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	<title>femminile &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/femminile/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "femminile"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 03:03:55 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[16 domande ad una donna che si masturba]]></title>
<link>http://mrlemtiodia.wordpress.com/2009/11/28/16-domande-ad-una-donna-che-si-masturba/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 02:46:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>mrlemtiodia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nelle varie community, il tema della masturbazione femminile è più spesso trattato in maniera grezza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nelle varie community, il tema della masturbazione femminile è più spesso trattato in maniera grezza]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il mondo secondo le Monde]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/26/il-mondo-secondo-le-monde/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 17:00:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Probabilmente avrà ragione il nostro presidente del consiglio, probabilmente avranno ragione tutti i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Probabilmente avrà ragione il nostro presidente del consiglio, probabilmente avranno ragione tutti i rappresentanti della maggioranza quando sostengono che gli italiani che parlano male dell&#8217;italia sono disfattisti.</p>
<p>Sicuramente avrà ragione Berlusconi a dire che è il premier più amato d&#8217;Europa, ma sicuramente non il più amato dagli europei (e visto che noi non siamo pii numericamente così numerosi&#8230;) ma certamente non è il più amato dai francesi.</p>
<p>Lascio perdere e non riporto tutte le prese per i fondelli su Berlusconi che mi sono sorbita in Francia, perchè potrebbe essere una casualità.</p>
<p>Però vorrei invitarvi a guardare lo spot pubblicitario di Le Monde, così tanto per farci un&#8217;ideuzza di quello che davvero, all&#8217;estero, pensano di noi. Checchè ne dica il miglior presidente del consiglio di tutti i tempi e di tutti i mondi.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TiT9lRjS5xw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TiT9lRjS5xw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Assegnati all’Italia i Mondiali di volley femminile del 2014 e sorteggiati i gironi per i Mondiali del 2010 in Giappone]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/assegnati-all%e2%80%99italia-i-mondiali-di-volley-femminile-del-2014-e-sorteggiati-i-gironi-per-i-mondiali-del-2010-in-giappone/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:16:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Fabio Casu La Federazione Internazionale di pallavolo (FIVB) ha assegnato all&#8217;Italia l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Fabio Casu La Federazione Internazionale di pallavolo (FIVB) ha assegnato all&#8217;Italia l]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Aggiornamento della gara]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/25/aggiornamento-della-gara/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:18:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Continuando il giochino poco serio di vedere quale tipo di donna è ricercata nel web vedo che la sit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Continuando il giochino poco serio di vedere quale tipo di donna è ricercata nel web vedo che la situazione della &#8220;gara&#8221; di numero di ricerche tra la Carfagna e la Montalcini è sempre più inquietante.</p>
<p>A marzo il punteggio era:</p>
<p>Carfagna 199 Montalcini 13 con uno scarto di 186 ricerche</p>
<p>A settembre il punteggio si consolidava:</p>
<p>Carfagna 6969 Montalcini 38 con uno scarto di 6931 ricerche</p>
<p>A novembre il punteggio è drammaticamente così:</p>
<p>Carfagna 18.258 Montalcini 97 con uno scarto di 18.162 ricerche</p>
<p>vorrà dire qualcosa? A noi e ai posteri la sentenza</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il Sud vince sul Nord nell'imprenditoria al femminile]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/21/il-sud-vince-sul-nord-nellimprenditoria-al-femminile/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:51:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Napoli al vertice  nella classifica dell&#8217;imprenditoria del terziario al femminile: lo rileva u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Napoli al vertice  nella classifica dell&#8217;imprenditoria del terziario al femminile: lo rileva u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ipazia e le altre donne pensanti]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/21/ipazia-e-le-altre-donne-pensanti/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:03:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho trovato questo bellissimo post su un blog particolarmente interessanteilnuovomondodigalatea.wordp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho trovato questo bellissimo post su un blog particolarmente interessante<a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/">ilnuovomondodigalatea.wordpress.com</a></p>
<p>Parla di una donna, Ipazia, filosofa e matematica, nata e vissuta nella 2° metà del IV secolo ma rappresenta la condizione della donna nei secoli e, ancora ai giorni nostri.</p>
<p><a href="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/ipazia-raffaello-sanzio.jpg"><img title="Ipazia Raffaello Sanzio" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/ipazia-raffaello-sanzio.jpg?w=223&#038;h=288#38;h=288" alt="" width="223" height="288" /></a></p>
<p>Ci sono donne che, a quanto pare, rompono i coglioni anche da morte. Sì, rompono proprio i coglioni: non si può usare altri termini, ché definirle “scomode” o “controcorrente” non rende appieno il profondo e radicato odio che riescono a suscitare attorno a sé. Quelle donne lì, rompono proprio i coglioni. Anche se non fanno niente, per il solo fatto di esistere e di essere così come sono. Che poi, così come sono, a non far niente oltre che esistere non sono capaci, e quindi rompono i coglioni ancor di più.</p>
<p>Ecco, Ipazia doveva essere proprio una di quelle. Una donna. Nel mondo antico, dove, per quanto la mentalità fosse un po’ più aperta di quanto sarà nel medioevo, non è che poi nascere donna fosse ’sto ballo di carnevale. Greca, di origine. E anche lì, bella roba. Perché i Greci erano tanto democratici in tutto, quando si parlava di uomini, ma le loro donne, al contrario dei Romani, le avevano sempre tenute, per quanto possibile, sepolte all’interno dei ginecei, a filare pepli per le Atene di turno.</p>
<p>Siccome donna e greca non le bastava, Ipazia divenne, in prima battuta, matematica. Cioè una donna che pretende di occuparsi di numeri e teoremi, campi che ancor oggi, quando nel nostro secolo illuminatissimo sono giudicati interessanti da qualche fanciulla, la fanciullina in oggetto viene guardata strana, perché si sa che le donne e i calcoli non quagliano, e l’unica possibile applicazione della matematica per una donna è contare gli spicci nel portafoglio per capire se può comprare subito o meno il favoloso maglioncino che ha visto in vetrina.</p>
<p>Vabbe’, in lei lo si poteva scusare, forse, quell’interesse peregrino, perché il babbo Teone era matematico anche lui, ad Alessandria. Si fosse limitata a fargli da segretaria, ricopiando qualche teorema qui e là, chiosando le sue chiose, la passioncella per la matematica gliela avrebbero perdonata. Però Ipazia, che comincia come collaboratrice del padre, subito si dimostra qualcosa di più di una figlia devota che porta al babbo una tisana mentre quello si affanna sui libri e tiene in ordine i papiri degli appunti: il papà chiarisce, nell’incipit del suo commentario a Tolomeo, che il saggio è stato controllato punto per punto dalla figlia, la <em>filosofa</em> Ipazia. Il che lascia capire che, dei due, quella che aveva una conoscenza più approfondita della matematica pura e delle sue implicazioni teoretiche e filosofiche era Ipazia, e non il padre. Insomma, era lei che veniva chiamata in aiuto da lui, per avere conforto e consulenza.</p>
<p>Difatti Ipazia studia geometria piana ed astronomia, probabilmente getta le basi per la costruzione di un più moderno astrolabio (che sarà realizzato dal suo allievo più caro, Sinesio di Cirene), e, in virtù del suo prestigio, diviene ben presto nome di punta e probabilmente anche vera e propria direttrice della scuola di Alessandria, istituzione erede, anche se appannata, del Museo fondato dai Tolomei come tempio di ogni sapere. Oltre alla cattedra di matematica, insegna anche filosofia, seguendo la corrente neoplatonica fondata da Plotino: quella teoria che ipotizzava una Luce che si espanda piano piano, e, corrompendosi ed appesantendosi, si trasformi in materia: non è proprio la E=mc² di Einstenin, però qualche latente influsso su Einstein stesso da parte di queste teorie, molti secoli dopo, è stato ipotizzato.</p>
<p>Eh, già immaginarla così, unica donna in mezzo ad una consorteria di eruditi, che tiene lezioni di filosofia e matematica nella più prestigiosa scuola di alta formazione del mondo antico, altro che giramenti di coglioni doveva provocare in quei maschi che stentavano a far due più due. Anche perché per le provocazioni, Ipazia doveva proprio avere un certo gusto. Intanto, non s’era mai sposata, quindi era donna, matematica, filosofa e per giunta tanto testarda da rifiutare pure quello che era il destino e l’unica funzione del suo sesso, la riproduzione. Poi di matematica e filosofia teneva pubbliche lezioni, cui si poteva accedere liberamente: quindi non solo donna che comandava a bacchetta un nugolo di studiosi, ma personaggio pubblico, che dibatteva a viso aperto, con gli studenti e con chi era interessato a seguirla. Senza paura, senza timore e senza quel pudor femminile che, secondo gli uomini stupidi, spinge le donne ad una naturale ritrosia, ad evitare il pubblico, il confronto anche violento per sostenere a brutto muso le proprie idee.</p>
<p>Sì, una così pare nata apposta per far girare i santissimi e far saltare in un botto tutte le armonie platoniche delle sfere. Ma non pensiamola come una femminista invasata. Da quel poco che le fonti lasciano capire di lei, non è proprio questo il ritratto che se ne tira fuori. Per gestire per anni una struttura come l’antico Museo, e far filare d’accordo, se non d’amore, intellettuali di più discipline, bizzosi ed egocentrici come sempre i professori sanno essere, ci vuole capacità di coordinamento, mediazione, nonché pazienza ed autorevolezza. Una menade o una sventata non sarebbero durate due giorni. Lei invece dura, e al lungo. Non solo: in una città come Alessandria d’Egitto, che è da sempre una miscela sul punto di esplodere per i continui conflitti fra i gruppi etnici e religiosi, diviene una figura di riferimento. È una pagana, Ipazia. In un periodo in cui non è più conveniente esserlo, non è conveniente per nulla. Dopo Costantino, i Cristiani, non più perseguitati, ci han messo poco ad impadronirsi di tutte le leve del potere, e passare in fretta da discriminati in discriminatori. Ad Alessandria hanno combinato macelli: il vescovo Teofilo ha fatto di tutto per far chiudere i templi pagani, ne ha depredato gli arredi, non perde occasione per provocare i pagani, esponendo persino in pubblico le suppellettili trafugate dai loro santuari. Ipazia si muove con una buona dose di sangue freddo in mezzo ad una situazione che può degenerare per ogni nonnulla: fa parte di quella corrente politica che si batte perché la cultura tradizionale greca, pagana, possa continuare ad essere conservata e salvaguardata. Pagani e Cristiani possono secondo lei convivere, perché la religione a cui ciascuno aderisce è un fatto personale, che non deve creare intoppi o problemi al vivere pubblico. È una laica, insomma, vuole essere lasciata libera di credere e non credere in ciò che vuole, ed è disposta a concedere a tutti la stessa libertà. Difatti fra i suoi allievi quello a lei più vicino è Sinesio, che sarà cristiano e diverrà persino vescovo, sempre mantenendo però il massimo rispetto e quasi una forma di devozione nei confronti della sua Maestra.</p>
<p>Ma te lo vedi Cirillo, succeduto a Teofilo come vescovo di Alessandria, a sopportare una donna del genere come avversaria? Una che non urla, non strepita, ma discute? Argomenta, la stronza, e non si riesce ad incastrarla, perché la ragione, ahimè, è roba sua. Quanto la deve odiare, Cirillo. Ipazia è tutto ciò che lui detesta: una mente pensante, che non si fa intimorire; una studiosa, che pretende di indagare i misteri della Natura invece che crederli semplicemente imperscrutabili disegni divini; una donna, che non vuole starsene al posto assegnato, secondo visione di tutti i bigotti, alla donna nel creato: rifiuta assieme, insomma, Dio e di obbedire. Una bestemmia vivente.</p>
<p>Dalla sua Cirillo aveva Elia Pulcheria, che invece era una di quelle donne che parevano una stampa ed una figura con i desideri dei cristiani: per non finire sposata a qualche barbaro aveva fatto voto di verginità, perché in quel caso la religione era un ottimo mezzo per evitare di essere allontanata dal potere; bigotta e intrigante, tanto s’era prodigata da riuscire a far convertire il fratello Teodosio al cristianesimo, e anche la di lui moglie; subito dopo lo aveva convinto a scacciare da tutti gli impieghi pubblici i pagani; lo spinse poi a bandire gli Ebrei da Costantinopoli e confiscar loro le sinagoghe.</p>
<p>Due donne, l’una l’opposta dell’altra, si ritrovano a fronteggiarsi, infine: l’una con attorno i pagani, intimoriti, spaventati, ma non domi; l’altra Cirillo e i suoi cristiani oltranzisti, che possono contare una schiera di monaci fanatici. Sono loro, i monaci, che risolvono alla fine il problema per le spicce. Sono una muta di invasati, che vedono con sospetto tutte le arti e tutte le scienze, perché, come tutti i fanatici, le pensano emanazioni del maligno; figurarsi se poi queste vengono esercitate da una donna, e da una donna come Ipazia, sfrontata, ancora giovane, probabilmente piacente, e orgogliosa. Una donna che pretende di usare la ragionevolezza per contestare i voleri di Dio e quelli della pia Pulcheria che da Dio è direttamente ispirata, per mezzo di Cirillo, vescovo, futuro santo e suo consigliere.</p>
<p>La aspettano una sera, i monaci, mentre torna a casa. É notte. Le vie di Alessandria sono vicoli oscuri, pieni di ombre. Fermano la lettiga, la trascinano giù per i capelli, la sbattono sul selciato. E poi le si buttano addosso armati di pietre e di cocci di vaso acuminato. Non la uccidono, la macellano. Usano gli ostraca, i cocci appuntiti, come dei macete: la fanno a pezzi, strappandole le carni dalle ossa mentre è ancora viva, scavandole gli occhi via dalle orbite, mentre, dicono i testimoni, ancora respira. Poi, non contenti, prendono quello che resta del suo cadavere e lo portano in giro per la città, come un trofeo, per bruciarlo e disperderne le ceneri maledette. È una furia belluina, senza freno: non le perdonano l’essere stata pagana e l’essere stata donna, il suo aver infranto tutte le abitudini e le convenzioni. Vogliono punire quell’orgoglio che le ha fatto credere di potersi comportare non come una femmina ma come un essere umano pensante, in un’epoca in cui pensare autonomamente era pericoloso anche per un maschio. È il branco che sbrana chi osa ribellarsi alla sua legge, perché una donna così fa girare i coglioni, una donna così non ha il diritto di vivere.</p>
<p>Muore male, Ipazia. Difficile immaginare morti più violente, senza dignità, morti peggiori. L’inchiesta che viene aperta, è chiusa in fretta: Elia Pulcheria copre ciò che può, limitandosi a porre i monaci sotto il suo diretto controllo, un modo per dire grazie, ma adesso zitti, che sennò la faccia ce la perdo davvero; Cirillo nega di essere coinvolto, anche se l’ombra del dubbio gli rimane appiccicata per sempre; Sinesio è sconvolto, ma, lontano nella sua Cirene, nulla può se non piangere in silenzio.</p>
<p>Di Ipazia non si parlerà più per secoli. Il suo nome è noto solo agli addetti ai lavori, filosofi, storici del mondo antico. Il grande pubblico poco sa di lei ed ignora sia la sua esistenza che la sua morte. Oddio, potrebbe saperne di più, se in Italia venisse finalmente distribuito un film dello spagnolo Alejandro Amenábar, che narra la sua vicenda. Ma il film in Italia non trova un distributore, nonostante in Spagna sia già campione di incassi e altrove sia stato presentato in numerosi festival, sempre ottenendo buone accoglienze. Si dice e si sussurra che dietro alla mancata diffusione ci sia una certa insofferenza del Vaticano nel vedere spiattellata così la condotta di due santi, Cirillo e Elia Pulcheria, nonché dei monaci alessandrini assassini e linciatori: potrebbero sconvolgere il pubblico, questi ritratti poco edificanti di un vescovo e del suo entourage: siamo un paese dove i preti sullo schermo sono sempre o dei Don Camillo e o dei Don Matteo. E dove le donne come Ipazia faticano ad essere considerate eroine. Sono donne che fanno girare i coglioni, ma tanto, e anche quando sono morte da secoli, sì.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Transfobia]]></title>
<link>http://vistidalontano.wordpress.com/2009/11/20/transfobia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:16:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>valerio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da qualche tempo a questa parte l&#8217;attenzione dei media italiani è molto più concentrato sulla ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da qualche tempo a questa parte l&#8217;attenzione dei media italiani è molto più concentrato sulla transessualità di quanto non lo sia mai stato in passato. Televisione, politica e mass-media convergono su un tema che in un paese bacchettone come l&#8217;Italia non si è mai troppo osato discutere.</p>
<p>Tuttavia mi sembra che in Italia si sia parlato poco del fatto che oggi fosse la giornata mondiale in ricordo delle vittime della transfobia. Qui nel Regno Unito il primo ministro Gordon Brown e la ministra per le uguaglianze Maria Eagle hanno almeno voluto segnare la giornata con una dichiarazione comune di condanna della violenza contro le persone transgender ma non ho letto notizia di una simile dichiarazione da parte del governo italiano.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 140px"><img title="Brenda" src="http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/4740d5f9ee.jpg" alt="Brenda" width="130" height="130" /><p class="wp-caption-text">Brenda</p></div>
<p>In Italia oggi i giornali parlano d&#8217;altro: riportano la triste segnalazione del ritrovamento del corpo di una delle transessuali coinvolte nello scandalo Marrazzo.</p>
<p>Dei dettagli di questo scandalo so ben poco e non mi interessa riportare qui nel blog fatti di cronaca già ampiamente descritti nei media.</p>
<p>Ciò che mi spinge a scrivere oggi è una questione diversa, che qualcuno potrebbe definire prettamente linguistica ma che cela, a mio avviso, qualcosa di più.</p>
<p>Leggendo notizie legate alla transessualità sui media italiani non ho potuto fare a meno di notare, come sono certo sia capitato a molti altri, una netta divisione fra i media, diciamo, tradizionali e più istituzionalizzati, come la Repubblica, la Rai, il Corriere della Sera, ecc., e i media più centrati sull&#8217;universo LGBT come Gay.it, Gay.tv, GayNews, ecc. I media tradizionali utilizzano costantemente il genere grammaticale maschile parlando di persone transessuali in transizione da un corpo maschile a uno femminile. In altre parole, la persona che io, come i media LGBT (e il Manifesto), definirei una transessuale di nome Tiffany, i media tradizionali insistono a definire &#8220;il transessuale Tiffany&#8221;.</p>
<p>Questo uso insistente del maschile per le transessuali mi disturba, e non solamente da un punto di vista prettamente linguistico.  Da una parte posso immaginare l&#8217;argomentazione del redattore di giornale che si ripara dietro una circolare interna che incoraggia all&#8217;uso del genere maschile perché anagraficamente queste persone sono ancora considerate di sesso maschile.</p>
<p>In un altro senso però mi sembra che dietro questa scelta si celi ben di più: una condanna più subdola e maligna, un volere a tutti i costi delegittimare la vita di persone condannate dalla società, come se si volesse ancorarle al loro sesso di nascita negandogli sadisticamente il riconoscimento del genere cui sentono di appartenere.</p>
<p>La gente spesso è gelosa e cattiva. Lo si dice dei bambini, ma gli adulti non sono da meno. La felicità altrui ci forza ad uno scomodo confronto con la nostra infelicità e, quando abbiamo il potere di concedere o negare, raramente pecchiamo di generosità se chi riceve può essere oggetto di una nostra condanna morale. I peccatori, si sa, vanno all&#8217;inferno, non gli si dà certo una pacca sulla spalla per aver vissuto la propria vita come hanno ritenuto meglio fare.</p>
<p>Questa triste tendenza la vediamo costantemente con la questione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. Perché permettere agli omosessuali di accedere all&#8217;istituzione del matrimonio? Queste persone che violano in questo modo i dettami della nostra società osando reinterpretare l&#8217;amore al di fuori degli schemi consolidati nella nostra cultura. Perché consentire loro di vivere felici fra di noi quasi fossero nostri pari? Meglio impedirgli a tutti i costi di vivere insieme una vita felice come solo dovrebbero le brave coppie eterosessuali.</p>
<p>E lo stesso comportamento lo vediamo in questo caso. Potremmo parlare de &#8220;la transessuale Tiffany&#8221;, in fondo l&#8217;essenza del transgender è il passaggio e il movimento, spesso difficile, sofferto, voluto e combattuto, da un genere all&#8217;altro per cui, se vogliamo essere fiscali, anche matematicamente dovremmo potere riconoscere una equa possibilità di cadere da un lato o l&#8217;altro di questo muro che apparentemente separa i due generi e usare il femminile sarebbe un gesto quanto meno di cortesia, di rispetto, verso un prossimo che, per quanto diverso da noi, dovrebbe forse avere diritto alla propria dignità. La BBC va anche oltre e parla nel titolo di una donna uccisa in uno scandalo politico. È solamente leggendo l&#8217;articolo che scopriamo che la donna in questione non è sempre appartenuta all&#8217;universo femminile.</p>
<p>Invece, dicendo &#8220;il trans Tiffany&#8221;, i media italiani infliggono una sferzata dolorosa per punire le transessuali, quasi a voler sottolineare l&#8217;assurdità e l&#8217;anomalia di queste persone, che prende corpo nel contrasto fra la forma maschile e il nome proprio femminile, denunciandone la peculiarità e additandole come incidenti della natura. È un petulante rifiutarsi di concedere a queste persone il riconoscimento del genere femminile che è innegabilmente parte del loro essere.</p>
<p>Tutto ciò mi rattrista. In una giornata come questa dovremmo ricordare le vittime della transfobia e invece i nostri media ci raccontano la morte di questa giovane usando un linguaggio che può solamente essere definito transfobico facendone nuovamente vittime incapaci di difendersi da questo attacco a colpi di libri di grammatica.</p>
<p>Che cosa ci dice l&#8217;Italia con tutto ciò? Non posso fare a meno di riflettere su come tutto ciò esemplifichi il lungo cammino che le nostre sorelle e i nostri fratelli trans hanno davanti a loro prima di potere conquistare la dignità che spetta loro in questa società così poco disposta ad accettare la debolezza e la varietà della condizione umana.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La velina Pirelli]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/19/la-velina-pirelli/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:50:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
<guid>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/19/la-velina-pirelli/</guid>
<description><![CDATA[La chiamano scelta erotica del calendario Pirelli 20471505 A me sembra, più che altro, la solita gir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La chiamano scelta erotica del calendario Pirelli <a href="http://seidimoda.repubblica.it/fotovideo/home/20471505">20471505</a></p>
<p>A me sembra, più che altro, la solita giravolta alla cazzola di stampo velinesco e un po&#8217; puttanesco; ma si sa che il Pirelli non poteva, almeno ufficialmente, metterla in vacca e così si è ammantato della scusa sempre buona dell&#8217;erotismo.</p>
<p>Ma altro non è che la solita esibizione di carne da macelleria femminile ormai esposta in tutte le salse; diciamo che la differenza è che negli altri calendari la salsa ha un sapore casareccio e da osteria mentre qui la salsa ha un sapore da grande cucina e da chef di alto bordo.</p>
<p>Ma sempre la solita salsa è.</p>
<p>Per chi non riuscisse ad aprire il file ed è comunque curioso&#8230;</p>
<p><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258637696355_pirelli-cal-2010-september-lily-cole1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2906" title="1258637696355_pirelli-cal-2010-september---lily-cole" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258637696355_pirelli-cal-2010-september-lily-cole1.jpg?w=102" alt="" width="102" height="150" /></a><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631648420_pirelli-cal-2010-additional-august-miranda-kerr.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2907" title="1258631648420_pirelli-cal-2010-additional--august-miranda-kerr" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631648420_pirelli-cal-2010-additional-august-miranda-kerr.jpg?w=99" alt="" width="99" height="150" /></a><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631648497_pirelli-cal-2010-additional-september-daisy-and-catherine.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2908" title="1258631648497_pirelli-cal-2010-additional-september-daisy-and-catherine" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631648497_pirelli-cal-2010-additional-september-daisy-and-catherine.jpg?w=99" alt="" width="99" height="150" /></a><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631648550_pirelli-cal-2010-january-rosie.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2909" title="1258631648550_pirelli-cal-2010-january-rosie" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631648550_pirelli-cal-2010-january-rosie.jpg?w=102" alt="" width="102" height="150" /></a><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631652652_pirelli-cal-2010-july-marloes-horst.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2910" title="1258631652652_pirelli-cal-2010-july---marloes-horst" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631652652_pirelli-cal-2010-july-marloes-horst.jpg?w=101" alt="" width="101" height="150" /></a><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631652703_pirelli-cal-2010-october-georgina-stojiljkovic1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2912" title="1258631652703_pirelli-cal-2010-october---georgina-stojiljkovic" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258631652703_pirelli-cal-2010-october-georgina-stojiljkovic1.jpg?w=101" alt="" width="101" height="150" /></a><a href="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/11/1258637696355_pirelli-cal-2010-september-lily-cole.jpg"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Marocco coraggioso ]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/il-marocco-coraggioso/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:23:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/il-marocco-coraggioso/</guid>
<description><![CDATA[Ancora scandali, rumors, forse censure per la martoriata stampa marocchina. Questa volta si tratta d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/couv11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6971" title="couv11" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/couv11.jpg?w=213" alt="" width="266" height="342" /></a>Ancora scandali, rumors, forse <strong>censure</strong> per la martoriata stampa marocchina. Questa volta si tratta di una rivista femminile a finire sotto i proiettori<strong> infuocati</strong> dei <strong>benpensanti</strong>. La rivista si chiama &#8220;<strong>Femmes du Maroc</strong>&#8220;, molto seguita dal ceto medio- alto borghese del Paese e, se l&#8217;inchiesta sul<strong> parto</strong> in Marocco non scandalizza, la fotografia di <strong>copertina</strong> crea imbarazzi e discussioni accese, invocanti la <strong>messa al bando</strong> del mensile. Una fotografia, una semplice e bella fotografia che ritrae <strong>Nadia</strong> <strong>Larguet</strong>, incinta, con la mano sinistra che copre il seno e la destra appoggiata sul ventre arrotondato. La sola cosa che indossa è un<strong> anello</strong> con sei piccoli cuori. Se non conoscete<strong> la coraggiosa Nadia Larguet</strong> vi dico chi è: moglie di<strong> Nourredine Saïl</strong>, direttore del Centro Cinematografico Marocchino, di mestiere è <strong>produttrice</strong>/presentatrice di una trasmissione per<strong> bambini</strong>, <strong>Entr&#8217;act</strong>, sul canale privato marocchino<strong> 2M</strong>. La fotografia è stata scattata sul modello della celebre immagine di <strong>Demi Moore</strong>, datata 1991, per la rivista americana<strong> Vanity Fair</strong>. Tutto il mondo<strong> islamico</strong> si è sollevato e a dichiarato guerra a questa &#8220;<strong>infamia</strong>&#8220;. Questa copertina audace rischia di far colare tonnellate di<strong> astio</strong> nei prossimi giorni senza dimenticare che il mensile <strong>Femmes du Maroc</strong> è disponibile in tutte le edicole del Marocco, fianco a fianco della stampa arabofona o delle riviste inneggianti la famiglia. Quale sarà la reazione del <strong>Governo</strong> e dei partiti politici come il Partito della <strong>Giustizia </strong>e dello<strong> Sviluppo</strong> davanti a questa<strong> provocazione</strong>?. Quello che è certo è il<strong> risvolto pubblicitario</strong> <strong>gratuito </strong>del mensile che sta imperversando sui media del Paese. L&#8217;immagine di Nadia ha provocato e provocherà un <strong>forte choc</strong> in certune persone ma per altre ha offerto un <strong>soffio di modernità</strong> inaspettato. Sicuramente, fatto salvo i risvolti della censura, questo mensile femminile ha avuto la <strong>capacità</strong> di far riflettere un intero Paese su aspetti <strong>troppo a lungo</strong> nascosti, demolendo un<strong> tabù</strong> anacronistico, mettendo in risalto<strong> la bellezza</strong> e la poesia di un corpo femminile fuori da schemi preconcetti, gettando alle fiamme veli, jellaba e tradizioni ancestrali.<strong> Bravi!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Highlights femminili: Inghilterra - Nuova Zelanda]]></title>
<link>http://rugbyspot.wordpress.com/2009/11/16/highlights-femminili-inghilterra-nuova-zelanda/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:58:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giorgio Pontico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo scorso 9 novembre si è giocato a Esher, nel Surrey, un test match tra Inghilterra e Nuova Zelanda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lo scorso 9 novembre si è giocato a Esher, nel Surrey, un test match tra Inghilterra e Nuova Zelanda]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scherma, nuoto, tennis, pallavolo: il momento d’oro dello sport italiano… in rosa]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/16/scherma-nuoto-tennis-pallavolo-il-momento-d%e2%80%99oro-dello-sport-italiano%e2%80%a6-in-rosa/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 08:17:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniela Domenici Due domeniche di vittorie travolgenti per le nostre azzurre: l’8 novembre scorso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Due domeniche di vittorie travolgenti per le nostre azzurre: l’8 novembre scorso]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il Risveglio della Donna Interiore]]></title>
<link>http://gruppoindaco.wordpress.com/2009/11/13/il-risveglio-della-donna-interiore/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:48:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un&#8217; esperienza di Gruppo al Femminile]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un&#8217; esperienza di Gruppo al Femminile]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sorriso amaro]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/05/sorriso-amaro/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:33:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;esperienza ci insegna che il sorriso è un sollievo per chi lo dona e per chi lo riceve. Esis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;esperienza ci insegna che il sorriso è un sollievo per chi lo dona e per chi lo riceve. Esis]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ci sono donne e donne]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/11/02/ci-sono-donne-e-donne/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:42:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il post precedente su Alda Merini, donna stupenda non se lo è fumato nessuno. Effettivamente è molto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il post precedente su Alda Merini, donna stupenda non se lo è fumato nessuno.</p>
<p>Effettivamente è molto più glamour parlare delle escort, delle puttane del regime e dei trans delle regioni, che non parlare di una donna non bella, non appariscente, senza neppure una tetta di fuori.</p>
<p>Fa molto più effetto parlare di una qualunque cretina del grande fratello con la sesta di reggiseno di quanto non sia parlare di una qualunque poetessa che ha dato lustro alla nostra cultura.</p>
<p>Fa molto più notizia parlare di una velina diventata ministro che di una signora finita in manicomio perchè contro gli schemi, contro la morale comune, contro la comodità di un cervello precostituito.</p>
<p>Lasciamo perdere e continuiamo a parlare di culi e tette, perchè in questo paese parlare di bellezza e cultura è tempo sprecato.</p>
<p>Addio Alda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Laura]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/40/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:22:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[A volte il destino dei nomi rimbalza tra regioni lontane e reciprocamente ignote: prendiamo Laura (p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A volte il destino dei nomi rimbalza tra regioni lontane e reciprocamente ignote: prendiamo Laura (p]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nellj]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/nellj/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:09:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[È piuttosto noto che la maggior parte dei nomi, se può avere più di un genere, solitamente ha un sol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[È piuttosto noto che la maggior parte dei nomi, se può avere più di un genere, solitamente ha un sol]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lorenza]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/11/01/lorenza/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:59:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Evoluzione del latino Larentia: aggettivo. Comunemente associato alla lettera H,&#8230; da cui la ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Evoluzione del latino Larentia: aggettivo. Comunemente associato alla lettera H,&#8230; da cui la ce]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Viola di mare: un film diseducativo- Proposta di CENSURA]]></title>
<link>http://ondazone.wordpress.com/2009/10/31/viola-di-mare-un-film-diseducativo-proposta-di-censura/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:21:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>ond@zone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il film, candidato al Festival Internazionale di Roma 2009, per la regia di Donatella Maiorca, viene]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-228" title="viola di mare" src="http://ondazone.wordpress.com/files/2009/10/viola-di-mare.jpg?w=300" alt="viola di mare" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il film, candidato al <em>Festival Internazionale di Roma 2009, </em>per la regia di Donatella Maiorca, viene dato nelle sale cinematografiche in questi giorni, riscuotendo un successo tra la gente, che, inconsapevolmente, si ritrova ad assistere ad uno spettacolo poco rispondente alle prerogative di un romanzo ambientato nella Sicilia ottocentesca<em>. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Poco si evince dal titolo stesso<em> “Viola di mare”, ovvero “Minchia di re&#8221;, </em>titolo originale quest’ultimo del romanzo di Giacomo Pilati, dal cui testo è stata estratta una libera interpretazione della trama (se ne suggerisce una lettura antecedente alla visione).</p>
<p style="text-align:justify;">La tematica predominante è quella dell’omosessualità <em>soltanto </em>al femminile, affrontata <em>esclusivamente </em>in una provincia siciliana, Trapani, dove un padre-padrone non riesce ad accettare, in un primo momento, la <em>diversità</em> della figlia. Ebbene, nessuno ha tenuto conto del fatto che quella dell’omosessualità è una realtà non esclusivamente siciliana e non solamente al femminile. L’immagine emersa mostra la Sicilia quale <strong><em>unica</em></strong> Terra di <strong><em>dolori</em></strong>, <strong><em>negatività</em></strong>, <strong><em>violenza</em></strong>,<strong><em> intrighi familiari</em></strong>,  <strong><em>restrizione mentale</em></strong>, <strong><em>intolleranza nei confronti di tutto e di tutti</em></strong>, come se si stesse descrivendo la realtà di un’Isola avulsa dal resto del mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Quali le ripercussioni sulla psiche di un adolescente che, attraverso un film, vorrebbe trarre un insegnamento di vita?</p>
<p style="text-align:right;"><strong><em>Ariel74</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Amanda]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/10/29/amanda/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:18:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[dal francese Amande = mandorla Nome duro e nello stesso tempo dolce. Duro nel senso di testardo, cru]]></description>
<content:encoded><![CDATA[dal francese Amande = mandorla Nome duro e nello stesso tempo dolce. Duro nel senso di testardo, cru]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Barbara]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/10/29/20/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:14:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dall&#8217;ugro-finnico &#8220;Rabarbara&#8221;, usato ancora nei paesi di lingua slava; ma si trova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dall&#8217;ugro-finnico &#8220;Rabarbara&#8221;, usato ancora nei paesi di lingua slava; ma si trova]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marialuisa]]></title>
<link>http://regallico.wordpress.com/2009/10/29/marialuisa/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:12:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>regallico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nome difficile da capire e ancor più ostico da spiegare. Comprende in sé mari, aria, alluminio. E an]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nome difficile da capire e ancor più ostico da spiegare. Comprende in sé mari, aria, alluminio. E an]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Ottobre al Sala Uno]]></title>
<link>http://piazzasangiovanni.wordpress.com/2009/10/17/parte-la-rassegna-eventi-al-sala-uno/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 15:46:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>piazzasangiovanni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Apre la rassegna teatrale EVENTI 2009, presentata dal Teatro Sala Uno di Roma, la sezione VIOLENZA: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Apre la rassegna teatrale EVENTI 2009, presentata dal Teatro Sala Uno di Roma, la sezione VIOLENZA: ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Donna resta incinta in viaggio di nozze ma non del marito]]></title>
<link>http://donneamore.wordpress.com/2009/10/17/donna-resta-incinta-in-viaggio-di-nozze-ma-non-del-marito/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 12:25:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneamore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una bella festa di matrimonio e una romantica crociera nel Mediterraneo. Lei durante il viaggio di n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Una bella festa di matrimonio e una romantica crociera nel Mediterraneo. Lei durante il viaggio di nozze è pure rimasta incinta ma, nove mesi dopo, ha partorito un bambino nero. Il marito ha chiesto il divorzio e anche i danni morali. Protagonista della vicenda una coppia di Caltanissetta</div>
<p><!-- fine SOMMARIO --><!-- inizio TESTO -->Cinque anni di fidanzamento, una bella festa di matrimonio e una romantica crociera nel Mediterraneo. Sembrava filare tutto liscio per una giovane coppia di Caltanissetta, da pochi mesi trasferitasi a Roma per esigenze di lavoro. Lei, bionda venticinquenne, durante la luna di miele è pure rimasta incinta ma, nove mesi dopo, ha partorito un bambino nero.</p>
<p>Il marito, che di anni ne ha 32 ed è dirigente di un’azienda romana, ha chiesto spiegazioni e la moglie, dopo qualche tentennamento, alla fine ha vuotato il sacco. Galeotta è stata la crociera perché la sposina, una sera, mentre il marito stava giocando al casinò, ha ceduto alle avance di un cameriere di colore. La donna, considerato che col marito ha avuto numerosi rapporti sessuali durante il viaggio di nozze, sperava che alla fine restasse incinta proprio del consorte. E invece ha prevalso il cameriere di colore.</p>
<p>Per giustificarsi, la sposina ha detto al marito di essere stata probabilmente drogata e di non ricordare proprio nulla. Ma il consorte ha deciso non solo di divorziare immediatamente ma anche di chiederle un risarcimento per danni morali. Al suo legale, l’uomo ha anche chiesto di fare un inventario dei regali fatti alla moglie e che adesso vuole indietro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kapoor, forme di colore sensibile]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/10/16/kapoor-forme-di-colore-sensibile/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 07:19:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/10/16/kapoor-forme-di-colore-sensibile/</guid>
<description><![CDATA[La prima ampia antologica di Kapoor alla Royal academy of arts di Londra, la città dove ha esordito ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>La prima ampia antologica di Kapoor alla Royal academy of arts di Londra, la città dove ha esordito </em></p>
<p>di Simona Maggiorelli</p>
<p>Per allestire la più grande antologica di Anish Kapoor nella città, Londra, che negli anni 80 gli ha fatto da trampolino di lancio, il curatore Jean de Loisy ha scelto un luogo altamente significativo come Brurlington house, sede della Royal academy of arts. Spazio importante anche per la sua lunga storia di istituzione indipendente gestita da artisti e da architetti con l’unico scopo di promuovere l’arte e il design.</p>
<p>Fino all’11 dicembre, in uno spettacolare allestimento che sembra voler forzare le architetture barocche di questo palazzo di Piccadilly, sono ripercorse così tutte le fasi creative dello scultore nato nel 1954 a Bombay e che, fra Oriente e Occidente, ha saputo fare della sua opera il crocevia di tre differenti culture: inglese, indiana e irachena, nelle quali è cresciuto artisticamente (vedi left N. 1/2009).  In primo piano, sensibili e friabili sculture di pigmento vermiglio, cadmio e porpora, che sembrano franare inondando la sala di colore e di calore. In esse Kapoor mescola suggestioni indiane ed echi da Yves Klein, variando però in una tavolozza più carnale il religioso blu oltremare dell’artista francese.</p>
<p>Ed ecco, poco più in là, una serie di eleganti sfere di acciaio specchianti. Schegge di luce rinchiuse in forme tondeggianti e perfette. Il rincorrersi di riflessi le fa sembrare come in movimento. E non poteva mancare in una antologica di Kapoor degna di questo nome la monumentale <em>Svayambh</em> (2007) che è diventata l’opera simbolo dei suoi anni più recenti. Ispirata a una parola sanscrita che significa auto generato, si presenta allo sguardo come una densa striscia di cera rossa che corre lungo le sale, attraversando archi e porte. Come un organismo biologico in continua crescita oppure come solido filo di Arianna che segna la mappa più segreta di Burlington house.  Ma il rosso della polvere, nell’opera di Kapoor, può assumere anche la densità drammatica del sangue sparato su una parete bianca dal cannone di <em>Shooting into the corner </em>(2008): un’installazione che evoca una esecuzione costringendo lo spettatore ad assistervi dalla parte del plotone. E poi, finalmente, le opere di Kapoor che mettono fra parentesi la separazione fra pittura e scultura, con  le quali l’artista riesce a rimodulare, a dare nuovo ritmo e profondità agli spazi in cui sono collocate. Con un registro morbido e sensuale, giocando con opposte superfici concave e convesse, con forme che sembrano  rimandare alla  differenza fra femminile e maschile.</p>
<p>da left-avvenimenti 16 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
