<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>fecondazione-assistita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/fecondazione-assistita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fecondazione-assistita"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 10:59:07 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Sondaggio: il 73% degli italiani vuole poter rifiutare l'idratazione e l'alimentazione forzata]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/04/sondaggio-il-73-degli-italiani-vuole-poter-rifiutare-lidratazione-e-lalimentazione-forzata/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 15:29:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/04/sondaggio-il-73-degli-italiani-vuole-poter-rifiutare-lidratazione-e-lalimentazione-forzata/</guid>
<description><![CDATA[Due italiani su tre, il 66%, sanno definire correttamente che cos&#8217;è il testamento biologico. S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p><strong>Due italiani su tre, il 66%, sanno definire correttamente che cos&#8217;è il testamento biologico.</strong> Se faceste lo stesso test chiedendo una definizione di &#8220;federalismo fiscale&#8221; otterreste un dato inferiore di più della metà. Il dato è eclatante, soprattutto se si considera che sui temi della bioetica la confusione mediatica è elevata. Il dato emerge da uno studio di <a href="http://www.observa.it/">Observa</a>, l&#8217;Osservatorio scienza e società, diretto dal sociologo della scienza Massimiano Bucchi. L&#8217;attenzione per i temi legati alle decisioni di &#8220;fine vita&#8221;, e in particolare per la questione del testamento biologico, cresce e si fa più consapevole. <br />
<!--more--><br />
Rispetto alla precedente rilevazione, del 2005, l&#8217;unica confrontabile con questa, si registra qualche lieve scostamento. <strong>In caso di grave malattia senza speranza di guarigione e perdita di coscienza del soggetto, oltre uno su due (51%, rispetto al 58% del 2005) ritiene che spetti a ciascun individuo dare indicazioni preventive sulle proprie cure.</strong> C&#8217;è un 7% in meno, compensato però da un 31% che pensa che questa indicazione spetti al parente più prossimo. Solo il 13% la attribuisce al personale medico (nel 2005 era il 9%). Il 51% di italiani che propendono per il testamento biologico hanno poi risposto alla domanda: &#8220;Che cosa è giusto che una persona possa indicare nel testamento biologico?&#8221; <strong>&#8220;Non ricevere cibo e acqua per via artificiale&#8221; raccoglie un inequivocabile 73,3 per cento</strong>. &#8220;Rifiutare ogni farmaco o terapia per prolungare le funzioni vitali&#8221;è all&#8217;80,4 per cento; e &#8220;Ricevere un farmaco per essere aiutato a morire&#8221; (60,7%). Ma <strong>anche &#8220;decidere di essere mantenuti in vita con tutti i mezzi possibili &#8221; è, secondo il 64,5%, un&#8217;opzione che deve essere garantita</strong>. Fatto salvo ovviamente il principio che è chi stila il testamento che lo decide.</p>
<p> L&#8217;Osservatorio scienza e società è dal 2002 il primo monitoraggio permanente delle tendenze e degli orientamenti dell&#8217;opinione pubblica italiana nei confronti di ricerca e innovazione tecnologica. Altre indagini, anche se non direttamente confrontabili con quest&#8217;ultima, mostrano che gli italiani non hanno molti tabù, propedono per la libertà di scelta, e soprattutto si esprimono con cognizione di causa. Il dato più eclatante veniva da un sondaggio Eurispes del 2006. <strong>Su un tema controverso come l&#8217;eutanasia attiva, che i politici tendono a evitare del tutto, emergeva che il 38% dei cattolici e il 69% dei non cattolici erano favorevoli.</strong> Nel 2007 un sondaggio Ipsos evidenziava che <strong>il 74% dei cattolici impegnati in attività parrocchiali ritiene che la voce della Chiesa vada ascoltata, ma poi &#8220;decide la coscienza individuale&#8221;</strong>. Sempre nel 2007, era ancora Observa a pubblicare uno studio sul testamento biologico: il 78% degli italiani si dichiarava favorevole, mentre i contrari scendevano al 16,8 per cento. Observa ha anche divulgato nei giorni scorsi i dati relativi alla fecondazione assistita e alla ricerca sulle cellule staminali. Sono stati presentati a Venezia alla &#8220;Fifth World Conference The Future of Science&#8221; organizzata da Umberto Veronesi e dedicata alla &#8220;Rivoluzione del Dna&#8221;. Anche questi confermano la crescita delle tendenze più liberali. Rispetto al 2006, i contrari alle varie modalità di fecondazione assistita sono scesi dal 22% al 12%; nello stesso tempo, i contrari all&#8217;utilizzo di cellule staminali di embrioni umani per scopi di ricerca sono scesi dal 34% al 17 per cento. Per due italiani su tre (67%) &#8220;è giusto utilizzare tutte le possibilità che la scienza offre per avere un figlio&#8221;. Ampia è anche l&#8217;apertura all&#8217;utilizzo di esami del Dna per conoscere l&#8217;eventuale predisposizione a determinate patologie: il 77% crede che sarebbe opportuno che tutti lo facessero. </p>
<p>Resta invece molto negativo il giudizio sulla possibilità che in futuro, attraverso le tecnologie riproduttive, i genitori possano &#8220;scegliere&#8221; alcune caratteristiche biologiche dei propri figli, quali ad esempio il sesso. <strong>Secondo Massimiliano Bucchi, questi risultati sfatano anche il mito secondo cui le posizioni più restrittive nei confronti dei temi etici siano dettate da ignoranza.</strong> In realtà i soggetti più informati e consapevoli sono presenti sia nello schieramento pro che in quello contro. Se si confrontano le posizioni sui diversi temi si vede che coloro che hanno un giudizio positivo e aperto in un certo ambito, tendenzialmente lo hanno anche negli altri, al punto da poter definire con una certa precisione tre differenti posizioni generali, così battezzate da Bucchi: i biocritici (17%); i bioentusiasti (36%) e i biomoderati (47%). <strong>Dal che si evince che l&#8217;83% degli italiani ha un atteggiamento non ostile nei riguardi dei temi della ricerca e delle sue applicazioni in campo biomedico, comprese quelle più rilevanti dal punto di vista bioetico.</strong> &#124; Di <strong>Armando Massarenti</strong> &#124; Fonte <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/3-ottobre-2009/testamento.shtml?uuid=9f5cb4ca-aff4-11de-8481-cd283fb0b2c0&#38;DocRulesView=Libero">Il Sole 24 Ore</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LAVATRICE DI SIGNIFICATI #1 &gt;&gt;&gt; La risonanza magnetica a Camposampiero? Sempre meglio di una fecondazione assistita in Spagna...]]></title>
<link>http://cyborginthecity.wordpress.com/2009/09/22/lavatrice-di-significati-1-la-risonanza-magnetica-a-camposampiero-sempre-meglio-di-una-fecondazione-assistita-in-spagna/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 08:09:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrealorenzet</dc:creator>
<guid>http://cyborginthecity.wordpress.com/2009/09/22/lavatrice-di-significati-1-la-risonanza-magnetica-a-camposampiero-sempre-meglio-di-una-fecondazione-assistita-in-spagna/</guid>
<description><![CDATA[Fenomeno di una certa moda negli anni passati, la denuclearizzazione si definisce come &#8220;la rim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-56" title="nuclear-energy-imge" src="http://cyborginthecity.wordpress.com/files/2009/09/nuclear-energy-imge2.jpg?w=300" alt="nuclear-energy-imge" width="250" height="250" /></p>
<p style="text-align:justify;">Fenomeno di una certa moda negli anni passati, la denuclearizzazione si definisce come &#8220;la rimozione o la proibizione dell&#8217;utilizzo di armi nucleari in un certo territorio (dalla definizione del dizionario online inglese: To remove or ban nuclear weapons from: <em>a proposal to denuclearize Europe</em>).</p>
<p style="text-align:justify;">Il destino delle parole, lo si sa, è legato non solo al loro significato, ma alla lotteria dei discorsi pubblici, a quella centrifuga di significati costituita dall&#8217;arena dei mezzi di comunicazione di massa e dai nuovi media; insomma una parola è ostaggio degli usi del pubblico e non certo appannaggio esclusivo di quei pochi ed isolati intellettuali che ne fissano i significati in una voce di dizionario. Le parole sono costantemente dentro una lavatrice impazzita, e i vani tentativi di staccare la corrente producono solamente dei <em>black out</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed ecco sul mattino di oggi un curioso cortocircuito di significati, un lavaggio a 120 gradi con asciugatura e contrifuga come si deve. Protagonisti non solo un manipolo di prodi giornalisti locali, come sempre pronti a &#8220;gasare i Curdi&#8221;, ma anche l&#8217;amministrazione locale e un emerito professore di fisica, Angelo Ricci.</p>
<p style="text-align:justify;">La proposta è del comune di Padova: denuclearizzare il territorio della città. Specificando quanto accennato in precedenza, è a partire dal 1981 che alcuni comuni italiani hanno cominciato ad autoproclamarsi &#8220;comuni denuclearizzati&#8221;. Il primo comune che si dichiara &#8220;zona libera da armi nucleari&#8221; e&#8217; Robassomero (Torino), il 17 dicembre 1981. Cinque anni dopo i comuni decunclearizzati saranno già circa 500. La delibera comunale di &#8220;denuclearizzazione&#8221; è da ritenersi un atto perlopiù simbolico; pur non avendo nessuna valenza giuridica, essa sancisce l&#8217;indisponibilita&#8217; di intere comunita&#8217; a divenire sedi di basi atomiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Angelo Ricci, che interviene sul Mattino di oggi, la delibera di denuclearizzazione è però una minaccia reale. Egli si sofferma sui pericoli di questo provvedimento, operando un triplo salto mortale semantico e chiedendosi: &#8220;<em>Cosa cosa comporta questa deliberazione? Dobbiamo chiudere i laboratori di fisica nucleare? E i reparti opsedalieri di medicina nucleare? &#8220;</em>. Prosegue lo studioso: &#8220;<em>Eppure non occorre essere scienziati per sapere che la risonanza magnetica nucleare è una diagnostica medica essenziale e che le radioterapie con particelle nucleari offrono oggi cure preziose per i tumori&#8221;. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Le domande di Ricci, ma soprattutto le sue risposte, ci colgono impreparati. Noi pensavamo che il Comune stesse promuovendo un atto di natura prevalentemente simbolica contro l&#8217;impiego di armi nucleari, e invece questo è l&#8217;inzio di un&#8217;Apocalisse medico-ospedaliera,  con il rischio di dover andare a fare la risonanza magnetica che aspettavamo da qualche mese all&#8217;ospedale di Camposampiero, fuori dalle mura della Padova retrograda, oscurantista e denuclearizzata, dopo una camminata di redenzione come quella di Santantonio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ironia a parte, quando la scienza &#8211; come in questo caso &#8211; si schiera dalla pare dell&#8217;<em>establishment</em>, rischia veramente un clamoroso autogoal. Ve lo immaginate qualche collega di Ricci argomentare nelle stanze della <em>policy</em> che i pellegrinaggi all&#8217;estero delle coppie trentenni per la fecondazione assistita  rendono il nostro paese becero e oscurantista?</p>
<p style="text-align:justify;">Per la solita regola della lavatrice dei significati, l&#8217;intervento di Ricci si spiega anche alla luce del recente interesse che i media e il dibattito pubblico hanno dedicato alla possibilità che in Italia sia reintrodotta la produzione di energia nucleare. Senza entrare nel  meritpo del dibattito, diamo una breve occhiata ai dati disponibili sulla percezione pubblica di questo tema, un aspetto che probabilemtne interesserebbe a Ricci e colleghi. Recenti ricerche condotte dall&#8217;Istituto <a title="Observa - Science in Society, gli italiani e il nucleare" href="http://www.observa.it/view_page.aspx?menu=osservatorio&#38;ID=728&#38;LAN=ITA" target="_blank">Observa &#8211; Science in Society</a> dimostrano come negli ultimi  anni gli orientamenti degli italiani si siano progressivamente spostati a favore dell&#8217;energia nucleare. Dal 2003 a oggi, i favorevoli a questo investimento sono passati da poco più del 22% a quasi il 42%; nello stesso periodo i contrari sono diminuiti dal 56% al 39% circa. Secondo gli esperti di Observa, a pesare su questi spostamenti è soprattutto la congiuntura economica e lo spettro della dipendenza dall&#8217;estero per la produzione di energia. Anche il tema della sicurezza degli impianti, che aveva dominato i dibattitto post-Chernobyl pare essere passato in secondo piano tra chi è contrario al nucleare; tra chi si oppone è infatti ormai schiacciante il peso di coloro che ritengono più opportuno investire in fonti rinnovabili (dal 45% al 56% negli ultimi due anni).</p>
<p>Se dunque pare che Ricci potrà stare tranquillo per le sorti del nucleare in Italia, a noi non resta che affidarci ai risultati della risonanza magnetica. Un viaggetto in Spagna?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le rotte della maternità]]></title>
<link>http://iniziativalaica.wordpress.com/2009/08/11/le-rotte-della-maternita/</link>
<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 17:04:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativalaica</dc:creator>
<guid>http://iniziativalaica.wordpress.com/2009/08/11/le-rotte-della-maternita/</guid>
<description><![CDATA[Venticinquemila europei ogni anno inseguono il sogno di un figlio che non possono avere. Una coppia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Venticinquemila europei ogni anno inseguono il sogno di un figlio che non possono avere. Una coppia su tre parla italiano e per aggirare i limiti imposti dalla legge 40 continua a scegliere le strutture straniere.</p>
<p>Un Servizio di La Repubblica </p>
<p><a href='http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/10/le-rotte-della-maternita-viaggio-nelle.html'>le-rotte-della-maternita-viaggio-nelle.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Istinto materno (?).]]></title>
<link>http://lagiraffa.wordpress.com/2009/07/27/istinto-materno/</link>
<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 08:26:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>lagiraffa</dc:creator>
<guid>http://lagiraffa.wordpress.com/2009/07/27/istinto-materno/</guid>
<description><![CDATA[L’istinto materno, alcune donne sanno di averlo già all’età di cinque anni, altre lo scoprono solo q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’istinto materno, alcune donne sanno di averlo già all’età di cinque anni, altre lo scoprono solo quando diventano madri, altre non l’avranno mai e sono ugualmente felici, <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_1621214934.html">Nadya Suleman</a> ce l’ha conficcato nel cervello, come un fumatore ha la sigaretta in ogni neurone, con la differenza che le sigarette non hanno bisogno né di latte né di pannolini. Il caso è vecchio di qualche mese, a <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/otto-gemelli/madre-maniaca/madre-maniaca.html?ref=search">febbraio</a> Nadya aveva partorito otto gemelli, grazie alla fecondazione assistita, i quali si sono sommati alla squadra di calcetto con una riserva (5+1) che già aveva formato, sempre grazie all’aiuto della scienza (benedetta scienza, messa nelle mani di medici incoscienti) ma senza l’aiuto di un lavoro stabile e senza un compagno. In totale, una bella cricca di quattordici nuove persone catapultate sul pianeta Terra, grazie all’amore per i bambini di una donna che, già in passato, era stata in cura per problemi psichiatrici. Ora, la vita delle due squadre di calcetto con le riserve andrà in pasto ai telespettatori americani, per raggranellare i soldi necessari a sfamare quei bambini e per rendere gloriosa questa maternità così “prorompente”. Per quanto mi riguarda, sono una sostenitrice della fecondazione assistita e, ancora di più, dell’adozione anche a favore di persone  non sposate o sole, perché credo che ai bambini serva soprattutto amore ma, in questo caso, mi permetto di avere qualche perplessità, non tanto sul desiderio di Nadya, quanto sulla totale assenza di remore e di regole da parte di quei medici che l’hanno aiutata a realizzarlo, senza tenere in considerazione le conseguenze del loro comportamento, soprattutto per i nuovi piccoli abitanti che hanno il diritto di crescere dignitosamente. Un <em>far west</em> popolato di persone in camice bianco, <em>vaqueros</em>, e gigantesche siringhe al posto delle pistole.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi ha paura della scienza]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/10/chi-ha-paura-della-scienza/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 16:13:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/10/chi-ha-paura-della-scienza/</guid>
<description><![CDATA[C’è un nesso preciso tra libertà di espressione e libertà di ricerca. è possibile valutarlo grazie a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-1234" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/10/chi-ha-paura-della-scienza/protesta/"><img class="alignleft size-large wp-image-1234" title="protesta" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/07/protesta.jpg?w=650" alt="protesta" width="273" height="430" /></a>C’è un nesso preciso tra libertà di espressione e libertà di ricerca. è possibile valutarlo grazie al progetto degli “Indicatori” promosso dall’Associazione Coscioni</strong></em> di <span style="color:#800000;"><em><strong>Federico Tulli</strong></em></span></p>
<p>I ricercatori di ogni continente condividono l’obiettivo comune della crescita della conoscenza scientifica. Eppure scienziati e operatori sanitari lavorano in contesti normativi che spesso limitano, in misura diversa da Paese a Paese, la loro libertà di ricerca. Tramite il progetto degli “Indicatori”, promosso dell’Associazione Coscioni, è ora possibile quantificare i diversi livelli di libertà di ricerca in rapporto all’ambito socio-politico-culturale in cui la scienza si trova a operare. Per saperne di più left ha chiesto di illustrare i passaggi più significativi dello studio al professor Andrea Boggio, docente di Diritto alla facoltà di Storia e scienze sociali della Bryant university (Stati Uniti) nonché coordinatore della cellula Coscioni di Boston. È lui infatti il coordinatore di un primo interessante monitoraggio che si è basato sui dati qualitativi raccolti in 10 Paesi: Brasile, India, Irlanda, Nuovo Galles del Sud, Nuova Zelanda, Panama, Quebec, Sudafrica, Spagna e Svezia. «Anzitutto &#8211; spiega Boggio &#8211; in qualche misura il modello del progetto è “Freedom of the press”, il rapporto pubblicato da Freedom House, che da molti anni si occupa di monitorare la libertà di stampa. Questo è il fine ultimo anche per noi ma non siamo ancora giunti a quel punto». Il nesso tra libertà di stampa e libertà di ricerca non è casuale. «Sia il lavoro del giornalista, sia quello dello scienziato sono espressione del pensiero», osserva il professore.</p>
<p>«Quando viene intaccata la libertà di pensiero, insieme alla libertà di stampa, immediatamente anche la ricerca scientifica inizia a correre pericoli». Dal punto di vista pratico, il progetto degli “Indicatori” ha dimostrato anche un’altra correlazione. Quella che c’è tra la limitazione della ricerca e il tipo di legame che esiste tra questo mondo e quello della politica. Meno è diretto questo legame, più la scienza è libera di agire. «L’esempio più illustre è sempre quello delle cellule staminali embrionali», osserva Boggio. «Questo è un campo in cui idee diverse competono al fine di determinare cosa sia la vita umana. Prendiamo il caso italiano, da un lato c’è la politica che riconosce all’embrione lo status di persona, dall’altro c’è la scienza che dimostra come  l’uomo sia persona solo alla nascita. Il risultato è che nel momento in cui viene proibito di fare ricerca in quel campo ovviamente si toglie anche la libertà di pensare che l’embrione non sia una persona». L’Italia non è tra i 10 Paesi monitorati dall’équipe di Boggio ma l’esempio delle staminali ci riporta al progetto degli “Indicatori”. E ai quattro campi di attività di ricercatori e operatori della sanità presi in considerazione dallo studio: tecnologie di riproduzione assistita; ricerca con le cellule staminali embrionali; scelte di fine vita; aborto e contraccezione.</p>
<p>«I risultati preliminari &#8211; dice Boggio &#8211; dimostrano che gli Stati possono essere classificati a seconda del livello di libertà di cui godono ricercatori e operatori sanitari. Estendere questo tipo di analisi a un numero maggiore di Paesi si rivelerà certamente utile per valutare i fattori politici e culturali che sono alla radice delle limitazioni alla libertà di ricerca». Più in concreto, il professore riporta l’esempio della differenza tra Svezia, Irlanda e Spagna. E poi c’è il caso Panama. «Poiché metà dello studio verteva su eutanasia e aborto, ciò ha avuto un impatto sulla classificazione di Spagna e Irlanda come Paesi piuttosto conservatori dal punto di vista anche della ricerca. Al contrario, le politiche sociali molto più progressiste consentono alla Svezia di avere un punteggio molto basso e di classificarsi quindi come Paese molto libero». Panama, infine, rappresenta un caso interessante. Anche il suo punteggio è basso. «La spiegazione è molto semplice», dice Boggio. «Qui la ricerca sulle staminali non è regolamentata, dunque non esistono restrizioni. Tale assunto può anche dimostrarsi non vero ma mostra che siamo in presenza di una sfida: come ci comportiamo con i Paesi in cui non esiste regolamentazione?». Se pensiamo all’Italia e all’assenza di normativa che ha portato al varo della legge 40 si potrebbe dire che a volte la cura è peggiore della malattia. <span style="color:#800000;"><em><strong>Left 27/09</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sorpresa]]></title>
<link>http://incontricoppie.wordpress.com/2009/06/17/la-sorpresa/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 19:41:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittoria</dc:creator>
<guid>http://incontricoppie.wordpress.com/2009/06/17/la-sorpresa/</guid>
<description><![CDATA[Il Sussidiario.net :: FECONDAZIONE/ Il bambino di colore e la discriminazione del “clinicamente corr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><a href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=26420">Il Sussidiario.net :: FECONDAZIONE/ Il bambino di colore e la discriminazione del “clinicamente corretto”</a> &#8211; In Irlanda una coppia ha concepito in vitro un bimbo, ma per errore l’ospedale avrebbe usato spermatozoi di un donatore africano, determinando la nascita di un bimbo dalla pelle scura.<a href="http://www.flickr.com/photos/13212043@N03/3628038421"><img style="float:right;margin-top:10px;margin-bottom:10px;margin-left:10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3399/3628038421_dfb4aee5ab.jpg" height="217" width="327" /></a></p>
<p>Il fatto di cronaca dello scambio di spermatozoi in una fecondazione in vitro non è nuovo e sarebbe preoccupante etichettarlo come l’ennesima prova dei limiti della fecondazione in vitro, perché sarebbe considerare “un fallimento” aver avuto un figlio di colore: sarebbe stato un fallimento clinico se la coppia avesse usato il proprio seme e questo fosse stato scambiato con quello di un estraneo, ma qui già si sapeva che il seme non era del padre. Quindi qui l’unico “nocumento” è il colore della pelle, e ci rifiutiamo di pensarlo come tale.</p>
<p>Quello che ci preoccupa allora è che qualcuno si inalberi perché la “richiesta su misura” non sia riuscita. Quello che colpisce è infatti la reazione: si voleva il figlio uguale a sé e ora si è persi, disorientati.</p></blockquote>
<p>Continua a leggere il bell&#8217;articolo di Bellieni <a target="_blank" href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=26420">qui.</a> </p>
<p>[foto Flickr]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Attenti a quei due ]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/06/05/attenti-a-quei-due/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 16:10:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/06/05/attenti-a-quei-due/</guid>
<description><![CDATA[La sottosegretaria Roccella e il ministro Sacconi L’illegittimità costituzionale della legge 40 è ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></p>
<div id="attachment_1097" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a rel="attachment wp-att-1097" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/06/05/attenti-a-quei-due/attachment/00308760/"><img class="size-medium wp-image-1097" title="00308760" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/06/00308760-imago.jpg?w=300" alt="La sottosegretaria Roccella e il ministro Sacconi" width="300" height="201" /></a></strong><p class="wp-caption-text">La sottosegretaria Roccella e il ministro Sacconi</p></div>
<p>L’illegittimità costituzionale della legge 40 è nel mirino del ministro Sacconi e della sottosegretaria Roccella</strong> <span style="color:#800000;"><em><strong>di Federico Tulli</strong></em></span></p>
<p>Con uno strano effetto <em>retarde</em>, la sentenza 151/2009 della Consulta che ha dichiarato parzialmente incostituzionale la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) inizia a provocare concrete reazioni nella maggioranza. In particolare al ministero del Welfare, dove il ministro Sacconi e la sottosegretaria Roccella hanno avviato le “pratiche” con cui provare a bypassare ciò che bypassare non si può. Diciamo subito che quanto leggerete assomiglia al film già visto (e raccontato da <em>left</em>) nei mesi che hanno seguito la pronuncia della Cassazione sul caso Englaro. Allora, «per salvare Eluana» i due imboccarono una improbabile stradina laterale fatta di emanazione di regolamenti e atti di indirizzo ministeriali che si sbriciolarono contro la forza di legge di una sentenza passata in giudicato. Oggi, nei piani di Sacconi e Roccella quelli da salvare sarebbero gli embrioni soprannumerari usati nelle Pma, il cui status giuridico di «persona umana» dopo la 151 comincia a scricchiolare, come ha fatto notare di recente il giurista Stefano Rodotà. I giudici dell’Alta corte hanno infatti stabilito che deve essere il medico, e non la legge, a decidere in accordo con i pazienti come intervenire e il numero di ovociti da fecondare. Il tutto con l’obbligo (che nella 40 non c’era, anzi) di rispettare il principio della minore invasività delle tecniche e della tutela della salute della donna. Cosa che può comportare la crioconservazione di un numero imprecisato di embrioni. Fatto sta che la sottosegretaria Roccella ha annunciato la modifica delle linee guida della 40 e l’istituzione di due commissioni ministeriali, sulla crioconservazione e sulla Pma. Alla guida di quest’ultima &#8211; che trattandosi di «un osservatorio» sembra proprio un doppione del già esistente Registro nazionale sulla Pma &#8211; andrebbe Bruno Dallapiccola, genetista e copresidente di Scienza&#38;vita, l’associazione di ispirazione cattolica che nel 2005 contribuì ad affossare il referendum abrogativo della 40. Ma c’è davvero bisogno di modificare le linee guida, datate tra l’altro gennaio 2008? «Di sicuro il ministero di Giustizia dovrà emanare un nuovo testo per il consenso informato conforme alla legge modificata dalla sentenza 151 &#8211; osserva l’avvocato Filomena Gallo che ha assistito una coppia dalle cui istanze è scaturita una delle ordinanze sottoposte al giudizio della Consulta -. Mentre le linee guida, che devono contenere l’indicazione delle procedure e delle tecniche di Pma, vanno adeguate nelle parti non più idonee». Adeguare significa migliorare quelle già esistenti. E invece il sottosegretario Roccella ha (nuovamente) agitato lo spettro dell’eugenetica. Tirando in ballo il divieto di diagnosi preimpianto, nonostante il Tar Lazio ne abbia dichiarato la legittimità, annullando le linee guida pre-2008 perché, introducendo un divieto non previsto dalla legge 40, si sostituivano a essa. Senza contare che la diagnosi può ridurre il rischio di aborto quasi certo in caso di gestazione di feto geneticamente malato. «Sembra proprio che al governo abbiano le idee chiare su come ostacolare l’applicazione delle tecniche ma non sanno nulla delle finalità della fecondazione assistita &#8211; prosegue Filomena Gallo -.  Basti ricordare il ministro Sacconi quando ha detto che dopo la sentenza 151 l’embrione non è affatto diventato “una commodity farmaceutica, da produrre o impiantare a piacimento”». Verrebbe da suggerirgli di occuparsi di temi a lui più vicini come il lavoro e le politiche sociali, lasciando la “salute” ai sottosegretari. «Purtroppo tra questi chi ha la delega sulla Pma è proprio la Roccella che ha un pessimo rapporto con le sentenze e che pur avendo un incarico pubblico interpreta questo tema secondo una visione del tutto personale. La verità vera &#8211; conclude l’avvocato Gallo &#8211; è che quando c’è la salute delle persone di mezzo certe questioni vanno affidate a degli esperti in campo medico». <span style="color:#800000;"><em><strong>left 22/2009</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[un figlio ad ogni costo]]></title>
<link>http://carlimoretti.wordpress.com/2009/06/04/un-figlio-ad-ogni-costo/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 18:34:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlimoretti</dc:creator>
<guid>http://carlimoretti.wordpress.com/2009/06/04/un-figlio-ad-ogni-costo/</guid>
<description><![CDATA[Il problema della fecondazione assistita apre scenari sempre nuovi e discutibili. L&#8217;ultimo epi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il problema della fecondazione assistita apre scenari sempre nuovi e discutibili. L&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/figlio-marito-coma/figlio-marito-coma/figlio-marito-coma.html">ultimo episodio di cronaca</a> è la richiesta di una moglie che ha chiesto al Tribunale la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita con il seme del marito caduto in coma irreversibile per un tumore al cervello. Il Tribunale ha negato l&#8217;autorizzazione, ma la donna potrebbe rivolgersi a qualche centro all&#8217;estero per ottenere  il risultato sperato.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? E&#8217; giusto desiderare tanto un figlio da una persona ed essere pronti a sfidare ogni ostacolo? E&#8217; giusto impedire a questa donna di avere questo bambino, visto che il padre non è in grado, al momento,  di esprimere la sua volontà?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Basta DC, basta PD!]]></title>
<link>http://blowpig.wordpress.com/2009/06/02/basta-dc-basta-pd/</link>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 23:08:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianrebo</dc:creator>
<guid>http://blowpig.wordpress.com/2009/06/02/basta-dc-basta-pd/</guid>
<description><![CDATA[Allora, è ora di darci una regolata. Guardate questa povera gente, loro ci stanno provando.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Tlk1IPFciow&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Tlk1IPFciow&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Allora, è ora di darci una regolata. Guardate questa povera gente, loro ci stanno provando.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una norma fuori legge]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/05/15/una-norma-fuori-legge/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 16:53:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/05/15/una-norma-fuori-legge/</guid>
<description><![CDATA[«Potremo tornare a seguire la buona pratica medica». Queste poche ma significative parole di Claudia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-1024" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/05/15/una-norma-fuori-legge/fecondazione-artificiale/"><img class="alignleft size-large wp-image-1024" title="FECONDAZIONE ARTIFICIALE" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/05/fecondazione057.jpg?w=682" alt="FECONDAZIONE ARTIFICIALE" width="245" height="368" /></a>«Potremo tornare a seguire la buona pratica medica». Queste poche ma significative parole di Claudia Livi, ginecologa e presidente del Cecos (Centro studi e conservazione ovociti e sperma umani) sintetizzano il quadro delle più immediate conseguenze della sentenza 151/2009 con cui la Corte costituzionale ha messo la parola fine alla querelle interpretativa che si è aperta all’indomani della comunicazione del dispositivo che ha stabilito la parziale incostituzionalità della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. La presidente del Cecos è intervenuta a Roma al convegno “La cura della sterilità e le tecniche di fecondazione medicalmente assistita. Il futuro dopo la sentenza della Corte costituzionale e le modifiche alla legge 40”, organizzato alla sala Mappamondo della Camera da Amica cicogna, Cerco un bimbo, l’Altra cicogna, Madre provetta e un bambino.it (appena costituitesi in Federazione nazionale dei pazienti infertili) e dall’Associazione Luca Coscioni. Un incontro pensato per fare il punto della situazione dal punto di vista medico in seguito alla bocciatura degli articoli 6 e 14 della legge 40, laddove impongono il limite di impianto di tre embrioni e il divieto di congelarli. Ma che è anche servito a inquadrare la “sentenza 151” in un contesto più ampio, che coinvolge tutti i cittadini e non solo quelli che decidono di ricorrere alla fecondazione assistita: quello relativo alla battaglia in difesa dello Stato di diritto da leggi deologiche e strumentali al controllo delle nostre scelte personali operato dalle istituzioni politiche. «Una battaglia che comprende altre due storiche sentenze della Consulta», ha ricordato il giurista Stefano Rodotà. Quella del 2007 che ha riconosciuto a Eluana Englaro il diritto a veder riconosciuta la propria volontà di non essere sottoposta ad accanimento terapeutico, e la sentenza 438/2008 sul consenso informato. «Questo secondo dispositivo &#8211; ha aggiunto Rodotà &#8211; costituisce un punto di sintesi tra il diritto alla salute e quello all’autodeterminazione, due diritti fondamentali riconosciuti dalla Carta, e violati da norme come la 40 e quella sul cosiddetto testamento biologico approvata al Senato e in attesa di valutazione alla Camera». Quanto alla sentenza 151/09 (pubblicata mercoledì scorso in Gazzetta e che quindi mette immediatamente in condizione i medici di valutare caso per caso il numero di embrioni da impiantare e l’eventuale crioconservazione di quelli sovrannumerari), Rodotà ha sottolineato, da un lato, che con essa «la guerra contro la distruzione sistematica dello Stato di diritto non è ancora completamente vinta», e dall’altro che «è stato riaperto il discorso sullo statuto giuridico dell’embrione». Pensiamo di non interpretar male le parole del giurista se diciamo che in pratica la Consulta ha demolito l’impostazione ideologica di derivazione cattolica della legge 40 secondo cui l’embrione sarebbe “persona”, e non, come peraltro sostiene tutta la comunità scientifica mondiale, un conglomerato di cellule indistinte. Il perché la battaglia non è completamente vinta lo spiega a left l’avvocato Filomena Gallo, presidente dell’associazione Amica cicogna e vice presidente dell’associazione Luca Coscioni. «Non esiste un diritto a un figlio a ogni costo, ma esiste un diritto alla salute ed è questo che è stato leso dalla 40, secondo la Consulta. Ma rimangono in piedi alcuni passaggi che noi riteniamo incostituzionali riassumibili in tre punti: il divieto dell’eterologa, il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione per le persone fertili ma affette da malattie genetiche e la questione dell’utilizzo per fini scientifici degli embrioni non utili per una gravidanza». Su questi tre punti ci sono dei procedimenti in corso e altri già depositati in diversi tribunali italiani. Per comprendere se il definitivo affossamento di una delle più inique e illiberali norme prodotte dalle destre nella storia d’Italia debba passare ancora per la Corte costituzionale &#8211; e non per un (a questo punto) auspicabile dibattito prima pubblico e poi parlamentare &#8211; non resta che attendere che la giustizia faccia il suo corso. <span style="color:#800000;"><em><strong>left 19/2009</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I viaggi della provetta]]></title>
<link>http://danielase.wordpress.com/2009/05/14/i-viaggi-della-provetta/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 13:33:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>danielase</dc:creator>
<guid>http://danielase.wordpress.com/2009/05/14/i-viaggi-della-provetta/</guid>
<description><![CDATA[Un mese fa (14 aprile 2009) è nato Diego. E&#8217; il secondo figlio della mia amica Elisa, nonche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-25" title="bimbo3" src="http://danielase.wordpress.com/files/2009/05/bimbo3.jpg" alt="bimbo3" width="329" height="402" /></p>
<p><strong>Un mese fa <em>(14 aprile 2009) </em>è nato Diego</strong>. E&#8217; il secondo figlio della mia amica Elisa, nonche&#8217; fratello di Eodardo, anni 3.  Sono due bambini belli, intelligenti, divertenti, insomma due bambini &#8220;<em>normali</em>&#8220;. La  loro storia non avrebbe nulla di eccezionale, se non fosse che entrambi vengono dal freddo e vengono da lontano.</p>
<p>Per concepirli, mamma Elisa e papà Roberto sono dovuti andare in Spagna e chiedere assistenza medica per una <strong>fecondazione eterologa</strong>, da seme di donatore, che nel nostro Paese non è concessa. Elisa e Roberto hanno speso tanti soldi, hanno fatto avanti e indietro con la Spagna (per fortuna non é così lontana!), la mia amica è stata male e si è sottoposta a molti tentativi prima dell&#8217;arrivo di Edoardo e di Diego.  Ora sono una famiglia felice e stanno tutti benone. Ma difficilmente dimenticheranno le delusioni e le amarezze a cui sono stati sottoposti.</p>
<p>Non tanto per i tentativi mal riusciti della medicina, che è fallibile, quanto per le critiche che molti amici e le persone più vicine gli hanno rivolto:  &#8220;<em>Perché andare in Spagna, quanto ci sono tanti orfani,  che muoiono di fame</em>? &#8220;;  &#8220;<em>Adottateli i bambini, tanto anche questi non è che siano proprio vostri</em>!&#8221;, &#8220;<em>E&#8217; se un giorno il donatore vuole riprendersi i suoi bambini?</em>&#8220;; &#8220;<em>I piccoli adesso stanno bene, ma siete sicuri che saranno sani con tutte le cure che hai fatto</em>?&#8221;; &#8220;<em>La fecondazione assistita di questo tipo nasconde forme di narcisismo ed egoismo dei genitori</em>&#8221; &#8230;.</p>
<p>Ne potrei elencare una quantità infinita. Ma credo che questi rendano benissimo l&#8217;idea dell&#8217;umiliazione psicologica di questi due quarantenni, che dopo tanti anni volevano soltanto avere la &#8220;loro famiglia&#8221;.   </p>
<p>E  poi, siamo sicuri che i figli naturali non nascondano forme di soddisfazione narcisistica? Chi critica le mamme che stanno dietro alla nascita di tante veline minorenni? Chi ha il diritto di stabilire cosa era giusto e cosa era sbagliato per Elisa, Roberto, Diego ed Edoardo?</p>
<p>Non sarebbe più giusto che la legge permettesse di ricorrere a tecniche mediche, che tanto sono consentite in Paesi confinanti,  e che sia l&#8217;individuo, o la coppia, in questo caso,  a decidere del loro futuro? Probabilmente nel nostro Paese pesa ancora una qualche influenza &#8220;<em>spirituale</em>&#8220;,  che predilige l&#8217;ipocrisia della formalità  alla forza della ragione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ma com’è difficile essere femmine in questo paese, meglio espatriare (parte 3a)]]></title>
<link>http://woodstock75it.wordpress.com/2009/05/14/ma-com%e2%80%99e-difficile-essere-femmine-in-questo-paese-meglio-espatriare-parte-3a/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 12:57:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>woo</dc:creator>
<guid>http://woodstock75it.wordpress.com/2009/05/14/ma-com%e2%80%99e-difficile-essere-femmine-in-questo-paese-meglio-espatriare-parte-3a/</guid>
<description><![CDATA[Dopo aver parlato delle difficoltà e dei limiti che vi sono in questo paese per poter ricorrere alle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dopo aver parlato delle difficoltà e dei limiti che vi sono in questo paese per poter ricorrere alle misure anticoncezionali e di interruzione di gravidanza (<a href="http://woodstock75it.wordpress.com/2009/05/12/ma-com%e2%80%99e-difficile-essere-femmine-in-questo-paese-meglio-espatriare-parte-2a/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://woodstock75it.wordpress.com/2009/05/05/684/" target="_blank">qui</a>), cambio punto di vista&#8230; Ovvero vado a vedere cosa succede in Italia quando anzichè far di tutto per non avere un figlio, faresti di tutto per avercelo. Divertente, divertentissimo, riusciamo ad avere problemi anche su questo frangente. Stupefacente no? Uno avrebbe detto che dove vige una morale cattolica così stringente allora, forse, a fare bimbi dovrebbero aiutarti.</p>
<p style="text-align:justify;">E no. In Italia c&#8217;è una bellissima legge (legge 40 del 2004) che mette i bastoni tra le ruote a chi vorrebbe, ma non riesce, avere un figlio.</p>
<p style="text-align:justify;">La legge sostanzialmente prevede che:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>non possono essere fecondati più di 3 ovociti e gli embrioni non possano essere criocongelati (il che vuol dire che se il primo tentativo non va a buon fine, ci saranno altri cicli di cure, bombe d&#8217;ormoni etc etc e che non potrà essere riutilizzato il surplus della volta precedente)</li>
<li>tutti gli embrioni fecondati devono essere trasferiti (evviva i parti trigemellari!!)</li>
<li>non possa essere fatta diagnosi genetica preimpianto (il che vuol dire che se uno dei due genitori è noto portatore di un difetto genitico non si potrà scegliere di non impiantare l&#8217;embrione con quel difetto, al più si fa un aborto terapeutico al sesto mese di gravidanza, bello!)</li>
<li>non si possa ricorrere alla donazione dei gameti (il che vuol dire che se uno dei due genitori è totalmente sterile semplicemente non c&#8217;è verso di avere un figlio)</li>
<li>la fecondazione assistita sia limitata alle sole coppie sposate (e i single? e le coppie di fatto? e le lesbiche?)</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Se si confrontano i dati della fecondazione assistitita in Italia prima e dopo l&#8217;entrata in vigore della suddetta legge si deduce che:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>per ottenere un egual tasso di gravidanza occorre effettuare molti più cicli di cura (gaudio, riempirsi di ormoni è sempre bello!!)</li>
<li>è aumentato il tasso di gravidanze trigemellari (volevo un figlio, o cazzo, ne sono arrivati tre!)</li>
<li>diminuisce il tasso di gravidenza quando c&#8217;è un pesante deficit dal lato maschile (in tal caso si può sempre ricorrere all&#8217;amante)</li>
<li>ti tocca scegliere sostanzialmente se rischiare di avere 3 gemelli (pesante) o se rischiare di fare più cicli di cura (perchè se impianti 2 embrioni il tasso di successo è molto minore)</li>
<li>non ci sono possibilità per chi è sterile in senso proprio</li>
<li>non si sono possibilità per i single, le coppie di fatto non ufficialmente conviventi, i gay</li>
<li>non c&#8217;è modo di evitare a priori di &#8220;covare&#8221; un embrione con un importante difetto ereditario (ebbeh?! tanto c&#8217;è l&#8217;aborto!)</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">E quindi anche in questo caso, forse è meglio scavalcare le alpi. O per lo meno lo è di sicuro se:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>si è una donna giovane, che può con un ciclo di cure produrre più di 3 embrioni, che possono all&#8217;estero essere congelati</li>
<li>si necessita della donazione di gameti perchè uno dei due è sterile</li>
<li>si necessita di una diagnosi preimpianto</li>
<li>si è una coppia dove è presente un forte deficit maschile (tradotto = maschietto sterile)</li>
<li>si è una coppia di fatto non ufficialmente convivente</li>
<li>si è single</li>
<li>si è gay</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">(fonti: <a href="http://www.donnamed.it/alphacontent/procreazione-assistita/la-fecondazione-in-vitro/view/andare-all%27estero?.html">http://www.donnamed.it/alphacontent/procreazione-assistita/la-fecondazione-in-vitro/view/andare-all%27estero?.html</a> , <a href="http://www.donnamed.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=216&#38;Itemid=96">http://www.donnamed.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=216&#38;Itemid=96</a> )</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo ahimè lo stato con la legge più restrittive e scientificamente opinabili dell&#8217;Europa, dall&#8217;altro lato del filo ci sono invece la Spagna e l&#8217;Inghilterra. Meditate.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una risposta etica per le coppie con problemi di fertilità]]></title>
<link>http://incontricoppie.wordpress.com/2009/05/07/una-risposta-etica-per-le-coppie-con-problemi-di-fertilita/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:19:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittoria</dc:creator>
<guid>http://incontricoppie.wordpress.com/2009/05/07/una-risposta-etica-per-le-coppie-con-problemi-di-fertilita/</guid>
<description><![CDATA[ZENIT &#8211; La NaProtecnologia, una soluzione etica per le coppie non fertili &#8211; Caroline Gui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><a href="http://www.zenit.org/rssitalian-18150">ZENIT &#8211; La NaProtecnologia, una soluzione etica per le coppie non fertili</a> &#8211; Caroline Guindon, medico, esercita la NaProtecnologia dal settembre 2005 presso la Clinica della Fertilità della Clinica Galway, in Irlanda.</p>
<p>La dottoressa spiega che la NaProtecnologia può aiutare le coppie che affrontano l&#8217;infertilità a concepire un bambino nel rispetto della loro relazione e dell&#8217;embrione.</p>
<p>“A differenza delle tecniche di assistenza medica alla procreazione, che aggirano le cause di infertilità e sostituiscono l&#8217;atto coniugale, la NaProtecnologia ricerca e tratta le cause soggiacenti all&#8217;infertilità, sia nella donna che nell&#8217;uomo, per permettere il concepimento in una relazione sessuale normale”, afferma la Guindon.</p>
<p>“L&#8217;obiettivo è, quindi, aiutare le coppie a concepire un bambino, ma non a qualsiasi prezzo: mai al prezzo della salute mentale e fisica della donna, del rapporto di coppia, della distruzione di altri embrioni o della svalutazione della persona del concepito”, aggiunge.</p></blockquote>
<p>Leggi l&#8217;intero articolo <a href="http://www.zenit.org/rssitalian-18150" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Articoli precedenti di Zenit collegati a questo argomento:</p>
<div id="doc">
<ul>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-15715?l=italian">Amore coniugale, dono senza riserve</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-15621?l=italian">Fertilità e infertilità: testimoni di speranza</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-12987?l=italian">Gli insidiosi rischi della FIV</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-12209?l=italian">Fertilità: la visione cattolica</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-12149?l=italian">Come risolvere l’infertilità senza procreazione medicalmente assistita</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-11238?l=italian">E&#8217; giusto allungare con i farmaci l’età feconda delle donne?</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-9020?l=italian">E’ morto il dottor Billings, pioniere dei metodi naturali della fertilità</a></li>
<li><a href="http://www.zenit.org/article-3000?l=italian">I diritti riproduttivi sono in realtà “diritti a non riprodursi”</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nonostante Platone]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/27/nonostante-platone/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 23:08:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/27/nonostante-platone/</guid>
<description><![CDATA[Il suo l’Amore è un dio uscito per Feltrinelli (dopo una fortunata serie radiofonica) è diventato ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1450" title="2254752359_f3c00ba4ac_b1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/2254752359_f3c00ba4ac_b1.jpg?w=300" alt="2254752359_f3c00ba4ac_b1" width="300" height="200" />Il suo </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>l’Amore è un dio </em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">uscito per Feltrinelli (dopo una fortunata serie radiofonica) è diventato rapidamente un best seller. Per la semplicità e il rigore con cui Eva Cantarella conduce i suoi lettori nell’universo della mitologia e nella vita della polis antica. Già al lavoro su un ideale seguito di quel libro, sulla vita nella Roma antica, fra un impegno accademico e l’altro, Eva Cantarella è a Firenze per il convegno </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Donne in rivolta</em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">,organizzato dal Maggio musicale.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il tema scelto dalla docente di diritto greco e romano dell’Università di Milano è una originale rilettura dell’<em>Orestea</em> e in particolare di Clitemnestra, figura tragica per antonomasia che, con la complicità di Egisto, diventa l’assassina di Agamennone.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Professoressa Cantarella perché questa scelta?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Fra tutti i personaggi tragici femminili è quello che più è stato oggetto di riletture interessanti. Da Dacia Maraini e Valeria Parrella. In lei colpisce la violenza terribile, anche psicologica, verso i figli Oreste e Elettra. Le femministe hanno scritto che non era cattiva, originariamente violenta. Ma vittima di quella che una volta si chiamava oppressione di genere. Nell’</span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Orestea </em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">questo non è così chiaro, ma da altre fonti emerge cheha subito ingiustizie, che ha grande dignità, forza di carattere,consapevolezza della condizione di oppressione che grava sulle donne. Una condizione da cui secondo la Clitemnestra classica se ne può uscire solo “con la scure”. Ma più a fondo il personaggio pone la necessità di riflettere su come trasformare il rapporto con l’uomo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"> </span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Da studiosa di diritto antico che cosa l’ha interessata?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sulla scia di riletture di antichisti e letterati sono tornata a esaminare l’ultima parte della storia. Clitemnestra è morta, c’è il processo a Oreste. La sua assoluzione contiene tutto il sensodell’</span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Orestea</em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">. È la nascita deldiritto. Ma avviene con una sentenza che stabilisce la superiorità del padre e la conseguente subalternità della donna. Le Erinni che rappresentano la passione, le emozioni, la parte femminile del mondo, sono sconfitte dalla ragione. La nascita del diritto si lega alla fine di una fase che qualcuno, forse non del tutto impropriamente, ha voluto dire di matriarcato. Ma oggi, prendendo spunto da interessanti riletture del mito, c’è chi dice che il diritto non debba essere solo ragione. Per essere giusto, il diritto deve comprendere anche le emozioni.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1452" title="00-3-ganymede-ferrara1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/00-3-ganymede-ferrara1.jpg?w=298" alt="00-3-ganymede-ferrara1" width="209" height="210" />Le donne, dice Aristotele, vanno messe sotto tutela. Perché non hanno il logos,non sono in grado di deliberare. In questo passaggio l’immagine e l&#8217;identità femminile vengono negate, deformate. Santippe, per esempio, è tramandata come la pestilenziale moglie di Socrate. Che fosse solo ribelle alla sua logica astratta del filosofo?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tutto si può dire in tempi di revisionismo come quelli in cui viviamo, ma affermare che i Greci non fossero misogini è davvero difficile. Già Esiodo dice che Pandora, la prima donna, nasce perché Zeus deve mandare un castigo agli uomini. Così la dota di grazia e di desiderio struggente, e ne fa «una trappola da cui non si può sfuggire».</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Esiodo dice che da quel momento gli uomini non vivranno più bene. </strong></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Quali sono le radici di questa misoginia che fa distinguere Omero fra mogli obbedienti come Penelope e pericolose sirene?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Si radica nella necessità di controllare le donne. Dietro c’è la paura della sessualità femminile. Le donne sono sessualmente incontinenti, non si sanno controllare e, dal momento che fanno anche i figli, bisogna appropriarsi delle conseguenze dei rapporti. La teorizzazione della necessaria subalternità femminile cresce intorno a questa equazione. Donna uguale non razionale, materia, passività. Uomo, cioè spirito, logos</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">e tutto quanto.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Questo attacco all’identità femminile sarà ancora più forte nel passaggio dall&#8217;epoca pagana al cristianesimo?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Si compirà con l’identificazione fra donna-sesso-peccato, tipica della religione cristiana. Quanto al diritto, la libertà che le donne romane avevano avuto, sul piano sociale anche se solo nell&#8217;ambito del matrimonio, si riduce con gli imperatori cattolici. Giustiniano, per esempio, vieta il divorzio. E compare la punizione dell’aborto che primanon c’era. </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Con i Severi on era vietato perché si pensa che il feto abbia solo</span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>spes animantis. Homo non recte dicitur </em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">dicono i giuristi romani a proposito del feto. Andrebbe detto a Giuliano Ferrara. Però la donna che abortisce senza il consenso del marito viene punita. Ma se ha il suo consenso può continuare a farlo. Il cristianesimo, si sa, condannava l’aborto, ma gli imperatori cristiani non riuscirono subito ad adeguarsi fino in fondo alla sua morale perché era troppo in contrasto con la mentalità romana. Per esempio non riescono a vietare il divorzio consensuale. Oggi, insomma, con la legge 40 sulla fecondazione assistita, siamo regrediti perfino rispetto ad allora.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Riprendendo il titolo del convegno, “Donne in rivolta” che cosa pensa del pensiero femminista contemporaneo che, per esempio, con Judith Butler associa la liberazione delle donne alla cultura omosessuale e transgender?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una prospettiva di questo tipo, devo ammettere, mi lascia più che perplessa. Il pensiero femminista mi ha sempre interessato molto. Ma da un po’ di anni, confesso, non riesco più a seguirlo. Da quello che capisco di questa nuova stagione del femminismo di cui mi accenna, posso solo dire che non credo che la liberazione delle donne passi da una rinuncia di questo genere . Penso semmai che in ciascuno di noi ci possa essere, per così dire, “una parte femminile”, sensibile e una maschile intesa come capacità teorica, logica. Ma come fatto interiore, che è cosa ben diversa- da quel capisco- dalla cultura tansgender. Sul piano della vita pubblica, invece, mi pare sia da percorrere la strada a cui accennavamo di un diritto che possa comprendere ragione ed emozione, dunque un discorso di conciliazione dei sessi sul piano del diritto.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Per finire, tornando al tema della conferenza che terrà a Firenze, perché le eroine della letteratura, tutte le più belle, le più libere dell&#8217;Ottocento e Novecento vengono fatte morire dai loro autori? Come se dovessero espiare?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Forse perché sono storie scritte degli uomini. Ma a ben pensare, non proprio tutte muoiono. La protagonista di </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Casa di bambola </em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Ibsen, per esempio scappa dal marito. Quando facevo il ginnasio,ricordo, mi portarono a vedere </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Nora seconda </em></span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Cesare Giulio Viola. Io che allora avevo appena letto Ibsen, sono uscii furente: Nora seconda era la stessa Nora. Ma pentita. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#a11b03;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Carmen e le altre</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><em><span style="color:#a11b03;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">S</span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">ensuale, libera, fedele solo al proprio desiderio, incurante dei giudizi. Così Carlos Saura torna a pensare e immaginare Carmen, protagonista 25 anni fa di un suo storico film, </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Carmen story</span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">, realizzato a partire dalle coreografie di Antonio Gades e dalle musiche del chitarrista Paco de Lucia. Di fatto, ci voleva l’affascinante sigaraia di Mérimée per convincere il cineasta spagnolo a tornare a mettersi in gioco con la lirica. Galeotta la proposta che gli è arrivata dal Maggio musicale fiorentino di curare la regia di un’opera per questa settantunesima edizione del festival. Così, dal 30 aprile all’11 maggio 2007, al Comunale di Firenze la </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Carmen </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Georges Bizet trova un nuovo allestimento. Sul podio, il maestro Zubin Metha a dirigere l’Orchestra del Maggio. A dare voce a Carmen sarà Julia Gertseva, mentre Marcelo Alvarez è Don Josè, il brigadiere innamorato e tradito che impazzisce di gelosia e la uccide davanti all’arena di Siviglia, dove l’amante di Carmen, Escamillo, sta toreando«Una vicenda &#8211; sottolinea Saura- tristemente attuale. Le cronache nere traboccano di delitti efferati in cui la vittima è quasi sempre la donna». Ma il regista spagnolo, che si dice convinto che la radice del problema stia, in primis, nella testa degli uomini che temono il desiderio e la libertà delle donne («gli uomini perdono sempre la testa per Carmen ma poi vogliono farla diventare moglie e madre») non ha scelto una chiave realistica per questa sua nuova Carmen. Al contrario. Invece della assolata Spagna che potremmo aspettarci, punta su una raffinata veste scenografica, fatta di chiaroscuri e ombre cinesi. Ricreando in teatro quei giochi di luce che ora va sperimentando al cinema con Vincenzo Storaro, in un nuovo film sul mito di Don Giovanni, visto attraverso le vicende del librettista Lorenzo Da Ponte. Da una tragica storia di passione e morte, tipicamente ottocentesca, la 71/a edizione del Maggio approda il 5 giugno alla </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Phaedra </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">contemporanea del compositore Hans Werner Henze. Poi il 21 giugno, proseguendo in un viaggio alla riscoperta delle figure femminili meno convenzionali della tradizione lirica, al Comunale torna </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Lady Macbeth nel distretto di Mzensk </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Sostakovic diretta da James Conlon. Due i monologhi teatrali quest&#8217;anno: </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il dolore </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Marguerite Duras, interpretato da Mariangela Melato e la controversa </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Erodias </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Testori riproposta da Lombardi e Tiezzi al Museo del Bargello. Mentre l’apertura del festival, il 26 aprile, è affidata a Charlotte Rampling (in foto), voce recitante de </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il sopravvissuto di Varsavia </span></span></span><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di Schönberg direttoda Zubin Metha e con Peter Greenway nell’insolita veste di video jokey.Ma è soprattutto il trittico di debutti operistici a connotare questa edizione del Maggio dal titolo “Donne contro”, come racconta il direttore artistico Paolo Arcà: «Carmen, Fedra, Lady Macbeth, pur diversissime fra loro, sono tre protagoniste del teatro in musica con una personalità nitida, che si rapportano al loro ambiente con una caratterizzazione forte, vibrante, mai asservita o subalterna». Donne contro, certamente, ma anche eroine fragili, tragiche, come Katerina che Sostakovic fa precipitare in un gorgo autodistruttivo di fronte alla violenza dell&#8217;ambiente circostante, rappresentato da un mondo di pupazzi.</span></span></span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left">
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><br />
</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left"><span style="color:#201512;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> da <span style="color:#993300;">left-Avvenimenti</span> maggio 2008<br />
</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="left">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un salto di paradigma]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/19/un-salto-di-paradigma/</link>
<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 19:49:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/19/un-salto-di-paradigma/</guid>
<description><![CDATA[Il progresso della scienza chiede un&#8217;etica e leggi moderne. Basate sull&#8217;umano. Non sulla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Il  progresso della scienza chiede un&#8217;etica e leggi moderne. Basate sull&#8217;umano. Non sulla metafisica.</strong></span></span></em></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Corbellini: Mai in Italia si è assistito a un attacco di tale portata allo statuto epistemologico e morale della ricerca. Dietro c&#8217;è un pregiudizio religioso</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">di <span style="color:#800000;">Simona Maggiorelli</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1363" title="dna" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/dna.jpg?w=300" alt="dna" width="300" height="231" />Per dirla con un celebre lavoro di Thomas Kuhn sulle rivoluzioni scientifiche, quello che si configura in questo inizio di nuovo millennio è un vero e proprio salto di paradigma. E questo grazie alla ricerca genetica e ai nuovi orizzonti della medicina rigenerativa che in poche decine di anni potrebbe schiudere orizzonti insperati di terapia. Ma anche grazie agli importanti progressi che ha compiuto la psichiatria dagli anni Settanta a oggi permettendo una nuova e più profonda conoscenza della realtà umana. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">I passi avanti che la medicina sta facendo nei più diversi ambiti impongono alla società e alla politica riflessioni nuove sulle questioni cosiddette (con imprecisa espressione) “eticamente sensibili”. Di fatto questioni che riguardano il nascere e il morire, ma anche il diritto di ciascuno di noi a poter scegliere liberamente per la propria vita, nel rispetto di se stessi e degli altri. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">In questo quadro anche la morte ormai &#8211; come ha scritto il neurologo Carlo Alberto Defanti nel libro </span><span style="font-size:small;"><em>Soglie. Medicina e fine vita </em></span><span style="font-size:small;">(B</span><span style="font-size:small;">ollati Boringhieri) &#8211; è divenuta un fatto culturale, non solo perché perlopiù preceduta da una diagnosi e da un tentativo di cura. Ma anche perché lo sviluppo della trapiantistica e delle tecniche rianimative hanno imposto dagli anni Sessanta a oggi un ripensamento della morte, prima intesa rozzamente come cessazione del battito cardiaco, poi come morte cerebrale e oggi come morte corticale quando, come nel caso specifico di Eluana Englaro, una persona si trovi, dopo un grave incidente e per esiti infausti di protocolli rianimativi, in uno stato vegetativo persistente, senza più percezioni, né immagini, senza affetti e pensieri, né alcuna possibilità di relazionarsi con gli altri. Purtroppo Eluana «è morta a 21 anni in un incidente d&#8217;auto», come ha detto e ripetuto più volte il neurologo che l&#8217;ha seguita da allora. Ma, come è ben noto, ci sono voluti 17 anni di battaglie nelle aule di tribunale perché venisse riconosciuta la volontà della ragazza, espressa quando era ancora cosciente, di non essere obbligata a una vita meramente biologica attaccata alle macchine. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">E mentre coraggiosamente il padre di Eluana, Beppino Englaro, ha saputo trasformare quella tragedia in una battaglia per la conquista di diritti di tutti, qualche settimana fa una coppia portatrice di una grave malattia genetica, grazie in primis a una sentenza del Tribunale di Firenze, è riuscita a riportare davanti alla Consulta la legge 40/2004, ora dichiarata parzialmente incostituzionale. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><img class="alignright size-medium wp-image-1368" title="perche-gli-scienziati-non-sono-pericolosi" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/perche-gli-scienziati-non-sono-pericolosi.jpg?w=193" alt="perche-gli-scienziati-non-sono-pericolosi" width="123" height="192" />Ma che Paese è, viene da chiedersi, quello in cui il cittadino debba ricorrere al giudice per veder riconosciuto il proprio diritto alla salute e il rispetto della propria dignità umana, garantiti dalla Carta? E che Stato è quello che violando il rapporto medico-paziente proibisce la fecondazione eterologa come fa la legge 40 oppure impone idratazione e alimentazione artificiale al paziente, quale che sia, come vuole il ddl Calabrò sul biotestamento? Questioni importanti, urgenti, che toccano direttamente la vita dei cittadini e alle quali un giurista come Stefano Rodotà nel suo pamphlet </span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Perché laico</em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> (Laterza) dà risposte preoccupate e forti: «Quella che si profila in Italia è una deriva da Stato etico» chiosa Rodotà, che avverte: «È in atto un attacco strisciante alla Costituzione da parte di questo governo di centrodestra che non rispetta sentenze passate in giudicato (come nel caso di Eluana </span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>ndr</em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">) e impone norme come quella sul biotestamento, che nega i diritti fondamentali del cittadino e quella laicità in cui una sentenza del 1989 ha riconosciuto il principio supremo della nostra Costituzione». Di questa grave crisi politica che il Paese sta attraversando e in cui Rodotà vede anche i segni di una «forte, drammatica, regressione culturale» il professore parlerà alla Biennale democrazia (www.biennaledemocrazia.it),</span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"></span></span><span style="color:#000080;"><span lang="zxx"><a class="western" href="http://www.biennaledemocrazia.it/"></a></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> l&#8217;iniziativa ideata da Gustavo Zagrebelsky che dal 22 al 26 aprile riunisce a Torino la migliore intellighenzia nazionale, dal filosofo Giacomo Marramao alla studiosa di diritto Eva Cantarella, dal politologo Marco Revelli all&#8217;economista Claudia Saraceno, al sociologo Alain Touraine e molti altri. Su democrazia e laicità, in particolare, interverrà anche il filosofo Salvatore Veca, che di questo binomio ha fatto il filo rosso del suo ultimo libro</span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em> Dizionario minimo. Le parole della filosofia per una convivenza democratica </em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">da poco uscito per Frassinelli. «Al di là della frastagliata geografia di partiti che connota oggi la sinistra, quello che vorrei lanciare &#8211; dice Veca &#8211; è un appello alla sinistra nel suo insieme perché torni a dire a voce alta parole forti di un lessico civile come libertà, laicità, pluralismo, democrazia». «Io sono da sempre convinto &#8211; prosegue Veca &#8211; che dal dibattito pubblico nessuna voce debba essere esclusa, gerarchia cattolica compresa. Ma una volta che si siano ascoltati tutti i punti di vista il politico e il legislatore hanno il compito di fare leggi </span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>erga omnes</em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">, in cui non prevalga il principio inaccettabile di una minoranza che dice: io non lo farei, dunque anche tu non devi farlo». Come è accaduto, solo per fare un esempio, con la diagnosi pre impianto per la selezione di embrioni sani ancora oggi proibita in Italia dalla legge 40. E mentre norme antiscientifiche come quella sulla fecondazione assistita e il nuovo ddl Calabrò sul testamento biologico hanno visto un’opposizione di sinistra fiacca e (da quando Verdi e Rifondazione comunista non sono più in parlamento) addirittura afasica, cresce sui giornali e in tv la disinformazione scientifica. Dal salotto di </span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Porta a Porta</em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> abbiamo ascoltato di tutto su Eluana, perfino che nonostante 17 anni di stato vegetativo la donna potesse fare passeggiate in giardino, mangiare panini. Ma se la stampa e i media cattolici da tempo non perdono occasione per dipingere i ricercatori come novelli Frankestein e per paventare derive della genetica liberale (con il placet di Habermas, filosofo un tempo progressista) stupisce che anche un giornale illuminato come </span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Repubblica</em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> pubblichi articoli palesemente antiscientifici come una recente pagina in cui si parlava di attività onirica nel feto, incuranti del fatto che a quello stadio l’apparato cerebrale è ancora immaturo e del tutto deconnesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1367" title="bioetica" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/bioetica.jpg?w=235" alt="bioetica" width="188" height="240" />«Forse mai come in questo momento in Italia si è assistito a un attacco di questa portata allo statuto epistemologico, ma anche politico morale della scienza e degli scienziati» nota Gilberto Corbellini. Nel suo nuovo libro </span><span style="font-size:small;"><em>Perché gli scienziati non sono pericolosi</em></span><span style="font-size:small;"> (Longanesi) lo storico della medicina dell&#8217;Università la Sapienza tenta una interessante analisi di questo fenomeno, specifico del nostro Paese e che non trova rispondenze nell&#8217;area anglosassone. Alla base di questa immagine alterata della scienza che si riverbera sui media italiani c’è un retrostante pregiudizio religioso. «Essendo la scienza per definizione un metodo di indagine della natura, in grado cioè di produrre soluzioni dimostrabili e quindi condivisibili dei problemi dovrebbe essere interesse di tutti valorizzarne la portata educativa e culturale. Invece &#8211; scrive Corbellini &#8211; proprio la scienza si trova messa sotto accusa in quanto rappresenterebbe la maggiore minaccia alla libertà e alla dignità dell&#8217;uomo. E questo perché alcune discipline metterebbero in discussione la natura spirituale e metafisica della cosiddetta “creatura”, mentre altre diffonderebbero l’idea che l’uomo può conoscere».</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Come dice il premio Nobel Rita Levi Montalcini «la scienza non ha bisogno di un’etica imposta dall’esterno», perché la ricerca scientifica ha come suo interesse specifico il progresso umano, senza trascurare che la comunità internazionale degli scienziati svolge un lavoro di monitoraggio di continuo verificando ipotesi e scoperte e mettendole alla prova dei fatti. E se in privato ognuno può avere le convinzioni che meglio crede, da ultimo torniamo a chiederci: è giusto, nella prospettiva di un&#8217;etica condivisa (come la chiama Enzo Bianchi nel suo nuovo libro Einaudi) che queste convinzioni siano imposte come valori non negoziabili nel dibattito pubblico? E più in là: è lecito che un&#8217;etica basata su fondamenti metafisici abbia l’ultima parola nell&#8217;agone della politica quando si tratti di fare leggi che riguardano tutti, credenti e non credenti?</span></span></p>
<p>dal quotidiano<span style="color:#008000;"> Terra</span>, 19 aprile 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non c'è democrazia senza laicità]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/17/non-ce-democrazia-senza-laicita/</link>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 22:46:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/04/17/non-ce-democrazia-senza-laicita/</guid>
<description><![CDATA[Il filosofo Salvatore Veca interviene nel dibattito pubblico con un nuovo libro che declina il dizio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Traditional Arabic,Times New Roman;"><span style="font-size:medium;"><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1402" title="veca" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/veca.jpg" alt="veca" width="120" height="150" />Il filosofo Salvatore Veca interviene nel dibattito pubblico con un nuovo libro che declina il dizionario minimo del nostro vivere pubblico e civile</strong></em></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Traditional Arabic,Times New Roman;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">di Simona Maggiorelli </span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Traditional Arabic,Times New Roman;"><span style="font-size:medium;">«</span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Democrazia e laicità formano un binomio imprescindibile per la politica e le istituzioni &#8211; dice con passione Salvatore Veca, filosofo politico dell’Università di Pavia, che ora di queste due parole ha fatto il cuore del suo nuovo libro </span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em>Dizionario minimo</em></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> (Frassinelli). «Un binomio &#8211; precisa subito il professore &#8211; che vedo molto offeso in questa realtà italiana Per più ragioni diverse». </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Di questo lei parlerà alla Biennale democrazia ideata da Zagrebelsky. Qualche anticipazione?</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il punto di partenza del mio discorso è che democrazia e laicità <em>simul stabant simul cadent</em> o stanno assieme oppure, assieme, cadono. Se la laicità è sotto pressione significa che le leggi, le scelte collettive pubbliche, sono fatte nell&#8217;interesse di qualcuno e non di tutti. Ovvero si trattano alcuni cittadini come di serie B, mentre chi condivide la scelta della maggioranza sarebbe di serie A.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Leggi ad personam e populismo, uso politico della paura, come lei ha scritto, connotano questo governo di destra. Mentre il premier Berlusconi sembra aver cominciato una campagna di autopromozione per il Quirinale dalle zone terremotate…</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il Premier cerca di far passare il messaggio “sono uno di voi” e usa un meccanismo fatuo di rassicurazione. In situazioni pubbliche all’estero, poi, l’abbiamo anche visto fare il joker e l’amicone. Come diceva Garboli, Berlusconi è un «tip pictoresque», è un piazzista lombardo, una specie di Sordi del Nord. Di fatto replica la classica forma del populismo, in tempi mutati. Per questo irriderlo non basta. Da sinistra bisogna dire: così non va! Ma dobbiamo anche indicare cosa va fatto in positivo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1408" title="veca1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/04/veca1.jpg?w=200" alt="veca1" width="140" height="210" />La Sinistra, però, appare afasica</strong><strong>, specie sui diritti civili e sulle questioni bioetiche. Nel manifesto del Pd, ad esempio, si legge che la religione appartiene alla sfera pubblica. Ma «valori non negoziabili» come quelli che la Chiesa vorrebbe imporre come possono trovare cittadinanza nell’agone politico?</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Valori e credenze religiose, a mio avviso, hanno diritto ad avere voce nella discussione pubblica &#8211; quella che in modo poco brillante va in scena a Porta a Porta ma anche quella che abita il dibattito alto &#8211; dando spazio a tutte le voci. Ma non dovrebbero avere voce in capitolo nello spazio di deliberazione di nuove norme.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questa posizione la differenzia nettamente da Habermas.</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sì diversamente da lui e dagli altri fautori di tesi cosiddette postsecolari io credo quando si fanno delle scelte che valgono per chiunque e non per qualcuno, non possiamo che rimanere fermi al vecchio, semplice, rude principio della laicità delle istituzioni. Certo, non senza aver ascoltato tutte le voci. Ex ante io rispetto tutte le persone, anche se non condivido le loro ragioni. Ma se facciamo una legge sul biotestamento o sulle staminali, o sulla fecondazione assistita, non possiamo corroborare la nostra scelta legislativa sulla base di un insieme di credenze. Dobbiamo puntare su scelte che diano la massimo di libertà e di opzioni alle persone, purché non rechino danno agli altri. Alla domanda di eticizzare le istituzioni noi dobbiamo rispondere deflazionando.Dobbiamo fare leggi in questo ambito che non siano coercitive, ma dicano: se vuoi, puoi. Noi siamo scarsamente abituati al pluralismo, che addirittura viene avvertito come una sorta di catastrofe, quando invece è un tratto persistente del paesaggio delle democrazie recenti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Il pluralismo spesso viene stigmatizzato come relativismo.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ma il problema non è il relativismo. Il punto è prendere sul serio il pluralismo dei valori. Ci sono al mondo civiltà e culture in cui le persone hanno idea che le cose buone della vita siano diverse fra loro. Oppure, all’opposto ci sono valori come equità efficienza, libertà e sicurezza che sono per tutti importanti. Ma se io pedalo solo su uno di questi lo pago in termini di altri. Sicurezza e libertà sono entrambi valori, ma confliggono tra loro e devo trovare un&#8217;idea degli equilibri il più possibile coerente. Purtroppo nella offerta di politiche alternative c’è chi lavora sulla sicurezza ritenendo che i prezzi di libertà siano poca cosa.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>In Italia la Destra ci marcia&#8230;</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">La Destra è una grande imprenditrice della paura sociale. Sia quando la paura è giustificata, sia quando non lo è perché è costruita dalla politica stessa. Il problema, torniamo a dire, non è il relativismo una parola da lasciare ai talk show o alle prediche dei preti, il punto è costruire a partire dalle nostre idee diverse un modo per convivere bene.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Lo sviluppo della scienza oggi si impone di rinegoziare certi valori e modi di pensare. Perché la sinistra non sa contrapporre risposte forti a chi pretende che solo la religione sia un’ancora per l’etica?</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sono molto preoccupato del fatto che la Sinistra &#8211; con la quale mi identifico con la Sinistra quale che sia da molti anni &#8211; non abbia la capacità e la forza di rispondere con chiarezza e con la volontà di farsi comprendere dalle persone, di fronte a  questioni di questo genere Certo le esperienze legate allo sviluppo della conoscenza scientifica possono in alcuni suscitare incertezza perché il mondo viene messo a soqquadro e possiamo fare nuove cose che ci trovano impreparati. Di fronte a questo ci sono due risposte possibili: una è quella della scurita. La risposta di chi si immunizza rispetto ai rischi del cambiamento e usa i vecchi schemi di giudizio, religiosi  etici riguardo a questioni come il far nascere e il morire. In questo caso le possibilità che la tecnica e la scienza ci offrono vengono stigmatizzate come “male” e così si chiede al politico e al  legislatore di sanzionare con la forza della coercizione delle comunità morali omogenee, basate su convinzioni che spesso poi nella vita non sono messe in pratica nemmeno da chi le propugna. Il discorso, al fondo è, io non farò mai l’aborto, ma non voglio che altri lo facciano. E&#8217; questa, badi bene, è una domanda nuova. Fin qui alla politica era sempre stata fatta una domanda di diritti per sé, perché erano negati.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Per questa via il ddl Calabrò sul biotestamento affida a politici e a sacerdoti senza competenze</strong><strong> il diritto di imporre terapie mediche, obbligando il medico a una cattiva pratica. Cosa ne pensa? </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Che è una barbarie. Spero in un referendum. Ma intanto penso che la Sinistra tutta dovrebbe ribadire con gran forza un principio di libertà fondamentale. Non dovremmo lasciare alla destra un termine prezioso come libertà. Parliamo della libertà delle persone di scegliere se stesse, ovviamente senza fare danno agli altri. Questo è un principio da urlare a voce alta.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Noi di sinistra «ci siamo decostruiti fin troppo», lei ha detto di recente. La Sinistra oggi dovrebbe sviluppare una nuova identità facendo proprie le nuove conoscenze scientifiche?</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Senza dubbio.<strong> </strong>Certe leggende metropolitane sulla scienza come del resto convinzioni del genere “solo un dio ci può salvare” sono segni di scarsa civiltà. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Lei si è occupato di immagine della scienza. Perché in Italia più che altrove i ricercatori sono dipinti come novelli Frankestein?</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">E’ un fatto tipico in Italia. Non vale nel Nord d’Europa. Negli Usa la faccenda è più controversa. Ora è girato il vento, ma da poco tempo. I costruttori di Frankestein o chi fantastica su mondi fatti di cloni esprime una condanna della tecnica. In realtà sono gli scienziati stessi, per primi a non fare promesse irreali, dicendo noi ad oggi possiamo arrivare fino a qui. Ma noi vecchi illuministi troppo spesso dimentichiamo che certe leggende metropolitane sulla scienza fanno presa sulla percezione di larghe fette di popolazione. Sappiamo fare discorsi da cattedra, da aristocrazia intellettuale di sinistra. Ma trascuriamo che politicamente siamo una aristocrazia senza popolo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>C&#8217;è un problema di rappresentanza nel Pd e non solo? </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non c&#8217;è dubbio. E io trovo questa cosa gravissima. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> da left-Avvenimenti<br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[15 aprile 09] me la lego al dito!]]></title>
<link>http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/04/15/15-aprile-09-me-la-lego-al-dito/</link>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 17:20:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>pinaz</dc:creator>
<guid>http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/04/15/15-aprile-09-me-la-lego-al-dito/</guid>
<description><![CDATA[Devono essere giunte alle orecchie del nostro Fanzaga le oltre 35.000 visite che ha avuto nei giorni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Devono essere giunte alle orecchie del nostro Fanzaga le oltre 35.000 visite che ha avuto nei giorni scorsi il video di Razio+ (il canale youtube del sito Razionalismo e Religione) e degli articoli correlati &#8220;<a href="http://razionalismo.wordpress.com/2009/04/06/il-terremoto-voluto-dal-signore/">Il terremoto voluto dal Signor</a><a href="http://razionalismo.wordpress.com/2009/04/06/il-terremoto-voluto-dal-signore/">e</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://razionalismo.wordpress.com/2009/04/08/la-fiera-dellipocrisia/">La fiera dell&#8217;ipocrisia</a>&#8221; e ripreso poi anche dal sito <a href="http://www.uaar.it/news/2009/04/07/il-terremoto-la-teodicea/">UAAR</a> e poi da decine di altri blog:<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/obKwqICewQA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/obKwqICewQA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Non mi risulta infatti che la rassegna stampa del <a href="http://liviofanzagaforpresident.wordpress.com/2009/04/07/07-aprile-09-il-crollo-della-torre-di-siloe/">7 Aprile</a> di cui avevo accennato anche io, abbia suscitato altri dissensi per le parole del nostro Fanzaga, che in sostanza aveva detto che il Signore aveva voluto che gli abruzzesi (colpiti dal terremoto) partecipassero al dolore di Dio nella Settimana Santa.</p>
<p>Ebbene oggi Fanzaga, che non riesce a digerire le critiche che gli vengono mosse, reagisce (in &#8220;zona Cesarini&#8221; al minuto 40 della sua rassegna stampa) affermando che <strong>&#8220;naturalmente i soliti profittatori hanno cercato di cambiare le carte in tavola, io cosa avevo detto in fin dei conti: che il terremoto ci ha mostrato quanto siamo fragili su questa terra&#8230; E allora???&#8221;</strong><strong>. </strong>Definendo i suoi critici &#8220;atei di professione&#8221;<br />
Audio 1: <span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fitalianhost.org%2Fmp3host%2Fimages%2F1xhxiekq5jfplpu91.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p>Forse gli &#8220;atei di professione&#8221; (lui di professione cos&#8217;è?) hanno frainteso le parole di Fanzaga, ma qui la sindrome di Berlusconi, che nega quello che ha detto ed è stato ripreso e immortalato dalle telecamere, si fa avanti con prepotenza. <strong><span style="color:#008000;">Non c&#8217;è forse differenza tra il dire che siamo fragili su questa terra e che Dio ha voluto far partecipare gli abruzzesi alla Settimana Santa con un terremoto??</span></strong></p>
<p>Io sento rumore di unghie che tentano di arrampicarsi sugli specchi!</p>
<p>La rassegna stampa ci aveva però oggi già &#8220;deliziato&#8221;, cambiando argomento, con la lettura di <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_15/sgreccia_inaccettabile_antonietta_calabro_802b3aea-2985-11de-8317-00144f02aabc.shtml">un&#8217;intervista del Corriere della Sera</a> a Mons. Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita, sul <a href="http://news.google.it/news/url?sa=t&#38;ct2=it%2F0_0_s_0_0_t&#38;usg=AFQjCNFa30h9ZRSoptTYBL2xsP1AltPPhw&#38;sig2=qEZervxGUanFF9PDWKi2xw&#38;cid=1292100191&#38;ei=kBTmSaDUGIXGsgagyIFp&#38;rt=SEARCH&#38;vm=STANDARD&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.tgcom.mediaset.it%2Fmondo%2Farticoli%2Farticolo447000.shtml">caso dell&#8217;americano</a> che è diventato padre dopo 22 anni dalla donazione del suo seme congelato. L&#8217;opinione è di Sgreccia, ma Fanzaga la condivide e noi la commentiamo: &#8220;<strong>Il vero problema non è la tecnica di conservazione o di manipolazione del materiale biologico. Il vero successo ci sarà quando gli scienziati riusciranno a prevenire l’infertilità umana</strong>&#8220;. Considerati gli anatemi e i bastoni messi tra le ruote alla ricerca scientifica questa dichiariazione la commentiamo con un caffè, anche un po&#8217; maldestro nella rima, tipico del Fanzaga: <span style="color:#008000;"><strong>se la Chiesa non lo impedirà, si cercherà di sconfiggere l&#8217;infertilità.</strong></span></p>
<p>Chiudiamo con la presentazione da parte Padre Livio di uno degli articoli commentati nella rassegna di oggi 15 aprile: Fanzaga elogia tra i tanti per essere &#8220;capillare, concreto e preciso&#8221;. Io ho indovinato al primo colpo, anche se la scelta era ovviamente ridotta a quei 3 giornali che Fanzaga cita quasi come la Bibbia. Se qualcuno si vuole cimentare:<br />
Quiz: <span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fitalianhost.org%2Fmp3host%2Fimages%2Fdli9s4dgx2z3d6qex4.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span><br />
Soluzione: <span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fitalianhost.org%2Fmp3host%2Fimages%2Fuq21l9xbz31tlownt4cm.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>P.S: ulteriore aiutino; i tre giornali che cita in continuazione sono Avvenire, Libero e Il Foglio. Cita poi parimenti anche Repubblica, ma non esattamente negli stessi termini&#8230;</p>
<p>*********</p>
<p>Audio 1: <a href="http://italianhost.org/mp3host/images/1xhxiekq5jfplpu91.mp3">http://italianhost.org/mp3host/images/1xhxiekq5jfplpu91.mp3</a></p>
<p>Quiz: <a href="http://italianhost.org/mp3host/images/dli9s4dgx2z3d6qex4.mp3">http://italianhost.org/mp3host/images/dli9s4dgx2z3d6qex4.mp3</a></p>
<p>Soluzione: <a href="http://italianhost.org/mp3host/images/uq21l9xbz31tlownt4cm.mp3">http://italianhost.org/mp3host/images/uq21l9xbz31tlownt4cm.mp3</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fecondazione artificiale ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/15/fecondazione-artificiale/</link>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 14:57:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/04/15/fecondazione-artificiale/</guid>
<description><![CDATA[17 aprile &#8211; ore 13 Sala del Mappamondo, Camera dei deputati con accesso da via della Missione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">17 aprile &#8211; ore 13 Sala del Mappamondo, Camera dei deputati con accesso da via della Missione 4  2° Rapporto sull’applicazione della legge 40 La legge 40 sulla fecondazione artificiale ha funzionato o no? Ed in particolare sono stati raggiunti i due scopi che la legge si impone nell’articolo 1 e cioè di superare la sterilità e la infertilità e di tutelare il diritto alla vita del concepito. Una domanda che assume grande rilevanza alla vigilia della pubblicazione delle motivazioni della recente sentenza della Corte Costituzionale. Per dare un contributo di riflessione oggettivo e non ideologico al dibattito, il Movimento per la vita presenterà il secondo Rapporto sullo stato di applicazione della legge 40 elaborato in gran parte su dati inediti e confronti internazionali «Invitiamo caldamente a partecipare non solo i giornalisti» spiega Carlo Casini, presidente del Movimento per la via «ma anche tecnici del settore e politici. In particolare siamo curiosi di vedere se l’onorevole Melandri, che su Repubblica di oggi si è lasciata andare a falsità e mistificazioni, accetterà di confrontarsi con numeri e dati di fatto».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè laico - 2]]></title>
<link>http://anidridecarbonica.wordpress.com/2009/04/10/perche-laico-2/</link>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 17:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>anidridecarbonica</dc:creator>
<guid>http://anidridecarbonica.wordpress.com/2009/04/10/perche-laico-2/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Una vicenda concreta consente di cogliere meglio il significato della conoscenza sul terreno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-729" title="perche_laico" src="http://anidridecarbonica.wordpress.com/files/2009/04/perche_laico.jpg?w=63" alt="perche_laico" width="63" height="96" /></p>
<p>&#8220;Una vicenda concreta consente di cogliere meglio il significato della conoscenza sul terreno delle innovazioni scientifiche e tecnologiche, difficile da percorrere senza strumenti che consentano a tutti di comprenderne la portata.</p>
<p>In occasione del <strong>referendum </strong>sulla <strong>legge </strong>sulla <strong>procreazione medicalmente assistita</strong>, nel 2005, uno degli argomenti adoperati per indurre all&#8217;astensionismo fu quello che sottolineava la complessità tecnica di taluni quesiti, che avrebbe impedito ai cittadini di esprimere una<br />
valutazione adeguata. Argomento suggestivo, ma democraticamente pericolosissimo. Proprio quello che oggi più incide sulla vita stessa delle persone dovrebbe essere sottratto al loro giudizio, alla sovranità popolare. Il processo democratico sarebbe monco, amputato della possibilità di adoperare uno strumento come il referendum anche in casi in cui la Costituzione lo ammette.</p>
<p>Ma l&#8217;insidia antidemocratica non si arresta qui. La materia trattata da quel referendum, come altre attinenti alla vita, apparterrebbe a quella sfera di fini non negoziabili che precluderebbero allo stesso <strong>Parlamento </strong>di attivare quelle procedure di confronto, di composizione tra interessi diversi, di rispetto delle opinioni delle minoranze che sono l&#8217;essenza stessa della democrazia.</p>
<p>La pretesa di imporre un&#8217;<strong>etica </strong>predefinita metterebbe così in scacco sia la democrazia diretta che quella rappresentativa. E trasferirebbe il potere di decidere sulla vita a gruppi ristretti, ad autorità prive di qualsiasi legittimazione democratica.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788842086789/Perche_laico/Stefano_Rodota.html?prkw=politica&#38;cat1=1&#38;srch=9&#38;dscSlt=1&#38;layout=2&#38;dlvSlt=1&#38;page=1">“Perchè laico” di Stefano Rodotà, Editori Laterza, 2009</a>. Pag. 28</p>
<p><a href="http://anidridecarbonica.wordpress.com/tag/perche-laico/">Altri post sullo stesso testo</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cattive leggi, buona Corte]]></title>
<link>http://dirittieingiustizie.wordpress.com/2009/04/04/cattive-leggi-buona-corte/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 12:31:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raniero</dc:creator>
<guid>http://dirittieingiustizie.wordpress.com/2009/04/04/cattive-leggi-buona-corte/</guid>
<description><![CDATA[Diciamo la verità; non penso che nessun giurista sarebbe stato pronto a scommettere 50 centesimi sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-328" title="procreazione" src="http://dirittieingiustizie.wordpress.com/files/2009/04/procreazione.jpg?w=300" alt="procreazione" width="300" height="203" /></p>
<p style="text-align:justify;">Diciamo la verità; non penso che nessun giurista sarebbe stato pronto a scommettere 50 centesimi sulle possibilità che la legge<span style="font-weight:normal;line-height:150%;"> 19 febbraio 2004, n. 40 sulla fecondazione assistita avrebbe superato indenne l&#8217;esame di costituzionalità; infatti, come previsto, lo scorso 1 aprile la </span><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">Corte Costituzionale l&#8217;ha dichiarata<strong> incostituzionale </strong>sia dove bbligava la donna a sottoporsi ad un unico e contemporaneo impianto degli embrioni, fino ad um massimo di tre, sia dove non prevedeva che il trasferimento degli embrioni dovesse essere realizzato </span><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">senza pregiudizio della<strong> <strong>salute</strong></strong> della donna. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">E probabilmente la sanzione dell&#8217;incostituzionalità avrebbe toccato anche altri punti della legge, se fossero stati rilevanti nel giudizio dove è stata sollevata la questione di costituzionalità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">Il risultato era scontato perché nella nostra carta costituzionale ci sono una serie di norme fondamentali che nel votare quella legge il legislatore ha fatto finta di non considerare:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">l&#8217;art. 2, che riconosce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">l&#8217;art. 3, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della <strong>persona</strong> umana;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">l&#8217;art. 13, più specifico, che inizia sancendo &#8220;la<strong> libertà </strong>persona è inviolabile&#8221;;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">l&#8217;art. 32, il più importante in questo caso, che recita:</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo                e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite                agli indigenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento                sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può                <strong>in nessun caso </strong>violare i limiti imposti dal rispetto della persona                umana.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">Bene, ora provate a raffrontare questi principi costituzionali con quelli alla base della nuovo <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0022700.pdf" target="_self">proposta di legge </a>sul <strong>testamento biologico</strong> approvato dal Senato e adesso in discussione alla Camera; l&#8217;incompatibilità è evidente, l&#8217;incostituzionalità assicurata.  Basti pensare all&#8217;art. 3, comma 5, dove si prevede che l&#8217;alimentazione e l&#8217;idratazione non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento ma ancor di più all&#8217;art. 7, dove si prevede che il medico possa o meno seguire le indicazioni del testamento biologico, ma deve però tenere conto del principio dell&#8217;inviolabilità della vita umana (sic!).  Alla faccia della libertà e del rispetto della singola persona, che forse (forse, eh!) è perfettamente in grado di decidere in piena coscienza sulla <strong>propria </strong>vita.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;line-height:150%;">Un altro esito scontato del giudizio di costituzionalità.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testamento biologico e fecondazione assistita: i ritardi della politica.]]></title>
<link>http://apritreviso.wordpress.com/2009/04/04/testamento-biologico-e-fecondazione-assistita-i-ritardi-della-politica/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 09:49:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giampaolo Sbarra</dc:creator>
<guid>http://apritreviso.wordpress.com/2009/04/04/testamento-biologico-e-fecondazione-assistita-i-ritardi-della-politica/</guid>
<description><![CDATA[Fecondazione artificiale e Testamento biologico: affidarsi alla Corte Costituzionale e ai tribunali,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Fecondazione artificiale e Testamento biologico: affidarsi alla Corte Costituzionale e ai tribunali,]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ticino: aumenta il turismo abortivo]]></title>
<link>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/04/03/turiste-dell%e2%80%99aborto-verso-il-ticino/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 20:42:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>ellieglialtri</dc:creator>
<guid>http://ellieglialtri.wordpress.com/2009/04/03/turiste-dell%e2%80%99aborto-verso-il-ticino/</guid>
<description><![CDATA[Crescono sensibilmente le interruzioni di gravidanza in Ticino. Oltre il 30% dei casi riguarda donne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">Crescono sensibilmente le interruzioni di gravidanza in Ticino. Oltre il 30% dei casi riguarda donne straniere. <!--more-->Nel 2008, gli aborti in Ticino sono aumentati considerevolmente rispetto all&#8217;anno precedente, passando da 613 casi del 2007 a 682 lo scorso anno. Una cifra che pone il cantone in cima alla graduatoria nazionale svizzera per numero di interruzioni di gravidanza.</p>
<p class="MsoNormal"><span>Un fenomeno che preoccupa soprattutto i partiti cattolici i quali chiedono al governo cantonale di intervenire. A incrementare il numero delle donne che rinunciano ad avere un figlio, vi è l’afflusso di donne straniere, presumibilmente dall’ Italia, che si ricoverano in Ticino. “Un vero turismo abortivo” tuonano il PPD (Democristiani) ma anche la Lega dei ticinesi. La questione, fa il paio con l’aumento delle donne straniere che si sottopongono in Ticino a terapie di fecondazione assistita. Anche in questo caso si tratta prevalentemente di italiane, considerato che Roma ha posto pesanti vincoli a questo tipo di cure.</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cronaca di due leggi vergogna]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/04/03/cronaca-di-due-leggi-vergogna/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 15:43:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/04/03/cronaca-di-due-leggi-vergogna/</guid>
<description><![CDATA[Fecondazione assistita, ricerca sulle staminali embrionali, identità medica. Dopo il primo stop dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3045/2963533465_5be6066fb5.jpg?v=0" alt="" width="400" height="300" />Fecondazione assistita, ricerca sulle staminali embrionali, identità medica. Dopo il primo stop della Consulta agli articoli che violano la salute della donna, ora si dichiari l’incostituzionalità del ddl sul testamento biologico</strong> <span style="color:#800000;"><em><strong>di Federico Tulli</strong></em></span></p>
<p><em><strong>Per la legge 40 una sonora bocciatura della Consulta</strong></em></p>
<p><em>Mentre andiamo in stampa la Corte costituzionale è appena uscita dalla camera di consiglio dove si era riunita per valutare la legittimità costituzionale della legge 40 sulla procreazione medicalmente assitita (Pma). La norma è stata giudicata parzialmente illegittima dall’Alta corte. I giudici hanno infatti dichiarato «l’illegittimità costituzionale» dell’«unico e contemporaneo impianto» di tre embrioni (articolo 14 comma 2). Allo stesso modo è incostituzionale il comma 3 dello stesso articolo 14 laddove non prevede che il «trasferimento degli embrioni, “da realizzare non appena possibile”, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna». Nel mirino dei giudici, dunque, due passaggi della legge che minano il diritto alla salute. L’obbligo di contemporaneo impianto di tre embrioni è  infatti causa di parti plurigemellari tra le donne più giovani, mentre è spesso insufficiente per chi ricorre alla  fecondazione assistita in età più avanzata. La qual cosa comporta il ricorso a più tentativi di impianto. Ciò che invece la Corte ha dichiarato inammissibili, «per difetto di rilevanza nei giudizi principali», sono le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 6, comma 3 (irrevocabilità del consenso della donna) e 14, commi 1 e 4. Il primo comma vieta la crioconservazione di embrioni al di fuori di ipotesi limitate, mentre il comma 4 vieta la riduzione embrionaria di gravidanze plurime salvo nei casi previsti dalla legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.</em><em> «La pentola clericale della legge 40 è stata fatta senza il coperchio costituzionale &#8211; commentano Marco Cappato e Rocco Berardo dell’associazione Luca Coscioni -. I casi individuali arrivati alla Consulta hanno dimostrato quanto piena di ideologia sia stata la stesura della legge “italiana” sulla fecondazione assistita». Secondo i due politici radicali è ora urgente riuscire a imprimere una svolta anche sulla questione centrale per milioni di malati: quella di destinare le migliaia di embrioni sovrannumerari, invece che alla spazzatura, alla ricerca. A fare ricorso alla Corte, con tre distinte ordinanze, sono stati il Tar del Lazio e il Tribunale di Firenze, ai quali si erano rivolti, rispettivamente, la World association reproductive medicine e una coppia non fertile di Milano affetta da esostosi, una grave malattia genetica (con tasso di trasmissibilità superiore al 50 per cento) che genera la crescita smisurata delle cartilagini delle ossa.<br />
Dopo lo scempio dell’approvazione in Senato del ddl Calabrò sul testamento biologico, finalmente la buona notizia della bocciatura “costituzionale” di questa brutta legge. La cui storia &#8211; che il nostro settimanale ha denunciato sin da quando fu proposta &#8211; ha tanti significativi punti in comune con il ddl sul testamento biologico appena approvato al Senato. Entrambe, antiscientifiche e ispirate a dogmi religiosi, attaccano violentemente una serie di diritti civili dati oramai per acquisiti. Almeno fino a quando la destra berlusconiana non è arrivata al governo. E l’opposizione le si è sistematicamente </em><em>sgretolata di fronte, lacerata da mille contraddizioni interne sui temi etici.</em> <span style="color:#800000;"><strong><em>f.t.</em></strong></span></p>
<p><em><span style="color:#800000;"><strong>Un registro contro l’accanimento</strong></span></em><em></em></p>
<div id="attachment_840" class="wp-caption alignright" style="width: 92px"><a rel="attachment wp-att-840" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/04/03/cronaca-di-due-leggi-vergogna/minawelby/"><img class="size-thumbnail wp-image-840" title="minawelby" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/04/minawelby.jpg?w=82" alt="Mina Welby" width="82" height="96" /></a><p class="wp-caption-text">Mina Welby</p></div>
<p><em></em><em>Mina Welby</em><em>Il bersaglio grosso è l’istituzione di un registro comunale per i testamenti biologici. È nel mirino dei Radicali  che stanno raccogliendo le firme per una delibera di iniziativa popolare al Comune di Roma. Quello retto da Gianni Alemanno, uno dei più accaniti sostenitori del ddl Calabrò. Nel frattempo la breccia è stata aperta da Sandro Medici, “minisindaco” Pd del X municipio della Capitale, dove vivono oltre 180mila persone. Tra le proteste dell’opposizione, Medici ha istituito un registro che sarà inaugurato la prossima settimana dal testamento </em><em>biologico di Mina Welby, la moglie di Piergiorgio.</em></p>
<p><em><em><em>**</em></em></em></p>
<p><em><em><em><strong>Luca e Piergiorgio, due eroi civili</strong></em></em></em></p>
<div id="attachment_837" class="wp-caption alignleft" style="width: 238px"><em><em><a rel="attachment wp-att-837" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/04/03/cronaca-di-due-leggi-vergogna/coscioni/"><img class="size-medium wp-image-837" title="coscioni" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/04/coscioni.jpg?w=228" alt="Luca e Maria Antonietta Coscioni" width="228" height="300" /></a></em></em><p class="wp-caption-text">Luca e Maria Antonietta Coscioni</p></div>
<p>«Ci sono malattie con le quali è possibile vivere. Altre con cui è possibile convivere. Infine, ve ne sono alcune alle quali si può sopravvivere. La sclerosi laterale amiotrofica non rientra in nessuna di queste tre categorie, è una malattia che non lascia molto spazio di manovra e che può essere affrontata soltanto sul piano della resistenza  mentale. Se, infatti, ci si confronta con essa sul piano fisico si è sconfitti in partenza. L’intelletto è l’unica risorsa che può aiutarti». In piena battaglia referendaria contro la legge 40 sulla Pma, così scriveva Luca Coscioni ne<em> Il  maratoneta</em> (ed. Stampa Alternativa). Siamo all’inizio del 2005. Di lì a poco la pressione della Conferenza episcopale italiana sull’opinione pubblica avrebbe stroncato le possibilità di riuscita del referendum abrogativo. Una vittoria  della Chiesa e della destra asservita alle gerarchie vaticane, che rappresentò la posa della prima pietra per la nascita di quello Stato etico di recente paventato niente meno che da Gianfranco Fini. Uno Stato che con una sola norma è riuscito a violentare la dignità della donna (la cui salute ha valore secondario rispetto a quella dell’embrione assunto al rango di essere umano), ledere l’identità medica (con l’obbligo del contestuale impianto nell’utero di tre embrioni), umiliare la ricerca scientifica (con lo stop all’utilizzo di nuove linee cellulari embrionali). Luca Coscioni è poi morto nel febbraio del 2006, lasciandoci in eredità, insieme a quel prezioso libro, la memoria della sua battaglia civile e politica nelle file dei Radicali, condotta senza sosta fino all’ultimo giorno di vita. Un impegno che si è tradotto concretamente nella storica vittoria dei Radicali con il via libera dell’Unione europea ai fondi comunitari per la ricerca sulle staminali embrionali. Gli unici finanziamenti che oggi consentono alla ricerca italiana in questo campo &#8211; un tempo all’avanguardia &#8211; di mantenersi al passo con quella internazionale.</p>
<div id="attachment_836" class="wp-caption alignright" style="width: 217px"><a rel="attachment wp-att-836" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/04/03/cronaca-di-due-leggi-vergogna/pierg/"><img class="size-medium wp-image-836" title="pierg" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/04/pierg.jpg?w=207" alt="pierg" width="207" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Piergiorgio Welby</p></div>
<p>Guardando alla storia umana e politica di Coscioni e della legge contro cui si è battuto non si può non pensare a Piergiorgio Welby e al ddl sul cosiddetto testamento biologico appena varato dal Senato e in attesa di passare  all’esame definitivo della Camera. Come Luca, Piergiorgio era affetto da sclerosi laterale amiotrofica. E come lui  trasformò la propria condizione di malato terminale in una strenua battaglia politica per il rispetto del diritto alla salute e alla tutela della dignità umana garantiti dall’articolo 32 della Costituzione. Una battaglia per il diritto di morire di morte naturale, senza cioè essere più sottoposto a un inutile quanto doloroso accanimento terapeutico, rappresentato dal ventilatore polmonare. Nell’estate del 2006 Welby chiede che gli sia staccato. È malato da oltre 40 anni: la distrofia muscolare progressiva gli è stata diagnosticata nel 1963. Negli anni Ottanta perde l’uso delle gambe. Poi l’ultimo stadio: insufficienza respiratoria. Welby entra in coma e quando si risveglia è tracheotomizzato e  immobilizzato al letto. Da questo momento può respirare solo col ventilatore e comunicare solo tramite computer. Scrive indicando le lettere con gli occhi. Sono questi, d’ora in poi, la sua voce. Che fa sentire sul web sul sito dei  radicali italiani, dove ha aperto un forum dedicato all’eutanasia (www.calibano.ilcannocchiale.it). E che fa sentire nel suo libro <em>Lasciatemi morire</em> (Rizzoli) che conclude a settembre, tre mesi prima che l’anesesista Mario Riccio gli stacchi il respiratore.<br />
Quando il libro va in stampa Welby ha quasi del tutto perso ogni capacità di comunicare anche attraverso gli occhi. Sono le settimane in cui la lettera che scrive al presidente Napolitano e che fa da prologo al libro mantiene alto il  dibattito sull’eutanasia e il testamento biologico. «Io amo la vita Presidente &#8211; scrive Welby -. Vita è la donna che ti  ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né malinconico né un maniaco depresso (come accertò lo psichiatra Alessandro Grispini, ndr). Morire non mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita. È solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche». Quell’insensato accanimento che secondo il ddl approvato al Senato ora va imposto per legge. A chiunque si trovi in quelle condizioni.<em><em> <span style="color:#800000;"><em><strong>left 13/2009</strong></em></span></em></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fecondazione assistita: dopo la bocciatura della Consulta]]></title>
<link>http://iniziativalaica.wordpress.com/2009/04/03/fecondazione-assistita-dopo-la-bocciatura-della-consulta/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 15:08:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativalaica</dc:creator>
<guid>http://iniziativalaica.wordpress.com/2009/04/03/fecondazione-assistita-dopo-la-bocciatura-della-consulta/</guid>
<description><![CDATA[sconfitto-lo-stato-etico.html L&#8217;articolo di Stefano Rodotà dopo la bocciatura da parte della C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href='http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/02/sconfitto-lo-stato-etico.html'>sconfitto-lo-stato-etico.html</a></p>
<p>L&#8217;articolo di Stefano Rodotà dopo la bocciatura da parte della Consulta della legge 40</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Consulta afferma libertà]]></title>
<link>http://fabiolavagno.info/2009/04/03/la-consulta-afferma-liberta%c2%a0/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 08:11:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabiolavagno</dc:creator>
<guid>http://fabiolavagno.info/2009/04/03/la-consulta-afferma-liberta%c2%a0/</guid>
<description><![CDATA[di Gloria Buffo, Marisa Nicchi La Consulta, con la pronuncia di oggi  ha dichiarato illegittimo il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Gloria Buffo, Marisa Nicchi La Consulta, con la pronuncia di oggi  ha dichiarato illegittimo il ]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
