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	<title>federico-ii &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/federico-ii/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "federico-ii"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 16:57:17 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il caso di "Barcellona"]]></title>
<link>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/21/il-caso-di-barcellona/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 15:40:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>internationalurbanstyle</dc:creator>
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<description><![CDATA[Barcellona è ormai riconosciuta come una delle città più famose nel mondo, di fama internazionale pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em><strong>Barcellona è ormai riconosciuta come una delle città più famose nel mondo, di fama internazionale per le sue idee innovative di pianificazione urbana. In breve, Barcellona è stata trasformata in un città che offre un ambiente urbano altamente accogliente a tutti coloro che la visitano. </strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>La base per la trasformazione di Barcellona è stato quartiere Eixample, un&#8217;espansione della città giardino di 520 blocchi di strada previsto nel lontano 1859, il quale fornisce il modello per gli sviluppi della città contemporanea. </strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>La trasformazione moderna di Barcellona, è iniziata con i preparativi per le Olimpiadi del 1992. Di fronte a gravi problemi di degrado urbano, i pianificatori hanno adottato un approccio olistico e utilizzato i Giochi come un input per i lavori. Impianti olimpici ripartiti in quattro trascurate aree urbane si sviluppano su un terreno industriale abbandonato vicino alla costa. La costruzione di sei spiagge artificiali presso entrambi i lati del Porto Olimpico ha avuto un notevole impatto e per la prima volta nella sua storia, Barcellona è stata in grado di affacciarsi alla costa e presentarsi al mare con orgoglio. </strong></em></p>
<div id="attachment_68" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><em><strong><em><strong><a href="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/barcellona.jpg"><img class="size-medium wp-image-68" title="La costa catalana" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/barcellona.jpg?w=300" alt="" width="300" height="240" /></a></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">La costa catalana</p></div>
<p><em><strong>Allo stesso tempo, una radicale trasformazione dei quartieri del centro urbano è iniziata, con una politica di miglioramento del capitale sociale e di rastrellamento degli abitan</strong></em><em><strong>ti marginali che aveva dato alla città una reputazione negativa, a cuasa di gravi crimini.</strong></em></p>
<p><em><strong>Una zona di alta tecnologia, il Forum Universale delle Culture 2004 e un nuovo porto container e vari parchi sono le aeree di sviluppo</strong></em><em><strong>principali, tutte costruite su aree dismesse costiere e le aree bonificate. Riforme sul centro urbano e sulla periferia sono in corso e l&#8217;attenzione è concentrata sul Eixample. </strong></em></p>
<p><em><strong>Molti dei blocchi residenziali che avevano perso il loro spazio interno per lo sviluppo industriale stanno assistendo a un</strong></em><em><strong>graduale ritorno digiardini comunali. Dietro l&#8217;immagine abbagliante internazionale, Barcellona ha un lato oscuro. Gli abitanti marginali sono stati effettivamente esportati verso la periferia. Un quartiere dominato dalla crimi</strong></em><em><strong>nalità, La Mina ,è stato preso di mira per la riforma. </strong></em></p>
<p><em><strong>Barcellona è una delle città più compatte in Europa, un vantaggio per la progettazione , ma porta a gravi problemi di rumore congestione del traffico e inquinamento. B</strong></em><em><strong>arcellona offre un modello ideale di gestione urbana, con casi di studio molto accessibili di rinnovamento del centro urbano, lo sviluppo di siti industriali dismessi, le riforme periferiche e la pianificazione per la città sostenibile. </strong></em></p>
<p><em><strong>I</strong></em><em><strong> socio-modelli economici riflettono i processi associati alla crescita urbana e al cambiamento, e modelli dei processi urbani e iniziative possono essere facilmente applicati. Il luogo fisico è piccolo, l&#8217;espansione urbana è stata limitata da</strong></em><em><strong>vincoli topografici e la maggior parte dei siti di studio sono raggiungibili a piedi.<br />
</strong></em></p>
<div id="attachment_70" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><em><strong><em><strong><a href="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/mini-barcellona_laramblas.jpg"><img class="size-medium wp-image-70" title="La Ramblas" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/mini-barcellona_laramblas.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">La Ramblas</p></div>
<p><em><strong>Barcellona, però, non è tutto lavoro! La sua tradizione artistica ha molto da offrire al visitatore. Si annoverano figura come Gaudì, Dalì e Picasso. </strong></em></p>
<div id="attachment_71" class="wp-caption alignright" style="width: 199px"><em><strong><em><strong><a href="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/16.jpg"><img class="size-medium wp-image-71" title="La Sagrada Familia" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/16.jpg?w=189" alt="" width="189" height="300" /></a></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">La Sagrada Familia</p></div>
<p><em><strong></strong></em><em><strong>Barcellona è anche la capitale della Catalogna, una delle regioni più distintive e dinamiche della Spagna, con una propria lingua,</strong></em><em><strong>tradizioni e un forte senso di identità separata. C&#8217;è un grande senso di orgoglio civico all&#8217;interno della città e una volontà di concorrenza sempre per eclissare Madrid.</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A LAMEZIA LE 'GIORNATE FEDERICIANE']]></title>
<link>http://tuttosulamezia.wordpress.com/2009/11/16/a-lamezia-le-giornate-federiciane/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 23:26:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttosulamezia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si lavora alacremente nella città della piana per mettere a punto gli ultimi dettagli delle “Giornat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si lavora alacremente nella città della piana per mettere a punto gli ultimi dettagli delle “Giornate Federiciane”, una sette giorni di incontri, dinbattiti, mostre, rappresentazioni in costume in programma dal 23 al 29 novembre prossimi.<br />
Un omaggio a Federico II ovvero allo “Stupor Mundi”, il re che con la sua cultura, lungimiranza, sensibilità, creatività ha segnata la storia dell’Impero Romano dal 1220 al 1250 lasciando segni indelebili della dominazione normanna in tutta la Calabria e ovviamente anche nel lametino. Nell’antica Nicastro sorge infatti il castello fatto costruire da Federico II e che ancora oggi domina il golfo di Sant’Eufemia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso di Hafencity]]></title>
<link>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/11/il-caso-di-hafencity/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 20:43:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>sere90</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hafencity è un quartiere di uno dei sette distretti di Amburgo. Sottoposta ad un progetto di riquali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Hafencity è un quartiere di uno dei sette distretti di Amburgo. Sottoposta ad un progetto di riqualificazione al fine di renderla un a delle zone più esclusive e centrali di Amburgo ,Hafencity sta diventando un vero e proprio quartiere ultramoderno ,creato dal nulla ,accanto a una delle zone più antiche della città,creando un contrasto d’impatto.</strong></em><em><strong></p>
<div id="attachment_64" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><em><strong><img class="size-medium wp-image-64" title="Elbphilarmonie" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/elbphilarmoniehh2.jpg?w=300" alt="Elbphilarmonie" width="300" height="150" /></strong></em><p class="wp-caption-text">Elbphilarmonie</p></div>
<p></strong></em></p>
<p><em><strong>Questo progetto prevede la costruzione di nuove abita</strong></em><em><strong>zioni, nuovi posti di lavoro,e sarà fonte di richiamo per miliardi di turisti ,in virtù di tutta una serie di attrazioni culturali che ad Hafencity troveranno ubicazione. Di particolare interesse sarà il “Peter Tamm international Marittime museum “o ancora “concert hall”. Questo ultimo edificio sorgerà al di sopra dello storico magazzino fluviale. Struttura imponente ,la cui particolare forma  del suo tetto evoca le onde del mare. Ospiterà non solo due auditorium, ma anche hotel,appartamenti ,piazze e parcheggi.</strong></em></p>
<p><em><strong>A cura di:Armando,Corinne,Serena,Valerio</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso di Madrid e la "Magic box"]]></title>
<link>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/09/il-caso-di-madrid-e-la-magic-box/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:53:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>internationalurbanstyle</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il forte sviluppo demografico ed economico della città ha spinto le amministrazioni pubbliche a svil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><strong><br />
</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Il forte sviluppo demografico ed economico della città ha spinto le amministrazioni pubbliche a sviluppare politiche tese a creare uno sviluppo sostenibile, con l&#8217;obiettivo di avere una città più vissuta, abitabile, culturalmente aperta, integrata e competitiva. </strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Consapevole del fatto che la maggior parte delle questioni ambientali hanno una forte base urbana, Madrid ha sviluppato la più grande operazione equilibrio atmosfera della sua storia recente. L&#8217; interramento della M-30, una delle strade principali che circonda Madrid, ha raggiunto nell&#8217;ultimo anno la riduzione di 35.000 tonnellate di CO<sub>2</sub>, il miglioramento del traffico e la riduzione degli incidenti. </strong></strong></em></p>
<div id="attachment_43" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><em><strong><strong><em><strong><strong><img class="size-medium wp-image-43" title="Linea ferroviaria spagnola" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/mappa_ferroviaria_spagna.gif?w=300" alt="Linea ferroviaria spagnola" width="300" height="263" /></strong></strong></em></strong></strong></em><p class="wp-caption-text">Linea ferroviaria spagnola</p></div>
<p><em><strong><strong> </strong></strong></em><em><strong><strong>Madrid ha recuperato l&#8217;acqua del suo fiume e ha guadagnato più di tre milioni e due mila metri quadrati di aree verdi che collegano</strong></strong></em><em><strong><strong>le due parti della città, intorno ad esso. Ciò fornisce ai cittadini un migliore accesso alle attività ricreative e spazi di passeggio nonché il rafforzamento del valore architettonico e storic</strong></strong></em><em><strong><strong>o di Madrid.</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Il consiglio comunale di Madrid ha lanciato diversi piani, distribuiti nel tempo, tesi a  ridurre l&#8217;impatto ambientale attraverso i quali la città ha conseguito al</strong></strong></em><em><strong><strong>cuni risultati straordinari, come il riciclo del 100% o di acque residue (circa 500 milioni di m<sup>3</sup>) che sono o restituiti al fiume o utilizzati per l&#8217;abbeveraggio degli spazi verdi e la pulizia delle strade.</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Madrid ha così ottenuto grandi risult</strong></strong></em><em><strong><strong>ati nei settori della mobilità e dei trasporti, come l&#8217;utilizzo di energie alternative nei veicoli municipali e quelle che forniscono un servizio pubblico. Alcune altre realizzazioni miravano alla trasfo</strong></strong></em><em><strong><strong>rmazione delle strade del centro,all’uso di rotaie specifiche per il trasporto pubblico e all&#8217;ottimizzazione del trasporto collettivo tra il centro e la periferia.</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Si riferisce ad un modo innovativo</strong></strong></em><em><strong><strong>di pr</strong></strong></em><em><strong><strong>ogettare e costruire delle città, con sede a risparmio energetic</strong></strong></em><em><strong><strong>o e l&#8217;uso ottimale delle risorse naturali attraverso l&#8217;utilizzo delle</strong></strong></em><em><strong><strong> energie rinnovabili e di materiali non contaminante. In questo modo, gli edifici sono più efficienti, la città è più attra</strong></strong></em><em><strong><strong>ente, competiti</strong></strong></em><em><strong><strong>va e con un occhio di riguardo all&#8217;ambiente.</strong></strong></em><em><strong> </strong></em></p>
<div id="attachment_37" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><em><strong><em><strong><img class="size-medium wp-image-37" title="Madrid vista dall'alto" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/madrid_alto_cuellar_flickr.jpg?w=300" alt="Madrid vista dall'alto" width="300" height="199" /></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">Madrid vista dall&#39;alto</p></div>
<p><em><strong> </strong></em><em><strong><strong><br />
</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Il <em>&#8220;Piano Strategico per l&#8217;Ar</em></strong></strong></em><em><strong><strong><em>e</em></strong></strong></em><em><strong><strong><em>a Centrale&#8221;</em> è uno dei principali impegni del Consiglio Locale, il quale obiettivo è quello di trasformare il centro storico di</strong></strong></em><em><strong><strong>Mad</strong></strong></em><em><strong><strong>rid rendendo tutti i servizi migliori.</strong></strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Tutti questi risultati sono stati possibili grazie alla collaborazione di istituzioni pubbliche e private, c</strong></strong></em><em><strong><strong>ampagne di Agenda 21 all&#8217;interno del programma delle N</strong></strong></em><em><strong><strong>azioni Unite,</strong></strong></em><em><strong><strong>università di ricerca e soprattutto la collaborazio</strong></strong></em><em><strong><strong>ne dei cittadini di Madrid, che capiscono e richiedono un nuovo modello di città. </strong></strong></em></p>
<p><em><strong><em><strong> </strong></em></strong></em></p>
<div id="attachment_38" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><em><strong><em><strong><em><strong><em><strong><em><strong><img class="size-medium wp-image-38" title="magic box: Madrid Olympic Tennis Centre" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/magic-box.jpg?w=300" alt="magic box: Madrid Olympic Tennis Centre" width="300" height="168" /></strong></em></strong></em></strong></em></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">Magic Box: Madrid Olympic Tennis Centre</p></div>
<p><em><strong><em><strong> </strong></em></strong></em><em><strong><strong>Tra le strutture sportive madrilene, degne di nota, spicca l’impianto sportivo  Madrid Olympic T</strong></strong></em><em><strong><strong>ennis Centre o nota anche più semplicemente con il nome di Magic Box, progettato dal famoso architetto francese Dominique Perrault, è descritto come uno dei più avanzati del mondo, impianti sportivi, il locale ha ospitato circa 200 giocatori durante il ten</strong></strong></em><em><strong><strong>nis Madrid Open (9-17 maggio 2009)</strong> e ha mirato a rafforzare la ca</strong></em><em><strong>ndidatura della capitale spagnola per le Olimpiadi del 2016</strong></em><em><strong>. L&#8217;architettura della &#8220;scatola magica&#8221; cambia la configurazione della città, in piedi come un segnale forte, un nuovo punto di riferimento permanente, e un nuovo ingresso. Tutto questo fa di Madrid una città che ha attuato efficacemente prog</strong></em><em><strong>etti di innovazione urbana.</strong></em></p>
<p><em><strong>a cura di: Armando, Corinne, Serena, Valerio</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL caso di "Bilbao"]]></title>
<link>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/09/27/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:42:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>internationalurbanstyle</dc:creator>
<guid>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/09/27/</guid>
<description><![CDATA[Importante porto marittimo e apparato industriale sorto sul fiume Nervion, Bilbao è una delle più im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p><em><strong>Importante porto marittimo e apparato industriale sorto sul fiume Nervion, Bilbao è una delle più importanti città della Spagna settentrionale, la più grande dei paesi baschi. La città spagnola  è senza dubbio una delle testimoni di una notevole rinascita in seguito ad un progetto di riqualificazione urbana estremamente efficace.</strong></em></p>
<div id="attachment_28" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><em><strong><em><strong><img class="size-medium wp-image-28" title="Museo Guggenheim Bilbao " src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/guggenheim-bilbao-2.jpg?w=300" alt="Museo Guggenheim Bilbao " width="300" height="225" /></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">Museo Guggenheim Bilbao </p></div>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Bilbao è stata fortemente colpita dalla crisi industriale degli anni &#8216;70. All&#8217;interno dell&#8217;area metropolitana, 80.000 posti di lavoro nell&#8217;industria andarono persi.</strong></em></p>
<p><em><strong>D&#8217;altro canto la città divenne una sfida per tutta la società. I suoi dirigenti, le istituzioni e i</strong></em></p>
<p><em><strong>cittadini decisero di rendere Bilbao una città di servizi con una notevole qualità della vita sotto vari aspetti.</strong></em></p>
<p><em><strong>Si decise di optare per un energico rinnovo tale da coinvolgere l&#8217;interesse pubblico e rendere la città più attraente dal punto di vista mondiale. Il processo prevedeva di integrare fortemente tra loro quattro direttrici quali la cultura, l’ambiente, la società e l’economia.</strong></em></p>
<p><em><strong>Un decennio più tardi alcuni dei progetti divennero  realtà. Tra questi ricordiamo la costruzione del Museo Guggenheim di Bilbao, l&#8217;aeroporto, la metropolitana, il trainway Uribitarte e la passeggiata lungo l&#8217;estuario.</strong></em></p>
<p><em><strong>La base di questo rinnovamento a Bilbao è unico al mondo. Vi hanno preso parte architetti di fama mondiale quali Gehry, Foster, Pelli, Legorreta, Isozaki, Calatrava, Sterling, e Soriano.<br />
</strong></em></p>
<div id="attachment_32" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><em><strong><em><strong><img class="size-medium wp-image-32" title="Ponte Pedro Arrupe" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/bilbao_arrupe1.jpg?w=300" alt="Ponte Pedro Arrupe" width="300" height="211" /></strong></em></strong></em><p class="wp-caption-text">Ponte Pedro Arrupe</p></div>
<p><em><strong>Bilbao  oggi è conosciuto all&#8217;estero come uno dei punti fondamentali di riferimento per quanto riguarda l&#8217;arte moderna, l’architettura e il rinnovo urbano.</strong></em></p>
<p><em><strong>Questo processo di rinnovamento è internazionalmente riconosciuto per la sua gestione e per il consenso raggiunto tra le varie amministrazioni pubbliche, gli agenti sociali, e gli agenti economici.</strong></em></p>
<p><em><strong>Parte del Piano Strategico, è stato promosso dal Comune di Bilbao e il Consiglio provinciale di Bizkaia, con  la partecipazione di tutte le istituzioni nazionali e regionali, e, insieme con i 35 comuni che compongono l&#8217;area metropolitana.Il piano ha riunito i consigli comunali e il Consiglio provinciale di Bizkaia, il livello regionale, il governo basco, il livello nazionale, l&#8217;Amministrazione generale dello Stato, e RENFE.<br />
</strong></em></p>
<p><em><strong>Il Piano Strategico è stato centrato su determinati punti, come:</strong></em></p>
<p><em><strong>•  l&#8217;accessibilità esterna alla metropoli, mobilità interna</strong></em></p>
<p><em><strong>• rinnovo urbano e ambientale</strong></em></p>
<p><em><strong>• Gli investimenti in risorse umane e tecnologica revisione</strong></em></p>
<p><em><strong>• centralità culturale come elemento di vitalizzazione interna e promozione esterna</strong></em></p>
<p><em><strong>a cura di: Armando, Corinne, Serena, Valerio<br />
</strong></em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'architettura contemporanea]]></title>
<link>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/07/19/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:47:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>internationalurbanstyle</dc:creator>
<guid>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/07/19/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;architettura aspira, solitamente, ad acquisire caratteristiche durature. Gli urbanisti focal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;"><em><strong>L&#8217;architettura aspira, solitamente, ad acquisire caratteristiche durature. Gli urbanisti focalizzano la loro attenzione su progetti che siano innovativi ed efficienti,come adeguata risposta alle esigenze dei nostri tempi. Soprattutto i progettisti giovani e ambiziosi sembrano sempre più affascinati da questo tipo di applicazione.</strong></em></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><em><strong> Fin dalla lo</strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong>ro nascita, le città si trovano </strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-54" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/new-york_1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong>continuamente in fase di trasformazione. Il perenne adeguamento delle costruzioni e degli spazi ai ripetuti mutamenti è legato all&#8217;esistenza stessa della città</strong></em></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><em><strong>Le città mettono in luce l&#8217;evoluzione de</strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong>lla società. Anche loro, ormai, sono in movimento e rendono ben visibili i processi di cambiamento.</strong></em></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><em><strong>A questo proposito ci sembra opportuno esporre dei piani urbanistici che hanno interessato alcune </strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong>delle città più importanti del mondo, al fine di </strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong><img class="size-thumbnail wp-image-55 alignright" src="http://internationalurbanstyle.wordpress.com/files/2009/11/londra-vacanze.jpg?w=150" alt="" width="168" height="126" /></strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong>sottolineare la loro portata rivoluzionaria</strong></em></span><span style="color:#000000;"><em><strong> e i cambiamenti verso i quali hanno condotto le medesime città.</strong></em></span></p>
<p><em><strong>A cura di:Armando,Corinne, </strong></em><em><strong>Serena, Valerio</strong><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa si studia?]]></title>
<link>http://uptanapoli.wordpress.com/2009/11/05/cosa-si-studia/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:37:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco Sammarco</dc:creator>
<guid>http://uptanapoli.wordpress.com/2009/11/05/cosa-si-studia/</guid>
<description><![CDATA[Il percorso di studio alterna corsi teorici e laboratori dove sperimentare attività pratiche. 10 cre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il percorso di studio alterna corsi teorici e laboratori dove sperimentare attività pratiche. <strong>10 crediti </strong>sono riservati ad abilità di base (il disegno per rappresentare la realtà, uso di mezzi tecnici), inglese e introduzione alle trasformazioni urbane nel mondo contemporaneo. <strong>6 crediti</strong> sono riservati a uno stage.</p>
<p>I<strong> 6 semestri</strong> in breve:</p>
<ol>
<li> laboratorio di base su problemi urbani e territoriali e approcci alla città</li>
<li> linguaggi di base e discipline per l&#8217;analisi e la rappresentazione del territorio</li>
<li> studiare lo spazio e le società</li>
<li> laboratorio di analisi e descrizione dell&#8217;ambiente urbano</li>
<li> studiare il territorio e il paesaggio, tecniche per valutare preferenze e conseguenze</li>
<li> laboratorio finale (immaginare il futuro: trasformazioni fisiche, attori, messa in opera)</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Lo studente del <strong>primo anno</strong> viene accolto con un pacchetto inziale di &#8220;orientamento&#8221;, che mira ad accertare/omogeneizzare i profili di ingresso e a introdurre gli iscritti al nuovo campo di studi, e successivamente viene accompagnato nelle attività di un primo laboratorio, dedicato a una situazione urbana reale, da osservare-studiare sul campo.<br />
Nel suo insieme, lo step inziale è centrato sull&#8217;apprendimento di metodi elementari per riconoscere le componenti di un problema complesso, analizzarle e restituirle nelle loro interrelazioni a differenti interlocutori. Particolare attenzione è rivolta anche all’apprendimento del lavoro di gruppo.<br />
Lo studente, infine, è invitato fino dal primo momento a confrontarsi con gli aspetti comunicativi della professione: a tener conto, cioè, del fatto che la maggior parte degli elaborati tecnici (scritti e/o disegnati) che progressivamente imparerà a redigere è rivolta a pubblici diversi (decisori, attori economici, utenti finali, altri tecnici), che vanno di volta in volta individuati.<br />
Il primo anno si completa poi con l&#8217;apprendimento di linguaggi di base e di nozioni essenziali delle discipline che studiano la città.</p>
<p style="text-align:justify;">La sequenza sviluppata nel <strong>secondo anno</strong> è invece di tipo tradizionale: si parte dai corsi dedicati ai saperi necessari per analizzare e trarre diagnosi sullo stato di uno spazio fisico e della società in esso insediata, per passare successivamente alle attività di laboratorio, dedicate ora appunto alla descrizione tecnicamente pertinente di un contesto urbano.</p>
<p style="text-align:justify;">Al <strong>terzo anno</strong>, i corsi di tipo teorico si riferiscono invece essenzialmente ai temi di fondo delle politiche urbane e territoriali e ai problemi propri di contesti regionali e del paesaggio (anche rurale) nonché agli aspetti valutativi. Vengono quindi introdotte conoscenze di sfondo e metodi o tecniche specifici, utili per la pratica professionale.<br />
Il percorso si conclude poi con uno step di nuovo orientato al saper-fare, articolato in un periodo di stage (svolto tendenzialmente presso enti locali e agenzie ad hoc) e nel lavoro finale di un laboratorio di tipo pre-progettuale, di cui dare conto anche nella prova finale.</p>
<p style="text-align:justify;">In conclusione, al termine del percorso abbozzato sopra, il laureato è in grado di collaborare in modo maturo alle attività svolte da amministrazioni pubbliche, da professionisti senior e/o da altri soggetti interessati al governo e alla trasformazione del territorio.<br />
Le conoscenze e le competenze acquisite gli consentono, infatti, di comprendere il senso complessivo dei processi &#8211; anche per le parti che non sono di sua specifica competenza &#8211; e di interloquire con i diversi soggetti che intervengono nel corso del processo stesso.</p>
<p style="text-align:justify;">Se lo desidera, infine, il laureato potrà successivamente accrescere le sue conoscenze e competenze in alcuni dei campi citati, attraverso momenti di auto-formazione o attraverso altri percorsi formativi (master o laurea magistrale), per aspirare a ricoprire non più ruoli da collaboratore propri del tecnico junior, ma ruoli di organizzazione-direzione dei processi.</p>
<p style="text-align:right;">fonte: <a href="http://www.unina.it/index.jsp" target="_blank"><strong>Uni.Na.</strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Fondatore del corso di urbanistica]]></title>
<link>http://uptanapoli.wordpress.com/2009/11/04/il-fondatore-del-corso-di-urbanistica/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:19:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>cristinadeluca89</dc:creator>
<guid>http://uptanapoli.wordpress.com/2009/11/04/il-fondatore-del-corso-di-urbanistica/</guid>
<description><![CDATA[Dal 22 ottobre del 2003 uno dei fondatori di questo corso di laurea non c&#8217;è più. Enzo Andriell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dal 22 ottobre del 2003 uno dei fondatori di questo corso di laurea non c&#8217;è più.</p>
<p><strong>Enzo Andriello</strong> ha combattuto contro la malattia che cercava di &#8220;occuparlo&#8221; e almeno per un po&#8217; l&#8217;ha sconfitta.</p>
<p>Perché amava la vita, perché voleva continuare a dividerla con le persone che amava, perché aveva dei progetti, compreso quello di costruire il <strong>corso di laurea in urbanistica</strong>, che ora comincia un secondo ciclo di vita.</p>
<p>Insegnava nel primo anno, Enzo, e spiegava ai nuovi studenti l&#8217;esperienza della città, prima ancora delle tecniche per conoscerla.</p>
<p>Qui ora cerchiamo di cavarcela da soli e vogliamo farcela, anche per lui.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNDER COSTRUCTION]]></title>
<link>http://internationalurbanstyle.wordpress.com/2009/11/03/under-costruction/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 22:39:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>jot55</dc:creator>
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<description><![CDATA[Blog realizzato dagli studenti del corso di laurea della facoltà di &#8220;Urbanistica&#8221; della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><span style="color:#000000;">Blog realizzato dagli studenti del corso di laurea della facoltà di &#8220;Urbanistica&#8221; della Federico II come esercitazione richiesta dal corso zero: &#8220;uso elementare del computer&#8221; .</span></strong></em></p>
<p><em><strong><span style="color:#000000;">Tema centrale: &#8220;L&#8217;urbanistica nelle città non italiane&#8221;.</span></strong></em></p>
<p><em><strong><span style="color:#000000;">Per divulgare le conoscenze su questo tema che non sempre ha goduto delle dovute considerazioni, troverete qui di seguito esempi e commenti che vi potranno dare un&#8217; idea in merito.</span></strong></em></p>
<p><em><strong><span style="color:#000000;">a cura di:</span> Armando, Corinne, Serena, Valerio<br />
</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[S3] La battaglia di Bouvines (1214)]]></title>
<link>http://lucabezzini.wordpress.com/2009/10/30/s3-la-battaglia-di-bouvines-1214/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 21:12:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucabezzini</dc:creator>
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<description><![CDATA[   (La scheda sopra riprodotta è tratta dal testo di G. PERUGI &#8211; M. BELLUCCI, Manuale di stori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img title="Bouvines 1" src="http://lucabezzini.wordpress.com/files/2009/10/bouvines-1.jpg?w=1024" alt="Bouvines 1" width="1024" height="768" /><img class="alignnone size-large wp-image-172" title="Bouvines 2" src="http://lucabezzini.wordpress.com/files/2009/10/bouvines-2.jpg?w=1024" alt="Bouvines 2" width="1024" height="768" /><img class="alignnone size-large wp-image-173" title="Bouvines 3" src="http://lucabezzini.wordpress.com/files/2009/10/bouvines-3.png?w=1024" alt="Bouvines 3" width="1024" height="460" />  <img title="Bouvines 4" src="http://lucabezzini.wordpress.com/files/2009/10/bouvines-4.png?w=1024" alt="Bouvines 4" width="1024" height="472" /></p>
<p>(La scheda sopra riprodotta è tratta dal testo di G. PERUGI &#8211; M. BELLUCCI, <em>Manuale di storia. Età medievale</em>, Bologna 1995, pp. 105-109).</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Work in Progress]]></title>
<link>http://uptanapoli.wordpress.com/2009/10/27/work-in-progress/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:35:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco Sammarco</dc:creator>
<guid>http://uptanapoli.wordpress.com/2009/10/27/work-in-progress/</guid>
<description><![CDATA[Benvenuto nel blog della facoltà di URBANISTICA dell&#8217;Università Federico II di Napoli! Questo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-37" title="Gravina03" src="http://uptanapoli.wordpress.com/files/2009/10/gravina03.jpg" alt="Gravina03" width="258" height="189" />Benvenuto nel blog della facoltà di <strong>URBANISTICA </strong>dell&#8217;Università <strong>Federico II</strong> di Napoli!</p>
<p style="text-align:justify;">Questo blog è stato creato come esercitazione del Corso zero <strong>&#8220;Uso elementare del computer&#8221;</strong> tenuto dal Prof. Ing. <a href="http://www.mauromastroianni.it/" target="_blank">Mauro Mastroianni</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">A breve tutte le altre informazioni ed aggiornamenti!</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:right;"><em>a cura di</em></p>
<p style="text-align:right;"><strong>De Luca Christina</strong> &#124; <strong>Marzio Rosanna</strong> &#124; <strong>Sammarco Francesco</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I PAPABOYS SFIDANO L'ILLEGALITA': SCATTA LA DUE GIORNI IN CAMPANIA DEI GIOVANI DEL PAPA]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/10/26/i-papaboys-sfidano-lillegalita-scatta-la-due-giorni-in-campania-dei-giovani-del-papa/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 17:04:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/10/26/i-papaboys-sfidano-lillegalita-scatta-la-due-giorni-in-campania-dei-giovani-del-papa/</guid>
<description><![CDATA[CAMPANIA &#8211; Si alza forte la voce dei giovani della Campania dell&#8217;Associazione Nazionale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>CAMPANIA &#8211; Si alza forte la voce dei giovani della Campania dell&#8217;Associazione Nazionale Papaboys: il 24 e il 25 ottobre si terrà la seconda edizione della Festa Nazionale della Legalità a Teggiano. “Dal rosso sangue al rosso pomodoro… la legalità cambia la percezione dei colori”. È il titolo della manifestazione promossa dalla Associazione Nazionale Papaboys sede regionale della Campania. La cerimonia di consegna del Premio Legalità sarà l’atto conclusivo di questo evento, nel corso della quale saranno assegnati i riconoscimenti a Paolo Borsellino e a Franco Roberti. La manifestazione gode del riconoscimento del Presidente della Repubblica ed è patrocinata dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, dalla Regione Campania, dalla Comunità Montana Vallo di Diano e dal Comune di Teggiano.  La II Festa della Legalità avrà inizio sabato 24 alle ore 10,30 presso la palestra dell’Istituto “Pomponio Leto” di Teggiano con un incontro sul tema “Legalità è giovane”, in cui gli alunni delle scuole di Teggiano accoglieranno don Luigi Merola, ex parroco di Forcella, attuale Referente per la Legalità presso il Ministero Ricerca e Istruzione. A lui il compito di relazionare sul risultato del questionario “Educhiamo alla legalità” che l’associazione Papaboys, grazie alla collaborazione della docente Elisabetta D’Elia ha somministrato ai giovani studenti. È previsto il saluto dei dirigenti scolastici Salvatore Gallo e Giovanni Giammetti. A presentare la giornata, Daniele Venturi, presidente nazionale dell’Associazione Papaboys.  Alle 17 presso la Sala Conferenza del Complesso Monumentale “SS. Pietà” di Teggiano è previsto il convegno “Il principio di legalità e le riforme dell’ordinamento processuale italiano”. Interverranno: la dott.ssa Stefania Amodeo, Gip del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere, la dott.ssa Clelia Iasevoli, ricercatrice di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il dott. Daniele Padovani, Segretario dell’Ordine dei Commercialisti di Sala Consilina, e il dott. Tommaso Pellegrino, già componente della Commissione Bicamerale Antimafia. Il giornalista Francesco Antonio Grana sarà il moderatore del convegno che vale come credito formativo per i dottori commercialisti Valdianesi. Domenica 25 ottobre alle ore 18 presso il Salone della Biblioteca “Biblù” di San Marco di Teggiano è in programma la cerimonia di consegna del Premio Legalità. Interverranno: Michele Di Candia, Sindaco di Teggiano, Michele Albanese, Direttore Generale della Banca Monte Pruno, Vincenzo Roca, Questore di Salerno, Sabatino Marchione, Prefetto di Salerno, Corrado Gabriele, Assessore Regionale Istruzione e Formazione, Guglielmo Vaccaro, Componente Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Franco Roberti, Procuratore Capo di Salerno e don Luigi Merola. Ospite d’onore Salvatore Borsellino.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incontri di lettura... a voce alta]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/10/20/incontri-di-lettura-a-voce-alta/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:09:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
<guid>http://terradiconfine.wordpress.com/2009/10/20/incontri-di-lettura-a-voce-alta/</guid>
<description><![CDATA[Segnalo l&#8217;iniziativa che si terrà da domani a domenica presso il Centro Congressi della Federi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;">Segnalo l&#8217;iniziativa che si terrà da domani a domenica presso il Centro Congressi della Federico II e Villa Pignatelli.</span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#000000;">Eduardo</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Al via, dal 22 ottobre, la terza edizione di <em>“Incontri di lettura … a voce alta”</em>, l’evento che unisce i lettori comuni ai grandi autori e agli attori, organizzata dalle associazioni &#8220;<a href="www.avocealta.net">A Voce Alta</a>&#8221; e “<a href="http://www.soup.it/soup_home.html">Soup</a>” in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano.</span></p>
<p>Tra gli ospiti: Aldo Masullo, Simona Argentieri, Ascanio Celestini, Ennio Fantastichini, Maddalena Crippa.</p>
<p><span style="color:#000000;">Quest’anno il tema della manifestazione è: <strong>LA MENZOGNA</strong> (mistificazioni, illusioni, ipocrisia, complicità, ambiguità, disinformazione….) Alcuni esempi di testi: dall’Odissea alle tragedie e ai sonetti di Shakespeare, a Pirandello, a Svevo, a Mc Ewan….</span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.avocealta.net/programma.pdf"><img class="aligncenter size-full wp-image-2374" title="Immagineee" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2009/10/immagineee.jpg" alt="Immagineee" width="328" height="503" /></a></p>
<p> </p>
<p><span style="color:#000000;">Appuntamento dal 22 al 25 ottobre tra Villa Pignatelli e il Centro Congressi Federico II, via Partenope 36.<br />
Tutte le notizie su  Incontri di lettura…a voce alta al sito: </span><strong><span style="color:#000000;"><a href="www.avocealta.net">www.avocealta.net</a></span></strong><span style="color:#000000;">.</span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#000000;"><em>da <a href="http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=30199">http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=30199</a></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Libri di pietra dei Cavalieri Templari]]></title>
<link>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/10/09/libri-di-pietra-dei-cavalieri-templari/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 18:57:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>goodmorningumbria</dc:creator>
<guid>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/10/09/libri-di-pietra-dei-cavalieri-templari/</guid>
<description><![CDATA[Le Grandi cattedrali gotiche L’alchimia per l’uomo molto probabilmente non è altro che la ricerca ed]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong> Le Grandi cattedrali gotiche</strong></p>
<p>L’alchimia per l’uomo molto probabilmente non è altro che la ricerca ed il risveglio della Vita segretamente assopitasi sotto il pesante involucro dell’essere e la grezza scorza delle cose, ricerca e risveglio derivanti da un certo stato d’animo molto prossimo alla grazia reale ed efficace. Sui due piani universali dove siedono  insieme la materia e lo spirito, il processo è assoluto e consiste in una permanente purificazione fino alla purificazione più completa. A questo scopo, almeno sotto il profilo del metodo, niente è più utile dell’aforisma «<em>Solve et coagula</em>». Lo stesso aforisma, mostrato dal Baphomet dei Templari, che compare nella parabola del grano: «<em>In verità, in verità vi dico, se  il granello di frumento, cadendo a terra, non muore, rimane solo; ma se muore porta molti frutti</em>» (Giov. XII, 24).</p>
<p>Si ritiene che cavalieri Templari avessero rinvenuto documenti relativi alle &#8220;<em>leggi divine dei numeri, dei pesi e delle misure</em>&#8221; sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme e li avrebbero forniti ai costruttori di cattedrali.</p>
<p>Non si può non restare stupiti come nel giro di 50 anni si sia stravolto completamente ogni canone costruttivo fino ad allora perseguito ed è certamente singolare che tale stravolgimento sia iniziato proprio dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Terrasanta, menifestando una maestria costruttiva tecnica e architettonica completamente diversa dalle precedenti chiese romaniche.</p>
<p>In tutta la Francia sorsero in brevissimo tempo (tra il 1200 e il 1250), numerose chiese dallo stile particolare, fino ad allora sconosciuto: le grandi cattedrali gotiche. Una dopo l&#8217;altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. Uno stile incredibile, quello gotico, tutto proteso verso l&#8217;alto, con un sistema di spinte e controspinte straordinario, una tecnica costruttiva decisamente rivoluzionaria, che ha consentito ai Templari di progettare e costruire queste cattedrali che, nonostante le loro migliaia di tonnellate di peso, basate come sono sui vuoti e sui pieni, sembrano leggerissime e tali da sfidare la legge di gravità.</p>
<p>I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale dove i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l&#8217;alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo.</p>
<p>Si appalesa singolare anche la scelta dei luoghi in cui le Cattedrali vennero costruite. Su luoghi cioè già considerati sacri al culto della <a href="http://www.templaricavalieri.it/grande_madre_madonne_nere.htm">&#8220;Grande Madre&#8221;</a>, ritenuto il culto unitario più diffuso prima del Cristianesimo, e per una altrettanto singolare coincidenza, se si uniscono su una mappa i luoghi dove sono state costruite la grandi Cattedrali si scopre che questi luoghi formano esattamente la costellazione della Vergine  solo per caso, inoltre, sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, ovvero punti in cui l&#8217;energia terrestre è molto forte (grandi allineamenti di megaliti).</p>
<p>Naturalmente le Cattedrali sono tutte orientate secondo la tradizione: con l’abside rivolto verso est (cioè verso la luce) e, cosa significativa, sono tutte dedicate a Nostra Signora, cioè alla Vergine Maria. Hanno una pianta a croce latina che, secondo Fulcanelli, &#8220;<em>é il geroglifico alchemico del crogiuolo</em>&#8220;, ed è nell’Athanor che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato.</p>
<p>La struttura stessa delle cattedrali, come i bassorilievi presenti nelle facciate &#8211; particolari si presentano quelli di Parigi &#8211; parlano di alchimia nel senso che rappresentano l’alternativa, in chiave di immagini, ai testi alchemici destinati soltanto a chi sapeva leggere. Ed in effetti, le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra, per tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto comprendere. Infatti la grandiosità, l&#8217;imponenza e tutta una serie di misteri non risolti hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerose leggende legate a figure ed oggetti leggendari della storia del Cristianesimo, dai Cavalieri Templari al Santo Graal.</p>
<p>Ciascuna cattedrale è dotata di una cripta in cui secondo alcune tradizioni sarebbero nascosti degli oggetti sacri molto importanti (ad esempio si dice che in una delle cripte della Cattedrale di Chartres sia custodita l&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza, e che quando questa cripta sarà scoperta la cattedrale crollerà al suolo). Ma le cripte sono legate ad un altro elemento molto misterioso: le &#8220;Vergini Nere&#8221;, statue o bassorilievi, che raffigurano appunto la vergine Maria, con la particolarità della carnagione scura. E&#8217; da sottolineare la relazione tra le statue di Iside, la divinità egizia corrispondente alla dea greca Gea (&#8220;la Terra&#8221;), che venivano custodite nei sotterranei dei templi egizi, con le Vergini Nere, anch&#8217;esse collegate al culto della Terra, diffuso in tutta l&#8217;Europa. La stessa Madonna sarebbe la cristianizzazione di questa figura troppo radicata nell&#8217;immaginario popolare, da poter essere estirpata del tutto. Per questo, i costruttori delle cattedrali gotiche, che anche in altri particolari (ad esempio quello di erigere le cattedrali sui luoghi sacri alla Grande Madre) si erano dimostrati legati a tale culto, avrebbero colorato in modo diverso il volto della Vergine cattolica, affinché coloro che &#8220;sapessero&#8221; avrebbero facilmente compreso di chi si trattasse realmente .</p>
<p>Dicono gli antichi cronisti che «<em>benché strano debbasi tenere in alta stima e segretezza né sia da narrare a chi non puote intenderlo, sendo li segreti del sacramento da non rivelare che a quegli cui Dio diè forza a tanto. Cosa come questa buona, se diffusa fra uomini indegni non potrà tuttavia essere da essi intesa</em>».</p>
<p>Dice la tradizione che Federico II imperatore non sarebbe morto a Ferentino né altrove. Il Prete Gianni non permise che morisse,  perciò una mano celeste lo raccolse morente e lo portò fino alla nave dei Templari con la croce rossa sulla vela bianca comparsa come per incanto sul mare. Era la nave medesima che portava il Santo Graal, il vaso da cui sgorga il fiume bianco ricco di pesci di sapienza che bruciano le mani ma posti in bocca danno l’onniscienza. È il ricco nutrimento del Re Pescatore e dei santi monaci guerrieri, il cibo inesauribile del Graal e portava la lancia infuocata, la terribile lancia di Amore  che è come quella di Lang, il signore della folgore.</p>
<p>È l’inizio della profezia del pescatore di Chiaravalle che continuerà con la ferita insanabile del Re Pestatore e con la maledizione della terra che solo il II Federico risanerà ponendo la domanda «Dov’è dunque il Graal ? »; quella stessa domanda che Parsifal non fece, perdendo così la possibilità di prendere possesso della sacra coppa. Ed allora il malato Re Pescatore sarà guarito, l’albero secco riprenderà vita e la terre gaste si trasformerà ancora nella terra benedetta..</p>
<p>In quel momento storico particolare in Puglia vi era una presenza molto massiccia dei Cavalieri Templari, i monaci guerrieri i quali erano padroni di tutta la Puglia come dimostrano le numerose testimonianze dal Foggiano al Leccese. La Puglia era una delle dieci province dei Cavalieri Templari disseminate dal centro Europa fino al medio Oriente e in più la Puglia a quel tempo era la cerniera tra oriente e occidente</p>
<p>Quindi il curioso allineamento tra Chartres, Castel del Monte e la piramide di Cheope è stato voluto da chi ha voluto erigere l’ultima di queste costruzioni. Cioè  Federico II con Castel del Monte. Ma questa è un’altra storia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Antonella Ruggiero a Inycon, Menfi e il suo vino Dal 2 al 4 ottobre anche una tappa degli Itinerari di Federico II]]></title>
<link>http://menficambia.wordpress.com/2009/09/19/antonella-ruggiero-a-inycon-menfi-e-il-suo-vino-dal-2-al-4-ottobre-anche-una-tappa-degli-itinerari-di-federico-ii/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 15:30:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>menficambia</dc:creator>
<guid>http://menficambia.wordpress.com/2009/09/19/antonella-ruggiero-a-inycon-menfi-e-il-suo-vino-dal-2-al-4-ottobre-anche-una-tappa-degli-itinerari-di-federico-ii/</guid>
<description><![CDATA[Sarà la straordinaria voce di Antonella Ruggiero ad interpretare lo spettacolo conclusivo di Inycon,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sarà la straordinaria voce di Antonella Ruggiero ad interpretare lo spettacolo conclusivo di Inycon,]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ALBUM FOTOGRAFICO]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/09/04/album-fotografico/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 14:02:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/09/04/album-fotografico/</guid>
<description><![CDATA[Le foto della vostra estate al Lido &#8220;Il Delfino&#8221; .. Pagina in costruzione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-177" title="album fotografico" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/09/album-fotografico.jpg" alt="album fotografico" width="316" height="300" /></p>
<h3 style="text-align:center;"><strong>Le foto della vostra estate al Lido &#8220;Il Delfino&#8221;</strong></h3>
<p><img src="http://campomarinofc.wordpress.com/files/2008/07/linea-sottile-nera.jpg?w=300" alt="" width="680" height="14" /></p>
<p>..</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-173 aligncenter" title="pagina in costruzione" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/09/pagina-in-costruzione.png" alt="pagina in costruzione" width="304" height="273" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Pagina in costruzione</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Turismo a Termoli]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/31/turismo-a-termoli/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 11:40:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/31/turismo-a-termoli/</guid>
<description><![CDATA[.. Il turismo cittadino è principalmente di tipo balneare e culturale. Le maggiori attrazioni cultur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-128" title="termoli borgo antico" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/termoli-borgo-antico.jpg" alt="termoli borgo antico" width="458" height="312" /></p>
<p><span style="color:#ffffff;">..</span></p>
<p><strong>Il turismo cittadino è principalmente di tipo balneare e culturale.</strong></p>
<p><strong>Le maggiori attrazioni culturali e turistiche della città sono:</strong></p>
<ul>
<li><strong>il Borgo Antico</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>il castello Svevo (Federico II) situato all&#8217;entrata dello stesso</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>la Basilica (contenente la reliquie di San Basso e San Timoteo)</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>i trabucchi (strumenti di pesca diffusi sulla costa adriatica da Termoli sino ad Ancona) situati a ridosso del borgo</strong></li>
</ul>
<p><strong>Riguardo al turismo balneare, Termoli ha visto aumentare ogni anno le presenze estive di turisti ed oggi è una delle più frequentate stazioni balneari dell&#8217;Adriatico centrale.</strong></p>
<p><strong>La costa termolese è divisa in due litorali: Nord e Sud.</strong></p>
<p><strong>Il primo, ove è sito il nostro </strong><strong>Lido &#8220;Il Delfino&#8221; (spiaggia di Sant&#8217;Antonio, Lungomare Cristoforo Colombo) è caratterizzato da un arenile non molto sviluppato, dalla presenza di frangiflutti e dalla splendida visuale del Borgo Antico di cui si può godere in ogni suo punto.</strong></p>
<p><strong>Il litorale Sud (spiaggia di Rio Vivo) è ideale per chi vuol praticare sport acquatici, grazie alla sua natura di baia che limita l&#8217;altezza delle onde e alla spiaggia larga più di 150 metri con un &#8220;circolo velico&#8221; attrezzato per vela, windsurf e canoa.</strong></p>
<p><strong>Sono presenti circa 30 lidi balneari, 7 dei quali sul litorale Sud (Rio Vivo); la capacità alberghiera delle città è di 1281 posti letto per 595 camere divise in 19 tra hotel e Residence, il 26% dei quali a 4 stelle.</strong></p>
<p><strong>Un attrezzatissima zona del porto ad indirizzo turistico accoglie complessivamente circa cinquecento imbarcazioni suddivise fra le varie iniziative sociali.</strong></p>
<p><strong>Le strutture ricettive della città e le acque limpide hanno consentito alla cittadina adriatica di guadagnare ben 14 Bandiere Blu d&#8217;Europa negli anni: 1990, 1991, 1992, 1993, 1997, 1998, 2000, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. La bandiera blu non fu assegnata anche nell&#8217;anno 2002 solo a causa di un ritardo nell&#8217;invio della documentazione necessaria.</strong></p>
<p><strong>Un altro fattore che rende Termoli una meta ambita dai turisti è la cucina tipica a base di pesce con specialità di punta con </strong><strong><em>U&#8217;Bredette</em> alla termolese.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-136" title="alberto-baccari-trabucco-termolese-allalba" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/alberto-baccari-trabucco-termolese-allalba.jpg" alt="alberto-baccari-trabucco-termolese-allalba" width="490" height="671" /></strong></p>
<address><strong><a title="Alberto Baccari foto Termoli" href="http://www.pbase.com/alniyat/root" target="_blank">foto Alberto Baccari</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Video]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/video/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 19:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/feFm6QUDKBc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/feFm6QUDKBc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
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</div>]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Ordinanza per la Sicurezza Balneare]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/ordinanza-per-la-sicurezza-balneare/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 18:18:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/ordinanza-per-la-sicurezza-balneare/</guid>
<description><![CDATA[Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti CAPITANERIA DI PORTO ORDINANZA DI SICUREZZA BALNEARE ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center">Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</p>
<p align="center"><em>CAPITANERIA DI PORTO </em></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>ORDINANZA DI SICUREZZA BALNEARE N. 10/09</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Il Capitano di Fregata (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del porto di Termoli,</p>
<p><strong>Vista</strong> la legge del 14 luglio 1963, n. 963, e successive modifiche ed integrazioni, recante la disciplina nazionale della pesca marittima ed il d.P.R. del 2 ottobre 1968, recante il Regolamento di esecuzione alla predetta legge;</p>
<p><strong>Visto</strong> l’articolo 59 del d.P.R. 616/77, e successive modifiche ed integrazioni, recante il trasferimento di attribuzioni e competenze alle Regione ed agli Enti locali, in attuazione del decentramento delle funzioni amministrative;</p>
<p><strong>Visto </strong>il d.P.R. del 8 giugno 1982, n. 470, e successive modifiche ed integrazioni, concernente la segnalazione a cura dei Comuni delle zone ove vige il divieto di balneazione;</p>
<p><strong>Visto</strong> il Decreto Interministeriale del 14 luglio 1989, con il quale è stata istituita e regolamentata la Riserva Marina di Isole Tremiti;</p>
<p><strong>Visto </strong>il Decreto Legislativo del 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, ed in particolar modo l’articolo 54 sulle attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale;</p>
<p><strong>Visto </strong>il d.P.R.<strong> </strong>del<strong> </strong>1 marzo 2005, n. 51, con il quale la giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli è stata estesa al Comune di Isole Tremiti (FG);</p>
<p><strong>Visto</strong> il Decreto Ministeriale del 29 luglio 2008, n. 146 recante il Regolamento di attuazione all’articolo 65 del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171 denominato Codice della Nautica da Diporto;</p>
<p><strong>Visto</strong> il titolo V della Costituzione della Repubblica Italiana;</p>
<p><strong>Recepite </strong>le linee di indirizzo impartite dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto in materia di disciplina delle attività balneari;</p>
<p><strong>Considerate</strong> le istanze rappresentante e gli avvisi espressi dal Parco Nazionale del Gargano (Ente Gestore della Riserva Marina di Isole Tremiti), dalla Regioni, dagli Enti locali e dalle Associazioni di categoria;</p>
<p><strong>Ritenuto </strong>necessario emanare disposizioni per la disciplina delle attività balneari comunque espletate &#8211; svolte nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli, comprendente il territorio dei Comuni di Montenero di Bisaccia (CB), di Petacciato (CB), di Termoli (CB), di Campomarino (CB) e di Isole Tremiti (FG) &#8211; finalizzate alla tutela dell’interesse primario alla sicurezza della navigazione ed alla salvaguardia della vita umana in mare;<strong> </strong></p>
<p><strong>Vista</strong> la precedente Ordinanza di Sicurezza Balneare n. 13/2007 del 15 maggio 2007;</p>
<p><strong>Visti </strong>gli articoli 30, 68, 81, 1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione, nonché gli articoli 27, 28, 59 e 524 del Regolamento per la Navigazione Marittima;</p>
<h2 style="text-align:center;">ORDINA</h2>
<h3>ARTICOLO 1</h3>
<h3>DISPOSIZIONI GENERALI</h3>
<ol>
<li>1.    Nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Termoli, in relazione alle attività balneari comunque espletate, che abbiano riflessi sulla sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare, la data di inizio della stagione balneare è fissata al 1° maggio, con termine della stessa il 30 settembre.</li>
<li>2.    Durante il periodo di cui sopra e negli orari di apertura al pubblico per la balneazione, gli stabilimenti balneari dovranno assicurare i servizi di salvataggio, con le modalità indicate nell’articolo 4.</li>
<li>3.     Nel seguito della presente Ordinanza, quando si farà riferimento a cartelli recanti avvisi connessi a situazioni di potenziali pericoli, laddove previsto, le indicazioni negli stessi riportate dovranno essere scritte in lingua italiana ed almeno in lingua inglese, allo scopo di informare correttamente anche l’utenza straniera. I cartelli dovranno essere realizzati in modo da essere ben visibili anche da una certa distanza, posizionati e conformati in modo da non costituire essi stessi potenziale pericolo, con lettere di colore a forte contrasto rispetto al colore di fondo del cartello.</li>
<li>4.    Ove lo stabilimento balneare non sia aperto al pubblico per la balneazione, dovrà essere segnalata la mancanza del servizio di salvataggio con l’esposizione della bandiera rossa, con le modalità e dimensioni indicate nell’articolo 4, comma 10, ed il posizionamento di uno o più cartelli di avviso, nel rispetto dei requisiti previsti nell’articolo 1, comma 3, da posizionarsi all’interno dello stabilimento, sia in un punto di transito per l’utenza che in prossimità della riva, con la seguente dicitura:</li>
</ol>
<p>“<strong>ATTENZIONE MANCANZA DEL SERVIZIO DI SALVATAGGIO &#8211;  STABILIMENTO CHIUSO AL PUBBLICO PER LA BALNEAZIONE.”</strong></p>
<p>Se una struttura è aperta al pubblico per la balneazione prima della data di inizio della stagione balneare, ovvero successivamente alla sua conclusione, il servizio di salvataggio dovrà essere comunque assicurato.</p>
<ol>
<li>5.     Per le spiagge libere i Comuni, qualora non venga assicurato il servizio di salvataggio, devono darne immediata comunicazione alla Capitaneria di porto e provvedere, contemporaneamente, ad apporre sulle relative spiagge cartelli di avviso, rispondenti ai requisiti indicati nell’articolo 1, comma 3, con la dicitura “<strong>ATTENZIONE BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DEL SERVIZIO DI SALVATAGGIO”</strong>.
<ol>
<li><strong>1. </strong>La zona di mare ampia 300 (trecento) metri dalla battigia &#8211; 100 (cento) metri per l‘Arcipelago delle Isole Tremiti &#8211; e 50 (cinquanta) metri dalle coste a picco sul mare, è destinata alla balneazione, salvo quanto specificamente previsto per la tutela della Riserva Marina di Isole Tremiti.
<ol>
<li>Il limite di tale zona deve essere segnalato a cura dei concessionari di strutture balneari, con il posizionamento di gavitelli di colore rosso o arancione<strong> </strong>saldamente ancorati al fondo e posti a distanza di 50 (cinquanta) metri l’uno dall’altro, parallelamente alla linea di costa, in corrispondenza dell’estremità del fronte a mare della concessione, e comunque nel numero minimo di 2 (due).</li>
<li>Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere. Qualora i Comuni non provvedano a mettere in opera tale sistema di segnalazione, devono apporre sulle relative spiagge uno o più cartelli, rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 1, comma 3, recante la dicitura: “<strong>ATTENZIONE LIMITE ACQUE INTERDETTE ALLA NAVIGAZIONE NON SEGNALATO”</strong>, specificando il limite di interdizione.</li>
<li>I Comuni per le spiagge libere, ed i concessionari di strutture balneari per le aree in concessione, devono segnalare il limite entro il quale possono effettuare la balneazione i non esperti nel nuoto.<strong> </strong></li>
</ol>
</li>
</ol>
</li>
</ol>
<h2>ARTICOLO 2</h2>
<h2>ZONE DI MARE RISERVATE ALLA BALNEAZIONE</h2>
<p>Il limite di tali acque sicure (profondità massima di un metro) deve essere segnalato mediante l’apposizione di cartelli monitori, rispondenti ai requisiti previsti  nell’art. 1, comma 3, posti a distanza di almeno 50 (cinquanta) metri l’uno dall’altro, parallelamente alla linea di costa, ovvero, in caso di fronte a mare ampio esteso per meno di cinquanta metri, al centro delle specchio acqueo antistante la concessione o il tratto di spiaggia libera, recanti la dicitura: <strong>&#8220;ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE, UN METRO DI PROFONDITA’&#8221;.</strong></p>
<p>d.  Sulle spiagge libere i Comuni, qualora non provvedano a tale sistema di segnalazione, devono apporre adeguati cartelli di avviso, rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 1, comma 3, recanti la dicitura: <strong>&#8220;ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE, UN METRO DI PROFONDITA’, NON SEGNALATO&#8221;.</strong></p>
<p>Eventuali ulteriori situazioni costituenti pericolo per i bagnanti dovranno essere parimenti segnalate con cartelli indicatori aventi le caratteristiche prescritte nell’articolo 1, comma 3, con dicitura riportante il tipo di pericolo individuato. Qualora non sia possibile il loro posizionamento sulla verticale del punto in mare da segnalare, essi dovranno essere posizionati sulla battigia, perpendicolarmente al pericolo da segnalare, con l’indicazione della distanza del medesimo dalla riva.</p>
<ol>
<li><strong>2. </strong>Nelle zone di mare riservate alla balneazione nelle ore comprese tra le 08.30 e le 19.30 <strong>E’ VIETATO:</strong>
<ol>
<li>Il transito, la partenza e l’atterraggio di qualsiasi unità navale, con esclusione di piccoli natanti da diporto a remi tipo jole, canoe, pattini, mosconi, pedalò e simili.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>Qualsiasi tipo di unità navale (compresi surf,  windsurf, kitesurf, seasurf, ecc.), che non possa utilizzare esclusivamente i remi per la propria propulsione, potrà raggiungere o lasciare la riva utilizzando tassativamente gli appositi corridoi di lancio disciplinati nell’articolo 5.</p>
<ol>
<li>L’ormeggio, l’ancoraggio o la sosta di qualsiasi unità navale.</li>
<li>L’esercizio di qualsiasi tipo di pesca, salvo quanto specificamente previsto per la tutela della Riserva marina di Isole Tremiti e quanto stabilito in materia di pesca subacquea.</li>
<li><strong>3. </strong>Durante la stagione balneare la pesca subacquea è sempre <strong>VIETATA</strong> fino a 500 (cinquecento) metri dalla riva. La pesca subacquea sportiva e ricreativa è regolamentata dagli articoli 128, 129, 130 e 131 del Regolamento della Pesca, approvato con d.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639 e successive modificazioni ed integrazioni. <strong>E’ VIETATO</strong> attraversare le zone frequentate dai bagnanti con arma subacquea carica.</li>
<li><strong>4. </strong>Durante tutto l’anno è sempre vietato salire, sostare e tuffarsi dalle scogliere frangiflutti e dai pennelli presenti sul litorale.</li>
</ol>
<h2>ARTICOLO 3</h2>
<h2>ZONE DI MARE VIETATE ALLA BALNEAZIONE</h2>
<p>1.   Salvo quanto specificamente previsto per la Riserva marina delle Isole Tremiti, la balneazione è comunque <strong>VIETATA</strong>:</p>
<ol>
<li>negli specchi acquei dei bacini portuali e degli approdi;</li>
<li>nel raggio di metri 100 (cento) dall’imboccatura dei porti e degli approdi;</li>
<li>in prossimità delle zone di mare interessate da lavori marittimi in genere, entro un raggio di 50 (cinquanta) metri dall’area, ovvero ad altra distanza diversamente stabilita in ulteriori provvedimenti;</li>
<li>a meno di 100 (cento) metri dalle navi all’ancora;</li>
<li>all’interno dei corridoi di lancio disciplinati dall’articolo 5 e nelle zone di mare circostanti le scogliere frangiflutti per un ampiezza di 30 (trenta) metri da esse;</li>
<li>entro 100 (cento) metri da insediamenti industriali che utilizzano strutture per prelievo e scarico di acqua. In tali luoghi è, altresì, vietata la pesca comunque esercitata. Detti impianti devono essere opportunamente segnalati a cura dei titolari degli insediamenti stessi con cartelli monitori, aventi i requisiti indicati nell’articolo 1, comma 3, che indichino i divieti di avvicinamento, balneazione e pesca;</li>
<li>negli specchi acquei antistanti le foci dei fiumi e dei canali navigabili per un raggio di 100 (cento) metri ;</li>
<li>in tutte le altre zone di mare interdette alla balneazione con provvedimenti emanati a vario titolo dalle Autorità competenti.</li>
</ol>
<h2>ARTICOLO 4</h2>
<h2>DISCIPLINA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI</h2>
<ol>
<li>Durante l’orario di apertura al pubblico per la balneazione, i concessionari devono organizzare e garantire, secondo le modalità di seguito specificate, il servizio di assistenza e salvataggio con personale idoneo ed in possesso di specifica abilitazione al servizio, rilasciata dalla Società Nazionale di Salvamento o dalla Federazione Italiana Nuoto.</li>
<li>Dal 1° luglio al 31 agosto il servizio di assistenza e salvataggio dovrà essere assicurato dai concessionari impiegando un addetto al servizio per ogni 80 (ottanta) metri lineari di fronte mare, o frazione. I concessionari confinanti potranno consociarsi per l’ottimizzazione del servizio al fine di garantire un addetto ogni 80 (ottanta) metri di fronte mare, chiedendo specifica autorizzazione alla Capitaneria di porto.</li>
</ol>
<p>Se particolari conformazioni dell’arenile o della costa (esempio scogliere parallele alla battigia, pennelli imbonitori, etc.) impediscono la visibilità, in tutto o in parte, dello specchio acqueo antistante il fronte della concessione, il numero degli assistenti bagnanti deve essere opportunamente incrementato, anche in associazione con altri stabilimenti limitrofi, in modo tale da assicurare la vigilanza su tutto lo specchio acqueo.</p>
<ol>
<li> In relazione al minore afflusso di utenti, dal 1° maggio al 30 giugno e dal 1° al 30 settembre, ove lo stabilimento sia aperto al pubblico per la balneazione, il servizio di soccorso e salvataggio dovrà essere garantito dai concessionari, singolarmente o in associazione previa autorizzazione della Capitaneria di porto, con almeno un addetto ogni 120 (centoventi) metri di fronte mare, o frazione.</li>
<li> L’addetto all’assistenza ed al salvataggio, in possesso di brevetto di abilitazione in regolare corso di validità, deve indossare, per assicurare la propria visibilità, una maglietta di colore vivace (preferibilmente rossa o arancione) con la scritta <strong>&#8220;SALVATAGGIO&#8221; </strong>in contrasto. L’addetto, per lo svolgimento del servizio, deve avere prontamente disponibili ed impiegabili le seguenti dotazioni:</li>
</ol>
<p>a)      un fischietto;</p>
<p>b)      un binocolo (con ingrandimento ed obiettivo minimi 7 x 50);</p>
<p>c)      una coppia di pinne;</p>
<p>d)      un megafono;</p>
<p>e)      salvagente in plastica rigida (<em>rescue can</em>).</p>
<p>5.   L’addetto all’assistenza ed al salvataggio non può essere impegnato in altre attività o comunque destinato ad altro servizio. In caso di sua assenza o allontanamento, si dovrà provvedere alla pronta sostituzione con altro operatore abilitato, segnalando tempestivamente ai bagnanti la temporanea mancanza del servizio esponendo la bandiera rossa, con modalità e dimensioni previste dal comma 10, ed i previsti cartelli di avviso con la dicitura:“<strong>ATTENZIONE BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI APPOSITO SERVIZIO DI SALVATAGGIO”</strong>.</p>
<p>6.   Il servizio di salvataggio dovrà essere assicurato con una “postazione di salvataggio”, comunque in posizione baricentrica rispetto al fronte mare vigilato, dotata di idonea piattaforma di osservazione sopraelevata dal piano spiaggia di almeno due metri. La postazione di salvataggio deve essere equipaggiata con:</p>
<p>a)       un binocolo (con ingrandimento ed obiettivo minimi 7 x 50);</p>
<p>b)      300 metri di cavo di salvataggio di tipo galleggiante con cintura o bretelle, su rullo fissato saldamente al terreno;</p>
<p>c)      un natante, a remi, per disimpegnare il servizio di salvataggio recante la scritta “<strong>SALVATAGGIO</strong>” ed il nome dello stabilimento balneare, munito di cavetto a festoni e dotato di 2 (due) salvagenti anulari con sagola galleggiante di almeno 25 (venticinque) metri e di un mezzo marinaio o gaffa, di un paio di pinne, di una maschera e di un ancorotto. Tale natante non deve essere, in alcun caso, destinato ad altri usi.</p>
<p>7.   L’addetto all’assistenza ed al salvataggio deve stazionare nella postazione di salvataggio. Potrà inoltre effettuare ronde sulla battigia del tratto di spiaggia o nello specchio acqueo di propria competenza sul natante di servizio di cui sopra</p>
<p>8.   Analogamente a quanto disposto per le postazioni di salvataggio poste in prossimità della riva del mare, i titolari di stabilimenti balneari, che includano anche piscine realizzate su aree demaniali marittime devono, durante l’utilizzo della piscina, assicurare la presenza di un ulteriore addetto al salvataggio abilitato, in aggiunta a quelli previsti per l’arenile, che dovrà stazionare a bordo vasca. Qualora la piscina sia chiusa al pubblico, ne dovrà essere opportunamente precluso l’accesso.</p>
<p>9.   A ciascuna estremità dell’arenile in concessione, presso la battigia, deve essere posizionato un  salvagente anulare, munito di sagola galleggiante lunga almeno 25 (venticinque) metri.</p>
<p>10.     Quando le condizioni meteomarine possano risultare pericolose per i bagnanti, ovvero sussistono altre situazioni di pericolo o rischio per la balneazione (come avvistamento di squali, ordigni, o altro pericolo che non possa essere localmente segnalato), in ogni stabilimento deve essere issata, a cura degli addetti al salvataggio, una bandiera rossa di dimensioni adeguate in modo da essere ben visibile da qualsiasi parte dell’arenile, il cui significato deve intendersi come “<strong>AVVISO DI BAGNO A RISCHIO O PERICOLO”</strong>. Tale avviso deve essere ripetuto più volte anche per mezzo di megafono o impianto di diffusione sonora.</p>
<p>11.     In presenza di condizioni meteo marine non ottimali, segnalate come prescritto dal comma 10, è vietato il noleggio dei natanti da diporto comunemente denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, canoe e simili.</p>
<p>12.     Qualora in prossimità della battigia il fondale presenti pericoli per buche, fango, dislivelli improvvisi, ostacoli sommersi <em>etc</em>., questi devono essere segnalati, a cura dei concessionari, a mezzo di cartelli ben visibili montati su pali infissi sul fondo marino. Tali cartelli devono avere forma triangolare e stesse caratteristiche di quelli indicanti il “Pericolo Generico” ai sensi del Codice della strada, e recare al centro la figura di un bagnante con le braccia alzate in segno di invocazione di aiuto. Un cartello sottostante al primo deve riportare – con le modalità previste dall’articolo 1, comma 3, la dicitura: “<strong>ACQUE ALTE O PERICOLI GENERICI</strong>”. Nelle zone litoranee prospicienti le spiagge libere i predetti cartelli saranno posti a cura delle Autorità Comunali interessate.</p>
<p>13.     Ogni concessionario deve tenere in luogo ben visibile al pubblico cartelli indicanti i numeri telefonici di pronto intervento della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera (1530), della Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale e Vigili del Fuoco, nonché degli altri servizi di pronto intervento ed emergenza, quali Ospedali e Croce Rossa.</p>
<p>14.     Ogni concessionario deve dotarsi di materiale di primo soccorso costituito, almeno, da:</p>
<ol>
<li>tre bombole di ossigeno da un litro (piene ed integre), corredate da riduttore di pressione, tubo e mascherina per il pronto utilizzo;</li>
<li>una cannula di respirazione bocca a bocca;</li>
<li>un pallone “Ambu” o altra apparecchiatura riconosciuta equipollente dalle competenti Autorità Sanitarie;</li>
<li>una cassetta di pronto soccorso contenente le dotazioni prescritte dalla normativa vigente;</li>
<li>le dotazioni di cui sopra saranno tenute pronte all’uso in un apposito locale destinato esclusivamente a “presidio di pronto soccorso”.</li>
</ol>
<p>15.     Il concessionario deve segnalare immediatamente all’Autorità Marittima l’eventuale presenza, sulla spiaggia o in mare, di oggetti che possano in qualsiasi modo arrecare danno alle persone o alla sicurezza della navigazione, indicando, con appositi cartelli o segnali, la presenza di detti ostacoli.</p>
<p>16.     Il concessionario deve curare la chiusura degli ombrelloni in presenza di forte vento, allo scopo di salvaguardare l’incolumità dei bagnanti.</p>
<p>17.     Il concessionario deve avere disponibile e pronto all’uso presso il proprio stabilimento balneare un megafono o un impianto di diffusone sonora, per la divulgazione di notizie di pubblico interesse a tutta l’utenza balneare presente.</p>
<h1>ARTICOLO   5</h1>
<h1>CORRIDOI DI  LANCIO</h1>
<p>1    I concessionari, al fine di consentire l’atterraggio e la partenza di unità da diporto a motore, a vela, a vela con motore ausiliario, tavole a vela e moto d’acqua, possono delimitare lo specchio acqueo antistante la concessione realizzando appositi “corridoi di lancio”.</p>
<ol>
<li>I predetti corridoi devono avere le seguenti caratteristiche:</li>
</ol>
<p>a)            larghezza non inferiore a 20 (venti) metri.</p>
<p>b)            lunghezza non inferiore al limite esterno delle zone di mare riservate alla balneazione, come indicate nell’articolo 2;</p>
<p>c)            delimitazione costituita da gavitelli di colore giallo o arancione, collegati con sagola galleggiante, in numero adeguato, in modo da rendere ben visibile tale delimitazione;</p>
<p>d)            individuazione della fine del “corridoio” verso il mare mediante posizionamento di bandierine bianche ben visibili sui gavitelli di delimitazione più esterni.</p>
<p>3.   Qualora i corridoi di lancio siano destinati esclusivamente ai kite-surfisti, o comunque da questi utilizzati, essi dovranno essere conformi alle puntuali prescrizioni in materia.</p>
<p>4.   I corridoi di lancio devono essere posizionati in modo tale che non contrastino con l’attività di balneazione. Gli stessi devono essere individuati con un apposito segnale posto sulla battigia che rechi la dicitura: “<strong>CORRIDOIO RISERVATO AL TRANSITO DI UNITA’ DA DIPORTO,  DIVIETO DI BALNEAZIONE</strong>”.</p>
<p>5.   Le unità a vela, ivi comprese le tavole a vela, devono attraversare i corridoi mantenendo una velocità convenientemente ridotta in modo da evitare situazioni di potenziale pericolo.</p>
<p>6.   Le unità a motore, ivi comprese le moto d’acqua, devono attraversare i corridoi a lento moto e, comunque, alla minima velocità che consenta il governo dell’unità, facendo in modo da ridurre al minimo emissioni di gas di scarico e rumore.</p>
<p>7.   E’ fatto comunque divieto di ormeggiare e/o ancorarsi all’interno dei corridoi di lancio.</p>
<p>8.   Analoghi corridoi, conformi a quanto sopra indicato, potranno essere sistemati a cura delle Amministrazioni comunali nelle zone di mare che fronteggiano tratti di costa destinati alla libera fruizione.</p>
<h4><strong>ARTICOLO 6</strong></h4>
<h4><strong> DISPOSIZIONI FINALI</strong></h4>
<ol>
<li>La presente Ordinanza, che sostituisce ed abroga la propria Ordinanza n. 13/2007 del 15 maggio 2007, nonché ogni altra norma emanata nel tempo con essa in contrasto o incompatibile, deve essere esposta per pronta consultazione a cura dei Comuni, per le spiagge destinate alla libera fruizione, e dei concessionari di stabilimenti balneari in un luogo ben visibile dagli utenti e per tutta la durata della stagione balneare.</li>
</ol>
<p>L’utenza interessata può richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti direttamente presso gli Uffici della Capitaneria di porto, ovvero all’indirizzo <em>e-mail</em> <strong>termoli@guardiacostiera.it,</strong> oppure consultare il sito internet <strong>www.termoli.guardiacostiera.it.<em> </em></strong></p>
<ol>
<li>E’ fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservare e fare osservare la presente Ordinanza.</li>
<li>Chiunque non osserva le norme stabilite nella presente Ordinanza è perseguito, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione e dell’articolo 53 del decreto legislativo del 18 luglio 2005, n. 171, salvo che il fatto non configuri diverso illecito amministrativo o diversa ipotesi di reato ovvero non sia sanzionato da altra distinta norma.</li>
</ol>
<p>La presente Ordinanza sarà pubblicata all’Albo di quest’Ufficio ed agli Albi dei Comuni rivieraschi, nonché potrà essere consultata sul sito internet <strong>www.termoli.guardiacostiera.it.<em> </em></strong></p>
<p>Termoli lì, 30 Aprile 2009.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La cattedrale di Termoli]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/la-cattedrale-di-termoli/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 17:52:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/la-cattedrale-di-termoli/</guid>
<description><![CDATA[STORIA La prima chiesa venne edificata verso il VI secolo sulle rovine del tempio dedicato a Castore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-101" title="termoli-cattedrale" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/termoli-cattedrale.jpg" alt="termoli-cattedrale" width="495" height="570" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>STORIA</strong></p>
<p>La prima chiesa venne edificata verso il VI secolo sulle rovine del tempio dedicato a Castore e Polluce mentre di una chiesa maggiore dedicata a <em>Santa Mariae</em> si ha notizia 1037, pochi anni dopo il Sinodo tenuto da Giovanni XIII nel 969 dove partecipò il primo vescovo di Termoli. .</p>
<p>L&#8217;attuale edificio venne costruito a cavallo fra il XII ed il XIII secolo ed è attribuito ad Alfano di Termoli, forse lo stesso che eseguì il ciborio sito nel Duomo di Bari.</p>
<p>La Cattedrale subì alcuni restauri a seguito del terremoto del 1464 e all&#8217;attacco dei turchi del 1566. Durante altri lavori nel 1760 e nel 1962 vennero trovate le reliquie rispettivamente di San Basso e San Timoteo, patroni della città.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>DESCRIZIONE</strong></p>
<p>La facciata della Cattedrale, con un&#8217;altezza massima di 22 metri, poggia su di un basamento posto a circa due metri da terra ed è costituita da una parte inferiore, più antica e maggiormente arricchita di lavorazioni, ed una parte superiore, più recente ed avente solo un rosone.</p>
<p>Nella parte inferiore vi sono sette arcate a ghiera aventi delle bifore ognuna diversa dalle altre e decorate con foglie d&#8217;acanto e figure umane mentre l&#8217;arcata centrale, più grande rispetto alle altre, ha un portale a fasci di colonnine. L&#8217;iscrizione sita in una delle lunette delle bifore ricorda Stasio Grimaldi di Giovanni che contribuì finanziaramente al cantiere del Duomo.</p>
<p>L&#8217;interno è stato portato allo stato originario a seguito dei lavori di ristrutturazione iniziati sin dal 1932 e che hanno portato all&#8217;abbattimento delle volte e dei sostegni postumi. La pianta della Cattedrale è basilicale a tre navate e tre absidi semicircolari con pilastri a base circolare.</p>
<p>Lo spazio del presbiterio è amplissimo e appare eccessivamente rialzato rispetto            all&#8217;area assembleare. L&#8217;interno ha subito nei            secoli numerosi rimaneggiamenti, il più cospicuo e            devastante dei quali nel XVIII secolo, quando subì            una trasformazione barocca, rimossa negli anni &#8216;30            del XX secolo.</p>
<p>In quell&#8217;occasione vennero alla luce            i resti delle absidi e dei mosaici pavimentali dell&#8217;edificio            preesistente. Questo intervento, che fu realizzato            essendo vescovo Mons. Oddo Bernacchia            (1924-62) implicò un restauro stilistico radicale,            con ricostruzione delle capriate della navata centrale,            le colonne e il pavimento.</p>
<p>Il presbiterio fu ampliato            e sopraelevato di 170 cm rispetto al piano            dell&#8217;aula assembleare (si ipotizza che furono aggiunti            sei gradini rispetto alla quota originaria del presbiterio)            mentre fu abbassato il livello della chiesa            inferiore.</p>
<p>Gli undici gradini che separano la navata principale dal complesso presbiterio-absidi costituiscono l&#8217;immagine emergente dello spazio architettonico. L&#8217;intervento di adeguamento ha cercato di superare l&#8217;immagine di separazione introdotto dall&#8217;alta scalinata per ricomporre un&#8217;idea di unitarietà e di consentire un&#8217;individuazione visiva che esaltasse il &#8220;segno&#8221; costituito dai diversi poli liturgici. «Con dovuta umiltà &#8211; scrive il progettista dell&#8217;intervento,<br />
arch. Eugenio Abruzzini &#8211; si è cercato di comporre            le esigenze della &#8220;Chiesa oggi&#8221; evitando interventi            non corrispondenti a una filosofia di conservazione            del patrimonio, ma senza rinunciare ad innovare            la qualità dello spazio in relazione alle azioni            liturgiche».</p>
<p>Le due navate laterali terminano con piccole absidi            nelle quali sono stati collocati a destra il fonte battesimale            e a sinistra la custodia eucaristica. L&#8217;altare è            stato arretrato di circa 1,5 metri. L&#8217;ambone è stato            posto come mediazione dialogica nei pressi dell&#8217;assemblea.            Una loggia, posata sui gradini esistenti, ha            ridotto almeno visivamente la separazione tra aula            e presbiterio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Castello di Federico II a Termoli ]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/castello-di-federico-ii-a-termoli/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 09:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/30/castello-di-federico-ii-a-termoli/</guid>
<description><![CDATA[Termoli fu capoluogo di contea longobarda fino all’arrivo dei Normanni, i quali, con Roberto di Lori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-89" title="castello" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/castello.jpg" alt="castello" width="504" height="629" /></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;">Termoli  fu capoluogo di contea longobarda fino all’arrivo dei Normanni, i quali, con  Roberto di Loritello, diedero origine alla contea omonima. Nel centro abitato i  Loritello eressero un <em>palatium</em>, nel quale, secondo le fonti, re Tancredi  avrebbe tenuto <em>solemnen curiam</em> con i suoi baroni. Nel periodo svevo la  città fu incorporata nel demanio regio; grande importanza doveva avere il porto,  che Federico II collocò all’interno di un più vasto programma di  riorganizzazione degli approdi dell’Adriatico, ridisegnando il ruolo della città  come porto commerciale e punto di imbarco per le crociate; e in tale contesto si  inserì la cinta muraria, probabilmente già esistente prima dei Normanni, ma  espressamente citata in un documento del 1239 in cui Federico II concedeva  l’apertura di un mercato fuori le mura; la presenza di strutture murarie  difensive viene confermata dal <em>Quaternus de excadenciis Capitanatae</em> in  cui vengono citati il porto, il suburbio e le mura.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">La maggior  parte degli studi tende ad attribuire la cinta muraria e il castello, posto ai  margini dell’insediamento urbano, proprio all’epoca federiciana, pur  riconoscendo l’ampio riutilizzo delle precedenti strutture normanne.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Nello <em> Statutum de reparatione castrorum</em> il <em>castrum </em>di Termoli appare  gravemente danneggiato e bisognoso di cure, a seguito del saccheggio veneziano  del 1240; ciò significa che le forme più vicine a quelle attuali risalgono più o  meno alla metà del XIII secolo (una lapide oggi scomparsa ma trascritta  nell’Ottocento segnalava la data del 1247). Bisogna tuttavia tenere conto anche  di numerose ristrutturazioni, tra cui quella all’indomani del terremoto del 1456  o quella del 1566 derivata da un’incursione turca; altri pesanti interventi  risalgono all’Ottocento e al periodo successivo alla seconda guerra mondiale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il castello rappresenta oggi nell’immaginario                collettivo di Termoli l’“icona” più nota e riconoscibile: è nello                stemma cittadino, ma viene anche utilizzato spesso come logo nelle                insegne di ristoranti e bar, per identificare prodotti commerciali                e associazioni, per segnalare manifestazioni turistiche e                culturali.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Naturalmente, ciò che osserviamo oggi è il risultato di                trasformazioni ed adattamenti anche sostanziali, dovuti a                mutamenti di funzioni nel corso dei secoli ed alla perdita delle                prerogative militari originarie in concomitanza con l’introduzione                delle armi da fuoco; ma è anche ciò che resta di un complesso                sistema di fortificazioni snaturato dalla perdita di alcuni                elementi caratterizzanti, nonché dall’espansione urbanistica                soprattutto degli ultimi due secoli.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Nelle                opere fortificate originarie restano oggi il castello, appunto, i                bastioni verso terra con la porta d’ingresso, alcuni tratti di                cortine murarie e sei torri.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il                castello vero e proprio si presenta oggi come un torrione su base                troncopiramidale e munito di torrette angolari. Queste ultime sono                certamente da considerarsi aggiunte posteriori alla sua                fondazione, così come la base scarpata, secondo quanto                confermerebbero i recenti lavori di restauro</span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">l                castello vero e proprio si presenta oggi come un torrione su base                troncopiramidale e munito di torrette angolari. Queste ultime sono                certamente da considerarsi aggiunte posteriori alla sua                fondazione, così come la base scarpata, secondo quanto                confermerebbero i recenti lavori di restauro.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Gli                aspetti costruttivi del castello furono ben delineati da A.                Haseloff, che pubblicò a suo tempo anche alcuni rilievi e                fotografie utili per capire le trasformazioni avvenute negli                ultimi cento anni. È evidente l’affinità stringente con opere                fortificate tipo il <em>palatium</em> federiciano di Lucera (tanto                che E. Bertaux ipotizzò per quest’ultimo una filiazione dal                modello molisano) o i torrioni di Arpaia, Adrano, Calascio e                Tertiveri, tutti caratterizzati dall’ispirazione al modello del <em> donjon</em> normanno.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">I restauri degli ultimi vent’anni hanno comportato anche una serie                di indagini archeologiche, dalle quali si è potuta delineare                meglio la sua struttura e confermare che la campagna di lavori di                epoca federiciana inglobò una precedente torre normanna. La                stratigrafia cronologicamente successiva ha confermato che le                modifiche successive alla campagna di lavori di età federiciana                sono state talora pesanti e sostanziali.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il                corpo inferiore, fortemente a scarpata, è costituito da due                corridoi anulari sovrapposti e coperti a botte (quello inferiore                era probabilmente utilizzato come magazzino, quello superiore per                la difesa e l’alloggio) collegati oggi da due scale “moderne”.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">La                scoperta di mensole in pietra destinate all’appoggio del rullo e                di alloggiamenti dei pali, ci fanno supporre che l’ingresso antico                doveva essere protetto da un ponte levatoio.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il corpo                superiore del castello, i cui vani interni sono stati trasformati                negli anni Venti del XX secolo, si sviluppa invece su tre piani                più la terrazza. All’esterno, sul lato dell’ingresso, sono stati                riportati in luce due tratti murari probabilmente ascrivibili alla                cinta federiciana, forse con funzione di battiponte. La struttura                della fabbrica di epoca federiciana, alla luce dei restauri e                degli scavi, appare caratterizzata da murature in pietrame misto                ed elementi informi di conglomerato naturale legati da malta;                elementi più regolari nella taglia e maggiormente curati                nell’esecuzione sono presenti nelle strutture d’angolo, negli                spigoli delle cortine inclinate della scarpa e negli elementi                difensivi sporgenti.</span></span></strong></p>
<p><em>Bibliografia</em>:</p>
<p align="justify">- A. Haseloff, <em>Die Bauten der Hohenstaufen in                Unteritalien</em>, Leipzig 1920, trad. it. <em>Architettura sveva                nell’Italia meridionale</em>, a cura di M.S. Calò Mariani, Bari                1992,<em> </em>pp. 357-365;</p>
<p>- A. Caruso, <em>Il castello di Termoli e la                difesa costiera molisana</em>, Ripamolisani 1995 (con bibliografia                precedente);</p>
<p>- L. Marino, <em>Il castello di Termoli alla                luce dei recenti restauri. Nota sui materiali e sulle strutture</em>,                in <em>Castra ipsa possunt et debent reparari: indagini conoscitive                e metodologie di restauro delle strutture castellane                normanno-sveve</em>, Atti del convegno internazionale di studio                promosso dall’Istituto Internazionale di Studi Federiciani,                Consiglio Nazionale delle Ricerche (Castello di Lagopesole, 16-19                ottobre 1997), a cura di C.D. Fonseca, Roma 1998, pp. 617-634</p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">- Danilo Susi, <em>TERMOLI racconto                fotografico di Danilo Susi, </em>Monografie FIAF  (Federazione                Italiana Associazioni Fotografiche), stampato con il contributo                del Comune di Temoli, marzo 2002.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Si ringraziano:</span></span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;"> STEFANIA MOLA per le ricerche storiche ed architettoniche</span></span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">DANILO SUSI per la fotografia</span></span></strong></li>
</ul>
<address>http://www.stupormundi.it/Termoli.htm</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La storia che passa]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/08/17/la-storia-che-passa/</link>
<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:26:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/08/17/la-storia-che-passa/</guid>
<description><![CDATA[Un vecchietto trasandato cammina sotto la pioggia sulle strade di Long Branch, in New Jersey. Agli o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un vecchietto trasandato cammina sotto la pioggia sulle strade di Long Branch, in New Jersey. Agli o]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Programma Corteo Storico 2009]]></title>
<link>http://torremaggiore.wordpress.com/2009/08/07/programma-corteo-storico-2009/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 12:48:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>mitoferrari</dc:creator>
<guid>http://torremaggiore.wordpress.com/2009/08/07/programma-corteo-storico-2009/</guid>
<description><![CDATA[Domenica 16 agosto ASPETTANDO IL PALIO Ore 20,00 Piazzale Palma e Piacquaddio Gare di preselezione d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.mitoalfaromeo.com/tmol/TowerPhoto/corteo2009.gif" alt="Corteo Storico 2009 Torremaggiore Palio delle Contrade" /><br />
<strong>Domenica 16 agosto </strong><br />
ASPETTANDO IL PALIO<br />
Ore 20,00       Piazzale Palma e Piacquaddio<br />
Gare di preselezione di tiro con l’arco a cura del Gruppo Arcieri “Turris Maior”<br />
Distribuzione del Calendario del Venticinquennale</p>
<p><strong>Giovedì 20agosto</strong><br />
Ore 19,00       Chiesa Gesù Divino Lavoratore<br />
MESSA DEL PALIO in suffragio di Federico II<br />
Rimessa in gioco del Palio, vinto nella scorsa edizione dalla Contrada Torrevecchia</p>
<p><strong>Venerdì 21 agosto </strong><br />
VISITE GUIDATE e CONFERENZA<br />
Ore 18,00       Visita guidata al Parco Archeologico di Fiorentino.<br />
Partenza dalla Villa Comunale con auto proprie<br />
Ore 20,00       Castello – Conferenza su “Federico II a Fiorentino di Capitanata”</p>
<p><img src="http://farm1.static.flickr.com/86/210255174_6bf0f5e084.jpg?v=0" alt="Palio delle Contrade Torremaggiore Corteo Storico" /></p>
<p><strong>Sabato 22 agosto</strong><br />
RIEVOCAZIONE STORICA E PALIO</p>
<p>Ore 18,00       Piazza de Sangro<br />
Bando dell’accoglienza dei profughi di Fiorentino con l’intervento del    Gruppo Sbandieratori “Florentinum” per le vie principali della città</p>
<p>Ore 18,30       Villa Comunale<br />
Arrivo dei profughi di Fiorentino<br />
Percorso del Corteo storico: viale La Malfa, Discesa Cappuccini, largo Codacchio, IV vico Codacchio, via Fiani, largo Loreto, via Custoza, via Savonarola, via Buozzi.</p>
<p>Ore 19,30 Chiesa Gesù Divino Lavoratore<br />
Cerimonia di accoglienza da parte dell’abate Leone del Monasterium Terrae Maioris.<br />
Percorso: via Buozzi, corso Matteotti (omaggio floreale a S.Maria dell’Arco in piazza Incoronazione), via de Santis, via Fiani</p>
<p>Ore 20,30       Chiesa Matrice di S. Nicola<br />
Consegna dell’effige del Santo di Mira<br />
Ore 21,00       Piazza de Sangro<br />
Gara di tiro alla Fune valevole per il Palio delle Contrade<br />
Gara di Tiro con l’Arco valevole per il Palio delle Contrade<br />
Esibizione del gruppo Sbandieratori “Florentinum”<br />
Assegnazione del Palio alla Contrada vincitrice</p>
<p><img src="http://photos-a.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v2307/205/24/1226678391/n1226678391_30141864_89.jpg" alt="Sbandieratori TORREMAGGIORE" /></p>
<p><strong>Domenica 23 agosto </strong><br />
CORTEO IMPERIALE DI FEDERICO II</p>
<p>Ore 11,00 Allestimento accampamento con tende saracene e Templari a cura del gruppo “Miles Templi” di Toritto(Ba).</p>
<p>Ore 18,30       Castello Ducale<br />
Corteggio in costume d’epoca medievale dell’imperatore Federico II di Svevia per le vie della città con l’intervento delle delegazioni dei cortei storici di Ortona (Centro Storico “I Medievali”), Guglionesi (Associazione Palio di S.Nicola), Gravina in Puglia (Associazione “Nundinae”) e delle città federiciane. Percorso: piazza de Sangro, via Luigi Rossi, viale A.Moro, piazzale Palma e Piacquaddio</p>
<p>Ore 1900       Piazzale Palma e Piacquaddio<br />
Accoglienza di Federico II e della sua corte<br />
Declamazione di brani della Scuola poetica siciliana<br />
Coreografie a cura del Gruppo Danza “Tangram” di Torremaggiore<br />
Danza dei Saraceni a cura dei ragazzi di Serracapriola<br />
Distribuzione del Calendario del Venticinquennale<br />
Premio “Augustale d’oro”, riconoscimento ad una personalità che si è distinta nella  ricerca storica.<br />
Dimostrazione di combattimento e assalto<br />
Gioco della bandiera con i gruppi storici Sbandieratori e Musici<br />
Combattimenti e assalto a cura del gruppo “ Miles Templi” di Toritto</p>
<p>Ore 21,00 Proseguimento del Corteo Storico: via Ariosto, via G.B. Vico, Corso Matteotti, Piazza de Sangro</p>
<p>Ore 22,30       Piazza de Sangro<br />
Spettacolo medievale su trampoli “La leggenda di S. Michele” a cura dell’assoc. Liubò di Lucera<br />
Incendio artistico del Castello</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Informazioni sullo stabilimento balneare]]></title>
<link>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/04/informazioni-sullo-stabilimento-balneare/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 13:27:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://ildelfino.wordpress.com/2009/08/04/informazioni-sullo-stabilimento-balneare/</guid>
<description><![CDATA[Lido Il Delfino di Filippo Gianquitti Viale Colombo Cristoforo n. 54/A 86039 Termoli Tel.: (+39) 087]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://i25.tinypic.com/mawkfl.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="534" height="398" /></p>
<h1 style="text-align:center;"><span style="color:#333399;"><strong>Lido Il Delfino di Filippo Gianquitti</strong></span></h1>
<p style="text-align:center;"><strong>Viale Colombo Cristoforo n. 54/A<br />
86039 Termoli</strong></p>
<h3 style="text-align:center;"><strong>Tel.: (+39) 0875.707138</strong></h3>
<h3><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h3>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><img src="http://dottbaccari.wordpress.com/files/2007/10/barra.gif" alt="barra.gif" /></span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<h1><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h1>
<h2><strong><img class="alignleft size-full wp-image-17" title="orologio" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/orologio.jpg" alt="orologio" width="127" height="127" /><span style="color:#333399;">ORARI DI APERTURA</span></strong></h2>
<p><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span><br />
</strong></p>
<p><strong>dalle 8.00 alle 20.00</strong></p>
<p><strong>dal 15 maggio al 15 settembre</strong></p>
<h2><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h2>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><img src="http://dottbaccari.wordpress.com/files/2007/10/barra.gif" alt="barra.gif" /></span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<h3><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h3>
<h2 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#333399;">LISTINO</span><br />
</span></span></span></span></span></span></strong></strong></h2>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-37" title="offerta balneare" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/offerta-balneare.jpg?w=178" alt="offerta balneare" width="209" height="416" /></strong></p>
<p><strong>OMBRELLONE + SDRAIO + LETTINO </strong></p>
<p>- Giornaliero € 13,00</p>
<p>- Settimanale € 78,00</p>
<p>- Mensile € 260,00</p>
<p><strong>OMBRELLONE + due LETTINI</strong></p>
<p>- Giornaliero € 15,00</p>
<p>- Settimanale € 90,00</p>
<p>- Mensile € 280,00</p>
<p><strong> Cabina</strong></p>
<p>- Giornaliero € 8,00</p>
<p>- Settimanale € 48,00</p>
<p>- Mensile € 90,00</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-45" title="pedalò" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/pedalo.jpg?w=300" alt="pedalò" width="209" height="87" /><strong> </strong></p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><strong>Pedalo&#8217;</strong></p>
<p>€ 10,00/ora</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-48" title="canoa" src="http://ildelfino.wordpress.com/files/2009/08/canoa.jpg?w=300" alt="canoa" width="209" height="135" /><span style="color:#ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span></p>
<p><strong>Rimessaggio Canoa</strong></p>
<p>(da concordare)</p>
<h2><strong><span style="color:#ffffff;">&#8230;</span></strong></h2>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><img src="http://dottbaccari.wordpress.com/files/2007/10/barra.gif" alt="barra.gif" /></span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<h5 style="text-align:center;"><strong><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="font-family:Verdana;color:#666699;"><span style="color:#666699;"><span style="color:#666699;"><br />
</span></span></span></span></span></span></strong></strong></h5>
<p><img src="http://i32.tinypic.com/29pt4ch.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="472" height="353" /></p>
<p><strong>Il Molise ha il 100% di coste balneabili. </strong></p>
<p><strong>Lo ha rivelato il rapporto nazionale sulla balneabilità delle acque 2009 del Ministero del Welfare. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The methodology of anthropological intervention – an article about a research and studies on the field will be in five parts – final part]]></title>
<link>http://achillefiorillo.wordpress.com/2009/07/10/the-methodology-of-anthropological-intervention-%e2%80%93-an-article-about-a-research-and-studies-on-the-field-will-be-in-five-parts-%e2%80%93-final-part/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 14:06:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>achillefiorillo</dc:creator>
<guid>http://achillefiorillo.wordpress.com/2009/07/10/the-methodology-of-anthropological-intervention-%e2%80%93-an-article-about-a-research-and-studies-on-the-field-will-be-in-five-parts-%e2%80%93-final-part/</guid>
<description><![CDATA[From part 4. In conclusion, I think it should bring an example that clarifies and reinforces the sai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="text-decoration:underline;">From part 4.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">In conclusion, I think it should bring an example that clarifies and reinforces the said date.</p>
<p style="text-align:justify;">In a recent research on conduct by the University of Naples Federico II, Department of Sociology, I have personally benefited from a technique of administration of questionnaires and interviews that differs from the classical methodology.</p>
<p style="text-align:justify;">This type of intervention is the same for data collection in this volume. The focal points of this methodology are fundamentally two. The first is a crucial step through which the operator must pass. He has the obligation to obtain all the necessary expertise to be able to interact with the subject or the subject under consideration.</p>
<p style="text-align:justify;">The alleged knowledge not supported by analysis confirms the field, for example, that an operator might be thought to be because  the entity or entities in question belong to the same ethnic group are the first step towards a fallacious methodology pre-operational and operational. This can lead, and often, for a response or even to the antithesis nothing in comparison to what was envisaged at the time of feeding the input (stimulus).</p>
<p style="text-align:justify;">The appearance immediately after it binds to the preparation of questionnaires and interviews and their subsequent administration.  A pre-operative care to the development of applications that can only satisfy statistical requirements, has demonstrated, particularly in sensitive interactions, such as in our case with the immigrants and the demand for information about their lifestyles or more reported possible changes to their lifestyle that may have contravened certain religious dogma, not to provide the opportunity to conduct a comprehensive collection of data.</p>
<p style="text-align:justify;">The difficulty with this type of intervention not only during the administration, that it is direct or indirect, but become apparent learning, management of communication in the interaction with the interviewee. To overcome these obstacles is crucial that the preparation of in accordance with the knowledge gained about the person or persons concerned must manage the interaction in order to make the subject relaxed.</p>
<p style="text-align:justify;">This should not have doubts, concerns or worse suspicions of any sort, should not feel under consideration, but must perceive that the interest in him stems from the practical desire to try to resolve any problems with full respect for him itself and the culture of belonging. That information is just one example to make clear the ideas, but the core underlying the discourse, even in the following pages is the methodology of the intervention enjoyed every field.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
