<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>fibrillazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/fibrillazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fibrillazione"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 06:18:08 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Nuova terapia contro la fibrillazione atriale]]></title>
<link>http://associazionegender.wordpress.com/2009/10/19/nuova-terapia-contro-la-fibrillazione-atriale/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 14:11:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>associazionegender</dc:creator>
<guid>http://associazionegender.wordpress.com/2009/10/19/nuova-terapia-contro-la-fibrillazione-atriale/</guid>
<description><![CDATA[Quasi tremila cardiologi e ricercatori di sessanta diversi Paesi si sono incontrati a Venezia in occ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Quasi tremila cardiologi e ricercatori di sessanta diversi Paesi si sono incontrati a Venezia in occ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aritmie cardiache: nuova via «spegne» i segnali di stress ]]></title>
<link>http://galenosalute.wordpress.com/2009/10/08/aritmie-cardiache-nuova-via-%c2%abspegne%c2%bb-i-segnali-di-stress/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 07:22:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlo cottone</dc:creator>
<guid>http://galenosalute.wordpress.com/2009/10/08/aritmie-cardiache-nuova-via-%c2%abspegne%c2%bb-i-segnali-di-stress/</guid>
<description><![CDATA[Il cervello lo avverte prima, ma anche il cuore ne risente. Contro lo stress che colpisce il muscolo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il cervello lo avverte prima, ma anche il cuore ne risente. Contro lo stress che colpisce il muscolo]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ictus cerebrale]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/03/11/ictus-cerebrale/</link>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 16:16:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/03/11/ictus-cerebrale/</guid>
<description><![CDATA[Sono 200.000 gli italiani colpiti ogni anno da ictus cerebrale che, spesso, vanno incontro a grave d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Sono 200.000 gli italiani colpiti ogni anno da ictus cerebrale che, spesso, vanno incontro a grave disabilità permanente. Nel 25% dei casi, la causa è la fibrillazione atriale che si manifesta con sintomi di affaticamento, irregolarità del battito cardiaco, palpitazioni, dispnea. “Il 5% dei pazienti con fibrillazione atriale &#8211; afferma il prof. Diego Ardissino, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma &#8211; va incontro a un evento tromboembolico. La malattia colpisce in egual misura donne e uomini e tende a diventare sempre più frequente con l’aumentare dell’età: una persona su tre, superati gli 80 anni, ne soffre. Per anni la comunità cardiologica si è impegnata nella ricerca di un nuovo anticoagulante che potesse superare le difficoltà d’impiego e di gestione dell’attuale terapia anticoagulante con dicumarolici”. Entro l’estate 2009 sarà in commercio anche in Italia rivaroxaban, una molecola di nuova concezione, a somministrazione orale, con l’indicazione nella prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV) in chirurgia ortopedica protesica maggiore di anca e ginocchio. Rivaroxaban, con l’efficacia dimostrata nel ridurre il rischio tromboembolico nella trombosi venosa profonda, ha la potenzialità di rivoluzionare anche la terapia dei pazienti a rischio tromboembolico nella fibrillazione atriale. “Infatti il meccanismo alla base della formazione del trombo venoso – spiega Antonio Carolei, professore ordinario di Neurologia all’Università degli Studi dell’Aquila &#8211; è identico a quello che porta alla formazione del trombo arterioso. La nuova molecola potrà quindi garantire importanti vantaggi anche alle persone con fibrillazione atriale. Tale indicazione è attualmente in studio nel progetto ROCKET-AF”. Con rivaroxaban i pazienti colpiti da questo disturbo non dovranno più sottoporsi a controlli frequenti per “aggiustare la dose” e avranno a disposizione un anticoagulante orale efficace in dose fissa.  La fibrillazione atriale interessa alcuni milioni di italiani. E vi possono essere casi di persone che non sanno di essere malate, condizione che espone a maggiori rischi a causa della mancata assunzione dei farmaci utili a prevenire le complicanze. “Nella fibrillazione atriale – continua il prof. Ardissino – il cuore perde il normale sincronismo e gli atri non si contraggono più in maniera efficace. La conseguenza è la formazione, all’interno della camera cardiaca, di coaguli di sangue, che, partendo dall’atrio, possono formare emboli nel corpo o nel circolo cerebrale causando danni molto importanti: infarti intestinali, renali, gangrene agli arti inferiori, o molto più frequentemente ictus cerebrale. I due farmaci di cui attualmente disponiamo sono: l’aspirina, facile da assumere ma poco efficace e somministrabile solo nei pazienti con fibrillazione atriale a basso rischio, e l’anticoagulante orale tradizionale, il dicumarolo, che però è difficile da implementare, perché richiede monitoraggi continui e molta attenzione nella dieta e nelle modalità di assunzione da parte del paziente”. “Il paziente infatti &#8211; spiega il prof. Carolei &#8211; deve sottoporsi al controllo periodico dei valori dell’INR (International Normalized Ratio) che, misurando alcuni parametri ematici, indica se la posologia del trattamento è adeguata: i valori standard devono essere compresi tra 2 e 3. Se il livello è inferiore a 2 non si ha efficacia terapeutica e il paziente continua ad essere esposto al rischio di un evento ischemico. Se il livello è invece superiore a 3 il paziente, pur protetto dalla formazione di emboli in presenza di fibrillazione atriale, è comunque esposto ad un maggior rischio di emorragia cerebrale”. “Può capitare &#8211; conclude il prof. Carolei – che il medico preferisca non prescrivere la terapia anticoagulante a persone anziane che vivono sole e possono dimenticarsi di controllare l’INR e quindi di assumere la giusta dose. In questi casi il medico può prescrivere l’aspirina che però è meno efficace della terapia anticoagulante orale”. Grande è l’attesa quindi per i risultati dello studio ROCKET-AF, in cui verranno valutati per la prevenzione dell’ictus oltre 14.000 pazienti in trattamento con rivaroxaban a confronto con la terapia anticoagulante tradizionale. Molti sono i centri italiani coinvolti, coordinati dal prof. Ardissino e dal prof. Carolei, referenti italiani di questo importante studio internazionale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
