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	<title>epifania &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/epifania/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "epifania"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 01:42:54 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La storia della vecchia befana Mercedes]]></title>
<link>http://lilithf.wordpress.com/2009/11/30/la-storia-della-vecchia-befana-mercedes/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:21:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>lilithf</dc:creator>
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<description><![CDATA[C’era una volta nel lontano Regno delle Feste una vecchia befana di nome Mercedes. Dal naso  adunco,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">C’era una volta nel lontano Regno delle Feste una vecchia befana di nome Mercedes.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal naso  adunco, i   lunghi  capelli  d’argento raccolti sulla  nuca e i magnifici occhi viola luccicanti, perennemente abbigliata con una logora veste rossa e un paio di  stivali  scuri, lei  viveva felice e contenta nella sua casetta infondo al bosco insieme al suo   inseparabile gufo Marzo, confezionando tutto l’anno dolci e regali per adulti  e  bambini, dedicandosi   nel  poco  tempo libero alla cura del suo meraviglioso orto, dove crescevano rigogliosi  frutta  e verdura ogni genere, bracciante attenta e solerte.</p>
<p style="text-align:justify;">Sempre  vigile e attenta alle richieste che   le venivano   rivolte   anno  dopo anno, non  c’era desiderio che lei non fosse riuscita ad esaudire nel corso di secoli di onorata carriera, e piena di amore verso gli altri non esisteva gioia maggiore per   lei che ricevere in cambio del suo lavoro, i sorrisi soddisfatti dei suoi clienti.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Un giorno però durante il  periodo natalizio, proprio mentre il  lavoro cominciava a farsi intenso e la posta sempre più cospicua, mentre la vecchia befana era intenta a smistare le numerose missive che riempivano il suo tavolo, leggendone una a caso, il suo cuore mancò di un battito e aguzzando di colpo la vista dietro gli occhiali di tartaruga, la lesse più volte a voce alta per capacitarsene lei stessa.</p>
<p style="text-align:justify;">Una piccola principessa le chiedeva in dono una farfalla d’oro, perché possedendo già tutto non desiderava altro. E grattandosi la testa a quella richiesta, la povera maga fece spallucce “Beh, certo non è una cosa da poco!”</p>
<p style="text-align:justify;">“Sicuramente no! E secondo me non dovresti accontentarla!” le buttò subito di rimando il gufo, che seduto dietro di lei sul suo steccato, aveva udito l’attenta lettura della lettera “E’ un desiderio inadeguato ad una bambina!”</p>
<p style="text-align:justify;">Ma la vecchina levandosi dalla sedia, inforcando la sua scopa e infilando sopra la veste il suo mantello più bello, quello nero della festa, felice di accontentare tutti, scosse la testa alle sue parole, dandogli poco conto “Ma se è  quello che desidera? Non credo che le farà poi così male ricevere ciò che vuole per Natale! In fondo questa è la festa della magia e dell’amore o no?”</p>
<p style="text-align:justify;">E salendo sulla sua ramazza  senza fermarsi ad ascoltarlo oltre, incalzando il mese di gennaio sul calendario, puntò verso la dimora di Desiderio, lo spirito bianco dei sogni, per chiedere a lui ragguagli in merito ad una richiesta tanto particolare.</p>
<p style="text-align:justify;">E il gufo dal carattere saggio e paziente, stizzito nel vederla partire così di filato, levandosi dal trespolo la seguì in silenzio, senza ostentare troppo le sue ragioni. Conoscendola bene sapeva che il suo cuore era mosso da sentimenti sinceri, ma deciso a far valere le sue convinzioni, le andò dietro nella speranza di aggiustare  le cose.</p>
<p style="text-align:justify;"> &#8221;Non posso accontentare la tua richiesta!” gli rispose tassativo il bellissimo Desiderio, accogliendo la dolce befana nel suo maniero, mentre vestito di blu, seduto dietro la sua scrivania aveva sospeso la sua contemplazione, nel vederla bussare fuori ai vetri della sua finestra.</p>
<p style="text-align:justify;">“Non posso proprio accontentarti Mercedes! Quello che mi chiedi è un’offesa verso la natura! Non puoi dare in mano ad una bambina qualcosa del genere, quando nel creato tutto è già perfetto e non esistono di queste specie!” le spiegò chiaro e lineare, mentre il gufo Marzo assentiva fiero alle sue parole.</p>
<p style="text-align:justify;">“Ma … se vuoi posso darti l’indirizzo di Fauna, visto che proprio lei si occupa di questa branca….potrebbe aiutarti lei!”</p>
<p style="text-align:justify;">E Mercedes prendendo veloce il foglio sopra cui lui le aveva annotato il recapito del bellissimo spirito della natura, con una smorfia traversa, riprese il volo salutandolo fra i denti “Ave … vecchio bigotto!”</p>
<p style="text-align:justify;">Giunta nel bosco dopo un volo relativamente breve, la befana scorgendo la bella Fauna, avvolta in una meravigliosa pelliccia cucita coi colori dell’arcobaleno, intenta a chiacchierare con la dolce Flora, facendole segno di avvicinarsi per parlarle in privato, la portò con sé presso le radici di una grande quercia per porgerle la sua richiesta.</p>
<p style="text-align:justify;">“Non credo di poterti accontentare Mercedes! Quello che mi chiedi non è facile!” le rispose lo spirito spicciolo e diretto, mentre dietro di loro il gufo asseriva accondiscendente.</p>
<p style="text-align:justify;">“Non credo che sia un bene per quella bambina!” continuò la bella Fauna “Anche se è Natale!”</p>
<p style="text-align:justify;">E facendo cenno alla befana di guardare dentro lo specchio che lei aveva fatto apparire di colpo con uno schiocco delle dita, le sorrise benevola “Questo è lo Specchio del Tempo Passato, guarda bene al suo interno Mercedes e poi rifletti!”</p>
<p style="text-align:justify;">E la befana scorgendo d’improvviso apparire la bambina seduta al suo tavolo intenta a scrivere la lettera che le avrebbe inviato, Mercedes restò di sasso nel vedere il viso della piccola tingersi di superbia, mentre sfregandosi le mani ridacchiava fra se e sé “Chiederò una farfalla! Ma non una farfalla come quelle che se ne vedono tante! Chiederò una farfalla d’oro! Così tutti mi invidieranno ed io sarò la  principessa più ammirata di tutti i   regni!”</p>
<p style="text-align:justify;">E comprendendo il suo errore a quella scena, chinando il capo, la vecchia befana deglutì a vuoto “Non pensavo!”</p>
<p style="text-align:justify;">E il buon gufo Marzo, volgendo uno sguardo d’intesa verso la bella Fauna, le strizzò un occhio.</p>
<p style="text-align:justify;">Di ritorno a casa Mercedes sedendo vicino al suo bel camino, cominciando il proprio lavoro,  rivolgendo a tratti il viso verso il suo amico pennuto &#8211; poggiato sopra lo schienale della sedia -  non faceva altro che sorridergli, mentre con ago e filo cuciva alacremente la sua bella farfalla di pezza da inviare in Terra, sperando di riuscire in una buona opera.</p>
<p style="text-align:justify;">Monica Fiorentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Natale e i suoi simboli]]></title>
<link>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/11/29/natale-e-i-suoi-simboli/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:56:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>goodmorningumbria</dc:creator>
<guid>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/11/29/natale-e-i-suoi-simboli/</guid>
<description><![CDATA[pinturicchio, il presepe La data del 25 dicembre per la natività di Gesù fu una scelta della chiesa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://goodmorningumbria.wordpress.com/files/2009/11/presepe-pinturicchio.jpg"><img class="size-full wp-image-1725" title="presepe pinturicchio" src="http://goodmorningumbria.wordpress.com/files/2009/11/presepe-pinturicchio.jpg" alt="" width="420" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">pinturicchio, il presepe</p></div>
<p>La data del 25 dicembre per la natività di Gesù fu una scelta della chiesa cattolica per inglobare i culti pagani, assorbirli e farli dimenticare. Il 25 dicembre era un giorno di festa importante per i popoli, religioni e culture molto distanti fra di loro, ma unite da questa ricorrenza, che celebrava sotto nomi diversi uno stesso significato: la fine dell’inverno e la rinascita della vita. L’uomo antico si sentiva parte della natura e guardava al sole come ad una delle principali fonti della creazione e come la potenza regolatrice dello scorrere delle stagioni. Il 25 dicembre segnava la festa del sole “invictus” il sole invincibile, poiché dopo il solstizio d’inverno del 21 dicembre, il giorno più corto con al notte più lunga, la luce riprendeva la sua vita, vinceva la tenebra, fino ad arrivare al 21 giugno, dove il giorno era più lungo della notte. Con questo significato simbolico il 25 dicembre era associato nel mondo antico, alla nascita o alla festa di personaggi divini: il dio Horus egiziano, raffigurato con sua madre Iside che lo teneva in braccio ( ricorda l’iconografia cristiana della Madonna col Bambino). Il dio Mitra indo-persiano, anche lui partorito da una vergine, e che veniva chiamato “il salvatore”. Il dio babilonese Shamash che era il dio del Sole e della predizione perché il sole vede tutto: passato, presente e futuro; il dio Tammuz sempre babilonese nasceva anche lui in questo giorno e anche lui moriva per resuscitare dopo tre giorni. La scelta del 25 dicembre fu un tentativo riuscito della Chiesa di Occidente di adattare gli antichi culti, con i loro rituali alla nuova religione; invece la Chiesa di Oriente scelse la data del 6 gennaio per la nascita di Gesù, per differenziarsi dagli antichi culti, e tuttora le chiese copta, armena e ortodossa festeggiano la natività in questo giorno.</p>
<p>Durante il pontificato di papa Leone Magno (440-461) venne sancita definitivamente questa data come “il Natale di Gesù”, nel 536 d.C. l’imperatore Giustiniano chiuse l’ultimo tempio di Iside in Egitto ed il Natale si affermò come festa cristiana in tutto l’impero. Le tradizioni dell’albero di Natale e del presepio invece hanno una storia più semplice. L’albero apparteneva all’immaginario collettivo nordico come simbolo della vita e della fertilità, ma la tradizione dell’albero addobbato così come la conosciamo noi, la dobbiamo ad una invenzione del 1500 del protestante Martin Lutero, che alla notte della Vigilia, si trovò fuori sulla neve e vide gli abeti ghiacciati risplendere sotto la luce della luna, questo spettacolo gli piacque così tanto da voler provare a riprodurlo e per questo adornò un abete con candele e nastri luccicanti. Questa usanza fu introdotta nell’Europa del sud nel 1840, dalla moglie del duca di Orléans, Elena di Maclenburg, che fra la sorpresa della corte, lo fece preparare nei giardini delle Tuileries. Il presepe è una usanza solo cristiana, derivata da una rappresentazione che San Francesco fece per la prima volta a Greccio (Rieti) nel 1223, ispirandosi ad una tradizione del IX secolo, che rievocava scene evangeliche, attraverso rappresentazioni viventi e aggiungendovi scene pastorali.</p>
<p>La cometa sul presepe comparve solo dopo il 1301, infatti quell’anno apparve per la prima volta quella, che poi venne definita come “la cometa di Halley”, i contemporanei ne furono molto colpiti, e Giotto, il grande pittore, in un suo quadro nella cappella degli Scrovegni, dipingendo l’Epifania, sopra la Capanna pose questa stella per ricordare ai posteri l’avvenimento.</p>
<p>Babbo Natale invece, pur avendo alle spalle una tradizione che trova le sue radici su San Nicola Vescovo di Mira in Asia Minore, è molto prosaicamente l’invenzione di un grafico pubblicitario americano, per lanciare in modo accattivante il prodotto della Coca Cola di cui il povero Babbo Natale portava i colori, rosso e bianco. Infine il Vischio, simbolo di buon auspicio e di fortuna, va ricondotto ai riti della fertilità, poiché la rinascita aveva bisogno di procreazione. Le tribù germaniche consideravano chiunque passasse sotto il vischio “ baciato” dalla dea Freya, la dea della fertilità, ecco perché per l’anno nuovo ci baciamo sotto il vischio!</p>
<p><em>Bibliografia: Elena Savino “ Le radici pagane del Natale”, collana: I Tesori, Jubal Editore, Trieste 2004.</em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
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<p>Bibliografia: Elena Savino “ Le radici pagane del Natale”, collana: I Tesori, Jubal Editore, Trieste 2004.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[De uma menina na janela]]></title>
<link>http://cronicadeumamorlouco.wordpress.com/2009/11/28/de-uma-menina-na-janela/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:04:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernando Albuquerque</dc:creator>
<guid>http://cronicadeumamorlouco.wordpress.com/2009/11/28/de-uma-menina-na-janela/</guid>
<description><![CDATA[Escolha as melhores palavras, olhos. Menina. Janela. Mar. Pintura. Escreva à lápis ou carvão, escrev]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4 style="text-align:justify;"><a href="http://cronicadeumamorlouco.wordpress.com/files/2009/11/a-janela-e-o-mar.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-646" title="A Janela Para O Mar" src="http://cronicadeumamorlouco.wordpress.com/files/2009/11/a-janela-e-o-mar.jpg" alt="" width="400" height="386" /></a>Escolha as melhores palavras, olhos. Menina. Janela. Mar. Pintura. Escreva à lápis ou carvão, escreva assim: lápis ou carvão. Leia a primeira palavra olhos. Pense numa cor que combine com a tinta, esqueça o branco amarelado do papel, matize. Verde. Obtenha um cenário, uma sala. Preencha-a com móveis a menina o mar, abra o peito ao desatino. Releia a primeira palavra, reescreva no começo, dê vida, nasça, viva. Veja:</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Olhos verdes no verde do mar. Ondas, areia, ela via pela janela. Talvez uma gaivota, uma nuvem branca, outra onda rebentando na janela. Espuma, sol, maresia. A menina olhava e olhava intrigada para aquela nova paisagem; não estava acostumada. Não lembrava de quando seus pais decidiram comprar uma janela nova, não, não comentaram: ela só acordou um dia e a janela estava lá, no meio da sala, acima do sofá, com aquela paisagem agredindo seus olhos outrora serenos. Verde, porque o mar é verde e não azul como nas histórias que lia quando era criança.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Não, não era mais criança, uma mocinha, sempre lhe diziam fazendo-a ficar orgulhosa dos seus recém-completos quinze anos. Mas era também menina e tinha olhos de menina assim, verdes, e por que não azuis como os das princesas nos contos de fadas?, se perguntava. Nunca entendera essa coisa: na fantasia todo mundo tinha olho azul, da Cinderela ao Pato Donald, todos de olhão azul e na vida real azul era coisa rara, mesmo o céu de vez em quando enrustia e acordava cinza. Uma vez perguntou isso para a avó; Dona Mercedes respondeu que era por causa do país em que vivíamos, das descendências, que lá na Europa e também lá pro sul, onde o povo é descendente de europeu, todo mundo tem olho azul. Mas pouco importava, ela tinha olhos verdes, iguais ao mar, e só ela podia dizer que tinha olhos da cor do mar.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">E agora o mar parecia tão próximo da janela, quase que o podia tocar com a mão. O céu estava de um azul que não recordava ter visto antes que comprassem aquela janela. Até os raios de sol pareciam mais bonitos; como podia? Essa janela parece uma janela mágica, que coisa mais estranha. Pôs-se então a seguir com os olhos as ondulações da água até o fim do horizonte.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Teve, de súbito, a impressão de que algo estava por vir, qualquer coisa que dissesse que depois daquela parede de anil existia vida. Pensou num barco e, sentando-se numa cadeira, ficou a imaginar enquanto o esperava. Era um barco assim, desses bem velhinhos, barco de pescadores que quando voltava enchia de alegria as mulheres da vila. Eram os maridos voltando pra casa, sãos e salvos depois de dias navegando em mar aberto, felizes com a fartura de pescados, cavalinha, badejo, namorado, dourada, sardinha, cação e tantos outros tipos de peixe dos quais ela não lembrava o nome. E teve assim um desses apertos no peito, desses que alfinetam certeiro o coração quando se sente saudade de alguém de quem muito se gosta.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Percebeu então que estava com saudade e começou a sentir-se ansiosa pelo momento em que, junto das outras mulheres, correria para a praia para receber encher de carinhos os homens satisfeitos e cansados. Seu namorado estaria lá, no meio deles, e não era o peixe namorado, mas um menino assim igual ela, de olhos brilhantes e sonhadores, que dias atrás partiu para sua primeira viagem no mar. Fora todo empolgado ajudar o pai, pescador conhecido de todos, homem bom e honesto que desde cedo começou a ensinar a ele, seu filho mais velho, os segredos da pescaria. Agora chegou a vez do menino fazer seu teste, mostrar ao pai como tão bem havia aprendido o ofício. Entusiasmada, imaginou-se caminhando na praia ao lado dele deixando para trás um rastro sem-fim de pegadas na areia. Imaginou-se sorrindo numa felicidade mais feliz que aquelas que existiam nas novelas que sua mãe via na tevê. Imaginou-se no final de um filme, daqueles onde todo mundo acaba bem e a vida parece tão mais bonita que a vida real.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Mas eles estavam demorando tanto para chegar, olhava pela janela, olhava de novo e só via a mesma água verde e o mesmo céu azul e nada mais. Nem um barco, nem um pontinho preto que fosse, lá longe, ela procurava, tinha que ver, mas nada. Só tinha água e aquela mesma gaivota que insistia em sobrevoar a praia como que estática na paisagem. Começou então a sentir-se agoniada, e se tivesse acontecido alguma coisa?</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Lembrou-se que na noite passada havia chovido e sabia que a chuva no mar é sempre mais forte e pode causar grandes estragos, principalmente num barco velho de guerra como aquele. Sentiu o coração disparar, um suor frio escorrendo pela testa, as mãos tremendo só de pensar que. E se o barco não voltasse? Se seu menino não viesse, o que seria de seus dias? Enlouqueceria. Morreria de solidão, com certeza. Ninguém pode viver bem sendo tão só. Era injusto, ele era seu primeiro namorado, seu primeiro amor e ela já sabia, sempre soube que era… Era para ser. Eterno.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Sentiu vontade de chorar mas não pôde, forçava e forçava mas as lágrimas não saiam, só ficava este nó entalado na garganta, este grito de dor encravado nas entranhas e este medo enrubescido na alma. Já não via mais beleza na paisagem, não tinha graça olhar para a praia, a areia, as ondas, o céu, a água salgada. Era tudo tão feio, insosso, sem cor, tão sem vida. E odiou seus pais por terem posto aquela maldita janela ali no meio da sala para que ela olhasse, odiou a si mesma por estar a olhar pela janela, odiou a espera que nunca acabava, que nunca acaba e.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Fechou os olhos e sentiu descer uma lágrima, uma única lágrima, uma mísera lágrima solitária. Lembrou-se então das noites que chorava baixinho trancada no quarto em noites de chuva. Lembrou-se de que não era feliz e que era sozinha. Lembrou-se que não tinha nenhum barco para chegar, que não tinha namorado e não morava em nenhuma vila de pescadores e sim numa cidade. Lembrou-se, por fim, que na sua cidade também não tinha mar, que morava num apartamento e que em volta a paisagem era toda cinza.</h4>
<h4 style="text-align:justify;">Toda trêmula de ódio, arrancou a moldura da parede e da moldura arrancou a pintura e depois de rasgá-la ao meio, deixou-a cair no chão e pôs-se a pisoteá-la como se pisoteasse sua própria tristeza.</h4>
<p>&#160;</p>
<pre style="text-align:right;"><em>27 de Novembro — 2009</em></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filastrocche e poesie della Befana - Testi - Lyrics]]></title>
<link>http://testispartiti.wordpress.com/2009/11/21/filastrocche-della-befana-2/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 15:04:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>mamma777</dc:creator>
<guid>http://testispartiti.wordpress.com/2009/11/21/filastrocche-della-befana-2/</guid>
<description><![CDATA[Filastrocche&#8230;.e poesie della Befana Gli album , la discografia , i testi e gli accordi gratuit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="font-family:Times New Roman;"><a title="Filastrocche" href="http://wikitesti.com/index.php/Filastrocche_della_Befana">Filastrocche</a>&#8230;.e poesie<br />
</span></h1>
<p><strong><span style="font-family:Times New Roman;">della Befana</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Times New Roman;"><img src="http://www.nebulagraphic.it/BEFANE/befana.gif" alt="" width="275" height="408" /></span></strong></p>
<p><strong><img src="http://digilander.libero.it/blogdinatale/befane/befana20.gif" alt="" width="294" height="408" /></strong></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>Gli album , la discografia ,<br />
i testi e gli accordi </strong><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="font-family:Times New Roman;">gratuitamente su </span><a href="http://wikitesti.com/"><span style="font-family:Times New Roman;">wikitesti.com</span></a></strong><strong><br />
</strong><span style="font-size:small;"><strong> </strong><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></strong></p>
<h1><a title="Filastrocche" href="http://wikitesti.com/index.php/Filastrocche_della_Befana">Filastrocche e poesie della Befana</a></h1>
<p>&#160;</p>
<ul>
<li><a title="A piazza Navona la sera della befana" href="http://wikitesti.com/index.php/A_piazza_Navona_la_sera_della_befana">A piazza Navona la sera della befana</a></li>
<li><a title="Al cattivo un carboncino" href="http://wikitesti.com/index.php/Al_cattivo_un_carboncino">Al cattivo un carboncino</a></li>
<li><a title="Alla Befana, Gianni Rodari" href="http://wikitesti.com/index.php/Alla_Befana,_Gianni_Rodari">Alla Befana, Gianni Rodari</a></li>
<li><a title="Arriva la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Arriva_la_Befana">Arriva la Befana</a></li>
<li><a title="Arriva la Befana!" href="http://wikitesti.com/index.php/Arriva_la_Befana%21">Arriva la Befana!</a></li>
<li><a title="Arriva l’allegria" href="http://wikitesti.com/index.php/Arriva_l%E2%80%99allegria">Arriva l’allegria</a></li>
<li><a title="Ballata della Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Ballata_della_Befana">Ballata della Befana</a></li>
<li><a title="Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Befana">Befana</a></li>
<li><a title="Befana befanetta" href="http://wikitesti.com/index.php/Befana_befanetta">Befana befanetta</a></li>
<li><a title="Befana mia befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Befana_mia_befana">Befana mia befana</a></li>
<li><a title="Canto sardo dell'Epifania" href="http://wikitesti.com/index.php/Canto_sardo_dell%27Epifania">Canto sardo dell&#8217;Epifania</a></li>
<li><a title="Ciao Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Ciao_Befana">Ciao Befana</a></li>
<li><a title="E' arrivata la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_arrivata_la_Befana">E&#8217; arrivata la Befana</a></li>
<li><a title="E' arrivata la Befana, ha mutato vesti e panni" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_arrivata_la_Befana,_ha_mutato_vesti_e_panni">E&#8217; arrivata la Befana, ha mutato vesti e panni</a></li>
<li><a title="E' arrivata la Befana, è arrivata da Milano" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_arrivata_la_Befana,_%C3%A8_arrivata_da_Milano">E&#8217; arrivata la Befana, è arrivata da Milano</a></li>
<li><a title="E' arrivata la Befana 2" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_arrivata_la_Befana_2">E&#8217; arrivata la Befana 2</a></li>
<li><a title="E' arrivata la Befana coi balocchi pei bambini" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_arrivata_la_Befana_coi_balocchi_pei_bambini">E&#8217; arrivata la Befana coi balocchi pei bambini</a></li>
<li><a title="E' arrivato un befanino" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_arrivato_un_befanino">E&#8217; arrivato un befanino</a></li>
<li><a title="E' tornata la befana" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_tornata_la_befana">E&#8217; tornata la befana</a></li>
<li><a title="E' tornata la befana a cavallo di una scopa" href="http://wikitesti.com/index.php/E%27_tornata_la_befana_a_cavallo_di_una_scopa">E&#8217; tornata la befana a cavallo di una scopa</a></li>
<li><a title="Ecco arriva la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Ecco_arriva_la_Befana">Ecco arriva la Befana</a></li>
<li><a title="Ecco avanza la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Ecco_avanza_la_Befana">Ecco avanza la Befana</a></li>
<li><a title="Ecco donne la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Ecco_donne_la_Befana">Ecco donne la Befana</a></li>
<li><a title="Eterna Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Eterna_Befana">Eterna Befana</a></li>
<li><a title="Fate nanna piccolini" href="http://wikitesti.com/index.php/Fate_nanna_piccolini">Fate nanna piccolini</a></li>
<li><a title="Filastrocca della Befana, Gianni Rodari" href="http://wikitesti.com/index.php/Filastrocca_della_Befana,_Gianni_Rodari">Filastrocca della Befana, Gianni Rodari</a></li>
<li><a title="Filastrocca della Pasquerella" href="http://wikitesti.com/index.php/Filastrocca_della_Pasquerella">Filastrocca della Pasquerella</a></li>
<li><a title="Filastrocca della befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Filastrocca_della_befana">Filastrocca della befana</a></li>
<li><a title="Frammenti di carbone" href="http://wikitesti.com/index.php/Frammenti_di_carbone">Frammenti di carbone</a></li>
<li><a title="Giungerà all'Epifania" href="http://wikitesti.com/index.php/Giunger%C3%A0_all%27Epifania">Giungerà all&#8217;Epifania</a></li>
<li><a title="Giungerà la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Giunger%C3%A0_la_Befana">Giungerà la Befana</a></li>
<li><a title="I cammelli dell'Epifania" href="http://wikitesti.com/index.php/I_cammelli_dell%27Epifania">I cammelli dell&#8217;Epifania</a></li>
<li><a title="Io, la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Io,_la_Befana">Io, la Befana</a></li>
<li><a title="Io la Befana aspetto!!!" href="http://wikitesti.com/index.php/Io_la_Befana_aspetto%21%21%21">Io la Befana aspetto!!!</a></li>
<li><a title="La Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana">La Befana</a></li>
<li><a title="La Befana, Giovanni Pascoli" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana,_Giovanni_Pascoli">La Befana, Giovanni Pascoli</a></li>
<li><a title="La Befana burlona" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_burlona">La Befana burlona</a></li>
<li><a title="La Befana da una stella" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_da_una_stella">La Befana da una stella</a></li>
<li><a title="La Befana del 2000" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_del_2000">La Befana del 2000</a></li>
<li><a title="La Befana di Piazza Navona" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_di_Piazza_Navona">La Befana di Piazza Navona</a></li>
<li><a title="La Befana spaziale" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_spaziale">La Befana spaziale</a></li>
<li><a title="La Befana una tenera nonnina" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_una_tenera_nonnina">La Befana una tenera nonnina</a></li>
<li><a title="La Befana è una vecchina" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Befana_%C3%A8_una_vecchina">La Befana è una vecchina</a></li>
<li><a title="La Pasquerella" href="http://wikitesti.com/index.php/La_Pasquerella">La Pasquerella</a></li>
<li><a title="La befana, Giudo Gozzano" href="http://wikitesti.com/index.php/La_befana,_Giudo_Gozzano">La befana, Giudo Gozzano</a></li>
<li><a title="La befana con il razzo" href="http://wikitesti.com/index.php/La_befana_con_il_razzo">La befana con il razzo</a></li>
<li><a title="La befana di Torino" href="http://wikitesti.com/index.php/La_befana_di_Torino">La befana di Torino</a></li>
<li><a title="La befana porta il carbone" href="http://wikitesti.com/index.php/La_befana_porta_il_carbone">La befana porta il carbone</a></li>
<li><a title="La befana smemorina" href="http://wikitesti.com/index.php/La_befana_smemorina">La befana smemorina</a></li>
<li><a title="La befana vien di notte" href="http://wikitesti.com/index.php/La_befana_vien_di_notte">La befana vien di notte</a></li>
<li><a title="La scopa e ... la befana" href="http://wikitesti.com/index.php/La_scopa_e_..._la_befana">La scopa e &#8230; la befana</a></li>
<li><a title="Letterina alla Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Letterina_alla_Befana">Letterina alla Befana</a></li>
<li><a title="Notte d’Epifania" href="http://wikitesti.com/index.php/Notte_d%E2%80%99Epifania">Notte d’Epifania</a></li>
<li><a title="Oh Befana Befanina" href="http://wikitesti.com/index.php/Oh_Befana_Befanina">Oh Befana Befanina</a></li>
<li><a title="Poesia sulla Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Poesia_sulla_Befana">Poesia sulla Befana</a></li>
<li><a title="Quando è l'ora, Filastrocca" href="http://wikitesti.com/index.php/Quando_%C3%A8_l%27ora,_Filastrocca">Quando è l&#8217;ora, Filastrocca</a></li>
<li><a title="Questa notte mi sono svegliata" href="http://wikitesti.com/index.php/Questa_notte_mi_sono_svegliata">Questa notte mi sono svegliata</a></li>
<li><a title="Tre cantilene" href="http://wikitesti.com/index.php/Tre_cantilene">Tre cantilene</a></li>
<li><a title="Un tempo la Befana veniva col vento di tramontana" href="http://wikitesti.com/index.php/Un_tempo_la_Befana_veniva_col_vento_di_tramontana">Un tempo la Befana veniva col vento di tramontana</a></li>
<li><a title="Un tempo la befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Un_tempo_la_befana">Un tempo la befana</a></li>
<li><a title="Viene la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Viene_la_Befana">Viene la Befana</a></li>
<li><a title="Viene viene la Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Viene_viene_la_Befana">Viene viene la Befana</a></li>
<li><a title="Viva Pasqua Epifania" href="http://wikitesti.com/index.php/Viva_Pasqua_Epifania">Viva Pasqua Epifania</a></li>
<li><a title="Voglio fare un regalo alla Befana" href="http://wikitesti.com/index.php/Voglio_fare_un_regalo_alla_Befana">Voglio fare un regalo alla Befana</a></li>
<li><a title="Zitti, zitti bimbi buoni" href="http://wikitesti.com/index.php/Zitti,_zitti_bimbi_buoni">Zitti, zitti bimbi buoni</a></li>
<li><a title="Zitti, zitti presto a letto" href="http://wikitesti.com/index.php/Zitti,_zitti_presto_a_letto">Zitti, zitti presto a letto</a></li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><strong><a title="Giro d'Italia (CD 3) (2003)" href="http://www.wikitesti.com/index.php?title=Giro_d%27Italia_%28CD_3%29_%282003%29">Testi e spartiti</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://wikitesti.com/index.php?title=Pagina_principale">www.wikitesti.com</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://wikitesti.com/index.php?title=Pagina_principale"><br />
</a></strong></p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.forumkaraoke.com/"><strong><strong>www.forumkaraoke.com</strong></strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.forumkaraoke.com/"><strong><strong>scambio mp3 &#8211; CDG &#8211; KaraFun &#8211; midi</strong></strong></a></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">
<p><strong><a href="http://www.forumkaraoke.com/index.php?topic=79387.0">* KaraFont PRO  &#8211; SoundFont Karaoke </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.forumkaraoke.com/index.php?topic=79387.0">Player Mp3 CDG WAV  Karaoke Editor &#38; Player</a></strong></p>
<p><strong>*</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Only one heart]]></title>
<link>http://leahsmumblings.wordpress.com/2009/11/20/only-one-heart/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:20:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>leahjinxthoreau</dc:creator>
<guid>http://leahsmumblings.wordpress.com/2009/11/20/only-one-heart/</guid>
<description><![CDATA[Organizando papéis em meu quarto achei, entre outros, este pequenino texto que escrevi há bons meses]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Organizando papéis em meu quarto achei, entre outros, este pequenino texto que escrevi há bons meses atrás e decidi que, com algumas sutis alterações (para facilitar o entendimento), era hora de publicá-lo, porque ele reflete a minha real e atual opinião a respeito do assunto.</p>
<p>Por que é tão frustrante relacionar-se?</p>
<p>Porque quando você se relaciona, você não se relaciona com aquele cara legal que você conheceu no parque num domingo de manhã quando precisou de ajuda com a bicicleta. Você não se relaciona com aquele menina linda e inteligente que estava entediada na festa. Não se relaciona com o seu colega mais simpático da escola, não! Você se relaciona com a história dessa pessoa; com seus fantasmas, com a sua genética, com todos os anseios de futuro que estavam na vida dela bem antes de você.<br />
Talvez seja por isso que os casamentos antigamente duravam mais, as mulheres não pareciam ter muitos outros planos além de casar e ter filhos, de resto, aparentemente, tanto fazia. Mas hoje em dia, todos nós, mulheres e homens, já nascemos planejando, sonhando e querendo. E quão dificil é ter sonhos parecidos tendo histórias diferentes! Ou ainda, quantos desses sonhos, idéias, planos e quereres não são deixados para trás por causa de um outro alguém&#8230;<br />
E eu não sei qual é o nosso mal: querer tantas coisas ou tentar nos partir em dois, enquanto em dupla, tentamos nos tornar um.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filtros]]></title>
<link>http://leahsmumblings.wordpress.com/2009/11/19/filtro/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:59:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>leahjinxthoreau</dc:creator>
<guid>http://leahsmumblings.wordpress.com/2009/11/19/filtro/</guid>
<description><![CDATA[Conceitos e preconceitos. Crenças e descrenças.  As coisas mais importantes para mim e que não permi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Conceitos e preconceitos. Crenças e descrenças.</strong></p>
<p> As coisas mais importantes para mim e que não permito que ninguém entre no caminho &#8211; e não quero entrar no caminho de ninguém &#8211; são paixão, família e amigos. (Sendo que os últimos dois frequentemente se misturam.)<br />
- Paixão: aquilo que um indivíduo faz por puro prazer (muitas vezes é sua profissão ou hobbie). Que dedica tempo &#8211; mesmo que às vezes secreto. Que o faz levantar da cama todos os dias, que o faz querer mais.<br />
- Família: auto-explicativo.<br />
- Amigos: Seria auto-explicativo, mas quero acrescentar, que pra mim, o tempo de amizade e/ou o tempo que vai durar não é importante. Os amigos que ficam acabam virando família e os que vão não são menos importantes no tempo que estão. A convivência com eles é primordial! Acredito que querendo ou não somos animais políticos e sociais, abstinência da convivência em &#8220;grupo&#8221; causa frustração entre outros pesos.<br />
Por perto de mim, prefiro pessoas egoístas. Sim, egoístas! Egoístas o suficiente para serem sinceras consigo mesmas e, por consequência, com quem quer que seja. Pessoas &#8220;altruístas&#8221; são o pior tipo de egoístas, pois negligenciam à si mesmas para posteriormente sentirem-se usadas (&#8220;depois de tudo o que eu fiz por você!&#8221;).<br />
Prefiro também que não sejam sentimentais. Sentimento sobre razão tende a não funcionar perto de mim. Sentimentalistas vivem num mundo dramático (dramatúrgico?) que eu não compreendo. Neste mundo, só existe eles mesmos e todos os outros são robôs insensíveis. Essas pessoas tendem a deprimir-se ou ofender-se com frequência ou serem bobos alegres o tempo todo.. Em geral, não conseguem tirar proveito de nenhuma sensação confundindo intensidade com exagero e preocupando-se mais com demonstrar do que com realmente sentir. Na minha experiência, pessoas com essa característica tendem a achar que se você não mostrou é porque não sentiu. Observei também um excesso de palavras e ausência de atos de acordo, além de uma tremenda incapacidade de &#8220;colocar-se no lugar&#8221; de qualquer um.<br />
Não acredito na beleza de datas especiais ou romantismo agendado.<br />
Não acredito em perda de tempo. É preciso uma mente muito diminuta para considerar qualquer situação como perda de tempo. Dentro disso, ainda que o tempo &#8211; se existisse &#8211; pudesse ser mais utilmente aproveitado (e eu falo de aproveitamento não de perda ou ganho), se não foi, o único &#8220;culpado&#8221; é o que não o fez e não qualquer outra pessoa. Somos responsáveis por tudo que nos acontece, não necessariamente culpados.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dead Like Me]]></title>
<link>http://eutenhoproblemas.wordpress.com/2009/11/12/dead-like-me/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:24:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tate</dc:creator>
<guid>http://eutenhoproblemas.wordpress.com/2009/11/12/dead-like-me/</guid>
<description><![CDATA[Deixa eu explicar aqui: Meu nome não é Tatiane. Nem Tateana. Meu nome é TATIANA. Não tem nada, NADA,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Deixa eu explicar aqui:</p>
<p>Meu nome não é Tatiane. Nem Tateana.</p>
<p>Meu nome é TATIANA.</p>
<p>Não tem nada, NADA, que me irrite mais do que ser chamada de Tatiane. Eu ignoro solenemente. E TatEana? Sério? Cês acham que minha mãe me odeia tanto a ponto de colocar um nome geneticamente modificado desses em mim?</p>
<p>Eu não lembro exatamente de onde veio esse negócio de me chamar de Tate. Eu sei que começou na escola, e que as pessoas do ballet um dia também começaram a me chamar assim, apesar de serem dois grupos sem nenhum tipo de intersecção. E virou uma bola de neve que culminou em até meu cartão da agência constar com apelido.</p>
<p>Acabou que Tatiana e Tate viraram duas pessoas independentes. Tatiana morreu aos 13 anos, dando lugar à Tate (analogias à Cristiane F. eu dispenso, já fizeram a piadinha do Tate F.).</p>
<p>Mas foi só hoje, alguns minutos atrás, que Tatiana evaporou de vez. Fazendo um outro cartão de trabalho, para um projeto paralelo:</p>
<div id="_mcePaste">♫♪ adriana™ says: (20:29:52)</div>
<div id="_mcePaste">vc quer tate ou tatiana?</div>
<p>Eu escolhi Tate.</p>
<p>Tatiana está morta.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Agora, tem uma coisa que Tatiana e Tate têm em comum.</p>
<p>Hoje, navegando por blogs, eu FINALMENTE entendi porque eu vivo atrasada. E mais do que isso, o porquê de eu ter passado 6 meses na fono para aprender as 4 operações aos 16 anos, o porquê de eu viver trupicando e me batendo em tudo, o porquê de eu não decorar o número do meu próprio telefone (se bem que eu troco de telefone com tanta frequência que&#8230;):</p>
<p>DISCALCULIA.</p>
<p>Segue artigo da Wikipedia:</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;"><strong>Discalculia</strong> (não confundir com acalculia) é definido como uma desordem neurológica específica que afeta a habilidade de uma pessoa de compreender e manipular números. A discalculia pode ser causada por um déficit de percepção visual. O termo discalculia é usado frequentemente ao consultar especificamente à inabilidade de executar operações matemáticas ou aritméticas, mas é definido por alguns profissionais educacionais como uma inabilidade mais fundamental para conceitualizar números como um conceito abstrato de quantidades comparativas.</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">É uma inabilidade menos conhecida, bem como e potencialmente relacionada a dislexia e a dispraxia. A discalculia ocorre em pessoas de qualquer nível de QI, mas significa que têm frequentemente problemas específicos com matemática, tempo, medida, etc. Discalculia (em sua definição mais geral) não é rara. Muitas daquelas com dislexia ou dispraxia tem discalculia também. Há também alguma evidência para sugerir que este tipo de distúrbio é parcialmente hereditario.</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">A palavra <strong>discalculia</strong> vem do grego (<em>dis</em>, mal) e do Latin (<em>calculare</em>, contar) formando: <em>contando mal</em>. Essa palavra <em>calculare</em> vem, por sua vez, de <em>cálculo</em>, que significa o <em>seixo</em> ou um dos contadores em um ábaco.</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">Discalculia é um impedimento da matemática que vá adiante junto com um número de outras limitações, tais como a introspecção espacial, o tempo, a memória pobre, e os problemas de ortografia. Há indicações de que é um impedimento congênito ou hereditário, com um contexto neurológico. Discalculia atinge crianças e adultos.</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">Discalculia pode ser detectada em uma idade nova e medidas podem ser tomadas para facilitar o enfrentamento dos problemas dos estudantes mais novos. O problema principal está em compreender que o problema não é a matemática e sim a maneira que é ensinada às crianças. O modo que a dislexia pode ser tratada de usar uma aproximação ligeiramente diferente a ensinar. Entretanto, a discalculia é o menos conhecida destes tipos de desordem de aprendizagem e assim não é reconhecida frequentemente.</p>
<p style="line-height:19px;font:19px Helvetica;margin:0 0 11px;">Sintomas potenciais</p>
<ul style="list-style-type:square;">
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Dificuldades freqüentes com os números, confundindo os sinais: +, -, ÷ e x.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Problemas de diferenciar entre esquerdo e direito.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Falta de senso de direção (para o norte, sul, leste, e oeste) e pode também ter dificuldade com um compasso.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">A inabilidade de dizer qual de dois números é o maior.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Dificuldade com tabelas de tempo, aritmética mental, etc.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Melhor nos assuntos tais como a ciência e a geometria, que requerem a lógica mais que as fórmulas, até que um nível mais elevado que requer cálculos seja necessário.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Dificuldade com tempo conceitual e julgar a passagem do tempo.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Dificuldade com tarefas diárias como verificar a mudança e ler relógios analógicos.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">A inabilidade de compreender o planejamento financeiro ou incluir no orçamento, nivelar às vezes em um nível básico, por exemplo, estimar o custo dos artigos em uma cesta de compras.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Tendo a dificuldade mental de estimar a medida de um objeto ou de uma distância (por exemplo, se algo está afastado 10 ou 20 metros).</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Inabilidade de apreender e recordar conceitos matemáticos, régras, fórmulas, e seqüências matemáticas.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Dificuldade de manter a contagem durante jogos.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Dificuldade nas atividades que requerem processamento de seqüências, do exame (tal como etapas de dança) ao sumário (leitura, escrita e coisas sinalizar na ordem direita). Pode ter o problema mesmo com uma calculadora devido às dificuldades no processo da alimentação nas variáveis.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">A circunstância pode conduzir em casos extremos a uma fobia da matemática e de dispositivos matemáticos (por exemplo números).</li>
</ul>
<p style="line-height:19px;font:19px Helvetica;margin:0 0 11px;">Causas potenciais</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">Os cientistas procuram ainda compreender as causas da discalculia, e para isso têm investigado em diversos domínios.</p>
<ul style="list-style-type:square;">
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Neurológico: Discalculia foi associada com as lesões ao supramarginal e os giros angulares na junção entre os lóbulos temporal e parietal do cortex cerebral.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Déficits na memória trabalhando: Adams e Hitch discutem que a memória trabalhando é um fator principal na adição mental. Desta base, Geary conduziu um estudo que sugerisse que era um deficit de memória para aqueles que sofreram de discalculia. Entretanto, os problemas trabalhando da memória são confundidos com dificuldades de aprendizagem gerais, assim os resultados de Geary não podem ser específicos ao discalculia mas podem refletir um déficit de aprendizagem maiores.</li>
</ul>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">Pesquisas feitas por estudiosos de matemática mostraram aumento da atividade de EEG no hemisfério direito durante o processo de cálculo algorítmico. Há alguma evidência de déficits direitos do hemisfério na discalculia.</p>
<p style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 6px;">Outras causas podem ser:</p>
<ul style="list-style-type:square;">
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Um quociente de inteligência baixo (menos de 70, embora as pessoas com o QI normal ou elevado possam também ter discalculia).</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Um estudante que tem um instrutor cujo o método de ensinar a matemática seja duro de compreender para o estudante.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Memória a curto prazo que está sendo perturbada ou reduzida, fazendo-a difícil de recordar cálculos.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Desordem congênita ou hereditária. As indicações da mostra dos estudos desta, mas não são ainda concreto.</li>
<li style="line-height:19px;font:13px Helvetica;margin:0 0 1px;">Uma combinação destes fatores.</li>
</ul>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:13pt;font-family:Georgia;"><span style="font-size:13px;"> </span></span></p>
<p>Qualquer um que já tenha convivido comigo ou quase tenha sofrido um acidente de carro devido à minha incapacidade crônica de distinguir esquerda e direita vai ler isso e identificar a minha pessoa.</p>
<p>E não, apesar do comentário IMBECIL, da CRETINA da minha irmã, discauculia NÃO é DISCEREBRIA.</p>
<p>Vadia.</p>
<p>OUTRA CONSTATAÇÃO IMPORTANTE, e também derivada dessa extensa navegação aleatória por blogs, foi que de fato, o mundo é uma quitinete. Basta clicar no orkut do autor. As chances de você ter algum amigo em comum, ou ver nas fotos algum conhecido, é de 97%, aproximadamente.</p>
<p>E eu vou me poupar da terceira conclusão a qual cheguei a partir dessa lista de amigos em comum do orkut. Mas FICA A DICA de que eu to em choque. Ou nem tanto.</p>
<p>Por fim, gostaria de dividir aqui que agora tenho uma nova amiga no trabalho. Brother pra caralho. A Stella, que me faz companhia em mais uma noite de bunker.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-407" title="Photo 5" src="http://eutenhoproblemas.wordpress.com/files/2009/11/photo-5.jpg" alt="Photo 5" width="510" height="382" /></p>
<p><strong>UPDATE:</strong> Lembrei onde foi que eu descobri a Discalculia. Vai lá no <a href="http://substantivolatil.com/">Substantivolátil</a>. Mesmo que você não seja problemático/a (o que eu duvido, porque se você lê esse blog ou me conhece &#8211; o que te torna problemático automaticamente, porque é meu amigo ou circula nos mesmos lugares que eu -, ou jogou no google &#8220;eu tenho problemas&#8221; &#8211; o que é auto-explicativo), aposto que com alguma coisa você vai se identificar.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Desencajado]]></title>
<link>http://nqdmalandriart.wordpress.com/2009/11/11/desencajado/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:57:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lion Chinaski</dc:creator>
<guid>http://nqdmalandriart.wordpress.com/2009/11/11/desencajado/</guid>
<description><![CDATA[Epifanía de vida tomando lo que necesita dando solo lo que puede sin asombro, sin mentiras temerario]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote><p>Epifanía de vida</p>
<p>tomando lo que necesita</p>
<p>dando solo lo que puede</p>
<p>sin asombro, sin mentiras</p>
<p>temerario y precavido</p>
<p>confiado de sus capacidades</p>
<p>concentrado en sus limitaciones</p>
<p>viaja porque siempre vuelve</p>
<p>no tiene tribu, no tiene metas</p>
<p>esta en la otra cara de la moneda</p>
<p>no es profeta ni en su tierra</p>
<p>peculiar manera y poca sutileza</p>
<p>al expresar sus ideas</p>
<p>solo él moldea su cabeza</p>
<p>sublime existencia&#8230;</p>
<p>Mi cabeza no para de dar vueltas.</p></blockquote>
<p><em>Lion Chinaski</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nozze di Cana sul Lago d'Orta]]></title>
<link>http://itineraridelvisibile.wordpress.com/2009/11/08/nozze-di-cana-sul-lago-dorta/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 21:57:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>itineraridelvisibile</dc:creator>
<guid>http://itineraridelvisibile.wordpress.com/2009/11/08/nozze-di-cana-sul-lago-dorta/</guid>
<description><![CDATA[Il testo dipinto Siamo nella chiesa di S. Maria Assunta a Cireggio, un borgo che si affaccia sul Lag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">
<p><a href="http://itineraridelvisibile.wordpress.com/files/2009/11/nozze-di-cana-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-28 aligncenter" title="nozze di cana 3" src="http://itineraridelvisibile.wordpress.com/files/2009/11/nozze-di-cana-3.jpg?w=191" alt="nozze di cana 3" width="191" height="300" /></a></p>
<p><strong>Il testo dipinto</strong></p>
<p>Siamo nella chiesa di S. Maria Assunta a <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=cireggio&#38;sll=41.442726,12.392578&#38;sspn=16.092565,39.506836&#38;ie=UTF8&#38;hq=&#38;hnear=Cireggio,+Omegna+Verbano-Cusio-Ossola,+Piemonte&#38;ll=45.87519,8.388662&#38;spn=0.029221,0.077162&#38;t=h&#38;z=14&#38;iwloc=A" target="_blank">Cireggio</a>, un borgo che si affaccia sul Lago d’Orta. Il dipinto che abbiamo di fronte, di un pittore lombardo-piemontese del XVII secolo, rappresenta le Nozze di Cana descritte nel Vangelo di Giovanni:</p>
<p><em>Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c&#8217;era la madre di Gesù.</em><em> </em><em>Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.</em><em> </em><em>Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».</em><em> </em><em>E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».</em><em> </em><em>La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».</em><em><br />
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d&#8217;acqua le giare»; e le riempirono fino all&#8217;orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l&#8217;acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l&#8217;acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po&#8217; brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui </em>(Gv 2, 1-11).<em> </em></p>
<p>Il dipinto ritrae un momento delle nozze ben preciso: la tavola è imbandita per le nozze e il vino è finito; gli sposi sono in imbarazzo e, rimasti senza parole, aprono le braccia; Maria indica Gesù, dicendo: <em>«fate quello che vi dirà»</em>. Gesù, allora, si gira e ordina di riempire d’acqua le sei giare.</p>
<p>Di lì a poco, gli sposi, il maestro di tavola e tutti gli invitati gusteranno l’acqua trasformata nel vino più buono.</p>
<p><strong>Il significato del vino e del banchetto</strong></p>
<p>Il fatto che Maria segnali che il vino è finito ha un profondo valore simbolico. Il vino, infatti, significa la festa. Nel Cantico dei Cantici è citato come segno della gioia che gli sposi provano nell’amarsi e, allo stesso tempo, come immagine dell’unione di Dio con il suo popolo:</p>
<p><em>«Quanto sono soavi le tue carezze, sorella mia, sposa, quanto più deliziose del vino le tue carezze. L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi» </em>(CC 4, 10).</p>
<p>L’immagine del banchetto, inoltre, è presente in tutta la Scrittura con un forte significato escatologico di comunione e di salvezza, come in Isaia che annuncia un grande convito preparato da Dio e a cui prenderanno parte tutti i popoli</p>
<p><em>«un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati»</em> (Is 25, 6).</p>
<p>L’immagine del vino la troviamo anche legata a un forte significato messianico, come in occasione della benedizione di Giacobbe sul figlio: <em>«Egli lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio della sua asina, lava nel vino la veste e nel sangue dell’uva il manto»</em> (Gen 49, 11).</p>
<p>Possiamo dire che la mancanza di vino allude all’incapacità dell’Antica Alleanza di introdurre l’uomo a una vera e profonda comunione con Dio, comunione che spesso è rappresentata come una intimità sponsale. Infatti la trasformazione dell’acqua in vino nuovo avviene in sei giare di pietra. Le sei giare indicano gli antichi riti di purificazione e stanno lì inerti come in attesa di un rinnovamento, di una trasformazione, di una nuova pienezza.</p>
<p>Ecco allora che queste nozze di Cana, celebrate in un paese sperduto della Galilea con due sposi appena menzionati, si aprono a un significato più profondo: le nozze di Cana celebrano anche un altro sposalizio, introducendoci alla nuova intimità sponsale che si sta compiendo: quella tra Dio che si rivela nella persona di Gesù e la nuova umanità pronta a credere in lui. E’ la nuova relazione sponsale che prende il nome di Nuova Alleanza.</p>
<p>Guardiamo a come il dipinto ci introduce a questo significato più profondo.</p>
<p><strong>La strana collocazione di Maria</strong></p>
<p>Maria ha una collocazione strana: è seduta in mezzo agli sposi. Non per separare, ma per permettere l’unione: è lei, infatti, che prende l’iniziativa, chiedendo a suo figlio di intervenire perché <em>«non hanno più vino»</em>.</p>
<p>Non solo. Indicando Gesù, Maria è la figura che per prima riconosce in Gesù il Messia che realizza la Nuova Alleanza. Ecco perché Maria ha quel posto centrale al banchetto: non solo assiste alle nozze ma è parte delle nozze. Lei, chiamata <em>figlia di Sion</em>, è figura della Chiesa, è Madre della Chiesa ovvero della nuova umanità da sposare definitivamente.</p>
<p><strong>L’architettura simbolo della Chiesa nascente</strong></p>
<p>Anche l’ordine secondo cui è composto il dipinto, l’architettura e gli spazi rappresentati sembrano essere predisposti per aprirsi ad ospitare il nuovo evento. Un muro separa nettamente il banchetto dalla piazza e dal giardino che si distendono dall’altra parte. Oltre quel muro c’è quanto ancora ha da venire, uno spazio già pronto, da abitare. Attraversato dalla luce secondo un modulo trinitario che si ripete, quello spazio indica la Nuova Alleanza, la Chiesa nascente.</p>
<p>Il muro è segnato da due colonne tortili, che richiamano quelle dell’antico Tempio di Gerusalemme. Nel chiuso del Tempio vi era custodita, inaccessibile a tutti, l’arca dell’Alleanza. L’Arca era detta anche il trono di Dio, luogo della presenza di Dio.</p>
<p>Ora le due colonne tortili non segnano più la soglia di un tempio chiuso dove Dio rimane inaccessibile ma aprono uno spazio aperto, visibile a tutti, dove Dio può mostrare l’amore per ogni uomo. E lo mostrerà fino a morire, nudo, sulla croce.</p>
<p><strong>“Non è giunta la mia ora”</strong></p>
<p>Che questo legame che qui inizia non sia solo banchetto e gioia è mostrato anche da altri particolari del dipinto.</p>
<p>Una via porta a un giardino che si apre, in prospettiva, al cielo. La via è affiancata da alti cipressi che alludono al sacrificio e alla morte; ricorda la via della croce. Infatti, se per Maria e la Chiesa l’acqua trasformata in vino è segno dello sposalizio, dell’ebbrezza dello Spirito Santo, dell’amore di Dio che si spande, per Gesù il vino è sangue, croce, morte. Non per nulla, Gesù, nel brano dell’evangelista Giovanni, ricorda che <em>«non è giunta ancora la mia ora»</em>. L’arco che si apre nel giardino, come la porta delle mura di Gerusalemme, può essere arco di trionfo del giorno delle Palme ma anche, allo stesso tempo, porta che conduce al Calvario.</p>
<p>Il bosco, in fondo, è luminoso. La via non si chiude, ma apre alla luce della risurrezione.</p>
<p><strong>Tre parole enigmatiche</strong></p>
<p>Troppe cose, troppi salti per un dipinto in una chiesa di un piccolo borgo? Mica tanto. Chi avvicina il naso al quadro e guarda bene si accorge che tre giare riportano ognuna una parola: <em>aqua &#8211; vinum &#8211; laetantur</em> ovvero <em>acqua &#8211; vino &#8211; si rallegrano</em>.</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://itineraridelvisibile.wordpress.com/files/2009/11/nozze-di-cana-sezione-scritta.jpg"><img class="size-full wp-image-30 aligncenter" title="Nozze di cana sezione scritta" src="http://itineraridelvisibile.wordpress.com/files/2009/11/nozze-di-cana-sezione-scritta.jpg" alt="Nozze di cana sezione scritta" width="450" height="147" /></a></p>
<p>Tre parole enigmatiche. A meno di non cercare un testo più ampio da cui possano essere state tratte. E infatti, a cercar bene, si scopre che quelle tre parole richiamano un testo molto particolare: l’antifona al Benedictus proclamata durante le lodi mattutine nel giorno dell’Epifania. Ecco il testo in latino e la traduzione italiana:</p>
<p><em>«Hodie caelesti Sponso juncta est Ecclesia, quondam in Iordane lavit Christus ejus crimina: currunt cum muneribus Magi ad regales nuptias, et ex <strong>acqua</strong> facta <strong>vinum laetantur</strong> convivae, alleluia!</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Oggi la Chiesa si congiunge al suo celeste sposo, perché Cristo la purifica dei suoi crimini nel Giordano. Con i loro doni, i Magi corrono alle regali nozze, e gli invitati si rallegrano per l’acqua mutata in vino, Alleluia!».</em></p>
<p>Il pittore, molto probabilmente istruito e guidato dalla committenza ecclesiastica, ha costruito la rappresentazione del quadro ampliando il significato immediato del singolo episodio delle Nozze di Cana convocando, attraverso la citazione dell’antifona, altri due eventi biblici:  l’arrivo dei Magi che si inchinano innanzi al bambino Gesù re del mondo e il battesimo nel Giordano di colui che è riconosciuto da Dio Padre come suo Figlio prediletto.</p>
<p>Un tempo, la liturgia del 6 gennaio celebrava in modo unitario queste tre feste che hanno come tema comune le prime <em>epifanie</em> (manifestazioni<em>) </em>di Cristo come <em>il Figlio di Dio</em>: l’arrivo dei Re Magi, il battesimo di Gesù, le nozze di Cana.</p>
<p>In quel <em>oggi</em>, in latino <em>hodie</em>, con cui inizia l’antifona trovano unità eventi che, seppure diversi e anche distanti tra loro, si illuminano e si arricchiscono vicendevolmente di significato. Allo stesso modo nel dipinto<em> </em>si fondono in unità i molteplici significati. E così, in un dipinto del XVII secolo collocato in una chiesa di un piccolo borgo affacciato sul Lago d’Orta che rappresenta le nozze celebrate in un paese sperduto della palestina come Cana, abbiamo l’annuncio di una<em> </em>ritrovata <em>unità sponsale </em>con Dio, il dono <em>della redenzione </em>attraverso il sacrificio di Cristo, il rallegrarsi per la <em>nascita </em>della <em>nuova umanità</em>.</p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#808080;">Testi di riferimento:</span><span style="color:#808080;"> </span></p>
<p><span style="color:#808080;">Timothy Verdon, <em>Vedere il mistero</em> &#8211; <em>Il genio artistico della liturgia cattolica</em>, Mondadori, 2003.</span></p>
<p><span style="color:#808080;">Alessandro Barban,  <em>Cristo Gesù la novità di Dio &#8211; Lectio su brani evangelici</em>, Paoline, 1996.</span></p>
<p><span style="color:#808080;"></span></p>
<p><span style="color:#808080;">Foto copyright: Enzo Franza.<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Epifanía #100]]></title>
<link>http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/2009/11/03/epifania-100/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 05:56:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>anabellulah</dc:creator>
<guid>http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/2009/11/03/epifania-100/</guid>
<description><![CDATA[Yo también le entro a la alquimia y brujería&#8230; La adivinación y premoniciones vienen a mí como ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Yo también le entro a la alquimia y brujería&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">La adivinación y premoniciones vienen a mí como inmediaciones de mi cotidianidad.</p>
<p style="text-align:center;">Ahora resulta que yo lo sé todo, y yo lo puedo saber todo.</p>
<p style="text-align:center;">Tengo mi bola de cristal y mi oráculo.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Y ya nunca me separaré de ellos, soy una erudita del siglo XXI</strong></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:right;"><em><span style="color:#888888;">Este es mi post número 100, y todavía me faltan 5 minutos de cumpleaños. [Yeiii!]</span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 seconds]]></title>
<link>http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/2009/11/02/23-seconds/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 07:19:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>anabellulah</dc:creator>
<guid>http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/2009/11/02/23-seconds/</guid>
<description><![CDATA[Nació en Guadalajara un 2 de noviembre, quizá por eso las estrellas le ayudaron a ser esa inadecuada]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nació en Guadalajara un 2 de noviembre, quizá por eso las estrellas le ayudaron a ser esa inadecuada social que es ahora, y talvez por esa razón se cambia de nombre esporádicamente (por ahora su alter ego se llamaAgatha Foster), pero desde entonces siempre hizo dibujitos y chapoteaba en el óleo que alguna vez algún familiar dejó descuidado, pero siempre fue una niña dulce, casi empalagosa. Se descarriló al salir del Bachillerato y anduvo flotando en facultades que le agriaron la personalidad. Es por eso que ahora es agridulce, al igual que sus trazos, sus colores, y los contenidos de sus pinturas. Ella pinta, también escribe, graba y hace fotografía amateur, ha tratado de hacer escultura, pero la tridimensionalidad no es lo suyo. También le gusta la parte teórica e histórica del arte. Piensa en algún día montar una exposición y empezar a hacer instalaciones. También desea regresar a París [con él], aunque sea para vivir la vida del bohemio. En realidad, ella sólo va hacia donde el aire la lleva, y frecuentemente es víctima de las circunstancias, pero también es feliz. O trata de serlo.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_514" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-514" title="And this is how she looks at her 23" src="http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/files/2009/11/12-5.jpg" alt="And this is how she looks at her 23" width="600" height="450" /><p class="wp-caption-text">And this is how she looks at 23</p></div>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Simplify, says Thoreau!]]></title>
<link>http://leahsmumblings.wordpress.com/2009/10/30/simplify-says-thoreau/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>leahjinxthoreau</dc:creator>
<guid>http://leahsmumblings.wordpress.com/2009/10/30/simplify-says-thoreau/</guid>
<description><![CDATA[It always have amazed me that somehow the hidden pieces of this random puzzle can fit together. Of c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>It always have amazed me that somehow the hidden pieces of this random puzzle can fit together. Of course, we&#8217;re not able to see, or notice, or believe at first, but it unmistakably does.</p>
<p>I&#8217;ve been looking for a way to put those words together to explain that misunderstood &#8211; even for me - feeling buried in me, unaware that Thoreau has done it for me. I wrote before that the experiences are the writer&#8217;s fuel, and after that in so many other ways I&#8217;ve tried to express this and it was frequently mistaken as a poor excuse to justify impulsive behaviour, when it was indeed exactly what I&#8217;ve claimed before: fuel.</p>
<p>&#8220;How vain it is to sit down to write when you have not stood up to live.&#8221; -Henry David Thoreau</p>
<p>__</p>
<p>This is a really bad example, once that it &#8217;s something so small and personal, but every time I stop to read him again, I feel like I am having an epiphany.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[You wouldn't want it any other way]]></title>
<link>http://eutenhoproblemas.wordpress.com/2009/10/20/you-wouldnt-want-it-any-other-way/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:19:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tate</dc:creator>
<guid>http://eutenhoproblemas.wordpress.com/2009/10/20/you-wouldnt-want-it-any-other-way/</guid>
<description><![CDATA[Em primeiro lugar, gostaria de fazer um pedido à galera que me dá muito mais atenção do que eu mereç]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-336" title="kid_vs_fish" src="http://eutenhoproblemas.wordpress.com/files/2009/10/kid_vs_fish.gif" alt="kid_vs_fish" width="220" height="165" /></p>
<p>Em primeiro lugar, gostaria de fazer um pedido à galera que me dá muito mais atenção do que eu mereço: ocupem seu tempo com coisas mais produtivas. Nem que essas &#8220;coisas mais produtivas&#8221; sejam umedecer um cotonete com cândida e matar formigas com requintes de tortura. Isso ainda tem um mérito científico. Ou então brinquem de fugir do peixe morto na vara de pescar como esse menininho. Muito mais divertido.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Paixão não é amor. Amor dá sentido, paixão faz tudo perder o sentido. Amor é um sexto sentido, paixão é cinco sentidos a todo o vapor. Amor é aquilo que se constrói na cratera aberta pela bomba atômica da paixão.</p>
<p>Dá pra ter os dois ao mesmo tempo? Acho que dá. Deve dar. Mas também dá pra optar por um deles quando você não tem estrutura pro outro.</p>
<p>Todo mundo sabe que eu acho amor uma coisa do caralho. Acho lindo, de verdade. Mas agora não to podendo com ele. Peguei bode.</p>
<p>Porque o amor de repente se tornou um policial. Eu levei um enquadro e o amor falou assim: &#8220;Tudo que você disser poderá ser usado contra você&#8221;. E foi mesmo.</p>
<p>Não dá pra ser legal. Basta ser legal pra alguém confundir tudo. Eu sei, eu já fui a que confundiu. A diferença é que quando eu confundo eu não transformo isso em verdade absoluta. Eu me confundo com pessoas idiotas, mas em momento nenhum esqueço que essas pessoas são idiotas. E eu sou claramente idiota. Mas de vez em quando tenho lapsos de lucidez e bondade. Aí fode tudo, nego começa a achar que na verdade eu não sou idiota, que eu sou uma alma perdida que precisa de salvação.</p>
<p>EU NÃO QUERO QUE NINGUÉM ME SALVE.</p>
<p>Até porque salvar do que? De mim mesma? Não, obrigada. Me salvar de mim é me roubar de mim, e apesar de eu não ser a melhor das companhias pra mim mesma eu pretendo continuar comigo. Eu não sou refém. Ninguém é. E quem fala que é tá mentindo.</p>
<p>O inferno são os outros.</p>
<p>Os outros dividem-se em 3 grupos:</p>
<p>1. Os extremamente controladores, com suas manias e desconfianças. Esses fazem questão de jogar na minha cara tudo que eu faço de errado e transformar pequenos transtornos comportamentais em desvios de caráter gravíssimos. Os extremamente controladores acham que eu sou sociopata, tipo Angelina Jolie em Garota, Interrompida.</p>
<p>2. Os extremamente tolerantes, com suas projeções e perdões. Esses não me pedem nada, não brigam comigo nunca, me colocaram num altar, numa redoma &#8211; numa porra duma jaula. Criam expectativas que eu nunca estarei à altura e assim me sufocam.</p>
<p>3. Os meus melhores amigos. Eles conhecem minhas limitações e meu potencial, me dão esporro quando eu tô errada e deixam eu chorar no ombro deles quando eu apanho sem motivo.</p>
<p>Mas meus melhores amigos são assunto pra outro post.</p>
<p>Aliás, não lembro nem qual era o assunto desse post, tô viajando.</p>
<p>AH É!</p>
<p>Na verdade eu queria falar que nesse momento da minha vida eu quero a bomba atômica. Quero que destrua absolutamente tudo em mim, que me puxe, pegue pela cintura, deixe sem reação. Eu quero devastação.</p>
<p>Quero tudo. Até cansar de tudo. Até ficar esgotada. Até pedir por piedade.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Estado de Graça]]></title>
<link>http://karinasegantini.wordpress.com/2009/09/25/45/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 21:21:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinasegantini</dc:creator>
<guid>http://karinasegantini.wordpress.com/2009/09/25/45/</guid>
<description><![CDATA[Foto de Karina Segantini Quem já  reconheceu o estado de graça reconhecerá o que vou dizer. Não me r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Foto de Karina Segantini Quem já  reconheceu o estado de graça reconhecerá o que vou dizer. Não me r]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sagrado Descontentamento]]></title>
<link>http://karinasegantini.wordpress.com/2009/09/25/40/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 21:04:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinasegantini</dc:creator>
<guid>http://karinasegantini.wordpress.com/2009/09/25/40/</guid>
<description><![CDATA[Hamat, eu Hiram, quero construir uma casa. Dentro de mim, &#8220;Sagrado Descontentamento&#8221;. Se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hamat, eu Hiram, quero construir uma casa. Dentro de mim, &#8220;Sagrado Descontentamento&#8221;. Se]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Moralismo]]></title>
<link>http://raposanaquebrada.wordpress.com/2009/09/10/moralismo/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 20:11:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cauê Fabiano</dc:creator>
<guid>http://raposanaquebrada.wordpress.com/2009/09/10/moralismo/</guid>
<description><![CDATA[É muito comum ouvir o pessoal criticando a sociedade, o governo, dizendo que ninguém presta, as pess]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>É muito comum ouvir o pessoal criticando a sociedade, o governo, dizendo que ninguém presta, as pessoas perderam seus valores, o mundo está perdido&#8230; E também é muito fácil falar mal.</p>
<p>Uma vez, a caminho da casa de minha namorada, certa situação me deixou pensando. Basicamente, os pontos de ônibus próximos à casa da Thatá ou ficam muito antes ou muito depois, o que faz com que eu torça para encontrar um farol fechado para que o ônibus pare e eu possa <span style="text-decoration:line-through;">gritar</span>  falar para o motorista: &#8220;O senhor pode abrir aqui, por favor? Obrigado!&#8221; Muito normal.</p>
<p>No trajeto, o farol fechou, sorte! Quando ele parou na esquina paralela à casa, naturalmente perguntei o de sempre. A resposta veio:</p>
<p>— Não posso. É contra a lei.</p>
<p>Mas, como assim? Todo mundo deixa, todo mundo faz isso! Como ele não estava permitindo que eu simplesmente descesse&#8230; era um processo que não ia levar mais do que 5 segundos!</p>
<p>Não obstante, um senhor bateu na porta do ônibus parado, querendo entrar; outra investida:</p>
<p>— Não posso. Isso dá multa, não vou abrir.</p>
<p>O senhor saiu indignado!</p>
<p>Desci no próximo ponto e alonguei minha caminhada. No meio do caminho, parei. &#8221; Eu estou bravo porque alguém fez o certo. Estou bravo porque ele foi correto e cumpriu a legislação. Nossa.&#8221; </p>
<p>Pulei a poça d&#8217;água atônito e corri para o prédio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Contos de R$2,55 Cap. VI]]></title>
<link>http://raposanaquebrada.wordpress.com/2009/09/10/contos-de-r255-cap-vi/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 19:41:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cauê Fabiano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Esse post, na verdade, é uma pseudo continuação do anterior.  O post ia ficar muito grande e os leit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Esse post, na verdade, é uma pseudo continuação do anterior.  O post ia ficar muito grande e os leitores (mamãe, Thatá e Fabiano &#8220;El perro de ojos diferentes&#8221; Fernandez, meu alter ego) não iam gastar mais tempo de suas vidas lendo o blog, logo, eis uma continuação.</p>
<p>Novamente, a rotina apertada (e repetitiva) de viajar de metrô praticamente nos mesmo horários de ida e volta provoca  <em>Déjà vus</em> muito interessantes em relação aos outros usuários que aparecem e reaparecem.  São como personagens de jogos que você conhece, mas não vê toda hora. E como é estranho reencontrar alguém desconhecido e, então, reconhecer.</p>
<p>No metrô, tem o cara tatuado, com piercings na boca e que sempre está de boné. Tem a senhora que pede esmola sempre no mesmo horário, próximo às escadas rolantes, com olhos azuis profundos e vazios.</p>
<p>Também tem o cara que sempre está vestido de ouro: pulseiras, correntes, anéis e um relógio que mais parece uma pepita. E o resto todo está mal vestido. Tem também um senhor negro, alto, calado, que sempre fura a fila da estação Paraíso. Ele também desce na estação Carrão.</p>
<p>Tinha também a mulher brava da linha verde que entrava batendo em tudo, xingava todos e dizia seus palavrões como canções de raiva. Mas ela nunca mais apareceu. No metrô tem de tudo.</p>
<p>A vida é assim mesmo. Um grande moinho.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Vèrtigo]]></title>
<link>http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/2009/09/07/vertigo/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 06:01:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>anabellulah</dc:creator>
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<description><![CDATA[Epifanìa Como en aquel recurrente sueño pesadillezco de la infancia, siempre estando al borde de la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_445" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-445" title="DSCN2829" src="http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/files/2009/09/dscn2829.jpg" alt="Epifanìa" width="600" height="450" /><p class="wp-caption-text">Epifanìa</p></div>
<p>Como en aquel recurrente sueño pesadillezco de la infancia, siempre estando al borde de la verdad, de la mentira, en el fin del mundo&#8230; Asì es como nos damos cuenta de todo lo demàs y tomamos conciencia del mundo. Se nos derrite el pensamiento y se funde con el instinto.</p>
<p style="padding-left:30px;">El vèrtigo nos mata de miedo.</p>
<p style="padding-left:60px;">El miedo nos hace concientes del caos.</p>
<p style="padding-left:90px;">El caos nos hace sentir que seguimos vivos.</p>
<p style="padding-left:120px;">Ya no estamos viviendo un sueño.</p>
<p style="text-align:right;"><em><strong><span style="color:#888888;">Se puede leer la contradicciòn entre las lineas.</span></strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[PostDesModernismo]]></title>
<link>http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/2009/09/06/postdesmodernismo/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 05:28:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>anabellulah</dc:creator>
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<description><![CDATA[On The Ride &#8220;Somos las sobras de la semana en el recalentado del viernes del arte.&#8221; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_442" class="wp-caption aligncenter" style="width: 286px"><img class="size-medium wp-image-442" title="DSCN2923" src="http://chasseusedenebuleuses.wordpress.com/files/2009/09/dscn29231.jpg?w=276" alt="On The Ride" width="276" height="300" /><p class="wp-caption-text">On The Ride</p></div>
<h3></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:center;">&#8220;Somos las sobras de la semana en el recalentado del viernes del arte.&#8221;</h3>
</blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#888888;"><em>&#8211;Yo</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Aos buscadores]]></title>
<link>http://transformarse.wordpress.com/2009/08/25/aos-buscadores/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 18:39:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>eugeniapickina</dc:creator>
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<description><![CDATA[O tema da busca é essencial para permitir força criativa ao ser existente. Então, no buscador é inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-344" title="buscador" src="http://transformarse.wordpress.com/files/2009/08/buscador1.jpg" alt="buscador" width="477" height="317" />O tema da busca é essencial para permitir força criativa ao ser existente. Então, no buscador é integrado, por si mesmo, uma libertação dos padrões impostos pela sociedade e um caminho aberto que mutuamente se engrandecem.</p>
<p style="text-align:justify;">Cada pessoa é incumbida de buscar uma mobilização da energia a serviço da vida. Desse modo, o ganho da segurança, certamente, advém das variedades de experiências de vida, que geram dores e alegrias. E quando o sujeito se recusa a experimentar essa diversidade de experimentos, ele corre o risco de passar a viver uma vida de ignorância sobre suas próprias aptidões e habilidades criativas, ou poderá passar sua existência à procura de uma compensação através do complexo de poder, que somente gerará desequilíbrios.</p>
<p style="text-align:justify;">Talvez, por isso, o questionamento da aparente “linearidade” das coisas cotidianas nos leve a compreender, pela sensação de desconforto ou de incompletude, a insuficiência de nossa costumeira agenda, que gradativamente deixa de servir a valores transcendentes, pois enraizada, no geral, nas ilusões do ego, naturalmente esquivo ao devir.</p>
<p style="text-align:justify;">Nunca podemos dizer sobre o que é certo para a vida de outrem. Mas, períodos de instabilidade e de confusão sempre trazem, após sua travessia, uma compreensão que ressignifica nosso relação com o mundo – seja interior ou exterior.</p>
<p style="text-align:justify;">É da vontade da nossa natureza que sejamos criaturas buscadoras, pois a mesma natureza que submerge em sono e letargia é também despertada pela necessidade de vigília e de inovação, pois movida pela díade racional-imaginativa, própria à complexidade humana&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Retomo o fio da meada, o tema da busca.  E, agora, me permito uma pequena síntese. O poeta Pessoa disse-o bem: “<em>Navegar é preciso; viver não é preciso</em>”&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Claramente, o desconforto “não-lido” por uma pessoa que (apenas) parece confortável em sua decifrada e controlada normalidade. Mas, quando o viajante, o estranho misterioso, passa a surgir em sonhos, repetitivos, há o provocar de uma <em>epifania</em>: um sinal nítido de que a vida deseja levar essa pessoa, o sonhador, a um patamar desconhecido&#8230;</p>
<p> Eugênia Pickina</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Epifania (2)]]></title>
<link>http://rodapedohorizonte.wordpress.com/2009/08/25/epifania-2/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:40:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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<description><![CDATA[A luz que vinha de fora iluminava os vitrais coloridos, tornando ainda mais belas as figuras retrata]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">A luz que vinha de fora iluminava os vitrais coloridos, tornando ainda mais belas as figuras retratadas. Ao fundo, alguns raios de sol iluminavam o mar de velas ante à réplica da cruz. O silêncio se espalhava como o vento por todos os cantos do aposento; um ar místico quase pagão pairava sobre a igreja naquele momento.</p>
<p style="text-align:justify;">E ele estava lá, sentado, olhando para os vitrais, exatamente como fazia todos os dias naquele horário. Naquele dia em especial, no entanto, um padre sentou ao seu lado.</p>
<p style="text-align:justify;">- São bonitos, não? &#8211; perguntou, tentando adivinhar para qual o homem olhava.</p>
<p style="text-align:justify;">- Sem dúvida.</p>
<p style="text-align:justify;">- Reconhece as passagens que eles retratam?</p>
<p style="text-align:justify;">- Não. Não sou religoso. Na verdade, me considero um ateu.</p>
<p style="text-align:justify;">O padre virou o rosto para ele, os olhos abertos em espanto.</p>
<p style="text-align:justify;">- E o que um faz ateu visitar todo dia a casa do Senhor? &#8211; o tom da pergunta era de curiosidade mais do que inquisição.</p>
<p style="text-align:justify;">- Posso não acreditar no que o teu Senhor diz, mas sei reconhecer um lugar sagrado quando vejo um. &#8211; e olhou o relógio, se despediu do padre, e saiu.</p>
<p style="text-align:justify;">Lá fora, o barulho ensurdecedor dos carros se confundia com a poeira por eles levantada. Pessoas andavam em todas as direções, com passos apressados e o desespero refletido nos olhos. Ele, no entanto, caminhava devagar, com a expressão serena de quem teve uma revelação divina.</p>
</div>]]></content:encoded>
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