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	<title>fioroni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/fioroni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fioroni"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 09:29:56 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ci sono anche giornate così]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/10/27/ci-sono-anche-giornate-cosi/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:11:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci sono anche giornate così. E&#8217; il mio anniversario di matrimonio. Rutelli se ne va dal PD (si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2761" title="foto_belle_7006" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/10/foto_belle_7006.jpg?w=300" alt="foto_belle_7006" width="300" height="225" /></p>
<p>Ci sono anche giornate così.</p>
<p>E&#8217; il mio anniversario di matrimonio.</p>
<p>Rutelli se ne va dal PD (si portasse via pure Binetti, Fioroni and Co. saremmo ancor più lieti e grati).</p>
<p>Mills è stato condannato anche in appello.</p>
<p>L&#8217;estate di San Martino ha deciso di anticipare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[D'Alema show in Transatlantico:  «Fioroniiii! È vero che te ne vai?»]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/10/20/dalema-show-in-transatlantico-%c2%abfioroniiii-e-vero-che-te-ne-vai%c2%bb/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:58:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[iL SIPARIETTO L&#8217;ex ministro chiama a gran voce il collega di partito. Che replica: «Se resti c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[iL SIPARIETTO L&#8217;ex ministro chiama a gran voce il collega di partito. Che replica: «Se resti c]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[È questo che volete?]]></title>
<link>http://pnpermarino.wordpress.com/2009/10/19/e-questo-che-volete/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:35:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://pnpermarino.wordpress.com/2009/10/19/e-questo-che-volete/</guid>
<description><![CDATA[Fioroni dice che «Se vincerà Bersani, come faranno quelli come me a restare nel partito di D’Alema? ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="background-color:#ffffff;">Fioroni <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48444girata.asp" target="_blank">dice</a> che «Se vincerà Bersani, come faranno quelli come me a restare nel partito di D’Alema? Io non so se ci saranno le condizioni&#8230;», Rutelli da mesi dice che non ne può più ma intanto non se ne va, e a quanto pare ha in animo di dar vita ad un movimento assieme a Fioroni &#8211; «Il 30% dei tesserati del Pd sta con me» &#8211; non per candidarsi alle elezioni ma per l&#8217;alternativa al centrosinistra attuale.<br />
L&#8217;opinione di ognuno è libera e quindi non metto becco, ma tant&#8217;è&#8230;</span></p>
<p>E se vincesse Bersani?</p>
<p>Sulla coesione del PD, Pierluigi Castagnetti ha detto che «in Bersani prevarrà la “rotondità”, la capacità di unire e dunque creerà le migliori condizioni per la futura convivenza». Forse un Dio esiste! Ma anche no&#8230; quindi non ci resta che andare al dopo.<br />
La Bindi non vuole fare il capogruppo perché tiene di più alla carica di vice-presidente della Camera, per cui la palla passa &#8211; e come non poteva essere &#8211; a Franceschini, mentre, udite udite, la presidenza del Partito Democratico ha una rosa di candidati da fiore all&#8217;occhiello: Romano Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro.</p>
<p>Di una cosa mi duole: è mai possibile che nessuno pensa che la vera arma del Partito Democratico contro la Destra sia l&#8217;unione e non la deflagrazione verso nuovi partiti/movimenti? È mai possibile che le parole di Ignazio Marino per un partito unito e fuori dalle correnti passino inosservate fino a tal punto? Non pretendo che vinca Marino, ma almeno che si prenda un minimo insegnamento delle cose che ha detto in questa campagna elettorale: sia in Convenzione che nel confronto, tutti e tre i candidati <strong>hanno parlato chiaramente di un PD forte e unito</strong>, vogliamo dirlo anche ai parlamentari che ci sostengono per piacere!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dialogo a tradimento]]></title>
<link>http://giuseppearagno.wordpress.com/2009/10/12/il-dialogo-colpito-a-tradimento/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 10:12:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppearagno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Succede a Napoli e, poiché ci vivo, non faccio fatica a capire: è l&#8217;incipit di un&#8217;offens]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-1038" title="clip_image001" src="http://giuseppearagno.wordpress.com/files/2009/10/clip_image001.jpg" alt="clip_image001" width="271" height="88" />Succede a Napoli e, poiché ci vivo, non faccio fatica a capire: è l&#8217;<em>incipit</em> di un&#8217;offensiva destinata a durare. I neofascisti di &#8220;<em><a href="http://www.casapound.org/la_nostra_lotta.html" target="_blank">Casa Pound</a></em>&#8221; occupano un vecchio monastero per farne un sedicente &#8220;centro sociale&#8221;. Grazie a Bassolino e soci, la sinistra s&#8217;è sciolta da tempo come neve al sole e, incontrastato, spira un vento fortissimo di destra. Com&#8217;è costume italico, i soliti &#8220;<em>intellettuali</em>&#8221; in cerca di &#8220;<em>collocazione</em>&#8220;, fanno sponda e aprono la breccia: &#8220;<em>è necessario dialogare</em>&#8220;, sostiene su &#8220;<em><a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:oR1l26btwN4J:ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/02/quel-dialogo-necessario-con-ragazzi-di-ezra.html+repubblica+napoli+ragazzi+di+ezra&#38;cd=1&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;gl=it">Repubblica</a></em>&#8221; Marco Rossi Doria, seguendo il manuale del revisionismo e l&#8217;arte antica dei &#8220;<em>gattopardi</em>&#8220;. Il personaggio è noto, ma è bene ricordare: rivoluzionario ai tempi di Potop, poi &#8220;<em>maestro di strada</em>&#8221; a costi esorbitanti e risultato zero, sindaco mancato alla testa di un&#8217;insalata russa riunita sotto le bandiere d&#8217;una lista civica fatalmente &#8220;<em>trasversale</em>&#8220;, è passato dalla strada al palazzo col ministro Fioroni e ha contribuito allo smantellamento della scuola statale.<br />
Il &#8220;<em>dialogo</em>&#8221; offerto dà frutti immediati. Forte di tanto appoggio, &#8220;<em>Casa Pound</em> si scatena. La prima, prevedibile risposta è un agguato squadrista a uno studente <a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:FKgCdlgEE74J:napoli.repubblica.it/dettaglio/picchiato-studente-dei-collettivi-sono-stati-quelli-di-casapound/1741564+repubblica+it+margherita+di+savoia+ragazzo+ferito&#38;cd=1&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;gl=it">antifascista</a>. Indignato, reagisco all&#8217;indecente proposta che legittima di fatto il neofascismo e falsifica la cronaca e la storia in nome di malintese e presunte ragioni d&#8217;una sedicente &#8220;<em>cultura della democrazia</em>&#8220;, chiedo un po&#8217; di spazio a &#8220;<em>Repubblica</em>&#8220;, e denuncio la <a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:R0ArplxVyf4J:ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/07/ma-il-canto-di-ezra-non-cancella.html+repubblica+it+ma+la+poesia+non+cancella+la+violenza&#38;cd=1&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;gl=it">manovra</a>.<br />
Rossi Doria si tace, timoroso che addosso gli piombi una valanga. Il 9 ottobre, però, puntualmente ospitato da &#8220;<em>Repubblica Napoli</em>&#8220;, torna alla carica, inventandosi fantomatici centri sociali di destra, in una città inesistente, fatta solo di &#8220;esclusi&#8221; e di &#8220;protetti&#8221;, e così salta il fosso: il sindaco, scrive, faccia da mediatore tra i centri <a href="http://209.85.135.132/search?q=cache:AyuDxdaQGN8J:ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/09/centri-sociali-il-sindaco-sia-mediatore.html+repubblica+napoli+sindaco+intermediario+centri+sociali&#38;cd=1&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;gl=it">sociali</a>. Finalmente le cose sono chiare: dopo i ragazzi di Salò, occorre benedire quelli di &#8220;<em>Casa Pound</em>&#8220;, nonostante la caccia ai gay e agli extracomunitari e i frequenti agguati agli studenti di sinistra.<br />
Che dire? La partita non sarebbe chiusa, se &#8220;Repubblica&#8221;, eccessivamente timorosa di alimentare una polemica che molto impropriamente giudica personale, mi nega la facoltà di replicare. Non è certamente una censura, ma se penso alle recenti, sacrosante battaglie, mi domando se libertà di stampa, non sia anche diritto di replica e &#8220;<em>par conditio</em>&#8220;. Sia come sia, rimane in vita la minacciata libertà del web cui affido la replica destinata al giornale e una richiesta: chi condivide, faccia poi &#8220;<em>girare</em>&#8220;.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Il &#8220;<em>dialogo</em>&#8221; colpito a tradimento</p>
<p>La Napoli di Rossi Doria è una mela divisa in due. Un taglio netto e dai confini oscuri: di qua i <em>protett</em>i, dall&#8217;altra parte gli <em>esclus</em>i. Un po&#8217; schematico, ma funzionale. A rigor di logica mancano i protettori e, se vuoi esser preciso, provi a capire chi è che va escludendo. Se ci pensi poi bene, una domanda non la puoi evitare: dove metti, in questo disegno lineare e semplice, una scuola aggredita come il &#8220;<em>Margherita di Savoia</em>&#8220;? In quale delle due città? E dove si colloca Francesco Traetta, un ragazzo mandato all&#8217;ospedale con una costola rotta, solo perché ha portato a scuola un partigiano? Chi è Francesco? Un &#8220;<em>protetto</em>, un &#8220;<em>escluso</em> o più semplicemente e drammaticamente l&#8217;idea stessa di &#8220;<em>dialogo</em>&#8221; ferita a tradimento nella città in cui Rossi Doria offre al fascismo la legittimità che la Costituzione gli nega?<br />
Lo so. Siamo tutti contro il revisionismo e tutti democratici. Di democrazia si riempie la bocca chiunque ne ha bisogno per non sai quali scopi. Ne parla spesso persino Berlusconi. Difficile è capire come si fa ad essere davvero democratici e ancora più difficile saper dire verità impopolari, nel nome e per conto della democrazia. Se la smettessimo di fare delle parole un&#8217;arma impropria, per sostenere tesi avventate e demagogiche, se cercassimo soluzioni reali e leali a problemi nelle cui pieghe si cela l&#8217;agguato di Francesco, se la piantassimo finalmente di andare per la tangente e cercare l&#8217;applauso, diremmo che il ragazzo è una vittima e non ci sfiorerebbe nemmeno il pensiero che a dirlo si può spingere all&#8217;odio.<br />
Se Francesco è una vittima, è chiaro che ci sono dei carnefici e non so per quale singolare follia dovremmo mettere insieme il giovane antifascista e chi l&#8217;ha massacrato. La dico tutta e fuori dai denti, perché mi pare chiaro che la questione riguardi, a questo punto, il senso stesso della convivenza civile. Con la storiella comoda e strumentale degli steccati da saltare, si fa di ogni erba un fascio e si protegge oggettivamente gente che predica da sempre la violenza. A me non importa da che parte venga e di che colore sia. Nella risibile società degli <em>esclusi</em> e dei <em>protetti</em>, il confine che separa chi colpisce da chi è colpito dev&#8217;essere visibile e ben definito. E non c&#8217;è dubbio, la domanda è una: per saltare non so bene quali suoi steccati, chi sosterrebbe a cuor leggero che, per risolvere il caso Saviano, il sindaco dovrebbe mettersi a un tavolo e fare da mediatore tra il giovane scrittore e i casalesi?<br />
E torno a Napoli. Sempre più sventurata, devo dire. La guardo sconcertato, così come mi viene dipinta, e non la riconosco. Mi ci perdo. Una sola divisione: esclusi e protetti. I confini, tirati con la squadra e con la riga, sono incomprensibili e irreali, ma il quadro è suggestivo: due città che non si parlano e quasi non si conoscono. Ma quali città? E di che mondo parliamo? Se solo ti guardi attorno attentamente, il conto non ti torna. Nello stesso quartiere, nello stesso vicolo,<img class="alignleft size-full wp-image-1039" title="Immag004" src="http://giuseppearagno.wordpress.com/files/2009/10/immag0041.jpg" alt="Immag004" width="320" height="240" /> spesso nella stessa famiglia, c&#8217;è tutta la complessità della vita. La gente parla e non c&#8217;è mai silenzio. La gente si incontra, si scontra, tratta, contratta, si conosce e trova modo di riconoscersi. Non ci sono due città, esiste solo un insieme di diversità, un&#8217;articolata molteplicità e la realtà non è riconducibile a una sorta di inverosimile binomio. Napoli è una metropoli che si legge a &#8220;<em>strati</em>&#8221; e non puoi chiuderla nell&#8217;antico stereotipo della città borbonica quasi per vocazione. Certo, se la guardi in superficie, ci trovi l&#8217;eterno malcostume politico e il ricatto clientelare che invischiano tutti i ceti nell&#8217;ideologia subalterna d&#8217;un popolo quasi indifferenziato. Ma se ti fermi a guardare, se stai per strada e vivi tra la gente, scopri che la salute è sorprendente, ti accorgi che la vita pulsa, che le tensioni sociali non erompono più fatalmente in protesta plebea e non soffocano malamente in un rigurgito sanfedista. Se vai più a fondo, e devi saperci andare, immediato giunge l&#8217;impatto con la borghesia e, se vuoi capire Napoli, tu devi farci i conti. Non puoi fermarti a Viviani e nemmeno conoscere solo Eduardo De Filippo. Il mondo cambia e, se tu non lo vedi, inganni te stesso o, peggio ancora, stai ingannando gli altri. Dov&#8217;è questa nuova &#8220;<em>Berlino</em>&#8221; col suo muro e i <em>protetti</em> da un lato, gli <em>esclusi</em> dall&#8217;altro? A meno di non esser ciechi &#8211; questo forse è il problema &#8211; la città è un inestricabile intreccio. Assieme all&#8217;economia del vicolo e a nuclei di plebe, per i quali il tempo non passa, la maturità non giunge, la coscienza civile non si forma, trovi una borghesia articolata che guarda in alto, ma ha frange che si proletarizzano; trovi, se guardi, un proletariato che ha avuto una gran storia. Gente che ha ancora un&#8217;anima e resiste al richiamo del vicolo, portandosi dentro l&#8217;identità di classe, sebbene sia ormai perennemente terrorizzata dal pauroso binomio licenziamento-disoccupazione e appaia piegata sotto i colpi di un&#8217;offensiva padronale così disgregante, che non ha precedenti nella storia della repubblica. E non basta. Quanto di militanza giovanile non sanno più raccogliere i partiti storici dei lavoratori, vive nei centri sociali &#8220;<em>rossi</em>&#8220;. Solo in quelli, perché centri sociali la destra non ne ha. Quale che possa essere la parte politica, nessuno onestamente può negarlo: nonostante limiti e insufficienze, negli ultimi anni questi ragazzi hanno costruito forme di democrazia &#8220;<em>dal basso</em>&#8221; che meritano rispetto. Sono stati protagonisti di una battaglia coraggiosa, civilissima e non ancora del tutto conclusa, quando la città è diventata un&#8217;enorme e vergognosa discarica a cielo aperto e hanno marciato con padre Zanottelli<img class="alignright size-full wp-image-1040" title="002 6 febbraio 2009 Chiaiano Intervista a Zanottelli" src="http://giuseppearagno.wordpress.com/files/2009/10/002-6-febbraio-2009-chiaiano-intervista-a-zanottelli1.jpg" alt="002 6 febbraio 2009 Chiaiano Intervista a Zanottelli" width="320" height="240" />; svolgono ruoli attivi e propositivi nei &#8220;<em>Comitati di quartiere</em>&#8221; e nelle rare iniziative in cui la città mostra di essere ancora politicamente e socialmente viva. Chi li ha visti all&#8217;opera a Bagnoli, accanto a genitori, insegnanti e bambini in lotta per la scuola nella lunga ed esemplare vicenda del &#8220;<em>Madonna Assunta</em>&#8220;, chi li vede impegnati a fianco agli immigrati, chi ha la fortuna di stare con loro nelle assemblee universitarie e nelle manifestazioni in piazza, non può che togliersi il cappello. Ci sono limiti, errori e contraddizioni e sarebbe strano che non fosse così, ma c&#8217;è una passione civile che non è facile trovare.<br />
La democrazia è partecipazione e Rossi Doria in piazza non si vede mai, ma lo ricordo negli anni della giovinezza, quando tutti eravamo autonomi e rivoluzionari. Il suo &#8220;<em>potere</em>&#8221; era allora tutto operaio. Non so di dove tragga fuori i suoi giudizi e i malaccorti e velenosi suggerimenti che regala al sindaco Iervolino. So che questo suo insistere nel paragonare i ragazzi dei centri sociali agli squadristi che hanno massacrato di botte Francesco Traetta, un loro compagno, uno di loro, non è solo una bestemmia. Somiglia molto a una sorta di provocazione, a qualcosa che sta la speranza e l&#8217;istigazione che mi auguro inconsapevole. Che si vuole davvero: evitare o scatenare la rissa? Protetti o esclusi: non sta in cielo né in terra. Tutto nasce semplicemente da una micidiale distorsione dei fatti? Può darsi. Ma questo è davvero il revisionismo. E sono sinceramente preoccupato.</p>
<p>Uscito su &#8220;<a href="http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=13297">Fuoriregistro</a>&#8221; il 12 ottobre 2009, su &#8220;<a href="http://www.reportonline.it/2009101337087/cronaca/napoli-il-dialogo-colpito-a-tradimento.html">Report on Line</a>&#8221; il 13 ottobre 2009 e su &#8220;il Manifesto&#8221; il 15 ottobre 2009.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lo scudo della vergogna]]></title>
<link>http://sinistragenova6.wordpress.com/2009/10/05/lo-scudo-della-vergogna/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 17:50:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariopesce</dc:creator>
<guid>http://sinistragenova6.wordpress.com/2009/10/05/lo-scudo-della-vergogna/</guid>
<description><![CDATA[comunicato stampa 30 settembre 2009 del gruppo consiliare Sinistra e Libertà nel Comune di Genova Og]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><em>comunicato stampa 30 settembre 2009<br />
del gruppo consiliare Sinistra e Libertà nel Comune di Genova </em></strong></p>
<p>Oggi dobbiamo purtroppo prendere atto che la pregiudiziale di costituzionalità in merito allo scudo fiscale, “lo scudo della vergogna”, è miseramente naufragata grazie alle pesanti assenze in aula dell’opposizione: 59 i deputati assenti del P.D. (27,3%) tra cui Franceschini, Bersani, D’Alema, Fioroni, Bindi, Pollastrini; 8 dell’U.D.C. (21,6%) e 2 dell’I.d.V.(7,7%).  E’ passata così ieri sera la 25ma richiesta di fiducia, il decreto diventerà legge.</p>
<p>In queste condizioni diventa ridicolo e patetico appellarsi al Presidente della Repubblica, come ha fatto ieri in aula Leoluca Orlando dell’I.d.V.,  per invocarne l’intervento.</p>
<p>Le battaglie politiche non si conducono con suppliche o appelli; le battaglie politiche, così ci ha insegnato la storia della Sinistra, si conducono, oltre che nelle Piazze, anche in Parlamento,  democraticamente, con la forza dei numeri. I numeri sulla carta c’erano: gli uomini NO!</p>
<p style="text-align:right;"><strong><em>Arcadio Nacini, Bruno Delpino, Angela Burlando</em></strong></p>
<div></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grazie Partito democratico!]]></title>
<link>http://arcobalenocattolica.wordpress.com/2009/10/03/grazie-partito-democratico/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 18:22:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilredeire</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 29 settembre si votava in Parlamento la pregiudiziale di incostituzionalità contro lo scudo fisca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-253" title="lapide" src="http://arcobalenocattolica.wordpress.com/files/2009/10/lapide.jpg" alt="lapide" width="279" height="216" /></p>
<p>Il 29 settembre si votava in Parlamento la pregiudiziale di incostituzionalità contro lo scudo fiscale. Numerose assenze sui banchi della maggioranza, ma ahinoi! tantissime sui banchi dell&#8217;opposizione. Pd: 59 assenti. Udc: 8 assenti. Idv: 2 assenti. Per affossare il mega-condono bastavano 27 deputati per avere la maggioranza.<br />
Tra i nomi più &#8220;prestigiosi&#8221; degli assenti del Pd: Bersani, Calearo, Capodicasa, Carra, D&#8217;Alema, Damiano, D&#8217;Antoni, Fioroni, Franceschini, La Forgia, Pistelli, Pollastrini, Turco&#8230;<br />
Nell&#8217;Udc: Cesa, Mannino&#8230;<br />
Dopo lo scontro e le critiche sembrano solo sceneggiate per il popolino bue&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da dove ripartire]]></title>
<link>http://nicolamartocchiadiodati.wordpress.com/2009/10/01/da-dove-ripartire/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 16:32:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola Martocchia Diodati</dc:creator>
<guid>http://nicolamartocchiadiodati.wordpress.com/2009/10/01/da-dove-ripartire/</guid>
<description><![CDATA[avrei voglia di partire dal 1859 con la legge Casati, ma evito. partiamo da quando l&#8217;Italia è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>avrei voglia di partire dal 1859 con la legge Casati, ma evito.</p>
<p>partiamo da quando l&#8217;Italia è una Repubblica.</p>
<p>1947 legge Gonnella</p>
<p>1962 scuola media unificata durante il governo Fanfani</p>
<p>1969 libero accesso degli studenti alle università, si facilita l&#8217;esame di maturità</p>
<p>1977si riformano i programmi delle medie, si sostituiscono i voti con i giudizi, abolite le classi differenziali per i diversamente abili</p>
<p>1990 nella scuola elementare si istituiscono i modelli e i team di docenti</p>
<p>1994 riforma d&#8217;Onofrio</p>
<p>1997riforma Berlinguer</p>
<p>1999 legge Bassanini applica il criterio dell&#8217;autonomia anche alla scuola</p>
<p>2004 riforma Moratti</p>
<p>2006-2007 ministro Fioroni</p>
<p>2009 riforma Gelmini</p>
<p>eppure la scuola rimane una spesa enorme e, cosa ben più preoccupante e pericolosa, non fruisce cultura.</p>
<p>questo perchè chiunque abbia avuto in mano la scuola ha tentato di riformala a suo modo e visione senza tenere in conto l&#8217;importanza della scuola stessa, e il risultato è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>La scuola stessa non avrebbe né debiti formativi, né esami di riparazione, né l’ibrido di adesso.</p>
<p>La scuola stessa verrebbe bocciata!</p>
<p>ciò di cui c&#8217;è bisogno è un servizio d&#8217;istruzione che fruisca cultura, educhi i ragazzi e vada a formare la futura classe dirigente, la futura Italia.</p>
<p>perchè come è adesso non va bene, perchè c&#8217;è un&#8217;Italia fatta di veline e calciatori, cocaina e negroni, &#8220;amici&#8221; e &#8220;uomini e donne&#8221;, razzismo e stupri. c&#8217;è un&#8217;Italia fatta di &#8220;il presidente di Israele è Ahmadinejad&#8221;, di &#8220;la corrente si trasporta con i camion&#8221;, di &#8220;l&#8217;8 settembre è la festa della Madonna&#8221;, di &#8220;il 25 Aprile? la festa della libertà!&#8221;, di &#8220;Napolitano?boh!&#8221;, di &#8220;Berlusconi?il presidente della repubblica!&#8221;, &#8220;Garibaldi?un comunista!&#8221;, &#8220;il Darfur?è &#8220;il fare in fretta!&#8221;".</p>
<p>e se vorremo un&#8217; Italia che sappia essere in grado di attuare la Costituzione, di attuarne i principi fondamentali, di diventare una Democrazia, abbiamo bisogno di cambiare la cultura di questo nostro paese.</p>
<p>e la cultura la cambi da lì, dai banchi di scuola, dai bambini di 5 anni che non possono crescere solo a Dragonball e vizi. Non possono!</p>
<p>è lì, su quei banchi di scuola, che formi una popolazione.</p>
<p>e che quindi le Camere, il Parlamento e le Istituzioni tutte, in comunione,aprendo una discussione bipartisan, stilino un&#8217;idea di scuola che sia firmata da tutte le forze politiche, che ponga il merito come sua base, che fruisca cultura e senso di Stato, che sappia creare una generazione migliore dell&#8217;attuale.</p>
<p>perchè, così dicono i vecchi e i saggi, &#8220;per sapere il padre, conosci il figlio&#8221;.</p>
<p>e noi siamo tutti figli tuoi, Italia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non sa fare i conti e nemmeno prendere la mira]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/09/26/non-sa-fare-i-conti-e-nemmeno-prendere-la-mira/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 19:27:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Più di un anno fa , praticamente dopo due mesi dalle elezioni, avevo predetto che gelmini avrebbe cr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Più di un anno fa , praticamente dopo due mesi dalle elezioni, avevo predetto che gelmini avrebbe creato seri problemi al governo berlusconi.</p>
<p style="text-align:justify;">Qui  a questo link :</p>
<p id="entry-123550"><a href="http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2008/07/maria-stella-gelmini-la-figlia-segreta-del-dottor-fioroni-1.html" target="_blank"><strong>Maria Stella Gelmini: la figlia segreta del dottor Fioroni</strong></a></p>
<p>E &#8216; stata una previsione  facile  facile dopo aver visto le sue prime mosse.</p>
<p style="text-align:justify;">Scrissi che &#8221; <em><strong>Inoltre Maria Stella</strong> , come il padre  ( </em> putativo ovviamente Fioroni n.d.r <em>) <strong>peraltro, dimostra di avere profonde lacune in matematica ( in particolare in statistica ) e in lingua italiana e forse anche con la logica&#8230;. .&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi devo aggiungere  in balistica.</p>
<p style="text-align:justify;">Possibile che, nella sua massima presunzione,  non abbia calcolato che colpendo a caso nel mucchio (  tagli ai posti dei precari ) colpiva anche i suoi elettori ?????</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; possibile, possibilissimo difatti&#8230;.</p>
<p><strong></strong><strong><big></big><big>Contestata la Gelmini alla festa Pdl</big></strong></p>
<p><strong></strong><strong><big></big><big> «I posti in più non ci sono»</big></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il ministro: «Non posso stabilizzare 150mila persone. Riforma dell&#8217;Università con i soldi dello scudo fiscale»</em></p>
<div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=2673240&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=153501407304&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=153501407304&#38;id=96895987296"></a><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/09/7816_153725362296_96895987296_2673240_327053_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3066" title="7816_153725362296_96895987296_2673240_327053_n" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/09/7816_153725362296_96895987296_2673240_327053_n.jpg" alt="7816_153725362296_96895987296_2673240_327053_n" width="482" height="300" /></a></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"><em>Mariastella Gelmini è stata contestata proprio dove forse meno se l&#8217;aspettava: voci critiche si sono infatti alzate dalla platea della festa del Pdl nei confronti del ministro dell’Istruzione. Un’insegnante di sostegno si è alzata affermando: «Avete annunciato 5mila posti in più. Non ci sono, c’è solo un provvedimento tampone. Vi riempite la bocca di cose che non vedo. Ho studiato anche all’estero con buoni risultati. Sono ancora qua ad aspettare una maledetta stabilizzazione». «Ci sono &#8211; ha risposto Gelmini &#8211; 5mila insegnanti di sostegno in più. Dovrebbe essere comunque grata a questo governo che ha messo una ’toppa’ a problemi incredibili. Nessuna stabilizzazione. Io non posso stabilizzare 150mila persone ma devo pensare alla qualità del servizio». Dal pubblico a questo punto si è alzato un uomo che non si è presentato dicendo: «State distruggendo la scuola».</em></p>
<p style="text-align:right;">continua su <strong><a title="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_26/gelmini_contestazioni_5512dd80-aab4-11de-a0d4-00144f02aabc.shtml" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=153501407304&#38;h=d8ba67b6288461343c6cd08628a821f1&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fpolitica%2F09_settembre_26%2Fgelmini_contestazioni_5512dd80-aab4-11de-a0d4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere.it</a></strong>, 26 Settembre 2009</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Franca Corradini</strong></p>
<p style="text-align:left;">P.S. : ma come ti sei fatta racchia a maristè&#8230; sei diventata  proprio bruttarella forte</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SCUOLA: FIORONI, PIANO TREMONTI-GELMINI GIA' PRODOTTO 26.000 LICENZIATI]]></title>
<link>http://gdsp.wordpress.com/2009/09/21/scuola-fioroni-piano-tremonti-gelmini-gia-prodotto-26-000-licenziati/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 07:42:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>gdsp</dc:creator>
<guid>http://gdsp.wordpress.com/2009/09/21/scuola-fioroni-piano-tremonti-gelmini-gia-prodotto-26-000-licenziati/</guid>
<description><![CDATA[SCUOLA: FIORONI, PIANO TREMONTI-GELMINI GIA&#8217; PRODOTTO 26.000 LICENZIATI 15-09-09 (ASCA) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div>
<div>SCUOLA: FIORONI, PIANO TREMONTI-GELMINI GIA&#8217; PRODOTTO 26.000 LICENZIATI</div>
</div>
</div>
<div>
<div>15-09-09</p>
<p>(ASCA) &#8211; Roma, 15 set &#8211; &#8221;Il piano Tremonti-Gelmini e&#8217; al suo primo anno di applicazione e sono già 26.000 i precari licenziati: 18.000 insegnanti e 8.000 addetti al personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliare, n.d.r.)&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto Giuseppe Fioroni, responsabile del dipartimento scuola ed educazione del Pd presentando una serie di dati che contestano il quadro ottimistico delineato dal governo per la scuola.</p>
<p>&#8221;Il ministro Gelmini -ha detto ancora Fioroni- ha chiesto più volte alla scuola di essere seria, ma e&#8217; necessario che anche il governo sia serio e non tratti la scuola come una Cenerentola. Il ministro Gelini ha detto anche &#8216;fuori dalla scuola gli insegnanti che fanno politica&#8217;, ma noi pensiamo che gli insegnanti non facciano politica ma che si occupino e si impegnino per il bene comune&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda la riforma, Fioroni ha contestato come fuorvuanti e comunque non vere le cifre di cui ha parlato la stessa Gelmini. &#8221;In realtà le famiglie italiane hanno bocciato il maestro unico. Il ministro Gelmini cerca di imbrogliare l&#8217;opinione pubblica manipolando i dati: ha affermato che il 69,6% delle famiglie ha preferito il maestro unico. In realtà solo il 2% ha scelto il maestro unico con l&#8217;orario a 24 ore settimanali, il 9% l&#8217;orario a 27 ore, il 58,6% l&#8217;orario a 30 ore e il resto le 40 ore&#8221;.</p>
<p>Contestata anche l&#8217;affermazione che sia stato potenziato il tempo pieno: &#8221;Non e&#8217; vero, in realtà è stato riportato in vita il doposcuola&#8221; ha detto Fioroni che ha sottolineato l&#8217;impraticabilità di fatto del maestro unico facendo osservare che dal &#8221;maestro specializzato si passa oggi al maestro tuttologo che deve sapere insegnare italiano, matematica, scienze, ma anche l&#8217;inglese visto che sono stati aboliti tutti i 12.000 posti di insegnanti specializzati tra cui gli insegnanti di inglese, 4.000 solo quest&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>Devastanti i tagli, ha aggiunto Fioroni, anche per quanto riguarda le scuole tecniche e professionali perchè vengono a mancare in quasi tutti gli istituti i fondi necessari per i laboratori.</p>
<p>&#8221;Ci vuole la faccia di bronzo per dire senza provare un minimo di vergogna che quello del governo e&#8217; un piano di rilancio della scuola&#8221; ha commentato Fioroni aggiungendo che &#8216;&#8217;serve un&#8217;operazione verità sulle vicende della scuola rispetto a una campagna di disinformazione come quella in atto&#8221;.</p>
<p>Con i tagli alla scuola &#8221;questo governo -ha ironizzato Fioroni- e&#8217; passato dalle tre &#8216;I&#8217; della Moratti &#8211; inglese, internet, impresa &#8211; alla quarta &#8216;I&#8217;, ovvero ignoranza&#8221;.</p>
<p>Contestati anche i dati sui precari. In particolare Fioroni ha ricordato la diversa politica del governo Prodi: &#8221;Il nostro governo aveva fatto un piano per modificare le graduatorie che prevedeva 150 mila assunzioni in tre anni grazie al turn-over con i pensionamenti. Il governo Prodi ne ha assunti 75 mila. Questo governo ne avra&#8217; messi dentro si&#8217; e no 10 mila in tutto. Si possono ben capire le loro proteste&#8221;.</p></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Economie scolastiche]]></title>
<link>http://falsepercezioni.wordpress.com/2009/09/18/economie-scolastiche/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:35:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigimilani</dc:creator>
<guid>http://falsepercezioni.wordpress.com/2009/09/18/economie-scolastiche/</guid>
<description><![CDATA[di Carlo Santulli Qualche tempo fa parlavo del libro di Paolo Mazzocchini, &#8220;Studenti nel paese]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://falsepercezioni.wordpress.com/files/2009/09/pinocchio_0.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2035" src="http://falsepercezioni.wordpress.com/files/2009/09/pinocchio_0.jpg?w=300" alt="" width="300" height="299" /></a>di <a href="#mce_temp_url#">Carlo Santulli</a></p>
<p style="text-align:justify;">Qualche tempo fa <a href="http://virtualbookshelf.wordpress.com/2009/05/30/studenti-nel-paese-dei-balocchi-lettera-di-un-insegnante-ad-un-genitore/">parlavo</a> del libro di Paolo Mazzocchini, &#8220;Studenti nel paese dei balocchi&#8221;, che mostrava efficacemente lo sgomento e la preoccupazione di un insegnante in una scuola dove la formazione conta sempre meno, mentre la burocrazia e le scartoffie sempre di più, in breve la &#8220;scuola del POF&#8221;, quel Piano dell&#8217;Offerta Formativa, che stabilisce, come ha scritto qualcuno in vena di freddure, quel che &#8220;poffiamo&#8221; fare in ambito scolastico, cioè (più seriamente) tutto ciò che la scuola offre all&#8217;utente, cioè all&#8217;alunno (al proposito non è sbagliato quanto dice l&#8217;autore, che mutare uno che deve imparare in uno che deve usufruire di un servizio, ne cambia profondamente la natura, sicché l&#8217;apprendimento viene declassato a caratteristica accessoria: ancora una volta, le parole sono importanti).<br />
Avevo espresso perplessità su alcuni aspetti specifici della trattazione, ritenendo che la modernizzazione della scuola sia un&#8217;esigenza ineludibile e che sicuramente, specie in ambito tecnico-scientifico, i programmi vadano aggiornati e resi più compatibili con la realtà lavorativa di oggi: tuttavia non mi sfuggiva la serietà di approccio di Mazzocchini, che è un insegnante che vuole formare convenientemente i giovani ed in modo solido e non di facciata. Se queste sono le basi, mi dicevo, il &#8220;tiro&#8221;, per così dire, si aggiusta con relativa facilità. In tutto ciò, stavamo ancora parlando della scuola del ministro Fioroni: mi chiedevo come l&#8217;autore avesse vissuto il passaggio alla scuola di Mariastella Gelmini, sospettavo di conoscere la risposta ed offrivo in anticipo un abbraccio solidale.<br />
L&#8217;autore molto gentilmente mi ha inviato alcuni suoi scritti, a cominciare dalla seconda edizione di &#8220;Studenti nel paese dei balocchi&#8221;, accresciuta di una lettera ai genitori proprio centrata sulla scuola attuale e sulla riforma in via d&#8217;esecuzione, per proseguire con &#8220;La scuola del P(l)of&#8221;, dizionario satirico dell&#8217;istruzione superiore italiana (come da sottotitolo), spesso icastico quasi di un furore fescennino e dedicato sarcasticamente a quei superiori che si prodigano affinché il lavoro dell&#8217;insegnante si possa svolgere nelle &#8220;peggiori condizioni possibili&#8221;. Mazzocchini è anche, oltre ad essere docente di lettere nelle scuole superiori e studioso di filologia classica, uno scrittore non banale, come dimostrato dalla raccolta di racconti uscita per Prospettiva nel 2007, &#8220;L&#8217;anello che non tiene&#8221;.<br />
Sono una persona abbastanza aliena dall&#8217;invettiva, e non sarei forse capace, né probabilmente il mio stile vi si adatta, a scrivere un pamphlet piuttosto icastico, anzi due, quindi cerco di capire quale sia il comune denominatore del pensiero di Mazzocchini. Tante cose non le so, per esempio come e quanto si copi all&#8217;esame di maturità, tanto meno so se davvero gli insegnanti chiamati ad aggiornarsi non lo facciano, né sono sempre sicuro che il debito non si recuperi (amici insegnanti mi assicurano che ora lo si fa), però il grande male d&#8217;Italia, al di là di tutte le sfaccettature, è lo scollamento tra la teoria e la prassi che Mazzocchini evidenzia quasi ad ogni pagina: c&#8217;è la scuola teorica come risulta al ministero e c&#8217;è quella reale che popola i nostri giorni di alunni, genitori, insegnanti, ecc. La nostra scuola teorica credo sia la migliore del mondo: i POF, alcuni dei quali ho letto e conosco, sono un concentrato di concetti ed intenzioni nobili ed alte. La pratica non è esattamente così: questo accadeva anche quando studiavo io, ma adesso la differenza mi sembra maggiore (forse perché gli obiettivi sono assai più ambiziosi e i mezzi ancora più scarsi).<br />
La scuola teorica, come il gas ideale, l&#8217;Araba Fenice, la ferrovia Passo Corese-Rieti, è un&#8217;idea bellissima e fascinosa: peccato soltanto che non esista, e nessuno sa se quest&#8217;obiettiva situazione cambierà in tempi compatibili con l&#8217;esistenza umana (perché, per quanto sempre più tecnologici, non siamo eterni ahinoi). A differenza delle altre chimere citate qui sopra, la scuola teorica ha tuttora dei ferventi apostoli che sono pronti a giurare che ci sia davvero, apostoli che sono collocati in modo equanime a destra e a sinistra e specialmente nei sindacati. E&#8217; la stessa filosofia che fa ritenere che, spariti i bigliettai, tutti pagheremo diligentemente quanto dovuto, e che una stazione senza vigilanza (e senza quindi nessun tipo di sanzione applicata ai contravventori) rimanga intonsa e perfetta, magari pure pulita (nel senso che non si sporchi, non che sia previsto che qualcuno adempia a questo compito, perché bisognerebbe pagarlo, e noi vogliamo risparmiare).<br />
Il POF è, da quel che capisco, lo specchio di questa ferma convinzione (che sarebbe commovente, se non fosse purtroppo indicativa di quel che noi italiani amiamo di più, e che Beppe Severgnini ha giustamente messo come titolo di un suo libro, la &#8220;bella figura&#8221;).<br />
Tuttavia, è facile, e probabilmente semplicistico, dire che questo scollamento dipende dal nostro carattere nazionale: i caratteri nazionali si modificano, il caffè espresso come lo conosciamo è apparso circa nel 1930, eppure sembra che esista da mille anni, tanto è simbolico di un certo nostro modo di vivere. La verità è che siamo (in apparenza) colti da un&#8217;accidia monumentale nel ritenere che deve essere sempre così (per inciso: è inutile essere progressisti se si pensa che tanto non cambierà mai niente, caratteristica che mi sembra un altro dei paradossi italiani): in realtà, no, non è obbligatorio che sia sempre così, è che a molti, troppi, conviene ancora, almeno in apparenza che sia così.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Un paese in cui l&#8217;autobus si paga se e solo se passa il controllore (per imperscrutabili motivi sindacali ed organizzativi, è tuttora raro che l&#8217;autista possa vendere i biglietti: non in molte città almeno) rappresenta efficacemente questo scollamento: tra l&#8217;altro i controllori sono molto prevedibili, salgono solo a certe fermate e non ad altre, sono di solito in tre (almeno a Roma) quindi si vedono da un chilometro di distanza. Tutto giusto: certo è inutile lamentarsi che i mezzi non funzionano se in tanti non paghiamo il biglietto e quindi gli incassi sono scarsi. Ma tutto questo è nato perché un giorno qualcuno ha deciso di abolire i bigliettai, senza pensare se e come sarebbe stato possibile verificare il pagamento del biglietto; un altro giorno qualcun altro ha deciso di chiudere le stazioni ferroviarie di tanti piccoli e meno piccoli paesi, e di lasciarle &#8220;impresenziate&#8221;, senza pensare che sarebbero state vandalizzate, magari rese pericolose dall&#8217;assenza di sorveglianza. Questi sono due esempi di finto &#8220;risparmio&#8221;, che si traduce alla fine in un disagio maggiore ed in un ulteriore spreco delle risorse che tale economia dovrebbe liberare, sicché curiosamente diventa in ultima analisi una fonte di spesa maggiore, per riparare i danni, per la perdita di credibilità e di prestigio delle istituzioni e delle aziende, oppure semplicemente per i soldi persi da biglietti non pagati.<br />
Le finte economie possono andare avanti ad libitum, anche nella scuola: si potrebbe anche decidere che in fondo le posate non sono necessarie per mangiare, questo ridurrebbe in apparenza il costo della refezione scolastica (con problemi di igiene, ma vabbé&#8230;); già è qualche tempo che la carta igienica è ritenuta un genere voluttuario nei bagni degli edifici scolastici, e sono le famiglie che devono provvedere a portare qualche rotolo al mese. E si potrebbe continuare.<br />
Il risparmio, che potremmo chiamare, e per l&#8217;esempio illustrato in precedenza, e diciamo pure anche per l&#8217;indubbia qualità filosofica della proposta, &#8220;economia della carta igienica&#8221;, è passata, in ambito scolastico, dopo l&#8217;avvento del ministro Gelmini, da una fase approssimata ed empirica ad una deterministica e consequenziale: si taglia questo, e quindi non serve nemmeno quello, e quello e quello&#8230; Non nascondo che è un passo epocale, quando si evolve (o si involve) da dati sparsi ad una trattazione solida e robusta, un passo che secondo Mazzocchini (e anche secondo me, in verità) porterà all&#8217;annientamento della nostra scuola statale. Ormai il principio è enunciato e chiaro: si faccia qualunque cosa, purché non costi nulla e faccia risparmiare (all&#8217;inizio, ma &#8220;in the long run we are all dead&#8221;, come diceva Keynes, e quindi chissenefrega&#8230;); tutto ciò che costa qualcosa, sia eliminato. Nessun interesse per la didattica, la pedagogia, ecc.: soltanto la mera constatazione, che è sempre più diffusa in giro per le nostre città e paesi, grazie alla &#8220;meritoria&#8221; opera dell&#8217;informazione televisiva, che finalmente si torna indietro, a quella mitica età dell&#8217;oro, e che finalmente i fannulloni se ne vanno a casa. Corollario di tutta questa filosofia è che la scuola, con buona pace di chi ci crede ancora, è istituzione di scarso peso ed importanza nel nostro mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, io non credo, ad essere onesto, che uno che sia un fannullone, una specie di Lucignolo (la discussione politica sull&#8217;istruzione è ormai regredita a livelli che anche Mangiafuoco troverebbe un pochino rozzi, quindi permettetemi il paragone), non farebbe certo il professore: sedere in classe di fronte ad alunni non sempre disciplinati, partecipare a riunioni, spesso prolisse, compilare una gran messe di documenti, non sono condizioni favorevoli allo sviluppo del fannullonismo. Sarebbe certo meglio un mestiere senza orario né lezioni né contatto col pubblico (tanto meno se questo è costituito da alunni e genitori). Aggiungiamoci poi che per fare il fannullone un professore deve studiare per lunghi anni e capirete l&#8217;insensatezza della manovra: perde i migliori anni per poltrire, quelli dell&#8217;adolescenza e della giovinezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Naturalmente sto scherzando, anche se amaramente, ma vorrei solo ricordare, a quelli che magnificano il tempo passato, che questa bistrattata scuola statale ha avuto un&#8217;importanza capitale nella nostra storia; basta tornare indietro di un secolo; all&#8217;inizio del &#8216;900, diciamo nel 1911, anno di censimento, in buona parte del Centro-Sud (a Roma no, ma solo per la notevole presenza di religiosi e religiose) ed in parte del Nord-Est gli analfabeti erano oltre la metà, con punte fino al 70-75% in certi circondari lucani e calabresi (i dati sono disponibili per esempio su &#8220;Maestri e istruzione popolare in Italia tra Otto e Novecento&#8221;, a cura di Roberto Sani e Angelino Tedde, Edizioni Vita e Pensiero, 2003).<br />
So bene che l&#8217;Italia è stata unificata dalla televisione, di cui nessuno nega il potere quasi &#8220;taumaturgico&#8221;, ma anche la scuola ha avuto un suo ruolo, tanto è vero che nei primi anni &#8216;50, ben prima dell&#8217;avvento della TV, la situazione era già profondamente mutata, e l&#8217;analfabetismo era arretrato vistosamente. Pensiamoci bene prima di risparmiare soldi in questo modo: ci troveremo tra qualche anno di fronte ad amare sorprese, che fiocchino i cinque in condotta o fioriscano le pagelle su Internet o meno. Ma può darsi che ci interessi di più la televisione, o il campionato di calcio: nella vita, è sempre una questione di scelte. E chi ama il proprio paese (ma direi anche l&#8217;umanità nel senso più lato) è oggi tenuto a dare la propria opinione. E non è vero secondo me che Mazzocchini non proponga un&#8217;idea di riforma: investire nell&#8217;istruzione, ed in quella vera e seria, è un&#8217;idea eccome (ma forse i professori non devono averne, di idee!).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il corso di Formazione Politica trova nuovi sostenitori]]></title>
<link>http://aclisambrogio.wordpress.com/2009/09/10/il-corso-di-formazione-politica-trova-nuovi-sostenitori/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 21:02:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>aclisambrogio</dc:creator>
<guid>http://aclisambrogio.wordpress.com/2009/09/10/il-corso-di-formazione-politica-trova-nuovi-sostenitori/</guid>
<description><![CDATA[Fioroni e i giovani del goriziano Federico Portelli, Stefano Podlipnik ,Luca Corolli, Eddy Manzan, F]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_114" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://aclisambrogio.wordpress.com/files/2009/09/fioroni.jpg"><img class="size-medium wp-image-114" title="Fioroni" src="http://aclisambrogio.wordpress.com/files/2009/09/fioroni.jpg?w=300" alt="Fioroni e i giovani del goriziano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fioroni e i giovani del goriziano</p></div>
<p>Federico Portelli, Stefano Podlipnik ,Luca Corolli, Eddy Manzan, Federico Vidic e Carlo Rojic (in quest’ordine nella foto) incontrano a Palmanova l’ex Ministro Beppe Fioroni, intervenuto ad un dibattito con la candidata alla segreteria regionale del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.. Tra i tanti temi trattati dai giovani con l’esponente di Quarta Fase, di cui gli stessi fanno parte, a poche settimane dal congresso del Partito Democratico, i problemi del Goriziano, tra cui lavoro e sicurezza, e in particolare quello dell’impegno dei cattolici in politica. A tal proposito viene presentato dal gruppo il programma del corso di formazione socio politica realizzato in collaborazione tra il Circolo Camillo Medeot e le Acli della provincia di Gorizia e che trova il pieno sostegno dell’ex Ministro. Fioroni ribadisce l’importanza di questo tipo di iniziative nel panorama politico del nostro paese e da il pieno sostegno all’iniziativa., sottolineando che « E&#8217; importante la sala parto e la sala rianimazione, nascita e morte, ma i cattolici non si occupano solo di quello. In mezzo c&#8217; è la vita. I salari, la scuola, l&#8217; economia, la sicurezza.» Questi i grandi temi che anche i giovani di Quarta Fase della nostra provincia intendono portare avanti e sostenere con grande tenacia e determinazione e questo è anche lo scopo del corso di formazione politica che partirà a Monfalcone il 24 settembre alle 20,30 presso l’oratorio San Michele, educare al bene comune, perché nessuno pensa ad una politica cattolica ma una politica fatta dai cattolici.</p>
<p style="text-align:right;"><strong><em>Circolo ACLI  S.Ambrogio</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fioroni incontra i giovani del goriziano]]></title>
<link>http://ilgrilloparlantego.wordpress.com/2009/09/10/fioroni-incontra-i-giovani-del-goriziano/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 20:33:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>adminey</dc:creator>
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<description><![CDATA[Federico Portelli, Stefano Podlipnik ,Luca Corolli, Eddy Manzan, Federico Vidic e Carlo Rojic (in qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Federico Portelli, Stefano Podlipnik ,Luca Corolli, Eddy Manzan, Federico Vidic e Carlo Rojic (in qu]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ignoranti senza dio]]></title>
<link>http://silentsin.wordpress.com/2009/08/16/ignoranti-senza-dio/</link>
<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 08:18:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>silentsin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciclicamente lo Stato prova ad usare il pugno di ferro per affermare la propria laicità, come nel ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ciclicamente lo Stato prova ad usare il pugno di ferro per affermare la propria laicità, come nel ca]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Dagli al Tar!]]></title>
<link>http://eorakesifa.wordpress.com/2009/08/13/dagli-al-tar/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 09:24:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come osa questo tribunalucolo, per giunta amministrativo, quindi di serie c, mettere i suoi bastonci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come osa questo tribunalucolo, per giunta amministrativo, quindi di serie c, mettere i suoi bastoncini tra le ruote del progresso della Fede (unica vera e sola, come descritta nei luminosi testi della Santa Sede)? Contestare che il giudizio in religione debba far media con gli altri, su materie assai meno rilevanti per la formazione di un individuo, come l&#8217;inglese o la matematica per esempio, è del tutto assurdo e sminuisce gli insegnanti di religione Cattolica agli occhi degli allievi, delle loro famiglie e dei colleghi, impegnati peraltro in questioni ben più prosaiche, tipo ginnastica o musica. Bene fece il cattolicissimo ministro Fioroni, dell&#8217;ultimo (ma per davvero!)  governo Prodi, ad introdurre la norma e benissimo fa l&#8217;ancor più, se possibile,  cattolicissima ministra Gelmini a trascinare davanti al Consiglio di Stato l&#8217;iniqua sentenza perché ne faccia strame. Italia, 2009 avanti Cristo, no scusate, dopo Cristo!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La discriminazione dei cattolici]]></title>
<link>http://silvanascricci.wordpress.com/2009/08/12/la-discriminazione-dei-cattolici/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 19:02:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvanascricci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla chiesa valdese, dalla c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla chiesa valdese, dalla chiesa evangelica, dalla comunità ebraica e da alcune associazioni laiche al provvedimento del ministro della pubblica istruzione del governo Prodi, Fioroni.</p>
<p>Tale normativa prevedeva che ai ragazzi che frequentavano l&#8217;ora di religione venissero assegnati un maggior numero di crediti rispetto ai non frequentanti.</p>
<p>Mi permetto di dire che trovo questo pronunciamento del TAR estremamente corretto sia formalmente che sostanzialmente.</p>
<p>Formalmente perchè l&#8217;Italia non ha una religione di stato quindi non si può privilegiare una religione a scapito di un&#8217;altra avendo per costituzione tutte lo stesso status giuridico e la stessa dignità (se non vogliamo equipararci ad altri stati teocratici).</p>
<p>Sostanzialmente perchè non essendoci, sistematicamente e organicamente, altri corsi di religione o di arte o di tecnologia nelle scuole da affiancare all&#8217;ora di religione non vedo perchè studenti, magari anche più bravi e preparati, devono essere penalizzati nella media e nel voto finale.</p>
<p>Presa questa decisione ne consegue, razionalmente e giuridicamente, che i professori di religione non possano partecipare ai consigli di classe.</p>
<p>Questo passo lo trovo giusto a prescindere, come direbbe Totò, in quanto tali insegnanti che pure operano in una struttura pubblica, statale e dallo stato italiano pagati non vengono selezionati come tutto il resto del personale docente; vengono scelti esclusivamente dalla Curia senza neppure dover sentire, foss&#8217;anche non vincolante, il parere del preside o del responsabile del distretto scolastico.</p>
<p>Naturalmente i politici cattolici (o presunti tali &#8211; viste anche le recenti boccaccesche vicende) si sono immediatamente lanciati nella crociata a fianco della chiesa che, per bocca di un suo rappresentante, ha dichiarato che questa sentenza è discriminatoria.</p>
<p>Che la chiesa dichiari che in Italia i cattolici siano discriminati la trovo, nella migliore delle ipotesi una boutade, nella peggiore una provocazione in malafede; questo governo (ed in buona parte anche il precedente) hanno fatto di tutto e di più per assolvere a qualsiasi richiesta proveniente da oltre Tevere, anche negare leggi di libera scelta imponendo a tutti una visuale univoca di religiosità, negando contestualmente il diritto alla laicità ed anche all&#8217;ateismo.</p>
<p>Vorrei inoltre ricordare, a chi dovesse dirmi quanto la chiesa abbia fatto e faccia per l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione degli extra comunitari, che non è la chiesa ad avere fatto cose egregie ma singoli preti, singoli sacerdoti in quanto lo stato del Vaticano ha una delle più feroci ed applicate leggi contro tutti coloro che non godono della cittadinanza vaticana.</p>
<p>Ovviamente la Gelmini ha già dichiarato che ricorrerà al consiglio di stato per ripristinare la normativa anche se del precedente odiato governo.</p>
<p>La fede imposta come legge di stato.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1808" title="images" src="http://silvanascricci.wordpress.com/files/2009/08/images2.jpg" alt="http://oknotizie.virgilio.it/silvanascricci/news" width="37" height="14" /></dt>
</dl>
</div>
<p><a href="http://oknotizie.virgilio.it/silvanascricci/news">Vota <span style="color:#339966;">OK/</span><span style="color:#ff0000;">NO</span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scuola pubblica e laicità]]></title>
<link>http://scuolacontroscuola.wordpress.com/2009/08/12/scuola-pubblica-e-laicita/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 12:44:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giampaolo Sbarra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scuola pubblica, laicità, cultura e politica. Una chiara sentenza del TAR del Lazio sul ruolo dei do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Scuola pubblica, laicità, cultura e politica.</span></h2>
<p style="text-align:center;">Una chiara sentenza del TAR del Lazio sul ruolo dei docenti di Religione.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><strong>La Chiesa cattolica attacca:</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><strong>ormai ci ha abituato a comportamenti eversivi</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#800080;"><strong>e poco rispettosi delle istituzioni italiane.</strong></span></p>
<p style="text-align:center;">Il parlamento italiano timoroso di fronte al diktat clericale.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;"><strong>Anche in questo caso (come per Eluana Englaro)</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#3366ff;"><strong>la magistratura è più avanti della politica. </strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Bisogna farlo capire al PD: così non va da nessuna parte.</strong></span> </p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">Se devo votare <span style="color:#ff6600;">clericale</span>, voto direttamente a <span style="color:#ff6600;">destra</span>.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ok il posizionamento ma... ]]></title>
<link>http://verbaclaritatis.wordpress.com/2009/06/30/ok-il-posizionamento-ma/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 14:09:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>verbaclaritatis</dc:creator>
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<description><![CDATA[Allora, in vista del Congresso, questa volta vero, del PD è cominciata la strategia di posizionament]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Allora, in vista del Congresso, questa volta vero, del PD è cominciata la strategia di posizionamento:</p>
<p>1. Il 2 luglio al Capranica di Roma si incontra la corrente che fa capo a Veltroni (dovrebbe esserci anche Franceschini).</p>
<p>2. Sempre il 2 luglio ed il 3 si incontrano a Norcia coloro che provengono dalle fila dei Popolari (Marini, Castagnetti, Fioroni).</p>
<p>3. Il 3 e 4 luglio si riunisce a Roma la corrente facente capo a Rutelli.</p>
<p>Bene, nulla da ridire&#8230;l&#8217;importante è che oltre ai personalismi ed alle varie correnti si riesca a produrre un&#8217;idea ed un progetto per l&#8217;Italia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fioroni (Pd): "Basta collateralismo con Cgil"]]></title>
<link>http://slccgilpomezia.wordpress.com/2009/06/30/fioroni-pd-basta-collateralismo-con-cgil/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 09:04:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Il Torque</dc:creator>
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<description><![CDATA[[da Rassegna.it] Bisogna &#8220;lavorare per l&#8217;unità sindacale e per riunire imprenditori e la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>[da <a href="http://www.rassegna.it" target="_blank">Rassegna.it</a>]</p>
<p>Bisogna &#8220;lavorare per l&#8217;unità sindacale e per riunire imprenditori e lavoro&#8221;, quindi basta con il collateralismo con la Cgil&#8221;. Parole di Beppe Fioroni, ex ministro dell&#8217;Istruzione, intervistato oggi dal Corriere della Sera in merito alla sfida per la guida del Pd.</p>
<p>Fioroni, esprimendo il suo sostegno a Franceschini, sostiene che nel Pd c&#8217;è chi, tra i sostenitori di Bersani, &#8220;ha cavalcato il no della Cgil all&#8217;accordo sul contratto&#8221;. E per Fioroni è &#8220;drammatico che qualcuno abbia pensato che la crisi avrebbe portato gli italiani a dividersi, acuendo le tensioni&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scandali in Sardegna: Fabrizio Corona, Lele Mora e Silvio Berlusconi]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/2009/06/22/scandali-in-sardegna-fabrizio-corona-lele-mora-e-silvio-berlusconi/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 22:07:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
<guid>http://titolando.wordpress.com/2009/06/22/scandali-in-sardegna-fabrizio-corona-lele-mora-e-silvio-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Era il 12 marzo 2007 quando Repubblica.it intervistava Lele Mora che aveva riottenuto il passaporto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Era il 12 marzo 2007 quando Repubblica.it intervistava Lele Mora che aveva riottenuto il passaporto ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fermezza educativa]]></title>
<link>http://scorfano.wordpress.com/2009/06/19/fermezza-educativa/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:25:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giorgio Ragazzini, su Esodo (via Gruppo di Firenze): Su questi temi (l&#8217;insistenza sull&#8217;e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Giorgio Ragazzini, su Esodo (via Gruppo di Firenze): Su questi temi (l&#8217;insistenza sull&#8217;e]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[mutamenti climatici]]></title>
<link>http://scorfano.wordpress.com/2009/06/19/mutamenti-climatici/</link>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 07:33:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
<guid>http://scorfano.wordpress.com/2009/06/19/mutamenti-climatici/</guid>
<description><![CDATA[Fate conto di essere un insegnante di matematica in un liceo scientifico. La vostra è una materia im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Fate conto di essere un insegnante di matematica in un liceo scientifico. La vostra è una materia im]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italians and their fig trees - a delicious obsession]]></title>
<link>http://traveldreamsandmoonbeams.wordpress.com/2009/06/17/italians-and-their-fig-trees-a-delicious-obsession/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:52:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>wanderlustwomen</dc:creator>
<guid>http://traveldreamsandmoonbeams.wordpress.com/2009/06/17/italians-and-their-fig-trees-a-delicious-obsession/</guid>
<description><![CDATA[OK, I must admit we Italians are obsessed with a fruit.  True, they are sweet and delicious.  Yet, n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>OK, I must admit we Italians are obsessed with a fruit.  True, they are <a title="Italians and Figs" href="http://www.parlafood.com/fioroni-the-first-figs/" target="_blank"><strong><span style="color:#008080;">sweet and delicious</span></strong></a>.  Yet, no one can understand this fanaticism outside of the Italian culture.  Why?  I think because the fig tree holds us to our roots.  Yet I wonder, if Eve had been Italian would she have shared that fig with Adam?  Probably, since Italian woman live to woo men through food!  LOL</p>
<p>This morning I couldn&#8217;t sleep and Michelle over at <a title="Bleeding Espresso" href="http://bleedingespresso.com" target="_blank"><strong><span style="color:#008080;">Bleeding Espresso</span></strong></a> was cyber-taunting me with figs and prosciutto.</p>
<p>After that I couldn&#8217;t sleep for real and decided to dig out this story when I got to the office.  Its author is listed as unknown and some of you may have seen it already but for the rest of you enjoy &#8211; it may explain some of our fig fanaticism:</p>
<div style="position:center;">
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;"><strong><span style="text-decoration:underline;">NO ONE  COVERED THE FIG TREE</span></strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">I was well  into adulthood before I realized that I was an American . Of course  I had been born in America and had lived here all my life, but somehow  it never occurred to me that just being a citizen of the United States  meant that I was an American.  Americans were people who ate peanut  butter and jelly on mushy white bread that came out of plastic bags.      Me ?       I was Italian !</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">For me, as  I am sure for most second-generation Italian-American children who grew  up in the 40’s and 50’s, there was a definite distinction to draw  between Us and Them.  We were Italians.  Everybody else, the  Irish, Germans, Poles, they were the “Med-e-gans”.  There was  no animosity involved in that distinction, no prejudice, no hard feelings,  just well, we were sure that ours was the better way.  For instance,  we had a bread man; we even had a man who sharpened knives and scissors  right outside our homes.  They were part of the many peddlers who  piled the Italian neighborhoods.  We would wait for their call,  their yell, their individual distinctive sounds.  We knew them  all and they knew us.  The Americans, they went to the A&#38;P  for most of their foods, what a waste.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Truly, I pitied  their loss.  They never knew the pleasure of waking up every morning  to find a hot, crisp loaf of Italian bread waiting behind the screen  door.  And instead of being able to climb up on the back of the  peddler’s truck a couple of times a week just to hitch a ride, most  of the “Med-e-gan” friends had to be satisfied by walking with their  mamas to the store.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">When it came  to food, it always amazed me that my friends and classmates only ate  turkey on Thanksgiving Day or Christmas.  Or rather, that they  only ate turkey, stuffing, mashed potatoes, and cranberry sauce.   Now, we Italians we also had turkey, stuffing, mashed potatoes and cranberry  sauce, but only after we had finished the antipasto, soup, lasagna,  meatballs, salad and whatever else Mama thought might be appropriate  for that particular holiday.</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 275px"><a href="http://www.ingegnoli.it/negozio/media/catalog/product/cache/1/image//265x/9/f/9fo28w.jpg"><img title="Fioroni" src="http://www.ingegnoli.it/negozio/media/catalog/product/cache/1/image//265x/9/f/9fo28w.jpg" alt="An Italian obsession with fruit" width="265" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">An Italian obsession with fruit</p></div>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">The turkey  was usually accompanied by a roast of some kind (this was just in case  somebody walked in who didn’t like turkey) and it was followed by  an assortment of fruits, nuts, pastries, cakes and of course the homemade  cookies sprinkled with little colored things.  No holiday was complete  without some home baking; none of that store bought stuff for us.   This was where you learned to eat a seven-course meal between noon and  4 P.M.: how to handle hot chestnuts and put peaches in red  wine.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">My friends  ate cornmeal mush; we did too, but only after Mama covered it with gravy,  sausages and meatballs.  We called it polenta, now it’s a gourmet  food, Mama must have known it all the time.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">I truly believe  Italians live a romance with food.  Sunday was the big day of the  week.  That was the day you’d wake up to the smell of garlic  and onions frying in olive oil; as it dropped into a pan.  Sunday  we always had gravy (Med-e-gans called it sauce) and macaroni (they  called it pasta).  Sunday would not be Sunday without going to  Mass.  Of course, you couldn’t eat before Mass because you had  to fast before receiving communion.  But the good part was that  we knew when we got home we’d find hot meatballs frying, and nothing  tasted better than newly fried meatballs and crisp bread dipped   into a pot of hot sauce.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">There was another  difference between us and them.  We had gardens; not just flower  gardens, but huge gardens where we grew tomatoes, tomatoes and more  tomatoes.  We ate them, cooked them, jarred them.  Of course,  we also grew peppers, basil, lettuce and squash.  Everybody made  homemade wine.  Then, when the kegs were opened everyone argued  over whose wine tasted the best.  Those gardens thrived because  we also had something our American friends didn’t seem to have.   We had grandparents.  Of course, it’s not that they didn’t  have grandparents; it’s just that they didn’t live in the same house  or on the same block.  Their presence wasn’t that noticeable.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">We ate with  our grandparents, and God forbid we didn’t visit them at least 5 times  a week.  I can still remember my grandfather telling us about how  he came to America as a young man, “on the boat”, how the family  lived in a tenement and took in boarders in order to make ends meet,  how he decided that he didn’t want his children (five sons and two daughters) to grow up in that environment.  He said all of this,  of course, in his own version of Italian/English, which I learned to  understand quite well.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">So when they  saved enough money, and I never still can figure out how they bought  a house,  that house served as the family headquarters for the  next 40 years.  I remember how they hated to leave the house for  any reason.  They would rather sit on the back porch and watch  their garden grow.  When they did leave for some special occasion,  they had to return as quickly as possible, after all, “nobody is  watching the house.”</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">I also remember  the holidays when all the relatives would gather at my grandparents’  house and there would be the tables of food and the homemade wine and  music, with the women in the kitchen, the men in the living room, and  the kids, kids, everywhere.  I must have a thousand cousins, first  cousins, second cousins, and some friends who just became cousins, but  it didn’t matter.  Then my grandfather, sitting in the middle  of it all his cigar in his mouth, his fine mustache trimmed, would smile,  his dark eyes would twinkle as he surveyed his domain, proud of his  family and how well his children had done.  One was a cop, one  was a fireman, the others had trades, and of course there was always  the rogue about whom nothing was said.  The girls?  They had  all married well even though one son-in-law wasn’t Italian.    But out of all of this the one thing that we all had for each other  was respect.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">They had achieved  their goal in coming to America, to Boston, New York, Chicago, and Philadelphia.   Now their children were achieving the same goals that were available  to them in the great country.  When my grandparents died a few  years ago, things began to change.  Family gatherings were fewer  and something seemed to be missing.  Although, when we did get  together, usually at my mother’s house, I always had a feeling that  they were there.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">It is understandable  that things change.  Everyone now has families of their own and  grandchildren of their own.  Today we visit once or twice a year,  or we meet at wakes or weddings.  Other things have also changed.   The old house my grandparents bought is now covered with aluminum siding.    A green lawn covers the soil that grew tomatoes.  There was no  one to cover the fig tree, so it died.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">The holidays  have changed.  Yes, we still make the “family rounds”, but  somehow things have become more formal.  The great quantity of  food we once consumed without any ill effect is not good for us anymore.   Too much starch, too much cholesterol; too many calories in the pastries.   And nobody bothers to bake anymore,, too busy.  It’s easier to  buy it, and anyway, too much is not good for you.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">The differences  between “us” and “them” aren’t so easily defined anymore,  and I guess that’s good.  My grandparents were Italian-Italians,  my parents were Italian-Americans, I’m an American-Italian, and my  children are American-Americans.  Oh I’m an  American and  proud of it.  Just as my grandparents would want it to be.   We are all Americans now, the Irish, the Germans, the Poles,U.S.   citizens, all.  But somehow, I still feel a little bit Italian.   Call it culture, call it roots, I’m not sure what it is.  All  I do know is that my children, my nieces and my nephews have been cheated  out of a wonderful piece of heritage, then never knew my grandparents.</span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Studenti nel paese dei balocchi. Lettera di un insegnante ad un genitore]]></title>
<link>http://virtualbookshelf.wordpress.com/2009/05/30/studenti-nel-paese-dei-balocchi-lettera-di-un-insegnante-ad-un-genitore/</link>
<pubDate>Sat, 30 May 2009 20:41:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigimilani</dc:creator>
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<description><![CDATA[recensione di Carlo Santulli Il libro di Paolo Mazzocchini che ho sottomano, “Studenti nel paese dei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;">recensione di <a href="http://www.carlosantulli.net/">Carlo Santulli</a></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il libro di Paolo Mazzocchini che ho sottomano, “Studenti nel paese dei balocchi. Lettera di un insegnante ad un genitore” Aracne editore, che in effetti è un pamphlet, durissimo e senza mezzetinte, contro la scuola del POF (Piano dell&#8217;Offerta Formativa), e dei dirigenti-manager (e non più presidi), risale ad un paio di anni fa e non comprende la scuola dell&#8217;ineffabile Maria Star, con i suoi andirivieni logici e le sue continue smentite (indice secondo me di una confusione mentale sulle finalità della scuola di proporzioni preoccupanti, che non basta un paio di occhiali griffati a mascherare). Immagino facilmente quel che Mazzocchini, che si pone di fronte alla scuola con un atteggiamento alla Gino Bartali (“L&#8217;è tutto sbagliato, l&#8217;è tutto da rifare”), potrebbe dire della deriva mariastarista: lo abbraccio in anticipo, immaginando la sua sofferenza di questi ultimi tempi, che è anche la mia e quella di altre anime sensibili e colte.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Tuttavia, la mia stima, motivata con l&#8217;impegno serio e profondo che ha cercato di portare nella scuola, pur nel poco tempo concessogli, per il ministro Fioroni, che era in carica quando uscì il libro di Mazzocchini, mi lascia leggermente incerto se in questo il pamphlet non tiri troppo ad altezza d&#8217;uomo (non sono di sinistra, o meglio non più: per essere più precisi, non sono più niente politicamente, ma credo si debba dare onore al merito, quando capita di incontrarlo. Ho letto alcuni documenti di Fioroni sulla scuola primaria e la nobiltà d&#8217;intenti mi sembra ci sia tutta, a prescindere dal risultato finale, che non dipendeva totalmente da lui).</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">La tematica di una presunta decadenza della scuola, in modo più romanzato e meno libellistico, è stata sviluppata per esempio da Paola Mastrocola, e, diciamocelo francamente, la scuola che vuole far soldi (sempre a scapito delle famiglie, e specialmente delle più disagiate) non piace neanche a me. Resterei più scettico se si proponesse come modello di funzionamento la scuola di una trentina di anni fa, quella dell&#8217;esame “provvisorio” con due materie orali, scelte in pratica dallo studente, tirato fuori dal cilindro dal ministro Ferrari Aggradi nel &#8216;69, di fronte all&#8217;ondata della contestazione studentesca. Se si torna più indietro, non so&#8230; il fatto è che si torna ad una società diversa, e quindi è difficile fare confronti. Solo che al momento di oggi ci vorrebbe una scuola di oggi, mentre la scuola antica, a base di Pechenino e tavole dei logaritmi, funzionava in quella società.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il punto debole del libro di Mazzocchini, pur con tutta la simpatia e stima possibile, dovuta sia al bello stile brioso che adotta nel libro che alla sua indubbia cultura di alto livello di cui è “portatore sano” è il fatto che proporre un ritorno <em>tout court </em><span style="font-style:normal;">a Croce e Gentile non funzionerebbe. Come dicevo, il mondo è cambiato, e noi genitori siamo pure cambiati (non necessariamente in peggio, almeno per quanto riguarda quelli che Mazzocchini stessi considera “virtuosi” e cui indirizza il suo libello: siamo comprensivi, ma non lassisti, e quel che pretendiamo dai figli lo chiediamo prima di tutto a noi stessi). Scusate per una volta l&#8217;immodestia, ma so quale lavoro comporta essere genitori in una società che grida molto forte, non sempre dicendo quelle “cose giuste” che lo “splendido quarantenne” di Nanni Moretti si attribuiva in “Caro diario”.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-style:normal;">Inoltre, e Mazzocchini dovrebbe saperlo, altra è la scuola dei programmi da quella della prassi: quel che ricordo io del mio liceo classico, a parte la noia delle lezioni di filosofia (che, l&#8217;ho capito poi dopo, non era esattamente colpa dei programmi), era la nostra scarsissima preparazione matematica (eh, si sa, al classico&#8230;) che ci ho messo anni per colmare (e ancor oggi, quasi vent&#8217;anni dopo una  laurea scientifica, confesso che termini come “incentro” e “settore circolare” mi creano una certa ansia). Poi, la pretesa, che è assolutamente centrale, se non cruciale, nella filosofia crociana, di studiare la matematica come filosofia (quindi senza applicazioni pratiche e tecniche, semplicemente come insieme di assiomi e dimostrazioni) è di un&#8217;inattualità imbarazzante, a meno che non si formino fisico-matematici teorici. </span><em>Ne dicam</em><span style="font-style:normal;"> della chimica e della biologia&#8230; Io avevo abbastanza un </span><em>penchant</em><span style="font-style:normal;"> per la matematica ed una passione per la chimica, che dura ancora, come per l&#8217;italiano e la storia (che mi salvava agli occhi della prof., riluttante ad infliggermi un votaccio in filosofia, dato che avevo otto fisso in storia). Ecco, io amavo studiare, tanto è vero che non ho più smesso, eppure la scuola e nella fattispecie il liceo ginnasio mi producevano una considerevole noia e molte lezioni erano (già allora) una notevole perdita di tempo, perché sconclusionate, senza obiettivi precisi (il voto non può essere lo scopo finale dello studio, al massimo può rappresentare un incentivo) ed assolutamente prive di relazione con la realtà, col corollario che tutto quello che si studiava da soli erano ovviamente fesserie. Per fare un esempio, a sedici anni avevo letto i “Pensieri” di Blaise Pascal, e ne ero entusiasta: oggi magari meno, ma qualcosa mi rimane; la distinta prof., che aveva una certa idea politica, Pascal l&#8217;aveva saltato a tutta velocità, come una stazione di quart&#8217;ordine. Eppure, c&#8217;era in programma, eccome. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-style:normal;">Fine dei fatterelli personali: il discorso di Mazzocchini mi ricorda però quello di certi miei amici, più giovani di me, e bruciati, come me, dalla passione ferroviaria, che sostengono che un tempo (diciamo negli anni &#8216;70) su certe linee i treni andassero molto, ma molto più veloci, che per esempio si facesse Napoli-Reggio Calabria in meno di cinque ore, trentacinque anni fa, non molto diversamente da oggi, ma su una linea ancora non tecnologizzata ed automatizzata (banalizzata, per usare il termine tecnico). E perché lo pensano, dato che allora erano bambini o magari neonati? Ma è chiaro, perché leggono gli orari dell&#8217;epoca. Orari dell&#8217;epoca che, molto più di oggi, erano cataloghi di buone intenzioni, come ricordo bene. Andavo spesso, allora come oggi, da Roma a Napoli e viceversa, e ricordo rari arrivi in orario, i ritardi erano di solito di venti minuti o mezz&#8217;ora, a volte di più. Ci sono testimonianze anche letterarie e cinematografiche su questo (e la scelta della tratta non è casuale): in “Café express”, che è un (bel) film di Nanni Loy del 1979 con un Nino Manfredi praticamente perfetto, e si svolge proprio su un diretto (ve li ricordate i diretti? Altra specie estinta) in servizio tra Reggio Calabria e Napoli, c&#8217;è un dialogo più o meno di questo tenore tra un macchinista ed un capostazione alla stazione di Vallo di Lucania: “Eh, solo venticinque minuti di ritardo”, “Vai, così recuperi il ritardo che accumulerai dopo”. Come sarebbe a dire </span><em>solo</em><span style="font-style:normal;"> venticinque minuti di ritardo? I miei colleghi pendolari di oggi sarebbero un po&#8217; nervosetti a questo pensiero. Però ricordo bene che all&#8217;epoca, per esempio a Roma Termini, non si segnalavano ritardi inferiori ai venti minuti, mentre oggi sono riportati anche quelli di cinque. Penso sia bene ricordare queste cose, altrimenti si cade nella </span><em>laudatio temporis acti </em><span style="font-style:normal;">ad oltranza.</span></p>
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<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-style:normal;">Comunque, tornando alla scuola, secondo me la questione è la seguente: non si può pretendere di farsi un&#8217;idea della scuola di un tempo leggendo i programmi, ed inoltre, i programmi stessi erano e sono gravemente carenti. Qualche cenno l&#8217;ho dato prima, ma vogliamo parlare della ristrettezza dei programmi delle materie scientifiche al classico e delle materie professionalizzanti all&#8217;istituto tecnico, e così via? Quando i programmi, come dice una mia amica insegnante con efficace sintesi, sono in realtà dei fili che non si devono recidere mai, semmai allungare, confidando nella clemenza del tempo offertoci. D&#8217;altro canto, cosa che so per esperienza diretta, ancor oggi ci si può laureare in ingegneria dei materiali, senza sospettare che i materiali biodegradabili esistano (per non parlare della sostenibilità). Questa marcia indietro a prima del &#8216;69 (e perché no a quella scuola degli anni &#8216;30 così efficacemente descritta da Marcella Olschki nel suo </span><em>“</em><span style="font-style:normal;">Terza liceo 1939”?) è inattuale e mi mette una sottile angoscia.</span></p>
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<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;" align="justify">Di cosa ha bisogno secondo me la scuola oggi? Maggiori investimenti (ci sono scuole che non hanno nemmeno disponibile un proiettore per dare una presentazione, per non parlare del resto, dalla cancelleria a, ehm, la carta igienica nei gabinetti). Maggior contatto col territorio (che so che molti maestri, specie nella scuola primaria, già attuano, malgrado un certo disinteresse da parte delle istituzioni). Contatto col territorio non significa soltanto corsi di dialetto o conoscenza delle usanze locali, è anche questo, ma certo pure qualcosa di più profondo: è irreale formare i ragazzi senza tener presente il mondo in cui vivono (un po&#8217; come laurearsi in ingegneria meccanica a Torino, facendo finta che la FIAT non esista, anzi, magari, evitando del tutto qualunque trattazione per esempio dei motori a combustione interna o della meccanica delle vibrazioni: è un paradosso, ma credo spieghi il concetto). E, più importante di tutti, come anche Mazzocchini sottolinea opportunamente, meritocrazia, che non significa solo concorsi più duri e difficili, ma anche non farsi scappare quelli tra i docenti che hanno una professionalità acquisita, come dimostrato dal curriculum, dall&#8217;impegno e dalle capacità di insegnamento (e provato spesso anche dalla preparazione dei loro allievi) e dall&#8217;amore per il loro lavoro. Tutto questo nell&#8217;ambito di una scuola di oggi, con programmi aggiornati e con una vastità di opzioni che consentano agli allievi di ottenere il meglio da loro stessi, come meritano.</p>
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<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;" align="justify">Vorrei però aggiungere che i giovani hanno enormi capacità di concentrazione, che vanno indirizzate, non continuamente frustrate: tuttavia sono anche distratti, persi in mille faccende, non necessariamente collegate con l&#8217;assunzione di stupefacenti e alcool. L&#8217;adolescenza è l&#8217;epoca delle prime “cotte” un po&#8217; più serie, è l&#8217;epoca in cui gli impegni, per esempio sportivi e musicali, assumono una rilevanza che per molte persone non avranno più. Io penso che le numerose feste e “ponti” della scuola italiana nuocciano parecchio all&#8217;impegno, ed ovviamente, come l&#8217;autore osserva, la programmazione didattica introdotta dalla “scuola del POF” (titolo peraltro di altro pamphlet di Mazzocchini) fa perdere altro tempo utilizzabile nelle lezioni. E poi perché la scuola non può arrivare a fine giugno, come accade quasi dappertutto in Europa? Quest&#8217;anno già a maggio fa caldo, quindi la temperatura è una scusa abbastanza povera, inoltre perché sempre le elezioni devono troncare gli ultimi giorni dell&#8217;anno scolastico?</p>
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<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;" align="justify">Tutto vero, tutto apprezzabile quel che l&#8217;autore sostiene: però la scuola ha anche il dovere, non soltanto la necessità di cercare di offrire una conoscenza spendibile nel mondo di oggi, e qui Mazzocchini mi sembra sottovaluti un pochino la drammatica inadeguatezza dei programmi alla società in cui viviamo. E&#8217; vero che non si può studiare tutto su Internet, occorrono libri ed altri strumenti, però non si può nemmeno negare che la multimedialità sia importante. E&#8217; vero, un professore di latino e greco può non sapere (e spesso in effetti non sa) costruire una lezione o presentazione su Powerpoint (per parlare di qualcosa ormai di dominio comune): questo è un dato di fatto. Certo, può non servire nel caso specifico: se uno deve fare la scansione metrica di una tragedia greca in effetti non serve, come anche in altri casi. Tuttavia, non può essere un discorso generale: è vero, le biblioteche scolastiche languono, ma languivano già prima dell&#8217;invenzione di Internet, però non è che non dotando le scuole di collegamento Internet, improvvisamente le biblioteche rifiorirebbero: l&#8217;esperienza dimostra che non funziona così, taglio di fondi vuol dire meno soldi per tutto.</p>
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<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;" align="justify">Gli esempi sono importanti, e qui Mazzocchini si fa un po&#8217; trascinare, con esiti discutibili. Non so, francamente, se possiamo dire senz&#8217;ombra di dubbio che conoscere tutto sugli UFO sia meno utile nella vita che studiare Tucidide (a parte che si può arrivare anche a Tucidide passando per gli UFO, con una certa buona volontà, o per meglio dire si può iniziare a leggere una cosa e terminare a leggere qualunque altra cosa, basta che si legga, alla fine). Oh la lettura, a proposito: nella nostra scuola si legge poco, e spesso solo per compilare schede, stendere riassunti, ma il gusto della lettura non direi si formi nelle aule. Anche perché, l&#8217;ho già detto da qualche altra parte, credo, questa fissazione della “lettura ordinata” (prima questo, poi quell&#8217;altro, ecc., secondo un preciso criterio)  è tesa ad uccidere qualunque piacere, invece bisognerebbe suscitare l&#8217;amore per il libro fin dalla tenera infanzia, come oggetto misterioso prima e poi come contenitore di cultura.</p>
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<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-style:normal;">Nella vita le professionalità, piuttosto spesso, nascono dalle passioni (ed è bellissimo che sia così). Io ho iniziato ad interessarmi ai materiali, millanta anni fa, perché ero appassionato di ferrovie, e sono per così dire partito dall&#8217;acciaio smerigliato dei binari e dalle saldature a fungo, “oggetti d&#8217;amore” che forse più d&#8217;uno dei miei professori del liceo avrebbe guardato con sufficienza (questo non mi impediva di apprezzare Catullo, per esempio, e di essere entusiasta della storia). Ma a me, la passione ferroviaria ha cambiato la vita: come si fa a dire che gli UFO o la storia del rock progressivo non potrebbero farlo? Sono esempi esagerati, ovviamente, però fanno capire, credo, che finché non usciremo da questa dicotomia tra “ciò che al ragazzo o alla ragazza piace” (che sono per concetto fesserie) e “ciò che è scritto nei programmi” (che è tutto ciò che mi serve di sapere nella vita) continueremo ad annoiare i ragazzi e </span><em>nello stesso tempo</em><span style="font-style:normal;"> a non formarli adeguatamente. Io credo che una scuola interessante possa esistere, ci credo perché ho fiducia nei giovani e nelle loro qualità, che sta a noi non disperdere. Naturalmente, sono un ingenuo (nel senso di “candido, “non ancora svezzato”), perché tutti i ragazzi sono sfaticati, anzi, alla Marenco, </span><em>scapocchioni</em><span style="font-style:normal;"> e </span><em>scavezzacollo</em><span style="font-style:normal;">, ma sono in buona compagnia: tanti anni fa Igino Giordani, che è uno dei personaggi del nostro Novecento che stimo di più, scriveva “Memorie di un cristiano ingenuo” e, en passant, gli rivolgo un grato pensiero, con l&#8217;idea che effettivamente abbiamo bisogno di questo tipo di ingenuità alla Giordani, che in fondo è bontà. Se non si ha fiducia nei ragazzi non si va da nessuna parte: è vero che i ragazzi vanno spronati, bisogna motivarli, ma con l&#8217;idea che si possa tirar fuori qualcosa da loro. Ed è anche vero che molti tra loro non lavorano, ma non è detto non sia una situazione reversibile. In breve, POF o non POF (o dovrei dire Maria Star o non Maria Star), se ce la metteremo tutta, ce la faremo.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[“I tagli in Abruzzo? Si faranno”]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/14/%e2%80%9ci-tagli-in-abruzzo-si-faranno%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 17:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da ItaliaOggi del 12 maggio 2009 La Gelmini conferma: avanti con il piano di razionalizzazione. E sì]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">Da <em>ItaliaOggi </em>del 12 maggio 2009</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>La Gelmini conferma: avanti con il piano di razionalizzazione.<br />
E sì alla carriera dei docenti<br />
Nel decreto legge fondi aggiuntivi solo per le supplenze</em></strong></p>
<p><img class="alignright" style="border:0 none;" src="http://www.lastampa.it/multimedia/italia/16878_album/abruzzo_terremoto09.jpg" border="0" alt="" width="292" height="210" />Nessuna retromarcia. I tagli agli organici della regione Abruzzo per il 2009/2010 si faranno. Dopo averlo scritto il governo nel decreto legge per l’emergenza Abruzzo, in discussione al senato, lo conferma anche il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini. <!--more-->Che invece in un primo momento, anche in polemica con i sindacati della Cgil e della Cisl scuola, aveva ribadito che sugli organici abruzzesi l’esecutivo avrebbe rivisto il piano di riduzione. Ma non è così.<br />
«La riorganizzazione, impostata con la manovra estiva 2008, andrà avanti», spiegava a ItaliaOggi il ministro la scorsa settimana, «grazie ai fondi aggiuntivi stanziati nel decreto legge potremo però fare assunzioni a tempo determinato in più per i prossimi tre anni. In questo modo accompagneremo la riduzione di organico con interventi mirati che evitino sul territorio ripercussioni negative dal punto di vista occupazionale. Almeno per la scuola». A seguito dell’appello a ripensarci che giunge unitario dai sindacati della scuola dell’Abruzzo (Cgil, Cisl, Uil e Snals), si attendono tra oggi e domani emendamenti correttivi al dl, a firma di esponenti di maggioranza. Su cui però, al momento, manca l’appoggio del governo. La conferma della Gelmini sull’ineluttabilità dei tagli pianificati dal ministero dell’economia (circa 1400 posti in meno dal prossimo settembre per le scuole abruzzesi) è giunta nel corso di un convegno organizzato da Anp, Apef e Diesse -le tre organizzazioni di categoria, rispettivamente dei presidi la prima e dei docente le altre due- sulla carriera degli insegnanti.<br />
«Il governo è intenzionato ad andare sino in fondo sulla riforma dello status giuridico dei docenti», ha detto la Gelmini, «partendo dal ddl Aprea. E percorreremo questa strada anche contro i sindacati».<br />
La riforma, che declina un nuovo reclutamento assegnato ai presidi e avanzamenti di carriera slegati dall’anzianità di servizio ma collegati a valutazioni periodiche e funzioni aggiuntive, dovrebbe essere, con qualche aggiustamento, quella delineata dal ddl messo a punto da Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della camera. L’Aprea ha ricordato che sarà possibile introdurre nella scuola elementi «più liberali, favorendo, perché no, l’introduzione di Fondazioni ed il superamento del valore legale del titolo di studio». L’Aprea ha annunciato la retromarcia sui Cda, i consigli di amministrazione nelle scuole: «A introdurre questa provocazione», ha chiarito l’esponente Pdl, «a dire il vero era stato per la prima volta l’ex ministro Beppe Fioroni alla vigilia del rilancio del governo Prodi. Ora, rivedendo il tutto, noi abbiamo deciso che non punteremo su dei Cda ma su dei Consigli di indirizzo». Nessun ripensamento, invece, sull’esigenza di aprire maggiormente la scuola all’esterno, in generale agli enti locali. Confermati anche gli organi di valutazione interni.<br />
In appoggio alla riforma, il presidente dell’associazione presidi, Giorgio Rembado. Che auspica «un nuovo sistema di governo della scuola, che attribuisca in modo funzionale le responsabilità e l’autorità di decidere; l’introduzione di meccanismi di carriera che riconoscano il merito professionale; la valutazione per tutti gli attori del sistema (dirigenti, docenti, scuole, alunni)».<br />
Tutte proposte su cui giunge la benedizione della Gelmini. Che si dice per niente spaventata dal clamoroso insuccesso che toccò a Luigi Berlinguer quando, nel 2000, provò a introdurre la carriera dei docenti attraverso il cosiddetto concorsone, e, dopo feroci contestazioni sindacali e rivolte di piazza, fu costretto a dimettersi. «Cercheremo il confronto costruttivo con tutti, ma andremo avanti comunque, anche contro i no», scandisce il ministro. Il riferimento è all’opposizione ma anche alle organizzazioni sindacali: «Vorrei ricordare che il 30% dei tagli», ha sottolineato il ministro, «andrà ai docenti migliori e su questo punto terremo duro malgrado ci siano forti spinte contrarie anche di carattere sindacale. Ed io ho il massimo rispetto per i sindacati ma la scuola, occorre ricordarlo, appartiene al paese».</p>
<p style="text-align:right;"><em>di Alessandra Ricciardi</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Consegna firme petizione popolare x la scuola pubblica]]></title>
<link>http://catanzaro3.wordpress.com/2009/05/13/consegna-firme-petizione-popolare-x-la-scuola-pubblica/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:22:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>catanzaro3</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono oltre 350 le firme raccolte dai democratici del Circolo PD Italia Lanciani ad oggi per la petiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono oltre 350 le firme raccolte dai democratici del Circolo PD Italia Lanciani ad oggi per la petiz]]></content:encoded>
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