove stare in questi giorni sia Berlino. La gente sta confluendo qui da ogni parte del mondo, l&#8217;agenda della Storia ha dato appuntamento nella capitale tedesca. <strong><strong>Il 9 novembre a Berlino, in Germania, non è festivo.</strong></strong> È un giorno di lavoro come tutti gli altri. Hanno deciso che la Riunificazione si festeggia il 3 di ottobre. Il 3 ottobre è cervello, è la firma di un contratto che, nel 1990, ha ufficialmente sancito la Riunificazione della Germania dopo 40 anni di divorzio. Ha così prevalso il giorno della politica su quello in cui il protagonista assoluto era il popolo berlinese.</p>
<p><strong><strong>Il giorno fatale. </strong></strong>Ma ci sarebbero anche altre ragioni perché il 9 novembre non può diventare &#8220;rosso&#8221; sul calendario dei tedeschi. Quel giorno, infatti, ha la fama di essere il <em>Schicksalstag, </em> il &#8220;giorno fatale&#8221; e i tedeschi, come è noto, hanno un rapporto tormentato con la Storia. Nel 1918 Philipp Scheidemann proclama la Repubblica di Weimar decretando la fine della monarchia dei Wilhelm II. Nel 1923, con il Putsch di Monaco, Hitler fa le prove generali prima dell&#8217;ascesa al potere. E soprattutto, il 9 novembre del 1938 è la <em>Kristallnacht, </em>la Notte dei Cristalli, durante la quale più di mille ebrei furono uccisi e le sinagoghe e i loro negozi dati alle fiamme.</p>
<p><strong><strong>Tra memoria e commercio. </strong></strong>E così, in questa Berlino tappezzata color oro, del giallo delle foglie che l&#8217;autunno strappa ai rami, pare che la festa sia dei turisti, dei capi di stato e dei premi Nobel. Ad Alexander Platz, lungo la East Side Gallery, alla Porta di Brandeburgo si parlano tutte le lingue, raramente il tedesco.</p>
<p><strong>Il popolo e gli altri. </strong>Ma l&#8217;atmosfera da vigilia, l&#8217;aria elettrizzante proprio non si riesce ad avvertirla. &#8220;E&#8217; che noi berlinesi siamo così &#8211; mi dice il tassista nel breve tratto tra Kastanienalle e Kreuzberg -, siamo <em>cool</em>, per nulla bravi a far trasparire le nostre emozioni&#8221;. Eppure è da un anno che il governo prepara il popolo con eventi, mostre e documentari trasmessi in tv. mentre il Berliner Morgenpost rimane leggero raccontando i 1300 metri della East Side Gallery e del &#8220;Domino&#8221;, i mille blocchi che lunedì sera simuleranno la caduta del Muro con un gigantesco &#8220;go-down&#8221;. Lech Walesa avrà l&#8217;onore di avviare la cascata a sequenza. Proprio Lech Walesa, il leader di Solidarnosc che in un&#8217;intervista allo Spiegel ha rivendicato il ruolo fondamentale della Polonia nel crollo del comunismo: &#8220;Noi abbiamo sconfitto il comunismo e la gente della Germania dell&#8217;est ha cominciato a fuggire attraverso le ambasciate di altri paesi. Il Muro di Berlino è caduto a causa di questi disertori e della debolezza politica di Gorbachev che non è intervenuto per fermare quel flusso di persone&#8221;.</p>
<p>Mentre Walesa, Gorbachev, gli Usa rappresentati da Hillary Rodham Clinton, si contenderanno i meriti e gli onori che spettano di diritto al popolo, David, uno del popolo, lunedì sarà a giocare un&#8217;importante partita di squash, la sua compagna, una del popolo, a lezione d&#8217;italiano: &#8220;Lunedì? andrò a lavoro, giocherò a squash e berrò una birra con gli amici del club. Lunedì è un giorno come un altro&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Moscherini: sii cattolico quando non indossi la fascia tricolore. Intervento di Mario Michele Pascale]]></title>
<link>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/05/moscherini-sii-cattolico-quando-non-indossi-la-fascia-tricolore-intervento-di-mario-michele-pascale/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:18:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>rslazio</dc:creator>
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<description><![CDATA[“SIAMO, NOI EUROPEI, UN POPOLO DI CATTOLICI, PROTESTANTI, MUSSULMANI, BUDDISTI, EBREI, NEOPAGANI, WI]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“SIAMO, NOI EUROPEI, UN POPOLO DI CATTOLICI, PROTESTANTI, MUSSULMANI, BUDDISTI, EBREI, NEOPAGANI, WICCAN, ATEI ED AGNOSTICI”</p>
<p>LETTERA APERTA A GIANNI MOSCHERINI, SINDACO DI CIVITAVECCHIA</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p>Caro Gianni Moscherini,</p>
<p>nei giorni scorsi, in cui andava tanto di moda il “cubagate”, io ho detto che le persone vanno giudicate sulla base dei fatti e non delle voci di corridoio o delle fotocopie, giacché sono certo del fatto che vi sia una differenza tra la magistratura e la cassetta della posta. Oltretutto, credo fermamente nella dignità della magistratura, che non può e non deve essere il piede di porco della politica.</p>
<p>Amo il vero e stavolta dico che sbagli, e sbagli profondamente.</p>
<p>Ho seguito un estratto del tuo discorso relativo alle celebrazioni del 4 novembre sulla stampa. Tu dici che la sentenza della corte di Strasburgo che vuole il crocifisso fuori dalle scuole è “una decisione che giudico personalmente ignobile e che non appartiene alla nostra cultura e a quella europea, fondata sui valori cristiani”; non pago di questo avresti detto che emetterai un&#8217;ordinanza che vada in direzione del mantenimento dei crocifissi nelle aule.</p>
<p>Domanda: siamo tutti cristiani? Non credo, basta guardarsi in giro. E&#8217; quella la nostra tradizione? Semmai la tua, che hai anche studiato in seminario e che sei stato, pare, sull&#8217;orlo del farti prete. Ti ricorderei che la cultura europea è fatta dalla dialettica di bruto clericalismo e assoluta laicità: per ogni Torquemada c&#8217;è un John Stuart Mill, per ogni Tommaso d&#8217;Aquino un Jean Paul Sartre, per ogni Ratzinger, piccolo o grande che sia, vi è un Giordano Bruno. Per ogni Paolo di Tarso, c&#8217;è un Charles Darwin.<br />
Siamo, noi europei, un popoli di cattolici, protestanti, mussulmani, buddisti, ebrei, neopagani, wiccan, atei ed agnostici. Nessuno può imporre un simbolo religioso nei luoghi che sono deputati alla crescita culturale dei futuri europei, che sono i nostri figli. Chi vuole una educazione religiosa, del resto, ne ha la possibilità con le scuole confessionali ed è libero di iscrivere lì la propria prole.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Inoltre, il fondamento dell&#8217;unità d&#8217;Italia, te lo ricorderei, è la laicità, quel “libera chiesa in libero stato” che è un motto estremamente famoso e che il tuo maestro delle elementari sicuramente ti ha insegnato. Gli anni d&#8217;oro dell&#8217;Italia, quelli dell&#8217;eroismo della fondazione della nuova nazione, sono stati epici proprio perché i cattolici non si sono immischiati; i problemi, per la neonata Italia, sono venuti quando è caduto il “non expedit” ed i cattolici politicamente organizzati sono entrati in politica.</p>
<p>Ma si sa, la psiche umana tende a rimuovere le cose sgradite.<br />
Insomma, sei stato deludente; un buon  sindaco dovrebbe rappresentare tutti, non solo i cristiani e, soprattuto, rispettare le sentenze della magistratura.<br />
Definirle “ignobili” non è degno di un primo cittadino.<br />
Certo, che qualcuno faccia ricorso contro un pronunciamento giudiziario che reputa illegittimo va bene, è nei suoi diritti, ma definire una sentenza che viene da anni ed anni di serie riflessioni, “ignobile”, è una cosa che tu non puoi permetterti di fare.</p>
<p>Dio (il tuo, che non è il solo e l&#8217;unico, ma soltanto il dio dei cattolici che non sono l&#8217;unico credo religioso né a Civitavecchia  né al mondo), patria, perché comunque si festeggiava l&#8217;unità d&#8217;Italia,  e famiglia. pare che tu ti sia dato alla più retriva restaurazione. Manca, nel tuo discorso, per chiudere proprio in bellezza e far trionfare la restaurazione ed il bigottismo, solo il dire che i gay sono malati e vanno curati &#8230;</p>
<p>Sembra anche che ti abbiano applaudito; non mi sorprende, giacché la parte migliore di Civitavecchia, quella che ha gli strumenti culturali ed etici per dirti che sbagli, era al lavoro a produrre ricchezza vera, non le briciole e la precarietà diffusa prodotte dal porto dei miracoli e dall&#8217;Enel.</p>
<p>Caro Gianni Moscherini, fa il sindaco, non il cattolico retrivo. Fare il sindaco vuol dire rappresentare tutti al di là delle tue convinzioni religiose, delle quali ti prego di parlare quando non indossi la fascia tricolore.<br />
Prendi esempio da Ernesto Nathan: se vuoi te ne regalerò una biografia.<br />
Spero, infine, che la faccenda della delibera sia solo una gigionata. Non mi va di arrabbiarmi sul serio &#8230;</p>
<p>Un saluto laico,</p>
<p>Mario Michele Pascale<br />
Coordinatore regionale del movimento dei Radicali di Sinistra</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C'è pace e libertà al cimitero]]></title>
<link>http://paolosub.wordpress.com/2009/11/02/ce-pace-e-liberta-al-cimitero/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 22:58:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolosub</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi è il giorno dei morti. I cimiteri si affollano di vivi, col loro carico di parole e movimenti. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Oggi è il giorno dei morti. I cimiteri si affollano di vivi, col loro carico di parole e movimenti. ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mangiare casher a Bologna]]></title>
<link>http://crossmode.it/2009/10/29/mangiare-casher-a-bologna/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 07:54:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>mic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri ho ricevuto una visita di un amico che veniva accompagnato da una persona di religione ebrea. D]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ieri ho ricevuto una visita di un amico che veniva accompagnato da una persona di religione ebrea.</p>
<p>Da subito mi è stato chiesto <strong>se esiste un ristornate casher in città, a Bologna</strong>: ho chiamato ad un numero di telefono trovato in rete e mi ha risposto &#8220;la comunità ebrea di Bologna&#8221; che mi ha diretto verso una pizzeria in via Porta Nova.</p>
<p>Questa</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;#38;amp;client=firefox-a&amp;#38;amp;channel=s&amp;#38;amp;ie=UTF8&amp;#38;amp;q=pizzeria bologna via portanova&amp;#38;amp;fb=1&amp;#38;amp;gl=it&amp;#38;amp;hq=pizzeria bologna via portanova&amp;#38;amp;hnear=Bologna&amp;#38;amp;cid=0,0,1056345878413930753&amp;#38;amp;ei=mkjpStBpxfz8Bvug8Y0P&amp;#38;amp;ved=0CAoQnwIwAA&amp;#38;amp;ll=44.494189,11.338199&amp;#38;amp;spn=0.006295,0.006295&amp;#38;amp;iwloc=A&amp;#38;amp;output=embed&amp;#38;w=425&amp;#38;h=350"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;#38;amp;client=firefox-a&amp;#38;amp;channel=s&amp;#38;amp;ie=UTF8&amp;#38;amp;q=pizzeria bologna via portanova&amp;#38;amp;fb=1&amp;#38;amp;gl=it&amp;#38;amp;hq=pizzeria bologna via portanova&amp;#38;amp;hnear=Bologna&amp;#38;amp;cid=0,0,1056345878413930753&amp;#38;amp;ei=mkjpStBpxfz8Bvug8Y0P&amp;#38;amp;ved=0CAoQnwIwAA&amp;#38;amp;ll=44.494189,11.338199&amp;#38;amp;spn=0.006295,0.006295&amp;#38;amp;iwloc=A&amp;#38;amp;source=embed&amp;#38;w=425&amp;#38;h=350" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Quindi, se avete bisogno, basta che chiediete al proprietario che, attraverso un accordo con il Rabbino cittadino, ha preparato alcuni piatti e stoviglie pronte all&#8217;uso.</p>
<p><strong>In particolare la pizza kosher è fatta con mozzarella senza caglio</strong>.</p>
<p>Casher (io sapevo di kosher&#8230;) ? <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casherut" target="_blank">Qui per saperne di più</a>: comunque ( da wikipedia) &#8220;<strong>Casherut</strong> (in <a title="Lingua ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ebraica">ebraico</a> כשרות, letteralmente <em>adeguatezza</em>) indica, nell&#8217;accezione comune, l&#8217;idoneità di un cibo ad essere consumato da un ebreo, in accordo alle regole alimentari della <a title="Religione ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione_ebraica">religione ebraica</a> stabilite nella <a title="Torah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torah">Torah</a>, interpretate dall&#8217;esegesi nel <a title="Talmud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud">Talmud</a> e codificate nello <a title="Shulchan Aruch" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shulchan_Aruch">Shulchan Aruch</a>&#8220;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Corsaro Nero portava la kippà ]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/10/22/il-corsaro-nero-portava-la-kippa/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 18:05:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/10/22/il-corsaro-nero-portava-la-kippa/</guid>
<description><![CDATA[Storie di pirati ebrei tra il Mar dei Caraibi e il Mare del Nord È appena uscito il primo numero di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a name="13"><img class="alignleft size-full wp-image-7783" title="245q05a1" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/10/245q05a1.jpg" alt="245q05a1" width="294" height="312" />Storie di pirati ebrei tra il Mar dei Caraibi e il Mare del Nord </a></h2>
<p><em>È appena uscito il primo numero di &#8220;Pagine ebraiche&#8221;, mensile dell&#8217;Unione delle comunità ebraiche italiane. Pubblichiamo uno degli articoli dedicato al volume </em>Jewish Pirates of Caribbean<em> (New York, Doubleday, 2008, pagine 352) del giornalista e storico americano Edward Kritzler. </em></p>
<p><strong>di Anna Foa</strong></p>
<p align="justify">È strano come gli ebrei, pur appartenendo a una religione piuttosto restia ad accettare proseliti, siano affascinati dalla prospettiva di scoprire dappertutto ebrei, o mezzi ebrei, o remoti discendenti di ebrei. A sollecitare l&#8217;entusiasmo nostalgico del mondo ebraico sono soprattutto le vicende dei marrani, cioè degli ebrei convertiti perseguitati dall&#8217;Inquisizione nella penisola iberica e nelle Americhe. Questa vera e propria epopea romanzesca, di vite duplici, di identità celate e disvelate e di persecuzioni non smette di affascinarci, e leggiamo con entusiasmo i libri che sostengono la presunta appartenenza marrana di questo o di quello. Qualche anno fa, ad esempio, andava molto di moda sostenere che Cristoforo Colombo era di origine ebraica, anche in seguito all&#8217;uscita di un libro, storicamente assai debole ma emotivamente convincente, nientemeno che di Simon Wiesenthal. <!--more--></p>
<p align="justify">
 Che illustri personaggi della storia e della cultura passata fossero discendenti di <em>conversos</em>, lo si sapeva bene del resto. Non contenti di avere Spinoza, Heine, Marx, Freud, Einstein e, Schonberg, per non nominare che i nomi più grandi, gli ebrei sono ancora alla caccia affannosa nella storia di ebrei &#8220;nascosti&#8221;, dei discendenti degli anussim.<br />
Meglio se pii e osservanti come Shlomo Molho, il compagno dell&#8217;avventura messianica di David Reubeni nel primo Cinquecento, ma in mancanza di questi si accettano anche gli eretici e i mercanti di schiavi, i laici e le spie.<br />
Ed ecco un libro, non tradotto in italiano e disponibile solo <em></em><em></em>nell&#8217;originale inglese, che ci mette addirittura sulla pista dei pirati della Tortuga. Tutti o quasi marrani, o almeno filogiudaizzanti, naturalmente, compresi il Corsaro Nero e sua figlia Iolanda, che tanto hanno fatto sognare la mia generazione (oggi sono quasi dimenticati, ma non sarebbe male recuperare anche Salgari in questa infornata di filogiudaizzanti).<br />
Scherzi a parte, il libro del giornalista e storico americano Edward Kritzler, <em>Jewish Pirates of the Caribbean, </em>tratta non solo dei corsari della Tortuga, come il titolo ci potrebbe far supporre, ma in genere della diaspora marrana, o più specificamente, anche se non solo, di quei <em>conversos</em> spagnoli e portoghesi che emigrarono nelle Americhe, dal Messico al Perú, furono perseguiti anche là dall&#8217;Inquisizione e diedero un notevole apporto allo sviluppo economico e commerciale del Nuovo Mondo.<br />
Il libro intreccia questa storia, assai poco conosciuta dal vasto pubblico, con quella della comunità di Amsterdam, e con le vicende del ritorno degli ebrei in Inghilterra nel Seicento. Insomma, con la storia dei Paesi che attuarono un&#8217;attiva politica coloniale in funzione anti-spagnola. L&#8217;idea che è alla base del libro è che la colonizzazione americana, fin dai suoi esordi, abbia obbedito al proposito di cercare per i discendenti degli ebrei sefarditi costretti alla conversione o all&#8217;esilio nella penisola iberica una terra nuova, che offrisse loro la libertà negata in patria. Che è poi l&#8217;interpretazione di Wiesenthal.<br />
Di qui l&#8217;afflusso, proibito sovente e altrettanto sovente contrastato con processi e roghi, dei <em>conversos </em>spagnoli e portoghesi nel Nuovo mondo, la loro presenza numerosa nelle nuove terre americane, Messico, Perù, sempre sotto la copertura formale del cattolicesimo. Di qui, nel corso del Seicento, la guerra contro la Spagna e i suoi traffici commerciali nell&#8217;Atlantico, portata avanti dai mercanti ebrei di Amsterdam insieme con gli inglesi, attraverso la pirateria.<br />
È una storia romanzesca, in cui spesso la realtà supera la finzione, come nella storia di Sinan, il famoso pirata ebreo che conquistò Tunisi, un rifugiato spagnolo in Turchia divenuto negli anni Trenta del Cinquecento il luogotenente del Barbarossa, o come Samuel Palache, il rabbino pirata, originario di Fez, sempre intento a tessere strane alleanze tra l&#8217;Olanda, l&#8217;Inghilterra, la Spagna e il Marocco, in un gioco che più che duplice potremmo chiamare molteplice. Le sue esequie, nella Amsterdam del 1616, videro il carro funebre trainato da sei cavalli bardati di nero seguito dall&#8217;intera comunità ebraica di Amsterdam, e dal principe Maurizio di Nassau, con tutte le autorità cittadine. O come nella storia dei pirati ebrei della Giamaica che parteciparono attivamente alle imprese di Henry Morgan.<br />
Tutti  a  leggere  questo  libro, dunque, chissà che non salti fuori qualche altra meraviglia! Non me la sentirei di raccomandarlo in un convegno accademico, ma per una lettura piacevole davanti al caminetto è proprio l&#8217;ideale.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#13">http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#13</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La giovane ebrea al suo amato musulmano]]></title>
<link>http://cantierepoesia.wordpress.com/2009/10/20/la-giovane-ebrea-al-suo-amato-musulmano/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:15:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>bugianen55</dc:creator>
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<description><![CDATA[C’è una pozza di sangue tra te e me. Mio Dio, chi l’ha versato? chiunque sia stato, caro, è sangue s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.tata-art.com/images/gal_judaism14.jpg" alt="" width="329" height="298" /></p>
<p><em>C’è una pozza di sangue tra te e me.<br />
Mio Dio, chi l’ha versato?<br />
chiunque sia stato,<br />
caro, è sangue sprecato.<br />
Ma io so che l’amore<br />
mio, se mi aprirai le braccia,<br />
potrà vederlo asciugato.<br />
Vieni, non tardare.</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>MARIO LUZI</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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