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	<title>eluana-englaro &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/eluana-englaro/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "eluana-englaro"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:22:39 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[«In coma sono vivo pur se non produco», parola di Alessandro Bergonzoni]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/27/ron-houben-bergonzoni/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:10:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervista. Il caso Ron Houben, che riesce a comunicare dopo 23 anni? «Un uomo vale anche da fermo».]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Intervista. Il caso Ron Houben, che riesce a comunicare dopo 23 anni? «Un uomo vale anche da fermo». All&#8217;estetica moderna non piacciono i risvegli, «ma solo il caso Pistorius».</p>
<p><a href="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/img_2209.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-913" title="IMG_2209" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/img_2209.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">«Il morbo di Cronach ha ucciso le menti di tutti. Siamo sull’attualità di basso rango, analisi di omicidi di cui nulla ci interessa dal punto di vista esistenziale. Dobbiamo rifarci il senno, io sono per la chirurgia etica. Rouben? Il suo urlo racconta la complessità del problema, siamo diventati dei plastici della vita, non parliamo mai di cosa succede dentro un corpo e un’anima» dice al telefono Alessandro Bergonzoni a proposito del quarantaseienne belga considerato in «stato vegetativo permanente» da 23 anni dopo la paralisi per un incidente stradale.<br />
Ron Houben, grazie a un computer, ha riassunto in una frase l&#8217;altro dramma, quello del risveglio invisibile: «Urlavo ma non riuscivo a far sentire la mia voce». Mentre la realtà era diversa: «Vivo e vegeto. Ma soprattutto vivo!», come lo slogan coniato dall’attore e scrittore bolognese per l’associazione Amici di Luca di cui da anni è testimonial. Costituita nel 1997 per provvedere alle cure necessarie per risvegliare Luca, ragazzo bolognese di 15 anni in coma per 240 giorni e purtroppo scomparso nel 1998, l&#8217;associazione è riuscita a dar vita alla “Casa dei Risvegli”, un centro innovativo di riabilitazione e di ricerca inaugurato nel 2004 a Bologna nell’Ospedale Bellaria. Il primo slogan di Bergonzoni fu: «Un cavallo che vale lo danno vincente, un uomo in coma lo danno per perso, io punto tutto sui risvegli».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi quanto vale un uomo in coma? «Il problema è culturale, scientifico, spirituale. Si è stabilito che conta solo il corpo che funziona per intero, che tutto deve essere indirizzato all&#8217;utilità, al desiderio, alla produzione e quindi culturalmente il terreno per poter parlare di queste cose è friabile e poco fertile. Scientificamente, siamo di fronte a ex ministri della sanità che dicono “curiamo i vivi e lasciamo perdere i morti”. Ma le certezze che la scienza sbandierava (non all&#8217;unanimità però), non ci sono più. Non voglio citare Eluana: non sono né contro né per, non sono in contrasto come invece la scienza che dogmaticamente dice “questo è, e non altro”. Noi dobbiamo andare oltre».</p>
<p style="text-align:justify;">
È sufficiente il clamore perché se ne parli in maniera approfondita? «No. L’interruzione dà fastidio a meno che non diventi Pistorius, o un testimone dello spettacolo. Perché allora diventa produttiva. Chi non vuole vedere solo l’estetica, rimane da solo. Non sono innocue queste trasmissioni, hanno costruito il mito della bellezza unica. Su internet qualcosa di diverso si trova, ma è evidente che domina la tv. È andata persa la dignità, facciamo un festival!». Quale è l&#8217;atteggiamento dei media? «Fanno attività di distrazione di massa. Ti aiutano a pensare ad altro, tutto è divertimento. Cosa resta? Lasciamo il dolore in mano ai Signorini? Ma stiamo scherzando? Non bisogna più produrre certa cultura. La pornografia è il non parlare di altro. Non abbiamo concepito davvero la diversità. Su nero e bianco e rumeno, parliamo tranquillamente. Ma sull’inguardabile, siamo a zero. In tempo di crisi, è difficile raccontare che un corpo non produce e non può dare ma che pure racconta e dà per sé».</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono altri casi di invisibili risvegli? «Uno è Giampiero Steccato, ex impiegato delle ferrovie di Piacenza, è paralizzato da oltre 10 anni perché affetto dalla sindrome locked-in. Ma grazie agli assistenti, come nel racconto dello scafandro e la farfalla di Bauby, riesce a comunicare anche se muove solo un mignolo, le sopracciglia, però ci sente. Anni fa ha chiesto di vivere, ma nessuno l&#8217;ha mai intervistato o portato in tv. Interessa a qualcuno? Questo è il tema. Si continua a parlare di norme, ma non di enorme. Noi facciamo una campagna da cinque anni, ma mica il tifo. Non dobbiamo vincere, né perdere, ma concepire l&#8217;inconcepibile come concepibile. Ron ha dimostrato che come con Munch, esiste l&#8217;urlo della vita».</p>
<p style="text-align:justify;">Perchè ne fa anche una questione spirituale? «Spirituale, ma non non religiosa. L&#8217;anima di Kandinsky e Terzani la festeggiano ovunque nei festival, ma poi tutti tornano a casa e si parla di norme. Non esiste una cultura su cosa sia un essere. Se è fermo e non parla è morto, se non produce e non fa sorriso, è morto. Quando smetteremo di parlare di morte, di uccisioni, di giallisti, e cominceremo ad affrontare ben altri misteri? Lasciare questo discorso solo alla Chiesa o alla scienza? Io non ci sto. Su Ron la scienza si rode le mani, “sta a vedere c’è dell’altro”. Nessuno parla delle altre medicine se non della medicina unica, e il resto del pianeta? Ora tratteranno Ron come un caso eccezionale o un miracolo, tra Chiesa e laici va sempre a finire in questo modo. Nessuno vede la malattia o il danno come metamorfosi o rinascita. La realtà è che sono i sani che si devono risvegliare. Che hanno mancanza di amore per lo sconosciuto. Perché fa paura. “Dobbiamo ritrattare anni e anni di scienza?” Mi sa di sì».</p>
<p style="text-align:justify;">Fa comodo la definizione di «stato vegetativo permanente»? «Certo, così siamo tutti sicuri e non abbiamo più paura. Raccontiamo invece altre scelte. Non è che bisogna vivere a tutti i costi, Welby non è stato disumano. Ma l’automatismo o così o altrimenti no, è pornografia. Faccio continuamente incontri negli ospedali, all&#8217;università. La gente mi dice “ma questa è poesia&#8230;”. Il mio vuole essere un r&#8217;acconto, erre apostrofo acconto, un acconto di tante verità perchè non c’è più una banca dati ufficiale».</p>
<p style="text-align:justify;">E la politica? «I nostri politici sono quelle persone che hanno avuto all’asilo l’educazione della paura. I sani fanno case, affittano, producono. Tutta la malattia è letta attraverso il codice della finanza e dell&#8217;economia. Siamo ammalati di prodotto. “Una vita così non la vorrei fare” dice sempre qualcuno: ma è un problema tuo! Loro la vorrebbero fare! Questo è il delitto, altro che chiedere ai giovani di aggiustare la lingua italiana. Come per gli handicap dei giovani. Bisogna insegnare ai loro coetanei a rapportarsi con l&#8217;handicap. Qui si discute sul crocefisso, ma hai dentro qualcosa per andare a leggere i martoriati? La scienza se non fa filosofia non parte, e la medicina sbaglia se si crede di essere da sola, è il silenzio dei sani».</p>
<p style="text-align:justify;">Adesso cosa succederà? «In realtà sono disperato, perchè chissà quante altre persone stanno provando a chiedere ascolto come Ron. Non mancano le strutture, manca l’ascolto, prima ancora di broncoaspirazione, o della diatriba sull&#8217;alimentazione. Insomma, chi è che da oggi andrà dagli sfasciacarrozze a cercare dei motori da salvare?». Fiction estreme come Dr. House possono aiutare a raccontare questa complessità? «House un minimo lo fa, ma è sempre spettacolo, crea assuefazione. Quei casi li conosci cronologicamente, ma non fai un lavoro su te stesso. La fiction resta fiction. Queste cose sono complesse, e soprattutto non sicure. Picasso, Bacon, Artaud parlavano di paure e insicurezza, e non delle città sane».</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pillola RU 486: arrivano lo stop e l'eurofiguraccia, in nome del Papa Re]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/24/pillola-ru-486-arrivano-lo-stop-e-leurofiguraccia-in-nome-del-papa-re/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:32:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[da “Articolo 21” di Simone Luciani Parigi val bene una messa. Figuriamoci per chi di messe ne prende]]></description>
<content:encoded><![CDATA[da “Articolo 21” di Simone Luciani Parigi val bene una messa. Figuriamoci per chi di messe ne prende]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Salvo in assenza di testamento biologico]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/2009/11/23/salvo-in-assenza-di-testamento-biologico/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:09:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dedicato al Gruppo PD in consiglio Comunale a Bologna Belgio: per 23 anni lo considerano in coma, in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dedicato al Gruppo PD in consiglio Comunale a Bologna Belgio: per 23 anni lo considerano in coma, in]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ELUANA ENGLARO NON SI SAREBBE MAI PIÙ RISVEGLIATA. L’ATTESA RISPOSTA DEGLI ESAMI ENCEFALICI]]></title>
<link>http://marisamoles.wordpress.com/2009/11/15/eluana-englaro-non-si-sarebbe-mai-piu-risvegliata-l%e2%80%99attesa-risposta-degli-esami-encefalici/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 21:30:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>marisamoles</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo qualche mese ritorno a parlare di Eluana Englaro, la donna morta a Udine il 9 febbraio di quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://marisamoles.wordpress.com/files/2009/11/gabbiano-in-volo.png?w=300" alt="gabbiano in volo" title="gabbiano in volo" width="300" height="234" class="alignleft size-medium wp-image-1495" />Dopo qualche mese ritorno a parlare di <strong>Eluana Englaro</strong>, la donna morta a Udine il 9 febbraio di quest’anno, dopo diciassette anni di coma vegetativo. La sua vicenda, anche grazie alla lotta che il padre, <strong>Beppino</strong>, ha dovuto sostenere prima che la legge gli consentisse di fermare per sempre il calvario della figlia e di tutta la sua famiglia, ha diviso <strong>l’opinione pubblica</strong>: da una parte il mondo cattolico e i benpensanti, inorriditi che un padre potesse volere la morte della sua creatura, anche di fronte all’evidenza di una vita, quella di Eluana, spezzata per sempre tanti anni prima; dall’altra tutte le persone mosse dall’umana comprensione che hanno appoggiato la scelta dolorosa di Beppino.<br />
Quando ormai la decisone di sospendere le cure ad Eluana era stata presa, sulla base di una sentenza della <strong>Corte di Cassazione </strong>che aveva dato ragione all’Englaro, il mondo politico, governo in testa, si era mosso per bloccare tutto, attraverso un <strong>decreto urgente </strong>che, però, il Presidente dello Stato <strong>Napolitano</strong> non aveva voluto firmare. Quel rifiuto fu pure oggetto di polemiche e accesi scontri politici. Inutile qualsiasi tentativo di prolungare l’esistenza di Eluana: alla fine, sorprendentemente, il suo cuore ha cessato di battere nel breve spazio di qualche giorno, incurante del “caso” che si era scatenato sulla sua vicenda.</p>
<p>A nove mesi dalla morte di Eluana, sta per essere depositata la perizia degli <strong>esami fatti sull’encefalo</strong>, disposti dal procuratore di Udine Biancardi per fugare qualsiasi dubbio sulla morte della ragazza. Come anticipa <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eluana-la-verita/2114663//0" target="_blank">L’Espresso</a>, Eluana non si sarebbe mai risvegliata da quello <strong>stato vegetativo </strong>in cui da così lungo tempo si trovava. Quel corpo l’avrebbe tenuta per sempre prigioniera senza che lei potesse rendersi conto della sua condizione, senza poter sentire alcun suono, senza riuscire ad esprimere alcun sentimento attraverso una voce che si era spenta per sempre. I risultati della perizia parlano chiaro: fin da quel lontano <strong>18 gennaio 1992 </strong>il suo cervello era andato in <em>balck out</em>. Nessuna possibilità che la situazione variasse nel tempo, come avevano sperato dapprima i suoi genitori. Certamente, almeno per la <strong>scienza</strong>, nessuna speranza che qualche miracolo accadesse e facesse ritornare in vita Eluana. E quando dico “vita”, intendo la vita vera, quella che qualsiasi ragazza prima, e giovane donna poi avrebbe diritto a vivere. </p>
<p>I risultati della<strong> perizia </strong>dovrebbero scagionare definitivamente <strong>Beppino Englaro</strong>, indagato a suo tempo per <strong>omicidio volontario</strong>, insieme al professor <strong>Amato De Monte </strong>e ad altri componenti dell’equipe medica che aveva assistito Eluana negli ultimi giorni di vita. Un’accusa, quella rivolta al signor Englaro, da parte di associazioni e comuni cittadini che l’avevano chiamato “<strong>assassino</strong>”. Proprio per questo, gli avvocati del padre di Eluana hanno a loro volta sporto denuncia contro chi gli aveva mancato di rispetto, mettendo in atto una <em>civil action </em>sullo stile americano ma non ancora praticata in Italia: i milioni di euro che dovrebbero essere ricavati come riconoscimento dei danni morali, andrebbero all’Associazione “Per Eluana”</strong> che, a detta del padre, si batterà per una giusta legge sul <strong>Testamento Biologico</strong>. </p>
<p>Ormai che Eluana non c’è più, Beppino chiede solo che sia data la possibilità ad altri, che dovessero trovarsi nelle stesse condizioni, di non prolungare quel supplizio. Ora che l’<strong>anima</strong> di Eluana vola libera, riappropriatasi della libertà che anche al suo <strong>corpo</strong> era stata negata per diciassette lunghi anni, l’unica battaglia che il padre ha ancor la forza di combattere è quella per il biotestamento. Nella speranza che si riesca a convincere il mondo politico che in casi come quello di Eluana non si uccide. In quei casi, la <strong>vita</strong> vera è quella che inizia dalla fine.</p>
<p><strong>PER LEGGERE TUTTI GLI ARTICOLI SU ELUANA ENGLARO, <a href="http://marisamoles.wordpress.com/category/eluana-englaro/" target="_blank">CLICCA QUI</a>.</strong> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non dimentico. ]]></title>
<link>http://seinei.wordpress.com/2009/11/12/non-dimentico/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:11:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>seinei</dc:creator>
<guid>http://seinei.wordpress.com/2009/11/12/non-dimentico/</guid>
<description><![CDATA[Stralcio da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eluana-la-verita/2114663&amp;ref=hpsp Eluana non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stralcio da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eluana-la-verita/2114663&#38;ref=hpsp</p>
<blockquote><p><em>Eluana non poteva risvegliarsi. No, sarebbe rimasta per sempre prigioniera nelle tenebre del suo stato vegetativo persistente. La miracolosa ripresa che in molti hanno teorizzato, alla tv e sui giornali, non era possibile. Almeno non per la scienza. Ora si sa. Già quella notte del gennaio 1992, quando sbandò con l&#8217;auto sul ghiaccio tornando da una festa fra amici, Eluana subì un &#8220;danno irreversibile&#8221;. Non sono più gli avvocati della famiglia Englaro ad affermarlo. E non sono i medici che l&#8217;hanno presa in cura per 17 anni a mostrare diagnosi tutte concordi nel confermare che non ci fossero speranze. Stavolta a dircelo è proprio lei, Eluana Englaro. Con l&#8217;unico, tragico messaggio che il suo cervello di ragazza, diventata donna senza saperlo, ha potuto trasmetterci dopo lo schianto. Parla attraverso gli esami encefalici, l&#8217;ulteriore indagine disposta a maggio dalla Procura di Udine per sgombrare ogni dubbio sulla morte del 9 febbraio alla clinica La Quiete. Dopo cinque mesi la perizia è pronta. Mette d&#8217;accordo tutti: i neurologi incaricati Fabrizio Tagliavini, primario al Carlo Besta di Milano, e Raffaele De Caro, docente all&#8217;Università di Padova; i periti di parte, Stefano Pizzolitto e Felice Giangaspero; così come gli esperti della Procura friulana guidati da Carlo Moreschi.</em></p></blockquote>
<p>Io non dimentico. Mi interesserò sempre alla battaglia di Beppino Englaro. Quando molti anni fa lo sentii parlare per la prima volta pensai subito &#8220;quest&#8217;uomo è un eroe&#8221;. E continuo a pensarlo.</p>
<p>La notizia di oggi conferma, sul piano giuridico, che Eluana è morta nel Gennaio 1992.</p>
<p>Io non dimentico. Il senso di sgomento e paura dovuto alle reazioni scomposte e violente di rappresentanti politici che additavano Beppino Englaro come un assassino.</p>
<p>Io non dimentico. La sdegnata smorfia di fastidio delle gerarchie ecclesiastiche (e gli attacchi brutali del loro braccio armato)  nei confronti di un uomo che rivendicava per sua figlia il diritto di scegliere. Per se stessa. Solo per se stessa.</p>
<p>Io non dimentico. Di aver pianto, mischiando lacrime di tristezza e di gioia, alla notizia che anche il cuore di Eluana si era fermato. Sottraendola alla volgare manifestazione di gestione del potere che gran parte del parlamento stava mettendo in atto.</p>
<p>Cercherò informazioni sulla fondazione &#8220;Per Eluana&#8221;. Cercherò un modo per dire che sono dalla loro parte.</p>
<p>Perchè se io non dimentico, lo devo anche a Beppino Englaro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Eluana, la verità]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/12/eluana-la-verita/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:55:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
<guid>http://lerane.wordpress.com/2009/11/12/eluana-la-verita/</guid>
<description><![CDATA[Eluana non poteva risvegliarsi. No, sarebbe rimasta per sempre prigioniera nelle tenebre del suo sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1238" title="eluana" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/eluana.jpg?w=220" alt="eluana" width="220" height="300" />Eluana non poteva risvegliarsi. No, sarebbe rimasta per sempre prigioniera nelle tenebre del suo stato vegetativo persistente. La miracolosa ripresa che in molti hanno teorizzato, alla tv e sui giornali, non era possibile. Almeno non per la scienza. Ora si sa. Già quella notte del gennaio 1992, quando sbandò con l’auto sul ghiaccio tornando da una festa fra amici, Eluana subì un «danno irreversibile». Non sono più gli avvocati della famiglia Englaro ad affermarlo. E non sono i medici che l’hanno presa in cura per 17 anni a mostrare diagnosi tutte concordi nel confermare che non ci fossero speranze. Stavolta a dircelo è proprio lei, Eluana Englaro. Con l’unico, tragico messaggio che il suo cervello di ragazza, diventata donna senza saperlo, ha potuto trasmetterci dopo lo schianto. Parla attraverso gli esami encefalici, l’ulteriore indagine disposta a maggio dalla Procura di Udine per sgombrare ogni dubbio sulla morte del 9 febbraio alla clinica La Quiete. Dopo cinque mesi la perizia è pronta. Mette d’accordo tutti: i neurologi incaricati Fabrizio Tagliavini, primario al Carlo Besta di Milano, e Raffaele De Caro, docente all’Università di Padova; i periti di parte, Stefano Pizzolitto e Felice Giangaspero; così come gli esperti della Procura friulana guidati da Carlo Moreschi. La relazione finale sarà consegnata in questi giorni al procuratore capo Antonio Biancardi. Ma l’ultimo incontro a Padova ha scandagliato tutto: lesioni, atrofie, danni al talamo, al corpo calloso, ai due emisferi. Una miriade di paroloni medico-legali che confermano una semplice e drammatica verità: «I danni neuropatologici osservati sono morfologicamente irreversibili», rivela a “L’espresso” chi quegli esami li ha condotti e studiati. Vuol dire che quel cervello non poteva guarire. E che Eluana non poteva riemergere dal suo stato vegetale, smentendo così scienziati, giuristi, sacerdoti e onorevoli che giuravano il contrario. Il premier Berlusconi in testa.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">È l’ultimo tassello di una storia che ha spaccato l’Italia, infiammato lo scontro fra governo e Quirinale, riaperto la ferita fra laici e cattolici. Un documento che va a sommarsi alle migliaia di altre pagine, già nelle mani dei magistrati. Perizie, diagnosi, cartelle cliniche, richieste di ricovero, verbali del Nas e dell’Asl, che dicono tutti la stessa cosa: Eluana era lì, ma non c’era davvero. Non rispondeva al dolore, non percepiva le presenze attorno. Non aveva caldo, né freddo. Mancava solo una cosa. Rispondere alla domanda più importante: c’era o no una luce in fondo a quel tunnel?</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">È su questo aspetto che lo scontro è stato più duro. Le accuse piovute su Amato De Monte, l’anestesista che staccò il sondino, furono pesantissime. L’hanno apostrofato come «boia», accusato di «uccidere una persona cosciente, che poteva riaprire gli occhi da un momento all’altro». Quando Beppino andò per l’ultima volta da sua figlia in Friuli, si trovò di fronte uno striscione gigantesco: «Assassino!». Tutto mentre una tenda bianca impediva ai fotografi di profanare la stanza di Eluana. Il neurologo Gianluigi Gigli parlò di «persona dal corpo resistente, che non ha mai avuto bisogno di farmaci particolari». Senza mai averla visitata. E quando le prescrizioni ne elencano a bizzeffe, somministrati per anni: Dintoina, Pantopan, Supradyn, Adalat, Ciproxin, Norvasc. Giuliano Dolce, anche lui medico, vide Eluana a Lecco e spiegò che «alcune funzioni restavano, in particolare la deglutizione». Un’eventualità negata dalle stesse suore misericordine che l’accudirono dal 1994. Berlusconi si spinse a ipotizzare che potesse «generare un figlio, in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto». Il ministro Angelino Alfano dichiarò che era «morta per sentenza», perché quella donna in fondo stava bene.</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nulla di tutto questo trova più conferme. Né nel diario clinico degli ultimi giorni trascorsi a Udine o nell’autopsia di febbraio, e neppure adesso negli esami dell’encefalo. Benché non possano trattare le funzioni vitali di Eluana, essendo eseguiti dopo la morte, studiano l’entità dei danni morfologici. E da quelle analisi giunge una seconda, importante conferma. La situazione del cervello era «coerente con lo stato vegetativo persistente». Fin dal primo giorno, dal ricovero in terapia intensiva il 18 gennaio 1992, con la diagnosi di «coma e paraplegia in trauma cranico midollare». Così è stato sempre, anche quando aveva ripreso a respirare senza le macchine. Durante gli anni trascorsi all’istituto Beato Luigi Talamoni, e dopo l’arrivo a Udine, lo scorso 3 febbraio, nella stanza isolata e protetta che avrebbe ospitato il suo ultimo viaggio. Come dicono le carte, era un corpo vuoto. Una prigione, appunto, come ha ripetuto papà Beppino, convinto che sua figlia non avrebbe mai accettato quelle terapie, e pronto a rispettare la promessa che le aveva fatto quando uno dei più cari amici di Eluana finì in un letto di ospedale, con un sondino nello stomaco, immobile come un vegetale: «Papà, promettimi che se capitasse a me, tu mi libererai».</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Forse, stavolta, l’incrocio di tutte queste analisi basterà a chiudere il caso. E ad archiviare l’indagine per omicidio che ancora pende su papà Beppino e sul primario De Monte. L’avvocato Giuseppe Campeis lavora alla memoria con cui chiederà al tribunale di far cadere le accuse. Ora che Eluana riposa a Paluzza e che cresce il dossier delle cause civili per danni contro chi attaccò ingiustamente, disse menzogne, parlò senza conoscere i fatti. I proventi andranno tutti alla fondazione Per Eluana, formalizzata lo scorso lunedì. «Vogliamo batterci fino in fondo per il biotestamento, perché una vicenda come quella di mia figlia non si ripeta», dice Englaro. Che la parola fine non la conosce più. (Fonte, l&#8217;Espresso 13 novembre 2009)</span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ Testamento biologico: a Roma si può!]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/11/testamento-biologico-a-roma-si-puo/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:34:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
<guid>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/11/testamento-biologico-a-roma-si-puo/</guid>
<description><![CDATA[La Giunta del Municipio Roma XI già il 21 maggio scorso ha istituito il Registro dei testamenti biol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-477" title="eluana englaro" src="http://quadernisocialisti.wordpress.com/files/2009/11/eluana-englaro.jpg" alt="eluana englaro" width="115" height="138" />La Giunta del Municipio Roma XI già il 21 maggio scorso ha istituito il Registro dei testamenti biologici e delle disposizioni di fine vita. A partire da questa data, ogni cittadino residente nel Municipio XI ha avuto la possibilità di depositare presso gli uffici anagrafici del Municipio, le proprie decisioni in ordine alla volontà o non volontà ad essere sottoposto a trattamento sanitario, inclusa l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione forzate, nella eventualità di trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti. Con una ulteriore innovazione il Registro del Municipio XI ha previsto, oltre al testamento biologico, anche la possibilità di depositare le proprie volontà sulle forme (civili o religiose) di esequie funebri, sulla volontà in punto di morte di avvalersi o meno dell&#8217;assistenza religiosa, sulla volontà o meno di utilizzare il corpo per la donazione degli organi, sulla volontà o meno di essere cremati. Mentre il Parlamento discute la legge indecorosa licenziata dal Senato e approdata alla Camera. Una legge contro e non per la libertà di scelta del cittadino, dal momento che: riduce il testamento ad una semplice espressione di orientamento non vincolante per il medico, esclude l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione forzati dal testamento e trasforma la figura del fiduciario in una sorta di secondino del testatore; il Municipio XI rilancia e mette a disposizione di tutta la cittadinanza romana il Registro dei Testamenti Biologici e di fine vita”. Un provvedimento simile è stato adottato recentemente dai Comuni di Calenzano, Pisa e Vicenza e dalla Provincia di Cagliari e dal Comune di Firenze Ci piacerebbe che qualche Comune della nostra provincia seguisse l’esempio di queste amministrazioni virtuose.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, di Giulio Mozzi]]></title>
<link>http://zonasansiro.wordpress.com/2009/11/05/corpo-morto-e-corpo-vivo-eluana-englaro-e-silvio-berlusconi-di-giulio-mozzi/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:46:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; arrivato in libreria &#8220;Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E&#8217; arrivato in libreria &#8220;Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Impara a non pensare]]></title>
<link>http://zoppi.wordpress.com/2009/10/24/impara-a-non-pensare/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 10:38:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>zoppi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alberto Manzi (leggete la sua bio su wikipedia ne vale la pena) fra il 1958 e il 1968 presenta la tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-61" title="robot" src="http://zoppi.wordpress.com/files/2009/10/robot.jpg?w=300" alt="robot" width="300" height="200" /><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Manzi">Alberto Manzi</a></strong> (leggete la sua bio su wikipedia ne vale la pena) fra il 1958 e il 1968 presenta la trasmissione televisiva &#8220;<strong><em>non e&#8217; mai troppo tardi</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Trasmissione che venne usata dallo Stato Italiano come <strong>strumento di alfabetizzazione per milioni di cittadini.<br />
</strong></p>
<p><strong>&#8220;Non e&#8217; mai troppo tardi</strong> &#8220;sono delle vere lezioni di scuola primaria condotte in modo rivoluzionario da Alberto Manzi mandate in onda dalla <strong>Rai</strong>; si stima che piu&#8217; di un milione e mezzo della popolazione dell&#8217;epoca imparo&#8217; a leggere e a scrivere grazie alla trasmissione.</p>
<p><strong>Alessia Marcuzzi </strong>conducerà quest&#8217;anno la decima (2000-2009) edizione del &#8220;<em><strong>Grande Fratello</strong></em>&#8220;.<!--more--></p>
<p>Trasmissione dal format olandese è prodotto dalla <strong>endemol </strong>qui in Italia, riprende 24 ore su 24 un gruppo di persone di diversa estrazione sociale, un voyeurismo mediatico, basato sugli istinti narcisistici di chi vi partecipa e chi lo segue;Si stima che <strong>7 milioni 920 mila italiani</strong> hanno seguito la puntata del <strong>9-10 Febbraio 2009 </strong>(stesso giorno in cui veniva trasmesso alla Rai uno speciale su <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eluana_Englaro">Eluana Englaro</a></strong>).</p>
<p><strong>50 anni fa</strong> lo Stato Italiano usa la televisione per impartire lezioni primarie, pian piano la gente impara a legge a scrivere;</p>
<p><strong>50 anni dopo</strong> lo Stato Italiano non usa più la televisione per impartire cultura, però pian piano la gente impara qualcosa, non so cosa ma vi assicuro che impara.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Curate la mia volontà - breve cronistoria di un primo grande successo]]></title>
<link>http://sottolapanca.wordpress.com/2009/10/21/curate-la-mia-volonta-breve-cronistoria-di-un-primo-grande-successo/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:35:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>smartiesneroblu</dc:creator>
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<description><![CDATA[La storia di Eluana Englaro, direte, è cosa nota. Del testamento biologico abbiamo sentito tanto par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sottolapanca.wordpress.com/files/2009/10/bitte5.jpg"><img src="http://sottolapanca.wordpress.com/files/2009/10/bitte5.jpg?w=300" alt="bitte5" title="bitte5" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-223" /></a>La storia di <strong>Eluana Englaro</strong>, direte, è cosa nota. Del testamento biologico abbiamo sentito tanto parlare. E allora cos’ha reso l’incontro <a href="http://sottolapanca.wordpress.com/2009/10/18/curate-la-mia-volonta-19-ottobre/" target="_blank">Curate la mia volontà</a> di lunedì 19 così unico nel suo genere e capace di portare al Bitte quasi 300 persone? L’esaltante successo della serata (mentre dico questo sono davvero obiettiva) è imputabile a tre elementi che sempre meno riusciamo a rintracciare in questo tipo di eventi: <strong>chiarezza degli interventi</strong>, <strong>totale libertà espositiva e reciproco rispetto tra pubblico e relatori</strong>. Un gioiello così ben confezionato non si trova facilmente nei tradizionali punti vendita.</p>
<p>Come avvenuto il <a href="http://sottolapanca.wordpress.com/2009/10/13/un-passo-in-piu/" target="_blank">12 ottobre</a>, il fatto che i tre relatori abbiano potuto parlare in libertà e che non abbiano dovuto moderare i toni davanti a politicanti dei generi più disparati ha conferito un’insolita <strong>genuinità</strong> alla serata. Questo credo sia stato il dato più apprezzato anche da <strong>Beppino</strong>, dall’<strong>avvocato Clara</strong> e dalla <strong>professoressa D’Amico</strong>, relatori perfetti per una serata di questa portata.</p>
<p>Le sfaccettature dell’argomento trattato sono state spiegate in maniera approfondita: si è parlato di che cosa vuol dire <strong>lottare per 15 anni</strong> senza ottenere mai una risposta dalle istituzioni che evidentemente hanno avuto paura di esporsi; della necessità di  un <strong>‘metodo laico’</strong> che tocchi tutti gli aspetti della società italiana; dell’importanza del rispetto della <strong>Costituzione</strong> che regola il diritto dell’individuo di decidere per se stesso.</p>
<p>La soddisfazione più grande per noi ragazzi di SottoLaPanca è stata quella di avere di fronte un pubblico composto per la maggior parte da nostri <strong>coetanei</strong> (laureandi e neolaureati) che, nonostante la ‘lontananza’ dal tema trattato, hanno voluto partecipare e magari imparare qualcosa da chi ha profonda esperienza e conoscenza della materia. I relatori stessi sono rimasti piacevolmente colpiti da questo aspetto.</p>
<p>Sento di dover ringraziare i ragazzi di <a href="http://11metri.com/" target="_blank">11mt &#8211; officina politica</a> che ci hanno aiutati a trasformare quattro chiacchere tra amici in realtà e tutti coloro che lunedì 19 ottobre erano al Bitte a prendere parte ad un evento per noi tanto importante. Crediamo fermamente che <strong>la società possa trarre giovamento da questi incontri culturali</strong>. Siamo noi che dobbiamo dare al futuro un percorso alternativo. Se aspettiamo che succeda il contrario verremo inevitabilmente travolti.</p>
<p>Martina Tettamanzi<br />
</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RU 486 - Finalmente anche in Italia la pillola che evita l'aborto chirurgico ma la Chiesa ...]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/10/20/ru-486-finalmente-anche-in-italia-la-pillola-che-evita-laborto-chirurgico/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 11:39:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://termoli.wordpress.com/2009/10/20/ru-486-finalmente-anche-in-italia-la-pillola-che-evita-laborto-chirurgico/</guid>
<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Roma, 20 ott. &#8211; &#8220;La cosiddetta pillola abortiva potra&#8217; essere assunt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(AGI) &#8211; Roma, 20 ott. &#8211; &#8220;La cosiddetta pillola abortiva potra&#8217; essere assunt]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Curate la mia volontà - 19 Ottobre]]></title>
<link>http://sottolapanca.wordpress.com/2009/10/18/curate-la-mia-volonta-19-ottobre/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 12:17:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>lupellicioli</dc:creator>
<guid>http://sottolapanca.wordpress.com/2009/10/18/curate-la-mia-volonta-19-ottobre/</guid>
<description><![CDATA[11metri &#8211; officina politica e Sottolapanca presentano Lunedì 19 ottobre Diritti del paziente, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a href="http://sottolapanca.wordpress.com/files/2009/10/10434_102910256392849_100000216259404_83138_2783435_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-190" title="10434_102910256392849_100000216259404_83138_2783435_n" src="http://sottolapanca.wordpress.com/files/2009/10/10434_102910256392849_100000216259404_83138_2783435_n.jpg?w=205" alt="10434_102910256392849_100000216259404_83138_2783435_n" width="205" height="300" /></a><a href="http://11metri.com">11metri</a> &#8211; officina politica e Sottolapanca</h2>
<p>presentano</p>
<p><strong>Lunedì 19 ottobre</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Diritti del paziente, libertà di cura, testamento biologico </span></strong><br />
Ospiti: <strong>Beppino Englaro</strong>, avv. prof. <strong>Marilisa D&#8217;Amico</strong>, avv. <strong>Massimo Clara</strong></p>
<p><a href="http://www.bittemilano.com/" target="_blank">Arci BITTE</a> &#8211; via Watt 37, Milano &#8211; Ore 21.00</p>
<p>“<strong>NESSUNO</strong> può essere <strong>OBBLIGATO</strong> a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.<br />
La legge non può in nessun modo violare i limiti imposti dal <strong>RISPETTO</strong> della <strong>PERSONA UMANA</strong>”.<br />
(Articolo 32 della Costituzione delle Repubblica Italiana)</p>
<p>Con grande ritardo nei confronti degli altri Paesi, l&#8217;Italia si sta interrogando sui confini di questo <strong>RISPETTO</strong> in merito alle scelte di fine vita.<br />
Oggi in Parlamento è in discussione un disegno di legge che, a prescindere dalla volontà dell&#8217;individuo, <strong>OBBLIGHERÀ</strong> il paziente a subire una scelta di Stato e a sottostare a cure e trattamenti sanitari predeterminati.</p>
<p>Non sarebbe più giusto lasciare alla <strong>PERSONA UMANA</strong> la libertà di prendere questa decisione?<br />
La <strong>VOLONTA&#8217;</strong> e l&#8217;autodeterminazione del singolo individuo non sono forse il valore più importante da <strong>DIFENDERE</strong>?</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Lunedì 19 ottobre </strong></span></p>
<p><strong>- Beppino Englaro (attivista associazione &#8220;Per Eluana&#8221;)</strong></p>
<p><strong>- avv. prof. Marilisa D&#8217;Amico (avvocato e professore ordinario di diritto costituzionale presso Università Statale di Milano)</strong></p>
<p><strong>- avv. Massimo Clara (avvocato sostenitore iniziative &#8220;Hera&#8221;)</strong></p>
<p>Appuntamento alle ore 19.00 food, drinks &#38; live music<br />
Inizio degli incontri: ore 21.00</p>
<p><strong>Tessera ARCI obbligatoria. Per i nuovi soci è necessario compilare la richiesta di tesseramento sul sito www.bittemilano.com almeno 24h prima di usufruire di servizi offerti.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quante crociate contro la medicina]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/10/09/quante-crociate-contro-la-medicina/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 15:40:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/10/09/quante-crociate-contro-la-medicina/</guid>
<description><![CDATA[Biotestamento e trapianti nel mirino degli ideologi del Vaticano. Per eliminare la libertà di cura e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Biotestamento e trapianti nel mirino degli ideologi del Vaticano. Per eliminare la libertà di cura e ricerca. Intervista al neurologo Carlo Alberto Defanti</strong></em> di <span style="color:#800000;"><strong>Federico Tulli</strong></span></p>
<p>È stato tra i primi in Italia a porsi il problema di trovare una «definizione di morte cerebrale che coincida esattamente con quello che noi conosciamo e con quello che noi facciamo giorno per giorno nella pratica clinica». Il neurologo Carlo Alberto Defanti, insieme ai colleghi Nereo Zamperetti, Rinaldo Bellomo e Nicola Latronico, nel 2004 e poi nel 2008, su Intensive Care Medicine ha proposto la dizione di «coma apneico irreversibile». Per meglio comprendere le dinamiche di questa ricerca e per approfondire le motivazioni della messa in discussione dei criteri di morte cerebrale del protocollo di Harvard del 1968 avanzata dal Festival della salute di Viareggio (vedi left n. 39/2009), abbiamo rivolto alcune domande al medico che ha seguito Eluana Englaro dal 1996 sino alla fine.</p>
<p><strong>Professor Defanti, perché a distanza di decenni da Harvard ha sentito l’esigenza di cercare una diversa definizione di morte cerebrale? </strong></p>
<p>Quando ad Harvard esposero quei criteri grosso modo erano condivisi universalmente anche se erano pensati a “tavolino”. Sulla base cioè di quello che si sapeva sulla fisiologia umana ma in assenza di una verifica empirica. Con l’andare del tempo si sono accumulate esperienze e sono diventate chiare alcune discrepanze con quei criteri, inimmaginabili a fine anni 60.</p>
<p><strong>Ci faccia un esempio. </strong></p>
<p>Fino al 1986-87 eravamo tutti convinti che una volta giunto alla morte cerebrale chiunque sarebbe deceduto per arresto cardiaco al massimo dopo pochi giorni. Anche se il rianimatore avesse insistito a tenere “in vita” il soggetto. Poi si è osservato che non è vero: continuando ad assistere questi pazienti in maniera intensiva si può prolungare la loro “sopravvivenza”. Al tempo stesso, però, non si è mai visto alcun recupero di nessun genere. Cioè, l’irreversibilità della perdita delle funzioni cerebrali è oramai ampiamente provata. Ciò che non è provato è che la perdita delle funzioni non sia compatibile con una vita biologica assistita, anche lunga.</p>
<p><strong>Quando la situazione è irreversibile non siamo in presenza di accanimento terapeutico?</strong></p>
<p>No, se stiamo parlando dei casi piuttosto noti di donne giovani incinte che erano andate incontro a morte cerebrale per incidente o emorragia cerebrale, in una fase di gravidanza in cui il feto non aveva ancora raggiunto la soglia di vitalità. In questi casi i rianimatori hanno tentato di far sopravvivere biologicamente la donna per consentire il taglio cesareo e la nascita del figlio. Questo è avvenuto con successo in più occasioni, anche per tre mesi. Dati che fanno abbastanza impressione ma che ci dicono che i soggetti in morte cerebrale con opportuna assistenza medica e tecnologica sono biologicamente ancora vivi.</p>
<p><strong>Secondo “Harvard” la morte cerebrale è la «cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello».</strong></p>
<p>Questa è la definizione sia della legislazione americana che di quella italiana. Invece il dato pratico è che in alcuni dei soggetti che noi consideriamo in morte cerebrale alcune funzioni residuali poco importanti continuano a esserci. Come quelle dell’ipotalamo e dell’ipofisi. A questo punto è normale per uno scienziato tentare di individuare una nozione di morte cerebrale più semplice e coerente con la realtà. I trapiantologi non sono tanto d’accordo. Discutere della morte cerebrale in maniera fredda e razionale prescindendo dalla questione dei trapianti è diventato quasi impossibile. Come è accaduto a Viareggio, chi avanza dei dubbi viene accusato di voler sabotare la pratica dei trapianti. È successo anche a me in più occasioni. In particolare a una riunione della Nord Italia Transplant. È indubbio che la definizione di Harvard abbia creato le premesse per l’attività di trapianto, come è indubbio che questa attività sia utile visto che permette di condurre una buona vita a centinaia di migliaia di persone nel mondo. Per nessun motivo la gente vuole mettere in pericolo questa possibilità e io per primo.</p>
<p><strong>Il concetto di morte cerebrale è stato messo in discussione anche dal vicepresidente del Cnr Roberto De Mattei, nel nome «dell’etica cristiana». «La definizione di cosa sia la vita e cosa sia la morte &#8211; ha affermato De Mattei &#8211; non spetta allo scienziato, il quale può solo accertare un decesso». Con queste parole difendeva un articolo del 2008 sull’Osservatore Romano in cui Lucetta Scaraffia ha riesumato la tesi di Hans Jonas. Secondo il quale, come denuncia la neonatologa Maria Gabriella Gatti sulla rivista scientifica Il sogno della farfalla, «va proibita qualsiasi violazione dell’integrità del corpo delle persone in una condizione estrema e il medico dovrebbe arrendersi e diventare spettatore rispettoso di quel processo insondabile che sarebbe la morte». Che fine fanno il progresso medico e i traguardi raggiunti grazie alla tecnologia per la salute umana? </strong></p>
<p>I dubbi di De Mattei e Scaraffia sono stati sollevati in una chiave diversa dalla mia. Loro fanno capo a un gruppo di studiosi che si oppone sia al concetto di morte cerebrale che ai trapianti. E vogliono tornare a una situazione pre Harvard, alla definizione cioè di morte per arresto cardiaco. Puntano ad ammettere che i trapianti siano fattibili solo dopo che il cuore abbia cessato di battere. Questa posizione sarebbe, sì, gravemente nociva alla pratica del trapianto perché bisognerebbe attendere almeno 20 minuti per espiantare e a quel punto gli organi prelevati sarebbero già ampiamente danneggiati. Io, invece, pur sostenendo l’idea che tutto sommato sarebbe meglio tornare alla vecchia definizione di morte cardiaca, tuttavia penso che sia sbagliato legare il trapianto inevitabilmente alla morte. Le persone che corrispondono ai criteri di morte cerebrale forse non sono veramente morte ma di certo moriranno perché hanno raggiunto un punto di non ritorno. Pertanto, se non c’è opposizione da parte del malato o della famiglia che parla a suo nome, non vedo perché non eseguire i trapianti anche prima del decesso.</p>
<p><strong>Pensando alle visioni espresse da Scaraffia e De Mattei sul ruolo dello scienziato e del medico nel rapporto col paziente, le chiedo un commento sul dibattito che si è sviluppato in Italia in occasione dell’ultima fase della storia di Eluana. </strong></p>
<p>Purtroppo tutto quello che è accaduto intorno a Eluana è stato viziato da prese di posizione di carattere ideologico. Non faccio fatica a comprendere come la Chiesa cattolica possa non ammettere la sospensione dell’alimentazione in questi casi, però da questa contrarietà di carattere morale &#8211; che io non condivido &#8211; si è passati a tutta un’argomentazione pseudo scientifica (si è detto che capiva, che deglutiva!) priva di ogni fondamento empirico. Anche perché nessuno di quelli che ne parlava conosceva lo stato della ragazza.</p>
<p><strong>Quell’atteggiamento ideologico che non ammetteva in primis l’autodeterminazione di Eluana ha ispirato il decreto del governo (ritirato dopo la sua morte) e poi il ddl Calabrò sul biotestamento, specie dove costringe all’alimentazione e idratazione artificiale.Una legge contra personam&#8230;</strong></p>
<p>L’imposizione del sondino nasce proprio così. C’è una sola cosa che è andata bene in questa vicenda. Che Eluana sia morta prima di quanto pensassimo. Se fosse vissuta ancora una decina di giorni (il tempo medio in questi casi) quel decreto sarebbe stato convertito in legge senza discussioni. Questo non è avvenuto, e ora speriamo che, anche grazie alle pressioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini &#8211; per il quale non ho simpatia ma in questo caso devo fargli tanto di cappello &#8211; almeno le cose più assurde di questa legge siano modificate. <strong><span style="color:#800000;"><em>left 40/2009</em></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RISVEGLI]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/2009/10/08/risvegli/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 09:28:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
<guid>http://channelman.wordpress.com/2009/10/08/risvegli/</guid>
<description><![CDATA[more about &#8220;RISVEGLI&#8220;, posted with vodpod]]></description>
<content:encoded><![CDATA[more about &#8220;RISVEGLI&#8220;, posted with vodpod]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le ambiguità di Napolitano e il becerume di Di Pietro.]]></title>
<link>http://ilpensatore.wordpress.com/2009/10/03/le-ambiguita-di-napolitano-e-il-becerume-di-di-pietro/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:42:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco Caruso</dc:creator>
<guid>http://ilpensatore.wordpress.com/2009/10/03/le-ambiguita-di-napolitano-e-il-becerume-di-di-pietro/</guid>
<description><![CDATA[Vado subito al sodo: sono decisamente incuriosito dall&#8217;atteggiamento di Napolitano. Oggi si di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vado subito al sodo: sono decisamente incuriosito dall&#8217;atteggiamento di Napolitano. Oggi si di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[30 settembre 09] Beato il popolo che non ha bisogno di eroi]]></title>
<link>http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/09/30/30-settembre-09-beato-il-popolo-che-non-ha-bisogno-di-eroi/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:44:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>pinaz</dc:creator>
<guid>http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/09/30/30-settembre-09-beato-il-popolo-che-non-ha-bisogno-di-eroi/</guid>
<description><![CDATA[Puntata briosa, oggi, quella del commento alla Stampa di Fanzaga. Di approfondimento, diciamo, di te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-438" title="090930 paraocchi" src="http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/files/2009/09/090930-paraocchi.jpg?w=300" alt="090930 paraocchi" width="300" height="225" />Puntata briosa, oggi, quella del commento alla Stampa di Fanzaga. Di approfondimento, diciamo, di temi già trattati nei giorni scorsi.</p>
<p>Si inizia con il ribadire, da parte di Padre Livio, che Obama nel suo discorso sulla riforma sanitaria abbia sostanzialmente indicato l&#8217;eutanasia come la via per ridurre i costi delle cure per i malati negli ultimi mesi di vita. <strong>Cosa c&#8217;è dietro l&#8217;eutanasia? si chiede Fanzaga. La risposta è che &#8220;c&#8217;è la voglia di risparmiare sui malati. Proprio Obama ha fatto presente che gli ultimi mesi della malattia sono quelli in cui si spende di più.&#8221;</strong><br />
Qui il discorso va suddiviso in due parti.<br />
Iniziamo da Obama. Che cosa ha detto il Presidente degli USA? Sinceramente non sono riuscito a trovare il testo incriminato. Posso linkare qualche contributo (in inglese): un <a href="http://www.thedailybeast.com/blogs-and-stories/2009-08-11/obamas-euthanasia-mistake/" target="_blank">articolo </a> di commento del &#8220;Daily Beast&#8221;, <a href="http://abcnews.go.com/Politics/Politics/story?id=7910304&#38;page=1" target="_blank">l&#8217;intervista integrale</a> rilasciata al programma TV Good Morning America ed infine un <a href="http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=5253" target="_blank">pezzo</a> in italiano dove si legge, tra l&#8217;altro:</p>
<blockquote><p>Il presidente ha accusato gli avversari della riforma di avere fatto ricorso a tattiche terroristiche, diffondendo una serie di falsità, come la eutanasia per gli anziani o la copertura sanitaria anche per gli immigrati illegali.</p></blockquote>
<p>Qui già possiamo notare qualche piccola sfumatura che è però ben significante: da una parte si parla di &#8220;eutanasia per gli anziani&#8221; mentre Fanzaga <a href="http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/09/22/22-settembre-09-fanzaga/" target="_blank">nei giorni scorsi </a>aveva riportato il senso del discorso di Obama come &#8220;Le cure ai malati terminali costano troppo&#8221;.<br />
Partendo dal presupposto che la vita non ha prezzo, <span style="color:#008000;"><strong>credo ci sia una notevole differenza tra gli anziani </strong></span>(e se Obama ipotizzasse una cosa del genere sarebbe scellerato!)<span style="color:#008000;"><strong> e tra i malati terminali</strong></span>. Però non siamo ancora al dunque. Fanzaga proseguiva, in virgolettato, dicendo <strong>&#8220;è quindi conveniente per il portafoglio dello Stato che a quel punto la vita duri il meno possibile. Legittimando così l’interruzione dell’alimentazione nei casi come quello Eluana Englaro.&#8221;</strong><br />
<span style="color:#008000;"><strong>Dubito che Fanzaga non abbia presente la distinzione tra &#8220;malato terminale&#8221; e &#8220;paziente in stato vegetativo&#8221;</strong></span>. Accostando un malato terminale al caso di Eluana Englaro Fanzaga sta facendo dunque, a mio modestissimo parere (metto l&#8217;inciso a scanso di equivoci!), nuovamente terrorismo informativo.<br />
Io non ne faccio un discorso di costi, ma <span style="color:#008000;"><strong>un conto è sospendere le cure ad un malato di cancro, un conto è alimentare artificialmente un paziende che non è in grado di opporsi e rifiutare le &#8220;cure&#8221;</strong></span> (che cure non sono).<br />
Ancora una volta quindi Fanzaga dipinge una cosa che non è per demonizzare un diritto, quello di scelta del singolo individuo.</p>
<p>Audio 1 <span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=https%3A%2F%2Fwww.opendrive.com%2Ffiles%3F5620056_AHwih' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p>Altra parte interessante del commento di oggi riguarda il caso dei 6 militari italiani morti a Kabul. Nei giorni scorsi <a href="http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/09/27/quel-che-fanzaga-non-legge-don-paolo-farinella/" target="_blank">avevo segnalato</a> il caso di Don Paolo Farinella che ovviamente Fanzaga non ha ripreso. Ha però toccato l&#8217;argomento parlando di un altro prete che ha espresso opinioni diverse dalle sue, il più noto <a href="http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=1825&#38;nome=notizie" target="_blank">Don Giorgio De Capitani</a>.<br />
<strong>Che ha detto De Capitani? </strong>Pare che in un omelia <a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/lecco-don-giorgio-de-capitani-i-militari-italiani-sono-dei-mercenari-e-dei-farabutti-104726/" target="_blank">abbia affermato</a> che <strong>i militari morti in Afghanistan «fanno il mestiere di uccidere, sono pagati per questo</strong>». Definendoli «mercenari, farabutti, criminali».<br />
Ovviamente &#8220;Il Giornale&#8221; <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=385003" target="_blank">accosta</a> queste dichiarazioni a quelle di Farinella, che invece ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>«L’ordinario militare, nell’omelia per i funerali dei sei parà italiani, non ha speso una parola per i novanta morti civili in quell’attentato. I morti italiani e afghani sono tutti uguali. L’ uniformità retorica presente in Italia non mi appartiene. Il concetto di Patria che ha questo Governo non mi appartiene. La mia patria è il mondo intero».</p></blockquote>
<p>Basta leggere la breve parte dell&#8217;articolo a firma di Diego Pistacchi per rendersi conto un&#8217;altra volta come sia facile gettare fango sull&#8217;opposizione parlamentare o clericale che sia, facendo leva su sentimenti &#8220;buonisti&#8221; che disapprovo.<br />
<span style="color:#008000;"><strong>Sono in totale disaccordo con De Capitani</strong></span>, non credendo che tutti i militari siano andati in Afghanistan per uccidere o per i soldi. Certamente ci sono quelli andati per i soldi ma non è questo il punto, non sono loro la pietra dello scandalo, semmai uno Stato che sfrutta le tragedie di un popolo ai fini di mettere le mani su un territorio strategico per il trasporto del gas. Di regimi feroci come i talebani ce ne sono in tutto il mondo, caso strano si va lì a portare la democrazia. E smettiamola con la favoletta dell&#8217;11 Settembre.<br />
<span style="color:#008000;"><strong>Quello che è veramente stucchevole è da un lato, come dice giustamente Farinella, il risalto mediatico che viene dato alla morte degli italiani in contrapposizione al &#8220;silenzio&#8221; o al minor spazio dedicato ai civili autoctoni e dall&#8217;altro che se muore un operaio facendo il suo lavoro si sentono 2 minuti di servizio al Tg3 mentre se muoiono dei soldati si celebrano i funerali di Stato e li si definisce eroi.</strong></span><br />
Allora eroi sono tutti quelli che muoiono facendo il proprio lavoro&#8230;</p>
<p>Ed infine piccola perla, non di Fanzaga ma decisamente inerente ed involontariamente comica&#8230;</p>
<p>Audio 2 <span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=https%3A%2F%2Fwww.opendrive.com%2Ffiles%3F5620072_shd3W' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p>E&#8217; una lettera (non mi ricordo su che giornale) indirizzata a De Capitani. <span style="color:#008000;"><strong>Toglieteci le parole &#8220;mercenari&#8221; e &#8220;noglobal&#8221; e&#8230; cavoli&#8230; sembra la descrizione letterale di Fanzaga.</strong></span></p>
<p>Oppure leggendo un pezzo di <a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=45330&#38;idsezione=1">questo &#8220;imparziale&#8221; articolo</a>: <strong>&#8220;Questo prete rosso è estremamente politicizzato, odia il centro destra, e ricorre sul suo sito web a insulti, ingiurie e a diffamazioni gratuite verso esponenti politici.&#8221;</strong> ovviamente riferito a De Capitani&#8230;penso&#8230; Ma perchè non c&#8217;è nessuno che dice anche <span style="color:#008000;"><strong>&#8220;Questo prete è estremamente politicizzato, odia il centro sinistra, e ricorre sulla sua radio a insulti, ingiurie e a diffamazioni gratuite verso esponenti politici e giornali.&#8221;</strong></span><span style="color:#008000;"><strong><span style="font-size:x-small;"></span></strong></span> parlando di Fanzaga? Lo dico io, di Fanzaga, che continua a guardare e riportare il mondo con i paraocchi che gli fanno vedere la direzione che gli fa comodo.</p>
<p>*********<br />
IL Caffè: (cattive ragazze, emergenza a milano: si prostituiscono in un ipod, picchiano le rivali in amore, fanno uso di droghe) <strong>caro adamo stai attento, quando eva tresca con il serpente la tua vita diventa un eterno tormento.</strong></p>
<p>*********</p>
<p>Audio 1: <a href="https://www.opendrive.com/files?5620056_AHwih">https://www.opendrive.com/files?5620056_AHwih</a><br />
Audio 2: <a href="https://www.opendrive.com/files?5620072_shd3W">https://www.opendrive.com/files?5620072_shd3W</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La merce di scambio siamo noi / 1]]></title>
<link>http://femminileplurale.wordpress.com/2009/09/25/la-merce-di-scambio-siamo-noi/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 03:17:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>isaroseisarose</dc:creator>
<guid>http://femminileplurale.wordpress.com/2009/09/25/la-merce-di-scambio-siamo-noi/</guid>
<description><![CDATA[«Non è chiaro chi uscirà vincitore dalla complessa partita che si sta giocando nel rapporto Stato (o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-865" title="vauro scappa eluana" src="http://femminileplurale.wordpress.com/files/2009/09/vauro-scappa-eluana2.gif" alt="vauro scappa eluana" width="600" height="401" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333333;"><em>«Non è chiaro chi uscirà vincitore dalla complessa partita che si sta giocando nel rapporto Stato (o meglio governo) e Chiesa cattolica in queste settimane, tra minacce, aggressioni, ricatti e promesse. [...] Se non è chiaro chi e come vincerà, è chiaro chi perderà: noi cittadini. Perché la merce che i nostri governanti (e coloro che aspirano a sostituirli) sono disposti a scambiare in cambio della benevolenza della Chiesa è la nostra libertà non solo di opinione, ma di comportamento su questioni rilevanti per la nostra vita e per il senso che le attribuiamo: che tipo di coppia fare, se e quando fare figli e se accettare di portare a termine una gravidanza non desiderata, come essere curati e come essere accompagnati alla morte (ovvero lasciati andare) quando ogni cura non è più possibile».</em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Chiara Saraceno, </em><a href="http://www.lucacoscioni.it/rassegnastampa/il-grande-scambio-sui-diritti-civili"><em>Il Grande Scambio sui diritti civili</em></a><em>, Repubblica 07 settembre 09.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ecco a voi, in cinque atti, la <strong>partita politica</strong> in cui gli ostaggi siamo noi cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Atto primo.</strong> La Cassazione stabilisce che ad Eluana Englaro, in stato vegetativo persistente dal 1992, possano essere sospese idratazione e nutrizione. Si tratta solo di trovare una struttura che si faccia avanti. La clinica friulana La Quiete si propone, il ministro Sacconi, evidentemente affascinato dalle leggi <em>ad personam</em>, emette al volo la cosiddetta direttiva<em>-</em>Elnglaro che, guarda caso, stabilisce che interrompere la nutrizione e l&#8217;idratazione di una persona in stato vegetativo persistente rappresenti un &#8220;atto oggettivo di abbandono del malato&#8221;. La storia va a finire come sapete, bottiglie pagnotte sit-in e oscenità varie (soprattutto contro il padre) comprese.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Atto secondo.</strong> L&#8217;<a href="http://www.mdc.it/">MDC</a> (Movimento per la difesa del cittadino) fa ricorso contro la direttiva di Sacconi. Nel frattempo il clima politico si scalda. Fini <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/testamento-biologico-2/fini-festa-pd/fini-festa-pd.html">alla festa del PD</a> promette che farà il possibile per &#8220;correggere&#8221; il testo di legge sul fine vita. Dice: &#8220;Non si tratta di <em>favorire</em> la morte, ma di <em>prendere atto</em> dell&#8217;impossibilità di impedirla&#8221;. Complesso ma preciso.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Atto terzo</strong>. Dopo gli scandali sessuali e il tiro a segno di Littorio Feltri con Boffo, Berlusconi promette esplicitamente alla Chiesa di ripagarle i danni morali con una bella legge sul testamento biologico che rinnovi la Santa-Allenza e il Patto-Di-Non-Belligeranza tra destra e cattolici. D&#8217;altronde, si sa: a sinistra si potrebbe addirittura rischiare di pensare ai Dico. &#8220;I rapporti del governo con la Chiesa e i miei personali con chi guida con prestigio e autorevolezza la Chiesa cattolica sono sempre eccellenti. Li consolideremo nei prossimi mesi con il testamento biologico&#8221;, dice Berlusconi. Papale papale (alla lettera). E, caso mai qualcuno avvesse ancora dei dubbi, capiamo tutti che il testo Calabrò è un <em>cadeau</em> al Vaticano.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Atto quarto</strong>. I giudici del Tar del Lazio si dichiarano incompetenti a decidere sulla direttiva di Sacconi. Però ribadiscono la &#8220;non obbligatorietà delle cure&#8221;, cioè esattamente ciò che la legge Calabrò viola. Sacconi <a href="http://salute.aduc.it/notizia/caso+englaro+dopo+sconfitta+tar+sacconi+roccella_112510.php">dice che è una vittoria</a>, visto che il Tar si è dichiarato incompetente. Mah. L&#8217;MDC <a href="http://www.mdc.it/it/testamento_biologico_alimentazione_forzata_tar_lazio_su_ricorso%20_mdc_decisiva_volonta_del_paziente.html#">dice che è una vittoria</a>, visto che i giudici sottolineano che la volontà del paziente è decisiva. Mah. <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=NGTJZ">Rodotà dice</a> non è questa sentenza del Tar il punto importante, ma la <a href="http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_indice.asp?sez=indice&#38;Comando=LET&#38;NoDec=438&#38;AnnoDec=2008&#38;TrmD=&#38;TrmM=">sentenza del 2008</a> in cui la Corte Costituzionale afferma il diritto del paziente al <strong>consenso informato</strong>. Dove con consenso informato si intende la centralità di questi due diritti fondamentali: il <strong>diritto alla salute </strong><em><strong>più</strong></em><strong> il diritto all&#8217;autodeterminazione</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Atto quarto</strong>. Viene pubblicata da Il Foglio una &#8221;<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=NGUW9">Lettera per un disarmo ideologico</a>&#8220;. E&#8217; indirizzata a Berlusconi e dice:</p>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;"><span style="color:#808080;"><span style="color:#333333;"><em>E&#8217; preferibile e ancora possibile </em>cambiare strada<em>, non fare una legge che costringa a i parlamentari e gli italiani a scontrarsi su ciò che più li divide ma consenta agli uni e agli altri di accordarsi su ciò che maggiormente li accomuna e umanamente li affratella: la persuasione che il rapporto con la malattia, con le cure e con la morte (la propria o quella dei propri cari) appartenga a uno </em></span><span style="color:#333333;">spazio personale</span><span style="color:#333333;"><em> di cui la legge può prudentemente fissare i limiti &#8220;esterni&#8221; ma non i contenuti &#8220;interni&#8221;, che sono </em></span><span style="color:#333333;">interamente affidati</span><span style="color:#333333;"><em> alle relazioni morali e professionali che legano il </em></span><span style="color:#333333;"><em>malato</em></span><span style="color:#333333;"><em> al suo</em></span><span style="color:#333333;"><em> medico</em></span><span style="color:#333333;"><em> e ai suoi </em></span><span style="color:#333333;"><em>congiunti</em></span><span style="color:#333333;"><em>. [...] L&#8217;iper-regolamentazione giuridica del fine vita non contrasta solo con il senso di giustizia, ma il senso di realtà. </em></span></span></p>
<p style="text-align:justify;">Chi ha scritto queste sagge parole? Venti parlamentari della Pdl.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Atto quinto</strong>. E&#8217; ufficiale. Il PD non proietta nemmeno la propria ombra.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Update (1)</strong></em>: Una ventina di docenti universitari di filosofia ha sottoscritto un documento per contribuire al dibattito sulla legge: se vi interessa vederlo, sottoscriverlo o criticarlo lo trovate <a href="http://blog.centrodietica.it/?p=1369">qui</a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Update (2)</em></strong>:Quando Fini dice che &#8220;non si vuole favorire la morte, ma prendere atto dell&#8217;impossibilità di impedirla&#8221; sta citando praticamente alla lettera. Sapete che cosa? Il <a href="http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm#I.%20Il%20rispetto%20della%20vita%20umana">Catechismo della Chiesa cattolica</a>. Giuro. Art. 2278: &#8220;Non si vuole procurare la morte: si accetta di non poterla impedire&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In stato vegetativo si può apprendere!]]></title>
<link>http://pokankuni.wordpress.com/2009/09/20/in-stato-vegetativo-si-puo-apprendere/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 20:37:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittoria</dc:creator>
<guid>http://pokankuni.wordpress.com/2009/09/20/in-stato-vegetativo-si-puo-apprendere/</guid>
<description><![CDATA[Scienziati hanno scoperto che alcune persone in stato vegetativo e di minima coscienza possono appre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Scienziati hanno scoperto che alcune persone in stato vegetativo e di minima coscienza possono apprendere, e quindi dimostrare una forma almeno parziale di consapevolezza. La scoperta è riportata nell&#8217;edizione online odierna (20 settembre) di Nature Neuroscience. <!--more-->(&#8230;) Lo studio è stato realizzato da un&#8217;iniziativa congiunta fra l&#8217;Università di Buenos Aires (Argentina), l&#8217;Università di Cambridge (UK) e l&#8217;Istituto di Neurologia Cognitiva (Argentina). Usando il classico condizionamento pavloviano, i ricercatori facevano risuonare un certo suono subito prima di soffiare aria nell&#8217;occhio di un paziente. Dopo un certo tempo di &#8220;addestramento&#8221;, i pazienti cominciavano a stringere le palpebre in corrispondenza del suono, prima che l&#8217;aria venisse soffiata nell&#8217;occhio.<br />
<a name="more"></a><br />
Questo tipo di apprendimento richiede consapevolezza della relazione fra gli stimoli: il suono precede e preannuncia il soffio d&#8217;aria. Questo tipo di apprendimento non si è osservato in un gruppo di controllo, su volontari sottoposti ad anestesia.<br />
I ricercatori ritengono che questi pazienti, essendo in grado di imparare associazioni, possano anche formare ricordi, e che potrebbero trarre beneficio da attività di riabilitazione. (&#8230;)</p></blockquote>
<p>Leggi il resto dell&#8217;articolo <a href="http://www.scienceblog.com/cms/scientists-find-individuals-vegetative-states-can-learn-25337.html">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TESTAMENTO BIOLOGICO? - Il TAR Lazio dice NO!]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/09/18/testamento-biologico-il-tar-lazio-dice-no/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 23:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://termoli.wordpress.com/2009/09/18/testamento-biologico-il-tar-lazio-dice-no/</guid>
<description><![CDATA[La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che &#8220;a nessuno può essere imposta l&#8217;ali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che &#8220;a nessuno può essere imposta l&#8217;ali]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dagli scienziati, una lezione ai politici]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/09/16/una-lezione-ai-politici/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:32:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/09/16/una-lezione-ai-politici/</guid>
<description><![CDATA[Scienziati , medici e psichiatri il 19 settembre all’Università Roma Tre presentano in un confronto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Scienziati , medici e psichiatri il 19 settembre all’Università Roma Tre presentano in un confronto pubblico le nuove acquisizioni<br />
e scoperte. Utili a chi voglia fare buone leggi</em></p>
<p>di Simona Maggiorelli</p>
<div id="attachment_2108" class="wp-caption alignleft" style="width: 229px"><img class="size-medium wp-image-2108" title="sogno" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/09/sogno.jpg?w=219" alt="il sogno della farfalla" width="219" height="300" /><p class="wp-caption-text">il sogno della farfalla</p></div>
<p>Esistenza puramente biologica, vita delle piante e degli animali, vita umana. Realtà completamente diverse dal punto di vista scientifico. Ma in politica, sui media, perfino nei dibattiti culturali, la confusione è somma, a tutto vantaggio dei soliti cattolicissimi crociati per la vita. «Da ricercatori ci siamo accorti che anche fra le discipline che si occupano di questi ambiti c’è poca chiarezza e la ritroviamo poi nelle applicazioni &#8211; racconta la biologa Giulia Carpinelli che insieme al biologo Fabio Virgili e all’associazione Amore e psiche ha organizzato il convegno Dall’esistenza alla vita che si svolge il 19 settembre nell’aula magna di Lettere dell’università Roma Tre.</p>
<p>Fuori dai laboratori, invece, ciò che appare più evidente è la grande disinformazione che impera nei media italiani, per cui capita di leggere, su testate come Repubblica o Il Corriere articoli improbabili che discettano sull’attività onirica dei feti di pecora oppure di topi resi schizofrenici per sperimentare psicofarmaci. «La cosa che più colpisce &#8211; commenta Carpinelli &#8211; è che su questi argomenti ci possa metter bocca il profano e non lo scienziato. Nessuno oserebbe intromettersi in questioni di fisica. Invece su alcuni aspetti di biologia o medicina tutti sono pronti a dire la propria. Poi quando si parla di uomo diventa tutto ancora più complicato». Da dove origina questa situazione? «La scienza è sempre più frammentata &#8211; spiega la biologa &#8211; perché più specializzata, mancano collegamenti interdisciplinari. E capita che si parli molto dell’ultimo progetto annunciato come di grande importanza per l’uomo, anche se siamo ancora lontani dalla sua realizzazione. Mentre informazioni che possono dare un buon contributo alla comprensione di processi fisiologici e di patologie invece non ricevono adeguata attenzione». Così anche per cominciare a invertire questo processo scienziati e ricercatori di diverse discipline hanno deciso di uscire dai propri laboratori e si sono dati appuntamento all’università Roma Tre, il 19 settembre per un incontro pubblico in cui cominciare a riallacciare i fili di un dialogo interdisciplinare su ciò che caratterizza l’umano e rende la nostra specie assolutamente diversa dalle altre.</p>
<p>Un discorso di chiarezza scientifica che diventa quanto mai urgente in una temperie politico culturale come quella di oggi, intossicata dalle sempre più violente esternazioni del papa che lancia anatemi contro i farmacisti che vendono anticoncezionali pretendendo che il Parlamento italiano faccia leggi contro l’aborto, in difesa dell’embrione e via di questo passo. Anche per questo il convegno di Roma Tre, con il biofisico Pier Luigi Luisi ripercorrerà l’origine della vita sulla terra, a partire dalla materia inanimata (e non per creazione divina) e poi con l’antropologo molecolare Gianfranco Biondi, l’evoluzione dell’homo sapiens dagli ominidi. La neonatologa Gatti, il bioeticista Mori e lo psichiatra Masini, invece, affronteranno in termini specifici le caratteristiche che fanno l’unicità della specie umana. La novità del discorso proposto fa leva in particolare sulle nuove acquisizioni scientifiche riguardo alla trasformazione radicale che avviene alla nascita, quando &#8211; come scrive Maurizio Mori nel libro <em>Il caso Eluana Englaro</em> (Pendragon) «per ognuno di noi comincia il tempo biografico».</p>
<p>«I dati neurobiologici oggi ci permettono di distinguere nettamente lo stato fetale dallo stato neonatale e di chiarire i vari passaggi del cambiamento che scandisce la transizione dall’uno all’altro. La distinzione fra i due stati &#8211; spiega la neonatologa Maria Gabriella Gatti &#8211; non è mai stata storicamente delineata. Anzi tutt’oggi si cerca di annullarne il significato fondamentale per comprendere l’ontogenesi della vita umana». Sulle pagine di left-Avvenimenti  la neonatologa dell’università di Siena aveva spiegato in altre occasioni che riguardo allo stato fetale non si può parlare di vita umana ma soltanto di esistenza biologica, «perché nell’utero il feto ha solo un accrescimento di organi e di apparati, mentre la vita umana corrisponde all’inizio della vita psichica che avviene alla nascita. Detto in altre parole &#8211; aggiunge oggi la professoressa &#8211; il cambiamento biologico del feto sottostà alla trasformazione che avviene alla nascita che è legata alla comparsa della vita psichica». Allora ci aveva spiegato anche che il feto non può, per esempio, percepire della musica perché ha una struttura cerebrale immatura e fino alla nascita il suo sistema neurologico risulta deconnesso. Approfondendo quel discorso oggi aggiunge: «è deconnesso dal punto di vista dei neurotrasmettitori ma anche perché ci sono delle sostanze, dei neuromodulatori, che deprimono l’attività cerebrale. In estrema sintesi- conclude la Gatti &#8211; le ricerche mediche più nuove, specie quelle sullo sviluppo dei sistemi neurotrasmettitoriali, confermano che l’inizio dell’attività psichica è alla nascita e avvalorano l’idea che la stimolazione luminosa sia il fattore  importante nel modificare le proprietà funzionali, locali e sistemiche della realtà biologica del neonato. Ricerca neurobiologica e ricerca psichiatrica trovano qui un punto di convergenza».</p>
<p>E arriviamo così al nocciolo del discorso sull’umano che è specificamente psichiatrico. Il direttore della rivista di psicoterapia e psichiatria <em>Il sogno della farfalla </em>Andrea Masini nel convegno esplorerà con un metodo di indagine nuovo, il pensiero come caratteristica e funzione esclusivamente umana. «Il punto da cui sono partito è che il pensiero non cosciente è ciò che distingue la specie umana da quella animale, che non ce l’ha. Nella mia relazione cercherò di dire che cosa è il pensiero non cosciente e da che cosa possiamo dedurlo». In parole povere? «Fondamentalmente possiamo dedurlo dal bambino e dagli artisti &#8211; spiega lo psichiatra &#8211; Anche se ovviamente parliamo di due realtà diverse». Nella storia, anche quella più recente, la fantasia del bambino e la creatività dell’artista stentano a essere pienamente riconosciute. Illuministi e razionalisti vecchi e nuovi faticano a riconoscere la potenza del linguaggio non cosciente delle immagini. «Questo mi verrebbe da dire &#8211; commenta Masini &#8211; per colpa dei filosofi. Ma ancor più per colpa del pensiero religioso. C’è una antitesi inconciliabile fra questa realtà inconscia delle immagini di cui parliamo e il pensiero religioso. Perché la religione non può accettare che il pensiero abbia un’origine biologica e non abbia nulla di trascendente, di sovrannaturale. è stata la religione a negare la realtà di fantasia di immagini del bambino, dell’uomo, della donna e dell’artista». E questo si è tradotto in un deficit della cultura dominante. «Assolutamente sì, bisogna confrontarsi con il pensiero religioso, forti delle conoscenze scientifiche acquisite che ci dicono che la mente umana in nessun modo può essere materia di pertinenza religiosa. è realtà umana. E come tale va studiata, va capita». Farpassare questo messaggio nel dibattito pubblico implica che chi fa ricerca debba assumersi il compito anche di fare divulgazione, di parlare ai non addetti ai lavori, alla politica, come impegno civile. «Penso sia fondamentale in questo momento &#8211; sottolinea Masini -. Sia perché in politica ci sono in ballo questioni grosse che possono cambiare la vita delle persone, come la legge sul testamento biologico. Ma più in generale anche per un discorso culturale. L’incontro del 19 settembre è nato anche per incontrare  i politici. La mia speranza è che vengano e che siano disposti a dialogare perché credo che la scienza, in particolare questa ricerca scientifica, possa aggiungere qualcosa di molto nuovo al dibattito politico, dargli delle chiavi di lettura della realtà umana e per le decisioni che ne possono conseguire». Allora perché secondo lei la politica di sinistra, per definizione quella più progressista, si è dimostrata fin qui timorosa, esitante, nel far proprie le scoperte e le acquisizioni della ricerca scientifica? «Perché è tutta concentrata nell’andar d’accordo con il pensiero cattolico, che è sempre più feroce nelle sue espressioni», risponde Masini. La speranza è che prima o poi i politici di sinistra si sveglino rivendicando maggiore laicità delle istituzioni? «Questo è il grande scontro. La nostra ricerca può dare argomenti, sostenere culturalmente e scientificamente questa esigenza di laicità».</p>
<p>«Da parte degli studiosi e dei ricercatori oggi c’è bisogno di dare un’indicazione pubblica &#8211; aggiunge il presidente della Consulta di bioetica Maurizio Mori -. Le idee qualche volta hanno bisogno di legittimazione pubblica perché altrimenti non si radicano. Il nostro problema è assumere una dimensione pubblica. Oggi l’università è declinata come istituzione, la tv e la stampa fanno fatica, dovrebbero esserci dei partiti politici con questa funzione ma la situazione dei partiti di sinistra è ancora complicata. Nella società civile &#8211; conclude il bioeticista dell’università di Torino &#8211; c’è stata un’espansione delle esigenze di laicità su tutta una serie di tematiche. Non così dal punto di vista dei politici chiamati a fare le leggi. E questa è la condanna italiota».</p>
<p>da<span style="color:#993300;"> left-avvenimenti 18 settembre 2009</span></p>
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<p><strong>COSA CI RENDE ESSERI UMANI</strong></p>
<p><strong>Al Festival di Genova, neuroscienziati a confronto sulla domanda delle domande. In Italia,  psichiatria e neonatologia , su questo tema danno un contributo d&#8217;avanguardia</strong> di <span style="color:#800000;"><em><strong>Federico Tulli</strong></em></span></p>
<p>Guardando all’essere umano, alla sua nascita, al suo sviluppo e alla sua morte, è in pieno sviluppo un dibattito che affonda le sue radici nella filosofia greca e che oggi coinvolgendo le più disparate branche – alcune delle quali legate a filo doppio con la teoria evoluzionistica di Darwin – si sta facendo sempre più profondo e affascinante. Il confronto, s tutto raggio senza confini geografici, coinvolge neuroscienziati, antropologi, psichiatri, filosofi e storici della scienza e della medicina, e si pone l’obiettivo di dare una risposta coerente a quale sia lo specifico dell’uomo, vale a dire ciò che lo differenzia dalle altre specie.</p>
<p><strong>Al centro dell’attenzione di tutti c’è il funzionamento del nostro cervello</strong> e, con esso, la nascita, lo sviluppo e la “morte” del pensiero, con la morte biologica dell&#8217;individuo. A questi temi, l’organizzatore di Genova Scienza, Vittorio Bo, ha deciso di dedicare tre importanti lectio magistralis tenute da alcuni tra i più noti neuroscienziati al mondo, Sebastian Seung, Stanislas Dehaene e Michael Gazzaniga. I loro interventi toccano temi affrontati da una ricerca molto vivace nel nostro Paese, che il settimanale left segue da sempre con attenzione.</p>
<p>Al fstival di Genova sabato 24 ottobre2009, nell’incontro dal titolo “La foresta del cervello: addomesticare la giungla della mente”, Seung, che è docente di Neuroscienza computazionale al Mit di Boston, racconta le ultime ricerche sulla natura “informatica” del cervello umano, che «come un computer &#8211; secondo Seung- appare in grado di variare automaticamente la propria configurazione durante lo sviluppo». Per osservare questa modificazione si ispira al principio secondo cui per capire il funzionamento di una macchina occorre farla a pezzi. Il cervello, però, ovviamente non può essere disassemblato. I neuroni si estendono in rami, avviluppati l’uno all’altro. Dividerli significherebbe distruggerli, così &#8220;curiosamente&#8221; i neuroscienziati si affannano a fare il cervello in “fettine” sottilissime, le fotografano e analizzano questi scatti  con software ricercati. Il risultato finale? Una mappa a tre dimensioni dei neuroni e delle sinapsi, così elaborata che in passato è stato possibile effettuarla soltanto per i cervelli dei più minuscoli invertebrati. Secondo l’esperto del Mit, ci staremmo comunque affacciando a un’epoca la cui rivoluzione tecnologica sarà tale da farci produrre mappe per cervelli sempre più grandi e, chissà, forse un giorno anche del nostro.</p>
<p>Sabato 31 ottobre, nella conferenza dal titolo “I neuroni della lettura”, il docente di Psicologia cognitiva sperimentale al Collège de France, Stanislas Dehaene, si occuperà del «funzionamento del nostro cervello nell’elaborazione concettuale ed emotiva attraverso la lettura».  Come fa un cervello da primate come il nostro a imparare a leggere? Che cos’è la dislessia? Ci sono metodi di insegnamento della lettura migliori di altri? Dehaene risponderà a queste domande nella lectio che prende il titolo dal suo ultimo libro in uscita per Raffaello Cortina Editore, mostrando come nel corso dell’evoluzione l’acquisizione della capacità di leggere sia stata lenta, parziale e non priva di difficoltà «come indicano i ripetuti scacchi cui vanno incontro i bambini». Anche  la lectio magistralisdi Gazzaniga del 25 ottobre prende il titolo dalla sua ultima fatica. Il neuroscienziato, tra i primi a teorizzare la separazione degli emisferi cerebrali, svilupperà i temi affrontati in <em>Human. Quel che ci rende unici </em>(Raffaello Cortina Editore). Con particolare attenzione alle dinamiche mentali umane, il direttore del Sage center for the study of the mind alla university of California, analizza ciò che rende unico il nostro cervello e lo differenzia da quello degli altri animali, quale importanza hanno nel definire la condizione umana il linguaggio e l’arte e quale sia la natura della coscienza umana.<br />
Un punto che merita discutere è la tesi di Gazzaniga sull’abilità a imitare che sarebbe  propria dei neonati umani. Abilità che, secondo lo studioso, sarebbe «innata». Molti studi, spiega nel suo libro il direttore del Sage, hanno mostrato che i neonati da 42 a 72 minuti dopo la nascita sono in grado di imitare accuratamente le espressioni facciali. «Pensateci bene – sottolinea Gazzaniga -. Si può solo restare meravigliati di fronte a ciò che il cervello è in grado di fare a poco più di un’ora dalla nascita. Vede che c’è un volto con una lingua che fuoriesce, in qualche modo sa anche lui di avere un volto con una lingua sotto il suo controllo, decide che imiterà l’azione, trova la lingua nella lunga lista di parti del suo corpo a sua disposizione, fa una piccola prova, gli ordina di uscire fuori – ed ecco che esce fuori la lingua. Come fa a sapere che una lingua è una lingua e come fa a sapere come muoverla? Perché si preoccupa di fare una cosa del genere? Ovviamente non lo ha imparato a fare guardandosi allo specchio, né qualcuno glielo ha insegnato. L’abilità di imitare – ne deriva lo scienziato – dev’essere innata. L’imitazione è l’inizio dell’interazione sociale del neonato. I neonati imiteranno le azioni umane ma non quelle degli oggetti inanimati; capiscono che sono come le altre persone. Imitare gli altri è un potente meccanismo nell’apprendimento e nell’acquisizione della cultura. Di contro, l’imitazione “volontaria” del comportamento sembra rara nel regno animale».<br />
Altro punto nodale della teoria di Gazzaniga è che questa imitazione è legata alla percezione visiva dell’“oggetto” e può anche non essere cosciente, nel senso che può avvenire in maniera inconsapevole. Inoltre, il cognitivista ricorda che all’università di Amsterdam sono stati condotti esperimenti che «hanno dimostrato che gli individui che sono stati mimati sono più pronti ad aiutare e più generosi, non solo verso coloro che li hanno mimati ma anche verso le altre persone presenti che non sono state mimate». Questa dinamica, scrive ancora Gazzaniga, «attraverso un rafforzamento del comportamento diretto al sociale, potrebbe avere un valore per l’adattamento, agendo come collante sociale che tiene insieme il gruppo e rafforza la sicurezza del numero. Tali conseguenze comportamentali offrono un suggestivo sostegno a una spiegazione evoluzionista della mimica».<br />
Profondamente divergente da quella di Gazzaniga, in relazione alla capacità di rapporto interumano del neonato – e quindi a ciò che è specifico della nostra specie – è la teoria della nascita elaborata nel 1970 dallo psichiatra Massimo Fagioli con la pubblicazione di <em>Istinto di morte e conoscenza.</em> <strong> </strong></p>
<p>Nel riferirsi alle ultime scoperte in campo neurobiologico, la neonatologa dell’università di Siena Maria Gabriella Gatti ha mostrato in diverse occasioni le evidenze che distinguono il feto dal neonato sottolineando l’importanza della trasformazione che avviene alla nascita dell’essere umano, confermando così la teoria di Fagioli. «Gli studi sullo sviluppo dei sistemi neurotrasmettitoriali – racconta a left la scienziata – confermano che nel feto tali sistemi sono finalizzati al trofismo e all’accrescimento del cervello mentre la connessione e l’attivazione delle varie aree cerebrali e quindi l’emergenza del pensiero avvengono con la nascita. Premesso ciò – prosegue la Gatti – quella del neonato non è mai imitazione ma è una ricreazione con fantasia del rapporto vissuto ed è legata alla sua realtà interna». Questa capacità di rielaborare non è razionale e cosciente come quella della specie animale. Che invece fa un apprendimento finalizzato alla sopravvivenza e alla prosecuzione della specie. «A partire dalla nascita e nel primo anno di vita – aggiunge la neonatologa – il neonato ha, sì, un rapporto con la madre legato alla sopravvivenza perché prole inerme, però questo rapporto non è cosciente ma inconscio, cioè fatto, soprattutto, di immagini e affetti».<br />
<strong>Il bambino  non è una tavoletta di cera che si modella alla madre.</strong> «Quando il bambino si mette seduto non è perché vede gli altri sedersi. È vero, quel movimento del corpo fa parte di un timing di sviluppo innato, però tutto ciò che è “apprendimento”, tutto quello che è “cognitivo” è rielaborazione interna di un rapporto». E questo vale sia nel comportamento che nel linguaggio.<br />
«Chiaramente – continua la dottoressa – parole come “pane” o “acqua” vengono appresi da un’altra persona, però l’uso che il bimbo ne fa ha un proprio connotato interno, una sua individualità. Può ripetere il suono ma non ripete il contenuto del suono». Questa impostazione teorica è fondamentale anche per comprendere come l’uomo può diventare artista e creativo. «Possiamo dire che l’artista è colui che riesce a rappresentare un’immagine che è inconscia, e quindi a ricreare la fantasia che si realizza alla nascita e si sviluppa nel primo anno di vita», conclude la neonatologa.</p>
<p><em><strong>GenovaScienza, cinque strade verso il Futuro</strong></em></p>
<p>Quali effetti eserciteranno le ultime scoperte e teorie scientifiche sulla nostra vita quotidiana? Riusciremo a riprendere contatto con un futuro che è sfida, sogno, libertà, fantasia e possibilità per il domani? Un futuro dove scienza, arte, letteratura e filosofia si lascino andare a contaminazioni che solo la collaborazione e l’impegno collettivo possono realizzare? A questi e molti altri interrogativi il gotha della ricerca internazionale è chiamato a rispondere nel corso della settima edizione del festival della Scienza, in programma da oggi al primo novembre prossimo a Genova. Con un programma di grande spessore culturale e scientifico allestito dal direttore della manifestazione Vittorio Bo, che ruota intorno al tema del “Futuro” e nel quale si intrecciano una lunga serie di eventi studiati per stimolare l’interesse del pubblico di qualsiasi età, livello di conoscenza, matrice sociale. Mostre, laboratori, exhibit fotografici, conferenze, tavole rotonde, workshop, spettacoli teatrali, performance musicali e proiezioni cinematografiche – suddivisi in cinque percorsi tematici: il Futuro della tecnologia; il Futuro della vita; il Futuro dell’universo; il Futuro della natura; il Futuro delle idee – costituiscono un corpus capace di superare la tradizionale contrapposizione tra cultura scientifica e umanistica, interpretando e raccontando la scienza con un approccio contemporaneo, grazie alla sperimentazione di format e linguaggi inediti (Info: www.festivalscienza.it). Grandi protagonisti sono senza dubbio Galileo e Darwin. Il primo “celebrato” sia dal nuovo libro di Enrico Bellone, <em>Galilei e l’abisso</em> (Codice edizioni), sia dal matematico Piergiorgio Odifreddi che commenterà Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene, attribuito al genio pisano, e letto per l’occasione dal premio Nobel Dario Fo. Il secondo, dal paleontologo Niles Eldredge nella sua lectio magistralis e in due conferenze spettacolo che vedranno protagonisti Elio di Elio e le Storie tese a fianco dello storico della scienza Emanuele Coco in un incontro dal titolo “Il Teatro dell’evoluzione”, e Luca Bizzarri e Patrizio Roversi che portano in scena “Darwin e Fitzroy, viaggiatori per caso”, testo ispirato al libro <em>Questa creatura delle tenebre</em> (Nutrimenti Editore) di H. Thompson per una lezione insolitamente divertente tra scienza e storia. Da segnalare poi Historie d’H, un’anticipazione del nuovo documentario sull’Hiv presentato in anteprima mondiale a Genova e accompagnato da una conferenza a cui partecipa il più importante studioso del virus, il premio Nobel 2008 per la Medicina Luc Montagnier, fortemente critico nei confronti delle ultime scoperte in questo campo. Nell’anno internazionale dell’Astronomia YA2009 non può infine mancare il contributo di National geographic channel a questo evento. Con un’anteprima del documentario in alta definizione “Mondi alieni”, uno straordinario viaggio nello spazio più profondo alla scoperta dei pianeti che si trovano fuori dal nostro sistema solare, e una rassegna di documentari su scienza e tecnologia. Un modo originale per capire i diversi aspetti della realtà in cui viviamo, i cambiamenti in atto e il futuro che si prospetta all’umanità. <span style="color:#800000;"><em><strong>left 42/2009</strong></em></span></p>
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<title><![CDATA[Libertà di uccidere anche la libertà di opinione]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/2009/09/15/liberta-di-uccidere-anche-la-liberta-di-opinione/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 10:24:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblicato da Massimo Pandolfi Gio, 10/09/2009 &#8211; 11:06 Denunciati per Eluana, vogliono toglier]]></description>
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<title><![CDATA[Notizie in pillole #10]]></title>
<link>http://zagial.wordpress.com/2009/09/08/notizie-in-pillole-10/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 08:17:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Enrico</dc:creator>
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<description><![CDATA[* Questa mi era sfuggita: dopo &#8220;Luca era gay&#8221;, ora Povia sta scrivendo una canzone su El]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" title="Jamie Dornan nude" src="http://gay.skinindex.com/archives/jamie-dornan-nude.jpg" alt="" width="461" height="636" />* Questa mi era sfuggita: dopo &#8220;Luca era gay&#8221;, ora Povia sta scrivendo <a title="TvBlog" href="http://www.tvblog.it/post/14527/povia-vince-il-mogol-e-prenota-sanremo-con-un-brano-su-eluana-englaro" target="_blank">una canzone su Eluana Englaro</a> da presentare a Sanremo 2010.</p>
<p style="text-align:left;">* La Nike contro la Padania, si rifiuta di <a title="Daniele Sensi" href="http://danielesensi.blogspot.com/2009/08/nike-contro-padania.html" target="_blank">scrivere &#8220;Padania Libera&#8221;</a> sulle scarpe ordinate da un cliente&#8230; Grandi!!</p>
<p style="text-align:left;">* Eh beh, perché no? <a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/libia-svizzera/libia-svizzera/libia-svizzera.html" target="_blank">Domandare è lecito</a>&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">* Un modo come un altro per arrotondare&#8230; Il <a title="Porno Marketing" href="http://www.pornomarketing.com/main.html" target="_blank">porno marketing</a>!!</p>
<p style="text-align:left;">* Secondo voi chi sono <a title="Paul the wine guy" href="http://www.paulthewineguy.com/post/178752087/gossip-captato" target="_blank">questi qua</a>?</p>
<p style="text-align:left;">
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<title><![CDATA[Fulvio de Nigris - Libertà di scelta e diritto di cura]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/2009/10/16/fulvio-de-nigris-liberta-di-scelta-e-diritto-di-cura/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:01:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Resto Del Carlino &#8211; Bologna &#8211; Libertà di scelta e diritto di cura di Fulvio de Nigris]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Resto Del Carlino &#8211; Bologna &#8211; Libertà di scelta e diritto di cura di Fulvio de Nigris]]></content:encoded>
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