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	<title>entropia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/entropia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "entropia"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:38:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Entropia]]></title>
<link>http://embaixodaquelaarvore.wordpress.com/2009/11/26/entropia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:36:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>fancinefilia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vão! Inventem-me uma poção! Qualquer magia que diminua a entropia dessa vida caótica.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vão! Inventem-me uma poção! Qualquer magia que diminua a entropia dessa vida caótica.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L’entropia: la globalizzazione omologante]]></title>
<link>http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/11/24/l%e2%80%99entropia-la-globalizzazione-omologante/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:01:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Davide Picatto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giovanni Guizzardi Rudolf Clausius, lo scopritore del concetto di entropia. Immagine di dominio pubb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="text-decoration:underline;">Giovanni Guizzardi</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 181px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Clausius.jpg" target="_blank"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/Clausius.jpg" alt="" width="171" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Rudolf Clausius, lo scopritore del concetto di entropia. Immagine di dominio pubblico.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Ciò che è affascinante del concetto di entropia sta nel caos di cui è sinonimo, in relazione ad un sistema chiuso. Infatti quando in un sistema non vi è più alcuna differenza termica fra i suoi componenti, ciascuno di essi è perfettamente amalgamato e mescolato agli altri <span style="text-decoration:underline;">in modo irreversibile</span>. Una classica metafora di tutto ciò è lo zucchero nella tazzina di caffè o il sale nell’acqua degli spaghetti.<br />
Una definizione divulgativa del concetto di entropia può essere quindi quella di <em>disordine</em>. Quando in casa non si trova qualcosa, ciò dipende dal fatto che non si trova dove dovrebbe essere. Una scarpa nel frigo, un prosciutto nella vasca da bagno o un bagnoschiuma sotto il materasso sono espressioni vistose ma corrette di disordine. E tale disordine è il frutto di un uso indiscriminato dello spazio, per cui ogni luogo è uguale ad <!--more continua-->un altro per lasciarvi gli oggetti. Così  a casa mia, quando il disordine regna sovrano in ogni stanza ed è divenuto impossibile scoprire dove diavolo sono finiti i miei occhiali o le matite colorate di mia figlia, siamo soliti affermare, con sguardo truce e mani sui fianchi, che è giunta l’ora di ridurre drasticamente l’entropia del sistema.<br />
Il secondo principio della termodinamica afferma però che in un sistema chiuso la funzione di stato di entropia non può mai decrescere. I fisici d’altra parte sostengono che l’unico sistema realmente chiuso è l’Universo. Ciò è esatto, perché a casa mia due volte alla settimana arriva dall’esterno Nina, la nostra fidata collaboratrice moldava, e l’entropia, per un po’, tende a calare. Tuttavia gli elementi stabili interni al sistema, cioè io, la mia compagna e mia figlia, nonché il cane, siamo perfettamente in grado di annullare in brevissimo tempo il lavoro svolto da Nina e di riportare il sistema al medesimo caos di prima. Anzi, di più. Dicono i fisici che nei tempi lunghi l&#8217;entropia tende a raggiungere un valore massimo, che corrisponde a una temperatura uniforme ovunque nel sistema. In questo caso, il sistema non è più in grado di compiere alcun lavoro, cioè muore. Per i sistemi aperti, invece, l&#8217;entropia può rimanere costante, o anche diminuire, ottenendo però un aumento di entropia delle sorgenti o dei sistemi con cui comunica che supera in valore assoluto la diminuzione dell&#8217;entropia nel sistema considerato. E infatti non richiede alcuno sforzo aumentare l’entropia, come ben sa mia figlia quando gioca nella sua cameretta con la sua amica Helen, ma lo sforzo necessario a rimettere tutto a posto dopo che Helen se ne è andata è sicuramente molto maggiore, come ben sanno i suoi genitori e l’eroica Nina.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 261px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:26220022.jpg" target="_blank"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c6/26220022.jpg/800px-26220022.jpg" alt="" width="251" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Carrello della spesa abbandonato. Fotografia di Sandro Ravazzolo, licenza CC 3.0</p></div>
<p style="text-align:justify;">Orbene, c’è qualcosa di indefinitamente sinistro in tutto ciò, come mi è capitato di pensare una sera. Stavo portando a spasso il cane quando mi sono avvicinato ad un bidone della spazzatura per depositare con senso civico le sue produzioni solide. Accanto al bidone c’erano un carrello del supermercato, un vecchio televisore e un numero indefinito di sacchetti dell’immondizia buttati per terra, sebbene il bidone fosse semivuoto. Ho pensato che nessuna persona civile avrebbe potuto creare uno schifo del genere. La mattina dopo ho incontrato per strada due cinesi che trasportavano gioiosamente un altro carrello verso quel bidone. Non so perché, ma mi è sorto il sospetto che secondo loro inserendo la monetina nell’apposito marchingegno non si ha solo il diritto di usare il carrello, ma si diventa con modica spesa proprietari dello stesso. Lo so, a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si prende.<br />
Sarebbe facile ora affermare per analogia che gli immigrati aumentano in modo esponenziale l’entropia del sistema, ma se penso alla indomita Nina, mi smentisco da solo. Un mio amico tendenzialmente razionale ed ottimista una volta ha affermato che gli immigrati non sono un problema che temporaneo, perché i loro figli e i loro nipoti nasceranno in Italia e in un modo o nell’altro si adatteranno, così come i nostri figli e i nostri nipoti. Come dargli torto? Ricordo ancora quando, cinquant’anni fa, ci fu la migrazione biblica dal sud al nord e c’era chi rifiutava di affittare ai “marocchini” perché, si diceva, appendevano in salotto il caciocavallo, tenevano le galline in terrazzo e coltivavano pomodori nella vasca da bagno. Però l’impetuoso sviluppo del triangolo industriale non avrebbe avuto luogo senza di loro e senza il loro caciocavallo, le loro galline e i loro pomodori.<br />
Ora, i figli e i nipoti di quei “marocchini” li riconosci solo dal cognome. Fra poco, molto poco, nemmeno quello significherà più qualcosa. E allora?<br />
Allora non è vero che gli immigrati creano entropia perché ci incasinano la vita. Al contrario, creano entropia quando si omologano e di casino non ne fanno più. Ma stiamo parlando non del sud e del nord dell’Italia, stiamo parlando del mondo intero, cioè dell’unico vero sistema chiuso, per quanto riguarda il genere umano. Quando tutti gli uomini saranno uguali su tutto il pianeta Terra, quando ci sarà una sola cultura, una sola lingua, una sola legge, quando tutti gli uomini vivranno in pace senza più country né religion too, come cantava John Lennon, vivremo in un immenso alveare e potremo solo sperare nell’arrivo degli extra-terrestri.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">NdR: trovate le prime tre parti di<em> L&#8217;entropia</em> qui: <em><a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/06/17/lentropia-premessa/" target="_blank">Premessa</a></em>, <a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/08/27/lentropia-elogio-dellimbecille/" target="_blank"><em>Elogio dell&#8217;imbecille</em></a> e <em><a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/10/07/lentropia-ne-restera-uno-solo/" target="_blank">Ne resterà uno solo</a>.</em></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="margin-top:10px;margin-bottom:0;padding-bottom:0;text-align:center;line-height:0;"><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/QMzB/~6/2" target="_blank"><img style="border:0;" src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/QMzB.2.gif" alt="Nulla Dies Sine Linea" /></a></p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[16.d de la pagina 83... para diego y quien quiera]]></title>
<link>http://biofisicabuenaonda.wordpress.com/2009/11/21/16-d-de-la-pagina-83-para-diego-y-quien-quiera/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:14:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>biofisicabuenaonda</dc:creator>
<guid>http://biofisicabuenaonda.wordpress.com/2009/11/21/16-d-de-la-pagina-83-para-diego-y-quien-quiera/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ojos que no ven]]></title>
<link>http://adolfolara.wordpress.com/2009/11/11/ojos-que-no-ven/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 03:20:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adolfo Lara Ramos</dc:creator>
<guid>http://adolfolara.wordpress.com/2009/11/11/ojos-que-no-ven/</guid>
<description><![CDATA[Si hay dos ojos que perciben el reflejo de luces, oídos que reciben resonancias, un cerebro que inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Si hay dos ojos que perciben el reflejo de luces, oídos que reciben resonancias, un cerebro que interpreta, por qué las personas no oyen ni ven. Si tienen los instrumentos por qué no producen música, por qué no notan todo lo que está a su alrededor.</p>
<p align="justify">¿Es quizás que esos ojos y oídos no existen? Que existen personas incompletas, fallidas biológicamente, que poseen el instrumento pero carecen del cableado emocional que une lo que ven con lo que sienten. Que permite sentir asco y vergüenza, que une a la dignidad con la nariz, y tu coraje con la piel.</p>
<p align="justify">Veo cuerpos funcionales y otros que no. Y no me da pena. Veo personas sin vergüenza, pisoteadas y mendigas de honor. Mi alma llora. </p>
<p align="justify">Tengo ojos y quisiera no ver, no verte suplicar por un pan, no ver a esa madre parir su tercer hijo en la puna, no ver a ese empresario venderse, no ver a ese hombre escrudiñar la basura con los perros, quisiera no ver hombres humanitarios, no ver mujeres reivindicando, no ver y no ver, pero mi cableado no tiene fallo.</p>
<p align="justify">Las mañanas nerviosas me reciben, y mis pasos marcan el ritmo de mi alegría. Tengo miedo a temer vivir en este mundo, tengo miedo a que este mundo me quiera también a mí.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Paper: Entropia y Salarios de los Ejecutivos]]></title>
<link>http://qfclub.com.ar/2009/11/07/paper-entropia-y-salarios-de-los-ceos/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:00:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>besanson</dc:creator>
<guid>http://qfclub.com.ar/2009/11/07/paper-entropia-y-salarios-de-los-ceos/</guid>
<description><![CDATA[Abstract: The high pay packages of U.S. CEOs have raised serious concerns about what would constitut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Abstract: The high pay packages of U.S. CEOs have raised serious concerns about what would constitute a fair pay. Since the present economic models do not adequately address this fundamental question, we propose a new theory based on statistical mechanics and information theory. We use the principle of maximum entropy to show that the maximally fair pay distribution is lognormal under ideal conditions. This prediction is in agreement with observed data for the bottom 90%–95% of the working population. The theory estimates that the top 35 U.S. CEOs were overpaid by about 129 times their ideal salaries in 2008. We also provide an insight of entropy as a measure of fairness, which is maximized at equilibrium, in an economic system.</p>
<p>Link al <a href="http://www.mdpi.com/1099-4300/11/4/766/pdf" target="_blank">paper</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Entropia Universe: Where the Streets Have No Name]]></title>
<link>http://nicolasdentremont.wordpress.com/2009/11/06/entropia-universe-where-the-streets-have-no-name/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 03:45:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nic</dc:creator>
<guid>http://nicolasdentremont.wordpress.com/2009/11/06/entropia-universe-where-the-streets-have-no-name/</guid>
<description><![CDATA[Well now that Entropia Universe is well into VU10, I thought that it was about time that I made a ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Well now that Entropia Universe is well into VU10, I thought that it was about time that I made a new up to date trailer for YouTube. So after hours of running, and over 30 minutes, 13 Gb of total video, I ended up putting together a nice little trailer that I think represents Entropia Universe pretty well.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/PejFcJw6ov4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/PejFcJw6ov4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PejFcJw6ov4">http://www.youtube.com/watch?v=PejFcJw6ov4</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'alternativa a Darwin]]></title>
<link>http://serpentario.wordpress.com/2009/11/03/lalternativa-a-darwin/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 13:39:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>M. Begato</dc:creator>
<guid>http://serpentario.wordpress.com/2009/11/03/lalternativa-a-darwin/</guid>
<description><![CDATA[Come promesso, eccovi: F. Catalano, La Vita e il Respiro e Ogni Cosa, ed. Aracne, Roma 2009 Catalano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come promesso, eccovi: F. Catalano, <em>La Vita e il Respiro e Ogni Cosa</em>, ed. Aracne, Roma 2009</p>
<p>Catalano è uno scienziato, che ha letto gli attacchi di Dawkins alla fede, e gli ha risposto con un libretto leggero e chiaro.</p>
<p>Catalano dice: se io riesco a dimostrare che non è possibile che la vita sia comparsa casualmente e improvvisamente dalla non vita (abiogenesi), tutto il sistema logico evoluzionista crollerà per effetto domino.</p>
<p>A mio parere Catalano realizza un buon percorso, in particolare &#8211; vedremo &#8211; nella critica al concetto di caso. E, si badi bene, in ogni caso, parlare di caso in ambito scientifico è epistemologicamente incoerente.</p>
<p>Catalano inizia dai saluti alla figlia (un nome orribile, che vi risparmio); quindi muove inchini ossequiosi a Dawkins, quindi si mette al lavoro.</p>
<p>I primi capitoli accumulano una serie di osservazioni, che provo a elencare &#8211; si tratta di confutazioni di singole teorie:<br />
- l&#8217;ipotesi di abiogenesi non è sperimentabile, ergo non confutabile, ergo non scientifica (p. 24)<br />
- le ipotesi di vita da altri pianeti non rispondono alla domanda base: donde la vita su quei pianeti? (pp. 37 ss.)<br />
- le ipotesi sull&#8217;atmosfera primordiale sono inverificabili, cioè non abbiamo documenti diretti e attendibili (pp. 45-48)<br />
- di conseguenza alcuni esperimenti ipotizzano atmosfere particolari&#8230;ma non se ne dà traccia alcuna (Idem)<br />
- altri esperimenti giustificano l&#8217;assenza di tracce per la celerità delle trasformazioni: attenti, troppa celerità impedisce la graduale evoluzione! (Idem)<br />
- gli esperimenti di laboratorio si scoprono troppo viziati dall&#8217;ideologia del ricercatore (pp. 49 ss. &#8211; esperimento di Miller)<br />
- queste cose sono note agli scienziati, ma nascoste al pubblico (p. 56)<br />
- altri esempi di coperta corta: devo togliere ossigeno per sintetizzare proteine, ma immetterlo all&#8217;istante per far vivere le nuove forme generate&#8230;(p. 60)</p>
<p>Per evitare di passare il tempo a confutare le molteplici teorie (di cui si dà nota aggiornativa a p. 67) l&#8217;autore spiega cosa non funziona alla base: l&#8217;abiogenesi contraddice i principi della termodinamica, e pretende che in natura si sia dato un caso di processo spontaneo dal disordine all&#8217;ordine (p. 72). Ma &#8221;l<em>&#8216;ordine e la complessità non possono nascere dal disordine per effetto di semplici trasformazioni irreversibili all&#8217;interno di un sistema chiuso</em>&#8221; (p. 85).<br />
A questo punto i biologi evoluzionisti evocano l&#8217;energia libera di Gibbs (che riguarda reazioni chimiche spontanee). Catalano va giù secco: I. l&#8217;energia da sola non dà informazione, II. la complessità biologica ha niente a che vedere con le ben più semplici reazioni chimiche di Gibbs (pp. 86-87).<br />
Così pure i fenomeni di neghentropia, per cui in sistemi aperti una dissipazione di energia può produrre informazione, non sono in grado di esaudire la complessità richiesta a livello biologico (pp. 96-97).<br />
Insomma l&#8217;evoluzionismo non può nulla contro l&#8217;entropia. Fino ad ora. E questa è scienza.</p>
<p>Ultimi due passaggi</p>
<p>Primo: DIFFERENZA TRA MIRACOLO E SCIENZA. Surclassando il problema di un discorso sul caso (termine filosofico) in ambito scientifico, Catalano mostra che il livello statistico di probabilità che avrebbe permesso di far saltar fuori una cellula da un sasso è enorme (in negativo!). Contro la ragionevolezza. Piuttosto prossimo alla fede in un miracolo eccezionale che non alla disposizione ragionevole verso un fenomeno di natura.<br />
Un esempio? Pensate a un tornado che, passando su una discarica, assembli un Boeing 747 (p. 110).<br />
A p. 122 viene invece dato un criterio scientifico, ergo falsificabile, ergo condivisibile: poniamo un limite ragionevole alla possibilità di realizzazione di un fatto. Al di qua del limite parleremo di possibilità (casuale o meno), al di là parleremo di miracolo o di attesa non scientifica. Borel e Dembsky delineano la soglia nell&#8217;ordine &#8211; rispettivamente &#8211; di 166,09 bit (-log2 10 alla -50) e di 498,28 bit (-log2 10 alla -150) di contenuto d&#8217;informazione per un evento.<br />
Per intenderci, la possibilità di vincere una lotteria mondiale (cui partecipassero tutti i 7 miliardi di individui) equivale a 32,7 bit (-log2  1/7.000.000.000), cioè è molto sotto la soglia proposta. L&#8217;abiogenesi a -log2 10 alla -863!! (pp. 120 ss.), cioè è assolutamente al di là della soglia proposta.</p>
<p>E così abbiamo risposto a chi invoca troppo facilmente il caso. Credere nell&#8217;abiogenesi è scientifico quanto venerare le stimmate di padre Pio!</p>
<p>Secondo: TEORIA SOSTITUTIVA, i FENOMENI SINTROPICI. L&#8217;ipotesi è semplice. Accanto a un principio di causalità che agisce efficacemente dal presente dell&#8217;azione verso il futuro dell&#8217;effetto, possiamo riconoscere un principio di finalità che dal futuro attiri a sè energeticamente i fenomeni caricandoli dell&#8217;informazione necessaria.<br />
Ma và, questo è Aristotele riciclato. Sì, ma riciclato dalla scienza.<br />
Infatti abbiamo &#8220;<em>riscontro sperimentale nell&#8217;osservazione, in laboratorio, di antiparticelle e di fenomeni di non-località quantistica</em>&#8221; (p. 103). Einstein è l&#8217;apripista per un&#8217;ipotesi del genere (e di qualsiasi altro genere, verrebbe da dire, un po&#8217; grottescamente). L&#8217;equazione delle onde di D&#8217;Almebert e i potenziali antcipati (p. 104) sono la descrizione formale della nostra novella posizione. Fenomeni non entropici, ma sintropici, che manifestano una finalità intinseca, caratterizzati da un surplus di energia in un ristretto volume spazio-temporale, essi sono la base di successivi fenomeni entropici (Olivier Costa De Beauregard &#8211; p. 105). <br />
La conferma e il limite di tali fenomeni in campo biologico sta nel non poterli riprodurre in laboratorio (chiaro limite per l&#8217;epistemologia vigente; ma anche conferma di un plausibile modello di autopoiesi non direttamente modificabile).</p>
<p>Il che potrà valere come necessaria versione scientifica del più teleologico Intelligent Design.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O universo chegará ao fim mais cedo do que se pensava]]></title>
<link>http://esteeomeusangue.wordpress.com/2009/11/01/o-universo-chegara-ao-fim-mais-cedo-do-que-se-pensava/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 13:52:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>roque</dc:creator>
<guid>http://esteeomeusangue.wordpress.com/2009/11/01/o-universo-chegara-ao-fim-mais-cedo-do-que-se-pensava/</guid>
<description><![CDATA[Há muito tempo físicos preveem que o universo acabará na chamada “morte térmica”, estado em que terá]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-1191" src="http://esteeomeusangue.wordpress.com/files/2009/10/universo_fim1.jpg" alt="" width="420" height="182" /></p>
<p>Há muito tempo físicos preveem que o universo acabará na chamada “morte térmica”, estado em que terá utilizado toda a sua energia e não poderá mais sustentar nenhum movimento. Porém, novos cálculos realizados por uma equipe de físicos australianos mostram que a morte térmica pode chegar mais cedo do que os cientistas acreditavam.</p>
<p>A morte térmica é baseada no conceito da entropia, que afirma que estados desordenados são mais estáveis que aqueles ordenados. Em uma experiência da vida real, por exemplo, pode se dizer que é mais fácil quebrar uma janela de vidro (estado ordenado) do que reorganizá-la ou criar uma nova janela – estado desordenado – ou seja, a janela permanecerá quebrada. Na escala do universo, sistemas complexos como estrelas, planetas e galáxias são como a janela de vidro, e os novos cálculos mostram que buracos negros supermassivos estão quebrando-os mais rapidamente do que imaginávamos.</p>
<p>Já era de conhecimento dos físicos que os buracos negros contribuem com a entropia do universo ao quebrar a matéria e energia em seus turbilhões gravitacionais, mas os cálculos sempre mostraram o nível da desordem com base nos buracos negros menores e mais frequentes.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1192" src="http://esteeomeusangue.wordpress.com/files/2009/10/universo_fim2.jpg" alt="" width="420" height="236" /></p>
<p>Entretanto, o novo cálculo leva em consideração o poder destrutivo dos buracos negros supermassivos, que podem consumir galáxias inteiras. Os cientistas australianos descobriram que os cálculos antigos subestimavam quanto do universo esses buracos negros já “engoliram”.</p>
<p>Porém, não é preciso começar a se preocupar com o fim do mundo: em uma escala humana, é como se o cálculo anterior afirmasse que o universo fosse morrer aos 90 anos. O novo cálculo descobriu que ele está mais próximo desta idade do que dos 50 anos. Mas é claro que as estimativas envolvem a morte térmica para daqui a bilhões de anos, então o universo ainda tem um bom tempo para aproveitar a velhice.</p>
<p style="text-align:right;">Fonte: U.S. News</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Downgrade della scuola]]></title>
<link>http://cubepark.wordpress.com/2009/10/29/il-downgrade-della-scuola/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:56:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubepark</dc:creator>
<guid>http://cubepark.wordpress.com/2009/10/29/il-downgrade-della-scuola/</guid>
<description><![CDATA[La storia delle cose è un documentario del 2007  realizzato dall’ex attivista di greenpeace  Annie L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img title="2" src="http://cubepark.wordpress.com/files/2009/10/2.jpg" alt="2" width="510" height="280" /></p>
<p>La storia delle cose è un documentario del 2007  realizzato dall’ex attivista di greenpeace  Annie Leonard. Nel video Annie Leonard cerca di rispondere ad una domanda<br />
“Da dove vengono le cose che compriamo”?</p>
<p>Lei risponde a questa domanda aiutandosi  con dei disegni dalla grafica semplice, descrivendo il ciclo del sistema consumistico, seguendo i vari passaggi dei prodotti che  acquistiamo.  Estrazione, produzione, distribuzione, consumo e smaltimento</p>
<p><img title="1" src="http://cubepark.wordpress.com/files/2009/10/1.jpg" alt="1" width="217" height="188" /></p>
<p>Il linguaggio utilizzato da Annie Leonard è semplice, diretto, riesce a farsi capire anche da coloro che sono  meno preparati su temi come  l’economia , risorse energetiche.<br />
Argomenti già trattati più di 25 anni fa dall’economista Jeremy Rifkin nel saggio “Entropia”.<br />
Nel video non si parla solo  delle fabbriche in cui vengono prodotte le cose che acquistiamo e della necessità di ridurre i consumi per limitare lo sfruttamento delle risorse naturali.<br />
Si riflette soprattutto sulle abitudini dell’uomo, ridotto ad essere solo un consumatore che acquista sempre cose nuove. Oggetti che non gli servono, ma che sente la necessità di comprare. Nel documentario  vengono spiegati cosa sono  l&#8217;obsolescenza pianificata e l&#8217;obsolescenza percepita. Strategie molto efficaci per convincere  l’uomo  a comprare oggetti che rimpiazzeranno altri oggetti funzionanti, ma magari non più di moda.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1453" title="3f" src="http://cubepark.wordpress.com/files/2009/10/3f.jpg" alt="3f" width="390" height="184" /></p>
<p>A tratti Annie Leonard risulta essere troppo faziosa nel cercare di dimostrare le sue tesi.<br />
Ad esempio quando afferma che i PC di ultima generazione si differenziano dai precedenti solo per un componente, un chip della scheda madre.</p>
<p>Negli stati  uniti 7000  scuole hanno acquistato il DVD per farlo vedere agli studenti creando non poche polemiche. In Italia è possibile vederlo solo su YouTube, diviso in 3 parti.</p>
<p>Nonostante non sia del tutto imparziale, bisogna riconoscere le potenzialità educative e formative del video, la cui visione sarebbe consigliata sia agli adulti che ai bambini.</p>
<p>Ma l’azienda scuola che sta cercando di  riformare  la Gelmini non combacia con i contenuti de documentario, in totale contrapposizione al downgrade dell’istituzione scolastica.</p>
<p><a href="http://cubepark.wordpress.com/2009/10/29/la-storia-delle-cose/" target="_blank">Video </a>&#8220;La storia delle cose&#8221;</p>
<p>“Qual è lo scopo di una pubblicità se non quello di farci sentire infelici di ciò che abbiamo e di convincerci a comprare dell&#8217;altro? Molteplici volte al giorno, percepiamo che i nostri capelli sono in cattive condizioni, che la nostra pelle è in pericolo, i nostri vestiti non sono adeguati alle situazioni…andiamo a lavorare, facendo anche più lavori contemporaneamente, torniamo a casa esausti, ci abbandoniamo sul nostro nuovo divano per farci rapire dalla TV a 50 pollici e vedere una pubblicità che ci dice: &#8220;FAI SCHIFO!&#8221;.<br />
“Siamo circondati da una miriade di oggetti ed ogni giorno corriamo sempre di più per guadagnare sempre di più e risparmiare magari su cose fondamentali per poter comprare sempre nuovi oggetti che ci danno l&#8217;impressione di aumentare la nostra felicità.<br />
Abbiamo tante cose ed in compenso abbiamo meno tempo per fare le cose che più ci piacciono: occuparci della famiglia, trascorrere una serata in compagnia degli amici, poter farci una passeggiata in montagna, uscire in bici”</p>
<p>“Abbiamo veramente bisogno di abbandonare la strada della mentalità usa, getta e brucia. C&#8217;è una nuova scuola di pensiero, su ciò è basato il concetto della sostenibilità e dell&#8217;equità. Chimica pulita, Rifiuti Zero, Produzione a ciclo chiuso, Energia Rinnovabile, Gruppi di Acquisto Solidale.”</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educaci&oacute;n para la vida]]></title>
<link>http://adolfolara.wordpress.com/2009/10/25/educacin-para-la-vida/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:21:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adolfo Lara Ramos</dc:creator>
<guid>http://adolfolara.wordpress.com/2009/10/25/educacin-para-la-vida/</guid>
<description><![CDATA[Un análisis de obligada lectura encontré vía twitter de Estrategia y negocios, sobre los cambios que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Un análisis de obligada lectura encontré vía <a href="https://twitter.com/libreros/status/5145147209" target="_blank">twitter</a> de <a href="http://www.estrategiaynegocios.net/vernoticia.aspx?option=2605" target="_blank">Estrategia y negocios</a>, sobre los cambios que sufre las estructuras sociales a raíz de los progresos tecnológicos y cómo se hace necesario una transformación de los sistemas educativos para, realmente, ofrecer una educación para la vida.</p>
<p align="center"><strong>Educación para la vida</strong></p>
<p align="justify">Se ha vuelto una perogrullada decir que nunca antes en la historia hemos vivido el ritmo de cambio que estamos experimentando en todas las facetas de la vida humana. Estos cambios están influyendo en la forma de comunicarnos, de crear, disfrutar y relacionarnos como personas.</p>
<p align="justify">Las empresas están reaccionando cada vez con mayor rapidez a ellos, tratando de entender cómo pueden beneficiarse y cómo pueden aprovecharse de estas tendencias. La actual es una verdadera “revolución ciudadana” en el sentido de que la interacción de millones de seres humanos está generando consecuencias no diseñadas de antemano.</p>
<p align="justify">Más lentamente que las empresas, los gobiernos aún están buscando incorporar estas tendencias en sus programas y operaciones. Mientras tanto, ¿qué ha pasado con la educación en todo el mundo y, en particular, en América Latina? La respuesta es: no mucho.</p>
<p align="justify">La gran extensión del cambio es la provisión de tecnología de comunicaciones en el aula que, sin duda, apoya en forma importante el proceso educativo, pero no ha habido una “revolución” paralela en la forma en que preparamos a nuestros niños y jóvenes en el mundo.</p>
<p align="justify">En una reunión de la Global Education Initiative del World Economic Forum discutía con varios CEO y altos ejecutivos de empresas de todo el mundo cuáles serían las características del adulto joven del siglo XXI que los harían exitosos profesionalmente.</p>
<p align="justify">La lista era muy interesante: pensamiento estructurado y crítico, ética de trabajo, creatividad, empresarialismo, capacidad de trabajo en equipo, tolerancia y ojalá gusto por la diversidad, conciencia del mundo que los rodea (a escala global) y liderazgo.</p>
<p align="justify">El grupo incluía a representantes de empresas de una gran diversidad de industrias y países y el consenso era impresionante. Y, según ellos, aplicaba tanto a graduados de educación universitaria como de colegio (educación secundaria) para la base de sus empleados técnicos. ¿Y el contenido? ¿No querían buenos ingenieros, buenos ingenieros de sistemas, etc., etc.?</p>
<p align="justify">El consenso era que una disciplina profesional era importante en cuanto proveyera lo mencionado anteriormente, pero que las tecnologías hoy en día cambian tan rápidamente que, aún graduados de las mejores universidades, requieren un constante entrenamiento en sus lugares de trabajo.</p>
<p align="justify">Tampoco se discutía el “conocimiento” entendido como información acumulada en la memoria; es un hecho que este sea tan masivo que más bien requiere tener acceso a innumerables fuentes de información que están, por otro lado, cada vez más accesibles en tiempo real.</p>
<p align="justify">Reconozco que el perfil propuesto por empresarios y ejecutivos responde únicamente al elemento de productividad de la educación del ser humano; este, a su vez, también es un miembro de la sociedad, un ciudadano de su país y del mundo.</p>
<p align="justify">En esto también se está experimentando un cambio sin precedentes; mientras un sinnúmero de medios de prensa tradicionalmente poderosos enfrenta malos prospectos de sostenibilidad, la visibilidad de los individuos ha alcanzado niveles impensables hace una década.</p>
<p align="justify">Yoani Sánchez, una mujer cubana de 33 años, fue distinguida por Time Magazine como una de las 100 personas más influyentes en el mundo, gracias a sus reportes sobre la vida en la isla a través de su <i>blog</i> Generación Y.</p>
<p align="justify"><b>Ritmos y ajustes</b></p>
<p align="justify"><b></b></p>
<p align="justify">En realidad, es comprensible que no estemos cambiando la educación al mismo ritmo que cambian los sujetos de ésta (nuestros niños y niñas, adolescentes y adultos jóvenes), porque por primera vez ellos dominan este cambio de una forma que los adultos apenas comenzamos a estudiar y entender.</p>
<p align="justify">No es solo que nuestros hijos adolescentes y preadolescentes pueden configurar nuestros equipos de cómputo o teléfonos celulares mucho mejor que nosotros; en realidad, ellos acceden a un mundo de interacciones que para nosotros son incomprensibles y muchas veces inaceptables.</p>
<p align="justify">Por ejemplo, nos parece inaudito que una relación con alguien a quien nunca han visto físicamente se considere una amistad real (o peor, la base para un matrimonio, como ocurre con alguna frecuencia). Hasta su percepción de la realidad es diferente.</p>
<p align="justify">Yo personalmente he oído a preadolescentes que creen que saben jugar tennis porque obtienen altos puntajes en un juego de Wii. Por supuesto que están equivocados, por lo menos por ahora, hasta que el U.S. Open se juegue en consolas de Wii en vez de usar raquetas, bolas y sea en una cancha real.</p>
<p align="justify">Y no necesito profundizar en la capacidad de <i>multitasking</i> que es característica de cualquier persona nacida después de 1995. </p>
<p align="justify">Los expertos en cognición insisten en que perdemos capacidad de profundización en la medida que hacemos (o tratamos de hacer) varias cosas a la vez. Es posible y es hasta lógico, pero la realidad es que rara vez uno encuentra adolescentes haciendo una sola cosa a la vez.</p>
<p align="justify">Tal vez la esperanza está en que estas nuevas generaciones (y Millenium y las que siguen) comiencen a contribuir al diseño de un nuevo paradigma de educación. De hecho, algunos adultos jóvenes y no tan jóvenes comienzan a estudiar y entender esta realidad.</p>
<p align="justify">Proyectos como el Digital Youth Research en Berkeley (<a href="http://digitalyouth.ischool.berkeley.edu/">http://digitalyouth.ischool.berkeley.edu/</a>) y el Lifelong Kindergarden en MIT Media Lab <a href="http://www.media.mit.edu/research/groups/lifelong-kindergarten">http://www.media.mit.edu/research/groups/lifelong-kindergarten</a> están creando conocimiento que poco a poco va cambiando los paradigmas que utilizamos en la educación para el futuro.</p>
<p align="justify"><b>Más vida, más educación</b></p>
<p align="justify">Un último factor que, en mi opinión, va a cambiar el paradigma de la educación en el siglo XXI es el cambio en la esperanza de vida de la población mundial. Va a ser mucho más común, para quienes nacieron alrededor del cambio de siglo, llegar a la edad de 100 años.</p>
<p align="justify">Eso significa que, muy probablemente, su edad de retiro se va a aplazar más allá de los tradicionales 65 años y, por tanto, la vida productiva de una persona va a incluir más de cinco décadas.</p>
<p align="justify">Esto, junto a los fenómenos de cambio tecnológico, probablemente va a derivar en un sistema educativo con un componente mucho más grande de educación continua. Es imposible que el entrenamiento que un adulto joven reciba en el 2010 siga siendo vigente en el 2040 o 2050, cuando esa persona esté a mitad de su vida productiva. Esto refuerza el cambio en el rol de la educación formal en la etapa temprana de la vida de un ser humano.</p>
<p align="justify">Mientras los países desarrollados enfrentan estos retos, en América Latina la educación está, en gran medida, estancada. La última gran revolución educativa en América Latina ocurrió hace un siglo, con la secularización de la educación en todo el continente.</p>
<p align="justify">El paradigma dominante sigue siendo fundamentalmente el mismo, los países más avanzados están enfatizando la enseñanza de matemáticas (disciplina muy valiosa para el desarrollo de pensamiento lógico estructurado) y del inglés como segundo idioma.</p>
<p align="justify">El acceso a tecnologías de información en el aula aún es incipiente, aunque hay esfuerzos importantes para hacerlo masivo en varios países. Sin embargo, en su gran mayoría, ese nuevo acceso sirve como apoyo a pedagogías del siglo pasado y, en algunos casos, de hace dos siglos.</p>
<p align="justify">Instituciones con recursos proveen acceso a plataformas de cómputo y acceso a Internet, pero no como palancas para el desarrollo de la creatividad, la innovación y la conciencia de una ciudadanía nacional y global.</p>
<p align="justify">Existen varios esfuerzos para cambiar esta realidad. El programa Preal, que promueve la reforma educativa en América Latina, ha propuesto un sinnúmero de cambios y mejoras que cambiarían nuestros sistemas educativos, pero en la vida real estos requieren superar obstáculos de otro tipo.</p>
<p align="justify">En todos los países, sin excepción, donde he tenido la oportunidad de discutir esfuerzos para cambiar la educación, el mayor obstáculo es político, la resistencia al cambio liderada por los sindicatos de maestros, en muchos casos afiliados y apoyados por un partido político. Esta resistencia no es representativa de la actitud de los maestros a nivel individual.</p>
<p align="justify">En proyectos del Incae en El Salvador y Costa Rica hemos tenido la oportunidad de observar la anuencia e incluso avidez de los maestros para cambiar la efectividad de su gestión. Cuando la comunicación y el involucramiento son eficaces, los educadores se convierten en líderes del cambio educativo.</p>
<p align="justify"><b>Apurar el paso</b></p>
<p align="justify">El tiempo está en contra de nuestros esfuerzos regionales. Aumentar años de escolaridad toma décadas y muchos recursos. Obviamente, es necesario mantener esos esfuerzos pero, mientras eso ocurre, nuestra población sigue en desventaja para atraer inversión que genere empleo de mayor productividad e ingreso.</p>
<p align="justify">Es necesario desarrollar, en forma paralela y muy agresivamente, programas de capacitación en el trabajo y de capacitación técnica para que los adultos que ya no van a reinsertarse en el sistema formal de educación puedan aumentar sus habilidades y optar por mejores posibilidades laborales.</p>
<p align="justify">Programas que desarrollen destrezas o conocimientos específicos pueden tener un gran impacto en la empleabilidad de nuestra fuerza laboral. Un ejemplo evidente ocurre en el turismo, donde poseer un manejo básico del inglés provee acceso a oportunidades laborales de todo tipo (por supuesto, según las demás capacidades de la persona).</p>
<p align="justify">El reto del cambio educativo para nuestra región tiene que ser un proyecto de país y no una tarea solamente del gobierno. Los empresarios deben involucrarse, en primer lugar, porque son directamente beneficiados con el producto del sistema educativo, pero también porque, desde el punto de vista de producción, son las empresas las que conocen en forma precisa y anticipada los requerimientos de habilidades de la fuerza laboral.</p>
<p align="justify">Los empresarios también poseen recursos, más allá del dinero, que pueden apalancar fuertemente la gestión del sector público. En un ejemplo que conozco personalmente en Costa Rica, un grupo de empresarios organizados en la Asociación de Empresarios para el Desarrollo (AED) gestionó una mejora operativa para las escuelas públicas, el cual tiene el potencial de liberar hasta el 30% del tiempo de los maestros, pues antes se empleaba en cumplir labores administrativas.</p>
<p align="justify">A través de un programa en coordinación con el Ministerio de Educación Pública y los sindicatos de maestros, están impulsando la adopción de un sistema de <i>software</i> cuyo desarrollo fue financiado por dicho grupo de empresarios y permite alcanzar esa enorme eficiencia.</p>
<p align="justify">Si hay un tema que deberíamos tomar como agenda nacional, independientemente del sector al que pertenecemos o de las inclinaciones políticas personales, es la educación.</p>
<p align="justify">Sin un cambio cualitativo importante en la próxima década, la brecha entre nuestra región y el resto del mundo se puede expandir y nuestra capacidad de competir, y por tanto de generar una calidad de vida mejor para nuestros habitantes, se puede ver seriamente disminuida.</p>
<p align="justify">Ojalá tomemos incluso una posición regional en este tema. Existen economías de escala en el desarrollo de innovaciones pedagógicas, y la inversión en una región como Centroamérica, unida, podría hacer la diferencia necesaria para crear paz y prosperidad para todos.</p>
<p align="right"><em>&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Rector del INCAE</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El cerebro humano no puede conocer todos los universos posibles]]></title>
<link>http://mymanuel.wordpress.com/2009/10/24/el-cerebro-humano-no-puede-conocer-todos-los-universos-posibles/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 05:00:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dr. House</dc:creator>
<guid>http://mymanuel.wordpress.com/2009/10/24/el-cerebro-humano-no-puede-conocer-todos-los-universos-posibles/</guid>
<description><![CDATA[Dos científicos calculan que superan con mucho la capacidad humana de acumular información La teoría]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dos científicos calculan que superan con mucho la capacidad humana de acumular información</p>
<p>La teoría del multiverso propone la existencia de un conjunto de universos posibles, más allá del cosmos que conocemos. Ahora, dos físicos de la Universidad de Stanford, en California, han calculado cuántos universos habría, teniendo en cuenta la situación inicial del cosmos tras el Big Bang. Según los científicos, el número de universos posibles es tan grande, que escapa a la capacidad del cerebro humano de almacenar información. Por Yaiza Martínez.</p>
<p><img src="http://www.tendencias21.net/photo/1659949-2237429.jpg?v=1256315117" alt="El Universo conocido en sus primeros momentos. NASA." width="544" height="272" /></p>
<p>La teoría del <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Multiverso">multiverso</a>, de la que hemos hablado en diversas ocasiones en <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://www.tendencias21.net/La-idea-de-multiples-universos-es-mas-que-una-fantastica-invencion_a1955.html">Tendencias21</a>, propone la existencia de un grupo de universos posibles (y no sólo el cosmos que conocemos), paralelos, y que, por tanto, nuestro universo sería sólo una parte de la realidad física generada a partir del <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Teor%C3%ADa_del_Big_Bang">Big Bang</a>. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Es decir, que esta teoría sostiene que cuando se produjo la gran explosión primigenia, no se desarrolló un universo único y uniforme, sino muchos universos diferentes. La pregunta lógica subsiguiente sería, ¿cuántos? <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />La revista <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/24239/">Technology Review</a> ha publicado estos días un comentario sobre un artículo aparecido en Arxiv bajo el título <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://arxiv.org/abs/0910.1589">How many universes are in the multiverse?</a> (¿Cuántos universos hay en el multiverso?), en el que dos físicos de la Universidad de Stanford (California), llamados <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://www.stanford.edu/~alinde/">Andrei Linde</a> y <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://cosmos.phy.tufts.edu/~vitaly/">Vitaly Vanchurin</a>, proponen una respuesta cuanto menos sorprendente para esta pregunta. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" /><strong>Originados por fluctuaciones cuánticas</strong> <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Según nos dice la física, el Big Bang fue un proceso cuántico que, en el comienzo del universo, generó las llamadas <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Fluctuaci%C3%B3n_cu%C3%A1ntica">fluctuaciones cuánticas</a>, un fenómeno físico que se produce a nivel atómico y que consiste en el movimiento de las partículas cuánticas (subatómicas). <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Durante la expansión o inflación del cosmos, estas fluctuaciones quedaron “congeladas”, lo que propició la aparición de una serie de condiciones físicas iniciales distintas, en diversas partes del universo. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Por tanto, puesto que cada una de estas partes o regiones presentaría un conjunto distinto de leyes de la física de baja energía, podrían ser consideradas como universos diferentes. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Lo que Linde y Vanchurin han calculado es cuántos de estos universos podrían haber surgido. En concreto, los científicos afirman que el número de ellos sería proporcional al de los efectos causados por las perturbaciones iniciales, durante un proceso denominado de inflación de rotación lenta. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />El modelo de inflación de rotación lenta o de nueva inflación fue ideado, anteriormente, por el propio Linde y otros colaboradores (Andreas Albrecth y Paul Steindhardt), y con él se mostró ya que la inflación del cosmos no habría producido un universo perfectamente simétrico, sino que en el inicio se habrían generado débiles fluctuaciones cuánticas, que a su vez habrían producido las semillas de todas las estructuras de la realidad física posterior.</p>
<p><strong>Un número inmenso de universos</strong> <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Aplicando algunas reglas lógicas de cálculo, los científicos han establecido que, al menos, se debieron generar 10^10^10^7 universos en el multiverso, un número extremadamente grande. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />A pesar de dar esta cifra, Linde y Vanchurin aseguran que la determinación del número de universos en el multiverso está sometida a dos importantes limitaciones. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />En primer lugar, hay que tener en cuenta la llamada <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bekenstein_bound">Frontera Bekenstein</a>, que establece que la cantidad de información (entropía y, en consecuencia, masa) de un determinado volumen del espacio es limitada. Esto es, que por más universos que se puedan encontrar siempre existiría un límite marcado por dicha frontera. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />En segundo lugar, se deben tener en consideración las limitaciones del observador que realiza las mediciones, puesto que éste está condicionado por los límites de su propio cerebro. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" /><strong>El cerebro como límite del multiverso</strong> <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Linde y Vanchurin afirman que la cantidad total de información que puede absorber un individuo durante toda su vida es de unos 10^16 bits y que un cerebro humano típico “sólo” puede alcanzar 10^10^16 configuraciones y, por lo tanto, nunca será capaz de distinguir más que esa cantidad de universos diferentes. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Esta cifra, aunque sorprendente, resulta pequeña al lado de la hipotética cifra propuesta por los físicos para definir la cantidad de universos presentes en el multiverso. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Teniendo en cuenta esta condición humana, los científicos aseguran que el principal límite para el establecimiento de la cantidad de geometrías diversas apreciables radicaría en nuestra propia capacidad para distinguir entre diferentes universos, y para recordar los resultados. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Las propiedades del multiverso dependerían, en cierta medida, del observador, lo que inevitablemente nos recuerda la <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://www.tendencias21.net/El-misticismo-en-la-mecanica-cuantica-una-controversia-olvidada_a3370.html">controversia</a> que, a principios del siglo pasado, dividió a los físicos en idealistas y materialistas, según su forma de interpretar los hallazgos de la física de partículas. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />Linde y Vanchurin afirman que: “el número total de posibilidades accesibles (universos cognoscibles) a cualquier observador está limitado no sólo por la entropía de las perturbaciones producidas por la inflación o por el tamaño del horizonte cosmológico sino, también, por el número de grados de libertad de dicho observador”. <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />¿Podremos conocer, por tanto, algún día, lo que pasa “ahí fuera”, de manera objetiva? <br style="margin:0;padding:0;" /><br style="margin:0;padding:0;" />El concepto de multiverso, aunque muy utilizado en la ciencia ficción, en realidad es fruto de elaboradas teorías físicas, como la <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Teor%C3%ADa_de_cuerdas">teoría de cuerdas</a>. Con ellas, se está intentando llegar a una <a style="color:#330099;text-align:justify;text-decoration:underline;font:normal normal normal 12px/normal Verdana, sans-serif;" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Teor%C3%ADa_del_todo">Teoría del todo</a>, que unifique la mecánica cuántica y la relatividad general, y que permita explicar un universo que resulta cada vez más misterioso.</p>
<p style="text-align:right;">Fuente: <a href="http://www.tendencias21.net/El-cerebro-humano-no-puede-conocer-todos-los-universos-posibles_a3748.html">Tendencias21. El cerebro humano no puede conocer todos los universos posibles</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Desequilibrado]]></title>
<link>http://puntoomega.wordpress.com/2009/10/21/desequilibrado/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 02:58:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Punto Omega</dc:creator>
<guid>http://puntoomega.wordpress.com/2009/10/21/desequilibrado/</guid>
<description><![CDATA[Saludos terrícolas! Si bien no es mi especialidad, hace un tiempo que estoy aventurándome leyendo so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Saludos terrícolas!</p>
<p>Si bien no es mi especialidad, hace un tiempo que estoy aventurándome leyendo sobre termodinámica de sistemas fuera del equilibrio.</p>
<p>Qué forma terrible de empezar un artículo, no? el 99% de los potenciales lectores probablemente ya se alejaron y no están leyendo más. Y está bien, no todo puede ser quejas contra Tinelli y la iglesia y no se qué más.</p>
<p>Si usted no sabe qué es la termodinámica, podría mandarlo a leer a otro lugar&#8230; aunque ahora que lo pienso&#8230; Bah, seamos sinceros, puedo explicarle lo que es la termodinámica en un post? No. Pero básicamente concierne con cosas del estilo &#8220;la energía siempre se conserva&#8221;. Eso usted lo escuchó alguna vez. Bueno, ese es el primer principio de la termodinámica. Lo que tiene de bello la termodinámica es que al ser &#8220;macroscópica&#8221; (no me estoy metiendo con termodinámica estadística, que es el nexo entre la cuántica y la termodinámica clásica), no le preocupa particularmente la naturaleza física, o mejor dicho, la estructura, del sistema en estudio. Eso quiere decir que si usted tiene un sistema cerrado, la energía se va a conservar. Entiende el poder de esta frase? Nunca dijimos cual es el sistema, y eso no es una debilidad, eso quiere decir que vale para <strong>TODO</strong> sistema cerrado, sea cual fuere. Eso hace que uno empiece hablando de un sistema y el &#8220;universo&#8221; como aquello que es no-sistema, pero termine pudiendo sacar conclusiones del <strong>Universo</strong> de verdad (aunque a veces sean tiradas de los pelos y medio forzadas).</p>
<p>Si ese era el primer principio, habrá otro? Sí, hay más. El segundo, en particular, es el más bonito. Dice que la entropía del universo siempre aumenta. En realidad dice que o no cambia, o aumenta, pero nunca disminuye. Y qué es la entropía? En todos los libros pochocleros de divulgación, siempre asocian la entropía con desorden del siguiente modo:</p>
<p>&#8220;Espontáneamente su cuarto no se va a ordenar, con la ropa puesta en el placard, la cama tendida, todo acomodado, etc etc, sino que para eso se requiere un cierto esfuerzo, pero desordenarlo es más &#8220;fácil&#8221; (??), y eso está más desordenado.&#8221;</p>
<p>Ese desorden se lo relaciona con la entropía.</p>
<p>Otro:</p>
<p>&#8220;Un vaso se cae al piso y se parte en muchos pedacitos, eso es desordenado y pasa espontáneamente, pero no pasa que pedacitos del piso se junten y se forme un vaso&#8221;.</p>
<p>Estas concepciones son bastante chotas, porque parecen ligar el concepto de entropía al de &#8220;orden espacial&#8221;. Y no es la verdad del cuento, si no que tiene que ver con la forma en la que está ordenada <em>la energía</em>, por decirlo de algún modo. Más allá de eso, lo que sí es interesante del ejemplo del vasito que se cae y se rompe, es que el segundo principio da una flecha del sentido del tiempo: Aquello que <em>no puede pasar espontáneamente</em> no va a pasar, a menos que se pague el precio de otra manera (usted puede juntar los pedacitos del piso y pegarlos, pero en total, aunque el vaso haya &#8220;bajado su entropía&#8221; (!!!), usted la subió mucho más con su esfuerzo, porque se movió, transpiró, disipó calor, etc etc). O sea que la entropía nos da un sentido del tiempo: siempre sube, y eso nos dice para donde se mueve el tiempo. Todo lo que viene pasando hasta ahora, sube la entropía del universo. Si en este momento el mundo se parara y diera marcha atrás, tendría que bajar la entropía del Universo&#8230; y eso en principio no es posible&#8230; y simetría&#8230; y más cosas que no me voy a meter.</p>
<p>Ahora, todo es es muy bonito, pero funciona para cosas en equilibrio. Eso quiere decir que las cuentitas las hacemos diciendo &#8220;parto del estado A y llego a B&#8221; y hacemos cuentitas con esos estado. Pero y si las cosas no están en equilibrio, como por ejemplo en un ser vivo? Usted no está en equilibrio químico, ni térmico, ni mecánico, con nada de lo que lo rodea. Al equilibrio llega cuando se muere y pasa a ser un huesito, pero mientras vive es un sistema fuera del equilibrio.</p>
<p>Bueno, sobre eso estoy leyendo ahora, estructuras disipadoras y demás. Como no soy para nada un experto en la materia, no me voy a poner a contarle ahora lo que estoy leyendo. Pero si quería recomendar autores: Prigogine y Onsager. Por lo pronto al segundo no lo toqué, pero estoy leyendo cosas del primero, que de paso le cuento que se ganó el Premio Nobel en química (nota aparte: No le parece que está medio devaluado el Nobel? Dárselo a Obama? en fin).</p>
<p>Así que bueno, si le interesa y tiene algo para decir, lo escucho. Si tiene algo para preguntar, lo escucho. Y si no, en algún momento volveré con el tema.</p>
<p>Saludos!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Righe]]></title>
<link>http://alessandrarotondo.wordpress.com/2009/10/22/righe/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:28:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>MissStrongAle</dc:creator>
<guid>http://alessandrarotondo.wordpress.com/2009/10/22/righe/</guid>
<description><![CDATA[Non sono una persona ordinata. Faccio confusione, arronzo, tengo calzini e mutande nello stesso cass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non sono una persona ordinata.</p>
<p>Faccio confusione, arronzo, tengo calzini e mutande nello stesso cassetto.</p>
<p>Spesso perdo le cose nella dimensione imperscrutabile del <em>sotto-al-letto</em>.</p>
<p><em>Sotto-al-letto</em> accumulo mondi, dimentico storie, colleziono polvere e fantasmi.</p>
<p>Non sono una persona ordinata. Non so esserlo.</p>
<p>Spesso mi impongo delle meticolosità artificiali: allineare le scarpe, disporre i libri per gradazione di colore del dorso, fare bucati bianchi e bucati colorati.</p>
<p>Ma dura un attimo, il tempo di rassegnarsi a questa personalissima entropia. Di rimanere incantati davanti al centrifugato di stracci iridati che si scorge dall&#8217;oblò della lavatrice.</p>
<p>Non sono ordinata. Ciò che ordino finisco per considerarlo archiviato.</p>
<p>Anche per i sentimenti è così: chiudo in teche di cristallo quelli che raggiungono conformazioni stabili. Li guardo come si guardano i quadri già dipinti e i fogli già scritti. <em>Con compiaciuto distacco.</em></p>
<p>Non sono ordinata e non vado orgogliosa del mio non esserlo.</p>
<p>Il disordine, per risultare gradevole, richiede una calma che non ho, una serenità d&#8217;animo che mi è estranea.</p>
<p>Non sono ordinata, ma amo le righe del mio letto.</p>
<p>Sono righe orizzontali, righe di tela ispida, gialle e arancioni.</p>
<p>Le amo perfette. Ordinate, <em>loro</em>. A me ortogonali, reciprocamente parallele.</p>
<p>Ogni riga è una traccia e ogni traccia è un percorso.</p>
<p>Ogni percorso tira la coda ad un <em>perchè, un&#8217;esitazione, un sogno, un ricordo.</em></p>
<p>E le voglio pronte ogni notte. Tese, distinte, compatte. Onde statiche e sicure.</p>
<p>Al mattino le liscio sotto le mani, le blandisco col palmo, come fossero rughe della notte.</p>
<p>Grinze lievi sui corpi che esse stesse cullano al largo, ma che (<em>sempre, ogni volta</em>) faticano a lasciar scomparire.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EntropiaTube]]></title>
<link>http://nicolasdentremont.wordpress.com/2009/10/19/entropiatube/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nic</dc:creator>
<guid>http://nicolasdentremont.wordpress.com/2009/10/19/entropiatube/</guid>
<description><![CDATA[Well to keep with the topic of all the YouTube stuff I&#8217;ve been doing lately, I&#8217;m posting]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Well to keep with the topic of all the YouTube stuff I&#8217;ve been doing lately, I&#8217;m posting about <a href="http://www.youtube.com/channel/entropiatube">EntropiaTube</a>. So what exactly is <a href="http://www.youtube.com/channel/entropiatube">EntropiaTube</a>? Well its a brand new YouTube group that I have made for members of the Entropia Universe community! Anything from ads for in-game services/events, tutorials, to random stuff you managed to capture can be posted on the group page, and viewed by people who are actually interested in what you have. This could also be a great way to host video creation contest, and other YouTube events. Anyone is welcome to join and add videos, and every member is essential to the <a href="http://www.youtube.com/channel/entropiatube">EntropiaTube</a>&#8217;s success. So if your one of the thousands of people playing Entropia Universe, or if you want to get in on the action, you can join <a href="http://www.youtube.com/channel/entropiatube">EntropiaTube</a>, and help make it the number one place for all your Entropia Universe video needs! You can find us <a href="http://www.youtube.com/channel/entropiatube">here</a>. We also need a logo of sorts, so I might hold a contest on EF if I can get enough EFD.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Entropia &amp; Desordem]]></title>
<link>http://dudektria.wordpress.com/2009/10/18/entropia-desordem/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 03:39:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Schneider</dc:creator>
<guid>http://dudektria.wordpress.com/2009/10/18/entropia-desordem/</guid>
<description><![CDATA[Meu professor de Termodinâmica esta semana nos mandou ler três artigos bastante interessantes, contr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Meu professor de Termodinâmica esta semana nos mandou ler três artigos bastante interessantes, contraditórios ao livro-texto inclusive, sobre entropia. O objetivo era quebrar um conceito bastante engraçado, bem típico de cientificismo (ou outra besteira qualquer), de que a entropia é uma medida da &#8220;desordem&#8221; em um sistema. Por exemplo, &#8220;um processo é espontâneo pois seu estado final é mais &#8216;desorganizado&#8217; que seu estado inicial&#8221;, &#8220;meu quarto possui um valor de entropia bem maior que a cozinha&#8221; ou &#8220;a política do Haiti é muito mais entrópica que a do Canadá&#8221; (você deve estar se perguntando quem diria uma loucura dessas&#8230;).</p>
<p>Mas o conceito de entropia está <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Formalism_(mathematics)">razoavelmente bem definido</a>, ao contrário do conceito de desordem. Afinal, o que é desordem? Entropia é simples, foi bem definido por Clausius: é a quantidade de energia dispersa num sistema numa dada temperatura. Mas e a desordem, onde está definida? É necessária uma troca de energia para que a entropia de um fenômeno esteja bem definida (inclusive, se a troca for nula, a entropia é zero).</p>
<p>Então imagine o seguinte. Tenho sobre a mesa um &#8217;sistema&#8217;: quarenta folhas A4 muito bem colocadas umas sobre as outras, formando uma bela pilha. Pego todas elas e com um rápido movimento espalho elas todas pelo ar, desorganizando a sala toda. Papéis para todos os lados! Entropia positiva? Então, onde está a troca de calor?</p>
<p>Sabemos que a entropia positiva é critério para a espontaneidade de um fenômeno (a entropia define a chamada &#8220;seta do tempo&#8221;). Então, imagine o seguinte processo espontâneo. Em um béquer tenho uma solução aquosa de nitrato de prata. Adiciono então cloreto de sódio. Os quatro íons irão naturalmente formar nitrato de sódio e cloreto de prata. Mas o cloreto de prata é muito pouco solúvel em água e teremos um precipitado. Portanto, temos um processo natural, portanto de entropia positiva, onde compostos ionicos se organizam, separando-se sozinhos!</p>
<p>Segundo o autor dos artigos, Frank Lambert, a idéia surgiu na época de Helmholz &#38; outros pirados, quando não se tinha uma certeza da hipótese atômica (que permite a maioria dos contra-exemplos divertidos). Mas hoje temos, de certa maneira, uma visão muito mais acertada da &#8220;seta do tempo&#8221; e não faz sentido, portanto, continuarmos falando da <a href="http://www.amazon.com/Notes-Last-Testament-Struggle-Haiti/product-reviews/1583226974/ref=cm_cr_dp_synop?ie=UTF8&#38;showViewpoints=0&#38;sortBy=bySubmissionDateDescending#R2HKGNJ7FFWZFD">entropia da política do Haiti</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["la nudità oltre la nudità"]]></title>
<link>http://comeunorgasmotragico.wordpress.com/2009/10/14/la-nudita-oltre-la-nudita/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 19:41:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>williamdollace</dc:creator>
<guid>http://comeunorgasmotragico.wordpress.com/2009/10/14/la-nudita-oltre-la-nudita/</guid>
<description><![CDATA[Non c&#8217;è altra evidenza &#8211; chiara e distinta come vuole Descartes &#8211; che quella del c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non c&#8217;è altra evidenza &#8211; chiara e distinta come vuole Descartes &#8211; che quella del c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zhockon Disponível em Alpha]]></title>
<link>http://opensourcecia.wordpress.com/2009/10/12/zhockon-disponivel-em-alpha/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 23:53:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>William Lagos</dc:creator>
<guid>http://opensourcecia.wordpress.com/2009/10/12/zhockon-disponivel-em-alpha/</guid>
<description><![CDATA[Eis aqui o grande anúncio de meu projeto, como havia prometido a um tempo atrás. O projeto trata-se ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Eis aqui o grande anúncio de meu projeto, como havia prometido a um tempo atrás. O projeto trata-se ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo que hago]]></title>
<link>http://adolfolara.wordpress.com/2009/10/10/lo-que-hago/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 00:40:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adolfo Lara Ramos</dc:creator>
<guid>http://adolfolara.wordpress.com/2009/10/10/lo-que-hago/</guid>
<description><![CDATA[Suelo decir que hago lo que quiero, pero no es así. Pues sólo me muevo cuando la vida se mueve en mí]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Suelo decir que hago lo que quiero, pero no es así. Pues sólo me muevo cuando la vida se mueve en mí, y la mano del que habita en mi inicio aplaude al ritmo de batientes alas de abejorro del bosque.</p>
<p align="justify">Mi voz no fue tocada con el don del canto, con ritmos ni candencias especiales. Pero puedo cantar y canto cuando sueño que soy aire que se respira con alegría. Canto mucho y mal, es mi voz como la arena de un desierto púrpura. Demasiado intenso, demasiada arena, demasiada voz.</p>
<p align="justify">Mi cuerpo tiene alma, y mi alma se mueve con el alma de mi cuerpo al unísono y bailo. Este baile es hermoso cuando recuerdo a mis hijos nadando en el mar de mis ilusiones. Los pasos son poderosos y se alimentan de las miradas curiosas, de los alientos reservados.</p>
<p align="justify">Soy libre y soy esclavo. Hago lo que quiero, pero sólo cuando quiero lo que hago.</p>
<p align="justify">Mis pasiones son curiosas y se adentran en lo desconocido, en lo mortal. Y si lleno de arrogancia las dejará seguir en su búsqueda infantil hasta perderse, sólo por ejercicio pleno de mi libertad ¿qué pasaría entonces?</p>
<p align="justify">Sucedería que mis pequeñas aventureras se alejarían tanto de mi camino de vida que tendría que ir por ellas. Y también yo dejaría de avanzar. Y mi camino se llenaría de maleza y desaparecería entre lo inconmensurable del tiempo.</p>
<p align="justify">Hago lo que quiero, pero sé lo que quiero. Cuando olvide mi razón de vivir será el momento de liberar a mis pasiones y vivir esclavo a ellas, en lo mundano y dejando que la hierba devore mi destino.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Entropia]]></title>
<link>http://redmetal.wordpress.com/2009/10/10/entropia/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 23:21:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>666international</dc:creator>
<guid>http://redmetal.wordpress.com/2009/10/10/entropia/</guid>
<description><![CDATA[Entropia nacen en 1994 como un proyecto poco ortodoxo más vinculado al hardcore/punk y la psicodelia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-85" title="525598714_l" src="http://redmetal.wordpress.com/files/2009/10/525598714_l.jpg" alt="525598714_l" width="450" height="301" /></p>
<p>Entropia nacen en 1994 como un proyecto poco ortodoxo más vinculado al hardcore/punk y la psicodelia/noise e influenciado por Velvet Underground o La Polla Records, que por las bandas que actualmente están detrás de su sonido: Napalm Death, Disgorge (Mex.) o Dying Fetus. Hoy en día, Entropia practican Katalonian Brutal Grind Antifa, y sus letras se basan en la lucha mística que mantiene la clase obrera contra el poder capitalista neoliberal y el sexismo.<!--more--></p>
<p>Antiguos miembros del grupo fueron: Ros, Sakrifici, Saz y Pol. Actualmente, la banda está compuesta por Karakassa (guitarra y voz), Selrak (bajo y voz), y Uretra (batería). El destino de Entropia cambió por completo desde que unos demonios subterráneos raptaron a Karkassa y a Selrak y les transmitieron la doctrina anarkosatánica. Una noche de farra loca del año 2002, Uretra fue meado por los dos miembros en activo de Entropia, que pululaban borrachos. Atónitos, contemplaron cómo Uretra se materializaba a partir de los vapores de la meada.</p>
<p>Desde la edición del CD “Takte Mòrbid” (2005), su primer disco oficial, Entropia han ganado relevancia, especialmente gracias al carácter ritual de sus manifestaciones públicas, cada vez más sanguinarias y asquerosas. Entropia han tocado con Exodus, Nuclear Assault (“Entropia very locos”, dijo Dani Lilker), Mortician, Krisiun o Grave, y suelen compartir cartel con las bandas que considera amigas y hermanas: Otargos, Mixomatosis, Dvorhead, Rash, Nemesis Aeterna, Virulentos, La Matanza, Càustic o Vidres a la Sang&#8230;</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/entropia666">http://www.myspace.com/entropia666</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'entropia: ne resterà uno solo]]></title>
<link>http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/10/07/lentropia-ne-restera-uno-solo/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:28:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>nulladiessinelinea</dc:creator>
<guid>http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/10/07/lentropia-ne-restera-uno-solo/</guid>
<description><![CDATA[Giovanni Guizzardi Stemma dell&#39;Unione Sovietica. Immagine di dominio pubblico. Il più macroscopi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">Giovanni Guizzardi</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 212px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Coat_of_arms_of_the_Soviet_Union.svg" target="_blank"><img title="Stemma dellUnione Sovietica" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d6/Coat_of_arms_of_the_Soviet_Union.svg/600px-Coat_of_arms_of_the_Soviet_Union.svg.png" alt="Stemma dellUnione Sovietica. Immagine di dominio pubblico." width="202" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Stemma dell&#39;Unione Sovietica. Immagine di dominio pubblico.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il più macroscopico esempio di sistema chiuso entropico del XX secolo fu l’Unione Sovietica, ovvero la patria del comunismo. Nel corso degli anni mi è capitato di sentire critiche di tutti i tipi su questa ideologia che ha scorrazzato per tutto il XIX ed il XX secolo, ma le cui radici si possono far affondare nell’archeologia del pensiero politico, fin dai tempi degli esseni, dei dolciniani, della<em> Città del sole</em> di Tommaso Campanella, dell’<em>Utopia</em> di Thomas Moore. Una delle critiche più insistite in cui mi è capitato di imbattermi è che in effetti si tratta di un ideale irraggiungibile, perché in ogni società comunista c’è poi sempre qualcuno che comanda, per lo più in modo dispotico, e chi invece ubbidisce, per cui il principio di uguaglianza tanto sbandierato è in effetti solo una mera impostura dietro cui si mascherano dittature illiberali ed odiose. Difficile dissentire, ma secondo me non è questo il punto. Se oggi l’Unione Sovietica non esiste più non è certo  per una rivolta della <!--more continua-->sua popolazione contro il sistema tirannico che la governava da ben settant’anni. Apro una parentesi: chi studia con passione la storia sa bene che quasi mai i sistemi tirannici crollano in quanto tirannici. Già Machiavelli aveva notato che gli uomini, di norma, non sembrano soffrire più che tanto della perdita della loro libertà (semmai della perdita del loro portafogli). La Germania hitleriana è rimasta fedele al suo tiranno fino a quando i russi sono entrati a cannonate nella Cancelleria del Reich, e ben pochi italiani hanno seriamente messo in discussione il loro tiranno Mussolini, finché è rimasto al potere. Chiudo la parentesi e ritorno all’Unione Sovietica.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stalin_1902.jpg" target="_blank"><img title="Stalin nel 1902" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6e/Stalin_1902.jpg/446px-Stalin_1902.jpg" alt="Josef Stalin nel 1902. Immagine di dominio pubblico." width="198" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Josef Stalin nel 1902. Immagine di dominio pubblico.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il crollo del comunismo è avvenuto per implosione, ovvero il comunismo è morto di morte naturale. Per quasi trent’anni Stalin aveva provveduto a massificare i suoi concittadini, uccidendo e deportando chiunque non si conformasse, cioè chiunque dimostrasse di non essere esattamente come tutti gli altri. Dopo di lui, per più di vent’anni Breznev ha tirato avanti sulla base di un patto non scritto con tutti i russi, secondo il quale tutti erano autorizzati, anzi obbligati a non far niente in cambio di niente. I russi chiamano questo periodo <em>Grande Stagnazione</em>. Ma se vogliamo usare un’espressione più dotta, possiamo parlare di <em>Grande Entropia</em>. Ovvero, la completa omologazione di tutti gli individui del sistema, attuata per di più in modo forzoso (come se ce ne fosse bisogno), ha prodotto un equilibrio inerte che può esprimersi come una totale entropia del sistema, ossia una temperatura uniforme e priva di qualsiasi possibilità di trasformare il calore in lavoro. Od anche, in altre parole, la totale potatura di tutte le differenze ha generato un’uguaglianza paragonabile solo a quella di un camposanto. Come ogni biologo ben sa, l’uguaglianza è sinonimo di morte, la diversità è fonte di vita. E non solo in termini di biodiversità, ma anche di semplice vita individuale. La morte di un singolo essere vivente consiste nel rimescolamento irreversibile degli elementi materiali che lo compongono, così che tali elementi non potranno mai più costituire l’organismo di cui fecero parte. Citando Foscolo, si tratta dei “<em>miserandi avanzi che Natura con veci eterne a sensi altri destina.</em>”</p>
<p>Passiamo ora ai sistemi capitalistici e liberali, cioè al mondo in cui viviamo. Esso prospera proprio grazie alle infinite diversità che coltiva in nome della libertà, limitando il principio di uguaglianza al solo ambito della legge (umana e divina). Ovvero, siamo tutti uguali davanti alla legge, abbiamo tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, siamo tutti figli di Dio. Stop. Dopo di che, nel rispetto di Dio e degli uomini, siamo liberi di fare e di dire ciò che vogliamo, siamo liberi cioè di esseri diversi, e questa diversità è il motore della nostra vita, della vitalità del sistema.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 207px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:George_F._Edmunds_-_Brady-Handy.jpg" target="_blank"><img title="George F. Edmunds" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5a/George_F._Edmunds_-_Brady-Handy.jpg/493px-George_F._Edmunds_-_Brady-Handy.jpg" alt="George F. Edmunds, autore del Sherman Act, legge statunitense del 1890 sullAntitrust. Immagine di dominio pubblico." width="197" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">George F. Edmunds, autore del Sherman Act, legge statunitense del 1890 sull&#39;Antitrust. Immagine di dominio pubblico.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Ma attenzione: il secondo principio della termodinamica vale anche per questo nostro così celebrato sistema. Anch’esso è ineluttabilmente sospinto verso un sempre maggiore grado di entropia. Il sistema economico e sociale liberale e capitalistico si fonda sulla libera concorrenza, ma come ben sappiamo il libero gioco delle forze economiche tende a seguire le stesse leggi che regolano l’evoluzione naturale delle forme di vita animale e vegetale: il più adatto all’ambiente sopravvive, il meno adatto soccombe. Il più forte elimina il più debole, o meglio se lo mangia, e trae da lui quella nuova energia che poi trasforma, in parte, in lavoro. Prima o poi resteranno solo i pesci più grandi, e non sapranno più chi mangiare. O meglio: il sistema potrà ancora, per un po’, continuare a trasformare calore in lavoro, ma non ci sarà più nulla con cui rinnovare l’energia. È per questo che in molti stati esiste un Antitrust, ma ormai non basta: oggi il mercato è globale e non esiste un governo internazionale che possa istituire un Antitrust mondiale. Quando l&#8217;omologazione fosse completa il sistema mondiale cesserebbe di esistere: in ogni settore produttivo resterebbero solo alcuni colossi che solo artificialmente potrebbero continuare a coesistere, per un po’. E quando dico artificialmente, intendo a scapito del principio di libertà: l’Antitrust è un mezzo coercitivo messo in piedi dai governi per ridurre la libertà economica dei singoli operatori.</p>
<p>Prima o poi, dunque, il sistema imploderà.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">NdR: prosegue nel prossimo numero di<span style="color:#ff9900;"> Linea</span> con<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/11/24/l%E2%80%99entropia-la-globalizzazione-omologante/" target="_blank"><em> La globalizzazione omologante</em></a>. La prima parte invece la trovate qui: <a href="../2009/06/17/lentropia-premessa/" target="_blank"><em>L’entropia: premessa</em></a>. Questa invece è la seconda parte: <em><a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/2009/08/27/lentropia-elogio-dellimbecille/" target="_blank">L&#8217;entropia: elogio dell&#8217;imbecille</a>.</em></span></p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">__________________</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Entropia: Neverdie dans toute sa splendeur !]]></title>
<link>http://yanisdollinger.com/2009/10/02/entropia-neverdie-dans-toute-sa-splendeur%c2%a0/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 08:53:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>yanis Dollinger</dc:creator>
<guid>http://yanisdollinger.com/2009/10/02/entropia-neverdie-dans-toute-sa-splendeur%c2%a0/</guid>
<description><![CDATA[J&#8217;ai retrouvé cette vidéo de Neverdie qui va à l&#8217;encontre du cliché de la personne qui s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;">J&#8217;ai retrouvé cette vidéo de Neverdie qui va à l&#8217;encontre du cliché de la personne qui se cache derrière un avatar pour rester discret et évoluer dans un Univers Virtuel.</p>
<p>Il y aurait tant de choses à dire sur Neverdie, mais en fait sa vidéo en dit plus que tout les commentaires que je pourrais faire <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Bref un mec simple comme vous et moi&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/soRjspzmAWw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/soRjspzmAWw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Basta che funzioni]]></title>
<link>http://cubepark.wordpress.com/2009/09/23/basta-che-funzioni/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 06:54:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubepark</dc:creator>
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<description><![CDATA[Boris Yellnikoff (Larry David) è un sessantenne che vive a New York, in una piccola casa del Village]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1083" title="locandina" src="http://cubepark.wordpress.com/files/2009/09/locandina.jpg" alt="locandina" width="336" height="488" /></p>
<p>Boris Yellnikoff (Larry David) è un sessantenne che vive a New York, in una piccola casa del Village. Ha tentato il suicidio, motivo per cui la moglie ha chiesto il divorzio. E’ un intellettuale cinico e con una visione pessimistica del mondo e soprattutto dell’uomo. Insegna ai bambini a giocare a scacchi, anche se non perde occasione per insultarli, perché non li valuta abbastanza intelligenti per giocare a scacchi. Una sera decide di accogliere nella propria casa Melody St. Anne Celestine (Evan Rachel Wood) , una ragazza del Mississipi che è fuggita di casa, esasperata dal bigottismo dei genitori e della città del Sud. Nonostante la ritenga una stupida ignorante, una “vermetta”, Boris sposerà la ragazza, senza curarsi della differenza d’età e del divario culturale. L’equilibrio si spezzerà quando a casa della strana coppia si presenterà ,  Marietta (Patricia Clarkson) la madre di Melody. Lei non ritiene che Boris sia l’uomo giusto per la figlia, e tenterà il possibile per far cambiare opinione alla figlia a riguardo. Dopo 4 film girati in Europa, Woody Allen ritorna a New York, ma senza far rimpiangere quelle pellicole girate in questa città e che l’hanno reso celebre negli anni 70. La sceneggiatura è perfetta, il ritmo incalzante, non c’è il tempo per memorizzare le battute che si susseguono, soprattutto nella seconda parte, quando arriverà al punto di far dire ad uno dei personaggi che per aver ”creato un mondo con i fiori, le piante, le montagne, i laghi”… “Dio è Gay, perché è un arredatore”. Boris ritiene l’uomo un essere davvero stupido, altrimenti come spiegare ad esempio il fatto che sia arrivato al punto di inserire lo sciacquone automatico nelle toilette, perché non gli va di tirare la catenella. La religione, le associazioni in difesa delle armi, sono solo alcuni dei bersagli del regista in “Basta che funzioni” . Sebbene l’attore sia molto diverso fisicamente da Woody Allen , certe sue espressioni ricordano molto il regista. L’interpretazione è straordinaria, malgrado la pessima qualità del doppiaggio italiano. Nella pellicola si parla, tra le altre cose, di Entropia, fisica quantistica, di utilitarismo, solo Woody Allen poteva riuscire a trattare questi argomenti in una commedia facendo divertire, e allo stesso tempo riflettere, gli spettatori; sulla vita, l’amore, il destino, le atrocità del mondo, anzi , l’orrore. Quello stesso orrore che ossessionava il colonnello Kurtz de La Linea D’ombra, tormenta le notti di Boris. Una volta Woody Allen ha detto che “Il mondo e&#8217; diviso in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio la notte, i cattivi se la spassano meglio il giorno.” Nel suo ultimo film invece il regista ci mostra un lato “oscuro” dell’intelligenza, del sapere. Una diversa visione del mondo, non in linea con il pensiero dominante delle masse di “vermetti” , spesso può causare un disagio della persona a vivere e interagire con gli altri. Boris reagisce con il cinismo, non fermandosi neanche davanti a dei bambini “incapaci” di apprendere i suoi insegnamenti sugli scacchi. Sarà una persona non del suo “livello” ad aiutarlo a stare bene e vivere in un mondo in cui è difficile cogliere il lato buono, quando tale persona lo “tradirà” lui, dopo un breve attimo di smarrimento, affermerà che se riesce a decifrare i numeri della fisica quantistica non avrà nessuna difficoltà ad affrontare i capricci e le delusioni d’amore. Ma le cose non stanno cosi, i sentimenti, le emozioni non si possono decifrare con degli algoritmi, per cui Boris tenterà nuovamente il suicidio. Quasi mai le cose vanno come vogliamo o come speriamo nella vita di tutti i giorni, Woody Allen ci ricorda che il mondo non è perfetto, anzi tutt’altro, ma che bisogna comunque avere una visione ampia della realtà, senza stare a lamentarci sempre per ogni cosa che va storta nella nostra vita, l’importante è che funzioni. Lo stesso discorso lo si può applicare ai film di Woody Allen, inutile rimpiangere le pellicole in cui faceva coppia con Diane Keaton o Mia Farrow, lagnarsi del fatto che si sia fatto sponsorizzare un film dall’ente del turismo spagnolo (Vicky Cristina Barcellona), o lamentarsi della sua assenza come attore. Sarà perché il cinema di oggi non offre molto come scelta, ma alla fine è sempre e comunque un film di Woody Allen, basta che funzioni, appunto.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/mr3MYlGZKHM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/mr3MYlGZKHM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/xHFM4EUIjfk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/xHFM4EUIjfk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La W de la ecuación de Ludwin Boltzman]]></title>
<link>http://cambrico.info/2009/09/19/la-w-de-la-ecuacion-de-ludwin-boltzman/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 12:44:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ruben Antonio Fernández</dc:creator>
<guid>http://cambrico.info/2009/09/19/la-w-de-la-ecuacion-de-ludwin-boltzman/</guid>
<description><![CDATA[      En mi posting anterior no hubo intención alguna de introducir el concepto de entropía, es un t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[      En mi posting anterior no hubo intención alguna de introducir el concepto de entropía, es un t]]></content:encoded>
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