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	<title>educazione-sessuale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/educazione-sessuale/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "educazione-sessuale"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:28:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Educazione sessuale obbligatoria a scuola]]></title>
<link>http://frz40.wordpress.com/2009/11/11/educazione-sessuale-obbligatoria-a-scuola/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 07:25:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>frz40</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo propone il Governo in Gran Bretagna La notizia, di fonte ADUC, la trovate qui Ed Balls, il segret]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frz40.wordpress.com/files/2009/11/pregnant-woman_43151.jpg"><img src="http://frz40.wordpress.com/files/2009/11/pregnant-woman_43151.jpg?w=199" alt="pregnant woman_43151" title="pregnant woman_43151" width="199" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1945" /></a></p>
<p>Lo propone il Governo <strong>in Gran Bretagna</strong></p>
<p>La notizia, di fonte ADUC, <a href="http://avvertenze.aduc.it/notizia/governo+propone+educazione+sessuale+obbligatoria_113666.php" target="_blank">la trovate qui</a></p>
<p><em>Ed Balls, il segretario di Stato britannico per il settore educativo, ha detto che tutti i quindicenni devono ricevere almeno un anno di lezioni di educazione sessuale. Tutti coloro ai quali la religione o i valori morali impediranno di seguire le lezioni, saranno considerati &#8220;assenti non giustificati&#8221; e potrebbero cosi&#8217; subire provvedimenti punitivi da parte dalle scuole. </p>
<p>La proposta ha sollevato veementi proteste da parte di genitori e di gruppi religiosi i quali sostengono che in tal modo verrebbe calpestato il diritto dei ragazzi di essere educati secondo le convinzioni della famiglia</em>.</p>
<p><em>I gruppi cattolici e musulmani hanno affermato che si opporranno fermamente all&#8217;iniziativa</em></p>
<p><strong>E &#8216;te pareva !!!!! La Gran Bretagna è un dei paesi con il più alto tasso di gravidanze e di aborti per in minori di 19 anni. Contenti loro, i cattolici e i mussulmani per una volta uniti!!!</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Aggiornamento del 22 Novembre &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<a href="http://frz40.wordpress.com/files/2009/11/pierluigi-diano.jpg"><img src="http://frz40.wordpress.com/files/2009/11/pierluigi-diano.jpg?w=150" alt="" title="PierLuigi Diano" width="150" height="105" class="alignright size-thumbnail wp-image-2073" /></a>Un lettore, Pieluigi Diano, mi segnala di aver scritto (è un medico) e illustrato un libretto “educazione sessuale a fumetti!” (Ed. Ancora, 12 euro) ’ dedicato ai più piccoli (dai 10 anni in su) e ai loro genitori. Gli darò uno sguardo e se Vi interessa, fatelo anche Voi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lezione d'amore # 8 - Sulla necessità di fare attenzione ... ]]></title>
<link>http://bananasrepublik.wordpress.com/2009/11/10/lezione-damore-8-sulla-necessita-di-fare-attenzione/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:51:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Presidente di Bananas Republik</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La pornografia minaccia le giovani generazioni]]></title>
<link>http://aimcsicilia.wordpress.com/2009/10/26/la-minaccia-pornografica-sui-bambini/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 07:20:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>aimcsicilia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale è oggi una priorità per molti enti pubblici e priva]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale è oggi una priorità per molti enti pubblici e priva]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[mozione bidibibodibibu]]></title>
<link>http://brunopompa.wordpress.com/2009/10/21/mozione-bidibibodibibu/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 01:17:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>futursonic</dc:creator>
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<description><![CDATA[La più grande associazione gay italiana, Arcigay, si sta preparando per affrontare il congresso, pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La più grande associazione gay italiana, Arcigay, si sta preparando per affrontare il congresso, programmato per il prossimo febbraio a Perugia. Come tutti i congressi che ricordo, anche questo sarà caratterizzato da scontri, fazioni, numeri, deleghe, opportunismi, e chi più ne ha più ne metta. Si tratta di un congresso politico, e come tutti i congressi di questo tipo necessitano di mozioni, firme, appoggi, aree, interessi. Fino ad arrivare alla conclusione di facciata che meglio soddisfa la convivenza tra lupi, capre e cavoli. Tali conclusioni sono incarnate solitamente da una giustapposizione di personalismi, incarichi e progetti. Si eleggerà un presidente, una segreteria e un consiglio. E tutti ricorderanno quegli indimenticabili giorni umbri come un nuovo inizio. Il vecchio presidente verrà annoverato nella schiera dei presidenti onorari. E la nuova rappresentanza si sentirà libera di governare interpretando al meglio il proprio ruolo in un panorama politico desolante.</p>
<p>D&#8217;altronde il variegato mondo lgbt italiano attraversa un momento di estrema confusione: un anno intero (governo Prodi) trascorso tra Unioni Civili, Dico, Pacs, Cus, etc; l&#8217;arrivo di Miss Cinema al Ministero delle Pari Opportunità; un&#8217;intera estate di aggressioni omofobe violente e una bocciatura con insulti e teste di struzzo ben ficcate sotto la sabbia al momento del voto per una legge che finalmente avrebbe potuto riconoscere il reato di omofobia. L&#8217;associazionismo gay, come tutta la società civile, è effettivamente disorientato. Sembra che ad ogni aggressione, ad ogni petardo, ad ogni incendio, in ciascuno di noi si annidi sempre più un senso di abbandono, impotenza, solitudine. Paura. E&#8217; come se un pò alla volta stesse scomparendo quell&#8217;abitudine a gridare forte e chiaro il proprio orgoglio, lasciando il passo ad assembramenti spontanei, silenziosi, poco organizzati, che accentuano indignazione e vittimismo e mettono sempre più da parte un orgoglioso protagonismo. Parlo di un protagonismo individuale, anche di quello semplicemente fatto di un&#8217;asta e di una bandiera, di un cartello costruito con le amiche all&#8217;interno del circolo cittadino. Ma parlo anche di un protagonismo associativo che rivendichi la sua dignità e il suo peso in questo contesto storico. Sull&#8217;onda di un&#8217;emergenza drammatica, che trova ampio spazio sui palinsesti mediatici di regime, facciamo audience senza essere in grado di ribadire quello che più di tutto ci interessa: l&#8217;inalienabile diritto all&#8217;uguaglianza. E aggiungo: senza perdere di vista la nostra specificità.<br />
Siamo tutti e tutte disposti a riconoscerci in pochi e semplici concetti. Cercherò qui di elencarli in ordine di importanza.<br />
Le relazioni tra persone dello stesso sesso devono essere depenalizzate, e in particolar modo bisogna lottare affinché non esista più su questo pianeta la pena di morte e la tortura per le persone lgbt. Ci sono ancora 80 paesi che incarcerano, torturano e uccidono persone con l&#8217;accusa di omosessualità. La nostra battaglia è prima di tutto mondiale. Bisogna far in modo che in tutti i paesi del mondo possano nascere associazioni di persone lgbt che lottano per il riconoscimento dei propri diritti, e far si che queste organizzazioni diventino interlocutori privilegiati nella formulazione di nuove leggi e politiche. Bisogna mettere fuorilegge ogni forma di discriminazione e molestia basate su orientamento sessuale o identità di genere, soprattutto per quel che riguarda il lavoro, la casa, l&#8217;istruzione, l&#8217;assistenza sanitaria, la pubblicità e ogni fornitura di beni e servizi ai cittadini. Bisogna che non ci sia nessuna differenza nello stabilire l&#8217;età del consenso tra omosessuali ed eterosessuali. E riconoscere i diritti per i partner dello stesso sesso attraverso il matrimonio o le unioni civili. L&#8217;insegnamento dell&#8217;educazione civica e sessuale nelle scuole deve includere le specificità omosessuali, questo aiuterebbe a combattere l&#8217;omofobia e a comprendere e ad accettare le persone lgbt. Chi si macchia di crimini basati sull&#8217;odio omofobico deve essere punito. E gli interi apparati delle leggi degli Stati andrebbero rivisti per rendere tutto sessualmente neutrale: non devono esistere differenze tra eterosessualità, omosessualità, bisessualità e transessualità, tutte le persone devono avere le stesse responsabilità davanti alla legge. Alle coppie dello stesso sesso deve essere consentito di accedere a trattamenti di fertilità e all&#8217;adozione di bambini. Infine, le campagne di prevenzione e di educazione sull&#8217;hiv devono includere specifiche indicazioni per le persone lgbt, così come nessuna discriminazione dev&#8217;essere fatta per l&#8217;accesso alle cure e ai servizi di sostegno. Inutile dire che i preservativi devono essere gratuiti o a basso costo per chiunque.<br />
Questo è un elenco base, forse un pò generico e privo di esempi, ma sicuramente efficace per la definizione delle politiche di un&#8217;associazione gay. Ripartendo da queste basi, ribadendole fino alla nausea, e facendo in modo che siano onnipresenti nei nostri discorsi, nelle nostre azioni e nei nostri intenti, si recupererebbe un livello di militanza che ormai si sta perdendo tra i cavilli di leggi che non ci vogliono concedere: prima dei cavilli c&#8217;è la volontà politica, e se non riusciamo a suscitare questa nella nostra classe dirigente, non ce ne faremo nulla comunque di una legge storpia e strappata coi denti sul filo di un voto. Questa volontà politica la si risveglia dimostrando di essere protagonisti di una grande lotta di civiltà. Questo richiede serietà e preparazione. Non c&#8217;è bisogno solo di strategia e stratagemmi per garantirsi una presenza, magari anche solo per pochi istanti di tv. C&#8217;è bisogno di risposte precise, lucide, magari anche corali, che dimostrino unità di intenti e lungimiranza. La più grande associazione gay italiana, secondo me, è chiamata a dar voce a questa dimensione dell&#8217;attivismo. Sul valzer delle poltrone non ho molto da dire, credo però che la presidenza onoraria sia meglio darla ogni volta a una personalità diversa: per esempio stavolta la darei a Fini (o alla Binetti). Un pò come il Nobel: l&#8217;effetto mediatico sarebbe esplosivo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Fabrice Hadjadj]]></title>
<link>http://sicomorogiulianova.wordpress.com/2009/10/18/intervista-a-fabrice-hadjadj/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 09:57:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tratto da Tempi.it Parla il filosofo francese che invoca una nuova Mistica della carne contro ogni r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-826" title="hadjajdsessook" src="http://sicomorogiulianova.wordpress.com/files/2009/10/hadjajdsessook.jpg" alt="hadjajdsessook" width="300" height="225" />Tratto da <a href="http://www.tempi.it/prima-linea/007708-sesso-intervista-fabrice-hadjadj" target="_blank">Tempi.it</a></p>
<p><strong>Parla il filosofo francese che invoca una nuova Mistica della carne contro ogni riduzione dei rapporti a “masturbazione assistita”: «Il tecnicismo e la morale borghese rinchiudono il desiderio sessuale nel preservativo. È la Chiesa l’unica a non aver paura di liberarlo fino in fondo»</strong></p>
<p><em>Conversare con Fabrice Hadjadj, l’autore di Mistica della carne. La profondità dei sessi, è un’esperienza di grande piacevolezza intellettuale. Attraverso il suo linguaggio sempre lucido si ha l’impressione di sentirsi trascinati contemporaneamente nel profondo degli argomenti e verso l’alto, ben al di sopra del ronzio pseudo-pansessualista. Trentotto anni, francese, nato da genitori ebrei di origini tunisine e convinzioni maoiste, ama presentarsi come un «ebreo di nome arabo e di confessione cattolica». Al cattolicesimo è approdato dopo una giovinezza trascorsa tra l’ammirazione degli ideali rivoluzionari della Comune di Parigi e l’immersione nella lettura dei grandi nichilisti del Novecento. Ha scelto di battezzarsi e diventare cattolico alla soglia dei trent’anni e se gli domandi perché l’ha fatto replica divertito: «Sono io che mi chiedo: perché non l’ho fatto prima? ». Fabrice Hadjadj insegna in un liceo e nel seminario diocesano di Tolone, ma è soprattutto un filosofo, una specie di Nietzsche cattolico, autore di una decina di libri in forma di saggi e drammi teatrali. Ecco una sintesi della conversazione. </em><br />
«La nozione di educazione sessuale è problematica, perché la sessualità implica l’esperienza del desiderio e del suo eccesso. Il desiderio sessuale non si educa così come ci si educherebbe alla matematica: non è una semplice forma di istruzione. Si tratta di un desiderio che ci fa sentire non più padroni di noi stessi. Questa esperienza di spossessamento chiede di essere vissuta pienamente, e qui si innesta l’esigenza dell’educazione nel senso di un “accompagnamento” del desiderio. Ma non per contenerlo, spezzarlo, diminuirlo, anzi: per andare fino in fondo.</p>
<p>Invece oggi ci sono due modalità di praticare l’educazione sessuale fra loro opposte, ma entrambe sbagliate.  La prima è la presentazione della sessualità secondo una modalità tecnica, centrata sui temi del rischio per la salute e della pianificazione familiare, per cui nei licei si dice: “Guardate che attraverso il sesso si trasmettono malattie e si possono verificare gravidanze”. La gravidanza è messa da subito sullo stesso piano delle malattie a trasmissione sessuale, e perciò si consiglia il preservativo. Il dono della vita è messo sullo stesso piano di una minaccia di morte, è visto come una malattia. Di conseguenza l’educazione sessuale consiste nello spiegare come si applica un preservativo, come si prende la pillola anticoncezionale o la pillola del giorno dopo, eccetera.</p>
<p>Ma questa non più è sessualità, è qualcosa dell’ordine di una masturbazione con partner, di una masturbazione assistita. L’uomo è intrappolato dentro al suo stesso piacere, non incontra nessuno, non è in una relazione sessuale che presuppone l’apertura dell’uomo a una donna che desidera a tal punto che gli pare di vedere in lei la strada della sua vita.  La sessualità è ridotta a un atto consumistico che deve essere gestito secondo una modalità tecnica. Dicendo ai ragazzi: “Fate quel che volete, però proteggetevi”, si trasmette l’idea che il cuore della sessualità non è l’incontro, l’unione, la comunione, ma la preservazione.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-825" title="profilattici" src="http://sicomorogiulianova.wordpress.com/files/2009/10/profilattici.jpg?w=150" alt="profilattici" width="150" height="95" />Infatti la parola ultima è: preservativo. Ciò significa che l’amore viene pensato in termini di preservazione, che la sessualità viene pensata in termini di protezione di sé. Tutto è centrato su di sé, sul proprio piccolo piacere: ci si serve dell’altro come di una cosa. Pasolini ha ben compreso e denunciato questa distruzione della sessualità da parte del consumismo.</p>
<p>Dall’altra parte c’è un’educazione sessuale concepita secondo una modalità morale estrinseca. Cioè da una parte si colloca il desiderio sessuale, dall’altra la morale che viene a fare ostruzione. La morale borghese taglia la strada alla sessualità perché la considera come qualcosa di pericoloso in sé. E quindi cerca di controllarla. Dice che ci vuole il sentimento, il rispetto dell’altro, eccetera. Come se, appunto, la sessualità fosse pericolosa in sé e bisognasse aggiungervi qualcosa che in essa non è già presente. La morale non è pensata a partire da ciò che il desiderio sessuale in quanto tale esige per essere se stesso, ma a partire da qualcosa di esterno che viene a contenere tale desiderio.</p>
<p>Dunque da una parte abbiamo il tecnicismo, dall’altra il moralismo, ed entrambi sono inefficaci nell’educare i giovani. I quali, quando gli si dice: “Facendo sesso proteggetevi”, tendono a rispondere: “Sì, ma se tanto devo morire e dopo non c’è nulla, perché devo proteggermi? Che cos’è questo aggeggio da buon piccolo borghese, per preservarsi? Dobbiamo morire! Che ci importa dell’avvenire? Tanto vale andare al massimo, bere, ubriacarsi, farsi tante donne. Mi dite che l’Aids uccide, ma io sono comunque destinato a perire, e allora perché dovrei stare nei ranghi?”.</p>
<p>Quando gli adolescenti reagiscono al tecnicismo e al moralismo in questo modo, sono in realtà più profondi degli adulti. Dietro una rivolta come questa, anche quando non è esplicitata, ci sono una profondità e un’esigenza di senso che né il tecnicismo né il moralismo possono dare».<br />
<strong>Il contrario della repressione </strong></p>
<p>«Lo scopo di una vera educazione sessuale, a mio parere, deve essere l’affermazione del desiderio sessuale fino in fondo. E del resto è quello che dice anche la Chiesa. La Chiesa non proibisce certo il sesso, non è repressiva, al contrario: è favorevole al sesso fino alle estreme conseguenze, non con un piccolo preservativo che mi protegge, o con un lieve sfregamento che mi procura un lieve piacere e poi me ne vado di corsa. No: fate pure, ma portate l’esperienza alle sue estreme conseguenze. La morale della Chiesa non è contro il sesso, è la liberazione sessuale che è contro il sesso, perché lo riduce a un atto di consumo. La Chiesa è per la pienezza della sessualità».</p>
<p><strong>Il dualismo dell’omosessualità </strong></p>
<p>«Quando dico sessualità penso alla sessuazione: l’uomo e la donna, il maschile e il femminile. La Chiesa rigetta l’omosessualità semplicemente perché non si tratta di vera sessualità. Dire omosessualità è come dire “cerchio quadrato”: se i due hanno lo stesso sesso, viene meno l’ordinazione reciproca dei due sessi. Se la vostra sessualità non è aperta alla fecondità, di cosa state parlando? Prendete in mano il primo manuale di zoologia che trovate, e scoprirete che la sessualità è legata alla questione della fecondità, della procreazione.</p>
<p>Attenzione, quando dico che l’omosessualità non è una sessualità io non discrimino: non sto proponendo giudizi di valore, il mio intento non è prescrittivo, ma descrittivo. Anche i greci ritenevano che la pederastia non era sessualità, e proprio per questo la consideravano superiore. Per loro era una realtà spirituale, qualcosa che aveva a che fare con l’emulazione virile ed era legata alla loro visione dualista del rapporto fra anima e corpo.  Chiamare sessualità qualcosa che non lo è sarebbe una contraffazione. E questo è importante anche per coloro che vengono definiti omosessuali, chiamati a prendere coscienza che il loro desiderio non è propriamente sessuale.</p>
<p>Essi in realtà fanno un uso non sessuale delle loro parti sessuali. Non è perché le parti sessuali entrano in gioco che si è obbligati a definire ciò sessualità: io posso, se voglio, ficcare il mio pene in una porta, ma quel che faccio non è sessualità. Non sono necessariamente atti sessuali tutti gli atti che io posso fare con le mie parti sessuali. Se vivo l’amore e la comunione in opposizione al dato fisico del mio corpo, vivo una situazione schizofrenica, dualista. La Chiesa insiste sull’unità di carne e spirito, di anima e corpo. Nessuna posizione al mondo è più unitaria di quella della Chiesa. Essa dice: siete liberi di fare quel che volete, ma vi ricordiamo soltanto che se andate in quella direzione, vi sarà una rottura della vostra unità personale, questa rottura noi la chiamiamo peccato».</p>
<p><strong>L’esperto che uccide l’incontro </strong></p>
<p>«La questione centrale della sessualità è la comunione feconda entro la quale i corpi esprimono quel che le anime vivono. Di fronte a un tema del genere, come può la posizione dell’“esperto” non essere quella di uno che impone una riduzione tecnica? L’incontro umano contiene qualcosa che mi sfugge.</p>
<p>L’idea stessa che si possano fare previsioni in materia di incontro ci immette in una logica di calcolo del rischio estranea all’essenza dell’incontro. Non ci sono più l’uomo e la donna che si incontrano per vivere qualcosa di unico. È esattamente quello che troviamo in 1984 di Orwell: anche lì ci sono gli esperti che organizzano tutto. E poi c’è un momento in cui l’eroe del racconto sfugge alla presa dello Stato totalitario: è quando si trova da solo con una donna nella foresta, e lei si spoglia davanti a lui. In quel momento è fuori dalla logica degli esperti, non c’è nessuno che gli dia indicazioni e gli ingiunga come deve comportarsi.</p>
<p>Bisogna accettare che nell’ambito della sessualità non esistono gli esperti. Altrimenti si finisce nel tecnicismo e nell’ingiunzione sociale. La seconda cosa da dire riguardo agli “esperti” che entrano nelle scuole, è che questo fatto pone un altro problema: rende impossibile agli adolescenti la sessualità come scoperta. Quello che predomina è un massiccio discorso entro il quale i gesti del desiderio sono ridotti a delle pratiche. E perciò a delle tecniche: c’è la fellatio, c’è la sodomia, c’è il rischio dell’Aids. E questo è veramente terribile, perché all’essere in un incontro e nei gesti del desiderio all’interno di un incontro, si sostituisce l’induzione di comportamenti.</p>
<p>E anziché essere con l’altro e vivere con l’altro, si cerca di conformarsi a una normatività fatta di norme sessuali, o meglio pseudo sessuali, che vengono imposte alla persona: voi dovete fare così e cosà, se non fate così sbagliate. Questo è pericoloso perché non si è più nella scoperta dell’altro e nel movimento del desiderio, si è in qualcosa che è intrusione: l’intrusione di una serie di norme e inoltre l’intrusione dell’industria del lattice, dell’industria farmaceutica, eccetera. Per cui è vietato inquinare i fiumi, ma è lecito inquinare le giovani donne con prodotti chimici: devono prendere pillole, pastiglie, eccetera.</p>
<p>La tecnica interviene in tutti i rapporti, e questo distrugge completamente il desiderio. Alla fine si fa sesso ugualmente, per divertirsi un po’, ma faticosamente, con infinite reticenze, in modo meschino, cercando di rubacchiare qualche nuovo trucco dal Kamasutra. Che infelicità!</p>
<p>Il cattolico, invece, è il vero edonista. Ha la sua donna e va fino in fondo. Non passa tutto il tempo a chiedersi: “Oh, cosa succederà adesso? Che rischio sto correndo?”. E se il seme che ha immesso nella donna gli torna indietro sotto forma del viso di un figlio, la gioia è ancora più grande. Il piacere sessuale non sta solo nell’atto carnale, è anche la gioia di vedere il volto del proprio figlio: è piacere sessuale anche quello. L’atto carnale ha un’intensità di piacere molto forte e molto breve, poi c’è una caduta, tutta l’esperienza lo dice. Ma la gioia per l’arrivo di un figlio è un piacere che non si spegne».</p>
<p><strong>Il femminismo non è femmina </strong></p>
<p>«Oggi la sessualità è sempre concepita in modo fallico. La dimensione femminile della sessualità tende a scomparire. Anche il femminismo, in gran parte, si è dispiegato come rivendicazione di valori maschili da parte delle donne. Non si è ancora visto un femminismo che affermi i valori femminili contro il machismo. C’è stata piuttosto un’interiorizzazione del machismo da parte delle donne, attraverso l’idea che l’uguaglianza è tutto. Ma nell’atto carnale il tempo e lo spazio maschili non sono gli stessi del tempo e dello spazio femminili. L’uomo è in uno spazio che è quello dell’esteriorità: l’uomo penetra, genera ma fuori di sé, compie un atto all’esterno di sé. La donna, invece, è nello spazio dell’interiorità: riceve l’uomo, lo accoglie in sé ed è in grado di accogliere un essere umano intero dentro di sé.</p>
<p>La donna è abitabile, cosa che non vale per l’uomo. Perciò il femminile implica l’affermazione che nella sessualità non c’è solo la vagina, c’è anche l’utero. Nei settimanali patinati c’è tantissimo sul sesso della donna, ma non c’è niente sull’utero. La cosa interessante è questa: quando domina la concezione fallica e anche il femminismo è fallico, la donna è percepita come ridotta alla vagina o al clitoride, ma l’utero scompare. Questo è molto interessante: l’isterectomia è la condizione, per così dire, del femminismo odierno.</p>
<p>Per quanto riguarda il tempo, l’uomo si colloca in un tempo corto dentro all’atto carnale. Il suo desiderio sorge immediato, mentre nella donna, si sa, ci vuole più tempo. In seguito, il tempo dell’uomo è quello dell’eiaculazione, dell’orgasmo. Mentre per quanto riguarda il tempo della donna, c’è un tempo femminile lungo, che è quello della gestazione. Nella donna c’è un seguito all’atto sessuale. Che consiste nel portare in sé un figlio, cosa che l’uomo non può fare.</p>
<p>Oggi questo spazio dell’interiorità, questo tempo della gestazione, è stato spezzato e anche la donna vuole essere nell’esteriorità, col suo clitoride fra le gambe che tiene il posto del fallo, e nel tempo breve, che coincide con l’ossessione dell’orgasmo. Ma l’orgasmo non è essenziale per l’atto sessuale! Può esserci comunione fra i due anche senza orgasmo. Al limite, un fallimento rispetto all’orgasmo, addirittura rispetto alla penetrazione, può essere un momento di comunione più profonda fra gli sposi all’interno del dramma di quel fallimento.</p>
<p>Si tratta di richiamare l’autentica sessualità femminile per ritrovare un equilibrio. Occorre ritrovare il vero maschile e il vero femminile: il maschile che è rivolto al femminile, il femminile che è rivolto al maschile. In modo che la donna orienti anche l’uomo verso il tempo lungo e l’interiorità. Questo femminismo della femminilità è una necessità. Quel che viene chiamato educazione sessuale in realtà è l’affermazione massiccia del fallico. Non solo è distruttivo, non solo fa della donna una preda dell’uomo, ma ne fa un sotto-maschio. Una specie di maschio difettoso che squilibra tutta la società».</p>
<p><strong>Maternità, l’immagine dell’etica </strong></p>
<p>«C’è stata un’epoca in cui la maternità è stata concepita come qualcosa che non atteneva alla libertà della donna. Ella era colei che portava in sé l’erede dell’uomo, ovvero i futuri cittadini: Marianna madre in affitto, incubatrice dei cittadini. La Francia ha conosciuto un intenso natalismo dopo la sconfitta di Sedan nel 1870. Si diceva: “I tedeschi sono più numerosi di noi, fate più figli per la Francia”. Che è come dire: producete carne da cannone, fate figli per lo Stato, per la gloria della nazione.</p>
<p>Questo non è riconoscere la maternità come l’avvenimento radicale di un’accoglienza nei confronti di una nuova persona che entra nel mondo, da accogliere per se stessa. Il natalismo ha confiscato la maternità, dunque per reazione la donna ha voluto emanciparsi. Ma bisognava emanciparsi dalla confisca della maternità da parte dell’uomo e dello Stato, non dalla maternità come tale, come è invece avvenuto. Poiché la maternità è una possibilità propriamente femminile, pensare il femminile in opposizione alla maternità come fanno certe femministe è arrivare alla distruzione della donna.</p>
<p>E di conseguenza alla distruzione dell’uomo. Perché appunto noi uomini abbiamo bisogno della donna per aprirci al mistero dell’interiorità, della gestazione, della pazienza, del portare l’altro per metterlo al mondo. Quando cerca di definire che cos’è la responsabilità verso l’altro, Emmanuel Levinas propone un’espressione e un’immagine: portare l’altro. E dice: è il femminile che manifesta questo. L’etica ha la sua immagine più forte nella maternità, che è il luogo concreto della responsabilità. L’accoglienza del figlio per se stesso equivale all’espressione “fare dei figli per Dio”. Perché la sessualità in ultima analisi mira a questo: aumentare il numero degli Eletti; e il desiderio sessuale che ci trascina fuori da noi stessi è ultimamente un’astuzia di Dio. È Dio che chiama, questo è il senso profondo della sessualità. Non si fanno figli per lo Stato, o per noi stessi, o per l’autorealizzazione della donna. Si fanno figli per la vita eterna».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educazione sessuale nelle scuole?]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/25/educazione-sessuale-nelle-scuole-2/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 16:47:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[I giovani italiani sono ignoranti in materia di sesso. E lo sanno,.Chiedono a gran voce più informaz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I giovani italiani sono ignoranti in materia di sesso. E lo sanno,.Chiedono a gran voce più informaz]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Giovani e sesso: dati allarmanti.  Educazione sessuale e condom le soluzioni suggerite.]]></title>
<link>http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2009/07/31/giovani-e-sesso-dati-allarmanti/</link>
<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:24:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>romaguido</dc:creator>
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<description><![CDATA[I dati allarmanti (v. qui, qui, qui e qui) sulla vita sessuale dei giovani riportano alla ribalta il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I dati allarmanti (v. qui, qui, qui e qui) sulla vita sessuale dei giovani riportano alla ribalta il]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Salute: sesso, adolescenti precoci ma un genitore su due non lo sa]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/07/24/salute-sesso-adolescenti-precoci-ma-un-genitore-su-due-non-lo-sa/</link>
<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 08:14:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Solo il 40% delle madri delle ragazze nate dall&#8217;85 in poi parla di contraccezione con le figli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Solo il 40% delle madri delle ragazze nate dall&#8217;85 in poi parla di contraccezione con le figlie, appena il 47% dei genitori considera il profilattico sicuro nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse, il 52% ritiene la pillola contraccettiva sicura. Sono questi i dati illustrati dalla Societa&#8217; Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) durante il Convegno &#8221;Educazione sessuale, nuovi attori per nuovi bisogni&#8221; organizzato oggi al Senato per un confronto tra tecnici, medici, istituzioni e rappresentanti del mondo sportivo.</p>
<p>&#8221;L&#8217;81% dei maschi parla di contraccezione, ma soltanto il 4% si rivolge al padre e appena il 3% alla madre, mentre prevalgono gli amici, per il 59% spiega Alessandra Alessandra Graziottin, Direttore della Ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano -. Ed e&#8217; sbagliata anche la percezione dei genitori rispetto ai comportamenti sessuali dei propri figli: solo il 5% crede che la ragazzina, lo studio e&#8217; riferito ad adolescenti con meno di 15 anni, abbia avuto rapporti o del &#8221;petting spinto&#8221;, contro il 38% che invece gia&#8217; lo fa&#8221;.</p>
<p>Sul tavolo del confronto anche il dibattito sollevato dalla mozione approvata dal Consiglio della Provincia di Roma per l&#8217;installazione nelle scuole superiori di distributori di profilattici. &#8221;Distribuire contraccettivi nelle scuole superiori e&#8217; utile per sensibilizzare i giovani sull&#8217;importanza di praticare sesso con responsabilita&#8217; per salvaguardare la loro salute e anche la fertilita&#8217; futura &#8211; spiega Giorgio Vittori, presidente SIGO &#8211; . Ma non basta. Per colmare l&#8217;ignoranza dilagante servono soprattutto interventi strutturati nelle classi, da parte di medici e psicologi&#8221;. I dati forniti dai ginecologi sono sconfortanti: in Italia una ragazza su tre non usa alcuna precauzione per la sua &#8221;prima volta&#8221; e il 50% continua a non proteggersi neppure in seguito. Crescono le under 14 che chiedono il ricorso all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, passate dallo 0,5% del 1995 all&#8217;1,2% del 2005, e in aumento anche le malattie sessualmente trasmissibili (MST).</p>
<p>In primo piano, quindi, l&#8217;educazione sessuale. &#8221;Come per ogni altra materia, vanno definiti programmi precisi con libri di testo specifici e validati&#8221;, aggiunge Graziottin. Tra i protagonisti del convegno anche Margherita Granbassi, medaglia olimpica convinta che i campioni possano diventare testimonial importanti per campagne sul sesso sicuro e Diana Bianchedi, Presidente della Commissione Italiana Atleti del CONI. Da loro una proposta alla SIGO: &#8221;La Societa&#8217; scientifica si renda disponibile per corsi di formazione agli allenatori e agli atleti sui temi dello sviluppo sessuale e della contraccezione consapevole. Un modo per rendere sempre piu&#8217; nutrito, saldo e compatto il fronte di chi si impegna contro la disinformazione, per mettere i nostri giovani al riparo dai rischi&#8221;.</p>
<p>&#8221;La nostra societa&#8217; e&#8217; matura per uscire da false ipocrisie ed affrontare un tema che fa parte della vita quotidiana degli esseri umani, senza ostentazioni e senza occultamenti &#8211; ha scritto in un messaggio rivolto alla SIGO il ministro della Gioventu&#8217; Giorgia Meloni &#8211; cio&#8217; non significa abbandonarsi ad un &#8221;libertarismo&#8221; ideologico, che culturalmente e idealmente non mi appartiene, ma ritengo fondamentale tutelare il futuro dei giovani, sia per quanto riguarda la loro salute fisica che quella psicologica&#8221;.</p>
<p><em>red/cam/bra, </em><a href="http://www.asca.it/"><em>www.asca.it/</em></a><em>, 300 giugno 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educazione sessuale]]></title>
<link>http://venividiwc.wordpress.com/2009/07/23/educazione-sessuale/</link>
<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 11:15:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>venividiwc</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Asl milanese ha diramato una circolare in cui impone ai medici di non tenere più lezioni di educa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Asl milanese ha diramato una circolare in cui impone ai medici di non tenere più lezioni di educazione sessuale nelle scuole, in quanto troppo esplicite. “Lasciamo che i nostri ragazzi imparino il sesso com’è naturale: su internet se maschi, contattati direttamente dal premier se femmine”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[TAPPER SEX! finalmente a casa tua]]></title>
<link>http://bettybooks.wordpress.com/2009/07/14/tapper-sex-finalmente-a-casa-tua/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:31:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>bettybooks</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando stare a casa e&#8217; meglio che uscire! Quando ti diverti ora per stare meglio domani! Quand]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Quando stare a casa e&#8217; meglio che uscire! Quando ti diverti ora per stare meglio domani! Quand]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il pornodivo Trentalance  dice"Ragazzi, masturbarsi allunga la vita"]]></title>
<link>http://puntoacapo.wordpress.com/2009/07/14/il-pornodivo-trentalance-diceragazzi-masturbarsi-allunga-la-vita/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 14:46:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>puntoacapo</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Già dieci anni fa parlavo dell&#8217;importanza dell&#8217;autoerotismo&#8221;. Così il porno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-424" title="trentalance" src="http://puntoacapo.wordpress.com/files/2009/07/trentalance.jpg" alt="trentalance" width="421" height="200" />&#8220;Già dieci anni fa parlavo dell&#8217;importanza dell&#8217;autoerotismo&#8221;. Così il pornodivo <strong>Franco Trentalance</strong> ad <em>Affari</em>. Dopo le polemiche per la guida proposta agli adolescenti dal servizio sanitario inglese che esalta l&#8217;educazione al piacere, compresa la masturbazione,<!--more--> e che ha fatto discutere la stampa britannica, uno degli attori porno più famosi d&#8217;Italia dice la sua: &#8220;Per gli uomini &#8216;farlo da soli&#8217; migliora la durata e la prestazione con la partner. E&#8217; come per lo sport, bisogna allenarsi&#8221;. E aggiunge: &#8220;Anche uno come me non può smettere di esercitarsi&#8221;. Per le donne? &#8220;E&#8217; diverso, per loro il sesso è una cosa più cerebrale, di fantasie&#8221;. Poi l&#8217;invito: &#8220;L&#8217;educazione sessuale va valorizzata: per imparare a guidare c&#8217;è l&#8217;istruttore. Anche per fare l&#8217;amore i ragazzi hanno bisogno di &#8216;insegnanti&#8217;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[GIOVANI E SESSO, basta il manuale? ]]></title>
<link>http://aimcsicilia.wordpress.com/2009/07/03/giovani-e-sesso-basta-il-manuale/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:12:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>aimcsicilia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per una buona &#8220;educazione&#8221; sessuale, basta solo l&#8217;informazione? Essa è solo contra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Per una buona &#8220;educazione&#8221; sessuale, basta solo l&#8217;informazione? Essa è solo contra]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educazione sessuale]]></title>
<link>http://psicologo-prato.com/2009/07/02/educazione-sessuale/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:04:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
<guid>http://psicologo-prato.com/2009/07/02/educazione-sessuale/</guid>
<description><![CDATA[  Anno Domini 2009. E` di pochi giorni fa la notizia che la ASL di Milano ha deciso di rivolgere i c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-254" title="totemandtaboo[1]" src="http://psicologiaprato.wordpress.com/files/2009/07/totemandtaboo1.jpg?w=190" alt="totemandtaboo[1]" width="190" height="300" /></p>
<p>Anno Domini 2009.</p>
<p>E` di pochi giorni fa la notizia che la ASL di Milano ha deciso di rivolgere i corsi di educazione sessuale esclusivamente ai ragazzi con piu` di 16 anni di eta`. Tutti gli altri ne saranno esclusi. E` davvero sconsolante trovarsi ancora alle prese con decisioni e provvedimenti del genere. Viviamo infatti in una societa` che ha trasformato il sesso e la comunicazione attorno ad esso  un elemento onnipresente ed una fonte di guadagno. Dal sottile ammiccamento al messaggio inequivocabile fino alla volgarita` piu` stupida e gratuita, la propaganda sessuale imperversa, senza senso e senza  sosta. In ogni angolo del palinsesto televesivo, nelle pubblicita`, nella retorica   cinematografica.  A questo punto rasenta davvero l` imbecillita` escludere l` educazione sessuale dalla proposta scolastica delegandola sempre di piu` a tutto cio` che sta fuori dell`istituzione scuola. Tutto questo assomiglia tristemente ad una resa. Essendo la scuola incapace di svincolarsi dai lacci moralistici e dalle ingerenze di chi continua a vedere nell` educazione sessuale un tabu` , allora,  fino a che uno studente non  avrà compiuto 16 anni, rinuncia all` argomento. Tace. Non e` necessario citare le innumerevoli ricerche epidemiologiche che ribadiscono come le prime attivita` sessuali si collochino ben prima dei 16 anni. Basterebbe togliersi il prosciutto dagli occhi e trovare il tempo e la voglia di guardare i ragazzi ed il loro ambiente attuale. Non voglio farne una questione politica ne` morale, penso sia giusto vedere e interpretare la sessualita` secondo i propri criteri e la propria cultura di riferimento. Ogni persona ha di certo il diritto di mantenere le proprie posizioni in merito al sesso prematrimoniale, alla masturbazione  o all`omosessualita . Ma parlare di EDUCAZIONE SESSUALE e` decisamente un`altra cosa. La divulgazione di tematiche fondamentali per la salute e lo sviluppo dei giovani come la profilassi, l`anatomia genitale,  l`igiene,  le malattie veneree e la loro trasmissione dovrebbero essere un dovere formativo e scientifico delle nostre istituzioni e non qualcosa di facoltativo e riservato ai quasi maggiorenni.</p>
<p style="text-align:right;">Dottor Bargellini,(Istanbul)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scuola. Nuova materia: educazione sessuale]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/07/01/scuola-nuova-materia-educazione-sessuale/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 13:26:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo la decisione di distribuire preservativi nelle scuole superiori romane, la Sigo, Società italia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dopo la decisione di distribuire preservativi nelle scuole superiori romane, la Sigo, Società italiana di ginecologia e ostetricia, sollecita l’inserimento dell’educazione sessuale nelle scuole. &#8221;<em>Distribuire contraccettivi nelle scuole superiori è utile per sensibilizzare i giovani sull&#8217;importanza di praticare sesso con responsabilità salvaguardando la loro salute. Ma non basta: per colmare l&#8217;ignoranza dilagante servono soprattutto interventi strutturati nelle scuole da parte di medici e psicologi&#8217;</em>&#8216;, afferma Giorgio Vittori, presidente della <a href="http://www.sigo.it/" target="_self">Sigo</a>. La prima proposta legislativa avanzata per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole italiane risale all&#8217;anno 1910, ma nonostante la proposta non avesse ottenuto abbastanza consensi per il varo di una legge, il dibattito è ancora in corso. Sebbene l’introduzione dell’educazione sessuale nei programmi didattici non sia stata ottenuta, oggi si parla normalmente di sesso a scuola da un punto di vista fisiologico con i docenti di scienze e biologia, oppure da un punto di vista etico e religioso con i docenti di religione cattolica. Ma è evidente che informare non equivale ad educare.</p>
<p style="text-align:justify;">L’introduzione dell’educazione alla sessualità nelle scuole richiede il coordinamento non solo di docenti preparati e competenti, ma coinvolge anche i genitori e necessita l’appoggio delle Asl locali. Per questo richiede un&#8217;attenzione e una sensibilizzazione particolari.<br />
Nel 1992 nasce l’ENHPS (European Network of Health Promoting Schools), ossia il network europeo delle scuole promotrici della salute. Esso si propone di incoraggiare ed educare gli studenti a seguire uno stile di vita sano. In Italia, partecipano al Network dal 1995 diverse città, occupandosi di tematiche diverse tra cui prevenzione del cancro, dell’AIDS, educazione alimentare e anche educazione alla sessualità. Ma i veri pionieri dell’educazione sessuale nelle scuole, sono gli Svedesi che l’hanno inserita obbligatoriamente nella didattica nel 1956. In Francia dal 1973 vi è un corso extra scolastico facoltativo, come anche in Inghilterra e in Galles. In Finlandia, invece, la Population Family Welfare Federation distribuisce a tutti i quindicenni un kit introduttivo con un opuscolo, un profilattico e il video di una storia d’amore in cartoni animati. Ed è proprio su questa scia che la<strong> </strong>Sigo si propone di elaborare un set pronto all’uso, composto da diapositive, poster, guide per gli insegnanti e gli studenti, che sarà pronto già per il prossimo anno scolastico.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma la base per una sessualità consapevole e sicura è rappresentata senz’altro dal dialogo e dall’insegnamento che la famiglia può fornire ai ragazzi<strong>.</strong> I dati parlano chiaro. La Sigo sostiene che servono corsi sulla sessualità anche per i genitori: solo il 40% delle madri delle ragazze nate dall’85 in poi parla di contraccezione con le figlie, il 47% dei genitori considera il profilattico sicuro contro le malattie sessualmente trasmesse; l&#8217;81% dei ragazzi parla di contraccezione, mentre soltanto il 4% si rivolge al padre e il 3% alla madre, il 59% dei casi ne parla con gli amici. Il presidente Giorgio Vittori sottolinea la crescita delle interruzioni di gravidanza per le under 14 e le indagini condotte sostengono che una ragazza su tre non utilizza alcuna precauzione la prima volta, il 50% delle ragazze poi continua a non usarne. L’educazione sessuale è quindi necessaria, &#8221;contro aborti, malattie e futura infertilità&#8221;, per responsabilizzare i giovani e favorire uno stile di vita all’insegna della salute e del rispetto del proprio corpo.<br />
L’educazione alla sessualità ha inizio all’interno della famiglia, eppure solo il 4% degli adolescenti sceglie di confidarsi e chiedere consiglio ai propri genitori. Gli psicologi sostengono che i figli vivono questo disagio perché essi percepiscono chiaramente l’eccessivo coinvolgimento emotivo nel trattare l’argomento. A volte i genitori tendono a considerare l’età mentale dei propri ‘pargoli’ minore di quella anagrafica. Ma una giusta compensazione a questa carenza ‘istintiva’ in famiglia può essere colmata dall’introduzione dell’educazione alla sessualità nelle scuole?<br />
Lo abbiamo chiesto ad Antonia Cascio, rappresentante del CGD (Coordinamento Genitori Democratici) di Palermo. &#8221;<em>La scuola da sola non può colmare</em> &#8211; risponde Antonia Cascio<strong>-</strong> <em>queste ‘innate’ carenze familiari attraverso l’introduzione dell’educazione alla sessualità nei programmi. Famiglia e scuola devono costruire alleanze, trovare linguaggi comuni e condivisi per dare risposte chiare e adeguate al desiderio di informazione e confronto espresso dai ragazzi.</em> <em>Gli adulti dovrebbero forse essere formati e sensibilizzati loro per primi, per acquisire maggiore scioltezza nel trattare certi argomenti “sensibili”, e riuscire a rielaborare le proprie esperienze giovanili con occhi maturi e più consapevoli&#8221;.</em><br />
Molti genitori avversi al progetto, sostengono che l’educazione sessuale rischia di incoraggiare precocemente i bambini e i ragazzi alla pratica sessuale. Cosa ne pensa?<br />
<em>&#8220;Intanto bisogna capire cosa si intende per educazione sessuale: a volte dietro questo termine si nascondono retaggi cattolici, atteggiamenti conservatori che non tengono conto delle novità dei tempi. Ma oggi i ragazzi usano soprattutto internet per raccogliere quelle notizie, anche sulla sessualità, che giornalmente non riescono a trovare. L’informazione è importante, perché l’ignoranza può essere la causa diretta di esperienze negative che segnano per la vita e condizionano la possibilità di costruire relazioni positive.</em><br />
<em>La famiglia prima e la scuola subito dopo, sono i luoghi dove si osservano e si capiscono le relazioni fra gli adulti, il rispetto e la convivenza con gli altri; bisognerebbe piuttosto aiutare i ragazzi a costruire relazioni affettive adeguate e a diventare adulti consapevoli&#8221;.</em><br />
Crede che ci sia abbastanza sensibilizzazione al tema dell’educazione sessuale in ambiente scolastico e familiare? Quanto conta per lei, in qualità di genitore, affiancare ad uno studio etico o filologico del sesso, una trattazione tollerante, libera e pluralista?<br />
<em>&#8220;E’ importantissimo che gli adulti siano capaci di affrontare con serenità argomenti legati alla sessualità, alle scelte del partner, dando ai ragazzi, alunni o figli che siano, la certezza che non saranno giudicati per ciò che fanno o per ciò che chiedono ma ascoltati e accompagnati&#8221;.</em><br />
Secondo la sua esperienza, pensa che ci sia un approccio differente al tema in base alla collocazione geografica nel Paese? Ossia, è diversa l’opinione a riguardo tra Nord e Sud, oppure tra piccole cittadine o paesi e grandi centri urbani?<br />
<em>&#8221;Sicuramente esiste un approccio differente legato alla collocazione geografica: le statistiche ci dicono che al nord le esperienze sessuali, la famosa prima volta, sono pressoché precoci; per me però questo non significa che in quel caso ci sia una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi di ciò che avviene nella loro vita. Anzi, il rischio di anticipare i tempi delle proprie esperienze può comportare malesseri e disagi che, se non intercettati in tempo e con strumenti adeguati possono arrecare danni. In questo, famiglia e scuola ricoprono un ruolo essenziale&#8221;.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Silvia Pino, </em><a href="http://www.votailprof.it"><em>www.votailprof.it</em></a><em>, 01 luglio 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ginecologi: si' a preservativo gratis e educazione sessuale nelle scuole]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/07/01/ginecologi-si-a-preservativo-gratis-e-educazione-sessuale-nelle-scuole/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 13:20:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si&#8217; al preservativo nelle scuole (iniziativa recentemente approvata dalla Provincia di Roma), ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Si&#8217; al preservativo nelle scuole (iniziativa recentemente approvata dalla Provincia di Roma), ma a cui va affiancata l&#8217;introduzione di una nuova materia scolastica: l&#8217;educazione sessuale. E&#8217; la ricetta dei ginecologi della Sigo, illustrata al convegno &#8216;Educazione sessuale, nuovi attori per nuovi bisogni&#8217; organizzato ieri al Senato. &#8220;L&#8217;educazione sessuale &#8211; spiega Giorgio Vittori, presidente Sigo &#8211; e&#8217; come quella fisica, una materia scolastica per restare in salute. Per un corretto stile di vita non bere, non fumare, non drogarti, fai movimento, cura l&#8217;alimentazione e utilizza sempre metodi contraccettivi sicuri, pillola e preservativo&#8221;. Un&#8217;attenzione tanto piu&#8217; opportuna se si guardano i dati forniti dai ginecologi: in Italia una ragazza su tre non utilizza alcuna precauzione per la sua prima volta, e il 50 per cento continua a non proteggersi neppure in seguito. Crescono le under 14 che richiedono l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza e le malattie sessualmente trasmissibili stanno conoscendo un nuovo boom. &#8220;Distribuire contraccettivi nelle scuole &#8211; spiega Vittori &#8211; e&#8217; utile per sensibilizzare i giovani sull&#8217;importanza di praticare sesso con responsabilita&#8217; per salvaguardare la loro salute e anche la fertilita&#8217; futura. Ma non basta. Per colmare l&#8217;ignoranza dilagante servono soprattutto interventi strutturati nelle classi, da parte di medici e psicologi&#8221;. &#8220;E come per ogni altra materia &#8211; gli fa eco la sessuologa Alessandra Graziottin, direttore della ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano &#8211; vanno definiti programmi precisi con libri di testo specifici e validati, con indicatori di efficacia per docenti e studenti, al fine di valutare la buona riuscita dell&#8217;intervento formativo&#8221;. A questo scopo, la Sigo sta elaborando un set pronto all&#8217;uso, da fornire ai ginecologi che insegnano educazione sessuale: diapositive, poster, guide per docenti e ragazzi promosso dal progetto &#8216;Scegli tu&#8217; per una sessualita&#8217; consapevole. La scuola, ammette Emilio Arisi, del direttivo Sigo, &#8220;resta un campo controverso: eppure, il 67 per cento degli italiani e&#8217; favorevole alla distribuzione diretta nelle nostre scuole dei contraccettivi, alla presenza di un medico&#8221;. Ma l&#8217;educazione sessuale resta sostanzialmente assente dal dibattito sulla scuola italiana, mentre in altri paesi e&#8217; gia&#8217; ampiamente assimilata nei programmi scolastici: in Germania la si insegna dal 1970, in Francia dal 1973, in Svezia addirittura dal 1956. mentre in Inghilterra, per contrastare gli aborti tra adolescenti, si e&#8217; pensato di introdurla addirittura alle elementari.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.aduc.it"><em>www.aduc.it</em></a><em>, 30 giugno 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pillola anticoncezionale, solo una su 10 non la dimentica mai]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/06/29/pillola-anticoncezionale-solo-una-su-10-non-la-dimentica-mai/</link>
<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:21:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ben il 28 per cento delle donne italiane scelgono un contraccettivo ormonale, il più delle volte la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ben il 28 per cento delle donne italiane scelgono un contraccettivo ormonale, il più delle volte la scelta ricade sulla pillola anticoncezionale anche se solo una su dieci non la dimentica mai. Un&#8217;indagine condotta da GfK Eurisko, su un campione di 2.205 intervistate tra i 18 e i 45 anni, ha esaminato il rapporto che hanno le donne con i contraccettivi. I risultati dell&#8217;indagine sono stati presentati in un convegno tenutosi a Roma (Giugno 2009).</p>
<p style="text-align:justify;">Analizzando i dati raccolti si può avere una visione abbastanza dettagliata dell&#8217;uso dei contraccettivi da parte delle donne italiane. Il 28 per cento si affida a contraccettivi ormonali e il 26 per cento utilizza altri metodi, ma, una percentuale molto grande, circa il 46 per cento, dichiara di non utilizzare nessun metodo anticoncezionale perché sostiene di non averne bisogno.</p>
<p style="text-align:justify;">Fra i vari metodi anticoncezionali la pillola (23 per ceno) e il preservativo (20 per cento) risultano essere i più utilizzati. In determinate regioni i contraccettivi ormonali riscuotono maggiore successo: nel Triveneto vengono utilizzati dal 38 per cento delle donne, in Sicilia dal 41 per cento e in Sardegna addirittura dal 43 per cento. Per le donne i contraccettivo ideale deve avere prevalentemente tre caratteristiche: deve essere sicuro, non deve creare problemi con gli ormoni e non deve richiedere di ricordarsene tutti i giorni.</p>
<p style="text-align:justify;">Oltre la metà delle donne utilizza i metodi anticoncezionali esclusivamente per prevenire una gravidanza, solo una su tre dichiara di adoperarli per motivi di salute. Dall&#8217;indagine è anche emersa una certa diffidenza da parte delle donne verso l&#8217;uso dell&#8217;anello vaginale, in linea di massima la scelta ricade sempre sui metodi contraccettivi più noti.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 90 per cento dei casi la scelta del metodo anticoncezionale viene fatta dopo un consulto ginecologico. Se però si analizza la fascia d&#8217;età delle più giovani (18-25 anni), nel 25 per cento dei casi, vengono interpellati anche i partner, nel 17 per cento le amiche e in un 17 per cento dei casi Internet. Ciò nonostante, solo il 19 per cento delle donne ritiene di essere abbastanza informata e ben il 91 per cento vorrebbe avere maggiori informazioni. Nella maggior parte dei casi (53 per cento) le donne effettuano la scelta autonomamente, nel 43 per cento dei casi decidono consultandosi con il partner e solo una minima parte (il 4 per cento) dichiara di subire la volontà del compagno.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.universonline.it"><em>www.universonline.it</em></a><em>, 25 giugno 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Comportamenti sessuali turbolenti? È colpa di papà]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/06/29/comportamenti-sessuali-turbolenti-e-colpa-di-papa/</link>
<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:16:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si sa, in età adolescenziale se ne combinano di tutti i colori, soprattutto in fatto di sesso e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Si sa, in età adolescenziale se ne combinano di tutti i colori, soprattutto in fatto di sesso e &#8220;se non si è abbastanza maturi…&#8221;, perlomeno così dicono tutti i genitori! E se la colpa fosse proprio loro? Se fossero proprio loro la causa ai comportamenti sessuali &#8220;rischiosi&#8221;? Secondo uno studio dell’University of Pittsburgh e dell’Harvard University, la &#8220;colpa&#8221; potrebbe essere attribuibile proprio al padre e al rapporto che si ha con lui. La ricerca sostiene che il ruolo svolto dalla famiglia, in particolare dal papà, è fondamentale per evitare rapporti sessuali precoci, turbolenti e non protetti. Per arrivare a questa conclusione sono stati osservati ben 3.000 adolescenti di un età compresa fra i 13 e i 18 anni. In seguito a quanto è emerso dallo studio solo i ragazzi che avevano un dialogo sereno con il proprio padre (in tutti gli ambiti) riducevano il rischio di rapporti sessuali prematuri e rischiosi del 7%. Lo studio in questione si pone come un vera e propria &#8220;consulenza&#8221; sui rapporti genitori-figli, nei quali, bisogna ammetterlo, spesso ci si mettono di mezzo lavoro e vita frenetica a rendere tutto più complicato. È indispensabile quindi cercare di passare più tempo possibile insieme a loro coinvolgendoli in varie attività… sempre che lo vogliano anche loro! Secondo i dati diffusi dal Congresso Europeo di ginecologia pediatrica e adolescenziale, le adolescenti cominciamo la loro attività sessuale intorno ai 17 anni, mentre in base ad alcune statistiche pubblicate da Pensiero Scientifico editore, a 16 anni molti giovani fanno già regolarmente sesso ma senza le dovute precauzioni (l’8,5% usa ancora il vecchio metodo del coito interrotto) e soltanto lo 0,3% delle donne è in grado di fornire spiegazioni logiche sul sesso. Sempre su pensiero scientifico editore si legge che il 44% dei giovani utilizza internet (e, quindi, non i genitori) per avere informazioni su benessere e sessualità. Il rapporto di presentato da Eurispes-Telefono Azzurro (fonte RAI REPORT) indica invece che 13,4% degli intervistati spesso non adopera alcuna precauzione, il 2,7% non l’adopera abitualmente, e l’1,8% mai.</p>
<p><em>Luigi Mondo e Stefania Del Principe, </em><a href="http://www.lastampa.it"><em>www.lastampa.it</em></a><em>, 25 giugno 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NO educazione sessuale: troppo esplicita]]></title>
<link>http://psicoreato.wordpress.com/2009/06/26/no-educazione-sessuale-troppo-esplicita/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:03:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>BerryHey'</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Basta lezioni di sesso a scuola&#8221;. Diktat a Milano: troppo esplicite. «La Asl vieta ai s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/milano-scuola/milano-scuola/milano-scuola.html?rss" target="_blank">&#8220;Basta lezioni di sesso a scuola&#8221;. Diktat a Milano: troppo esplicite.</a></p>
<blockquote><p><em>«La Asl <strong>vieta</strong> ai suoi operatori di fare educazione sessuale agli studenti <strong>sotto i sedici anni</strong>. Da ora potranno solo istruire mamme e insegnanti, a cui spetterà poi il compito di rispondere alle domande dei giovani.»</em></p></blockquote>
<p>Una notizia del genere non meriterebbe nemmeno un commento serio. Ma siamo in Italia, conviene abituarsi a leggere tutti i giorni <strong>una marea di stupidaggini</strong>.</p>
<p>L&#8217;educazione sessuale dovrebbe diventare <em>I bambini, figlio mio, vengono portati dalla cicogna sotto un cavolo, dopo che le api hanno amato i fiori del giardino come il tuo papà ama la tua mamma</em>? Storiella alla quale il figlio, dai 12 anni in poi, risponderà qualcosa di molto simile a <em>Ma vaffanculo, va&#8217;. Stiamo parlando di sesso, svegliati.</em></p>
<p>E&#8217; evidente l&#8217;importanza di incontri <strong>seri</strong> sul tema, per informare i ragazzi. Ormai il sesso è qualcosa che entra nella vita dei ragazzi molto presto, e spesso anche prima dei sedici anni, bisogna prenderne atto. La reazione migliore a questa situazione non è l&#8217;interruzione dei corsi, ma l&#8217;esatto contrario, un&#8217;informazione che sia sempre migliore e più accurata! Ad ogni età.</p>
<p>Concludo ricordando che la presenza di medici, o di psicologi, è il particolare più importante in assoluto, perché permette di parlarne e di imparare senza troppo imbarazzo e senza timori. Quante persone hanno un rapporto con la famiglia adeguato per parlare delle proprie esperienze sessuali, per chiedere consigli?</p>
<blockquote><p><em>«&#8221;E&#8217; assurdo &#8211; dice un&#8217;insegnante che da anni segue l&#8217;educazione sessuale &#8211; l&#8217;attività funzionava perché c&#8217;era un contatto diretto fra ragazzi e operatori, e questo aiutava a superare l&#8217;imbarazzo&#8221;»</em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Differenze]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/06/26/differenze/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 09:20:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma: distributori di preservativi nei licei e negli istituti superiori Milano: basta lezioni di ses]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Roma: </strong><a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/scuola-distributori-di-preservativi-nei-licei-e-negli-istituti-superiori/1654765" target="_blank">distributori di preservativi nei licei e negli istituti superiori</a></p>
<p><strong>Milano:</strong> <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/milano-scuola/milano-scuola/milano-scuola.html" target="_blank">basta lezioni di sesso a scuola</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sex machine]]></title>
<link>http://scorfano.wordpress.com/2009/06/25/sex-machine/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:00:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci ho dovuto pensare un po’, lo confesso. Ma anche dopo averci pensato, resto dell’idea che avevo al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ci ho dovuto pensare un po’, lo confesso. Ma anche dopo averci pensato, resto dell’idea che avevo al]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lezioni di sesso]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/06/24/lezioni-di-sesso/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 13:30:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dimenticarsi l’ansia pizzicante di sapere come siamo fatti e da dove veniamo che travolge il periodo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dimenticarsi l’ansia pizzicante di sapere come siamo fatti e da dove veniamo che travolge il periodo della pubertà è impossibile. Chi sa prima come nascono i bambini spicca subito nel gruppo, lo racconta agli altri nell’angolo di un cortile, tra imprecisioni e luoghi comuni. Altro che telefono senza fili, l’ultimo bambino indottrinato potrebbe finire in un attimo a credere alle cicogne e ai cavoli. Nella maggior parte dei casi in famiglia gli argomenti sessuali rimangono tabù e si preferisce non parlarne, anche se proprio in questi giorni è uscito il libro diario di una donna americana Ayelet Waldman che racconta che essere una cattiva madre – Bad mother è il titolo del libro – è meglio per i figli. Ed essere una cattiva madre implica riempire il bagno di preservativi di ogni sorta e modello con la scritta “serviti”. Casi ben lontani dalla realtà di tutti i giorni, ma non manca chi ritiene quella della cattiva madre una “rivoluzione necessaria”. Sul piano dell’educazione sessuale la vecchia Europa si muove con modalità diverse da paese a paese. A Stoccolma l’educazione sessuale è stata resa obbligatoria in ogni grado scolastico già nel 1976, in Francia solo a scopo più blando e informativo dal 1973, mentre a Parigi in molti licei gli adolescenti rivolgendosi agli psicologi interni possono ottenere la pillola del giorno dopo senza particolari interrogatori, una strategia adottata con l’intento di diminuire gli aborti nel paese. Una sensibilità particolare si è sviluppata su questo ambito in Germania, soprattutto dopo che una sentenza della Corte Amministrativa di Amburgo del 2004 ha stabilito che le allieve di religione musulmana non possono essere esentate dalle eventuali lezioni di educazione sessuale in aula. Stessa cosa per la libertaria Spagna che promuove l’educazione sessuale al punto che il vescovo di Almeria Adolfo Gonzales Montes, ha affermato più volte che proprio «il piano laico di una presunta educazione sessuale» rivolta ad adolescenti e giovani ha portato a un aumento degli aborti nel paese e da poco anche le minorenni potranno usufruire della pillola del giorno dopo. Lo scorso aprile il ministero della Sanità della Gran Bretagna ha reso obbligatorio, dal prossimo anno scolastico, un corso sulla sessualità come misura cautelare visto che l’Inghilterra ha uno dei tassi più alti di gravidanze indesiderate d’Europa. È di qualche mese fa il caso di cronaca sensazionale di Chantelle Steadman, 15enne rimasta incinta, che sui giornali si faceva fotografare con il padre del suo bambino, Alfie Patten, tredici anni. Non fu una consolazione scoprire, pochi giorni dopo, che Chantelle si era sbagliata e che il vero padre era un suo compagno di classe. Ce n’è abbastanza per togliere il sonno ai genitori. Storie da Oltre Manica. E l’Italia? Sull’educazione all’affettività e alla sessualità, nome per intero del progetto, nelle scuole medie inferiori e superiori si sentono sempre pareri discordanti. Se ne accorse nel 2003 l’allora ministro della Pubblica istruzione Letizia Moratti, che decise con la legge delega n.23 di riformare la scuola, anche introducendo e accorpando sotto nuovi nomi nei programmi scolastici materie come l’educazione civica, che si trasformarono così in educazione alla convivenza civile e come l’educazione tecnica che divenne informatica. A raccontare le storture dell’educazione sessuale tra i banchi ci pensa la cronaca stessa. Lo scorso marzo una maestra di una scuola elementare di Novara ha ritenuto opportuno spiegare ai bambini piccoli non solo basilari processi di riproduzione ma anche pratiche sessuali estreme come piercing ai genitali o bondage. Inutile dire che quando i piccoli hanno riferito i contenuti ai genitori, i rappresentanti di classe si sono fiondati inferociti dal preside chiedendo spiegazioni. La maestra si è scusata dicendo di aver seguito le direttive ministeriali in materia di scienze e ammettendo, sì, di avere forse esagerato un po’. In realtà oggi non esiste una legge ministeriale che indichi alle scuole l’obbligo sul tipo di informazioni da divulgare ai ragazzi, è l’Asl referente alla zona dell’istituto che concorda il tipo di corso da fare, che poi in molti casi è lo stesso docente di scienze a tenere. Altre volte è invece uno psicologo a tenere insieme alle Asl e ai consultori, anche in virtù della cosiddetta autonomia scolastica, per cui spetta ai presidi la facoltà di scegliere quali materie multidisciplinari far frequentare ai ragazzi, sia per gli istituti di scuola superiore primaria che secondaria. Al di fuori dei corsi, è comunque prevista la presenza di personale proveniente dai consultori all’interno dell’istituto – il cosiddetto sportello di ascolto psicologico – a cui i ragazzi si possono rivolgere e su cui vige il segreto professionale, proprio come una normale seduta, nella maggior parte dei casi per motivi di bullismo o natura sessuale. I contraccettivi prima di tutto Cosa prevedono di solito i famosi corsi sull’affettività? L’intento è quello di far capire quali sono i comportamenti a rischio, cercare di chiarire quale sia il giusto approccio all’altro sesso, ma soprattutto quali tipi di contraccettivi siano reperibili sul mercato. Questo però non risolve del tutto il problema delle gravidanze in età da liceo. Lo dimostra un rapporto diffuso nell’aprile scorso dal ministero della Giustizia sull’applicazione della legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Stando al documento, solo a Bologna nel 2008 si sono registrati 84 casi, 622 in 11 anni, di minorenni che hanno richiesto al giudice tutelare l’autorizzazione ad abortire. Nonostante l’Italia abbia una media molto più bassa di altri stati europei, la precocità degli adolescenti di oggi resta comunque preoccupante. Ciò detto è tutto da verificare quanto possano essere utili i corsi di educazione all’affettività. Secondo i risultati di una ricerca del Sigo, associazione dei ginecologi italiani, è in aumento tra le under 14 il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Se nel 1995 era pari allo 0,5 per cento nel 2005 è stato dell’1,2 per cento. Preoccupante anche il dato circa la diffusione della pillola del giorno dopo, che nel 60 per cento dei casi è utilizzata da donne tra i 14 e i 20 anni. A questi numeri Sigo risponde con la campagna Travelsex, un opuscolo di istruzioni e caveat da diffondere in vista dell’estate, il periodo che viene considerato quello “sessualmente più a rischio promiscuità”. Viene da rimpiangere le scuole di provincia di qualche anno fa, in cui la lezione di educazione sessuale la faceva una videocassetta consumata di una puntata di Superquark, mentre l’insegnante di biologia si limava le unghie e i ragazzi preferivano tirarsi palline di carta.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Elisabetta Longo, </em><a href="http://www.tempi.it"><em>www.tempi.it</em></a><em>, 22 giugno 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Estate: tempo d’amore, guida al sesso sicuro]]></title>
<link>http://lasessualita.wordpress.com/2009/06/22/estate-tempo-d%e2%80%99amore-guida-al-sesso-sicuro/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 13:47:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>lasessualita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alla fine dell’estate non si è mai come si era all’inizio. Specie quando si è adolescenti e la vacan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Alla fine dell’estate non si è mai come si era all’inizio. Specie quando si è adolescenti e la vacanza è un’occasione per crescere e fare nuove esperienze. Anche sessuali. Ma sia i più giovani sia i genitori devono essere consapevoli delle cose che possono capitare. E così, anche un amore estivo va vissuto ma protetto. In soccorso delle giovani ragazze pronte a mettersi in viaggio arriva il “kit” della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), realizzato in collaborazione con il CTS (Centro Turistico Studentesco e giovanile) e il CONI. Una guida tascabile, Travelsex, con i consigli per sapere dove e chi rivolgersi in caso di emergenza, anche se si è a spasso per l’Europa, e una T-shirt per portarsi “cuciti addosso” i punti fermi sull’amore.<br />
“Perché è sempre bene ricordare alle più giovani – spiega il professor Giorgio Vittori, presidente della Sigo – che la salute sessuale è un bene che va custodito e preservato. Basti pensare che oggi l’età media riproduttiva è di 35 anni e, proprio per questo, è necessario essere più attente al proprio corpo per evitare in futuro di avere difficoltà di concepimento”.</p>
<p><strong>Estate, se c’è poca contraccezione</strong><br />
“A settembre nei nostri ambulatori – continua Vittori – riscontriamo che c’è poca protezione. Una under 25 su tre non utilizza alcun metodo contraccettivo e il 20% si fida del coito interrotto. E ancora, sei ragazze su dieci, fra i 14 e i 20 anni, ricorrono alla “pillola del giorno dopo”, crescono le under 14 che chiedono il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (dallo 0,5% del 1995 all&#8217;1,2% del 2005) e le malattie sessualmente trasmissibili (MST) sono in forte ascesa (la clamydia è aumentata di 10 volte nell’ultimo decennio)”. Per questo i ginecologi hanno messo a punto la guida per viaggiare sicuri: un agile manualetto che prevede anche la traduzione in 11 lingue di 10 domande “chiave” per ottenere con facilità contraccettivi e la consulenza di esperti, anche se lontani da casa.</p>
<p><strong>Italia, fanalino di coda in contraccezione</strong><br />
L’Italia non brilla nel confronto con altri Paesi europei su sessualità consapevole e politiche di prevenzione: il 91% delle donne ceche considera la contraccezione parte integrante della propria vita di coppia; in Svezia, dal 1955 l’educazione sessuale fa parte dei programmi scolastici; il 74% degli spagnoli fra i 20 e i 29 anni dichiara di utilizzare metodi sicuri. In Francia utilizza la pillola anticoncezionale il 40% delle donne, così come in Portogallo. In Olanda, che detiene il record continentale, ben una su due. In Italia, siamo fermi da anni al 20%. Ne abbiamo di strada da fare.</p>
<p><strong>La guida, dove trovarla</strong><br />
Travelsex, realizzata in 300.000 copie, verrà distribuita in 30 sedi del CTS sparse su tutto il territorio. In 10 di queste (Roma, Bari, Modena, Perugia, Bologna, Torino, Milano, Genova, Firenze, Venezia) sarà possibile partecipare dal vivo al gioco &#8216;Scrivi la tua pillola&#8217;. Anche da Scegli Tu, il sito della SIGO dedicato alla contraccezione, è possibile scaricare i materiali e creare la propria T-shirt virtuale. Le 1.000 migliori foto (dal vivo e non) verranno pubblicate nel portale, dove gli utenti potranno esprimere il proprio voto, eleggere la frase della settimana e incoronare poi il vincitore finale, premiato a settembre durante lo “Scegli Tu party”. In palio 1.000 T-shirt con lo slogan più gettonato.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://canali.kataweb.it"><em>canali.kataweb.it</em></a><em>, 16 giugno 2009</em></p>
<p><!-- fine TESTO --><!-- inizio DATA --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL BUSINESS DEL PRESERVATIVO 'INCAPPUCCIA' ANCHE ROMA! C'ERA DA ASPETTARSELO...]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/06/19/il-business-del-preservativo-incappuccia-anche-roma-cera-da-aspettarselo/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 11:53:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[INCOERENZA PALESE &#8211; Non solo merendine. Il prossimo settembre nei corridoi dei licei e degli i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[INCOERENZA PALESE &#8211; Non solo merendine. Il prossimo settembre nei corridoi dei licei e degli i]]></content:encoded>
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