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	<title>economia-della-felicita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/economia-della-felicita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "economia-della-felicita"</description>
	<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 19:56:12 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Come si vive in Italia (Rapporto QUARS)]]></title>
<link>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/10/02/382/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 09:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>melampo</dc:creator>
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<description><![CDATA[da Fernando Melappioni Come si vive in Italia ? QUARS, l’indice costruito dalla Campagna per misurar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da Fernando Melappioni</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-380" title="quars_2007[1]" src="http://spiritoeuropeo.wordpress.com/files/2009/10/quars_20071.jpg?w=110" alt="quars_2007[1]" width="110" height="150" />Come si vive in Italia ?</p>
<p>QUARS, l’indice costruito dalla Campagna per misurare <span style="font-weight:bold;">la qualità dello sviluppo delle regioni italiane</span>. Ormai da diversi anni è aperto un dibattito sulla necessità di elaborare indicatori capaci di rappresentare in maniera sintetica il grado di benessere, di sviluppo, di qualità della vita, di una nazione come di uno specifico territorio.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Alla base di questo dibattito non c’è semplicemente una esigenza scientifica o teorica. <span style="font-weight:bold;">La dimensione locale ha sempre di più un’importanza decisiva</span> &#8211; anche a livello globale &#8211; nella ridefinizione delle politiche economiche e sociali, della gestione del territorio, della partecipazione democratica alla cosa pubblica. In questi anni la globalizzazione neoliberista ha utilizzato i territori solo come occasione di delocalizzazione delle produzioni, di uso e sfruttamento delle risorse naturali o come vie di passaggio delle merci.</p>
<p>Il QUARS prefigura un diverso modello di sviluppo, fondato sulla <span style="font-weight:bold;">sostenibilità, la qualità, l’equità, la solidarietà e la pace</span>, che non può limitarsi all’osservazione della semplice crescita economica ma deve estendersi alla qualità dei servizi, all’attenzione per i temi ambientali, all’osservazione dei nuovi percorsi di sviluppo, alle forme di un’<span style="font-weight:bold;">economia diversa</span>, ad un welfare della cittadinanza.</p>
<p><a href="http://www.sbilanciamoci.org/index.php?option=com_remository&#38;Itemid=53&#38;func=fileinfo&#38;id=118" target="_blank">Scarica </a>il Rapporto</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E' davvero il Pil l'indicatore della ricchezza?]]></title>
<link>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/28/e-davvero-il-pil-lindicatore-della-ricchezza/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 10:21:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>spiritoeuropeo</dc:creator>
<guid>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/28/e-davvero-il-pil-lindicatore-della-ricchezza/</guid>
<description><![CDATA[dal sito Depiliamoci.it &#8230;Come riuscire a passare dalla cultura del PIL (Prodotto Interno Lordo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>dal sito <a href="http://www.benessereinternolordo.net">Depiliamoci.it</a></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-362" title="pil - depiliamoci" src="http://spiritoeuropeo.wordpress.com/files/2009/09/pil-depiliamoci.jpg" alt="pil - depiliamoci" width="250" height="250" />&#8230;Come riuscire a passare dalla cultura del PIL (Prodotto Interno Lordo) alla cultura del BIL (Benessere Interno Lordo)? Bastano pochi semplici gesti quotidiani: gesti da cittadino, da genitore, da imprenditore, da figlio, da educatore, da politico. Comportamenti che non richiedono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun sacrificio, solo buona volontà e consapevolezza.Per superare il circolo vizioso del PIL superfluo basta riflettere, evitare gli sprechi ed attuare un consumo delle risorse consapevole dei bisogni delle generazioni che verranno&#8230;</em></p>
<p><!--more--></p>
<p>E&#8217; questa l&#8217;introduzione alla presentazione di dePILiamoci, un progetto condiviso che aderisce la Movimento per la Decrescita Felice. Il progetto consiste nell&#8217;introdurre una visione diversa del grado di benessere, o meglio nell&#8217;invertire il dato su cui le finanze degli stati si basano dal Prodotto Interno Lordo, al Benessere Interno Lordo. Il progetto, messo nero su bianco su un libro è curato da Roberto Lorusso e Nello De Padova, pubblicato da Editori Riuniti (84 pagine, 8 Euro). Il lavoro editoriale dei due autori pugliesi, che da anni si occupano di temi legati alla l&#8217;innovazione delle organizzazioni non è un saggio sulle sofferenze da sopportare a denti stretti per una vita da copertina, bensì il tentativo di raccontare al largo pubblico, con un linguaggio volutamente semplice, spesso provocatorio e sempre divertente, il complesso tema della insostenibilità della economia della crescita</p>
<p>Quello che dal titolo sembrerebbe dunque un invito alla cultura della bellezza, è invece un appello a guardare a nuove forme di comportamento e ad un nuovo stile di consumo, che riportino al centro dell&#8217;agire dei singoli e della collettività valori considerati spesso desueti in un&#8217;economia che ha posto il consumo al centro della vita.</p>
<p>I due autori osservano i modelli di comportamento e i valori a cui gli individui uniformano il loro agire e propongono una nuova chiave di lettura (e di azione) che trova le sue radici nella riscoperta di gesti semplici: gesti da cittadino, da genitore, da imprenditore, da figlio, da educatore, da politico. Gesti di vita ordinaria per i quali non occorrono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun sacrificio. Occorre solo buona volontà e consapevolezza che, per uscire dal circolo vizioso del PIL superfluo, basta riflettere ed evitare gli sprechi.</p>
<p>Quello che dePILiamoci propone è un primo passo in questa direzione, un disvelamento del grande equivoco che ha unificato nella definizione di crescita economica due concetti diversi e spesso alternativi tra loro: quello di merce e quello di bene. Il PIL misura i valori aggiunti, ovvero il valore monetario degli oggetti e dei servizi scambiati con denaro;</p>
<p>Oggi attraverso le pagine del sito www.depiliamoci.it lanciano un progetto che si basa su un discorso sul Pil di robert Kennedy pronunciato il 18 marzo del 1968, presso l&#8217;università del Kansas, nel quale evidenziava -tra l&#8217;altro- l&#8217;inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. In occasione del 40° anniversario di tale discorso il progetto DEPILIAMOCI propone a tutti di rileggere quel discorso e di fornire alla redazione del portale www.depiliamoci.it una propria breve riflessione in merito che saranno pubblicate sul sito stesso ma anche presentate in un un evento pubblico che si terrà a Bari il prossimo 18 Marzo presso la sede del consorzio Universus, durante il quale professori universitari, responsabili di associazioni, politici, giornalisti, imprenditori, e soprattutto semplici cittadini si confronteranno sui temi proposti da Robert Kennedy in quel discorso.</p>
<p><em>&#8220;Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell&#8217;ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell&#8217;indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).&#8221; R.Kennedy</em></p>
<p><a href="http://www.benessereinternolordo.net/joomla/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=8&#38;Itemid=1" target="_blank">Guarda il discorso sul PIL di Robert Kennedy del 18 Marzo 1968</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luca De Biase - Economia della felicità ]]></title>
<link>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/17/luca-de-biase-economia-della-felicita/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:31:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>spiritoeuropeo</dc:creator>
<guid>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/17/luca-de-biase-economia-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[da spirito europeo Un pessimo titolo, che sembra annunciare un contenuto tipo new age, per un libro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da spirito europeo</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-329" title="libro-de-biase" src="http://spiritoeuropeo.wordpress.com/files/2009/09/libro-de-biase.jpg?w=97" alt="libro-de-biase" width="97" height="150" />Un pessimo titolo, che sembra annunciare un contenuto tipo new age, per un libro davvero bello e illuminante. De Biase lavora al Sole 24 Ore, dove tra le altre cose si cura dell&#8217;inserto &#8220;Nòva&#8221; dedicato all&#8217;innovazione. Ha dunque un osservatorio privilegiato contemporaneamente sull&#8217;avanzamento tecnologico, sul coinvolgimento dei media e sull&#8217;economia in generale.</p>
<p><!--more--></p>
<p>E questi tre sono i piani in cui si muove questo saggio semplice da leggere, anche se in certi casi un po&#8217; ripetitivo.</p>
<p>L&#8217;assunto relativo all&#8217;economia è un&#8217;analisi del perché e del come l&#8217;economia come l&#8217;abbiamo sempre conosciuta, concepita, ma soprattutto come ce l&#8217;hanno sempre raccontata, stia evidentemente vacillando, preludendo probabilmente a un crollo. Si parla di un&#8217;economia basata su teorizzazioni troppo rigide, che dagli anni 30 sono diventate più matematiche che umanistiche, perdendo quindi il contatto con l&#8217;obiettivo finale di un&#8217;economia funzionante: creare le condizioni più favorevoli per una felicità diffusa. Oggi l&#8217;unità di misura della soddisfazione delle persone (chiamate consumatori) sono i redditi, i consumi, la produzione, il PIL. Tutte astrazioni che non tengono conto dei fini dell&#8217;azione economica. Qualcuno avrà visto sui muri di qualche città la laconica triade: &#8220;produci, consuma, crepa&#8221;.</p>
<p>Una trimurti veritiera e teorizzata matematicamente dalle correnti economiche. Da un lato viene tagliato fuori tutto il capitolo della gratuità dell&#8217;azione umana, quella gratuità che dà piacere e soddisfazione più di una maggiore capacità di consumare. Viene tagliata la relazione personale fatta di fiducia, a favore di una spersonalizzazione delle relazioni economiche. Dall&#8217;altro lato, gli indicatori economici sono ormai un&#8217;astrazione posizionata a distanza astrale dalla realtà umana. Tanto che una nota battuta che fa il verso ai teorici dell&#8217;economia classica dice che se si sposa la propria donna di servizio, si danneggia il PIL. Non importa che il matrimonio sia d&#8217;amore: l&#8217;elemento economico viene danneggiato. Queste teorie sono osteggiate con sempre maggiore credibilità ed efficacia da posizioni alternative, che recuperano l&#8217;aspetto umano e lo integrano negli scopi dell&#8217;azione economica, riportando tutti i suoi elementi (il denaro in primis) al ruolo che gli compete: strumenti, mezzi per raggiungere uno scopo definito, ossia la felicità diffusa.</p>
<p>Che vi sia un&#8217;emergente bisogno di mutare le logiche emerge anche dalla battaglia in atto tra i media, che vengono definiti come &#8220;generatori di senso&#8221;. Effettivamente la presenza della rete ha sparigliato le vecchie logiche dove un solo tipo di medium (TV, giornali, radio, ecc.), un tipo unidirezionale, dettava, con le varie tecniche di comunicazione, la narrazione che le persone facevano di se stesse. Oggi la comunicazione e l&#8217;informazione viaggiano sulla rete, un mezzo multidirezionale. Non esistono più gli utenti, i fruitori. Anzi, esistono ma in moltissimi casi sono loro stessi anche produttori di comunicazione, quindi di senso comune. Notevolissimi sono gli esempi di &#8220;bufale&#8221; economiche scoperte, sputtanate e sventate dal tam tam trasmesso nella rete, a partire dal tessuto principale costituito dalla blogosfera (la rete dei blog, oggi sempre più una rete di protezione). Dalla rete non si sfugge, nel bene e nel male. Ma soprattutto la rete, tramite il confronto tra libere tesi, sta acquisendo quella credibilità che vari scandali e un utilizzo disinvolto dei meccanismi pubblicitari hanno tolto ai media tradizionali, TV in testa. Gli introiti pubblicitari calano vertiginosamente ogni anno per le TV, e migrano sulla rete. Mancando l&#8217;ossigeno, i media tradizionali reagiscono con virulenza, appellandosi agli istinti più bassi delle persone (X Factor, L&#8217;isola dei Famosi, Uomini e Donne, ecc.) o facendo leva sullo scalpore.</p>
<p>Vi è dunque un legame tra economia vecchia concezione e vecchi media. Questi ultimi erano fatti ed erano adatti alla prima. Oggi che si afferma la necessità umana ed ecologica di un&#8217;economia nuova, si affermano anche media differenti, dove non è la réclame a farla da padrone, ma il rapporto fiduciario tra &#8220;navigatori&#8221;. Quanti, prima di acquistare un prodotto, ne hanno cercato recensioni di utenti in giro per la rete? Questo mezzo comincia a diventare sistematico in moltissimi casi, e denota che la transizione è in atto.</p>
<p>Ultimo elemento riguarda il bisogno delle persone di uscire dall&#8217;isolamento e dall&#8217;alienazione a cui l&#8217;economia e i media tradizionali le avevano costrette, classificandole come lavoratori, consumatori, contribuenti, a seconda del lato economico da cui venivano considerate. Prima di tutto si rivendica il desiderio di essere persone, e c&#8217;è un rigetto crescente della &#8220;monetarizzazione&#8221; di tutto. Chi scrive un blog regala parte del proprio tempo a tutti coloro che vogliono leggerlo. E l&#8217;aspetto della gratuità di un bene considerato sempre più prezioso (il tempo) emerge come segno di un bisogno sempre crescente di contatto umano e di relazioni paritarie e personali. Leggere le parti del libro che parlano di questo tema, della collaborazione su internet, dei social network, del loro funzionamento e delle loro logiche sottese è emozionante, specie per chi, come me e altri, ha creato da poco un luogo virtuale, con mezzi virtuali.</p>
<p>&#8220;L&#8217;economia della felicità&#8221; parla in qualche modo di tutti noi che viviamo, gestiamo e facciamo palpitare un forum, un blog, e che abbiamo storie ed esperienze personali alle spalle. Sempre con la disponibilità di mettere le proprie risorse personali al servizio della &#8220;comunità&#8221; a titolo del tutto gratuito.</p>
<p>Può non sembrare, ma sembra il segno di una nuova logica nel vivere le relazioni umane e i rapporti economici. Di sicuro le generazioni che oggi più di altre cooperano alla generazione del senso comune tramite il proprio impegno online, sono protagoniste di un cambiamento i cui frutti saranno evidenti tra anni. L&#8217;economia, la sociologia, l&#8217;antropologia, sono tutte &#8220;scienze umane&#8221;: sono discipline che, sulla scorta dell&#8217;economia classica spersonalizzata, si sono sbilanciate sul lato scientifico. Ora ha inizio il recupero del lato umano: un recupero che passa necessariamente dal medium internet.</p>
<p>La frase di De Biase: &#8220;Il comportamento delle persone che usano a fondo la rete collaborando gratuitamente intorno a progetti condivisi, prevalentemente centrati proprio sul tema dell&#8217;informazione, cioé il tema centrale nell&#8217;economia attuale, indica che esiste davvero un limite all&#8217;espansione della monetizzazione della vita sociale&#8221;, sembra parlare di noi. Ed è commovente nella sua veridicità.</p>
<p>Un libro assolutamente da leggere se si vuole avere una bussola per l&#8217;oggi, che ci aiuti a dirigere la nave della nostra vita verso il futuro più giusto.</p>
<p><strong>Luca De Biase, &#8220;Economia della felicità&#8221;, Feltrinelli, Milano, 2007.</strong></p>
<p>Tratto da <a href="http://blog.debiase.com/">http://blog.debiase.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Pil non basta più. Meglio "poveri ma felici"]]></title>
<link>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/16/sarkozy-il-pil-non-basta-piu-meglio-poveri-ma-felici/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 15:21:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>spiritoeuropeo</dc:creator>
<guid>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/16/sarkozy-il-pil-non-basta-piu-meglio-poveri-ma-felici/</guid>
<description><![CDATA[da spirito europeo Il Prodotto interno lordo non è più sufficiente a misurare il benessere di una na]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da spirito europeo</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-324" title="Sarkozy" src="http://spiritoeuropeo.wordpress.com/files/2009/09/sarkozy.jpg?w=150" alt="Sarkozy" width="150" height="126" />Il Prodotto interno lordo non è più sufficiente a misurare il benessere di una nazione. A sostenerlo è il presidente francese Nicolas Sarkozy in un discorso tenuto all’Università la Sorbona di Parigi. Durante l’incontro con studenti ed economisti, Sarkozy ha presentato i risultati di una commissione presieduta dal Premio Nobel Joseph Stiglitz, incaricata di individuare i parametri necessari per determinare lo stato di salute di un’economia.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Seconda la commissione composta da 25 economisti di primo piano, misurare il Prodotto interno lordo è indispensabile ma non sufficiente a fornire un quadro esauriente della realtà economica. Per colmare la distanza tra i dati macro-economici e la percezione reale che ne hanno i cittadini, occorre integrare cifre e percentuali con parametri relativi alla qualità della vita, al contesto sociale, ambientale e di sicurezza dei cittadini. Nelle 291 pagine del rapporto presentato dal presidente francese, il team guidato da Stiglitz elenca vari fattori che fino a oggi sono sempre stati esclusi dal calcolo della ricchezza delle famiglie: il tasso di mortalità; l’evoluzione fisica delle persone (altezza, peso, ecc.); le prestazioni sociali (in materia di sanità, istruzione e sicurezza).</p>
<p>Al prossimo G20, che si terrà a Pittsburgh, Nicolas Sarkozy presenterà ai leader degli altri paesi il lavoro della commissione. Lavoro che si divide in tre parti. La prima dedicata al Pil, considerato insufficiente per fornire un quadro esauriente della ricchezza di un paese: racchiude la progressione o regressione della ricchezza prodotta, ma non tiene conto delle disparità individuali e sociali. Secondo Sarkozy, dunque, gli Stati devono osservare la situazione economica dal punto di vista delle famiglie. La seconda parte del rapporto invita ad esaminare anche la qualità della vita tenendo conto pure del welfare e del lavoro domestico. Nella terza e ultima parte, la commissione affronta il tema dello sviluppo sostenibile cercando di determinare l’indicatore più efficace per poterlo analizzare. Anche su questo punto il team di esperti evoca il capitale umano e fisico come indicatore, sostenendo che uno sviluppo sostenibile permette di aumentare tale capitale preservandolo alle generazioni future.</p>
<p><strong>Gli economisti: il Pil non basta più così si misura il vero benessere</strong></p>
<p>di Giampiero Martinotti &#8211; 14/09/2009<br />
Fonte: La Repubblica</p>
<p>Le cifre, le percentuali, i segni più e meno non bastano per misurare il nostro benessere, l&#8217; arricchimento l&#8217;impoverimento dei nostri paesi. Misurare il Prodotto interno lordo è indispensabile, ma non è più sufficiente a fornire un quadro esauriente dello stato di salute di un&#8217; economia. Non si tratta di creare un nuovo maxi-indicatore, ma di prendere in considerazione tutta una serie di parametri, in particolare quelli relativi alle famiglie e alle varie categorie socioprofessionali: solo in questo modo, i governi potranno affinare le loro politiche economiche. Sono queste le conclusioni cui è arrivata la commissione presieduta da Joseph Stiglitz con la collaborazione di Amartya Sen e Jean-Paul Fitoussi. Venticinque economisti di primissimo piano (fra cui il presidente dell&#8217; Istat, Enrico Giovannini) chiamati da Nicolas Sarkozy a riflettere su come offrire un quadro più preciso della realtà economica; sul modo migliore per colmare, almeno in parte, il fossato che separa i dati macro-economici dalla percezione che ne hanno i cittadini; sui mezzi necessari per integrare i dati sociali e ambientali. Un lavoro che non riguarda solo la Francia e che si collega alle analoghe riflessioni promosse dalla Commissione europea. Il documento finale sarà presentato lunedì, prima all&#8217; Eliseo e poi alla Sorbona. Ma il Figaro ne ha pubblicato ieri ampi stralci e la stessa commissione ha pubblicato sul suo sito alcuni documenti di lavoro.</p>
<p>Le 291 pagine del rapporto, diviso in tre parti, presentano un&#8217; analisi approfondita dei problemi legati alla misurazione della ricchezza e formulano una dozzina di raccomandazioni. La prima parte è dedicata al Pil, considerato insufficiente per fornire un quadro esauriente della ricchezza di un paese: racchiude in una cifra la progressione o la regressione della ricchezza prodotta, ma non tiene conto delle disparità individuali e sociali. Secondo il rapporto, «per valutare il benessere materiale bisogna analizzare i redditi e i consumi piuttosto che la produzione». Per questo gli Stati devono osservare la situazione economica dal punto di vista delle famiglie, tenendo conto delle loro diverse condizioni. Le medie nazionali, insomma, non bastano più: l&#8217; aumento dei prezzi, per esempio, può pesare molto di più su alcune categorie (in generale le meno abbienti). E misurare i redditi non basta, bisognerà prendere in considerazione anche il patrimonio: chi non risparmia salvaguarda il benessere attuale, ma compromette quello futuro. Infine, bisognerà valutare i lavori senza valore commerciale, come quello casalingo, e più in generale la ripartizione delle attività tra lavoro e tempo libero: l&#8217; Italia, come del resto gli altri paesi europei, ha tassi più alti degli Stati Uniti per quanto riguarda il lavoro casalingoe il tempo libero. La seconda parte incita ad esaminare la qualità della vita, il contesto sociale, ambientale e di sicurezza dei cittadini.</p>
<p>I lavori di alcuni economisti francesi hanno già mostrato come le cose possano cambiare: se si guarda solo al Pil pro capite, l&#8217; Italia era nel 2004 al diciottesimo posto, mentre se si tiene conto di altri elementi legati alla qualità della vita, al welfare e al lavoro domestico, sale all&#8217; undicesimo. Bisogna insomma integrare molti altri fattori: dal tasso di mortalità all&#8217; evoluzione fisica delle popolazioni (altezza, peso, ecc.) alle prestazioni sociali. Quest&#8217; ultimo è un punto importante: le prestazioni pubbliche, come quelle in materia di sanità, istruzione e sicurezza, devono essere calcolate per valutare correttamente la ricchezza delle famiglie. Ancor più complesso è stato il lavoro dedicato allo sviluppo sostenibile. Se c&#8217; è più o meno consenso sulla definizione data più di vent&#8217; anni fa dal rapporto Brundtland («lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni»), è più difficile individuare un indicatore efficace. La commissione suggerisce di creare indici capaci di «calcolare la variazione degli stock». Bisognerebbe insomma misurare il capitale umano e fisico, sapendo che uno sviluppo sostenibile è quello che lo fa aumentare, preservando così le generazioni future. -</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un'altra economia è possibile ]]></title>
<link>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/14/unaltra-economia-e-possibile/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 14:58:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>spiritoeuropeo</dc:creator>
<guid>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/14/unaltra-economia-e-possibile/</guid>
<description><![CDATA[da spirito europeo La crisi economica e sociale nella quale l’Italia si dibatte da tempo può essere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da spirito europeo</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-302" title="logo altra economia" src="http://spiritoeuropeo.wordpress.com/files/2009/09/logo-altra-economia.jpg?w=150" alt="logo altra economia" width="150" height="62" />La crisi economica e sociale nella quale l’Italia si dibatte da tempo può essere superata coniugando sviluppo e sostenibilità, ambiente ed energia, globalizzazione e cura del territorio è la strada da percorrere e da incentivare; proponendo al pubblico e agli amministratori pubblici una nuova economia.</p>
<p>La Festa Nazionale dell&#8217;Altra Economia che si terrà a Roma dal 17 al 20 settembre è il primo appuntamento nazionale per il settore dell’Altra Economia.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Alla Festa Nazionale dell&#8217;Altra Economia saranno messe in mostra le migliori pratiche e i risultati raggiunti, si dibatterà sul futuro dell’economia solidale e dei movimenti che la sostengono, per far vedere, toccare e gustare i prodotti e i servizi di un’economia diversa.</p>
<p>Ci sembra interessante evidenziare <a href="http://www.finansol.it/wp-content/uploads/2009/08/legge-altreconomia-lazio.pdf" target="_blank">la nuova legge </a>della Regione Lazio sull’Altra Economia. Essa definisce i settori coinvolti in accordo con quanto fatto dai movimenti regionali nel corso degli ultimi 10 anni: agricoltura biologica, commercio equo e consumo critico, finanza etica, risparmio energetico e rinnovabili, scambi non monetari, open source e turismo responsabile. Questi settori vengono riassunti in 4 aree espositive, che coinvolgeranno associazioni e comitati, cooperative, consorzi, enti e amministrazioni:</p>
<ol>
<li>Biologico (Agricoltura e Alimentazione)</li>
<li>Solidale (Commercio Equo, Turismo Responsabile e Finanza Etica)</li>
<li>Naturale (Energie rinnovabili, Bioedilizia, Parchi, Beni Comuni)</li>
<li>Ecologico (Riuso e Riciclo, Ecoproduzioni)</li>
</ol>
<p><a href="http://www.altraeconomia.org/" target="_blank">Approfondisci</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non solo PIL per misurare il benessere]]></title>
<link>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/10/non-solo-pil-per-misurare-il-benessere/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:25:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>spiritoeuropeo</dc:creator>
<guid>http://spiritoeuropeo.wordpress.com/2009/09/10/non-solo-pil-per-misurare-il-benessere/</guid>
<description><![CDATA[da spirito europeo Era l’autunno del 2007 quando una rete di partner piuttosto ampia (Parlamento Eur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da spirito europeo</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-293" title="pil" src="http://spiritoeuropeo.wordpress.com/files/2009/09/pil.jpg?w=150" alt="pil" width="150" height="106" />Era l’autunno del 2007 quando una rete di partner piuttosto ampia (Parlamento Europeo, Commissione Europea, OCSE, Club di Roma, WWF) diede vita alla prima edizione della conferenza <a href="http://www.beyond-gdp.eu/">Beyond GDP</a>, finalizzata a scambiare opinioni, informazioni e punti di vista in merito agli indicatori e ai criteri di misurazione della ricchezza e dello sviluppo.</p>
<p><!--more--></p>
<p>La Conferenza è giunta in questi giorni alla sua terza edizione ed ha coinciso con la diffusione di una Comunicazione della Commissione Europea intitolata “Non solo PIL. Misurare il progresso in un mondo in cambiamento”</p>
<p>Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è la grandezza macroeconomica che sintetizza il livello di ricchezza prodotto da un Paese ed è diventato, per estensione, l’indicatore maggiormente usato per misurare il livello di sviluppo operando confronti tra regioni del mondo e periodi storici diversi.</p>
<p>Tale indicatore, però, si legge nella Comunicazione, non può essere il solo che viene utilizzato anche perché non coglie alcuni aspetti che nell’attuale fase di cambiamento sono molto rilevanti, primi tra tutti i temi della sostenibilità ambientale e dell’esclusione sociale.</p>
<p>La Comunicazione rappresenta dunque una tabella di marcia per la costruzione di nuovi indicatori che consentano di misurare il benessere e il progresso superando il tradizionale indicatore economico del PIL. Tale individuazione, secondo quanto dichiarato dal commissario all’Ambiente Stavros Dimas, risponderebbe alla necessità di «valutare meglio dove siamo, dove vogliamo andare e come possiamo arrivarci».</p>
<p>Cinque le azioni prioritarie individuate: in primo luogo si vuole pervenire all’ elaborazione di un indicatore – la cui versione “pilota” sarà presentata nel 2010 – che consenta di valutare il progresso compiuto nei principali settori della politica e della tutela ambientali. Altrettanto necessaria è ritenuta l’intensificazione degli sforzi per accelerare i tempi nella produzione di dati relativi all’ambiente e alla situazione sociale; oggi tali dati sono diffusi con un scarto di mesi o anni a fronte dello scarto di poche settimane che si è raggiunto per i dati economici.</p>
<p>Vengono poi citate come priorità la produzione di «relazioni più accurate sulla distribuzione e sulle diseguaglianze» che consentiranno una migliore definizione delle politiche in materia di coesione sociale ed economica e la creazione di una «tabella europea di valutazione dello sviluppo sostenibile per permettere di determinare le tendenze ambientali e il benchmarking delle migliori pratiche».</p>
<p>Infine, si legge nella Comunicazione La Commissione lavorerà all’integrazione del PIL e dei conti nazionali, che presentano la produzione, il reddito e la spesa nell’economia, con una contabilità ambientale e sociale.</p>
<p><a href="http://eur-lex.europa.eu/Notice.do?checktexts=checkbox&#38;val=499855">Approfondisci</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[tavola rotonda per franco carlini]]></title>
<link>http://vaccaricarlo.wordpress.com/2009/01/20/tavola-rotonda-per-franco-carlini/</link>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 17:42:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaccaricarlo</dc:creator>
<guid>http://vaccaricarlo.wordpress.com/2009/01/20/tavola-rotonda-per-franco-carlini/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete. Parole e idee dedicate a Franco Carlin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete. Parole e idee dedicate a Franco Carlin]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prof. Leonardo Becchetti, economia politica, esperto di finanza, commercio equo e solidale, sviluppo economico ma soprattutto di "economia della felicità"]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/11/25/prof-leonardo-becchetti-economia-politica-esperto-di-finanza-commercio-equo-e-solidale-sviluppo-economico-ma-soprattutto-di-economia-della-felicita/</link>
<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 07:02:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[****** Il Prof. Leonardo Becchetti a &#8220;Parla con me&#8221;: Pigia qui per vedere il video! ****]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>******</h3>
<h3>Il Prof. Leonardo Becchetti a &#8220;Parla con me&#8221;:</h3>
<h3><a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Parlaconme^7^152573,00.html?wmsg=945" target="_blank">Pigia qui per vedere il video!</a></h3>
<h3>******</h3>
<h2><span style="font-family:Tahoma;" lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Fonte: L&#8217;espresso 2002</span></span></span></h2>
<h2><span style="font-family:Tahoma;" lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Amount spent annually ($ billions)</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;" lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Amount needed per year ($ billions)</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;" lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">105 alcool</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">5 sradicazione fame nel mondo</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">400 droghe</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">6 educazione per tutti</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">780 armi e armamenti</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">9 acqua potabile per tutti</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">1000 marketing</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">12 cibo per tutti e bisogni di base</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">1500 speculazione</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">40 sradicazione povertà</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-small;">Lo 0.4% delle spese annue messe in moto dall’economia capitalista ogni anno risolverebbe i problemi di fame e povertà in tutto il mondo.</span></span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Ma non lo fa, la fame e la povertà sono scelte ampiamente ponderate da questo sistema di sviluppo economico.</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Facciamo tutti il lavoro sbagliato! I nostri lavori inquinano, ci impoveriscono spirito, anima e corpo, sono strettamente necessari per sopravvivere ed arrivare a fine mese perché nessun governo ha mai avuto come scopo creare un sistema sociale vivibile, a misura d’uomo, a forma di cerchio, si sono sempre e solo costruite piramidi per detenere il potere e creare schiavi, poi cittadini, quindi elettori.</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">E’ necessario e urgente passare dal </span><a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/2008/11/03/rivoluzione-decrescita-felice/" target="_blank"><span style="font-size:x-small;color:#027ac6;">PIL al BIL</span></a><span style="font-size:x-small;"> (Benessere Interno Lordo), dall’economia dei capitali all’economia del dono. Smetterla di impegnare sudore, fatica e rischi in cambio di carta (soldi) che con l’attuale sistema bancario vengono garantiti da altra carta senza valore che impone a qualche d’un altro affamato di dover impegnare a sua volta: sudore, fatica e rischi, in cambio di carta. Ma se quella carta cominciamo a scambiarcela direttamente senza che per ogni scambio venga creato un debito? Cosa succederebbe? Perché il sistema sta in piedi sui debiti, sulle nostre vite investite a tappar debiti.</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Io voglio solo Vivere, spero anche Voi…</span></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Sembra che ce la stiamo facendo!!</span></span></span></h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[economia della felicità]]></title>
<link>http://vaccaricarlo.wordpress.com/2008/11/09/economia-della-felicita/</link>
<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 07:10:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaccaricarlo</dc:creator>
<guid>http://vaccaricarlo.wordpress.com/2008/11/09/economia-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[questo è un bel libro di luca de biase, giornalista, blogger e curatore di Nòva, lo stimolante inser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[questo è un bel libro di luca de biase, giornalista, blogger e curatore di Nòva, lo stimolante inser]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Economia della Felicità]]></title>
<link>http://mattions.wordpress.com/2008/09/04/economia-della-felicita/</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 08:43:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>mattions</dc:creator>
<guid>http://mattions.wordpress.com/2008/09/04/economia-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[Economia della Felicità è un libro molto interessante scritto da Luca de Biase. Il libro mette in di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930">Economia della Felicità</a><br />
è un libro molto interessante scritto da <a href="http://blog.debiase.com/2008/09/04.html#a1991">Luca de Biase</a>.</p>
<p>Il libro mette in discussione il raporto tra i soldi e la felicità, che nella società consumistica di oggi sembra quasi un assunto. Sia chiaro, niente che non era stato capito dalla saggezza popolare &#8220;i soldi non fanno la felicità&#8221; ma che viene snocciolato ed analizzato in maniera competente e molto interessante.</p>
<p>Quello che mi ha colpito di questo libro è la chiara analisi di un mondo che sta cambiando ogni giorno in cui i media e le relazioni interpersonali stanno esplodendo. Grazie alla possibilità della rete tantissime persone riescono a mettersi in comunicazione ed a creare rapporti di amicizia/collaborazione prima impensabili.</p>
<p>Un&#8217;idea di quello che potete trovare nel libro può essere data da questa ottima applicazione <a href="http://wordle.net/">worldle</a> che Luca ha utilizzato per generare la cloud world del libro.<br />
<img src="http://blogs.it/0100844/immagini/tagfelicita.gif" alt="tag felicità" width="468" height="207" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La coda lunga appartiene ai Dragons of Love.]]></title>
<link>http://ohmymarketing.wordpress.com/2008/09/01/la-coda-lunga-appartiene-ai-dragons-of-love/</link>
<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 15:02:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>max</dc:creator>
<guid>http://ohmymarketing.wordpress.com/2008/09/01/la-coda-lunga-appartiene-ai-dragons-of-love/</guid>
<description><![CDATA[Kevin Kelly via Luca de Biase: I prefer to think of the Long Tail as being a tail to a different ani]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.kk.org/thetechnium/archives/2008/07/wagging_the_lon.php">Kevin Kelly</a> via <a href="http://blog.debiase.com/2008/07/20.html#a1918">Luca de Biase</a>:</p>
<p><i>I prefer to think of the Long Tail as being a tail to a different animal. [...] It is not the long tail of the Beast of Commercial Profits. Rather it is the long tail of the Dragon of Love. The love of creating, of making, of connecting, of unreasonable passion, or making a difference, or doing something that matters to ourselves, the love of connecting, giving, learning, producing, and sharing.</i></p>
<p>Per chi non l&#8217;avesse già letto, <a href="http://ohmymarketing.wordpress.com/2008/07/07/ho-letto-economia-della-felicita/">Economia della Felicità</a> di De Biase secondo me è un bellissimo libro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ho letto Economia della felicità.]]></title>
<link>http://ohmymarketing.wordpress.com/2008/07/07/ho-letto-economia-della-felicita/</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 22:15:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>max</dc:creator>
<guid>http://ohmymarketing.wordpress.com/2008/07/07/ho-letto-economia-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[Basta con il materialismo terminale (la crescita che distrugge i beni relazionali, culturali e ambie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Basta con il <a href="http://blog.debiase.com/stories/2005/07/27/quartootto.html">materialismo terminale</a> (la crescita che distrugge i beni relazionali, culturali e ambientali, riferimenti: <a href="http://users.unimi.it/psico/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=15&#38;Itemid=27">Paolo Inghilleri</a> &#8211; <a href="http://www.ibs.it/code/9788883354649/inghilleri-paolo/laquobuona-vitaraquo-per.html">La buona vita</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Flow_(psychology)">Mihaly Csikszentmihalyi &#8211; Flow, the psychology of optimal experience</a>).</p>
<p>Basta con i <a href="http://216.239.59.104/search?q=cache:-vZwqMH4t20J:www.econ-pol.unisi.it/bartolini/papers/frettainfelicita.pdf+gasp+growth+as+a+substitution+process&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;cd=4&#38;gl=it&#38;client=firefox-a">modelli Gasp</a> <em>(Growth As a Substitution Process)</em>, cioè quei modelli socioeconomici che prevedono la diminuzione continua della possibilità di procurarsi benessere senza metter mano al portafogli, creando una situazione in cui il benessere possa essere <em>soltanto acquistato</em>.</p>
<p>Basta con con la frustrazione da scarsità (scarsità indotta artificiosamente da un modello economico che vive di autoconsumo).</p>
<p>Basta con la droga dei soldi (non è un eufemismo, secondo un&#8217;inchiesta di <a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/inchiesta-cantieri/inchiesta-cantieri/inchiesta-cantieri.html">Berizzi</a> di &#8220;Repubblica&#8221;, tra i 21.000 addetti all&#8217;edilizia del bresciano e del bergamasco, uno su cinque fa uso di cocaina per sostenere i ritmi pazzeschi del lavoro, che ti emargina se non stai al passo).</p>
<p>Sì all&#8217;economia della simbiosi, dove vince chi si mette al servizio del sistema, non chi tenta di predarlo, e dove efficienza e valori possono essere alleati.</p>
<p>Sì a un&#8217;economia dove lo sviluppo non dipenda dal basso costo del lavoro o dalla forza di  attrazione degli investimenti finanziari, ma dalla capacità di attrarre/generare creatività.</p>
<p>Sì alla critica sociale come parte integrante del sistema mediatico.</p>
<p>Sì ai gruppi sociali dove valori e fiducia si alimentano reciprocamente grazie all&#8217;intensità delle relazioni personali.</p>
<p>Sì alla riconciliazione tra cultura tecnica e cultura artistica.</p>
<p>Sì alla ricerca di obiettivi economici che possano accomunare il popolo mondiale.</p>
<p>Il libro di <a href="http://blog.debiase.com/stories/2007/07/01/lucaDeBiaseChiSono.html">Luca De Biase</a> non è così scioccamente manicheo, questi sono solo i difetti della mia recensione.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788807171420/de-biase-luca/economia-della-felicita.html">Economia della felicità</a> è quanto di più documentato, ragionato, articolato si possa leggere.</p>
<p>Il libro in una frase:</p>
<blockquote><p>Una visione ragionata delle modifiche in positivo al nostro tristissimo modello economico, alla luce dei fenomenali sviluppi della tecnologia e dei media.</p></blockquote>
<p>E <a href="http://www.vimeo.com/859773">qui</a> c&#8217;è un&#8217;intervista televisiva all&#8217;autore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rete ed economia della felicità]]></title>
<link>http://liberamentegiovani.wordpress.com/2008/04/01/rete-ed-economia-della-felicita/</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 17:34:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>liberamentegiovani</dc:creator>
<guid>http://liberamentegiovani.wordpress.com/2008/04/01/rete-ed-economia-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[Libera Mente Vi proponiamo di ascoltare con attenzione l&#8217;intervista (Parte I &#8211; Parte II)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://liberamentegiovani.wordpress.com/files/2008/04/felicita.jpg" title="felicita.jpg"><img src="http://liberamentegiovani.wordpress.com/files/2008/04/felicita.thumbnail.jpg" alt="felicita.jpg" /></a></p>
<p align="right"><i>Libera Mente</i></p>
<p>Vi proponiamo di ascoltare con attenzione l&#8217;intervista (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=61VRKDGZAuc">Parte I  </a> &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9lB71wIWSzI">Parte II</a>) che <a href="http://www.debiase.com/"><b>Luca De Biase</b></a> ha rilasciato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serena_Dandini"><b>Serena Dandini</b></a> nel corso di una recente puntata di &#8220;<a href="http://www.parlaconme.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067014,00.html"><b>Parla con me</b></a>&#8220;, talk show della domenica sera su Rai Tre.<!--more--></p>
<p>Come potrete capire da soli seguendo i link, Luca De Biase è un giornalista esperto di innovazione e internet, un moderno pensatore che ha di recente scritto un saggio molto importante: <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930"><i><b>&#8220;Economia della felicità. Dalla blogsfera al valore del dono e oltre&#8221;.</b></i></a> Nell&#8217;intervista &#8211; divisa in due parti da 7 minuti ciascuno &#8211; parla di un nuovo modo di pensare all&#8217;economia e soprattutto di <b>rete, blog, libertà d&#8217;informazione</b> e di quanto poco se ne sappia in giro. E poi alla fine ci sono le domande di <b><a href="http://www.dariovergassola.it/">Vergassola</a></b>, per cui vale comunque la pena di arrivare in fondo!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luca De Biase a Parla con me]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/2008/03/31/luca-de-biase-a-parla-con-me/</link>
<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:59:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
<guid>http://antoniovergara.wordpress.com/2008/03/31/luca-de-biase-a-parla-con-me/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Economia della felicità&#8221; e dissertazioni sul mondo dei blog e della nuova comunicazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Economia della felicità&#8221; e dissertazioni sul mondo dei blog e della nuova comunicazione.</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;"><a href="http://www.vimeo.com/859773" target="_blank"><img style="border-right:0;border-top:0;border-left:0;border-bottom:0;" height="216" alt="debiase" src="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/04/debiase.jpg?w=364&#038;h=216" width="364"/></a> </span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">aggiornamento.</span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;"></span>Purtroppo i video sono stati rimossi da youtube su reclamo di rai net. Sto valutando la possibilità di postarli nel player interno.</p>
<p><strong>aggiornamento2.</strong> Ho ripostato il video, cliccate sull&#8217;immagine per vederlo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Economia (e marketing) della felicità]]></title>
<link>http://marchetting.wordpress.com/2007/11/30/economia-e-marketing-della-felicita/</link>
<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 16:59:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gian Maria Brega</dc:creator>
<guid>http://marchetting.wordpress.com/2007/11/30/economia-e-marketing-della-felicita/</guid>
<description><![CDATA[Luca De Biase, partecipando a Web2.Oltre, ha portato la propria esperienza nella scrittura del libro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://marchetting.wordpress.com/files/2007/11/felicita_altan.jpg" title="felicita_altan.jpg"><img src="http://marchetting.wordpress.com/files/2007/11/felicita_altan.jpg" alt="felicita_altan.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://blog.debiase.com">Luca De Biase</a>, partecipando a <a href="http://www.web2oltre.it/pagine/pagina.aspx?ID=Programma001&#38;L=IT">Web2.Oltre</a>, ha portato la propria esperienza nella scrittura del libro <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930">Economia della felicità</a>.</p>
<p>Ne parla <a href="http://blog.debiase.com/2007/11/28.html#a1497">qui</a>, in un post che ho apprezzato moltissimo.</p>
<p>Fare marketing in epoca di web 2.0 vuol dire anche considerare i cosiddetti &#8220;beni relazionali&#8221;, una dimensione economica che non prescinde dai rapporti tra la persone. Persone che producono contenuti (&#8220;UGC&#8221;), che li condividono, persone che scambiano sapere, pareri, informazione, emozioni.</p>
<p>Nel marketing del futuro non solo i Brand potranno essere &#8220;costruiti&#8221; e &#8220;partecipati&#8221; in qualche modo dagli utenti stessi, ma le aziende stesse dovranno compiere passi sempre più decisi verso i consumatori. Un percorso di maggiore consapevolezza.</p>
<p><em>Forse alla fine del processo di consapevolezza si scoprirà che si fanno addirittura affari migliori se si tiene conto davvero delle persone.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
