<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>ennio-flaiano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/ennio-flaiano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ennio-flaiano"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 22:53:47 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[LOS INÚTILES (1953) de Federico Fellini / CALLE MAYOR (1956) de Juan Antonio Bardem]]></title>
<link>http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/2009/11/20/los-inutiles-1953-de-federico-fellini-calle-mayor-1956-de-juan-antonio-bardem/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:19:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>orsonwelles</dc:creator>
<guid>http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/2009/11/20/los-inutiles-1953-de-federico-fellini-calle-mayor-1956-de-juan-antonio-bardem/</guid>
<description><![CDATA[Considerada por el propio Fellini como la película que salvó su carrera de cineasta, tras los fracas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Considerada por el propio Fellini como la película que salvó su carrera de cineasta, tras lo<a href="http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/files/2009/11/435892_1020_a.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1117" title="435892_1020_A" src="http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/files/2009/11/435892_1020_a.jpg" alt="" width="278" height="356" /></a>s fracasos de <strong>Luces de variedades </strong>(Luci di varietà, 1950) y <strong>El jeque blanco </strong>(Lo sceiro bianco, 1951), <strong>Los inútiles </strong>(I vitelloni), con guión del propio Fellini y de Ennio Flaiano, describe la tranquila vida de una pequeña ciudad -la Rimini natal de Fellini- donde un grupo de jóvenes ve pasar los días sin mayor aspiración que ir medrando entre romances, fiestas y bromas. Sólo Moraldo, el personaje que actúa como observador y trasunto del cineasta, decide despertar y largarse a buscar otro futuro en la capital.</p>
<p>        En <strong>Calle Mayor</strong>, basada en la obra de Carlos Arniches <strong>La señorita de Trevélez </strong>(1916), el entonces prestigioso director Juan Antonio Bardem cuenta la triste historia de Isab<a href="http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/files/2009/11/11167724_gal1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1124" title="11167724_gal" src="http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/files/2009/11/11167724_gal1.jpg" alt="" width="227" height="315" /></a>el (impresionante Betsy Blair), una solterona de 35 años sin apenas vida social en una p<a href="http://cosasquehemosvisto.wordpress.com/files/2009/11/11167724_gal.jpg"></a>equeña ciudad de provincias, que es víctima de una trágica broma por parte de Juan, quien, convencido por sus amigos (unos tipos sin aspiraciones, que pasan el tiempo de café en café y matan su aburrimiento gastando bromas pesadas, y que bien podría ser los inútiles del film de Fellini al cabo de unos años), le hace creer que está enamorado y quiere casarse con ella. Federico, el escritor amigo de Juan que viene de Madrid para ayudarle a salir del problema -y que, como Moraldo en <strong>Los inútiles</strong>, es el personaje que elige otra vida-, acaba confesándole el engaño a Isabel, ya definitivamente rota y sin esperanzas en su regreso a casa, bajo la lluvia y las miradas, por la Calle Mayor. </p>
<p>        Con una mirada más amable y nostálgica en el caso de Fellini, y mucho más dramática y crítica en el de Bardem, ambos cineastas muestran la adormecida vida en dos grises ciudades de la Italia y la España de la época, a través de unos personajes cuyas ilusiones, si alguna vez las tuvieron, se han quedado en el camino. Vistas hoy, <strong>Los inútiles </strong>me parece una de las mejores películas de su autor, por encima de otras con mayor prestigio, y <strong>Calle Mayor </strong>es, además del mejor film de un cineasta que no llegó tan lejos como apuntaba, una de las cimas del cine español<strong>. </strong></p>
<p><strong>            Los inútiles </strong>está editada en DVD por Suevia.</p>
<p>            <strong>Calle Mayor </strong>está editada en DVD por Divisa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA DECAPITATA]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/16/la-decapitata/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:10:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
<guid>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/16/la-decapitata/</guid>
<description><![CDATA[Nel luglio scorso il cadavere decapitato di una donna fu trovato nel bosco che circonda il lago di C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nel luglio scorso il cadavere decapitato di una donna fu trovato nel bosco che circonda il lago di C]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[8 1/2 :: FOREIGN :: 016]]></title>
<link>http://joycereview.wordpress.com/2009/11/11/8-12-foreign-016/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:26:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>joycereview</dc:creator>
<guid>http://joycereview.wordpress.com/2009/11/11/8-12-foreign-016/</guid>
<description><![CDATA[The off-the-wall irony is, might you guess, that I&#8217;d actually rate this picture 8 and 1/2. It]]></description>
<content:encoded><![CDATA[The off-the-wall irony is, might you guess, that I&#8217;d actually rate this picture 8 and 1/2. It]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Morte di Cucchi, c'è chi ha visto una parte del pestaggio nelle camere di sicurezza del tribunale]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/11/morte-di-cucchi-ce-chi-ha-visto-una-parte-del-pestaggio-nelle-camere-di-sicurezza-del-tribunale/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:26:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/11/morte-di-cucchi-ce-chi-ha-visto-una-parte-del-pestaggio-nelle-camere-di-sicurezza-del-tribunale/</guid>
<description><![CDATA[Un detenuto, S.Y., ha visto Cucchi colpito da due agenti della polizia penitenziaria appartenenti al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#ff6600;">Un detenuto, S.Y., ha visto Cucchi colpito da due agenti della polizia penitenziaria appartenenti al nucleo scorte. Prima due manrovesci al volto e poi calci una volta caduto a terra. Non è ancora chiaro se queste violenze fanno parte di un secodno pestaggio da lui subito. Permangono ancora molte incertezze sulla dinamica dei fatti e se alle violenze contro Cucchi abbiano preso parte diverse corpi dello Stato</span></h2>
<p>Paolo Persichetti<br />
<span style="color:#ff0000;"><em>Liberazione</em></span> 11 novembre 2009</p>
<p>Vincenzo Barba, il pubblico ministero che indaga sulla morte di Stefano Cucchi, non è un tipo in cerca di protagonismo. Fosse per lui, preferirebbe starsene tranquillo a sbrigare la routine quotidiana fuori da clamori e riflettori. Nonostante questa indole anonima tutte le inchieste più rognose che passano per la procura romana finiscono tra le sue mani. A piazzale Clodio c’è chi fa intendere che è proprio questa sua mancanza di colore che ne fa un prescelto. Forse perché è un pm che non vuole dar fastidio, uno di quelli che più ligi non si può. Ve lo ricordate ai tempi delle indagini sulla Caffarella? Pronto a negare l’evidenza pur di tenere in piedi il teorema incolpativo. Irriducibile dell’accusa anche quando il dna scagionava i due romeni. Costruiva in continuazione nuove varianti accusatorie fino all’inverosimile, anche quando le indagini avevano intrapreso un’altra pista. Ennio Flaino avrebbe detto di lui che è uno di quelli che ha il coraggio delle idee altrui, salvo poi non accorgersi quando questi le cambiano. Oggi Barba sembra il nuovo Caronte che accompagna le inchieste nel vecchio porto delle nebbie, come un tempo veniva chiamata la procura romana.<br />
E sì, perché sull’inchiesta aperta per chiarire le circostanze della morte di Stefano Cucchi si addensa minacciosa un’enorme coltre di bruma. La sensazione che l’inchiesta sia lontana dalla svolta, come invece era parso lunedì dopo l’annuncio delle prime iscrizioni nel registro degli indagati, comincia a palesarsi. «Come molti, resto convinto che sarà difficile che la verità sul caso Cucchi esca fuori completamente», ha detto ieri il senatore Stefano Pedica, dell’Italia dei Valori, impegnato accanto alla famiglia nel tentativo di capire come e perché Stefanino, come lo chiamavano gli amici a Torpignattara, è morto.<br />
Perché questo timore? Perché l’inchiesta si è concentrata essenzialmente su quella manciata di ore passate da Cucchi nei sotterranei di piazzale Clodio. Una scelta che ad oggi ha solo sollevato ulteriori domande. Sembra, infatti, come confermato da uno degli avvocati della famiglia, che esista la testimonianza di un detenuto, presente nei sotterranei del Tribunale, che avrebbe assistito al pestaggio di Cucchi. Tuttavia non è chiaro se il detenuto in questione sia uno dei tre indagati, insieme ai tre poliziotti della penitenziaria, oppure se si tratti di una quarta persona che avrebbe osservato il tutto dallo spioncino di un’altra cella.<br />
Ma se non è uno dei tre che condividevano il cameroncino con Cucchi, perché i tre che erano con lui tacciono? Secondo la testimonianza, Cucchi chiedeva di andare al bagno. L’autopsia ha dimostrato che aveva problemi ai reni dovuti anche alle percosse subite. Sembra che da questa richiesta sia scaturito un alterco, sfociato nelle botte. Ma quali e quante botte? Per chi conosce i sotterranei del Tribunale, dove ogni giorno vengono parcheggiati come buoi centinaia di detenuti provenienti da tutte le carceri del Lazio (e non solo), in attesa di passare in giudizio nelle aule situate in superficie, appare impossibile che un pestaggio come quello subito dal corpo di Cucchi, possa essere passato inosservato, senza che nessuno abbia sentito le grida e il trambusto. Che possa esserci stata violenza non è da escludere. Momenti di tensione sono quotidiani in quel posto, dove i detenuti vengono ammassati e dimenticati per ore, finché le diverse scorte non li riaccompagnano nelle carceri di provenienza.<br />
Come lo stesso Pedica ha osservato, «sulla questione del pestaggio esistono altre versioni», fornite dai detenuti che hanno raccolto le parole dirette di Cucchi. Insomma il giallo si inspessisce. Ed ancora, l’incidente tra Cucchi e la polizia penitenziaria sarebbe avvenuto prima dell’udienza o dopo? Cucchi è rimasto sempre nella stessa cella quando è arrivato in Tribunale? I fermati che arrivano a piazzale Clodio dalle camere di sicurezza delle caserme o dei commissariati non vengono mischiati con quelli che provengono dalle carceri. Solo dopo la convalida dell’arresto e l’assegnazione del carcere, sono ristretti nelle stesse stanze. Se fosse provato che il pestaggio della penitenziaria sarebbe avvenuto prima dell’udienza, cioè delle ore 12, la posizione dei carabinieri che l’avevano fermato e tenuto in caserma per tutta la notte ne trarrebbe un evidente giovamento.<br />
Ma se le violenze dovessero rimontare a un’ora successiva, quei 50 minuti che vanno dalla conclusione dell’udienza, 13.15, alla visita del presidio medico del tribunale, 14.05, che ha registrato le ecchimosi sul viso e i dolori nella zona sacrale, si rilancerebbe l’ipotesi del doppio pestaggio.<br />
La famiglia, per bocca della sorella Ilaria, ha ribadito ancora ieri di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, che «Stefano era gonfio in volto oltremisura e gli occhi cerchiati già dal primo momento che mio padre l’ha visto in aula. Anzi, rispetto alle foto scattate all’entrata di mio fratello a Regina Coeli, era anche più gonfio». L’inchiesta dovrà anche dire dove è andato a finire il quinto carabiniere scomparso dai verbali, eppure presente al momento del fermo di Stefano e durante la perquisizione in casa dei famigliari. Tante domande ancora senza risposta.<br />
In serata, Ilaria Cucchi, ha risposto alle dichiarazioni di Giovanardi: «continuo a trovare quelle dichiarazioni relative allo stato di salute e la personalità di mio fratello, che tra l&#8217;altro lui non poteva nenache sapere, assolutamente menzognere».</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="../2009/11/10/erri-de-luca-risponde-a-giovanardi-sulla-morte-di-stefano-cucchi/">Erri De Luca risponde alle infami dichiarazioni di  Carlo Giovanardi sulla morte di Stefano Cucchi</a><br />
<a href="../2009/11/06/2009/08/01/cronache-carcerarie/">Cronache carcerarie </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Marzià..., facce ride...]]></title>
<link>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/27/a-marzia-facce-ride/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:43:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>vuerre</dc:creator>
<guid>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/27/a-marzia-facce-ride/</guid>
<description><![CDATA[Il titolo del post si rifà ad un racconto di Ennio Flaiano che racconta la storia dell&#8217;arrivo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il titolo del post si rifà ad un racconto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ennio_Flaiano" target="_blank">Ennio Flaiano</a> che racconta la storia dell&#8217;arrivo degli extraterrestri a Roma. I romani, abituati a vedersi passare davanti la storia, dopo la prima emozione del contatto alieno, presero a considerare il marziano come &#8220;uno di loro&#8221;. Tanto che, alla fine, non se ne capiva più l&#8217;eccezionalità.. te per trovare un qualche interesse nel marziano gli gridavano:&#8221; A Marzià, facce ride&#8230;!&#8221;</p>
<p>Ecco pensavo ad un marziano caduto sulla terra leggendo quanto il presidente del CONI Gianni Petrucci risponde alle dichiarazioni di Fabio Capello (attualmente allenatore della nazionale Inglese):</p>
<p>Dice Capello:</p>
<blockquote><p>&#8220;Purtroppo gli ultrà fanno tutto quello che vogliono. Allo stadio si può insultare tutto e tutti. In Spagna invece c&#8217;è grande rispetto e le famiglie vanno allo stadio con i propri bambini: è un altro mondo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Una volta uno spettatore mi tirò una pallina di carta e fu subito buttato fuori. Gli stadi in Spagna sono di proprietà e quindi possono essere strutturati come si vogliono. In Inghilterra gli stadi sono pieni, c&#8217;è voglia di andarci, non succede mai niente e gli steward svolgono un ruolo perfetto. Mi rammarico molto di quanto sta succedendo in Italia, il declino sarà sempre più evidente, basterebbe solo applicare la legge. Bisogna prendere una decisione da parte delle autorità e dei club affinchè la gente torni negli stadi e questi siano più accoglienti&#8221;.</p></blockquote>
<p>Risponde Petrucci:</p>
<blockquote><p>&#8220;Comandano gli ultrà? Assolutamente no. Capello ha allenato in Italia, sono un suo amico, e non mi va che quando si è all&#8217;estero si danno dei giudizi sul proprio paese. Sono dichiarazioni che non mi intusiasmano e che lasciano il tempo che trovano. È facile parlare dall&#8217;alto&#8221;</p></blockquote>
<p>A Petrù&#8230;, facce ride!!</p>
<p style="text-align:center;">Nella foto sotto alcuni ragazzi che &#8220;..lasciano il tempo che trovano&#8230;&#8221;<img class="aligncenter" src="http://theluckystrike.files.wordpress.com/2007/11/scontri-ultras.jpg?w=480&#038;h=320" alt="" width="480" height="320" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che figura! L'accumulazione]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/10/21/che-figura-laccumulazione/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:00:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolocacciolati</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/10/21/che-figura-laccumulazione/</guid>
<description><![CDATA[Perchè parlare di figure retoriche? e perchè proprio dell&#8217;accumulazione? Provo a rispondere pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/files/2009/10/bruegel-netherlandish-proverbs-15591.jpg" alt="bruegel netherlandish proverbs 1559" title="bruegel netherlandish proverbs 1559" width="463" height="334" class="alignnone size-full wp-image-24660" /><br />
Perchè parlare di figure retoriche? e perchè proprio dell&#8217;accumulazione?<br />
Provo a rispondere partendo au contraire, dall&#8217;opposto dell&#8217;accumulazione: la sottrazione.<br />
&#8220;Un buon scrittore non deve mai spiegare..&#8221; diceva Ennio Flaiano.<br />
E&#8217; opinione diffusa e condivisa che il lavoro dello scrittore debba essere di sottrazione. Il non detto ha fascino, ed è efficace, a condizione che quello che si omette sia conosciuto e dominato dall’autore. Altrimenti ciò che è fuori dal testo resta anche fuori dalla comprensione del lettore.<br />
Fior di scrittori hanno raggiunto grandiosi risultati utilizzando le figure retoriche che rientrano nel gruppo della sottrazione. Tanto per gradire, un piccolo esempio, tratto dal romanzo d’esordio di Davide Longo, <em>Un mattino a Irgalem</em>:<!--more--></p>
<p><em>“…su quel muretto sedevano due donne. Pietro riconobbe il turbante bianco che portavano. Le due lo guardarono per vedere se aveva capito. Vedendo che non si muoveva ripresero a parlare fra loro.<br />
Pietro costeggiò il perimetro e sparì dentro uno dei vicoli bui. Dal suo ritorno in Africa era la prima volta che incontrava la lebbra.”<br />
</em><br />
Bene, a questo punto vien da dire tutti a casa, vince la sottrazione e non se ne parli più.<br />
Ma: siamo sicuri che il nostro debito verso la brevitas di tradizione classica sia frutto di reale condivisione piuttosto che di piatto e acritico adeguamento?<br />
Troviamo comodo riparo nel mito di Laconia, dalla lingua allineata alla sobrietà guerriera e poco incline alle lungaggini di uno stile elegante, e invece: perché non si può (provare a) raggiungere lo stesso risultato della sottrazione partendo dall’altro capo del filo?<br />
Per esempio, con la figura dell’accumulazione. </p>
<p>E’ in ottima compagnia, nel gruppo delle figure che normalmente sono definite di “amplificazione”  o di “addizione”, ma è quella che più mi affascina, per il sommare elementi eterogenei che convogliano nell’imbuto di un messaggio unico e potente.<br />
Non mi dilungo sulle indagini definitorie della figura dell’accumulazione, parente stretta, strettissima, dell’enumerazione, da cui però si distingue per la sommatoria di elementi eterogenei, mentre l’enumerazione accumula elementi riconducibili a un insieme semantico omogeneo.<br />
Distinzione piuttosto impalpabile, ne convengo.<br />
Più facile identificarla con gli esempi, con un breve excursus sull’utilizzo di questa figura in passato.<br />
Sorvolerei sulla valenza simbolica dell’accumulazione nella letteratura barocca -per alcuni diventa simbolo di disordine ed eterogeneità, in contrapposizione all’unità armonica del divino-, perchè il barocco proprio non lo reggo.<br />
Parliamo piuttosto dello spazio che questa figura ha conquistato nella letteratura del Novecento, a partire dallo <em>stream of consciousness </em>di joyciana memoria, con la riproduzione in ammasso di idee, emozioni, osservazioni e ricordi che si fondono in un unicum espressivo tanto efficace quanto più risulta destrutturato.<br />
Superfluo esortare alla lettura di una qualunque pagina del monologo di Molly Bloom.</p>
<p>Tornando ai nostri lidi, non è male questo passaggio di  Raffaele Nigro, dal romanzo <em>Malvarosa</em>:</p>
<p><em>&#8220;Sentirmi libero in una metropoli. Uno sull’altro, uomini lamiere e cemento, una salsa di depressioni, di carognate, contenti di fiatarci addosso, di calpestarci, di non conoscerci, di non sapere da dove vengono le code di auto e dove andranno…</em>&#8221; </p>
<p>Qualche passo indietro, nell’Ottocento. Un piccolo stralcio da tale Lev Nikolaevic Tolstoj:</p>
<p><em>“</em><em>Era un’enorme (da abbracciarsi in due uomini) pianta di quercia, coi rami troncati evidentemente già da gran tempo. Con le sue enormi, goffe, contorte braccia e dita, asimmetricamente divaricate, stava là come un vecchio, iroso, sprezzante mostro in mezzo alle sorridenti betulle. Soltanto quei morti, sempreverdi, piccoli abeti, sparpagliati fra il bosco, non volevano, d’accordo con la quercia, sottomettersi all’incantamento della primavera…” </em> (da Guerra e Pace, parte terza, cap. I).</p>
<p>Last but non least, ecco <em>Rimini</em>, di Tondelli. E&#8217; un romanzo zeppo di accumulazioni. Qui la nostra figura si fa cifra stilistica per descrivere il paesaggio umano e non della riviera romagnola, come nella rappresentazione del lungomare di Riccione:<br />
<em>La sequenza ordinata delle cabine –dipinte a blocchi con tonalità pastello- aveva in sé qualcosa di metafisico e infantile nello stesso tempo: come si trattasse di un paesaggio costruito per i giochi dei bambini –le casette, i tettucci, i lettini, gli oblò, le finestrelle, le tinte tenui, il rosa confetto, il verdolino, il celestino, l’arancio, il grigio-azzurro, il giallo limone, il viola pallido  e altri colori di balocchi e zuccheri filati e frutte candite-…</em></p>
<p>Poi c’è il linguaggio iconico. Qui la figura dell’accumulazione è particolarmente efficace, spesso per illustrare le idee di accumulo caotico e di rottura di senso nella realtà. Campioni: l’arte allucinata di Hieronymus Bosch, o il brulicante mondo di Brueghel il Vecchio, come da esempio sopra riportato. A seguire, è un continuo ritorno dell&#8217;accumulazione.<br />
Tralasciando il Barocco e il consumatissimo tema dell’horror vacui, si arriva all’era contemporanea, con le commistioni caotiche tipiche del Futurismo (esempi meno noti ma squisiti nelle opere di Corrado Govoni), fino alle esperienze più recenti del fotomontaggio. Non Warhol, per carità, che con l’accumulazione c’entra come una carota col cappuccino.</p>
<p>E in poesia? Qui ammetto la mia ignoranza, fortuna che  vengono in soccorso Renata Morresi, che ricorda gli &#8220;elenchi&#8221; di Whitman, quelli di Ginsberg e Ferlinghetti, i veri e propri cumuli nei Cantos di Pound, e Roberto Plevano che suggerisce la Passeggiata di Palazzeschi.<br />
Infine ecco questi versi dell&#8217;Ariosto, che mi propone Antonio Sparzani:<br />
<em>Né Pietà, né Quiete, né Umiltade,<br />
né quivi Amor, né quivi Pace mira.<br />
Ben vi fur già, ma ne l&#8217;antiqua etade;<br />
che le cacciar Gola, Avarizia et Ira,<br />
Superbia, Invidia, Inerzia e Crudeltade.<br />
Di tanta novità l&#8217;angel si ammira:<br />
andò guardando quella brutta schiera,<br />
e vide ch&#8217;anco la Discordia v&#8217;era.</em><br />
(Orlando Furioso, XIV, str. 81)</p>
<p>Esemplari.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Dolce Vita]]></title>
<link>http://joelcrary.wordpress.com/2009/09/23/la-dolce-vita/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 04:41:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Joel Crary</dc:creator>
<guid>http://joelcrary.wordpress.com/2009/09/23/la-dolce-vita/</guid>
<description><![CDATA[Marcello looks but cannot hear in &quot;La Dolce Vita&quot;. (Federico Fellini, 1960) September 23, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1017" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img class="size-full wp-image-1017" title="vita" src="http://joelcrary.wordpress.com/files/2009/09/vita.jpg" alt="Marcello looks but cannot hear in &#34;La Dolce Vita&#34;." width="425" height="182" /><p class="wp-caption-text">Marcello looks but cannot hear in &#34;La Dolce Vita&#34;.</p></div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42" title="4stars" src="http://joelcrary.wordpress.com/files/2009/07/4stars4.gif" alt="4stars" width="108" height="28" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>(Federico Fellini, 1960)</strong></p>
<p><strong>September 23, 2009</strong></p>
<p><strong>by Joel Crary</strong></p>
<p>I have now seen &#8220;La Dolce Vita&#8221; twice. Upon first viewing, I was confused. I knew I&#8217;d seen a film of which every frame appeared a work of art, but I wasn&#8217;t sure if it held together. I found it somewhat long, meandering and disconnected. I turned to Roger Ebert and discovered that his 1961 review of the film was probably the first he&#8217;d ever written. Years later, he prefaced the three-star review with these words: &#8220;I now consider &#8220;La Dolce Vita&#8221; one of the greatest films I&#8217;ve seen, but obviously that was not my first impression.&#8221;</p>
<p>One of the nice things about studying film at university was knowing that a discussion on what I was absorbing would be forthcoming. I have to try harder now. I have to seek out information to make sure that the pieces of a confusing film make sense, all the while hoping that how a film affected me on a basic level won&#8217;t be entirely discounted or that someone else&#8217;s opinion will not bleed too obviously into my own. The moments a film initially raises questions are invaluable, but not gospel. A frame in a film is all too fleeting.</p>
<p>&#8220;La Dolce Vita&#8221;, which translates to &#8220;The Sweet Life&#8221;, is a film in eight parts. Each part sees dawn arriving after a night of carousal. At its center is a man named Marcello Rubini (Marcello Mastroianni), a tabloid journalist with an army of paparazzi photographers constantly on the trail of the next big thing to exploit it for profit. Marcello wears an expression of tired and bemused disbelief as though it were stitched to his DNA.</p>
<p>Marcello is an aspiring novelist who has tossed himself into the soulless, repetitive profession of tearing down beauty left and right. The people in his circle are socialites and wannabes who skitter like ants and snap pictures in the presence of the rich and famous. In the first part, we are introduced to Maddalena (Anouk Aimée), a woman who sleeps with men to ensure her invitations at parties. Perfect for Marcello in their mutual aim for recognition, the two sleep together in the flooded basement of a prostitute&#8217;s hovel. As dawn arrives, Marcello returns home to find his live-in girlfriend Emma (Yvonne Furneaux) in the midst of a suicide attempt.</p>
<p>With each part arrive new objects of fascination for Marcello, revealing more and more about the influence his career has on his treatment of the people around him. He is captivated by an American actress named Sylvia (Anita Ekberg), a simple-minded and beautifully statuesque blonde filming a role in Rome. He sees in her every woman, but cannot hold her attention with emotional pleas she cannot understand. Steiner (Alain Cuny) represents Marcello&#8217;s ideal level of success. Though he is man who seems to have accomplished great things, he seems haunted by how safe and calculated his life has become. Marcello&#8217;s father (Annibale Ninchi) turns up in Rome. Largely absent during his son&#8217;s childhood, he appears to be the picture of virility, glad for a night that he has long since experienced as a young man. And after accepting an invitation from a former colleague, Marcello attends a party thrown by Italian aristocracy only to distill from them an eccentric insanity brought on by exclusion.</p>
<p>It is after this episode that things begin to crumble for Marcello. The people in his life are facades. He works in a primarily visual medium, where the photograph is the only indication of truth. He is emotionally masochistic, clinging to his girlfriend&#8217;s love in spite of his affairs, which she attributes the cause of her mental breakdown and bi-polar behaviour. In a shocking act of brutality, Steiner murders his children and takes his own life; the one figure that showed promise for Marcello&#8217;s future snuffed out, he submits wholly to the depravity reveled in by his associates.</p>
<p>If Christ were a man today, perhaps he would be hounded by photographers upon exiting a restaurant. Perhaps what we have come to regard as holy is no longer found in words, but in images. Steiner describes his children as uniquely observant of the beauty of both what is seen and heard. He has recordings of the natural world that play as a novelty to party guests. This is a man who believes that the only way to live is in a detachment from life. Marcello&#8217;s desire to become him is a death wish that he chooses to numb himself to in order to avoid.</p>
<p>The film is rich with symbolism. In its opening shots, Marcello pursues a helicopter that is transporting a statue of Christ to Vatican City. He pauses to talk to some bathing beauties, who can&#8217;t make out his words over the noise of the spinning blades. The end of the film mirrors this scene. A child calls to Marcello, who is meeting another dawn as a drunken mess. He does not remember this child, who earlier in the film had talked to him about his writing. She types her fingers in the air, but Marcello cannot understand. Driven away from the life he wanted but could never try hard enough to pursue, he turns his back on the child&#8217;s smiling face.</p>
<p>Fellini is in love with staging processions, and several are included here: Sylvia leads a crowd to dance, children lead a crowd of people to see a vision of the Madonna, a lone trumpeter leads a group of balloons magically from the floor of a cabaret hall. Marcello covers party-goers in feathers as they leave another night of debauchery behind. So much of life is following a lead. We must comes to terms with the ways we are let down by those in front.</p>
<p>One of my favourite shots in &#8220;La Dolce Vita&#8221; shows Marcello sitting in the dark, watching his father, who has his back turned to the camera. He is gazing out the window, his hair tousled from a futile effort to make love to a young dancer. He is remembering the Rome he used to know on his travels before boredom began aging him at an incredible rate. He cannot tell Marcello where to go when all he wants is to go home.</p>
<p>Reviewing a film like this turns into a Sophie&#8217;s choice of which threads to cover and which to leave dangling for others to explore. Upon first viewing, I found it overwhelming, but once used to its structure I was able to focus more clearly on its intricacies and found them extremely rewarding. &#8220;La Dolce Vita&#8221; looks great, but it requires a viewer who will not make the same mistakes that Marcello makes. Sometimes it is all too easy to fall into images without considering their ramifications. If we insist on looking, we must be willing to know what we are looking at.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guardie e ladri( 1951)]]></title>
<link>http://suonalancorasam.wordpress.com/2009/09/10/guardie-e-ladri-1951/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:12:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniofalcone</dc:creator>
<guid>http://suonalancorasam.wordpress.com/2009/09/10/guardie-e-ladri-1951/</guid>
<description><![CDATA[Foro romano: due ladruncoli, Ferdinando Esposito(Totò) ed Amilcare(Aldo Giuffrè), tirano a campare o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://suonalancorasam.wordpress.com/files/2009/09/guardieeladri.jpg"><img src="http://suonalancorasam.wordpress.com/files/2009/09/guardieeladri.jpg" alt="guardieeladri" title="guardieeladri" width="160" height="246" class="alignnone size-full wp-image-146" /></a><br />
Foro romano: due ladruncoli, Ferdinando Esposito(Totò) ed Amilcare(Aldo Giuffrè), tirano a campare organizzando piccoli furti e truffe. Riescono a rifilare la classica patacca ad un americano, il quale, scoperto il raggiro, cerca invano di inseguirli;organizzano un altro colpo, fingendo che alcuni ragazzi di strada siano propri figli per approfittare della distribuzione di pacchi dono da parte di un associazione benefica; purtroppo per loro il benefattore è proprio l&#8217;americano gabbato, che riconosce Esposito.<br />
Inizia così un lungo inseguimento, in cui è coinvolto il brigadiere Bottoni(Aldo Fabrizi), dapprima in auto e poi a piedi attraverso la campagna romana, al termine del quale il ladro è arrestato, ma riesce a fuggire con un abile stratagemma:Bottoni è nei guai, sospeso dal servizio in seguito alle proteste dell&#8217;americano, rischia di perdere il posto, a meno che, con mezzi propri, entro tre mesi, non riesca a riacciuffare il mariolo; così, in borghese, inizia le ricerche, ne individua l&#8217;abitazione e cerca di avvicinare la famiglia, facendo in modo che suo figlio diventi amico del figlio del ladro; a poco a poco la famiglia Bottoni e quella Esposito stringono amicizia ed in occasione di un invito a pranzo da parte di quest&#8217;ultimi, la guardia e il ladro si ritroveranno faccia a faccia, scoprendosi entrambi poveri figli di un&#8217;Italia postbellica sulla via di una lontana ricostruzione, con gli stessi problemi a mandare avanti le rispettive famiglie, con la sola differenza che Bottoni rappresenta l&#8217;ordine costituito e deve compiere il suo dovere, per quanto ora appaia riluttante, tanto che sarà lo stesso Esposito a consegnarsi spontaneamente:si mettono d&#8217;accordo nel non dire nulla alle rispettive mogli, Bottoni provvederà come potrà ad aiutare la famiglia Esposito, mentre il capofamiglia è in “viaggio d&#8217;affari”.<br />
 Diretto da Steno e Monicelli(autori anche della sceneggiatura assieme a Brancati, Fabrizi, Flaiano e Maccari, premiati a Cannes nel &#8216;52), che riescono a dare risalto tanto ai duetti tra i due,con scene da antologia, che alle interpretazioni dei vari caratteristi( Ave Ninchi e un giovane Carlo Delle Piane in particolare), <em>Guardie e ladri </em>è un film  improntato ad uno stile neorealista ma con un&#8217; evoluzione verso la satira sociale, i cui strali vengono attutiti dallo scudo della comicità, per quanto amara, costituendo un prodromo della commedia all&#8217;italiana propriamente detta. Se Fabrizi è una piacevole conferma, Totò (premiato con il Nastro d&#8217;argento)è qui personaggio a tutto tondo, capace sia di ridere che di piangere sulle proprie disgrazie; mitigando la sua vis comica con un tocco malinconico dai toni chapliniani  devia la sua non comune capacità espressiva verso una comicità più realistica, meno surreale, abbandonando per il momento la scatenata marionetta che affronta la realtà a colpi di un folle nonsense, un po&#8217; come Pinocchio che lascia il suo corpo di burattino per divenire un bimbo assennato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sexum e Sextum]]></title>
<link>http://atlantix.wordpress.com/2009/07/30/sexum-e-sextum/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 07:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantis1962</dc:creator>
<guid>http://atlantix.wordpress.com/2009/07/30/sexum-e-sextum/</guid>
<description><![CDATA[Le maialate compiute dal frate francescano Tomislav Vlasic con una suora non sono un&#8217;attività ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le maialate compiute dal frate francescano Tomislav Vlasic con una suora non sono un&#8217;attività <strong>contra sexum</strong> (i due porcelloni non avevano nulla contro il sesso, anzi, a qaunto pare lo praticavano allegramente senza problemi), bensì <strong>contra sextum</strong>. Ci si riferisce cioè al sesto comandamento, che condanna l&#8217;adulterio.</p>
<p>E pensare che nel 1969 Ennio Flaiano scriveva: &#8220;La religione è finita, non c&#8217;è più nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre (ENNIO FLAIANO)]]></title>
<link>http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/27/a-furia-di-leccare-qualcosa-sulla-lingua-rimane-sempre-ennio-flaiano/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 16:22:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gaetano Lo Presti</dc:creator>
<guid>http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/27/a-furia-di-leccare-qualcosa-sulla-lingua-rimane-sempre-ennio-flaiano/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-1318" href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/27/a-furia-di-leccare-qualcosa-sulla-lingua-rimane-sempre-ennio-flaiano/lulu-img_0012/"><img class="alignnone size-full wp-image-1318" title="Lulu IMG_0012" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/05/lulu-img_0012.jpg" alt="Lulu IMG_0012" width="255" height="185" /></a><a rel="attachment wp-att-1319" href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/27/a-furia-di-leccare-qualcosa-sulla-lingua-rimane-sempre-ennio-flaiano/lulu-img_0020/"><img class="alignnone size-full wp-image-1319" title="Lulu IMG_0020" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/05/lulu-img_0020.jpg" alt="Lulu IMG_0020" width="255" height="185" /></a><a rel="attachment wp-att-1320" href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/27/a-furia-di-leccare-qualcosa-sulla-lingua-rimane-sempre-ennio-flaiano/lulu-img_0015/"><img class="alignnone size-full wp-image-1320" title="Lulu IMG_0015" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/05/lulu-img_0015.jpg" alt="Lulu IMG_0015" width="255" height="185" /></a><a rel="attachment wp-att-1321" href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/27/a-furia-di-leccare-qualcosa-sulla-lingua-rimane-sempre-ennio-flaiano/lulu-img_0021/"><img class="alignnone size-full wp-image-1321" title="Lulu IMG_0021" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/05/lulu-img_0021.jpg" alt="Lulu IMG_0021" width="255" height="185" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fascism: italian lifestyle – Faschismus: italienischer Lebenstil]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/05/12/fascism-italian-lifestyle-%e2%80%93-faschismus-italienischer-lebenstil/</link>
<pubDate>Tue, 12 May 2009 22:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
<guid>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/05/12/fascism-italian-lifestyle-%e2%80%93-faschismus-italienischer-lebenstil/</guid>
<description><![CDATA[IN ITALY FASCISTS BELONG TO TWO CLASSES: THE ONES STRICTLY CALLED FASCISTS AND THE ANTI-FASCISTS. IN]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="description_div3217964876" class="photoDescription"><strong>IN ITALY FASCISTS BELONG TO TWO CLASSES: THE ONES STRICTLY CALLED FASCISTS  AND THE ANTI-FASCISTS.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3061" title="3217964876_9bd4575a48" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2009/05/3217964876_9bd4575a48.jpg" alt="3217964876_9bd4575a48" width="375" height="500" /><br />
IN ITALIEN  GEHÖREN DIE FASCHISTEN 2 KATEGORIEN ZU:  DIE EIGENTLICH GENANNTEN FASCHISTEN  UND <span style="color:#008000;">DIE ANTIFASCHISTEN</span>.</strong><br />
<strong><a href="http://www.flickr.com/photos/a904462/2219820269/in/set-72157603775136600/">Ennio Flaiano</a></strong></div>
<div class="photoDescription"><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/a904462/2219820269/in/set-72157603775136600/"></a></strong></div>
<div id="description_div3217964876" class="photoDescription">
<p><!--more-->&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>I believe even today that a big part of Italians &#8211; right, center or left &#8211; would live in fascism as inside their own skin. Maybe in a less choreographic fascism, with less rites, with fewer words, but anyway fascism. A regime that does not give them care to think, to evaluate, to choose.</p>
<p>Noch heute glaube ich, dass ein guter Teil der Italiener &#8211; Rechts, Mitte oder Links &#8211; im Faschismus als innerhalb ihrer Haut leben würde. Vielleicht in einem wenigen choreografischen Faschismus, mit wenigen Riten, mit wenigen Wörten, aber Faschismus. Ein Regime, das ihnen den Wunsch zu denken, zu bewerten, zu wählen nicht gebe.<br />
<strong><em>Leonardo Sciascia</em></strong><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Italy is rotting in a welfare that is selfishness, stupidity, ignorance, gossip, moralism, coercion, conformism: nowadays fascism is to contribute to this rotting</p>
<p>Italien fault in einem Wohlstand, der Egoismus, Dummheit, Unwissenheit, Klatsch, Moralismus, Nötigung, Konformismus ist: Faschismus ist jetzt zu dieser Fäulnis beitragen.<br />
<strong><em> <a href="http://www.flickr.com/photos/a904462/2501719884/in/set-72157603775136600/">Pier Paolo Pasolini</a> </em></strong></p>
<p><strong>photo: <a rel="nofollow" href="http://www.cmostia.org/immagini/FASCISMO%20STILE%20DI%20VITA.jpg">www.cmostia.org/immagini/FASCISMO%20STILE%20DI%20VITA.jpg</a></strong></div>
<p><!-- ############## COMMENTS --></p>
<h3>Kommentare</h3>
<div>
<div class="comment-block">
<div class="comment-owner Who clearfix"><a name="comment72157612860896120" href="http://www.flickr.com/photos/miguzzetto/"><img src="http://farm1.static.flickr.com/193/buddyicons/7808335@N07.jpg?1224714812#7808335@N07" alt="view profile" width="48" height="48" /></a></div>
<div class="comment-content">
<h4><a href="http://www.flickr.com/photos/miguzzetto/">miguz l&#8217;esploratore di Roma</a> sagt:</h4>
<p>mi è venuto il vomito.<br />
Geschrieben: vor 4 Monaten. 									( <a class="Plain" href="http://www.flickr.com/photos/a904462/3217964876/comment72157612860896120/">Permalink</a> )</div>
</div>
<div class="comment-block">
<div class="comment-owner Who clearfix"><a name="comment72157612815134909" href="http://www.flickr.com/photos/a904462/"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1225/buddyicons/11335887@N05.jpg?1199357405#11335887@N05" alt="view profile" width="48" height="48" /></a></div>
<div class="comment-content">
<h4><a href="http://www.flickr.com/photos/a904462/">AA904462</a> <a title="Informationen zum Pro-Upgrade" href="http://www.flickr.com/upgrade/"><img class="ProIcon f-sprite fs-badge_pro" src="http://l.yimg.com/g/images/spaceout.gif" alt="Pro User" width="20" height="12" /></a> sagt:</h4>
<p>Vomito tutti i giorni!<br />
Geschrieben: vor 4 Monaten. 									( <a class="Plain" href="http://www.flickr.com/photos/a904462/3217964876/comment72157612815134909/">Permalink</a> )</div>
</div>
<div class="comment-block">
<div class="comment-owner Who clearfix"><a name="comment72157612868237572" href="http://www.flickr.com/photos/25250131@N06/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3059/buddyicons/25250131@N06.jpg?1241020349#25250131@N06" alt="view profile" width="48" height="48" /></a></div>
<div class="comment-content">
<h4><a href="http://www.flickr.com/photos/25250131@N06/">adrianobonc</a> sagt:</h4>
<p>Io non vomito perchè questo disagio ormai lo vivo come una tossicodipendenza..<br />
Naturalmente, ti invito a postare il tuo contributo &#8211; quasi come di consueto &#8211; su <a href="http://www.flickr.com/groups/941178@N23/">The Ugly Side of Italy</a>. Grazie, A.<br />
Geschrieben: vor 4 Monaten. 									( <a class="Plain" href="http://www.flickr.com/photos/a904462/3217964876/comment72157612868237572/">Permalink</a> )</div>
</div>
</div>
<p><img src="/DOKUME%7E1/Lorenz/LOKALE%7E1/Temp/moz-screenshot-1.jpg" alt="" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nights of Cabiria]]></title>
<link>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/05/06/nights-of-cabiria/</link>
<pubDate>Wed, 06 May 2009 19:25:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniel</dc:creator>
<guid>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/05/06/nights-of-cabiria/</guid>
<description><![CDATA[Title: Le notti di Cabiria Year: 1957 Director: Federico Fellini Writers: Federico Fellini, Ennio Fl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Title:</strong> <a href="http://www.imdb.com/title/tt0050783/"><em>Le notti di Cabiria</em></a><br />
<strong>Year:</strong> 1957<br />
<strong>Director:</strong> Federico Fellini<br />
<strong>Writers:</strong> Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli &#38; Pier Paolo Pasolini, based on the novel by Maria Molinari<br />
<strong>Starring:</strong> Giulietta Masina, François Périer, Franca Marzi<br />
<strong>Music:</strong> Nino Rota<br />
<strong>Distinctions:</strong> Oscar for best foreign language film; currently #143 on IMDb&#8217;s Top 250<br />
<strong>Synopsis:</strong> a prostitute copes with being low-class<br />
<strong>Length:</strong> 117 minutes<br />
<strong>How I saw it:</strong> on video (rented from Netflix), yesterday<br />
<strong>Subjective Rating:</strong> 5/10<br />
<strong>Objective Rating:</strong> 6/10 (points off for concept, story, pacing and subjective rating)</p>
<p>Masina&#8217;s performance and character are entertaining, but it&#8217;s a pretty slow movie.  There&#8217;s not much of a plot, and what little there is doesn&#8217;t really get started until over half way though.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The White Sheik]]></title>
<link>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/05/03/the-white-sheik/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 20:26:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniel</dc:creator>
<guid>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/05/03/the-white-sheik/</guid>
<description><![CDATA[Title: Lo sceicco bianco Year: 1952 Director: Federico Fellini Writers: Federico Fellini, Tullio Pin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Title:</strong> <a href="http://www.imdb.com/title/tt0044000/"><em>Lo sceicco bianco</em></a><br />
<strong>Year:</strong> 1952<br />
<strong>Director:</strong> Federico Fellini<br />
<strong>Writers:</strong> Federico Fellini, Tullio Pinelli &#38; Ennio Flaiano; story by Michelangelo Antonioni, Fellini &#38; Pinelli<br />
<strong>Starring:</strong> Alberto Sordi, Brunella Bovo, Leopoldo Trieste, Giulietta Masina<br />
<strong>Music:</strong> Nino Rota<br />
<strong>Synopsis:</strong> an idiot fan girl ditches her husband on their honeymoon<br />
<strong>Length:</strong> 86 minutes<br />
<strong>How I saw it:</strong> on video (rented from Netflix), yesterday<br />
<strong>Subjective Rating:</strong> 6/10<br />
<strong>Objective Rating:</strong> 9/10 (1 point off for concept)</p>
<p>A sit-com-type story.  Amusing, but nothing special.   Trieste&#8217;s clownish performance is delightful.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Sweet Life]]></title>
<link>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/04/02/the-sweet-life/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 03:14:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniel</dc:creator>
<guid>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/04/02/the-sweet-life/</guid>
<description><![CDATA[Title: La Dolce vita Year: 1960 Director: Federico Fellini Writers: Federico Fellini, Ennio Flaiano ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Title:</strong> <a href="http://www.imdb.com/title/tt0053779/"><em>La Dolce vita</em></a><br />
<strong>Year:</strong> 1960<br />
<strong>Director:</strong> Federico Fellini<br />
<strong>Writers:</strong> Federico Fellini, Ennio Flaiano &#38; Tullio Pinelli, with Brunello Rondi<br />
<strong>Starring:</strong> Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Furneaux<br />
<strong>Music:</strong> Nino Rota<br />
<strong>Distinctions:</strong> Oscar for best costume design (black-and-white); currently #239 on IMDb&#8217;s Top 250<br />
<strong>Synopsis:</strong> jackass + 3 hours = movie!<br />
<strong>How I saw it:</strong> on video (rented from Netflix), May 2008<br />
<strong>Subjective Rating:</strong> 3/10<br />
<strong>Objective Rating:</strong> 4/10 (gets points for cinematography, special effects/design, acting and music)</p>
<p>The sort of movie that gets heavily analyzed because the audience has Nothing Else To Do for 3 hours.  No story.  No dramatic tension of any kind.  The characters are well developed, but I don&#8217;t have any reason to give a crap about any of them; they&#8217;re not remotely sympathetic, and they&#8217;re not doing anything.  Given my (modern-day, American) taste, I think I&#8217;ve been remarkably tollerant of Fellini so far, but this one takes the self-indulgence way too far.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[8½]]></title>
<link>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/04/02/8%c2%bd/</link>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 18:05:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniel</dc:creator>
<guid>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/04/02/8%c2%bd/</guid>
<description><![CDATA[Title: 8½ Year: 1963 Director: Federico Fellini Writers: Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Federico Fel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Title:</strong> <a href="http://www.imdb.com/title/tt0056801/"><em>8½</em></a><br />
<strong>Year:</strong> 1963<br />
<strong>Director:</strong> Federico Fellini<br />
<strong>Writers:</strong> Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Federico Fellini &#38; Brunello Rondi<br />
<strong>Starring:</strong> Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo<br />
<strong>Music:</strong> Nino Rota<br />
<strong>Distinctions:</strong> Oscars for best foreign language film and costume design (black-and-white); currently #150 on IMDb&#8217;s Top 250<br />
<strong>Synopsis:</strong> an adulterous director doesn&#8217;t make a movie<br />
<strong>How I saw it:</strong> on video (rented from Netflix), yesterday<br />
<strong>Subjective Rating:</strong> 6/10<br />
<strong>Objective Rating:</strong> 7/10 (points off for concept, story, characters)</p>
<p>It&#8217;s an okay movie, and I can see why certain people like it.  The lead character (who is a director in pre-production of a movie remarkably similar to <em>8½</em>) sums it up pretty well: &#8220;I really have nothing to say, but I want to say it all the same.&#8221;  I guess it&#8217;s kind of cute that the movie contains its own criticisms (and there&#8217;s a lot of that &#8212; it&#8217;s like the movie is an essay on itself).  But what really strikes me about that quotation is that he sees the problem as having &#8220;nothing to say,&#8221; rather than having no story to tell.  Maybe it&#8217;s just me, but I&#8217;ve got this crazy notion that fiction is supposed to tell stories&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inspiração:FELLINI]]></title>
<link>http://roliude.wordpress.com/2009/03/27/inspiracaofellini/</link>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 12:58:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bianca Chiaradia</dc:creator>
<guid>http://roliude.wordpress.com/2009/03/27/inspiracaofellini/</guid>
<description><![CDATA[La Dolce Vita-Frederico Fellini-Finale Você só acha que conhece? Então leia oque a Wikipédia me cont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Dolce Vita-Frederico Fellini-Finale</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/6Opglbu1NTY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/6Opglbu1NTY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Você só acha que conhece? Então leia oque a Wikipédia me contou:</p>
<p>&#8220;Mulheres e Luzes&#8221; (&#8220;<em>Luci del varietà</em>”), de <a title="1950" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1950">1950</a>, foi o primeiro filme de Fellini co-dirigido pelo experiente <a title="Diretor" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Diretor">diretor</a> Alberto Lattuada. Uma <a title="Comédia" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Com%C3%A9dia">comédia</a> charmosa sobre uma turma de saltimbancos itinerantes. O filme foi um estimulante para Fellini, na época com 30 anos, mas sua fraca distribuição e críticas fracas tornaram do filme um motivo de preocupação e um desastre que levou a produtora à falência, deixando Fellini e Lattuada com dívidas que se estenderam por uma década.</p>
<p>O primeiro filme que Fellini dirigiu sozinho foi “Abismo de um sonho” (&#8220;<em>Lo sceicco bianco</em>&#8220;, <a title="1952" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1952">1952</a>). Estrelado por Alberto Sordi. O filme é uma releitura de uma <a title="Fotonovela" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Fotonovela">fotonovela</a> &#8211; comuns na <a title="Itália" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/It%C3%A1lia">Itália</a> daquela época &#8211; de <a title="Michelangelo Antonioni" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Michelangelo_Antonioni">Michelangelo Antonioni</a> feita em <a title="1949" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1949">1949</a>. O produtor Carlo Parlo Ponti pagou a Fellini e Tullio Pinelli para desenvolver a trama, mas achou o material muito perplexo. Assim, o filme foi passado para Alberto Lattuada, que também recusou. Fellini então resolveu pegar o desafio e dirigiu o filme sozinho.</p>
<p>Ennio Flaiano (que também co-escreveu &#8220;Mulheres e Luzes&#8221;) trabalhava um novo texto com Fellini e Pinelli. Juntos moldaram um conto de um casal recém-casado cujas aparências de respeito são devastadas por fantasias da esposa inexperiente (papel muito bem retratado por Brunella Bovo). Pela primeira vez, Fellini e o <a title="Roteirista" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Roteirista">roteirista</a> Nilo Rota trabalharam juntos em uma produção de um <a class="mw-redirect" title="Filme" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Filme">filme</a>. Eles se encontraram em <a title="Roma" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Roma">Roma</a> no ano de <a title="1945" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1945">1945</a> e a parceria durou com sucesso até a morte de Rota durante o making of do filme “Cidade das Mulheres” em <a title="1980" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1980">1980</a>. Essa relação artística foi memoravelmente descrita como mágica, empática e irracional.</p>
<p>Em <a title="1961" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1961">1961</a>, Fellini descobriu através de um <a class="mw-redirect" title="Psicanalista" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Psicanalista">psicanalista</a> os livros de <a class="mw-redirect" title="Carl Jung" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Carl_Jung">Carl Jung</a>. As teorias de <a class="mw-redirect" title="Carl Jung" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Carl_Jung">Jung</a> de anima e animus, o papel dos <a title="Arquétipo" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Arqu%C3%A9tipo">arquétipos</a> e do coletivo inconsciente foram vigorosamente explorados no filme &#8220;<a title="8½" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/8%C2%BD">8½</a>&#8220;, “Julieta dos Espíritos”, “<a title="Satyricon (filme)" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Satyricon_(filme)">Satyricon</a>”, “Casanova” e “Cidade das Mulheres”.</p>
<p>O reconhecido e aclamado Fellini ganhou quatro Óscares na categoria de <a title="Oscar de melhor filme estrangeiro" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Oscar_de_melhor_filme_estrangeiro">melhor filme estrangeiro</a> (vide filmografia), uma <a title="Palma de Ouro" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Palma_de_Ouro">Palma de Ouro</a> no <a title="Festival de Cannes" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Festival_de_Cannes">Festival de Cannes</a> com o filme <a class="mw-redirect" title="A Doce Vida" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/A_Doce_Vida">&#8220;A Doce Vida&#8221;</a>, considerado um dos filmes mais importantes do cinema e dos <a class="mw-redirect" title="Anos 60" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Anos_60">anos 60</a>. Foi neste filme que surgiu o termo “Paparazzo”, que era um fotógrafo amigo de Marcello Rubini, interpretado por <a title="Marcello Mastroianni" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Marcello_Mastroianni">Marcello Mastroianni</a>.</p>
<p>Os filmes de Fellini renderam muitos prêmios, dentre eles: quatro <a title="Oscar" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Oscar">Oscars</a>, dois <a class="mw-redirect" title="Leão de Prata" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Le%C3%A3o_de_Prata">Leões de Prata</a>, uma <a title="Palma de Ouro" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Palma_de_Ouro">Palma de Ouro</a>, o prêmio do Festival Internacional de Filmes de Moscou e, em <a title="1990" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1990">1990</a>, o prestigiado Prêmio Imperial concedido pela Associação de Arte do Japão, que é considerado como um <a class="mw-redirect" title="Prêmio Nobel" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Pr%C3%AAmio_Nobel">Prêmio Nobel</a>. Este, cobre cinco disciplinas: <a title="Pintura" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Pintura">pintura</a>, <a title="Escultura" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Escultura">escultura</a>, <a title="Arquitetura" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Arquitetura">arquitetura</a>, <a title="Música" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/M%C3%BAsica">música</a> e <a title="Teatro" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Teatro">teatro</a>/<a class="mw-redirect" title="Filme" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Filme">filme</a>. Com este prêmio, Fellini juntou-se a nomes como <a title="Akira Kurosawa" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Akira_Kurosawa">Akira Kurosawa</a>, David Hockney, Balthus, Pina Bausch, e Maurice Béjart.</p>
<p><a id="Legado" name="Legado"></a></p>
<h2><span class="editsection">[<a title="Editar secção: Legado" href="http://roliude.wordpress.com/w/index.php?title=Federico_Fellini&#38;action=edit&#38;section=3">editar</a>]</span> <span class="mw-headline">Legado</span></h2>
<p>Com uma combinação única de <a title="Memória" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Mem%C3%B3ria">memória</a>, <a title="Sonho" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Sonho">sonhos</a>, <a title="Fantasia (psicologia)" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Fantasia_(psicologia)">fantasia</a> e <a title="Desejo" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Desejo">desejo</a>, os filmes de Fellini têm uma profunda visão pessoal da <a title="Sociedade" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Sociedade">sociedade</a>, não raramente colocando as pessoas em situações bizarras. Existe um termo “Felliniesco” que é empregado para descrever qualquer cena que tenha imagens alucinógenas que invadam uma situação comum.</p>
<p>Grandes cineastas contemporâneos como <a title="Woody Allen" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Woody_Allen">Woody Allen</a>, <a title="David Lynch" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/David_Lynch">David Lynch</a>, Girish Kasaravalli, <a title="David Cronenberg" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/David_Cronenberg">David Cronenberg</a>, <a title="Stanley Kubrick" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Stanley_Kubrick">Stanley Kubrick</a>, <a title="Martin Scorsese" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Martin_Scorsese">Martin Scorsese</a>, <a title="Tim Burton" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Tim_Burton">Tim Burton</a>, <a title="Pedro Almodóvar" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Pedro_Almod%C3%B3var">Pedro Almodóvar</a>, Terry Gilliam e Emir Kusturica já disseram ter grandes influências de Fellini em seus trabalhos. <a title="Woody Allen" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Woody_Allen">Woody Allen</a>, em particular, já usou o imaginário e temas de Fellini em vários de seus filmes: “Memórias” evoca “<a title="8½" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/8%C2%BD">8½</a>”, e “A Era do Rádio” é remanescente de “<a title="Amarcord" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Amarcord">Amarcord</a>”, enquanto “Broadway Danny Rose” e “<a class="mw-redirect" title="A Rosa Púrpura do Cairo" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/A_Rosa_P%C3%BArpura_do_Cairo">A Rosa Púrpura do Cairo</a>” inspirados em “Mulheres e Luzes” e “Abismo de um Sonho” respectivamente. O cineasta polonês Wojciech Has, autor dos filmes “O manuscrito encontrado em Saragoça” (<a title="1965" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1965">1965</a>) e “Sanatorium Pod Klepsydrą” (The Hour-Glass Sanatorium &#8211; <a title="1973" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1973">1973</a>), são notáveis exemplos de fantasia modernista e foi comparado à Fellini pela “Luxúria pura de suas imagens”.</p>
<p>O cantor <a title="Escócia" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Esc%C3%B3cia">escocês</a> de <a title="Rock progressivo" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Rock_progressivo">rock progressivo</a> lançou em <a title="2001" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/2001">2001</a> um álbum de nome <em>Fellini Days</em>, com letras e músicas totalmente inspiradas nos filmes de Fellini.</p>
<p>O trabalho de Fellini inspirou fortemente musicalmente e visualmente a banda &#8220;B-52’s&#8221;. Eles citaram que o estilo de cabelos bufantes e de roupas <a title="Futurismo" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/Futurismo">futuristas</a> e retrô vem de filmes como &#8220;<a title="8½" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/8%C2%BD">8½</a>&#8220;, por exemplo. A inspiração em Fellini vem também no último álbum da banda, intitulado &#8220;Funplex&#8221;, (<a title="2008" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/2008">2008</a>) com uma música que leva o nome de um de seus filmes &#8220;<em>Juliet of the Spirits</em>&#8220;, ou, &#8220;Julieta dos Espíritos&#8221; (“<em>Giulietta Degli Spiriti</em>, <a title="1965" href="http://roliude.wordpress.com/wiki/1965">1965</a>)”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Road]]></title>
<link>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/03/20/the-road/</link>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 21:48:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniel</dc:creator>
<guid>http://mistercomfypants.wordpress.com/2009/03/20/the-road/</guid>
<description><![CDATA[Title: La Strada Year: 1954 Director: Federico Fellini Writer: Federico Fellini, Tullio Pinelli ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Title:</strong> <a href="http://www.imdb.com/title/tt0047528/"><em>La Strada</em></a><br />
<strong>Year:</strong> 1954<br />
<strong>Director:</strong> Federico Fellini<br />
<strong>Writer:</strong> Federico Fellini, Tullio Pinelli &#38; Ennio Flaiano<br />
<strong>Starring:</strong> Anthony Quinn, Giulietta Masina, Richard Basehart<br />
<strong>Music:</strong> Nino Rota<br />
<strong>Distinctions:</strong> Oscar for best foreign language film (1957); currently #215 on IMDb&#8217;s Top 250<br />
<strong>Synopsis:</strong> a girl is sold to a traveling performer<br />
<strong>How I saw it:</strong> on video (rented form Netflix), March 2008<br />
<strong>Subjective Rating:</strong> 5/10<br />
<strong>Objective Rating:</strong> 7/10 (points off for dialog, cinematography and subjective rating)</p>
<p>Kind of boring. Not my sort of thing, but well done.  If you dig literary analysis and tragic characters, go for it.  The music is great (as you might expect from Rota).  The main character&#8217;s (Masina&#8217;s) acting is so bad it&#8217;s good; very memorable.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blogger che vale la pena leggere]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/02/13/blogger-che-vale-la-pena-leggere/</link>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 07:50:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
<guid>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/02/13/blogger-che-vale-la-pena-leggere/</guid>
<description><![CDATA[“Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;text-align:right;">
<p style="margin-bottom:0;" align="right">“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi governa”</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="right">
<p style="margin-bottom:0;" align="right"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><br />
</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;">In questi giorni in cui sono fuori combattimento per influenza &#8211; capita che le blogger siano soggette a beccarsi non solo i virus informatici, ma anche i banalissimi virus normali – sto leggendo compulsivamente un blog bellissimo. Non riesco a staccarmene. Post folgoranti, uno dietro l&#8217;altro, che possono essere lunghi soltanto due righe oppure qualche pagina. Racconti geniali, fotografie istantanee della società italiana, così ben scritti che, seppure alcuni abbiano più di qualche anno, non mostrano un filo di vecchiaia e ti lasciano  addosso una vaga inquietudine, perché, se da un lato ammiri un autore tanto bravo da cogliere i tratti più immutabili del carattere italiano, dall&#8217;altro ti deprimi a pensare che l&#8217;Italia non cambia mai nel tempo, tanto che l&#8217;essere italiani, per parafrasare l&#8217;Autore, non è più nemmeno un professione, forse è semplicemente una condanna.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;">Sì, è davvero un blog bellissimo, e lo consiglio a tutti. Si chiama <em>La solitudine del Satiro</em><span style="font-style:normal;">. Se non vi metto il link è soltanto perché, quando Ennio Flaiano lo scrisse, internet non c&#8217;era ancora, e quindi fu costretto a pubblicarlo come se fosse, semplicemente, un libro.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["L'eroina diventa uomo e l'eroe si scopre pederasta...."]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/2009/01/12/leroina-diventa-uomo-e-leroe-si-scopre-pederasta/</link>
<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 19:18:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>filcusum</dc:creator>
<guid>http://filcusum.wordpress.com/2009/01/12/leroina-diventa-uomo-e-leroe-si-scopre-pederasta/</guid>
<description><![CDATA[Buttando giù qualche idea per un romanzo, Flaiano scrive alcune note sui personaggi che lo animerann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:medium;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1730" title="flaiano-sorride" src="http://filcusum.wordpress.com/files/2009/01/flaiano-sorride.jpg?w=300" alt="flaiano-sorride" width="300" height="225" />Buttando giù qualche idea per un romanzo, <strong>Flaiano</strong> scrive alcune note sui personaggi che lo animeranno:</span></p>
<p><span style="font-weight:bold;font-size:medium;"><span style="font-style:italic;color:#333399;">&#8220;L&#8217;eroina diventa uomo e l&#8217;eroe si scopre pederasta.<br />
La loro cameriera diventa attrice e viene ricevuta dal papa.<br />
La puttana, ardente monarchica, fonda un circolo letterario e diventa senatrice.<br />
L&#8217;ingegnere scopre la pittura e ci si rovina.<br />
Un vecchio ritorna bambino e si innamora della maestra a cui lo affidano..<br />
</span></span><span style="font-style:italic;color:#333399;"><span style="font-weight:bold;"><span style="font-size:medium;"><br />
&#8230;.Tutti- e questo è il bello del romanzo- sono infine felici, perchè la felicità e nella trasformazione, nel transito</span></span></span><span style="font-size:medium;"><span style="color:#333399;">.</span></span></p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-size:medium;">Come spesso succede, <strong>Flaiano coglie nel segno</strong>.</span></span></p>
<p>E&#8217; importante viaggiare, non arrivare.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1731" title="capote" src="http://filcusum.wordpress.com/files/2009/01/capote.jpg?w=227" alt="capote" width="227" height="300" /></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000000;"><strong>Truman Capote</strong> nel suo ultimo romanzo, <strong>&#8221; Preghiere esaudite&#8221;</strong>, ci ricorda la massima di <strong>Santa Teresa Davila</strong>:</span><br />
</span><br />
<span style="font-size:medium;"><span style="color:#333399;font-weight:bold;font-style:italic;">&#8220;Sono state versate più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non esaudite&#8221;</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000000;">Come a dire : cosa ci resta della vita, se smettiamo di desiderare?</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000000;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1732" title="santa-teresa" src="http://filcusum.wordpress.com/files/2009/01/santa-teresa.jpg?w=241" alt="santa-teresa" width="241" height="300" /><br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la sindrome di Walter Mitty, ovvero la popizzazione dell'anima]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/2008/12/03/la-sindrome-di-walter-matty-ovvero-la-popizzazione-dellanima/</link>
<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 21:48:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>enpi</dc:creator>
<guid>http://milanoromatrani.wordpress.com/2008/12/03/la-sindrome-di-walter-matty-ovvero-la-popizzazione-dellanima/</guid>
<description><![CDATA[Snoopy, il bracchetto dei Peanuts, è affetto dalla sindrome di Walter Mitty. per fuggire un&#8217;es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://milanoromatrani.wordpress.com/files/2008/12/sn_redbaron1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-895" title="sn_redbaron1" src="http://milanoromatrani.wordpress.com/files/2008/12/sn_redbaron1.jpg" alt="sn_redbaron1" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Snoopy, il bracchetto dei Peanuts, è affetto dalla <strong>sindrome di Walter Mitty</strong>. per fuggire un&#8217;esistenza squallida [nei primi anni, quelli della stisce giornaliere - i primissimi anni 50, insomma - Charles Monroe Schulz lo relega in un ruolo secondario: appare tutte le volte che qualcuno scarta un dolcetto] fatta di cuccia e bambini &#8211; strani, per altro &#8211; bambini e cuccia, Snoopy vive e crea altre esistenze, fantastiche. è un pilota della prima guerra mondiale, una spia, uno scrittore ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">esattamente come Walter Mitty, protagonista di un racconto di James Thurber, pubblicato sul New Yorker nel 1939, che ha per titolo &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; <em>The Secret Life of Walter Mitty</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">ne parla Ennio Flaiano, in un articolo per Il mondo, del 9 aprile 1949:</p>
<blockquote><p>[...] Walter Mitty, certamente il personaggio più notevole del nostro tempo, se si eccettua Charlot, che del resto è suo padre. Walter Mitty ha questo di particolare, che ha ormai ripudiato la vita reale, ricca soltanto di difficoltà, di sgradevoli compagnie e di mortificazioni, per la vita che sa offrirsi con l’immaginazione, momento per momento. Egli ha sceso l’ultimo scalino della degradazione romantica e non ha altro conforto, che di vedersi vivere: però sotto altre spoglie e in ben altre circostanze che non siano quelle della sua mediocre esistenza. Soltanto in sogno Walter Mitty si concede la forza, l’intelligenza, la bellezza e l’audacia che pure sa di possedere. E, come Madame Bovary che legge Walter Scott e non sa immaginarsi l’amore se non in meravigliosi scenari gotici all’italiana, così Walter Mitty non può immaginarsi la vita se non negli scenari che gli suggerisce ogni sera il Cinema: perché Walter Mitty è il vero uomo nuovo del secolo, la dolce vittima del Cinema, e tutta la sua immaginazione è incatenata ai modelli eroici che ormai lo schermo ha proposto all’umanità.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">e ancora:</p>
<blockquote><p>È imprudente amare, è imprudente odiare, agire, parlare, tacere, vivere. È prudente morire. Così dice, pressappoco, un personaggio di Shaw. Walter Mitty non si lascia incantare da questa pavida filosofia. Egli sa che è prudente sognare, e perciò ama, odia, agisce, parla, tace soltanto in sogno. Quanto alla vita quotidiana, quella di tutti, egli la trascorre in un isolamento implacabile, mal tollerato da un prossimo che, dopotutto, non s’accorge della sua presenza se non per metterla in dubbio o per rifiutare il suo amore. Togliete a Walter Mitty la facoltà di sognare e ne farete un autore di lettere anonime.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Walter Mitty: ovvero la popizzazione dell&#8217;anima.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[8 e mezzo - Il cinema]]></title>
<link>http://controreazioni.wordpress.com/2008/12/01/8-e-mezzo-il-cinema/</link>
<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 00:22:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>controreazioni</dc:creator>
<guid>http://controreazioni.wordpress.com/2008/12/01/8-e-mezzo-il-cinema/</guid>
<description><![CDATA[Regia: Federico Fellini Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Brunello Rondi, Tullio Pinel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://www.sipario.it/fotovarie/mastroianni2.jpg" alt="" width="400" height="213" /></p>
<div><span style="font-family:Arial;"></span><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/SdGrOjAQ_gs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/SdGrOjAQ_gs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Regia: Federico Fellini</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Sceneggiatura: Federico Fellini, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ennio_Flaiano"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Ennio Flaiano</span></span></a>, Brunello Rondi, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tullio_Pinelli"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Tullio Pinelli</span></span></a></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Interpreti: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=odsLvgcw4Js"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Marcello Mastroianni</span></span></a>, Claudia Cardinale, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anouk_Aim%C3%A9e"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Anouk Aimée</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandra_Milo"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Sandra Milo</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rossella_Falk"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Rossella Falk</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Steele"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Barbara Steele</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nadine_Sanders"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Nadine Sanders</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Alberti"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Guido Alberti</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Pisu"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Mario Pisu</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polidor"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Polidor</span></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ian_Dallas"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Ian Dallas</span></span></a>, Edra Gale, Mario Conocchia</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Paese: Italia – Francia, 1963</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">In memoria del mio amico Francesco che da ieri è solo un sorriso tra i miei ricordi più belli </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:'Times New Roman',serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Costretto dentro l’abitacolo di una macchina mentre tenta di liberarsi da questa gabbia, Guido Anselmi, regista in crisi, è lo spettacolo muto per gli occhi di un’Italia presente che lo guarda e dalla quale vorrebbe scappare. Così, nel sogno iniziale che apre 8 e mezzo, Guido vola via, come in un miracolo, da questi sguardi che lo assediano e sale, sopra le nuvole, libero ma della libertà, presto portata a terra, di cui godono gli aquiloni. In ogni grande opera il principio contiene la fine e la fine il principio, dove fine e principio è, in questo caso, una riflessione metalinguistica sul significato dell’arte e il ruolo dell’artista – di un’artista – nella società a lui contemporanea.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">La terra che tocca Guido, una volta risvegliato dal sogno, è quella di un cinema che è, al tempo stesso, una casa di cura per devianti e un’organizzazione aziendale interessata a produrre. Il regista porta in sacrificio la sua libertà a questa doppia istituzione medico-aziendale e sacrificando la sua libertà finisce con il perdere sé stesso. La sua crisi espressiva è principalmente una perdita d’identità che non riesce ad emergere pienamente, costretta dentro i sensi di colpa di un’educazione cattolica e la censura, speculare e opposta, di un nuovo mondo che ha sostituito gli imperativi ma certo non ne ha fatto a meno.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">L’autorità vecchia e quella passata occupano lo spazio del film quasi per tutta la sua durata, dappertutto non si vedono altro che preti, suore, produttori opportunisti e opportunisti ancora senza produzione. A questa corazzata dell’ordine si oppongono bellezza e memoria che come un affiorare carsico, luminoso quanto rapido, in momenti imprevedibili richiamano a sé lo sguardo del regista e lo liberano dalla costrizione dei chierici e dei togati.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Memoria e bellezza non sono due elementi scissi. La memoria è, per il regista, il mezzo per ricostruire il proprio di senso radicandolo nella propria storia passata ed è essenzialmente memoria di un italiano cresciuto nel conflitto tra pulsione vitalistica e repressione religiosa. Attraverso il ricordo, Guido-<a href="http://www.youtube.com/watch?v=7xsKDqBl7Ik"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Fellini</span></span></a> può recuperare il proprio ruolo doppio, di uomo e regista, dove solo in virtù dell’essere il primo può anche essere il secondo. La necessità di ritrovare sé stesso e la propria felicità, risalendo a una fase dell’adolescenza non ancora traumatizzata dal rapporto con il potere, suona, contemporaneamente, come condanna del presente dell’istituzione, sia essa Chiesa, sia essa azienda, sia essa produzione, sia essa critica “canonizzata” delle precedenti tre. L’istituzione ha almeno un tratto comune in tutti e quattro i casi, che è quello della repressione dei corpi. Anche quando la critica diventa istituzione – basti pensare alla figura dell’intellettuale – l’impulso del corpo è svilito, considerato mero infantilismo del regista rispetto al piano “più elevato” dello scontro tra logiche. Le istituzioni sono accomunate dal fatto che esse ragionano in termini di salvezza, non in termini di felicità, così che la risposta del cardinale alla infelicità di Guido – “Ma chi le ha detto che si viene al mondo per essere felici?” – vale non solo per la Chiesa, ma per tutti coloro i quali hanno perso il contatto tra le parole e la materialità delle cose. In questo scontro tra metafisiche, la memoria è la porta di passaggio per pensare un mondo altro e concreto, non ancora sfigurato dalle idealizzazioni o dagli ideologismi delle autorità. Recuperato questo piano, Guido può finalmente tornare a vedere la bellezza perduta e, di seguito, può riprendere a narrare (in questo senso 8 e mezzo prepara <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amarcord"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Amarcord</span></span></a> così come Amarcord richiama 8 e mezzo).</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">La bellezza, che nel film è rappresentata da una splendida <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claudia_Cardinale"><span style="color:blue;"><span style="text-decoration:underline;">Claudia Cardinale</span></span></a>, prende il regista e l’uomo per mano, riportando entrambi alla ingenua verità, mai scindibile da quella macchina desiderante che è il corpo, per cui la felicità non è peccato. Lo stesso film, diventato istituzione, non ha più la forza per esprimere questa verità essenziale, così è fuori dal film che sta girando che Guido può ritrovare sé stesso, eliminando la possibilità stessa che la sua produzione si realizzi e irridendone infine gli schemi obbligati.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Guido scappa senza però scappare dal cinema e dall’arte, che, in virtù del loro legame genetico con l’imprevedibilità del bello, non sono segnati, nel destino, dalla sudditanza al falso. La bellezza è promessa di verità e felicità che non pretende di essere esaudita ma, dicendo appunto il vero, non fa altro che ricordare all’uomo come solo liberandosi dalla falsità si <em>possa essere</em> felici. Essa è la vera emancipazione, mai del tutto in atto, che però lascia trasparire la possibilità di un mondo diverso nella fuggevole meraviglia dei suoi occhi e nell’olocausto dei sensi di colpa indotti.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">In questo mondo diverso non scompaiono gli uomini, ma solo le maschere, il clown dà il via alla festa, la banda inizia a suonare e insieme ballano preti e amanti, puttane e mogli. E quando il circo spegne le ultime luci, solo un bambino, infine, resta sulla scena, <em>seguito dalla sua ombra</em>, in ricordo di ciò che è stato e di ciò che sarà.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:'Times New Roman',serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Arial,sans-serif;font-size:12pt;">Gregorio Sorgonà &#8220;Paul Sweezy&#8221;</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="line-height:115%;font-size:12pt;"><span style="font-family:Calibri;"> </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Asa-Nisi-Masa]]></title>
<link>http://labalaustra.wordpress.com/2008/10/31/asa-nisi-masa/</link>
<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 14:12:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>labalaustra</dc:creator>
<guid>http://labalaustra.wordpress.com/2008/10/31/asa-nisi-masa/</guid>
<description><![CDATA[Otto e mezzo  ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jmEqBdde5H0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jmEqBdde5H0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/8_%C2%BD" target="_blank">Otto e mezzo</a></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[otto e mezzo!]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/2008/10/24/otto-e-mezzo/</link>
<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 15:05:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>enpi</dc:creator>
<guid>http://milanoromatrani.wordpress.com/2008/10/24/otto-e-mezzo/</guid>
<description><![CDATA[mentre il film sta finendo, si scontrano fino in fondo le due voci del film: Ennio Flaiano e Federic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>mentre il film sta  finendo, si scontrano fino in fondo le due voci del film: Ennio Flaiano e Federico Fellini. per fortuna c&#8217;è <a href="http://it.wikiquote.org/" target="_blank">Wikiquote</a>. e quindi ecco cosa dice Flaiano [sacrilego quale sono, aggiungo neretti e taglio, se serve]:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Lei ha fatto benissimo, mi creda, oggi è una buona giornata per lei. Sono delle decisioni che costano, lo so, ma noi intellettuali, dico noi perché la considero tale, abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino alla fine. Ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine. In fondo perdere dei soldi fa parte del mestiere di produttore. I miei rallegramenti, non c&#8217;era altro da fare, e lui ha ciò che si merita, per essersi imbarcato con tanta leggerezza in un&#8217;avventura così poco seria. No, mi creda, non abbia né nostalgia né rimorsi, distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie. E poi, c&#8217;è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere? Un film sbagliato per lui non è che un fatto economico, ma per lei, al punto in cui è arrivato, poteva essere la fine. Meglio lasciar andare giù tutto e far spargere sale come facevano gli antichi per purificare i campi di battaglia. In fondo avremmo solo bisogno di un po&#8217; di igiene, di pulizia, di disinfettare. <strong>Siamo soffocati dalle parole, dalle immagini, dai suoni che non hanno ragione di vita</strong>, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto. <strong>A un&#8217;artista, veramente degno di questo nome, non bisognerebbe chiedere che quest&#8217;atto di lealtà: educarsi al silenzio</strong>. [...] noi critici facciamo quello che possiamo. La nostra vera missione è spazzare via le migliaia di aborti che ogni giorno, oscenamente, tentano di venire al mondo. <strong>E lei vorrebbe addirittura lasciare dietro di sé un intero film, come lo sciancato si lascia dietro la sua impronta deforme?</strong> Che mostruosa presunzione credere che gli altri si gioverebbero dello squallido catalogo dei suoi errori. E a lei che cosa importa cucire insieme i brandelli della sua vita, i suoi vaghi ricordi, o i volti delle persone che non ha saputo amare mai?</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">e la risposta di Fellini/Guido &#8211;  un pensiero che nasce sulle ceneri del discorso di Flaiano:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma che cos&#8217;è questo lampo di felicità</strong> che mi fa tremare e mi ridà forza, vita? Vi domando scusa dolcissime creature non avevo capito, non sapevo, com&#8217;è giusto accettarvi, amarvi, e com&#8217;è semplice. [...] Ah, come vorrei sapermi spiegare&#8230; ma non so dire. <strong>Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso, ma questa confusione sono io, io come sono non come vorrei essere, e non mi fa più paura</strong>. Dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita, viviamola insieme. Non so dirti altro Luisa né a te né agli altri. Accettami così come sono se puoi, è l&#8217;unico modo per tentare di trovarci.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">[disse Buzzati: <em>è la masturbazione di un genio</em>]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Roma sfiancata...]]></title>
<link>http://ultimometro.wordpress.com/2008/05/23/roma-sfiancata/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:58:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>abarthur</dc:creator>
<guid>http://ultimometro.wordpress.com/2008/05/23/roma-sfiancata/</guid>
<description><![CDATA[Ennio Flaiano, giornalista, scrittore, sceneggiatore è indissolubilmente legato a Federico Fellini e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ennio Flaiano, giornalista, scrittore, sceneggiatore è indissolubilmente legato a Federico Fellini e ad una Roma mitica, che non esiste più. Il tempo della &#8220;Dolce Vita&#8221; sembra lontano secoli. Così come non esistono più sodalizi di intelligenze creative, disincanto, barocca furia di vivere con graffiante eleganza e debordante fantasia.   Curiosità ed eros come inseparabili compagni di strada.  Flaiano è stato anche poeta di stringati aforismi e di epigrammi a sfondo erotico, come questo :    &#8211; &#8220;Telegramma&#8221;</p>
<p>Scende la sera sulla Nomentana</p>
<p>e io corro da te dolce puttana</p>
<p>Scende la notte, dorme Roma sfiancata</p>
<p>come te, bieca, calda, insaziata.</p>
<p>Ennio Flaiano &#8211; Da: Antologia della poesia erotica italiana.  &#8211; Guanda Editore</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
