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	<title>emigranti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/emigranti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "emigranti"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:18:27 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Eu si Scientology]]></title>
<link>http://danrum.wordpress.com/2009/12/22/eu-si-scientology/</link>
<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:54:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Multi au auzit de biserica Scientoloaga. Multi vorbesc si in necunostinta de cauza, multi nici macar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Multi au auzit de biserica Scientoloaga. Multi vorbesc si in necunostinta de cauza, multi nici macar]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Diaspora cetatii Romania]]></title>
<link>http://danrum.wordpress.com/2009/12/09/diaspora-cetatii-romania/</link>
<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 19:25:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cum fac parte din Diaspora, ca-mi place sau nu, sint un umil servitor al statului roman. Decartam di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cum fac parte din Diaspora, ca-mi place sau nu, sint un umil servitor al statului roman. Decartam di]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[M-am prostit si am votat]]></title>
<link>http://danrum.wordpress.com/2009/12/08/m-am-prostit-si-am-votat/</link>
<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 11:53:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Asa cum i-am spus literei A, am sa scriu de votare. Am ajuns acolo la AMBA. Tot acolo era de cind am]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Asa cum i-am spus literei A, am sa scriu de votare. Am ajuns acolo la AMBA. Tot acolo era de cind am]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mauro Palma: "Nel Trattato di Lisbona opportunità di garantire i diritti sociali"]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/29/mauro-palma-nel-trattato-di-lisbona-opportunita-di-garantire-i-diritti-sociali/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:21:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1609" title="Mauro Palma" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è svolto a Napoli venerdì e sabato, i relatori del focus su Cittadinanza, Diritti Sociali ed Inclusione hanno discusso di beni comuni, politiche sociali e flexicurity, obiettivi di Lisbona che il Trattato introduce nelle norme scritte dell&#8217;Unione Europea</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#008000;"> </span></strong></p>
<p>Venerdì pomeriggio, in uno dei focus più importanti in materia di lotta a tutte le forme di povertà nella nostra Europa Mauro Palma (Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d&#8217;Europa) ha moderato il dibattito sulle garanzie che la Ue assicura alle persone che vivono nell&#8217;area dei 27 (e soprattutto su quelle che non assicura affatto e questo è proprio lo spazio che si apre all&#8217;azione politica che riguarda l&#8217;Europa). La conferenza si è svolta presso il Maschio Angioino di Napoli.</p>
<p>L&#8217;impostazione del Trattato di Lisbona è, contrariamente a quello che spesso si pensa, per l&#8217;Economia Sociale di Mercato e non per i due sistemi che hanno portato l&#8217;uno all&#8217;attuale crisi economica e ad infinite guerre e brutture, l&#8217;altro all&#8217;azzeramento dell&#8217;iniziativa privata e delle persone (e c&#8217;è un 3 per cento tendente al 2 per cento che in molti paesi come Italia, Spagna e Francia ancora insiste). Ma questa Economia Sociale di Mercato è tutta da fare. Non sembra che ne facciano parte gli immigrati extraeuropei ed europei, che sono carne da cannone dell&#8217;industria a basso costo con il beneplacito di leggi razziste, non sembra che ci stiano nella bambagia i precari e pensionati autoctoni, che appena aprono bocca sono razzisti ma l&#8217;attenzione dei professori illuminati dei partiti rivoluzionari per questi occidentali si ferma lì, perchè i cittadini di oggi per il resto spesso non sono operai nè braccianti e non starebbero bene sul quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.</p>
<p>Andrea Fumagalli è intervenuto proprio sulla flexicurity, la parola magica che per i liberisti all&#8217;italiana significa che quelli che perdono il lavoro stanno al sicuro a causa della libertà di investire le proprie competenze sul mercato. Ma che fine fa la flexicurity se uno è immigrato e perde il lavoro (che non sempre è regolare nel mondo reale) rischiando la repressione? se uno è pensionato al minimo e i costi di tutto, specialmente quelli di chi ha un modello di consumi che non prevede acquisti di lusso ma ordinari, salgono mentre agli enti locali vengono tolti i mezzi per fare assistenza? cosa succede se la formazione anche quando c&#8217;è conta poco, perchè chi avvia imprese per lo stato ultraliberista non esiste e per la sinistra residuale è un padrone delle ferriere?</p>
<p>Andrea Fumagalli, docente dell&#8217;Università di Pavia, da parte sua ha fatto notare che in Danimarca ed in Olanda c&#8217;è la flexicurity, ma ciò significa coerentemente presenza di ammortizzatori sociali, di formazione e di accesso al mercato del lavoro sulla base delle competenze. E senza troppe discriminazioni che (come è reso evidente per contrasto dalla solidità oltre le crisi e dalle capacità di rinnovamento di paesi come Danimarca, Olanda, USA, Svezia, Regno Unito che hanno una cultura di scambio con gli altri) sono zavorre che non aiutano il corretto sviluppo del mercato in nazioni come Grecia, Italia, Francia e Spagna, stati che (basta guardare le leggi, le carceri e talvolta i disordini di stranieri che non ce la fanno più) hanno puntato soltanto sulla repressione.</p>
<p>Altrove le leggi sull&#8217;immigrazione sono anche rigorose, ma il discorso è che poi non si fanno le differenze. In altri casi abbiamo situazioni che apparentemente sono aperte ma poi recludono non solo stranieri ma in blocco chi vive nelle periferie in stati di emarginazione (Francia) oppure situazioni in cui per comprimere gli emigranti nello schema di pura forza lavoro (si vedano le leggi italiane) si finisce per ignorare anche la realtà, cioè che non si può chiedere agli immigrati di raggiungere condizioni perfettamente stabili nel lavoro quando il mercato del lavoro non ne offre in generale, e soprattutto che costringerli alla clandestinità serve solo a permettere a chi sfrutta di farne concorrenti al ribasso.</p>
<p>Nel corso del dibattito Giuseppe Bronzini, di Magistratura Democratica, ha ricordato che quell&#8217;articolo 6 del Trattato di Nizza che tutela i diritti sociali acquista un valore giuridico con l&#8217;attuale affermazione del Trattato di Lisbona. Il vituperato progetto di costituzione europea infatti contiene anche cose buone, stratificate nelle norme che eredita anche dai Trattati passati (l&#8217;Europa è una casa che non si costruisce in un giorno). Venendo all&#8217;opinione di Bronzini, &#8220;sancire che i livelli minimi di trattamento sociale raggiunti ad oggi non devono essere inficiati significa che il giudice ordinario potrà essere interpellato per ottenere il rispetto delle garanzie primarie europee&#8221;.</p>
<p>Un fatto davvero interessante è che il giudice potrà anche disapplicare le norme nazionali qualora queste cozzino visibilmente contro i diritti che l&#8217;Europa impone. In un paese che in genere ha un numero di cinque donne su ventidue ministri e dove alcuni cittadini sono morti pestati in caserma una novità del genere non è propriamente un dettaglio, perchè potrebbe produrre la positiva imposizione di standard occidentali.</p>
<p>Gli altri relatori, Raymond Van Herman per il Forum permanente della società civile europeo, Pietro Barbieri presidente della Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap e Antonello Scialdone dell&#8217;Isfol, l&#8217;organizzazione che si occupa di formazione, come pure Enrico Tedesco (dell&#8217;associazione Polis) e Francesco Fioretti (dell&#8217;associazione Enzo Aprea di Avellino) hanno sottolineato sotto vari aspetti  la necessità che l&#8217;Europa si attrezzi a garantire quella che è la base dell&#8217;esercizio dei diritti politici e cioè l&#8217;esistenza dei diritti sociali minimali.</p>
<p>Mauro Palma, come presidente del comitato che si occupa di contrasto alla tortura per il Consiglio d&#8217;Europa quindi per la diffusione dei diritti anche oltre la Ue di oggi, ha parlato in maniera accorata della opportunità di estendere i diritti di tutte le persone che vivono nello spazio europeo e non soltanto le garanzie contro gli abusi ma anche quelle che mettono gli immigrati e tutti i cittadini nelle condizioni di non cadere in situazioni che spesso vengono risolte dagli stati nazionali soltanto con la repressione. &#8220;Bisogna fare uno sforzo &#8211; ha detto Mauro Palma &#8211; per far valere nel diritto europeo le norme che vanno in questa direzione&#8221;. E&#8217;  un impegno, si può aggiungere, al quale non bisogna sottrarsi. Ma la strada sarà molto lunga.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scudo fiscale: frontalieri salvi]]></title>
<link>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/11/18/scudo-fiscale-frontalieri-salvi/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 20:57:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>ellieglialtri</dc:creator>
<guid>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/11/18/scudo-fiscale-frontalieri-salvi/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; ormai ufficiale. I frontalieri non saranno sottoposti allo scudo fiscale. L&#8217;unico obb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://ellieglialtri.wordpress.com/files/2009/11/valico_ponte_tresa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1630" title="Valico_Ponte_Tresa" src="http://ellieglialtri.wordpress.com/files/2009/11/valico_ponte_tresa.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>E&#8217; ormai ufficiale. I frontalieri non saranno sottoposti allo scudo fiscale. L&#8217;unico obbligo è il pagamento di 26 Euro di multa, una sorta di mini sanatoria. Chiarita anche la questione degli emigranti. Saranno sottoposti alle stesse condizioni dei frontalieri se risiedono all’estero da almeno 5 anni.<!--more--><br />
</strong></p>
<p>I lavoratori frontalieri sono salvi. Con la <a href="http:/www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&#38;id=14360" target="_self">circolare numero 48</a>/E diffusa il 17 novembre dal ministero delle Finanze il fisco chiarisce che restano fuori dallo scudo i depositi e i conti correnti aperti presso banche estere per l&#8217;accredito degli stipendi da parte dei dipendenti di ruolo pubblici in servizio all&#8217;estero: questi lavoratori, secondo l&#8217;Agenzia, non hanno l&#8217;obbligo di rispettare il monitoraggio fiscale (cioé di compilare il modulo RW della dichiarazione dei redditi), la cui violazione è una delle condizioni per aderire allo scudo. Come si legge sul sito de Il Sole 24 ore, non saranno toccati dal provvedimento i lavoratori dipendenti transfrontalieri e i dipendenti di imprese multinazionali che lavorano all&#8217;estero.</p>
<p>Secondo il fisco &#8211; si legge sul sito del &#8220;Sole&#8221; &#8211; questi contribuenti avrebbero dovuto dichiarare nel modulo RW della dichiarazione dei redditi. Infine si legge che dato che si tratta di disponibilità all&#8217;estero derivanti da redditi assoggettati a tassazione alla fonte, il fisco permette a questi frontalieri di regolarizzare la propria posizione fino al 2008 presentando una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW pagando una sanzione minima di 26 euro.</p>
<p>I frontalieri quindi non devono scudare gli stipendi accreditati sui conti aperti presso le banche estere. Chiarita anche la <a href="http:/www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&#38;id=14335" target="_self">questione degli emigranti</a>. Saranno sottoposti alle stesse condizioni dei frontalieri se risiedono all’estero da almeno 5 anni.</p>
<p><strong>CORRELATI:</strong></p>
<p><strong><a href="http:/ellieglialtri.wordpress.com/2009/10/14/scudo-ritorsioni-contro-l’italia/">Scudo: le ritorsioni della Svizzera</a></strong></p>
<p><strong><a href="http:/ellieglialtri.wordpress.com/2009/11/02/scudo-fiscale-comunita-montane-preoccupate/" target="_self">Scudo: i timori delle comunità montane</a></strong></p>
<p><a href="http:/ellieglialtri.wordpress.com/2009/10/17/frontalieri-capro-espiatorio-dello-scudo/"><strong>Frontalieri: capro espiatorio dello scudo</strong></a></p>
<p><strong><a href="http:/ellieglialtri.wordpress.com/2009/11/22/frontalieri-un-dubbio-al-giorno/" target="_self">Frontalieri: un dubbio al giorno</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[România,ţara tuturor posibilităţilor]]></title>
<link>http://sebra.wordpress.com/2009/11/03/romaniatara-tuturor-posibilitatilor/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 07:56:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>sebra</dc:creator>
<guid>http://sebra.wordpress.com/2009/11/03/romaniatara-tuturor-posibilitatilor/</guid>
<description><![CDATA[Visul american a murit,ca si legendele legate de acesta.Vapoarele pline de emigranţi ,ce puneau stăp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Visul american a murit,ca si legendele legate de acesta.Vapoarele pline de emigranţi ,ce puneau stăpânire pe pământul virgin al Americii ,căutătorii de aur şi petrol,au rămas doar scenarii demne de Hollywood.Şi cinematografia românească a marcat istoria acelor timpuri cu pelicule din seria  „Petrolul,dolarii şi ardelenii” ,mulţi dintre noi ,le-am văzut la cinema cu 6 lei biletul( ehei ce vremuri),alţii le descoperă acum pe youtube.<br />
 La începutul lunii septembrie, conform datelor furnizate de <a href="http://www.insse.ro/cms/files/arhiva_buletine2009/bsl_7.pdf">Institutul Naţional de Statistică </a> , rata inflaţiei ajunsese la 5,3% ,rata şomajului a crescut la 6,6% în luna august 2009 ,faţă de 3,8%  august 2008, s-a înregistrat o scădere a PIB-ului cu ~4% în trimestrul II 2009,faţă de aceeaşi perioada din 2008.Mai putem adauga şi creşterea ameţitoare a cursului euro până la 4,3047, şi  faptul că România s-a împrumutat anul acesta cu 33 mld.euro,criza politică şi multe alte probleme.Aceste cifre ar fi suficiente să pună pe fugă pe oricine către o viaţă mai bună.Mai ales pe oricine din interior.Dar se pare că,noi suntem cârcotaşi şi nemulţumiţi ,altfel cum se explică exodul brusc spre România în 2009 a cetăţenilor şi din Israel,Franţa,Germania,SUA ,Belgia,dar şi basarabeni în număr de ~3000 în lunile septembrie şi octombrie din anul acesta?Cifrele din 2009 ( ~9500)  sunt mari în comparaţie cu românii noi din 2007 (~200)  şi ~4500 în 2008 ,<a href="http://www.cotidianul.ro/capcanele_zilei_de_22_noiembrie_candidatul_voturile_si_moldovenii-102065.html">via..</a><br />
O fi ajuns România ,pământul făgăduinţei,sau doar ţara tuturor posibilitaţilor ,unde orice vot contează şi este plătit prin toate mijloacele posibile?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gentes]]></title>
<link>http://cantierepoesia.wordpress.com/2009/10/27/gentes/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 18:53:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>bugianen55</dc:creator>
<guid>http://cantierepoesia.wordpress.com/2009/10/27/gentes/</guid>
<description><![CDATA[E son contenta anch&#8217;io Pane acqua e tanta terra Dopo il mare E labbra spaccate dalla salsedine]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><address></address>
<address></address>
<address></address>
<address></address>
<address></address>
<address><em></em></address>
<address></address>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-192" title="Barconi" src="http://cantierepoesia.wordpress.com/files/2009/10/barconi3.jpg?w=300" alt="Barconi" width="300" height="300" /></p>
<address></address>
<address><em><br />
</em></address>
<address><em></em></address>
<address><em></em></address>
<address>E son contenta anch&#8217;io</address>
<address>Pane acqua e tanta terra</address>
<address>Dopo il mare</address>
<address>E labbra spaccate dalla salsedine</address>
<address>Ed il rumore della gente</address>
<address>Arriva da lontano</address>
<address>Puzza di orina e sudore</address>
<address>E non c&#8217;è spazio per pensare</address>
<address>E se qualcuno mi tenesse le mani</address>
<address>(almeno una sola)</address>
<address>Quando di notte la temperatura cala</address>
<address>Fuori e dentro il cuore</address>
<address>Se qualcuno mi dicesse che è normale</address>
<address>Umano avere tutta questa paura</address>
<address>Allora questo viaggio</address>
<address>Sarebbe un po&#8217; più dolce</address>
<address>E melodioso il canto</address>
<address>Che si alza per vincere il terrore</address>
<address>Di essere in tanti ed arrivare in pochi</address>
<address>E son contenta anch&#8217;io</address>
<address>Finché c&#8217;è pane</address>
<address>E ancora un po&#8217; d&#8217;acqua</address>
<p><a href="http://sottovento.over-blog.it/" target="_blank"><strong><span style="color:#800000;">Maria Attanasio</span></strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prolog]]></title>
<link>http://jurnalulunuiemigrant.wordpress.com/2009/10/12/prolog/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 21:18:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>cecauteuinviatamea</dc:creator>
<guid>http://jurnalulunuiemigrant.wordpress.com/2009/10/12/prolog/</guid>
<description><![CDATA[Acesta este noul meu blogusor. Nu puteam sa stau eu prea mult fara sa scriu, asa ca iaca-ta-ma. Pent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Acesta este noul meu blogusor. Nu puteam sa stau eu prea mult fara sa scriu, asa ca iaca-ta-ma. Pentru ca momentan sunt imigranta in Spania, inca una dintre cei multi, a capatat numele asta.</p>
<p>Sa fii imigrant roman e greu oriunde, mai ales in Spania sau Italia unde s-au saturat astia pana peste cap de noi. Pentru ca am avut niste probleme cu actele, anul asta va trebui sa muncesc si sa-mi aman masterul pentru la anu. Dar nu-i bai ca niste banuti in plus si putina experienta nu strica niciodata. Asta presupune insa, sa ma invart intr-un mediu putin atipic mie, printre oameni care toata viata au facut munca de jos si care sunt mult mai in varsta decat mine.</p>
<p>Problema cea mai mare este ca ma confrunt cu prejudecatile bastinasilor. Lumea din mediul asta nu prea judeca oamenii dupa caracter, majoritatea sunt romani si atat. Trebuie sa recunosc totusi ca faptul ca am studii superioare imi ofera oarecare privilegii. Oamenii nu se grabesc sa ma eticheteze si unii din ei imi acorda prezumptia de nevinovatie.</p>
<p>In cateva cuvinte inainte sa ma culc, cea mai inalta in grad daca se poate spune asa, adica sefa de sala este o romanca. Are 28 de ani, a fost casatorita, inainte a muncit in Italia si stie spaniola de la telenovele. Cred ca asta spune totul. Nu ma grabesc sa o judec, desi o idee mi-am facut despre ea, problema este ca lumea nu prea o sufera si pt k eu sunt tot romanca, risc sa mi-o cam iau pe coaja la nivel de socializare interculturala.</p>
<p>Am o colega lesbiana sau bisexuala, Dumnezeu stie ce e si cred k i-am picat cu tronc, lucru care ma sperie.  Iar colegii mei, eu sunt cea mai mica, cel mai batran are 60 si, media de varsta cred k e undeva la 30, sunt ahtiati dupa sex. Nush dak asa or fi toti spaniolii, da&#8217; astia isi baga limbile in urechi una doua si asta ma face sa fiu mereu in garda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Articole , posturi sau cum va vine la indemina]]></title>
<link>http://danrum.wordpress.com/?p=2649</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:38:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
<guid>http://danrum.wordpress.com/?p=2649</guid>
<description><![CDATA[Romani in DK Criza economica vazuta de romani si dane Tax&amp;Job Utile Masini in Danemarca Locuinte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Romani in DK Criza economica vazuta de romani si dane Tax&amp;Job Utile Masini in Danemarca Locuinte]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pitoresc,frumos,splendid,mirific,ametitor...poate e in alta parte! La noi NU!]]></title>
<link>http://traiminromaniasiastaneocupatottimpul.wordpress.com/2009/10/03/pitorescfrumossplendidmirificametitor-poate-e-in-alta-parte-la-noi-nu/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 20:07:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Teodor</dc:creator>
<guid>http://traiminromaniasiastaneocupatottimpul.wordpress.com/2009/10/03/pitorescfrumossplendidmirificametitor-poate-e-in-alta-parte-la-noi-nu/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3BnJXcjXT6I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3BnJXcjXT6I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ultimul post, cu dragoste...]]></title>
<link>http://danrum.wordpress.com/2009/10/02/ultimul-post-cu-dragoste/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 07:40:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
<guid>http://danrum.wordpress.com/2009/10/02/ultimul-post-cu-dragoste/</guid>
<description><![CDATA[Primul articol  l-am scris pe data de 1 octombrie 2008. Ieri s-a implinit anul de cand am scris pent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Primul articol  l-am scris pe data de 1 octombrie 2008. Ieri s-a implinit anul de cand am scris pent]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[5 parole per un vocabolario. La mia esperienza a Fahreneit]]></title>
<link>http://fundraisingnow.wordpress.com/2009/09/28/5-parole-per-un-vocabolario-la-mia-esperienza-a-fahreneit/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 19:47:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolo.ferrara</dc:creator>
<guid>http://fundraisingnow.wordpress.com/2009/09/28/5-parole-per-un-vocabolario-la-mia-esperienza-a-fahreneit/</guid>
<description><![CDATA[Nei giorni scorsi mi hanno chiesto di curare per Fahereneit di Radio3 la rubrica Voocabolario. Da og]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nei giorni scorsi mi hanno chiesto di curare per Fahereneit di Radio3 la rubrica Voocabolario. Da og]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AMO L'ITALIA ANCHE PER QUESTO]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/09/22/amo-litalia-anche-per-questo/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:29:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/09/22/amo-litalia-anche-per-questo/</guid>
<description><![CDATA[ACQUAFORMOSA (Cosenza) Un paese, in provincia di Cosenza, ACQUAFORMOSA, si è &#8220;deleghizzato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>ACQUAFORMOSA (Cosenza)</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-854" title="LOGO%20PROVA%202" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/09/logo20prova202.jpg" alt="LOGO%20PROVA%202" width="300" height="247" />Un paese, in provincia di Cosenza, ACQUAFORMOSA, si è &#8220;<strong>deleghizzato&#8221;.</strong> Dal 5 agosto 2009, ha detto no al carroccio, no alla Lega Nord. E&#8217; un comune di origini arberesh (albanese), che nel corso della storia ha conosciuto abbondantemente il fenomeno dell&#8217;emigrazione e quindi sente, nel profondo dell&#8217;animo della sua gente, il significato delle parole &#8220;migrante&#8221;, &#8220;straniero&#8221;, &#8220;diverso&#8221;, &#8220;meridionale&#8221;.</p>
<p>Molti degli abitanti di Acquaformosa sono partiti tra la fine dell&#8217;800 ed i primi del &#8216;900, altri fra le due guerre mondiali, recandosi soprattutto nelle Americhe; altri ancora, più tardi tra il 1950 e il 1970, si sono recati in diversi paesi europei: Germania, Francia, Olanda. </p>
<p>Forse è proprio per questi motivi che il Consiglio comunale ha approvato un provvedimento del sindaco, Giovanni Manoccio, che ha lanciato l&#8217;idea di una &#8220;battaglia di civiltà&#8221; contro il pensiero della Lega Nord, pur essendo al contempo disponibile ad avviare le procedure per un eventuale gemellaggio con un Comune del nord, retto dalla Lega.</p>
<p><strong>Ecco il decalogo, che costituisce parte integrante della delibera comunale, sui comportamenti da tenere in un paese &#8220;deleghizzato&#8221;:</strong></p>
<p>1) &#8211; Nel nostro paese non togliamo le panchine per gli immigrati, anzi le dotiamo di cuscini (cit. Gentilini)</p>
<p>2) &#8211; Nel nostro paese non disinfettiamo i luoghi dove vivono gli immigrati: i nostri luoghi sono puliti naturalmante (cit. Borghezio)</p>
<p>3) &#8211; Nel nostro paese è vietato scrivere &#8220;forza Etna&#8221; o &#8220;forza Vesuvio&#8221;: è consentito scrivere  &#8220;fate l&#8217;amore non la guerra&#8221; (cit. Pontida)</p>
<p>4) &#8211; Nel nostro paese è vietato fare gli esami di dialetto per l&#8217;insegnamento nelle scuole: basta l&#8217;esame di abilitazione Nazionale</p>
<p>5) &#8211; Nel nostro paese non sono ammesse le ronde: è consentito il libero passeggio e lo &#8220;struscio&#8221;</p>
<p>6) &#8211; Nel nostro paese sono abolite le magliette con scritte offensive verso l&#8217;Islam: meglio essere nudi che cretini (cit. Calderoli)</p>
<p>7) &#8211; Nel nostro paese non si possono cantare le canzoni che inneggiano alla &#8220;monnezza&#8221; di Napoli: si può cantare &#8220;O sole mio&#8221; (cit. Salvini)</p>
<p>8  - Nel nostro paese non occorre affermare di avercelo duro: tutti lo sanno già (ct. Bossi)</p>
<p>9) &#8211; Nel nostro paese non si può gridare &#8220;Roma Ladrona&#8221;: si può cantare &#8220;Roma capoccia&#8221; (cit. Maroni)</p>
<p>10) &#8211; Nel nostro paese Alberto da Giussano è ritenuto un dilettante al cospetto del nostro Giorgio Castriota Skanderbergh.</p>
<p>Quando poi si dice che l&#8217;Italia è un paese straordinario! Credo proprio che Acquaformosa meriti una bella gita turistica. Mi auguro che altri paesi facciano altrettanto, il decalogo di comportamento, non è cattiveria.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il racconto: immigrati, sangue e torture nelle carceri libiche]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/09/04/il-racconto-immigrati-sangue-e-torture-nelle-carceri-libiche/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 10:51:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[La comunità internazionale deve sapere. Siamo pronti a morire. Da ieri abbiamo iniziato uno sciopero]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-5468" title="phpThumb_generated_thumbnailjpg" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/09/phpthumb_generated_thumbnailjpg.jpg" alt="phpThumb_generated_thumbnailjpg" width="144" height="120" />La comunità internazionale deve sapere. Siamo pronti a morire. Da ieri abbiamo iniziato uno sciopero della fame. Abbiamo paura. Questi ci ammazzano. Meglio tornare nel nostro paese, fanculo la guerra, in Somalia almeno eravamo liberi. Qua dentro stiamo tutti impazzendo. Nessun essere umano potrebbe tollerare quello che sta accadendo qui. La comunità internazionale deve sapere». Dopo aver pubblicato le foto delle torture inflitte dalla polizia libica ai rifugiati somali arrestati sulla rotta per l’Italia e detenuti a Ganfuda, vicino Bengasi, siamo riusciti a raggiungere telefonicamente uno di loro. Questo è il suo drammatico racconto. Alle sue parole non rimane niente da aggiungere. <!--more--></p>
<p>«È cominciato tutto di sera, intorno alle 20. Dopo cena. Sai Ganfuda è una grande prigione. E al centro c’è un grande cortile. Dove ci portavano la sera per l’ora d’aria. All’epoca eravamo un migliaio, la metà somali. Quella sera, a un certo punto, somali e nigeriani hanno assaltato in massa il cancello per fuggire. I poliziotti erano sbalorditi. Erano in minoranza, non sapevano cosa fare. All’inizio ci hanno attaccato con i manganelli. Poi con i coltelli, e alla fine, quando la situazione era ormai fuori controllo, hanno iniziato a sparare, per spaventarci. Sparavano in aria. Ma alcuni sono stati feriti. Hai visto le foto che abbiamo mandato a Shabelle? Lì si vedono! Sono quelli con le garze alla schiena, li hanno portati in ospedale, e li hanno riportati in carcere dopo due o tre giorni. Da allora è un inferno. Ci tengono rinchiusi in cella 24 ore su 24, non possiamo nemmeno affacciarci alla feritoia della porta». «Io di cadaveri personalmente ne ho visti cinque. È stata la polizia a dirci il giorno dopo che i morti erano venti. Non conoscevo bene le vittime. Però due cari amici fanno parte del gruppo dei 130 che sono scomparsi. Tutti i giorni mi telefonano i loro familiari, da Mogadiscio, e mi chiedono notizie. Ma nessuno sa che fine abbiano fatto. Se siano riusciti a fuggire, o se siano in un altro carcere. Con uno di loro avevamo fatto il viaggio insieme. Eravamo partiti dal Sudan sulla stessa macchina. Quando ci hanno arrestato, sei mesi fa, avevamo appena attraversato il Sahara. Prima ci hanno portato nel carcere di Kufrah. Siamo stati lì per un mese. Poi ci hanno trasferito qui a Ganfuda. Dicevano che questo era il centro dei somali».</p>
<p>«Dopo il massacro ci hanno chiamato Amnesty e Human Rights Watch, dicendo che avrebbero avvisato le Nazioni Unite. Ma non abbiamo visto nessuno. Intanto dicono che ci sia stata una specie di amnistia. Un accordo tra la Libia e il governo somalo per cui una parte dei somali detenuti in Libia saranno rilasciati. Ma quell’accordo non vale per noi? Perché il nostro primo ministro non ci viene a visitare? L’unico modo per uscire è la corruzione. C’è uno strano giro sai. C’è un accordo tra gli intermediari somali e certi poliziotti libici. Paghi 1.100 dollari e sei fuori». «Voi da fuori non potete immaginare. Siamo disperati, ci lasceremo morire con questo sciopero della fame! Siamo persone, non possono trattarci come animali! Guarda, davanti a me c’è un ragazzo di 16 anni. Mi fa una pena. L’hanno accoltellato cinque volte, nella coscia. Siamo profughi, non possono trattarci così. Prendi il mio caso. Io ho 25 anni. Ho lasciato Mogadiscio alla fine del 2008. In Somalia non avevo un lavoro vero e proprio. Sai com’è la situazione. Il paese è allo sbando. Sono dovuto fuggire. L’inglese lo parlo così bene perché ho un fratello e una sorella a Londra. Il mio progetto era di raggiungerli. Ma non so se lo sia ancora. Vedi in Libia abbiamo perso la speranza. Non ci resta che la morte. È molto triste. Non riesco a spiegarti. Dovresti vedere con i tuoi occhi. Scrivi. Scrivi sul tuo giornale che chiediamo alla comunità internazionale, alle Nazioni unite e al governo somalo di venire qui a Ganfuda a vedere di persona quello che stiamo passando».</p>
<p>«Scrivi sul tuo giornale, che qui in carcere è peggio che in guerra. Perché non siamo liberi, perché abbiamo perso la nostra dignità. Perché siamo torturati. Prima non ti ho detto una cosa. Tu non sai cosa è successo dopo la rivolta. Per sette giorni, ogni giorno, a ogni cambio di turno, i militari entravano nella cella, senza dire niente, si guardavano intorno e poi iniziavano a picchiare. Ci prendevano a bastonate. Seminavano il terrore. Poi uscivano. E dopo qualche ora arrivava un altro gruppo. Che poi hanno una specie di manganello elettrico. Ma quello lo usavano soprattutto per torturare gli eritrei».</p>
<p>«Credimi. Ti ho detto la verità e voglio essere sincero fino in fondo. Gli eritrei sono stati torturati più dei somali. Molto di più. E sai perché? Perché sono cristiani. Per un problema di religione, i poliziotti sono così ignoranti… Alcuni ragazzi stanno impazzendo. La notte, quando tutti dormono a terra, loro restano in piedi e continuano a parlare al muro, come se avessero le allucinazioni». «Ora mi dici che l’Italia sta respingendo in Libia i somali fermati in mare, non so, forse sarebbe meglio rispedirci direttamente in Somalia. Non so come se la passano i respinti nei campi a Zuwarah e Tripoli, ma se è come da noi a Ganfuda, tanto vale che ci rimpatriate tutti. Portateci via. Dove volete. Anche in Somalia. Ma fateci uscire da qua».</p>
<p>Gabriele Del Grande</p>
<p><a href="http://www.unita.it/news/italia/87931/il_racconto_immigrati_sangue_e_torture_nelle_carceri_libiche">http://www.unita.it/news/italia/87931/il_racconto_immigrati_sangue_e_torture_nelle_carceri_libiche</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Quando emigranti eravamo noi...]]></title>
<link>http://lustozzudecarta.wordpress.com/2009/08/28/quando-emigranti-eravamo-noi/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 22:14:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>karnarakna</dc:creator>
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<description><![CDATA[articolo di Giulia Vola da Repubblica.it clicca il link qui sotto per vedere la galleria fotografica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-11/come-eravamo-noi/come-eravamo-noi.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-438" title="QuandoEmigrantiEravamoNoiJPEG" src="http://lustozzudecarta.wordpress.com/files/2009/08/quandoemigrantieravamonoijpeg.jpg" alt="QuandoEmigrantiEravamoNoiJPEG" width="682" height="317" /></a></p>
<p style="text-align:center;">articolo di <strong>Giulia Vola</strong> da <strong>Repubblica.it</strong></p>
<p style="text-align:center;">clicca il link qui sotto per vedere la galleria fotografica:</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/migranti/1.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/migranti/1.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Quando i migranti eravamo noi: "I nostri morti gettati nell'oceano"]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/08/28/quando-i-migranti-eravamo-noi-i-nostri-morti-gettati-nelloceano/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:58:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[BUENOS AIRES &#8211; Loro muoiono nel Mediterraneo. Quando gli emigrati eravamo noi, morivamo nell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5114" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/08/images294.jpg" alt="images" width="130" height="67" />BUENOS AIRES</strong> &#8211; Loro muoiono nel Mediterraneo. Quando gli emigrati eravamo noi, morivamo nell&#8217;Atlantico. &#8220;Buttarono nell&#8217;Oceano donne, un bambino e molti vecchi, in tutto quasi venti persone. Così raccontava mio padre&#8221;. Maria Dominga Ferrero vive in provincia di Cordoba, in Argentina, nella casa che suo padre comprò quando, nel 1888, arrivò alla &#8220;Merica&#8221; a bordo del &#8216;Matteo Bruzzo&#8217;. Una casa con i muri bianchi, la cucina grande, le stanze ariose e l&#8217;orto nel retro. &#8220;In barca gli dicevano &#8216;coma esto, gringo de mierda&#8217;, mangia questo. Era pane e vermi. Vide morire di fame una donna incinta. Ma cosa poteva fare?&#8221;. <!--more--></p>
<p>Maria parla un po&#8217; in piemontese e un po&#8217; in castigliano, mentre gira la minestra di verdure che bolle sul fuoco. &#8220;La solfa era la stessa. La differenza era che se sopportavi il male potevi fare <em>suerte</em>, fortuna. Non come capita agli immigrati che oggi vanno in Italia. A l&#8217;è vera? Non è vero?&#8221;. La domanda rimane sospesa, Maria apre i cassetti, cerca ricordi. &#8220;Mio padre &#8211; dice &#8211; all&#8217;inizio vendeva la verdura che coltivava ma nessuno capiva la sua lingua. Così vendeva tutto a 5 centesimi&#8221;.</p>
<p>Loro, i sopravvissuti di oggi, vengono rinchiusi nei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione. Noi finivamo negli Alberghi degli immigrati gestiti dallo Stato o nei Conventilli in mano ai privati. Felicia Cardano è molto anziana, ma ricorda bene i racconti di famiglia: &#8220;Mio padre arrivò a Buenos Aires nel 1889 a bordo del &#8216;Frisca&#8217;. Durante il viaggio morirono il suo migliore amico e altre trenta persone. Lo misero all&#8217;Hotel della Rotonda, un enorme baraccone di legno, dove si stava stipati come sardine insieme ai pidocchi e alla puzza. Si poteva rimanere al massimo cinque giorni, il tempo di trovare un lavoro in città o nei campi, dove era più facile&#8221;.</p>
<p>Scenari confermati da Luigi Barzini che così scriveva sul Corriere della Sera nel 1902: &#8220;L&#8217;Hotel degli emigranti (lo chiamano Hotel!) ha una forma strana, sembra un gasometro munito di finestre (&#8230;). L&#8217;acre odore dell&#8217;acido fenico non riesce a vincere il tanfo nauseante che viene dal pavimento viscido e sporco, che esala dalle vecchie pareti di legno, che è alitato dalle porte aperte; un odore d&#8217;umanità accatastata, di miseria (&#8230;). Più in alto, le tavole serbano dei segni più vivi di questo doloroso passaggio: li direi le tracce delle anime. Sono nomi, date, frasi d&#8217;amore, imprecazioni, ricordi, oscenità raspati sulla vernice o segnati colla matita, talvolta intagliati nel legno. Il disegno più ripetuto è la nave; il loro pensiero guarda indietro!&#8221;.</p>
<p>Gli stessi graffiti ricoprono adesso le pareti dei Cie, memoria recente del transito dei migranti di oggi, stranieri di tutto il mondo, che lavorano nei cantieri, nei campi, nelle cucine dei ristoranti, nelle case, invadono i quartieri, contaminando le loro e le nostre abitudini. Noi, i &#8220;gringos&#8221; di allora, invadevamo &#8220;le passeggiate perché sono gratuite, le chiese perché credenti devoti e mansueti, gli ospedali, i teatri, gli asili, i circoli e i mercati&#8221;: così scriveva infastidito all&#8217;inizio del secolo il sociologo argentino Ramos Mejía.</p>
<p>Numeri alla mano, dal 1886 al 1889 gli emigrati partiti da Genova e sbarcati a Buenos Aires raddoppiarono da 43mila a 88mila. Nel 1897 nel porto argentino erano già sbarcati un milione di italiani. Nel 1895, su 660mila abitanti di Buenos Aires, 225mila erano dei nostri. In provincia di Cordoba i 4.600 del 1869 diventarono 240mila nel 1914. Muratori, fabbri, falegnami, calzolai, sarti, fornaciai, meccanici, vetrai, imbianchini, cuochi, domestici, gelatai e parrucchieri: non avevamo concorrenza.</p>
<p>&#8220;Si lavorava da matin a seira e la domenica si andava a messa ben vestiti &#8211; raccontano le sorelle Fusero, nipoti di Bartolomeo arrivato a Buenos Aires il 22 novembre 1905, a 22 anni &#8211; . I bambini mangiavano il gelato, le donne bevevano la limonata e gli uomini il vermouth. Si cantava Quel mazzolin di fiori, La Piemontesina e Ciao bela mora ciao, si giocava a bocce e si chiacchierava. La sera si mangiava la bagna càuda e prima di andare a dormire si pregava: il parroco dovette imparare il piemontese perché le donne, non riuscivano a confessarsi. Nduma bin! Eravamo messi bene! Siamo nati tutti nella stessa camera, all&#8217;ombra di un magnolia nata da un seme portato dall&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Centoventi anni dopo, i nuovi migranti inseguono in Europa il posto migliore dove vivere. Poi chiamano a raccolta il coniuge, i figli, il fratello, l&#8217;amico. Nel frattempo mandano i soldi a casa. &#8220;Noi, poveri e affamati di allora, andavamo a fare l&#8217;America &#8211; racconta la nipote di Giuseppe Caffaratti, torinese arrivato in Argentina nel 1890 a 15 anni &#8211; perché peggio di com&#8217;era in Italia non si poteva: era uno sgiai, uno schifo&#8221;. &#8220;Emigravamo per mangè&#8221;, racconta Reinaldo Avila, nipote di Giuseppe partito da Caraglio, in provincia di Cuneo, nel 1883. &#8220;Mio nonno era un contadino ignorante, si è spaccato la schiena nei campi. Oggi qui tocca ai boliviani e in Italia agli africani. È la vita&#8221;.</p>
<p>Loro, i profughi di oggi, scappano dalle guerre moderne, dalla miseria dell&#8217;Africa, dell&#8217;Asia e dell&#8217;Est europeo. Noi, vittime di allora, fuggivamo dalla Grande Guerra. Racconta Margherita Lombardi, nipote di Clelia scappata da Alessandria: &#8220;Mia zia perse un figlio in battaglia nel 1916 e un altro nel viaggio sull&#8217;Oceano. Si salvò solo lei&#8221;. Si fuggiva dalle cartoline precetto, il terrore delle madri: &#8220;Meglio un figlio lontano ma vivo che vicino ma sotto terra, disse mia nonna a mio padre Fernando &#8211; racconta Gladis Fiacchini &#8211; . Siamo cugini di Renato Zero, ma abbiamo perso i contatti: mio padre non volle mai più ritornare indietro&#8221;.</p>
<p>Altri fuggivano dopo aver visto la morte in faccia. &#8220;Ci imbarcammo sulla &#8216;Filippa&#8217; senza documenti e senza un soldo il giorno dopo che Miguel tornò dal campo di concentramento in Germania&#8221;, ricorda Letizia Garessio. Suo marito, Miguel Bautista Pistone, argentino nato da italiani emigrati in America a metà &#8216;800, era tornato in Italia dopo aver fatto fortuna e durante la guerra era finito in un campo di concentramento: &#8220;Miguel era pelle e ossa &#8211; dice Letizia &#8211; , che cosa potevano fargli? Chi gli avrebbe impedito di salvarsi?&#8221;. Gli dico che ora l&#8217;Italia respinge i profughi che vengono dal mare: &#8220;Meno male che siamo nati un secolo fa e che siamo scappati qui &#8211; commenta &#8211; . Miguel tornò in Italia solo una volta per vendere tutto e comprare una casa qui&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mio padre scappò da Fossano e dalla guerra che gli aveva ucciso un fratello &#8211; racconta Antonio Caballero &#8211; , aveva 17 anni e fin dal primo giorno cominciò a dimenticare l&#8217;Italia. Non ho mai parlato con i miei parenti rimasti a casa. Non ho mai imparato l&#8217;italiano perché nessuno me l&#8217;ha mai insegnato. Nessuno di noi ha fatto fortuna, semplicemente siamo sopravvissuti&#8221;.</p>
<p>I migranti di oggi arrivano in Italia con il sogno di guadagnare per poter tornare in patria. Ma anche loro spesso finiscono per mettere radici. Come il nonno di Teresa Burdone, piemontese emigrato in Argentina alla fine dell&#8217;Ottocento: &#8220;Quasi tutti noi &#8211; dice Teresa &#8211; , figli o nipoti di italiani, abbiamo la doppia cittadinanza e un&#8217;altra vita da vivere, ma il cognome ci ricorda che siamo stranieri da sempre&#8221;.</p>
<p>Giulia Vola</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-11/come-eravamo-noi/come-eravamo-noi.html">http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-11/come-eravamo-noi/come-eravamo-noi.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nepotism religios in Copenhaga]]></title>
<link>http://danrum.wordpress.com/2009/08/25/nepotism-religios-in-copenhaga/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 18:04:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pentru multi dintre  emigranti , comunitatea se afla in jurul bisericii. Biserica care te uneste sau]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pentru multi dintre  emigranti , comunitatea se afla in jurul bisericii. Biserica care te uneste sau]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Irpinia, questa sconosciuta]]></title>
<link>http://lupoemigrato.wordpress.com/2009/08/24/irpinia-questa-sconosciuta/</link>
<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 23:02:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>sdrummelo</dc:creator>
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<description><![CDATA[La mia terra natìa, principalmente identificabile con la provincia di Avellino, e costellata da ambi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La mia terra natìa, principalmente identificabile con la provincia di Avellino, e costellata da ambigui &#8220;puliticanDi&#8221; di tutti i tipi e a ogni livello, a cominciare dal celebre De Mida, al confinante ceppalonico Mastella, al meno conosciuto on. Pugliese (recentemente entrato nelle fila del PDL).</p>
<p style="text-align:justify;">Pallide imitazioni di questi luminosi leader politici e morali (&#8230;), insieme alla primitività di molti abitanti del luogo e all&#8217;ignoranza (effettiva ma anche sociale!) di molti giovani locali (che, nonostante le numerose visite,  sembravano non avere una tastiera per scrivere nemmeno un saluto o insulto fugace, salvo poi rivelarsi, qualche mese dopo, agguerriti internauti alla scoperta dell&#8217;intellettualissimo facebook che stava diffondendosi a macchia d&#8217;olio in Italia, scrittori sapienti, caricatori di foto e filmati&#8230;) hanno fatto si che il forum <a href="http://lupiemigrati.forumfree.net/" target="_blank">Lupi Emigrati</a> si arenasse*, almeno per qualche tempo.  Seppuccio, con la sua musica contadina e l&#8217;aria rustica, era un pò il simbolo del forum e dell&#8217;Irpinia in generale ed è per questo che, pur non avendo materiale &#8220;fresco&#8221; &#8211; causa lontanza &#8211; ho deciso di pubblicare un video dell&#8217;anno scorso, essendo questo il periodo in cui le feste di paese e le sagre offrono notevoli spunti artistici e mangerecci <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://lupoemigrato.wordpress.com/files/2009/08/sepuccio-folk-asturno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1498" title="sepuccio folk asturno" src="http://lupoemigrato.wordpress.com/files/2009/08/sepuccio-folk-asturno.jpg" alt="sepuccio folk asturno" width="496" height="372" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Buon ascolto a tutti!</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/MOk_FrVa5wg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/MOk_FrVa5wg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Arrivederci a presto con qualche vignetta <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">*Nel frattempo questo blog ha visto la luce, approfittando del momento di crisi per uscire dall&#8217;angolino della mia testa in cui si stava sviluppando <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La morte di Angelo De Bartolomeis]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/16/la-morte-di-angelo-de-bartolomeis/</link>
<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 04:13:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[E’ nella testimonianza dell’on.le Angelo Razzi “Angelo De Bartolomeis è stato un grande personaggio ]]></description>
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<title><![CDATA[We want airport!]]></title>
<link>http://teaca.wordpress.com/2009/08/13/we-want-airport/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 13:59:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>teaca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dacă v-aţi imaginat cumva că nenăscutul aeroport braşovean e doar un motiv de nesfîrşită gîlceavă în]]></description>
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<title><![CDATA[I Meridionali: da emigranti a protagonisti]]></title>
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<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 05:43:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo la seconda guerra mondiale i governanti italiani  fecero fortuna loro e di loro amici con emigr]]></description>
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<title><![CDATA[Annamaria incontra un papà (da Valentino)]]></title>
<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2009/08/10/annamaria-incontra-un-papa-da-valentino/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 12:29:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Diemme</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quel sabato mattina. Mi trovavo nel treno che mi portava da Bologna a Piacenza. Guardavo nello specc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-full wp-image-6184 alignnone" title="bambina25ay" src="http://donnaemadre.wordpress.com/files/2009/08/bambina25ay.jpg" alt="bambina25ay" width="400" height="400" /></p>
<p>Quel sabato mattina. Mi trovavo nel treno che mi portava da Bologna a Piacenza. Guardavo nello specchio gli alberi e le case che correvano in senso opposto. A me, fin da piccolo, è sempre piaciuto guardare dal vetro di un treno. Non so perché, ma mi rilassa. Sembra che lavi i miei pensieri con le immagini in fuga. A volte mi addormento. Ed anche questa cosa è piacevole per me. Come camionista, che lavora di notte, ho sempre desiderato poter dormire. Mentre un altro guida.</p>
<p>Come dicevo, quel sabato mattina mi trovavo in quel banale treno. Ricordo che i miei problemi si accavalcavano nel mio cervello chiedendo precedenza. Ma io, guardando i binari che strisciavano allucinante, sapevo solo una cosa. Dovevo essere forte. Non dovevo far vedere la mia debolezza. Eh si, in un paese straniero, un immigrante non può permettersela. Non può avere problemi. Eppure….</p>
<p>Il treno si è fermato in una di quelle stazioni senza importanza… a meno che non interrompi i tuoi pensieri per dire “Da qui ci manca X fino a casa. Dai, ancora un po…”. Due donne salgono nella carrozza nella quale mi trovavo. Due donne…. e una bambina. Non ci fai caso. Si siedono sulle panchine un po&#8217; più avanti del mio posto. Il treno riparte. Con lui, anche le mie preoccupazioni riprendono la corsa nella mia testa. Immagini in fuga, un albero, la casa, dei boschi, uno trattore, il verde del campo……</p>
<p>La voce… chiara…. cristallina…. che interrompe tutto il riflettere mio. Giro la testa e scopro lo sguardo della bambina, che si trovava con le due donne, verso di me. Bionda, capelli riccioli, intorno a 7-10 anni. I suoi occhi grandi, scuri e carini mi scrutano con curiosità. Le feci un sorriso. Amaro. Essa, sorpresa un po&#8217;, mi rispose con un sorriso timido. La guardai attentamente nei suoi occhi. E fui riportato (col pensiero) indietro nel tempo.<br />
*<br />
11 anni fa. Mi trovavo su una panca in attesa del corriere. Su un ginocchio avevo la Cristina. Sull’altro, stava Claudia. 9 e 10 anni ognuna.<br />
- Perché papa, te ne devi andare? mi chiese la Cristina<br />
- E&#8217; difficile spiegarti, ma devi sapere che lo faccio anche per voi. Per un futuro migliore.<br />
- Ma io sto bene cosi…. non ho bisogno di soldi….<br />
- Taci sorella, rispose Claudia, non capisci che il papà ci vuole bene. Non lo capisci?</p>
<p>*</p>
<p>11 anni. Guardavo la bambina. Aveva la stessa età di allora delle mie figlie. 11 anni. Ora sono signorine. Sono cresciute……. senza di me……. senza averle viste crescere. Mi mancavano. E guardando i occhi di questa bambina il dolore aumentava. Poi….</p>
<p>E’ successa una cosa meravigliosa. Essa, lasciando le due donne (che chiacchieravano tra di loro) si avvicinò a me. Aveva una bambolina in mano e la teneva stretta al petto.<br />
Arrivata davanti a me mi chiese:<br />
- Come ti chiami?<br />
- Valentino…. e tu?<br />
- Anna-Maria… ma mamma mi chiama Maria.<br />
Ero intimidito, tanti anni senza parlare con un bambino. Non sapevo cosa dire, ma nello stesso tempo non volevo che lei se ne andasse.<br />
- Valentino, tu dove vai?<br />
- A casa mia…<br />
- E ci sono anche bambini?<br />
- Si.. no… i miei bambini sono lontani…. piuttosto tu…. dove vai?<br />
- Aaa, io vado a casa di mia nonna, lei fa delle buone torte sai?<br />
- Immagino….<br />
- Valentino, perché sei triste?<br />
- Non sono triste… solo che mi mancano le mie figlie…<br />
- Vuoi che ti regalo una cosa?<br />
- Dipende&#8230; cosa c’è?<br />
- Le sue mani cercarono nelle tasche di sua roba e tirando fuori un mucchio di matite colorate me ne regalò una. Verde.<br />
- Non è che la tua mamma ti dirà qualcosa?<br />
- No… c’è ne ho abbastanza.<br />
Tirai fuori la chiave e staccando l’orsacchiotto da esse lo offrii in cambio.<br />
- Questo è per te.<br />
- Grazie…. ora non sarai più triste.<br />
- No, te lo prometto.</p>
<p>Ma la magia si interrompe con un suono di tuono. MARIA, gridò una delle donne che si era rivolta verso di noi, VIENI SUBITO QUA. La ragazza scappò vicino alla sua mamma.<br />
- Quante volte ti devo dire di non parlare con gli sconosciuti, eh?<br />
- Ma mamma….<br />
- Niente, non voglio sentire niente. Tu devi ascoltare di quello che ti dico io. Hai capito?<br />
E poi,rivolgendosi alla sua amica, cominciò a parlare dei casi di pedofilia e tante cose strane che succedono. Anna-Maria ebbe il coraggio di voltarsi verso di me. Scoprii che nei suoi occhi un&#8217;ombra di tristezza si fece posto.</p>
<p>Cercai di non pensare. Di riprendere i miei pensieri di prima. Ma non riuscivo. Anche se la ragione mi diceva che quello che ha fatto la sua mamma era giusto, non riuscivo a non sentirmi triste, offeso. In fondo, la diffidenza nelle persone è un dato di fatto. Che abbiamo creato noi. Una volta non era cosi. Ma oggigiorno….</p>
<p>P.S. Un altra fermata. Le due donne scendono. Anna-Maria tenendo per mano la sua mamma passa davanti la mia finestra. I suoi occhi meravigliosi mi puntano mentre cammina. Alzando la sua manina essa apre il suo pugno. Da dove il mio orsacchiotto regalato mi sorride implacabile.</p>
<p>(<em>Racconto di vita, Valentino, 10/08/2009</em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Marcinelle, 08.08.1956]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/08/09/marcinelle-08-08-1956/</link>
<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 13:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;Unità ripubblica oggi l&#8217;articolo di allora dell&#8217;inviato speciale Rubens Tedeschi]]></description>
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<title><![CDATA[Emigrant fail.]]></title>
<link>http://losfer.wordpress.com/2009/08/08/emigrant-fail/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 22:24:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vlad</dc:creator>
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<description><![CDATA[Direct din Scoţia, poza zilei. Şi noi, mândri că sunteţi. Fail cât diaspora de mare.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Direct din Scoţia, poza zilei. Şi noi, mândri că sunteţi. Fail cât diaspora de mare.]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Beatrice, dove sei?]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/08/05/dove-sei-beatrice/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 00:27:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io era tra color che sono sospesi, E donna mi chiamò beata e bella, Tal che di comandare io la richi]]></description>
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