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	<title>emissione-gas-serra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/emissione-gas-serra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "emissione-gas-serra"</description>
	<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:41:03 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[bisogna conoscere]]></title>
<link>http://santagatando.wordpress.com/2009/05/26/bisogna-conoscere/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 13:05:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>elvirafrusteri</dc:creator>
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<description><![CDATA[avendo qualche &#8216;disabilita&#8217; nell&#8217;inserire video vi giro direttamente in link ( e n]]></description>
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<title><![CDATA[La società e l'energia]]></title>
<link>http://ilcorrieredizeugidi.wordpress.com/2008/02/11/la-scoieta-e-lenergia/</link>
<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 23:07:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>zeugidi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di Zeugidi &nbsp; &nbsp; Secondo stime ufficiali, nell’aria, prima della rivoluzione industriale per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">Di Zeugidi</p>
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<p class="MsoNormal">Secondo stime ufficiali, nell’aria, prima della rivoluzione industriale per ogni milione di particelle 280 erano molecole di ossido di carbonio. Il carbonio, come noto, ha la capacità di intrappolare il calore ed impedire l&#8217;emissione nello spazio aperto delle onde luminose assorbite dalla terra, creando il cosiddetto effetto serra. Tale sistema rientra ed è sempre rientrato nell’ordine necessario della natura, ma con l’arrivo dell’era moderna l’uomo ha riscoperto i molteplici piaceri dettati dal comfort ed ha applicato tutte le tecnologie introdotte nel corso di questi ultimi secoli in funzione dell’energia. L’energia che crea elettricità, che fa muovere i motori, che riscalda le nostre abitazioni.</p>
<p class="MsoNormal">Prima che il consumo venisse offerto in scala mondiale e creasse business inimmaginabili, il carburante che i fisici e i matematici progettavano per alimentare i motori di ogni genere era di tipo vegetale. Poi, però, dagli studi alla pratica, si è scoperto che a parità di prestazioni si poteva consumare in quantità minori il petrolio piuttosto che questi carburanti vegetali. Parallelamente, il carbone che già segnava le guerre politiche sul finire dell’ottocento, divenne una risorsa principale per creare energia e contribuire al comfort<span>  </span>comune. L’introduzione di innumerevoli operazioni commerciali da parte di chi deteneva il possesso dei carburanti, giustificava l’incauta valutazione del pericolo derivante dai gas di scarico proveniente da tutti quegli organismi chiamati alla conversione energetica.</p>
<p class="MsoNormal">Negli anni 50 infatti, le particelle di carbonio per milione presenti nell’aria divennero 315 e oggi addirittura 380. Ma attualmente, con gli Stati Uniti che annunciano all’Onu che nel 2020 produrranno il 20% in più di anidride carbonica e la Cina che costruisce 1 centrale a carbone a settimana, sembra che gli appelli di scienziati e luminari non convergono nella, si può dire, unanime visone del profitto, del gigante che sovrasta l’etica. Si prevede, tra l’altro, che se non si porrà rimedio al problema dell’effetto serra, sul finire del secolo, il riscaldamento globale e tutte le conseguenze nefaste che tutti scongiuriamo, rischiano di divenire una triste realtà. La soglia oltre la quale è rischioso procedere è quella di 450 molecole di ossido su un milione. Calcolando che ogni anno il valore cresce di due punti, sarebbe bene ridurre drasticamente le emissioni dei gas serra in non più di 30-40 anni. I timidi tentativi presentati dalle poche case automobilistiche nella creazione di motori ibridi, sono appunto timidi e per adesso mal visti dai consumatori. Senza dubbio è necessario un fronte comune comprendente le voci del risparmio e del riutilizzo assieme a una forte campagna culturale per installare nella mente dei cittadini la consapevolezza che le grandi rivoluzioni partono dal basso e non vengono imposte dai grandi industriali, poco sensibili al bene comune e molto attenti ai guadagni.</p>
<p class="MsoNormal">Con l&#8217;aiuto degli incentivi statali si può creare un’efficiente catena di riciclaggio ( quella che non esiste in Italia, se solo pensiamo al caos campano ) e con la partecipazione del singolo utente si può ridurre drasticamente il consumo superfluo di elettricità. Poi la palla passa a chi crea medi e grandi beni di consumo. Sarebbe bene rispettare le nuove norme in tema di risparmio multiplo nella costruzione di abitazioni (pannelli solari, impianti moderni) e costruire nuove tipologie di automobili a basso consumo e poco dipendenti dalla benzina. Infine è la volta dei grandi imprenditori, coloro i quali riforniscono la maggior parte delle utenze e a cui carico vengono rivolte le accuse di invecchiare il “sistema”, ma anche gli inviti a convertire, ad esempio, le centrali a carbone in impianti a energia rinnovabile, eolica o solare che sia (sono ben avviati studi riguardo moderne forme di centrali a carbone che non disperdono l&#8217;anidride carbonica e l&#8217;azoto in aria, bensì intrappolano essi nel sottosuolo) . Da notare è il fatto che coloro che detengono i mercati delle vecchie tecnologie sono restii a investire in moderne forme di energia nonostante l’apertura a nuovi mercati possa creare nuove figure professionali e rinnovare i business. D’altronde se non si trovano valide alternative ai gas serra la situazione diventa sempre più insostenibile.</p>
<p class="MsoNormal">Io che inseguo statistiche in ogni dove e scrivo articoli in favore della razionalizzazione dell’energia e della riduzione dei gas nocivi, non creo moralismo inopportunamente. Nel mio piccolo cerco di ottemperare alle leggi della natura: non abuso insensatamente degli elettrodomestici, eseguo con zelo la raccolta differenziata e mi infurio quando leggo che sono in procinto aperture di<span>  </span>termovalorizzatori fatiscenti…     Studiando l&#8217;ingegneria ambientale sto osservando che esistono numerose tecniche per salvaguardare l’ambiente partendo dalla riduzione del consumo di energia, anche e soprattutto nella costruzione degli edifici. Ritengo che l’innovazione tecnologica può crescere in simbiosi con l’attività umana e non divenire una succursale della speculazione finanziaria.</p>
</div>]]></content:encoded>
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