<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>efta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/efta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "efta"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 16:27:25 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Il Canada appoggia l'impegno ecologico scandinavo]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/24/il-canada-appoggia-limpegno-ecologico-scandinavo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:22:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/24/il-canada-appoggia-limpegno-ecologico-scandinavo/</guid>
<description><![CDATA[Una immagine dell&#39;Alaska. Apparentemente lontane, le zone artiche si trovano al centro degli int]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#008000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#008000;"><strong></p>
<div id="attachment_1561" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska.jpg"><img class="size-medium wp-image-1561" title="alaska" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/alaska.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Una immagine dell&#39;Alaska. Apparentemente lontane, le zone artiche si trovano al centro degli interessi anche strategico economici di molti paesi, inclusi Italia e Francia che fanno parte, come osservatori, del Consiglio Artico</p></div>
<p>La Presidenza Svedese della Ue si caratterizza per il suo sforzo in direzione di politiche economiche ecosostenibili. Danimarca, Finlandia e Norvegia ne condividono la storia di valorizzazione ecocompatibile delle risorse naturali. L&#8217;ambasciatore canadese James Fox, nel corso di un incontro sull&#8217;Artico che ha avuto luogo a Roma il 19 novembre, ha espresso l&#8217;appoggio del Canada a strategie di lungo periodo a tutela del Polo Nord. Con questa breve cronaca dell&#8217;incontro introduciamo una serie di brevi articoli sulle questioni aperte e sul ruolo dei singoli paesi nordici, specialmente europei</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p>Nella Unione Europea la Svezia, la Danimarca, la Finlandia e, nello spazio dell&#8217;European Free Trade Agreement, la Norvegia, promuovono politiche di sviluppo compatibile con le esigenze dell&#8217;ambiente nell&#8217;area dell&#8217;Artico. La regione del Polo Nord è al centro di un crescente interesse, non soltanto in Italia, a causa dei cambiamenti (peraltro molto problematici per più di un aspetto) indotti dalle trasformazioni del clima in questi ultimi decenni. Lo scioglimento dei ghiacci rappresenta una incognita per molti abitanti della zona (e del pianeta) ma anche una possibilità di accresciuti traffici e attività economiche, opportunità che come si intuisce facilmente hanno un rovescio molto difficile dal punto di vista della sostenibilità. Ed i paesi che si affacciano sulla regione ovviamente non sfuggono alla ricerca della valorizzazione economica delle risorse.</p>
<p>Nel corso di un incontro che si è svolto la scorsa settimana presso l&#8217;ambasciata del Canada a Roma, i rappresentanti di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e del paese che ospitava l&#8217;iniziativa nella propria ambasciata (cioè il Canada) hanno voluto sottolineare il ruolo che la consapevolezza di sedere letteralmente sopra le risorse di cui si parla gioca per questi paesi. Molti mass media spesso mettono l&#8217;accento sulla corsa alle risorse, ma le nazioni nordiche sanno bene che la loro vita dipende dall&#8217;ambiente, molto ricco ma estremamente fragile, nel quale le loro culture si sono sviluppate.</p>
<p>L&#8217;ambasciatore del Canada, James Fox, ha ricordato che quest&#8217;anno la legge di bilancio del suo paese ha stanziato 350 milioni di euro per l&#8217;Artico, per promuovere la costruzione di infrastrutture, la ricerca scientifica, lo sviluppo delle fonti energetiche ed il commercio delle risorse ittiche. Altri fondi saranno destinati alla formazione, all&#8217;occupazione della popolazione locale, ai servizi sociali ed al sostegno ai popoli aborigeni, che nutrono una serie di preoccupazioni, fondate data l&#8217;esiguità numerica e la debolezza &#8220;politica&#8221; che ne deriva e di cui nei prossimi giorni si parlerà su queste pagine in un articolo specifico, così come verranno illustrati diversi aspetti (da quello ambientale a quello culturale) della questione dibattuta nell&#8217;incontro e approfondito l&#8217;impegno dei singoli paesi nella regione, in particolare di quelli europei.</p>
<p>Il dibattito della scorsa settimana a Villa Grazioli si è snodato in quattro tavoli dedicati ai seguenti argomenti: &#8220;La realtà artica &#8211; sviluppo economico e sociale delle comunità autoctone&#8221;, &#8220;Materie prime, sviluppo energetico e considerazioni geopolitiche&#8221;, &#8220;La realtà artica &#8211; Impatto e sfide del cambiamento climatico&#8221; , &#8220;Il Consiglio Artico &#8211; Un modello per la collaborazione internazionale nella Regione dell&#8217;Artico&#8221;.</p>
<p>Oltre agli ambasciatori delle nazioni interessate e ai rappresentanti delle popolazioni autoctone citati nell&#8217;articolo apparso il 20 novembre qui su Skapegoat, sono intervenuti molti esperti e specialisti come Dag Claes, Professore di Politiche Nazionali ed Economia presso l&#8217;Università di Oslo (Norvegia), Dante Casati (del dipartimento Affari Internazionali dell&#8217;ENI), Margaret Johansson (del Dipartimento di Fisica geografica ed analisi dell&#8217;ecosistema dell&#8217;Università di Lund, in Svezia), Giuseppe Cavarretta, Direttore del Dipartimento Terra ed Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il CNR italiano; Daniele Verga, inviato speciale per l&#8217;Artico del Ministero Affari Esteri e Francesco Eugenio Negro, il viaggiatore di lungo corso nell&#8217;area e medico.</p>
<p>Il dibattito ha toccato moltissimi argomenti e chiarito che in questa regione abbiamo molto di più del ghiaccio da proteggere, ragion per cui rimandiamo ad altre parti del servizio che appariranno su queste pagine ed in altri spazi web nelle prossime due settimane. Vi saranno proposti diversi spunti per inquadrare vari aspetti dell&#8217; Artico, un articolo sui progetti ecocompatibili della Danimarca, uno sulle iniziative svedesi in favore dell&#8217;area, un pezzo sulle problematiche dei popoli autoctoni come i Sami e gli Gwich&#8217;in, opinioni e  politiche finlandesi per l&#8217;ambiente ed almeno due articoli sul ruolo della Norvegia nella regione. L&#8217;incombente vertice sul clima di Copenaghen rende il tema molto attuale.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Auto: mercato in rialzo ad ottobre]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/16/auto-mercato-in-rialzo-ad-ottobre/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:25:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/16/auto-mercato-in-rialzo-ad-ottobre/</guid>
<description><![CDATA[Continua la crescita delle immatricolazioni nell&#8217;Unione (27 paesi + Efta): +11,2%. Trainanti l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Continua la crescita delle immatricolazioni nell&#8217;Unione (27 paesi + Efta): +11,2%.</p>
<p>Trainanti le nazioni più ricche (Gran Bretagna, Spagna, Germania, Francia e Italia. Segno meno invece per i nuovi stati membri (-36,9% a ottobre).</p>
<p>Bene la Fiat, che guadagna una quota di mercato dell&#8217;8,7% (+0,4 in un anno).</p>
<p><a title="Auto: mercato in rialzo" href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/11/16/visualizza_new.html_1617667723.html">Qui</a> il link all&#8217;articolo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Skapegoat oltre l'Europa]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/04/skapegoat-oltre-leuropa/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:43:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/04/skapegoat-oltre-leuropa/</guid>
<description><![CDATA[  I giornalisti nati nell&#39;Unione Europea si trovano ad esplorare un continente che ormai diventa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#0000ff;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#0000ff;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong></p>
<div id="attachment_1377" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/terra_003.jpg"><img class="size-medium wp-image-1377" title="Mondo" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/terra_003.jpg?w=300" alt="Mondo" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">I giornalisti nati nell&#39;Unione Europea si trovano ad esplorare un continente che ormai diventa un paese ed un panorama internazionale dove tutto l&#39;occidente si confronta con un mondo in trasformazione: le superpotenze sono finite e la qualità delle relazioni che UE, Cina, Stati Uniti, Brasile, Russia, India intrattengono nel globo definisce le loro possibilità di crescita</p></div>
<p>Il sito ritrova  alcuni dei suoi collaboratori &#8220;storici&#8221; e nuove leve per una maggiore completezza degli argomenti trattati</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Lo spazio di informazione che avete davanti ha attraversato un periodo di rallentamento, dovuto al fatto che una delle maggiori risorse che aveva trovato, la collaborazione di molti giovani giornalisti impegnati a cavallo del 2007 e del 2008 nell&#8217;esperienza del Corso di Giornalismo della Fondazione Lelio Basso, si era interrotta per impedimenti oggettivi (ad esempio l&#8217; insediamento di queste persone in diverse realtà comunicative o anche in attività del tutto estranee ai mass media). <em>Skapegoat</em> adesso potrà ripartire: i suoi promotori sono tornati ed a loro si stanno aggiungendo altri ragazzi che contano su di un forte radicamento del loro interesse giornalistico in diverse aree geografiche e tematiche.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il sito è da sempre attento all&#8217;Europa, ma non pensiamo che l&#8217;Unione Europea sia un fenomeno di chiusura, è un&#8217;avventura che si apre alla storia del continente inteso in senso più ampio, entrando a far parte della sua vicenda ed attraendone nuove aree. L&#8217;Europa come paese, oltre i confini attuali della UE, partecipa ai  progetti di tutto l&#8217;Occidente, dialoga con tutto il pianeta attraverso il Commonwealth e per mezzo di tutte le Comunità che nel mondo sono tradizionalmente legate alle nazioni costituenti l&#8217;Europa e che ne arricchiscono il cammino.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">E, non meno importante, l&#8217;Europa sposta la politica dell&#8217;Occidente in direzione di un approccio paritario con i giganti e gli emergenti di un contesto internazionale che non è più pensabile in termini di superpotenze che costituiscono centri direzionali assoluti delle sorti delle popolazioni. Le nazioni a noi più legate come Stati Uniti e Canada, i nuovi protagonisti (Brasile, Cina, India) e quelli che riemergono, come la Federazione Russa, più altri, sono altrettanti soggetti fondamentali della scena del millennio da poco apertosi e l&#8217;Europa, lungi dall&#8217;essere un punto di riferimento obbligato, è quanto gli altri un attore indotto a ridimensionare il proprio spazio in base alla realtà ed a conquistare il proprio ruolo con i fatti e con le relazioni che saprà costruire nel futuro.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Nelle prossime settimane torneranno alcuni dei collaboratori che coloro che seguono il sito da più tempo già conoscono (Michele Vollaro, Aneta Carreri) e nuove leve (Claudia Papaleo e progressivamente anche altri), giornalisti di cui troverete nuovamente o per la prima volta la firma su queste pagine web. Il loro apporto ricondurrà il sito ad una attenzione più completa al Mediterraneo, all&#8217;Est Europeo, agli Stati Uniti ed all&#8217;America Latina, all&#8217;Africa, all&#8217;Asia e con il tempo a settori che erano stati trascurati come la Cultura e lo Sport. Non mancheranno altri approfondimenti su temi sui quali il sito si è concentrato in questo periodo, come il rapporto tra partecipazione femminile e qualità della democrazia, e su argomenti che meritano una nostra maggiore presenza, come i problemi dell&#8217;istruzione.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colombia, un destino atractivo para los negocios suizos]]></title>
<link>http://cubaout.wordpress.com/2009/07/25/colombia-suiza/</link>
<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 22:38:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubaout</dc:creator>
<guid>http://cubaout.wordpress.com/2009/07/25/colombia-suiza/</guid>
<description><![CDATA[Por Andrea Ornelas, swissinfo.ch La ministra de Economía, Doris Leuthard, concluye este miércoles un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Andrea Ornelas, swissinfo.ch La ministra de Economía, Doris Leuthard, concluye este miércoles un]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EU, fuckings EU!]]></title>
<link>http://ohush.wordpress.com/2009/07/24/eu-fuckings-eu/</link>
<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 18:02:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>ohush</dc:creator>
<guid>http://ohush.wordpress.com/2009/07/24/eu-fuckings-eu/</guid>
<description><![CDATA[Nå har Island sendt sin søknad om EU-medlemskap. Norge og Lichtenstein står nå alene i EFTA. Hvor le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nå har Island sendt sin søknad om EU-medlemskap. Norge og Lichtenstein står nå alene i EFTA. Hvor lenge klarer vi å stå i mot presset? JEG VIL IKKE AT NORGE SKAL BLI ET EU-LAND, VÆRSÅSNILL! </p>
<p><img src="http://ohush.wordpress.com/files/2009/07/monkeysee.jpg?w=208" alt="monkeysee" title="monkeysee" width="208" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-772" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Pinnacle]]></title>
<link>http://jonathansawn.wordpress.com/2009/06/14/the-pinnacle/</link>
<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 23:28:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>snoskier16</dc:creator>
<guid>http://jonathansawn.wordpress.com/2009/06/14/the-pinnacle/</guid>
<description><![CDATA[This morning dawned with pouring rain and cool temperatures; the perfect start to a race day! I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>This morning dawned with pouring rain and cool temperatures; the perfect start to a race day! I&#8217;m really starting to believe that I caused all this rain when I bought my dry condition tires! The ride up to Newport, NH was eventful as usual as my car had some interesting electrical isses. Everything worked itself out and we got there on time.</p>
<p>I was introduced to this race last year by my buddy Graig. He had done it the year before and enjoyed is so since Root 66 had the week off we tried out EFTA. Held at the high school, the course is a technical test for most of the 5 mile length. Lots of singletrack and technical climbing keep the pace a bit low but the effort is high! Each lap finishes with &#8220;The Pinnacle Plummet&#8221; which is a straight run down a ski jump hill. The key is to point the wheel straight and just let the bike roll. This makes for great spectator viewing!</p>
<p>With the rain and mud, I decided to enter in the Novice division since EFTA isn&#8217;t USA Cycling sanctioned. My thought was that I wanted a race pace workout, buy wanted to stay injury free and avoid getting too worn out. Apparently I wasn&#8217;t the only one to think like that as right fromthe start a couple of us flew out to the front and never looked back! Most of my race was spent passing Sport riders and chasing down one other Novice.</p>
<p>Course conditions were surprisingly good with nice tacky soil for the majority. The deep mud was a nice touch to remind us it was raining. I wound up 2nd overall in Novice and first in my age group. Another good practice race that I will surely race again next year!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Switzerland's Non-EU Immigrants: Their Integration and Swiss Attitudes]]></title>
<link>http://globalmigration.wordpress.com/2009/06/09/switzerlands-non-eu-immigrants-their-integration-and-swiss-attitudes/</link>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 20:32:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>jule324</dc:creator>
<guid>http://globalmigration.wordpress.com/2009/06/09/switzerlands-non-eu-immigrants-their-integration-and-swiss-attitudes/</guid>
<description><![CDATA[Thanks to the kind folks at the Migration Information Source, I have recently completed a major arti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Thanks to the kind folks at the Migration Information Source, I have recently completed a major arti]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[03 June: Watch Out for ASEAN-ROK FTA]]></title>
<link>http://reyadel.wordpress.com/2009/06/03/03-june-watch-out-for-asean-rok-fta/</link>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 23:59:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>reyadel</dc:creator>
<guid>http://reyadel.wordpress.com/2009/06/03/03-june-watch-out-for-asean-rok-fta/</guid>
<description><![CDATA[Previously, The Grey Chronicles posted December 11: Watch out for JPEPA! Today, 03 June, only some n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Previously, The Grey Chronicles posted December 11: Watch out for JPEPA! Today, 03 June, only some n]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Medina Carreira - Entrevista CM/RCP (Com Vídeo)]]></title>
<link>http://gritariainsuportavel.wordpress.com/2009/05/04/medina-carreira-entrevista-cmrcp/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 10:20:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>gritariainsuportavel</dc:creator>
<guid>http://gritariainsuportavel.wordpress.com/2009/05/04/medina-carreira-entrevista-cmrcp/</guid>
<description><![CDATA[Eis a entrevista de ontem de Medina Carreira. Critique-se o facto de apenas apontar problemas e nunc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Eis a entrevista de ontem de Medina Carreira.</p>
<p>Critique-se o facto de apenas apontar problemas e nunca soluções. Ok. Mas essa não é a sua função; der por onde der, termos alguém a chamar os bois pelos nomes é uma (enorme) lufada de ar fresco.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/mr31AXISwG4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/mr31AXISwG4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Medina Carreira, antigo ministro das Finanças, afirma que a economia vai derrotar a democracia de 1976. José Sócrates, diz, é um homem de circo, de espectáculo.</p>
<p align="justify"><strong>Correio da Manhã/Rádio Clube – Porque é que dizem que o senhor é um pessimista tremendista quando fala da economia portuguesa?</strong></p>
<p align="justify"><strong>Medina Carreira –</strong> Quando as pessoas se qualificam antes de discutir é sintoma de que não querem discutir. Eu nunca consegui um debate com um optimista. Já tenho sugerido.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – E ninguém aceita?</strong></p>
<p align="justify">- Pretextam isto ou aquilo, depois estão doentes, depois ficam doentes de uma perna e nunca um optimista quis vir publicamente fazer um debate. É um não argumento. Porque o argumento é dizer o que se pensa e porque é que se pensa e a parte contrária contradiz. Se eu digo que o senhor é um pessimista eu acabei com a conversa. O senhor é optimista, a mesma coisa. Se é isto que chega para esclarecer a opinião pública estamos conversados.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – E as questões da economia não se podem discutir assim.</strong></p>
<p align="justify">- Um dia disse a um colega vosso: o senhor não percebe que isso é uma burrice?</p>
<p align="justify"><strong>LC – Há uma grande distância entre o discurso de pessoas que estão de fora e o discurso de pessoas que estão por dentro. Entre qualquer membro do Governo e pessoas como o doutor Medina Carreira há uma distância enorme que as pessoas não compreendem.</strong></p>
<p align="justify">- Mas convide um deles um dia a vir aqui, ficar desse lado e vamos ver as razões das diferenças.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – O que nos dizem do Governo é que esta crise internacional chegou quando nós estávamos a caminhar muito bem. Até final de 2007 estávamos óptimos, ainda em 2008 estávamos bons, de repente aparece isto e não temos culpa nenhuma disto. É verdade?</strong></p>
<p align="justify">- Bom, culpa efectivamente não temos. Isto nasceu lá fora e chegou aqui como chegou a todos os cantos do Mundo. Eu não atribuo culpas a ninguém. Esta crise é traumatizante, difícil e com efeitos dramáticos do ponto de vista social que todos os dias presenciamos com despedimentos em série. É uma coisa terrível que nunca tínhamos vivido, nós que ainda estamos vivos e eventualmente válidos. Mas esta é uma crise para a qual não contribuímos e de que nós nos livraremos só quando lá fora ela acabar. Quando a Alemanha, a França, a Inglaterra e os EUA resolverem o problema ele fica resolvido cá.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Fica resolvido?</strong></p>
<p align="justify">- Ficamos é com os efeitos terríveis cá. Mas estes efeitos imediatos e directos da crise eles desaparecem cá quando desaparecerem lá fora.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Qual é a diferença entre um país como Portugal e um país como a França ou a Alemanha a seguir à crise?</strong></p>
<p align="justify">- A França é um país que caminha paralelamente connosco, também caminha muito mal. A Alemanha caminha bem, é um país economicamente poderoso, com gente preparada, uma sociedade organizada, em que se cumprem horas, em que se cumpre a palavra. É outra coisa. Isto cá para este lado é outra coisa. Portanto, quando a Alemanha sair da crise sairá necessariamente melhor do que a França. A França apresenta hoje problemas difíceis como os nossos. E um deles é o desequilíbrio externo. Os franceses estão a produzir muito menos do que aquilo que gastam. Estão também a endividar-se no exterior. A França está menos mal do que nós, mas também não está bem. Em Portugal temos a preocupação de olhar lá para fora e eu creio que a maior parte das pessoas que se preocupam com o exterior é porque não sabem dizer nada sobre o interior. Nós é que temos de resolver os problemas do interior.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Problemas que são muito antigos, não é verdade?</strong></p>
<p align="justify">- São antigos. Aqui neste caso é que esta crise veio de fora e sairá quando se resolver lá fora. Entretanto ficam mazelas. Agora, quando ela acabar ficamos com o nosso problema, com a nossa crise. Porque a nossa crise já estava cá.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Com os mesmos problemas que já tinha.</strong></p>
<p align="justify">- Com os mesmos problemas que já tínhamos e ficamos pior. Nomeadamente ficamos com um desemprego muito maior, muito mais pobreza, muito mais desigualdades, muito mais desânimo na população. Por conseguinte, com a crise, para além destes danos imediatos, são danos que vão surgir através dos seus efeitos futuros. Mas aquilo que eram as nossas fraquezas já cá estavam e virão ao de cima.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Como é que temos capacidade para resistir a isso no futuro com uma educação fraca, com uma justiça fraca?</strong></p>
<p align="justify">- O problema aqui em Portugal, visto da perspectiva política, é que nós não sabemos o que é que os dirigentes políticos, como José Sócrates, do PS, pensam que é o nosso grande problema. Ainda não vi dito o nosso grande problema é este.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Ele diz que é o desemprego.</strong></p>
<p align="justify">- O desemprego não é um problema, é uma consequência de alguma coisa que não está bem. Se resolvermos alguma coisa que não está bem o desemprego desaparece.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – José Sócrates fala muito da questão da formação.</strong></p>
<p align="justify">- Mas a formação não é em si um problema. É um pressuposto daquilo que nós necessitamos para resolver o problema. Mas qual é o problema? O que derrotou o Estado Novo foi a guerra colonial. Aquilo que eu acho que vai derrotar esta democracia de 1976 é a economia.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – A economia vai  derrotar a democracia?</strong></p>
<p align="justify">- Não sei em que termos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Mas vai derrotá-la?</strong></p>
<p align="justify">- Ai derrota. A população não vai aceitar daqui a dez anos um Estado social como aquele em que nós estamos a viver, como é evidente. Porque a população já diz, bom, prometeram-nos mundos e fundos e nós não vemos coisa nenhuma. Dizem isto agora. Só pedem sacrifícios e quando acabam é preciso recomeçar os sacrifícios. Com toda a razão. Isto vale dez, vale vinte anos, não sei se chega a trinta. E como nós temos deficiências graves não vai ser fácil sair deste estado de economia rastejante. Se eu fosse chefe do Governo o que diria ao País é que o nosso grande problema é a economia.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Porquê?</strong></p>
<p align="justify">- Porque é da economia que deriva o emprego e a sua qualidade, que deriva o bem-estar, que deriva as boas expectativas, que deriva o optimismo são. É da economia.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Mas temos fraquezas porquê?</strong></p>
<p align="justify">- Porque nós estamos a gastar 110, 111 e estamos a produzir 100. Para simplificar. O português está a produzir 100 euros por ano e está a gastar 110, 111 euros. Quer dizer que estamos a viver de empréstimos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Estamos a viver acima das possibilidades.</strong></p>
<p align="justify">- Acima das possibilidades. Por conseguinte, ou recuamos 10 por cento ou produzimos mais 10 por cento. É simples.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Exacto.</strong></p>
<p align="justify">- Não é preciso saber altas matemáticas. Este é o estado do País.</p>
<p align="justify"><strong>LC – E pelo caminho em que vamos não é uma coisa nem outra?</strong></p>
<p align="justify">- Estamos num caminho em que eram 107 há uns anos, 108, agora andamos pelos 110 e vai sendo cada vez pior, em princípio, porque os juros que nós devemos no exterior são cada vez maiores.</p>
<p align="justify"><strong>LC – No limite qual é a consequência?</strong></p>
<p align="justify">- No limite a consequência é a mesma que é para mim ou para vocês se o banco não nos empresta dinheiro este mês. Ou se empresta só com um spread de 18 por cento.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Claro.</strong></p>
<p align="justify">- O que é que o País vai fazer? Que é aquilo para que estamos a caminhar. É para bater na parede. Uma das coisas que pode provocar um efeito traumático muito grande do ponto de vista política e social na nossa sociedade dentro de cinco, dez anos é a possibilidade de o crédito escassear. Nós estamos a ver hoje que as grandes dificuldades da nossa sociedade resultam do facto de os bancos não emprestarem.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – O crédito está caro e difícil.</strong></p>
<p align="justify">- Exactamente. Se amanhã os bancos estrangeiros que nos estão a emprestar dinheiro disserem não, não emprestamos mais ou só emprestamos a 20 por cento o que é que nós fazemos?</p>
<p align="justify"><strong>LC – É uma boa pergunta. O que é que fazemos?</strong></p>
<p align="justify">- O que é que fazemos. Bom. Temos de repente de passar de 110 para 80. Como é evidente.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – De uma forma abrupta.</strong></p>
<p align="justify">- De uma forma abrupta. Vamos ver. Qual é o problema da economia? Há uns políticos importantes em Portugal que quando se lhes faz contas ficam horrorizados, isso são os contabilistas, a gente só pensa no marxismo, no leninismo, nós pensamos alto. Fazer contas, não fazem, mesmo os que sabem tabuada, que aliás não são muitos.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Como é que se consegue reduzir isso? Com uma reforma brutal na administração pública?</strong></p>
<p align="justify">- Ouça, na Argentina reduziu-se. Pessoas a passar fome, não compram medicamentos, tudo a cair aos bocados.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Imagine que era convidado a definir as prioridades do próximo Governo. Quais seriam as duas, três ou quatro das suas prioridades?</strong></p>
<p align="justify">- A prioridade é esta. A primeira coisa é explicar ao País que nós temos uma economia que não vai sustentar este nível de vida.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Que não chega.</strong></p>
<p align="justify">- Não chega. Portanto, o eleitorado ou quer gastar 110 e produzir 110 e nesse caso temos de mudar de economia ou o eleitorado não quer mudar de economia e nós temos de passar de 110 para 100. Isso é uma escolha do votante. Se os senhores da Comunicação Social propiciarem conversas que esclareçam o eleitorado ele percebe.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Qual seria a sua opção?</strong></p>
<p align="justify">- Nós temos no imediato de reduzir. Eu sou partidário que logo no plano do Estado seja revisto o aspecto salarial e o aspecto dos benefícios fiscais. Eu acho que as reformas e os salários da Função Pública, a partir de um certo nível, devem ser diminuídos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Imediatamente?</strong></p>
<p align="justify">- No imediato. Para passarmos dos 111 para 108. Mas para que isto não seja uma solução no caminho da miséria nós temos de mudar. E mudar a economia é mudar as circunstâncias que permitam atrair investimentos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – O investimento estrangeiro não vem para cá neste estado de coisas?</strong></p>
<p align="justify">- Não. Nós tivemos nos anos 60, 70 um factor de grande atracção de investimento. Foi a nossa entrada para a EFTA e o baixos salários. Como nós podíamos exportar com facilidade muita gente veio investir em Portugal. Muitas coisas que os senhores vêem das manufacturas, das montagens de automóveis, das cabelagens, dos electrodomésticos, do concentrado de tomate, da beterraba, isso veio tudo para aqui nessa altura. Porque o investidor nacional e estrangeiro vinham beneficiar de um factor favorável do ponto de vista do capital que era o salário baixo. Além de outros factores atraentes nessa época. Como a inexistência de sindicatos, ordem nas ruas e essas coisas que atraem o investidor.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas o principal factor, os salários baixos, não era o ideal.</strong></p>
<p align="justify">- Mas o ideal do ponto de vista da mão-de-obra não é este que se prega aqui. Nós para termos uma mão-de-obra que ganhe bem temos de ter outra escola. Nós não podemos andar a formar analfabetos e depois dizermos para arranjarem empregos bons a esta gente. A gente tem de ir à escola.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Aumentar a escolaridade obrigatória nestas condições é uma ideia má?</strong></p>
<p align="justify">- Teoricamente é uma boa medida. Como mexer na Justiça também seria uma boa medida.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas é preciso que a escola seja boa.</strong></p>
<p align="justify">- Agora mexer na escola e ficar tudo na mesma não interessa. Se os alunos estiverem lá e são tão bons os bons como são bons os maus, quer dizer, anda lá um número grande a atrapalhar o trânsito, em nome de uma coisa esquisitíssima e que eu não aceito que é a escola inclusiva. Ora, a escola é inclusiva se as pessoas estão lá para aprender. Se não estão para aprender têm de ir para outro sítio. Um estádio de futebol, põe-se lá toda a gente aos pontapés na bola. Agora, na escola só pode estar quem queira aprender. Mas isso tem de ser aferido. Nós temos todos os anos de verificar se eles aprenderam.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Têm de ter exames, não é?</strong></p>
<p align="justify">- Fazer exames. Nós temos de ter programas decentes, feitos por intelectuais, por artistas, por técnicos. Nem sei quem é que os fez. São uns programas horríveis, os manuais são de fugir. E depois inverte-se tudo. Nós não podemos ter professores a ensinar bem se os alunos nem os ouvem. O senhor pode arranjar 200 mil catedráticos que não consegue ensinar esta gente. Porque eles não querem aprender. Oitenta por cento dos que estão lá não querem aprender. Bons são sempre bons. Quando nós éramos crianças também havia bons e havia maus. E havia uns médios e estes estudavam por causa dos exames.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Seriam a maioria.</strong></p>
<p align="justify">- Isso foi ontem, é hoje e será na próxima geração. Agora não. Temos os bons que eram bons e temos o resto. E como não há exames nunca chega a ocasião para estudar. Portanto isto é uma falsificação. O ensino em Portugal é uma intrujice. Uma intrujice cara. E depois inverte-se isto. Vamos avaliar os professores, nem sei quais são os critérios. No estado em que aquilo está parece-me uma tontice, mas não se avaliam os alunos. Isto tem pés e cabeça? Isto é de uma sociedade de gente com juízo?</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Esta nossa escola é uma certa escola, que dura há anos e anos.</strong></p>
<p align="justify">- É uma escolinha. Não é uma escola, é uma escolinha. É um grupo de gente que está a praticar um crime gravíssimo que vai liquidar uma geração. Se não mais. Mas a próxima geração maioritariamente está liquidada. As pessoas não aprendem a língua. Nós pensamos em português. Se a gente não sabe bem português não pensa bem. Nós não sabemos fazer contas, nós não sabemos geografia. Se perguntarem a um rapazito qualquer onde é que é Washington não faz ideia nenhuma, é capaz de dizer que é na Ásia.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Acha que a geração que vai estar no mercado de trabalho daqui a dez , vinte anos vai ser pior?</strong></p>
<p align="justify">- Vai ser cada vez pior. Porque está a enraizar-se esta decadência do ensino. O ensino está numa decadência profunda.</p>
<p align="justify"><strong>LC – E algum dia foi melhor? Nestes últimos 30 anos?</strong></p>
<p align="justify">- Para os que podiam andar na escola foi muito melhor. Andavam eram poucos. Mas o problema não é esse.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Estamos a falar de quando?</strong></p>
<p align="justify">- Do tempo em que eu estudei. No século passado. E da minha filha, que andou na escola pública.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Antes do 25 de Abril.</strong></p>
<p align="justify">- Sim, muito antes.</p>
<p align="justify"><strong>LC – A escola era melhor antes do 25 de Abril do que é agora?</strong></p>
<p align="justify">- Incomparavelmente. A diferença é que eram poucos. Eram para aí 30 por cento menos do que hoje.</p>
<p align="justify"><strong>LC – E preferia que fossem poucos?</strong></p>
<p align="justify">- Não, não prefiro que sejam poucos. Eu prefiro é autenticidade, porque isto é uma vigarice. É que os pais dos que lá estão têm de ter a certeza de que estão a aprender. Não é serem poucos ou muitos. Não interessa nada produzir quantidade que é lixo. Nada.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas a quantidade á partida diminui sempre a qualidade. A massificação do ensino diminui a qualidade, não acha?</strong></p>
<p align="justify">- Mas não é diminuir até zero. Nós estamos a bater no chão. É diminuir um pouco. Agora isto não é nada. Um aluno sai dali e não sabe escrever. Eu ensinei muitos anos e acabei por me irritar com o ensino. Dava-lhes provas escritas e era dificílimo de entender o que escreviam. Cheias de erros, linha sim, linha não um erro, expunham pessimamente, tudo aquilo era um ver se te avias.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Acha que no Ministério da Educação não sabem isso?</strong></p>
<p align="justify">- O Ministério da Educação, como os outros Ministérios neste nosso regime, está ali para parecer, para apresentar uma estatísticas lá forjadas não sei como. Para vocês nas sondagens descobrirem que este Governo é um Governo muito próspero.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Cavaco Silva tem razão quando diz que não se deve governar para as estatísticas.</strong></p>
<p align="justify">- Com certeza. Não se deve governar para as estatísticas. Deve governar-se em função de um objectivo e daquilo que é fundamental para o País. Porque nós andamos distraídos com tanta coisa e não percebemos que quando se fala de economia não estamos a falar de economia. Estamos a dizer desemprego, pobreza, desigualdades e riscos para o Estado social. Com esta economia que cresce 0,5 % ao ano dentro de dez anos as políticas sociais têm de ser completamente revistas. Não há dinheiro para manter estas políticas sociais.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Até que ponto?</strong></p>
<p align="justify">- Não sei. Só nessa altura é que se deve fazer a avaliação. Eu defendo há muito tempo que se faça um estudo. Não é sobre o financiamento da Saúde, não é sobre o financiamento da Educação e das pensões. É um estudo sobre o social, porque o social tem todo ele um valor muito importante. Educação é muito importante, Saúde é muito importante, pensões é muito importante, desemprego é muito importante, doença é muito importante. No social nós não discriminamos. O dinheiro que há é um e nós temos de saber quanto é que pomos no social. E depois, por critérios de opção política, é tanto para isto ou aquilo. Agora, não se fazem estas contas. Dizer-se está salva a Saúde. Bom, mas não se sabe das pensões. Ah, mas as pensões agora estão resolvidas. Isto não há rei nem roque. Porque este problema do social não é um problema do ministro das Finanças, nem da Saúde, nem da Segurança Social. Isto é um problema do chefe do Governo. Nós não tivemos ainda um chefe de Governo que percebesse minimamente este problema.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Muito bem. O que temos em cima da mesa é um primeiro-ministro chamado José Sócrates, uma líder do PSD chamada Manuela Ferreira Leite e depois temos os outros partidos. Qual é a solução para sair desta situação que acaba de nos relatar?</strong></p>
<p align="justify">- Eu acho que é muito difícil sair da situação porque os partidos estão gangrenados. Os partidos não trabalham em função de valores, de ideologias, de objectivos, de programas. Os partidos trabalham em função do assalto ao Orçamento. Porque o Orçamento dá para colocar os amigos, dá para fazer negócios.</p>
<p align="justify"><strong>LC – A solução está fora dos partidos?</strong></p>
<p align="justify">- Não, a solução está dentro dos partidos. O problema é que os partidos não têm virtualidades para mudar. Porque eles tomaram os partidos de assalto e o PS e PSD têm tomado de assalto o Orçamento.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Então não está dentro dos partidos.</strong></p>
<p align="justify">- O que me pergunta é se há solução dentro dos partidos. Porque é dentro deles que têm de resolver. Se eles não percebem isso nós levamos um lindo enterro. Com estes partidos que nós temos, os principais, não vamos resolver os nossos problemas.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas, apesar de tudo, a solução continua a estar dentro dos partidos? Passa pela reforma dos partidos?</strong></p>
<p align="justify">- Eu defendo isso. Tem de se abrir os partidos. Porque hoje não atraem nenhuma pessoa inteligente, livre, que tenha futuro na vida. Não se mete num partido. Só se metem lá uns manhosos, porque aquilo é uma carreira. Entram lá pequeninos, depois estão lá mais uns tempos, depois são assessores, depois são guarda portões e depois são ministros.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas a maioria das pessoas também não está disponível para os partidos.</strong></p>
<p align="justify">- Não estão disponíveis porque acham que os partidos são uma chuchadeira. O senhor acha que alguém que tenha que fazer está para aturar um partido?</p>
<p align="justify"><strong>LC – Ou seja, não há solução. É o que me está a dizer.</strong></p>
<p align="justify">- Não estou a dizer que não há solução. É preciso que os partidos o percebam. Eu estou a dizer é que os partidos devem perceber. Tal como o Estado Novo não percebeu que o problema colonial tinha de ser negociado, não em 1974 mas em 1958, estes também não estão a perceber nada.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Já falou duas vezes no Estado Novo. Tenho de lhe perguntar se defende uma revolução idêntica à que houve há 35 anos?</strong></p>
<p align="justify">- Não defendo revolução nenhuma. Eu receio é que estejamos a caminhar, não para uma revolução, mas para uma coisa pior do que uma revolução. Que é uma pobreza instalada com alguns ricaços.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Com que consequências?</strong></p>
<p align="justify">- Se o senhor for pobre diga-me se fica satisfeito. Vive mal, não tem automóvel, não vai à praia, come uma bucha de vez em quando.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Nenhum chefe de Governo percebeu isso?</strong></p>
<p align="justify">- Destes quatro últimos nenhum percebeu o País em que estava.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Os últimos quatro?</strong></p>
<p align="justify">- Sim. Guterres, Barroso, Santana, que esteve lá episodicamente, e este não perceberam o essencial do problema do País.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Não perceberam que vivem em Portugal?</strong></p>
<p align="justify">- Não. Porque cada um tinha uma concepção. António Guterres era palavreado. A política de Guterres era saber quantos por cento do PIB iam para a Educação. O que se fazia com os tais por cento era indiferente. Este que está lá agora, o José Sócrates, é um homem de espectáculo, é um homem e circo. Desde a primeira hora. É gente de circo. Eles prezam o espectáculo. Porque eles não percebem que os problemas não se resolvem com espectáculo. E prezam o espectáculo porque querem enganar a sociedade, para sobreviver. E sobreviver para continuar a tomar conta do dinheiro do Estado, para pôr os amigos e negociar com os amigos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Mas o tacho tem um fundo.</strong></p>
<p align="justify">- Pois tem. Foi o que o Estado Novo não percebeu. Que aquilo tinha de acabar e estes se calhar vão perceber tarde demais que isto tem de acabar. Porque se nós continuarmos num nível de empobrecimento relativo isto não vai dar um bom resultado.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – O que será um mau resultado?</strong></p>
<p align="justify">- Não sei. Pode ser tudo. Pode ser uma zaragata na rua.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Podem acontecer revoltas sociais?</strong></p>
<p align="justify">- Pode ser um mal-estar instalado nas ruas, como é natural. Porque nós estamos a viver uma fase de empobrecimento natural com a crise internacional.</p>
<p align="justify"><strong>LC – E única na história do País ou não?</strong></p>
<p align="justify">- Pelo menos há cem anos que isto não era tão mau. E o que vemos são as consequências de uma economia que não funciona. Desemprego, pobreza, desânimo, desigualdade. E aqui ao lado o que é que vê? Há dias vi a notícia de um homem que ia algemado porque tinha roubado duas galinhas. Agora eu pergunto: o que é que pensa uma sociedade que trata assim um homem que pilha duas galinhas e vê aí á solta, com a maior desfaçatez, tipos que pilharam aviários inteiros. O que é que pensam?</p>
<p align="justify"><strong>- Foi mandatário de Cavaco Silva em 2006. Como é vê as recentes divergências entre Belém e o primeiro-ministro José Sócrates?</strong></p>
<p align="justify">- Eu acho que o Presidente da República foi longe demais no apreço pelo Governo. Quando era visível que o Governo andava a fingir que fazia respostas o Presidente da República disse que era um Governo reformista.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Era o tempo da cooperação estratégica.</strong></p>
<p align="justify">- Eu nessa altura já via claramente que não eram reformas. Eram um arremedo de reformas que não conduziam a coisa nenhuma. Não conduziram, já estamos três anos depois.</p>
<p align="justify"><strong>LC – E o Presidente da República não percebeu isso?</strong></p>
<p align="justify">- Não sei. Só estive com ele, desde que está em Belém duas vezes. Almocei duas vezes com ele e já há mais de um ano que não estou com ele. Não faço ideia do que pensa. Depois isto tudo se foi degradando, o PS foi tomando pulso às coisas e pensou que a cooperação estratégica era um silenciamento permanente do Presidente da República. E resolveu fazer provocações sobre os Açores, uma brincadeira para incomodar, como o aborto, o divórcio e essa trapalhada toda. O Presidente da República, que certamente não quer ser levado nesta enxurrada de desgraças e bem, acho que acordou e veio dizer cuidado. Veio dizer isto por causa de um problema que pode ser a nossa desgraça por muitos anos. O Presidente da República não diz com clareza. Eu digo com clareza. Se nós continuamos a fazer auto-estradas, terceiras pontes sobre o Tejo nós daqui a dez ou quinze anos temos um problema financeiro gravíssimo.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Este é o assunto central que incomoda o Presidente da República?</strong></p>
<p align="justify">- Não sei. Já não o vejo há dois anos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – É o assunto das grandes obras públicas.</strong></p>
<p align="justify">- As obras públicas. Auto-estradas é evidente. Há auto-estradas sem ninguém.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Com pouco trânsito.</strong></p>
<p align="justify">- Pouquíssimo trânsito. Nós, País pobre, não podemos dar-nos ao luxo de fazer isso. O BPI escrevia há pouco tempo o seguinte: se fizermos aquilo seremos o quinto ou sexto País do Mundo com maior densidade de auto-estradas e TGV. Vai tudo mais depressa para o Porto, Madrid e Paris. Mas o problema não é esse. Nós estamos cercados de endividamento e, por conseguinte, arranjar dinheiro lá fora vai ser cada vez mais difícil e cada vez mais caro. Eu já não discuto TGV&#8230;</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Aeroporto.</strong></p>
<p align="justify">- Nada. Este dinheiro, pouco e incerto, tem de ser gasto no essencial. E vamos discutir o que é essencial. É como uma família pobre que discute se vai poupar, gastar na alimentação ou ir para Cancun para a praia. O Governo está exactamente como esta família que escolhe ir para Cancun. É claro que deve ser bom ir para Cancun, não sei bem o que é. Mas deve ser bom. Mas esta gente não faria melhor ir para a Costa da Caparica ou para a Ericeira estimular a economia portuguesa? O Governo é esta família de Cancun.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Acha que essa é a diferença essencial que distingue hoje o PS do PSD? A doutora Manuela Ferreira Leite também tem essa visão.</strong></p>
<p align="justify">- Com certeza que tem. Qualquer pessoa com juízo tem. Não há nenhuma pessoa ponderada que não pense assim. Não sou eu. Manuela Ferreira Leite, Cavaco, toda a gente com juízo pensa isso, tirando José Sócrates e Mário Lino.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Preferia ver Manuela Ferreira Leite à frente do Governo em vez de José Sócrates?</strong></p>
<p align="justify">- Eu não preferia ver. A Manuela Ferreira Leite poder trazer à política uma coisa que é essencial, que é a seriedade.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – E já agora a verdade.</strong></p>
<p align="justify">- A verdade. Seriedade. Nós não temos seriedade na política. Isto é um espectáculo, uma aldrabice pegada. Manuela Ferreira Leite abre a boca e passado duas horas já estão duas pessoas a bater-lhe nas canelas. É o Santos Silva e o Pedro Silva Pereira. Eu nunca vi isso. Quando estive no Governo não tínhamos dois ministros para irem atacar os outros. O País está a ser gerido por medíocres.</p>
<p align="justify"><strong>LC – A doutora Manuela Ferreira Leite poderia mudar este estado de coisas?</strong></p>
<p align="justify">- Não sei o que é que ela era capaz de fazer. Não sei se tem equipa para fazer.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Acha que este Governo está a fazer o que é preciso nesta crise. São medidas todos os dias, milhões para isto ou aquilo. Estão a fazer o que é correcto?</strong></p>
<p align="justify">- Oiça, eu já estou enjoado de medidinhas. Já nem sei o que é que isso custa, nem sequer sei se estão a ser aplicadas. Ouvi agora que este 12 º ano era uma coisa que estava prometida há quatro anos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – É verdade.</strong></p>
<p align="justify">- Não sei, não faço ideia. Se calhar há medidas que são para daqui a quatro anos. Eu não perco tempo com isso porque acho que aquilo tudo é uma tentativa de embebedar a sociedade e eu para bêbado não dou.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Agora vão dar medicamentos de borla às pessoas com pensões abaixo do salário mínimo. De onde vem tanto dinheiro?</strong></p>
<p align="justify">- Repare. É uma pergunta legítima porque eu também não sei de onde vem o dinheiro. O que eu digo é que nesta emergência, para a protecção social, convém que a gente gaste algum dinheiro. Porque se não ficamos com a nossa sociedade em cacos. Para protecção social eu acho que temos de fazer um esforço, mesmo que provoque mais endividamento. O défice vai alargar-se muito, mas se for para isso eu absolvo o Governo. Não absolvo é fazer uma auto-estrada na costa, outra paralela à Lisboa-Porto, isso não absolvo.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Se estivesse à frente do Governo o que é que faria nesta crise?</strong></p>
<p align="justify">- Olhe, tinha pedido a toda a oposição que designasse representantes para discutir os grandes problemas nacionais e as suas soluções.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Juntava toda a gente.</strong></p>
<p align="justify">- Um de cada partido e algumas pessoas de grande qualidade e saber. E olhar para isto. Porque esta crise, que não é nossa, que veio de fora, é uma coisa muito traumatizante para a nossa sociedade. Mas o que eu vejo é toda a gente a degladiar-se, aos pontapés uns aos outros por causa das medidas da crise. Eu acho isto de uma grande mediocridade. Isto está entregue a medíocres.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas aí o Presidente da República não poderia ter tido um papel mais activo?</strong></p>
<p align="justify">- O Presidente da República não tem a ver com isso. Isto é um assunto de Governo, de acção, de execução. Outra coisa de que discordo do Presidente da República é que as coisas que tem dito, no 10 de Junho, no 25 de Abril e por aí adiante, eu escrevia aquilo tudo num papelinho e mandava para São Bento, para a Assembleia da República.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – No estilo de mensagens aos deputados?</strong></p>
<p align="justify">- Sim. O que eu acho que o Presidente da República tem de fazer e está a fazê-lo tardiamente na minha opinião é pôr os partidos perante a sua responsabilidade. Os partidos é que executam e que definem as políticas. O que tem de lhes dizer é que estão a trilhar um caminho muito arriscado e quando isto bater na parede é preciso saber quem é responsável.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Temos o PS com maioria absoluta. Há o grande risco de sair uma maioria relativa das legislativas. É uma questão que o preocupa?</strong></p>
<p align="justify">- É o senhor que diz que há um risco. Eu acho é que se sair uma maioria absoluta é que é arriscadíssimo. Eu não quero mais maiorias absolutas de um partido. Porque se o PS levar por diante estas obras resulta do facto de ter maioria absoluta.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Mas com maioria relativa vai cair muito provavelmente um ou dois anos depois.</strong></p>
<p align="justify">- Pois, temos que arranjar maneira de viver. Maioria absoluta com gente deste estilo nunca mais. Para mim nunca mais. Estas asneiras teimosas, absolutamente fora de senso comum, só são possíveis porque há maioria absoluta de um partido.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Que solução é que imagina num cenário de maioria relativa? O regresso do Bloco Central?</strong></p>
<p align="justify">- Eu como acho que os partidos que existem não estão em condições neste momento de resolver os problemas tanto faz. É uma caldeirada relativamente irrelevante. Os partidos têm de ter qualidade, têm de estudar, têm de ter pessoas que estudem.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Quanto tempo mais é que o País aguenta esta situação de crise que vive há muitos anos?</strong></p>
<p align="justify">- O que lhe digo é que se nós tivermos mais dez anos desta economia, a crescer 0,5 em média por ano, não vamos aguentar as políticas sociais que temos. Vamos ter de rever reformas, salários à força, prestações várias, saúde, educação.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Os portugueses vão voltar de novo à emigração?</strong></p>
<p align="justify">- Pode ser uma escapatória, que aliás está em curso. Não estará tão intensamente porque as coisas lá fora também não estão fáceis. Volta a ser. Angola passa a ser o novo Brasil. É uma escapatória. E ainda bem que há para algumas pessoas.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Falámos há pouco na EFTA. O que é que Portugal teria de fazer para atrair investimentos estrangeiros?</strong></p>
<p align="justify">- Não é só estrangeiro. Investimento para produzir coisas que possamos exportar e que possam ser vendidas cá por serem competitivas. Uma economia que possa exportar e que substitua importações. Investimentos próprios para isso. Mas com o sistema educativo que gera analfabetos que não sabem fazer contas o senhor não arranja mão-de-obra. Se o senhor tiver uma burocracia infernal não investe. Ainda alguém me dizia há pouco tempo que tinha um PIN encravado há três anos. Com esta corrupção, com esta justiça que não ataca corruptos mas que condena pilha galinhas, não temos mercado de arrendamento, a lei fiscal não está bem e os tribunais fiscais não funcionam acham que alguém vem investir cá? Para arranjarem uma licença camarária têm de comprar o presidente da Câmara? Isto não é possível.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – E o Código Laboral? Também afasta investimentos?</strong></p>
<p align="justify">- Muitas pessoas queixam-se da relativa rigidez. Não é possível substituir e mudar. Mas não sou especialista, embora ache que é um assunto que deve ser discutido com seriedade.</p>
<p align="justify"><strong>LC – Agora tem-se discutido muito o enriquecimento ilícito e o fim do sigilo bancário. O que é acha desses diplomas?</strong></p>
<p align="justify">- Nem quero perder tempo com isso. É tudo uma intrujice. Esse é um tema eleitoralista. Mas sabe uma coisa? Eu se tivesse num Governo que tivesse medo de tratar o enriquecimento ilícito eu não fazia parte desse Governo. Eu acho uma vergonha um Governo ter medo de criar o crime de enriquecimento ilícito. Tinha vergonha de vir à rua.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – O argumento é de que num Estado de Direito não se pode inverter o ónus da prova. Concorda?</strong></p>
<p align="justify">- Mas a nossa democracia permite que um tipo que rouba duas galinhas vai algemado. É preciso que se desfaça este nó de equívocos.</p>
<p align="justify"><strong>ARF – Maria José Morgado diz que enquanto o assunto estiver nas mãos dos deputados não há solução. É assim?</strong></p>
<p align="justify">- Não é só na Assembleia da República. É no Governo também. É um problema político de todos os partidos. Isto não tem solução.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In <a href="http://www.correiodamanha.pt/noticia.aspx?contentid=BD5B2BBF-A433-445E-AE89-BFC7E20DF6C6&#38;channelid=00000229-0000-0000-0000-000000000229">Correio da Manhã</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[– Ny situasjon med Island i EU]]></title>
<link>http://glindale65.wordpress.com/2009/01/14/%e2%80%93-ny-situasjon-med-island-i-eu/</link>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 17:00:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bjørn Gunnar Lindalen</dc:creator>
<guid>http://glindale65.wordpress.com/2009/01/14/%e2%80%93-ny-situasjon-med-island-i-eu/</guid>
<description><![CDATA[SVs Øystein Djupedal mener det vil oppstå en ny situasjon for Norge dersom Island går inn i EU. Norg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5><img class="alignnone" title="SVs Øystein Djupedal " src="http://www.dagsavisen.no/multimedia/archive/00047/10a8-14_47710q.jpg" alt="" width="600" height="427" />SVs Øystein Djupedal mener det vil oppstå en ny situasjon for Norge dersom Island går inn i EU.</h5>
<h3>Norge vil komme i en veldig spesiell situasjon dersom Island blir EU-medlem. Det mener SVs Øystein Djupedal.</h3>
<p><a title="Dagsavisen" href="http://www.dagsavisen.no/innenriks/article391871.ece" target="_blank">Dagsavisen </a>14.01 2009</p>
<p>– Dette vil ikke bli noen enkel situasjon. Det norske regjeringen må tenke nøye gjennom hva den da skal gjøre, sier stortingsrepresentant Øystein Djupedal til Avisenes Nyhetsbyrå (ANB).</p>
<p>Han er fortsatt motstander av norsk EU-medlemskap, men mener samtidig at Norge må forberede seg på at Island kan havne på andre siden av bordet når det skal forhandles om fiskeriløsninger.</p>
<h3>Innen to år</h3>
<p>– Jeg tror at Island kan komme til å være EU-medlem innen to år. Da må Island ta mer hensyn til Spania og Portugal enn Norge når fiskerispørsmål står på dagsorden. Det vil være spesielt for norske kystsamfunn, sier SV-eren som nå gir seg på Stortinget. Til høsten blir han fylkesmann i Aust-Agder, men han har fortsatt tanker om norsk politikk.</p>
<p>Øystein Djupedal har over lengre tid hatt nær kontakt med islandske politikere gjennom parlamentarikerkomiteen for EFTA-saker.</p>
<p>– Finanskrisen har ført til økonomisk sammenbrudd på Island, og nå ivrer flere islendinger for EU-medlemskap. Det gjelder både i mitt eget søsterparti og blant de konservative, sier han.</p>
<p>– Det virker som at mange politikere på Island nå er villige til å holde en folkeavstemning om å sende en EU-søknad. I løpet av kort tid vil islendingene i hvert fall ta ett skritt fram i dette spørsmålet, sier Djupedal og viser til at flere partier snart skal holde ekstraordinære landsmøter.</p>
<h3>Norske posisjoner</h3>
<p>– Jeg vil advare ja-folkene mot å tro at et utenlandsk press vil påvirke den norske holdningen. Her er jeg enig med stortingspresident Thorbjørn Jagland. Men det vil være naivt å tro at et islandsk EU-medlemskap ikke vil få betydning for Norge. Det vil være nesten utenkelig å tro at Norge skulle kunne få en bedre fiskeriavtale enn det Island klarer å forhandle fram, sier han.</p>
<p>– Et islandsk EU-medlemskap påvirker de norske forhandlingsposisjonene. Og da vil vi måtte forhandle med Island om felles fiskekvoter, sier Djupedal. Han mener at Island vil ha gode muligheter til å få fiskerikommissærjobben i EU.</p>
<p>SV-eren poengterer at han mener Norge fortsatt er tjent med å ikke gå inn i EU.</p>
<p>– Et islandsk EU-medlemskap endrer ikke på min posisjon, i hvert fall ikke på kort sikt, sier Djupedal. (ANB)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dragging their feet]]></title>
<link>http://knutalbert.wordpress.com/2008/11/13/dragging-their-feet/</link>
<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:19:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>knutalbert</dc:creator>
<guid>http://knutalbert.wordpress.com/2008/11/13/dragging-their-feet/</guid>
<description><![CDATA[Remember when I told you about the cracks in the import monopoly for beer and other dubious substanc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Remember when I told you about the cracks in the import monopoly for beer and other dubious substanc]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Petersmann: Human Rights, International Economic Law and 'Constitutional Justice']]></title>
<link>http://eubusinesslaw.wordpress.com/2008/10/10/petersmann-human-rights-international-economic-law-and-constitutional-justice/</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 12:25:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>dmsandru</dc:creator>
<guid>http://eubusinesslaw.wordpress.com/2008/10/10/petersmann-human-rights-international-economic-law-and-constitutional-justice/</guid>
<description><![CDATA[Ernst-Ulrich Petersmann, Human Rights, International Economic Law and &#8216;Constitutional Justice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ernst-Ulrich Petersmann, Human Rights, International Economic Law and &#8216;Constitutional Justice]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Icelandic love for the Euro ]]></title>
<link>http://bentekalsnes.wordpress.com/2008/09/23/the-icelandic-love-for-the-euro/</link>
<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 20:44:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bente Kalsnes</dc:creator>
<guid>http://bentekalsnes.wordpress.com/2008/09/23/the-icelandic-love-for-the-euro/</guid>
<description><![CDATA[When everyone is turning their eyes toward the global economic crisis unfolding with epicentre in th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>When everyone is turning their eyes toward the global economic crisis unfolding with epicentre in the US, a little earthquake is shaking things up on Iceland. A warned earthquake, though. I&#8217;ve been <a href="http://www.morgenbladet.no/apps/pbcs.dll/article?AID=/20080104/OAKTUELT/814368547">interested</a> in the euro/EU discussion on Iceland for quite some time, and now, new Euro events are getting attention on the saga island. Norway should pay attention.</p>
<p>To make the long money story short: Iceland has it&#8217;s own currency, the <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Icelandic_kr%C3%B3na">Icelandic kroná</a>, which is unstable and shaky, for several <a href="http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=11090291">reasons</a>. Iceland has the highest interest rate in Europe, <a href="http://www.sedlabanki.is/?PageID=224">15,5 percent(!)</a>, and is longing for the euro. But since the little island way up north is not an EU member (but member of <a href="http://www.efta.int/">EFTA</a>, an exclusive club consisting of Norway, Switzerland and Lichtenstein), EU is opposing Iceland to start using the euro. Still, the euro has already been introduced into several parts of the economy.</p>
<p>However, today I got this very interesting translation from an Icelandic article (via the daily press review from EFTA):</p>
<blockquote><p>Membership negotiations could take &#8220;less than a year&#8221;; no euro through the EEA</p>
<p>Negotiations for Icelandic membership of the European Union could take less than a year, according to information provided by Olli Rehn, European commissioner for enlargement, at a meeting with Icelandic MPs in Brussels. Mr Rehn said that the idea that Iceland could adopt the euro through the EEA Agreement was &#8220;unrealistic&#8221;, since there was no political backing for such a solution. The commissioner confirmed that Iceland would be able to complete membership negotiations in a much shorter time than any of the current candidate countries, principally because Iceland is already part of the EEA and has incorporated a large part of existing EU legislation (source <a href="http://ruv.is/heim/frettir/frett/store64/item227598/">RUV</a>)</p></blockquote>
<p>Add also this info: <span style="font-size:xx-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:9pt;line-height:150%;font-family:Arial;">According to a poll conducted by Capacent Gallup for the   Federation of Industries, over 55 per cent of Icelanders are in favour of   replacing the króna with the euro. </span></span></p>
<p>Norway needs to pay attention to these Icelandic debates, because if Iceland decided to take the big EU step, and join the union of 27, I can hardly imagine EFTA remain unchanged.</p>
<p>To dig deeper into the euro issue, but from an EU perspective, here is a <a href="http://www.europarltv.europa.eu/youngEurope.aspx?action=view&#38;PackageId=11df2944-1c49-439d-b7f6-158db5f5f637">video</a> from the new EuroparlTV on &#8220;Why don&#8217;t all countries in the EU use the euro?&#8221;</p>
<p>Update: A story from the EUobserver about <a href="http://euobserver.com/9/26870/?rk=1">Iceland unions push government to join euro</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bremsen på Unionstoget]]></title>
<link>http://fremskridtdk.wordpress.com/2008/08/16/bremsen-pa-unionstoget/</link>
<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 09:37:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>fremskridtdk</dc:creator>
<guid>http://fremskridtdk.wordpress.com/2008/08/16/bremsen-pa-unionstoget/</guid>
<description><![CDATA[Må citeres med fuld kildeangivelse: Fremskridt nr. 5 / Maj 1994  / 22. årgang   Bremsen på Unionstog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><strong><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Må citeres med fuld kildeangivelse: </span></span></strong><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Fremskridt nr. 5 / </span></span><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Maj 1994  / </span></span><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">22. årgang</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:&#34;">Bremsen på Unionstoget</span></strong><strong><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Datoen for valget til Europa-Parlamentet nærmer sig med hastige skridt, men de informative oplysninger til vælgerne udebliver. Begreber flyver om ørerne, mens politikerne og kandidater beholder betydningen for sig selv. Det kan borgerne ikke være tjent med, for det er trods alt dem, der skal vælge, hvem der skal repræsentere Danmark frem til årtusindeskiftet i Europa-Parlamentet.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Et af de begreber, der til stadighed bliver anvendt er EØS. Hvad er egentlig EØS? Det Europæiske Økonomiske Samarbejde (EØS) har siden den 01. januar 1993 fungeret som verdens største integrerede marked, som strækker sig fra Nordpolen til Middelhavet og omfatter 380 millioner forbrugere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">EØS har 19 deltager-nationer, de 12 EU-lande og de syv EFTA-lande &#8211; Finland, Island, Liechtenstein, Norge, Schweiz, Sverige og Østrig &#8211; omfattet af EU´s fire grundlæggende principper, nemlig den frie bevægelighed for varer, tjenesteydelser, personer og kapital.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Idéen med EØS er, at EU´s EFTA-naboer skal kunne udnytte fordelene ved Det indre Marked. Til gengæld skal EFTA-landene acceptere de regler, der vil være gældende på Det indre Marked.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">En række EFTA-lande anser EØS for at være det første skridt imod fuldt medlemskab af EU. Østrigs, Sveriges, Finlands og Norges regeringer har allerede godkendt de overordnede retningslinjer for et medlemskab af EU, som skal endeligt afgøres ved folkeafstemninger, og det er ikke usandsynligt, at de øvrige EFTA-lande vil følge trop i løbet af en kort årrække.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">I EØS-aftalen fastsættes det, hvorledes man skal formindske de regionale skævheder for at sikre en ligelig fordeling af fordelene mellem alle parter.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Ud over en række bestemmelser om landbrug og fiskeri, der er specielt udformet m.h.p. at nå dette mål, indførte EFTA-landene en finansiel mekanisme, så der i perioden 1993-1997 kan ydes støtte til visse regioner i Grækenland, Portugal, Spanien og Irland fra EU´s strukturfonde og EFTA-landene.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Ifølge EØS-aftalen vil EFTA-landene blive hørt i forbindelse med lovgivning om Det indre Marked, men har ikke stemmeret. Dette har fået flere EFTA-lande til at søge om medlemskab af EU, fordi de mener, de bedst vil kunne varetage deres interesser som fuldgyldige medlemmer.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Som situationen er nu, skal EFTA-landene ifølge EØS-aftalen i deres nationale lovgivning indarbejde ca. 10.000 sider eksisterende EU-lovgivning. De fleste af de spørgsmål, der bliver taget op i de netop afsluttede forhandlinger mellem EU og Finland, Norge, Sverige og Østrig, var således allerede afklaret via EØS-aftalen.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Det er netop i valgperioden fra 01. januar 1990 til 01. januar 1995, at de store omvæltninger har præget Europa. EF er blevet til EU, og mange begreber er opstået siden valget til Europa-Parlamentet i 1989.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Det er vigtigt, at vælgerne ved, hvad det er, de forskellige begreber betyder. Ved afstemningen om Maastricht-traktaten i 1992 blev det med al tydelighed vist, at de danske vælgere ikke &#8220;køber&#8221; politikernes lovprisninger. Derfor er det vigtigt, at vælgerne erhverver sig viden om EU og de aftaler, der er knyttet hertil, således at det bliver &#8220;de rigtige&#8221; 16 danskere, der skal holde på bremsen i &#8220;Unionstoget&#8221; og forhindre en udvikling mod &#8220;Europas Forenede Stater&#8221;.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:right;margin:0;" align="right"><strong><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Aage Brusgaard, MF </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;">Kandidat til Europa-Parlamentet (Z)</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.frp.dk">www.frp.dk</a> </span></span> </p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"><strong>Læs også:</strong> Unions-propagandaen er en del af bedrageriet:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><a href="http://fremskridtdk.wordpress.com/2008/08/04/unions-propagandaen-er-en-del-af-bedraget/">http://fremskridtdk.wordpress.com/2008/08/04/unions-propagandaen-er-en-del-af-bedraget/</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><span style="font-size:small;"><strong>Læs også:</strong> Danmark ud af EU:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:left;margin:0;"><span style="font-family:&#34;"><a href="http://fremskridtdk.wordpress.com/2008/12/28/danmark-ud-af-eu/">http://fremskridtdk.wordpress.com/2008/12/28/danmark-ud-af-eu/</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bredd eller djup, svaret är smörgåsbord]]></title>
<link>http://eublogg.wordpress.com/2008/07/05/bredd-eller-djup-svaret-ar-smorgasbord/</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 07:46:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>eubloggen</dc:creator>
<guid>http://eublogg.wordpress.com/2008/07/05/bredd-eller-djup-svaret-ar-smorgasbord/</guid>
<description><![CDATA[DN:s ledarsida målar upp EU:s problem att man har svårt att välja mellan bredd eller djup, med bredd]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>DN:s ledarsida målar upp EU:s problem att man har svårt att välja mellan bredd eller djup, med bredd menas fler medlemsstater etc, och med djup syftas på starkare politiskt samarbete som går allt längre med majoritetsbeslut.</p>
<p>En sak som den signerade <a title="DN" href="http://www.dn.se/DNet/jsp/polopoly.jsp?d=578&#38;a=801335">kolumnen</a> av Lotta Fogde (dock välskriven och läsvärd) inte tar upp är att svaret redan delvis har blivit ett EU i olika hastigheter. Det hörs också allt mer i debatten som en lösning när olika länder trillskas. Det är ett EU som ett lapptäcke med fördrag och överenskommelser som en del är med på och andra inte. Ta bara frågan om medlemskap i EU, <a title="Schengen" href="http://ec.europa.eu/youreurope/nav/sv/citizens/travelling/schengen-area/index_sv.html">Schengensamarbetet</a> och Euron som exempel.</p>
<p>Norge är inte med i EU, men genom Efta implementerar man EU-lagstiftning och har tillgång till marknaden, således har man inte Euron som valuta, men man är med i Schengensamarbetet vilket gör att det går att resa passfritt.</p>
<p>Tyskland är med i EU, med i Schengen och har Euron som valuta.</p>
<p>Sverige är med i EU, med i Schengen men har inte Euron som valuta.</p>
<p>Storbritannien är med i EU, inte med i Schengen och har inte Euron som valuta.</p>
<p>Fyra olika länder som alltså valt att vara med/stå utanför på helt olika punkter. Det fungerar alltså tämligen väl att ha ett EU-smörgåsbord. Att man är med på vissa bitar men låter andra rätter vara helt och hållet. Det blir dock litet knixigare om det blir fördragstexter som man är med på eller inte &#8211; här krävs det nämligen enighet om att lägga ett gammalt fördrag åt sidan, men den politiska ingenjörskonsten i Berlaymont och rådsbyggnaden har tidigare visat sig vara tämligen god, så det går säkert att snickra ihop något.</p>
<p>Ambitionen att få alla med i båten är lovvärd, men ju fler man är desto svårare blir det &#8211; och ju svårare det blir desto oftare kommer olika EU-ledare att använda ordet olika hastigheter.</p>
<p><strong>(PO)</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Er Norge ved at være klar til EU?]]></title>
<link>http://leifcarlsen.wordpress.com/2008/05/01/norge-ind-i-eu/</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 09:24:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Leif Carlsen</dc:creator>
<guid>http://leifcarlsen.wordpress.com/2008/05/01/norge-ind-i-eu/</guid>
<description><![CDATA[For cirka halvanden uges tid siden, læste jeg et interessant indlæg på den borgerjournalistiske blog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://leifcarlsen.wordpress.com/2008/05/01/norge-ind-i-eu/" target="_self"><img class="alignnone size-full wp-image-2216" style="margin-top:3px;margin-bottom:3px;" src="http://leifcarlsen.wordpress.com/files/2008/05/eu-flag.jpg" alt="" width="450" height="126" /></a></p>
<p>For cirka halvanden uges tid siden, læste jeg <a title="Link til indlægget på iNorden.org (norsk indlæg)" href="http://inorden.org/?p=2989&#38;language=no" target="_blank">et interessant indlæg</a> på den borgerjournalistiske blog, <a title="Link til flere indlæg om iNorden.org" href="http://leifcarlsen.wordpress.com/?s=inorden" target="_self">iNorden</a>. Indlægget omhandler en undersøgelse som Bergens Tidende har gennemført i forhold til nordmændenes indstilling til henholdsvis et EØS- og et EU-medlemskab: Undersøgelsen viser, at hele 57,7 procent af nordmændene faktisk ville sige ja til et EØS-medlemskab, hvis de igen skulle tage stilling til det.</p>
<p>EØS, som Norge har været medlem af siden 1994, er en slags B-medlemskab af EU og giver Norge en lang række af de samme rettigheder og pligter som EU-lande har i forhold til fri bevægelse af varer, tjenesteydelser, kapital og arbejdskraft.</p>
<p>Den samme undersøgelse siger dog også, at et flertal af nordmændene (52,6 procent) fortsat er imod et direkte medlemsskab af EU.</p>
<p>Men måske er Norge alligevel på vej til at blive klar til EU i løbet af de næste 10-15 år?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EFTA istället för EU]]></title>
<link>http://herbertson.wordpress.com/2008/03/16/efta-istallet-for-eu/</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 22:50:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>herbertson</dc:creator>
<guid>http://herbertson.wordpress.com/2008/03/16/efta-istallet-for-eu/</guid>
<description><![CDATA[Jag röstade nej till svenskt medlemskap i EU (inspirerad av föreningen Marknadsekonomiskt nej till E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Jag röstade nej till svenskt medlemskap i EU (inspirerad av föreningen <em>Marknadsekonomiskt nej till EU</em>), nej till EMU (var aktiv i borgerliga <em>Medborgare mot EMU</em>), och om Sverige mot förmodan skulle ha en ny folkomröstning om vi skulle träda ur EU, hade jag röstat ja (till att träda ur; kul att rösta ja någon gång <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Visst finns det fördelar med EU. De &#8220;fyra friheterna&#8221;, dvs fri rörlighet för varor, tjänster, arbetskraft och kapital, är en ambition värd att stödja. Men denna ambition förstörs av så mycket regleringar, subventioner, byråkrati, harmoniseringar och de mest <a title="vansinniga dumheter" href="http://herbertson.wordpress.com/2007/12/05/eu-plan-att-riva-upp-jarnvagsnatet/">vansinniga dumheter</a> , där jordbrukspolitiken f.ö. hör till det värsta. Processen med ett nytt &#8220;reformfördrag&#8221; (tidigare kallat konstitution) leder mot en superstat, en europeisk nation, där horder av klåfingriga politiker tvår sina händer för att hitta en aldrig sinande ström av situationer i människors liv som kan bli föremål för styrning och kontroll.</p>
<p>Min senaste bloggpost berörde just det nygamla <em>Lissabonfördraget. </em>Det verkar förutom den kollektivistiska och etatistiska inriktningen vara ett ändamål för EU-eliten att formulera sig så otydligt som möjligt, som denna <a title="artikel" href="http://www.economist.com:80/world/europe/displaystory.cfm?story_id=9619050">artikel</a> i <em>The Economist</em> 9/8-2007 tar upp. Just vagheten är, som diskuterats i de länkar jag hade i föregående bloggpost, så farlig och bidrar till att öka statens makt ännu mer. Som Christopher Booker <a title="skrev" href="http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/08/05/nbook105.xml">skrev</a> i <em>The Daily Telegraph </em>5/8-2007:</p>
<p><em>&#8220;Turn back to Article 3 of the new treaty, which sets out the &#8220;objectives of the Union&#8221;, and we see that it has been extended since the draft constitution. It is now drawn so widely that there is virtually nothing which cannot be regarded as an EU objective, and the council&#8217;s prime function is to promote those objectives. As this and other parts of the treaty make clear, the Union will have power to shape and decide policy in almost every field, from defence and foreign affairs to how national economies should be run.&#8221;</em></p>
<p>Många liberala EU-anhängare glömmer att det redan finns ett antal europeiska länder utanför EU som sinsemellan tillämpar de fyra friheterna, nämligen de i EFTA, <em>The European Free Trade Association</em>, samtidigt som man utgör ett rent frihandelssamarbete istället för den tullunion som EU är. Sverige var med i EFTA innan man gick med i EU, liksom Danmark, Storbritannien, Österrike, Finland och Portugal. De länder som är kvar nu är Island, Liechtenstein, Norge och Schweiz. Man slipper EU:s jordbrukspolitik och en massa andra dumma regleringar och ingripanden i marknaden, och samtidigt behåller EFTA-länderna kontrollen över sina egna naturtillgångar. De slipper EU:s tullar och kan skapa sina egna handelsöverenskommelser med andra länder i världen. EFTA:s organisation har bara 50 anställda, medan EU har 18 000. EFTA-domstolen har 15 befattningshavare mot EU-domstolens 1 800.</p>
<p>Det hade varit bättre om en integrationsprocess i Europa hade skett genom EFTA istället för EU. Inom Norden hade vi redan före EU avskaffat passtvång och ökat rörligheten mellan länderna, utan att man skapade en &#8220;Nordisk Union&#8221; med ett nordiskt parlament och en &#8220;Nordisk kommission&#8221;, med allt vad det hade inneburit.</p>
<p>I Europa kunde man före första världskriget resa utan pass. Det är genom de enskilda ländernas vilja till mer frihandel och rörlighet över gränserna som globaliseringen och integrationen kan fortskrida utan toppstyrning från högre politiska beslutsnivåer, där man öppnar för ytterligare politiska ingripanden. EU är en riskfylld omväg till mer frihet, som innefattar rejäla hot mot, och redan uppnådda inskränkningar av friheten.</p>
<p>Att somliga nyliberaler tror att det är genom EU man ska nå mer frihet är förståeligt. Likaså att många av de forna kommunistländerna i Östeuropa, som nu har blivit eller är på väg att bli medlemmar i EU, ser möjligheter med EU. (Undantag finns, som den starkt EU-skeptiske <a title="Vaclav Klaus" href="http://www.metrobloggen.se/jsp/public/permalink.jsp?article=19.452773">Vaclav Klaus</a>, president och tidigare premiärminister i Tjeckien.) De enskilda staternas (inte minst Sveriges) höga skatter och många regleringar tror man sig få bort snabbare genom EU. Och visst har en del skett i den vägen, men samtidigt har tendenserna också varit de motsatta, med skatteharmonisering uppåt och fler regleringar, som dessutom är mer drakoniska än de som funnits i de enskilda länderna.</p>
<p>Det tycks råda en stor okunnighet bland mer frihetliga anhängare till reformfördraget. När nyliberala fördragsmotståndare från flera länder diskuterar ute i Europa, verkar representanter från de annars mer liberala partierna inte ha mycket begrepp om vad det handlar om. Det blir lätt stora och svepande ord om vad man &#8220;tillsammans&#8221; kan göra och för &#8220;freden&#8221;. Det behövs mer upplysning om vilka konsekvenser fördraget skulle få för friheten. Det skulle även behövas mer information och diskussion om EFTA:s möjligheter.</p>
<p>På <em>The Bruges Groups</em> hemsida finns <a title="denna artikel" href="http://www.brugesgroup.com/mediacentre/index.live?article=10488">denna artikel</a> av den brittiske konservative europaparlamentarikern Daniel Hannan, som lägger ut argumenten för EFTA, och behandlar ett antal invändningar som brukar resas mot att EFTA skulle vara bättre. Hannan skriver även för tidningar som <em>The Daily Telegraph </em>och tyska <em>Die Welt</em>, och var den förste som krävde en folkomröstning om EU:s författning i Storbritannien. </p>
<p>EFTA-länderna har klart högre BNP per capita än EU-genomsnittet, lägre arbetslöshet, lägre inflation, och exporterar mer per individ än EU-staterna. Schweiz och Liechtenstein har sedan tidigare traditioner av ekonomisk liberalism. Island har genomfört ett stort antal liberaliseringar under de senaste åren, under det regerande  <a title="Självständighetspartiet" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Independence_Party_(Iceland)">Självständighetspartiet</a>, vilket lett till <a title="mycket goda" href="http://www.brugesgroup.com/mediacentre/index.live?article=10488">mycket goda</a> ekonomiska framgångar. Av Norge finns desto mer att önska, men gynnas av frihandeln.</p>
<p>Den marknadsliberale Ludwig Erhard, som var västtysk ekonomiminister 1949-63 och mannen bakom &#8220;det tyska undret&#8221;, ville att Västtyskland skulle gå med i EFTA istället för Kol- och stålunionen (som senare blev EG, senare EU). För det angav han frihetliga skäl, såväl ekonomiska som politiska. Det är synd att Erhard inte fick sin vilja igenom. Då hade Europa sett väsentligt annorlunda ut idag.</p>
<p>I väntan på bättre tider borde i alla fall mer frihetliga partier från olika grupper inom EU-parlamentet slå sig samman i en ny grupp, och då förhoppningsvis mer EU-kritisk. Idag sitter EU-skeptiska brittiska tories och tjeckiska Demokratiska Medborgarpartiet i samma grupp som de starkt EU-entusiastiska kristdemokratiska partierna från olika länder, och det är <a title="inte bara" href="http://www.brugesgroup.com/mediacentre/index.live?article=94">inte bara</a> synen på EU som skiljer dem åt. I den liberala partigruppen, finns allt från sossiga brittiska liberaldemokrater till nyliberala reformpartister från Estland. En ny, mer marknadsliberal grupp, skulle i alla fall för tillfället kunna bromsa utvecklingen mot en europeisk alltigenom ingripande superstat.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inländervorrang]]></title>
<link>http://wanderarbeiter.wordpress.com/2008/02/29/inlandervorrang/</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 10:54:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>wanderarbeiter</dc:creator>
<guid>http://wanderarbeiter.wordpress.com/2008/02/29/inlandervorrang/</guid>
<description><![CDATA[Mit dem Personenfreizügigkeitsabkommen können Personen aus EU und EFTA Mitgliedstaaten problemlos Ar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mit dem Personenfreizügigkeitsabkommen können Personen aus EU und EFTA Mitgliedstaaten problemlos Arbeit in der Schweiz aufnehmen. Dadurch sind mehr als 500 Millionen Menschen gleichwertige Arbeitnehmer im 7 Millionen Menschen fassenden Schweizer Arbeitsmarkt. Die Sensation besteht allerdings nicht darin, dass dies der Fall ist, sondern, dass dies neu auch kommuniziert wird.</p>
<p>Der alte Inländervorrang war ein Papiertiger, welche konkret nie umgesetzt wurde. Nie wurde das Gesuch eines Arbeitgebers, einen billig Angestellten aus dem Ausland anzustellen, abgewiesen. Nie wurde ein Verfahren gegen einen Schweizer Arbeitgeber eröffnet, weil er einen Inländer benachteiligte. Das Einzige was blieb ist ein kleiner administrativer Mehraufwand den Ausländer einzustellen. Dieser Mehraufwand wurde von den Behörden grosszügig eingedämmt: So lobte sich der Kanton Basel-Stadt (wie auch andere Kantone) stets öffentlich, dass sie sehr kulant die administrativen Auflagen solcher Gesuche vereinfachten und stets mithalfen dem lokalen Grossgewerbe Rekrutierungs- und Integrationsarbeit abzunehmen. Man lobte die gute Zusammenarbeit zwischen Behörden und Wirtschaft, wobei man die Kosten der Allgemeinheit aufbrummte und gleichzeitig den lokalen Arbeitsmarkt konkurenzierte. Das wirklich neue am Personenfreizügigkeitsabkommen ist, dass den Leuten offen kommuniziert wird, dass sie kommen sollen. Diese hatten zwar schon früher kaum Hürden zu meistern, aber eben wussten sie dies bis anhin nicht. Viele nahmen wohl irrtümlich an, dass die Schweiz ihre eigenen Ausbildungsgänge ebenso aufzuwerten versucht, wie dies die meisten anderen Staaten tun und zögerten deshalb mit der Emmigration.</p>
<p>Bei meinen letzten paar Bewerbungen habe ich mich durch mehrere Runden von Gesprächen und Test gewunden. Stets blieben gegen Abschluss der Verhandlungen zwei oder drei Bewerbungen im Rennen unter welchen der Kandidat gekürt wurde. Mein Beruf bringt es mit sich, dass ich dabei ausnahmslos der einzige Schweizer bin. Nun sind die Konkurrenten aber häufig nicht aus dem EU-Raum. Müsste man dann nicht, anstatt die verschiedenen Meinungsträger in der Firma abstimmen zu lassen wer angestellt wird, zugeben dass die Kandidaten alle etwa gleich qualifiziert sind (ansonsten hätte man ja sehr schnell einen Entscheid gefällt und sich den Riesenaufwand erspart) und von Gesetzes wegen die EU und EFTA Bürger Vorrang haben. Wie viele Bewerbungs-Endrunden finden laufend statt wo EU/EFTA-Bürger gegen Ausser-Europäer antreten und in ellenlangen Diskussionen das dafür und dawieder jedes Kandidaten diskutiert wird und es schliesslich zu einem knappen Entscheid kommt? Das dürfte aber von Gesetzes wegen nicht sein.</p>
<p>Der Inländervorrang schreibt eigentlich vor, dass bei gleicher Qualifikation der Inländer einzustellen wäre aber eben: Jeder Mensch ist verschieden und es wird auch bei mehreren Milliarden Erdenbewohnern keine Zwei mit der genau gleichen Qualifikation geben. Das Problem ist umso komplizierter wenn in- und ausländische Lebensläufe verglichen werden. Im Falle einer Beschwerde könnte man Mühelos die Qualifikation jedes Bewerbers über diejenige jedes anderen Stellen. Aber in diese Situation kommt man nicht, da trotz des klaren Gesetzesauftrags, nie davon Gebrauch gemacht wurde.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Energy Star: Leading energy efficiency across the Atlantic]]></title>
<link>http://infomancie.wordpress.com/2007/11/21/energy-star-leading-energy-efficiency-across-the-atlantic/</link>
<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 19:27:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>infomancie</dc:creator>
<guid>http://infomancie.wordpress.com/2007/11/21/energy-star-leading-energy-efficiency-across-the-atlantic/</guid>
<description><![CDATA[The Energy Star program was started in 1992 by the U.S. government. The site has a lot of informatio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a target="_blank" href="http://www.energystar.gov/" title="U.S. program"><img border="0" align="right" src="http://www.energystar.gov/images/ES_Logo.gif" alt="Energy Star" /></a></p>
<p>The <a target="_blank" href="http://www.energystar.gov/" title="US program">Energy Star</a> program was started in 1992 by the U.S. government. The site has a lot of information for consumers, businesses and public sector organizations. It&#8217;s a joint program of the U.S. Environmental Protection Agency and the U.S. Department of Energy <a target="_blank" href="http://www.energystar.gov/index.cfm?c=about.ab_index" title="about Energy Star">about</a> &#8220;helping (Americans) all save money and protect the environment through energy efficient products and practices&#8221;.</p>
<p>In the European Union, the <a target="_blank" href="http://www.eu-energystar.org/" title="EU programme">EU Energy Star programme</a> is concerned more specifically with energy efficient office equipment (not as easy to navigate, but still useful). This is <a target="_blank" href="http://www.eu-energystar.org/en/index.html#note1" title="background to why">managed</a> by the European Commission.</p>
<p><!--more--></p>
<p>The U.S. site says that, &#8220;The quality of our environment is everyone&#8217;s responsibility.&#8221; At this point I fell into my cynical hat, perhaps never to be seen again. Then I remembered that saying something is everyone&#8217;s responsibility is not the same as anyone in particular doing something about it.</p>
<p>On one hand, perhaps I was in a nit-picking mood when I read the following statistic.</p>
<blockquote><p>Results are already adding up. Americans, with the help of ENERGY STAR, saved enough energy in 2006 alone to avoid greenhouse gas emissions equivalent to those from 25 million cars &#8211; all while saving $14 billion on their utility bills.</p></blockquote>
<p>But what is this supposed to mean? 25 million cars doing what?&#8230; standing still in the garage? (obviously not that, so&#8230;) 1 mile each? the average annual mileage for a family car? (bearing in mind that what is average car-wise in the U.S. is larger than in Europe.</p>
<p>On the other hand, it&#8217;s good that anyone takes energy saving seriously.</p>
<p>On the other, other hand, has it lead to more <a target="_blank" href="http://infomancie.wordpress.com/2007/11/09/vampire-electronics-return-from-the-dead-to-suck-juice/" title="previous blog entry">vampire electronics</a> sucking energy when they should be switched off entirely?</p>
<p><strong>Update &#8211; 2008/02/06:</strong> Checking the EnergyStar site further, EnergyStar has already been extended to cover aspects of energy-efficient products in the following <a target="_blank" href="http://www.energystar.gov/index.cfm?c=partners.intl_implementation">International Partners</a>:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="http://www.energystar.gov.au/">Australia</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://oee.nrcan.gc.ca/energystar/">Canada</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.energystar.govt.nz/">New Zealand</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.eu-energystar.org/">European Union</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.energystar.gov/index.cfm?c=partners.intl_implementation#efta">European Free Trade Association (EFTA)</a> for Norway, Iceland and Liechtenstein (which aren&#8217;t in the European Union); contacts for those countries are on the US &#8220;International Partners&#8221; page</li>
<li><a target="_blank" href="http://www.eccj.or.jp/ene-star/index_esu.html">Japan</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.energystar.org.tw/">Taiwan</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.cecp.org.cn/englishhtml/index.asp">China</a> &#8211; voluntary work toward harmonizing energy-efficiency standards for a variety of products</li>
</ul>
<p><img border="0" src="http://infomancie.wordpress.com/files/2008/02/energy-star-2.jpg" alt="energy star 2" /> I&#8217;ve found another Energy Star logo, which appears to be used by partners of the programme. However, I&#8217;ve yet to find the offcial source of this logo.</p>
<p>This entry is part of the <a target="_blank" href="http://infomancie.wordpress.com/category/series/eco-symbols-series/" title="see entries">Infomancy Eco-Symbols Series</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[What is an EEA country? What is an EFTA country?]]></title>
<link>http://livingingreece.gr/2007/09/05/what-is-an-eea-country-what-is-an-efta-country/</link>
<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 16:19:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kat</dc:creator>
<guid>http://livingingreece.gr/2007/09/05/what-is-an-eea-country-what-is-an-efta-country/</guid>
<description><![CDATA[The term EEA refers to the European Economic Area (EEA) Agreement signed on January 1, 2004 between ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[The term EEA refers to the European Economic Area (EEA) Agreement signed on January 1, 2004 between ]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
