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	<title>fortugno &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/fortugno/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fortugno"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 15:10:29 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (3)]]></title>
<link>http://mariomeliado.wordpress.com/2009/07/20/il-pd-e-i-suoi-mille-guai-prendiamone-%e2%80%9cuno%e2%80%9d%e2%80%a6%e2%80%a6-mario-meliado-intervista-mario-adinolfi-candidato-alla-segreteria-nazionale-3/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 17:40:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariomeliado</dc:creator>
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<description><![CDATA[(TRE - segue) Caro Adinolfi&#8230; lasciamo da parte per un attimo il Pd. Ieri era l’anniversario di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>(<em>TRE - segue</em>)</strong></p>
<p>Caro Adinolfi&#8230; lasciamo da parte per un attimo il Pd.</p>
<p>Ieri era l’anniversario di via D’A<img class="alignright size-medium wp-image-36" title="via d'amelio" src="http://mariomeliado.wordpress.com/files/2009/07/via-damelio.jpg?w=300" alt="via d'amelio" width="300" height="216" />melio: a ricordare un emblema della lotta alle mafie e della stessa storia del nostro Paese come Paolo Borsellino non c’erano non dico il Governo, ma neanche un parlamentare. E però mi pare in carica una Commissione antimafia guidata dall’autorevolissimo ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, che ha 2 vicepresidenti con solide radici calabresi come Mario Tassone, catanzarese da una vita nelle Istituzioni, e Luigi De Sena, ex vicecapo vicario della Polizia, che venne nominato Superprefetto di Reggio Calabria in seguito al delitto Fortugno…</p>
<p>Tutto pare aggravarsi, pensando che Rita Borsellino (la sorella del magistrato palermitano assassinato) è stata candidata alla guida della Regione Sicilia, e non proprio nel 1700…</p>
<p><strong>&#60;Che dire? Quanto accaduto è semplicemente inaccettabile. Le Istituzioni dovrebbero essere sempre presenti nella vita della gente e nel contrasto al crimine organizzato con la serietà del proprio impegno, il perseguimento della legalità ma anche col debito ricordo degli eroi che proprio per garantire il rispetto della legge e tutelare la nostra sicurezza hanno rischiato la vita o sono stati uccisi. Poi, è chiaro, la mia mente torna al ’92, quando io ero un ragazzino ma Cosa Nostra assassinava Falcone e Borsellino e proprio le loro morti eroiche alimentavano una voglia di rinascita e di contrasto al crimine organizzato che in Sicilia ha prodotto più frutti che altrove. Ma mi rimanda anche al 16 ottobre del 2005, quando le Primarie che indicarono in Romano Prodi il candidato-premier furono funestate, appunto, dal barbaro assassinio di Franco Fortugno a Locri. E più avanti alle Primarie in Sicilia… Un mix di brutti ricordi: anche in questo senso, questa politica deve cambiare&#62;.</strong></p>
<p>Mario, sei un candidato-outsider. Al di là dei tuoi lodevoli sforzi, come pensi che andrà a finire?<strong> </strong>Al congresso di ottobre, intendo, ma soprattutto dopo…</p>
<p><strong>&#60;A oggi, i dati ci dicono che la vittoria andrà a <a href="http://209.85.135.132/search?q=cache:ADVDHpt4Yi0J:www.pierluigibersani.it/gw/producer/index.aspx%3Ft%3D/documenti/biografia.htm+pierluigi+bersani+biografia&#38;cd=1&#38;hl=it&#38;ct=clnk&#38;gl=it&#38;lr=lang_it" target="_self">Pierluigi Bersani</a>. E sarebbe un male per il partito, perché ci consegnerebbe un partito-chiesa fatto di antichi riti, che rimanda le sue regole interne alle decisioni dei soci delle bocciofile…, ricamando su vecchi schemi anacronistici rispetto alle pulsioni e ai bisogni del Paese. Questo quanto alla mia idea. Ma la tua domanda mi rimanda a un’oggettività con cui devo misurarmi: girando per l’Italia, vedo che la maggior parte della gente, specialmente degli iscritti al partito, si riconosce negli intenti di Bersani&#62;.</strong></p>
<p>Ehi, Mario… hai bluffato?! So che non la consideri una tecnica pokeristica virtuosa, ma <a href="http://www.pokerlistings.it/autori/mario-adinolfi" target="_blank">il fatto che tu abbia preso parte a un <em>World poker contest</em> </a>da questo punto di vista m’inquieta…</p>
<p><strong>&#60;No no, nessun bluff… Il problema è che sto giocando con carte più ‘deboli’. Aggiungo però che ho tale esperienza nel poker da aver visto tante volte carte ‘deboli’ diventare più ‘forti’ di quelle dell’avversario…&#62;</strong></p>
<p>(<em><strong>TRE &#8211; continua</strong></em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettere e Numeri]]></title>
<link>http://descantabauchi.wordpress.com/2009/02/03/lettere-e-numeri/</link>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 23:16:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alberto Vesentini</dc:creator>
<guid>http://descantabauchi.wordpress.com/2009/02/03/lettere-e-numeri/</guid>
<description><![CDATA[Le Lettere formano parole, le parole frasi, le frasi discorsi e i discorsi bugie. I Numeri formano d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-521" title="intercettazioni, vignetta di Vauro" src="http://descantabauchi.wordpress.com/files/2009/02/intercettazioni.jpg?w=300" alt="intercettazioni, vignetta di Vauro" width="300" height="225" />Le <strong>Lettere </strong>formano parole, le parole frasi, le frasi discorsi e i discorsi <strong>bugie</strong>.</p>
<p>I <strong>Numeri </strong>formano dati, i dati informazioni, le informazioni sistemi e i sistemi <strong>bugie</strong>.</p>
<p>Le Lettere e i Numeri forniti in questi giorni formano solamente bugie. Ma ci possono anche far capire chi mente. Se non riusciamo nemmeno a distinguere le parole messe nero su bianco o un numero incontrovertibile, direi che il dibattito sulle intercettazioni finisce esattamente qui.</p>
<p>Mi sono imbattuto per caso in una trasmissione serale su una emittente locale (credo) piemontese, tal &#8220;VP&#8221;, in cui erano ospiti <strong>Gioacchino Genchi</strong>, il tecnico delle intercettazioni su tutti i giornali in questi giorni, Peter Gomez, giornalista de &#8220;L&#8217;Espresso&#8221;, Gaetano Pecorella, parlamentare e avvocato PdL, Leoluca Orlando, parlamentare idV ed ex-sindaco di Palermo ed altri.</p>
<p>Ne è venuto fuori un <strong>quadro sconcertante</strong> della realtà: i numeri che ci sono sui giornali sono falsi, i fatti raccontati sui giornali sono falsi, si usa questa vicenda dell&#8217;archivio di Genchi come pretesto per la legge contro le intercettazioni.</p>
<p>Pecorella, furbacchione, ha tentato in tutti i modi di far dire a Genchi chi sono le persone che lo vogliono incastrare e perchè i ROS avrebbero falsificato i dati (Genchi invece ha detto che i dati sono stati mal interpretati) sapendo perfettamente che <strong>se gli fosse sfuggito qualcosa Genchi avrebbe pagato penalmente le affermazioni come violazione del segreto istruttorio. </strong></p>
<p>Genchi non ha abboccato e Pecorella gli ha detto che svia le risposte. Da che pulpito.<strong><br />
</strong></p>
<p>Si parla di intercettazioni mentre Genchi riferisce altre cose: si tratta solamente di <strong>tabulati </strong>utili per creare connessioni tra le persone. Infatti, secondo il tecnico, nessuna intercettazione era stata realmente effettuata nella vicenda &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Why_not">Why Not</a>&#8220;, indagine avocata a <strong>De Magistris</strong> con cui collaborava appunto Genchi.</p>
<p>Ma non finisce qui. Racconta infatti che tutto il clamore attorna alla vicenda De Magistris parte da appena <strong>759 tabulati</strong>. Per ogni persona ci sono più tabulati, una per ogni numero di telefono. Questi aumentano di numero, a quel che si è capito, solo dal momento in cui avviene la <strong>fuga di notizie</strong>, interna alla procura di Catanzaro, sull&#8217;omicidio Fortugno e la strage di Duisburg. Per vederci più chiaro di come fu possibile questa fuga di notizie,  cominciarono a fare indagini più ampie ma furono subito fermati. Denunciò a Caserta i fatti, Caserta chiese a Catanzaro i tabulati per verificare e Catanzaro negò l&#8217;autorizzazione. Da lì la <strong>fantomatica </strong><em>&#8220;guerra fra procure&#8221;</em>.</p>
<p>Ora l&#8217;orizzonte è quindi fosco: se sulle pagine dei giornali lo attaccano (&#8220;il piu&#8217; grande  scandalo della storia della Repubblica&#8221; dice Silvio, dimenticando Tangentopoli, per citarne solo uno) <strong>lui scopre le carte e <a href="http://www.asca.it/news-INTERCETTAZIONI__GENCHI__IL_MIO_ARCHIVIO__NESSUNO_SCANDALO-804911-POL-1.html">rilancia</a>:</strong></p>
<blockquote><p>Forse sono altri che danno scandalo &#8211; dice in una  intervista al Secolo XIX &#8211; ad esempio quel parlamentare che  ha intestato a suo nome decine di schede telefoniche e le ha  distribuite ai suoi conoscenti. Schede che giravano per tutta  la Calabria e che non si potevano controllare, perche&#8217; erano  coperte dal segreto parlamentare&#8221;. Circa l&#8217;identita&#8217; di  questo parlamentare Genchi dice di essere pronto a rivelarla  &#8221;non appena la Commissione Antimafia mi convochera&#8221;&#8217;. L&#8217;ex  funzionario di polizia sostiene che &#8221;c&#8217;e&#8217; la <strong>prova provata</strong>&#8221;  che non sia stato il parlamantare ad usare il telefono  perche&#8217; &#8221;ha partecipato a una votazione in Parlamento. E non  poteva essere coperto da un &#8221;pianista&#8221;, perche&#8217; era una  votazione ad appello nominale. Eppure, mentre lui era a Roma  a votare, altre schede telefoniche a suo nome avevano  contatti inquietanti in Calabria. Ma non si sarebbero mai  potute intercettare se non chiedendo l&#8217;autorizzazione alla  sua Camera. Come dire? A quel punto non sarebbe servito a  nulla&#8221;.</p>
<p>Gioacchino Genchi</p></blockquote>
<p>La politica risponde a tutto questo con <strong>emendamenti al ddl sulle intercettazioni</strong>: DiPietro si infuria perchè dai reati sono spariti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insider_trading">insider trading</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aggiotaggio">aggiotaggio</a>, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo si affretta a dire (<a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=103666">link</a>, ore 10 circa) che  &#8221; si e&#8217; trattato solo di un errore di copia, di battitura. Abbiamo gia&#8217; rimandato l&#8217;<strong>emendamento corretto</strong> in commissione Giustizia&#8221;. Il giorno stesso, ore 19:28 l&#8217;ANSA <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_875843060.html">annuncia</a>:</p>
<blockquote><p>Il governo, con un emendamento al Ddl intercettazioni, ha riconfermato la legge attuale per quanto riguarda i limiti di ammissibilità. <strong>Con una sola eccezione: non si potranno più intercettare i reati di &#8216;insider trading&#8217; e aggiotaggio.</strong></p></blockquote>
<p>Ci pigliano per il <strong>culo</strong>.</p>
<p>Le Parole non valgono, i Numeri si cambiano. Bugie.</p>
<p>Per essere pragmatici, il ddl prevede di ridurre le intercettazioni di tutti i tipi: sia telefoniche sia ambientali.</p>
<p>Di Pietro denunciato per offese al Capo dello Stato, mai avvenute se si fossero solamente <strong>ascoltati l&#8217;intervento </strong>(se lo volete, è <a href="http://it.youtube.com/watch?v=RFvmvr6KFmU">qui</a>) su questo strano mezzo quale è Internet. Ma probabilmente neanche vogliono farlo, il signor Dominioni Oreste, il denunciante, presidente dell&#8217;Unione Camere Penali Italiane, nome altisonante per una associazione di avvocati. Forse perchè non tutti sanno che <strong>il signor Dominioni è l&#8217;ex avvocato di Silvio Berlusconi.</strong></p>
<p>Peccato che le Parole non abbiano significato neanche quando le si <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_21/perde_causa_contro_berlusconi_contratto_italiani_19a2b5d8-e7da-11dd-833f-00144f02aabc.shtml">firma </a>in prima serata su una <strong>scrivania in noce</strong> <strong>gentilmente offerta da Mamma Rai</strong>: puoi dire tutto, <strong>purchè lo dici da Vespa</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FINE PENA: MAI.]]></title>
<link>http://antoniomorellionline.wordpress.com/2008/12/10/fine-pena-mai/</link>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 10:51:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniomorelli85</dc:creator>
<guid>http://antoniomorellionline.wordpress.com/2008/12/10/fine-pena-mai/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la bellezza di 102 udienze, di cui 97 spese per il completamento dell’istruttoria dibattimental]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62;   &#60;![endif]--><!--[if !mso]&#62;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62;   &#60;![endif]--><!--[if !mso]&#62;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><img class="aligncenter size-full wp-image-135" title="ansa_8370298_511002" src="http://antoniomorellionline.wordpress.com/files/2008/12/ansa_8370298_511002.jpg" alt="ansa_8370298_511002" width="200" height="216" /><img class="aligncenter size-full wp-image-136" title="ap_8370357_352801" src="http://antoniomorellionline.wordpress.com/files/2008/12/ap_8370357_352801.jpg" alt="ap_8370357_352801" width="200" height="217" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Dopo la bellezza di 102 udienze, di cui 97 spese per il completamento dell’istruttoria dibattimentale, pare che il processo per l’uccisione di Francesco Fortugno, ex vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria, assassinato a palazzo Nieddu del Rio a Locri, il 16 ottobre del 2005.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">102 udienze in 3 anni e 2 mesi dal giorno dell’omicidio e, finalmente il momento è arrivato. I Pm Marco Colamonici e Mario Andrigo, hanno impiegato 5 giorni solo per completare la requisitoria. Quando ieri il procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone ha pronunciato le richieste di condanna nell’aula del tribunale di Locri vigeva un silenzio quasi clericale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Richiesto l’ ergastolo per i reati contestati ad Alessandro e Giuseppe Marcianò, considerati i mandanti dell’omicidio di Fortugno. Entrambi, padre e figlio, sono accusati di omicidio premeditato in concorso con connessi reati in materia di armi, associazione mafiosa con disponibilità di armi. Ergastolo con le medesime accuse <span> </span>per <span> </span>Salvatore Ritorto, considerato il killer di Fortugno, ed ergastolo richiesto pure per Domenico Audino. I PM hanno chiesto anche la condanna di Vincenzo Cordì a sedici anni di reclusione, dodici anni richiesti per Carmelo Dessì, otto anni per Antonio Dessì, in ultimo 3 anni e sei mesi per Alessio Scali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Entro le prime settimane del nuovo anno, dopo che fino al 22 dicembre le parti civili la difesa e la pubblica accusa continueranno a darsi battaglia all’interno del tribunale di Locri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Questo capitolo buio della storia calabrese e della provincia reggina in particolare a breve troverà il suo epilogo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Alla parola ergastolo, è da un po’ di tempo che cerco di trovare conoscenze approfondite. Per il semplice fatto che come io stesso avevo ipotizzato, la pena dell’ergastolo nell’ordinamento italiano resta carcere a vita solo sulla carta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Riporto ora l’estratto dell’articolo 22 del codice penale che regola l’ergastolo:</p>
<p style="text-align:center;" align="center"><strong>Art. 22.<br />
Ergastolo.</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">La pena dell&#8217;ergastolo è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l&#8217;obbligo del lavoro e con l&#8217;isolamento notturno.<br />
Il condannato all&#8217;ergastolo può essere ammesso al lavoro all&#8217;aperto.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’articolo 4 bes della legge Gozzini, che riforma l’ordinamento della pena detentiva, viene esplicitato che: <em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong>Art.4-bis</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong><span>Divieto di concessione dei benefici e accertamento della pericolosità sociale dei condannati per taluni delitti.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em>1. L</em><em>&#8216;assegnazione al lavoro all&#8217;esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione previste dal capo VI, esclusa la liberazione anticipata, possono essere concessi ai detenuti e internati per i seguenti delitti solo nei casi in cui tali detenuti e internati collaborino con la giustizia a norma dell&#8217;articolo 58-ter della presente legge: delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell&#8217;ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza, delitto di cui all&#8217;articolo 416-bis del codice penale, delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l&#8217;attività delle associazioni in esso previste, delitti di cui agli articoli 600, 601, 602 e 630 del codice penale, all&#8217;articolo 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e all&#8217;articolo 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Sono fatte salve le disposizioni degli articoli 16-nonies e 17-bis del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82. I benefici suddetti possono essere concessi ai detenuti o internati per uno dei delitti di cui al primo periodo del presente comma purché siano stati acquisiti elementi tali da escludere l&#8217;attualità di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, altresì nei casi in cui la limitata partecipazione al fatto criminoso, accertata nella sentenza di condanna, ovvero l&#8217;integrale accertamento dei fatti e delle responsabilità operato con sentenza irrevocabile, rendono comunque impossibile un&#8217;utile collaborazione con la giustizia, nonchè nei casi in cui, anche se la collaborazione che viene offerta risulti oggettivamente irrilevante, nei confronti dei medesimi detenuti o internati sia stata applicata una delle circostanze attenuanti previste dall&#8217;articolo 62, n. 6), anche qualora il risarcimento del danno sia avvenuto dopo la sentenza di condanna, dall&#8217;articolo 114 ovvero dall&#8217;articolo 116, secondo comma, del codice penale. I benefici di cui al presente comma possono essere concessi solo se non vi sono elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, ai detenuti o internati per i delitti di cui ai seguenti articoli: articoli 575, 628, terzo comma, e 629, secondo comma, del codice penale, articolo 291-ter del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, articolo 73 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell&#8217;articolo 80, comma 2, del medesimo testo unico, articolo 416 del codice penale, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dal libro II, titolo XII, capo III, sezione I, del medesimo codice, dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale e dall&#8217;articolo 12, commi 3, 3-bis e 3-ter del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme </em><em>sulla condizione dello straniero, di cui al decreto<span> </span>legislativo 25 luglio 1998, n. 286.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Praticamente, l’ordinamento italiano garantisce ai detenuti condannati all’ergastolo, uno sconto sulla pena di 45 giorni ogni 6 mesi di buona condotta. Inoltre, al raggiungimento del 26esimo anno di reclusione, al condannato all’ergastolo può essere concessa la Libertà Condizionale.  Questi sconti possono essere concessi solo a coloro i quali non siano stati condannati per <strong><span>delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell&#8217;ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza. Del delitto di cui all&#8217;articolo 416-bis del codice penale. Del delitto di cui all’ </span><span>Art. 600 del codice penale inerente la<br />
“Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù”</span>. Del delitto di cui all’ <span>Art. 601 del codice di penale, inerente la “Tratta di persone”. Dei delitti di cui all’ Art. 602 del codice penale, inerente “l’ Acquisto e alienazione di schiavi” . </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong>O, ancora, sono esclusi dai benefici predetti , i condannati per i delitti di cui all’ Art. 630 del codice penale, inerente il “Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione”.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span>Ora. Io non vorrei sembrare giustizialista o chissà cosa, ma mi pare che dall’elenco di chi è escluso dai benefici manchi soltanto chi commette un omicidio. </span>La permanenza media in carcere per gli autori, per esempio, del delitto di rapina a mano armata è appena superiore a 600 giorni (meno di due anni), sommando il periodo medio trascorso in custodia cautelare con quello medio in esecuzione pena. Chi finisce dentro perché fa parte di un’associazione di trafficanti di droga, rimane dentro (tra carcere preventivo e definitivo) per tre anni e mezzo; per chi commette una violenza sessuale due anni e due mesi; per chi è colpevole di sequestro di persona, quasi otto anni; per un assassino, idem; per un mafioso, tre anni; per un clandestino, sei mesi.</p>
<p>Colpisce un dato, a proposito degli arresti per immigrazione clandestina: i 13.081 incarcerati escono dopo una permanenza media di appena 13 giorni. Ed in generale poco più del 58% dei detenuti totali risulta imputato (di cui il 34% circa in attesa di giudizio, il 18% appellante, quasi il 6% ricorrente in Cassazione). Il 42% circa risulta definitivo. <span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">E pensare……che c’è chi vuole far credere che l’ergastolo sia il carcere a vita.<span> </span>Non lo è. A meno che il condannato non abbia sulle spalle almeno 2 ergastoli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">E pensare che una volta, non tanto tempo fa, chi commetteva quei delitti già citati sopra, a sentenza definitiva varcava le porte del carcere con una consapevolezza. Quella di non uscire mai più.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">Una volta i vari Condello, Araniti, De Stefano e tutti gli altri sarebbero entrati in carcere e nella loro scheda personale, alla voce durata della pena, la dicitura avrebbe recitato un laconico <strong><span style="text-decoration:underline;">FINE PENA:</span></strong><span style="text-decoration:underline;"> <strong>MAI</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricordando Francesco Fortugno a 3 anni dalla sua morte]]></title>
<link>http://massimocalabro.wordpress.com/2008/10/16/ricordando-francesco-fortugno-a-3-anni-dalla-sua-morte/</link>
<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 09:54:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimo Calabrò</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domenica 16 ottobre del 2005, giorno in cui fu assassinato Francesco Fortugno, ero assieme ad altri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img380.imageshack.us/img380/9559/fortugnokq0.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Domenica <strong>16 ottobre del 2005</strong>, giorno in cui fu assassinato <strong>Francesco Fortugno,</strong> ero assieme ad altri colleghi in sala stampa al <strong>Granillo</strong>. Eravamo tutti felici poichè la <strong>Reggina</strong>, battendo il <strong>Lecce</strong>, gol di <strong>Tedesco e Cozza,</strong> aveva conquistato 3 punti. In attesa delle interviste ai protagonisti della partita, arrivò in sala un collega che ci parlò inizialmente del ferimento di Fortugno lasciandoci sgomenti. In un clima molto strano intervistammo allenatori e calciatori ma la nostra mente era, ovviamente, rivolta ad altro. Oggi, a <strong>3 anni</strong> di distanza da quella tragica data, sono varie le <strong>iniziative </strong>in ricordo dell&#8217;ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria: alle 10,30 il Presidente del Senato, Renato <strong>Schifani;</strong> il Vice Presidente della Camera, Antonio <strong>Leone</strong>; il Vice Presidente del CSM, Nicola <strong>Mancino</strong> ed il Procuratore capo della DNA, Piero <strong>Grasso</strong>, deporranno una corona di fiori a Palazzo <strong>Nieddu,</strong> dove avvenne l&#8217;omicidio, insieme alla vedova di Franco Fortugno, Maria Grazia <strong>Lagana&#8217;</strong>. Alle 11 al Liceo &#8221;G.Mazzini&#8221; l&#8217;orchestra <strong>giovanile di fiati &#8221;N. Spadaro&#8221; di Delianuova</strong> terra&#8217; il concerto &#8221;Mille note contro la &#8216;ndrangheta&#8221;. A seguire ci saranno brevi interventi commemorativi da parte delle autorita&#8217; presenti. Nel pomeriggio, alle 16, in Cattedrale, ci sara&#8217; una messa officiata dal Vescovo di Locri-Gerace, mons. Giuseppe Fiorini <strong>Morosini,</strong> a cui parteciperanno il Ministro della Giustizia, Angelino <strong>Alfano</strong>; il Capo della Polizia, Antonio <strong>Manganelli</strong>; il Presidente della Regione Calabria, Agazio<strong> Loiero;</strong> il Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe <strong>Bova.</strong>  Parteciperanno anche i vertici delle forze di polizia regionali, i Procuratori capo di tutti i distretti della Calabria, esponenti politici ed istituzionali, rappresentanti delle forze armate, saranno presenti anche numerose personalita&#8217; impegnate nella lotta sociale alle mafie tra cui Elisabetta <strong>Caponnetto</strong>, Ivan <strong>Lo Bello</strong>, Lirio <strong>Abbate</strong>.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Donne du du du]]></title>
<link>http://claudiocordova.wordpress.com/2008/09/05/donne-du-du-du/</link>
<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 10:00:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiocordova</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ah che belle le donne! Peccato che loro non dicano la stessa cosa di me. Ho tante amiche donne, tutt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Ah che belle le donne! Peccato che loro non dicano la stessa cosa di me.</em></p>
<p><em>Ho tante amiche donne, tutte famose, tutte brave a cogliere la palla al balzo. Oggi ve ne presento qualcuna, vi racconto la loro storia.</em></p>
<p>1) <strong>Olga D&#8217;Antona</strong> (Roma, 30 ottobre 1946) è una politica italiana.</p>
<p>Sindacalista da lungo tempo, ha parte del Direttivo Nazionale della CGIL ed è stata responsabile Nazionale dei DS dell&#8217;Associazionismo e del Volontariato.</p>
<p>Vedova del giuslavorista Massimo D&#8217;Antona, ucciso dalle Brigate Rosse il 20 maggio 1999, viene eletta alla Camera nelle Elezioni del 2001 nel 18o colleggio maggioritario Roma-Portuense ed entra a far parte del gruppo dei Democratici di Sinistra.</p>
<p>È stata rieletta parlamentare nelle Elezioni politiche del 2006 alla Camera nella lista dell&#8217;Ulivo nella circoscrizione Lazio 1.</p>
<p>2) <strong>Rita Borsellino</strong> (Palermo, 2 giugno 1945) è una politica italiana.</p>
<p>Sorella del magistrato Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio del 1992 dalla mafia. Alla fine del 2005 si è intensificato il suo impegno politico accettando la proposta, veicolata dalla coalizione di centrosinistra nonostante le idee politiche del fratello, simpatizzante del Movimento Sociale Italiano, di candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana nelle amministrative della primavera 2006. I risultati dello spoglio la vedono raggiungere il 41,63% dei consensi contro il 53,08% del presidente uscente (l&#8217;impareggiabile Totò Cuffaro, ndr) che viene quindi rieletto.</p>
<p>3) <strong>Maria Grazia Laganà</strong> (Locri, 17 maggio 1959) è una politica e medico italiana, deputata del Partito Democratico.</p>
<p>Laureata in medicina e chirurgia, è medico ospedaliero.</p>
<p>È vedova di Francesco Fortugno, già vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso dalla &#8216;Ndrangheta il 16 ottobre 2005. A seguito della morte del marito, dirigente medico e uomo politico calabrese, esponente della Margherita, Maria Grazia Laganà viene eletta deputato alle elezioni politiche del 2006, candidata nella lista dell&#8217;Ulivo in Calabria. Nel corso della legislatura, il 10 novembre 2006 entra a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare. Alle elezioni politiche del 2008 viene rieletta alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico.</p>
<p>4) <strong>Rosa Maria Villecco Calipari</strong> (Cosenza, 24 novembre 1958) è una politica italiana.</p>
<p>È la vedova dell&#8217;agente del SISMI Nicola Calipari, assassinato il 4 marzo 2005 durante la liberazione dal sequestro della giornalista Giuliana Sgrena. Alle elezioni politiche del 2006 accetta la candidatura al Senato della Repubblica per le liste dei Democratici di Sinistra in Calabria. Diventa senatrice, membro della commissione Difesa, della Delegazione italiana all&#8217;Assemblea parlamentare della organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare. Alle elezioni politiche del 2008 viene candidata al secondo posto nella lista del PD calabrese alla Camera dei Deputati, passando da Palazzo Madama a Montecitorio.</p>
<p>5) <strong>Sonia Alfano</strong> (Messina, 15 Ottobre 1971) è una politica italiana. Interrompe gli studi universitari alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo dopo la morte del padre Beppe, ucciso dalla mafia per le sue inchieste scomode l’8 gennaio del 1993. Ottiene l’assunzione presso la Regione in virtù della normativa a tutela dei familiari delle vittime innocenti di mafia. Si è candidata alla Presidenza della Regione Siciliana nelle Elezioni del 2008 con la lista Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente ottenendo quasi 70.000 consensi.</p>
<p>6) <strong>Donatella Versace</strong> (Reggio Calabria, 2 maggio 1955) è una stilista italiana, sorella di Gianni Versace, il fondatore dell&#8217;omonimo impero della moda Versace. Il suo titolo attuale è vice presidente del gruppo e capo progettista della linea di moda. È azionista per il 20% dell&#8217;intero patrimonio. Il fratello, Santo Versace, ne possiede il 30%. La figlia, Allegra Versace, ha ottenuto il 50% dopo la morte di Gianni Versace. Oggi è lei la forza creativa di Versace. Gli anni di Gianni sono passati e ogni tempo ha il suo eroe. Donatella è riuscita con destrezza e creatività ad uscire dall&#8217; ombra del fratello. Un tempo si diceva Versace e si pensava subito a Gianni. Oggi, grazie al suo talento, al suo essere così diversa e apaprentemente ribelle, pensare a Versace salta agli occhi e alla mente solo un nome: Donatella.</p>
<p>7) <strong>Bianca Maria Berlinguer</strong> (Roma, 9 dicembre 1959) è una giornalista italiana. Primogenita dei quattro figli del leader del Partito comunista italiano Enrico Berlinguer (morto nel 1984) e di Letizia Laurenti (Bianca Maria, Maria Stella, Marco e Laura, giornalista di Studio aperto), è una nota giornalista televisiva.</p>
<p>Laureata in lettere, inizia a lavorare ne Il Messaggero agli inizi degli anni ottanta del Novecento. Dopo una prima esperienza televisiva in Mixer (1985) come redattrice, entra in pianta stabile al TG3 di cui attualmente conduce l&#8217;edizione serale. Presenta inoltre Primo piano, rubrica di approfondimento della stessa testata giornalistica su Raitre. Il Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga (del quale è parente) ha dichiarato di averla raccomandata per ottenere una posizione più eminente in Rai. Lei ha smentito, ma senza querelare il senatore.</p>
<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> <strong>Stefania Gabriella Anastasia Craxi</strong> (Milano, 25 ottobre 1960) è una politica italiana. Sottosegretaria di Stato agli Esteri dal 12 maggio 2008. Sorella di Bobo, è figlia dell&#8217;ex-Presidente del Consiglio dei Ministri Bettino Craxi. È deputata alla Camera nelle file di Forza Italia. In precedenza ha fatto parte del Partito Socialista Italiano.</p>
<p>9) <strong>Rita Dalla Chiesa</strong> (Casoria, 31 agosto 1947) è una conduttrice televisiva italiana.</p>
<p>È figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sorella del politico Nando Dalla Chiesa.</p>
<p>10) <strong>Alessandra Mussolini</strong> (Roma, 30 dicembre 1962) è una politica italiana, più volte deputata nazionale ed attualmente deputata. Nei primi anni &#8216;80 è stata anche attrice, fotomodella e cantante.</p>
<p>È la figlia di Anna Maria Scicolone, la sorella minore di Sophia Loren, e Romano Mussolini (1927 – 2006), quarto figlio di Benito Mussolini. È sposata dal 1989 con Mauro Floriani ed è madre di tre bambini: Caterina, Clarissa e Romano (chiamato così in onore del padre).</p>
<p><em>Non c&#8217;è che dire, le donne portano con onore il tuo nome dopo che sei morto.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pesanti minacce a Grazia Lagana']]></title>
<link>http://falconeborsellino.wordpress.com/2008/04/02/pesanti-minacce-a-grazia-lagana/</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 19:58:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilportaleantimafia</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Non arriverai alle elezioni. Salterai in aria ora e per sempre così non darai più fastidio. N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Non arriverai alle elezioni. Salterai in aria ora e per sempre così non darai più fastidio. N]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sanità in Calabria, nemmeno Cetto avrebbe fatto meglio]]></title>
<link>http://pieffeeffe.wordpress.com/2008/02/04/sanita-in-calabria-nemmeno-cetto-avrebbe-fatto-meglio/</link>
<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 00:30:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierfedrizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Gli arresti della scorsa settimana in Calabria per lo scandalo sanità mi hanno fatto ricordare un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jhCyDMyVeus&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jhCyDMyVeus&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><b>G</b>li arresti della scorsa settimana in Calabria per lo <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/arresti-ndrangheta/arresti-ndrangheta/arresti-ndrangheta.html" title="Gli arresti in Calabria" target="_blank">scandalo sanità </a>mi hanno fatto ricordare un personaggio comico: Cetto La Qualunque. Ancora una volta, Antonio Albanese ha avuto ragione con i suoi personaggi.<br />
Albanese, da comico serio, ha girato l&#8217;Italia in lungo e in largo per avere un&#8217;idea del politico medio e un po&#8217; maneggione. Così è nato Cetto La Qualunque.<br />
Cetto la Qualunque però si è materializzato in carne e ossa (e manette) nel consigliere regionale Domenico Crea, arrestato nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Onorata Sanità&#8221;, filone d&#8217;indagine sull&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/cronaca/vicepresid/vicepresid/vicepresid.html" title="L'omicidio Fortugno" target="_blank">omicidio di Francesco Fortugno</a>, il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri nell&#8217;ottobre del 2005.<br />
Fra gli arrestati figurano elementi organici alla cosca del boss Giuseppe &#8220;Tiradritto&#8221; Morabito. Il provvedimento ha colpito anche Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, due degli imputati &#8211; come mandanti &#8211; per l&#8217;uccisione di Fortugno.<br />
Perché Crea assomiglia e La Qualunque? Domenica Crea aveva comprato in contanti per oltre un miliardo di lire e qualche anno fa la clinica privata Anya di Melito Porto Salvo, l&#8217;aveva intestata alla moglie e il figlio Antonio Crea, 29 anni, medico, era diventato direttore sanitario della clinica, ora sotto sequestro.<br />
Volete conoscere gli orrori della clinica privata? Leggete le <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/arresti-ndrangheta/intercettazioni-crea/intercettazioni-crea.html" title="Le intercettazioni di Crea" target="_blank">intercettazioni</a>&#8230; Per fortuna esistono e si possono ancora pubblicare. Sono la nostra unica difesa contro una classe politica corrotta e con la pretesa dell&#8217;immunità. ∞</p>
<p><b></b></p>
</div>]]></content:encoded>
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