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	<title>evoluzione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/evoluzione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "evoluzione"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 06:36:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Hipsters '00-'09, what's next? | Hipsters '00-'09, cosa arriverà dopo?]]></title>
<link>http://zoescope.wordpress.com/2009/12/10/hipsters-00-09-whats-next/</link>
<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:02:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>zoescope</dc:creator>
<guid>http://zoescope.wordpress.com/2009/12/10/hipsters-00-09-whats-next/</guid>
<description><![CDATA[Evolution 09 - click to enlarge (EN) Check out Paste Magazine and its evolution chart on hipsters fr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">
<div id="attachment_990" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://zoescope.wordpress.com/files/2009/12/evolution_y09.jpg"><img class="size-full wp-image-990" title="Evolution 09 - click to enlarge" src="http://zoescope.wordpress.com/files/2009/12/evolution_y09.jpg" alt="Evolution 09 - click to enlarge" width="480" height="621" /></a><p class="wp-caption-text">Evolution 09 - click to enlarge</p></div>
<p style="text-align:left;">(EN) Check out <a title="paste magazine" href="http://www.pastemagazine.com/articles/2009/12/the-evolution-of-the-hipster-2000-2009.html" target="_blank">Paste Magazine</a> and its <a title="hipsters chart" href="http://digital.pastemagazine.com/publication/?i=26727&#38;p=29" target="_blank">evolution chart on hipsters</a> from &#8216;00 to 09.</p>
<p style="text-align:left;">&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align:left;">(IT) Dai un&#8217;occhiata a <a title="paste magazine" href="http://www.pastemagazine.com/articles/2009/12/the-evolution-of-the-hipster-2000-2009.html" target="_blank">Paste Magazine</a> e alla sua <a title="hipsters chart" href="http://digital.pastemagazine.com/publication/?i=26727&#38;p=29" target="_blank">infografica che mostra l&#8217;evoluzione degli hipsters</a> dal 2000 fino ad oggi.</p>
<p style="text-align:left;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La supermente umana]]></title>
<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/12/07/la-supermente-umana/</link>
<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:49:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>md</dc:creator>
<guid>http://mariodomina.wordpress.com/2009/12/07/la-supermente-umana/</guid>
<description><![CDATA[Tradizionalmente i filosofi (forse perché più &#8220;umanisti&#8221;) sono sempre stati inclini a po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/12/sinapsi-iii-cu-cu.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3911" title="Sinapsi III cu CU" src="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/12/sinapsi-iii-cu-cu.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Tradizionalmente i filosofi (forse perché più &#8220;umanisti&#8221;) sono sempre stati inclini a porre l&#8217;umanità al riparo dall&#8217;animalità, trovando proprio nella <strong>mente</strong> (nel linguaggio, nell&#8217;anima, ecc.) il tratto dirimente. Se n&#8217;è parlato spesso in questo blog, e credo che continueremo a parlarne. Viceversa, sono stati gli scienziati, per lo meno a partire da <strong>Darwin</strong>, a compiere una lunga opera di riavvicinamento della sfera umana a quella animale, fino alle recenti scoperte circa la rilevante comunanza genetica (il 98% di condivisione con gli scimpanzé).<br />
Ecco perché sono rimasto piuttosto sorpreso di leggere sulla rivista <em>Le Scienze</em> dello scorso novembre, le conclusioni cui è giunto il biologo evoluzionista Marc <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Hauser"><strong>Hauser</strong></a> circa l&#8217;assoluta peculiarità della mente umana. O meglio: non avevo dubbi sul fatto che la nostra mente, sulla base tra l&#8217;altro di una maggiore encefalizzazione, fosse diversa e un po&#8217; più complessa delle &#8220;semplici&#8221; menti animali. Ero (e resto) però convinto che, proprio come sosteneva Darwin ne <em>L&#8217;origine dell&#8217;uomo</em>, si tratti semplicemente di una differenza &#8220;di grado e non di tipo&#8221;. Di <em>quantità</em>, non di <em>qualità</em>. Hauser sembra pensarla diversamente, anche se ad esser sincero, e per quel che ne posso capire date le mie scarse conoscenze neuroscientifiche, non mi è proprio riuscito di visualizzare o di collocare in qualcosa di definito tale preteso <em>grande salto</em>.<br />
Ma vediamo di che si tratta. Il biologo di Harvard individua la <em>humanuniqueness</em> (termine coniato fondendo <em>human</em> e <em>unique</em>) in quattro caratteristiche specifiche:</p>
<p><!--more-->1. La <strong>computazione generativa</strong>, cioè &#8220;la capacità di generare una varietà virtualmente illimitata di espressioni, che si tratti di disporre parole, note musicali, combinazioni di azioni o stringhe di simboli matematici&#8221;. Insomma la facoltà di operare in modo ricorsivo e combinatorio.</p>
<p>2. La<strong> combinazione promiscua</strong>, cioè la capacità di connettere ambiti conoscitivi diversi, come ad esempio l&#8217;etica, la psicologia, la sfera oggettiva, quella emozionale, ecc.</p>
<p>3. L&#8217;uso dei <strong>simboli mentali</strong>, cioè la capacità di produrre simboli a partire da esperienze percettive (reali o immaginarie) combinandoli tra loro e comunicandoli.</p>
<p>4. Il <strong>pensiero astratto</strong>, cioè la capacità di andare oltre l&#8217;ora e il qui della percezione sensoriale.</p>
<p>Dopo avere fatto l&#8217;elenco della spesa, Hauser esemplifica accostando alcuni comportamenti animali con quelli umani, per scoprire così l&#8217;acqua calda, e cioè: che i loro utensili sono poverissimi e monouso rispetto ai nostri, che la loro gamma di suoni e di vocalizzazioni &#8220;impallidisce rispetto alla nostra&#8221;, che la capacità computazionale degli animali è striminzita se confrontata con quella umana, e amenità simili. Peccato che l&#8217;autore dell&#8217;articolo debba subito dopo ammettere che &#8220;le radici delle nostre capacità cognitive sono ancora in gran parte ignote&#8221; e che &#8220;non sappiamo granché su come si sia prodotta questa differenza&#8221;.<br />
Ho letto due volte l&#8217;articolo, giusto per essere sicuro di non aver perso qualche passaggio cruciale del ragionamento, ma francamente non sono riuscito a trovare nulla che andasse al di là del ritornello tautologico <em>siamo differenti da loro perché facciamo operazioni diverse e molto più evolute</em>, che però è come dire che pensiamo cose più complesse perché abbiamo un cervello più complesso, o, appunto, che <em>siamo diversi perché siamo diversi</em>.<br />
E di fatti, a voler ben scavare, a questo finisce per ridursi la differenza: &#8220;la diversa dimensione di alcune regioni della corteccia e il modo in cui queste regioni si collegano tra loro&#8221; &#8211; cioè al diverso <em>corpo cerebrale</em> (non tanto per le dimensioni dato che, come ci viene ricordato, gli esseri umani sono più intelligenti di animali dotati di un cervello più grande sia in termini assoluti che relativi &#8211; come succede per l&#8217;orca o il toporagno).<br />
Osservazioni con le quali, però, non è nemmeno stata sfiorata la vera questione e domanda: <em><strong>che cos&#8217;è la mente?</strong></em> &#8211; a meno che, appunto, non la si intenda risolvere in maniera puramente cerebrale e riduzionistica, rispondendo che la mente è il cervello, e che dunque andrebbe solo fatta un po&#8217; di pulizia linguistica e concettuale. E non, a mio avviso più onestamente, che in realtà quel che accade nella mente (anche perché non si sa bene che cosa sia) ha sì relazioni strettissime tanto con il corpo quanto con quella parte di corpo che chiamiamo cervello, ma non può essere ridotto a pura fisiologia o biochimica. E se anche potesse essere ridotto a tali minimi termini, non aggiungerebbe un solo grammo in più alle nostre conoscenze né risolverebbe nessuno dei nostri dubbi.<br />
Succede cioè che scienziati o studiosi della mente come Haddon, proprio perché riducono al campo di loro pertinenza le questioni senza farsi domande esplicite su quel campo, sulla sua legittimità concettuale o sui metodi utilizzati, rischiano non solo o non tanto di non rispondere affatto alle domande, ma di &#8220;metafisicizzare&#8221; paradossalmente le risposte date. Come nel caso in questione, dove evitare preliminarmente la domanda circa la legittimità dell&#8217;oggetto della ricerca (che cos&#8217;è la mente?), finisce per generare due tipi opposti di risposte entrambe discutibili: la mente umana sta tutta nelle sue più evolute circonvoluzioni cerebrali; ovvero, la mente umana, se confrontata con quelle animali, è una supermente, un ente radicalmente altro e differente &#8211; cioè, in ultima analisi, una specie di neoanima cartesiana. Perché poi, non si sa. O forse sì: la dimostrazione sta nella mente stessa dello scienziato che sta effettuando la ricerca. Un bel circolo vizioso, non c&#8217;è che dire!<br />
A onor del vero e per amore dell&#8217;onestà (e tanto per complicare ancor più le cose), ne è forse complice il retaggio di un&#8217;antica colpa dei filosofi, che si fanno continuamente domande del tipo &#8220;<em>che cos&#8217;è&#8230;?</em>&#8220;, anticipando surrettiziamente in quella cosa ricercata un&#8217;essenza o un oggetto metafisico, e non semplicemente un modo o un&#8217;espressione, e dunque una relazione, tra quella cosa e le altre.</p>
<p>A tal proposito qualche sera fa, al termine di una conferenza di Carlo Sini sull&#8217;etica di Spinoza (di cui darò conto in un prossimo <a href="http://mariodomina.wordpress.com/2009/12/08/spinoziana-lectio/">post</a>), ho chiesto al relatore se secondo lui è auspicabile e produttivo che la <strong>filosofia</strong> e le <strong>neuroscienze</strong> dialoghino tra di loro. Io sono convinto di sì, mentre lui si è mostrato molto scettico in proposito. Se penso alla mentalità sottesa all&#8217;articolo sopra citato, mi trovo costretto a dargli ragione, mio malgrado. Ma la motivazione appare forse ancor più sorprendente, dato che lo scetticismo di Sini si riferiva al vizio cartesiano e dualista di cui proprio le neuroscienze sarebbero tuttora imbevute. La filosofia più anti-umanista della scienza?<br />
Giochi delle parti  e fenomeni davvero strani, se si pensa che il dialogo tra filosofia e neuroscienze, tentato invece da scienziati come Antonio Damasio, che non a caso ha cercato di superare la dicotomia cartesiana rivolgendosi al pensiero antidualista di Spinoza, rischia di arenarsi subito proprio laddove quella dicotomia sembrerebbe venir riproposta, opportunamente modificata, da quelle stesse scienze che dovrebbero in teoria contribuire a superarla, generando ulteriori e bizzarri paradossi.<br />
Una volta cioè appurato, come ritengo, che la mente non sia come l&#8217;anima cartesiana un principio metafisico ma un elemento immanente e un&#8217;espressione diversificata della dinamica vitale e della sua <em>potenza</em> relazionale, perché riprodurre differenze e separazioni ingiustificate e, per converso, altrettanto ingiustificate riduzioni? Sostenere cioè che quando provo rabbia o dolore o mi sforzo di calcolare le conseguenze di un&#8217;azione si illuminano come lampadine alcune zone del mio cervello, aggiunge davvero qualcosa di sostanziale alla conoscenza della mente o della natura umana? E bearsi del fatto che quelle zone sono infinitamente più illuminate nei nostri meandri cerebrali piuttosto che in quelli di una formica, perché mai dovrebbe farci sentire così unici, rari ed anche infinitamente migliori?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evoluzione]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/06/evoluzione/</link>
<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 15:00:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/06/evoluzione/</guid>
<description><![CDATA[da qui In questi giorni si è discusso animatamente &#8211; e probabilmente ancora si discute &#8211;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lETVilXSfNY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lETVilXSfNY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lETVilXSfNY">qui</a></p>
<p>In questi giorni si è discusso animatamente &#8211; e probabilmente ancora si discute &#8211; su <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/01/derba-o-dasfalto/">Lpels</a>, di Darwin ed evoluzionismo. Difficile accordarsi sui presupposti e lo svolgimento scientifico della teoria e di tutti i corollari che comporta. Al termine <em>evoluzionismo</em> preferisco la parola <em>evoluzione</em>, perché porta il segno di una crescita, di un superamento. Potrei fare mille esempi; il primo che mi viene sotto mano è <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/fair-play-l-ascoli-si-ferma-la-reggina-fa-gol/39918?video">questo</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lancia Delta Evoluzione + tarmac = modern art]]></title>
<link>http://bulgogibrothers.wordpress.com/2009/12/04/lancia-delta-evoluzione-tarmac-modern-art/</link>
<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:33:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>bulgogibrothers</dc:creator>
<guid>http://bulgogibrothers.wordpress.com/2009/12/04/lancia-delta-evoluzione-tarmac-modern-art/</guid>
<description><![CDATA[Credit: unknown - Gyro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2636/4155407533_cca3ff24a5_o.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2636/4155407533_23d4519466.jpg" alt="" width="353" height="500" /></a></p>
<p><em>Credit: unknown</em></p>
<p>- Gyro</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[D'erba o d'asfalto]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/01/derba-o-dasfalto/</link>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/01/derba-o-dasfalto/</guid>
<description><![CDATA[da qui Penso che le cose non stiano così. C&#8217;è qualcosa che viene trascurato, come sempre. I ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rFLJBRNN6Xc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/rFLJBRNN6Xc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rFLJBRNN6Xc">qui</a></p>
<p>Penso che le cose non stiano<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scienze/uomo-futuro/uomo-futuro/uomo-futuro.html?ref=hpspr2"> così</a>. C&#8217;è qualcosa che viene trascurato, come sempre. I <em>mass media</em> non si accorgono di un movimento sotterraneo, inarrestabile, che spinge a una cura, un&#8217;attenzione, una santa insofferenza per l&#8217;ingiustizia che morde il mondo ogni momento. L&#8217;evoluzione ha senso solo quando abbatte i muri, condivide i beni, si rivolge all&#8217;angoscia dei più deboli. La donna e l&#8217;uomo del futuro sono quelli che usciranno dalla giungla, d&#8217;erba o d&#8217;asfalto non importa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Strani vermi sottomarini]]></title>
<link>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/11/30/strani-vermi-sottomarini/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:49:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Cerrato</dc:creator>
<guid>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/11/30/strani-vermi-sottomarini/</guid>
<description><![CDATA[Gli strani vermi Osedax, scoperti nel 2004 nelle carcasse di balene sui fondi degli oceani, ora rive]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><em> </em></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><em><em><a href="http://oggiscienza.wordpress.com/files/2009/11/1741-7007-7-74-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4046" title="Varietà dei vermi del genere Osedax" src="http://oggiscienza.wordpress.com/files/2009/11/1741-7007-7-74-1.jpg?w=216" alt="" width="216" height="300" /></a></em></em></dt>
</dl>
</div>
</h3>
<h3><em>Gli strani vermi Osedax, scoperti nel 2004 nelle carcasse di balene sui fondi degli oceani, ora rivelano una straordinaria biodiversità e diffusione</em></h3>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">NOTIZIE </span>- Queste creature si nutrono di ossa delle carcasse delle balene depositate sul fondo degli oceani, nelle quali penetrano per succhiare i lipidi contenuti. Dato che non hanno né stomaco né bocca, gli <em>Osedax</em> vivono in simbiosi con dei batteri che digeriscono il grasso e l’olio di balena e rilasciano nell’ambiente i nutrienti, che i vermi assorbono attraverso dei peduncoli che assomigliano a radici. Le femmine mostrano una specie di piumaggio molto colorato e i maschi, molto piccoli, non superano mai lo stadio larvale, si aggregano in gruppi numerosi e vivono dentro dei tubetti che circondano e femmine. <!--more-->Dalla prima osservazione del genere <em>Osedax</em> avvenuta del 2004, sono state scoperte cinque specie dello stesso genere, che vivono tra i 25 e i 3000 metri di profondità. Oggi questa varietà si è ulteriormente arricchita: Robert Vrijenhoek del Monterey Bay Aquarium Research Institute a Moss Landing, California, e colleghi, sostengono che potrebbero esistere almeno altre 12 specie. A sostegno di ciò, i ricercatori hanno esaminato delle sequenze di DNA di <em>Osedax</em> estratti dalle carcasse di balene, e hanno concluso che, dal punto di vista evolutivo, queste specie si sono separate state alcuni milioni di anni fa.<br />
L’<a href="http://www.biomedcentral.com/1741-7007/7/74">articolo originale</a> è disponibile Open Access (cioè leggibile liberamente da tutti senza abbonamento) nell’archivio di BioMed Central.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Segnalazioni domenicali 0014]]></title>
<link>http://lamorale.wordpress.com/2009/11/29/segnalazioni-domenicali-0014/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:17:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex</dc:creator>
<guid>http://lamorale.wordpress.com/2009/11/29/segnalazioni-domenicali-0014/</guid>
<description><![CDATA[A cosa serve un filosofo? Perché a Socrate hanno dato la cicuta? Prova ad argomentare con lui e lo c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><ul>
<li>A cosa <a title="un articolo cinese di 4 anni fa" href="http://www.chinadaily.com.cn/english/doc/2005-10/28/content_488475.htm" target="_blank">serve un filosofo</a>?</li>
<li>Perché a Socrate hanno dato la cicuta? <a title="molto azzeccato. Quando si entra in un loop e tu gli dici &#34;no, non mi hai spiegato niente&#34;, e lui risponde &#34;si, l'ho fatto&#34;, e ribatti &#34;no, non mi hai spiegato niente&#34;, e lui insiste &#34;si l'ho fatto&#34;, l'uscita è dargli la cicuta" href="http://www.mindspring.com/~mfpatton/sclinic.htm" target="_blank">Prova ad argomentare con lui</a> e lo capirai.</li>
<li>L&#8217;<a title="su Repubblica.it (avrei qualche critica su alcune cose, ma va beh)" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scienze/uomo-futuro/uomo-futuro/uomo-futuro.html?ref=hpspr1" target="_blank">evoluzione umana futura</a> (linee moooooolto generali)</li>
<li>Rimbalzo di natalità, <a title="ehi, in Korea del Sud" href="http://www.nytimes.com/2009/11/29/world/asia/29babies.html?th&#38;emc=th" target="_blank">grazie all&#8217;immigrazione</a>.</li>
<li><em><a title="La dedica è a Simon Bolivar!" href="http://books.google.com/books?id=h70IAAAAQAAJ&#38;printsec=frontcover&#38;lr=&#38;hl=it#v=onepage&#38;q=&#38;f=false" target="_blank">Le regole d&#8217;oro della filosofia sociale</a></em>, di sir Richard Phillips.</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ah ah ah - le grasse risate.... e una gaffe di Repubblica]]></title>
<link>http://maine65.wordpress.com/2009/11/29/ah-ah-ah-le-grasse-risate/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:32:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rebecca_Varah</dc:creator>
<guid>http://maine65.wordpress.com/2009/11/29/ah-ah-ah-le-grasse-risate/</guid>
<description><![CDATA[secondo Geoffrey Miller, uno psicologo evoluzionista, c&#8217;è ancora spazio per un uomo diverso da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>secondo Geoffrey Miller, uno psicologo evoluzionista, c&#8217;è ancora spazio per un uomo diverso da quello odierno. &#8220;Oggi si tende sempre più a scegliere un compagno di vita che ha successo dal punto di vista economico, una selezione naturale che tende a dare spazio alle persone più intelligenti&#8221;.</p>
<p>via<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scienze/uomo-futuro/uomo-futuro/uomo-futuro.html?ref=hpspr1">L&#8217;aspetto dell&#8217;uomo del futuro superatleta e cervello-computer &#8211; Scienze &#8211; Repubblica.it</a>.</p></blockquote>
<p>Così si legge e quindi la mia idea che gli psicologi mi siano  sempre apparsi come dei perfetti ciarlatani della zona d&#8217;ombra è un dato di fatto consolidato.</p>
<p>La psicologia non è una scienza, ma solo un telefono amico molto sofisticato e quando si accoppia alla psichiatria diventa medicina.</p>
<p>Un tipo di medicina che di successi ne ha ottenuti, facendoci capire che la &#8221; pazzia&#8221; a volte ha origine biochimica e che si può curare  compensando le manchevolezze originali.</p>
<p>Ma quando un laureato mi viene a raccontare che esiste una correlazione evolutiva precisa tra  successo economico  ed intelligenza, io tendo ad iniziare a rotolarmi  dalle risate! <em>(ma in questo caso non devo&#8230;. lo vedremo dopo</em>)</p>
<p>Basta leggere qualsiasi rotocalco di Gossip dove vi sono le storie dei VIP ( esiste un blog che ha definito  questo acronimo così : &#8221; Very Inutil People&#8221;  ) per renderci conto del livello intrinseco di intelligenza di cui dispongono le persone che hanno ottenuto il successo!</p>
<p>in quali misure troviamo disseminate in queste persone la capacità di ragionare, apprendere, risolvere problemi, comprendere a fondo la realtà, le idee e il linguaggio?</p>
<p>Quali mirabolanti discussioni, esaustive trattazioni di argomenti ( anche riferite al l mondo contingente in cui vivono) escono dalle loro bocche?</p>
<p>Navigano per lo più nell&#8217;ignoranza, si rifugiano dalla noia con la droga, con le trasgressioni, i pochi che dispongono di una buona cultura generale, cadono poi lo stesso nel vortice della stupidità.</p>
<p>Il caso Marrazzo è emblematico&#8230; ammetto che è una faccenda così contorta che ancora non ho trovato un filo logico da seguire!</p>
<p>Il successo economico non arriva grazie all&#8217;intelligenza del singolo!</p>
<p>Gente come Gandhi, Madre Teresa, Einstein, Baudelaire, Lawrence, Stephen Hawking, Biko&#8230; soddisfano questa equazione&#8230; io temo di no!</p>
<p>L&#8217;evoluzione umana non è solo commisurabile all&#8217;intelligenza, altrimenti non ci sarebbe una società che vuole solo denaro e non il benessere della specie in generale e questa è la vera intelligenza costruttiva!</p>
<blockquote><p>&#8220;Ma non è questo. È questione di classe! Potevo diventare un campione. Potevo diventare qualcuno, invece di niente, come sono adesso&#8221;. Terry Malloy (Marlon Brando) &#8211; Fronte del porto, 1954.</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><em><strong>E ora diamo a Cesare quel che è di Cesare&#8230;.. e a Repubblica uno scapaccione!!!!</strong></em></p>
<blockquote><p>Il lavoro più recente di Miller ha applicato le intuizioni del Darwinismo per cercare di comprendere come il marketing abbia sfruttato il nostro istinto a mostrare lo status sociale per vantaggi riproduttivi. Miller argomenta che nella moderna cultura dominata dal marketing, &#8220;essere fighi&#8221; a livello conscio, e le scelte di consumo che questo porta a fare, è un&#8217;aberrazione dell&#8217;eredità genetica di due milioni di anni di vita in piccoli gruppi, dove lo status sociale era un vantaggio critico per la riproduzione. La tesi di Miller è che il marketing persuade le persone, in particolar modo i giovani, che il modo più efficace di mostrare lo status è attraverso le scelte di consumo, piuttosto che sottolineare tratti quali l&#8217;intelligenza e la personalità attraverso metodi più naturali come la semplice conversazione. Miller argomenta che i professionisti del marketing tendono ancora ad utilizzare i modelli semplicistici di natura umana, senza tenere conto degli avanzamenti nella psicologia evoluzionistica e nell&#8217;ecologia comportamentale. Come risultato, i professionisti del marketing &#8220;credono ancora che i prodotti di punta vengono acquistati per dare sfoggio di salute, status e buon gusto, e ignorano i tratti caratteriali più profondi che oggigiorno le persone sono tenute a mostrare, tratti come la gentilezza, l&#8217;intelligenza e la creatività&#8221;. Questo, sostiene Miller, limita il successo del marketing.</p></blockquote>
<p>Ora cara Repubblica, io mi sono messa a cercare l&#8217;attività di questo professore associato dell&#8217; Università del Messico.. ma quanti altri lo faranno dopo avere letto quell&#8217;articolo?</p>
<p>Non è azzardato pretendere che tutti conoscano in anticipo la bibligrafia di Miller?   Che, tra l&#8217;altro,  <strong>non dice che quel che accade sia effettivamente un&#8217;evoluzione </strong>anzi!  Ciò che  il marketing ha imposto alla nostra società  è <strong>un&#8217;aberrazione </strong>perché il marketing ignora i tratti caratteriali più profondi di cui sopra e si limita ai tratti più superficiali, più formali.</p>
<p>L&#8217;averlo citato in quel modo rende le sue affermazioni risibili e non mi sembra affatto giusto!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fotografare è facile ?]]></title>
<link>http://pegappp.wordpress.com/2009/11/29/fotografare-e-facile/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 05:28:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>pegappp</dc:creator>
<guid>http://pegappp.wordpress.com/2009/11/29/fotografare-e-facile/</guid>
<description><![CDATA[My Cafè - Copyright Emanuele Minetti Si sente sempre dire che &#8220;con le macchine che ci sono ogg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3114/2824785484_186933c494.jpg"><img class="   " src="http://farm4.static.flickr.com/3114/2824785484_186933c494.jpg" alt="" width="288" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">My Cafè - Copyright Emanuele Minetti</p></div>
<p>Si sente sempre dire che &#8220;<em>con le macchine che ci sono oggi chiunque può fare splendide foto</em>&#8220;.<br />
E&#8217; assolutamente vero.</p>
<p>Però&#8230; guardiamo un po&#8217; indietro nel tempo.<br />
Quando a fine anni &#8216;70 entrarono sul mercato le macchine fotografiche con l&#8217;autofocus, il passaggio fu epocale. Prima il fuoco era solo manuale. In molti dissero che con quella innovazione tutti sarebbero stati in grado di fare foto come i grandi maestri.</p>
<p>E ancora&#8230; andando a ritroso, lo stesso si può dire per l&#8221;avvento  della pellicola 35mm, che portava la possibilità di realizzare immagini spettacolari in modo molto più portatile ed economico dei vecchi formati. <br />
Era la possibilità per tutti di fare gli scatti di Ansel Adams senza trascinarsi dietro 50kg di attrezzatura. O no ?</p>
<p>La fotografia ha una componente tecnologica, cel&#8217;ha sempre avuta, fin dai suoi albori. E&#8217; una caratteristica in perenne evoluzione.</p>
<p>Con il passaggio al digitale e l&#8217;enorme diffusione di fotocamere di elevatissima qualità a prezzi contenuti, è vero, è diventato ancora più semplice fare foto, ma per certi aspetti è una sensazione illusoria.<br />
Oggi chi fa veramente delle belle foto ha comunque un&#8217;attenzione, una preparazione ed una conoscenza intima della fotografia che non sempre è condivisa da chi si affida ai pur fenomenali automatismi dell&#8217;ultimo modello di macchina digitale per farsi l&#8217;autoscatto e postarlo su Flickr.<br />
E la differenza, nonostante tutta questa tecnologia, si continua a vedere, eccome.</p>
<p>Prova a sfogliare gli album delle persone che ho avuto il piacere di intervistare in questo blog, visita l&#8217;album di fotografi come Emanuele Minetti (è sua la splendida &#8220;My Cafè&#8221; sopra) e guarda quanta attenzione alla composizione, alla gestione della luce, al messaggio&#8230;. <strong>quanta passione</strong>.<br />
Dietro a molti degli scatti dei fotografi che ammiro c&#8217;è ricerca, talento, conoscenza della storia della fotografia, studio approfondito degli strumenti, a partire dalla macchina fotografica che usano per finire ai tool di postproduzione.<br />
Non è per niente banale.</p>
<p>La tecnologia ha corso moltissimo in questi anni. Non solo per la fotografia ma anche per tantissime altre arti.<br />
Può però un buon programma di videoscrittura permettere a tutti di scrivere un bel romanzo ?<br />
Può forse un multieffetto per chitarra elettrica farti suonare come Van Halen ?</p>
<p>Secondo me non è questione di tecnologia. E&#8217; questione di studio e passione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evoluzione web dei musei/4]]></title>
<link>http://fucktory.wordpress.com/2009/11/26/evoluzione-web-dei-musei4/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:35:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>fucktory</dc:creator>
<guid>http://fucktory.wordpress.com/2009/11/26/evoluzione-web-dei-musei4/</guid>
<description><![CDATA[Continua la ricerca sull&#8217;evoluzione delle attività online di musei e istituzioni culturali. Tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Continua la ricerca sull&#8217;evoluzione delle attività online di musei e istituzioni culturali. Trovate gli appuntamenti precedenti cliccando sulla categoria &#8220;Evoluzione Storica&#8221;.</p>
<div id="attachment_940" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.archimuse.com/mw97/mw97toc.htm"><img class="size-full wp-image-940" title="mw_97" src="http://fucktory.wordpress.com/files/2009/11/mw_97.jpg" alt="" width="500" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Museums and the Web: An International Conference Los Angeles, CA, March 16 - 19, 1997</p></div>
<p><strong>1997 </strong>Dal 16 al 19 marzo prende il via a Los Angeles la conferenza <strong>“Museums and the web”</strong> (<a href="http://www.archimuse.com/mw97/mw97toc.htm">MW 97</a>), creata da <em>Archives &#38; Museum Informatics </em>che già organizzava fin dal 1991 l’ <em>International Conference on Hypermedia and Interactivity in Museums</em> (ICHIM), nata dalla constatazione che nel giro di tre anni moltissimi musei erano sbarcati in Internet, aveva come obiettivo quello di <strong>fare interagire tra loro le realtà culturali presentando ognuno la propria esperienza</strong>.</p>
<blockquote><p><strong>We believe museums have much to learn from each other and from developers who have been using the Web for other applications.</strong> To provide an opportunity for information exchange, Archives &#38; Museum Informatics hosted <strong>an international conference devoted exclusively to Museums and the Web</strong>. WebMasters, educators, exhibits staff, curators and managers from museums, science centers, archives and special collections libraries attended. Because these institutions hold the vast majority of the cultural resources of our society and have proven track records in its interpretation, publishers, software developers and service providers came to the meeting to explore the potential museums offer as a source of content and the challenge they present to providers of <strong>Web-based multimedia. </strong>(<a href="http://www.archimuse.com/mw97/mw97toc.htm">MW 97</a>)</p></blockquote>
<p><strong>Papers, Workshop, dimostrazioni</strong> sono pubblicati in Rete e messi a disposizione di tutti.</p>
<p>In questa prima edizione ci sono <strong>50 interventi</strong> da parte di addetti ai lavori provenienti da <strong>11 paesi diversi e circa 400 partecipanti</strong>. I papers riguardano non solo musei ma anche gallerie e altri tipi di organizzazioni culturali.</p>
<p>Uno sguardo ad alcuni workshop presenti ci permette di vedere a quali livelli di sviluppo fosse nel 1997 l’intesa tra istituto culturale e web:</p>
<ul>
<li><strong>Building a Web Site</strong><em> </em>(Jonathan Bowen, University of Reading, UK)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>The Anatomy of a Web Raising: Building Communities in the Digital Frontier</strong><em> </em>(David Jensen, Getty Information Institute, USA)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Making Money on the Web: Museums and Electronic Commerce</strong><em> (</em>Richard Rinehart, University of California, Berkeley, USA)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Copyright and Licensing: Protecting and Exploiting Museum Property </strong>(Jeremy Rees and Christine Steiner International Visual Arts Information Network, UK and J. Paul Getty Trust, USA<em>)</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Making Your Site Interactive: Video &#8211; Conferencing and Other Visitor/Artist Interaction Over the Web</strong><em> </em>(Susan Hazan, Israel Museum, Israel)</li>
</ul>
<p>Il primo workshop spiega come costruire <strong>un sito Web</strong> (cosa che forse nel 1997 era ancora fatta all’interno delle realtà culturali stesse, almeno per quanto riguardava realtà piccole),  mentre negli altri quattro workshop citati si fa un passo avanti parlando già di costruire <strong>comunità digitali</strong></p>
<blockquote><p>What is a digital community? <strong>What is its cultural potential?</strong> For more than a year, the Getty Information Institute has been exploring questions likethese in a project called Los Angeles Culture Net (<a href="http://www.archimuse.com/mw97/mw97work.htm">David Jensen</a>)</p></blockquote>
<p>del commercio elettronico e delle strategie di marketing come opportunità di guadagno dei musei, le problematiche relative al copyright di testi ed immagini nel web, lo sviluppo di una maggiore interazione con artisti e visitatori.</p>
<p>Proprio lo sviluppo dell’interazione tra gli utenti, unito all’idea di comunità online, trovano una definizione precisa nelle parole di <a href="http://www.archimuse.com/mw97/mw97work.htm">Suzan Hazan</a> di Israel Museum:</p>
<p><a href="http://fucktory.wordpress.com/files/2009/11/suzan_haze.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-939" title="Suzan_Haze" src="http://fucktory.wordpress.com/files/2009/11/suzan_haze.jpg" alt="" width="500" height="158" /></a></p>
<p>Alla prossima..</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La non libertà]]></title>
<link>http://esserciessendo.wordpress.com/2009/11/26/la-non-liberta/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:48:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>esserciessendo</dc:creator>
<guid>http://esserciessendo.wordpress.com/2009/11/26/la-non-liberta/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Come il nostro corpo si trasforma, diviene, anche il nostro pensiero si modifica, si corregge]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; Come il nostro corpo si trasforma, diviene, anche il nostro pensiero si modifica, si corregge]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Greentips...consigli verdi - L'effetto serra]]></title>
<link>http://ecogreentips.wordpress.com/2009/11/25/ecogreentips-consigli-verdi-leffetto-serra/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Barbara</dc:creator>
<guid>http://ecogreentips.wordpress.com/2009/11/25/ecogreentips-consigli-verdi-leffetto-serra/</guid>
<description><![CDATA[L’Effetto Serra Sin dalle sue origini, la Terra vive grazie alle radiazioni elettromagnetiche emesse]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><a href="http://ecogreentips.wordpress.com/files/2009/11/effetto-serra_0011221.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-353" title="effetto serra_001122" src="http://ecogreentips.wordpress.com/files/2009/11/effetto-serra_0011221.jpg?w=148" alt="" width="120" height="122" /></a><strong> L’Effetto Serra</strong></p>
<p style="padding-left:60px;">Sin dalle sue origini, la Terra vive grazie alle radiazioni elettromagnetiche emesse dal Sole. Di per sé, l’Effetto Serra è un fenomeno da sempre presente, naturale e non dannoso: è infatti grazie all’irraggiamento di queste radiazioni che deriva la temperatura terrestre. Se non ci fosse l’irraggiamento solare, la temperatura sul nostro pianeta oscillerebbe intorno a -18°.</p>
<p>I gas che creano l’effetto serra sono l’anidride carbonica, il metano e il vapore acqueo e il giusto equilibrio di questi gas consentono di filtrare le radiazioni provenienti dal sole (evitando così che il nostro Pianeta si scaldi eccessivamente) e riducono l’uscita delle radiazioni infrarosse. I raggi del Sole raggiungono la Terra e, raggiunto il suolo “rimbalzano” verso l’atmosfera. I gas bloccano questa dispersione, trattenendo i raggi proprio come accade nelle serre.</p>
<p>L’effetto serra diventa un problema quando gli equilibri tra i gas si alterano. Ed è quello che sta accadendo ora.</p>
<p>L’anidride carbonica (che si produce con la combustione del petrolio, del metano e del carbone) è aumentata del 40% rispetto al secolo scorso e cioè in maniera esponenziale con la crescita della popolazione, l’industrializzazione e l’evoluzione dei trasporti (si pensi all’aumento delle automobili).</p>
<p>La CO2, maggiore responsabile dell’effetto serra, ha una durata media di circa un secolo. Ciò significa che anche se si riducessero le emissioni drasticamente, servirebbero almeno 100 anni per poter notare i cambiamenti. L’effetto serra provoca alterazioni importanti nel clima, aumentando fenomeni meteorologici come tempeste, inondazioni, uragani. Ma a tutt’oggi non sono ancora chiari quali saranno i reali danni sul lungo termine a livello planetario.</p>
<p><a href="http://ecogreentips.wordpress.com/files/2009/11/perito-moreno-1024.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-354" title="Perito-Moreno-1024" src="http://ecogreentips.wordpress.com/files/2009/11/perito-moreno-1024.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a></p>
<p>Si deve considerare che le variazioni climatiche (nell’ultimo secolo le temperature sono aumentate di circa 0,76° e nel prossimo secolo l’aumento sarà almeno di 1.1°) comportano variazioni non solo a livello meteorologico, ma anche per la flora e la fauna. <a href="http://ecogreentips.wordpress.com/2009/08/27/greentips-consigli-verdi-il-rischio-di-estinzione/" target="_blank">Alcuni animali si estingueranno</a> e altri dovranno evolversi per adattarsi al nuovo ambiente e lo stesso accadrà per la vegetazione (alterando quindi l’alimentazione sia umana che animale) e la Terrà subirà un inesorabile alterazione che porterà alla desertificazione di molte aree e l’innalzamento del livello del mare in altre.</p>
<p>Per cercare di limitare l’effetto serra e le sue disastrose conseguenze è necessario prendere <a href="http://ecogreentips.wordpress.com/category/energia/" target="_blank">provvedimenti a livello sia individuale</a>, che globale.</p>
<p>Ciò significa aumentare <a href="http://ecogreentips.wordpress.com/2009/08/24/greentips-consigli-verdi-la-deforestazione/" target="_blank">le foreste</a> (che di fatto vengono invece ridotte indiscriminatamente); imporre alle aziende di ridurre le proprie emissioni, disincentivare l’uso dell’automobile quando non è strettamente indispensabile, ridurre gli sprechi di acqua e altre azioni simili.</p>
<p><a href="http://ecogreentips.wordpress.com/files/2009/11/co2_chimney_image.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-355" title="Co2_chimney_image" src="http://ecogreentips.wordpress.com/files/2009/11/co2_chimney_image.jpg?w=150" alt="" width="120" height="119" /></a></p>
<p>L’effetto serra, di cui noi stiamo già avvertendo gli effetti, costituirà un problema della massima rilevanza per le generazioni future ed è importante pianificare sin da ora i rimedi per la riduzione dei suoi effetti.</p>
<table style="height:55px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="753">
<tbody>
<tr>
<td width="643" valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Teoria dell'origine dell'Homo sapiens]]></title>
<link>http://giavie.wordpress.com/2009/11/24/teoria-sullorigine-delluomo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:35:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>giavie</dc:creator>
<guid>http://giavie.wordpress.com/2009/11/24/teoria-sullorigine-delluomo/</guid>
<description><![CDATA[Il tempio di ermes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/QZSL_ppLERo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/QZSL_ppLERo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.iltempiodiermes.com/">Il tempio di ermes</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'evoluzione delle specie. Charles Darwin]]></title>
<link>http://scienzarecensioni.wordpress.com/2009/11/24/levoluzione-delle-specie-charles-darwin/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:39:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>falcoeleonorae</dc:creator>
<guid>http://scienzarecensioni.wordpress.com/2009/11/24/levoluzione-delle-specie-charles-darwin/</guid>
<description><![CDATA[La prima recensione non poteva che essere dedicata al libro scientifico della mia vita: Titolo dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La prima recensione non poteva che essere dedicata al libro scientifico della mia vita:</p>
<div style="text-align:justify;">Titolo dell&#8217;opera: <strong>L&#8217;evoluzione delle specie per selezione naturale.</strong> / Autore: <strong>Charles Darwin</strong>(Shrewsbury, Shropshire 1809 &#8211; Down, Kent 1882)<strong>. </strong>/ Edizione recensita: Editore Boringhieri spa, copertina rossa in cartone duro, dorso duro / Anno pubblicazione originale: 1859 / Anno edizione recensita: 1967<strong> </strong></div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Perchè questo libro?</strong> Perché fu un capolavoro della conoscenza umana. Perché spiega cose fondamentali per la nostra comprensione del mondo e del meccanismo della vita. Perché Darwin fu un uomo di grande intuizione, genialità, talento ma anche rigore morale, precisione e umiltà. Si tratta dell&#8217;opera scientifica che più di ogni altra ha sconvolto e rivoluzionato alla radice la visione umana del mondo e della vita stessa e che ha saputo scardinare la visione errata delle credenze religiose, non aderenti ai fatti. La teoria dell’evoluzione ha reso possibile capire come funziona la vita, ed ha spostato la specie umana dal centro dell’universo, ricollocandola fra i milioni di forme viventi che con noi si sono coevolute nei miliardi di anni da che la vita ha avuto inizio sulla Terra. E&#8217; un libro inoltre scritto benissimo sotto il profilo della struttura logica, tutto sommato bene anche come opera letteraria, considerato ovviamente un linguaggio ottocentesco che per noi figli del novecento o addirittura del duemila è sicuramente particolare.</div>
<p style="text-align:justify;">Vi allego un mio <a href="http://scienzarecensioni.wordpress.com/files/2009/11/darwin.pdf">articolo (una pagina)</a>, scritto nel marzo 2009 per la rivista della Cooperazione trentina, che mi pare sintetizzi bene la vicenda umana e scientifica di Charles Darwin.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sintesi dell&#8217;opera secondo me</strong>: Il libro è l&#8217;esito del lavoro di vent&#8217;anni dello scienziato. Tornato (1837) dal viaggio di cartografia (ma per lui, naturalista e geologo,  di scoperta naturalistica) di cinque anni intorno alla Terra con il brigantino Beagle, Darwin aveva raccolto interviste e pareri di studiosi di varie discipline intorno alle sue scoperte e ai suoi reperti di varia natura, aveva discusso, rielaborato, messo ordine.<strong> </strong>Il tema è il processo di selezione naturale  e il conseguente adattamento delle caratteristiche delle varie specie<strong>. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il libro si divide nei seguenti capitoli (con brevi note qua e là)</strong>: <em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Storia del progresso delle idee sull&#8217;origine delle specie</em> Molto interessante, ricca di spunti e umile. Avrebbe potuto dipingersi come un genio solitario, invece rappresenta bene ma sinteticamente la complessa storia delle idee che hanno costituito la base epistemologica che anche lui ha utilizzato.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>-Variazioni allo stato domestico e selvatico </em>Darwin era uno studioso attento tanto degli allevamenti di animali quanto delle pratiche di selezione agricole.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>- Introduzione</em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Lotta per l&#8217;esistenza </em>Darwin aveva letto con grande interesse l&#8217;opera del grande economista inglese Thomas Robert  Malthus<em>. </em>Le opere principali di Malthus sono il  <em> Saggio sul principio della popolazione </em> (1798-1803), il  <em> Saggio sulla rendita </em> (1815) e i  <em> Principi di economia politica </em>(1818).</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Selezione naturale o sopravvivenza del più adatto </em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Le leggi della variazione</em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Difficoltà della teoria </em>Darwin era un vero scienziato, si preoccupò molto di studiare ogni eventuale vulnus o punto debole nella sua teoria, che oggi si dimostra ancora validissima. Una domanda sopraffina (pag. 227) , per fare un esempio: &#8220;<em>Come spiegare l&#8217;istinto che guida l&#8217;ape a costruire le celle</em> <em>e che ha praticamente anticipato le scoperte dei più grandi matematici</em>?&#8221;. Spettacolare anche il capoverso dedicato all&#8217;evoluzione dell&#8217;occhio (In <em>Organi di estrema perfezione e complessità</em>). Meraviglia alle stelle per questo naturalista quando leggiamo <em>Difficoltà particolari della teoria della selezione naturale</em>. Qui per esempio si dimostra che anche per gli organi elettrici dei pesci l&#8217;evoluzione era dimostrata, allora. Fantastico !</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Obiezioni varie alla teoria della selezione naturale </em>Idem come sopra</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Istinto</em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Ibridismo </em>Darwin era un conoscitore di allevamenti di specie domestiche e studiava anche le ibridazioni i nagricoltura</p>
<p style="text-align:justify;">-<em> Imperfezione della documentazione geologic</em>a (capitolo di grande attualità, vedi il dibattito ancora in corso sulla discontinuità o gradualità dell&#8217;evoluzione)</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>La successione geologica degli esseri organici</em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Distribuzione geografica</em></p>
<p style="text-align:justify;">-<em> Affinità reciproche degli esseri viventi: morfologia, embriologia, organi rudimentali</em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Ricapitolazione e conclusione</em></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Glossario dei termini </em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Note sulla struttura del libro: </strong>Primo:<strong> la geologia</strong> è fondamentale, molti non sanno che Darwin nasce tanto curioso di insetti (li collezionava, poveri animaletti&#8230;) quanto di geologia.  La divisione dei capitoli permette già da sola e per prima di comprendere quanto fosse <strong>profonda e diramata l&#8217;elaborazione</strong> prodotta da Darwin. Si veda anche l&#8217;estremo interesse per comprendere i fondamentali meccanismi dell&#8217;evoluzione quanto fosse attento Darwin a quanto succedeva negli <strong>allevamenti domestici </strong>(per esempio di piccioni viaggiatori). <strong>Confutarsi</strong>: L&#8217;autore dedica a questo punto ben due capitoli. arwin aveva riflettuto molto in profondità su due questioni dirimenti per il successo della sua teoria: 1) il fatto che la teoria evoluzionistica era in netto contrasto con la visione  statica e creazionista della Chiesa (questo in effetti gli portò problemi di relazioni anche in famiglia e molti problemi con la Chiesa, appunto) 2) cercare i possibili vulnus della sua teoria, per riuscire a risolvere ogni possibile dubbio o controversia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[arcobaleno cercasi]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/23/arcobaleno-cercasi/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:47:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
<guid>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/23/arcobaleno-cercasi/</guid>
<description><![CDATA[di chi è l&#8217;arco baleno ? “ Grande arco a volte visibile nel cielo dovuto alla rifrazione, rifl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1>di chi è l&#8217;<span style="color:#ff0000;">a</span><span style="color:#ff6600;">r</span><span style="color:#ffff00;">c</span><span style="color:#99cc00;">o</span><span style="color:#339966;"> </span><span style="color:#339966;">b</span><span style="color:#008080;">a</span><span style="color:#00ffff;">le</span><span style="color:#0000ff;">n</span><span style="color:#333399;">o</span> ?</h1>
<p><strong><em>“ Grande arco a volte visibile nel cielo dovuto alla rifrazione, riflessione e dispersione dei raggi solari nelle goccioline di pioggia; presenta i colori dello spettro solare con il violetto all&#8217;interno e il rosso all&#8217;esterno .”</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobaleno-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-272" title="arcobaleno-1" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobaleno-1.jpg?w=266" alt="" width="266" height="300" /></a><br />
</em></strong></p>
<h5><em>Questa è la definizione del fenomeno ottico che chiamiamo arcobaleno. Sono tante le leggende e le storie raccontate dai nonni sul punto magico in cui nasce l&#8217;arcobaleno.</em><em>Infatti l&#8217;immagine più diffusa di un arcobaleno è una specie di arco multicolore che unisce la terra con il cielo.</em><em> </em></h5>
<h5><em>E viene subito voglia di correre fino a trovare l&#8217;inizio di questo ponte prima che scompaia, come se ci fosse una sola, unica e irripetibile possibilità  di trovarlo e scoprire &#8230;..Le aspettative sono molteplici, chi dice che ci potrebbe essere una pentola colma d&#8217;oro, chi l&#8217;indicazione di un tesoro sepolto, chi una finestra che consente di vedere fino all&#8217;altra parte del globo, chi un angelo pronto a farti raggiungere il cielo più veloce di uno sputnik, chi l&#8217;entrata del paradiso terrestre&#8230;.  Sono sogni, sono fantasie, sono speranze che ci spingono a desiderare qualcosa che ci manca e che vorremmo raggiungere. E spesso non sappiamo bene cosa</em></h5>
<h5><em>Corri, corri,.. verso una immagine irreale del tuo obbiettivo&#8230; e più corri e più si allontana&#8230;anzi non trovi più nemmeno l&#8217;arcobaleno, perchè durante la tua corsa è svanito e tu non te ne sei accorto, concentrato come eri a fare in fretta, ad arrivare primo&#8230; E dopotutto&#8230; ti sei chiesto prima di partire se quell&#8217;arcobaleno era lì per te?</em></h5>
<p><em><!--more--><br />
</em></p>
<h5><em>Rifletti sulla tua vita: vai sempre di corsa&#8230;l&#8217;importante è andare&#8230;certo una strada c&#8217;è, la percorri da quando sei nato&#8230;</em></h5>
<h5><em>Ed è proprio la tua strada o è di qualcuno altro.?.. Sei tu che hai tracciato il suo percorso&#8230;dritta qui&#8230;due curve là&#8230;più salite o più discese, dipende dal punto in cui stai ?&#8230;</em></h5>
<h5><em>Ti sei mai chiesto di quale colore è? E soprattutto dove arriva&#8230;Sei soddisfatto del percorso&#8230; Forse lo saresti di più, se sapessi dove stai andando&#8230;</em></h5>
<h5><em>Diceva mia nonna “</em><em> chi ben comincia è alla metà dell&#8217;opera ”</em></h5>
<h5><em><span style="color:#ff0000;">Quando</span> l&#8217;opera, l&#8217;obbiettivo, è ben chiaro, allora puoi incominciare e ti riesce facile trovare tutto ciò che ti serve per raggiungerlo.</em></h5>
<h5><em><span style="color:#008080;">Quando</span> l&#8217;obbiettivo è il risultato di una spinta ad andare oltre verso il futuro, allora ti riesce facile trovare la via per raggiungerlo.</em></h5>
<h5><em><span style="color:#00ff00;">Quando</span> hai trovato la via la progetti dritta e tutta in piano, perchè complicarla se l&#8217;obbiettivo è bene  in vista.</em></h5>
<h5><em><span style="color:#ff00ff;">Quando</span> hai scelto la via, la colori dei tuoi interessi, delle tue spinte emotive, dei valori in cui credi, della tua voglia di fare, della tua capacità di amare ciò che fai, che sei&#8230;</em></h5>
<h5><em>Crea tu stesso un arcobaleno ricco di sfumature in una armonia di luci dell&#8217;iride che è solo tua&#8230;vuoi iniziare dal rosso&#8230; o dall&#8217;indaco&#8230;. Allora è semplice trovare il punto dove nasce, è il punto dove ti trovi ora, in questo momento della tua vita, quando ti accorgi di te stesso </em></h5>
<h5><em><span style="color:#993366;">Quando </span>ti accorgi di te stesso, ti accorgi di quante risorse hai a tua disposizione, di quante capacità ti sei già arricchito, di quanti desideri puoi ancora esprimere&#8230;<a href="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobalenodisegno-3.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-278" title="arcobalenodisegno-3" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobalenodisegno-3.jpg?w=147" alt="" width="147" height="150" /></a></em></h5>
<h5><em>Eccola la tua pentola magica! E, se guardi bene fino in fondo, quanto altro puoi trovare di te stesso!</em></h5>
<h5><em>Allora!&#8230;Che aspetti?</em></h5>
<h3><em>Crea il tuo arcobaleno e&#8230;<span style="color:#ff0000;">.Vai</span>! <span style="color:#3366ff;">Vai!</span> <span style="color:#008000;">Vai!</span></em></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[STORIE DI  EQUILIBRI DIFFICILI: ANATOMIA DEL TRATTO NUCA/REGIONE LOMBARE]]></title>
<link>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/22/storie-di-equilibri-difficili-anatomia-del-tratto-nucaregione-lombare/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>curlilriccio</dc:creator>
<guid>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/22/storie-di-equilibri-difficili-anatomia-del-tratto-nucaregione-lombare/</guid>
<description><![CDATA[Non ci sono zone più organizzate muscolarmente che nel dorso: perché allora tanti dolori locali? Sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/s078a.jpg"><img class="size-medium wp-image-86 aligncenter" src="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/s078a.jpg?w=203" alt="" width="335" height="416" /></a></p>
<p>Non ci sono zone <strong>più</strong> organizzate muscolarmente che nel dorso: perché allora tanti dolori locali?</p>
<p>Semplice: I muscoli anteriori sono in minoranza numerica e la “forza” che riescono a sviluppare, in confronto, è decisamente inferiore e nel gioco del tiro alla fune vince chi è più forte.</p>
<p>I muscoli posteriori sono più numerosi ed hanno più inserzioni sulle ossa rispetto ai muscoli anteriori</p>
<p>infatti Il 97% dei muscoli posteriori è multiarticolare e forma una catena continua dalla sommità del cranio, ai calcagni ed oltre sino alla punta dei piedi, mentre la muscolatura della parte anteriore si articola   secondo linee spezzate.</p>
<p>Anteriormente non esiste nessun interlegame muscolare diretto: i muscoli intercostali sono linee spezzate e vuoti pieni di tessuto membranoso.</p>
<p>Così si viene ad instaurare un rapporto di forze fisiche davanti/indietro  veramente  impari: è incredibile, lo so, ma la vera forza della parte anteriore del corpo umano risiede nello sguardo e non in qualche chilogrammo di fibre muscolari distribuite tra pettorali ed addominali&#8230;</p>
<p>Il ventre poi, a differenza dei retti posteriori che ci consentono di raddrizzare il busto caricato da pesi infinitamente più grandi di quelli che riusciamo ad innalzare con braccia o gambe (in pesistica si chiama “stacco da terra” e si parla sempre di quintali tutti assieme in un&#8217;unica soluzione) : insomma il “pancino” è la nostra parte muscolarmente più debole, pensate agli animali che non ne mostrano mai l&#8217;intimità se non per un atto di sottomissione dichiarata, nemmeno mentre stanno facendo sesso accoppiandosi.</p>
<p>E&#8217; norma per moltissime persone del mondo moderno e cosiddetto civile cercare disperatamente  di ”costruirsi” una corazza muscolare anteriore come se una cavità gastrica ormai deformata e priva di ogni tono potesse venire recuperata esteticamente e funzionalmente solo da qualche esercizio ginnastico più o meno supportato dai soliti miracolosi meccanismi da palestra che la tecnologia del III° millennio riesce ad ammanirci più per motivi commerciali che terapeutici&#8230;</p>
<p>Perché possedere un busto cosiddetto “atletico”? Per mostrarsi meno vulnerabili? Più virili? Più belli?</p>
<p>Confessate: non certo per ragioni funzionali ma solamente estetiche.</p>
<p>Certo che bello è meglio che brutto, ma non esageriamo.</p>
<p>Sapete che la chirurgia plastica prevede folli interventi di inserimento di protesi di silicone anche nel petto maschile di chi vuole “ad ogni costo” apparire più forte, simulando pettorali da Nembo Kid senza però perdere tempo in palestra e additivi chimico-organici (e questo è un bene) o perché ha scoperto sulla propria pelle che anche certe pratiche ginnastiche ultrasofisticate riescono a risolvere ben poco nei confronti dei problemi di un ventre ipertrofico, iperrilassato e molto sensibile alle leggi di gravità?</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Per di più</span>: i muscoli della schiena si muovono sempre tutti assieme in blocco, come un unico grande muscolo e ogni azione, anche limitata ad un solo punto, comporta il coinvolgimento operativo di tutta la catena  che si articola  come il soffietto di una fisarmonica.</p>
<p>La ricerca di una spiegazione reale del comportamento di certi automatismi biologici così difficili da prevedere perché apparentemente immotivati e che scattano sistematicamente anche magari solo perché il nostro cervello ha registrato che noi usiamo preferibilmente certe posture (sbagliate) e ci “aiuta” a mantenerle poi nel tempo, è quasi impossibile perché conta un numero di variabili infinito, ma nello stesso tempo ci porta con dovuta misura a fare questa considerazione: la nuca è responsabile della schiena, la schiena delle gambe (e anche delle braccia), le gambe dei piedi: agendo sui piedi e sulle mani si potrà agire sulla nuca, etc&#8230;</p>
<p>E vi assicuro che funziona, anche una scoliosi, per dirne una, può essere corretta e riportata quasi a zero senza riti Woodoo, ceri accesi o sangue di galline sacrificate.</p>
<p>Anche quando il medico vi ha detto che non c&#8217;è quasi più nulla da fare, che dovrete abituarvi a portare i busti (che di solito, come la Minerva, stabilizzano i traumi) e così via.</p>
<p>Occhio, non sto parlando di vere ernie al disco, con fuoruscita dei medesimi dalla loro sede naturale e di altre patologie o traumi per cui ogni rimedio non chirurgico appare vano.</p>
<p>Largo ai medici competenti,bravi e responsabili che non hanno dimenticato il giuramento di Ippocrate (va ancora di moda anche con i medici della mutua?).</p>
<p>Automatismi biologici? Funzioni e parafunzioni previste a livello programmatico da sempre nel DNA di ogni razza vivente? Può essere: pensiamo per un attimo alla diabolica forza, allo scatto, all&#8217;agilità  e alla capacità di rimanere immobili, ma non bloccati come da un crampo, dei rettili che possiedono i muscoli spinali forse meglio organizzati del regno animale .</p>
<p>L&#8217;evoluzione nei millenni e le metamorfosi biologiche del  “dorso” umano ci hanno fatto conquistare (?!) la posizione eretta.</p>
<p>Ma è stata una vittoria totale e definitiva o esiste una evoluzione continua?</p>
<p>Visto che siamo così orgogliosi dei nostri equilibri verticali e altrettanto convinti di questa realtà che ormai dovrebbe essere inconfutabile e indelebilmente acquisita, cosa ci succede se stando in piedi, ad esempio, chiudiamo gli occhi e tenendo le braccia distese davanti a noi alziamo un ginocchio? Dove vanno a finire tante certezze?</p>
<p>E stiamo parlando solo di una delle funzioni che gestiscono il nostro corpo, ma le funzioni ed i   meccanimi sono infiniti ed in continua evoluzione.</p>
<p>Se è la funzione che crea e sviluppa l&#8217;organo, deformazioni come lordosi, scoliosi, cifosi, artrosi, ginocchio valgo, piede piatto, piede cavo, dito varo, alluce valgo, qualora non siano intervenuti fatti traumatici o non si tratti di malformazioni congenite, <span style="text-decoration:underline;">non sono forse tutte queste patologie citate le mutazioni e le conseguenze e non le cause</span> dell&#8217;irrigidimento soprattutto della muscolatura posteriore?</p>
<p>Forse è meglio stendere un velo pietoso su tante ipotesi di comodo della medicina occidentale così</p>
<p>pronta a somministrare la famosa aspirina (ormai dai mille nomi) per tutto ciò che fa male senza  indagare a fondo sulle cause che possono provocare i disturbi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sempre più immigrati diventano imprenditori]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/21/sempre-piu-immigrati-diventano-imprenditori/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:38:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[«GLI STRANIERI hanno un’attitudine imprenditoriale spiccata e in continuo aumento». A dichiararlo è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«GLI STRANIERI hanno un’attitudine imprenditoriale spiccata e in continuo aumento». A dichiararlo è stato Vico Valassi, presidente della Camera di Commercio di Lecco, che ha presentato dati molto significativi. Infatti a fine settembre del 2009 su 49.754 imprenditori in provincia il 3,9% sono stranieri, un dato che registra una crescita del 13,2% negli ultimi due anni e soprattutto il dato più alto di tutta la Lombardia. «IL 56% DEGLI IMPRENDITORI &#8211; ha spiegato Valassi &#8211; ricopre la carica di titolare, mentre soci e altre cariche sono meno presenti. Si tratta comunque per lo più di piccole aziende, guidate soprattutto da marocchini che con 233 imprese rappresentato il 22 degli imprenditori stranieri, seguiti da romeni ed egiziani». È soprattutto il settore costruzione ad attrarre chi prova la strada dell’imprenditoria tanto che 499 imprese sono registrate nel settore edile, seguite da oltre 400 imprese commerciali e oltre 200 nel manufatturiero. Nel primo semestre del 2009 sono invece state aperte ben 48 nuove attività artigianali. Nel settore dell’industria metallurgica invece un dipendente su quattro è nato all’estero. ANCHE le previsioni per il futuro nel mondo del lavoro sembrano sorridere all’immigrazione nel Lecchese infatti le proiezioni indicano che dal prossimo anno una assunzione ogni tre riguarderà uno straniero e dovrebbero esserci fino a 600 nuove assunzioni soprattutto in settori quali commercio, ristorazione e servizi alle persone. «La realtà locale &#8211; ha concluso Valassi &#8211; è in continua evoluzione ma quello che stiamo vedendo è un reale coinvolgimento e una forte integrazione degli stranieri nella vita delle imprese». </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Teoria sulla fine dell'universo]]></title>
<link>http://giavie.wordpress.com/2009/11/21/teoria-sulla-fine-delluniverso/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:39:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>giavie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dark Flow flusso oscuro oltre l&#8217;universo Un flusso oscuro situato oltre i confini del nostro u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_tN_JhdHwJo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_tN_JhdHwJo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/PiGL7lXmEwI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/PiGL7lXmEwI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<strong>Dark Flow flusso oscuro oltre l&#8217;universo</strong><br />
Un flusso oscuro situato oltre i confini del nostro universo sta attirando a sé alcune galassie ad una velocità superiore ai 900 km al secondo. Il movimento delle galassie è incompatibile con quello di espansione dell&#8217;intero universo, pertanto è generato da una forza diversa dal Big Bang. L&#8217;oggetto misterioso ha dimensioni immense ed è situato oltre i confini del nostro universo, a circa 13 miliardi di anni luce dalla Terra. Il Big Bang è infatti datato 13,7 miliardi di anni fa e non è attualmente osservabile la zona esterna dell&#8217;universo non ancora raggiunta dalla luce. Si stima che oltre il cosmo visibile ci siano almeno altri 33-44 miliardi di anni luce.<br />
Il fenomeno è stato ribattezzato &#8221; Dark Flow &#8221; dagli scienziati del Goddard space flight center (Nasa di Greenbell) che lo stanno analizzando. Qualcosa oltre i limiti dell&#8217;universo conosciuto ha una forza tale da far accelerare la fuga delle galassie di confine. Si tratta di un oggetto situato oltre il nostro universo e impossibile da osservare tramite telescopio. Secondo lo scienziato della Nasa Kashlinksy sono più di 700 le galassie interessate alla sua forza di gravità. Al centro di queste galassie si trova un vasto ammasso di gas che emette raggi X. L&#8217;analisi dei raggi X arrivati sulla terra ha consentito di calcolare l&#8217;accelerazione e il moto del gruppo delle galassie. Al momento, l&#8217;oggetto oscuro oltre i confini dell&#8217;universo è un vero e proprio mistero per la scienza.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/v0mFxuq3_iA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/v0mFxuq3_iA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea]]></title>
<link>http://identityhousing.wordpress.com/2009/11/18/i-luoghi-dell%e2%80%99abitare-identita-della-residenza-contemporanea/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:05:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>rosslabindia</dc:creator>
<guid>http://identityhousing.wordpress.com/2009/11/18/i-luoghi-dell%e2%80%99abitare-identita-della-residenza-contemporanea/</guid>
<description><![CDATA[Il laboratorio di sintesi I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea intende rinn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il laboratorio di sintesi <em>I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea</em> intende rinnovare l’esperienza del blog precedente proponendo la riflessione sul tema dell’insediamento umano nelle sue diverse declinazioni. Lo studio si concentra all’interno di due aree geografiche distinte: l’Italia, realtà fisica e culturale prossima appartenente alla nostra formazione e l’India, da anni assunta quale luogo d’interesse privilegiato utile alla comprensione di radici culturali ataviche che esprimono la continuità con l’antico mentre manifestano con assoluta evidenza le modificazioni incessanti del territorio sociale del presente. All’interno del processo progettuale i gruppi di studenti che partecipano al laboratorio s’impegneranno in una prima fase di reperimento e sistematizzazione di documenti utili ad un’analisi propedeutica all’elaborazione del progetto. Il blog si configura allora come piattaforma aperta in cui raccogliere e scambiare dati e informazioni, finalizzata al libero confronto e all’approfondimento delle tematiche illustrate.</p>
<p>L’attenzione è rivolta alla conoscenza dei territori di diversa natura e dei paesaggi culturali dove, dentro precisi sistemi organizzati, le comunità insediate si evolvono comunicando i propri segni di appartenenza.</p>
<p>Ogni identità è fatta di memoria e oblio. Più che nel passato, va cercata nel suo costante divenire. <em>Marco Aime</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>omaggio a Claude Lévi-Strauss <span style="font-weight:normal;">(Bruxelles, 28/11/ 1908 – Parigi, 30/11/2009)</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TLMZwsoACCU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TLMZwsoACCU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Ogni paesaggio si presenta dapprima come un immenso disordine, che lascia liberi di di scegliere il senso che si preferisce attribuirgli. Ma al di là delle speculazioni agricole, degli accidenti geografici, dei mutamenti della storia e della preistoria, il più nobile fra tutti non è forse il senso che precede, ordina e, in larga misura, spiega gli altri? Questa linea pallida e indistinta, questa differenza spesso impercettibile nella forma e nella consistenza dei detriti rocciosi, testimonia che là dove vedo oggi un arido terreno, due oceani, un tempo, si sono susseguiti. L&#8217;osservare in ogni traccia le prove del loro stagnare millenario e il superare tutti gli ostacoli &#8211; pareti scoscese, frane, rovi, colture &#8211; indifferenti ai sentieri come alle barriere, poteva sembrare un controsenso. Questa insubordinazione, invece, ha il solo scopo di ritrovare un significato conduttore, certamente oscuro, ma di cui tutti gli altri sono una trasposizione parziale o deformata.</p>
<p>Claude Lévi-Strauss, <em>Tristi tropici</em>, Il Saggiatore, pp.54-55</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'evoluzione della vita nell'universo di Giuliana Conforto]]></title>
<link>http://giavie.wordpress.com/2009/11/17/levoluzione-di-giuliana-conforto/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:53:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>giavie</dc:creator>
<guid>http://giavie.wordpress.com/2009/11/17/levoluzione-di-giuliana-conforto/</guid>
<description><![CDATA[Marte è senza vita? In apparenza si e non solo Marte, secondo l&#8217;astrofisica; tutto l&#8217;uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://giavie.wordpress.com/files/2009/11/marte15.jpeg"><img src="http://giavie.wordpress.com/files/2009/11/marte15.jpeg" alt="" title="marte15" width="414" height="420" class="alignleft size-full wp-image-1462" /></a><br />
Marte è senza vita? In apparenza si e non solo Marte, secondo l&#8217;astrofisica; tutto l&#8217;universo è vasto, deserto e desolato&#8230; L&#8217;inganno oggi deriva proprio da questa scienza che tutti credono affascinante ed innocua. Tutti credono alle immagini inviate dalle sonde spaziali e non sanno che queste immagini sono trasmesse dalla luce elettromagnetica, la luce illusoria che illumina una minuscola parte e ci induce a credere che sia il tutto.<br />
La scienza può vedere solo il 5% del tutto e di fatto vede molto meno. Ad esempio della Terra osserva solo la crosta, appena 1% della sua intera massa. Che si nasconde sotto la superficie della Terra e che cosa sotto la superficie di Marte? Qualcosa che la scienza non può osservare direttamente, perché fa parte del cospicuo 95% del tutto che per gli strumenti scientifici risulta &#8220;oscuro&#8221;, cioè invisibile con i consueti strumenti scientifici. Solo una &#8220;sonda organica&#8221; può sentire e &#8220;vedere&#8221; che cosa c&#8217;è &#8220;sotto&#8221;. La &#8220;sonda organica&#8221; è il cervello umano che sviluppa intelligenza, intuito, conoscenza e, soprattutto coscienza e, quindi, la vista interiore.<br />
La &#8220;sonda&#8221; è stata messa fuori uso da un inganno millenario che ha esaltato le apparenze, le immagini e nascosto la sostanza&#8230; Oggi la sonda può essere rimessa in funzione da chi lo&#8230; vuole.<br />
Nascosta sotto la superficie apparente di stelle si rivela allora la realtà organica, cristallina, viva, straordinaria e ricca di ogni bene&#8230; Così si scopre che&#8230;<br />
La Terra è viva. La Terra è gravida e sta per partorire&#8230;<br />
Marte lo ha già fatto ed i Marziani sono lì, invisibili ma intelligenti, vivi e reali&#8230;<br />
Il sole ha solo effetti collaterali e non incidono sulla trasformazione in atto della Terra&#8230;<br />
Bisogna riattivare l&#8217;unico &#8220;strumento&#8221;, capace di sentire la Vita, la forza debole, il nostro cervello che può &#8220;vedere&#8221; e &#8220;sentire&#8221; ciò che la scienza non vede. Il cervello umano è un&#8217;antenna cosmica, un cristallo organico che può sintonizzarsi su diverse frequenze, se ha sufficiente elasticità.<br />
<strong>Per riconquistarla deve avere il coraggio di allenarsi con un solo scopo primario: l&#8217;amore per la verità.</strong><br />
Con la sonda su Marte, l&#8217;astrofisica ci mostra le immagini del pianeta rosso e ci convince che è arido e senza vita, come sembra esserlo tutto l&#8217;universo osservato, un universo matematico che include l&#8217;uomo, ma esclude tutto ciò che si agita nel cuore e nella mente dell&#8217;uomo, amore, sentimenti, desideri, passione per la verita&#8217;, compassione per un mondo che soffre ed è stufo di soffrire.<br />
Con le sonde spaziali, la scienza perpetua la divisione tra cielo e terra e non solo e non sa che cosa è la Vita.<br />
L&#8217;essere isolati da possibili, ma &#8220;irraggiungibili&#8221; forme di vita è l&#8217;inganno dell&#8217;astrofisica che appare in TV e che sembra ignorare le sue stesse scoperte: quella della la Luce oscura, pari a niente di meno che il 70% del tutto, una scoperta premiata dalla rivista Science come la migliore dell&#8217;anno 2003.<br />
La Luce oscura non ha confini.<br />
La luce oscura non si vede, ma si può sentire.<br />
La luce oscura è la VITA, l&#8217;Amore cosmico.<br />
Quali prove? La prova puoi essere tu che senti l&#8217;Amore.La forza che muove il cuore del sole e delle altre stelle è la stessa che la fisica chiama &#8220;debole&#8221; e che trascura quasi sempre. Eppure gli effetti benefici della forza nucleare debole sulla salute del corpo umano sono oggi provati, sperimentalmente, dalla Risonanza Magnetico Nucleare.<br />
Perché scienze e medicina &#8220;ignorano&#8221; la forza debole , così importante per l&#8217;uomo e per l&#8217;universo?<br />
Perché, se è l&#8217;Amore e/o la Vita cosmica, come scrivono saggi e poeti di tutti i tempi, travolge tutta la così detta &#8220;conoscenza&#8221; e, soprattutto, il potere che si erge su tale &#8220;conoscenza&#8221;&#8230; E lo farà, anzi lo sta già facendo.<br />
Il problema urgente è rimettere in funzione il nostro cervello, da millenni condizionato ad una &#8220;conoscenza&#8221; che, oggi si scopre, non vede niente ed è quindi grossolana ignoranza. Il cervello umano è irrigidito da una conoscenza &#8220;razionale&#8221; e schematica, ignaro delle proprie emozioni, ma può riconquistare la sua plasticità&#8230; Basta volerlo e così scoprire l&#8217;infinito spessore che è in ciascuno di noi e si nasconde &#8220;sotto&#8221; i nostri piedi.<br />
La Foza che fa nascere è la forza debole, l&#8217;energia sublime ed intelligente che può dare al corpo umano nuova vita, benessere, armonia, capacità di soddisfare i propri bisogni, senza depredare gli altri o l&#8217;ambiente.<br />
La forza debole ha un solo &#8220;difetto&#8221;: rende gli intermediari superflui.<br />
Chi ha un debole per la forza debole, oggi può riconquistare la propria integrità, diventare cosciente di se stesso, contribuire da protagonista al nuovo mondo che sta per nascere&#8230;<br />
L&#8217;universo è organico, vivo e vivente; la piccola porzione osservata è solo una realtà virtuale, una matrix, un film giunto ai titoli di coda&#8230; La vera storia umana comprende non solo la Terra, ma anche altri sistemi e pianeti e, tra questi, anche Marte&#8230; è una storia eterna ed infinita che ha come causa e come fine l&#8217;evoluzione genetica della specie umana oggi possibile per tutti&#8230; Siamo infatti all&#8217;inizio della Primavera Cosmica, al preludio di un nuovo mondo, un futuro che già esiste e che&#8230; ci guarda sorridendo.<br />
Tratto dal libro &#8220;Universo Organico&#8221; dell&#8217;astrofisica e docente di fisica quantistica Giuliana Conforto.<br />
Fonte: <a href="http://www.giulianaconforto.it/Italiano/home.it.htm"> Giuliana Conforto</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AqkjiPtRpe0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AqkjiPtRpe0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Soldà sul black out del digitale terrestre]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/17/solda-sul-black-out-del-digitale-terrestre/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Secondo l&#8217;inondazione di spot trasmessi in coda a numerosi programmi televisivi, il passaggio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Secondo l&#8217;inondazione di spot trasmessi in coda a numerosi programmi televisivi, il passaggio ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sabato 21 novembre - Conegliano V.to (TV)]]></title>
<link>http://uaartv.wordpress.com/2009/11/17/sabato-21-novembre-conegliano-v-to-tv/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:09:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>sgurtz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato 21 novembre dalle 16.00 alle 19.00 il circolo UAAR di Treviso allestirà un tavolo informativo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-166" title="Tavolo Sbattezzo 2008 Treviso" src="http://uaartv.wordpress.com/files/2008/10/uaar_tv.jpg" alt="Tavolo informativo UAAR" width="450" height="338" /></p>
<h3>Sabato 21 novembre dalle 16.00 alle 19.00 il circolo UAAR di Treviso allestirà un tavolo informativo a Conegliano V.to (TV) in Corso Vittorio Emanuele.</h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Evoluzione web dei musei/3]]></title>
<link>http://fucktory.wordpress.com/2009/11/16/evoluzione-web-dei-musei3/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 13:36:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>fucktory</dc:creator>
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<description><![CDATA[Museumserver Continua l&#8217;appuntamento con l&#8217;evoluzione in Rete delle istituzioni cultural]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_910" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.museumserver.nl/"><img class="size-full wp-image-910" title="demuseum_server" src="http://fucktory.wordpress.com/files/2009/11/demuseum_server.jpg" alt="demuseum_server" width="500" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Museumserver</p></div>
<p>Continua l&#8217;appuntamento con l&#8217;evoluzione in Rete delle istituzioni culturali. Per leggere le altre puntate visitate la categoria &#8220;Storia Evolutiva&#8221;.</p>
<p>Il <strong>31 gennaio 1994</strong> annuncia l’entrata in Internet anche il <strong>Dallas Museum of Art</strong>, presentando una serie di servizi ai visitatori online:</p>
<blockquote><p>Visitors to our &#8216;online Museum&#8217; have access to general DMA information, such as <strong>exhibition</strong> and <strong>event</strong> schedules, <strong>gallery guides</strong>, and <strong>educational documents relating to the Museum and its Permanent Collection</strong>. You can also pick up a copy of a new DMA <strong>electronic newsletter</strong>, &#8216;CI,&#8217; which details the activities and services of the Museum&#8217;s new Collections Information Center. A selection of digital images from the Museum&#8217;s Permanent Collection is also available in GIF format. <strong>Each image file includes not only a picture of an artwork, but also a full text identification label and in many cases extended remarks about the piece written by our Curatorial staff.</strong> Visitors are welcome to download these images for their personal, educational use (<a href="http://home.ease.lsoft.com/scripts/wa.exe?A0=MUSEUM-L">Kevin J. Comerford, 1994</a>)</p></blockquote>
<p>Nel febbraio dello stesso anno il <strong>National Museum of American Art</strong> amplia i proprio contenuti in Rete consentendo di leggere libri o scaricarseli gratuitamente per la stampa. Una curiosità deriva dal tempo di download che occorreva per scaricarsi immagini digitali:</p>
<blockquote><p>Note that currently the images must be downloaded from the system to one&#8217;s computer, a process that takes from eight to twenty minutes per image (<a href="http://home.ease.lsoft.com/scripts/wa.exe?A0=MUSEUM-L">Joan Stahl, 1994</a>)</p></blockquote>
<p><strong>1995-1996 </strong>Si aggiungono, tra i tanti, tre musei di Chicago (The Field Museum, Chicago Academy of Sciences, Oriental Institute Museum), in Francia il Pompidou Center, Museums and Galleries of Southern Utah University, San Diego Model Railroad Museum, National Museums of Scotland, New Mexico Museum of Natural History and Science.</p>
<p>Il <strong>31 dicembre 1995</strong> nasce <strong><a href="http://www.museumserver.nl/">De Museumserver</a></strong>, una piattaforma in Internet per i musei olandesi e, restando sempre in Europa, investe nello sviluppo della Rete anche l’<strong>Hunterian Museum (University of Glasgow)</strong> con un progetto diviso in tre fasi, in collaborazione con gli studenti.</p>
<blockquote><p>What started out as an idea discussed over a beer (or two) between myself and my colleague Chris Johnson from Computing Science, has developed into what we consider to be a worthy framework from which to expand into new areas of heritage presentation over the network. The first phase involved a group of third year honours students examining <strong>ways of solving navigation and design problems related to the presentation of museum artefacts on the web.</strong> Stage two had one of our IT Masters candidates <strong>looking at the problem of download time for video over the web</strong>. Both these phases are now complete. The students concerned all received high ratings for their reports.(<a href="http://home.ease.lsoft.com/scripts/wa.exe?A0=MUSEUM-L">Jim Devine, 1995</a>)</p></blockquote>
<p>In questi anni si diffondono anche le prime survey (soprattutto all’interno dei musei scientifici) ed i primi corsi e seminari riguardanti l’utilizzo del web da parte dei musei. Inoltre, in molti post, c’è la volontà di sapere quali sono gli indirizzi di alcuni musei e da qui la necessità di tenere sempre aggiornate diverse liste con gli indirizzi web di musei o di risorse utili:</p>
<blockquote><p>Here is the list of Web sites which can be helpful for anyone interested […] The Consortium for the Computer Interchange of Museum Information (CIMI) […], Museum Online Resource Review […],The WWW Virtual Library […],WWW Virtual Library museums pages. (<a href="http://home.ease.lsoft.com/scripts/wa.exe?A0=MUSEUM-L">Tatyana Dumova, 1996</a>)</p>
<p>Does anybody know where to find the web site addresses of the world&#8217;s famous museums like, Louvre, musee d&#8217;Orsay, Victoria and Albert Museums and Uffizi Gallery and other museums in Europe? Need urgent help. Please e-mail me if you know. Tks (<a href="http://home.ease.lsoft.com/scripts/wa.exe?A0=MUSEUM-L">anonimo, 1996</a>)</p>
<p>There are roughly <strong>300 *science* *museums* on the www now</strong>. According to my observations, the number of science museums on the www has doubled about every two months. (<a href="http://home.ease.lsoft.com/scripts/wa.exe?A0=MUSEUM-L">Arthur Anderson, 1996</a>)</p></blockquote>
<p>Alla prossima&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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