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	<title>estero &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/estero/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "estero"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:32:10 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Celli e l'espatrio...]]></title>
<link>http://tizianasolina.wordpress.com/2009/11/30/celli-e-lespatrio/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:43:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizianasolina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fa discutere l&#8217;articolo-lettera che il DG dell&#8217;Università Luiss di Roma ha fatto pubblic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Fa discutere l&#8217;articolo-lettera che il DG dell&#8217;Università Luiss di Roma ha fatto pubblicare su Repubblica oggi. Nella lettera ammonisce il figlio, dichiarando che lavorare/vivere in questo Paese non è più questione per uomini onesti (in sintesi).</p>
<p style="text-align:justify;">Il consiglio? Espatriare, andare a vivere/lavorare all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;idea non sarebbe cattiva, dopotutto un&#8217;esperienza all&#8217;estero è per forza di cose formativa, sotto diversi punti di vista&#8230; e questo è innegabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma io mi chiedo: e dopo? Andare all&#8217;estero, oggi come una volta, è sempre una scelta di lavoro con risvolti di vita. Non è una decisione che ci proietta, comunque, in un futuro in patria. Infatti, dopo eventuali esperienze positive, dopo un&#8217;eventuale crescita personale e professionale, dopo l&#8217;accrescimento delle proprie conoscenze e professionalità, tornare in Italia sarebbe come fare un passo (o cento passi!) indietro. Questa è la realtà.</p>
<p style="text-align:justify;">Resta da capire quanto sia realmente utile espatriare e quanto sia più utile cercare di aiutare noi giovani a cambiare seriamente le cose invitandoci a rimanere e lottare per un sistema migliore, per un Paese che merita di mantenere sempre vivi le proprie radici e il ricordo di chi ha lottato per regalarci un posto unico in cui vivere. Resta, inoltre, da capire quanto un tale consiglio possa essere valido fatto da tale pulpito&#8230; non so!</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è da dire che i commenti, in una mattinata, sono stati una valanga e raramente di natura positiva. Certo, condivisibili le parole, specie se si conosce bene la realtà in cui siamo immersi&#8230; meno condivisibile, ripeto, il paroliere&#8230; l&#8217;avesse fatto mio padre questo discorso di sicuro avrebbe riscosso più solidarietà!!</p>
<p style="text-align:justify;">E per chi non lo avesse ancora letto: <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html#commentatutti" target="_blank">&#8220;Figlio mio, lascia questo Paese&#8221;</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Figlio mio, lascia questo Paese"]]></title>
<link>http://vincenzoindk.wordpress.com/2009/11/30/figlio-mio-lascia-questo-paese/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:12:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzol</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono daccordo con Berlusconi quando dice che un  leader deve sempre mandare messaggi positivi e otti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono daccordo con Berlusconi quando dice che un  leader deve sempre mandare messaggi positivi e ottimistici quando fa&#8217; un discorso. In uno stato di crisi messaggi negativi non fanno altro che aggravare la situazione gia&#8217; di per se negativa.</p>
<p>Q<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html">uesta lettera</a> appartiene a quei messaggi negativi che si dovrebbero cercare di tenere nascosti in un cassetto per l&#8217;angosciate frustazione che trasmette seppur raccontando la dura realta&#8217; dei fatti.</p>
<p>Mi ha colpito perche&#8217; chi la scrive non e&#8217; un pincopallino qualsiasi ma il direttore della Luiss Guido Carli e ex direttore Rai. Uno che dovrebbe essere piu&#8217; preoccupato a lanciare messaggi positivi e a pensare come migliorare la sua organizzazione e quali strategie ha intenzione di intraprendere , quali idee vuole realizzare&#8230; invece lancia un messaggio da uomo arreso davanti alla realta&#8217; dei fatti.  Unica soluzione che lui vede per realizzazione personale  e professionale del figlio e&#8217; la fuga in terra straniera! Constatare la situazione di degrado culturare e sociale in Italia e&#8217; importante ma   mi chiedo :</p>
<p>E&#8217;  giusto affidare una posizione di dirigenza a una persona ormai arresa davanti alla realta&#8217; dei fatti?</p>
<p>Lui e&#8217; tutta la sua generazione di cinquantenni che cosa ha fatto per migliorare la condizione italiana?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riassunto: ]]></title>
<link>http://pdbovolone.wordpress.com/2009/11/30/riassunto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:10:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdbovolone</dc:creator>
<guid>http://pdbovolone.wordpress.com/2009/11/30/riassunto/</guid>
<description><![CDATA[La &#8220;sinistra&#8221; in Europa, tra riformismi e vecchie ideologie, eccone un riassunto qui.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La &#8220;sinistra&#8221; in Europa, tra riformismi e vecchie ideologie, eccone un riassunto qui.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NO 'B' DAY: Le iniziative in Italia e all'estero con l'ora e il luogo]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/30/no-b-day-le-iniziative-in-italia-e-allestero-con-lora-e-il-luogo/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:53:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/30/no-b-day-le-iniziative-in-italia-e-allestero-con-lora-e-il-luogo/</guid>
<description><![CDATA[Ecco l&#8217;elenco, necessariamente ancora parziale, delle iniziative che nascono in queste ore. La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Ecco l&#8217;elenco, necessariamente ancora parziale, delle iniziative che nascono in queste ore. La pagina è aperta ai lettori, che possono completare nello spazio dei commenti le notizie che abbiamo raccolto. Ad ogni modo, questo è &#8211; allo stato &#8211; un tentativo di raccolta &#8220;enciclopedico&#8221; di tutto quello che si sta preparando per il No-B day del 5 dicembre all&#8217;Italia e all&#8217;estero. In Italia, con pullman e gruppi che si organizzano per arrivare a Roma sabato entro le 14. All&#8217;estero, con i sit-in che avverranno &#8211; più o meno &#8211; in contemporanea con quello di Roma</strong><!-- fine SOMMARIO --></p>
<div class="clearleft" style="height:20px;"></div>
<p><!-- inizio TESTO --></p>
<div class="didascalia">
<div class="border1" style="margin-bottom:3px;">
<div class="border2"><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2009/11/25/jpg_2115590.jpg" border="0" alt="" /></div>
</div>
</div>
<h3><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>IN ITALIA:</strong></span></span></h3>
<p><strong></strong><strong><br />
<span style="color:#ea0000;">BARI</span></strong><br />
Contattare il coordinatore regionale all&#8217;indirizzo <a href="mailto:griso.noberlusconiday@aol.it">griso.noberlusconiday@aol.it</a> o il coordinatore della provincia di Bari a <a href="https://mce_host/kpm3-be-eol/it.elemedia.kpm3.be.Application/%20mailto:griso.noberlusconiday@aol.it">noberlusconiday.bari@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BERGAMO</strong></span><br />
Partenza dal Piazzale della Malpensata alle ore 4 del mattino di sabato 5 dicembre</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BOLOGNA</strong></span><br />
Per adesioni <a href="https://mce_host/kpm3-be-eol/it.elemedia.kpm3.be.Application/%20mailto:cappi801@yahoo.it">cappi801@yahoo.it</a><br />
Luoghi e orari di ritrovo: ore 6 del mattino al Centro Lame di via Marco Polo 3</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BRESCIA</strong></span><br />
Partenza 5 Dicembre alle 4 da Brescia Nord, di fronte alla Facoltà di Ingegneria. Per informazioni <a href="mailto:stefano.pedretti@gmail.com">stefano.pedretti@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BRINDISI</strong></span><br />
Partenza pullman alle ore 4 da Piazza Falcone (Stazione FF.SS.)</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>CAGLIARI</strong></span> (manifestazione in attesa di autorizzazione)<br />
Ore 14?20 Corteo da Piazza Repubblica a Piazza Carmine</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>CASERTA</strong></span><br />
Per adesioni chiamare al 3342650607 o inviare una mail a <a href="mailto:nbdcaserta@gmail.com">nbdcaserta@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>CATANIA</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni chiamare al 3468019591</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>COMO</strong></span><br />
<a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=184427349309&#38;ref=mf">http://www.facebook.com/event.php?eid=184427349309&#38;ref=mf</a><br />
<strong><br />
<span style="color:#ea0000;">FERRARA</span></strong><br />
Per informazioni chiamare allo 347 1340481</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>FIRENZE</strong></span><br />
Partenza autobus: piazza San Marco dalle 9.30 alle 18</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>FOGGIA</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni inviare una mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:robgat91@yahoo.it">robgat91@yahoo.it</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>LECCE</strong></span><br />
Contattare gli organizzatori all&#8217;indirizzo <a href="mailto:nbdsalento@gmail.com">nbdsalento@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>MILANO</strong></span><br />
Manifestazione apartitica dalle 14 a Piazza Fontana <a href="http://soloviolanobday.blogspot.com/" target="_blank">http://soloviolanobday.blogspot.com/</a><br />
Per il No B Day di Roma ancora non è stato fissato il punto di raccolta per la partenza in autobus. È possibile aderire inviando una mail a <a href="mailto:nbdmilano@fastwebnet.it">nbdmilano@fastwebnet.it</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>NAPOLI</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni chiamare al 327-5473969</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>PALERMO</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni chiamare al 328-5345518</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>PAVIA</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni inviare una mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:noberlusconidaypavia@gmail.com">noberlusconidaypavia@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>REGGIO EMILIA</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni inviare una mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:ambasciatore@grillireggiani.it">ambasciatore@grillireggiani.it</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>SALERNO</strong></span><br />
Per informazioni e prenotazioni chiamare al 340/7412524 &#8211; 349/3544167 &#8211; 347/1445466.<br />
O inviando una mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:noberlusconiday.salerno@yahoo.it">noberlusconiday.salerno@yahoo.it</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>TRIESTE</strong></span><br />
Manifestazione in Piazza dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, ore 15</p>
<p>..</p>
<h3><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>ALL&#8217;ESTERO</strong></span></span></h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Il No Berlusconi Day nel mondo</strong></span></h1>
<p><!-- fine TITOLO --><!-- inizio FIRMA --><!-- fine FIRMA --> <!-- inizio SOMMARIO --><strong>Da New York a Londra, da Montreal a Madrid. Ecco dove in Europa, Usa e Canada si svolgeranno le manifestazioni di supporto al No B day italiano del 5 dicembre</strong></p>
<p><!-- fine SOMMARIO --></p>
<div class="clearleft" style="height:20px;"></div>
<p><!-- inizio TESTO --></p>
<div class="didascalia">
<div class="border1" style="margin-bottom:3px;">
<div class="border2"><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2009/11/25/jpg_2115586.jpg" border="0" alt="" /></div>
</div>
</div>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>AMSTERDAM</strong></span><br />
Appuntamento a <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=301">Leidseplein</a> alle ore 15</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>ATENE</strong></span><br />
Manifestazione ancora da confermare; non si conosce il luogo di ritrovo per il corteo</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BARCELLONA</strong></span><br />
Nella città catalana ci si incontra tra le ore 20.30 e le 23 nella sede dell&#8217;ICV all&#8217;<a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=303">Eixample</a> (passage de Maiol 8, di fronte alla Sagrada Família, altezza c/ València)</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BELGIO</strong>/<strong>BRUXELLES</strong></span><br />
A <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=527">Bruxelles</a> la manifestazione è anticipata a venerdì 4 dicembre (è in programma la manifestazione di ?Climate Coalition? per il giorno 5 dicembre). Il <a href="http://vinz-in-brussels.blogspot.com/2009/11/no-berlusconi-day-4-dicembre-brussels.html">corteo</a> parte alle 12 da square de Meeus in direzione Place Schuman.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BELGIO/CHARLEROI</strong></span><br />
Appuntamento sabato 5 dicembre alle ore 15 davanti al Consolato Italiano in boulevard Audent</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>BERLINO</strong></span><br />
La manifestazione <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=927">berlinese</a> si svolge tra le ore 13 e 17 a Hiroshimastrasse 1. D-10785, di fronte all&#8217;Ambasciata italiana</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>COPENHAGEN</strong></span><br />
Appuntamento dalle ore 13 alle ore 15 di fronte al Consolato Italiano, Ngskiftevej 4 2100 Østerbro</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>DUBLINO</strong></span><br />
Appuntamento alle ore 13, di fronte al general Post Office O&#8217;Connell Street</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>EDIMBURGO</strong></span><br />
Ore 13 di fronte al Consolato italiano, 32 Melville St, EH3 7HA</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>FRANCIA/PARIGI</strong></span><br />
L&#8217;appuntamento a <a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=174369200668">Parigi</a> alle ore 14 presso il Parvis des droits de l&#8217;homme, Trocadéro.<br />
Informazioni: <a href="mailto:noberlusconidayparis@gmail.com">noberlusconidayparis@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>FRANCIA/GRENOBLE</strong></span><br />
<a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=202104990954">Appuntamento</a> dalle ore 14 alle 18 in Jardin de Ville.<br />
Informazioni: <a href="mailto:noberlusconidaygrenoble@gmail.com">noberlusconidaygrenoble@gmail.com</a></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>HELSINKI</strong></span><br />
<a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=1196">Appuntamento</a> dalle ore 14.00 alle ore 17.00 in via Hallituskatu</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>LISBONA</strong></span><br />
Il <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=1196">No B Day portoghese</a> è previsto in Praça Dom Pedro IV alle ore 14</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>LONDRA</strong></span><br />
L&#8217;appuntamento a <a href="http://rifondazionecomunista.org.uk/?p=632">Londra</a> è davanti al Consolato italiano, a Eaton Place, alle ore 13</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>MONTREAL</strong></span><br />
La manifestazione <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=291">canadese</a> si svolge alle ore 10 davanti al Consolato italiano, al 3489 di Drummond Street</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>SPAGNA/MADRID</strong></span><br />
A <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=311">Madrid</a> l&#8217;apputamento è alle ore 14 davanti all&#8217;ambasciata italiana, in calle Lagasca, 98</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>SPAGNA/SIVIGLIA</strong></span><br />
A Siviglia l&#8217;appuntamento è alle ore 17,00 in Plaza Nueva</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>STATI UNITI/NEW YORK</strong></span><br />
A <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=857">New York</a> il No B Day ha come scenario la famosa Time Square, dalle ore 9 alle ore 13</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>STATI UNITI/CHICAGO</strong></span><br />
La <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=861">manifestazione</a> del 5 Dicembre è ore 14, al Millennium Park, vicino al ?bean?, la scultura anche nota come ?cloud gate?</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><br />
<strong>STATI UNITI/SAN FRANCISCO</strong></span><br />
<a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=289">Appuntamento</a> dalle ore 14 alle 17 di fronte al Consolato Italiano (2590 Webster Street, angolo con Broadway)</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>VIENNA</strong></span><br />
<a href="http://www.noberlusconiday.org/?p=759">Apputamento</a> a Elsen Platz alle ore 9</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>STOCCOLMA</strong></span><br />
Il gruppo di supporto del No B Day in Svezia sta preparando una manifestazione nella capitale svedese. Per informazioni sul <a href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=1254">luogo</a>, consultare il sito nei prossimi giorni</p>
<p>.</p>
<p>fonte:<a href="http://http://espresso.repubblica.it/dettaglio/no-b-day-le-iniziative-in-italia-e-allestero/2115589&#38;ref=hpsp" target="_blank"> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/no-b-day-le-iniziative-in-italia-e-allestero/2115589&#38;ref=hpsp</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Copenhagen: Vertice sul Clima ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/copenhagen-vertice-sul-clima/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:31:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/copenhagen-vertice-sul-clima/</guid>
<description><![CDATA[Una delegazione di Indigeni del Brasile diretta al vertice sul clima a Copenhagen si fermerà, su inv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Una delegazione di Indigeni del Brasile diretta al vertice sul clima a Copenhagen si fermerà, su invito dell&#8217;APM Germania, a Berlino, dove intende incontrare parlamentari e giornalisti tedeschi. I tre delegati provengono rispettivamente da comunità indigene della regione amazzonica brasiliana, del Pantanal e del Brasile meridionale e cercano sostegno internazionale nella lotta alle gravi minacce per le comunità indigene derivanti dal Programma di accelerazione dello sviluppo ( PAC &#8211; Programa do Aceleração do Crescimento) avviato dal governo di Lula da Silva. Con il pretesto dello sviluppo il governo di Lula da Silva sacrifica enormi aree di foresta tropicale per realizzare una serie di mega-progetti come la realizzazione di enormi piantagioni per la coltivazione di soia per biodiesel, la costruzione delle centrali idroelettriche di Belo Monte nel Pará, di Estreito nel Tocantins o sul fiume Madeira nello stato brasiliano di Rondônia, la deviazione del fiume São Francisco nel Pernambuco e la costruzione del Porto Brasil a São Paulo. Tutti questi progetti, oltre ad avere conseguenze catastrofiche per l&#8217;ambiente, costituiscono un grave furto di terre tradizionali indigene. Molte comunità indigene infatti lottano da decenni per il riconoscimento ufficiale delle loro terre tradizionali e per l&#8217;ottenimento di titoli di proprietà giuridicamente riconosciuti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[U.S.A.: Fra deficit e posti di lavoro ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/u-s-a-fra-deficit-e-posti-di-lavoro/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:20:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/u-s-a-fra-deficit-e-posti-di-lavoro/</guid>
<description><![CDATA[Prima che lo stimolo per l’economia fosse firmato dal presidente Barack Obama nel mese di febbraio d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Prima che lo stimolo per l’economia fosse firmato dal presidente Barack Obama nel mese di febbraio di quest’anno, l’economista Paul Krugman aveva scritto nelle pagine del New York Times che i 787 miliardi di dollari nella nuova legge erano insufficienti. Krugman, professore alla Princeton University e vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2008, aveva ragione.Nonostante alcuni bagliori della ripresa economica come dimostra anche l’ascesa di Wall Street, il numero dei disoccupati continua ad aumentare. Secondo il Bureau of Labor Statistics (l’ISTAT) sedici milioni di americani erano disoccupati nel mese di ottobre e tre milioni  e mezzo di posti di lavoro sono svaniti dal mese di gennaio quando Obama fu inaugurato. I fondi inclusi nello stimolo hanno aiutato ma non in modo sufficiente. Il Congresso dunque si sta preparando ad approvare una nuova legge che si concentrerebbe a creare nuovi posti di lavoro e cercherebbe anche di mantenere i posti di lavoro precari. C’è fretta di creare occupazione e si sta pensando a progetti  per costruire strade che si tradurrebbero in nuovi impieghi immediati. Inoltre, si cercherebbe di fornire prestiti a piccole aziende come pure incentivare le ditte di stimolare l’industria manifatturiera negli Stati Uniti e persino di pagare una parte dello stipendio di lavoratori in pericolo di essere licenziati. Da dove verranno i soldi? Un’idea sarebbe di utilizzare fondi non spesi dal salvataggio a Wall Street. Un’altra imporrebbe una tassa di 25 centesimi a tutte le transazioni in borsa. La preoccupazione verte naturalmente sui possibili aumenti al deficit come affermano membri del Partito Repubblicano. Il GOP inoltre rivendica la posizione contraria allo stimolo dicendo che non ha recato i benefici promessi. Spendere altri soldi per un programma che non ha funzionato sarebbe solo allargare la ferita. Il deficit disturba i repubblicani adesso che non sono al governo. Quando controllavano sia le due Camere che la Casa Bianca il deficit gli importava ben poco. Se i democratici hanno la reputazione di “tax and spend” (tassa e spendi), i repubblicani ne hanno una peggiore di spendi e taglia le tasse che non fa altro che aumentare il deficit. Per i repubblicani la risposta allo stimolo economico è la solita storia di ridurre le tasse. L’idea di prestarsi soldi per investire in posti di lavoro però ha merito dato che ciò stimolerebbe l’economia specialmente perché i soldi saranno spesi in America. In effetti, sarebbe un investimento. Se invece i prestiti saranno usati per una guerra non necessaria come quella in Iraq allora si tratta di null’altro che sprechi. Per l’americano medio l’idea del deficit vuol dire ben poco. Scegliendo fra un aumento al deficit ed un posto di lavoro sarebbe ben facile per i disoccupati. Ma anche quelli che sono già impiegati riceverebbero benefici dai nuovi posti di lavoro. La ridotta preoccupazione di perdere il lavoro li incoraggerebbe a spendere di più stimolando in tal modo l’economia. Negli ultimi mesi la Camera ed il Senato hanno fatto molti progressi sulla riforma sanitaria. Il Senato fra breve inizierà il dibattito sulla questione e si spera che la riforma divenga legge. Secondo il non-partisan Congressional Budget Office, il disegno di legge del Senato sulla riforma sanitaria ridurrebbe il deficit di 130 miliardi di dollari in dieci anni. L’altra patata bollente per l’amministrazione di Obama è ovviamente la guerra in Afghanistan. L’aumento delle truppe americane nella nazione asiatica richiederà altri sforzi umani ma anche economici che alcuni democratici vorrebbero risolvere mediante una tassa speciale. L’economia rimane però l’altro punto cardine per il Paese ma anche per la politica in vista delle elezioni di mid-term che non sono tanto lontane. Una ripresa economica vibrante con progressi significativi sulla creazione di nuovi posti di lavoro aiuterebbe in modo notevole Obama ed i democratici. Nel mese di febbraio di quest’anno Krugman aveva scritto sulla “buona probabilità” che Obama richiederebbe un altro pacchetto di stimolo. Aveva ragione. La prossima volta che Krugman parlerà Obama sarebbe saggio di ascoltarlo. (Domenico Maceri San Luis Obispo, CA, USA)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlusconi e i tentacoli della "piovra"]]></title>
<link>http://caffenews.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-e-i-tentacoli-della-piovra/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:01:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
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<description><![CDATA[La strage di Capaci Il Premier Silvio Berlusconi scherza, arrivato all&#8217;aeroporto di Olbia lo s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignright" style="width: 299px"><img title="strage di capaci" src="http://www.sestopotere.com/dis_foto/BombaFalcone.jpg" alt="" width="289" height="240" /><p class="wp-caption-text">La strage di Capaci</p></div>
<p>Il Premier Silvio Berlusconi scherza, arrivato all&#8217;aeroporto di Olbia lo scorso sabato, con una barzelletta ed alcune battute sulla mafia. Riprende così la parola in seguito alla notizia, diffusa dai quotidiani Il Giornale e Libero, secondo cui egli sarebbe stato destinatario, ad ottobre scorso, di un avviso di garanzia in un&#8217;indagine condotta dalla Procura di Firenze proprio sulla mafia e le sue stragi dei primi anni &#8216;90. Notizia poi rivelatasi &#8220;falsa&#8221; e smentita proprio dalla Presidenza del Consiglio di Palazzo Chigi, echeggiata anche dalla stessa Procura fiorentina che porta avanti ormai da tempo questa importante inchiesta su alcuni degli attentati più gravi della storia del terrorismo mafioso.<br />
Berlusconi scherza e fa battute, non senza lasciare il segno, come è da sempre abituato a fare, e non senza scatenare nuove polemiche tra politica e media. Polemiche che hanno certamente risvolti a due passi dalla politicizzazione delle idee e delle opinioni.</p>
<blockquote><p><span style="color:#008000;"><strong>Come sempre, quando si parla dell&#8217;attuale Premier, così come di altri personaggi-chiave del nostro mondo politico, è praticamente impossibile rimanere imparziali o apparire ancora tali agli occhi dell&#8217;opinione pubblica. Per questo, il pensiero che Caffè News Magazine vuole in questa sede manifestare è ben lontano dalla becera personalizzazione della politica che noi tutti stiamo subendo ormai da lungo tempo. </strong></span></p></blockquote>
<p>Una personalizzazione che fa rima con la precedente stagione dell&#8217;ideologizzazione delle posizioni politiche, fase da cui siamo tutti scappati a gambe levate alla prima occasione storica favorevole. E, sarà un caso, proprio nel seno di quella fase storica (Tangentopoli e, appunto, le stragi di mafia) si è innestata l&#8217;era politica di Berlusconi, che della personalizzazione politica è altrettanto vittima che artefice.</p>
<p>Ma andiamo nel merito di questa vicenda, e riportiamo testualmente, come raccolte da un&#8217;agenzia di stampa, le parole che il Premier ha pronunciato ad Olbia e che, ormai da diverse ore, hanno fatto il giro dell&#8217;intero panorama mediatico e dell&#8217;informazione:</p>
<blockquote><p><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;Se trovo quelli che hanno scritto i libri sulla piovra, che ci hanno fatto conoscere nel mondo per la mafia, giuro che li strozzo&#8221;.</strong></span></p></blockquote>
<p><img class="alignleft" style="margin:10px;" title="berlusconi" src="http://riva.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2009/06/berlusconi.jpg" alt="" width="150" />Silvio Berlusconi minaccia una scherzosa &#8220;strozzatura&#8221; ai danni di tutti coloro che si sono permessi di raccontare la mafia italiana e di farne girare la notizia in tutto il mondo. Si tratta di danno di immagine, un concetto ed una categoria che ben si addicono ad un&#8217;idea  &#8220;imprenditoriale&#8221; e &#8220;commerciale&#8221; della politica e della cittadinanza. Una verità (perché la mafia è una verità, è per diventare tale è stato necessario il sacrificio di centinaia di uomini e donne italiani) che è scomoda, che non va spifferata ai quattro venti perché provoca una degenerazione dell&#8217;immagine italiana nel mondo. &#8220;Italiani, questi mafiosi&#8221; dirà qualcuno, qualcun altro lo penserà, e ci penserà sopra prima di contrattare con imprese italiane, di fare affari in Italia, di scambiare merci o altri beni e servizi con persone che provengono o vivono nel Bel Paese.<br />
E proprio questo, probabilmente, si vuole evitare: che il Bel Paese smetta di essere tale. E in ciò ci si dimentica (Berlusconi dimentica) che il nostro Paese è sempre bello per le ricchezze naturali, culturali e sociali di cui dispone; ma <strong><span style="color:#008000;">non per questo il nostro Paese non è mai e in nessun caso brutto e sporco, cattivo e pericoloso, e lo è proprio là dove la bellezza non è entrata a scardinare la porta dell&#8217;inferno.</span> </strong></p>
<blockquote><p><span style="color:#ff0000;"><strong>Fare della mafia una questione di immagine è come pensare che della mafia, in Italia, ci sia solo l&#8217;immagine. </strong></span></p></blockquote>
<p>Un&#8217;idea che ben si concilia con il pensiero che il nostro Primo Ministro ha dimostrato di nutrire nei confronti della Magistratura, che ha il compito di combattere a ritmo di sentenze proprio il fenomeno mafioso. Un&#8217;idea che ben si concilia con l&#8217;esperienza di un uomo che prima di diventare politico è stato imprenditore, e tale rimane nonostante tutte le sterili discussioni e le polemiche sul conflitto di interessi.</p>
<p>Berlusconi con le sue battute sentenziose e &#8220;forti&#8221; se l&#8217;è presa, dunque, in un sol colpo con l&#8217;intero mondo della cultura cosìddetta &#8220;impegnata&#8221;, quella cultura che non si limita a dilettare in maniera &#8220;inutile&#8221; (meglio dire &#8220;fine a se stessa&#8221;), ma vuole raccontare fenomeni e dinamiche, spiegare cosa succede, chiarire come vanno le cose e mostrare al mondo verità nascoste. Per questo ruolo sono passati tanti uomini e tante donne che da molti vengono oggi ritenuti &#8220;eroi&#8221;. Per questo ruolo, per questo compito civile, passano ancora oggi i tanti professionisti e liberi pensatori che cercano di uscire dalla massa del banale e del mediocre, anche se è sempre opportuno tenere esclusi da questa &#8220;cultura impegnata&#8221; tutti coloro che lo fanno solo per interessi privatistici o per motivazioni politicizzate. Tutti gli altri, spesso anche in condizioni di arrancare tra le mille difficoltà di un mestiere difficile, andrebbero lodati, perché se il nostro Paese è bello è anche merito loro.</p>
<blockquote><p><span style="color:#008000;"><strong>Se la gente comune, tra una battaglia politica e l&#8217;altra, riesce ancora a respirare con la propria mente lo si deve anche a chi racconta le gesta e l&#8217;impegno dei piccoli e grandi eroi dell&#8217;antimafia. Perché raccontare la mafia e spifferarla al mondo intero significa anche e soprattutto parlare di chi la mafia l&#8217;ha combattuta e la combatte.</strong></span></p></blockquote>
<p>Tra queste persone non si può non includere lo scrittore Roberto Saviano. E va ricordato lui in particolare e più degli altri non soltanto perché è il personaggio dell&#8217;antimafia maggiormente esposto in questo momento, ed anche il più vicino al sentire comune delle persone: va ricordato lui perchè proprio Saviano ha rivolto delle parole al Premier Berlusconi nelle ultime settimane, pregandolo di ritirare il disegno di legge sul cosìddetto &#8220;processo breve&#8221;. Parole che lo scrittore ha adeguatamente e credibilmente protetto da qualsiasi accusa di politicizzazione o di schieramento precostituito delle idee. Ma non è stato sufficiente a difenderle, quelle parole. Le accuse di politicizzazione, per il semplice fatto di aver parlato di politica con gli argomenti del cittadino e dello scrittore, sono arrivate eccome, e da più parti. E allora è possibile e lecito fare il processo inverso: accusare Berlusconi di essere contro Saviano, per il solo fatto che egli ha parlato della cultura con gli argomenti della politica e dell&#8217;imprenditoria. Ma noi non lo faremo, non in questa sede, non attraverso le pagine del nostro &#8220;Caffè&#8221;. Ci è sembrato opportuno quantomeno precisare dove iniziano e dove finiscono le &#8220;accuse&#8221; del Capo del Governo, e quali implicazioni, come minimo, portano con sé. Nella speranza che mai più ci si fraintenda nel nostro Paese su quale sia la nostra bellezza e quale la nostra lettera scarlatta, ad effetto autoinfamante.</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#008000;"><strong>Simone Aversano</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Svizzera, no ai nuovi minareti, la proposta passa con il 57,5%]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/svizzera-no-ai-nuovi-minareti-la-proposta-passa-con-il-575/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 16:48:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/svizzera-no-ai-nuovi-minareti-la-proposta-passa-con-il-575/</guid>
<description><![CDATA[Gli elvetici hanno votato sulla proposta dell&#8217;estrema destra Soltanto quattro cantoni su 26 l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><img src="http://archivi.diariodelweb.it/im/620/109091.jpg" alt="http://archivi.diariodelweb.it/im/620/109091.jpg" /></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Gli elvetici hanno votato sulla proposta dell&#8217;estrema destra<br />
Soltanto quattro cantoni su 26 l&#8217;hanno bocciata</strong></span><!-- fine OCCHIELLO --></h1>
<h1></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO --><strong>&#8220;Sorpresa e delusione&#8221; dell&#8217;Organizzazione della conferenza islamica e dei vescovi<br />
&#8220;Costernata&#8221; Amnesty International. I Verdi pensano a un ricorso alla Corte di Strasburgo</strong><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p>.</p>
<div id="adv160x600r" style="display:none;">// </div>
<div id="multimedia">
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/svizzera-referendum/svizzera-referendum/ansa_17323108_28090.jpg" alt="Svizzera, no ai nuovi minareti la proposta passa con il 57,5%" width="230" /></div>
<div class="fotosxb">.</div>
</div>
<p><!--end multimedia--></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <span style="color:#ea0000;"><strong>GINEVRA &#8211; Gli svizzeri</strong> <strong>si sono pronunciati </strong></span>a grande maggioranza per il divieto di costruzione di nuovi minareti nel loro Paese. Il referendum sulla proposta di modifica costituzionale promosso dalla destra nazional-conservatrice ha visto prevalere i sì con il 57,5%. Solo in quattro cantoni su 26 la proposta è stata respinta. Verrà pertanto modificato l&#8217;art.72 della Costituzione, che regola le relazioni tra lo Stato e le confessioni religiose.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Molte le reazioni di preoccupazione</strong></span> e di forte critica nei confronti del risultato referendario. I Verdi svizzeri esamineranno la possibilità di inoltrare ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo: &#8220;I musulmani non hanno ricevuto solo una sberla, ma addirittura un pugno in faccia&#8221;, ha detto il presidente del partito, Ueli Leuenberger. A suo avviso l&#8217;iniziativa è incostituzionale e l&#8217;esito del referendum è il risultato di &#8220;una propaganda estremamente ben fatta, che ha fatto leva sui pregiudizi&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>&#8220;Sorpresa e delusione&#8221;</strong></span> da parte dell&#8217;Organizzazione della conferenza islamica (Oci): &#8220;Ci aspettavano un rifiuto massiccio&#8221;, ha detto l&#8217;ambasciatore dell&#8217;Oci a Ginevra, Babacar Ba, secondo il quale il risultato del voto in Svizzera è una porta aperta per chi vuole mettere in dubbio le libertà fondamentali. &#8220;Bisogna ritrovare un ambito di dialogo per evitare pregiudizi&#8221;, ha detto Babacar Ba.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Analoga la posizione</strong></span> della Conferenza dei vescovi svizzeri: la vittoria del sì al referendum, si legge in un comunicato, è &#8220;un ostacolo sulla via dell&#8217;integrazione e del dialogo interreligioso nel mutuo rispetto&#8221;. &#8220;Non abbiamo saputo rispondere ad alcune paure legate all&#8217;integrazione di diverse religioni e culture in Svizzera&#8221;, ha ammesso il portavoce Walter Mueller, secondo il quale sul risultato ha influito anche la situazione dei cristiani, vittime di discriminazione e oppressione in alcuni Paesi musulmani.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--> </div>
</div>
<div id="testo"><!--/inserto--> .<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>A dichiararsi costernata</strong></span> per i risultati del referendum è anche Amnesty International: si tratta, si legge in un comunicato dell&#8217;organizzazione, di &#8220;un divieto totale che rappresenta una violazione della libertà di religione ed è incompatibile con le convenzioni internazionali firmate dalla Confederazione&#8221;. Il risultato è &#8220;scioccante&#8221;, afferma il segretario generale della sezione svizzera dell&#8217;organizzazione, Daniel Bolomey, secondo cui Consiglio federale e Parlamento si sono assunti un rischio enorme rifiutandosi di dichiarare nulla l&#8217;iniziativa.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Il no ai minareti</strong></span> non è un no al diritto di preghiera per i musulmani, ha affermato il parlamentare svizzero Oskar Freysinger dell&#8217;Unione democratica di centro (Udc), tra i principali promotori del referendum. E ancora: &#8220;Il divieto dei minareti non cambierà niente per i musulmani che potranno continuare a praticare la loro religione, a pregare e a riunirsi. Si tratta di un messaggio, la società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell&#8217;Islam&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Nei giorni scorsi </strong></span>il Consiglio federale svizzero, organo esecutivo del governo della Confederazione, si è più volte espresso contro l&#8217;iniziativa, giudicata discriminatoria, pericolosa e rischiosa per i rapporti della Svizzera con il mondo arabo. In Svizzera i musulmani sono 400mila, il 5% della popolazione, e dispongono di circa 200 luoghi di preghiera, ma solo quattro minareti, che non sono usati per richiamare i fedeli.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Il Partito popolare svizzero </strong></span>(Svp) ha raccolto 100mila firme in un anno e mezzo per ottenere che la questione fosse sottoposta a referendum sulla base dell&#8217;assunto che l&#8217;erezione di torri o torrette collegate alle moschee è il simbolo di una &#8220;rivendicazione di potere politico-religiosa&#8221;. La campagna che ha preceduto il referendum è stata animata e a tratti violenta: una moschea di Ginevra è stata danneggiata tre volte e il presidente Hans-Rudolf Merz si è rivolto alla nazione con un messaggio tv per sottolineare che &#8220;ai musulmani dovrebbe essere garantito il diritto di praticare la propria religione anche in Svizzera&#8221;, ma anche per avvertire che nelle valli elvetiche &#8220;non echeggerà mai il canto del muezzin&#8221;.</div>
<div>.</div>
<div><strong>29 novembre 2009</strong></div>
<div>.</div>
<div>fonte:<a href="http://http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/svizzera-referendum/svizzera-referendum/svizzera-referendum.html?rss" target="_blank"> http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/svizzera-referendum/svizzera-referendum/svizzera-referendum.html?rss</a></div>
<div>&#8230;</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rubbia: "L'errore nucleare Il futuro è nel sole"]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/rubbia-lerrore-nucleare-il-futuro-e-nel-sole/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:26:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parla il Nobel per la Fisica: &#8220;Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><img src="http://www.mil2002.org/stampa/figure/termosolare.jpg" alt="http://www.mil2002.org/stampa/figure/termosolare.jpg" /></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Parla il Nobel per la Fisica: &#8220;Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati&#8221; </strong></span></h1>
<h3><strong>La strada da percorrere? &#8220;Quella del solare termodinamico. Spagna, Germania e Usa l&#8217;hanno capito. E noi&#8230;&#8221;</strong></h3>
<p>.</p>
<p><strong><span class="txt12">di <span style="color:#ea0000;">ELENA DUSI</span></span></strong></p>
<h3><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p>.</p>
<div id="adv160x600r" style="display:none;">// <a href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/ambiente/interna/615862734/Left/default/empty.gif/35643230653737333462306437393030" target="_blank"><img src="http://oas.repubblica.it/0/default/empty.gif" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a></div>
<div id="multimedia">
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-intervista/stor_4098980_32160.jpg" alt="" width="230" /><!-- fine FOTO1 --><!-- inizio DIDA -->Carlo Rubbia</p>
<p>.</p>
</div>
</div>
<p><!--end multimedia--></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <span style="color:#ea0000;"><strong>ROMA &#8211; Come Scilla e Cariddi,</strong></span> sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell&#8217;energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. &#8220;In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall&#8217;altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell&#8217;Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>La vena di amarezza </strong></span>che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell&#8217;Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Ma in questi giorni il premio Nobel è a Roma, dove ha tenuto un&#8217;affollatissima conferenza su materia ed energia oscura nella mostra &#8220;Astri e Particelle&#8221;, allestita al Palazzo delle Esposizioni da Infn, Inaf e Asi.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Un&#8217;esibizione scientifica </strong></span>che in un mese ha già raccolto 34mila visitatori. Accanto all&#8217;energia oscura che domina nell&#8217;universo, c&#8217;è l&#8217;energia che è sempre più carente sul nostro pianeta. Il governo italiano ha deciso di imboccare di nuovo la strada del nucleare.</div>
<div>.</div>
<div><span style="color:#ea0000;"><strong>Cosa ne pensa?</strong></span><br />
&#8220;Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c&#8217;è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c&#8217;è la prima centrale in via di realizzazione. Questa non è una buona notizia?</strong></span><br />
&#8220;Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell&#8217;Enea, <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/solare/progetto-archimede/progetto-archimede.html"><span style="text-decoration:underline;">a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia,</span></a> mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell&#8217;arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l&#8217;amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L&#8217;unico dubbio ormai non è se l&#8217;energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola&#8230;</strong></span><br />
&#8220;Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l&#8217;energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell&#8217;idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l&#8217;energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici &#8211; a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici &#8211; sono in grado di risolvere il problema dell&#8217;accumulo&#8221;.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>La costruzione di grandi centrali solari nel deserto ha un futuro?</strong></span><br />
<!-- do nothing --> &#8220;Certo, i tedeschi hanno già iniziato a investire grandi capitali nel progetto Desertec. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa durante l&#8217;estate hanno problemi. E nei paesi desertici reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo&#8221;.</div>
<div>.</div>
<div><strong>29 novembre 2009</strong></div>
<div>.</div>
<div>fonte: <a href="http://http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-intervista/rubbia-intervista.html?rss" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-intervista/rubbia-intervista.html?rss</a></div>
<div>&#8230;</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CUBA - Yoani Sanchez senza Internet]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/cuba-yoani-sanchez-senza-internet/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:06:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/29/cuba-yoani-sanchez-senza-internet/</guid>
<description><![CDATA[La blogger commenta su Twitter I suoi ultimi post dettati per telefono . Yoani Sanchez, divenuta la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>La blogger commenta su Twitter</strong></h3>
<h1 class="catenaccio" style="padding-top:12px;padding-bottom:12px;"><span style="color:#ea0000;"><strong>I suoi ultimi post dettati per telefono</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>.</strong></span></p>
<table id="imgesterna" cellspacing="0" cellpadding="0" width="300" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="padding-left:8px;"><img src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/esteri/200911images/yoani05G.jpg" border="0" alt="" width="300" /></td>
</tr>
<tr>
<td class="didascalia" style="padding-left:8px;">Yoani Sanchez, divenuta la voce più popolare dell&#8217;opposizione cubana grazie al suo blog Generazione Y
<p>&#160;</p>
<div><span class="boxocchiello"><span style="color:#ea0000;"><strong>SCRIVI</strong></span> </span><a class="link" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/generaciony/hrubrica.asp?ID_blog=272" target="_self">Generacion Y, il blog di Yoani Sanchez</a></div>
<div>.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Tutto sembra far capire</strong></span> che Juan Juan Almeida &#8211; figlio di Juan Almeida, uno dei padri della Rivoluzione cubana recentemente scomparso &#8211; sia stato arrestato questa sera dalla Sicurezza di Stato senza che stampa e televisione abbiano dato la notizia.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>La sistematica violazione</strong></span> dei diritti umani a Cuba attraversa uno dei momenti più duri. Il sito www.penultimosdias.com, bene informato sulle questioni della dissidenza cubana, afferma che Juan Juan sarebbe detenuto nel carcere di Villa Marista. La Sicurezza di Stato ha contattato Brenda, la sorella di Juan Juan, per dirle: “Tuo fratello non è scomparso, ma è agli arresti per essere uscito in strada con un cartello dal contenuto controrivoluzionario. Domani porta un asciugamano e i suoi effetti personali. Non sappiamo fino a quando resterà in galera”.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Quel cartello conteneva </strong></span>una ferma richiesta di libertà, democrazia e cambiamento. Yoani Sánchez si è occupata della questione lanciando ripetuti messaggi su Twitter. Tra l’altro la blogger sta attraversando un periodo difficile, non può rispondere alle numerose mail che giungono da tutto il mondo (neppure alle mie) perché sono settimane che non riesce a collegarsi a Internet. Persino i suoi ultimi post sono stati dettati per telefono. Ecco alcune dichiarazioni di Yoani Sánchez a proposito di diritti umani e della questione Juan Juan Almeida: “Il mio appoggio va a tutti coloro che non possono uscire ed entrare liberamente nel proprio paese. In questo periodo sono molto vicina a Juan Juan Almeida che è stato arrestato per essere uscito in strada brandendo un cartello che chiedeva democrazia e la rinuncia dell’attuale presidente. Trovo assurdo che nel mio paese si possa arrestare una persona soltanto perché esprime opinioni scrivendole sopra un cartello”.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Indira Omana,</strong></span> la figlia di Juan Juan Almeida mi ha contattato tramite Facebook pregandomi di scrivere un pezzo sulla triste vicenda. Riferisce Indira che la sua famiglia è in pena per la sorte del padre, soprattutto perché non è dato sapere quando verrà rilasciato. Yoani Sánchez prosegue nella sua attività di critica al sistema senza paura di reazioni. Questa notte, durante una riunione clandestina in casa sua, lancerà il libro Boring Home Utopics del blogger Orlando Luís Pardo Lazo (Lunes de Post Revolucion), che festeggia la prima edizione cartacea. Yoani Sánchez desidera ringraziare la scrittrice cubana Zoe Valdés per le sue critiche e per l’attenzione che di solito riserva alle sue parole. Afferma che non può dimenticare i momenti di passione e sentimento con cui ha sempre letto i grandi libri della scrittrice, veri monumenti della cultura cubana.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Yoani ci tiene</strong></span> a stigmatizzare le polemiche interne, sa che la lotta che sta conducendo deve avere un solo nemico e non ci possono essere divisioni. “Sento che noi blogger contemporanei dobbiamo molto al valente lavoro dei giornalisti indipendenti che da oltre vent’anni rischiano sulla propria pelle per produrre informazione libera”, sostiene. Non ci devono essere divisioni tra blogger e neppure tra giornalisti indipendenti.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Yoani riconosce </strong></span>che prima di lei e dei blogger che la circondano sono stati in molti a lavorare per la libertà: Raúl Rivero, Tania Quintero e Julio San Francisco non sono che alcuni. Non servono divisioni, ma unità. Il muro può essere abbattuto soltanto con l’aiuto di tutti: giornalisti indipendenti, oppositori, blogger e cittadini. Il Granma ha insultato Yoani Sánchez, paragonandola a un animale a quattro zampe, ma la blogger controbatte: “Meglio un animale a quattro zampe di un animale che si muove bene nell’opportunismo. In ogni caso la mia regola di vita è non insultare nessuno e non usare la violenza verbale… non voglio lasciare l’esasperazione ai miei figli. In un paese diverso avrei potuto denunciare il Granma per diffamazione, qui non è possibile e poi gli insulti di quel giornale li considero onori”.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>In ogni caso </strong></span>la preoccupazione di queste ore è tutta per Juan Juan Almeida. Yoani Sánchez si rivolge all’agente della Sicurezza di Stato che trattiene il cellulare del dissidente e chiede a viva voce: “Che cosa sta succedendo a Juan Juan? Quando lo rilascerete?”. In uno Stato di diritto esiste la certezza della pena. In uno Stato di polizia esiste l’incertezza su tutto…</p>
<p>.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">Gordiano Lupi</span> <a href="http://www.infol.it/lupi" target="_blank">www.infol.it/lupi</a></strong></p>
<p>fonte:<a href="http://http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200911articoli/49862girata.asp" target="_blank"> http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200911articoli/49862girata.asp</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Iran disponibile a portare uranio all'estero ma vuole garanzie]]></title>
<link>http://frorapi.wordpress.com/2009/11/29/liran-disponibile-a-portare-uranio-allestero-ma-vuole-garanzie/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 12:36:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>frorapi</dc:creator>
<guid>http://frorapi.wordpress.com/2009/11/29/liran-disponibile-a-portare-uranio-allestero-ma-vuole-garanzie/</guid>
<description><![CDATA[TEHERAN (Reuters) &#8211; L&#8217;Iran non si oppone (al progetto) di inviare all&#8217;estero urani]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>TEHERAN (Reuters) &#8211; L&#8217;Iran non si oppone (al progetto) di inviare all&#8217;estero uranio a basso arricchimento ma vuole una garanzia del 100% che in cambio riceverà carburante arricchito da impiegare in un reattore utilizzato per scopi medici.</p>
<p>Lo ha detto oggi il ministero degli Esteri.</p>
<p>&#8220;Nessuno in Iran ha mai detto di essere contrario all&#8217;idea di spedire all&#8217;estero uranio arricchito al 3,5%&#8221;, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Ramin Mehmanparast.</p>
<p>&#8220;Se diciamo che chiediamo il 100% delle garanzie, significa che vogliamo inviare uranio arricchito al 3,5% all&#8217;estero, a condizione che ci venga restituito, con certezza, combustibile arricchito al 20%&#8221;, ha detto in una conferenza stampa.</p>
<p> Fonte:<br />
 http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5AN03P20091124?feedType=RSS&#38;feedName=topNews</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Financial Crisis in South East Europe ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/29/financial-crisis-in-south-east-europe/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:06:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vienna, Austria December 2, 2009 12:00 pm CET Media Call-in Roundtable with John Hegarty, Head, Cent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Vienna, Austria December 2, 2009 12:00 pm CET Media Call-in Roundtable with John Hegarty, Head, Centre for Financial Reporting Reform.  Finance Ministers from eight economies in South, East and Central Europe will meet in Vienna on December 3 in support of a unique regional action plan that will increase stability in their country economies and help support their accession to the EU by accelerating reforms in corporate financial reporting and auditing. The conference, hosted by the World Bank’s Centre for Financial Reporting Reform will include the Finance Ministers from Albania, Bosnia &#38; Herzegovina, Croatia, Kosovo, Macedonia, Moldova, Montenegro and Serbia. The Ministries support the jointly developed “Road to Europe – Program of Accounting Reform and Institutional Strengthening” (REPARIS) plan for the period 2009-2013. The action plan seeks to urgently assist each economy in overcoming the current financial crisis, by improving the climate for internal and external investment, which is important for job creation and economic growth. John Hegarty, Head of the Centre for Financial Reporting Reform, will host an audio conference to explain the challenges that lie ahead and how the plan will help countries to tackle them. Journalists can connect directly to the audio conference by phone.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viaggio della memoria ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/29/viaggio-della-memoria/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:06:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/29/viaggio-della-memoria/</guid>
<description><![CDATA[Berlino 29 novembre.  120 studenti delle scuole superiori romane sono arrivati oggi a Berlino, e vi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Berlino 29 novembre.  120 studenti delle scuole superiori romane sono arrivati oggi a Berlino, e vi resteranno sino al primo dicembre prossimo, con un viaggio organizzato, nell’ambito del Progetto didattico &#8211; educativo “Viaggi nella Memoria. Per non dimenticare la tragedia del ‘900”, dal Comune di Roma &#8211; Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia  e della Gioventù. Ad accompagnare gli studenti l’assessore capitolino alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio, il delegato del Sindaco alla Memoria, Claudio Procaccia e Marcello Pezzetti, direttore scientifico della Fondazione Museo Nazionale della Shoah di Roma e consulente scientifico del  Progetto. Il viaggio di studio nella capitale tedesca per gli studenti romani inizierà dalla Porta di Brandeburgo, simbolo della città e della Germania riunificata, per proseguire con la visita al Memoriale del Muro e al Checkpoint Charlie il più celebre punto di transito tra le due Berlino divise dal muro, per cittadini stranieri,  militari e diplomatici. “Il viaggio a Berlino vede coinvolte per la prima volta le scuole romane e va ad ampliare il Progetto della Memoria  &#8211; ha detto l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio &#8211; ma soprattutto è un’importante  occasione per questi giovani ragazzi nati dopo la caduta del Muro per approfondire, attraverso la visita ai luoghi  simbolo e più rappresentativi della città, una pagina centrale della storia europea e del XX secolo”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sicurezza]]></title>
<link>http://venividiwc.wordpress.com/2009/11/28/sicurezza/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:16:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>venividiwc</dc:creator>
<guid>http://venividiwc.wordpress.com/2009/11/28/sicurezza/</guid>
<description><![CDATA[Un’aspirante attrice, Michaele Salahi, in compagnia del marito, superati senza problemi tutti i cont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un’aspirante attrice, Michaele Salahi, in compagnia del marito, superati senza problemi tutti i controlli, si è imbucata ad un party nella Casa Bianca, facendosi addirittura fotografare col vicepresidente Biden o mentre stringeva la mano ad Obama. Sconcerto espresso dalla sicurezza del premier Berlusconi: “Noi non permetteremmo mai che un’aspirante attrice si infiltri a Palazzo Grazioli o a Villa Certosa. Con il marito”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polonia: presentata una legge per mettere al bando tutti i simboli del comunismo]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/polonia-presentata-una-legge-per-mettere-al-bando-tutti-i-simboli-del-comunismo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:36:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/polonia-presentata-una-legge-per-mettere-al-bando-tutti-i-simboli-del-comunismo/</guid>
<description><![CDATA[la nuova norma, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno Chiunque li uti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>la nuova norma, se approvata, dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno</h3>
<h1><strong><span style="color:#ea0000;">Chiunque li utilizza o ne è in possesso potrebbe rischiare fino a 2 anni di carcere</span></strong></h1>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">.<br />
</span></strong></p>
<table width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Le bandiere rosse potrebbero essere vietate in Polonia a partire dal prossimo anno (Ap)" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/11/27/che2--140x180.jpg" border="0" alt="Le bandiere rosse potrebbero essere vietate in Polonia a partire dal prossimo anno (Ap)" width="140" height="180" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td><strong><span style="color:#ea0000;">Le bandiere rosse potrebbero essere vietate in Polonia a partire dal prossimo anno (Ap)</span></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">MILANO</span></strong> &#8211; Vent&#8217;anni fa, dopo la caduta del Muro di Berlino, decisero di buttare giù le statue di Lenin e di Marx e di seguire le democrazie occidentali. Adesso i politici polacchi hanno presentato un breve emendamento che mette al bando qualsiasi simbolo comunista dal paese dell&#8217;Est europeo. Il Senato ha infatti approvato una modifica all&#8217;articolo 256 del codice penale che dichiara illegali tutti i simboli comunisti. Chiunque li utilizza o ne è in possesso rischia fino a due anni di carcere per aver commesso il reato di «glorificazione del comunismo». Il Presidente della Repubblica Leck Kaczynski lunedì prossimo dovrebbe firmare la legge che probabilmente entrerà in vigore dal prossimo anno. A questo punto anche indossare t-shirt con l&#8217;immagine di Che Guevara o solamente canticchiare l&#8217;Internazionale nelle strade di Varsavia sarà considerato un crimine in Polonia.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>EMENDAMENTO </strong></span>– La nuova legge infatti proibisce espressamente tutte le immagini che inneggiano a sistemi antidemocratici: l&#8217;articolo afferma che è vietata «la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamano al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismi». Uno dei principali promotori della norma è Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del Presidente della Repubblica e capo del partito di opposizione «Legge e Giustizia». Secondo Kaczynski questa legge è sacrosanta perché il comunismo è uno dei simboli negativi del &#8216;900: «Nessuna immagine del comunismo ha diritto di esistere in Polonia &#8211; ha spiegato ai media locali il leader dell&#8217;opposizione &#8211; Il comunismo e il suo sistema genocida deve essere comparato al nazismo». Molti storici polacchi condividono la tesi di Kaczynski: «Quello comunista era un sistema terribile e omicida che ha causato la morte di milioni di vite» ha dichiarato lo storico Wojciech Roszkowski. «Non è sbagliata la comparazione con il nazismo &#8211; sottolinea lo studioso polacco &#8211; e per questo i due sistemi e i loro simboli devono essere trattati allo stesso modo».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>PASSATO CHE NON PASSA</strong></span> &#8211; Sebbene i comunisti non abbiano più alcuna influenza politica, in Polonia sembra che il passato non voglia proprio passare. Nelle scorse settimane la Polonia infatti è stato il Paese che più si è <em><strong>battuto contro la candidatura di Massimo D&#8217;Alema a Ministro degli Esteri dell&#8217;Ue.</strong></em> <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_05/polonia-no-dalema_e24298fa-ca06-11de-9720-00144f02aabc.shtml"><span style="text-decoration:underline;">L&#8217;ambasciatore della Polonia presso la Ue Tombinski definì D&#8217;Alema «un problema»</span></a> <em><strong>per il suo passato comunista</strong></em> e precisò che era più adatto a quest&#8217;incarico «una persona la cui autorità non può essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche passate». Recentemente l&#8217;uscita dell&#8217;ultimo film del famoso regista Andrzej Wajda che racconta il massacro di Katyn durante la Seconda Guerra Mondiale ( i sovietici uccisero oltre 20.000 tra civili e soldati polacchi) ha suscitato un rinnovato odio contro gli oppressori russi.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>LIBERTA&#8217; D&#8217;ESPRESSIONE </strong></span>- Come sottolinea il<a rel="nofollow" href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6934211.ece" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"> Times di Londra</span></a> lo scopo dei politici polacchi è chiaro: «rendere invisibile il comunismo». Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha ribadito che il Palazzo della Cultura e della Scienza, il più alto grattacielo in Polonia, deve essere abbattuto solo perché è un regalo fatto da Stalin ai cittadini di Varsavia. Non importa che, nel corso degli anni, sia diventato una delle strutture simbolo della città: «Se lo abbattessimo, anche la Polonia avrebbe il simbolo della fine del comunismo come la Germania ha i resti del muro di Berlino. Poi in termini ecologici è anche una costruzione molto inquinante». La battaglia contro il comunismo ha comunque il sostegno della popolazione e della stampa: «Il punto centrale è dimostrare che non vi è nulla di romantico o di divertente nel comunismo» dichiara un cronista polacco al Times. «Il comunismo &#8211; prosegue il giornalista &#8211; non è stato un gioco. E neppure un’ideologia che riscaldava il cuore. Il comunismo invece fermava i cuori, li faceva appassire e li rendeva freddi».</p>
<p><!-- google_ad_section_end -->Francesco Tortora<br />
<strong>27 novembre 2009</strong></p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_27/polonia-simboli-comunisti-francesco-tortora_391878b8-db58-11de-abc5-00144f02aabc.shtml">il Corriere della Sera</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gaza, raid aereo israeliano: un morto e tre feriti]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/gaza-raid-aereo-israeliano-un-morto-e-tre-feriti/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:38:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/28/gaza-raid-aereo-israeliano-un-morto-e-tre-feriti/</guid>
<description><![CDATA[La notizia è stata riferita da una fonte militare israeliana . Un morto e tre feriti in un attacco a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#ea0000;"><strong>La notizia è stata riferita da una fonte militare israeliana</strong></span></div>
<div>
<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/1/19/198/1984/19849.jpg" alt="" width="250" height="187" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Un morto e tre feriti</strong></span> in un attacco aereo israeliano nel nord della Striscia di Gaza. È questo il bilancio fornito da una fonte militare di Tel Aviv.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Stando alla stessa fonte,</strong></span> le vittime stavano per lanciare un razzo verso Israele quando sono state colpite dal raid aereo. I quattro apparterrebbero alla fazione radicale Jalijalat, ispirata ad al Qaeda. Hamas sta sostanzialmente rispettando il cessate il fuoco con il Paese ebraico, mentre alcuni tra i piccoli gruppi più radicali continuano a lanciare razzi.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Il bilancio delle vittime non è stato confermato</strong></span> da parte palestinese. Si parla di quattro feriti, di cui uno grave, senza però dare notizia della morte.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/19143/Gaza,%20raid%20aereo%20israeliano:%20un%20morto%20e%20tre%20feriti">Peace Reporter</a></strong></p>
<p><strong><em>&#8230; poi dicono che vogliono solo la loro sicurezza&#8230; elena</em><br />
</strong></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carlo Bevilacqua: Indian Stills ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/28/carlo-bevilacqua-indian-stills/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:26:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/28/carlo-bevilacqua-indian-stills/</guid>
<description><![CDATA[London 1st &#8211; 10th December (and from 11th to 14th December &#8211; 118 Gallery &#8211; Notting]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/indian-vision.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21826" title="indian vision" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/indian-vision.jpg?w=225" alt="" width="159" height="211" /></a>London 1st &#8211; 10th December (and from 11th to 14th December &#8211; 118 Gallery &#8211; Notting Hill )  a selection of Indian Stills, the Polaroid b/w work of the photographer Carlo Bevilacqua, will be featured at the joint exhibition of of photographs Indian Visions at  The Nehru Centre of  London.Indian Visions is a dramatic and thought-provoking selection of images by Indian and international photographers curated by Robin Saikia of Gallery 118, who has dedicated the exhibition to his late cousin Ashok Saikia, the distinguished former Joint Secretary at the Prime Minister&#8217;s Office and himself a keen photographer. Spectacular aerial kite photography by Nicolas Chorier will be shown alongside intimate scenes of working life by Diwan Manna. Vinita Agarwal&#8217;s studies of life in Rajasthan complement prizewinning images by Carlo Bevilacqua. Ravi Agarwal shows striking studies of environmental issues alongside beautifully textured Mumbai street scenes by Katarina Baliova. (Indian vision)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bosnia-Erzegovina: stimoli economia ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/28/bosnia-erzegovina-stimoli-economia/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:17:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/28/bosnia-erzegovina-stimoli-economia/</guid>
<description><![CDATA[La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha annunciato ieri la firma di tre contratti di prestito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha annunciato ieri la firma di tre contratti di prestito, per un totale complessivo di 110 milioni di euro, intesi a stimolare l’economia della Bosnia-Erzegovina e sostenerne l’impegno verso una ripresa.  50 milioni di euro, attraverso Intesa Sanpaolo Banka, dedicati alle piccole e medie imprese (PMI) e ai progetti prioritari. 50 milioni di euro, per il tramite della Banca per lo sviluppo e gli investimenti della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina (IRBRS), destinati alle PMI e ai progetti infrastrutturali locali. 10 milioni di euro, attraverso LOK Microfinance, per le piccole e microimprese, anche di recente costituzione. Queste tre operazioni contribuiscono in misura rilevante allo sviluppo di progetti nei settori economici non adeguatamente sostenuti dai servizi finanziari e all’offerta di risorse a un ampio ventaglio di piccole e microimprese, con beneficio di una parte importante dell’economia locale.   I primi due contratti sono stati siglati in occasione della visita ufficiale in Bosnia-Erzegovina effettuata da Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani occidentali. Il terzo, a favore di una fondazione attiva nel settore della microfinanza, era stato firmato in ottobre. Il Vicepresidente della BEI ha incontrato il Ministro delle finanze e del tesoro della Bosnia-Erzegovina, Dragan Vrankic, e il Ministro delle finanze della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Vjekoslav Bevanda.  Si tratta di un prestito da 50 milioni di euro diretto a finanziare i progetti su piccola e media scala promossi dalle PMI o dalle autorità locali negli ambiti dell’economia della conoscenza, dell’energia e della tutela dell’ambiente in tutto il Paese. Almeno il 70% del finanziamento sarà dedicato ai progetti delle PMI.<br />
La Banca europea per gli investimenti (BEI), l’istituzione dell’Unione europea (UE) per l’erogazione di prestiti a lungo termine, sostiene progetti di investimento validi che promuovono gli obiettivi politici dell’Unione.  Nei Paesi dei Balcani occidentali, le operazioni di finanziamento della Banca contribuiscono ad agevolare il processo di integrazione con l’UE. Tra il 2001 e il 2009 la BEI ha concesso prestiti alla Bosnia-Erzegovina per un totale di 1 023 milioni di euro. L’intervento della Banca nel Paese ha finora riguardato in via prioritaria il finanziamento di progetti delle PMI e nei settori dei trasporti, dell’energia e dell’ambiente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[European churches responding to migration 2010]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/28/european-churches-responding-to-migration-2010/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 23:29:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[A meeting of some 70 representatives of churches from across Europe and participants from  other wor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">A meeting of some 70 representatives of churches from across Europe and participants from  other world regions today in Budapest launches the focus year of “European Churches responding to Migration” &#8211; a joint initiative of the Conference of European Churches and the  Churches Commission for Migrants in Europe. Tonight s official launch is hosted by the Reformed Church in Hungary and “marks the  beginning of activities by which churches in Europe seek to make visible the churches’ commitment to strangers, responding to the message of the Bible, which insists on the dignity of every human being throughout the year 2010”, the General Secretary of the Conference of  European Churches, the Ven. Colin Williams, stated. “Churches shall be encouraged to  strengthen and enhance their work with and for migrants, refugees and ethnic minority people.”  At the same time, the activities aim at improving the situation of migrants in Europe very  concretely – through joint advocacy for migrants’ and refugees’ right to a long-term residence  status after five years of legal stay, irrespective of the grounds of stay.  The launch is part of a three-day-conference, in which participants exchange how their churches are addressing migration &#8211; as an issue related to the unity of the church, the socio-diaconal  calling of the church and the political involvement of the church. Speakers from across Europe will give testimonies of their work. Participants from the World Council of Churches Global Ecumenical Network on Migration will offer their observation on the work in Europe from an external perspective.  Tonight s launch will feature the presentation of a calendar for the year 2010. The calendar highlights specific area of churches work on migration and encourages churches to further  develop and give more visibility to these activities. Suggestions range from organising bible studies between congregations with different ethnic background and joint worship of congregations worshipping in different languages to the setting up psychological support for  refugees and advocacy for irregular migrants. “Migration has become a reality in almost all European countries, be they more immigration,  emigration or transit migration countries,” CCME General Secretary Doris Peschke stated. “It is important to recognise this reality and overcome fears in our societies. Migration is a blessing and not a curse,” she added, as churches have a rich biblical basis to understand migration in a more positive way</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come la propria voce sentita da fuori ...]]></title>
<link>http://unnomeacaso.wordpress.com/2009/11/27/come-la-propria-voce-sentita-da-fuori/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:09:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gray</dc:creator>
<guid>http://unnomeacaso.wordpress.com/2009/11/27/come-la-propria-voce-sentita-da-fuori/</guid>
<description><![CDATA[Niente parole, solo un piccolo collage, per renderci conto di come ci vedono da fuori &#8230;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Niente parole, solo un piccolo collage, per renderci conto di come ci vedono da fuori &#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Paa-353GClY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Paa-353GClY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/cmurH-jtIIo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/cmurH-jtIIo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i59vTwg6Fdw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i59vTwg6Fdw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Irlanda, Vaticano sotto accusa: "Ostacolò il rapporto sulla pedofilia" / Seduce un allievo di 15 anni: arrestata insegnante di religione]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/irlanda-vaticano-sotto-accusa-ostacolo-il-rapporto-sulla-pedofilia-seduce-un-allievo-di-15-anni-arrestata-insegnante-di-religione/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il caso esploso in seguito a un reportage shock dell&#8217;emittente inglese Bbc La commissione d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><img src="http://www.ciropiccinini.it/media/1/20070521-pedofilo.jpg" alt="http://www.ciropiccinini.it/media/1/20070521-pedofilo.jpg" /></h3>
<h3><strong>Il caso esploso in seguito a un reportage shock dell&#8217;emittente inglese Bbc</strong></h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>La commissione d&#8217;inchiesta sugli abusi denuncia l&#8217;ostruzionismo della Santa Sede</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>.</strong></span></p>
<h1><!-- fine TITOLO --></h1>
<div><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano/stor_17311754_17350.jpg" alt="Irlanda, Vaticano sotto accusa &#34;Ostacolò il rapporto sulla pedofilia&#34;" width="230" /></div>
<div>.</div>
<p><!--end multimedia--></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <span style="color:#ea0000;"><strong>LONDRA</strong> </span><strong><span style="color:#ea0000;">- Il Vaticano ignorò la commissione d&#8217;inchiesta</span> </strong>sugli abusi pedofili da parte di sacerdoti nell&#8217;arcidiocesi di Dublino e sulla loro gestione da parte dei vertici della Chiesa locale. E&#8217; la denuncia contenuta nel rapporto della commissione presentato ieri e citato dall&#8217;emittente inglese <em>Bbc</em>, che nel 2007 aveva trasmesso un reportage shock sulle violenze sessuali dei preti irlandesi.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>La commissione guidata</strong></span> dal magistrato Yvonne Murphy chiese nel 2006 dettagli dei rapporti sugli abusi inviati alla Santa Sede dall&#8217;arcidiocesi di Dublino. Ma il Vaticano, secondo il rapporto, non rispose, limitandosi a comunicare al ministero degli Esteri irlandese che &#8220;la richiesta non era andata attraverso gli appropriati canali diplomatici&#8221;. La commissione ha sottolineato però che era indipendente dal governo e quindi non aveva ritenuto opportuno usare canali diploamtici.<br />
Fu anche ignorata, secondo la <em>Bbc</em>, una richiesta di informazioni avanzata al nunzio apostolico a Dublino nel febbraio 2007, in cui la commissione chiedeva tutti i documenti rilevanti (gli abusi e la loro gestione toccati dall&#8217;inchiesta vanno dal 1975 al 2004) in suo possesso. Non ci fu risposta neanche alla richiesta di commento al rapporto, parte del quale fu inviato al Nunzio, visto che menzionavano il suo ufficio.<br />
.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>L&#8217;<em>Irish Times</em> cita oggi</strong></span> un portavoce della Santa Sede, per il quale &#8220;si tratta di una questione che riguarda la chiesa locale&#8221;. Il responsabile attuale dell&#8217;arcidiocesi di Dublino, Diarmuid Martin, ha ieri espresso &#8220;dolore e vergogna&#8221; per la vicenda degli abusi e per come furono coperti dai vertici della chiesa cattolica di Dublino, offrendo le sue &#8220;scuse&#8221; alle centinaia di vittime delle violenze.<br />
<!--inserto-->
<p>&#160;</p>
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</div>
<div id="testo"><!--/inserto--> .<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Anche in Italia </strong></span>il caso era esploso dopo la <a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/rai-cda/trasmissione-annozero/trasmissione-annozero.html?ref=search"><span style="text-decoration:underline;">messa in onda del servizio dell&#8217;emittente inglese</span></a> <em>Sex crimes and the Vatican </em>durante una puntata di Annozero su Raidue. Il video racconta di 100 bambini e bambine abusati da 26 sacerdoti che il giornalista della <em>Bbc</em> sostiene siano stati coperti dal Vaticano, dalla Chiesa di Roma e dall&#8217;allora cardinale Ratzinger, a capo della Congregazione della Dottrina della Fede.</div>
<div>.</div>
<div><strong>27 novembre 2009</strong></div>
<div>.</div>
<div>fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano.html?rss" target="_blank"> http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano.html?rss</a></div>
<div>____________________________________________________________</div>
<div>
<h3>È successo a Knutsford, in inghilterra</h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Seduce un allievo di 15 anni:<br />
arrestata insegnante di religione</strong></span></h1>
<h2>La donna ha avuto rapporti sessuali con il minorenne, dopo avergli mandato messaggi su Facebook</h2>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>MILANO</strong> <strong>- Un&#8217;insegnante di religione</strong></span> ha sedotto un suo allievo di 15 anni anche grazie a Facebook e ha chiuso la storia dopo nove giorni, durante i quali ha avuto numerosi incontri sessuali con il ragazzino (uno anche a casa sua, mentre le due figlie adolescenti erano fuori) e lo ha pure convinto a farsi tatuare il suo nome e un cuore sul braccio, a conferma del loro legame. Ora la 39enne Madeleine Martin di Knutsford, nel Cheshire, dovrà passare i prossimi 32 mesi in una cella e, per disposizione della Manchester Crown Court, il suo nome è finito sul &#8220;Sex Offenders Register&#8221;, mentre il ragazzino è stato costretto a lasciare l’istituto Greater Manchester per le continue prese in giro da parte dei compagni di scuola.<br />
.<br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>LA VICENDA</strong></span></span> &#8211; Stando a quanto è emerso, nel gennaio scorso la donna (che all&#8217;epoca aveva dei gravi problemi matrimoniali e familiari che hanno poi portato al divorzio e alla morte per cancro della sorella) avrebbe letteralmente perso la testa per il quindicenne che le era stato assegnato affinché lo aiutasse nello studio e avrebbe, perciò, cominciato a tartassarlo di messaggi su Facebook e a fargli un sacco di regali, fra cui un telefono cellulare. Un mese dopo la loro relazione sarebbe diventata decisamente più intima e i due avrebbero cominciato ad avere rapporti sessuali: il primo fu in un parcheggio, sul sedile posteriore della macchina della Martin, mentre due giorni più tardi la cosa si ripeté al &#8220;Daisy Nook Country Park&#8221; vicino Oldham e 48 ore dopo i due si incontrarono nuovamente nella casa vuota di uno zio del ragazzino. A quel punto, la donna decise di cambiare il suo account su Facebook per evitare che la storia venisse scoperta e, quindi, invitò il quindicenne in casa propria, approfittando dell’assenza delle figlie, per fare sesso, mentre il 9 febbraio lo portò da un tatuatore, perché gli incidesse sulla pelle il nome “Mad” e un cuore.<br />
.<br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>LA FINE</strong></span></span> &#8211; Pochi giorni dopo, però, i due stabilirono di porre fine alla relazione “di comune accordo” e due mesi più tardi lo studente, che nel frattempo era entrato in uno stato quasi catatonico, trovò il coraggio di confessare l&#8217;accaduto ai fratelli. Questi raccontarono tutto alla madre (che a quei tempi stava assistendo il padre malato terminale) che chiamò la polizia e denunciò così l’insegnante del figlio. «Questa è una storia molto triste per tutti, a cominciare da lei – ha spiegato il giudice Jonathan Geake rivolto all’imputata – perché piuttosto che un mentore nel vero senso della parola, ha usato la sua vittima come un aiuto emotivo per i problemi che stava vivendo ed ha abusato della sua fiducia, attirando il ragazzo in una relazione intima che non sarebbe mai dovuta iniziare e di cui gli resterà un ricordo indelebile per via di quel tatuaggio». E le traversie personali della Martin sono state al centro della requisitoria della difesa, che però nulla ha potuto di fronte all’evidenza delle prove e delle accuse contro l’insegnante. «Gli eventi familiari di quei mesi avevano lasciato la mia cliente depressa e vulnerabile – ha spiegato l’avvocato Mark Fireman – e l’hanno così spinta ad intraprendere azioni che non avrebbero mai dovuto avere luogo. Lei non voleva iniziare una relazione a sfondo sessuale, ma questa cosa è cresciuta con il passare del tempo. Ora lei ha perso tutto, il suo buon nome e la sua promettente carriera, e ha svergognato se stessa e la sua famiglia, ma ammette la piena responsabilità dell’accaduto e si rammarica davvero amaramente di quanto ha fatto».</p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Simona Marchetti</strong></span><br />
<strong>26 novembre 2009</strong></p>
<p>.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_26/insegnante_religione_facebook_studente_sesso_marchetti_5e932a7c-da8e-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank"> http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_26/insegnante_religione_facebook_studente_sesso_marchetti_5e932a7c-da8e-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Venezuela: il socialismo e le libertà civili. ]]></title>
<link>http://ilsecoloxxi.wordpress.com/2009/11/27/venezuela-il-socialismo-e-le-liberta-civili/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:59:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilsecolo21</dc:creator>
<guid>http://ilsecoloxxi.wordpress.com/2009/11/27/venezuela-il-socialismo-e-le-liberta-civili/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Per quelli che sanno del Venezuela solamente che è il paese dalle donne più belle del mondo e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p>Per quelli che sanno del Venezuela solamente che è il paese dalle donne più belle del mondo e lo Stato che capeggia il movimento verso il socialismo nell&#8217;America Latina,  un ritratto dei giornalisti del El Libertario pone nuova luce sul<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Venezuela#Hugo_Ch.C3.A0vez_e_la_.E2.80.9CRivoluzione_Bolivariana.E2.80.9D"> processo Bolivariano</a>, raccontando quanto possa essere difficile la dissidenza in una paese socialista.  L’assassinio di un attivista dei diritti umani a Barquisimento rivela la sistematica politica dello Stato venezuelano contro la dissidenza e le classi popolari.<!--more--></p>
<p>Durante la mattina del 26 novembre viene assassinato nella città di Barquisimento Mijail Martinez, di 24 anni, video attivista e collaboratore del Comitato delle Vittime contro l’Impunità dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lara_(stato)">Stato Lara</a>.<br />
Secondo le testimonianze, due individui sconosciuti avvicinano Mijiail  di fronte alla sua abitazione e dopo averlo chiamato per nome gli sparano diverse volte nel petto. La vittima era un produttore di materiale audiovisivo che lavorava in un programma della televisione  con il padre,  vecchio militante boliviariano ed ex deputato del Consiglio legislativo della regione, il quale a causa delle multiple contraddizioni del processo bolivariano ha esposto varie denuncie riguardo l’implicazione di alti funzionari del governo e della polizia in fatti di corruzione e violazione dei diritti umani. Nelle dichiarazioni offerte ai media il padre Victor segnala che il movente è un assassinio politico che cerca di mettere al silenzio le sue segnalazioni:” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Ch%C3%A1vez">Chavez</a> ti ho aiutato quando eri solo in carcere e nessuno si muoveva per te, sei il responsabile della morte di mio figlio e di molti delitti che vengono commessi, perché invece di essere il primo garante della Costituzione, sei il primo violatore, e a causa di ciò tutti i venezuelani pagano con l’insicurezza che viviamo nel paese.”</p>
<p>Questo crimine politico si realizza in un contesto regionale di profonda degradazione dei differenti livelli di potere governativo. Come hanno segnalato le organizzazioni dei diritti umani come PROVEA (<a href="http://www.derechos.org.ve/">www.derechos.org.ve</a>), la polizia dello Stato Lara è il secondo corpo di polizia denunciato per violazione del diritto alla vita, avendo accumulato durante l’anno 2008 il 20% dei casi di tutti il paese, per  un totale di 31 vittime. Inoltre esponenti delle forze dell’ordine sono stati denunciati per la loro partecipazione attiva a estorsioni, assalti a banche, sequestri e traffico e smercio di droga nella città.<br />
Questa situazione ha motivato la risposta di differenti organizzazioni popolari, come il Comitato delle Vittime contro l’Impunità ( CVCI) fondato nel 2004. Il Comitato ha denunciato l’implicazione di alti funzionari regionali, come il vecchio Comandante della polizia Rodriguez Figuera, nella creazione di mafie poliziesche, così come nel favoreggiamento e partecipazione del vecchio Governatore dello Stato Lara Luis Reyes Reyes. Invece di realizzare una verifica delle diverse denuncie<br />
il Governo centrale ha premiato l’ex Governatore con l’incarico di Ministro della Segreteria della Presidenza.</p>
<p>A causa delle denuncie e mobilitazioni, i membri del CVCI sono stati oggetto di minacce di morte e di un crescente processo teso alla loro criminalizzazione.</p>
<p>Dal momento della fondazione Mijail Martinez aveva collaborato registrando nei suoi video il lavoro comunitario dell’organizzazione, con l’intenzione di realizzare un documentario sopra questa esperienza popolare. Una scelta dei suoi lavori può essere vista su <a href="http://www.vimeo.com/5130428" target="_blank">http://www.vimeo.com/5130428</a>.</p>
<p>Come rivista El Libertario denuncia questo fatto come un nuovo capitolo dell’attacco governativo contro le organizzazioni di base, autonome, e dissidenti. Segnaliamo che questo crimine forma parte della politica di criminalizzazione della protesta popolare. Infine  denunciamo la complicità del Governo, degli strumenti statali pseudo partecipativi, della Procura Generale della Repubblica, della Comitati di Difesa del popolo e dei Tribunali di giustizia in qualunque fatto che ponga in pericolo la vita e l’integrità di Victor Matinez e della sua famiglia, dei membri del Comitato delle Vittime contro l’Impunità dello Stato Lara e degli attivisti popolari della regione che hanno segnalato con nome e cognome le implicazioni di funzionari di polizia in fatti di corruzione, traffico di droga, estorsioni, sequestri e omicidi nella regione centro occidentale del paese.</p>
<p>Periódico El Libertario<br />
Caracas, 26.11.09</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dubai, la bolla di Bengodi che spaventa il mondo]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/dubai-la-bolla-di-bengodi-che-spaventa-il-mondo/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:46:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/27/dubai-la-bolla-di-bengodi-che-spaventa-il-mondo/</guid>
<description><![CDATA[Gli emiri hanno salvato la finanza globale ma ora si teme la retromarcia. I prezzi delle case sono c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Gli emiri hanno salvato la finanza globale ma ora si teme<br />
la retromarcia. I prezzi delle case sono crollati del 50 per cento</strong></span></h1>
<p><img src="http://ndn2.newsweek.com/media/18/oil-dubai-stocks-OV06-wide-horizontal.jpg" alt="http://ndn2.newsweek.com/media/18/oil-dubai-stocks-OV06-wide-horizontal.jpg" width="500" height="274" /></p>
<p>.</p>
<p><strong><em></em><em>di <span style="color:#ea0000;">ETTORE LIVINI</span></em></strong></p>
<p><em></em><em>.</em></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>DUE ANNI fa era il Bengodi della finanza mondiale.</strong></span> Un fazzoletto di sabbia sulle rive del Golfo Persico dove la roulette del denaro facile aveva fatto decollare progetti immobiliari per 350 miliardi di dollari. Oggi il giocattolo si è rotto.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>La bolla del mattone è scoppiata.</strong></span> I cantieri sono fermi, i prezzi delle case sono crollati del 50%. E il Dubai &#8211; candidato fino a pochi mesi fa a diventare la Wall Street (o la Disneyland, suggerisce qualcuno) del Medio Oriente &#8211; non ha più i soldi per onorare i suoi debiti. A tremare sono in tanti. In prima fila, ovviamente, le banche che hanno finanziato gli 80 miliardi di esposizione dell&#8217;emirato. E le aziende, migliaia tra cui molte italiane, che hanno investito sui suoi piani di sviluppo. Il pericolo vero, però, è che lo tsunami-Dubai tracimi verso gli altri paesi del Golfo, facendo scricchiolare le casse di quei fondi sovrani che negli ultimi due anni hanno recitato un ruolo da protagonisti nel salvataggio dell&#8217;economia mondiale. Puntellando a suon di petrodollari il capitale di banche e imprese sull&#8217;orlo del crac.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Gli analisti, per ora, </strong></span>gettano acqua sul fuoco. Gli Emirati sono realtà differenti tra loro, assicurano. Dubai è una mosca bianca, la sua crisi affonda le radici in un&#8217;economia &#8220;di carta&#8221;, povera di greggio (rappresenta solo il 6% del pil) e travolta dal crac di un settore, il mattone, arrivato a rappresentare il 30% della ricchezza nazionale. I vicini, aggiungono, sono messi meglio. Abu Dhabi &#8211; nel cui sottosuolo c&#8217;è il 9% delle riserve petrolifere globali &#8211; è una macchina da soldi. Mentre Qatar e Kuwait non hanno conosciuto gli eccessi finanziari della dinastia degli Al Makhtoum.<br />
<!--inserto--></p>
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<p><!--/inserto--><span style="color:#ea0000;"><strong>Le borse però</strong></span> hanno drizzato le antenne. Le cifre in gioco, in effetti, sono altissime (i fondi sovrani del Golfo gestiscono un patrimonio superiore ai mille miliardi di dollari) e molte blue chip su entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico sono ancora in vita grazie solo ai capitali degli emiri.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>La cassaforte pubblica</strong></span> del Dubai ha in portafoglio il 20% della Borsa di Londra (che controlla anche Borsa Italiana spa), quote di Standard Chartered, Daimler, Eads &#8211; la casa madre di Airbus &#8211; e persino il 20% del Cirque du Soleil. In Italia gli Al Makhtoum hanno trattato a lungo per rilevare le aree di Zunino a Sesto San Giovanni e Santa Giulia. Il ricchissimo Abu Dhabi investment fund &#8211; con la sua potenza di fuoco da 700 miliardi di dollari &#8211; ha il 2% di Mediaset ed è stato il protagonista del salvataggio a stelle e strisce di Citigroup. I sovrani del Qatar hanno appena speso 7 miliardi per tenere a galla la Porsche dopo la disavventura della speculazione su Volkswagen e nella loro collezione di trofei finanziari hanno pure partecipazioni significative in Barclays, nella Borsa di Londra e nei grandi magazzini Sainsbury. Il Kuwait investment office ha contribuito a strappare dal crac la Merrill Lynch ed è socio di Bp e Daimler.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Il timore dei mercati </strong></span>- al di là delle conseguenze per le banche esposte con Dubai (Credit Suisse stima in 40 miliardi il rischio di quelle europee) &#8211; è che Dubai World sia in realtà solo il primo tassello di un domino di default immobiliari nel Golfo. Standard&#38;Poor&#8217;s stima che i progetti messi in stand by &#8211; opere stravaganti come le piste da sci nel deserto, isole artificiali a forma di planisfero e grattacieli modellati sulle figure degli scacchi o alti un chilometro &#8211; siano pari a quasi 500 miliardi di dollari. Una montagna di soldi che rischia di costringere gli emiri &#8211; reduci dal salvataggio del capitalismo occidentale &#8211; a liquidare le loro posizioni azionarie. Per salvare, questa volta, l&#8217;economia di casa propria.</p>
<p>.</p>
<p><strong>27 novembre 2009</strong></p>
<p>fonte:  <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/dubai-borse/bolla-bengodi/bolla-bengodi.html?rss" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/dubai-borse/bolla-bengodi/bolla-bengodi.html?rss</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Serata in ricordo vittime terremoto Abruzzo]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/26/serata-in-ricordo-vittime-terremoto-abruzzo/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 17:42:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/26/serata-in-ricordo-vittime-terremoto-abruzzo/</guid>
<description><![CDATA[Venerdì 27 novembre l’On. Antonio Razzi deputato dell’IDV eletto nella Circoscrizione Estero &#8211;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Venerdì 27 novembre l’On. Antonio Razzi deputato dell’IDV eletto nella Circoscrizione Estero &#8211; Europa, parteciperà ad una serata di beneficenza in favore delle vittime del terremoto in Abruzzo, presso la Italienische Geellschaft di Hildesheim (Germania). L’iniziativa è stata organizzata dal COMITES di Hannover, dalle Associazioni italiane di Hildesheim, dall’Associazione Ornithologishen e dall’Associazione Cuochi di Pescara. Alle ore 18:00 presso il Comune di Hildesheim sarà proiettato il film “La figlia di Iorio” del regista Mario A. Di Iorio. L’Onorevole Razzi, sempre presente alle iniziative organizzate dalle comunità italiane all’estero, a favore delle zone terremotate abruzzesi, interverrà nel corso dell’iniziativa per ricordare a tutti i partecipanti l’importanza che riveste tale manifestazione quale utile strumento che permette di esaltare e mantenere viva l’italianità all’estero. L’Onorevole concluderà il suo discorso, portando il saluto del Presidente della Camera Gianfranco Fini a tutti i presenti e consegnerà all’organizzatore Enzo Iacovozzi, un ricordo del Parlamento Italiano.</p>
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<title><![CDATA[American families reflect the diversity  ]]></title>
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<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 07:57:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[American families reflect the diversity of this great nation. No two are exactly alike, but there is]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">American families reflect the diversity of this great nation. No two are exactly alike, but there is a common thread they each share. Our families are bound together through times of joy and times of grief. They shape us, support us, instill the values that guide us as individuals, and make possible all that we achieve.  So tomorrow, I&#8217;ll be giving thanks for my family &#8212; for all the wisdom, support, and love they have brought into my life. But tomorrow is also a day to remember those who cannot sit down to break bread with those they love.  The soldier overseas holding down a lonely post and missing his kids. The sailor who left her home to serve a higher calling. The folks who must spend tomorrow apart from their families to work a second job, so they can keep food on the table or send a child to school.  We are grateful beyond words for the service and hard work of so many Americans who make our country great through their sacrifice. And this year, we know that far too many face a daily struggle that puts the comfort and security we all deserve painfully out of reach. So when we gather tomorrow, let us also use the occasion to renew our commitment to building a more peaceful and prosperous future that every American family can enjoy.  It seems like a lifetime ago that a crowd met on a frigid February morning in Springfield, Illinois to set out on an improbable course to change our nation. In the years since, Michelle and I have been blessed with the support and friendship of the millions of Americans who have come together to form this ongoing movement for change.  You have been there through victories and setbacks. You have given of yourselves beyond measure. You have enabled all that we have accomplished &#8212; and you have had the courage to dream yet bigger dreams for what we can still achieve. So in this season of thanks giving, I want to take a moment to express my gratitude to you, and my anticipation of the brighter future we are creating together. (Patrick Obama)</p>
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