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	<title>exabite &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/exabite/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "exabite"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 04:23:40 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Internet chiuderà nel 2010?]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/2007/11/21/internet-chiudera-nel-2010/</link>
<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 14:11:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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<description><![CDATA[BOLLETTINO DEL TRAFFICO INTERNET: Attenzione, code e rallentamenti sono previsti sull’intera rete a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img border="0" width="327" src="http://img228.imageshack.us/img228/7652/imminternetbr4.jpg" height="245" style="width:331px;height:219px;" /></p>
<h1 align="justify">BOLLETTINO DEL TRAFFICO INTERNET: Attenzione, code e rallentamenti sono previsti sull’intera rete a partire dal 2010.</h1>
<p align="justify">Una notizia importante arriva dagli Stati Uniti dove è stato recentemente pubblicato uno studio che prevede la fine di Internet. Secondo il <a target="_blank" href="http://www.nemertes.com/mainmenu/about_us">Nemertes Research Group</a>, infatti, quello che ho pubblicato ad inizio post potrebbe essere benissimo il testo di un fantomatico <strong>bollettino del traffico Internet</strong> diramato tra qualche anno (<a target="_blank" href="http://www.visionpost.it/index.asp?C=4&#38;I=2653"><strong>QUI</strong></a> e <a target="_blank" href="http://www.vnunet.com/vnunet/news/2203809/internet-face-meltdown-2010"><strong>QUI</strong></a> un&#8217;attenta analisi).</p>
<p align="justify">Secondo <a target="_blank" href="http://www.nemertes.com/press_releases/user_demand_internet_could_outpace_network_capacity_2010">questo studio</a>, Internet avrebbe davanti a sé ancora <strong>pochi anni di vita serena</strong>, dopodiché si troverebbe a dover trasportare più dati di quanti in realtà le infrastrutture non possano fare. I termini sono chiari: se non verranno investiti <strong>137 miliardi di dollari</strong> in nuove linee di comunicazioni, nel 2010 i contenuti potrebbero superare la capacità delle reti. Significa che il Web potrebbe trasformarsi in una specie di <strong>tangenziale nell&#8217;ora di punta: tutti in coda!</strong> Sarebbe una caccia aperta al <em>download</em>, i video di <em>YouTube</em> andrebbero avanti molto lentamente e diverrebbero inutilizzabili, la navigazione tornerebbe veloce come ai tempi delle <em>connessioni telefoniche analogiche</em>.</p>
<p align="justify">Il problema è legato il larga misura al successo di alcuni servizi Web, in particolare i ricercatori hanno accusato quelli legati alla <strong>distribuzione di video</strong> (come <a target="_blank" href="http://it.youtube.com/">YouTube</a>) e al <strong>P2P</strong> (<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emule">eMule</a> o <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/BitTorrent">BitTorrent</a>). Il boom di questi servizi è inarrestabile e a causa loro la quantità di dati che circolano in Rete cresce sempre più in maniera esponenziale. Si calcola poi che complessivamente in un anno <a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&#38;ID_articolo=1938&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">in Rete si muovano circa 161 exabyte</a> (cioè <strong>161 miliardi di gigabyte</strong>!).</p>
<p align="justify">Già qualcuno solleva <strong>dubbi sull&#8217;obiettività</strong> di questa previsione. <a target="_blank" href="http://techdirt.com/articles/20071119/115734.shtml">Techdirt</a> sottolinea la ciclicità di simili dichiarazioni e l&#8217;allarme di un possibile collasso che periodicamente viene lanciato da diverse fonti. Non è la prima volta, quindi, che si pensa al futuro della Rete come una scommessa per le infrastrutture e per la gestione dell&#8217;enorme quantità di informazioni, ma questa volta <strong>la crisi potrtebbe essere inevitabile</strong>, secondo i ricercatori del Nemertes. </p>
<p align="justify"><strong>Allarmare utenti e governi</strong> su una possibile fine di Internet è però un modo per richiamare nuovi investimenti e incentivi, alleggerendo i costi dei provider. E la ricerca condotta dal Nemertes, infatti, è stato svolto per conto della <a target="_blank" href="http://www.internetinnovation.org/AboutUs/Members/tabid/59/Default.aspx">Internet Innovation Alliance</a>, di cui fa parte anche il carrier <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/AT&#38;T">At&#38;t</a>, una delle più grandi compagnia telefonica del Mondo, interessata all&#8217;aumento degli investimenti. Alcuni <strong>dubbi sulla bontà</strong> dello studio sorgono spontanei&#8230;</p>
<p align="justify"><span>Internet ormai <strong>si è </strong></span><strong>integrato perfettamente nella nostra esistenza</strong>, nella nostra quotidianità, diventando uno strumento prezioso per il lavoro, per lo studio, per l&#8217;informazione, per lo scambio e la circolazioe di idde, per il tempo libero. A prescindere dalla bontà e dall&#8217;obiettività di questo studio, pensare che un giorno la Rete possa sparire o non essere più così facilmente accessibile, è <strong>un&#8217;immagine apocalittica</strong> (almeno per me che sono quasi un Internet-dipendente). <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
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