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	<title>espulsioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/espulsioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "espulsioni"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 19:53:42 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[MO BASTA! Manifestazione contro sfratti e sgomberi]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/30/mo-basta-manifestazione-contro-sfratti-e-sgomberi/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:23:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alemanno sfratta e sgombera? Mo basta! La città è di chi la abita Lo sgombero militare dell&#8217;Ho]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>Alemanno sfratta e sgombera? Mo basta!<br />
La città è di chi la abita</strong></p>
<p style="text-align:left;">Lo sgombero militare dell&#8217;Horus Liberato di piazza Sempione, avvenuto lo scorso 19 novembre, è solo l&#8217;ultima tappa dell&#8217;offensiva contro i diritti e le libertà promossa dalla giunta di destra negli ultimi mesi. Il Campidoglio pensa di gestire la crisi economica colpendo quel pezzo di società che si organizza nei territori per difendere il diritto alla casa, liberare spazi dalla speculazione, rivendicare un reddito garantito contro la precarietà, costruire accoglienza e inclusione sociale. <a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/n181951577966_3186.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4067" title="n181951577966_3186" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/n181951577966_3186.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a><br />
Nella capitale degli sfratti e dell&#8217;emergenza abitativa, sono i movimenti per il diritto all&#8217;abitare ad offrire le uniche risposte a sostegno dei senza casa, degli inquilini, dei precari.<br />
Nella capitale della speculazione e dei tagli alla cultura, alla scuola, all’università, sono i centri sociali, le reti studentesche e le associazioni di base che, attraverso l&#8217;autogestione, danno spazio a nuove forme di welfare, servizi di mutuo aiuto, sport popolare, formazione e soprattutto a un ricco tessuto di produzioni culturali indipendenti.<br />
Nella capitale delle espulsioni, sono le reti antirazziste e dei migranti che organizzano l&#8217;accoglienza difendendo quei diritti di cittadinanza violati dal pacchetto sicurezza.</p>
<p style="text-align:left;">Per queste ragioni scegliamo la giornata della mobilitazione nazionale contro gli sfratti per promuovere una manifestazione cittadina che dice no a questa strategia di paura, per difendere le occupazioni e sostenere la battaglia per garantire un nuovo spazio all’Horus, per aprire una nuova stagione di lotte e vertenze per il recupero degli spazi abbandonati, per la cultura, per un nuovo welfare dal basso.<br />
Partiremo da piazza Vittorio, cuore della città multiculturale, e arriveremo davanti alla prefettura. Vogliamo incontrare il prefetto Pecoraro per richiedere la fine della politica degli sgomberi, il blocco generalizzato degli sfratti e la riapertura di un confronto sull’emergenza abitativa e sulla tutela degli spazi sottratti alla speculazione.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">VENERDI’ 4 DICEMBRE, ore 16,00 piazza Vittorio<br />
MANIFESTAZIONE CITTADINA<br />
Centri sociali e movimenti per il diritto all&#8217;abitare</span></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong><span style="color:#ff0000;">ore 11 del 4 Dicembre: OCCUPATO POCO FA UN PALAZZO DEL C.N.R. IN VIA DEL POLICLINICO 137 DAL COORDINAMENTO DI LOTTA PER LA CASA. L&#8217;OCCUPAZIONE PERMANENTE E&#8217; ANCHE IN RISPOSTA A QUELLO CHE STA AVVENENDO AL VITTORIO OCCUPATO QUESTA MATTINA.<br />
PER AVERE AGGIORNAMENTI ASCOLTATE <a href="http://ondarossa.info">RADIO ONDA ROSSA<br />
</a>CI SI VEDE TUTT@ IN PIAZZA OGGI! </span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2009-11-25 ROMA PRESIDIO C.I.E. PONTE GALERIA NOI NON SIAMO COMPLICI - OSSERVATORIO ITALIA]]></title>
<link>http://osservatorioitalia.wordpress.com/2009/11/26/2009-11-25-roma-presidio-c-i-e-ponte-galeria-noi-non-siamo-complici/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 12:37:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>osservatorioitalia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; © MARCO CARLI / OSSERVATORIO ITALIA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/aygZifmDoC4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/aygZifmDoC4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#160;</p>
<p>© MARCO CARLI / OSSERVATORIO ITALIA</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Volantinaggio al San Camillo: contro i CIE, contro tutte le gabbie, in solidarietà con FAID]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/19/volantinaggio-al-san-camillo-contro-i-cie-contro-tutte-le-guardie-in-solidarieta-con-faid/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:58:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[LO STATO UCCIDE: NEI CIE, NELLE GALERE, NELLE QUESTURE I suoi servi negano, insabbiano, nascondono  ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>LO STATO UCCIDE: NEI CIE, NELLE GALERE, NELLE QUESTURE<br />
</strong>I suoi servi negano, insabbiano, nascondono</p>
<p> <a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/6170_1121577172088_1606848852_285032_1665398_n.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3964" title="6170_1121577172088_1606848852_285032_1665398_n" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/6170_1121577172088_1606848852_285032_1665398_n.jpg" alt="" width="483" height="362" /></a>C&#8217;è tensione nel CIE di Ponte Galeria. Da quando i reclusi non hanno più notizie di un loro compagno, di nome FAID, che nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 novembre è stato portato all&#8217;ospedale per problemi cardiovascolari. Sembra che l&#8217;uomo lamentasse dolori da giorni e che dopo l&#8217;ennesima richiesta di soccorso l&#8217;abbiamo ricoverato all&#8217;ospedale S.Camillo. Già da domenica si era diffusa dentro al CIE la voce che FAID fosse morto ancor prima di arrivare all&#8217;ospedale, notizia che era stata confermata anche da un avvocato in contatto con due reclusi, mentre la Croce Rossa, davanti alle domande dei solidali e dei reclusi, ha continuato a negare tutto, come al solito, rifiutandosi di fornire informazioni sulle sue condizioni di salute e sul motivo del suo ricovero.</p>
<p> All’alba di domenica 15 novembre, invece, un altro recluso tunisino, di nome MOHAMED BACHIR, è stato ricoverato all&#8217;ospedale Forlanini perché probabilmente affetto da influenza A. E&#8217; quanto hanno ipotizzato i reclusi ascoltando i crocerossini che l&#8217;hanno prelevato e che infatti indossavano mascherine su viso e naso. La cosa ha ovviamente diffuso il panico tra i reclusi all&#8217;interno del centro, che sono rimasti a contatto per giorni con il virus, al freddo, in spazi angusti e senza alcuna precauzione.<br />
A Ponte Galeria infatti dall&#8217;inizio dell&#8217;inverno non funziona il riscaldamento e l&#8217;acqua calda sembra sia tornata in funzione solo da qualche giorno.<br />
Solo oggi, martedì 17 novembre, apprendiamo che FAID è ancora ricoverato in ospedale in seguito a un&#8217;ischemia cerebrale e che fortunatamente, a quanto pare, non sarebbe in pericolo di vita, mentre BACHIR è riuscito a scappare dall&#8217;ospedale, ma non ci è dato sapere se sia davvero affetto da influenza A, né se vi sia un reale rischio di contagio all&#8217;interno del centro.<br />
Tutto questo non fa altro che mettere nuovamente in risalto la complicità dei crocerossini nella gestione di questi lager e nello stendere un velo d&#8217;omertà e di silenzio su quanto succede al loro interno. Insabbiare e negare &#8211; che si tratti di torture, stupri o violenze &#8211; è quanto fanno la Croce Rossa e chi gestisce questi centri, complici di militari, governi e servi al loro seguito. Diffondere paura &#8211; dell&#8217;immigrato, del diverso, dell&#8217;emarginato &#8211; e sventolare il mito della sicurezza è quanto fa lo Stato per legittimare questi lager. La loro panacea è sempre la stessa: <em><strong>repressione e reclusione.</strong></em></p>
<p> Così, per il silenzio che si stende sulla situazione di FAID e di BACHIR, per protestare contro le condizioni che si vivono in questi lager e contro il prolungamento a sei mesi della detenzione, buona parte dei reclusi della sezione maschile domenica scorsa è entrata in sciopero della fame. Anche se da ieri sera lo sciopero è stato sospeso, da dentro ci chiedono di mobilitarci dall&#8217;esterno, visto che loro la lotta la stanno già portando avanti, come ogni giorno, per la libertà.<br />
Per questi motivi l&#8217;assemblea cittadina che si è tenuta mercoledì 18 novembre all&#8217;Ex Snia ha deciso di lanciare una mobilitazione di fronte all&#8217;ingresso principale dell&#8217;ospedale Forlanini,(p.zza Carlo Forlanini), per venerdì 20 novembre alle ore 17.00, per un volantinaggio in solidarietà con Faid.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Libertà per tutte e tutti<br />
Contro tutte le gabbie<br />
Chiudere i lager di stato, chiudere i CIE!<br />
Nella tua città c&#8217;è un lager!<br />
Chiudiamo il CIE di Ponte Galeria!</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Contro l'espulsione etnica di massa dei Rom romeni di Cosenza.]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/06/861/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:36:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;Associazione culturale multietnica &#8220;La Kasbah&#8221; di Cosenza affronta con molto cor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;Associazione culturale multietnica &#8220;La Kasbah&#8221; di Cosenza affronta con molto cor]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IMMIGRATI: VATICANO, DIFFICILI VISITE IN CIE O PRIGIONI ]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/03/immigrati-vaticano-difficili-visite-in-cie-o-prigioni/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:18:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tra le questioni che piu&#8217; preoccupano il Vaticano sul versante del contrasto all&#8217;immigra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> Tra le questioni che piu&#8217; preoccupano il Vaticano sul versante del contrasto all&#8217;immigrazione clandestina e&#8217; quello dell&#8217;accesso a prigioni o Centri di detenzione anche da parte dei sacerdoti. A farne cenno e&#8217; stato stamane il segretario del Pontificio Consiglio dei migranti e itineranti, mons. Agostino Marchetto nel corso di una conferenza stampa di presentazione dei lavori del prossimo Congresso mondiale della pastorale dei migranti che si svolgera&#8217; in Vaticano dal 9 al 12 novembre prossimi. Marchetto ha posto le prigioni e i Cie e, piu&#8217; in generale i &#8221;campi dove avvengono le identificazioni e le espulsioni&#8221;, come luoghi dove la Chiesa si sente piu&#8217; impegnata nel suo apostolato lamentando, pero&#8217;, che oggi &#8221;e&#8217; molto difficile farlo&#8221; e chiedendo alle autorita&#8217; statali che &#8216;&#8217;si lasci la possibilita&#8217; ai pastori di visitare questi luoghi&#8221;. Non e&#8217; un caso che proprio al tema della cura pastorale &#8221; dei migranti e rifugiati in carcere e nei campi di detenzione&#8221; verra&#8217; dedicata una apposita sessione di lavori del convegno. Dal canto suo, il presidente dell&#8217;organismo vaticano che si occupa di immigrazione, mons. Antonio Maria Veglio&#8217; ha notato come ancora il mondo, anche affrontando temi come quello delle migrazioni, e&#8217; ben lontano dall&#8217;aver creato &#8221;l&#8217;agognato ordine sociale giusto e umano&#8221; mentre si e&#8217; ancora &#8221;prigionieri dell&#8217;incubo della guerra, nelle sue diverse forme, della fame, della stagnazione economica, delle varie minacce alla salute e alla liberta&#8221;&#8217;. Questo mentre &#8221;la globalizzazione ha creato un nuovo mercato del lavoro e di conseguenza ha spinto molti ad emigrare, anche per fuggire da poverta&#8217;, miseria, catastrofi naturali e conflitti locali ed internazionali&#8221;. La Chiesa, ha concluso mons. Viglio&#8217;, &#8221;e&#8217; vicina ai migranti, specialmente alle vittime del traffico degli esseri umani, ai rifugiati, ai richiedenti asilo e alle persone che soffrono i drammi della mobilita&#8221;&#8217;. Una Chiesa che &#8221;e&#8217; chiamata a difendere la loro causa nei diversi contesti, anche collaborando a promuovere adeguate normative, a livello locale e internazionale, che favoriscano la buona integrazione&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Due espulsioni illegali e arbitrarie]]></title>
<link>http://moriredicantiere.wordpress.com/2009/10/31/due-espulsioni-illegali-e-arbitrarie/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 12:12:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>moriredicantiere</dc:creator>
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<description><![CDATA[DUE ESPULSIONI ILLEGALI E ARBITRARIE 13 IMPUTATI X 36 CAPI DI IMPUTAZIONE Agosto del 2003. È in esse]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>DUE ESPULSIONI ILLEGALI E ARBITRARIE<br />
13 IMPUTATI X 36 CAPI DI IMPUTAZIONE</strong></p>
<p>Agosto del 2003. È in essere la sanatoria Bossi-Fini, la più grande che il nostro paese ricordi in tema di immigrazione. Dopo quella i migranti irregolari hanno dovuto attendere che Berlusconi tornasse nuovamente al potere per poter tentare di sanare la propria posizione in italia.<br />
Mercoledi 13 di quell&#8217;Agosto, noi, i referenti dello sportello invisibili di Monfalcone seguiamo con attenzione le ultime convocazioni presso la Prefettura di Gorizia che formalizzano l´avvenuta regolarizzazione di alcuni lavoratori migranti.</p>
<p>Quella mattina accompagniamo due ragazzi bengalesi, assieme al rappresentante della allora neonata associazione dei bengalesi di monfalcone; nell´atrio della prefettura attende anche il loro datore di lavoro, colui che materialmente ha inoltrato la domanda di sanatoria.</p>
<p>Il funzionario della Questura che segue i colloqui rimane sorpreso della nostra presenza, forse anche un po´ indispettito. Intanto, un connazionale dei due bengalesi che si offre come interprete non viene fatto entrare. Nell&#8217;aria c&#8217;è qualcosa di strano.. qualcosa non va. Due volanti arrivano nel giardino della prefettura, i poliziotti scendono e si accendono una sigaretta, aspettano. Qualcosa non va, la sensazione è tangibile, sulla pelle.</p>
<p>Dopo pochi minuti esce dalla stanza chiusa il datore di lavoro, ha una faccia strana, si lamenta con noi, dice &#8220;&#8230;ma se finiva così perché mi hanno convocato&#8230;&#8221; è arrabbiato e se ne va. I due ragazzi, invece, non escono.<br />
Altri lunghi minuti passano, esce il funzionario della Questura a cui chiediamo spiegazioni. Lui ci tiene ad informarci di non essere tenuto a dirci nulla. Dietro la nostra insistenza gli scappa una frase: &#8220;&#8230;c´è un espulsione, non possono essere sanati&#8230;&#8221;. Grazie di dircelo ora, rispondiamo noi: possiamo fargli firmare una nomina ad un legale, facciamo ricorso, dategli i 5 giorni di tempo.&#8221;Non posso&#8221;, risponde il funzionario, &#8220;li hanno già portati in caserma.. gli prenderanno le<br />
impronte, formalizzano la cosa e li spediscono&#8230;.&#8221;.</p>
<p>I nostri sguardi parlano chiaro: siamo incazzati, incazzati oltre ogni limite. A parte questo, non sappiamo bene cosa fare.</p>
<p>Per prima cosa ci attacchiamo al telefono, chiamiamo avvocati, chiamiamo dei politici, consiglieri comunali, consiglieri Regionali, cerchiamo di bloccare qualcosa che ha tutta l´aria di un trabocchetto messo in piedi per compiere un ingiustizia, espellere due lavoratori che non hanno fatto nessun reato: erano semplicemente &#8220;clandestini&#8221;.</p>
<p>Arriviamo davanti alla caserma Massarelli a ridosso del confine con la Slovenia, dove i due sono detenuti. Chiediamo di incontrarli per spiegare loro cosa sta succedendo e fargli firmare una nomina. Il personale di polizia ci ignora: non sono tenuti a farceli vedere.<br />
All 10 del mattino del 13 agosto 2003 comincia fare caldo.<br />
Troviamo un legale disponibile a fare ricorso, ma senza la nomina è impossibile.</p>
<p>Intanto sul piazzale della casa rossa arrivano i politici, arrivano diverse macchine di bengalesi, parenti e amici dei due, arriva il responsabile dell´Alef CGIL che cerca di far ragionare i funzionari di Polizia.<br />
Infine arriva la DIGOS.</p>
<p>Il dirigente della DIGOS fa da mediatore, il piazzale della caserma inizia a riempirsi, per calmare gli animi si organizza un incontro dentro la caserma: non possiamo incontrare i due lavoratori, ma ci assicurano che contatteranno il dirigente competente. La carica più alta presente in quel giorno a Gorizia è il vicario del Prefetto Squarcina, cioè colui che ha firmato il nuovo decreto di espulsione con accompagnamento alla frontiera. Provvedimento che in seguito verrà dichiarato incostituzionale dalla Corte competente.</p>
<p>Viene contattato il vicario, oggi prefetto a Trento: non vuole tornare sui suoi passi. L&#8217;auto ed il personale sono già pronti: i due devono essere portati via, non si sa dove, se in aeroporto o in un CPT: non sappiamo nulla.</p>
<p>Intanto il piazzale della caserma si è riempito, molti sono concittadini dei due bengalesi, parenti e amici, ci sono i politici, ci sono i movimenti antirazzisti, è passato mezzogiorno comincia a fare davvero molto caldo.</p>
<p>Il personale di polizia. comincia ad innervosirsi, vogliono concludere, vogliono togliersi questo impiccio, devono far uscire i due dalla caserma.</p>
<p>Ma davanti all´unico ingresso della caserma ci sono almeno 100 persone, la DIGOS continua la mediazione, la tensione è alta, si continua a trattare.</p>
<p>Le auto di servizio escono ed entrano dalla caserma: ogni volta le auto vengono bloccate dalla folla, controllate. I due non ci sono, la folla si sposta, li fa passare.</p>
<p>Il clima è sempre più teso, il vicario Squarcina è stato contattato dai legali, dai politici da chiunque, si tenta di farlo ragionare, di spiegargli che sta avvenendo una palese ingiustizia, che tutto questo è arbitrario, illegale. Squarcina spegne il telefono, se ne frega: è il 13 di agosto, fa caldo e non ha voglia di discutere.</p>
<p>Davanti alla caserma ci sono slogan, rabbia, qualcuno si sdraia per terra per non far passare le auto, viene sollevato e strattonato, si sfiora lo scontro.</p>
<p>Intorno alle 16.30 torniamo alla carica, componiamo una delegazione e richiediamo al dirigente DIGOS di poter incontrare i due e fargli firmare la nomina: il funzionario ci guarda e dice&#8221;&#8230; ormai è impossibile i due sono già in viaggio&#8230;&#8221;. Impossibile, rispondiamo: in nessuna macchina di servizio abbiamo visto uscire i due bengalesi. Per<br />
forza, aggiunge lui: erano sul furgone.</p>
<p>In effetti è passato un furgone bianco, chiuso, senza finestre o prese d´aria. Rimaniamo allibiti, appena la notizia si diffonde la rabbia e la frustrazione si materializzano nei gesti; esce il personale in assetto antisommossa, ci sono diversi contatti tra loro e le persone radunate la fuori. La rabbia è così forte che il reparto celere è costretto a rientrare nella caserma: la situazione è caotica, si urla, si inveisce contro chi è responsabile di questa porcheria, i parenti e gli amici piangono, i politici si indignano.</p>
<p>Ci spostiamo verso la Prefettura e manifestiamo: sono le 18, siamo rimasti tutto il giorno a Gorizia, facendo la spola tra Prefettura, Questura e caserma Massarelli e non siamo riusciti a fermare questa ingiustizia, non sappiamo nemmeno dove siano i due ragazzi, non sappiamo come stanno e non sapremo mai quale destino li attende. La<br />
rabbia è molta, moltissima.</p>
<p>Il giorno dopo i giornali non parlano d´altro, fin da subito si capisce che la strategia della Prefettura è quella di non entrare nel merito di quanto accaduto e sottolineare invece che è stata assaltata una caserma, minacciato, offeso e ferito personale di polizia che stava facendo solo il proprio dovere. La stampa non accenna minimamente ai fatti concreti: chi, come, dove e perché non sono importanti.</p>
<p>Dopo sei anni di udienze, 13 imputati per 36 capi di accusa, decine di testimonianze degli agenti, molto contraddittorie e fuorvianti, il giorno 27 ottobre 2009 viene pronunciata la sentenza di primo grado.<br />
Tante sono le assoluzioni, la maggior parte dei capi di imputazioni cadono, più della metà degli imputati viene completamente prosciolto, ma altri vengono condannati a 9, 8, 5, 4 e 3 mesi di reclusione più pene pecuniarie per la parte civile. Fondamentalmente le condanne sono per il reato di resistenza, ma questo verrà appurato a sentenza depositata.<br />
A sei anni dai fatti si discuterà e molto verrà ancora detto e scritto, sta di fatto che oggi a distanza di molto tempo rimangono vive le sensazioni, la rabbia e l´indignazione che quel 13 di agosto portò più di cento persone a manifestare per bloccare delle espulsioni insensate, arbitrarie e incostituzionali, un atto di arroganza da  parte del potere che Governa questo territorio.</p>
<p>Un atto di arroganza che pochi anni dopo si istituzionalizza, prende forma e concretezza con la creazione, fortemente voluta dai diversi governi nazionali che si sono susseguiti come anche dei poteri locali, del più grande centro di detenzione presente nel nord italia, la macelleria Gradiscana, che poche settimane fa è risalita alla cronaca nazionale per le violenze perpetrate sui trattenuti.</p>
<p>La sentenza sui fatti della Massarelli, ci ricorda, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che la legge e la giustizia non sono la stessa cosa, e anzi viaggiano sempre di più su due binari opposti e contrari. Chi continua imperterrito a destra come a sinistra a ripetere il mantra sulla legalità sa benissimo che, in questo tempo di crisi e di<br />
accelerazione delle dinamiche autoritarie e razziste, il CIE di Gradisca come anche le nostre città stanno ribollendo di rabbia e frustrazione esattamente come quel 13 agosto del 2003.</p>
<p>Sappiano questi signori che detengono il potere e che ci giudicano, che c´è una parte di questa società che non si arrende all´autoritarismo, al razzismo di stato e all´ingiustizia e che continua a credere fortemente ad altri valori, come la solidarietà, l´antirazzismo, la dignità di ogni essere umano, la libertà e la giustizia. E credere in questo significa innanzitutto praticarlo, farlo vivere ogni giorno.</p>
<p>Significa credere nella Resistenza, fortemente, ferocemente: non come feticcio storico ma come dato da attualizzare oggi e qui, esattamente come fanno i reclusi nel CIE di Gradisca o come hanno fatto quelle cento persone davanti alla Massarelli. Resistere, resistere, resistere.. e a chi, se non per primi ai Pubblici Ufficiali che rendono operativi gli orrori di cui abbiamo parlato?</p>
<p><strong>Associazione Razzismo Stop &#8211; Venezia Giulia</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mercato delle espulsioni comuni europee]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/10/30/il-mercato-delle-espulsioni-comuni-europee/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 19:07:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
<guid>http://anothereurope.wordpress.com/2009/10/30/il-mercato-delle-espulsioni-comuni-europee/</guid>
<description><![CDATA[Nessuno avrebbe potuto immaginare, qualche anno fa, che dei governi di sinistra, di destra, del sud ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nessuno avrebbe potuto immaginare, qualche anno fa, che dei governi di sinistra, di destra, del sud ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ousmane]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/10/29/ousmane/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 19:13:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho detto che non volevo ripartire. La poliziotta mi ha detto: &#8220;Ti ammanettiamo&#8230; ti metti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho detto che non volevo ripartire. La poliziotta mi ha detto: &#8220;Ti ammanettiamo&#8230; ti metti]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Assalto alla Massarelli cinque condanne]]></title>
<link>http://moriredicantiere.wordpress.com/2009/10/28/assalto-alla-massarelli-cinque-condanne/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 14:16:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>moriredicantiere</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Piccolo, 28 ottobre 2009    DOPO TRE ANNI DI UDIENZE CONCLUSO IL PROCESSO PER FATTI ACCADUTI NEL ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Piccolo, 28 ottobre 2009 <br />
 <br />
<strong>DOPO TRE ANNI DI UDIENZE CONCLUSO IL PROCESSO PER FATTI ACCADUTI NEL 2006  <br />
Assalto alla Massarelli, cinque condanne  <br />
La pena più alta di 9 mesi inflitta al no global Olivieri. Sei le assoluzioni decise dal giudice</strong> <br />
 <br />
di FRANCO FEMIA</p>
<p>Cinque condanne per complessivi due anni e mezzo di reclusione e sei assoluzioni per l’assalto alla caserma ”Massarelli” da parte dei no global : è questa la sentenza emessa dal giudice monocratico Emanuela Bigattin al termine di due ore di camera di consiglio.<br />
La pena più alta è stata inflitta al no global triestino Andrea Olivieri, che si è visto comminare 9 mesi di reclusione con i benefici, una multa oltre al risarcimento di 900 euro alle parti civili rappresentate dai 5 agenti di polizia feriti negli scontri. Dovrà anche pagare le spese di costituzione di parte civile quantificate dal giudice in 2 mila euro.<br />
Il ronchese Stefano Micheluz è stato condannato a 8 mesi, Massimo Cristian di Fiumicello a 5 mesi e al risarcimento di 300 euro alla parte civile, la goriziana Ambra Bobiz a 4 mesi e mezzo e Carlo Visintin a 3 mesi. Tutti hanno potuto beneficiare dei benifici, mentre a Visintin il giudice ha dichiarato la pena estinta per indulto.<br />
Sono stati assolti con varie formule l’ex consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, il triestino Marco Zorzenon, il leader della comunità bengalese di Monfalcone Hoassin Mukter. Francesco Foschian, Francesco Francioso e Mauro Bussai.<br />
Il giudice ha accolto sostanzialmente le richieste della pubblico ministero Mary Mete, sebbene quest’ultima avesse chiesto la condanna anche di Zorzenon, che invece è stato assolto. I difensori degli 11 imputati avevano tutti chiesto l’assoluzione e solo, in subordine, il minino della pena.<br />
Finisce così, dopo una serie di rinvii e di udienze un processo iniziato tre anni. I fatti, rievocati in tribunale, risalgono all’11 agosto di sei anni fa. In seguito all’espulsione, decretata dal questore, di due giovani bengalesi da tempo residenti a Monfalcone dove lavoravano alla Fincantieri, una quarantina di loro connazionali, provenienti da tutta la provincia e guidati da Hossain Mukter, leader della comunità bengalese. diede vita a una manifestazione davanti alla caserma ”Massarelli”, sede anche degli uffici amministrativi e della Squadra volante della polizia.<br />
La manifestazione degenerò con l’arrivo dei giovani esponenti dello Sportello degli invisibili che giunsero dinanzi alla Massarelli proveniendo da Trieste, Monfalcone e da altri centri dell’Isontino e della Bassa friulana. L’assedio durò diverse ore. Ci fu una sassaiola, i vetri di tre finestre andarono in frantumi e ci fu anche un lancio di uova. Vennero tra l’altro danneggiati il portone della caserma e tre giovani si distesero a terra nel tentativo di impedire a una Volante di uscire.<br />
Si arrivò addirittura allo scontro fisico con i poliziotti. Cinque di essi rimasero contusi e, dopo essersi fatti medicare all’ospedale, si costituirono in giudizio.</p>
<p>Messaggero Veneto, 28 ottobre 2009 <br />
 <br />
<strong>Assalto alla caserma, 5 condanne  <br />
Pene varianti dai 3 ai 9 mesi per l’assalto alla “Massarelli” del 2003 <br />
IL PROCESSO <br />
Degli undici imputati accusati di lesioni, minacce, resistenza e danneggiamento, sei sono stati assolti dal giudice monocratico</strong> <br />
 <br />
Cinque condanne a pene varianti dai 9 ai 3 mesi di reclusione e 6 assoluzioni: questa la sentenza (cinque pagine di dispositivo) con cui, ieri, il giudice monocratico Emanuela Bigattin ha posto fine al processo per l’“assalto” alla Caserma Massarelli dell’11 agosto 2003. Degli undici imputati accusati, a vario titolo, di lesioni, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e manifestazione non autorizzata, cinque, dunque, quelli ritenuti responsabili degli incidenti accaduti sei anni fa alla Casa rossa.<br />
Si tratta di Andrea Olivieri, esponente del Movimento no-global triestino cui il giudice ha inflitto 9 mesi di reclusione, Stefano Micheluz di Ronchi dei Legionari 8 mesi, Cristian Massimo di Fiumicello 5 mesi e 65 euro di ammenda, Ambra Bobiz, goriziana, 4 mesi e mezzo e Carlo Visintin 3 mesi, pena condonata, mentre per tutti gli altri sospensione condizionale e non menzione. Cristian Massimo e Andrea Olivieri sono stati, altresì, condannati a risarcire i danni ad alcuni poliziotti rimasti feriti nei tafferugli e costituitisi parte civile con l’avvocato Daniele Compagnone. Il primo dovrà pagare in tutto, tra risarcimento e spese, 2900 euro; l’altro 2.300 euro.<br />
Sono stati, invece, assolti con formule varie, l’ex consigliere regionale Verde Alessandro Metz, il leader della Comunità bengalese in Italia Mohammad Hossain Mukter, Marco Zorzenon, Francesco Francioso, Francesco Foschian e Mauro Bussai.<br />
Il pubblico ministero, Mery Mete, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto sei condanne e cinque assoluzioni. Per il proscioglimento si erano battuti i difensori, avvocati Calligaris, Alborghetti, Iacono e Ferrucci.<br />
I fatti risalgono, come si è detto, all’11 agosto di sei anni fa. In seguito all’espulsione, decretata dalla Questura di Gorizia, di due giovani bengalesi, da tempo residenti a Monfalcone dove lavoravano alle dipendenze di una ditta che operava alla Fincantieri, una quarantina di loro connazionali, provenienti da tutta la provincia e guidati da Hossain Mukter, diede vita a una manifestazione davanti alla caserma Massarelli.<br />
Manifestazione che degenerò con l’arrivo dei giovani esponenti dello Sportello degli invisibili in trasferta dall’Isontino e da Trieste. E si giunse, addirittura, allo scontro fisico con i poliziotti, cinque dei quali rimasero contusi tanto che dovettero ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso.<br />
Nel corso degli scontri con la Polizia, andarono in frantumi tre finestre mentre alcuni giovani si sdraiarono a terra per impedire alle Volanti di uscire dalla caserma. Al massimo della tensione, contro la Massarelli volarono non solo slogan ma anche pomodori, lattine di birra, uova e alcuni sassi. Alla fine, come accennato più sopra, si arrivò a un vero e proprio scontro fisico con spintoni contro gli agenti.<br />
Il processo si è iniziato nel gennaio 2006 e si è protratto per oltre tre anni con una serie di udienze dedicate all’esame e controesame di una lunga lista di testi, per lo più appartenenti alle forze dell’ordine.<br />
Nino Volpe</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nanette]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/10/24/nanette/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:29:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Fate qualche cosa, non posso restare qui&#8221;. Nanette, Brazzaville, Congo. Nanette ha dici]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Fate qualche cosa, non posso restare qui&#8221;. Nanette, Brazzaville, Congo. Nanette ha dici]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vendetta di Via Corelli ora passa per Gradisca. ]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/13/la-vendetta-di-via-corelli-ora-passa-per-gradisca/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 08:06:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Immagini dal processo contro i rivoltosi di Via Corelli I rivoltosi di Via Corelli sotto processo a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_3660" class="wp-caption alignright" style="width: 430px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/1250866232608_002.jpg"><img class="size-full wp-image-3660 " title="1250866232608_002" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/1250866232608_002.jpg" alt="1250866232608_002" width="420" height="279" /></a><p class="wp-caption-text"> Immagini dal processo contro i rivoltosi di Via Corelli</p></div>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;margin:0 0 10px;padding:0;"><em></p>
<div id="attachment_3659" class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/1250866233717_006.jpg"><img class="size-full wp-image-3659 " title="1250866233717_006" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/1250866233717_006.jpg" alt="I rivoltosi di Via Corelli sotto processo a Milano" width="480" height="347" /></a><p class="wp-caption-text">I rivoltosi di Via Corelli sotto processo a Milano</p></div>
<p>Dopo le espulsioni e i massicci trasferimenti di Roma, il vento della vendetta ministeriale arriva anche a Gradisca dove, lunedì scorso, è stato arrestato uno dei presunti protagonisti </em><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743"><em>della tentata fuga del 21 di settembre</em></a><em>. È un ragazzo di 21 anni ed è accusato di aver fatto cadere giù dalle scale d’emergenza un carabiniere che stava cercando di tirarlo giù dal tetto. Il carabiniere ruzzolato è finito subito al pronto soccorso ed ha avuto i soliti dieci giorni di prognosi: quello che è successo dopo ai reclusi potete vederlo invece sul </em><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20043"><em>video che sta circolando in rete</em></a><em> da tre settimane. L’arresto è avvenuto a due settimane dai fatti, giusto il tempo che si calmassero un po’ le acque, ed è stato richiesto &#8211; a detta del  capitano Sutto del comando dei Carabinieri di Gradisca &#8211; a causa dell’«atteggiamento particolarmente sfrontato dell’immigrato». Sembra quasi, insomma, che quello che pesa non siano tanto i fatti specifici dei quali è accusato l’arrestato ma la sua presunta mancanza di rispetto verso i proprio carcerieri: fatto indicativo di un clima, senza dubbio. È indicativo anche che, dall’arresto in poi, le autorità parlino dei fatti del 21 come di una «doverosa e regolare reazione alla resistenza a pubblico ufficiale». Se per una settimana intera hanno fatto finta di niente e se tutta la settimana successiva hanno messo in dubbio l’autenticità </em><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19923"><em>delle foto</em></a><em> e del video, ora invece rivendicano l’accaduto e lo giustificano. Finalmente si parla chiaro.<br />
</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:center;margin:0 0 10px;padding:0;"><em>Quelli che stanno ancora zitti, invece, sono i </em><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=13155"><em>consiglieri d’amministrazione</em></a><em> della “Connecting Peolple” </em><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/niente-piu-rivolte.pdf" target="_blank"><em>che in altri tempi erano tanto loquaci.</em></a><em> Del resto il consorzio che gestisce il Centro di Gradisca è in corsa per aggiudicarsi anche quello di Ponte Galeria e deve dare prova di fedeltà complice e silenziosa per rimanere nelle grazie del ministro Maroni<br />
<a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=21133">Macerie</a>, 13 ottobre 2009 </em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">QUESTA MATTINA INVECE CI SARA&#8217; L&#8217;ENNESIMA UDIENZA DEL PROCESSO CONTRO I 14 RIVOLTOSI DEL CIE DI VIA CORELLI: oggi è il turno degli avvocati della difesa e potrebbe anche arrivare la sentenza.<br />
I compagni di Milano stanno raggiungendo il Tribunale per portare una rumorosa solidarietà ai processati: i reclusi di Gradisca e di Via Corelli stanno iniziando uno sciopero della fame per dar maggior voce alla loro solidarietà con i loro compagni di prigionia e rivolte.<br />
Proverò a dare aggiornamenti in maniera costante. </p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">La nuova trasmissione <a style="font-weight:inherit;color:#0068cf;text-decoration:underline;cursor:default;" href="http://www.ondarossa.info/newsman/art_2009_10_10_2236.html" target="_blank">“Silenzio assordante” </a>di Radio Onda Rossa, in onda tutti i venerdì pomeriggio sugli 87.900 FM a Roma e ascoltabile anche in streaming dal sito della <a href="http://ondarossa.info">Radio</a>, nell&#8217;ultima puntata ha fatto un resoconto dell&#8217;ultima udienza del processo di Milano</p>
<p style="margin:0 0 1.35em;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DI RAZZA CE N’E’ UNA SOLA: QUELLA UMANA]]></title>
<link>http://cinisellocittaperta.wordpress.com/2009/10/05/di-razza-ce-n%e2%80%99e%e2%80%99-una-sola-quella-umana/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:47:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>administrator</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://cinisellocittaperta.wordpress.com/files/2009/10/munch-a10.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-137" title="munch A10" src="http://cinisellocittaperta.wordpress.com/files/2009/10/munch-a10.jpg" alt="munch A10" width="480" height="624" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlusconi ha accompagnato il Papa fino alla scaletta dell'aereo. Forse sta esagerando con questa politica dei respingimenti.]]></title>
<link>http://crossmode.it/2009/09/28/berlusconi-ha-accompagnato-il-papa-fino-alla-scaletta-dellaereo-forse-sta-esagerando-con-questa-politica-dei-respingimenti/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:05:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>mic</dc:creator>
<guid>http://crossmode.it/2009/09/28/berlusconi-ha-accompagnato-il-papa-fino-alla-scaletta-dellaereo-forse-sta-esagerando-con-questa-politica-dei-respingimenti/</guid>
<description><![CDATA[Da FF di Stark: geniale. Un pò di ironia, specialmente il lunedì mattina, aiuta.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da <a href="http://friendfeed.com/stark" target="_blank">FF di Stark</a>: geniale.</p>
<p>Un pò di ironia, specialmente il lunedì mattina, aiuta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Respingimenti verso la Libia, l’organizzazione Human Rights Watch denuncia il brutale trattamento dei migranti in quel Paese]]></title>
<link>http://antonellamascia.wordpress.com/2009/09/23/respingimenti-verso-la-libia-l%e2%80%99organizzazione-human-rights-watch-denuncia-il-brutale-trattamento-dei-migranti-in-quel-paese/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 05:00:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonellamascia</dc:creator>
<guid>http://antonellamascia.wordpress.com/2009/09/23/respingimenti-verso-la-libia-l%e2%80%99organizzazione-human-rights-watch-denuncia-il-brutale-trattamento-dei-migranti-in-quel-paese/</guid>
<description><![CDATA[Strasburgo, 23 settembre 2009 – Il 20 settembre Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto dal tit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Strasburgo, 23 settembre 2009 – Il 20 settembre Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto dal tit]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“La frontiera dei diritti, diritto della frontiera”, il convegno organizzato a Lampedusa l’11 e il 12 settembre 2009]]></title>
<link>http://antonellamascia.wordpress.com/2009/09/12/%e2%80%9cla-frontiera-dei-diritti-diritto-della-frontiera%e2%80%9d-il-convegno-organizzato-a-lampedusa-l%e2%80%9911-e-il-12-settembre-2009/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 09:10:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonellamascia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Strasburgo, 12 settembre 2009 – Segnalo che si tiene a Lampedusa, dall’11 al 12 settembre 2009, il c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Strasburgo, 12 settembre 2009 – Segnalo che si tiene a Lampedusa, dall’11 al 12 settembre 2009, il c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Farsi i cazzi propri]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/08/18/farsi-i-cazzi-propri/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 21:07:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/08/18/farsi-i-cazzi-propri/</guid>
<description><![CDATA[Alla fine conta solo questo. Che tristezza! (ANSA) &#8211; MILANO, 18 AGO &#8211; Ha salvato dalla m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://digilander.libero.it/scuolespigno/ebrei/deportazione2.jpg" alt="http://digilander.libero.it/scuolespigno/ebrei/deportazione2.jpg" width="452" height="330" /></p>
<p>Alla fine conta solo questo. Che tristezza!</p>
<p>(ANSA) &#8211; MILANO, 18 AGO &#8211; Ha salvato dalla morte un vicino  di casa che si era impiccato in un ponteggio di una casa a  Milano.E&#8217; un irregolare e rischia l&#8217;espulsione Protagonista  della vicenda e&#8217; un marocchino di 22 anni con il permesso di  soggiorno scaduto .&#8221;Sono rientrato in casa &#8211; ha raccontato  il giovane &#8211; e l&#8217;ho visto appeso a un ponteggio, allora mi  sono arrampicato e l&#8217;ho tenuto sollevato mentre un altro  vicino tagliava la corda&#8221;. L&#8217;uomo, Cesare P., 50 anni  circa, e&#8217; ora fuori pericolo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La rivolta del Centro identificazione di Gradisca]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/11/la-rivolta-del-centro-identificazione-di-gradisca/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 22:34:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Non vorremmo peccare di presunzione né tanto meno essere scambiati per uccelli del malagurio.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Non vorremmo peccare di presunzione né tanto meno essere scambiati per uccelli del malagurio.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Drammatici aggiornamenti da Ponte Galeria: assassini!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/08/07/drammatici-aggiornamenti-da-ponte-galeria-assassini/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 12:19:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[POCHE LE NOVITA&#8217; DAL C.I.E. DI PONTE GALERIA, NESSUNA NOVITA&#8217; SUL RAGAZZO ALGERINO, CHE ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">POCHE LE NOVITA&#8217; DAL C.I.E. DI PONTE GALERIA, NESSUNA NOVITA&#8217; SUL RAGAZZO ALGERINO, CHE PERO&#8217; E&#8217; MORTO A DETTA DI TUTTI I SUOI COMPAGNI DI DETENZIONE.<br />
L&#8217;HANNO AMMAZZATO E IL CORPO NON ESCE FUORI, QUESTE LE CHIARE E NITIDE PAROLE CHE RIPETONO GLI ALTRI MIGRANTI: UN MALATO DI CUORE PESTATO A MORTE E SCOMPARSO NEL NULLA.<br />
Aggiornamenti in diretta stamattina con Radio Onda Rossa: <a href="http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/muffa/090807pontegaleria.mp3">ascolta</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Dal sito <a href="http://www.autistici.org/macerie/">macerie</a>, invece, questi aggiornamenti: &#8220;Gli algerini, testimoni dell’accaduto, sono ancora in isolamento dentro alla sezione femminile: non vengono fatti uscire, neanche per mangiare e non hanno contatti con nessuno. L’ambasciata algerina, chiamata in causa, sostiene di non saperne niente. Una troupe di Canale 5, chiamata da alcune mogli di reclusi, si è vista negare l’accesso al Centro.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ieri, un gruppo di prigionieri ha rifiutato il vitto ed è rimasto nelle gabbie all’ora di pranzo, protestando rumorosamente. La polizia è intervenuta in forze ma i reclusi hanno continuato a protestare fino a quando non è stato promesso loro un incontro con il direttore. Previsto per la serata, l’incontro però non c’è stato, e non c’è stato neanche questa mattina. A detta dell’amministrazione, il direttore è assente dal centro.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nuovo caso di flagrante inosservanza da parte dell’Italia delle misure provvisorie vincolanti richieste dalla CEDU]]></title>
<link>http://antonellamascia.wordpress.com/2009/08/07/nuovo-caso-di-flagrante-inosservanza-da-parte-dell%e2%80%99italia-delle-misure-provvisorie-vincolanti-richieste-dalla-cedu/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 08:10:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonellamascia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Strasburgo, 7 agosto 2009 – “È assolutamente inammissibile che uno Stato ignori le misure provvisori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Strasburgo, 7 agosto 2009 – “È assolutamente inammissibile che uno Stato ignori le misure provvisori]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[USA, H.Clinton condanna espulsioni Gerusalemme est]]></title>
<link>http://auncisato.wordpress.com/2009/08/05/usa-h-clinton-condanna-espulsioni-gerusalemme-est/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 15:49:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>auncisato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha definito oggi &#8220;profondamente spiacevoli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha definito oggi &#8220;profondamente spiacevoli&#8221; le espulsioni di famiglie palestinesi da Gerusalemme est da parte delle autorità israeliane.</p>
<p>&#8220;Questi atti sono profondamente spiacevoli &#8211; ha detto Hillary Clinton in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri della Giordania, Nasser Judeh -.</p>
<p>Ho già avuto modo di dire che l&#8217;espulsione di famiglie e l&#8217;abbattimento di case a Gerusalemme est non sono conformi agli obblighi assunti da Israele&#8221;.</p>
<p> Fonte:<br />http://ticinonews.ch/articolo.aspx?id=166573&#38;rubrica=15</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sogno o son desto?]]></title>
<link>http://uncalcioalpallone.wordpress.com/2009/08/01/sogno-o-son-desto/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 22:40:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>un calcio al pallone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uh?! &#8230;Hahahahahahaha! In effetti ci sono molte prove in giro del fatto che queste sono le gior]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.vecchiasignora.com/index.php?showtopic=106090&#38;view=findpost&#38;p=668726" target="_blank">Uh?! &#8230;Hahahahahahaha!</a></p>
<p>In effetti ci sono molte prove in giro del fatto che queste sono le giornate più calde degli ultimi <em>chissàquantisecoli</em>&#8230;</p>
<p>Comunque, non preoccupatevi: i giocatori della vostra gloriosa squadra possono fare tutto ciò che vogliono, di cartellini gialli o addirittura rossi ne vedranno sempre pochissimi. Non è un&#8217;opinione, ma un dato di fatto: basta andare a vedere le statistiche degli ultimi anni (direi gli ultimi quindici anni), in particolare quella riguardante il rapporto tra falli fatti (tantissimi) e sanzioni ricevute (il numero più basso fra tutte le squadre partecipanti al campionato), sia a favore sia contro. Se siete curiosi o se tifate per la Juventus e vi sentite offesi da queste parole, potete andare alla ricerca dei dati ufficiali (io lo sfizio già me lo tolsi). Nell&#8217;attesa, comunque, Google vi è amico <a href="http://web.community.gazzetta.it/forum/viewtopic.php?f=134&#38;t=388779&#38;p=1705671" target="_blank">1</a> - <a href="http://antijuvespamsexforum.forumcommunity.net/?t=2211984" target="_blank">2</a> - <a href="//radio.splinder.com/" target="_blank">3</a> - <a href="http://www.footballworldsgame.com/forum/fiorentina-calcio-foro/153759-leggetevi-questo-classifica-falli-fatti-e-subiti.html" target="_blank">4</a>&#8230;).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Espulsioni collettive, diniego di assistenza legale, rischio di violazione del diritto alla vita e concreto pericolo di tortura e maltrattamenti: la CEDU comunica all’Italia e alla Grecia il caso SHARIFI ]]></title>
<link>http://antonellamascia.wordpress.com/2009/07/16/espulsioni-collettive-diniego-di-assistenza-legale-rischio-di-violazione-del-diritto-alla-vita-e-concreto-pericolo-di-tortura-e-maltrattamenti-la-cedu-comunica-all%e2%80%99italia-e-alla-grecia-il-c/</link>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:01:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonellamascia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Strasburgo, 15 luglio 2009 – Il 24 giugno 2009, la CEDU ha comunicato all’Italia e alla Grecia il ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Strasburgo, 15 luglio 2009 – Il 24 giugno 2009, la CEDU ha comunicato all’Italia e alla Grecia il ri]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Le "altre" espulsioni]]></title>
<link>http://61cygni.wordpress.com/2009/07/09/le-altre-espulsioni/</link>
<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 11:29:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>61cygni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che l&#8217;Italia sia un paese strano è cosa nota, talvolta però riesce a raggiungere vette di stra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Che l&#8217;Italia sia un paese strano è cosa nota, talvolta però riesce a raggiungere vette di stranezza inimmaginabili. Mentre (non senza qualche ragione) si grida all&#8217;inciviltà del &#8220;respingimento&#8221;, mentre i democratici progressisti vedono le espulsioni dei clandestini con lo stesso favore di una spina di riccio nel piede &#8230; appena girato l&#8217;angolo cosa fanno?! Espellono si gli immigrati, ma non i clandestini &#8230; mandano via gli &#8220;integrati&#8221;. Sorvolando il discutibilissimo ( ed immorale ) incentivo, viene da chiedersi secondo quale criterio di utilità sociale si ritiene utile e meritorio <em>sfoltire</em> i ranghi della comunità<em> integrata</em>, scatenando nel contempo una canea contro le espulsioni degli irregolari. Ciliegina sulla torta, a proporre la <em>partenza incentivata</em> è un&#8217;esponente di Rifondazione Comunista, non un leghista &#8230; misteri della politica italiana.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;">D’accordo Vicenza e gli industriali di Treviso. I dubbi della Caritas<br />
La sinistra di Rovigo paga gli immigrati che se ne vanno<br />
L’assessore di Rifondazione: il patto è che non tornino</p>
<p style="text-align:justify;">MILANO — Chi rimanda a ca­sa gli immigrati? La Lega? Sba­gliato. Gli immigrati, quelli in regola, li rimanda a casa il cen­trosinistra. Almeno nel Veneto, dove gli stranieri regolari sono 450 mila. Ultima, l’amministra­zione di Rovigo che sta per deli­berare, su proposta dell’assesso­re all’Immigrazione Giovanna Pineda (Rifondazione comuni­­sta), «un progetto per incentiva­re i rimpatri definitivi di cittadi­ni stranieri». Funzionerà così: «Abbiamo un primo budget limitato, 4.000 euro. Contiamo di spen­dere circa 400 euro per perso­na ». Già una decina hanno chie­sto informazioni: «Persone sin­gole, soprattutto uomini maroc­chini in situazioni di forte disa­gio che in futuro potrebbero an­che diventare dei delinquenti — spiega l’assessore Pineda —. Un sacrificio oggi per evitare l’assistenzialismo cronico in fu­turo ». Pineda assicura che il Co­mune si muove di concerto con le associazioni di volontari, Ca­ritas in testa: «Le badanti servo­no e le teniamo, queste persone non servono più e le mandia­mo via? Ma non funziona co­sì! ».</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Don Dante Bellinati è il re­sponsabile Caritas di Rovigo e non sembra così convinto del progetto: «Se questi stranieri se ne vanno, in futuro non potran­no più tornare. E il Comune, che piange miseria, che manda da noi la gente per pagare le bol­lette o per un pasto caldo, dove li trova i soldi? Gli esseri umani non sono merce da spostare a proprio piacimento». Quel che non convince don Dante è già storia a Vicenza. Qui l’amministrazione (centro­sinistra), in collaborazione con la Caritas, cinque anni fa ha av­viato quelli che don Giovanni Sandonà, responsabile Caritas per il Triveneto, chiama «rimpa­tri mutuati». Dal 2004 a oggi ne hanno beneficiato in 75. «Da circa un anno sono sempre più donne con bambini oppure fa­miglie intere a chiedere un aiu­to per tornare nei Paesi d’origi­ne. La crisi colpisce prima gli immigrati, perdono il lavoro e capiscono di non avere più un futuro in Italia». Ogni anno la giunta comunale stanzia 50 mi­la euro per i rimpatri: «Per il 2009 il budget è già esaurito» dice don Giovanni.</p>
<p style="text-align:justify;">A Treviso, dove la giunta è di centrodestra, ai rimpatri ci pen­sano i sindacati (Cgil e Cisl), le aziende, la solita Caritas e le as­sociazioni di immigrati. «Stia­mo lavorando a diversi proget­ti » spiega Diop Modou, senega­lese, responsabile del Centro co­ordinamento immigrati della Marca. «Nel 2005, quando ab­biamo iniziato, i casi erano una decina l’anno. Nella prima me­tà del 2009 già in cinquanta hanno chiesto il rientro in pa­tria. Chi ha perso il lavoro, chi ha un mutuo e non ce la fa più. Qualcuno chiede solo il bigliet­to aereo, altri portano un pro­getto per un’attività da aprire nel proprio Paese». Fuori dal Veneto, è sempre il centrosinistra a mandare a casa lo straniero. In maggio il Comu­ne di Pisa ha stanziato mille eu­ro per ogni famiglia rom dispo­sta ad andarsene con l’impegno di non tornare mai più. Per ora, hanno accettato la proposta una decina di nuclei familiari. E il centrodestra che fa? Nel novembre scorso fece notizia l’idea del comune di Spresiano (Tv), giunta leghista. L’assesso­re al Sociale Manola Spolverato propose un bonus di 2.000 eu­ro per ogni immigrato disoccu­pato che avesse lasciato il terri­torio comunale. Assessore, a ot­to mesi di distanza in quanti se ne sono andati? «Nessuno. Il bo­nus vale solo per gli extracomu­nitari e, fino ad oggi, ne hanno fatto richiesta solo cittadini ro­meni ». Purtroppo per Spresia­no, costretti a rimanere in Ita­lia.</p>
<p>Roberto Rizzo<br />
09 luglio 2009<br />
Address : http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_09/rizzo_sinistra_paga_immigrati_342aa670-6c48-11de-864b-00144f02aabc.shtml</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia-Libia, quando l’immigrazione è un affare di Stato]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/06/16/italia-libia-quando-l%e2%80%99immigrazione-e-un-affare-di-stato/</link>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 15:23:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Campi di respingimento italiani in territorio libico Paolo Persichetti Liberazione 11 giugno 2009 Se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Campi di respingimento italiani in territorio libico</h2>
<p>Paolo Persichetti<em></em></p>
<p><em>Liberazione</em> 11 giugno 2009</p>
<p>Se da un decennio a questa parte gli sbarchi d’immigrati sulle nostre isole sono diventati il maggiore strumento di politica estera impiegato dalla Libia nei rapporti con Italia e comunità europea, da parte italiana si è assistito a un singolare slittamento di competenze. Il ruolo preponderante nella cooperazione con l’altra sponda del Mediterraneo è ormai da alcuni anni nelle mani del ministero degli Interni. È quanto emerge da un’analisi dei rapporti di cooperazione italo-libica riattivati ufficialmente nel 1998, dopo lo stop imposto dall’isolamento internazionale (che tuttavia non aveva mai interrotto le <img class="alignright size-full wp-image-2724" title="immi2" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/06/immi2.jpg" alt="immi2" width="500" height="328" />relazioni economiche soprattutto nel settore dell’energia). Si tratta degli anni in cui l’Italia fa ammenda, anche se in modo superficiale, del proprio passato coloniale e tenta di reinserire la Libia nella comunità internazionale, riconoscendole un ruolo di ponte tra Africa ed Europa. È in questo contesto che comincia a divenire centrale nei rapporti bilaterali il tema dell’immigrazione, nodo che assume nel tempo un aspetto del tutto sproporzionato rispetto alla sua dimensione reale. Il grosso dell’immigrazione, infatti, non passa per Lampedusa, anche se la via del mare è una vera emergenza umanitaria che ha trasformato il mediterraneo in un cimitero liquido. Nel dicembre 2000 viene firmato un primo accordo che stipula una collaborazione globale nelle politiche di lotta contro terrorismo, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti e immigrazione clandestina. Il fatto che un fenomeno a carattere multidimensionale come l’immigrazione, che investe clima, agricoltura, geopolitica, economia mondiale, processi socioculturali, sia apparentato a fenomeni di natura criminale o di violenza politica (nella fattispecie internazionale), confina da subito la questione all’interno di rigidi binari sicuritari che investono l’ordine pubblico, la difesa del territorio e la sicurezza dello Stato. A questo punto, se la politica estera è sempre più legata al tema dell’immigrazione e, questa, essendo gestita unicamente secondo un’ottica sicuritaria attiene alle competenze delle forze di polizia, diventa inevitabile che le relazioni mediterranee finiscano in misura crescente nelle mani del ministero degli Interni piuttosto che in quello degli Esteri. A occuparsene saranno nuove burocrazie, come la Direzione generale dell’Immigrazione e della polizia delle frontiere (istituita dalla Bossi-Fini), portatrice di una cultura d’apparato poco incline a una comprensione multidimensionale del problema e delle soluzioni, con l’effetto di ingenerare preoccupanti stravolgimenti in <img class="size-full wp-image-2725 alignleft" title="IMG_0216" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/06/img_0216.jpg" alt="IMG_0216" width="400" height="267" />materia di funzionamento dello Stato e di equilibrio dei poteri, oltre a ledere le convenzioni internazionali sui diritti umani e i principi costituzionali. Spostare le tensioni di là delle frontiere non significa essere immuni dalle conseguenze, ma solo ampliare l’area e l’intensità dell’impatto che ne deriva. Tutti i successivi patti bilaterali stipulati tra Italia e Libia sono figli di questa impostazione iniziale. Accordi di polizia e di gestione delle frontiere che rivoluzionano la stessa nozione di confine. La filosofia contenuta in questi trattati, caratterizzati per altro da una sistematica segretezza sui loro contenuti, senza che il Parlamento sia mai stato chiamato a pronunciarsi, è quella di delocalizzare oltrefrontiera i nostri originari Cpt. Tra il 2004 e il 2005, il governo italiano finanzia la costruzione di tre campi di «trattenimento» in territorio libico. Si tratta di un vero e proprio outsourcing. L’informazione trapela dal rendiconto annuale della corte dei conti del 2004. Quella dell’anno successivo dettaglia ulteriormente la voce: si tratta probabilmente della costruzione di un centro di accoglienza in località Gharyan (Tripoli), del costo di 6,6 milioni di euro, dell’appalto per un secondo centro a Kufra e di un terzo campo previsto nella zona di Sebha, principale punto d’arrivo dei flussi transahariani in provenienza dal Niger. Campi costruiti ricorrendo a capitoli di spesa del ministero dell’Interno previsti per l’edificazione di Cpt in territorio nazionale. Da parte libica emerge, invece, l’abile e cinico utilizzo dei flussi migratori, aperti e chiusi come un rubinetto, trasformati così in uno strumento di pressione e ricatto diplomatico da mettere sul tavolo delle trattative bilaterali. Uno degli obiettivi principali della Jamahiriya è la fine dell’embargo sulle armi. L’interventismo estero del nostro ministero degli Interni ha come risvolto inevitabile quello di rendere un fatto di politica interna le scelte della politica estera libica. L’ipercentralità assunta dalla questione della migranza nella politica italiana ha modificato anche l’approccio libico, fino a indurlo al clamoroso tradimento degli originari ideali panafricani che avevano mosso la rivoluzione verde del colonnello Gheddafi.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/06/16/2009/05/12/2008/11/24/2008/07/03/i-dannati-della-nostra-terra/">I dannati della nostra terra</a><br />
<a href="../2009/06/16/2009/05/12/2008/11/24/2008/08/20/sans-papiers-impiegati-per-costruire-cpt/">Sans papiers impiegati per costruire Cpt</a><br />
<a href="../2009/06/16/2009/05/12/2008/11/24/2008/06/05/le-figure-del-paria-indizio-e-sintomo-delle-promesse-incompiute-dalluniversalita-dei-diritti/">Le figure del paria indizio e sintomo delle promesse incompiute dall’universalità dei diritti</a><br />
<a href="../2009/06/16/2009/05/12/2008/11/24/2008/08/17/elogio-della-miscredenza/">Elogio della miscredenza</a><br />
<a href="../2009/06/16/2009/05/12/2009/03/31/razzismo-a-tor-bella-monaca-agguato-contro-un-migrante/"><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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