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	<title>esisto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "esisto"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 20:52:35 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Cosa è l’autostima?]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/09/26/cosa-e-l%e2%80%99autostima/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 07:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cosa è l’autostima? Non si tratta certo di pompare sé stessi così da sentirci favolosi il cento per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cosa è l’autostima? Non si tratta certo di pompare sé stessi così da sentirci favolosi il cento per ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Stick to the point]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2009/07/28/stick-to-the-point/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 04:42:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mentre sei solo a un’ora di ventotto di ascolto intensivo di Musica, all’inizio di una strada, compr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/N6ccRvKKwZQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/N6ccRvKKwZQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Mentre sei solo a un’ora di ventotto di ascolto intensivo di Musica, all’inizio di una strada, comprendi l’interruzione di un’altra. Meglio, capisci perché tempo addietro hai deciso di depositare le armi ed alzare gli scudi. “Big in Japan”: esaurimento spirituale. Paradossalmente mi fa’ schifo ammettere di essermi stufato così presto di lottare per i miei valori ed i miei ideali. Stanco di insistere e trovarmi di fronte ad un muro di gomma ho preferito darci un taglio. Spostando così in altri settori i miei vettori istintivi e propositivi di vita, magari accorciandone un po’ l’intensità non dimenticando, però, il verso e l’orientamento universale. Avrò anche perso in rendimento e stima per i miei gesti. Ho disperso il mio pragmatismo attraverso una più privata contemplazione di grafite stesa in quaderni. Mi è stato utile: ho raggiunto nuovi livelli di conoscenza del mio essere che altrimenti probabilmente non avrei scoperto altrimenti. Sono arrivato a sentirmi una prostituta culturale quando cercavo di spiegare a manichini dotati di gradi di libertà fissati dalla loro stessa posizione, ho avuto momenti di panico, scuotimento, crescita. Un giorno rileggendo questo post mi metterò a ridere, sicuramente; molto più probabilmente mi sentirò molto meglio e più propenso alla vita. Rileggersi fa’ bene all’anima e all’intelletto, così come quando si parla: le proprie parole, la voce, l’accento, il silenzio aiutano a definire la propria identità comunicativa. Le azioni influenzano tuto ciò inevitabilmente e a loro volta sono influenzate in modo duale rispetto alle precedenti. Un’interconnessione: una rete. come tutte le reti, volendo mantenere un livello di organizzazione pressoché egualitario rispetto a tutte le interconnessioni possibili sono finito per lo scontrarmi con i controsensi. Nuovamente. Sono arrivato pure a temere di essere schizzinoso io, quando cercavo di applicare le supposizioni che mano mano prendevano forma nella mia mente. Ho capito che non è di paura. Di c0ntrosensi trattasi. Paradossi: duri, puri, realisticamente astratti, affascinanti quanto vuoi ma comunque paradossi. Ho capito che ora è necessario che la rete inizi a organizzarsi e ad arrangiarsi per i cazzi suoi, mentre io agirò come attrattore strano su di essa. Può pure sembrare una semplificazione olistica della vita: di questo si tratta, non ci sono cazzi. Sono contento poiché le danze non sono finite. Ne passerà ancora di acqua sotto i ponti. Uscirà altra merda dagli occhi. La vita è fenomenale nella sua semplicità. Basta con gli sguardi commossi per l’arredamento, è ora di far pulizia. Indipendentemente dal trend se siamo qui è perché, in un certo senso, abbiamo una missione (almeno a breve termine). Meglio: ci prefissiamo delle missioni per andare avanti. Anche antropologicamente. Cercare risposte, soluzioni. Darsele. Di santa ragione di spirito (possibilmente non solo con quello santo).&#160; L’umanità ha sempre avuto bisogno di problemi da risolvere per progredire e raggiungere nuovi livelli di conoscenza. Il progresso non può e non deve rimanere solo una questione tecnica. L’esistenza è qualcosa che prescinde dai sistemi di riferimento, assi cartesiani se vuoi. Chi se ne frega, tutto è un fine poiché tutto può essere a sua volta un mezzo. Quindi, concentriamoci. </p>
<p>Ora mi concentro bene. E smetto di fumare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Urla]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2009/07/21/maniphesto/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 20:05:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
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<description><![CDATA[«A me,&#160; questo fatto qui mi provoca una tristezza! Ma hai presente?! Ma proprio TRISTEZZA!!» Ur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>«A me,&#160; questo fatto qui mi provoca una tristezza! Ma hai presente?! Ma proprio TRISTEZZA!!»</p>
<p align="right"><em><font size="1"><strong>Urla, Un Amico. Nella Notte</strong></font></em></p>
</blockquote>
<p>Ho presente si, mio caro amico. La questione qui è veramente cruciale. Le relazioni interpersonali tendono sempre più a rarefarsi, a rendersi effimere e quantizzate. Non basta più che una cosa sia spontanea. Anzi, più ci si “sbatte” perché – le cose vadano come devono andare – più si dimostra alla società che si ha il cazzo duro. Che si è capaci di stare al mondo, correggo, che il modo in cui si sta al mondo è socialmente accettato. </p>
<p> <!--more-->
<p>La sola esistenza, la sola influenza sociale (positiva o negativa) è diventata un fatto deprecabile. Lo stare al mondo oramai, per quelli della mia generazione non è più un onesto confronto fatto di pruriti e dialettica sincera; si preferisce articolarsi ed impelagarsi in un tessuto di riferimenti collettivi condivisi e condivisibili. La conoscenza, voglio dire, non deve e non può portare cambiamento alcuno, sarebbe troppo, sarebbe ammettere di essere esseri umani. Non più social-individui. Essa è volta solo all’aumento smodato delle definizioni, nozioni e credenze alle quali tutti si aggrappano poiché è più facile giocare ad essere dei fari nella notte, piuttosto che una comunità di lucciole. E’ triste, sai, dover riconoscere di essere degli outsider. Ogni tanto mi tremano le braccia dal nervoso. Ma ho deciso, sai? piuttosto che finir con l’essere un represso socialmente accettato preferisco che qualcuno ci sbatta il grugno, si confronti con me. Hai presente quella sensazione che si prova quando si ha un irrefrenabile bisogno di menare le mani? Sani e sinceri cazzotti. Frutto solo della rabbia. Le parole possono essere pietre. Ma cosa succede quando per troppo tempo l’otre è stato chiuso e si è riempito? Potremmo assimilarlo a una betoniera piena di pietrisco. Sono stufo, sai, di fare massaggi. Lo sei pure tu. Lo siamo un po’ tutti, ma alcuni preferiscono castrarsi o legarsi un laccio al collo piuttosto che parlare onestamente: confrontarsi. Sostenere delle idee, per alcuni individui, è come fare un salto nel vuoto: lanciarsi in voli kepleriani in una strana galassia. Molti ti risponderanno “io sostengo le mie idee” Punto. Ma non saranno così coraggiosi da ammettere che ciò di cui ti parleranno non sarà frutto di altro che preconcetti e pregiudizi che hanno assimilato e costruito in condivisione con i loro simili. Poco male. Rallegriamoci. Il primo effetto che potremo provocare, sul momento, sarà lo sgomento. Dopo lo sgomento non rimarrà che una decimo di secondo di silenzio. E poi lo scoppio. La repressione, le urla. Un altro modulo richiede la ripetizione di un successivo modulo, simile nella forma ma diverso nei colori. Non so se riesci a capirmi. Non aver paura. Siamo tutti più o meno simili per conformazione e tutti più o meno similarmente seguiamo gli stessi pattern cognitivi. Per quanto ci si sforzi, ma perché sforzarsi? Piuttosto riconosciamo i nostri limiti. Abbaiare al buio non è mai stato nelle intenzioni delle persone come te e come me. Sarebbe più utile se la gente, guardandoci si spaventasse e iniziasse a porsi delle domande. Le stesse che la vita ci ha insegnato a porci. Fin da piccoli. Rallegrati. Nulla è perso. L’efficacia verrà misurata dalla nostra capacità di colpire esaurientemente i punti nodali delle consuetudini della massa.</p>
<blockquote><p>«Il mondo mi fa’ paura, la cumpa è più sicura. Sono tutte <strong>stronzate</strong>.»</p>
<p align="right"><em><font size="1"><strong>Da un diario dell’anno scorso</strong></font></em></p>
</blockquote>
<p>Rido Molto Forte.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zero]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2009/07/08/zero/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:20:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
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<description><![CDATA[Seduto sulle rive del Gange, piedi a mollo nello scarto di una civiltà oramai sovra-stimolata da inu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center"><img src="http://lh4.ggpht.com/_9IWqvoGT7vk/RwuSSDdk5xI/AAAAAAAAAjc/dcUmOKBEats/s576/Varanasi-Sunrise on Gange river.jpg" width="310" height="208" /> </p>
<p>Seduto sulle rive del Gange, piedi a mollo nello scarto di una civiltà oramai sovra-stimolata da inutilità ansiogene. Sorseggio il mio Moscow Mule. Osservo il riverbero del sole sullo specchio dell’acqua. Una sensazione di pace e calma pervade i miei centri nervosi. Il plesso solare entra in uno stato di fluttuazione. siedo ma è come fluttuare in mezzo ai campi verdi di Varanasi. Vibrazioni dolci sulla mia corteccia celebrale. Sempre più a fondo penetrano. Duramadre tu sei dura ma materna. Piamadre, non me la racconti giusta ma ti amo per questo. aracnoide arrampicamento e maglia istintuale. Carichi di stimoli che poi spedisci a forza. Ed eccolo. Il nucleo.</p>
<p> <!--more-->
<p> Su una via di terra battuta, con un bastone procedo. Motorini e ragazzini in bicicletta. Chiassosi. Sorridenti, la vita è un eterno sorriso. Beffandosi di noi ci travia in maniera imprescindibile e a noi occlusa. Un portone. Fogli di carta rimescolatisi al fango s’alzano. Come carta oleata abbandonata al suo destino. Rumore di campane. Calore terreno. Odo voci salmodiare, aldilà, dietro al portone. Raccoglimento personale. Forze, alle braccia. Batto due colpi, a quattro quarti dal mio battito cardiaco. Apre un vecchio coi baffi da gatto. Basso. Magro, indossa un saio nero. Dietro a delle lenti spesse un altro sorriso. Contraccambio con un cenno di sguardi. Mi prende sottobraccio e senza proferir parola mi fa’ entrare in quella che è una casa. Mi sento solo. sperduto. Monaci lavorano le pelli, seccandole col sale. odore marcescente, carni in putrefazione. Perché ciò che termina sa’ di liquor amniotico? Che la vita sia solo una piccola parte dell’esistenza? La risposta sta dentro di te e se c’è è bene ma anche se non ci fosse… il tempo aiuterà lo spirito a collocarsi. Una voce mi chiama. sotto i portici del cortile, ci sediamo. Due sgabelli e una teiera. Vecchia e corrosa dal tempo, da secoli immemori infonde thè di canapa alle coscienze dei viandanti che come me, smarrita la strada, cercano la via del ritorno.Osservo i gesti del vecchi. In una tazza rotta versa questo liquido scuro. e me lo offre. Con un cenno del capo mi fa’ capire che è giunto il momento.</p>
<p>- Non esitare! Bevi… dopo starai meglio.</p>
<p>Con la mano sinistra impugno il manico, con la destra sorreggo la tazza. La avvicino a me. faceva caldo fino a poco fa’. Ora mi sento rinfrescato. Appoggio le labbra e comincio a stillare poco a poco quel liquido. entra nelle mie viscere come fosse idrogeno. Sottile e potente. Sfuggevole ma energico. Raggiunge il mio esofago, lo stomaco. Le mie spalle si rilassano. Socchiudo gli occhi ed osservo la condensa sugli occhiali del vecchio. Dentro il mio corpo una festa di sensazioni. Un’orchestra suona un valzer viennese nelle mie scapole. Una banda di tzigani una plomba nuziale nel mio stomaco. Nei polmoni Vivaldi, e Paganini coi suoi capricci nelle dita dei piedi, passaggi di sesta nei mignoli. In testa solo il rumore delle foglie e degli animali della foresta. </p>
<p>Finisco di bere. Il mio corpo è ora in pace con una mente che non vuole saperne di fermarsi. </p>
<p>Mi presento – Piacere, Vincent Krups. </p>
<p>-Lampa è il mio nome.</p>
<p align="right"><em>continua…</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Com'è la tua autostima?]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/02/17/come-la-tua-autostima/</link>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 08:00:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Com’è la vostra auto-stima? State più che bene con voi stessi? Oppure vi giudicate o criticate spess]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Com’è la vostra auto-stima? State più che bene con voi stessi? Oppure vi giudicate o criticate spess]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AAA Atteggiamento Socratico Cercasi]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2008/04/10/aaa-atteggiamento-socratico-cercasi/</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 19:36:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ebbene si, son giorni che non scrivo più nulla di sensato su questo blog. Bene. neanche questo, prob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ebbene si, son giorni che non scrivo più nulla di sensato su questo blog. Bene. neanche questo, probabilmente è un post sensato, ma andiamo oltre e dichiariamo pure che me ne frega poco di scrivere cose sensate in questo periodo. Dicevo, bene. Non troppo visto che in questi ultimi quattro giorni sono stato costretto in laboratorio, stretto tra altre 83 persone a seguire il corso di Analisi Chimica. E&#8217; una materia che mi piace tanto perché effettivamente ha come radice quella di comprendere le cose: di scomporle, dividerle e coglierne l&#8217;essenza in un certo senso riconoscerle e quindi conoscerle. In fondo anche la radice analýo significa questo.</p>
<p><img class="alignleft" style="float:left;margin-left:4px;margin-right:4px;" src="http://www.utcluj.ro/utcn/civeng/erasmus/socrate.jpg" alt="" width="220" height="230" />Bene, dicevo, bene. Una materia che mi piace, fatta in un certo modo, in una certa condizione. Dopo 5 anni in cui son riuscito a districarmi finalmente nel laboratorio mi ritrovo ad essere incastrato nuovamente; incastrato a forza dal sistema che mi impone di lavorare in condizioni folli, stavo dicendo: ottantatré persone che si ritrovano stipate in un laboratorio probabilmente progettato per 60. Mi manca la mia vecchia scuola, ecco tutto.  Mi manca il silenzio o il sommesso vocio e le battute che si levano ogni tanto tra i banconi, mi manca la mitica Marina, sempre pronta a trovare i sali e i solventi dai nomi più strani. Mi manca quell&#8217;espressione che si creava ogni volta sui volti dei miei compagni di squadra (si, alla fine a lavorare insieme si diventa una squadra) ogni qualvolta si approcciavano a una nuova tecnica, metodo o ogni volta che scoprivano qualcosa di nuovo ed inaspettato. In università c&#8217;è quest&#8217;aria da secchionismo e saputellismo che ci son momenti che vorrei mollare tutto, correre via urlando che in fondo Socrate aveva ragione. L&#8217;atteggiamento socratico non è sbagliato. In fondo rispetto alla conoscenza bisogna sempre porsi ad un gradino più basso, altrimenti si sarà sempre insoddisfatti. La mia generazione è piena di individui che propugnerebbero l&#8217;individualismo sopra ogni attività sociale, fatta salva la propria responsabilità sempre scaricata sul prossimo. E&#8217; facile così. Ok.</p>
<p>In fondo in questi quattro giorni ho rivisto tecniche già usate fino alla nausea già nei tre anni scorsi, non mi è spiaciuto: ho rivisto con piacere i miei vecchi appunti e annotazioni sui miei vecchi quaderni di laboratorio<br />
, sporchi di acidi, coloranti, sali, basi, polimeri e inchiostri sbavati. In fondo l&#8217;essere perito chimico non mi autorizza ad essere al di sopra del compito che sto svolgendo solo perché lo svolgo in ambito<br />
chimico-universitario. Sicuramente avrei potuto dominare di più la situazione impartendo ordini a destra e a manca agli ignari liceali ma non mi sembrava giusto. Preferisco osservarli e dare consigli, ovviamente non mi aspetto dei grazie ma non voglio esser guardato con sospetto solo perché conosco trucchi e sono pratico di certi meccanismi. Certe occhiatacce su certe facce mi fan venir voglia di star zitto e metter radici nella mia postazione: fregarmene di tutto e di tutti limitandomi ad eseguire le mie analisi incurante delle richieste di quelli che in un ambiente normale potrebbero esser definiti come animali sociali. La scienza praticata in questo modo porta ad estremizzare i propri comportamenti, provoca celopiùlunghismi inutili e controproducenti. Invece ce sfruttare la sinergia di più persone che lavorano &#8220;in tandem&#8221; ci si ritrova a lavorare su dei trampoli dove se tutto va bene, se non ci sono buce e nessuno ti fa&#8217; uno sgambetto puoi permetterti di camminare a vista.</p>
<p>L&#8217;università da questo punto di vista non aiuta per niente: solo 64 ore di laboratorio in quasi 9 mesi di studio. Niente a che vedere con la vita di laboratorio. Io l&#8217;ho detto alla docente di Chimica Analitica e lei si è scusata spiegandomi che in fondo anche lei è costretta per via dei finanziamenti sempre più bassi a ridurre drasticamente le ore di laboratorio. Si è scusata e mi ha pure detto che le dispiace. Le ho risposto di non dispiacersi per me ma per il sistema ed i danni che può provocare. E&#8217; ammutolita e si è rattristata. La capisco.</p>
<p>Anche per me questa è una settimana buia. Talmente buia che neanche il quinto anno di ITIS dove avevo sei ore di fila di laboratorio mi stancavo così tanto (anche lavorando con tecniche e su sitemi più complessi di quelli che sto affrontando adesso).</p>
<p>Domani è un altro giorno, l&#8217;ultimo, poi Lunedì l&#8217;esame pratico. Il laboratorio finisce per poi riprendere tra un mese e mezzo. Stessi ritmi stessi tempi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Princess dies under my desk]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2008/01/10/princess-dies-under-my-desk/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 18:42:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
<guid>http://halftone.wordpress.com/2008/01/10/princess-dies-under-my-desk/</guid>
<description><![CDATA[Ogni tanto può capitare di avere qualche dubbio o questione che ti tormenta le ore del giorno. Non p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ogni tanto può capitare di avere qualche dubbio o questione che ti tormenta le ore del giorno. Non parlo dei<img src="http://tn3-1.deviantart.com/fs11/300W/i/2006/254/0/f/theres_a_monster_under_my_desk_by_MinaAlucard.jpg" align="right" height="222" hspace="8" width="166" /> problemi di tutti i giorni, le crisi quotidiane, le tipiche piccole-cazzate-che-diventano-gravi che contraddistinguono la mygeneration-lostonmyspace (la mia e tutte le altre&#8230;).</p>
<p>Sono piccole questioni che ti capita di affrontare quando sei a tavola, a casa tua o a casa di amici, al cesso al telefono con conoscenti e discuti di quello che succede ne mondo.</p>
<p>Sono situazioni che si creano quando per esempio torni da un viaggio, magari sei stato in un posto sconnesso dai mass media, e riaccendi dopo tempo la tv.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Urlano che il petrolio tocca i cento dollari al barile e per un attimo sudi freddo e ti arrabbi. Dopo poco la rabbia scema vuoi perché sei piccolo, vuoi perché non conti una mazza in questi argomenti e ti tocca subirli passivamente. In fondo se stanco e vuoi solo andare a dormire. Poi, come le digestioni pesanti, hai un riflusso inaspettato quando meno te lo aspetti e mentre stai parlando con una delle tante persone con cui parli abitualmente da tempo, di uno dei tanti argomenti che si trattano abitualmente&#8230; ecco, dicevo&#8230; mentre sei in un punto qualsiasi dei luoghi in cui passi il tempo ecco il sapore di un vecchio pranzo pesante: un pasto che non hai avuto i tempo di digerire ne assaporare perché hai staccato i sensi e sei andato a dormire. Perdonatemi la metafora cervellotica ma in questo momento non me la sento di elaborare bene questi concetti; è inutile perché sarebbe una inutile perdita di tempo.</p>
<p><img src="http://halftone.wordpress.com/files/2008/01/albero.jpg" alt="Albero" align="left" hspace="8" />Diciamo che in quel momento ti trovi seduto in un parco nel centro di Milano e scherzi allegramente con le persone intorno a te e piano piano i discorsi virano sull&#8217;attualità e la &#8220;crisi petrolifera imminente&#8221;, sei fregato. il rutto/riflusso assassino ha appena colpito a tradimento. Si inizia a discutere di alternative, energie alternative. Senti frasi tipo &#8220;L&#8217;idrogeno è pulito!&#8221;, &#8220;L&#8217;idrogeno potrebbe essere rischioso ma si stanno facendo passi da gigante&#8221;, &#8220;L&#8217;idrogeno&#8230; blah&#8230; blah&#8230; blah&#8230; eviterà le emissioni di anidride carbonica e addio effetto serra&#8221;, &#8220;Con l&#8217;idrogeno addio ecopass&#8230;&#8221; e non sai che dire. Tu, cioè io, da chimico non sai cosa rispondere.</p>
<p>Nel vorticare di queste frasi entusiastiche non hai voglia di rovinare i sogni di gloria a nessuno e quindi ti limiti ad assorbire e piano piano assumi una espressione perplessa. Ti chiedono cosa ne pensi, cosa sai in proposito. Rimani vago. Rispondi che c&#8217;è ancora molto lavoro da fare e che al limite la CO2 non viene eliminata comunque.</p>
<p>L&#8217;ultima frase lascia perplesso/sbigottito l&#8217;uditorio. Allora ti dilunghi e tergiversi un attimo per spiegare che di idrogeno libero in natura ne esiste veramente poco e per questo è necessario partire ancora una volta dai derivati del petrolio o dai gas naturali. Qualcuno azzarda e ti propone l&#8217;elettrolisi. A questo punto sorridi e gli rispondi che l&#8217;elettrolisi ha bisogno di corrente elettrica e che essa viene prodotta rilasciando biossido di carbonio nell&#8217;aria e che quindi il processo non funziona.</p>
<p>Hai parlato troppo e la gente ci è rimasta un po secca.</p>
<p>Poco male: si cambia discorso.</p>
<p>La pulce nell&#8217;orecchio però ti è rimasta. Devi cercare di capire dove sta l&#8217;inghippo e allora, come tutti i giorni, vai in università.</p>
<p>Passa una giornata nella quale scopri che oltre che per l&#8217;acqua esiste anche un ciclo per lo zolfo, l&#8217;azoto, il fosforo e l&#8217;ammoniaca.  Notevole. Notevole veramente perché, numeri alla mano, è chiaro che l&#8217;uomo non solo se ne frega del mondo in cui vive ma cerca di entrare in competizione con la natura stessa. Che il pianeta Terra inizi a starci stretto è abbastanza noto, ora pure in estremo oriente vogliono raggiungere gli standard occidentali. Decidi che è inutile incazzarsi, irrigidirsi iniziando a sputare bile come tipicamente fanno molti ambientalisti di greenpeace e devi chiedere, parlarne a qualcuno. E&#8217; inutile diventare paranoici, la vita è breve e quindi goditela&#8230; poi se sempre meno persone in futuro potranno godersela non è un problema&#8230; in fondo al massimo ti reincarnerai in un sasso.</p>
<p>Sai che in università è pieno di scienziati, di chimici, di gente che ne sa&#8217; a pacchi.</p>
<p>Dopo lezione vai a mangiare un panino ottimo e gustoso, hai la pancia piena e quindi sei deciso ad andare a disturbare l&#8217;esistenza al primo &#8220;eminentissimo-chiarissimo-baronissimo&#8221; che conosci. Insomma, si proprio al tuo professore che magari è pure un ricercatore affermato.</p>
<p>Vai spedito al suo ufficio e ti avvicini. Aguzzi un momento l&#8217;udito visto che la porta è aperta. &#8220;2,8 millilitri al minuto&#8221; una voce femminile, suadente e sensuale, &#8220;si, ho capito&#8230; vediamo come possiamo sistemarlo&#8230;&#8221; risponde in tono basso quella che ssai essere la voce del tuo professore. Vabbè, bussi e aspetti che ti dicano &#8220;avanti&#8230;&#8221; ma nessuna risposta. Devo aver interrotto un consesso di illustrissimi indiani.</p>
<p>Aspetto ancora un attimo e poi mi decido ad entrare.</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://halftone.wordpress.com/files/2008/01/2412c5f801caa195872a60fbc73d163f.jpeg" alt="Glasses" height="78" width="191" /></div>
<p>Una graziosa ricercatrice con una proverbiale gonna floreale, un pullover e una camicetta semiaperta mi sorride. Mentre è seduta sull&#8217;angolo della scrivania, con le gambe accavallate e rivolte verso la sedia del &#8220;chiarissimo professore&#8221; e si riallaccia l&#8217;ultimo bottoncino della camicetta; rimettendosi degli occhiali che denotano una carenza diottrica di almeno venti diotrie per bulbo abbozza un &#8220;buongiorno&#8221;.</p>
<p>Nella tua testa c&#8217;è un omino tipo baronetto inglese con monocolo che urla e dice -SANGUEEEEEEEEEEEEEFREEEEEEEEEEEEDDDOOOOOOOOOOOOOO SIIIIIIIIIIR!!!&#8221;- mentre come sottofondo musicale senti il ritornello modificato di &#8220;New Dress&#8221; che più o meno fa&#8217; così &#8220;Princess dies sucking under his desk&#8221;.</p>
<p>Un attimo di stordimento e poi riprendi il controllo delle mie fauci. Ti presenti e ti scusi dell&#8217;eventualità di aver interrotto qualcosa di pregnante. Comunichi che sei li essenzialmente li per avere delle informazioni in merito allo svolgimento degli esami orali e degli scritti e poi che vuoi discutere di alcuni dubbi inerenti l&#8217;idrogeno.</p>
<p>A quel punto l&#8217;eminente geniaccio mentre finge di arrovellarsi tra le sue scartoffie ti risponde, sgranando gli occhi da dietro le sue lenti da vista (meno proverbiali di quelle della ragazza), &#8220;AAaah! Mi spiace ma sono molto occupato Ora.&#8221; Concitati movimenti di fogli &#8220;Come può vedere sono sommerso di cose da fare&#8221;.</p>
<p>Nella tua testa bacata stai ridendo, di gusto: sembra di essere in un film degli anni sessanta. Anzi no. Il medico Maceti e Brut non posizionabile, si proprio come in &#8220;Intralci&#8221;:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3UHPHMrbErU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3UHPHMrbErU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Ti accordi per un appuntamento. Due ore dopo.</p>
<p>A casa mangi e studi, ti inventi delle domande semplici che richiedano risposte semplici.</p>
<p><img src="http://halftone.wordpress.com/files/2008/01/albero-generativo.jpg" alt="Albero generativo, un albero con elettrodomestici al posto delle foglie…" align="left" height="196" hspace="8" width="150" />Torni e l&#8217;atmosfera è meno tesa di prima. All&#8217;inizio spende cinque minuti a riordinare un attimo la scrivania che manco un tornado&#8230; ma si sà&#8230; le persone geniali spesso sono disordinate.</p>
<p>Scopri che alla fine il suo esame, nonostante sia di 12 crediti non è nulla di trascendentale e che, in fondo, non è una materia che dia molti problemi.</p>
<p>Poi si va&#8217; al sodo.</p>
<p>Snoccioli i tuoi dubbi in merito all&#8217;idrogeno: &#8220;E&#8217; una tecnologia pulita?&#8221; Ti risponde che a tutti gli effetti esiste un effetto serra dovuto all&#8217;acqua ma è meno limitato rispetto a quello provocato dalla CO2. Allora provi a buttarla sull&#8217;impatto ambientale che potrebbe avere un parco auto tipo quello di Milano che emette vapore acqueo e lui snocciola un paio di calcoli che ti dimostrano come in rapporto al volume di aria sulla superficie della città rispetto alla quantità di acqua prodotta dalla reazione di combustione sia molto minore che quella prodotta dalla combustione di benzine e diesel. Poi dice che l&#8217;unico vero grosso problema ambientale è la deforestazione dei polmoni verdi che producono ossigeno. Alla fine della fiera ne esce che l&#8217;idrogeno è una buona tecnologia e può essere anche sicura ma l&#8217;unica problematica è la deforestazione che in realtà non fa&#8217; altro che ridurre la quantità di ossigeno disponibile.</p>
<p>Sei contento, i problemi sono stati ridimensionati.</p>
<p>In fondo<br />
la vita bisogna godersela fino in fondo. Se poi riusciamo anche a limitare i problemi che causiamo solo perché la nostra società ha sempre considerato la natura al suo servizio, beh&#8230; avremo migliorato la nostra esistenza ed avremo fatto un favore ai nostri figli.</p>
<p>La vita bisogna godersela.</p>
<p>Il mio prof. è d&#8217;accordo.</p>
<p>E io lo quoto in toto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mio futuro è la canna del gas?]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2007/11/03/gioventu-alla-canna-del-gas/</link>
<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 22:53:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; Quando aboliranno lo scalone per noi giovani? Quando investiranno dieci miliardi di Euro tra ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center">&#160;</p>
<p align="center">Quando aboliranno lo scalone per noi giovani?</p>
<p align="center">Quando investiranno dieci miliardi di Euro tra asili nido, scuola e ricerca?</p>
<p align="center">Avrò un lavoro degno di questo nome?</p>
<p align="center">Che futuro mi aspetta?</p>
<p align="center">Potrò costruirmi una famiglia?</p>
<p align="center"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ae-ZuV04Dk0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ae-ZuV04Dk0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center">Quando?</p>
<p align="center">E&#8230;intanto i dieci miliardi se ne vanno se ne vanno per lo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/06/pensioni-minime.shtml?uuid=4d057390-1b06-11dc-becd-00000e251029&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">scalone</a>.</p>
<p align="center"><!--more--><strong><br />
&#8220;Ma voi vecchi politicanti / non avete dei nipoti?</strong></p>
<p align="center"><strong> Ma voi vecchi politicanti / avete cuore solo per i vostri soldi?&#8221;</strong></p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="right"><em>Ci sono mattine che mi sveglio / Guardo chi amo / Guardo la città / Guardo il cielo / Le persone / Mi sento felice.<br />
Ci sono mattine / Invece / Che mi ricordo / Io vivo in Italia.<br />
Vorrei fuggire ma / Non posso.</em></p>
<p><em>Allora mi domando:</em></p>
<p><em>&#8220;Meglio la canna del gas oggi o un deretano sfondato tra cinque anni?&#8221;</em></p>
<p><em>La risposta è sempre quella:</em></p>
<p><em>&#8220;Tieni duro perchè appena potrai scapperai da questo paese&#8221;</em></p>
<p><em>Intanto però / Campa cavallo! </em></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p align="right"><em>E stacco / Il Cervello</em>.</p>
<p align="left">&#160;</p>
<p align="left">P.S.: 10.000.000.000 € = 19.362.700.000.000.000 Lire</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Senza Parole]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2007/09/03/senza-parole/</link>
<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 20:14:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutti a parlare di competitività, riempirsi la bocca con parole vuote. Si dimenticano di chi li arri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img src="http://halftone.wordpress.com/files/2007/09/loccidente-e-cieco.jpeg" alt="L’occidente è cieco" height="306" width="441" /></p>
<p style="text-align:center;">Tutti a parlare di competitività, riempirsi la bocca con parole vuote.</p>
<p style="text-align:center;">Si dimenticano di chi li arricchisce.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Avere un sito e altri dubbi esistenziali/1]]></title>
<link>http://halftone.wordpress.com/2007/01/28/avere-un-sito-e-altri-dubbi-esistenziali1/</link>
<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 17:10:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>experiment101</dc:creator>
<guid>http://halftone.wordpress.com/2007/01/28/avere-un-sito-e-altri-dubbi-esistenziali1/</guid>
<description><![CDATA[Non che lo sia veramente, ma lo sta diventando.Io ho un sito che dovrei aggiornare , dovei rifare la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non che lo sia veramente, ma lo sta diventando.<br />Io ho un sito che dovrei aggiornare , dovei rifare la grafica, dovrei rifare gli archivi, dovrei, dovrei&#8230;<br />Vorrei avere un bel sito ma non ho idee per migliorarlo. Nel frattempo scrivo qui e vedo quel che succede. Vorrei avere più visibilità per i miei siti ma mi rompo le palle ad iscrivermi alle comunità di siti web.<br />Qualcuno ha qualche idea?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
